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Schiacciate e moltiplicatevi

di skanderbeg69 (22/10/2009 - 14:18)

Lo sport e la vita sono al centro della nuova enciclica di Benedetto XVI, Ludus et vita.

Da tempo la Chiesa Cattolica si accosta con attenzione alla pratica sportiva a cui ha già dedicato diversi documenti. In essi lo sport è indicato come “una delle realtà più importanti per l’edificazione della civiltà dell’amore e della pace”. [1]

Si ricorderà, inoltre, il grande Giubileo degli sportivi del 2000, ulteriore occasione per focalizzare l’interesse del clero verso le discipline sportive, senza contare l’istituzione di un Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport e senza contare soprattutto le attività degli oratori e delle organizzazioni come il CSI che si propongono di trasmettere ai giovani praticanti i valori della fede oltre che quelli “olimpici”.

     Eppure c’era un tarlo nei pensieri di Sua Santità.

Eppure gli effetti dello sport sul benessere fisico e psichico degli atleti non bastavano a colmare la preoccupazione verso un aspetto dello sport che papa Ratzinger riteneva deprecabile.

L’enciclica Ludus et vita esprime apertamente questa inquietudine.

Lo sport contribuisce all’edificazione della civiltà dell’amore e della pace, e su questo ci siamo, ma quando sull’altare della pratica sportiva si sacrifica il valore della vita, frutto essa stessa dell’amore, allora vuol dire che qualcosa non va. In sostanza, il papa si scaglia contro le donne che rimandano la scelta della maternità sacrificandola alla continuità agonistica ed alla carriera.

“Non è bene – scrive Benedetto XVI nella Ludus et vita - che le atlete rinuncino a donare la vita per perpetuare lo svolgimento dell’attività agonistica. La donna - e dunque anche l’atleta - è chiamata a costruire quel santuario della vita le cui fondamenta sono costituite dall’amore tra l’uomo e la donna.

E’ esclusa dalla dottrina della Chiesa Cattolica ogni azione volta ad impedire la trasmissione della vita e quindi la procreazione. E per azione non si intende il mero ricorso alla contraccezione ma la stessa volontà di opporsi o di rinviare il progetto di una maternità responsabile. Lo scrisse Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae.

Spesso, invece, le atlete subiscono le pressioni castranti di dirigenti e allenatori senza scrupoli che le pongono dinnanzi al ricatto della prestazione o della carriera. Servono norme che sappiano tutelare la maternità anche in campo sportivo, ma serve soprattutto una nuova cultura che sottragga le donne alla tentazione secolare dell’egoismo personale a cui viene sacrificata la missione principale del dono della vita e dell’accudimento dei figli.”

Questo era un passaggio dell’enciclica. Ma in occasione dell’udienza di mercoledì scorso papa Ratzinger, dopo aver additato come esempio il Trani (“dimostrazione che maternità e competitività possono coesistere”), è risultato ancora più esplicito e rivolgendosi ad una delegazione di giocatrici di pallavolo presenti in sala Nervi, ha concluso con l’invito: “Schiacciate e moltiplicatevi!”

Coach Presta, vincitore del premio Don Bosco 2007, ha criticato la posizione vaticana denunciando l’ennesima intromissione del clero in campi che dovrebbero risultare avulsi da ingerenze religiose.

Sembra, tuttavia, che l’enciclica sia stata letta, studiata e presa fin troppo alla lettera nell’ambiente biancoblu. Voci incontrollate riferiscono di una schiacciatrice che risulterebbe già incinta ed almeno tre sue compagne sarebbero pronte a seguirne l’esempio (il libero titolare e due centrali, una delle quali si sarebbe già sottoposta all’ecografia).

Nello spogliatoio, infine, è stato scoperto e sequestrato un volantino elettorale della deputata Paola Binetti nascosto dietro l’appendiabiti.

Di fronte all’improvviso dilagare di questa crociata per la vita, la società sta tentando di correre ai ripari: probabile l’allestimento in palestra di distributori automatici di preservativi; è stato inoltre ordinato ad una ditta talebana un set di cinture di castità comode, pratiche e leggere.

 

NOTE:

(1) Uff. Naz. della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, Il Papa agli sportivi, Paoline Editoriale Libri, Torino, 2001, pag. 21.

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I grandi quesiti dell'umanità - 24

di skanderbeg69 (29/05/2009 - 15:22)

El miedo escenico...

L’espressione è piaciuta.

L’ha usata il sito VCOAzzurratv (per VCO si intende Verbano-Cusio-Ossola) per indicare il caloroso e rumoroso tifo tranese in occasione della Final Four di Coppa Italia di B2 tra la Primadonna e l’Ornavasso. Il pubblico locale – scrive il sito - “incita le proprie beniamine con un grande miedo escenico”.

 La società piemontese ha poi additato la tifoseria adriatica quale esempio da imitare per trasmettere energia alla propria squadra.

      La cosa è stata apprezzata dall’Aquila Azzurra, che, nel riferire queste considerazioni, ha anche ripreso l’esotica espressione utilizzata dall’Ornavasso: miedo escenico.

E’ bella, in effetti.

Solo – mi sono chiesto – che cacchio vuol dire miedo escenico…?!

Da una ricerca sommaria, el miedo escenico potrebbe essere “la paura del palcoscenico”, ossia – in ambito sportivo - la soggezione provocata nei giocatori da un pubblico particolarmente appassionato.

Ma non sono proprio sicuro.

Ci sono precisazioni o approfondimenti?

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (15/05/2009 - 13:43)

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?

Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.

Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.

Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?

No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.

Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?

Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.

Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?

La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.

Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?

Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.

La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.

Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?

Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.

E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.

Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.

In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.

Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?

A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.

Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?

Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?

Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.

A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.

Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.

Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.

Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.

Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.

A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?

E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.

Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.

Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.

Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.

Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...

Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?

Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.

Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.

Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.

Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]

Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?

Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.

Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.

Il primo campionato di Vincenzo Lupo.

Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.

Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?

Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.

Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.

Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.

E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...

Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.

Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?

La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.

La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.

E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.

A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.

Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?

Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.

Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.

I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?

Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.

Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.

Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?

Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.

E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.

Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.

Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).

Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.

La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.

Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).

Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.

Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.

Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.

Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?

Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.

A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?

Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.

Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.

Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.

Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.

L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.

Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.

Qual è lo stato di salute del volley pugliese?

A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.

Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.

A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?

Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.

Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.

NOTE

1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.

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La provincia di Batman

di skanderbeg69 (28/04/2009 - 23:38)

Sono tra coloro che considerano le Province enti inutili. Mi riferisco alle amministrazioni provinciali, non già alla suddivisione delle regioni in territori più o meno omogenei e proporzionati alla popolazione. In altre parole, ritengo opportuno che in una regione come la Puglia vi siano sei prefetture, sei questure, sei ex-provveditorati, ecc., ma trovo inutile l’ente Amministrazione Provinciale, le cui poche competenze (scuole, trasporti, ambiente) potrebbero essere delegate ai Comuni o affidate alle Regioni. Molti risparmi, scarsi scompensi.

Secondo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del celebre libro-denuncia La Casta, le Province (con la P maiuscola) servono solo a distribuire posti, ma, per quanto riguarda la loro effettiva utilità, non servono a niente. Anzi, spesso sono un ostacolo alla fluidità dei processi amministrativi.

“Non c’entrano quasi niente con tutto. Ma guai a dire che sono superflue, saltano su tutte come le beate vergini a difesa dell’onore”. [1]

Lo spettacolo letteralmente penoso offerto dai politicanti tarantini in questi giorni non solo conferma l’opportunità di abolire le Province, ma suggerisce che si inizi proprio da quella di Taranto in via sperimentale.

In Puglia, invece, nel 2004 è stata istituita la sesta provincia (Barletta Andria Trani) che dovrebbe diventare pienamente operativa quest’anno.

Non so se è per le perplessità espresse in apertura o se è per l’anomalia rappresentata da un capoluogo diviso per tre (Barletta, Andria, Trani, appunto) che ho sempre pensato con diffidenza a questa nuova realtà.

Indubbiamente si tratta di un territorio demograficamente significativo (384mila abitanti) e altrettanto indubbiamente ciascuna delle tre città che dà il nome alla sesta provincia è importante sia per quanto riguarda la popolazione (Barletta 94mila, Andria 98mila, Trani 53mila) che per quanto riguarda il valore storico, culturale ed economico.

Dev’essere la sigla BAT a darmi fastidio. Dev’essere questa anomalia del triplo nome che in Italia ha soltanto un precedente: la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, il cui centro più grande, Verbania, ha appena 30mila abitanti.

La sesta provincia non è ancora stata metabolizzata dalla gente. Io stesso, ad esempio, continuo a pensare a Trani e alla nostra più recente avversaria Primadonna Trani come ad espressioni della provincia di Bari. E, in effetti, non mi pare che esista un comitato provinciale BAT nella FIPAV pugliese. C’è Bari e basta.

Poi, ogni volta che compilo un modulo e mi trovo di fronte alla necessità di indicare la sigla della provincia in due caselle (TA, LE, FG, ecc.), mi chiedo: gli abitanti di Bisceglie o di Spinazzola che cosa scrivono? BA, BT o AT? Quale delle tre lettere di BAT sono costretti ad escludere?

Secondo me, ogni provincia dovrebbe avere il nome del capoluogo, ossia della città più grande. Una sola. E’ anche vero, però, che nel caso di Barletta Andria Trani, forse è proprio Andria (98mila) la località meno prestigiosa dal punto di visto storico-culturale (a parte Castel del Monte e a parte il fatto che si tratta comunque di un centro tanto grande quanto interessante). Trani, la meno popolosa, è invece la più illustre. E non soltanto perché ci gioca Rosa Ricci (che comunque contribuisce al prestigio in modo significativo).

Insomma, si faccia a sorteggio ma che il nome della provincia corrisponda a quello di una sola città: o Barletta o Andria o Trani.

Marsala, provincia di Trapani, ha 82mila abitanti; Trapani ne ha solo 70mila. Eppure Marsala non rompe le palle a Trapani pretendendo che la provincia si chiami provincia di Trapani-Marsala o addirittura di Marsala-Trapani.

L’importante è che venga accantonato questo orribile acronimo, BAT, che mi fa pensare a Batman. Dopo la Batmobile, ecco la Batprovincia!

A ‘sto punto, invece di BAT, chiamiamola provincia di Gotham City (sigla GC) e non se parli più; un nome neutro che accontenta tutti...

 

NOTE:

(1) STELLA, G.A., RIZZO, S., La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili, Rizzoli, Milano, 2007, 19^ ediz. (1^ ediz. 2007), pag. 221.

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Nati a Taranto-Trani 0-3

di skanderbeg69 (26/04/2009 - 14:57)

Sabato 25 aprile 2009 – ore 19.00

Festa della liberazione. Trani si libera della serie B2 e inizia la scalata verso categorie più consone al proprio blasone. Taranto e le altre squadre della serie B2 (non solo del nostro girone) si liberano di una formazione che non conosce sconfitte da 28 partite (l’ultimo a fregiarsi di questa impresa è stato Nello Caliendo).

Ma partiamo dall’inizio.

Virtualmente in B1 dopo la vittoria con il Salerno, la Primadonna attende solo la conferma matematica: servono due punti contro il Taranto (ma la promozione potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta se contemporaneamente perdesse anche il Matera a Salerno, incontro che inizia mezz’ora prima).

La festa è nell’aria e il popolo biancazzurro si riversa al Palafiom con ogni mezzo. E’ un tifo caloroso, vibrante, colorato, ma allo stesso tempo estremamente corretto.

L’Armata Jonica ha l’ingrato compito di tutelare i colori rossoblu in una partita sostanzialmente in trasferta, sebbene si giochi al Palafiom, e sarà un compito svolto con la consueta passione.

Michela prova, a suo modo, a stimolare la platea.

Ancora più arduo è il compito della squadra rossoblu, “agnello sacrificale” secondo la definizione di Marcello. C’è lo stimolo della vittoria di prestigio, quello della difesa del quarto posto e la dispettosa tentazione di fare da guastafeste. Ma si può tentare qualcosa soltanto a condizione di giocare al massimo delle possibilità e contro un Trani distratto, nervoso o presuntuoso.

Le nostre ragazze, a parte un secondo set sotto tono, faranno il loro dovere, ma Trani scenderà sul parquet con i giusti atteggiamenti: concentrazione assoluta e determinazione a far sì che l’esodo biancazzurro non sia avvenuto invano. Come a Ostuni l’anno scorso (qualcuno indossa la t-shirt di allora; io l’avìsse bruciàte a scans’ d’equivoci...).

Uno sguardo sugli spalti verso la minoranza locale: c’è Marianna, il nostro gioiello di famiglia più prezioso, reduce dall’A2 a Urbino; c’è Simona-di-metallo, sempre più bella; c’è Silvia che accompagna i suoi giovani talenti verso l’adesione all’iniziativa contro il fumo che la società ospite vuole esportare al Palafiom.

Fate come se foste a casa vostra, sembra essere l’andazzo di questa sera...

La campagna contro il fumo da sigarette nel Palafiom, veramente, equivale un po’ ad una campagna per la legalità nel Parlamento italiano o ad una conferenza sui diritti dell’infanzia dentro un circolo di pedofili; resta, comunque, il valore di una giusta causa ed anche l’arbitro, dopo aver nascosto il pacchetto nella tasca, acconsente allo svolgimento dell’iniziativa.

Formazioni.

Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Marcella Scaglioso e Sonia Tinelli.

Tony Chieppa e Pino Filaninno propongono Rosa Ricci alzatrice, Doriana Bisceglia opposto, Mina Annese e Giusy Caterina laterali, Rosalba Di Corato e Raffaella Balducci centrali, Marianna Del Rosso libero.

A disposizione e a fare casino dal terzo set in poi: Palma Monitillo, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Devo muovere una critica alla squadra ospite, ma si tratta di una questione che riguarda quasi tutti: perché cambiare colori a stagione in corso? Che ci azzecca il rosso con l’azzurro dell’Aquila (Azzurra, appunto)? E poi – mi chiedo – perché non distinguere i colori delle due squadre che scendono in campo come si fa negli altri sport? E’ vero, nel volley, le squadre sono separate e non c’è il rischio di confusione, però a me non piace lo stesso che in campo ci siano contemporaneamente due squadre rosse, due squadre blu, due squadre verdi, ecc.

A proposito di colori, è mutata anche la tinta delle scarpe di Mina Annese: un bianco più sobrio anche se di giallo restano i lacci.

Primo set

Muro di Vittoria Repice. Dev’essere brutto per una squadra iniziare la partita subendo un muro-punto.

Ma Trani si riprende con due attacchi di Balducci ed uno di Annese, in fase di vistoso miglioramento dopo lo stop di un mese per via dell’infortunio al braccio (2-5).

Molti errori da una parte e dall’altra, 5 battute sbagliate in 12 scambi e poi Taranto pareggia con un attacco di Simona ed un magnifico tocco di seconda di Alessandra (7-7). Finalmente, dopo tre anni e mezzo di tentativi, sono anche riuscito a fotografarlo. Ne farò un ingrandimento da appendere in camera in modo tale che sia la prima cosa che vedo quando mi sveglio e l’ultima quando mi corico. Come Verdone nella scena iniziale del film Bianco, rosso e Verdone: l’emigrante lucano che al risveglio rimane in estasi guardando la foto di Causio...

Vedi: www.youtube.com/watch?v=Oiqavfc6Gmw

 

Ma per ora la foto del secondo tocco di Ale non la pubblico sul blog perché mi sarà utile per un altro imminente post.

Buona NAT, dunque, grazie anche al prezioso lavoro di Simona Leone in difesa.

Allungo tranese (8-11 con Caterina e Balducci) e recupero rossoblu con un bel muro di Silvietta (10-11).

Le nostre provano il consueto schema a farfalle (Ale e Cris, ma nel terzo set sarà rispettata ancora una volta la par condicio con Vittoria), poi però la centrale piemontese buca il parquet con un primo tempo perfettamente riuscito e Michela spinge il pallone sulle mani del muro avversario.

Pareggio (13-13)! La NAT c’è.

Annese vince un duello a rete con Ale e Di Corato si sblocca riportando le ospiti avanti di tre punti (14-17).

Splendida reazione tarantina: Simona, Vittoria (muro) e Michela: ancora pareggio (17-17).

Dopo il nono errore in battuta della serata, Michela mette a terra una pipe esemplare (18-18) e la Corallina replica ad una fast della Di Corato (19-19).

A questo punto, però, la Primadonna decide di prendersi il set. Il break inizia con un secondo tocco di Rosa Ricci (immortalato anch’esso, nella foto di copertina; stasera con la macchina fotografica ho avuto culo), prosegue con una ribattuta di Balducci su ricezione lunga e con tre errori delle tarantine (19-24).

Coach Marcello introduce Sonia al posto di Silvietta e la lascia in campo fino al termine.

E’ l’ennesimo errore in battuta a chiudere il primo parziale (20-25).

Secondo set

0-4 in favore del Trani ed è un punteggio rivelatore dei futuri sviluppi di questo set.

Dopo l’ace iniziale di Ricci, anche Caterina va a segno direttamente su battuta (1-6). Come sempre, l’ex-schiacciatrice della Tempesta si piazza ai limiti del territorio comunale per mettere la palla in gioco. Il caso vuole che in quel momento io mi trovi proprio nel punto esatto in cui viene a collocarsi l’attaccante tranese; la foto posso farla lo stesso, ma la telecronaca in streaming è un po’ compromessa dalla visuale completamente coperta...

Al massimo, potrei intervistarla in diretta.

Si alza anche il muro del Trani (Balducci) e si sblocca Doriana Bisceglia, che, come vedremo, risulterà decisiva negli ultimi scambi della gara.

Dal 3-8 (bel pallonetto di Sonia) fino al 5-17 la partita prende una strana piega: sistematicamente, ad ogni punto delle rossoblu ne seguono tre delle ospiti.

Molto bene in questa fase la centrale Rosalba Di Corato; ha un modo di piazzare la fast quasi infallibile, notavo già in Coppa Italia: è come se restasse sospesa in aria per una frazione di secondo ad osservare muro e difesa avversaria, poi scaraventa la palla nel punto e nel modo migliore possibile.

Stasera le nostre centrali sono “normali”; ad essere stratosferiche sono le due centrali tranesi, in particolare la Balducci che risulterà miglior realizzatrice con ben 14 punti. Unica in doppia cifra tra i due sestetti.

La “mossa di Rosa Ricci”, sul 5-15, stasera non riesce.

Il figlio, intanto, va in giro per la gradinata con una pistola giocattolo nella fondina. Al posto della trombetta usata in final four, stasera preferisce sventolare una bandiera azzurra.

Rosicchiamo qualche punto grazie a Cristiana, Simona e Vittoria (10-19), ma Annese e Bisceglia riportano l’Azzurra a +12. L’ex-manfredoniana trova un ace millimetrico, proprio sulla linea (11-23).

Non è stata una partita nervosa e questo ha un po’ agevolato il compito, ma mi sembra di poter dire che l’arbitraggio, soprattutto sui pochi punti contestati, sia stato praticamente perfetto.

Marcello offre a Désirée l’opportunità di giocare la fase finale del set, ma Vittoria non lo permette perché realizza due aces consecutivi. Micidiale il suo servizio: palla tesa che improvvisamente cambia direzione. Più che Gattuso, pare Roberto Carlos.

Poi, però, commette un errore anche la stella dello Stretto e lo scambio successivo porta la firma di Rosalba Di Corato (14-25).

Comunque vada, Trani ha conquistato un altro punto in classifica. Adesso non basterebbe neanche una vittoria al tie-break del Matera a tenere in corsa le lucane di mister Galtieri. Ma qualcuno sa cosa succede a Salerno?

Sì, Nico Aurora lo sa. Sa che al Palavestuti Salerno e Matera sono sull’ 1-1 e Salerno sta vincendo il terzo set. E sa che l’eventuale successo del Salerno nel parziale in corso, alla luce dello 0-2 del Palafiom, significherebbe B1 per la Primadonna.

Lo sa, ma non lo dice per non deconcentrare la squadra.

L’avesse detto a me... Avrei provveduto io a divulgare la notizia: “Rosa! Mina! Ragazze! Siete già in B1! Potete festeggiare! Mettete champagne nei vostri Polase, anzi Polase nei vostri champagne! Datevi alla pazza gioia (sottinteso: ...e fateci vincere la partita).

Terzo set

Sale la febbre nel lato biancazzurro della tribuna. I cori diventano sempre più espliciti. Il sestetto tranese, schierato ai lati del campo in attesa di rientrare per il terzo set, saltella e applaude.

Ecco un’altra esperienza nuova. Cosa si prova a fare da avversari di una squadra che sta per festeggiare una promozione? C’è tanta gente che è venuta da fuori, tante aspettative, tanta voglia di festeggiare.

Il coach ha parlato di “agnello sacrificale”. Io la vedo così: Trani è oggettivamente più forte di Taranto e probabilmente avrebbe vinto contro di noi in qualunque momento del campionato (dico probabilmente perché lo sport non è una scienza esatta) e poi, per come stanno le cose in classifica, Trani andrebbe comunque in B1. Se non oggi, fra qualche giorno. Date queste premesse, che sia proprio il Palafiom a diventare luogo di felicità, sia pure non nostra, a me fa piacere. Naturalmente preferirei la vittoria di prestigio rossoblu, ma, in un certo senso, mi imbuco alla festa...

Ma c’è ancora da giocare e la Nati a Taranto disputerà un terzo set di qualità ed orgoglio. Strepitosa, in particolare, la partita di Simona Leone.

Michela realizza i primi punti jonici (3-3), ma la squadra ospite va in vantaggio al primo time-out tecnico (6-8). Il citato giornalista Nico Aurora riferirà a fine gara che questo è il vero istante in cui Trani va in B1 (Salerno, infatti, chiude vittoriosamente il terzo set: 2-1).

Pallonetto di Vittoria ed ace di Alessandra (8-8), poi c’è un accenno di contestazione (peraltro contenuta) di Balducci con la capitana Ricci che zittisce la compagna tappandole la bocca con le mani. Che metodi. La palleggiatrice, dunque, dispensa sorrisi ma poi governa lo spogliatoio con sistemi cruenti...

Sul 9-11 inizia una fase caratterizzata da molte imprecisioni su entrambi i fronti. Si arriva in questo modo all’11-13. Le attaccanti tranesi spediscono due palloni fuori mentre Cristiana e Simona vanno a segno. E’ un break di quattro punti che vale il sorpasso per la NAT (15-13)!

Secondo tocco di Ricci, fast di Di Corato e diagonale della Corallina (16-15).

Ultimi errori in battuta della serata: uno per parte (17-16). In totale ho calcolato 8 battute sbagliate per Taranto, 11 per Trani. Un’epidemia.

