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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Ceglie-Palafiom Taranto 1-3

di skanderbeg69 (18/02/2007 - 17:42)

Sabato 17 febbraio 2007, ore 19.30.

Il Torre Santa Susanna ha davvero deciso di porre fine alla propria esistenza in questo campionato. Le sue avversarie fruiranno di un turno di riposo in coincidenza con la programmata partita contro le brindisine. Multa di 720 euro; l’eutanasia sportiva costa cara. Sinceramente mi dispiace. Sarebbe stato meglio se si fosse ritirato l’Oria.

Più che ritirata, la squadra del Torre Santa Susanna è stata completamente cancellata dal sito della Fipav Puglia. Le partite già disputate dalle brindisine sono state eliminate e nella classifica non c’è più traccia della squadra in questione. Il Torre Santa Susanna semplicemente non esiste più. Come certe persone e certi eventi del romanzo di Orwell, 1984, il Torre Santa Susanna non è mai esistito...

Anche il San Giorgio è stato punito con l’ennesima multa per l’impraticabilità del parquet (dopo Tempesta e Palafiom, ne ha fatto le spese il Putignano).
        Le partite sono fatte di contenuti e di contorno. Comunque vada stasera, il contorno di Ceglie-Palafiom resterà nella memoria come un bel ricordo: il paese è splendido, la cioccolata calda nel centro storico gustosa, il nuovo palazzetto è un gioiellino e il pubblico è correttissimo. Di particolare interesse le “vasche” dei cegliesi in piazza Plebiscito con continui dietro-front.

Eppure la trasferta era iniziata maluccio, con la frangetta di Simona che aveva scioccato le compagne e con Luana che pretendeva di cambiare posizione dei posti a sedere nell’auto di Marcello a viaggio già iniziato. E’ di Massafra...

Coach Castellana, al termine della partita d’andata, si informò sulla disponibilità di eventuali rinforzi. Alla fine il rinforzo l’ha trovato anche se lui è andato via. E che rinforzo: Laura Albino, ben nota alla Palafiom soprattutto in ragione delle sfide dell’anno scorso quando militava nel Tuglie.

L’incontro della campionessa salentina con Marcello è cordiale.

Con il turn-over delle nostre giocatrici, sia pure dettato dall’emergenza, e con le rotazioni dei ruoli, le avversarie della Palafiom non stanno capendo più una mazza. Preparano l’incontro impostando i muri su Sonia e Michela e si ritrovano a subire punti da Roberta o a dover murare su Alessandra.

Oggi giochiamo con Alessandra Certa universale, Silvia Mastandrea universale, Clara Clemente e Rossella Garaguso universali, Michela Benefico e Silvia Buso universali. Anche Roberta Manzacca ormai è universale, visto che sabato scorso ha segnato un punto.

In panchina altre cinque universali: Sonia Tinelli, Luana Santovito, Valentina Moro, Simona Mereu e Désirée Fiore.

Primo set.

La Palafiom imprime subito il ritmo giusto alla partita, ma il Ceglie non è la stessa squadra del girone d’andata (5-5). Silvietta, Silvia da posto quattro, una doppia delle brindisine ed un muro consentono alle azzurre di spiccare il volo (9-5).

La Albino, che da Tuglie deve aver portato anche le maglie (blu e azzurre con scritte gialle), non ci sta e riduce lo svantaggio. Gli errori difensivi delle sue compagne, però, annullano gli sforzi della schiacciatrice ed il vantaggio della Palafiom aumenta di nuovo: 13-7. I tifosi locali tendono ad essere piuttosto critici con la propria squadra e la parola “sveglia” è ricorrente nei loro incoraggiamenti.

Roberta non si lascia ingannare da un pallonetto, ma Ceglie replica colpo su colpo finché la Palafiom non ha un ulteriore guizzo in avanti: attacco tosto di Silvia da posto quattro, muro a due, bomba di Michela e attacco di Clara: 18-9.

