La NAT moltiplica le iniziative benefiche; Babbo Natale abboccherà?

Dopo l’adozione a distanza del piccolo Munir (che invero sta presentando qualche problematica anomalia), la Nati a Taranto si è resa protagonista di altre due iniziative socialmente utili.
Mercoledì scorso ha ospitato sul parquet del Palafiom un torneo triangolare al quale hanno partecipato San Vito dei Normanni e Valenzano. Il ricavato sarà destinato al progetto di apertura di una casa alloggio per bambini lungodegenti.
Domenica prossima, inoltre, la squadra del presidente Lupo aderirà ad una campagna antifumo della Primadonna Trani. La società adriatica non poteva scegliersi un partner meno indicato visto che la recente legge regionale contro l’inquinamento è stata approvata pensando alla Nati a Taranto e non alla diossina dell’ILVA.
Si riuscirà a convincere in extremis Babbo Natale che siamo stati buoni?

Ma andiamo con ordine, cominciando, dunque, con il torneo benefico (il termine “benefico” non indica Michela Benefico, che pure è stata una brillante protagonista, ma la natura solidaristica della serata).
Purtroppo a Taranto basta che cadano due gocce di pioggia e la gente si barrica a casa come se stesse arrivando l’uragano Katrina. E il San Vito dei Normanni cosa avrebbe dovuto dire? Per tornare a casa, Labate e compagne hanno dovuto fare il giro della Puglia. Ma hanno partecipato.
Poca gente, quindi, ma contributi generosi, secondo quanto hanno riferito le magnifiche hostess presenti. Un’iniziativa da riproporre.
Far venire quelle hostess anche alle altre partite, intendo dire.
Piuttosto nutrita la rappresentanza dei tifosi dell’AIPD, particolarmente calorosi nel loro sostegno alle rossoblu.

Ahimè, l’instacabile incoraggiamento di questi supporters, che ci auguriamo di rivedere anche negli incontri di campionato, non è stato sufficiente a superare il San Vito dei Normanni nella prima partita del triangolare.
La NAT ha giocato in modo più che dignitoso ma di fronte a stelle del calibro di Jaline Prado, Paola Ronconi e soprattutto Alessandra Piccione c’è poco da fare.
I piccoli incidenti di gioco occorsi alla Ronconi non sono stati presi molto seriamente dallo staff brindisino: non solo una si fa la bua, ma viene pure presa in giro da coach e compagne…

Sarà che in serie A si usa così.
La seconda partita ha posto di fronte San Vito dei Normanni e Aspav Valenzano.
Che belle squadre, accidenti. Che classe, che colpi.
Nonostante la presenza di Sabrina Cosentino, sempre più spettacolare, le brindisine hanno vinto anche questa partita sfruttando, tra l’altro, i micidiali servizi di Georgina Pinedo.

In questo modo, la terza partita, quella tra NAT e Valenzano ha perso di significato anche se la squadra di coach Lorè si è congedata dal palazzetto lasciando in beneficenza anche la coppa e i documenti delle atlete.
La coppa la ricicliamo per un altro torneo; per i documenti si apre un’asta di offerte volontarie che andranno a rimpinguare la somma destinata alla casa alloggio per i bambini lungodegenti. Per la carta d’identità di Giada Gorini si parte da un’offerta di 100 euro; per la patente di Fabiola Facchinetti, autografata dal Prefetto in persona, partiamo da 150 euro; per il passaporto di Jaline Prado, completo di visto, l’offerta minima è di 300 euro.

Mentre le atlete del San Vito e del Valenzano deliziavano la platea, ne ho approfittato per qualche intervista. Coach Monopoli, mentre rispondeva, è stato circondato dai telefonini con macchina fotografica annessa delle sue giocatrici. Tra il mio microfono e gli scatti fotografici, sembrava una star di Hollywood attorniata dai paparazzi. E’ primo in classifica con la NAT Tempesta di serie D; se lo merita.
Il microfono ha fatto capolino nei time-out di coach Marcello. Come su Sky. Com’è professionale e distinto l’allenatore jonico quando sa che c’è un microfono; sono sicuro che nei time-out degli incontri di campionato jastèma come un camionista…
NAT-Valenzano è stata una partita intensa e spettacolare. D’altra parte in palio c’erano due coppe: quella del secondo posto e quella che aveva lasciato il San Vito. Le rossoblu hanno vinto il primo set, ma le baresi hanno rimontato e vinto l’incontro. L’aveva detto Jaline: chi gioca per vincere gioca per vincere sempre, anche gli incontri amichevoli.

