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Salerno-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (01/12/2008 - 00:15)

Sabato 29 novembre 2008 – ore 18.30

Salerno è sede di una sperimentazione. Per la prima volta nella storia precedo la squadra raggiungendo la sede della trasferta in treno per fare un po’ di turismo. Il posto meritava e il tempo è stato clemente.

Uscito dalla stazione, faccio una prima scoperta che spiega molte cose: a Salerno esiste una via Nutella. Più o meno.

      Conseguentemente, la prima tappa è la gelateria Nettuno, che non delude le aspettative. Proseguo per il lungomare (con il vento che forma onde spettacolari quando si infrangono sui come-si-chiamano), piazza Luciani (che non è il libero di Scafati), il centro storico e il Duomo. Non riesco a localizzare i giardini di Minerva De Cataldo e inizio una scarpinata verso Santa Maria della Grazie e oltre. Bella panoramica.

Un po’ faticosa, però, questa città. Taranto ha il lungomare sopraelevato e il resto è piatto; Salerno ha il lungomare basso ma tutto il resto è ‘ngoppa alla collina.

Questa innocente visita turistica mi costerà l’aggravamento dell’ostracismo da parte della squadra ed è a rischio persino la possibilità che io possa fruire del pullman al ritorno. Credo che molto dipenderà dal risultato...

A tal proposito, Alfredo ed io siamo concordi nel prevedere una conclusione al tie-break, però con esiti differenti.

Siamo, invece, pienamente d’accordo sull’opportunità di acquistare un po’ di mozzarelle di bufala, operazione che è facilitata dalla perfetta sinergia Scuola Volley-caseificio.

Per la prima volta quest’anno figura in panchina Simona Mereu; per stasera è soltanto una presenza simbolica, ma la soddisfazione è immensa. Altrettanto grande è la soddisfazione per il miracolo compiuto dal dottor Formoso, che ha rimesso in sesto Michela quando solo giovedì sera dilagava la rassegnazione.

Dubbi su Alessandra, le cui mani sono fatate ma anche freddolose: occorrono guanti e borsa dell’acqua calda. Meno male che giochiamo in Italia e in un girone meridionale; se fossimo in Finlandia avremmo qualche problema in più.

Un’assenza pesante in tribuna ed una presenza che fa sudare freddo: c’è mezzo Sarno con il simpatico coach Loparco e fin qui tutto bene. Nel mezzo Sarno, però, c’è anche Veronica Grimaldi, che in tutte le circostanze in cui è entrata in contatto con il Taranto, ha creato solo guai. A noi.

Vedremo come si comporta da spettatrice.

Completiamo il quadro scaramantico con il caffè versato addosso a Clara e con coach Castillo che osserva il riscaldamento sempre dalla stessa posizione a bordocampo.

Il tecnico peruviano scarta subito il regalo prenatalizio che gli è stato recapitato in settimana: l’opposto Norma Ruggiero, ex-Pontecagnano. Per il resto, preferisce non rischiare dall’inizio Valentina Borrelli e ripropone al suo posto Antonella Salvati. Completano il sestetto Arianna Formisano in palleggio, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo di banda, Viviana Vincenti centrale e Pina Esposito libero.

A disposizione, la citata Valentina Borrelli, l’inossidabile Antonella Cataldo, Annamaria Amitrano (altra ex-scafatese che quando la vedo accuso un lieve malore), Monica Fierro e Paola Barletta.

Coach Marcello Presta risponde con Marcella Scaglioso alzatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Silvia Buso, Simona Mucci, Silvia Mastandrea, Alessandra Certa e Simona Mereu. C’è anche Laura Passaro, con le scarpe anti-sconfitta.

Colgo l’occasione per salutare l’indimenticato... vaso di fiori: ciao, mi manchi!

Primo set

Inizio allucinante: 9-1 per Salerno. Ancora una volta la Nati a Taranto manifesta difficoltà ad entrare in partita e non manca l’ormai tradizionale malinteso Marcella-Clara. Perché non lo fanno durante il riscaldamento così si tolgono il pensiero...?