Stiamo tagliando la difesa brindisina come il coltello nel burro. Poi Michela ha il raptus di un attacco improvviso che finisce fuori e la solita Albino accorcia il divario: 18-11. Le tarantine, comunque, riescono ad amministrare il vantaggio (21-13) e poi contengono un timido tentativo di rimonta delle locali (22-16) con una serie di attacchi alternati di Silvia e Clara (25-19).

Stiamo giocando bene e stiamo approfittando delle lacune in tutti i reparti manifestate dal Ceglie. Su tutte brilla Silvia Buso.

Secondo set.

        Nell’intervallo Marcello non è per niente soddisfatto, ma il secondo parziale inizia così come era finito il primo: pallonetto di Silvia e fast di Clara che toglie subito il servizio al killer Albino.

Diagonale di Michela, piuttosto in ombra questa sera, ma sappiamo che la nostra brava schiacciatrice esce fuori, dovrebbe uscire fuori, nei momenti decisivi (4-2). Stiamo murando tutto il murabile e attacchiamo con buona convinzione (7-4).

La partita concede spazi di bel gioco perché anche la squadra locale sta crescendo. Sebbene Albino-dipendente, il Ceglie presenta altre atlete che sanno giocare a pallavolo. Mariangela, ad esempio, conclude uno scambio avvincente con un pallonetto ben fatto. Replica di Michela con la stessa arma (8-6), lungolinea cegliese e attacchi fuori misura delle locali (11-8). Ceglie si avvicina pericolosamente (11-10), ma la Palafiom sta continuando a giocare bene e la costanza viene premiata: Silvia, Michela, Clara e ancora Michela mettono a terra quattro palloni consecutivi ed è la svolta decisiva di questo set (16-11).

Anche le percentuali individuali in attacco di Rossella sono interessanti, ma non possiamo divulgarle per ragioni di pretattica.

E’ il momento di Clara: prima un muro, poi un ace che è un omaggio del libero locale (sbaglia la valutazione). Di nuovo un muro (Rossella) e la Palafiom dilaga: 19-13.

I tifosi locali, scoraggiati, iniziano a giocare con i coriandoli.

    Le brindisine tentano di rientrare in gioco ed è Silvietta che schiaccia una palla importante (22-15). Solo il killer Albino può tentare il miracolo ed infatti viene cercata sistematicamente dalle compagne. Lungolinea di Silvia (23-16), replica della Albino (23-17), errore in difesa (23-18) e pallonetto Palafiom (24-18), poi ancora la schiacciatrice locale (24-19), che peraltro effettua il turno in battuta. Il suo servizio tocca il nastro, ma Michela ha buoni riflessi e stende la mano sul parquet; attacca la Palafiom e la solita Albino si vede costretta a tirare da una posizione poco consona ad una buona coordinazione: il pallone finisce sulla rete e le tarantine vincono anche il secondo parziale (25-20). Vi vo-glia-mo co-sì!

Terzo set.

Nell’anniversario di quella meravigliosa stagione di legalità rappresentata da Mani Pulite (17 febbraio 1992), l’arbitraggio non sta destando scandalo: praticamente nessuna contestazione significativa ed anzi una cordialità che non fa male allo sport.

Per la prima volta Ceglie passa in vantaggio (2-3), ma prima Clara (4-4), poi l’ingresso nel palazzetto della signora Mastandrea ribaltano il risultato (5-4). Michela tiene la Palafiom avanti, poi viene murata (6-8). Muro di Silvietta ed attacchi efficaci di Ceglie (8-10). Se il muro, sino a questo momento, era stato un fondamentale quasi esclusivo della Palafiom, adesso si alzano anche le barriere delle locali ed è soprattutto Michela a farne le spese (8-12).

Che sia arrivata la consueta crisi del terzo set? Il ds Pino Moro ha un’altra spiegazione: la Palafiom è una squadra sensibile alle politiche di tutela ambientale ed ha aderito al protocollo di Kyoto. Perciò, di tanto in tanto, le atlete si impongono un risparmio energetico e spengono le luci. L’energia che la squadra risparmia, però, la consuma Marcello in termini di strigliate durante i time-out.

Adesso Ceglie sta anche difendendo bene, ma Silvia continua ad essere encomiabile in attacco (10-14).