A proposito di statistiche, Taranto-Trani è una sfida decisiva anche per l’ultima piazza del trofeo Bin Laden (Trani 0 euri, Taranto 40 euri). Cosa possiamo fare per farci superare? Fateci vincere almeno una cosa!

La partita prende definitivamente la direzione di Trani: dopo 6 punti consecutivi (con la solita Balducci in evidenza), dopo due time-out di Marcello, Trani è a tre lunghezze dal traguardo (17-22).

Giusy Caterina: prima fuori (18-22), poi dentro (18-23).

Fuori l’attacco di Annese (19-23), ma Bisceglia va a segno (19-24) e regala alla propria squadra 5 palle-set, ossia 5 palle-match, ossia 5 palle-B1.

Prima, però, c’è un anomalo time-out chiamato da coach Chieppa. Sta andando tutto bene per lui; vuole soltanto qualche secondo di tempo per infilarsi la maglia con la scritta “Benvenuta B1”. Lui e le ragazze della panchina.

Alla ripresa del gioco c’è uno scambio infinito. La nostra Leonessa, il libero rossoblu, rintuzza eroicamente tutti gli attacchi ospiti mentre il pubblico tranese conta “uno-due-tre” non sapendo che porta sfiga e che così non si fa mai punto. Dopo un quarto d’ora viene servito un pallone in posto due: Doriana Bisceglia schiaccia il pallone che vale la serie B1.

In realtà, il pallone della B1 del Trani deve averlo schiacciato qualche minuto prima, al Palavestuti, Gisela Scialacomo o Nunzia Campolo (ce lo faremo raccontare), ma detto così pare brutto.

Suona meglio attribuire ad un’attaccante tranese la maternità del punto che vale un campionato. E Doriana se lo merita.

Fa piacere essere i primi a congratularsi di persona con questa squadra eccezionale. Sono le più forti, il loro gioco è un inno alla pallavolo, la promozione con due turni d’anticipo è ineccepibile. Quindi complimenti al presidente, ai tecnici, allo staff, alla signora antifumo, a tutte le giocatrici e ai tifosi che l’hanno seguita sin qui.

A me è piaciuta anche la Nati a Taranto di questa sera. Non era in condizioni perfette e non ha certamente giocato la migliore partita possibile, però l’impegno non è mancato; ci sono state fasi molto positive e spettacolari e in due set abbiamo dato filo da torcere. Usciamo dal... Palafiom di Trani a testa alta come siamo usciti a testa alta dal tensostatico di Tuglie; brave ragazze.

Tabellino: TARANTO-Trani 0-3 (20-25, 14-25, 19-25)

Nati a Taranto: Zonca 3, Corallo 8, Repice 6, Fiore 0, Benefico 5, Scaglioso NE, Tinelli 3, Mastandrea 1, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 8, muri-punto 4.

Primadonna Trani: Bisceglia 9, Ricci 5, Annese 9, Di Corato 9, Monitillo NE, Balducci 14, Caterina 7, Di Bari NE, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa e Filaninno.

Aces 5, errori in battuta 11, muri-punto 3.

Arbitri: Simone Chimento (CS), Carmine Brescia (CS).

Durata set: 23’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.15’.

Altri risultati: Salerno-Matera 3-1, Scafati-Battipaglia 3-0, Benevento-Sala Consilina 3-1, Ostuni-Sarno 1-3, Nojaturi-Potenza 3-2, Molfetta-Tuglie 3-2, Aversa-Montescaglioso 0-3.

Classifica: Trani 78; Salerno 68; Matera 67; Scafati 51; TARANTO 50; Sarno e Potenza 47; Battipaglia e Benevento 46; Sala Consilina 41; Tuglie 39; Molfetta 33; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Una sola ammenda: 40 euri al Sarno per il servizio asciugatura.

Amminizione a Pierfrancesco per aver tentato, con destrezza e con l’aggravante del danneggiamento, di allagare la palestra di Sala Consilina non riuscendo nell’intento in ragione del tempestivo intervento di un idraulico e dei Vigili del Fuoco.

Prossimo turno: Montescaglioso-TARANTO, domenica 3 maggio, ore 18.00, PalaWojtila, via Pirro del Balzo.

Un augurio per Simona:

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Trani vince la Coppa Italia di serie B2

di skanderbeg69 (12/04/2009 - 20:00)

Non avevo intenzione di scrivere. Volevo soltanto godermi un po’ di buona pallavolo e rispondere ad un gentile invito. Quello che si è visto a Trani per la Final Four di Coppa Italia di serie B2, però, merita di essere raccontato.

La città adriatica e la vicina Corato hanno ospitato la fase conclusiva di un torneo al quale hanno partecipato, facoltativamente, le squadre di tutti i gironi d’Italia. Alla fine, le migliori quattro sono risultate le piemontesi del Matia Ornavasso (provincia del Verbano Cusio Ossola, girone A), le emiliane del Campagnola Idea Volley Crespellano (provincia di Bologna, girone E), le campane dell’Autoluna Nissan Salerno (girone G) e le padrone di casa della Primadonna Trani (girone G).

In mattinata si disputano le semifinali: Trani batte Crespellano 3-0, Ornavasso batte Salerno 3-1.

Nel pomeriggio, dunque, finale per il terzo posto tra Salerno e Crespellano; a seguire, finale per la Coppa fra Trani e Ornavasso.

Autoluna e Idea Volley sono già in campo quando arriviamo al palazzetto.

Prima di concentrarci sull’evento agonistico, notiamo che le tribune sono colme di volti noti.

A parte i CUCS e gli Afecionados, che stanno preparando una grande cornice di tifo; c’è l’allenatore del Potenza di B1, Nino Gagliardi, con cui qualcuno apre anomale trattative di mercato; c’è l’allenatore del Manfredonia, Fabio Delli Carri, costretto ad "emigrare" proprio nel girone dominato dal Crespellano; c’è Sasà, che ha fatto in tempo – beato lui - ad incrociare il cammino di Stefania Liguori durante la breve esperienza di tecnico invincibile in B1.

Soprattutto c’è lo staff al completo dell’Azzurra Molfetta. La salvezza delle baresi dipende dallo scontro diretto del 25, dipende dai propri risultati, ma dipende anche dall’esito di Tuglie-Taranto, che si giocherà questo sabato. Allora, vediamo un po’, da Tuglie mi è giunta l’offerta di una visita guidata in paese nel giorno della processione; da Molfetta l’invito ad una cena. C’è ancora una settimana di trattative; chi offre di più? Chi rilancia?

Sulla panchina del Salerno che sta lottando punto a punto contro il Crespellano, una bella sorpresa: Valentina Borrelli. E’ fuggita in mattinata dall’infermeria senza firmare la liberatoria e adesso la stanno cercando in tutta Italia.

Sebbene le finali per il terzo posto siano interpretate, di solito, come una fastidiosa ed inutile appendice, il gioco è brillante e piacevole.

Coach Castillo ha dismesso il berretto di lana per indossare un cappellino da baseball; per il resto sfrutta il solito turn-over alternando le palleggiatrici e gli opposti. In tal modo, quando entra sul parquet Norma Ruggiero, noi possiamo rivivere gli incubi del quarto set di sabato scorso mentre il pubblico di Trani ha l’opportunità di salutare una ex che qui ha lasciato un ottimo ricordo.

Particolarmente valide le prestazioni di Viviana Vincenti, Gisela Scialacomo e Arianna Formisano. Secondo il vice-allenatore di una squadra della provincia di Salerno (e sono d’accordo), Nunzia Campolo in B2 è un delitto contro l’umanità.

Prevale Salerno al meglio dei due set, ma Crespellano non ha affatto demeritato. Soprattutto la capitana Chiara dell’Olio, che purtroppo, dal posto dove mi trovo, posso immortalare soltanto nel suo lato B.

E’ l’ora della finalissima. Tutto è pronto: gli Afecionados hanno riempito il palazzetto di banner azzurri; i CUCS cantano e picchiano sul tamburo senza pause; gli spalti sono pieni di bambine con la tuta. Devono essere le tifose personali di Mina Annese, le più temibili di tutti i palazzetti d’Italia...

Ma c’è anche il bandierone giallonero dei tifosi piemontesi che non sfigura. Nel frattempo le atlete di coach Dogliero effettuano un riscaldamento sbalorditivo con palleggi al volo e colpi di tacco che Ronaldinho se li sogna.

Ho cercato di documentarmi su Ornavasso. Durante la seconda guerra mondiale ha vissuto l’esperienza delle repubbliche partigiane, diffuse in quell’area del Piemonte. E già questo me la rende simpatica.

E’ stata a lungo un’isola linguistica in cui si parlava tedesco; da oltre un secolo, però, tracce dell’idioma teutonico restano soltanto nel dialetto.

Nel suo girone ha vinto 22 volte e perso 4 (una delle sconfitte è opera delle eredi della nostra Cristiana Zonca, l’Agil Trecate).

Primadonna Trani: Rosa Ricci, Palma Monitillo (non Montillo come ho scritto per mesi), Giusy Caterina, Mina Annese, Raffaella Balducci, Rosalba Di Corato, Marianna Del Rosso. Coach: Tony Chieppa, assistito da Pino Filaninno.

Matia Ornavasso: Valentina D’Ettorre, Daniela Carturan, Silvia Scaltritti, Manuela Bergami, Lucia Cagnoni, Federica Fornara, Silvia Agostino. Coach: Enrico Dogliero.

Sin dalle prime battute si comprende che siamo al cospetto di due grande squadre; è una partita bellissima.

Coach Marcello è impressionato dall’ottima organizzazione di gioco dell’Ornavasso. A me piace molto la palleggiatrice, Valentina D'Ettorre, che sa aggiustare palloni complicati e imprime alla palla una traiettoria curva magnifica. E che precisione!

Squadra tosta, tenace. Ottimi servizi: preferibilmente palla tesa a fil di rete, ma non mancano i palloni corti e soprattutto i tiri che non si sa se siano dentro o fuori e così la ricezione consuma preziose frazioni di secondo nell’incertezza. Per la prima volta noto due atlete senza ginocchiere in una partita di volley femminile.

Non è frequente vedere il Trani inseguire, eppure Ornavasso si porta sull’8-12 e amministra il vantaggio sino alla fine (23-25).

Nel secondo set vengono fuori la classe e la potenza del Trani, ma le quasi-compaesane di Cristiana Zonca continuano a giocare estremamente bene.

C’è un impatto tra Palma Monitillo e Lucia Cagnoni. Le due atlete escono dal campo e lo speaker propone un applauso d’incoraggiamento per Palma. Non ho capito: allora ‘a Cagnòn’ pot’ murè...?!

No, semplicemente ci si è resi conto che la fortissima laterale piemontese deambula da sola e sta per rientrare sul parquet; l’infortunio alla Monitillo è un po’ più serio e infatti per lei la partita è finita.

Entra Doriana Bisceglia, che giocherà un incontro eccezionale. Pari alla sua bellezza.

Ma tutta la squadra tranese è bellissima. Rosa Ricci è la fuoriclasse che conosciamo, Rosalba Di Corato esegue fast che mi lasciano allibito per la loro perfezione, Giusy Caterina è la solita schiacciatrice implacabile mentre Marianna Del Rosso salva palloni preziosi nelle retrovie. Mina gioca discretamente, il che vuol dire che è al di sotto delle sue grandi potenzialità, ma mi pare che sia reduce da un infortunio e questo spiega tutto. 25-21.

Non ho parlato di Raffaella Balducci perché il terzo set è Raffaella Balducci.

Punto.

Cosa non ha fatto la centrale tranese in questo parziale... Nulla. Nel senso che ha fatto (quasi) tutto lei. Che classe. Che grinta.

Vogliamo trovare un difetto al Trani? Eccolo: la colorazione grigia della maglia all’altezza delle ascelle; sembra un alone di sudore.

La Primadonna vince il terzo set con 11 punti di vantaggio e Ricci junior può felicemente strombazzare.

Se penso che fra due settimane queste verranno al Palafiom... Non solo: è molto probabile che venga al Palafiom una buona metà della tifoseria presente questa sera perché la matematica ed i pronostici dicono che forse...

Bah. Torniamo alla partita. La Matia Ornavasso ha saputo incassare la mazzata del terzo parziale e adesso riprende a macinare punti.

Visto che l’incontro è tornato ad essere infuocato (agonisticamente), il figlio di Rosa pensa bene di accantonare la trombetta e di maneggiare una rivoltella giocattolo. Quando il gioco si fa duro...

Ma la madre e le sue compagne risolvono la questione sul filo di lana, conquistando i due scambi successivi al 23-23.

Esplode di gioia il PalaAssi.

Le giocatrici locali si precipitano ad abbracciare Palma Monitillo in panchina. La travolgono.

Se c’erano buone opportunità di ripresa dalla distorsione alla caviglia, il secondo bollettino medico diffuso dalla società riferisce di sintomi da soffocamento.

Trani è ufficialmente la squadra di B2 più forte d’Italia e il fatto che due compagini del nostro girone finiscano il torneo al primo e al terzo posto regala lustro a tutto il raggruppamento meridionale.

Fra l’altro noi in Coppa Italia siamo stati eliminati proprio dal Trani. Questo vuol dire che in teoria potremmo essere la seconda migliore squadra d’Italia... E’ giusto? Non è così che funziona il ragionamento logico?

Vabbè, andiamo avanti. Mai come in questo caso, i discorsi conclusivi non sono retorica: è stata davvero una grande giornata di sport ed Ornavasso riceve il meritato tributo del pubblico locale.

Quattro squadre che hanno onorato il volley.

Ora c’è la premiazione delle singole giocatrici. Dubbio: hanno premiato solo atlete del Trani e dell’Ornavasso perché sono effettivamente state le migliori oppure perché quelle del Salerno e del Crespellano sono già andate via e quindi parrebbe brutto assegnare coppe alle assenti?

Comunque sia (ma io mi sento di condividere al 100% le decisioni della giuria), questi sono i responsi:

miglior libero Silvia Agostino

miglior attaccante Giusy Caterina

miglior centrale Raffaella Balducci

miglior palleggiatrice Valentina D’Ettorre

miglior giocatrice Rosa Ricci

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Un accordo di cartello nel girone G? Interviene l'Antitrust

di skanderbeg69 (19/03/2009 - 15:00)

Il mese scorso la pasta; oggi la pallavolo.

Prosegue frenetica l’attività dell’Autorità Antitrust, che poche settimane fa aveva multato per oltre 12 milioni di euro le principali case produttrici di pasta. L’accusa è quella di aver stretto un accordo per aumentare i prezzi. E’ contro le regole del mercato ed è soprattutto un atto contro i consumatori, quanto più deprecabile se tocca un prodotto alimentare diffuso come la pasta.

Queste le principali multe in euro:

Barilla

5.729.630

De Cecco

1.398.804

Divella

1.260.972

Colussi

748.002

Rummo

476.591

Garofalo

474.401

Amato

364.824

Ma sono 28, in totale, i marchi sanzionati (Berruto, Cellino, Chirico, De Matteis, Delverde, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Granoro, La Molisana, Liguori, Mennucci, Nestlé, Riscossa, Russo, Tamma, Tandoi, Valdigrano, Zara, oltre a Unipi, Unionalimentari e le aziende in tabella).

      A proposito della pasta Divella e di Vincenzo Divella, i cittadini della provincia di Bari possono sentirsi rappresentati e tutelati dall’amministratore delegato di un’azienda che aggira il mercato e specula a danno dei consumatori?

Qualcuno ipotizza azioni risarcitorie contro chi ha artificialmente innalzato i prezzi al dettaglio del 36% e oltre.

Ma adesso l’Antitrust ha scoperto un altro accordo di cartello clamoroso: le società Primadonna Trani, Autoluna Salerno e Time Volley Matera avrebbero concordato di aumentare in modo sistematico il proprio punteggio in classifica a discapito della concorrenza e delle regole di mercato. Sono già cinque turni consecutivi che tutte e tre le squadre continuano a vincere. Qualcosa non quadra.

E difatti l’Antitrust è intervenuta: “I punti in classifica sono stati innalzati in maniera spropositata e sistematica grazie ad un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata al raggiungimento della B1 e dei play-off”.

E puntuali sono scattate le sanzioni: 20 punti di penalità a ciascuna società.

Vibranti le proteste delle tre società: “E’ folle chi si è rivolto all’Antitrust per segnalare rendimenti sportivi ed ancora più folle è l’Antitrust che gli ha dato retta... Cosa c’entrano le vittorie nella pallavolo con le regole del mercato e della concorrenza? Noi saremmo passibili di sanzioni se decidessimo di perdere le partite e non di vincerle. E’ assurdo! Protesteremo con la Corte Europea di Giustizia.”

Per effetto delle penalità, intanto, la classifica del Girone G è radicalmente mutata: Scafati 47; TARANTO, Trani e Benevento 43; Salerno e Potenza 37; Matera e Sarno 35; Battipaglia e Sala Consilina 34; Tuglie 30; Nojaturi 27; Molfetta 25; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

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Ma il volley è sempre più blu (anzi, più azzurro)

di skanderbeg69 (12/02/2009 - 15:45)

Dopo l’Azzurra Lecce e l’Azzurra Molfetta, ho scoperto quest’anno che esiste anche l’Azzurra Montescaglioso. Senza contare che il nome ufficiale della Primadonna Trani è Aquila Azzurra Trani.

Tutte squadre azzurre.

Per carità, l’azzurro è un colore che parla di mare e di cielo, è il colore di tutte le squadre nazionali italiane, è un colore che è stato ampiamente esaltato da artisti e cantanti (cito a titolo di esempio soltanto Adriano Celentano). Purtroppo è anche un colore che in tempi recenti ha assunto un significato politico molto particolare, ma lasciamo stare.

Che si scelga questa tinta per definire una società sportiva, lo trovo più che comprensibile proprio in virtù delle suggestioni e delle comparazioni tutte positive che evoca questa tinta.

Quello che non capisco è perché SOLTANTO l’azzurro.

Ci sono tanti altri bei colori, eppure non ho mai sentito parlare, chessò?, di Gialla Lecce, di Verde Molfetta, di Rossa Montescaglioso, di Aquila Fucsia Trani...

Perché?

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Pagherete caro, pagherete tutto

di skanderbeg69 (02/01/2009 - 12:30)

Il 21 settembre assistetti all’esordio del Montescaglioso contro il Trani sul parquet di casa. Vinsero le baresi per 3-1 al termine di una partita molto intensa e spettacolare.

Di quell’incontro ricordo gli sguardi torvi delle giocatrici in prima linea che a un certo punto della gara si scambiarono parole poco gentili; ricordo l’affetto testimoniato a Mirela Sesti dai tifosi del Trani; ricordo la mossa di Rosa Ricci esibita con successo in ciascun set.

Ma c’è un’altra cosa che colpì me, ma anche Clara e Marcello, qualcosa che non potremo mai dimenticare: il biglietto d’ingresso di 5 euri.

Non celando il nostro stupore, dicemmo qualcosa agli addetti all’ingresso; costoro – molto cortesi, bisogna dire - fecero una rapida verifica, come nelle discoteche, ma i nostri nominativi non figuravano nella lista degli invitati.

Meno cortesi furono i nostri propositi quando, dopo aver pagato, entrammo nel palazzetto alla ricerca di coach La Fratta, che all’epoca allenava il Montescaglioso. Purtroppo, però, il tecnico tarantino era già impegnato nel riscaldamento prepartita e non potemmo vendicarci.

La vendetta arriva adesso.

Le partite della Nati a Taranto sono gratuite, ma eccezionalmente e solo per l’incontro di sabato prossimo, la società rossoblu ha dato notizia che saranno applicate le seguenti tariffe d’ingresso al Palafiom:

tifosi del Montescaglioso: euri 15 cadauno;

giocatrici del Montescaglioso: euri 30 cadauna;

dirigenti e tecnici del Montescaglioso: euri 50 cadauno;

presidente del Montescaglioso: euri 100;

Lorenzo La Fratta: euri 250;

familiari di Lorenzo La Fratta: altri euri 200 cadauno.

 

NOTE:

Post approvato dal Comitato nazionale per la diffusione del plurale Euri con la i.

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Coppa Italia: Trani-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (31/12/2008 - 18:28)

Martedì 30 dicembre 2008 – ore 19.00

Quasi un deja vu.

La coppa come il campionato: stesso risultato finale, stessa progressione dei set, ma con qualche differenza (migliorativa, a mio modesto avviso).

Andiamo con ordine. A distanza di nove giorni dalla partita di campionato, Trani e Taranto sono nuovamente di fronte al PalaAssi, questa volta per la seconda fase di Coppa Italia. Partita secca, senza ritorno. Chi perde esce dal torneo, chi vince si pregiudica anche le vacanze di Pasqua (poniamola così, per consolarci…).

Sul piano logistico si torna all’antico con un’ampia automobile e un pulmino, per un totale di 17 persone.

Quella che l’anno scorso ritenevo essere una necessità (le trasferte stipàti in due/tre macchine) in realtà – come disse il coach nella consueta intervista di fine stagione – è uno dei fattori che favoriscono la coesione e il flusso comunicativo nelle squadre. Sta scritto pure sui libri scientifici:

“Sul campo di gioco (ad esempio, fra terzini e portiere, o ali e centrocampisti nel calcio), oppure nello spogliatoio e nei mezzi di trasporto utilizzati durante le trasferte, la vicinanza fisica favorisce la coesione grazie ad una maggiore prossimità e ai frequenti scambi comunicativi”. [1]

Sui libri, però, non si fa menzione del Nintendo.

Fa freddo. Il palazzetto è un po’ deserto rispetto al match pre-natalizio. Ci sono i CUCS, ci sono gli Afecionados (che ringrazio ancora per la collaborazione e per l’ospitalità), c’è il signor Caterina (assente il 21 dicembre e ci stavamo un po’ preoccupando), ma mancano tutte le piccole fans di Mina Annese. Urlando a squarciagola per un’ora e mezza avranno preso una laringite e il pediatra avrà vietato loro di uscire di casa.

La NAT conferma il sestetto del solstizio d’inverno (Marcella Scaglioso, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Corallo, Clara Clemente, Cristiana Zonca e Simona Leone). D’altronde, sul tavolo del segnapunti c’era ancora il foglietto con i numeri pronto. E’ peccato consumare altra carta; l’ambiente è importante.

Novità nel Trani: scende sul parquet Doriana Bisceglia, il cui oroscopo si sta già avverando, e si affianca a Rosa Ricci, Giusy Caterina, Mina Annese, Raffaella Balducci, Rosalba Di Corato e Marianna Del Rosso.

