Tristezza e nostalgia

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.
Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.
Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.
Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.
Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”
Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”
Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.
Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.
Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.
Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!
Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.
Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.
Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.
Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.
Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.
Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.
Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.
Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.
Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.
Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).
Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.
Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).
Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.
Un mondo che sento svanire.
I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]
E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.
Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.
NOTA:
(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.
Lists, I make lists...
Lists, I make lists
of all the things that I need to fix,
of all the things that I’m not prepared for,
of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.
Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.
STRUTTURE D’ECCELLENZA
1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).
2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).
3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).
TENSOSTRUTTURE BUONE
4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)
5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)
STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE
6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)
7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)
8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)
STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE
9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)
10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)
11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)
SOTTO LA SUFFICIENZA
12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)
13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)
14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)
15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)
16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

NOTE:
(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.
Trepuzzi-Palafiom Taranto 1-3

Sabato 10 marzo 2007, ore 18.00.
Provvedimenti disciplinari: diffida all’Ugento “per aver i propri tifosi tenuto un comportamento ironico nei confronti dell’arbitro a fine gara”. Sono curioso di sapere in cosa sia consistita questa ironia perché, detta così, non mi pare un’azione criminosa.
Il Trepuzzi occupa una posizione di classifica delicata, ma ha vissuto un periodo di gloria alla fine del girone d’andata vincendo cinque partite su sette: un blitz a Corsano, l’inutile successo con il Torre Santa Susanna e soprattutto le vittorie al tie-break con il Tuglie e il San Pietro Vernotico prima del 3-0 sulla Tempesta. Poi quattro sconfitte di fila ed arriviamo alla sfida odierna, che, proprio in ragione delle clamorose vittorie con Tuglie e San Pietro Vernotico, non va presa sotto gamba.

Nel giorno in cui finalmente rientra Sonia, si registra l’improvvisa indisponibilità di Rossella per un problema muscolare.
Qualche equivoco ritarda l’arrivo della squadra: io scambio il Circo di Roma per la tensostruttura, Silvia si ostina a ricordare che in una sua precedente vita il palazzetto era di fronte allo stadio e ci conduce in una piscina, Mary scambia un’anziana badante polacca in libera uscita, alta un metro e sessanta, per due (non una, due...) ragazze alte con borsoni.
Al bar “Selene” di via Kennedy le bustine di zucchero riportano proverbi del Salento. Uno sembra la traduzione di una frase che il presidente Urago potrebbe aver dedicato ai consiglieri regionali di Alleanza Nazionale: “Stai all’umbra e te manca lu sule, stai allu sule e te manca l’ombra; se po’ ssapìre cce cazzu uéi ???”
Nello stesso bar c’è la locandina della partita e finanche il calendario della squadra. Loro ce l’hanno e noi no, nonostante il mio esplicito suggerimento.

Hanno anche un palazzetto. Peccato che il progettista abbia voluto creare un effetto-carcere, dato che che, ovunque ti metti, la partita puoi osservarla solo attraverso la ringhiera. Visto così, dalle sbarre, per la prima volta Urago somiglia ad Armenise...
La Palafiom schiera Alessandra Certa come palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Valentina Moro di banda, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero.
In panchina Luana Santovito, Silvietta Mastandrea e Desiree Fiore. Rossella Garaguso si occupa della vendita al dettaglio delle tute esposte sulla spalliera.

Primo set.
Partenza sprint del Trepuzzi che passa a condurre 1-4. Clara realizza due punti ed un muro di Alessandra e Silvia impedisce a Rossella Bianco di colpire dalla banda. I suggerimenti del coach in settimana si stanno rivelando utili. Un punto di Silvia ci permette di riportarci in parità: 5-5.
Ed è sempre la capitana, con un muro ed un primo tempo, ad effettuare il sorpasso, ma le salentine ribattono colpo su colpo.
Diagonale di Valentina dopo un salvataggio di Michela e duplice attacco di Clara. Sul 15-11 coach Rampino effettua dei cambi, ma la Palafiom non si fa rimontare. Michela mette la palla a terra da posto quattro (18-13).

