Ora basta! Si torna all'Alfieri...

La sfiga del Palafiom non si arresta.
Le rossoblu perdono anche l’amichevole con l’Azzurra Molfetta, squadra che avrebbe dovuto essere meno tonica sul piano fisico avendo iniziato la preparazione in ritardo rispetto alle rossoblu.
E’ vero, non abbiamo ancora sperimentato il fattore G, ma la situazione è drammatica e urge correre ai ripari. Torniamo all’Alfieri, palestra indegna della B2, forse anche della C, con n. 1 posto a sedere (quello dell’arbitro). Ma lì si vinceva sempre.
Prima di affrontare la cronaca dell’amichevole, un aggiornamento conclusivo sui concorsi delle miss. La nostra Mucci, dopo aver conquistato la fascia di Miss Grand Prix Linea Sprint 2005, ha deciso di non umiliare le avversarie rinunciando per quest’anno al concorso di Miss Motors. In assenza della nostra schiacciatrice, la fascia di Miss Motors Wella se l’è aggiudicata tale Graziana Ruta, di Leporano, anche lei pallavolista.
Se teniamo conto che anche il neoacquisto dell’Orion Napoli, Martina Escher, ha calcato con successo tanto le passerelle quanto i parquet, si rileva, dunque, uno straordinario parallelismo tra la bellezza estetica e la pratica del volley.
Si diventa bone giocando a pallavolo o si gioca a pallavolo perché si è già bone?
In effetti, tra le lanciatrici del peso non ci sono così tante miss.
Chiudiamo la parentesi della bellezza con una doverosa menzione per Virginia, che avrebbe dovuto essere qui stasera. Ma non è qui. Sigh. E’ la partita del ricordo.
Prima del riscaldamento, le giocatrici della Nati a Taranto si sottopongono al test dei saltelli e alla pesatura. A giorni pubblicheremo i risultati (della pesatura).
Désirée e Simona-di-metallo effettuano un pre-riscaldamento centrato sul soccer-volley, nel corso del quale Truciolina eguaglia il record di palleggi consecutivi di Maradona.

Nel primo set coach Marcello resta schiera Marcella Scaglioso alzatrice, Silvietta Mastandrea opposto, Simona Corallo e Simona Mucci di banda, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali e Simona Leone libero. Nel corso dell’incontro entreranno in campo anche Silvia Buso, Désirée Fiore e Alessandra Certa. Presenti ma indisponibili Sonia Tinelli, Ivana Gallo Ingrao e Simona Mereu; assente giustificata Michela Benefico, che salutiamo con affetto.
Annagrazia Matera utilizza Valentina Testini, Santa Mariateresa Francioso, Simona Marasco, Valeria Brattoli, Silvia La Forgia, Giovanna De Vincenzo (palleggiatrice titolare a 17 anni in B2, auguri), Paola Di Bucchianico, Alessandra Nappi, Mara Racanati e il libero Brigida Fortunato. Non entrate: Marilena Fracchiolla, Marta De Gennaro e D’Agostino che non so come si chiama di nome.
E’ una partita a corrente alternata: la Nati a Taranto domina il primo e il terzo set; l’Azzurra Molfetta domina il secondo e il quarto. La Nati a Taranto domina la prima parte del tie-break; l’Azzurra Molfetta la seconda parte.
Ma andiamo con ordine.

Buon avvio delle rossoblu con una Silvietta particolarmente in palla ed una Mucci molto efficace. Generosa anche Simona Corallo, ma la difesa barese, per tutto il primo parziale, riesce a contenere le bordate della nostra schiacciatrice, costretta a ricorrere ad un muro-punto per sbloccarsi. Bene la difesa; molto bene Cristiana, che risulterà la top-scorer rossoblu con ben 18 punti.
Il vantaggio di 6-2 viene recuperato dalle ospiti che sfruttano l’insidioso servizio di Mariateresa (6-6). Poi le fast di Cristiana, i colpi di Silvietta e gli intelligenti pallonetti di Simona-di-metallo innalzano una Nati a Taranto, saggiamente orchestrata da Marcella, sul 17-10. Clara partecipa alla scalata con un perentorio primo tempo e con un ace (20-12), poi si tratta solo di amministrare (25-15).