 

 

La Nati a Taranto rispolvera le divise biancorosse che se le vede Massimo dà fuoco al magazzino.

Primo set

Caterina tira sulla rete. Balducci tira sulla rete. E già sullo 0-2 entra in azione, come un tuono, il motivational counselor delle biancazzurre.

Trani ci mette poco riprendersi: un attacco di Annese, un muro di Ricci e due errori nostri portano la squadra di casa sul 10-5.

Entra Simona-di-metallo per Simona Corallina e la schiacciatrice lizzanese si presenta con un bel pallonetto.

A questo punto scocca l’ora del rientro di Simona Mereu. Era assente dai parquet della B2 per infortunio dal lontano febbraio 2008 – se ho calcolato bene. Ora sì che è Natale. Brava, Simo!

Dentro anche Silvietta per Sonia.

Il momento, però, non è dei più felici: break di otto punti della Primadonna con una Ricci che serve meravigliosamente bene e Giusy Caterina particolarmente efficace in attacco. Sul 19-7 il primo set è già segnato, nonostante una Michela che realizza il suo quarto punto.

Cambi anche per coach Chieppa: dentro Rossella Di Bari e Palma Montillo, relax per Rosa Ricci e Giusy Caterina.

Annese e Di Corato chiudono le danze (25-12).

Secondo set

Ora Trani schiera Di Bari, Montillo, Caterina, Annese, Balducci, Di Corato e Del Rosso.

Per Taranto: Marcella, Silvietta, Michela, Simona-di-metallo, Clara, Cristiana e Peperoncina.

Questa volta parte bene la Primadonna e due servizi vincenti di Rosalba Di Corato sembrano compromettere anche questo parziale (11-5). Nonostante il clima natalizio, coach Marcello è piuttosto alterato con la nostra ricezione.

Sul 12-6 la svolta del set.

Entra Silvia per Cristiana (che effettivamente non poteva continuare a giocare con le scarpe appena estratte dalla lavatrice; profumate sì, ma alquanto umidicce) e va subito in battuta. Due errori ospiti, un muro ed un mani-fuori di Michela ed un altro muro di Clara riaprono la partita (12-11).

Montillo, che al termine dei time-out assume strani atteggiamenti, spezza la serie positiva delle ospiti, poi Silvietta determina il sorpasso: prima mura, poi trova due aces consecutivi (13-14).

L’equilibrio si spezza sul 18-19, quando un’invasione biancazzurra, due attacchi di Simona Corallo (che nel frattempo aveva sostituito a sua volta Simona Mucci) e un primo tempo della nostra capitana ipotecano il set (18-23).

Due miracoli difensivi di Rosa Ricci (che era rientrata sul parquet) sono vanificati da un bel muro Silvia-Ale (entrata, evidentemente, al posto di Marcella). Mi sono cacato il cazzo di riferire di tutte queste sostituzioni e credo di esprimere adesso quello che hanno pensato - ma non hanno detto - anche il segnapunti e gli arbitri durante la partita.

Ora non le dico più; se nomino una giocatrice nuova, evidentemente è entrata in campo al posto di qualcun’altra.

Il set, in ogni caso, finisce 19-25.

Terzo set

Trani ci tiene a vincere e lo dimostra con un avvio sprint del terzo set (6-1).

Bisogna dire che la partita è gradevole. Il gioco è più fluido rispetto all’incontro di campionato e ci sono molti meno errori su entrambi i fronti. E nessuna sembra risparmiarsi. Anzi.

Proviamo a reagire con le nostre bocche di fuoco (Michela distribuisce punti in tutti i parziali e bella prova di Silvietta), ma le padrone di casa sono inarrestabili: 13-7, poi 17-8 e poi c’è gloria anche per Roberta Valente. E’ lei che ribatte una ricezione lunga sul 22-16 e subito dopo appoggia nella nostra metà campo una fast morbida. Resterà in campo e giocherà una bella partita.

Dopo che l’arbitro fischia una doppia a Rosa Ricci, circostanza che richiede un po’ di coraggio anche quando, come in questo caso, l’irregolarità c’è (è una sorta di vilipedio alla pallavolo…), l’ultimo pallone lo mette a terra Giusy Caterina. Pur di non rovinarsi la fine dell’anno con le urla del padre (25-18).

Quarto set

Non c’è molta voglia di perdere tempo e Trani parte a razzo anche nel quarto parziale (5-0).

Piano piano, comunque, recuperiamo: pallonetto dal tempismo atipico di Clara (6-2), bomba della Corallina (9-8) e poi doppietta capolavoro di Michela: prima mura con Silvia, poi ribatte un pallone vagante (10-11).

I primi tempi di Silvia e di Clara lasciando intendere che la Nati a Taranto non è venuta a Trani in vacanza (12-13).

Poi succede qualcosa. Mina Annese schiaccia cinque palloni consecutivi dal lato sinistro della rete.

Cinque.

Consecutivi.

Le scarpe gialle devono avere qualche potere magico; forse qui, per contrastarlo, sarebbe stata utile Désirée, che ha le ginocchiere di quel colore. Il break della Primadonna è completato da Montillo e Di Corato (19-13).

La centrale biancazzurra affretta la conclusione delle ostilità prima degli scambi finali e dopo che Simona Leone aveva provato per due volte a fare punto da libero ottenendo come unico risultato una pallonata in faccia (25-18).

Al ritorno, grande prestazione di Marcella come camionista. Per accompagnare una giocatrice, inoltre, usciamo dal bivio per San Giorgio Jonico Jonico Jonico...

Sabato tutti al Palafiom. Ci sarà il Montescaglioso.

Tabellino: Trani-TARANTO 3-1 (25-12, 19-25, 25-18, 25-18)

Primadonna Trani: Bisceglia 4, Ricci 4, Annese 20, Di Corato 14, Montillo 4, Balducci 3, Caterina 15, Di Bari 0, Valente 4, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa.

Aces 5, errori in battuta 8, muri-punto 5.

Nati a Taranto: Zonca 0, Corallo 7, Buso 3, Fiore NE, Benefico 14, Clemente 7, Scaglioso 1, Mucci 1, Tinelli 0, Mastandrea 10, Certa 0, Leone (L), Mereu (2L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 1, muri-punto 5.

Arbitri: Vladimiro Argese (BR) e Teodoro Liberato (BR).

Durata set: 18’, 22’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.35’.

Altri risultati: Lamezia-Potenza 3-2 (dopo il set di spareggio. Andata: 1-3. Povero Nello), Sarno-Scafati 0-3 (andata 0-3), Battipaglia-Salerno 0-3.

 

NOTE:

(1) GIOVANNINI, D., SAVOIA, L., Psicologia dello sport, Carocci, Roma, 2002, pagg. 95-96.

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L'oroscopo 2009 del Mago Trumpet

di skanderbeg69 (28/12/2008 - 09:12)

Anche quest’anno abbiamo consultato il mago Trumpet. Il noto astrologo, esperto nell’oroscopo dello sportivo, questa volta ha interpretato lo zodiaco squadra per squadra. Ecco il responso delle stelle per il 2009.

 

Aversa

La lotta per la salvezza è dura, davvero dura. La squadra deve puntare sulle giocatrici dell’Ariete e della Vergine, che attraverseranno una fase molto positiva a marzo e ad aprile, ossia nel momento decisivo del campionato.

Le nate in Toro sbaglieranno molti servizi; conviene sostituirle sistematicamente con un segno d’aria quando andranno in battuta. Molto buono il muro, grazie al contributo dei segni di terra che risulteranno più efficaci dei Pesci; questi ultimi, però, saranno più bravi degli Scorpioni in ricezione nei set dispari; viceversa, meglio Scorpioni dei Pesci nei set pari. Insomma, per evitare casini, le sostituzioni conviene che le decida il mago Otelma.

Brutta sconfitta il 24 gennaio.

Una centrale si fidanzerà con Gigi D’Alessio. Viaggio alle Maldive per una Bilancia. Colica a settembre per una Gemelli.

Neanche una doppia per la palleggiatrice tra marzo e aprile, quando Plutone passerà dal Capricorno.

 

Salerno

Se il campionato 2007-’08 è stato caratterizzato dagli infortuni, la stagione in corso, al contrario, sarà ricca di note liete. Tutte le giocatrici maggiorenni, infatti, resteranno incinte.

Mercurio in Cancro favorirà l’ottimizzazione della ricezione, soprattutto tra gennaio e marzo, quando a terrà non cadrà neanche la polvere. Venere in Sagittario, invece, favorirà la digestione, altro fondamentale significativo per questa squadra. Sconfitta per 3-0 in una città bimare della Puglia all’inizio di aprile a causa del passaggio della Luna in un supermercato.

Brilleranno in particolare le giocatrici del Cancro (che saranno circondate da splendide e sincere amicizie, in particolare una il cui nome inizia con la lettera T), del Capricorno (che faranno pace con un Toro privo di capelli), dell’Ariete (destinate all’A1 nell’arco di due anni) e dell’Acquario (successi in amore e in Borsa, a condizione di investire in fondi che non c’entrino con le imprese di Berlusconi).

 

Sarno

L’Acquario portato da Babbo Natale influirà positivamente sul piano dell’umore, dell’organizzazione e dei risultati. Marzo e aprile saranno i mesi migliori, sia in riferimento al campionato che al trofeo Bin Laden. Non acquistate oggetti di valore a giugno perché risulteranno taroccati e fidatevi dei nati sotto il segno della Bilancia.

Le schiacciatrici del Sagittario che si chiamano Veronica Carmen dovrebbero astenersi dallo scendere in campo il 10 gennaio e il 9 maggio perché rischiano fastidiose contratture; per il resto, saranno le indiscusse top-scorer in tutti gli altri incontri.

Consigliato il giardinaggio per le nate nel segno della Vergine, che avranno gratificazioni sia nello sport che nella politica. Peccato che abbiano scoperto il gusto della trasgressione e adesso saranno ammonite una settimana sì e una no.

Multa di 400 euro a maggio per avere la nonna di una giocatrice proferito insulti all’indirizzo del primo arbitro, per avere la stessa lanciato la borsetta su una giocatrice avversaria che aveva superato il muro della nipote e per avere la suddetta nonna, al termine della gara, dato fuoco con una bottiglia molotov al pullman dei tifosi ospiti.

 

Scafati

Ci saranno cambiamenti positivi soprattutto dopo che Marte sarà entrato nell’Ariete e cioè a partire dalla terza decade di gennaio, dopo la partita con la Nati a Taranto. Molto elevate le percentuali in attacco (grazie soprattutto ai Sagittari) e cifre da primato per i servizi vincenti, specie in riferimento ai segni di terra.

Ad aprile l’Amministrazione Comunale delibererà la costruzione di un nuovo palazzetto da cinquemila posti destinato esclusivamente alla pallavolo femminile e i lavori saranno completati a novembre.

Le nate in Toro dovrebbero essere più ottimiste; i nati nel segno dei Gemelli farebbero bene a a mangiare più yogurt e a scansare i ministri di Forza Italia quando li incontrano per strada.

Una giocatrice dell’Acquario farà un incontro fortunato in spiaggia ad agosto: potrebbe trattarsi di Massimiliano Rosolino, di George Clooney oppure di Olindo Romano. No, controllando meglio le stelle, è senz’altro Olindo Romano.

A maggio premio fair-play dalla FIPAV ed anche dalla FIVB, alla faccia degli smarties.

 

Sala Consilina

Ottima la salute delle giocatrici, straripante la forma fisica, ma – a causa del lungo stazionamento della Luna in Cancro - disastroso l’amore. Il coach sarà contento così; a lui che gliene frega se le atlete hanno problemi sentimentali? Basta che vincano.

Il segno più in forma sarà quello del Leone; lunga serie di primi tempi e di fast destinata ad interrompersi soltanto a fine marzo, prima del 29 per l’esattezza.

A Ramona Badescu verrà il piccio di giocare, forte della carica di capitana onoraria, e chiuderà la stagione con il 45% in attacco e il 60% di difesa perfetta.

Un Superenalotto giocato da un segno di terra in un autogrill della Basilicata potrebbe regalare vincite milionarie.

Con una giocatrice nata a Satriano di Lucania sotto il segno dello Scorpione con ascendente Capricorno sarà B1 assicurata nell’arco di due anni. Valla a trovare, però.

 

Battipaglia

I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. Una sfavorevole congiunzione astrale, infatti, caratterizzerà negativamente il loro girone di ritorno: percentuale d’attacco sotto il 10%, positività in ricezione intorno allo 0,5%, infiltrazioni d’acqua nell’appartamento, investimenti finanziari in caduta libera e cinque chiamate al giorno dai call-center.

Dal vivaio arriverà in prima squadra una sorprendente ragazza tredicenne, del segno della Vergine, che a partire da febbraio giocherà stabilmente, da titolare, in posto due.

 

Benevento

E’ indubbiamente l’anno degli Scorpioni sanniti. Si tratta di un segno che ha notoriamente successo in campo sportivo e sarà in particolare nel 2009 che questo segno vivrà esaltanti momenti di gloria. L’unica settimana critica sarà quella a cavallo del 7 marzo, quando gli Scorpioni del Benevento non riusciranno a mettere un pallone a terra.

Un’atleta del Toro sarà ingaggiata dalla squadra concorrente dell’Accademia Volley; una del Sagittario sarà invece ingaggiata da Al Qaeda e si farà saltare in aria in occasione di un incontro nel mese di febbraio. La FIPAV infliggerà al Benevento una multa di 150 euro per condotta antisportiva, ma la giocatrice kamikaze si consolerà in paradiso con 72 pallavolisti vergini.

Partita interrotta da un tifoso a maggio: invasione di campo per chiedere l’autografo di Miriam Napolitano. Non poteva aspettare perché dieci minuti dopo ci sarebbe stata l’ultima corsa del pullman.

 

Potenza

Henry John Woodcock sarà nominato presidente onorario della società a partire da marzo; la sua costante presenza sugli spalti condizionerà soprattutto le avversarie, per le quali saranno applicate misure cautelari detentive alla minima infrazione (ad eccezione del 21 marzo perché in quella data il p.m. sarà impegnato a Palazzo di Giustizia).

Problemi giudiziari anche per Katia Taddei, che sarà denunciata a novembre da Vigor Bovolenta per violazione del copyright relativo allo stile di battuta. La centrale lucana vincerà la causa: è Bovolenta che ha copiato.

Qualche delusione dalle atlete della Vergine, a causa di un film horror che turberà per due mesi la loro serenità; splendido stato di forma dei Gemelli.

Tranne uno sconcertante colpo a vuoto nella terza decade di marzo, Potenza disputerà un girone di ritorno strepitoso con medie da promozione. La rimonta prenderà avvio da una notte di luna piena in cui Clara Clemente apparirà in sogno a Paola Felicetti e le indicherà le zone del campo dove piazzare il servizio, consentendole una media di 15 aces a partita.

Per effetto del transito di Giove in Bilancia, Nello Caliendo prenderà il posto del subcomandante Marcos e promuoverà l’emancipazione degli oppressi sia nel Chiapas che in Basilicata, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Come, del resto, ha fatto fino adesso.

 

Montescaglioso

A metà febbraio l’ISTAT individuerà nelle tariffe d’ingresso al PalaWojtyla la principale causa dell’inflazione italiana e – dopo un richiamo del governatore della Banca d’Italia – il governo interverrà per calmierare i prezzi fissando d’ufficio il costo dei biglietti.

La vicenda Zuzù approderà alla Corte Europea di Giustizia, che darà ragione alla società lucana quando Urano entrerà in Sagittario, cioè nel 2018.

La svolta Rampino farà sentire i suoi effetti a partire metà gennaio gennaio; la sua carica agonistica nei riguardi, in particolare, delle proprie giocatrici indurrà la FIPAV a piazzare un cordone protettivo di Carabinieri tra il coach e la propria metà campo. Altro ricorso alla Corte Europea.

Sarà un anno brillante per le giocatrici dell’Acquario e dei Pesci; qualche problema di aerofagia per le nate nella Vergine e la positività in ricezione potrebbe risentirne, soprattutto il 3 gennaio e il 3 maggio. Bere meno bevande gassate è il consiglio.

 

Matera

Nel mese di gennaio, durante una partita casalinga, Michela Ristits schiaccerà il pallone con una violenza tale da provocare un buco nel parquet. Sgorgherà uno zampillo di petrolio. A quel punto la società lucana dovrà decidere se continuare il campionato al Palasassi oppure sfruttare il giacimento.

In autunno, quando il Sole transiterà in Ariete e Saturno si fermerà a prendere un caffè a Ferrandina, la Vecerkova crescerà di altri sette centimetri.

Un arbitro si rivolgerà al Club Alcolisti Anonimi dopo aver diretto una partita del Matera, poi si renderà conto che in realtà non aveva visto doppio. Erano le gemelle Romano.

Bella sorpresa per un Cancro in campo affettivo; multa per divieto di sosta per un Leone.

 

Molfetta

A marzo uscirà un nuovo libro di Gianrico Carofiglio, che accantonerà la figura dell’avvocato Guerrieri e si ispirerà a Maria Teresa Francioso per il ruolo di protagonista di tutti i suoi futuri romanzi.

Sarà un’ottima stagione per Gemelli e Pesci; anche per le nate nel segno del Cancro, ma solo a condizione di mangiare semolino per tutta la settimana che precederà una partita decisiva.

Bene il sesso per le nate in Toro; male le questioni condominiali per i segni d’acqua.

Un incontro a maggio sarà sospeso per smarrimento del pallone. Due giorni dopo, pettinandosi, Alessandra Nappi scoprirà che la sfera si era infilata ed era rimasta nascosta tra i suoi riccioli.

 

Trani

Teoricamente dovrebbe essere un anno brillante per la Primadonna, un anno di successi, grazie all’influsso di Nettuno in Ariete. Eppure gli obiettivi potrebbero sfumare a causa dell’irritazione delle stelle, che non hanno affatto gradito la partenza di una giocatrice dei Gemelli l’estate scorsa. Se entro aprile, quando la Luna entrerà in Toro, un dolce al cioccolato artigianale non entrerà in Trombetta, la B1 è destinata a sfuggire anche al termine di questo campionato. Ed è inutile grattarsi.

Per il resto andranno ottimamente le atlete della Vergine e quelle del Capricorno. Delusioni per i Leoni, ma soltanto in ambito sentimentale, economico, lavorativo, abitativo e politico; come rendimento sportivo sarà un anno magnifico.

A novembre Rosa Ricci sarà insignita del premio Nobel per la fisica in ragione del suo noto tocco di seconda. Le scarpe gialle di Mina Annese inserite tra i siti tutelati dall’UNESCO quali patrimonio artistico dell’umanità.

Le giocatrici del Capricorno continueranno a diventare sempre più bone.

 

Nojaturi

Ai primi di marzo un gatto farà invasione di campo e tenterà invano di  graffiare Stefania Topputi; quest’ultima prenderà il felino e lo scaglierà nella metà campo avversaria. Facendo punto.

Tai Aguero si recherà a Turi per fare una scorta di ciliegie Ferrovia. Non vedendola tornare, Barbolini si precipiterà in Puglia; invece della Aguero, incontrerà Alejandra Rodriguez e la porterà per errore nel ritiro della Nazionale. Con una media di 5,2 punti a set, la Rodriguez soffierà il posto alla campionessa italo-cubana.

Una giocatrice della Vergine girerà un film con Johnny Depp; una dell’Acquario, passeggiando per via Carmine a Noicattaro, inciamperà sul ministro Brunetta.

Da gennaio bisognerà rinunciare a Mary Ricciardi perché Barack Obama la chiamerà come consulente per le politiche giovanili nel proprio staff.

Novità all’Anagrafe per Annarita Fonsdituri: quando si gioca a Turi continuerà a chiamarsi così; a Noicattaro sarà refertata come Annarita Fonsdinoicattaro.

 

Ostuni

A partire dalla 5^ giornata di ritorno, quando Plutone entrerà in Bilancia, inizierà la grande rimonta della formazione di Solombrino.

Sarà fondamentale l’apporto delle giocatrici dell’Ariete. Le nate nella terza decade di marzo, in particolare, risulteranno MVP in tutti gli incontri del girone di ritorno, tranne uno a metà febbraio. Le nate nella seconda decade di aprile si assesteranno su una media di 28 punti a partita, ma a giugno, quando Venere uscirà dallo Scorpione, resteranno bloccate per tre giorni in ascensore con un docente universitario baffuto originario di Francavilla Fontana.

Una giocatrice dell’Acquario, bevendo dal bicchiere usato da Alessandra Piccione in un bar, ne acquisterà i superpoteri per un mese. Peccato che il mese sia luglio.

In compenso, saranno ottime le percentuali in attacco dei segni di fuoco.

 

Tuglie

Una centrale dell’Ariete, tentando di fare manovra, resterà incastrata nel parcheggio e salterà la partita con il Taranto ad aprile.

Quando Mercurio transiterà nella Vergine, ossia a febbraio, Ida Taurisano farà scoppiare il segnapunti elettronico, non abituato alla tripla cifra. Danni alla tensostruttura, ma la partita potrà proseguire.

Consigliato il Tai-chi-chuan per le atlete del Leone, il Sudoku per quelle della Bilancia e Dissenten a scopo preventivo, nella prima decade di settembre, per quelle del Toro.

Ottima stagione per i Capricorni. La Luna in Sagittario sarà, infatti, fonte di gratificazione soprattutto negli affetti, nello sport e nelle finanze. Arriverà anche una laurea ad honorem in Biologia per gli studi sul comportamento scaramantico delle formiche.

 

Nati a Taranto

A marzo salirà la tensione tra Italia e Malta. Prima Berlusconi toccherà il culo alla locale ministra maltese delle Pari Opportunità, poi Malta ritirerà l’ambasciatore ed avvierà un’inchiesta per molestie, infine l’Italia dichiarerà guerra all’isola disponendo un blocco navale. Il comando delle operazioni sarà affidato ad una sottotenente di vascello del segno del Toro. Quest’ultima finterà un attacco dal centro per poi occupare La Valletta con un attacco fast. Sempre per le nate in questo segno ci sarà un cambiamento nelle abitudini alimentari (prevalenza di lupini e cime di rape) ed uno, ancora più radicale, nel linguaggio. Quando risponderete in modo sistematico “Ce vue cchiànne?!” ai familiari che vi chiameranno da Novara, sarete diseredate.

Ottima stagione per i Pesci. In via di Mezzo le orate e le spigole saranno particolarmente ricercate.