Un errore in ricezione di Michela non contribuisce a restituire serenità al nostro coach. Anzi, in attesa che vengano provati legami tra Brigate Rosse e Palafiom, oltre che Fiom, Marcello inaugura la strategia della tensione mediante il terrorismo psicologico determinato dal riscaldamento delle piccole. La signora Elisabetta non è molto contenta dato che Simona non è stata benissimo in settimana.

Ceglie prende il largo nonostante cenni di ripresa nelle percentuali difensive di Michela (10-17), poi commette errori a ripetizione: attacco fuori, doppia e attacco su rete (13-17). Ancora un errore della Albino, una schiacciata di Silvia ed un attacco sulla rete delle brindisine (16-17). Stiamo restituendo alle cegliesi la straordinaria rimonta di cui le nostre avversarie furono protagoniste nella partita d’andata (da 10-1 a 14-14). E’ così! E’ Clara che realizza tre punti consecutivi e ci riporta in parità sul 18-18 e poi sul 19-19. La nostra centrale sta disputando un’altra prestazione di lusso.

Sarebbe l’ora di Michela, ma il nostro martello è in giornata storta: sbaglia due attacchi e siamo di nuovo sotto (20-22). Basta che ha rotto le palle a Clara con la storia della festa dei gatti...

Emozioni. Diagonale di Silvietta ed ace di Michela (22-22), poi attacca la Albino con l’aiuto del nastro (22-23), ma Silvia ristabilisce la parità (23-23). Time-out Ceglie. Rossella difende l’ennesimo colpo del killer Albino e permette a Clara di mettere la palla a terra (24-23).

Match-point. Il nostro muro stavolta non funziona (24-24) e la Albino si procura un’opportunità di penetrazione dal centro (24-25). Clara tenta il suicidio andando a schiantarsi sul palo, ma l’arbitro è comprensivo e fa ripetere lo scambio. Niente da fare: punto Ceglie e partita riaperta (24-26).

Quarto set.

Bisogna iniziare bene per scacciare i fantasmi di Putignano. Duello Clemente-Albino e siamo 3-3.

Scatto della Palafiom con Silvietta, Silvia e l’ennesimo muro (8-5), ma Laura Albino, con un po’ di mestiere e con tanta classe, riporta Ceglie in parità (8-8). Cambio nella Palafiom: dopo aver urtato un bidone della spazzatura, Valentina rileva Silvietta (discontinua stasera, ma ha ulteriormente confermato di possedere numeri all’altezza del compito).

Punto di Silvia, punto di Valentina e poi battuta loffia di Rossella, una variante della battuta flot (10-9). Errori in difesa della Palafiom bilanciati dagli errori in battuta del Ceglie (11-11). Quando aspettiamo Michela, arriva il momento di Alessandra e delle sue opere d’arte: due secondi tocchi intervallati da una fast di Clara e da una rabbiosa schiacciata di Michela (15-13).

Ma non è ancora il momento: Ceglie annulla ancora lo svantaggio sfruttando la nostra imprecisione offensiva (15-15). Michela schiaccia dentro e la Albino fuori (17-15). La qual cosa costringe Désirée a muoversi per l’ennesima volta dalla zona di riscaldamento per raccogliere la palla.

Poi Michela realizza un salvataggio di piede che non viene sfruttato dagli sviluppi dell’azione ma merita comunque applausi.

Silvia c’è. C’è sempre stata questa sera e realizza una doppietta fondamentale: palla a terra e mani fuori (19-16). Mani fuori anche della Albino e poi le brindisine sbagliano l’attacco (20-17).

Stiamo giocando senza libero. Valentina forza il servizio e Ceglie non può attaccare (21-17). Le ragazze stringono i denti: muro sulla Albino (ma quanti palloni ha giocato stasera?), punto di Silvia (23-17) a coronamento di una partita fantastica, almeno in attacco, ed errore in battuta della nostra avversaria più pericolosa (24-17). Bel punto in stile Superman di Grazia (24-19), errore in ricezione di Valentina ed attacco sulla rete di Michela (24-21). Ma il quarto match-point ha l’esito sperato (video sotto) e porta la firma di Clara (25-21).