Accenno di ripresa del Trepuzzi, che però sbaglia un servizio ed un attacco (21-16). L’allenatore locale tende, a questo punto, ad essere piuttosto impetuoso con le proprie atlete. Il muro della Palafiom sta funzionando bene, ma ciò nonostante le leccesi trovano un varco nella difesa (21-18). Sonia batte un colpo; era ora (22-18).
Muro di Clara, attacco fuori del Trepuzzi (24-18), poi mani fuori delle salentine e lungo scambio con miracolo difensivo di Michela, ma alla fine le atlete locali annullano anche il secondo set-point (24-20). Il set lo chiude Valentina (25-20).
Secondo set.
Chi si aspettava finalmente una prova brillante della Palafiom è rimasto deluso. Le azzurre stanno limitandosi a svolgere il proprio compitino, mentre il Trepuzzi, sponsorizzato da “Collagenil, prodotti di bellezza”, sembra effettivamente aver rimediato a molti degli inestetismi che avevano connotato l’avvio del campionato.
La palleggiatrice locale si chiama Divina, aggettivo che ben si addice a due secondi tocchi che tengono in corsa il Trepuzzi. Valentina e Sonia tentano l’allungo, ma Trepuzzi riagguanta il pareggio (4-4). Attacco fuori di Michela, per ora più brava in difesa che in attacco, e la “provocazione” della regista locale viene raccolta e “vendicata” dalla nostra Alessandra: tocco magico anche per lei (5-5).
E’ il momento di Sonia (10-6), del muro azzurro e dell’ennesimo primo tempo riuscito di Silvia (12-7). Ancora un punto di Sonia e coach Rampino si siede in panchina sconfortato.
L’avvicendamento Valentina-Silvietta ormai è come la staffetta Mazzola-Rivera.
Lungolinea del Trepuzzi (14-10). E che cavolo: Marcello vi aveva detto di stare attente...! Lungolinea anche di Michela, ma l’allenatore trepuzzino si è rialzato e tenta di scuotere le proprie atlete. La Palafiom, però, adesso sta giocando bene: punto di Sonia, sebbene fosse lontana dalla rete, e primo tempo di Silvia (21-15). Attacco fuori di Claudia Trovè, che pure aveva mostrato buoni numeri, poi c’è un break delle locali, ma la rimonta viene subito compromessa da un tocco falloso (23-17) su cui l’allenatore non è molto d’accordo. Entra Désirée.

Punto importante di Silvietta (24-18) e Trepuzzi si impappina nel momento meno opportuno regalando il punto finale alle ospiti (25-18).
Terzo set.
Equilibrio in avvio del terzo parziale. L’8 marzo era la festa della donna e le due squadre, femminili appunto, si scambiano vicendevolmente il regalo di una battuta sbagliata (3-4). 
La palleggiatrice locale ha una buona torsione del busto, molto elegante ed efficace, ma le sue compagne commettono un paio di invasioni contestate da coach Rampino, che in panchina manda all’aria le tute che trova a portata di mano.
Siamo sul 9-8 quando Michela realizza due aces consecutivi. La nostra schiacciatrice sembra essere entrata in partita (bella pipe) e dal centro, grazie a Clara, continuiamo a colpire senza incontrare grossa resistenza. Sul 15-11 sembra fatta. Invasione di Valentina, che viene sostituita nuovamente da Silvietta e rifiata in panchina ascoltando parole poco affettuose di coach Marcello. Trepuzzi ha sistemato la propria difesa anche se bisogna dire che questa sera le attaccanti della Palafiom non sono fulmini di guerra. Il libero locale, Zeudi Mazzotta, sta comunque lasciando il segno su questo parziale (17-17) intercettando parecchi palloni scagliati dalle azzurre. I liberi del Salento sono tutte brave ma hanno nomi curiosi (vedasi Demelza, nostra prossima avversaria).
Sonia viene murata e Michela non è impeccabile in ricezione (18-21). Mani fuori del Trepuzzi e ace non proprio inevitabile (18-23). Ormai la frittata è fatta, nonostante l’impegno del presidente con la trombetta e quello di Trombetta con la telecamera.
Entra Désirée per Michela. Quando però Désirée dovrebbe andare in battuta, coach Marcello fa rientrare Michela. Forse gli undici errori al servizio commessi della piccina nell’allenamento di mercoledì (e contati ad alta voce da spietate compagne con un discreto spirito sarcastico...) non sono passati inosservati. Purtroppo il primo tempo di Silvia questa volta fallisce e Trepuzzi si aggiudica il set (20-25).
Quarto set.
Nell’intervallo noto che le giocatrici, per andare in bagno, devono chiedere il permesso all’arbitro. Come a scuola.
Non sappiamo cosa stia dicendo Marcello alle ragazze durante la pausa (meglio non approfondire...), ma noi tifosi non vogliamo avere responsabilità: al diavolo la telecamera; la trombetta torna nelle mani del titolare.
“Le fìmmene – recitava un’altra bustina di zucchero del bar - sù comu le schede telefoniche: òlenu sempre ricaricate”.