Però c’è una novità: Sonia è in palla. Per ora fa quello che può, ma si vede che scalpita.

Ed in effetti è lei a guidare la riscossa. Quattro dei primi sei punti tarantini sono suoi (10-6).

Piano piano sembra addirittura profilarsi una rimonta incredibile; ribaltare un 9-1 non è mai facile, ma è teoricamente impossibile quando ci si trova di fronte ad uno squadrone come l’Autoluna. E invece super Zonca ci conduce fino all’ 11-9.

Ruggiero e Campolo mantengono le distanze, ma Michela e Sonia ci riportano a ridosso delle padrone di casa (16-14).

Poi Salerno ha il guizzo decisivo. Merito di una Formisano particolarmente ispirata e delle bande, Scialacomo e Campolo, che pungono dai lati della rete.

Però le opportunità per contrattaccare le abbiamo e purtroppo le sprechiamo: cinque degli ultimi otto punti campani sono errori nostri (25-17).

Secondo set

Bella la reazione delle tarantine nel secondo parziale con Michela e Clara subito in evidenza. Cresce anche il muro, non ancora a cappuccio ma già in grado di smorzare molti attacchi avversari. E poi grande aggressività in difesa. Simona Leone gioca probabilmente la migliore partita con la NAT: grande positività in ricezione e in difesa.

Peccato che questa prestazione coincida con il giorno in cui il coach, tradizionalmente poco benevolo con chi occupa il ruolo di libero, nega alla ragazza persino il diritto stesso a sentirsi un essere umano. La definisce, infatti, “macchina da ricezione”. E per lui sarebbe un complimento...

In ogni caso siamo in vantaggio (4-9).

E stiamo per assistere ad una bella prova corale di squadra. Significativa mi sembra la distribuzione dei punti in questo set: 6 Michi, 3 Corallina, 4 Sonia, 4 Clara, 4 Cristiana.

Dall’altra parte, al contrario, sembra esserci un calo di mezza squadra mentre cresce vistosamente il rendimento di Nunzia Campolo e di Viviana Vincenti.

Cambio di centrale in casa salernitana: Valentina Borrelli rileva Antonella Salvati. Un tocco di seconda della Formisano riavvicina le due squadre (13-14) e il pareggio lo ottiene la Campolo dopo uno scambio caratterizzato da primi tempi fantasiosi su entrambi i fronti (16-16).

La schiacciatrice ex-Orion firma anche il sorpasso (17-16), ma Clara reagisce e Michela mette a terra una bella diagonale stretta (17-20). Pallonetto Campolo, muro Vincenti su Sonia, ma il nostro opposto si vendica subito dopo (19-21).

Break dell’Autoluna: mani-fuori Campolo, punto Ruggiero e due muri-attivi consecutivi Vincenti (23-21).

Quando la frittata sembra fatta, la Nati a Taranto fa il capolavoro: primo tempo Cristiana, fast della nostra centralona, lungolinea out della Ruggiero e attacco di Michela su cui il tentativo di salvataggio campano si rivela inefficace (23-25).

Terzo set

Ancora un black-out della NAT, il penultimo: Salerno parte da 5-0.

Sonia e Cristiana rimettono in corsa la squadra rossoblu (7-5), poi, sull’8-5 si apre la prima discussione. Oggetto del contendere è la rotazione dell’Autoluna, ma in seguito saranno altri scambi ed altre ragioni a generare proteste.

L‘incontro si inasprisce, il pubblico si scalda e le giocatrici sembrano elettriche.

Sul 9-7 iniziamo a commettere qualche errore e qualche invasione mentre Nunzia Campolo non ha esaurito il momento di grazia, Gisela Scialacomo continua a mettere palloni a terra e Valentina Borrelli si erge a protagonista del set con sei punti personali.

Il presidente arriva mentre dilagano sia il punteggio, in favore del Salerno (15-8), che le proteste. Vincenzo ha l’aria sconcertata e sorpresa di quei genitori che arrivano a scuola – chiamati d’urgenza dagli insegnanti - mentre il figlio discolo sta combinando guai. E’ come se, avvicinandosi a scuola, vedesse il figlio che lancia i banchi dalla finestra.