Coach Matera ha seguito il set da fondocampo, come la nostra Laura Passaro.
Il tecnico molfettese, da quella posizione, deve aver osservato elementi tecnici interessanti visto che nel secondo set la sua squadra appare “rettificata”. Purtroppo, senza numeri, non riconosco le giocatrici ospiti e la ricostruzione del match risulta sommaria. Dal 12-13 in poi, veramente, ho difficoltà a... riconoscere anche le rossoblu, assai poco produttive.
La difesa balla, le mani fatate di Ale oggi non regalano magie; in compenso migliorano le percentuali realizzative della Corallina, che ci tiene in corsa (15-19).

L’afa si fa sentire anche in palestra. Il sudore delle atlete inumidisce il parquet e non si trova una pezza per asciugare. Simona Leone si rifiuta di sacrificare il proprio asciugamano per lo scopo.
Trovata la pezza, non si troverà l’apposito bastone.
Intanto Molfetta si aggiudica il 2^ set grazie anche agli attacchi di Simona Marasco. (16-25).

Il terzo parziale è quello in cui le percentuali d’attacco della Nati a Taranto si assestano su valori soddisfacenti. Simona Corallo è scatenata e Zonky naviga sul 66% di positività offensiva. Adesso a ballare è la difesa molfettese, richiamata da un timeout dell’allenatrice ospite, mentre Désirée tenta, con successo, di ripetere nel volley i colpi di classe esibiti a calcio prima dell’avvio della partita.
Nel finale le azzurre non sfruttano un miracolo del libero Fortunato e Clara chiude il parziale con un servizio vincente (25-10).

Quarto set da dimenticare per la NAT. I miei calcoli non sono affidabilissimi, ma a me risulta una percentuale di efficacia in attacco del 29% (con giocatrici bloccate sul 13%). Anche in ricezione e in difesa c’è qualcosa che non quadra visti i quattro aces nel parziale dell’Azzurra e le urla di Marcello.
Il coach trova anche il bastone per asciugare il parquet, ma, dato l’andamento del set (3-8), minaccia di utilizzarlo per scopi irrituali.
La Corallina non passa e dall’altra parte Valentina Testini ha preso le misure del nostro muro, che supera con allarmante frequenza. Il secondo arbitro, che sarebbe un amico nostro, fischia un’invasione a Marcella; mo so’ cavoli suoi...

Siamo 4-13 e recuperiamo qualche punto grazie agli errori delle baresi.
Le golden girls Desi e Silvietta tentano la riscossa, Clara si impossessa della parte centrale e destra della rete e Marcella trova soluzioni autonome per attenuare il passivo (12-16).
Nella parte finale del set, però, a prevalere sono gli errori da una parte e dall’altra; beh, bisogna anche fare i conti con la stanchezza.
A non fallire i colpi decisivi sono Valentina Testini e Mariateresa Francioso (20-25).

Il tie-break inizia in modo strepitoso per noi: Marcella d’astuzia, Simona Corallo di potenza dopo uno scambio con una dozzina di muri di Cristiana e punto-culo di Silvietta, che poco dopo trova anche un angolino di precisione (7-4).
Dall’altra parte è soprattutto Mariateresa Francioso ad affondare colpi pesanti, ma la piemontese di Paolo VI vuole confermare le valutazioni presidenziali, secondo cui il nostro gruppo di centrali è tra i migliori del girone. E io concordo pienamente.
Ace Corallo, primo tempo Zonca e secondo tocco Scaglioso (11-5).

Sembra fatta, ma l’invito della Santa a non mollare viene preso seriamente dalle compagne, soprattutto da Valentina Testini che va a segno con un tiro diretto, con un mani-fuori e con un pallonetto. Quando l’opposta barese viene finalmente contenuta, la difesa tarantina si impapocchia per fatti propri (12-10). E coach Marcello non la prende benissimo.
Pareggio molfettese (12-12), reazione di Clara, ma alla fine l’avvocato Francioso avvia un’azione di pignoramento della vittoria mediante la notifica di due pallette maligne.
Vince l’Azzurra 14-16.