 

Torniamo a Taranto con tre punti. Quasi dispiace lasciare questo palazzetto nuovo e bello: “Io sento nel partire di qui una dispiacenza nuova, che non ho mai provata”. [1]

C’è persino la sauna negli spogliatoi, come ha modo di scoprire la signora Elisabetta a fine partita. I vapori odorano un po’ di nicotina, ma è solo un’impressione...

Risultati: Trepuzzi-Oria 1-3, San Pietro Vernotico-San Giorgio 3-1, Nardò-Ugento 1-3, Putignano-Lecce 3-0, Tempesta TA-Corsano 0-3, Tuglie ha riposato. In pratica, nessuna sorpresa: aumenta il divario tra le grandi e le piccole; Putignano vince lo scontro diretto con il Lecce e si assicura la tranquillità, mentre la povera Tempesta ha compromesso la propria stagione. Tutto è ancora possibile, ma adesso serve qualche impresa. E comunque non rompessero i coglioni sabato prossimo; la partita da vincere era quella di oggi!

Classifica dopo la cancellazione del Torre Santa Susanna: Palafiom TA 43 (gli stessi punti di sabato scorso; tanta fatica pe’ nijnd’...), Oria 41, Tuglie 37, San PietroVernotico 34, Ugento 30, Putignano 21, Nardò 19, Lecce e San Giorgio 15, Ceglie 14, Tempesta TA 13, Trepuzzi e Corsano 12.

La Palafiom è matematicamente salva !!!

NOTE:

(1) GOLDONI, C., La locandiera, Atto II, Scena XIV.

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Cercasi detective

di skanderbeg69 (09/02/2007 - 20:30)

La Palafiom cerca un osservatore volontario che visioni l’incontro di pallavolo Oria-Ceglie di sabato prossimo e faccia rapporto a coach Marcello.

Nel frattempo forse è stata davvero staccata la spina al Torre Santa Susanna. Sabato scorso le atlete brindisine non si sono presentate sul proprio terreno di gioco ed il San Giorgio ha vinto l’incontro a tavolino.

La Gazzetta del Mezzogiorno la racconta in un altro modo: “Si solleva finalmente la Players San Giorgio, che non poteva più sbagliare. Sul campo del fanalino Torre S.Susanna, Della Queva e compagne hanno vinto facile (0-3).”

Beh, difficile sarebbe stato sbagliare contro una squadra che non si presenta neanche in campo...

Le ragazze brindisine, multate di 360 euro, scendono a -3 in classifica. Abbiamo, dunque, un primo verdetto di questo campionato: il Torre Santa Susanna è matematicamente fuori dai play-off.

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Primati da difendere

di skanderbeg69 (07/02/2007 - 19:19)

Ogni tanto mi tolgo qualche curiosità. Quali sono, ad esempio, le foto più viste del mio blog?

    Facciamo prima una precisazione: la classifica è condizionata da almeno due fattori. Il primo è “l’anzianità di esposizione”: ovviamente una foto pubblicata un mese fa è più vista di una foto pubblicata ieri. Il secondo è il fatto che Dada ogni tanto espone sul proprio sito, per qualche ora, foto prese a campione dai numerosi blog del portale. Quando gira una foto presa da Skanderblog è probabile che quella foto sia più vista di altre. Veramente non mi è chiaro cosa si intenda per “vista”: un accesso al blog mentre è esposta quella foto o proprio un clic sulla foto stessa? Buh.

Vediamo alcuni risultati. Tempo fa, in un commento, avevo annunciato con orgoglio che la foto di Silvia Buso (vestita) è stata vista 382 volte contro le 187 della Piccinini (assai poco vestita). Figuriamoci il distacco ad abiti invertiti...

Oggi, però, scopro che anche la foto del Torre Santa Susanna è stata vista più della Piccinini (343 volte). Non solo. Ai vertici della classifica c’è la foto dei cani dalmata giunti a Taranto per il funerale di Malcolm (578 volte). 