Sul parquet, invece, le ragazze sembrano più a proprio agio in questo clima caliente sulla soglia della rissa. Io avrei preferito una partita più serena; il pullman sta facendosi sempre più pericoloso...

Purtroppo, però, il set è andato. Coach Marcello fa rifiatare Sonia e Marcella introducendo Silvietta e Alessandra.

Cristiana e la Corallina provano ad attenuare il gap, ma Valentina Borrelli ha ancora in serbo i colpi migliori: una fast, un pallonetto e il servizio vincente che chiude il set sul 25-14.

Quarto set

Nati a Taranto tonica e concentrata. Sta per iniziare il capolavoro delle rossoblu, l’esame di maturità.

Coach Castillo percepisce che l’aria del Palavestuti oggi nasconde insidie e sul 3-4 tenta di tutelarsi inserendo Amitrano al posto di Ruggiero.

Grande Corallo e grande muro rossoblu (3-7).

Ottimo il turno in battuta di Marcella, che realizza anche due aces (5-14).

Altro cambio nelle file salernitane: rientra in campo Antonella Salvati, che peraltro è psicologa e in questa fase delicata può offrire alle compagne un sostegno tanto tecnico quanto professionale allo scopo di ritrovare serenità e autostima.

Ma contro questa magnifica NAT c’è poco da fare. Sul 16-9 la nostra palleggiatrice pone in essere la cosiddetta “mossa di Rosa Ricci”: rapido sguardo nel campo avverso e palla appoggiata furbescamente nei pressi della linea di fondo. Che magia!

Reazione locale affidata alla Scialacomo, che ottiene un mani-fuori contestato vivacemente da Michela e compagne. La giocatrice argentina sarà ospite del pullman tarantino; speriamo che la cosa non finisca a rissa...

Si riprende a giocare e la Nati a Taranto amministra il parziale fino alla fine con tutte le attaccanti in bell’evidenza e la Corallina sempre più efficace a muro (25-18).

Tie-break

Gisela Scialacomo bilancia qualche errore delle proprie compagne e continua a rivestire il ruolo della salernitana più incisiva in questo finale di partita. Da questa parte della rete, però, le rossoblu continuano a giocare con grinta e fluidità; Michela, Sonia e Cristiana lanciano la volata a Super Corallo.

E’ la stella di Roccaforzata che mette a terra i palloni più importanti del tie-break: 5-7, 6-8, 6-9 e poi il magnifico pallonetto del 6-10.

Coach Castillo gioca la carta del prestigio e della maggiore freschezza anagrafica: al posto dell’over 30 (come disse qualcuno in tv lunedì scorso...) Norma Ruggiero, entra la più giovane Antonella Cataldo, che solo tre ore prima aveva fatto credere di non giocare più e di essere una specie di figura onoraria della società. Gioca eccome.

Continua, intanto, la cavalcata trionfale della Nati a Taranto: Sonia da posto due, Clara e Michela a muro e ancora Simona Corallo, sempre a muro. Salerno è rimasta bloccata a 6, noi siamo volati a 14 con 7 punti consecutivi.

Il punto della bandiera lo schiaccia Viviana Vincenti (7-14); il secondo match-point, firmato da Sonia, è quello buono (7-15).

Festa rossoblu!

La classifica non cambia molto, ma abbiamo espugnato il parquet di una grande squadra in quello che possiamo considerare un esame di maturità superato brillantemente. Contrariamente al figlio di Bossi, bocciato al terzo tentativo da privatista. Tiè.

La vittoria mi consente di salire sul pullman, sebbene il clima nei miei confronti non sia particolarmente accogliente. Niente da fare; non c’è ancora una sana cultura sportiva in Italia.

In autogrill, nel cuore della notte, c’è l’incontro con i loquaci rappresentanti di Herbalife. Costoro, i cui modi comunicativi ricordano un po’ Marche Polle e un po’ gli adepti di Scientology, dialogano sia con il presidente, attratto dall’opportunità di una sponsorizzazione, e sia con le ragazze, attratte – ingannevolmente – dalla prima metà del nome della ditta.