E’ quello che fa Marcello visto che le azzurre tornano sul parquet con maggiore determinazione e si portano sul 5-2 sfruttando un attacco di Sonia, una fast di Clara e qualche distrazione delle salentine.
Ma il Trepuzzi ha un break di quattro punti e si riporta in vantaggio. Ora è un testa a testa. La Perrone vuole dimostrare che gli attacchi da centro non sono un’esclusiva della Palafiom (7-7), ma le tarantine utilizzano un’altra risorsa: servizi cazzuti e volti a mettere in difficoltà il bravo libero locale. Inaugura la serie Alessandra con un ace.
Muro a due di Sonia e Silvia (10-8) ed ennesimo primo tempo della capitana. Colpo furbetto di Clara (14-11) e reazione della Bianco (14-13). Simona difende bene e permette a Michela di schiacciare uno splendido lungolinea (16-13). Turno in battuta di Valentina che, prima di sbagliare, mette sistematicamente in difficoltà la ricezione locale: fast di Clara e mani fuori cercato da Michela (18-13).
Trepuzzi non si arrende, ma ormai siamo in “zona Michela”: il nostro martello prima mette a terra una splendida diagonale, poi sfrutta un salvataggio di Valentina per ottenere un punto da posizione difficile (20-16).
La conclusione del set è l’immagine migliore di questa partita: il primo tempo di Silvia. E’ così che realizziamo il punto del 21-17; è così che replichiamo ad un attacco della Trovè; è così che ci portiamo sul 23-18 e sul 24-20. La prima palla-match è sufficiente a chiudere un incontro non memorabile (25-20).
Tre punti servivano e tre punti sono stati. Nulla di più, nulla di meno.
Clima amichevole nel palazzetto, ma incidenti all’esterno: prima di uscire dal paese, infatti, il presidente litiga e viene alle mani con il navigatore satellitare.
Altri risultati: Lecce e Putignano non ci hanno dato una mano e la Tempesta subisce, purtroppo, una pesante sconfitta interna con il San Giorgio. Oria-Lecce 3-1, Putignano-Tuglie 1-3, Ceglie-Ugento 0-3, Tempesta-San Giorgio 0-3, Nardò-Corsano 1-3. San Pietro Vernotico ha riposato.
Classifica: Palafiom TA 49*, Oria 47*, Tuglie 43, San Pietro Vernotico 37, Ugento 36*, Putignano e San Giorgio 21, Nardò 19*, Lecce e Corsano 15, Ceglie 14*, Tempesta TA 13*, Trepuzzi 12*.
Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).
Verdetti: Putignano, San Giorgio e Nardò sono matematicamente fuori dalla lotta per i play-off.
In serie B2 la squadra della Vuovolo ha sconfitto 3-0 Massafra.
Sabato prossimo ospitiamo il Nardò. Ragazze, cercate di fare una cosa sbrigativa perché vorrei correre a tifare contro “l’uomo dei cartellini”, sperando che il Martina vinca in quattro o cinque set e mi dia il tempo di arrivare.
Nardò-Palafiom Taranto 0-3