    Temo che l’autostima di Silvia possa subire un duro colpo: più popolare della Piccinini, sì, ma meno di quattro cani...

Concludo sulle foto, confermando – e ci mancherebbe altro - la mia disponibilità a copiare quelle che faccio durante le partite su un paio di cd a fine campionato perché possano girare ed essere acquisite da tutte le giocatrici interessate. Se invece volete subito foto che ho già pubblicato, basta chiedere e magari ve le mando via email (NB: però non scrivete il vostro indirizzo email sul blog altrimenti si decuplica lo spam a vostro danno).

 

Altra attività periodica è il Palafiom-surfing, che consiste nel cliccare i nomi di alcune giocatrici su Google per verificare la loro visibilità on line (nonché quella dello stesso blog). Grazie soprattutto alle interviste (e all’indicizzazione di Forzaragazze.it), questa visibilità si sta rafforzando.

    Ma la cosa divertente adesso sono i giocatori o i tecnici di altre squadre. E’ bastato salutare sul blog Salvino Giacovelli (Athena Cisternino) o menzionare Valeria Spano (Tuglie) perché, digitando i loro nomi sul motore di ricerca, gli stessi balzassero al primo posto, superando omonimi citati in altri siti internet. Questo, per alcune settimane, è valso anche per il sindaco Gino Montanaro, più popolare in rete per Skanderblog piuttosto che per i siti di Ginosa, che però adesso hanno recuperato (noi, al momento, siamo quinti; ma fra un po’ lo rinomino così passiamo di nuovo avanti...).

Scrivendo su Google “Torre Santa Susanna Pallavolo”, Skanderblog è al primo posto; con “Tempesta pallavolo” siamo secondi.

Anche scrivendo “Federica Cutaia” o “Virginia Vuovolo” Skanderblog è al primo posto dei siti elencati da Google, fatto abbastanza sorprendente se consideriamo che le rispettive squadre (Azzurra Lecce e Valenzano) hanno propri siti internet. M’agghie stà attìnd’ a quidd’ ca scriv’... Meno male che ho parlato bene di entrambe (e come avrei potuto fare il contrario?), ma se navigano in rete anche il padre della Cuti e il marito della Vuovolo, io sono rovinato...

Beh, non posso nascondere un po’ di narcisistica soddisfazione nel veder crescere l’indicizzazione del blog (1089 contatti, peraltro, tra il 31 gennaio e il 6 febbraio), però non è questo il primato che ci interessa e che dobbiamo difendere.

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Torre Santa Susanna, non si può staccare la spina

di skanderbeg69 (27/01/2007 - 15:02)

Zero vittorie e 13 sconfitte, zero punti fatti, zero set vinti e 39 persi, una media punti per set ferma a quota 13,8. Queste sono le cifre del Torre Santa Susanna, ultimo in classifica a 12 punti dai play-out e a 16 dalla salvezza.

Ma le speranze sono ormai ridotte al lumicino e per questo la squadra brindisina ha chiesto alla FIPAV di interrompere il campionato: troppa sofferenza; proseguire in queste condizioni è "accanimento agonistico".

Tuttavia non ci sono precedenti di eutanasia sportiva e nell’attuale vuoto legislativo si accavallano prese di posizione contrastanti.

   Marco Pannella chiede che il Torre Santa Susanna veda riconosciuto il diritto ad interrompere un trattamento che ormai appare disumanizzante e che espone le giocatrici ad inutili sofferenze di sabato in sabato. E’ già stato presentato un ricorso alla FIPAV cogliendo l’occasione della conclusione del girone d’andata. In questo modo ogni squadra avrebbe giocato una sola partita contro le brindisine e rinuncerebbe alla seconda. Ma i tempi sembrano troppo ristretti per una decisione ponderata e corretta sotto il profilo della legalità.

La Conferenza Episcopale Italiana si è già espressa negativamente: lo sport è un dono che va vissuto fino in fondo. La dignità del campionato sta in tutti gli istanti, dal primo all’ultimo, indipendemente dai risultati.