Per i Pesci che giocano a pallavolo, inoltre, arriveranno risultati brillanti da gennaio a maggio e da settembre a dicembre. Dei mesi estivi, d’altra parte, non ce ne frega niente. L’abbronzatura sarà talmente forte che per le fotografie si farà prima a guardare direttamente il negativo. Buon investimento immobiliare. A ottobre i vostri telefoni saranno intercettati (ma non dal coach). Le amministrazioni di Fragagnano e di Roccaforzata dedicheranno a due giocatrici della NAT le piazze centrali dei due paesi.

Marte in Bilancia valorizzerà la creatività delle giocatrici nate nel segno dell’Ariete sia in campo sportivo che affettivo. Nel primo caso vi distinguerete per i primi tempi di spalla; nel secondo caso avvierete un legame sentimentale con un artista di strada mangiafuoco. Notevole risparmio sul gas in cucina. State attente ai luoghi affollati a luglio e comprate un Gratta e Vinci a dicembre.

Tori particolarmente attivi. A partire da febbraio allenerete due squadre contemporaneamente, una delle quali è una formazione maschile di serie A1 che gioca a Martina Franca. Ad aprile berrete per sbaglio un caffè prima di una partita. E’ un errore scaramantico; ve ne accorgerete e lo vomiterete dentro lo spogliatoio dell’arbitro. La partita sarà salva ma arriverà un’altra squalifica, questa volta di tre giornate.

Giove prepara due piacevoli sorprese ai Tori che giocano da libero: un sogno realizzato a giugno ed un colpo di culo a novembre, a condizione di acquistare un numero di Topolino.

Il 2009 sarà un anno interessante per i Gemelli. Saturno in Pesci non soltanto darà la parola alle nate in questo segno che giocano da palleggiatrici ma vi trasmetterà anche la conoscenza di tutte le lingue del mondo. Due 30 e lode prima di ottobre ed un gradito regalo a dicembre. Bevete acqua di Fiuggi ad aprile e non andate a Saturo per tutto il mese di luglio perché potreste essere aggredite dalle meduse.

Le nate in Gemelli con i capelli biondi e ricci otterranno ottimi risultati a scuola e grandi soddisfazioni nei contesti amicali. Ad aprile, pur di giocare, okkuperete il Palafiom e ritarderete di mezz’ora l’inizio della partita con il Salerno. Sarà l’intervento dell’assessore Contino a sbloccare la situazione; vi convincerà a sedervi in panchina in cambio di un vassoio di pasticcini; poi però l’assessore pretenderà di arbitrare i primi due set e di giocare da opposto i restanti parziali.

Un Cancro, quello che gioca nella NAT da otto anni, diventerà presidente della RAI e manderà a casa direttori e giornalisti leccaculo, inaugurando una primavera nel mondo dell’informazione che riporterà l’Italia tra i paesi civili. A gennaio scriverete una poesia, ad aprile chiuderete dodici scambi consecutivi con i vostri leggendari muri a cappuccio. A novembre vostra sorella vi caccerà di casa e dormirete per una settimana in piazza della Vittoria, sei notti su una panchina, una notte nel comodo letto dell’evento “Amore, svegliati”. Il Cancro che gioca da libero vivrà una stagione atipica: il coach continuerà ad esprimere osservazioni critiche sulla vostra ricezione, ma in compenso sarete top-scorer in almeno cinque partite. Matrimonio ad agosto con un vostro ostinato ammiratore e viaggio di nozze a Parigi, quando la Luna entrerà in Capricorno.

La Vergine è il segno eletto da Urano in buona parte dell’anno. Dopo aver presentato il festival di Sanremo, riceverete una lettera dal Club Italia. Non è la convocazione; sono le multe per l’utilizzo degli autobus senza biglietto da parte di Mattia, che ai controllori ha dato il vostro recapito. A maggio esprimete un desiderio relativo al vostro insegnante più antipatico; Nettuno in Ariete lo esaudirà. A fine agosto darete un mappino alla vostra compagna di beach-volley.

Crisi esistenziale per le nate in Bilancia: improvvisamente, ad aprile, pretenderete di giocare da centrali. A giugno troverete un lavoro gratificante e ben retribuito nel settore dell’informatica. Fastidioso torcicollo a maggio; chi è che non ha chiuso la porta del palazzetto? A settembre finirete sulla copertina del nuovo disco degli Iron Maiden e riceverete una proposta di ingaggio da un coach napoletano imbattuto (da primo allenatore) in tutto il 2008-’09.

      Un lunedì di febbraio gli Scorpioni telefoneranno a Sport & Sport a partire dalle 7 di mattina per tenere occupata la linea ed impedire che la prenda l’avvocato Bongiovanni. Ad aprile entrerete anche voi nella cordata Alitalia. A maggio farete un po’ di conti: avete speso un bel po’ di soldi per la squadra, però quante soddisfazioni, eh? Deciderete quindi di raddoppiare l’investimento per l’anno successivo. Ad agosto non prendete gelati al cioccolato perché vi sporcheranno la camicia cinque minuti prima di un’importante conferenza stampa.

Bel 2009 per i nati nell’Acquario. Soltanto a marzo vivrete un periodo di confusione: infatti, annoterete gli scout di vostra nipote (numero di ruttini, rigurgiti positivi e perfetti, quantità di pappine ingurgitate, ecc.) e cercherete di prendere in braccio, con qualche difficoltà, le schiacciatrici della NAT. Breve litigio con il primo allenatore ai primi di maggio; per dispetto, invece di filmare la partita, riprenderete con la telecamera un comizio di Giuseppe Quaranta.

Restando nello staff ma tornando ai Gemelli, un insigne medico pubblicherà un’importante ricerca scientifica sul fenomeno del gomito senza riposo.  Poi, però, sarà denunciato ai sensi dell’art. 674 CP per getto pericoloso di cose in quanto, esasperato dalle interruzioni delle immagini di una diretta della NAT (nonostante l’installazione di tutti i programmi possibili e immaginabili), aveva lanciato dalla finestra il proprio computer. Aver centrato in pieno Rossana Di Bello, comunque, sarà considerata un’attenuante, che confermerà, peraltro, l’esattezza della teoria di Fiamma sull’utilità sociale della caduta dei gravi e dei gatti. Viaggio nei Caraibi. A causa di uno zainetto sospetto acquistato all’Oviesse che farà impazzire i metal detector di un aeroporto pugliese, sarete trasferiti a Guantanamo per un soggiorno di un mese interamente pagato dalla CIA.

Sarà un’ottima annata per i Sagittari sul piano finanziario. A dicembre arriverà un assegno dalla Sicilia e vincerete diverse tombolate. Il Sole in Vergine garantirà solidità negli affetti mentre ad aprile un sogno rivelatore vi fornirà indicazioni preziose per il lavoro, per lo sport, per il futuro e per la salute. Peccato che eravate disattente; dormivate. Un’idea innovativa a marzo riguardo all’arredamento. Provate ad imparare il tango e adottate un cucciolo di ghepardo. Record di servizi vincenti a maggio e discussioni con un arbitro a ottobre che richiederanno l’intervento delle forze di interposizione dell’ONU.

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Trani-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (22/12/2008 - 22:51)

Domenica 21 dicembre 2008 – ore 18.00

A Trani c’ero stato nel 1995, ma l’impressione odierna è che la città sia persino più bella di allora. Non so perché. La giornata soleggiata favorisce le suggestioni positive: questa è una città bella architettonicamente di per sé, ma che può anche sfruttare il connubio tra cielo e mare, soprattutto dalle parti della meravigliosa cattedrale.

Non mi dilungo sulla “recensione turistica” perché Rosa Ricci ha già scritto tutto; in effetti, la palleggiatrice barese faceva riferimento alla città come crocevia di popoli e culture ed ecco, forse, la novità rispetto a tredici anni fa: la sinagoga Scolanova, nel centro storico, è tornata al culto originario grazie all’unica comunità ebraica (a parte quella di Napoli) ricostituita nel meridione dopo l’espulsione del 1541. E nella zona della giudecca fioriscono negozietti e ristoranti a tema (le pappardelle allo scoglio del ristorante “La Giudea” sono una delizia; meritano ‘nu picche d’ pubblicità gratuita).

Mi piazzo sul fortino per cogliere i colori del tramonto, ma il tempo stringe e devo dirigermi al palazzetto; lungo la strada che costeggia la ferrovia vorrei prendere un caffè, ma nel bar intravedo due giocatrici della Primadonna. Devo rinunciare; se arriva il pullman della NAT proprio mentre esco da un bar insieme alle atlete avversarie, verrei accusato di alto tradimento come a Salerno. Meglio non ripetere la brutta esperienza.

Lo sport è amicizia? ‘Sta minchia. A qua m’ par’ ca si applica ‘u Kanun, il codice arcaico delle montagne albanesi...

      La Nati a Taranto accoglie l’invito della società ospitante e aderisce ad una campagna contro il fumo. Le non fumatrici della squadra si contano sulle dita di una mano di un invalido, nel senso che una mano con cinque dita è pure assai. E sorvolo su quello che riferiscono gli avventori della spiaggia Jamaica.

Durante la partita una dirigente della società raccoglie le firme per una proposta normativa che non riesco a leggere compiutamente mentre mi appresto ad iniziare la telecronaca, ma mi pare che promuova il bombardamento dei campi di coltivazione del tabacco, l’esproprio dei tabacchini e la loro riconversione a negozi equi e solidali e l’ergastolo per i fumatori. Beh, qua scherziamo, ma è un’iniziativa seria e sarebbe ora di finirla anche con questo Stato ipocrita che continua a lucrare su prodotti dannosi per la salute.

Certo è che se i risultati della campagna si dovessero misurare dalle ospiti di questa sera... Andrà meglio con le prossime squadre, va’...

Riscaldamento con Silvietta regolarmente sul parquet. La cosa non era scontata.

Formazioni.

Primadonna Trani con Rosa Ricci palleggiatrice, Palma Montillo opposto, Giusy Caterina e Mina Annese schiacciatrici, Raffaella Balducci e Rosalba Di Corato centrali, Marianna Del Rosso libero con vocazioni creative pre-partita.

In panchina con Tony Chieppa e Pino Filaninno: Doriana Bisceglia, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Mister Presta conferma Marcella Scaglioso in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo schiacciatrici, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero.

In panchina con Laura Passaro: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Su una giornata in cui le prime quattro della classifica si incrociano in due scontri diretti pesa l’importante risultato del giorno prima: Matera-Salerno 0-3. Questo vuol dire che in caso di vittoria Trani salirebbe in vetta alla graduatoria. Non si può escludere che tale circostanza non abbia influito nel bene e nel male sulle padrone di casa: un po’ tese nei primi due set; cariche di entusiasmo nella seconda metà della gara.

Primo set

Il primo set – duole ammetterlo – è una delusione per chi si attendeva volley-champagne dal confronto di queste due splendide squadre.

I primi 23 scambi sono conclusi da ben 17 sbagli distribuiti sui due fronti: tanti errori in battuta, tanti attacchi finiti fuori o sulla rete. E’ vero che è Natale, ma insomma...

Prima sbaglia di più Trani (3-5 per la NAT), poi c’è un break di otto punti delle biancazzurre (sei errori nostri più gli attacchi di Balducci e Montillo) e si arriva all’ 11-5.

La caterva di errori prosegue sino al 15-8; nel frattempo entra Alessandra per Marcella. Sono punti d’autore, invece, l’attacco di Caterina e il muro di Ricci (17-8).

A punteggio ormai segnato irreparabilmente, la qualità dell’incontro ha un’impennata. Tocco di seconda di Rosa Ricci, bell’attacco di Simona Mucci, che nel frattempo ha rilevato la Corallina (mentre Silvietta sostituirà Sonia), e replica di Giusy Caterina (19-11).

Molto brava anche la Balducci (primi tempi e fast da manuale per tutta la partita) e poi scocca l’ora di due laterali fino a questo momento un po’ in ombra: Michela Benefico e Mina Annese.

Equilibrio nel gioco, adesso, ma ormai la frittata era già fatta: finisce 25-16.

Secondo set

Rientrano sul parquet Corallina e Sonia e proprio un muro dell’opposta rossoblu fa partire il segnapunti del secondo parziale.

Michela conserva il vantaggio (1-3), poi Rosalba Di Corato, con tre belle azioni, offre un anticipo di quello che riuscirà a combinare nei set successivi (5-6).

Allungo jonico (5-9) e rimonta adriatica (8-9). Coach Marcello reintroduce Silvietta per Sonia.

La Nati a Taranto ora sta giocando bene, mentre le bocche di fuoco biancazzurre risultano imprecise. Fuori misura persino la “mossa di Rosa Ricci” (che, però, la Nati a Taranto sta studiando sin dalla prima giornata, quando la palleggiatrice tranese la effettuò con successo una volta a set).

Bel muro di Clara sulla sua collega di ruolo e di numero e poi, sul 10-15, Silvietta mette a terra un pallone dal lato destro della rete e uno direttamente dalla zona di battuta (10-17).

Cristiana e soprattutto Michela permettono alla NAT di conservare il vantaggio. Sul 13-21 mister Chieppa decide di far rifiatare Ricci e Montillo spedendo in campo, al loro posto, Di Bari e Bisceglia.

Tripletta rossoblu a conclusione del set: attacco Corallo, muro Michela e attacco ancora di Michela (15-25).

Terzo set

Continua il buon momento di Michela, a muro anche in avvio di terzo set.

Silvietta rischia di sfracellarsi su una transenna pur di salvare un pallone destinato alle tribune, ma il suo atto eroico è sprecato perché poi nessuna compagna raccoglie la sfera. E ce jè? A sfregio?!

Sul 4-3 scocca nuovamente l’ora di Rosalba Di Corato. Con due muri consecutivi la forte centrale biancazzurra lancia la fuga delle ospiti, completata da Annese e Caterina: break di quattro punti e punteggio di 8-3.

Il realtà dovrebbe essere di 9-2 perché un ace di Palma Montillo, dentro di mezzo metro, è stato dichiarato out dall’arbitro.

La direzione di gara, nel complesso, è stata buona. Io do sempre per scontato che gli arbitri, per la loro posizione, vedano tutto meglio di me e dei tifosi: palloni a lato, doppie, invasioni, tocchi del muro. Quello che decidono gli arbitri su questi aspetti per me è Vangelo. Diciamo che proprio la linea di fondocampo è l’unico elemento su cui gli spettatori, almeno quelli posti in corrispondenza della linea stessa, hanno una visibilità migliore degli arbitri e in questo caso a pagarne le conseguenze è stata l’opposta tranese.

La Nati a Taranto vacilla: gli attacchi non pungono e le attaccanti della Primadonna adesso martellano senza sosta.

Ricci, inoltre, offre il consueto saggio di bravura variando il gioco alla perfezione, aggiustando acrobaticamente palloni difficili e valorizzando anche le sue ottime centrali. Che fuoriclasse.

Anche ricezione e difesa si sono assestate su livelli estremamente positivi; grande partita del libero Del Rosso.

Dall’altra parte del campo neanche Alessandra riesce a ritrovare il bandolo della matassa. Rientra Marcella, ma poi esce di nuovo dopo il malinteso settimanale con Clara.

Dopo un punto della Corallina, altro break del Trani, quello definitivo (21-8). La firma in calce al set è di Rosa Ricci, l’ennesima magia (25-10).

Quarto set

Trani avverte l’odore della vetta della classifica, ma il quarto set è il più equilibrato. Non gioca affatto male la Nati a Taranto in questo parziale, anzi, ma sono le padrone di casa a crescere ulteriormente.

Micidiale il servizio della Montillo, ma anche rischiosetto. Sono 12 le battute sbagliate dal Trani nel corso dell’incontro e lo ricorda anche lo speaker locale, che aggiorna il dato in tempo reale. Suona un po’ come un rimprovero; è proprio il caso di farlo sapere a tutti...?

Bel pallonetto Di Corato (top-scorer con 16 punti) e palloni messi a terra anche dall’altra centrale, Raffaella Balducci: fast, muro e 9-6.

Ma questa volta le nostre ragazze reagiscono bene. Dopo un ace annullato a Simona Corallo (era dentro pure questo), Clara e Cristiana ottengono il pareggio (11-11).

Il nuovo vantaggio tranese è firmato Annese (bella pipe) e Di Corato (ennesima fast). Su un cartello, nel pomeriggio, avevo letto che Trani è una città slow. Forse è una definizione che vale fuori dal PalaAssi; a qua so’ tutt’ fast.

Oltre ai CUCS e agli Afecionados, emerge una terza componente del tifo organizzato a Trani: le piccole fans di Mina Annese. Dalla mia sinistra e dalla mia destra, in stereofonia, si alza costantemente ed implacabilmente l’urlo ritmato Mi-na, Mi-na, Mi-na...! Non si fermano mai. Occhio: questa sarà l’arma in più del Trani nel campionato in corso.

Mi pongo, pertanto, un paio di quesiti: perché Mina ha tante piccole tifose? E perché tante tifose eleggono proprio Mina, e non altre giocatrici, quale propria benia-Mina (tenuto anche conto che la Primadonna è una squadra di mamme i cui figli potrebbero trascinare al palazzetto amici e compagni di scuola)?

Ci sarebbe da fare uno studio scientifico sull’argomento: Tifo e infanzia. Motivazioni psicologiche alla base degli orientamenti dei bambini.

A Valenzano non ricordo che la Annese avesse tanto sostegno. Anzi, ricordo che quando stavo per votare la “Valentina dell’anno” subii un’intimidazione di stampo mafioso da una bambina che mi impose di votare per la Cosentino (l’avrei fatto anche spontaneamente).

Ipotesi.

Mina Annese, nel corso dell’estate, ha avuto un parto di 20 gemelle (ipotesi da scartare perché le piccole fans sono piccole, sì, ma sanno già parlare, e anche gridare).

Mina Annese lavora come insegnante. Anzi, dev’essere la maestra unica di tutta Trani e costringe le alunne a sostenerla al PalaAssi minacciando, in caso contrario, la bocciatura.

     Mina Annese la domenica pomeriggio va in giro per Trani con un piffero magico, come nella fiaba dei fratelli Grimm, soltanto che poi, invece di chiudere tutti i bambini della città in una caverna, li chiude nel palazzetto.

Vabbè, sto scherzando. E’ senz’altro la spontanea simpatia della schiacciatrice a suscitare l’affetto delle piccole fans. Ed è certamente piacevole ascoltare gli incoraggiamenti sempre appassionati e limpidi dei bambini.

Rientrano Simona-di-metallo e Sonia per la Corallina e per Silvietta, ma la NAT, nonostante un’instancabile Leone, è in difficoltà. Anche a causa della solita Di Corato (16-12).

Marcello chiama un time-out e diventa color porpora con le vene che si fanno una passeggiata fuori dal collo. Gli viene somministrato un po’ di ossigeno da una volontaria anonima, ma non si ottengono gli effetti sperati. Anzi, si rischia di perderlo del tutto.

Break di sei punti per le biancazzurre (23-14) e controbreak di quattro punti delle ospiti che serve solo a rendere il punteggio meno severo ed a riservarci la soddisfazione di un altro punto del libero Leone. Contro il Battipaglia fu a culo; questa volta – tiene a precisare la ragazza – era cercato.

Due errori della Nati a Taranto, uno in battuta e un in attacco, concludono questa partita (25-18).

NAT bella solo a sprazzi e in particolare nel secondo set. Contro Trani serviva una prestazione al 100% e purtroppo non c’è stata. Padrone di casa un po’ tirate nei primi due set, ma poi è venuta fuori quella grande squadra che può legittimamente ambire a vincere il campionato. Primadonna di nome e adesso anche di fatto. Perdere con loro non è un delitto.

La società locale festeggia primato e Natale con il panettone distribuito al gentile pubblico.

Dopo la pausa natalizia (durante la quale ci sarà il bis: Trani-Taranto di Coppa Italia il 30 dicembre), le biancazzurre riceveranno proprio il Matera mentre Zonca e compagne affronteranno il Montescaglioso.

Consolazione presidenziale: la notte del solstizio d’inverno, la più lunga dell’anno, viene trascorsa in buona parte nel rustico ristorante “Il Noce” nei pressi di Manduria. Cibo prelibato; se Laura Passaro trascorrerà una nottataccia è solo per colpa della guida creativa di coach Marcello, che le farà risalire il cibo fin sulle orecchie.

Tabellino: Trani-TARANTO 3-1 (25-16, 15-25, 25-10, 25-18)

Primadonna Trani: Bisceglia 2, Ricci 6, Annese 12, Di Corato 16, Montillo 6, Balducci 10, Caterina 10, Di Bari 0, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa.

Aces 4, errori in battuta 12, muri-punto 8.

Nati a Taranto: Zonca 6, Corallo 4, Buso NE, Fiore NE, Benefico 12, Clemente 8, Scaglioso 0, Mucci 2, Tinelli 1, Mastandrea 3, Certa 0, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 2, errori in battuta 8, muri-punto 6.

Arbitri: Labriola (PZ) e Colucci (MT).

Durata set: 21’, 22’, 21’, 28’ – Durata totale dell’incontro: 1.42’.

Altri risultati: Matera-Salerno 0-3, Tuglie-Molfetta 3-2, Battipaglia-Scafati 3-2, Sarno-Ostuni 3-0, Sala Consilina-Benevento 3-1, Potenza-Nojaturi 3-2, Montescaglioso-Aversa 2-3.

Classifica: Trani 33; Matera 32; Salerno 30; TARANTO e Tuglie 27; Scafati e Sarno 24; Sala Consilina 21; Benevento 19; Potenza 18; Battipaglia 15; Molfetta 13; Nojaturi 11; Aversa 10; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Molfetta 390,00; Montescaglioso 185,00; Matera 180,00; Sarno 170,00; Nojaturi e Potenza 130,00; Benevento e Ostuni 120,00; Matera 80,00; TARANTO 40,00; tutte le altre 0,00.

Molfetta consolida il primato con altri 50 euro “per aver un isolato sostenitore rivolto frasi offensive nei confronti dell’allenatore della squadra avversaria”.

Prossimo turno: TARANTO-Montescaglioso, sabato 3 gennaio, ore 19.00, Palafiom, via Golfo di Taranto 16.

Un sms per Ivana:

 

 

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I dialoghi di Trani

di skanderbeg69 (20/12/2008 - 12:00)

Domenica si va a Trani. A presentarci la città adriatica è una delle più forti giocatrici pugliesi di tutti i tempi: la palleggiatrice Rosa Ricci.

 

Devo dirti che per me Trani è una delle più belle cittadine in assoluto della Puglia, legata a me dal punto di vista pallavolistico dato che qui ho avuto la fortuna di far parte di una società sportiva, l’Aquila Azzurra Trani, squadra in cui milito tutt’ora, e di aver avuto un bravo allenatore quale è Roberto Brattoli.

