Chiarito il mistero dei cerchi nel grano a Monteiasi

I cerchi misteriosi ritrovati in un campo di grano a Monteiasi non sono più un enigma.
La clamorosa scoperta e le straordinarie immagini del fenomeno hanno finito per oscurare finanche i risultati delle elezioni, attirando sul posto scienziati, ufologi e curiosi. Le ipotesi si sono sprecate: riti esoterici, formazioni elettromagnetiche, burla e soprattutto UFO. Come in altre parti del mondo, infatti, i cosiddetti crop circles sono solitamente associati alla fantasiosa quanto suggestiva ipotesi di un atterraggio extraterrestre.
Nel caso di Monteiasi, poi, le piante di frumento erano tutte piegate in senso orario e le figure geometriche risultavano di proporzioni perfette.
La vicinanza degli impianti dell’Alenia, dove si costruiscono le fusoliere dei Boeing 787, ha ulteriormente incoraggiato i sostenitori dell’ipotesi secondo cui gli UFO sarebbero atterrati per una visita esplorativa volta a verificare lo stato dello sviluppo aerospaziale degli umani.
Fantasie?
No, questa volta si tratta di realtà: a Monteiasi sono davvero atterrati gli extraterrestri, che dunque hanno dato una prova definitiva e inconfutabile della loro esistenza.
Sono stati loro stessi a presentarsi alla Terra partecipando a Sport & Sport, la trasmissione di Fabrizio Cafaro e di Gianluca Catucci. In studio era presente anche una giocatrice della NAT Tempesta.

“Veniamo da Xobbuzk e siamo atterrati in questo pianeta per riprenderci Ida Taurisano” – hanno esordito i due extraterrestri ospiti del programma.
“Mascherata da comune mortale, avevamo calato Ida in serie B2, poi però un infortunio ha compromesso il nostro esperimento. Siccome i ticket sanitari a Xobbuzk sono particolarmente onerosi, abbiamo atteso che Ida completasse la riabilitazione sulla Terra a spese del Tuglie. Ora può tornare con noi.”
Mentre Catucci cercava su Internet curiosità e statistiche relative agli inconsueti ospiti della trasmissione, Cafaro ha chiesto a questi ultimi un parere sulla Terra e sul campionato appena concluso.
“La terra è un pianeta strano; sembra che gli abitanti siano mossi da una sconcertante irrazionalità che impedisce loro di godere appieno della natura e dell’esistenza. Ci sono altre anomalie che non riusciamo a spiegarci: il senso di quel pezzo di stoffa che chiamate cravatta e che vi procura inutili fastidi, il motivo per cui qualcuno beve caffè decaffeinato, la ragione per cui certe donne se la tirano come se per loro fosse un sacrificio e non un piacere, l’esistenza o meno di un cervello nei dirigenti di quello che chiamate PD quando commentano le sconfitte come se fossero vittorie e quando portano un personaggio come Alberto Tedesco in Senato.

Il campionato di B2 appena concluso è stato molto seguito su Xobbuzk grazie a Jotv e questa passione è indubbiamente frutto dell’elevato livello tecnico di tutte le squadre. Crediamo che Trani abbia meritato la vittoria finale, ma siamo certi che con la nostra Ida il Tuglie avrebbe conteso il primato sino alla fine.
A noi è molto piaciuta anche la Nati a Taranto: ha espresso una grande pallavolo e le giocatrici sono molto carine. E’ certamente la nostra squadra preferita.
Ora scusate, ma abbiamo problemi di orario e poi ci scade il grattino della sosta.”
Il congedo da Sport & Sport è risultato piuttosto movimentato. Uscendo dagli studi televisivi, i marziani hanno infatti rapito la giornalista Valeria D’Autilia.
“Ci serve per alcuni esperimenti sulla riproduzione mista xobbuzkiani-terrestri – hanno fatto sapere gli extraterrestri - e inoltre dobbiamo vendicare lo sgarro fatto alla nostra squadra del cuore. La riporteremo sulla Terra soltanto dopo che Cafaro avrà assistito realmente ad una partita della Nati a Taranto. L’aveva promesso nella penultima puntata, ma poi nessuno l’ha visto al Palafiom. La D’Autilia, invece, l’anno scorso al Maria Pia ci veniva ogni tanto.”
NOTE:
La prima foto è tratta da http://en.wikipedia.org e si riferisce ad un terreno in Svizzera; la seconda foto è tratta da www.lagazzettadelmezzogiorno.it.
Intervista a coach Marcello Presta