Concludiamo con il tabellino. Gli scout questa sera me li ha passati un dirigente del Salerno (che saluto e ringrazio, e mi scuso per avere il difetto di non ricordare mai i nomi delle persone che mi vengono presentate) e quindi questa volta posso imbrogliare poco...

Però, vediamo un po’... un bonus di un punto agli amici di FB, un bonus da tre a chi collabora con il blog, un bonus anche alle glorie del volley, che sono pure simpatiche, e un bonus-Troisi a chi nasce a San Giorgio a Cremano.

A posto.

Com’è che ancora non mi danno la tessera di giornalista professionista ad honorem per il mio equilibrio ed il mio rigore scientifico?

Per corrispondere alle pressanti richieste di Marcello, Laura, dal canto suo, elabora le statistiche utilizzando tre penne contemporaneamente.

Tabellino: Salerno-TARANTO 2-3 (25-17, 23-25, 25-14, 18-25, 7-15)

Autoluna Nissan Salerno: N.Campolo 15, Cataldo 2, Salvati 2, Amitrano 0, Fierro n.e., Vincenti 16, Scialacomo 19, Borrelli 13, Formisano 6, Barletta n.e., Ruggiero 9, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 2, errori in battuta 2, muri-punto 8.

Nati a Taranto: Zonca 16, Corallo 17, Buso n.e., Mereu n.e., Benefico 14, Clemente 9, Scaglioso 8, Mucci n.e., Tinelli 17, Mastandrea 0, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 6, muri-punto 6.

Arbitri: Marcello Russo (NA) e Giuseppe La Gala (NA).

Durata set: 22, 28’, 34’, 24’, 13’ – Durata totale dell’incontro: 2.13’.

Altri risultati: Matera-Benevento 3-1, Tuglie-Aversa 3-2, Battipaglia-Nojaturi 3-2, Trani-Scafati 3-0, Sala Consilina-Sarno 3-0, Potenza-Ostuni 3-1, Montescaglioso-Molfetta 0-3.

Classifica: Matera 32; Trani 28; Salerno 26; TARANTO 25; Tuglie 24; Scafati e Sarno 20; Sala Consilina 18; Benevento 17; Potenza 15; Battipaglia 11; Molfetta 10; Nojaturi 7; Aversa 6; Montescaglioso 4; Ostuni 0.

Lunedì è il compleanno di Michela. Nonostante tutto, le anticipo gli auguri.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Molfetta 340,00; Montescaglioso 185,00; Sarno 170,00; Nojaturi e Potenza 130,00; Benevento e Ostuni 120,00; Matera 80,00; TARANTO 40,00; tutte le altre 0,00.

Squilli di trombe! La Nati a Taranto perde la propria verginità e subisce una multa dopo 17 mesi di buona condotta. L’arbitro è lo stesso di allora, lo storico Tuglie-Palafiom del 5 maggio 2007. L’importo risente degli indici Istat: 40 euri (5 in più) per illuminazione insufficiente (recidiva). Marcè, appìzzica ‘ste cazz’ d’ luci ché pure le foto vengono meglio!

Bene, a questo punto non ci sarebbe più bisogno di lanciare il pupazzo addosso ad Alessandra nell’ultima giornata, però l’anno scorso è stato bello e credo che l’esperienza vada ripetuta.

Per il resto, colpaccio del Molfetta che balza in testa alla classifica con la prima multa (340 euri): frase offensiva durante la gara, offese a fine gara e tentativo di aggressione da parte di un isolato spettatore bloccato dallo speaker.

Passo avanti dell’Ostuni (40 euri) per l’assenza dell’addetto agli arbitri.

Prossimo turno: TARANTO-Tuglie, sabato 13 dicembre, ore 19.00, al Palafiom.