I miei ricordi qui a Trani sono molto forti ed emozionanti.

Ho giocato già all’età di 16 anni il mio primo campionato di serie B con promozione e successivi 3 anni di serie A2 culminati nel ’94, se non ricordo male, in una indimenticabile promozione in A1.

       Diciamo pure che qui è cominciata la mia carriera pallavolistica e che molto di quello che sono ora, anche se ormai un po’ vecchietta, lo devo soprattutto a queste persone che hanno scommesso e creduto su di me.

Ecco perché per me Trani ha un fascino particolare, una città affacciata sul mare con un passato storico importante crocevia di tanti popoli e culture, in cui con numerose passeggiate si possono scorgere vicoli caratteristici ora presi d’assalto da bar, pizzerie, locali, etc.

Non si può non ammirare il suo esteso lungomare nonché il porto dove frequentemente anche d’inverno la gente passeggia gradevolmente.

Ovviamente ciliegina sulla torta di Trani non può che essere la meravigliosa e maestosa Cattedrale romanica di pietra di Trani, che, data la sua posizione isolata, fa da riferimento sia da terra che da mare.

Oltre a questa chiesa si possono ammirare ancora il castello svevo, le piazze, la villa e il fortino.

E’ una città abbastanza pulita ed ordinata, poco caotica con i suoi cittadini molto socievoli, accoglienti e disponibili.

Città che soprattutto d’estate diventa il punto d’incontro dei paesi circostanti.

Ci sarebbe molto altro ancora da dire su questa città, ma penso che chiunque ne abbia la possibilità debba passarci ad ammirarla di persona.

Bene, penso di aver detto l’indispensabile per il tuo articolo e che ti abbia perlomeno in parte soddisfatto!!!

Ciao

Rosa

 


Certo! Rosa ha soddisfatto in pieno. Ora, però, si pone un problema. Era Rosa Ricci che doveva presentare Trani o è Trani che dovrebbe presentare Rosa Ricci...? Mi sa che le ciliegine sulla torta della città siano due.

E allora, dopo aver ringraziato la fuoriclasse della Primadonna, cedo volentieri la tastiera al gruppo degli Afecionados, che pure ringrazio per il loro contributo:

 

«Rosa non è solo una grande palleggiatrice ma è soprattutto una grande persona». E’ proprio da questa importante citazione di Maurizia Cacciatori che vogliamo iniziare a descrivere un mito della pallavolo come Rosa Ricci.

Per noi Afecionados è l’ultima vera bandiera di una generazione di fenomeni che riuscì in pochi anni e con molti sacrifici a regalarci il grande palco della serie A1.

Rosa Ricci è il sogno, è il punto di arrivo di ogni ragazzina che muove i primi passi nella pallavolo e che litiga per avere il suo celebre numero 3, è un sogno per noi tifosi che giornata dopo giornata prende per mano la squadra e ci permette di assistere a pennellate di gran classe e che ci fa scattare in piedi e stringere i pugni verso il cielo per una sua prodezza, Rosa Ricci è il più accanito tifoso dell’Aquila Azzurra che scende in campo e che si incazza (permettetecelo) quando vince “solo” al tie break contro una diretta rivale in trasferta. Rosa Ricci è l’eleganza in campo, è lo spettacolo, con la partita che le fa da cornice.

Rosa Ricci è una ventunenne ragazzina arrivata da Bari con un borsone pieno di sogni e aspettative che un bel giorno di aprile pose nel cassetto il suo celebre sorriso e abbracciò un pianto ininterrotto il giorno in cui arrivò sul tetto d’Italia circondata dalla sua gente. La stessa gente che non l’ha mai abbandonata e che l’ha riabbracciata un giorno di maggio in cui noi degli Afecionados la invitammo nella sua Trani ad assistere ad un’altra partita cruciale per le sorti dell’Aquila Azzurra.

Ricordiamo che nell’anno del suo ritorno in piena estate la gente come noi riempiva le gradinate in allenamento solo per poterla rivedere.

Rosa è il nostro capitano, un capitano che come noi vuole ritornare là dove è già stata una volta con la stessa maglia di oggi e noi siamo orgogliosi di lei e di poter condividere lo stesso sogno.

Gruppo Afecionados Trani 1999

www.afecionadostrani.it

 

NOTE:

Le foto di Trani sono tratte da http://it.wikipedia.org; la prima e la terza foto di Rosa Ricci sono tratte da www.aquilaazzurratrani.it, la seconda foto è di Nico Aurora. Si ringraziano Rosa Ricci ed il Gruppo Afecionados Trani per il materiale fornito.

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La palla nella rete (1^ parte)

di skanderbeg69 (24/09/2008 - 08:32)

Per i cosiddetti sport minori Internet rappresenta un’importante opportunità divulgativa. Quando i servizi sull’A1 di basket o di pallavolo vengono mandati in onda dopo il campionato dilettanti di calcio, bisogna trovare altre risorse.

Il web, per esempio.

L’importante è sapere dove cercare. Piano piano ho cercato di ricostruire una mappa dove poter attingere informazioni sulle nostre avversarie, ma anche sulla nostra squadra così come viene vista e giudicata all’esterno, soprattutto in occasione degli scontri diretti (la qual cosa ovviamente ci incuriosisce...).

Questa mappatura di links non pretende di essere completa; qualcosa può essermi sfuggita, ma in tal caso ogni segnalazione risulterà gradita.

Partiamo dai siti che definirei “generalisti”, forse fin troppo generalisti. L’indiscusso riferimento in Puglia è www.forzaragazze.it, dove vengono raccolte notizie provenienti dai parquet e dalle società pugliesi di tutte le categorie, dall’A1 alla 2^ divisione. Di solito sono le stesse società a trasmettere i propri comunicati stampa, quindi le notizie apparse su Forzaragazze appaiono, identiche, anche sui siti ufficiali delle società che li hanno inviati. Un “raccoglitore” di queste notizie è ovviamente una bella comodità. Ma ci sono anche squadre prive di siti che ottengono visibilità grazie a Forzaragazze, che pertanto svolge una funzione nobile e meritoria.

La personale critica che ogni tanto rivolgo a Monica è quella a cui accennavo all’inizio: troppo generalista. Cosa ce ne frega delle squadre marchigiane di A1 o delle squadre siciliane di altri gironi? Se ce ne fregasse, potremmo comunque cercare altrove. Meglio essere esaurienti per la Puglia, meglio essere un riferimento eccellente per la nostra regione (come effettivamente è) piuttosto che risultare lacunosi sull’Italia intera, no? Secondo me, sarebbe meglio se siti come Forzaragazze e Campaniavolley, tanto per fare due nomi, si “spartissero il territorio”, senza accavallarsi con notizie a doppione E’ solo un parere.

Altro sito tarantino che pubblica notizie di volley (e della Nati a Taranto) è www.blunote.it. Cercare il settore volley.

Poi, ovviamente, ci sono i siti internet della stampa locale (www.lagazzettadelmezzogiorno.it, www.corgiorno.it, www.tarantosera.com ed anche www.tarantoggi.it; quest’ultimo vi terrà aggiornati sulla qualità dei “buffet padronali” alle presentazioni della squadra).

L’equivalente campano di Forzaragazze è www.campaniavolley.it, dove convergono le notizie delle squadre di quella regione, dall’A2 in giù. Tenuto conto che nel nostro girone ce ne sono sette, la cosa ci riguarda molto da vicino.

Passiamo adesso ai siti delle singole società.

Cominciamo dal Trani, il cui sito ufficiale è www.aquilaazzurratrani.it. La formazione barese ha inoltre la fortuna di essere seguita da almeno due gruppi di tifosi particolarmente ben organizzati sul piano mediatico: gli Afecionados del sito www.afecionadostrani.it (con interviste, immagini, forum, ecc.) e i CUCS, il cui sito è http://cucstrani2003.spaces.live.com.

Molto bello anche il sito dell’Azzurra Molfetta: http://web.mac.com/promoace/azzurravolley/home.html, con una suggestiva raccolta fotografica e le schede delle giocatrici (speriamo che non vengano aggiornate tanto rapidamente...).

La squadra dell’Ostuni non mi pare che abbia un proprio sito, ma sicuramente ha un riferimento valido in www.retegialloblu.it/volley-femminile/homevolleyfemm.htm. In realtà qui ci si occupa anche di altri sport; bisogna “scacchiare” la sezione del volley femminile, disciplina coperta con notizie, immagini e interviste. Ci sono già le foto della prima partita e fa un certo effetto vedere Ivana e Paoletta con la maglia gialloblu (che a me sembra giallonera). Sigh... Comunque, un abbraccio!

Ben curati anche gli spazi web del Tuglie. In passato la squadra salentina godeva di uno spazio costante su www.tuglie.com/manifestazioni.asp (spazio che c’è ancora ed è sempre aggiornato); il sito ufficiale (non aggiornatissimo) è www.volleytuglie.it e inoltre dal 2008 c'è il sito "non ufficiale"  (come precisa l'autore nel commento al post) di Luigi Mighali, http://digilander.libero.it/tuglievolley/index.htm, il cui sfondo è l’interno del tensostatico. Quanti ricordi e quante emozioni...

Chiudiamo la carrellata pugliese con il Nojaturi, la squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi. Del Noicattaro non ho trovato nulla; Turi, invece, vanta uno dei siti tecnologicamente più evoluti (www.aspallavoloturi.it), però, da quando sono terminati i play-off della serie C dello scorso campionato, la squadra femminile non ha più dato segni di vita.

Bisogna dire che quello dei siti dormienti per tutta l’estate è un fenomeno piuttosto ricorrente, ma il silenzio di un sito così ben organizzato come quello di Turi (c’è persino il conto alla rovescia tra una partita e l’altra) mi lascia da pensare.

Spostiamoci in Basilicata. Potenza ha finalmente un proprio sito. Magari ce l’aveva anche prima ma non me n’ero accorto io... Il link è www.ascivolley.it/docs.

Matera e Montescaglioso, che io sappia, ne sono sprovviste. Per avere notizie sulle due società materane, si possono consultare www.sassilive.it, cliccando su Archivio Sportnews e poi su Volley, senza farsi distrarre dalla Frangetta dei Sassi..., oppure www.montescaglioso.net, dove, però, la divisione per argomenti non è altrettanto immediata. In compenso, ci sono contenuti extrasportivi interessanti, come la copia della ricevuta dell’iscrizione alla loggia P2 di Berlusconi.

Eppure io ricordavo che Montescaglioso un sito o un blog ce l’avesse. Mah.

Un giornale online che dedica uno spazio costante e qualificato alla pallavolo locale è www.ilquotidianodellabasilicata.it.

Veniamo alla Campania felix.

Sala Consilina ha un sito che d’estate va in vacanza ma durante il campionato dovrebbe funzionare a pieno regime. Molto buono: www.adiva.eu/antares.

Decisamente meno efficiente mi sembra il sito dell’AS Benevento Volley (fermo a maggio 2007...). Comunque c’è: www.asbeneventovolley.it/index.php. In ogni caso c’è anche un notiziario locale che si occupa di pallavolo: www.ilquaderno.it (come in casi analoghi, bisogna cercarsi il settore dello sport e poi quello della pallavolo). Mi sa, però, che prevalgono le attenzioni verso l’altra squadra sannita, l’Accademia.

Il sito del Centro Santulli Aversa dovrebbe essere www.pallavoloaversa.com, ma è fermo da giugno, quando la squadra sfiorò la serie A2.

Il rinnovato sito del Battipaglia è http://volleyclubbattipaglia.kynetic.it.

Da un paio di mesi è attivo un blog del Volley Scafati: http://blog.libero.it/volleyscafati/view.php?reset=1, come del resto avrete notato dalle visite reciproche. Forza, Antonio!

Non ho notizie di siti del Sarno. Questa società, comunque, mi sembra che trasmetta i propri comunicati stampa a notiziari online locali, come il citato Campaniavolley.

Salerno ha un proprio sito: www.scuolavolleysalerno.it. C’è anche un forum su cui talvolta sono state diffuse voci infondate; altre volte, invece, le notizie del forum hanno addirittura preceduto l’ufficialità risultando azzeccate.

Quello dei forum o dei cosiddetti “muri” dei tifosi è in effetti una questione complessa e l’equilibrio tra libertà di espressione e diffamazione è molto delicato, soprattutto in un contesto come quello sportivo, per natura abbastanza “caliente” e spesso incline a sfottò o peggio. D’altra parte è facile divulgare calunnie coperti dall’anonimato. Ma della visibilità online e dell’opportunità di non inquinare l’immagine in rete delle persone parlerò nella seconda parte.

      Un forum che io trovo “pulito” e simpatico è quello dell’Orion Napoli e qui introduco un appunto per i nostalgici. Chi volesse continuare a seguire le imprese delle napoletane, il riferimento è www.orionvolleynapoli.it. Al momento c’è una bella foto della dirigente Laura Loparco (che riporto qui a sinistra) a cui vorrei chiedere quale dentifricio usa, dati i riflessi splendenti che si riverberano dagli incisivi...

Le notizie sul Valenzano e le belle foto di PippOcchio le troviamo su www.aspav.it/2007/Default.asp. Fino a pochi giorni fa c’erano ancora le schede delle giocatrici del 2006-‘07, un po’ datate ma andava bene anche così. Ovunque giochi Virginia, mi rendo conto che non dev’essere facile eliminare la sua foto dal sito; Valenzano ci ha messo due anni... Per il resto, è uno dei siti migliori e più professionali. Il video della promozione ha emozionato anche me.

Il Massafra è sempre su www.volleymassafra.net e gli amici abruzzesi sono su www.arabonavolley.it/index.php (Manoppello) e www.volleyball-lanciano.it (Lanciano).

Il primario di Herat potrà di tanto in tanto dare un’occhiata a www.manfredonia.net, ma le foto sono poche. Io, ahimé, non ho più motivo di consultare quel sito, pur augurando alle all blacks sipontine di tenere alto l’onore della puglia nel girone in cui sono capitate, loro malgrado.

A proposito di foto, memore di quando ero costretto a raccattare immagini a destra e sinistra, faccio presente che chiunque, dai siti delle nostre avversarie, può acquisire le foto di questo blog.

Tanto, anche non lo permettessi, non potrei neanche impedirlo...

Correttezza vuole che si citi la fonte.

Come già in passato, c’è anche ampia disponibilità a trasmettere foto aggiuntive via email dopo le partite (solo, ovviamente, a siti ufficiali o di informazione, come quelli appena elencati; non a privati che non conosco).

I quotidiani cartacei locali (Corriere, Gazzetta, Taranto Sera, ecc.), in virtù di consolidati accordi informali, possono acquisire foto e pubblicarle anche senza citare la fonte.

Concludiamo con la notizia che la Nati a Taranto ha acquistato il proprio spazio sul web e fra non molto Buso e compagne potranno finalmente essere le protagoniste di un sito “serio”.

Io ho sempre detto che Skanderblog è il blog sulla Palafiom, non il blog della Palafiom, essendo io un tifoso, sebbene “privilegiato”. Fra un po’, quindi, ci sarà anche il sito della Palafiom, che nel frattempo è diventata Nati a Taranto. E’ una bella notizia; se ne sentiva il bisogno. Credo che ci completeremo a vicenda.

L’unico rammarico è che quando inventerò scoop fasulli, i lettori potranno verificarne l’attendibilità sul sito ufficiale... Devo approfittare di questi ultimi giorni.

 

NOTE:

La foto di Laura Loparco è tratta da www.orionvolleynapoli.it.

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Impressioni di settembre

di skanderbeg69 (15/09/2008 - 16:37)

Cerchiamo di dare un’occhiata alle nostre future avversarie, o almeno a quelle di cui conosciamo, sia pure sommariamente e per lo più attraverso i rispettivi siti internet, il nuovo volto.

Considerazione generale: sembrava che le squadre di B2 fossero destinate ad essere saccheggiate da quelle di B1, invece ho l’impressione che sia successo il contrario. La riduzione delle straniere avrebbe dovuto favorire un passaggio a scalare delle migliori atlete dell’A2 verso l’A1, della B1 verso l’A2, della B2 verso la B1. In tal modo le squadre “ferme”, le squadre “fatte in casa”, più centrate sui propri vivai, si sarebbero automaticamente rafforzate restando... se stesse. Invece sembra che ci sia stato un processo di osmosi tra B1 e B2. Complicandoci la vita, è chiaro.

    La prima partita di campionato, come abbiamo visto, sarà in casa contro lo Scafati e già si annunciano fuochi d’artificio visto che entrambe le formazioni sembrano essersi rafforzate. Dimentichiamoci la Tekla che lottava per la salvezza; la versione 2008-’09 della squadra del presidente Villani ha altri obiettivi, legittimati dall’arrivo di giocatrici valenti ed esperte come la brasiliana De Almeida e la pugliese Silvia Renna. E’ anche vero, però, che sono partite ottime e duttili atlete come Grimaldi, Amitrano, Melis e Salvati, ma i nomi delle sostitute che si vociferavano, se confermate, rappresentano un trampolino di lancio verso i play-off (ad esempio, Vinaccia e Boccia).

La domenica successiva si va ad Aversa. Il Centro Santulli dovrebbe essere l’altra squadra della città, quella proveniente dalla B1, non la Jambo Normanni affrontata lo scorso anno. Speriamo che non siano le stesse giocatrici che hanno sfiorato l’A2 altrimenti sarà triste...

Poi iniziano i derby di ottobre.

Prima riceviamo l’Azzurra Molfetta, che aveva condotto una campagna acquisti saggia ed encomiabile confermandosi come una splendida squadra. Poi è successo quello che tutti sappiamo, purtroppo. Comunque sono arrivate Valentina Testini (dal Valenzano, sebbene inattiva l’anno scorso), la centrale Paola Di Bucchianico (dal Ruvo, ma con esperienza in B1), l’opposto Valeria Brattoli e la giovane Marilena Fracchiolla. E soprattutto è rimasta la grande Mariateresa Francioso.

Per la 4^ di campionato si torna a Ostuni. Sulla campagna acquisti della squadra brindisina hanno influito le mutanti disponibilità finanziarie. Sembrava un’estate da favola visti i contatti con fuoriclasse straordinarie, poi i progetti si sono ridimensionati.

Non c’è più la fenomena Alessandra Piccione, tornata ad una categoria più consona al proprio valore (l’A2 con San Vito dei Normanni); non c’è più l’ottimo libero Morena Favino (altra carriera in fase di legittimo avanzamento: B1 a Viterbo); non c’è più neanche la match-winner della sfida-salvezza decisiva, Federica Tonon, al pari della palleggiatrice Lassandro. Insomma, il buon Tonino Solombrino deve ripartire quasi da zero, ma sono convinto che saprà costruire un’altra squadra capace di regalare bel volley ed emozioni alla città bianca. Una grossa mano gliela daranno certamente la nostra Paoletta con la sua creatività e (forse...) la nostra Ivana con la sua potenza. Ci sarà anche il killer Albino o si tratta di una voce incontrollata?

Il terzo derby stagionale è a Noicattaro-Turi. Onestamente conosco poco di questa formazione nata dalla fusione tra due società che l’anno scorso hanno conquistato i play-off della serie C (vincendoli, nel caso del Noicattaro). Speravo che fosse l’occasione per andare in pellegrinaggio nei luoghi dell’infanzia di Vincenzino Di Pinto a Turi, ma purtroppo si giocherà a Noicattaro. A rafforzare il roster sono arrivate una vecchia conoscenza pugliese, Betty Tortora (da Lucca), e Rosemary Riccardi (da Porto Recanati).

La 6^ giornata (ri)propone al Palafiom una squadra gloriosa, con trascorsi in serie A: Matera. La compagine lucana si candida ad un ruolo da protagonista per la promozione e gli ingaggi di Michela Ristits e di Micaela Vecerkova sono una certificazione di qualità per questa candidatura. Dalla B1 (Benevento) scende Arianna Amati a palleggiare e da Spezzano arriva la centrale Emanuela Romano. Da tenere d’occhio anche l’altra Romano, Jessica.

La successiva trasferta è a Benevento, squadra di cui non so nulla, se non che si tratta di una neopromossa in B2 che intende valorizzare un’eccellente “linea verde” e sembra far propria la massima secondo cui la squadra che vince non si cambia. Molte conferme, quindi, ma anche innesti utili ad affrontare la categoria. Ad esempio, la palleggiatrice Alessia Sigala (da Aversa, B2).

      Battipaglia si è rafforzata con Tatiana Lombardo (Pontecagnano, B1), con l’ex-massafrese Francesca Nolè e con Antonietta Dellomonaco, una delle protagoniste della salvezza dell’Ostuni lo scorso anno. Le atlete della NAT mi segnalano anche Ratiba (da Sala Consilina, C).

Tra le altre giocatrici della rosa: Antonella Miano, Giusy Palladino, Adele De Biase e il libero D’Andrea.

Il 15 novembre siamo di scena a Potenza.

Coach Caliendo riparte da una formazione estremamente competitiva che lo scorso anno ha fallito soltanto negli scontri diretti, stritolando senza pietà le restanti avversarie. Le stelle sono rimaste e le giovani saranno certamente cresciute; chissà che, zitta zitta, Potenza non si riveli la vera grande protagonista del campionato. Partite Micca, Vantaggiato e Sardone; dentro Carbonara (da Molfetta), Di Lucchio (da Rionero), Pontillo (da Santeramo) ed un’infornata di giovanissime promettenti.

Alla 10^ d’andata riceviamo Sala Consilina, società con un amletico problema di identità (campana o lucana...?). Sono arrivate Marida Troiano, Simona Ancora, l’ex-manfredoniana Moira Giovino, la centrale Giulia Radice (lunga esperienza in B1; ha vinto anche un campionato a San Vito dei Normanni), Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca (da Potenza, B2).

       A fine novembre si torna a Salerno. Ecco un’altra corazzata, una sicura candidata per la vittoria finale. La palleggiatrice Arianna Formisano (da Città Ducale, B2) avrà solo l’imbarazzo della scelta tra una rosa di attaccanti notevole (Gisela Scialacomo, Nunzia Campolo, Grazia Sforza, Annamaria Amitrano e forse anche l’inossidabile Antonella Cataldo). Al centro resta l’ottima Valentina Borrelli ed arrivano Viviana Vincenti (da Massafra), oggetto del desiderio di... tante società, e Antonella Salvati (da Scafati). Una squadra stellare.

Dopo la pausa dell’Immacolata la Nati a Taranto riassaporerà il gusto saporito e carico di ricordi della sfida con il Tuglie.

