Letterina a Babbo Natale

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:
1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).
2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.
3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.
4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.
5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).
6) Désirée che realizza un punto anche in B2.
7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.
8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).
9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?
10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."
Nostalgia canaglia

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.
Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.
Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.
In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.
A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.
Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.
Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!
Le vite degli altri
Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?
Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.
L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...
Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.
L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.
A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.
Tristezza e nostalgia

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.
Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.
Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.
Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.
Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”
Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”
Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.
Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.
Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.
Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!
Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.
Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.
Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.
Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.
Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.
Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.
Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.
Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.
Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.
Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).
Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.
Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).
Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.
Un mondo che sento svanire.
I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]
E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.
Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.
NOTA:
(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.
L'ombra della Montagna
E’ stato diffuso il comunicato del Comitato Regionale con i provvedimenti disciplinari relativi all’ultima giornata di campionato di serie C. La fedina penale del pubblico della Palafiom è ancora immacolata così come inviolate restano le casse societarie. L’unica irregolarità sanzionata con una semplice diffida nell’incontro Palafiom-Ugento riguarda i numeri di maglia delle nostre ospiti, non so perché. Forse quelli anteriori erano troppo vicini ai pantaloncini; forse avrebbero dovuto tatuarsi i numeri piuttosto che gli ideogrammi cinesi.

Ma dei commenti critici espressi a fine partita da un tifoso tarantino nei riguardi dell’arbitra Valeria Montagna non c’è traccia. La signorina (anelli non ne portava) non li ha annotati nel referto. Grazie, Valeria, sei stata indulgente. La tua nobiltà d’animo è pari alla tua bellezza.
Ora uno sguardo alla prossima giornata, previa lettura di una classifica adattata al casino scaturito dal ritiro del Torre Santa Susanna.
Nella colonna “Punti”, i punti posseduti oggi dalle varie squadre. Nella colonna “Rip.”, l’eventuale riposo già “fatto”. Nella colonna “Disp.”, i punti ancora disponibili. Nella colonna “Max”, il massimo punteggio possibile.
|
CLASSIFICA |
Punti |
Rip. |
Disp. |
Max |
|
PALAFIOM TA |
55 |
|
9 |
64 |
|
Oria |
50 |
|
9 |
59 |
|
Tuglie |
49 |
fatto |
12 |
61 |
|
Ugento |
45 |
|
9 |
54 |
|
S.Pietro Vernotico |
43 |
fatto |
12 |
55 |
|
Putignano |
29 |
fatto |
12 |
41 |
|
San Giorgio |
23 |
fatto |
12 |
35 |
|
Lecce |
21 |
fatto |
12 |
33 |
|
Nardò |
20 |
|
9 |
29 |
|
Trepuzzi |
18 |
fatto |
12 |
30 |
|
Corsano |
16 |
fatto |
12 |
28 |
|
Ceglie |
14 |
fatto |
12 |
26 |
|
Tempesta TA |
13 |
fatto |
12 |
25 |
|
Torre S.Susanna |
0 |
eterno |
0 |
0 |
La Palafiom, nell’ultima partita all’Alfieri (sigh), affronta la battaglia con il San Giorgio Jonico. Con un punto saremmo certi dei play-off, ma è chiaro che gli obiettivi sono ben altri. Peraltro, nel girone A il Manfredonia è in testa e non ci sarebbe neanche la consolazione di rivedere le gemelle Barbie (consolazione di cui le nostre atlete non se ne possono ovviamente fregare di meno); serve la promozione diretta.