Quello che non mi aspettavo era la riproposizione, anche negli incontri amichevoli, degli innumerevoli tentativi di fottere arbitri e avversarie in occasione di palloni dubbi. Paola Cesario è rimasta allibita.
Premi finali anche per i tifosi. Il buon momento della NAT Tempesta prosegue con la botta di fortuna in casa Buso: il biglietto di Giulia risulta vincente e la ragazza si aggiudica la maglia messa in palio dagli organizzatori. Non so se è un bene o un male. Essendo una nostra tesserata, forse sarà costretta a restituirla se vuole continuare a giocare da titolare in serie D.

Archiviato il triangolare, si pensa al grande incontro di domenica prossima.
Campagna antifumo, dunque. La Nati a Taranto… E’ come indicare il PDL (o il PD, è lo stesso, ormai sono soci in affari) quale testimonial di una campagna per la legalità e la moralizzazione della politica.
Elogio della rufola

“Cosa succede quando un giocatore sbaglia un’azione importante?”
Era, grosso modo, la domanda di Fabrizio Cafaro, conduttore di Sport & Sport lunedì scorso.
Mentre gli atleti del Villa Rosa Martina presenti in studio parlavano di spunti di riflessione utili ad una crescita centrata sulla valorizzazione dell’esperienza, la risposta della nostra Michela è stata spiazzante come le sue schiacciate: “Ti aspetta una rùfola...!”
Grande Michi, travolgente come sempre!
Il giornalista è rimasto un po’ interdetto e si è sentito in dovere di fornire spiegazioni ai telespettatori (“la rùfola è una punizione corporale di gruppo”).
Ma cos’è esattamente la rùfola?
Nel Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino di Nicola Gigante ci sono due significati; nessuno dei due spiega esattamente quello che intendeva Michela, ma entrambi possono essere riconducibili alla prassi menzionata dalla nostra schiacciatrice.
Rúfele: soffio di vento che a tratti cresce e diminuisce; folata, buffo di vento. Dal latino refulum.
Rúfele: moltitudine, calca di folla; dal longobardo (addirittura!, nda) (bi)hröff(j)an. [1]
Per me, potrebbe essere più il secondo.

Tecnicamente potremmo definirla una gragnola di schiaffi più o meno vigorosi assestati da un gruppo di persone sulla testa di un’altra persona, singola, posta nel mezzo del gruppo stesso”.
Può essere iniziatica, scherzosa, rituale o punitiva.
La rùfola iniziatica mi fa tornare con la memoria ai bei tempi degli scout. Quando i lupetti più grandi passavano nel reparto di esploratori, diventandone così i membri più piccoli, c’erano due cerimonie. La prima, quella ufficiale, faceva riferimento all’accoglienza, alla fratellanza e alla solidarietà. Appena i capi si distraevano, partiva la seconda cerimonia, quella informale: un bel rufolòne ai neofiti per far saggiare loro le asprezze della vita di reparto e per far capire cosa sia - veramente - la legge della jungla.
La rùfola può essere scherzosa quando la vittima viene colpita soltanto allo scopo di sottolineare un suo comportamento anomalo, un evento della sua vita (potremmo definirla anche “celebrativa”) o magari una piccola gaffe. Di solito gli schiaffi sono dati con tenerezza, ma anche in questi casi c’è sempre uno stronzo che, coperto dall’anonimato, appioppa una sventola.