Nella squadra leccese continuo a vedere tanta Palafiom-NAT, non nei nomi ma nel carattere. E’ sostanzialmente la squadra che da anni primeggia in serie C, fatta a immagine e somiglianza di coach Scanferlato: grinta, serietà, spirito di sacrificio, coesione e silenzio operoso. Se anche fossero state soltanto confermate le atlete della scorsa stagione, Tuglie darebbe del filo da tocere a tutti. In meno c’è la Albino, ma in più c’è Ida Taurisano (ex Brindisi, B1), un’atleta che da sola può cambiare partite ed ambizioni. In più c’è anche la giovane Giorgia Valente, ammirata al Maria Pia in occasione delle semifinali regionali Under 18 (l’ex-brindisina vinse poi il titolo). Non dovrebbe più arrivare la Tonon; potrebbe arrivare Monica Casalino, altra giocatrice da B1.

Terzultima di campionato a Trani. Dopo aver fatto parte della triade che ha dominato la scorsa stagione, unica a conservare l’imbattibilità interna, la squadra di coach Chieppa non può nascondere il proprio obiettivo: vincere il campionato. Anche perché è ancora più forte dell’anno scorso. Restano quasi tutte le grandi fuoriclasse (dalla Ricci alla Balducci, dalla Caterina alla Bisceglia) e in più si registrano gli arrivi di Mina Annese (Valenzano), Palma Montillo (Altamura) e Rosalba Di Corato (Siracusa). Partono alcune colonne come Laura De Pinto e Isa Azzolini. Si congedano da Trani anche Barbara Krambeck, Antonella Civita e purtroppo Angelica Tricarico.

L’ultimo incontro in casa del girone d’andata è contro il Montescaglioso, che ha ritrovato la B2 dopo la controversa retrocessione della scorsa stagione. Altra campagna acquisti di qualità; basti pensare a Noemi Piscopo (Rieti, B1), alle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzhieva Svetoslavova (la “donna fatale”, al centro del giallo federale dell’anno scorso) e soprattutto a Mirela Sesti Nunes (Rovigo, B2, ma precedenti esperienze in A1). L’allenatore non sarà più l’uomo dei record; al suo posto è appena arrivato coach Lorenzo La Fratta.

       Si chiude a Sarno, un’altra neopromossa che difficilmente si accontenterà della salvezza. L’allenatore è una garanzia: coach Loparco, creatore lo scorso anno di un “prodotto” perfetto (l’Orion Napoli) che non a caso ha conquistato la B1. Oltre a Veronica Grimaldi (ex Scafati), che ci ha sempre fatto vedere i sorci verdi, sono arrivate (dalla B1) Veronica Masella, Cristina Comanzo e Valeria Ricciardi.

In conclusione, ci sono circa una dozzina di squadre che se lottassero per i play-off non ci sarebbe da sorprendersi. Quest’anno la lotta per non retrocedere dovrebbe essere abolita... “Salvezza politica” a tutti.

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Il Palafiom continua a portare sfiga

di skanderbeg69 (01/09/2008 - 00:05)

Il test di giovedì sera ha fornito interessanti spunti tecnici. Nati a Taranto e Trani si sono affrontate in una partita amichevole che si è conclusa con la vittoria delle ospiti per 3-2. In realtà le tranesi avrebbero vinto 3-1, ma poi le due squadre hanno concordato di disputare un anomalo tie-break supplementare.

Il primo spunto tecnico riguarda un aspetto su cui occorre assolutamente lavorare se non vogliamo compromettere un’intera stagione: il palazzetto.

Ancora una volta il Palafiom ha portato sfiga alla squadra rossoblu. In via Golfo di Taranto si continua a perdere: Under 16, Coppa d’Oro, amichevoli, quale che sia il valore della partita, qui non c’è verso di vincere. Persino quando in allenamento le ragazze provano il sei contro sei perdono entrambe le squadre...

Qualcosa bisogna fare. La capitana Silvia ha suggerito una soluzione interessante: disputare un’altra amichevole contro la selezione di un gruppo parrocchiale, possibilmente Under 12, in modo tale da sbloccarci.

Seconda considerazione tecnica. Alcune giocatrici non hanno voluto posare per le foto necessarie alla costruzione del nuovo sito internet curato da Alfredo: chi perché teneva un brufolo, chi perché teneva una macchia di sugo sulla maglia, chi per questo, chi per quello. Troppi alibi; l’insegnamento di Velasco non è servito a nulla. Ricordo che una giocatrice del Valenzano non ebbe problemi a farsi fotografare con l’herpes da Pippo Sisto; poi vinse il campionato.

E comunque poi non vi lamentate se sul blog metto le foto di Virginia, delle gemelle e compagnia bella...

Terza considerazione tecnica. Il responsabile del graffio sulla macchina di Clara (episodio estraneo a questa amichevole e al palazzetto) deve beccarsi una diarrea acuta da oggi fino al 2015, data in cui morirà disidratato dopo una lunga agonia.

Quarta considerazione. Sul piano del look sono state notate le ginocchiere rosse di Simona Mucci. Non avevo mai visto ginocchiere di quel colore sui parquet. Peccato che non le avesse già l’anno scorso quando si sarebbero intonate con la maglia (quest’anno corre voce che prevalga il blu).

Quinta considerazione. La videocamera in cima alla gradinata mi consente di fare le scale almeno quattro volte a partita con conseguenti benefici per il girovita.

Sesta considerazione tecnica. Simona Mereu con i capelli neri sta bene checché ne dica la madre.

Settima considerazione. Ottimo l’esordio del nuovo spacciatore della squadra; gli allucinogeni erano di qualità pregiata tenuto conto che le ragazze a bordo campo hanno incitato e applaudito Simona Corallo per quello che faceva sul parquet non accorgendosi che la stessa, in realtà, in quel momento sedeva con loro in panchina.

  Settima considerazione. I fuochi d’artificio al termine della partita sono stati una pittoresca innovazione. Si vede che il nuovo presidente vuole fare le cose in grande per questo campionato. Però, che esagerazione per una partita amichevole e per giunta persa...

Passando, invece, agli aspetti di contorno, si è trattato di una bella partita.

Avvio travolgente della Nati a Taranto, in vantaggio per 12-4 ed in grado di controllare il primo set fino al 25-19. Trani ha vinto gli altri tre parziali con distacchi ridotti (23, 23, 22) aggiudicandosi l’amichevole. Le rossoblu hanno poi fatto proprio il “tie-break defatigante”.

In casa tarantina c’è una condizione psicofisica incoraggiante, sempre tenuto conto che siamo ad agosto, e inoltre le nuove si stanno inserendo molto bene negli schemi della squadra. Il fondamentale del muro sembra essere un’arma efficace nonché una buona abitudine che non si è persa. Brave tutte; fare nomi non avrebbe senso. E’ stato davvero un incontro piacevolissimo; questa NAT, oltre che competitiva, sembra anche in grado dare spettacolo.

Dall’altra parte della rete lo squadrone che ci si attendeva, nonostante qualche imperfezione ampiamente giustificata. Alcuni dei nuovi acquisti necessitano ancora di un periodo di adattamento mentre la “vecchia guardia” – purtroppo per la concorrenza del girone – è sempre un’antologia itinerante del volley con autentiche forze della natura (Caterina) e campionesse di prima grandezza (Balducci, Ricci). In risalto, come sempre, anche Doriana Bisceglia.

La prossima amichevole sarà mercoledì sera contro l’Azzurra Molfetta, sempre al Palafiom. Il 6 e il 13 settembre Coppa Italia contro il Matera (andata in trasferta; ritorno a casa).

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Profumo di campionato

di skanderbeg69 (28/08/2008 - 15:13)

Buona notizia per i tifosi della Nati a Taranto in crisi di astinenza: a 24 giorni dall’inizio del campionato, la formazione di coach Marcello affronta in amichevole la Primadonna Trani.

L’incontro inizierà alle ore 19 al Palafiom; sarà l’occasione per riabbracciare simbolicamente le atlete rossoblu e per conoscere i nuovi acquisti.

E’ inutile dire che il risultato conta fino a un certo punto, tenuto conto che la fase della preparazione non consente alle ragazze di essere al top della forma.

    Purtroppo dobbiamo già segnalare qualche problema nello spogliatoio. Di solito, su questo blog, si è sempre preferito evitare di segnalare le incomprensioni e i contrasti sorti in seno alla squadra, ma questa volta onoriamo il dovere di cronaca. L’orario dell’incontro è stato al centro di un aspro litigio: Clara pretendeva che fosse ritardato per poter ottemperare ad un impegno concorsuale; Silvietta proponeva un’anticipazione per poter prendere il treno e disputare un torneo di beach-volley.

Alla fine si è deciso che Silvietta sosterrà il concorso e Clara parteciperà al torneo di beach-volley.

Dall’altra parte della rete potremo ammirare una squadra fortissima, sebbene le considerazioni per la condizione atletica valgano ovviamente anche per le giocatrici tranesi. Le ospiti puntano decisamente a quella promozione in B1 che lo scorso anno è sfuggita soltanto a causa di qualche punto perso per strada.

Se vogliono vincerlo veramente quest’anno, già sanno cosa devono fare...

Per respirare finalmente profumo di volley, dunque, tutti al Palafiom alle ore 19.

Il prossimo test dovrebbe aver luogo il 3 settembre: Nati a Taranto-Azzurra Molfetta.

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Blitz di Urago a Taranto: "La campagna acquisti la faccio io!"

di skanderbeg69 (20/05/2008 - 21:50)

Profonda spaccatura nella Palafiom Nati a Taranto.

A sorpresa Marco Urago si fionda in Italia dall’Afghanistan e scuote la campagna acquisti della società di via Golfo di Taranto.

Da quanto si è appreso, il presidente rossoblu era rimasto turbato da un’email anonima che gli aveva segnalato una certa inerzia nelle attività di mercato ed una serie di opportunità che il responsabile tecnico Marcello Presta si sarebbe lasciato sfuggire o non avrebbe voluto prendere in considerazione perché non rispondenti alle presunte necessità della squadra.

Urago non ci ha pensato due volte: venerdì scorso ha preso il primo volo Kabul-Roma e sabato mattina ha già incontrato il coach. Il medico tarantino si è fatto consegnare una relazione sullo stato e sugli obiettivi della campagna acquisti, relazione che non lo ha soddisfatto.

Pare che il colloquio tra il coach e il presidente sia stato lungo ed agitato, al punto che Urago avrebbe anche sabotato l’autovettura dell’allenatore bucandogli il tubo dell’acqua (collegato a quello dell’olio).

Visto il clima nervoso, il colloquio è stato aggiornato al giorno successivo.

All’Hotel dei Gigli di Nola c’è stato un secondo faccia a faccia alla presenza anche di Trombetta, in qualità di consulente di mercato, e di Fernando Conforti, in qualità di testimone. Questo secondo incontro non ha appianato le divergenze. Anzi, dopo l’incontro il presidente ha rilasciato dichiarazioni velenose:

“Il signor Presta ed io parliamo ormai linguaggi differenti. Il coach resta ancorato a termini fumosi ed insensati come esperienza, integrità fisica, compatibilità tecniche... Aria fritta, insomma.

Invece c’è piena convergenza di vedute con Trombetta, che ha svolto nei mesi scorsi un accurato e professionale lavoro di market analysis basato su parametri di valutazione seri e skills tecnici rigorosi ed innovativi. Altro che le chiacchiere.

A questo punto prendo in pugno direttamente e personalmente le redini delle trattative di mercato per costruire una grande Palafiom. Ho deciso di “clonare” in riva allo Jonio il Manfredonia 2005-’06, che tanto impressionò me e Trombetta. Voglio Giusy Scarale, Doriana Bisceglia, le gemelle Liguori e soprattutto Virginia Vuovolo.

Come è noto, l’opposto attualmente in forza al Molfetta è da sempre il mio obiettivo prioritario. So che in occasione della Coppa d’Oro ha dimostrato uno stato di forma invidiabile ed è risultata determinante per la vittoria. Me l’ha detto Trombetta e non ho motivo per non credergli. La porterò a Taranto senza badare a spese.

E poi mi sono appuntato un paio di nomi guardando Cuba-Brasile in tivù: Rosir Calderon e Yaima Ortiz.”

E il coach?

“Quell’incompetente... Se non riuscirò a portare a Taranto l’allenatrice del Molfetta, dovremo sopportarlo per un altro anno. Pazienza. Vorrà dire che faremo come il CRAS: prima allestiremo la squadra e poi la offriremo su un piatto d’argento all’allenatore. Sistemerò le cose entro i prossimi dieci giorni; per ora l’Afghanistan può aspettare.”

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (01/05/2008 - 07:48)

Partiamo da una tua critica a questo blog, “accusato” di aver esultato più l’anno scorso per la promozione in B2 che per la salvezza ottenuta quest’anno. Perché, invece, questa salvezza è più importante? E perché l’hai definita un grande miracolo?

Perché il livello tecnico della B2 è decisamente più alto e le difficoltà sono maggiori. L’anno scorso eravamo la squadra più forte del campionato di serie C e ne eravamo consapevoli; quest’anno non avevamo alcuna consapevolezza di meritare la salvezza, non all’inizio del campionato almeno. Era un obiettivo tutto da conquistare. Inoltre, prima dell’anno scorso, avevamo già concluso due stagioni arrivando ai play-off; eravamo abituati a vincere ed eravamo abituati a rapportarci con giocatrici diverse e di un altro livello.

Nel corso del campionato hai mai pensato di retrocedere?

Ho sempre pensato che ci fosse questa possibilità finché non abbiamo ottenuto la salvezza matematica. Dopo la sconfitta interna con l’Ostuni, a dicembre, credevo che fossimo già con un piede e mezzo in serie C. Eppure ad agosto avevo espresso la convinzione che ci saremmo salvati.

Da cosa nasceva questa convinzione?

Non era una convinzione, era uno stimolo. Speravo di riuscire a trasmettere alle giocatrici la mia aggressività e la mia voglia di vincere. Volevo trascinarle e indurle ad essere una squadra di combattenti che non mollano mai.

La vittoria sul Centro Ester significò già qualcosa? Fu un’iniezione di fiducia? Dimostrò che la B2 avremmo potuto giocarcela?

Al contrario. Per tutti noi fu un impatto durissimo con la realtà. In quella partita ci rendemmo conto di quanto fosse difficile questo campionato e arduo il cammino verso la salvezza. Scoprimmo il ritmo della serie B2. Lottammo strenuamente con una squadra che avrebbe dovuto essere una diretta concorrente e rischiammo di perdere quella partita. Fu un incontro durissimo. Non avevamo mai giocato a quei ritmi in serie C; non avevamo mai affrontato avversarie che “menavano” in quel modo. Già durante il riscaldamento le atlete napoletane sembravano extraterrestri. Nonostante la vittoria, ero molto preoccupato e capii che avremmo dovuto preparare ogni partita nei minimi particolari.

Qualche giorno prima, nel torneo pre-campionato di Bari, l’allenatore del Trani mi aveva fatto presente che la mia squadra sembrava capitata lì per caso. “Spaesata” era la parola giusta.

Dopo la partita con il Centro Ester dissi alle ragazze: “Qui ci sarà da soffrire e pure parecchio. Se queste lottano per la salvezza e giocano con ritmi del genere, figuriamoci le altre...”. Non eravamo ancora pronti; mentalmente siamo rimasti una squadra di serie C per una buona parte del campionato.

Poi venne il tracollo in casa con l’Ostuni a dicembre: partita disastrosa; la Piccione che ha fatto quello che ha voluto; penultimo posto in classifica, peraltro insidiato dall’Aversa. Cosa è successo dopo?

Quella sera pensai che avrei dovuto lasciare la squadra. Il sostituto che avevo individuato, però, era intenzionato a rivoluzionare radicalmente la formazione e questi cambiamenti mi lasciarono perplesso: mi sembrava di buttare alle ortiche tutto quello che era stato costruito, per anni, fino a quel momento. Non mi sembrava giusto. Non mi sembrava giusto neanche rassegnarsi alla retrocessione.

Il giorno dopo decisi di cambiare tutto: non le giocatrici, ma il mio atteggiamento, il metodo di allenamento. Analizzai quello che era successo fino a quel momento, rividi tutti i filmati per capire cosa non stesse funzionando. Iniziammo ad allenarci come una squadra che avrebbe dovuto salvarsi, partendo dalla difesa e dal muro. In realtà, erano cose che già sapevamo dall’inizio, ma nella testa eravamo rimasti ancorati ad un’idea di squadra e di campionato che non andavano più bene.

In quei giorni arrivò a Taranto Radames Lattari con il compito di salvare la Prisma. Era una situazione analoga alla nostra. “Copiai” il suo lavoro in allenamento, in particolare i suoi stimoli sul piano della motivazione. Bisognava metterci più cuore, più divertimento nel difendere. Per me la serie A era sempre stata Vincenzo Di Pinto; Radames mi ha offerto altri stimoli, completandomi come allenatore e facendomi scoprire il piacere di stare in palestra.

Le ragazze furono brave a non drammatizzare la situazione. Sono convinto che nello spogliatoio si siano dette qualcosa tra di loro; si sono guardate in faccia ed hanno reagito in modo fantastico. Tutte ci hanno messo il cuore, hanno iniziato a divertirsi anche in allenamento, hanno mostrato una grande determinazione nel non far cadere una palla a terra. “Divertirsi a soffrire” era diventato il nostro slogan. Centrammo l’attenzione sul gusto delle sfide, non solo in campionato, ma anche nelle partitelle a ping-pong. In realtà, alcune giocatrici il gusto della sfida ce l’avevano già nel DNA, dovevano solo tirarlo fuori. Altre no, non sapevano cosa fosse, si nascondevano, preferivano non esporsi per non sbagliare, preferivano evitare brutte figure piuttosto che tentare di fregare l’avversario.

Palafiom-Valenzano 2-3. Sconfitti, ancora penultimi, ma con un punto strappato alla capolista. Te l’aspettavi?

I primi due set furono molto deludenti e non emersero i progressi compiuti in allenamento, poi iniziammo a giocare con più coraggio. Ad essere sincero, però, in quella partita fece tutto il Valenzano, nel bene e nel male. Furono loro a calare improvvisamente. Direi che non fummo noi a conquistare il punto, ma loro a regalarcelo. Però, indubbiamente, quella partita cambiò qualcosa sul piano dell’umore.

Lanciano (2-3) e Napoli-Barra (1-3). Due trasferte che hanno proiettato la squadra in zona salvezza e da allora non si è più tornati indietro. E’ stata questa la svolta del campionato?

Lanciano. Quella è stata la svolta, il momento in cui è cambiato tutto. Tanto per cominciare, fu la prima trasferta in cui rinunciammo al pullman e utilizzammo le macchine, appena due macchine.

Per la durata del viaggio eravamo uniti, c’era contatto fisico, condivisione, dialogo. E si trattava di un dialogo nostro, senza distrazioni. Eravamo solo noi.

E poi fu la svolta anche sul piano del gioco. Giocammo una partita strepitosa, senza quasi far cadere la palla a terra e, quando cadeva, le ragazze si incazzavano. Lì riuscimmo a far maturare in partita i frutti del lavoro in allenamento. C’era tanta voglia di vincere; c’era comunicazione in campo. Era nata una squadra.

Peraltro, il Lanciano attraversava un buon momento, giocava bene, non cedeva punti alle squadre di media-bassa classifica.

Mi piacque anche l’atteggiamento “da rapina” che assumemmo: veloci in macchina, complicità assoluta, partita aggressiva e via di corsa a bere birra in autogrill...

E a Napoli?

L’unica differenza era Marco al posto di Mary. Ma fu una partita nel segno della continuità: tanto feeling, molta voglia di ridere e scherzare fra di noi, ma soprattutto tanta voglia di vincere ancora. Non pensavamo più al campionato; pensavamo alle avversarie volta per volta, partita per partita. Eravamo ormai in grado di reggere ritmi altissimi e studiavamo con attenzione le nostre avversarie. Per poterle mordere...

Mordere...?

Non lo dico io; ce l’ha detto qualche nostra avversaria. Avevano la sensazione che le azzannassimo...

Dopo le prevedibili sconfitte con Potenza e Salerno, la Palafiom ha raccolto 9 punti in 3 partite (Manoppello, Manfredonia e Massafra).

Potenza fu una brutta sconfitta, una delle peggiori del girone di ritorno (con Orion Napoli e Scafati). In Lucania, per reggere il confronto, avremmo dovuto giocare al 200% delle nostre possibilità e invece non giocammo neanche al 100%. Subimmo il loro modo di giocare e non entrammo in campo con la giusta mentalità vincente. Scorie del passato. D’altra parte non si poteva cambiare subito tutto.

Ma l’obiettivo era una mentalità vincente in cui non ci fosse spazio per gli alibi. Se c’erano ostacoli, bisognava superarli. E ora posso dire che di ostacoli ne abbiamo incontrati: infortuni, un solo allenamento alla settimana nella palestra usata per le partite, allenamenti quasi al buio all’Alfieri... Ma non se n’è mai parlato. Non ce ne fregava niente dei contrattempi; si lavorava e basta. Dovevamo e volevamo essere una squadra che fa i fatti, non le chiacchiere.

Manoppello, Manfredonia, Massafra.

Tre partite affrontate una alla volta e studiate minuziosamente. Le ragazze sapevano tutto delle avversarie che stavano per affrontare e avevano già maturato il gusto della sfida da vincere. Volevano vincere le sfide di squadra, ma anche le sfide individuali. Non è facile trovare questo atteggiamento nel volley femminile. E poi c’era grande comunicazione in campo: le ragazze leggevano bene la partita e la giocavano; in alcuni time-out parlavano loro, non io.

Di questa fase ricordo soprattutto gli allenamenti. Andavo volentieri in palestra e ne uscivo emozionato e stupito perché le ragazze facevano sempre più di quello che io mi aspettavo. Sì, ero stupito. Di come si allenavano e di come giocavano. Non ho mai avuto una squadra così e credo che questa stagione sia irripetibile.

Quanto ti ha preoccupato il tonfo interno con lo Scafati?

Zero. Un incidente di percorso.

Manfredonia e Ostuni. Due 0-3 in trasferta e Palafiom che, come l’anno scorso, sa scegliere bene le partite decisive da vincere. Sono state queste le due partite-capolavoro?

Manfredonia non tanto perché ci misero del loro anche le sipontine.

Ostuni sì. Quella è stata la partita-capolavoro. Lì ho visto un esempio di squadra vera. Lì ho visto tutte le mie giocatrici con gli occhi di ghiaccio: isolate da tutto quello che c’era intorno a loro, sicure dei propri mezzi e consapevoli di cosa bisognasse fare. Concentrate sulla vittoria.