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?
Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.
Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.
Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?
No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.
Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?
Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.
Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?
La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.
Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?
Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.
La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.
Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?
Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.
E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.
Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.
In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.
Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?
A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.
Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?
Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?
Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.
A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.
Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.
Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.
Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.
Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.
A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?
E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.
Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.
Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.
Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.
Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...
Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?
Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.
Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.
Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.
Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]
Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?
Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.
Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.
Il primo campionato di Vincenzo Lupo.
Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.
Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?
Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.
Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.
Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.
E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...
Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.
Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?
La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.
La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.
E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.
A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.
Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?
Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.
Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.
I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?
Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.
Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.
Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?
Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.
E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.
Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.
Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).
Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.
La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.
Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).
Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.
Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.
Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.
Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?
Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.
A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?
Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.
Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.
Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.
Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.
L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.
Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.
Qual è lo stato di salute del volley pugliese?
A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.
Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.
A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?
Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.
Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.
NOTE
1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.
Tuglie-Nati a Taranto 2-3

Sabato 18 aprile 2009 – ore 19.00
Vangelis, Momenti di gloria...
La musica diffusa nel prepartita agevola i ricordi. Il tensostatico di Tuglie è un luogo ormai sacro nella storia della Nati a Taranto. Qui, il 5 maggio del 2007, conquistammo la promozione in serie B2 al termine di una partita intensa ed emozionante. Chi se la scorderà mai?
Fra l’altro su You Tube c’è ancora il video dei punti finali e della conseguente, irrefrenabile esultanza girato da Fabio con il telefonino:
http://www.youtube.com/watch?v=t6csQeSPAVM
Io ancora mi commuovo quando lo rivedo.
Oggi la situazione ed il clima sono diversi: la Nati a Taranto non ha più nulla da chiedere a questa stagione, se non un quarto posto privo di effetti concreti e l’esigenza di garantire la regolarità del campionato. Molfetta ci guarda... Come ci guarderà Matera sabato prossimo...

La partita di oggi e l’approccio straordinariamente grintoso delle ragazze dimostreranno che gli stimoli di squadra e individuali non mancano e vanno ben al di là della mera serietà professionale. Altro che demotivazione.
Anche Tuglie non sembra particolarmente allegra: non è stato il campionato che poteva essere. Vincere a Trani nel girone d’andata e poi – dopo l’infortunio alla stella Ida Taurisano - trovarsi a lottare per la salvezza in quello di ritorno è una situazione che evidentemente non infiamma il paese, distratto – peraltro – dalla festa patronale.

Poca gente al tensostatico, quando due anni fa non c’erano posti neanche in piedi. Clima mesto.
Non momenti di gloria, dunque, ma momenti di grande agonismo sì.
Cerchiamo di conquistare due spettatori in più: Michela invita Divina Felline; io invito Monica di Forzaragazze. Non vengono. Col cavolo che adesso continueremo a trasmettere i comunicati al sito...
Un’altra data indimenticabile è il 31 marzo 2007, la prima volta che Valeria Montagna arbitrò la nostra squadra.

A distanza di due anni, finalmente, la FIPAV si è decisa a designare nuovamente l’avvenente brindisina alla direzione di un nostro incontro. Una divina nel tensostatico, quindi, c’è. Quante emozioni, stasera...
Formazioni. Tonino Cavalera propone Valeria Spano in palleggio, Monica Casalino opposto, Neire Scupola e Titti Romano di banda, Anna Maria Isceri e Pamela Antonino centrali, Daniela Calò libero. In panchina le baby terribili Eleonora Carbone e Giorgia Valente.
In panchina c’è anche Ida Taurisano, ma si sa che non potrà giocare. E’ lì soltanto per fare terrorismo psicologico con la sua presenza...