Un punto di vista che è stato aspramente criticato dai Radicali: esisterebbe, a loro dire, un vero e proprio diritto a non giocare; nessuna società può essere costretta a proseguire un campionato contro la propria volontà.

Il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, è intenzionato a far visita alla squadra del Torre Santa Susanna per capire se sussistano ancora motivazioni a giocare. “Nessuno – ha detto il ministro – deve sentirsi abbandonato in queste condizioni. Io sono comunque convinta che tra le atlete prevarrà la voglia di andare avanti”.

Si registra, inoltre, l’immancabile parere di un consigliere regionale, Pietro Lospinuso: “La colpa è tutta di Urago. Il Torre Santa Susanna non è stato assistito con cure adeguate. La ASL sta andando a rotoli”.

Pronta la replica del direttore generale: “Che cavolo c’entra il Torre Santa Susanna con la mia ASL? Al massimo la competenza è dell’ASL di Brindisi...”

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Torre Santa Susanna-Palafiom Taranto 0-3

di skanderbeg69 (14/01/2007 - 14:27)

Sabato 13 gennaio 2007, ore 19.00

Due tegole sulla Palafiom: Sonia ha l’influenza e Rossella ha grossi problemi alla cervicale. Per l’opposto si tratta evidentemente di un malanno passeggero; la nostra centrale light, invece, attende accertamenti sanitari per conoscere il proprio destino, ma l’ipotesi migliore prevede un mese di inattività. Non ci voleva.

Se l’infortunio di Rossella getta tutti nello sconforto e induce squadra (e tifosi) a stringersi con affetto all’atleta manduriana, l’influenza di Sonia è motivo di discussioni decisamente meno amorevoli. Non solo la poveretta viene a Torre Santa Susanna con 38 di febbre, ma, soprattutto in automobile, la trattano come una lebbrosa: “Siediti avanti, non ti voltare, non tossire da questa parte, anzi non parlare proprio, non respirare magari...”

“Cosa sei venuta a fare? Adesso infetti tutta la squadra e sabato lo sai contro chi giocheremo...” – è grosso modo il pensiero dell’allenatore, che, lungo il tragitto, matura la decisione di tenerla in tribuna. E a debita distanza dalla squadra.

“Tra mille richiami turistici, il visitatore troverà anche il calore dell'ospitalità, di primordiale e sacrale riferimento, parte integrante della nostra cultura salentina” – recita il portale del Comune di Torre Santa Susanna. [1]

    E’ vero, il clima in palestra è gentile. Il paese, invece, è un po’ desolato e nel centro storico i lavori non consentono di apprezzare appieno questa località.

La colonna di Santa Susanna è coperta dalle impalcature; forse è per questo che la protettrice della cittadina, dopo aver bloccato un’epidemia di colera nell’Ottocento, non riesce a miracolare la squadra locale. Bloccherà almeno i batteri dell’influenza che dall’opposto tarantino minacciano di diffondersi verso la squadra?

La relazione richiestami dalla Buoncostume è favorevole: dai pantoloncini-tanga indossati dalle brindisine lo scorso anno si è passati a più castigate culottes, che soltanto una giocatrice indossa in modo audace (ma il riscontro fotografico è venuto mosso).

L’unica nota negativa è rappresentata dal parquet della palestra, piuttosto polveroso ai bordi; temo che dipenda dal fatto che il pubblico quest’anno non stia seguendo con entusiasmo una squadra ancora bloccata a zero punti: le giocatrici sono più numerose dei tifosi.

La Palafiom schiera Alessandra Certa in regia, Silvia Mastandrea (dopo tre mijse m’ha avvisàte ca scrivìv’ ‘u cognòm’ sbagliate; mo ci è ca corregge l’arretràt’?!) opposto, Michela Benefico e Valentina Moro di banda, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Roberta Manzacca libero.

Primo set.