Poi c’è la rùfola rituale. E’ quella che subisce Sonia dopo il riconoscimento prepartita. Ma mi è parso di capire che anche a Valenzano ci sia la stessa usanza.
Quella a cui si riferiva Michela è invece la rùfola punitiva. La nostra laterale ha così divulgato un segreto dello spogliatoio, che a questo punto non ha più motivo di restare celato alla collettività. Ormai può essere attuato sul parquet nell’immediatezza dei fatti.
Errore in battuta sul 24 e rufolòne sotto gli occhi degli arbitri e del pubblico; credete che si possa fare?
NOTE:
(1) Cfr. GIGANTE, N., Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino, Lacaita, Manduria, 1986, pag. 430.
La foto della rufola del Valenzano è di Luca.
Nati a Taranto-Battipaglia 3-2

Sabato 8 novembre 2008 – ore 19.00
La Nati a Taranto è reduce da due sconfitte consecutive, molto diverse l’una dall’altra ma entrambe dannose sul piano dell’umore. Contro Matera le rossoblu non hanno demeritato: ciascun set è stato in equilibrio per quattro quinti, poi, nei rush finali, ha giocato bene solo la Time Volley. Il messaggio insidioso che si può insinuare nella testa delle ragazze è che Matera ha già la maturità della grande squadra e noi no.
Benevento è stata definita una disfatta. Mai in partita, disastro assoluto. Una volta all’anno può capitare; tutti ricordano ancora il tracollo subìto a Tuglie nel 2005-’06, quando le salentine vinsero in venti minuti...
Sul Corriere del Giorno la saggia Clara ha fornito un’interpretazione interessante: è esagerato – sostiene la nostra centrale - parlare di crisi. I cali di rendimento individuali possono capitare nell’arco di un campionato; il guaio è che a Benevento sono capitati in blocco. [1]
Non dimentichiamo, comunque, che si gioca anche contro le avversarie e nel caso del Matera e del Benevento si è trattato di avversarie che hanno giocato davvero molto bene.

E questo è il punto di partenza di NAT-Battipaglia. Le tarantine lottano sì contro i propri fantasmi, ma non trascuriamo una squadra la cui posizione in classifica (penultima con soli due punti) può essere ingannevole. Nella formazione campana ci sono tante atlete di categoria (Francesca Nolè), atlete di categoria superiore (Tatiana Lombardo) e giocatrici che nel proprio ruolo si sono rivelate delle splendide rivelazioni in questo avvio di campionato (Ratiba El Gamal).
Insomma, si gioca contro una squadra tosta che però non è considerata tale dalla classifica; in questi casi, se le cose non girano, può subentrare un nervosismo ancora maggiore.
Nati a Taranto con Marcella Scaglioso in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero. In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci e Alessandra Certa. A lucculàre dietro la telecamera per inserire il filo nella presa, Laura Passaro.

Coach Claudio Bifulco schiera invece Giusy Palladino in regia, Maria Antonietta Dellomonaco (ex Ostuni) opposto, Tatiana Lombardo e Francesca Nolè laterali, Antonella Miano e Ratiba El Gamal centrali, Ileana Evangelista libero. A disposizione e in compagnia del secondo allenatore Francesco Tescione: Valentina Fusco, Ilenia Sellitto, Lorena Serban, Maria D’Andrea e Sabrina De Maio.
Il d.j. Pino Russo presenta un reclamo al presidente Vincenzo Lupo: la sua postazione non è degna di un professionista della sua fama. Mostra alla fotocamera la sedia “da d.j. sbarcato dall’Albania” e si vendica durante il riscaldamento. Poi, quando c’è da annunciare lo starting six, sparisce come al solito...

Primo set
C’era una certa attesa intorno al rendimento delle due schiacciatrici, sotto tono a Benevento, ma le prime risposte, positive e nette, vengono da Simona Corallo, che spinge avanti la Nati a Taranto con le sue bordate (4-3).
Che non sarà una serata facile ce lo comunica Francesca Nolè, protagonista del primo sorpasso in concorso con un ace della Lombardo (4-7).
Primo malinteso tra Marcella e Clara, ma la nostra centrale e la sua collega di ruolo, Cristiana, rimediano con quattro muri distribuiti in questo parziale. Zonky questa sera è diventata prima centrale, Clara seconda centrale. Lo vengo a sapere a fina partita perché da solo non me ne sarei mai accorto.
Nati a Taranto agganciata a un solo punto dalle ospiti fino al 12-13, poi c’è un inquietante break di quattro punti della Cofimar, grazie agli attacchi efficaci di Tatiana Lombardo e di Dellomonaco (12-17). Il terrore dilaga nel Palafiom.