Nati a Taranto: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.
Désirée non c’è perché vuole più bene alla squadra di serie D che a quella di serie B2. Questa ce la leghiamo al dito.
Fanno compagnia a coach Marcello Presta: l’acciaccata Sonia Tinelli e l’infortunata Marcella Scaglioso. Quest’ultima fa solo atto di presenza; sarà per questo che tarda a schierarsi per la presentazione delle squadre.

Primo set
Ace di Scupola.
Ooops, non è che sarà una serata di sonnolenze?
No, non lo sarà: è Michela che reagisce, ma poi regaliamo troppi errori offensivi alle padrone di casa, a segno quasi con tutte le atlete del sestetto.
L’ace di Isceri chiude il primo ciclo della partita (9-5).
Inizia a questo punto un secondo ciclo che si chiama Vittoria Repice. Un ciclone, più che un ciclo: fast, primo tempo, due ribattute su ricezioni lunghe, due muri (uno dei quali con Silvietta) e una palletta.
Tutto lei.

L’ace di Alessandra chiude un break di nove punti (9-14).
Vittoria aveva dimenticato di estrarre il pallonetto dal proprio repertorio tecnico e provvede subito a colmare la lacuna (10-15).
Tuglie si riprende: Scupola, Romano e Casalino agguantano il pareggio fin troppo presto (17-17), ma a questo punto inizia lo show dell’altra nostra centrale, Cristiana Zonca.
Straordinaria: tre primi tempi e una fast con in mezzo una pipe magnifica ed un ace-culo di Michela (17-24).
Da sottolineare anche la serata di grazia di Alessandra, che apre il gioco in tutte le direzioni. Fra un po’ attaccheremo anche dal sottoscala.
Spediamo sulla rete e sull’asticella le prime due palle-set, ma la terza è quella buona: Daniela Calò compie un miracolo sulla bomba di Simona, ma il successivo pallonetto di Cristiana finisce in campo: 19-25.

Secondo set
Tuglie attacca con Scupola e Romano; Taranto replica con un altro punto-culo aiutato dal nastro (Silvietta) e soprattutto con le due centrali venute da lontano (altri due punti di Cristiana, altri tre di Vittoria).
Da lontano ma non troppo: Cristiana non è tedesca - preciso a beneficio degli spettatori che hanno formulato questa ipotesi. E’ di Novara, provincia di Taranto – come dice lei. Ormai non fa altro che rispondere “ce vuè?” a chiunque le rivolga la parola. Direbbe “ce vuè?” anche al Capo di Stato Maggiore se la chiamasse a rapporto.

Sull’8-7 fuga delle salentine: bel pallonetto di Isceri, primo tempo a farfalle delle nostre, fallo di posizione, fast di Antonino, invasione rossoblu e diagonale di Casalino (14-7).
Fast di Vittoria con conseguente urlo.
L’arbitra Valeria ne ha abbastanza: convoca Vittoria e Titti e spiega loro che le squadre stanno disturbando la quiete pubblica. Ha ragione. Che stiamo, al mercato?
Fra l’altro fuori c’è la processione dell’Annunziata e sarebbe disdicevole disturbare.
Se il paese si affida alla Madonna, coach Cavalera (che, pure lui, in fatto di urla non scherza; è peggio di Scanferlato) preferisce contare sui brillanti riflessi della capitana Calò.
La Nati a Taranto si affida, invece, in questo momento, al nastro (cioè al culo), che per la terza volta inganna le avversarie. L’ace è di Simona.