Gli occhi di ghiaccio ce li hanno i giocatori vincenti, come quelli del Treviso che vennero a giocare a Taranto alcuni anni fa: sembravano computer che su ogni palla aprivano un file con le procedure da applicare. A Ostuni avevo un’intera squadra con gli occhi di ghiaccio; non mi era mai successo prima. Non mostravano alcuna emozione; volevano solo giocare e vincere, giocare e vincere. Guardare le avversarie, capire cosa vogliono fare e impedirlo, essere al top su ogni pallone, in ogni fondamentale.

Non hai chiamato un time-out quel giorno. E durante quelli tecnici o quelli chiamati da coach Solombrino non hai detto niente.

Neanche le ragazze. Non avevano da dirsi niente.

La Palafiom ha conquistato 16 punti in casa (per ora) e 16 in trasferta. I capitoli decisivi di questa salvezza, comunque, li ha scritti in trasferta. Come te lo spieghi?

Indubbiamente c’è qualche giocatrice che in casa sente troppo l’emozione. E poi fuori casa ci sono meno distrazioni e riusciamo ad estraniarci meglio. D’altra parte in casa c’è sempre gente che ride, che scherza e questo finisce col rappresentare una distrazione. E’ un aspetto su cui dobbiamo lavorare; bisogna restare concentrati ed avere occhi di ghiaccio anche al Maria Pia.

Dopo la brutta sconfitta a Manoppello (3-0) c’è stata la vittoria contro il Manfredonia (3-1); dopo il tracollo interno con l’Ostuni (0-3) c’è stata la bella prova contro il Valenzano (2-3) e poi la vittoria ad Aversa (0-3); dopo Scafati-Palafiom 0-3 si è andati a vincere a Ostuni con lo stesso punteggio e con una prestazione perfetta. Insomma, dopo le peggiori sconfitte, le migliori prestazioni. Non può essere un caso...

Dopo le sconfitte, soprattutto dopo sconfitte come quelle, ci siamo riuniti per discuterne guardandoci negli occhi e dicendoci in faccia quello che non aveva funzionato, talvolta a muso duro, ma io preferisco dire in modo onesto e aperto. I briefing del martedì erano severi, erano anche uno sfogo e forse qualcuno li ha vissuti come dei “processi”. Ma analizzando quello che avevamo sbagliato, senza – ripeto – cercare alibi ed a prescindere da chi era entrato in campo, poi ne uscivamo con una carica agonistica rinnovata. Perché siamo una squadra di carattere.

Battere Aversa due settimane fa e conquistare la matematica permanenza in B2 è stato più difficile del previsto. Perché?

Tanto per cominciare io ho sempre avuto grande rispetto per l’Aversa. E’ una squadra che all’inizio del campionato giocava veramente bene, ha sempre lottato, ha perso spesso con parziali alti e ancora adesso non ha mollato. Il sabato successivo, infatti, ha battuto 3-1 il Lanciano. Nessuna squadra l’ha affrontata schierando le riserve ed ha un paio di giocatrici molto interessanti. Talvolta nella pallavolo stai per vincere un set e poi qualche episodio lo compromette e quella sera resti a secco; a loro è capitato spesso e la classifica nei loro riguardi è troppo severa. Quindi, la mia squadra scese in campo sapendo che non si sarebbe trattato di una passeggiata e sapendo – al tempo stesso – che fallendo quell’appuntamento avremmo rischiato di non avere prove d’appello alla luce del calendario (trasferte a Valenzano e a Trani). Eravamo molto tesi.

Cosa ti è piaciuto della Palafiom di quest’anno?

L’ho già detto: il saper stare insieme e soprattutto gli allenamenti, che per me erano un piacere ed un’emozione. Esattamente il contrario dell’anno scorso, quando gli allenamenti mi annoiavano e ne uscivo demoralizzato.

Ma erano le stesse giocatrici...

Era diversa la sfida. Una sfida impossibile che abbiamo affrontato con umiltà.

Cosa non ti è piaciuto?

L’elenco è lungo... Ho sbagliato a portare in B2 tutte le Under perché hanno finito per assumere degli atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Ma mi assumo la responsabilità di questa scelta e di questo errore.

Non mi è piaciuta l’incapacità di mantenere con costanza la voglia e la mentalità vincente. Non abbiamo saputo battere il ferro quando era caldo, sia a livello di squadra che a livello individuale. Qualcuna non si è resa conto della grande e irripetibile occasione di crescita offerta da questa esperienza e non ne ha approfittato appieno per maturare ulteriormente.

E sul piano tecnico?

Siamo migliorati in difesa, nel rapporto muro-difesa e soprattutto a muro, fondamentale che ci ha permesso di costruire molte vittorie, di neutralizzare qualche giocatrice avversaria e, alla fine, di conquistare la salvezza. C’è stata una fase in cui – ne sono convinto – a muro eravamo i più forti del campionato.

Di contro, le nostre pecche peggiori erano in battuta e in ricezione. Abbiamo palesato scarsa fluidità nel cambio palla. Beh, se avessimo avuto anche quella, avremmo vinto il campionato...

Paoletta è stato un ritorno a casa e la militanza di Manuela nella Palafiom si è interrotta prematuramente. Alla fine l’unica vera novità della squadra è stata Simona Mucci. Soddisfatto della scelta?

Simona Mucci è una mia scommessa e quando scommetto su una giocatrice sono testardo, devo vincere. Lei aveva giocato solo in serie C con l’obiettivo massimo della metà classifica; non aveva mai vinto niente. E’ un po’ emotiva, avverte la tensione della partita ed è una di quelle che la avvertono più in casa che in trasferta. Dovrà imparare ad avere occhi di ghiaccio anche lei, ma farò di tutto per farla arrivare il più in alto possibile perché so che ce la può fare. Io ci credo. E aggiungo che è un piacere lavorare con lei.

Alessandra Certa e Michela Benefico sono due giocatrici che hai fortemente voluto in squadra qualche anno fa ed alle quali credi molto. Mi pare che si siano adattate bene alla nuova categoria e nei rispettivi ruoli non sono molte le giocatrici più brave di loro. Possono crescere ancora?

Alessandra e Michela hanno ancora margini di crescita enormi e di cui neanche loro sono consapevoli. Lo vedo in allenamento. Possono arrivare molto in alto, ma devono avere più voglia di fare bene e di sfondare; devono capire che ogni pallone giocato in allenamento è importante e può servire alla loro crescita. Soprattutto Michela deve imparare a pretendere di più da se stessa, a non accontentarsi.

Al pari di Mucci, sono due mie scommesse e ricordo che quando le presi in squadra ricevetti molte critiche: “Dove devi andare con quelle?”...

Beh, credo che siano già due scommesse vinte.

Clara Clemente, invece, è la colonna di questa squadra. Potrà esserlo anche in futuro o si appresta... a vincere il secondo premio alla carriera? Cosa le consiglierai?

Se riuscissi ad ingaggiare una centrale più forte di lei, le consiglierei di smettere; altrimenti sarò costretto a tenerla ancora... (ride)

Clara, con la sua costanza e la sua voglia di vincere, è la bandiera di questa squadra e per me è la centrale più forte del campionato. E’ vincente; nessuno mura come lei e fisicamente è integra, sta bene. Se lavorasse un po’ di più con i pesi sarebbe meglio... ma potrebbe tranquillamente giocare almeno per un altro anno. Lei è l’anima di questa squadra ed è in grado di trasmettere la sua tecnica e la sua mentalità vincente a chi è disposta ad apprendere. E’ un punto di equilibrio e di riferimento, per tutte. Non molla mai, in allenamento e in partita; vorrei averne di giocatrici con le palle come lei... Su questa salvezza c’è tutta la sua impronta.

Clara fa parte di una generazione di giocatrici (giocatrici, non atlete) di un altro livello, che hanno nel sangue l’umiltà, la determinazione, la dedizione al lavoro, la voglia di vincere. Sono abituate ad allenarsi anche sei ore al giorno e non lavorano per lavorare; lavorano per vincere. Lo vedo in Rosa Ricci, in Antonella Cataldo, in Paola Michieletto, in Giusy Caterina e in altre che giocano ad ottimi livelli in B1 e in B2. Fra l’altro negli sport la soglia anagrafica si sta alzando e quindi sono convinto che questa generazione resterà ancora al top per un bel po’ di tempo. Basta vedere quello che fanno in campo.

Clara ha disputato il miglior campionato da quando gioca con noi. Di contro, è una rompicoglioni, ma pazienza...

Le altre centrali: Silvia Buso e Rossella Garaguso.

Silvia è stata una bella sorpresa. Forse neanche lei credeva di poter giocare in B2 e invece, accantonata un po’ di abulia in campo, ha fatto ottime cose, soprattutto a muro.

Rossella ha dato un valido contributo, ma, per le potenzialità che ha, potrebbe fare molto di più.

Per gli opposti, Sonia Tinelli e Ivana Gallo Ingrao, è stata un’altra stagione limitata da condizioni fisiche non ottimali.

Sì, Sonia ha avuto qualche problema fisico, ma quando è stata in campo la sua presenza si è sentita in modo importante. Ha disputato un ottimo campionato, una delle sue migliori stagioni. E’ stata trainante in tutte le nostre vittorie.

Ivana forse ha sottovalutato i tempi di recupero, che, dopo un intervento come quello che ha subìto, non sono inferiori a un anno. Però ha saputo aiutare la squadra in ogni momento ed ha accettato, suo malgrado, il ruolo di libero e le sono grato anche per questo.

Anche quest’anno tre giocatrici si sono alternate nel ruolo di libero (Manuela Voglino, Simona Mereu, Ivana Gallo Ingrao). E’ una maledizione o una tradizione?

Diciamo che ormai è una tradizione. Purtroppo Simona non si può allenare finché non supera i problemi fisici che l’affliggono in questo periodo. Ma in prospettiva può fare tanto, ha piedi veloci, ottime potenzialità e tempo per crescere.

E passiamo alle cosiddette “piccine”: Silvia Mastandrea, Paola Marcianò, Valentina Moro, Désirée Fiore.

Siamo stati l’unica squadra in Italia a far giocare con una certa costanza una ragazza del ’92, Silvietta, e poche squadre presentavano una seconda palleggiatrice del ’91 e tre atlete del ’92 in organico.

Silvia. Tecnicamente mi ha regalato belle soddisfazioni perché è migliorata tantissimo in attacco. Ora deve migliorare anche negli altri fondamentali, ma la sua crescita è stata esponenziale, come del resto quella delle altre “piccine”.

Désirée. Lei gioca a pallavolo soltanto da tre anni e questa mancanza di esperienza le provoca un po’ di insicurezza, ma anche lei è cresciuta tanto ed ha ottime potenzialità. E’ quella che si è inserita meglio nel gruppo e che sa sfruttare meglio l’esperienza delle grandi, apprendendo ed assorbendo come una spugna. I risultati sono evidenti. Conto molto su di lei.

Valentina. Ha avuto la sfortuna di farsi male a inizio stagione e questo ha compromesso inesorabilmente tutto il suo campionato. Vorrei che fosse meno sospesa nel mondo dell’immaginazione e più legata alla concretezza della realtà; vorrei che affrontasse in modo più deciso il lavoro in palestra e che si integrasse meglio nel gruppo, accettandone anche gli scontri. La vorrei più concentrata sull’obiettivo condiviso dalla squadra piuttosto che sui risultati individuali. Ma indubbiamente anche lei è molto cresciuta dal punto di vista tecnico.

Per Paoletta il discorso è molto più complesso in ragione del ruolo. Una palleggiatrice inizia a capire la pallavolo intorno ai 25/26 anni. In Italia, anche nelle nazionali pre-juniores con le quali ho collaborato, abbiamo commesso un errore considerando le palleggiatrici al pari delle altre atlete. Non è così. La palleggiatrice deve possedere sensazioni che le altre non hanno e deve maturare in modo diverso. Serve tanto lavoro e tanta esperienza. In Italia si è puntato sulle qualità fisiche e sulle potenzialità tecniche trascurando l’esperienza, la gavetta, i palloni giocati.

I risultati sono, ad esempio, che Manuela Di Crescenzo, classe 1988, avrebbe dovuto essere la titolare del San Vito dei Normanni in A2 e invece ha giocato quasi sempre Serena Masino, 1983, che non era mai stata oltre la B1. E ha giocato bene.

Eleonora Lobianco non è mai stata nelle nazionali giovanili eppure adesso è una delle più forti alzatrici del mondo e continua a migliorarsi.

L’età è importante e le compagne esperte non sempre riescono a giocare con una palleggiatrice giovane, mentre, al contrario, non è raro vedere palleggiatrici che giocano fino a 45 anni.

Alle palleggiatrici giovani e quindi alla nostra Paoletta si richiede molta pazienza e molta umiltà. Devono avere la capacità di allenarsi sapendo attendere il loro momento e riuscendo a rinviare la realizzazione dei sogni e delle aspirazioni. In altre parole, devono diventare adulte prima delle altre.

Paoletta è molto migliorata quest’anno e forse neanche lei stessa ne ha preso coscienza. E’ un’altra palleggiatrice. Ma la tecnica e la fantasia, che sono importanti e che lei già possiede, non bastano; deve comprendere più profondamente il senso del suo ruolo in campo e in squadra. In B2 è una delle più giovani, forse l’unica del 1991 ad essere scesa in campo, ma deve avere molta pazienza. Sono molto soddisfatto di lei e di quello che è diventata in questi mesi; tutto quello che sta facendo, per me, è positivo, ma non deve avere fretta.

Parlando in generale delle più giovani, vorrei che riuscissero a mettere più cuore in quello che fanno e che cogliessero le opportunità offerte loro in allenamento.

Diamo un’occhiata alle avversarie. La classifica rispecchia i valori visti sul parquet?

Sì, credo che alla fine la classifica sia questa. Fra le prime tre c’è pochissima differenza e probabilmente, in questi casi, un briciolo di fortuna in più aiuta, ma i valori sono quelli. Valenzano è la squadra più forte e più continua; merita di vincere il campionato. Tranne gli scontri diretti, ha perso solo due punti per strada (a Salerno e a Taranto).

Anche tu eri un esordiente in B2. Hai visto la pallavolo che ti aspettavi? Quali considerazioni tecniche ti senti di fare?

A giudicare da quello che mi hanno riferito i colleghi, il livello tecnico è stato maggiore rispetto all’anno scorso. Noi abbiamo affrontato il campionato senza pensarci troppo e senza grossi timori. Un nostro grosso limite, soprattutto all’inizio, era la scarsa conoscenza delle giocatrici avversarie, ma direi che ci siamo comportati egregiamente.

Ruolo per ruolo, le giocatrici avversarie che ti hanno più impressionato quest’anno (escludendo le ragazze della Palafiom). E’ una tradizione; facciamo il sestetto ideale:

Come palleggiatrice, Sabrina Cosentino (Valenzano). Peraltro, l’ottimo rapporto con coach Zambetta ha favorito un frequente scambio di video e quindi ho imparato a conoscerla anche in questo modo. Molto brava, davvero. E ho apprezzato anche la sua crescita nel finale di campionato.

Come opposto, devo dire che quest’anno dai posti due non abbiamo visto scintille. Io premierei la continuità di Aurora Avena (Potenza).

Come prima centrale (e sottolineo che abbiamo deciso di escludere le nostre...), sicuramente Paola Michieletto (Valenzano), molto continua anche lei.

Poi le scelte si fanno più difficili. Come seconda centrale, c’è una rosa di nomi, alcuni dei quali, in realtà, corrispondono a prime centrali: Valeria Tavolari (Valenzano), Giusy Scarale (Manfredonia), Viviana Vincenti (Massafra), Barbara Krambek (Trani) e Raffaella Balducci (Trani), che ha concluso un grande campionato.

Io, però, vorrei indicare una ragazza giovane che sicuramente ha dimostrato di essere all’altezza e che ha un grande futuro davanti a sé, Angelica Muscillo (Potenza).

Battaglia dura anche tra i posti quattro... Ma ci sono almeno tre grandi laterali: Alessandra Piccione (Ostuni), Nunzia Campolo (Orion Napoli) e Giusy Caterina (Trani).

Sul libero, invece, ho meno dubbi e indico con convinzione Simona Califano (Orion Napoli).

Non sarebbe corretto chiederti qual è stato il coach più bravo, trattandosi di tuoi colleghi. Però, per chi faresti una menzione particolare?

Tutti bravi, ma anche tutti molto corretti. Si è creato un bel rapporto di amicizia e di collaborazione. Penso, in particolare, a Piero Zambetta, ad Antonio Chieppa, a Luca Loparco, a Tonino Solombrino, ma dovrei nominarli tutti. Vorrei però citare un coach che mi ha colpito per le sue virtù, Nello Caliendo (Potenza). L’amico Nino Gagliardi ed io amiamo dire che Nello “è uno di noi”...

Gli arbitraggi.

Molto buoni. Qualche svista capita; sbagliamo tanto anche noi... Però devo dire che hanno gestito ottimamente anche i rapporti con giocatrici e allenatori. Poi io sono dell’idea che le partite non si perdono per colpa degli arbitri.

Abbiamo convenuto che una delle immagini più belle di questo campionato è stata l’ingresso al Maria Pia di Silvia Renna e Gisela Scialacomo con il pacco-dono di mozzarelle di bufala. Meravigliose. Però, al di là delle gratificazioni tecniche, conserveremo altri bei ricordi di questa stagione. Penso all’ospitalità ricevuta a Manoppello, penso alla corrente di simpatia che è scattata con l’Orion Napoli. Quale altro episodio ti piacerebbe ricordare?

L’ottimo rapporto instaurato con i colleghi allenatori. E poi c’è un episodio “fresco” di domenica scorsa: le parole e gli apprezzamenti personali che mi ha rivolto il presidente del Trani mi hanno fatto molto piacere.

Il campionato che sta per concludersi ha apportato novità nel patrimonio scaramantico della squadra...?

Tante conferme e una sola novità: non devo più prendere il caffé prima della partita. Me ne offrì uno Ugo prima di Palafiom-Ostuni...

La Prisma rischia di emigrare. Ci auguriamo di no, ma in ogni caso il presidente Bongiovanni ha denunciato una situazione di forte disagio per il volley a Taranto. In ambito femminile, alle nostre spalle c’è il vuoto: nessuna squadra tarantina in serie C e le formazioni della serie D lottano per la salvezza. Cosa succede alla pallavolo tarantina?

Se davvero la Prisma andasse via, sarebbe una perdita gravissima per il movimento pallavolistico tarantino e andrebbero in fumo importanti opportunità di crescita tecnica per noi addetti ai lavori. Sarebbe anche un danno d’immagine per la città, ancora una volta confermata nel suo difetto di farsi scappare le cose positive che ci sono.

Per quanto riguarda, invece, la pallavolo femminile di base, faccio solo una considerazione: mentre in Italia la statura media continua a salire, io vedo sempre meno ragazze alte nelle scuole tarantine. Sarà un effetto dell’inquinamento...? Una dozzina di anni fa la statura di una formazione Under 14 che allenavo oscillava tra 1,75 e 1,83. Adesso questi numeri ce li possiamo sognare.

Massafra e Taranto. Due squadre in B2 sono un lusso per la nostra provincia?

Sì, sicuramente. E’ insensato avere, a 20 chilometri di distanza, due squadre che lottano per non retrocedere quando si potrebbe fare molto di più avendo programmi più ambiziosi e centrati sull’impegno quotidiano. Mi auguro che si possa approfondire la collaborazione avviata con l’Under 16.

Basket. Il CRAS, costruito per lo scudetto, perde la semifinale contro il Napoli e la sera stessa il presidente preannuncia le dimissioni. E’ proprio così difficile accettare serenamente le sconfitte nella cultura sportiva italiana?

Quello che è successo al CRAS non ha a che fare con la cultura di accettazione della sconfitta. Io sono d’accordo con il presidente, che ha investito un mare di soldi per costruire uno squadrone. Sono solidale con lui e con Bongiovanni, mecenati dello sport. Non sono solidale con le giocatrici e con l’allenatore del CRAS che, se vincono o perdono, vengono pagati nello stesso modo. Dovrebbero fare un passo indietro e rimettere in discussione i loro contratti. Dovevano vincere tutto (campionato, coppa Italia e coppa europea) ed hanno perso tutto.

L’unico caso simile in Italia è Veltroni, che in 5 mesi è riuscito a far cadere un governo, a perdere le elezioni politiche e a perdere Roma. A novembre Berlusconi era stato scaricato da Casini e da Fini, indisponibile a confluire nel PDL; Veltroni lo ha rianimato provocando una catastrofe.

Torniamo a noi. Non poteva mancare un titolo giovanile quest’anno: campioni provinciali Under 18 con la squadra che, in gran parte, aveva vinto il titolo Under 16 l’anno scorso.

I titoli giovanili lasciano il tempo che trovano, ad eccezione del trofeo delle Regioni. Sì, giovano all’immagine della società, ma non servono a niente se poi le ragazze non arrivano a giocare a certi livelli. Per loro è più importante confrontarsi con giocatrici vere.

Sangue del nostro sangue. A noi piace conservare un legame con le atlete che hanno fatto la storia di questa squadra. Marianna Masoni gioca con Cremona la finale play-off per la promozione in A1. E’ pronta per la serie maggiore?

Le limitazioni per le straniere che stanno per entrare in vigore offrono alle giocatrici alte come Marianna una grande occasione. Lei ha grandi potenzialità e le italiane nel suo ruolo si contano sulle dita di una mano. Servirà molta fatica e molta disponibilità al sacrificio, ma ha una bella bicicletta a disposizione e le auguro di cuore di pedalare bene.

Marcella Scaglioso.

Idem. Possibilità ancora maggiori, trattandosi di una palleggiatrice alta. Per Marcella, che è ancora molto giovane, vale lo stesso discorso fatto per Paoletta. Potrebbe incontrare attaccanti diffidenti a farsi servire palloni da un’alzatrice così giovane e dovrà conquistarsi tutto con i denti. Ma il futuro è nelle sue mani.

L’Antico Presidente è lontano dagli occhi ma sempre vicino al cuore. C’è un Nuovo Presidente, una nuova dirigenza, una nuova organizzazione che già cura i rapporti con la stampa (T9 Communication). Quale sarà il futuro della Nati a Taranto Volley?

Sabato giochiamo contro il Lanciano e sarà un’occasione festosa per salutare i tifosi, che desidero ringraziare per il loro apporto. Da lunedì inizieremo a programmare il nostro futuro.

 

NOTE:

Le foto di Radames Lattari e di Simona Mereu sono di Luca.