Il primo pallone è ricevuto in modo pessimo da Clara. Non è da lei. Ma la Palafiom rimedia subito, si porta sul 2-1 e dà sfoggio di due qualità che caratterizzeranno la partita: primi tempi a ripetizione e servizi efficaci. Silvietta realizza un primo ace (4-3). Clara si fa male e scatena il panico. Renata è davvero scesa a Taranto da Roma; Desiree è stata impiegata la scorsa volta; se si fa male un’altra giocatrice, si dovrà veramente far ricorso alla bambina nata a Capodanno... Per fortuna la nostra centrale non ha nulla di grave.

Malinteso tra due torresi che quasi si picchiano in campo e pallonetto di Clara (7-4).

L’alzatrice brindisina prova secondi tocchi in stile Marcianò (“passaggi” a sorpresa verso il campo avversario), ma Sonia, da bordocampo, esprime qualche perplessità (“Addò a scè?”).

Consueto punto-culo di Michela, poi arriva in palestra Rossella con il collare ortopedico. Adesso i tifosi tarantini sono in maggioranza e con la presenza della centrale infortunata la Palafiom prende il largo (10-6).

Break del Torre Santa Susanna (10-9), ma il turno in servizio di Alessandra è sempre una garanzia (12-9). Dopo un muro di Michela, Silvia mette in difficoltà la ricezione delle brindisine realizzando anche un ace (21-12).

Entrano Desiree e Luana, ma la massafrese è distratta da Istituzioni di Diritto Romano e incorre in due doppie consecutive. I falli alla Palafiom vengono fischiati; non è come l’anno scorso... Dal 22-13 il Torre Santa Susanna si porta sul 22-17. Data la serata poco felice di Luana e per non correre inutili rischi, coach Marcello richiama d’urgenza Alessandra dal bar del centro. Valentina solleva la polvere dal parquet con una cannonata impressionante, pipe di Michela e punto finale della nostra numero sette (25-18).

Secondo set.

La Palafiom, limate alcune imperfezioni del primo parziale, adesso è spietata: perentorio 7-0 e precoce ipoteca sul secondo set. Si alzano anche i muri mentre continua la rassegna di primi tempi (12-2). Ed anche di secondi tempi fatti come si deve (14-2).

    Silvietta sta servendo alla grande mettendo in evidenza tutte le difficoltà in ricezione della squadra locale. Per Roberta, invece, complici i massaggini di Mary, è una serata rilassante, ma il nostro libero non perde la concentrazione e compie qualche intervento notevole. Silvia e Clara dominano sotto rete, Valentina e Michela portano la Palafiom sul 19-5 e coach Presta può far rifiatare alcune titolari.

Sonia, intanto, smentisce la notizia pubblicata su Novella 2000: non è vero che è uscita con Rodrigues Anderson; il campione del mondo le ha solo promesso una maglia della nazionale brasiliana. Vergogna! E’ lui che deve chiedere in ginocchio una maglia della Palafiom. E neanche quella ufficiale, ma quella da allenamento. Ci pur’.

Esordio stagionale per Valentina Macripò, che festeggia con due aces consecutivi ed allunga così il filone aureo delle sostituzioni di Re Mida Presta. Filone in questo senso...

Nell’intervallo tra i primi due set, oltre a rompere i coglioni al fidanzato monitorando i suoi spostamenti a distanza, Luana ha approfondito il concetto di Usufructus, il diritto di usare e percepire i frutti di una cosa altrui, senza alterarne la destinazione economica. Percepito il vantaggio da terzi, lo usa senza alterarne la destinazione ed anzi realizza il punto finale del set: 25-5.

Terzo set.

“Esistono tre cose che non si possono celare, dicevano gli ottomani, e sono: l’amore, la tosse e la miseria” – scrive uno dei miei autori preferiti, Ivo Andri?. [2] Soprattutto la tosse, come hanno dimostrato di sapere Sonia e coloro che hanno viaggiato in macchina con lei.

Una quarta cosa che non si può celare sono i limiti tecnici del Torre Santa Susanna. Innegabili, è vero. Però le brindisine giocano con grande dignità e, sebbene la partita sembri non avere storia, le atlete di casa si portano in vantaggio per 1-4. Alessandra tenta un secondo tocco in bagher, ma tanta creatività non viene premiata. Le torresi sono ancora in vantaggio (3-6) quando il signor Moro torna dal bar e pensa ad un guasto del tabellone elettronico.