Ancora un primo tempo a farfalle (prima Vittoria, adesso Cristiana; la par condicio è rispettata) ed uno spettatore si chiede: “Ma lu fannu apposta...? E’ nu schema...?”
La gaffe è cancellata da due muri e da un altro pallonetto-capolavoro del sottotenente di vascello, oltre che da un ace di Michela. Parziale riaperto: 20-17.
Lo richiudono Romano e Spano, quest’ultima con un astuto tocco di seconda (25-20).
Terzo set
Nell’intervallo Daniela Calò, dalla panchina, ordina a Pamela Cervellera di andare a prendere una bottiglia d’acqua. Per chi l'ha presa, per la garzona del supermercato? Almeno le avrà dato la mancia per il servizio a domicilio?
Il terzo parziale è quello del grande equilibrio, dall’inizio alla fine. E quante emozioni, che intensità!

Il muro rossoblu continua a fare faville, ma Scupola e Casalino tengono le padrone di casa agganciate.
Sul 5-6 inizia una fase caratterizzata da errori, ma sono errori distribuiti quasi equamente sui due fronti. Tuglie predilige le battute, Taranto gli attacchi. Mi sorprendono alcuni errori vistosi della Casalino, anche palloni da appoggiare semplicemente nel campo avverso. Non è da lei. Ma comunque, alla fine, pur non giocando benissimo, 15 palloni a terra li ha messi.
L’Italgest ottiene un vantaggio di tre punti sul 17-14. E’ a questo punto che il set decolla, regalando spettacolo.

Coach Marcello rischia Sonia. Sarà ben ripagato.
Due punti consecutivi della nuova entrata ci portano sul 19-18.
Due attacchi del Tuglie finiscono fuori ed uno sulle mani di Michela a muro (21-21).
Time-out salentino, con Cavalera incazzatissimo.
Bomba di Michela e attacco vincente di Simona (22-23), poi Cristiana, con una fast imperiosa, ci regala il primo set-point (23-24). Lo annulla Romano con l’ennesimo mani-fuori.

Dentro Valente per Casalino, ma soltanto per servire, visto che i 5 errori dell’esperta ex-brindisina devono aver messo in agitazione il tecnico locale. La piccina non si emoziona, poi Michela salva un incredibile pallone di piede e Vittoria mette a frutto l’impresa della compagna (24-25).
Quest’anno i piedi ci hanno regalato diversi punti (ricordiamo ancora il piede di Clara nel tie-break con il Battipaglia).
Muro di Isceri ed anche il secondo set-point è annullato (25-25).
L’atto conclusivo del parziale è firmato dal Gattuso del volley femminile, Vittoria Repice: fast e primo tempo!
25-27 dopo 33 minuti di passione.

Quarto set
Tuglie reagisce bene al colpo ed inaugura il quarto set con un eloquente 6-0. Ale, adesso, preferisce affidarsi alle attaccanti: 2 punti Michela, 2 punti Corallina, 3 punti Sonia e siamo a ridosso delle salentine (13-12).
Scupola è un po’ imprecisa e mister Cavalera getta nella mischia (questa volta per restarci) Giorgia Valente, che fa punto al primo tentativo.
La partita, intanto, diventa sempre più nervosa. Sonia commette un’invasione, protesta e viene ammonita.

Neanche Marcello la prende bene e persino Ale sottopone qualche osservazione alle gentili orecchie dell’arbitra. La nostra palleggiatrice non ha mai detto niente a nessuno; proprio stasera deve fare casino?!
Spero che il flusso dei miei pensieri, colmi di ammirazione, raggiunga il seggiolone e prevalga sulle voci ostili che in questi momenti salgono dal parquet. L’affetto prevalga sull’odio, la pace prevalga sulla guerra.
Sebbene il gioco delle rossoblu continui ad essere molto valido, adesso Tuglie sta difendendo bene, grazie soprattutto alla capitana Calò, mentre Romano continua a sfruttare a proprio vantaggio le mani del muro ospite (22-15).
Ormai sono due anni che Calò e Romano si scambiano i ruoli e quindi le maglie nel corso della stagione. Speriamo che abbiano almeno la stessa taglia.