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Trani-Palafiom Taranto 3-0

di skanderbeg69 (28/04/2008 - 18:43)

Domenica 27 aprile 2008 – ore 18.00

No, non siamo una squadra normale. Decisamente. Ormai per scrivere questo blog non c’è più bisogno che spremi le mie meningi per inventare qualcosa di fantasioso. La realtà supera la fantasia e mi basta descrivere quello che succede e che vedo intorno a me.

Lasciamo perdere Clara, che proprio oggi, un’ora e mezza prima della partita, reputa opportuno controllare il livello dell’olio e sistemare con una certa perizia qualcosa che non le quadra nel motore. Lasciamo perdere perché la settimana scorsa ho parlato male di Clara su istigazione di Michela; oggi devo parlare male di Michela su istigazione di Clara.

Il momento più intenso della giornata lo viviamo durante il riscaldamento.

L’arbitro ha da poco terminato di richiamare la nostra Mary per la condizione di assoluta confusione in cui si trovano i documenti (quando manca Lisa...). Può anche darsi che la tradizionale multa annuale ce la prendiamo per questa ragione.

Le ragazze sono in campo. Hanno terminato da 10 minuti gli esercizi con i nastri elastici e fanno stretching sedute in cerchio sul parquet.

Tutto, apparentemente, sembra normale.

Improvvisamente Marcello si accorge di aver ricevuto un sms. Lo legge. Si guarda intorno. Chiede qualcosa alle ragazze e improvvisamente dilaga l’ilarità generale.

Mentre Mary si allontana dal campo, il coach mi permette di leggere e di fotografare l’sms: “Marcello sono silvietta mi hanno chiusa dentro lo spogliatoio!!!”

Non ci posso credere. Ma anche questa volta è tutto vero. Giuro che è tutto terribilmente vero.

Fra l’altro gli spogliatoi del palazzetto tranese sono piuttosto scenografici: la porta si affaccia su una specie di balconata, poi ci sono le scale che conducono verso un tunnel mobile di accesso al campo.

Quindi prima vediamo Silvietta e Mary che transitano dalla balconata e poi la nostra giovane opposta che entra in campo fra le perduranti risate generali.

E io che avevo proposto l’ingresso solenne delle giocatrici tra lampi di fuoco e musiche da kolossal... Ce kolossal e kolossal...?! Già è assai ca ne ricurdàm’ d’ trasè sus’ a ‘u parquet...

Silvietta non è stata vittima di uno scherzo volontario. L’episodio è stato fortuito; le compagne non si erano accorte che era rimasta dentro. Se queste sono le premesse, non oso immaginare il livello di concentrazione con cui stanno per affrontare questa partita...

Verso le 17.15 arriva a Trani anche Paoletta, che era data per assente. In questa squadra ormai regna l’anarchia... Si arriva quando si vuole, si esce quando si vuole... Sembra l’Arsenale di Taranto descritto da Report.

Sull’altro fronte c’è un po’ di delusione. Le vittorie del Valenzano a Massafra e soprattutto dell’Orion Napoli a Manfredonia hanno escluso la squadra locale dai play-off. Molti bambini indossano ancora la maglietta con la scritta “Mission: possible. Yes, we can” e i tifosi vogliono approfittare dell’ultima partita casalinga per testimoniare il proprio affetto ad una squadra che ha disputato un campionato di altissimo livello.

E’ l’unica, peraltro, ad aver conservato l’imbattibilità interna (imbattibilità che la Nati a Taranto questa sera non insidierà neanche lontanamente...).

Lo speaker annuncia i risultati e le formazioni. Piovono fischi quando viene nominata la federazione di provenienza degli arbitri (napoletani), ma credo che la contestazione sia rivolta al ricordo dei direttori di gara di Ostuni-Trani 2-3, partita fatale.

Il palazzetto è colmo di manifesti di associazioni di donatori, ma doni non se ne vedono. Le aspettative vengono deluse. Doriana si astiene dal porre in essere quella che nella magnifica primavera di legalità ricordata con il nome di Mani Pulite veniva definita “dazione” corruttiva. Niente bacetto. E i 3.000 euro manco a pensarci.

Sul fronte delle donazioni personali, diciamo che in settimana Angelica ha avuto altre preoccupazioni e l’unica ciambella (non al cioccolato) in giro è il collare ortopedico della giovane e alta schiacciatrice.

Beh, Trani ha vinto lo stesso, anche senza regalo; da questo punto di vista la legge scaramantica è stata per la prima volta smentita. Però la legge va riformulata in questo modo: chi mi fa un regalo vince; chi non mi fa un regalo vince lo stesso però si ritrova con una prognosi di dieci giorni... Non so quanto convenga.

Formazioni.

Classica Palafiom Nati a Taranto: Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Clara Clemente e Silvia Buso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Paola Marcianò, Valentina Moro e Silvia Mastandrea che custodisce le chiavi dello spogliatoio.

Qualche novità nella Primadonna Trani: Rosa Ricci in palleggio, Roberta Valente opposto, Doriana Bisceglia e Giusy Caterina laterali, Raffaella Balducci e Antonella Civita centrali, Marianna Del Rosso libero.

In panchina con coach Antonio Chieppa: Rossella Di Bari, Laura De Pinto, Anita Casalino, Barbara Krambek (che in un anno non ‘ngi amma ancòra capìte ci s’ scriv’ Krambeck o Krambek...), Elisabetta Azzolini e Angelica Tricarico, che non è a referto ma si comporta come se lo fosse (siede in panchina, saluta gli arbitri e le avversarie, partecipa al terzo tempo... E’ educata la ragazza).

Primo set

La partita, per essere pre-vacanziera, non è malaccio. Certo, la carica agonistica non è al massimo però il gioco scorre fluidamente. La Palafiom Nati a Taranto tiene testa alla più titolata avversaria, ma Raffaella Balducci non è in vena di sconti e anche Giusy Caterina inaugura la serie di attacchi che, con la costante di 5 punti a set, la porteranno ad essere la top-scorer dell’incontro.

Mani-fuori di Alessandra (7-6).

Di solito la nostra palleggiatrice (come quasi tutte le palleggiatrici che non si chiamano Cosentino) fa punti su battuta, a muro o con i suoi meravigliosi tocchi di seconda; questo mani-fuori è una novità. E’ proprio vero che in questo finale di stagione la ragazza sta scazzicàndo...

Michela serve bene anche oggi – questo bisogna riconoscerlo – e Silvia schiaccia un primo tempo che ci tiene agganciati alla terza forza del campionato (9-8). La Terzadonna Trani.

Colpo di scena: dopo l’ennesima fast della Balducci, va a segno anche Ivana appoggiando nel campo avverso e siamo in parità (10-10). Il punto realizzato da un libero rappresenta sempre una curiosa e gradita anomalia, ma ancora più anomalo è il sorriso che finalmente illumina il volto della nostra giocatrice. L’ultima volta era accaduto nel 2002.

Ace di Simona e passiamo in vantaggio: 11-12!

L’illusione dura poco. Molto poco. Noi siamo venuti con le capefresche, ma il Trani non ha molta voglia di scherzare e in un batter d’occhio trova una beffarda palletta che cade nel vuoto (tra Clara e Michela, ma la colpa è di Michela...), un muro e un nostro errore offensivo (14-12).

Bella pipe di Mucci ed opportunità di pareggiare sprecata sulla rete da Michela, che oggi fa fatica a passare (15-13).

Continua ad alzarsi il muro tranese (Valente), ma Sonia riaccende la speranza prima da posto quattro (18-16) e poi direttamente in battuta (21-19).

Dopo un punto importante, Valente cede il posto all’esperta Azzolini, che tuttavia viene impegnata in una mansione che non valorizza appieno il suo talento e il suo glorioso curriculum...

Lungo scambio durante il quale Ivana sfiora il secondo punto personale; poi, però, Michela, nonostante la perfetta copertura di Clara, riceve male consentendo un ace a Doriana Bisceglia e Raffaella Balducci chiude il parziale con l’ennesima fast da manuale (25-20).

Secondo set

Il secondo set inizia con la ridarella di Rosa Ricci e con Rossella al posto di Silvia.

Bel primo tempo di Clara, proprio all’angolino, mani-fuori di Simona-di-metallo e fast di Rossella che lo speaker attribuisce a Silvia. L’importante è trovarsi in parità (4-4).

Balducci affonda un colpo nella dormiente difesa della Nati a Taranto e la Valente supera il nostro muro domando un pallone difficile da una posizione non proprio comoda (8-6).

Giusy Caterina effettua il servizio posizionandosi nei pressi del porto di Molfetta; la traiettoria del suo tiro è lunga e alta, poi il campanile precipita in modo non forte ma decisamente insidioso. Soprattutto per una ricezione che questa sera non risulterebbe particolarmente brillante ai test di verifica dei riflessi.

Non è un problema.

 

Dice il Baal Shem Tov: “Non considerare una perdita di tempo le ore che dedichi al mangiare o al dormire. In quei momenti la tua anima si riposa e riceve forze per intraprendere l’opera santa con rinnovato entusiasmo. [1]

 

Silvietta rileva Sonia e trova subito un mani-fuori (9-7).

A questo punto inizia lo show della Terzadonna Trani: punto Bisceglia, nastro-culo Civita, mani-fuori Valente e bella pipe Caterina (13-8).

Michela viene sostituita da Désirée, subito saggiata in ricezione, ma la piccina si fa trovare preparata.

Muro di Clara, ma Trani dilaga (16-9). Marcello cambia tutto il sestetto: dentro anche Valentina per Simona, Silvia per Clara, Paoletta per Alessandra.

Le rossoblu chiedono la verifica della rotazione perché con tutti questi cambi non si capisce più una mazza.

Giusy Caterina continua a massacrare la nostra difesa passando da tutte le parti, poi la nostra ricezione valuta fuori un servizio della Balducci che invece è dentro. Meno male che non ci sono giornalisti di Taranto.

Il punto finale è di Antonella Civita (25-10).

Terzo set

Novità nel sestetto tranese: l’acclamata capitana Laura De Pinto ha rilevato Doriana Bisceglia. Saprà ricambiare l’affetto del pubblico con una bella prestazione, così come vanno sottolineati gli ottimi interventi in difesa del libero Del Rosso.

Bene anche Silvietta, che realizza un punto direttamente su battuta e poi duello Michela-Caterina: palloni messi a terra da entrambe le giocatrici e vantaggio Palafiom (5-7). Pareggia la De Pinto ed ennesima esibizione di bravura Ricci-Balducci, che si trovano anche ad occhi chiusi (10-10).

Vantaggio Palafiom con Mucci e con una fast di Clara (12-13).

Quando il risultato è in discussione e le avversarie del Trani (non soltanto oggi) fanno punto, entra abitualmente in gioco da bordo campo il motivational counselor, l’esperto motivazionale, ossia il signor Caterina.

Le sue urla fanno vibrare il palazzetto e scuotono la squadra.

A Michela vengono fischiate due irregolarità consecutive; in sostanza ha alzato la palla con il palmo della mano.

Secondo la nostra schiacciatrice erano validi entrambi i tocchi; a parere di Marcello il primo era buono e il secondo no; a giudizio degli arbitri erano tutti e due irregolari. Anche secondo Clara, ne sono convinto...

Michela si vendica con un bolide che questa volta neanche la Del Rosso riesce a difendere e le due formazioni restano appaiate sino al 15-15.

Dal centro della rete, però, Trani continua a fare faville e il break di tre punti innalza le padrone di casa sul 18-15.

Muro ed ace di Rossella (18-17), ma si tratta dell’ultimo acuto della Nati a Taranto. Le tranesi approfittano di una difesa alquanto distratta e si riportano avanti (21-17).

Muro di Silvia e servizio di Silvietta che, come riconoscono lealmente le biancazzurre, era dentro ma viene giudicato fuori (22-18). Peccato per la soddisfazione negata alla ragazza.

L’ultima fase della partita si gioca tutta in battuta. Doppio ace della capitana tranese (24-18), attacco sulla rete delle padrone di casa, ace di Valentina, specialità di casa Under, e successivo servizio che termina fuori (25-20).

Ha vinto Trani.

I tifosi locali al termine dell’ultima partita di campionato consegnano premi alle proprie beniamine. Dovremmo prendere esempio.

Noi, invece, nell’ultima partita di campionato lanceremo un oggetto addosso alla nostra palleggiatrice. Non per Alessandra, ci mancherebbe, ma è per prendere la famosa multa. Se non ci sono volontarie, si è deciso che il pupazzo dovrà essere lanciato addosso alla nostra palleggiatrice.

Simona, ricordati di portare Winnie the Pooh! E vieni con la maglia perché dobbiamo fare anche la foto della squadra (all’ultima giornata... Cosa ce ne facciamo ormai...?! Davvero, non siamo normali...).

Valenzano ha vinto a Massafra dopo una bella partita, giocata molto bene anche dall’Eurobios. L’Orion Napoli è ancora in corsa per la B1 grazie alla vittoria su un Manfredonia che comunque è salvo (complimenti!).

La Palafiom Nati a Taranto non può più sperare nel sesto o nel settimo posto perché Lanciano ha battuto l’Ostuni 3-0 e quel che resta del Salerno ha battuto Scafati (comunque salvo) per 3-1. Potrebbe essere a rischio l’ottavo posto, in un’eventuale parità di punti con lo Scafati, ma si cercherà di evitare tale circostanza.

Per la salvezza sarà un finale-thrilling. Sabato si gioca Manoppello-Massafra. Se le tarantine vincono, devono sperare che il giorno dopo non vinca l’Ostuni contro un Centro Ester che però a quel punto sarà matematicamente retrocesso. Ma se le massafresi dovessero perdere (e retrocedere), rientrerebbe in corsa il Centro Ester e la partita di Ostuni diventerebbe scontro all’ultimo sangue. Insomma, si gratti chi si deve grattare, in bocca al lupo e si salvi il migliore.

Altri risultati: Massafra-Valenzano 1-3, Manfredonia-Orion Napoli 1-3, Potenza-Manoppello 3-0, Lanciano-Ostuni 3-0, Salerno-Scafati 3-1, C.Ester Napoli-Aversa 3-0.

Classifica: Valenzano 67, Orion Napoli 65, Trani 61, Potenza 49, Manoppello 38, Lanciano 37, Salerno 36, PALAFIOM TA 32, Scafati 29, Manfredonia 28, Ostuni 26, Massafra 25, C.Ester Napoli 24, Aversa 8.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 1.350,00; C.Ester Napoli 905,00; Lanciano 300,00; Trani 280,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Massafra 150,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Nello scorso fine-settimana purtroppo è successo di tutto.

Multone di 600,00 euro tanto allo Scafati quanto al Centro Ester “per aver i propri sostenitori partecipato a tafferugli sugli spalti provocando la transitoria sospensione dell’incontro per circa venti minuti”. E questo non è bello.

Multa anche al Trani: 120,00 euro “per aver alcuni isolati tifosi al seguito rivolto offese, anche a fine gara, nei confronti del 2° arbitro”.

Prossimo turno: Valenzano-Potenza, Orion Napoli-Trani, Manoppello-Massafra, Aversa-Salerno, Scafati-Manfredonia, Ostuni-C.Ester Napoli.

Prossimo turno nostro: PALAFIOM TA-Lanciano, sabato 3 maggio, ore 18.00 al Maria Pia, via Galilei, con grande festa della Nati a Taranto Volley e con la prima multa scientificamente voluta e programmata nella storia della pallavolo. Venghino, venghino, gentili tifosi! Tutti al Maria Pia per congedarci da queste splendide ragazze!

 

NOTE:

(1) LIFSCHITZ, D., La saggezza dei Chassidim, Piemme, Casale Monferrato (AL), 1995, pag. 197.

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La generosità dà buoni frutti

di skanderbeg69 (23/04/2008 - 10:21)

La stagione 2007-’08 volge al termine e si apre il tempo dei bilanci.

Per quelli tecnici se la vede il coach. Qui approfondiremo altri tipi di bilancio: l’aggiornamento dello scaramanzometro, lo stato del calzino di Sonia, il trofeo Bin Laden, gli indicatori di rendimento del ping-pong e soprattutto, per quello che mi riguarda, l’inventario dei beni ricevuti quest’anno.

Oggi cominciamo proprio dall’inventario.

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi, però, c’è qualche giorno di tempo fino al 30 aprile e dunque posso ancora esprimere le ultime due richieste.

    La prima è un dolce al cioccolato che gradirei ricevere dalla giocatrice del Trani Angelica Tricarico, specializzata per hobby in questo nobile e benemerito settore. [1]

Speriamo che legga il blog.

La seconda (questa, veramente, era già compresa nella trattativa per addomesticare la partita) è il calendario del Volley Ball Lanciano.

Devo dire che da questo punto di vista la stagione è stata estremamente soddisfacente, ma voglio anche far notare che la generosità ha sistematicamente pagato visto che i “donatori” poi hanno sempre vinto. Questo, in realtà, è un effetto indesiderato e spiacevole; sarebbe stato meglio se avesse vinto la Palafiom pur in presenza di gentili omaggi, ma tant’è...

Ripercorriamo le tappe della stagione.

Il primo regalo è stato il prestigioso autografo di Pierpaola, ricevuto grazie alla cortesia dell’interessata ma anche grazie all’intercessione di Katia durante l’amichevole Palafiom-San Pietro Vernotico a Bari (colgo l’occasione per salutare entrambe anche se poi Katia mi ha detto una cosa brutta). La trattativa avvenne sugli spalti e come contropartita Katia ottenne la cessazione delle strombazzate che sino a quel momento avevano disturbato le sue orecchie. San Pietro vinse 2-0 quell’amichevole.

Poi ci furono le mozzarelle di bufala di Silvia e Gisela. Le encomiabili giocatrici del Salerno ebbero quella premura e la loro squadra espugnò il Maria Pia con il risultato di 3-2.

Chiesi all’Orion Napoli un nastro-taping autografato dalle giocatrici di quella magnifica squadra, lo ottenni e la compagine partenopea superò la Palafiom con il risultato di 3-0.

Chiesi anche una cartolina dalle Hawaii a Federica, ma i tempi delle poste intercontinentali sono lunghetti e così la cartolina non arrivò in tempo per Ostuni-Palafiom. Sappiamo come è andata: 3-0 secco per le rossoblu. La cartolina è arrivata soltanto la settimana scorsa: in tempo per apprezzare la gentilezza (grazie!), ma troppo tardi per influire sul risultato, per nostra fortuna. Ma chissà che il punto strappato domenica dalle brindisine al Trani non rappresenti un effetto tardivo e parziale.

Addirittura possiamo notare che i regali funzionano anche in casa nostra: Sonia ha disputato le sue due migliori partite della stagione subito dopo avermi regalato la confezione di “Caffè Trombetta”...

Beh, la scaramanzia è fatta per essere smentita e mi auguro per la Nati a Taranto Volley che venga smentita perché, in caso contrario, regali non ne chiederò più a nessuno.

Però, al posto del Lanciano, un calendario lo terrei da parte per la trasferta di Taranto...

E al posto di Angelica, una mezza nottata per preparare un dolce al cioccolato la spenderei...

 

NOTE:

(1) Cfr. www.afecionadostrani.it.

La foto del manifesto AVIS è tratta da www .avis.it/toscana; quella del calendario è tratta da www.volleyball-lanciano.it.

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Siamo in vendita; corrompeteci!

di skanderbeg69 (17/04/2008 - 14:30)

L’acquisizione della salvezza con tre giornate di anticipo apre scenari particolarmente interessanti alla Palafiom. In particolare, adesso ci sono due prospettive: la prima è quella di onorare il campionato, di dimostrare professionalità e di sfruttare la serenità psicologica per tentare imprese epiche (vincere a Valenzano e a Trani); la seconda è quella di venderci le restanti partite per recuperare almeno una parte delle spese sostenute in questa stagione.

Noi scegliamo la seconda soluzione e proponiamo al Valenzano, al Trani e al Lanciano un tariffario preciso e ragionevole. D’altra parte, ha vinto Berlusconi, ora tutto è libero mercato e la corruzione semplice si prescrive velocemente.

Sì, per le nostre future avversarie sarebbe anche possibile tentare di corrompere gli arbitri, ma cosa succederebbe se non fossero d’accordo? Le conseguenze disciplinari in questi casi sono tremende. Noi, invece, vi proponiamo prezzi chiari e trasparenti.

Indubbiamente Valenzano e Trani sono squadre molto più forti della Palafiom; qualcuno potrebbe quindi obiettare che non ci sarebbe motivo di corromperci quando la vittoria dovrebbe essere comunque agevole per le due pugliesi.

I motivi, invece, ci sono.

Tanto per cominciare, sembrava scontato anche il successo pieno del Valenzano a Taranto nella partita d’andata. Eppure, pur penultima ed in apparente crisi, la Palafiom sfoderò una prestazione straordinaria e strappò un punto alle titolate baresi (finì 2-3).

Chi dice che la cosa non possa ripetersi? Vale la pena correre rischi in una fase del campionato in cui eventuali passi falsi non sarebbero più sanabili?

Bene, se il Valenzano vuole una partita comoda e un 3-0 sicuro, deve scucire entro venerdì 2.000 euro, altri 12 panettoni, il prestito gratuito per un anno di Paola Michieletto e 10 lezioni private di fotografia di Pippo Sisto.

Veniamo al Trani. Neanche la Primadonna visse un pomeriggio tranquillo al Maria Pia: perse il primo set ed era in svantaggio per 23-21 nel secondo. Poi riuscì a rimediare. Per loro, dunque, stesso discorso rivolto alla capolista: indubbiamente siete molto più forti di noi, ma la palla è rotonda; perché rischiare?

Non tragga in inganno il fatto che le rossoblu siano già appagate. Proprio la tranquillità ci pone in una condizione psicologica favorevole mentre la tensione e la paura di fallire un impegno in cui non si può assolutamente sbagliare possono giocare brutti scherzi. E’ la penultima giornata; non ci saranno prove d’appello.

Il prezzo per voi è 3.000 euro oppure un bacetto di Doriana (si delega Trombetta per la riscossione).

Passiamo al Lanciano. Sì, il campionato non ha più stimoli perché i play-off ormai sono irraggiungibili; ma vogliamo mettere l’onore del primato regionale? Il Manoppello, espugnando il Pala Santa Rita, ha vinto il secondo derby abruzzese stagionale e vi ha scavalcati in classifica. Vi sfotteranno per tutta l’estate. Noi vi proponiamo una partita “allegra” al Maria Pia ed un successo pieno che vi restituirebbe il primato regionale.

Il costo è di appena 1.500 euro più una copia del calendario della vostra squadra.

Beh, noi la proposta ve l’abbiamo fatta; poi non vi lamentate se la Palafiom riuscisse a fare il colpaccio...

 

NOTE:

E’ ovvio che sto scherzando!!! Sasà, stai tranquillo.

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