Domenica 26 novembre, ore 18.00.
Ho scoperto che tutti i provvedimenti di natura disciplinare vengono pubblicati sul sito della FIPAV Puglia. La lettura è interessante. Facciamo qualche esempio:
Comunicato ufficiale n. 8 del 15 novembre 2006.
“Gara n. 2533 Società AS Polisportiva Palafiom – Atl. Clemente Clara - Squalifica per una giornata di gara e diffida per penalizzazione durante la gara e per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine incontro.
Atl. Benefico Michela - Squalifica per una giornata di gara per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine gara.”
Se le cose si fanno, bisogna farle bene. Visto che è così precisa, perché la FIPAV non indica anche con esattezza le frasi offensive rivolte al 2° arbitro alla fine dell’incontro con la Tempesta? Lo dico nell’interesse della Federazione, i cui comunicati diventerebbero un best-seller.
A proposito, la frase di Michela la conosciamo; quella di Clara è la stessa...? Proseguiamo nella lettura:
“Pallavolo 1979 Cutrofiano – Multa di €. 35,00 per avere alcuni sostenitori rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.
Meno male che nessuno ha annotato le frasi urlate agli arbitri di Tempesta-Palafiom da Paolo Leone altrimenti avremmo avuto una multa superiore al deficit del bilancio comunale.
“ASD Sport Salus Volley Tuglie - Multa di €. 30,00 per aver fatto esplodere un petardo all’inizio della gara”.
Comunicato ufficiale n. 9 del 22 novembre 2006.
“Gara n. 2538 VB Players S.Giorgio-GS Livio Tempesta Considerato che la gara per cause di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario, la soc. VB Players S.Giorgio è tenuta al versamento di €. 52,00 quale tassa omologazione campo di gara.”
Hanno giocato il primo set a San Giorgio e il resto della partita a Grottaglie. Le cause di forza maggiore erano il terreno scivoloso, però non sarebbe, in generale, una cattiva idea spostarsi di città in città per promuovere la diffusione capillare di questo sport. Volley on the road. Partite itineranti: un set a Taranto la mattina, un altro set a Martina Franca dopo pranzo, il terzo set a Laterza in serata. Se non è finita, la partita prosegue il giorno dopo in altre località.
La GEDA Trani è diffidata “a mettere a disposizione un segnapunti più diligente”.
“Euro Pallavolo Lecce – Richiamo per assenza allenatore”... Hanno giocato senza allenatore?! Una squadra autogestita...!
A questo punto mi sono preso il fastidio di andare a controllare il risultato: Mira Taranto-Euro Pallavolo Lecce 2-3... Hanno pure vinto, senza allenatore !!!
“Società AS Trepuzzi – Multa di €. 150,00 per avere i propri sostenitori invaso il campo a fine gara e per avere uno di essi tirato per la maglia il 2° arbitro, per frasi offensive rivolte nei confronti dello stesso e per aver un dirigente non identificato messo in dubbio l’imparzialità dell’arbitro”.
Questo è successo dopo la partita contro la Palafiom. Ma se non è stato identificato, come si fa a sapere che era un dirigente e non un tifoso?
Certo che chi leggesse tutti questi comunicati senza assistere alle partite, si farebbe un’idea della pallavolo non proprio edificante: frasi offensive, arbitri tirati per la maglia, petardi, tasse non pagate...
Sembra Scampia, o il quartiere ZEN di Palermo, o Montecitorio.
Stasera la Palafiom gioca il posticipo domenicale conoscendo i risultati delle avversarie. Negli scontri diretti Tuglie ha espugnato San Pietro Vernotico (0-3) e Oria ha sconfitto l’Ugento per 3-1.
In classifica sono rimasti pochi zeri. Uno zero si trova nella colonna delle sconfitte del Tuglie, un altro rappresenta le vittorie del Torre Santa Susanna (ahimé, c’è anche uno zero alla voce “set vinti” dalle torresantasusannesi: 0 vinti, 18 persi, poverine). L’ultimo zero non lo diciamo per scaramanzia.
Sempre per scaramanzia sono indotto a recarmi a Nardò con il presidente e la consorte (perché a Lecce portò bene) rinunciando al passaggio-lezione di coach Marcello. Comunque anche il presidente è un super-esperto di pallavolo e mi preannuncia, ad esempio, che la Federazione Internazionale sta studiando l’ipotesi di introdurre la figura del secondo libero per aumentare la lunghezza degli scambi e la spettacolarità del gioco.
Il campionato sembra spezzato in due: cinque squadre forti (Palafiom, Tuglie, Oria, Ugento e San Pietro Vernotico) separate da un divario di punti e di natura tecnica da tutte le altre.
Ad eccezione del Lecce e del Nardò, che – secondo me - occupano una posizione di classifica precaria, ma hanno un buon tasso tecnico a cui non ha corrisposto sino a questo momento l’acquisizione dei punti che potenzialmente potrebbero raccogliere (strappandoli anche alle squadre di “prima fascia” come ha dimostrato Lecce domenica scorsa).
Sul piano turistico, invece, quella di Nardò era certamente una delle poche trasferte di “prima fascia”; peccato che la tensostruttura fosse lontana dal centro storico e che non ci sia stato il tempo per una visita alla rinomata cattedrale.
Il pubblico di Nardò è noto per essere uno dei più caldi del campionato e in effetti la palestra è affollata e le trombette sono numerose.
Oltre alle nuove maglie, la Palafiom ha anche le nuove tute (che con le nuove maglie non ci azzeccano molto). A giudicare dal colore, forse c’è anche un nuovo sponsor individuato tra le agenzie di pompe funebri.