Beh, per la NAT difetti di crescita su cui occorrerà lavorare, ma anche la conferma di molte indicazioni positive sia sul piano individuale che su quello collettivo. A livello statistico colpiscono gli score delle centrali (18 Cristiana + 13 Clara = 31 su un totale di 72 punti di squadra).
Prossimi appuntamenti.
Il primo impegno ufficiale della stagione è sabato 6 settembre a Matera (Coppa Italia).
Lunedì 8 è prevista un’amichevole pregiata contro il San Vito dei Normanni (al Palafiom).
Sabato 13 ritorno domestico della Coppa Italia (NAT-Matera) e la settimana dopo, sabato 20, primo incontro di campionato con la Tekla Scafati al Palafiom.
O magari all’Alfieri...
NOTE:
La foto di Graziana Ruta è tratta da www.inedito.fg.it, quella di Martina Escher da www.ailicis.it.
Immane tragedia: Virginia lascia la pallavolo

Non bastava la sconcertante eliminazione della nazionale femminile dalle Olimpiadi (d’altra parte, senza Clara dove volevano andare...?).
Una notizia ben più drammatica ha sconvolto il mondo del volley italiano: Virginia Vuovolo ha deciso di abbandonare l’attività agonistica.
Ha ragione la società molfettese in cui l’opposta militava da quasi un anno: è stato un fulmine a ciel sereno. Per tutti.
Una catastrofe.
Secondo quando riferiscono le agenzie di stampa, Virginia avrebbe rinunciato allo sport per cogliere un’opportunità lavorativa.
Angoscia e disperazione dilagano tra i fans sparsi dalla Puglia all’Asia centrale.
Appena si è diffusa la notizia, i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale improvviso e a tempo indeterminato. Persino il ministro Brunetta si è fermato due minuti. Le mamme sono corse a prendere i bambini dalle colonie estive. Dichiarato, in molti Paesi, lo stato di calamità naturale. Interrotti i giochi olimpici di Pechino.
Questa sera il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dovrebbe tenere un discorso a reti unificate; fonti del Quirinale hanno fatto sapere che si tratterà di un appello rivolto direttamente alla giocatrice perché cambi idea. Per il tentativo di persuasione saranno decisivi i primi due minuti; poi le parole del presidente firma-tutto potrebbero indurre alla sonnolenza gli ascoltatori e quindi anche l’interessata.
Putin ha telefonato a Berlusconi: se Virginia ritornerà sui propri passi, il ritiro delle truppe russe dalla Georgia potrebbe essere accelerato.
Papa Benedetto XVI ha invitato i fedeli a raccogliersi in piazza San Pietro per una veglia di preghiera che durerà tutta la notte: “Prekiamo – ha detto il Pontefice – perché la meravigliosa ciokatrice foggiana ritorni sulla retta via e si lasci guidare dall’amore per la pallavolo e dalla cenerosità verso i propri tifosi ed ammiratori, rinunciando alle tentazioni rappresentate da pratiche disumanizzanti come il lavoro e da quel moderno idolo che è il guadagno. Il lavoro distoglie dagli affetti e dalle sane abitudini di vita come lo sport. Guardate i gigli come crescono – scrive l’evancelista Luca – eppure non lavorano...” [1]
Proprio il 3 settembre era stata ipotizzata un’amichevole tra Nati a Taranto e Azzurra Molfetta, circostanza che aveva indotto qualcuno a rinviare di alcuni giorni la partenza per le vacanze, spostando affannosamente voli e prenotazioni. Tutto inutile.

Un mese dopo, il 3 ottobre, ci sarebbe stato, sempre al Palafiom, l’incontro di campionato, senza contare la cena molfettese al ritorno. Tutto sfuma.
E l’unico ricordo di una partita giocata da Virginia resterà per sempre quello dei play-off del 2006. Le uniche soavi parole quelle ascoltate prima della Coppa d’Oro. L’unico contatto fisico quello della foto ricordo qui sopra.
Perché?
A questo punto l’amichevole del 3 settembre non ha più senso. La vita stessa non ha più senso.
NOTE:
(1) Cfr. Vangelo di Luca, 12, 27-28.
Le foto di Benedetto XVI è tratta da http://it.wikipedia.org.
Blitz di Urago a Taranto: "La campagna acquisti la faccio io!"