Silvia con una veloce, Michela di potenza e Silvietta riportano in vantaggio la Palafiom (9-8).


Gli innumerevoli tentativi di mettere a terra un secondo tocco da parte della palleggiatrice locale vengono finalmente premiati. Con questo spirito e con questa insistenza il Torre Santa Susanna vincerà prima o poi un set e magari una partita in questo campionato ed io sarò felice per loro e lo annuncerò solennemente nel blog. Non oggi, però.

   Qualche errore delle ospiti consente alle torresi di assaporare ancora il vantaggio sul 12-13, ma è l’ultima volta. Silvia pareggia e Valentina riporta avanti la Palafiom. Fino alla conclusione della partita le tarantine si limiteranno ad amministrare un vantaggio via via crescente nello spettrale silenzio della palestra (io ho tenuto la trombetta a riposo e il pubblico di casa deve aver perso da tempo l’entusiasmo). Il set si chiude 25-18.

A fine partita le ragazze vogliono coinvolgere nell’abbraccio anche le infortunate Rossella e Sonia. Quest’ultima responsabilmente dice di non potersi avvicinare, ma poi, proprio mentre si interrompe il video (qui sotto), abbandona gli indugi e si lancia verso le compagne.

 

 
        Fuori dalla palestra due ragazzini scavalcano il muretto e saltano dentro l’ampio cortile proprio in corrispondenza del punto dove io ed un’altra persona di cui voglio garantire l’anonimato avevamo espletato a turno i nostri rispettivi bisogni. Avranno trovato un po’ di umidità.

Approfittando di una distrazione di Marcello, Sonia elude la vigilanza ed entra anche negli spogliatoi. Se con lei sono entrati anche i germi del virus influenzale, lo sapremo tra qualche giorno, ma quel giorno il nostro opposto subirà da parte del coach rappresaglie che non oso neanche immaginare.

Risultati dagli altri campi: a Tuglie dev’essere stato spettacolo e alla fine ha vinto Oria al tie-break (2-3). San Pietro Vernotico-Trepuzzi 3-0, Corsano-Ugento 1-3, Tempesta Taranto-Nardò 2-3, Lecce-San Giorgio 3-2, Putignano-Ceglie 3-0.

Classifica: Palafiom Taranto 33, Tuglie 31, Oria 30, San Pietro Vernotico 28, Ugento 23, Putignano 18, Tempesta Taranto 16, Lecce, San Giorgio e Nardò 15, Trepuzzi 10, Ceglie e Corsano 9, Torre Santa Susanna 0.

Sabato prossimo, lo sappiamo tutti, la palestra della scuola “Alfieri” ospita lo scontro al vertice Palafiom-Tuglie.

 

NOTE:

(1) www.comune.torresantasusanna.br.it, da cui è anche tratta la foto della colonna.

(2) ANDRI?, I., Il ponte sulla Drina, Club degli Editori, Milano, 1962, pag. 379.

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Palafiom Taranto-Corsano 3-0

di skanderbeg69 (07/01/2007 - 13:12)

Sabato 6 gennaio 2007, ore 17.00

Tempo fa mi ero chiesto quale fosse il corrispondente femminile del gesto scaramantico maschile del grattamento. Per discrezione non mi ero permesso di esplicitare questo interrogativo alle atlete, ma l’allegra serata di fine anno al Siddharta ha svelato il mistero: a un certo punto ho percepito in modo nitido e chiaro la frase “mano destra sulla tetta sinistra”...

E’ un gesto scaramantico femminile universale o si tratta di un rituale peculiare della Palafiom?

    Ma certo che è universale! Come ho fatto a non pensarci prima?

Come ho fatto a non ricordarmi della statua di Giulietta nel cortile di casa Capuleti a Verona? La figura bronzea è completamente scolorita all’altezza di una tetta (destra, però) perché dicono che toccare lì porti bene.

Toccare... lì, in effetti, fa sempre piacere; è un gesto fortunato di per sé. Ma adesso scopro che il palpeggiamento a Giulietta