Primo set. La Palafiom, che non può contare su Ivana e su Simona, schiera Alessandra in regia, Sonia opposto, Michela e Clara laterali, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero con il fermacapelli bianco.
Le azzurre non si lasciano impressionare dal frastuono del pubblico locale ed imprimono subito il proprio marchio sull’incontro: 6-1. Il turno in battuta di Rossella aumenta ulteriormente il vantaggio portando l’incontro sul 13-3. La manduriana sta servendo con moderazione, senza strafare e senza follie. E poi anche lei legge il blog, quindi si merita un bella valutazione. Solo Alessandra deve avere mazzate.
A parte gli scherzi, stanno giocando bene in tutti i fondamentali e in particolare al muro; Roberta è sempre più sicura e precisa e l’attacco funziona bene anche se non è particolarmente spumeggiante. Il presidente Urago si diverte ad indovinare i time-out dell’allenatore locale.
Sul 22-8 subentra un po’ di rilassamento e Nardò ne approfitta per rosicchiare qualche punto (22-12). Allora è coach Presta a chiamare il time-out e, nonostante una distrazione difensiva grave, Sonia e Silvia chiudono il primo parziale (25-14).
Il secondo set è più combattuto. Nardò, che nelle precedenti partite ha tolto un punto al San Pietro Vernotico e ha dato fastidio all’Ugento, rientra sul parquet con maggiore determinazione e passa in vantaggio (3-5). Ancora Rossella riporta la Palafiom avanti, ma Nardò sta crescendo visibilmente. Ogni tanto murano anche le salentine (10-13). Sono le nostre centrali a svolgere un ruolo determinante in questa partita, ma Sonia e Michela non stanno a guardare e proprio il nostro martello mette a terra un difficile pallone che riporta le azzurre in parità: 15-15. Soltanto Clara è un po’ in ombra in questo set, ma al centro stiamo murando tutto e le veloci non si contano: 18-16 per la Palafiom. “Veloci” è un modo di dire. Soprattutto quando attacca Rossella, sembra che la nostra centrale resti sospesa in aria in stand-by per qualche frazione di secondo. Sembra che stia per perdere l’attimo giusto, ma poi riesce sempre a rimediare, anche se in quelle frazioni di secondo ha incrementato i capelli bianchi dei tifosi. Silvia è più diretta, ma oggi Alessandra l’ha cercata meno spesso.
Un gruppo di bambini intona cori che non giovano all’armonia regionale, ma fondamentalmente il clima è molto civile. Soltanto una voce femminile alle spalle della panchina neretina (o forse sulla panchina?) tende ad essere irritante con commenti acidi urlati a squarciagola. Forse la ritroveremo nella prossima lista di provvedimenti disciplinari... Le trombette locali si affievoliscono; solo la mia trombetta Duracell resiste fino alla fine.
L’allenatore locale è un po’ contrariato dalle occasioni perse dalla propria squadra, ma le salentine non si sono arrese. Sul 19 pari, l’opposto gialloblù commette un erroraccio che l’allenatore vorrebbe vendicare sbranandola. In compenso, il libero neretino compie salvataggi miracolosi. E’ davvero brava questa ragazza, complimenti. Si chiama Demelza di nome. Quando glielo chiederò a fine partita, mi spiegherà che il nome potrebbe avere origini russe, ma si tratta solo di un’ipotesi. A Nardò sono in cinque a chiamarsi così.
Comunque, noi a liberi stiamo a posto. Anzi, la cosa inizia a diventare imbarazzante: se dico che Roby ha giocato bene, potrebbe risentirsi Simona; se auguro a Simona di riprendersi presto, si offenderebbe Roberta. Potremmo anticipare in via sperimentale l’utilizzo di due liberi contemporaneamente. Oppure rispolveriamo il metodo di Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone, e scendiamo sul parquet con il 5-5-5... Potrei anche applicare la par condicio: ogni apprezzamento a Roberta sarà seguito da un apprezzamento a Simona e viceversa.
Sprechiamo tre punti delicati sul 22-19: un buon attacco del Nardò, una doppia di Silvia e un perfido attacco dell’opposto che si fa perdonare l’errore precedente. Coach Presta chiama un provvidenziale time-out.
Un attacco delle salentine finisce sulla rete; un lunghissimo scambio viene risolto da Sonia; Alessandra e Rossella confezionano un magistrale primo tempo: il set si chiude sul 25-22.
Anche il terzo set si apre con un vantaggio del Nardò: 0-3, grazie soprattutto ad un’eccesso di foga dei nostri attacchi. Sul 3-5 la consueta voce femminile informa i presenti che le tarantine “hanno bisogno dell’ossigeno”... Queste provocazioni caricano Michela, che prima schiaccia il punto del 6-7, poi serve in modo pericoloso consentendo a Clara di spezzare il digiuno: 9-9 e l’ossigeno portalo a mamata.
Il coach locale ha un brutto presentimento e decide di effettuare due cambi, ma la mossa non produce i frutti sperati: Sonia, Rossella e ancora Sonia portano la Palafiom in vantaggio per 14-10. Potrebbe essere lo scatto decisivo, ma qualcuno in tribuna esprime preoccupazione: Simona nota, infatti, che Roberta non porta la maglia infilata nei pantaloncini in modo uniforme. Un po’ è dentro e un po’ è fuori; così potrebbe rovinarsi, diamine! Io invece mi chiedo come abbia fatto una parte della maglia ad entrare nei pantaloncini visto che le nuove divise della Palafiom sono indubbiamente molto belle, ma l’impressione è che abbiano ordinato un paio di taglie in meno per ciascuna giocatrice. Basta che le ragazze facciano un movimento più complicato del solito e le maglie risalgono pericolosamente. Se una squadra giocasse con le maglie della Palafiom di quest’anno ed i pantaloncini-tanga del Torre Santa Susanna dell’anno scorso, sarebbe come scendere sul parquet in bikini.
Torniamo alla partita: sul 18-14 si apre un conflitto a fuoco tra tutte le attaccanti della Palafiom e il libero del Nardò, che risponde colpo su colpo.