Profonda spaccatura nella Palafiom Nati a Taranto.
A sorpresa Marco Urago si fionda in Italia dall’Afghanistan e scuote la campagna acquisti della società di via Golfo di Taranto.
Da quanto si è appreso, il presidente rossoblu era rimasto turbato da un’email anonima che gli aveva segnalato una certa inerzia nelle attività di mercato ed una serie di opportunità che il responsabile tecnico Marcello Presta si sarebbe lasciato sfuggire o non avrebbe voluto prendere in considerazione perché non rispondenti alle presunte necessità della squadra.
Urago non ci ha pensato due volte: venerdì scorso ha preso il primo volo Kabul-Roma e sabato mattina ha già incontrato il coach. Il medico tarantino si è fatto consegnare una relazione sullo stato e sugli obiettivi della campagna acquisti, relazione che non lo ha soddisfatto.
Pare che il colloquio tra il coach e il presidente sia stato lungo ed agitato, al punto che Urago avrebbe anche sabotato l’autovettura dell’allenatore bucandogli il tubo dell’acqua (collegato a quello dell’olio).

Visto il clima nervoso, il colloquio è stato aggiornato al giorno successivo.
All’Hotel dei Gigli di Nola c’è stato un secondo faccia a faccia alla presenza anche di Trombetta, in qualità di consulente di mercato, e di Fernando Conforti, in qualità di testimone. Questo secondo incontro non ha appianato le divergenze. Anzi, dopo l’incontro il presidente ha rilasciato dichiarazioni velenose:
“Il signor Presta ed io parliamo ormai linguaggi differenti. Il coach resta ancorato a termini fumosi ed insensati come esperienza, integrità fisica, compatibilità tecniche... Aria fritta, insomma.
Invece c’è piena convergenza di vedute con Trombetta, che ha svolto nei mesi scorsi un accurato e professionale lavoro di market analysis basato su parametri di valutazione seri e skills tecnici rigorosi ed innovativi. Altro che le chiacchiere.
A questo punto prendo in pugno direttamente e personalmente le redini delle trattative di mercato per costruire una grande Palafiom. Ho deciso di “clonare” in riva allo Jonio il Manfredonia 2005-’06, che tanto impressionò me e Trombetta. Voglio Giusy Scarale, Doriana Bisceglia, le gemelle Liguori e soprattutto Virginia Vuovolo.

Come è noto, l’opposto attualmente in forza al Molfetta è da sempre il mio obiettivo prioritario. So che in occasione della Coppa d’Oro ha dimostrato uno stato di forma invidiabile ed è risultata determinante per la vittoria. Me l’ha detto Trombetta e non ho motivo per non credergli. La porterò a Taranto senza badare a spese.
E poi mi sono appuntato un paio di nomi guardando Cuba-Brasile in tivù: Rosir Calderon e Yaima Ortiz.”
E il coach?
“Quell’incompetente... Se non riuscirò a portare a Taranto l’allenatrice del Molfetta, dovremo sopportarlo per un altro anno. Pazienza. Vorrà dire che faremo come il CRAS: prima allestiremo la squadra e poi la offriremo su un piatto d’argento all’allenatore. Sistemerò le cose entro i prossimi dieci giorni; per ora l’Afghanistan può aspettare.”
Come d'incanto

Francioso santa subito.
Non tanto per aver offerto, con le sue schiacciate, un contributo decisivo alla vittoria della Coppa d’Oro per la sua Azzurra Molfetta.
Anzi, ad essere sincero, prima della partita io speravo in una vittoria del Tuglie.

Francioso santa subito per altri motivi. Lei li conosce.
Si sostituisca il patrono di Taranto con questa giocatrice; venga portata in processione lungo il canale navigabile.

Era dal 17 maggio 2006 che attendevo questo momento. Ormai iniziavo a dubitare dei miei stessi ricordi, iniziavo a credere che quella della palestra dell’Alfieri fosse stata una visione.
Quello fu, in verità, un incontro ricco di visioni paradisiache, alcune delle quali si sarebbero poi materializzate nei mesi seguenti dandomi conferma che si trattava di persone in carne ed ossa.
Ma non la visione più incantevole.

Avevo perso ogni speranza; credevo che fosse stata un’apparizione metafisica, uno scherzo della mente e della memoria, finché ieri sera è finalmente ricomparsa nel suo immutato splendore.
E poi la Francioso ha fatto quello per cui le sarò grato per tutta la vita.