Un sms per Ivana:

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La scuola pallavolistica salernitana

di skanderbeg69 (28/11/2008 - 15:07)

Questo blog si onora di ospitare un gradito contributo da parte di quattro giocatrici dell’Autoluna Nissan Salerno, prossima avversaria della Nati a Taranto (Valentina Borrelli, Arianna Formisano, Gisela Scialacomo e Viviana Vincenti). Il loro valore tecnico era già ben noto agli appassionati tarantini (talmente noto che non è il caso domani di fornire ulteriori dimostrazioni...); adesso possiamo apprezzare anche la loro straordinaria simpatia. Grazie, ragazze!

Ciao Michele!

Come promesso, e con grande piacere, abbiamo messo in moto i nostri cervelli per preparare un simpatico intervento da pubblicare sul tuo magnifico ed esilarante blog!

Lo scopo, in teoria, dovrebbe essere presentare la città di Salerno e la sua squadra: l’Autoluna Nissan, prossima avversaria della Nati a Taranto.

Fin qui ci siamo. La presentazione di una città, solitamente, implica anche accennare alla storia del luogo. Ed è qui che, invece, casca l’asino: hai affidato l’incarico ad una brindisina, un’argentina, una cagliaritana e, cosa ancora più grave, ad una napoletana D.O.C.!

Niente paura, “quando la lotta si fa dura, i duri cominciano a giocare”, ragion per cui anche questo difficile ostacolo è stato superato con successo. Ringraziamo il Word Wide Web e la Wikipedia, the free enciclopedia!

Salerno è un comune di 140.580 abitanti ed è la seconda città della Campania per popolazione. La città sorge sul golfo del mar Tirreno, tra la Costiera Amalfitana a ovest e la piana del Sele a sud, nel punto in cui la valle dell’Irno si apre verso il mare. Ti consigliamo di fare un giro in costiera, se non l’hai già fatto, il paesaggio è incantevole. Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti, estati moderatamente calde e con piogge molto scarse.

E’ conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo (IX secolo) e come tale considerata da molti un’antesignana delle moderne  università.

A questo punto, concordiamo tutte sul fatto che il copia e incolla rigorosamente utilizzato finora possa bastare!

Non essendo originarie di Salerno questa città è per noi un luogo di costante scoperta. Per questo motivo preferiamo soffermarci sulle nostre impressione e sensazioni.

La nuova stagione sportiva quest’anno per noi è iniziata il 28 luglio. Ringraziamo la FIPAV per aver anticipato l’inizio del campionato. Questa magnifica sorpresa ha sconvolto la nostra esistenza, ma soprattutto i nostri programmi estivi!

Terminato il campionato la nostra mente era già al mare, non restava che trasportare la nostra carcassa stanca in acqua e lasciarla abbrustolire al sole. Ciò non è stato possibile, quindi puoi immaginare quanto ci abbia affrante la triste notizia!

Alla guida tecnica della squadra è stato riconfermato il peruviano Ivan Castillo, già al timone da novembre dello scorso anno, simpaticamente ribattezzato Castigo Divino dalle sue atlete… chissà per quale strana ragione!

L’organico costruito per affrontare questo nuovo campionato è composto in gran parte da nuovi innesti, le uniche superstiti della passata stagione sono Valentina Borrelli, Antonella Cataldo, Anna Maio e Gisela Scialacomo. Dopo l’esperienza ricca di infortuni dell’anno scorso, abbiamo sfidato la sorte restando ancora per un anno!

Piccola curiosità, la nostra è una squadra variegata: 6 atlete provengono da Napoli e sono Annamaria Amitrano, Valentina Borrelli, Nunzia Campolo, Pina Esposito, Antonella Salvati e Grazia Sforza. C’è una brindisina di origini, ovvero Viviana Vincenti, e una acquisita che è Gisela Scialacomo. La cagliaritana Arianna Formisano, la siciliana Antonella Cataldo, mentre giocano in casa le salernitane Paola Barletta, Monica Fierro, Anna Maio, e Serena Matarazzo Orilia. L’ultimissimo arrivo proviene direttamente dall’Argentina e debutterà proprio in occasione dell’incontro con la Nati a Taranto. Signori e signore, Norma Ruggiero è quiii! In questo momento ci sentiamo tanto le figlie di Raffaella Carrà…che degne eredi!