Sul 20-17 c’è l’ennesima “mossa di Rossella”: Alessandra serve all’indietro, breve corsetta della nostra centrale verso il posto 2 e schiacciata efficace (21-17). Palla fuori di Nardò e attacco di Silvia sul libero, che non riesce a tenere in campo la sfera. Se cede anche Demelza, vuol dire che per le salentine è proprio finita (24-17). L’ultimo punto lo deve fare per forza Alessandra: prima ci prova con un primo tempo, poi con una palla appoggiata, poi con due muri, poi con una schiacciata; dopo altri quarantacinque tentativi, alla fine mette a terra la palla del match: 25-17.
La Palafiom ha giocato bene. Sonia sta crescendo, Rossella ha giocato da Rossella, Alessandra è sempre una garanzia anche se Silvia medita di riproporre domande in carta da bollo, Roberta è stata eccellente (come Simona!), Valentina si è riscaldata in modo encomiabile e ha preso 7,5 in latino, Michela e Clara non hanno brillato come al solito (anche perché il coach, grande stratega, ha impostato l’incontro sulle centrali) ma nei momenti importanti si sono fatte trovare preparate. C’è più scioltezza e forse anche più serenità e certezza dei propri mezzi. Manca solo un pizzico di continuità. E manca Ivana, a cui rivolgo un saluto e un abbraccio.