Secondo malinteso tra Marcella e Clara, disincroniche nella costruzione del primo tempo. In questi casi non si capisce mai di chi sia la colpa; certo è che la figura di merda la fa sempre la centrale, dato che è lei a saltare a vuoto. Soltanto Rossella Garaguso aveva un superpotere che le permetteva di restare sospesa in aria per dieci secondi e di smanacciare in qualche modo il pallone nel campo avverso.
Intanto siamo sotto di cinque punti (14-19).
Qui succede qualcosa che non basterà a vincere il set, ma risulterà decisivo per l’andamento della serata: entra in partita Michela Benefico, fino a questo momento a secco di punti. E che entrata! La nostra laterale diventa la mattatrice dell’incontro con una serie di attacchi che la innalzano a top-scorer. I primi tre punti ci portano in parità (20-20).

Sembra la rimonta destinata a buttarci finalmente alle spalle il momento negativo, ma non è così: Nolè schiaccia da destra, El Gamal stoppa un secondo tocco di Marcella e poi mette a terra altri due palloni decisivi (22-25).
E’ il settimo set consecutivo perduto dalla Nati a Taranto e il Palafiom ritorna ad essere una zona d’ombra.
Secondo set
Non so quali esperienze comuni leghino la centrale italo-egiziana alla vecchia guardia della NAT, ma indubbiamente l’incontro con Laura e Clara è particolarmente cordiale. Ratiba è un nome che sembra uscito da un romanzo di Naghib Mahfuz. Sono molto belli i nomi femminili arabi, mentre quelli maschili, a mio avviso, sono un po’ monotoni. Nell’onomastica slava è il contrario.

Messe da parte le smancerie, torniamo ad occuparci della partita. Che è amara. Drammatica. Battipaglia conduce per 1-7 dopo il terzo malinteso Marcella-Clara.
Il coach rossoblu sostituisce la palleggiatrice con Alessandra, confidando nella sua calma Zen, inattaccabile anche da eventuali bombardamenti nucleari.
Un po’ è Battipaglia che ci dà una mano con qualche imprecisione, poi riprende lo show di Michela: prima mura (8-10), poi mette a terra due palloni consecutivi (11-11).
La Cofimar è un osso duro. Ogni volta che la riprendiamo, fugge di nuovo come una lepre e noi, si sa, siamo animalisti. Doppia di Alessandra (12-15) con Marcello che inizia a digitare il numero di telefono di Simona Muraglia.

Per fortuna Ale si riprende subito ed alimenta sia le bande che le centrali: pareggio di Clara (17-17) e sorpasso – finalmente! – della Corallina, direttamente in battuta.
Grande equilibrio, ma sul 19-20 escono fuori il grande cuore e la grande tecnica di Michela: mani-fuori, punto che valorizza un miracolo difensivo di Simona Leone, diagonale e poi appoggio aria-terra di una ricezione lunga. Quattro punti consecutivi (23-20).
C’è spazio per un ace di Silvietta e poi l’ultimo punto è ancora di Michela, questa volta con un delizioso pallonetto (25-21).