Avrei dovuto predisporre una cronaca della partita, ma non posso. La mente era in subbuglio e conservo solo ricordi frammentari.
Prima di entrare nel bel palazzetto di Gioia del Colle, quando cioè ero ancora lucido, ho notato la scritta che ho fotografato e che mostro di seguito:

La Palafiom giocò a Gioia tre anni fa. Michela c’era. Ne sa niente di questa scritta...?
Passiamo ai ricordi frammentari, cominciando dalla Coppa d’Argento (Bisceglie contro Corsano; mi pare che abbia vinto il Bisceglie).
Anche il Corsano, al pari del Trani, ha un motivational counselor.
Katia Accogli in serie D è stato un crimine contro l’umanità.

Coppa d’Oro.
Sugli spalti, in rappresentanza della serie B1, c’è Paola Cesario, che però non ha voluto raccontarmi un segreto. Una rettifica, più che altro.

La signora Matera ha dato uno schiaffetto ad una sua giocatrice. Forse è quello di cui avrei avuto bisogno anch’io per rinvenire.
Comunque, l’allenatrice dell’Azzurra Molfetta mi sembra una donna precisa: quando fornisce spiegazioni alle proprie atlete è esaustiva ed anche se il gioco riprende, lei prosegue finché non completa il concetto.

Dall’altra parte, invece, Scanferlato è il solito vulcano in eruzione.
La panchina del Tuglie è caratterizzata dalla serenità grazie ai perenni sorrisi di una giocatrice. Dovrebbe essere sempre così.
Non riesco ad interpretare il tatuaggio sul braccio della Isceri. Così, da lontano, mi sembra una macchia del test Rorschach.

L'incontro è spettacolare. Due belle squadre, complimenti.
La Coppa d’Oro l’ha vinta l’Azzurra Molfetta dopo una partita troppo breve. Bisogna cambiare il regolamento: almeno nove set su diciassette ed abolizione del rally point system. Perché questa partita è già finita? Perché dobbiamo lasciare questo palazzetto?

“E’ uno di quei momenti perfetti della vita, quelli che vorresti fermare e mettere da parte, tenere sempre in tasca e portarti dietro per l’inverno dell’anima”. [1]

Ultima osservazione. Quando la Palafiom contese il trofeo regionale al Manfredonia l’anno scorso c’era soltanto la coppa per i vincitori; ieri c’era anche quella per la squadra sconfitta.
Cos'è quest'ingiustizia? Ora vogliamo gli arretrati.

NOTE:
(1) BANDINI, G., Il bacio della tarantola, Newton Compton, Roma, 2006, pag. 132.
Buongiorno, Tuglie!

Con grande piacere rivolgo al Tuglie le mie congratulazioni per la vittoria nel campionato di serie C.
Stoppati (da noi) all’ultimo turno dei play-off regionali due anni fa, stoppati dal Palermo ai play-off interregionali l’anno scorso, vincitori del girone B quest’anno... Esattamente lo stesso percorso della Palafiom (bloccata dal Valenzano, poi dall’Aci Castello e infine vincitrice). E la promozione in B2 dopo una stagione trionfale arriva esattamente nello stesso giorno storico in cui la Palafiom raggiunge la salvezza.
Come faceva osservare il buon Luigi Mighali, l’anno prossimo dovrebbero quindi riprendere le epiche sfide tra le due squadre. Sono contento. Mi siete mancate.
La B2 prossima ventura si prospetta particolarmente interessante per la Puglia: in attesa di un’altra neopromossa dal girone B (e qui incrocio le dita), sale di categoria anche l’Azzurra Molfetta (altra notizia estremamente apprezzabile...).
Speriamo che la Federazione non cionchi la regione in due gironi.
Intanto, al Tuglie di coach Scanferlato, del mitico killer Albino e di dodici giocatrici fortissime che sono state capaci di vincere - per ora - 22 partite su 23, ancora tanti auguri!
Palafiom Taranto-Manfredonia 3-1