Le uniche note negative vengono dalla macchina fotografica che mi ha ceduto mia sorella: devo ancora imparare ad usarla, le foto sono tutte mosse e non solo per effetto del dinamismo delle atlete durante le fasi di gioco.
Al termine dell’incontro, il parquet è invaso dai bambini del minivolley e questo entusiasmo, oltre a giovare allo sport, vale quanto una vittoria e dovrebbe rincuorare la squadra di casa.
Classifica alla vigilia dell’importantissimo incontro con l’Oria:
Tuglie 20
Palafiom Taranto 20
Oria 19
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13
Palafiom Taranto-Trepuzzi 3-1
Sabato 18 novembre, ore 17.00.
Cinque giornate di campionato hanno espresso i primi verdetti sul rendimento delle giocatrici. Stanno giocando bene Ivana, Silvia e Clara (perché hanno manifestato apprezzamento al mio blog).
Stanno giocando male Alessandra, Luana, Simona, Sonia, Michela, Rossella, Valentina, Silvietta e Desiree (che il blog non l’hanno manco letto. E se l’hanno letto, non hanno mandato neanche un commento).
Da questo punto di vista, una nota di merito anche a coach Marcello.
Parlando di cose serie, la tegola del giudice sportivo è arrivata giovedì: Clara e Michela sono squalificate per una giornata a seguito della condotta assunta nel “derby dell’amicizia”. Se consideriamo che Ivana è infortunata e che il mal di schiena di Simona si è aggravato, viene da chiedersi chi scenderà in campo stasera. Forse Renata dovrà davvero prendere un aereo da Roma.
Coach Presta punta sulle golden babies, le piccine d’oro della Palafiom: Valentina e Silvietta affiancheranno Sonia in attacco; una certa Roberta inaugura la nuova maglia (bianca) del libero.
Tutte le volte che sono state chiamate in causa, le giovani leve della Palafiom hanno fatto il proprio dovere, trasformandosi anzi da golden babies in baby-gang, vista la determinazione con cui hanno chiuso set e partite, ma giocare un’intera partita dall’inizio è cosa ben diversa.
Sonia stasera deve cancellare le ultime prestazioni incerte, ma per questo è sostenuta da un chiassoso gruppo ultras di Fragagnano. Alessandra, dal canto suo, ha responsabilità psicologiche oltre che tecniche perché dovrà valutare, di volta in volta, le compagne che se la sentiranno di osare; mentre le centrali dovranno dare il meglio per compensare eventuali e prevedibili squilibri. Che il cielo sia benigno.
Il calendario ci viene incontro: Trepuzzi è un’avversaria che lotta per salvarsi. Ma non va presa sotto gamba: la schiacciatrice con il numero 11 è piuttosto brava e ci sono un paio di ragazze che servono in modo insidioso. Contro la Tempesta giocarono dieci minuti alla grande; il loro problema è che perdono la testa quando le cose iniziano a girare male e soprattutto il libero, in quella occasione, andò in tilt dopo una prestazione discreta.
Clara si occupa del cartello segnapunti. Se l’idea di spostarlo al centro, tra le due panchine, è stata sua, ha dimostrato anche in questo di essere una grande giocatrice. Finalmente si legge qualcosa.