Noi, autrici di questo intervento, viviamo in una grande casa situata nella zona di Fratte. Conduciamo uno stile di vita molto tranquillo, quasi monotono, non usciamo mai degli schemi…

In parole povere siamo delle atlete modello, soprattutto quando si tratta di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Mai una caloria di troppo!

Spesso, insieme alle nostre compagne e al coach, ci concediamo delle piacevoli serate nella nostra ormai affezionatissima pizzeria Pizza Mania. Ovviamente, secondo Vale, non c’è paragone con la pizza napoletana. Ma ammette comunque che rispetto alle altre pizzerie salernitane, la pizza qui è davvero buona.

Tappa obbligatoria delle nostre uscite serali è la gelateria Nettuno. Ti consigliamo di farci una capatina e di assaggiare i gusti nocciotella e kinderone. Siamo tutte d’accordo nell’affermare che sia uno dei migliori gelati mai assaggiati. Del resto, da come avrai capito, sull’argomento cibo siamo molto preparate!

 

La caratteristica migliore del nostro gruppo è sicuramente la forte unione. Questa dote ci permette di affrontare e superare le difficoltà causate dai numerosi infortuni che si sono susseguiti in questo periodo. La nostra avventura è iniziata sotto il segno di una sconfitta ma il costante lavoro, la determinazione e la passione per la pallavolo, ci hanno permesso di accantonare la brutta batosta presa alla prima giornata e di ottenere i risultati positivi che si sono susseguiti in queste ultime giornate di campionato.

Altra caratteristica fondamentale è l’astenersi assolutamente dai pronostici! La scaramanzia regna sovrana, diciamo che garantiremo sempre il nostro impegno sia durante gli allenamenti che durante le partite, con la speranza di raggiungere un buon traguardo. Il duro lavoro ripaga sempre, speriamo valga anche per questa esperienza!

 

In questo momento l’orologio ci fa notare che è mezzanotte e tenere sveglia Gisela a quest’ora è una vera impresa. Solitamente il nostro capitano alle 21:00 già dorme…

Per concludere, vorremmo solo precisare un aspetto, una cosuccia da niente. Visto che ci siamo impegnate così tanto per te, ci sembra giusto meritare… tu già sai cosa!

Scherzi a parte, facciamo alla Nati a Taranto il nostro più sincero in bocca al lupo, augurandoci di giocare da entrambe le parti un’avvincente partita.

Non ci resta che salutarti e dirti “a presto!”.

 

Arrivederci a Salerno!

 

Arianna, Gisela, Valentina e Viviana

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Una miscela di caffè dedicata a Simona Corallo

di skanderbeg69 (27/11/2008 - 16:18)

La splendida prestazione di Simona Corallo contro il Sala Consilina non è passata inosservata e per la schiacciatrice rossoblu iniziano a piovere riconoscimenti e contratti pubblicitari.

La prima azienda ad appropriarsi del nome e dell’immagine dell’atleta rossoblu è stata la Caffè Ninfole, una ditta storica della nostra provincia.

Super Corallo è il nome di un nuovo tipo di miscela appena lanciato sul mercato e già disponibile nei migliori punti-vendita del territorio.

“E’ un tipo di caffè dal gusto intenso, deciso e duraturo – ci spiega l’amministratore delegato della Ninfole – proprio come la giocatrice che abbiamo ammirato sabato scorso, peraltro originaria di un Comune a dieci chilometri dalla sede della nostra azienda.

Non è la prima volta che ci affacciamo nel mondo della pallavolo; basti pensare alla sponsorizzazione della Magna Grecia di serie A2 maschile alla fine degli anni Novanta.