Ci sono scambi lunghissimi, estenuanti. Sarà per questo, forse, che le ragazze chiedono ripetutamente la verifica della rotazione; un modo per riprendere fiato.
Cresce Simona Corallo e attacca, da destra e da sinistra, ma la speranza riaccesa dalla nostra giovane schiacciatrice viene soffocata dall’ancor più giovane Giorgia Valente (25-21).
Tie-break
L’avvio è teso, con qualche errore di troppo. Dopo l’ace di Antonino, passa da destra la ronda padana e subito dopo quella fragagnanese (3-5).
Ribaltone Romano (6-5) e duplice azione offensiva della Valente (9-9).
La svolta decisiva della partita prende avvio da una magia di Vittoria Repice: splendido pallonetto che spiazza la difesa tugliese.

Valente stavolta tira fuori e Michi va a segno da posto quattro (9-12).
Scupola, rientrata sul parquet, schiaccia il pallone della speranza, ma Michela tira una sventola che colpisce il libero locale e poi schizza fuori.
Sull’11-13 il culo aiuta gli audaci – dice più o meno il proverbio. Il nastro non vuole mettersi a contrasto con Michela visto che oggi la ragazza... si stizza cu nienti e così spinge dolcemente la palla nella metà campo avversaria. La rete, invece, blocca l’ultimo assalto di Neire Scupola, a conclusione di uno scambio in cui una scatenata Alessandra ha provato a fare punto in tutti i modi (11-15).

Bella partita delle rossoblu, nonostante gli allenamenti settimanali complicati dalle indisponibilità. Bella prova di carattere, soprattutto. La contemporanea sconfitta di Scafati ci consolida al quarto posto.
Per Tuglie il punto è pesante, in ragione della contemporanea sconfitta dell’Azzurra Molfetta a Sarno.
Non conosco ancora il risultato di Trani; in ogni caso, comunque vada con il Salerno, non ci sarà la promozione matematica perché il Matera ha vinto. Questo rende ancora più probabile l’invasione biancazzurra del Palafiom sabato prossimo, con tifosi carichi di champagne.

Due parole sul Battipaglia. Intanto la classifica del girone di ritorno sarebbe questa: Trani 36; Matera 32; Salerno e Battipaglia 31; Potenza 25; Scafati 21; Taranto 19; Benevento e Sala Consilina 18; Sarno 15; Molfetta 12; Tuglie 11; Nojaturi 10; Montescaglioso 6; Aversa 3; Ostuni 0.
Poi voglio ricordare la previsione del mago Trumpet:
“I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.
Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. (...)”.
Tranne l’ultima parte sullo Scorpione ed una lieve sfasatura temporale, credo di aver individuato il mio nuovo lavoro...

Tabellino: Tuglie-TARANTO 2-3 (19-25, 25-20, 25-27, 25-21, 11-15)
Italgest Tuglie: Carbone 0, Romano 15, Antonino 3, Scupola 15, Spano 5, Casalino 15, Taurisano NE, Isceri 5, Valente 3, Calò (L) 2 – All. Cavalera.
Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.
Nati a Taranto: Zonca 22, Corallo 8, Repice 19, Benefico 13, Scaglioso NE, Tinelli 8, Mastandrea 6, Certa 3, Leone (L) – All. Presta.
Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 10.
Arbitri: Valeria Montagna (BR), Nicolò Visaggio (BA).
Durata set: 25’, 26’, 33’, 29’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.22’.