Terzo set
Nati a Taranto subito avanti grazie alle schiacciatrici e a due servizi vincenti di Marcella, che è tornata in campo (6-2).
Quando si pensa che il pericolo sia alle spalle, il Battipaglia ti infila sette punti di seguito, con Lombardo in evidenza ed una Miano sempre più brava (6-9).
La NAT non crolla; anzi, reagisce bene. La partita adesso è un po’ confusa, con le ricezioni di entrambe le squadre che non vivono momenti di gloria, però c’è grande intensità e grande spettacolo.
Il sorpasso questa volta porta la firma di Simona Corallo, a segno da posto quattro e micidiale a muro (17-16). Sbaglia qualcosa in attacco Battipaglia e il parziale di 19-16 sembra spianare alle rossoblu la porta del paradiso.
Purtroppo le cose vanno diversamente: Lombardo va ancora a segno e Antonella Miano realizza un primo tempo, poi sfrutta le mani del muro avversario e infine approfitta di un errore di valutazione della nostra ricezione (20-20). Sbagliamo due volte anche in attacco (20-22). Mani-fuori Nolè (20-23).

Che bella partita sta giocando l’ex-massafrese. Io non ricordo che giocasse così bene l’anno scorso; se la vede Conforti, si mangia le mani...
Ci si affida alla grinta di Michela, che mette a terra due palloni delicatissimi (22-23), ma anche Nolè alterna potenza a precisione e sa assumersi grandi responsabilità: 22-24.
Bomba Michi, ma il set lo chiude Tatiana Lombardo (23-25).
Quarto set
Questa volta Alessandra gioca dall’inizio e dimostra di meritare la fiducia del coach perché va a segno con un tocco di seconda classico e con un pallone scagliato di pugno oltre la rete, meno elegante ma altrettanto efficace. Un po’ di culo non guasta mai.
Clara e Michela fanno il resto: NAT in vantaggio per 10-2.

Reazione ospite affidata a Lombardo e Nolè, ma i pallonetti di Michela questa sera sono indifendibili (12-5).
Vi vogliamo così!
Battaglia recupera con Nolè e con Dellomonaco (12-9), ma le rossoblu riescono a tenere le ospiti a debita distanza (17-11).
Punto di Clara, ace della Corallina, punto Michi e palla messa a terra da Silvietta: è il break che chiude virtualmente la contesa del quarto parziale (21-12).
C’è spazio per un evento raro e sempre gradito: il punto segnato dal libero. La nostra Leo appoggia in bagher nel campo avversario con molta precisione ed un po’ di fortuna (22-14). Va bene. Serve tutto. Anzi, come recita un motto della società (pronunciato soprattutto a tavola): “Non si butta via niente”.

E’ il momento di due lungolinea perentori: il primo è una fast tremenda di Cristiana Zonca (che poi segnerà anche il punto conclusivo, arrivando così in doppia cifra); il secondo è un attacco di Michela Benefico.
Chiudiamo sul 25-16; otteniamo la parità nei set e ci accingiamo a disputare il primo tie-break stagionale, dopo aver tirato un lungo sospiro di sollievo.
Tie-break
Una Corallo in formato super pone la Nati a Taranto in posizione di vantaggio (3-0). Nolè ed El Gamal reagiscono; Lombardo pareggia (5-5), ma una Clara sempre magnifica ci riporta avanti (6-5).

C’è da soffrire fino alla fine.
Antonella Miano schiaccia un primo tempo e poi riesce a murare da sola un bolide della Corallino. Ha fatto punto ma ha rischiato di fratturarsi tutte le falangi.
Tenta il primo tempo anche Clara, ma si ripete quell’incomprensione già vista troppe volte nell’arco della gara. Solo che questa volta la palleggiatrice è Alessandra (6-8).

Clara evita la crisi di nervi ripetendo l’azione in modo finalmente efficace e andando a murare con Silvietta (9-8). Grande Michi e ancora grande Clara, che spinge giù una ricezione lunga del Battipaglia (11-8).
Le giocatrici salernitane, però, non si arrendono e tornano in parità (11-11).
Sul 13-11 il momento chiave della partita. Una schiacciata ospite finisce a terra, almeno così sembra al 99% dei presenti. Nel restante 1% ci sono l’arbitro e Clara Clemente. La palla, in realtà, è finita sul piede destro della nostra centrale ed è rimbalzata in aria mentre già le ragazze campane esultavano, il pubblico si disperava e Marcello stava per mettere mano alla rivoltella. La prosecuzione del gioco ha portato il pallone nello spazio aereo di Michela Benefico, che non ha fallito (14-11).