Ci siamo affrettati ad ingaggiare Simona Corallo come testimonial perché è un’atleta affidabile, brillante ed anche radicata nel territorio, proprio come la nostra azienda ed i nostri prodotti. Non escludiamo, comunque, di lanciare sul mercato altri tipi di miscele da associare alle giocatrici della NAT. Stiamo pensando, ad esempio, al Super Leone, un caffè dall’aroma forte per essere costantemente dinamici e scattanti; al Super Clemente, un decaffeinato da gustare in ogni momento della giornata e dal gusto fine e delicato, clemente appunto. Infine, potremmo lanciare anche la nostra prima camomilla, che pensiamo di chiamare Trucioli di Fiore, sempre che si riesca a mettere sotto contratto Désirée prima che arrivi la Chicco.”

Perplesso l’allenatore Marcello Presta: “Non metto in dubbio la positività della prestazione di Simona, ma non dimentichiamo che sabato scorso il muro di Sala Consilina non ha opposto una grande resistenza. Già a Salerno affronteremo una squadra di ben altra caratura. Una cosa è certa: se adesso la Corallina si monta la testa, Trombetta è un uomo morto...”

 

NOTE:

La foto del pacco di caffè è tratta da www .ninfole.it. E’ vero che Simona è stata super ed è vero che esiste una miscela denominata Super Corallo; quasi tutto il resto è frutto di fantasia.

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Elogio della rufola

di skanderbeg69 (26/11/2008 - 19:50)

“Cosa succede quando un giocatore sbaglia un’azione importante?”

Era, grosso modo, la domanda di Fabrizio Cafaro, conduttore di Sport & Sport lunedì scorso.

Mentre gli atleti del Villa Rosa Martina presenti in studio parlavano di spunti di riflessione utili ad una crescita centrata sulla valorizzazione dell’esperienza, la risposta della nostra Michela è stata spiazzante come le sue schiacciate: “Ti aspetta una rùfola...!”

Grande Michi, travolgente come sempre!

Il giornalista è rimasto un po’ interdetto e si è sentito in dovere di fornire spiegazioni ai telespettatori (“la rùfola è una punizione corporale di gruppo”).

Ma cos’è esattamente la rùfola?

Nel Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino di Nicola Gigante ci sono due significati; nessuno dei due spiega esattamente quello che intendeva Michela, ma entrambi possono essere riconducibili alla prassi menzionata dalla nostra schiacciatrice.

Rúfele: soffio di vento che a tratti cresce e diminuisce; folata, buffo di vento. Dal latino refulum.

Rúfele: moltitudine, calca di folla; dal longobardo (addirittura!, nda) (bi)hröff(j)an. [1]

Per me, potrebbe essere più il secondo.

Tecnicamente potremmo definirla una gragnola di schiaffi più o meno vigorosi assestati da un gruppo di persone sulla testa di un’altra persona, singola, posta nel mezzo del gruppo stesso”.

Può essere iniziatica, scherzosa, rituale o punitiva.

La rùfola iniziatica mi fa tornare con la memoria ai bei tempi degli scout. Quando i lupetti più grandi passavano nel reparto di esploratori, diventandone così i membri più piccoli, c’erano due cerimonie. La prima, quella ufficiale, faceva riferimento all’accoglienza, alla fratellanza e alla solidarietà. Appena i capi si distraevano, partiva la seconda cerimonia, quella informale: un bel rufolòne ai neofiti per far saggiare loro le asprezze della vita di reparto e per far capire cosa sia - veramente - la legge della jungla.

La rùfola può essere scherzosa quando la vittima viene colpita soltanto allo scopo di sottolineare un suo comportamento anomalo, un evento della sua vita (potremmo definirla anche “celebrativa”) o magari una piccola gaffe. Di solito gli schiaffi sono dati con tenerezza, ma anche in questi casi c’è sempre uno stronzo che, coperto dall’anonimato, appioppa una sventola.

Poi c’è la rùfola rituale. E’ quella che subisce Sonia dopo il riconoscimento prepartita. Ma mi è parso di capire che anche a Valenzano ci sia la stessa usanza.

Quella a cui si riferiva Michela è invece la rùfola puntiva. La nostra laterale ha così divulgato un segreto dello spogliatoio, che a questo punto non ha più motivo di restare celato alla collettività. Ormai può essere attuato sul parquet nell’immediatezza dei fatti.