Come on up for the rising,
come on up for the rising tonight [1]
Sabato 10 novembre 2007 – ore 18.00
Le partite tra Palafiom e Manfredonia non deludono mai le aspettative. Ricordiamo i play-off di due anni fa, vinti dalla Palafiom nel giorno in cui, sommando le due squadre e grazie alla compresenza delle gemelle e diVirginia (a proposito, dov’è finita?), si verificò la più alta concentrazione di bellezza in pochi metri quadrati nella storia dei tempi. Ricordiamo la Coppa d’Oro 2007, vinta dal Manfredonia. Finalmente oggi le due squadre si affrontano in serie B2. Come è giusto che sia.
Ma non resterà deluso soprattutto chi auspicava una reazione d’orgoglio delle rossoblù. Saranno encomiabili.
Quando arrivo, non vedo pullman davanti al Maria Pia. Coach Delli Carri ha talmente poche giocatrici a disposizione che forse è venuto a Taranto con un tre-ruote. In particolare è scoperto il ruolo di schiacciatrice. Sabato scorso le “torri gemelle” hanno subìto un attacco terroristico kamikaze atipico. Atipico perché in questo caso il kamikaze non si è fatto niente.
Ma per fortuna delle mie pupille, Roberta è presente in spirito, in fisico (sebbene sostenuta dalle stampelle) e soprattutto in corde vocali.
Aumentano le Gambadilegno nella Palafiom. Oltre alla segnapunti, ce n’è una anche sugli spalti.

Formazioni. Conscoop Manfredonia con Giusy Scarale, Luciana La Torre, Carla Martino, Moira Giovino, Stefania Liguori, Rosanna Prencipe e il libero Ida Lioi. In panchina la libellula Marilena Montenegro, Lucia Fusilli e la giovane Katia Patetta, che sembrava in odore di partita.
Palafiom Taranto con Alessandra Certa palleggiatrice, Silvietta Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Manu Voglino libero. In panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Simona Mereu.
Quest’ultima si sottopone a un trattamento shiatsu prima della partita.

Arbitrano i signori Sicurella (di Cosenza) e Braile (di Cetraro, provincia di Cosenza).
Siccome il primo arbitro ci tiene alle proprie origini, pubblichiamo anche una foto di Cetraro, paese a vocazione turistica con una spiaggia che sembra Phuket.
Primo set
Le sipontine hanno un nuovo sponsor: Cotonificio di Capitanata. Di cotone, però, non è che ne sia stato usato molto per i pantaloncini. Sarebbe stata più coerente la sponsorizzazione di un dermatologo, ma bisogna dire che queste giocatrici possono permettersi di esibire quello che vogliono facendo bella figura.

Né sembrano essere prodotte da un cotonificio le colorate calze (di lana) di Roberta. Che pure fanno la loro figura, in bella vista sulla stampella.
L’avvio delle ragazze di coach Marcello è travolgente. La difesa è concentrata e Michela è quella che conosciamo: una grande schiacciatrice, a cui starebbe stretta anche la B1.
Il punteggio supera le più rosee aspettative (8-1) ma è il carattere esibito dalle ragazze a rappresentare la nota più gradevole di quest’avvio di partita.
La torre gemella superstite scova uno dei rari buchi difensivi di questa sera e Luciana... La-Torre-non-gemella trascina le compagne sino al 10-8. Siamo in presenza di un crollo psicologico e di una precoce paura di vincere? No, siamo in presenza di una stella: Michela Benefico. Blocca la rimonta delle sipontine costruendo un nuovo allungo (13-9) ed evita più volte il pareggio con maestosi attacchi da posto quattro (16-14).

C’è spazio anche per un ace di Rossella, che nel frattempo ha rilevato Silvia.
Tutte stanno giocando bene. Difesa e attacco. Ma i punti pesanti inizia a segnarli Simona: pallonetto (20-16), diagonale (22-16) e palla che garantisce cinque set-point alla Palafiom (24-19). Ne basta uno perché una giocatrice ospite tocca in modo irregolare (25-19).
Secondo set
Palafiom in vantaggio anche nel secondo parziale in ragione di un muro che inizia ad alzarsi con maggiore costanza grazie al contributo di Rossella (che ha compiuto gli anni il 5 novembre). Palletta di Michela da posto due (7-4), zona del campo su cui nel primo set era cresciuta l’erba. Purtroppo Sonia è ko, Silvietta non riesce ancora ad esprimere tutto il proprio (notevole) talento con la dovuta sicurezza e continuità e Ivana ha avuto poco tempo a disposizione.