A fine partita Clara confermerà che il pallone le è effettivamente caduto sul piede ed essendo una ragazza onesta le possiamo credere.
E’ fatta. L’ultimo scambio termina con un errore ospite: la Nati a Taranto vince 15-11.
Il 3-2 sembra un punto perduto, ma per come è andata la partita e per come ha giocato bene il Battipaglia, possiamo festeggiare. Il nostro gioco presenta qualche inestetismo, ma è piaciuta la reazione d’orgoglio delle rossoblu. Nessuno è perfetto e le battute a vuoto possono capitare; l’importante è rimediare, coprendo con il cuore le zone d’ombra che ancora oscurano un pochino la tecnica.

E allora chiudiamo con il citato Mahfuz: queste giocatrici “non sono forse un esempio del doloroso sforzo della vita che si perfeziona? Le loro tenebre non ricevono i raggi splendenti del bene?” [2]
A proposito di raggi splendenti, informo gli appassionati che Simona Corallo e Marcella splenderanno anche in televisione lunedì sera. Il programma è Sport & Sport su Studio 100, ore 21.30 circa.
La partita NAT-Battipaglia, invece, sarà trasmessa tutti i giorni in differita in streaming su www.jotv.tv.
Concludo con un appello a tutti i fans di Sabrina Cosentino. Sul sito che riporto di seguito c’è un sondaggio per votare il giocatore e la giocatrice-simbolo del volley catanese. Clicchiamo sul nome della bella alzatrice del Valenzano:
http://www.cataniasottorete.it/SONDAGGI.HTML
Tabellino: TARANTO-Battipaglia 3-2 (22-25, 25-21, 23-25, 25-16, 15-11)
Nati a Taranto: Zonca 11, Corallo 17, Buso n.e., Fiore n.e., Benefico 24, Clemente 20, Scaglioso 2, Mucci n.e., Mastandrea 3, Certa 2, Leone (L) 1 – All. Presta.
Aces: 6, errori in battuta: 5, muri-punto: 12.
Cofimar Battipaglia: Nolè 19, D’Andrea n.e., De Maio n.e., Serban 0, Fusco n.e., Lombardo 20, Miano 7, Dellomonaco 10, Palladino 0, Sellitto n.e., El Gamal 8, Evangelista (L) - All. Bifulco.
Aces: 7, errori in battuta: 7, muri-punto: 6.
Arbitri: Argese (BR) e Alemanni (LE).
Durata set: 25’, 26’, 30’, 26’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.14’.

Altri risultati: Nojaturi-Salerno 0-3, Ostuni-Trani 0-3, Benevento-Scafati 2-3, Sarno-Potenza 3-1, Molfetta-Sala Consilina 2-3, Aversa-Matera 0-0, Montescaglioso-Tuglie 0-0.
Classifica: Matera 24; Salerno 21; Trani 20; Tuglie 18; Benevento e TARANTO 17; Scafati e Sarno 15; Sala Consilina 12; Potenza 9; Molfetta 7; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Battipaglia 3; Ostuni 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Nojaturi 130,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.
Piomba in classifica il Nojaturi che rompe il ghiaccio per la Puglia e si piazza subito al secondo posto. Euro 130 per aver il pubblico sostenitore per tutta la durata dell’incontro rivolto insulti verbali (beh, non credo che scrivessero letterine...) nei confronti del 1^ arbitro; inoltre, al termine della gara un isolato spettatore raggiungeva l’arbitro all’uscita dello spogliatoio rivolgendogli epiteti offensivi (verbali, si presume...).
Prossimo turno: Potenza-TARANTO, domenica 16 novembre, ore 18.00.
Un sms per Ivana:

NOTE:
(1) Cfr. DI CERA, G., La Nati a Taranto cerca il rilancio con il Battipaglia, “Corriere del Giorno”, 8 nov 2008, pag. 25.
(2) MAHFUZ, N., Vicolo del mortaio, Edizione CDE su licenza Feltrinelli, Milano, 1989, pag. 239.





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