Michela osserva la partita tra i suoi piccoli fans, che però, data l’assenza sul parquet della loro beniamina, si dedicano esclusivamente al Game Boy. Ivana non è ancora arrivata. Simona chiede telefonicamente come sta andando l’incontro (vero) e qual è il livello di sudorazione di Roberta, che sta usando la sua maglietta nuova (falso).
Primo set. L’inizio è sconcertante: 1-5. Non riusciamo a difendere e non riusciamo ad attaccare. Arranchiamo fino al 3-8, poi le piccole mettono qualche pallone a terra e ci portiamo sull’8-9. Rossella compie buoni interventi in fase difensiva mentre Silvia inaugura una serie di primi tempi che a fine partita risulterà significativa.
Ma siamo ancora sotto; anzi, dal 12-14 Trepuzzi sembra poter prendere il largo (12-18). Roberta si sta dando da fare, ma il nuovo assetto della squadra provoca gravi incertezze in ricezione. Però la Palafiom cresce in attacco e tira fuori il carattere: break di sei punti e pareggio sul 18-18. E’ Silvia la principale protagonista di questa rimonta: primo tempo, servizio pericoloso, altro primo tempo. Valentina ci fa assaporare il vantaggio (20-19), ma una falla difensiva, molto poco gradita a coach Presta, annulla lo scatto delle azzurre.
Anche Rossella sfrutta i primi tempi (21-20) e poi emerge la potenza di Sonia. Sul 24-22, però, un pallone delle salentine finisce tra quattro giocatrici tarantine immobili; incertezze a cui non siamo abituati. La prima palla-set è annullata.
L’ingresso in palestra di Ivana è decisivo; la sua presenza garantisce un flusso energetico favorevole e il set si chiude 25-23. Che sofferenza. Ma al di là del gioco, che presenta diverse criticità, sul piano caratteriale la Palafiom, quello che resta della Palafiom, è stata ammirevole.
Secondo set. Sul turno in battuta di Rossella, Silvia respinge a muro due attacchi delle trepuzzine e trascina la Palafiom sul 4-0.
A proposito, come si chiamano le abitanti di Trepuzzi? Trepuzzine? Trepuzzette? Tre puzzette?
Mi scuso per la battuta di dubbio gusto, ma se non insulto un po’ le avversarie, qualcuno non è contento...
La Palafiom adesso sta giocando bene anche in difesa e Sonia è devastante in attacco. I suoi ultras sono attrezzati: trombetta carnevalesca, megafono e musichetta Jingle Bells. L’opposto li ripaga con un parziale travolgente.
Un suo muro in comproprietà con Silvia ci porta sull’ 8-2. Mai visto un segnapunti così esaltato: prima di girare il fogliettino, i gesti di esultanza di Clara si sprecano. Il martello leccese non è in serata di grazia ed anche in battuta le salentine non brillano (un solo ace e dieci errori complessivi). Neanche le azzurre, veramente, stanno picchiando duro in battuta, ma almeno non sbagliano. In compenso si brilla sotto rete: primo tempo di Silvia, primo tempo di Rossella, diagonale imperiosa di Valentina, attacco perfetto di Sonia da seconda linea: 13-4. Ancora un attacco della giovane laterale, che poi si concede anche il lusso di un ace (15-5).
Brava Valentina. Questa ragazza sa stare in campo con personalità.
Anche Silvietta sta giocando bene, ma l’ansia della madre si espande fino al parquet ed avvolge la piccina.
In generale, mi pare che padri e madri abbiano un atteggiamento differenziato nei confronti della pratica sportiva delle ragazze.
I padri sono palesemente orgogliosi delle figlie. Vengono a vederle (nelle partite in casa), le sostengono, le incitano, gridano persino consigli tecnici durante gli incontri.
Le madri sono meno entusiaste e più silenziose. “Siamo una famiglia perbene e distinta – sembrano dire i loro sguardi perplessi -; perché mia figlia deve trascorrere i pomeriggi tuffandosi sul pavimento di una palestra, picchiando un pallone e jastemàndo come un camionista? Perché non fa danza classica come la vicina di casa? Perché non suona il violino come la cugina? Perché non resta a casa a guardare Beautiful?”
L’allenatore delle ospiti chiama il time-out; il punteggio si sta facendo imbarazzante. Ma al rientro in campo la musica non cambia. Un perfido servizio di Valentina spiana la strada all’ennesima bomba di Sonia.
Ecco la scena che ho sempre sognato: una giocatrice (ovviamente avversaria) sostituisce una compagna per andare a servire e la battuta finisce sulla rete. Caspita, che specialista...
Sonia mette a terra anche un pallonetto (21-6); in attacco ha davvero fatto tutto quello che si poteva fare, ma va ricordato che le golden babies non l’hanno lasciata sola. Soltanto in difesa si continua a registrare qualche problema, ma fortunatamente nel secondo set sono arrivati pochi palloni da questa parte.
Il punto finale di questo set superbo è di Valentina: 25-8.

Terzo set.





Ultimi commenti