Tuglie va a Nardò. Se le neretine riuscissero a vincere, metterei per tutta l’estate la foto di Demelza al posto di quella del Presidente della Repubblica che abbiamo in ufficio.
Oria riposa.
La Tempesta ospita il San Pietro Vernotico, che ha un calendario agevole e i play-off nel mirino, ma deve anche guardarsi le spalle per la rimonta dell’irresistibile Ugento, che attende la visita di un Putignano in cerca dell’ultimo punto-salvezza, comunque scontata.
Il Lecce tenterà il colpaccio a Trepuzzi per guadagnarsi una posizione più consona al proprio valore e Ceglie-Corsano è un delicato scontro diretto.
E' stata un'illusione ottica collettiva: la Palafiom non ha perso all'Alfieri

Zero punti sono sempre zero punti, però credo che alla squadra possano far piacere le parole di apprezzamento e di incoraggiamento che provengono da Ugento. Nell’articolo inviato a Forzaragazze.it Renato Urso parla di “meta meritata” riferendosi all’eventuale conquista della... categoria innominabile, obiettivo che, secondo il suo parere, sarà raggiunto dalla Palafiom.
Grazie, Ugento. Vi siete presi (altrettanto meritatamente) tre punti cedendoci complimenti. Sarebbe stato meglio il contrario, ma grazie lo stesso.
Leggendo la solita Gazzetta del Mezzogiorno, invece, scopriamo di aver perso sì con l’Ugento, ma non in casa...!
“Ko a sorpresa per l’Honda a Ugento”
“Ad Ugento è arrivata la terza sconfitta stagionale delle ragazze di Presta”.
La percentuale di errori di questo giornalista ha raggiunto ormai una cifra spropositata.
Comunque, consoliamoci: l’Alfieri è ancora inviolata...

Mi scuso con Silvia per aver accostato la sua nobile immagine ad un partito in odore di razzismo i cui leader si credono e parlano come Braveheart ma hanno governato per cinque anni come Dell’Utri, Previti e Cuffaro. Anzi, hanno governato con Dell’Utri, Previti e Cuffaro e per Dell’Utri, Previti e Cuffaro.
Palafiom Taranto-Ugento 0-3

Sabato 31 marzo 2007, ore 17.00.
Un fantasma si aggira per il campionato di serie C. Un fantasma che si chiama Ugento e che sta mettendo in subbuglio l’intero girone.
Anche alla vigilia di Pasqua, come fu per la pausa natalizia, ci tocca commentare una sconfitta, ma noi non siamo come quelle squadre che scrivono solo quando vincono e facciamo il nostro dovere bevendo l’amaro calice fino in fondo...
Anzi, il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che è interista e lo sa, ritiene che in caso di sconfitta si possa allenare il senso dell’umorismo. [1]
Proviamoci.
Prima, però, facciamo un passo indietro e diamo la solita occhiata ai provvedimenti disciplinari nel Comunicato Ufficiale FIPAV Puglia del 28 marzo 2007.
Gara n. 2640 Polisportiva Palafiom-Real Volley Nardò. Società: Real Volley Nardò – Richiamo per assenza allenatore.
Ma non era stato squalificato per tre giornate? Insomma, cosa deve fare il cristiano? Se si presenta, contravviene alla squalifica; se non si presenta, subisce un richiamo...
Gara n. 1627 Taranto Volley-Brintel Oria – Diffida per mancanza spogliatoio arbitri.
Poverini, si saranno cambiati per strada... Avranno fatto i loro bisogni sul quadro svedese...
Per fortuna, ancora una volta la Palafiom l’ha scampata: a Oria nessuno ha ascoltato le frasi rivolte dal presidente agli arbitri e volte a segnalare una certa tolleranza verso talune presunte doppie della palleggiatrice di casa. Ancora quattro giornate e ne usciamo senza un richiamo, una diffida, una multa (a parte i vaffa delle giocatrici alla fine del derby d’andata, che comunque erano gratis).
Oggi si affrontano la squadra che di solito gioca più presto (alle cinque del sabato) e quella che abitualmente scende in campo nella notte tra il sabato e la domenica.
Associazionesportivapolisportivapalafiomhondalasemautoarteataranto (e così accontentiamo tutti gli sponsor...) con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Buso schiacciatrici, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, un’acciaccata Simona Mereu libero.
Ivana Gallo Ingrao sta ancora più frecàta e deve limitarsi alle public relations.

Désirée Fiore sta meglio ma per il momento deve accontentarsi del segnapunti manuale. In panchina Valentina Moro, Silvie





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