Errore in battuta sul 24 e rufolòne sotto gli occhi degli arbitri e del pubblico; credete che si possa fare?

 

NOTE:

(1) Cfr. GIGANTE, N., Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino, Lacaita, Manduria, 1986, pag. 430.

La foto della rufola del Valenzano è di Luca.

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Cercansi volontari scopo matrimonio

di skanderbeg69 (25/11/2008 - 18:49)

Il girone di andata non è ancora terminato ma in casa Nati a Taranto già si guarda al futuro. E il futuro – secondo le indiscrizioni che sono trapelate – comporterà cambiamenti radicali.

Esiste un progetto esplosivo denominato Za dom spremni! che traccerà il nuovo volto e il nuovo corpo della squadra jonica.

Per settimane, nel cuore della notte, si sono succedute in via Golfo di Taranto le misteriose riunioni di una task-force ristretta, da cui sono state escluse Laura Passaro, Gabriella Leone, Maristella Bagiolini (già rea di aver posto il veto su un’ipotesi di nuovo logo della squadra), insomma tutte le donne dello staff. Questa cabina di regia – a cui si è aggiunto come consulente esperto Sasà Albanese - ha lavorato nella massima segretezza sia per non irritare le attuali giocatrici e sia per non regalare un’idea alla concorrenza.

Dall’inizio di novembre alla task-force si è aggiunto anche un misterioso personaggio che poi si è scoperto trattarsi di Ante Norac, un noto procuratore croato.

Proprio con quest’ultimo è stato raggiunto un importante accordo, nero su bianco, banconota su banconota, e il progetto Za dom spremni! può finalmente decollare.

Di cosa si tratta esattamente?

Ce lo spiega proprio il signor Norac:

“Siamo in piena fase di globalizzazione e l’intero pianeta è un unico grande mercato. Chi lo ha capito, fa affari; gli altri restano al palo, u pičku materinu. Le grandi aziende delocalizzano, struttano mercati del lavoro più convenienti, sfruttano le opportunità fiscali migliori, sfruttano le condizioni geopolitiche più accoglienti per investire.

Ora anche la Nati a Taranto si aprirà alla globalizzazione e lo farà con quella che voi italiani chiamate creatività.

La Nati a Taranto 2009-’10 sarà costituita interamente da giocatrici croate, le migliori giocatrici croate, quelle che vedete in queste foto: Sanja Popovic, Senna Usic, Ivana Kamenjarin Ingrao, Matea Ikic, Maja Poljak, Biljana Gligorovic.

Abbiamo già raggiunto un accordo di prelazione.

La FIPAV fissa un tetto per le straniere o addirittura ne vieta l’impiego in serie B? Nema problema; qui entra in gioco la creatività. Le croate diventeranno italiane attraverso la modalità più rapida e più sicura: il matrimonio con un cittadino italiano.

Ma il tempo stringe perché, tra la celebrazione del matrimonio e la richiesta di acquisizione della cittadinanza devono trascorrere sei mesi (senza contare i tempi di risposta). Per questa ragione il progetto Za dom spremni! si articola in cinque fasi, i cui tempi devono essere rispettati con estremo rigore. Ci vorrà un po’, ma... bolje danas kokoš nego sutra jaje.”

Eccole le cinque fasi del progetto:

1) novembre 2008: la NAT pubblica un bando per reperire cittadini italiani disposti... ehm... a sacrificarsi e a sposare le giocatrici croate che vedete in queste foto.

2) dicembre 2008: termina la raccolta delle adesioni volontarie e si procede alla celebrazione dei matrimoni.

3) gennaio-giugno 2009: trascorrono i sei mesi previsti dalla legge.

4) luglio 2009: partono le domande di acquisizione della cittadinanza e al tempo stesso ci si muove, sempre con... creatività, per ungere un po’ i meccanismi burocratici al ministero degli Interni e renderli più veloci.

5) agosto 2009: la NAT presenta alla Federazione i tesseramenti di tutte le giocatrici ormai naturalizzate. La “clonazione” della nazionale croata è compiuta, previe accurate visiche mediche del dottor Formoso.