Altri risultati: Matera-Scafati 3-1, Battipaglia-Benevento 3-1, Sarno-Molfetta 3-0, Trani-Salerno 3-1, Potenza-Aversa 3-0, Sala Consilina-Nojaturi 3-1, Montescaglioso-Ostuni 3-0.
Classifica: Trani 75; Matera 67; Salerno 65; TARANTO 50; Scafati 48; Battipaglia e Potenza 46; Sarno 44; Benevento 43; Sala Consilina 41; Tuglie 38; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa e Montescaglioso 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.
Tutti buoni la settimana scorsa. In questa non sappiamo...
Prossimo turno: Taranto-Trani, sabato 25 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.
Un sms per Ivana:

Tuglie, dove niente è come sembra

Danielà Calò, capitana dell’Italgest, ci introduce alla scoperta di Tuglie. Per noi della Palafiom NAT il paese salentino è legato soprattutto ad un luogo e ad una data: tensostatico, 5 maggio 2007. Al termine di un’indimenticabile stagione le rossoblu conquistarono quel punto che le separava dalla storica promozione in B2. L’Italgest ci ha raggiunti dopo un anno e adesso ci apprestiamo a ritornare per la prima volta su quel parquet. Chissà cosa proveremo. C’erano Marcello, Michela, Alessandra, Sonia, Désirée, Silvietta. C’erano Pamela, Tiziana, Valeria, Neire. E c’era Daniela, anche se per lei quella fu una partita particolarmente sfortunata (forse lei preferisce ricordare il Tuglie-Taranto dell’anno precedente...).
Il contributo di Daniela e le sue immagini ci raccontano di una Tuglie sorprendente, almeno per me che ero stato soltanto al tensostatico. Pietre, natura, sapori e tradizioni. Oltre che un posto incantevole, quello che emerge è soprattutto il grande amore che la capitana nutre per quella terra. E per quella maglia.

Ciao Michele…
come promesso ti parlerò di Tuglie, un paesino del Salento (lu sule, lu mare e lu ientu!) che conta all’incirca 5.300 abitanti.
Per tale occasione mi munisco della mia modestissima macchinetta digitale…
La qualità delle foto non è delle migliori, ma mi scocciava estrapolare o meglio scopiazzare immagini a destra e manca…
Wow! Alla scoperta di Tuglie…seguimi!

Il centro storico è caratterizzato da splendide viuzze, dove “Nulla è come sembra”…
Infatti, vie che apparentemente appaiono normalissime nascondono delle vere e proprie Corti…Timorosamente mi sporgo leggermente…noto che al loro interno vi sono ancora vecchi pozzi, pileddhe, focaliri…
Il cuore del paese è la sua piazza…qui potrai ammirare come

A distanza di pochi metri, ma in direzioni opposte, potrai visitare il museo della Radio e della Civiltà Contadina…

Se invece vorrai godere di uno splendido panorama paesaggistico dovrai salire sulla piccola collina del Montegrappa...da strategici punti potrai ammirare il paese visto dall’alto e, guardando all’orizzonte, gli splendidi colori del Salento…

Per quanto riguarda la gastronomia ti posso consigliare:
Le Purpette dell’Albertina!
Il vino da Calò!
Le pizzette da Illollò!
La “Banana” (è un dolce) da Provenzano!
I pasticcini da Dolce Vita!
Basta??? Ci sono tante e tante altre cose ma credo che queste possano bastare! Altrimenti intaso il blog!
Purtroppo ti sei perso “Le Caremme” …
Immagina di camminare per le vie del paese e, ogni tanto, vedere su un cornicione, un balcone, una ringhiera o una sedia, queste piccole vecchiette…è molto carino…e divertente…Peccato ti sarebbero piaciute!

Però ti troverai giusto a pennello per la festa patronale della Maria SS. Annunziata…Il paese sarà in festa…chissà che…
Tuglie è la mia squadra da 6 anni…Sin dall’inizio ho sempre avuto la sensazione di essere a casa…non mi è mai mancato nulla…per me Tuglie vuol dire semplicemente “famiglia”.
La società è encomiabile…Forse potrai pensare che sono di parte…ma sono sicura di non sbagliarmi!
Quest’anno purtroppo siamo state/i sfortunate/i…
Ma…non abbiamo smesso di lottare…
D'altronde, come m’insegni: “NULLA UNISCE LE CREATURE QUANTO
Un bacio
Daniela





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