Roberta osserva che facciamo poche parallele. Sull’ 8-4 break di dieci punti delle foggiane, costruito su buoni muri, su qualche nostro errore offensivo, su un ace aiutato dal nastro e sulla grinta della solita Luciana La Torre (8-14). Affiorano gli incubi del passato. Simona, però, mette la palla a terra e in difesa siamo reattivi con Manu che gioca una buona partita. La Palafiom rosicchia qualche punto (14-18). Ale mette giù un secondo tocco che sbroglia una situazione complessa dopo uno scambio lungo e avvincente (15-19).
E’ una bella partita. E’ sempre una bella partita quando si affrontano Palafiom e Manfredonia. Perché non giochiamo tutte le 26 partite del campionato contro il Manfredonia? Costituiamo una federazione autonoma.

Sul parquet, intanto, la Palafiom sta tentando una rimonta con un break di quattro punti: errore in battuta delle ospiti, muro di Rossella, punto di Simona-di-metallo che valorizza un bel salvataggio di Ivana e attacco lungo del Manfredonia (19-20). Ivana, durante il gioco, durante i time-out, in ricezione, sempre, non riesce ad astenersi dal ruotare le braccia, dal saltellare, dall’agitarsi, forse per recuperare il troppo tempo perduto nella convalescenza dell’anno scorso.
Rompe l’assedio un primo tempo della Scarale, ma Simona trova un mani-fuori perentorio (20-21). Luciana La Torre buca il muro e Simona concede il bis (21-22). Un secondo tocco di Marilena Montenegro, subentrata in questo secondo set, finisce lungo di poco. Troppo poco, secondo Roberta e Loredana, ma intanto è pareggio!

Le ospiti si affidano alla La Torre, che va a segno con una diagonale ed una palletta malefica (22-24). Replica di Clara dal centro, ma l’ultimo assalto di Simona non ottiene l’esito sperato (23-25).
Il set è perduto, ma la Palafiom sta lottando con cuore e cervello.
Terzo set
L’avvio del terzo parziale è equilibrato, poi le foggiane tentano l’allungo con Scarale e Martino (5-7). Il vantaggio aumenta (6-9), ma entra in scena Clara Clemente con due primi tempi consecutivi.
Dall’altra parte della rete, però, c’è Luciana La Torre che continua a crearci problemi: due punti suoi, due errori in attacco nostri e Manfredonia si porta sull’ 8-13.

Ivana in campo per Silvietta. La Palafiom non ci sta a restare a secco e a bruciare quanto di buono fatto fino adesso (e in settimana): primo tempo di Clara, lungo scambio chiuso da Michela, splendido muro a due Michela-Rossella (il cui compleanno era il 5 novembre), attacco fuori misura delle sipontine e il set è riaperto (12-13). Stefania Liguori, un errore in battuta di Alessandra e un primo tempo della Scarale riportano avanti la Conscoop (13-16).
Qualcuno dialoga con l’arbitro. Si levano voci tanto dal reparto infermeria del Manfredonia quanto dall’ufficio di presidenza della Palafiom. Ho il vago presentimento che dalla prossima settimana miglioreremo la posizione anche nella classifica del trofeo Bin Laden.

Il pubblico si scalda. Anche i Ciccini sono stati calorosi questa sera. Anche il d.j. Pino è stato grande.
Ma è soprattutto la Palafiom che fa scintille sul parquet: Michela buca il muro da posto due, Rossella stoppa un attacco avversario e Simona-di-metallo mette il pallone a terra (16-16). Pareggio!
La libellula e La-Torre-non-gemella lottano punto a punto, poi Clara si eleva sull’Olimpo delle divinità del volley. Primo tempo che vale il vantaggio (19-18), lungolinea di Simona e due muri della nostra centrale nello stesso scambio, il secondo dei quali vale il 21-18.

Alessandra fa proprio il detto “mai cambiar gioco quando si vince” e così serve a Clara l’ennesimo pallone che la nostra centrale sfrutta a dovere (22-18). Manfredonia in difficoltà; in questa fase fa tutto la Palafiom, anche gli errori (22-19). Rimedia Clara con l’ottavo primo tempo del parziale (a cui occorre aggiungere due muri-punto). Confusione difensiva delle rossoblù (23-20), invasione della Montenegro (24-20) e attacco vincente di Michela da posto quattro (25-20).
Se non altro, abbiamo già mosso la classifica. Ma la sete di punti delle rossoblù non è ancora appagata; oggi si punta al bottino pieno.
Quarto set
Si parte bene (3-0), poi Rossella (che ha festeggiato il compleanno lo scorso 5 novembre) commette una doppia quando il fortuito sviluppo di un’azione le impone di rivestire la mansione di palleggiatrice. Opposto, centrale e palleggiatrice in otto giorni non è da tutti.
Bel punto di Silvietta (5-2) e palloni messi a terra da Simona e da Clara (entrambe si fermeranno a quota 18). Grande difesa Palafiom e il vantaggio continua ad aumentare (10-4). Furie rosse.

Un ace della Mucci non può mancare (12-7), mentre Alessandra manda in rete il secondo tocco. Un cucchiaino di aggressività in più e la nostra Ale farebbe le scarpe alla Lo Bianco. Dall’altra parte Marilena Montenegro non gioca la migliore partita della sua vita però è sempre molto elegante nei suoi gesti tecnici.
Il punto del 13-9 è una bomba di Michela. Un punto annunciato. Dal vigore della rincorsa si era capito che il pallone avrebbe scheggiato il parquet. Poi la nostra schiacciatrice dimostra la propria classe alternando potenza a genialità e trovando un mani-fuori da posto due con un tocco morbido (16-12).
Manfredonia non si arrende: mani-fuori della Giovino, ace della torre gemella e bis della Giovino da posto quattro (17-15). Ma Simona-di-metallo scaccia tutte le paure con due attacchi consecutivi, il secondo dei quali dopo due miracoli della nostra difesa (19-15). Lotta punto a punto: invasione Palafiom, primo tempo a-fare-male di Clara, penetrazione della La Torre e attacco Mucci (21-17).
L’arbitro annulla un punto a Michela, che sul momento non la prende bene, ma poi risponde con un attacco rabbioso (22-18). Il Manfredonia si affida ancora all’ottima Luciana (22-19), ma Rossella chiude l’incontro con tre azioni da manuale: un pallonetto intelligente, un primo tempo tosto e un muro in comproprietà con Michela (25-19). Credo che abbia tocca Michela e sarebbe, in tal caso, il suo 26^ punto.

C’è stato tutto: difesa e attacco, tecnica e cuore, aggressività e concentrazione. La Palafiom conquista tre punti d’oro e guarda con più fiducia al futuro e a se stessa.
Al Manfredonia vanno riconosciute le attenuanti di una formazione ampiamente rimaneggiata. E comunque ha giocato bene.

Il campionato non è ancora facilmente decifrabile, ma due risultati ci fanno riflettere. Manoppello vince 3-0 ad Aversa e l’Ester Napoli batte con lo stesso punteggio Potenza (lasciando le lucane a 14 punti nel 2^ set). Ma al di là dei confronti, credo che giocando così non bisogna aver paura di nessuno, neanche del Massafra che pure sulla carta appare molto più forte.
Altri risultati: Ester Napoli-Potenza 3-0, Scafati-Valenzano 0-3, Lanciano-Massafra 3-2, Aversa-Manoppello 0-3, Ostuni-Orion Napoli 0-3, Trani-Salerno 3-2.
Classifica: Orion Napoli 15, Valenzano e Trani 12, Potenza e Lanciano 11, Salerno 10, Manfredonia, Manoppello e Massafra 6, PALAFIOM TA e Scafati 5, Ester Napoli 4, Ostuni 2, Aversa 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa, Ester Napoli e Trani 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Sangue del nostro sangue: Marcella-Mercato San Severino 2-3.
Prossimo turno: sabato 17 novembre, ore 18.30, Massafra-Palafiom TA, Pala Giovanni Paolo II.
NOTE:
(1) SPRINGSTEEN, B., The Rising, 2002.
Le foto di Michela, Clara, Ivana e Ale e l’ultima sono di Luca.





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