Cime tempestose

Ma vogliamo parlare anche della NAT Tempesta di serie D, che zitta zitta ha conquistato la vetta della classifica?
Dopo la sconfitta all’esordio, la formazione di coach Davide Monopoli ha inanellato la bellezza di otto vittorie consecutive (una al tie-break e le altre da tre punti). La più importante è stata indubbiamente quella conquistata sul parquet di Triggiano sabato scorso.
Ora la NAT Tempesta guida la classifica con 23 punti, davanti all’Assipanificatori Bari e allo stesso Triggiano (22 punti).
Ricordo che nella formazione rossoblu milita una giocatrice della squadra di B2, Désirée, militava Silvietta e ci sono alcune protagoniste delle brillanti stagioni dell’Under 16 della Palafiom (Cofanetto, Priscilla, Federica), senza contare la “nata a Taranto di una mezza estate”, Simona Muraglia, nonché la storica tempestosa Francesca Cosa, e ancora la portafortuna Manuela (3-1 a Matera in Coppa Italia con lei presente), eccetera.
Insomma, uno squadrone.
Uno squadrone che mi ha provocato un sussulto quando su un giornale locale ho letto la formazione: “Buso e Clemente al centro”... [1] Ecco come si spiega il primato...!
In realtà non si tratta di Silvia e Clara, ma di Giulia e Bruna (rispettivamente la sorella minore e la sorella maggiore delle giocatrici della B2). E comunque il primato si spiega lo stesso dato che pure queste promettono bene.
La NAT Tempesta gioca gli incontri casalinghi al Maria Pia il sabato alle 17.30.
Ma tutti i dettagli di questa squadra, le atlete, il calendario, i risultati, li trovate sul sito ufficiale della NAT Tempesta, nuovo di zecca: www.gruppotempesta.com.

Ci sono anche le foto di quando le giocatrici osservano la dieta dello sportivo alla Fenice o si allenano alle altalene del giardino di un asilo o si fanno la barba o vanno al Motor Show o aderiscono alla campagna antifumo recentemente abbracciata dalla squadra di B2 (accumènzan’ bbuen’ pur’ chest’...) o si allenano per i Mondiali di ginnastica.
E c’è anche lo spazio dedicato alla 1^ Divisione.
Insomma, seguiamo anche le imprese della NAT Tempesta sia dal vivo al Maria Pia che sul sito internet. Ne vale la pena; le ragazze danno soddisfazione.
NOTE:
(1) Cfr. BUCCOLIERO, G., Orchidea e Azzurra battute al tie-break, “Corriere del Giorno”, 23-10-2008, pag. 25.
La Nati a Taranto cambia nome; si chiamerà Simona
Coach Marcello ha ufficializzato l’ingaggio della seconda palleggiatrice. Si tratta di Simona Muraglia, proveniente dalla Tempesta Taranto (serie D).
Al di là delle considerazioni tecniche, l’arrivo della Muraglia, cognome più consono ad una centrale che ad una palleggiatrice, è l’ultimo atto di una vera e propria rivoluzione in seno alla società di via Golfo di Taranto.
Ormai non si può più tornare indietro; si cambia nome.
Né Palafiom, né Nati a Taranto, dunque; da quest’anno la squadra si chiamerà Simona, visto che con la Muraglia adesso siamo arrivati a quota cinque: due Simone schiacciatrici (Mucci e Corallo), due Simone liberi (Leone e Mereu) e adesso anche una Simona palleggiatrice (Muraglia).
A questo punto si è deciso di chiamare direttamente “Simona” tutta la squadra e così non ne parliamo più...
Per tre anni su questo blog vi ho sempre chiamate per nome, ma adesso come si fa?
Non solo. Immaginate il casino che potrebbe succedere quando il coach, durante una fase di gioco, griderà frasi del tipo: “Simona, difendi il posto cinque!”.
Mezza squadra si precipiterà in quella zona del campo...
“Simona, presta assistenza a Silvia!”
E la nostra centrale sarà travolta da cinque compagne di squadra.
“Ale, la prossima servila a Simona!”
E la povera Alessandra se ne andrà in confusione...
Qua i casi sono tre.
O qualcuna cambia nome.
O troviamo subito altri soprannomi. Se li avete già, vi conviene farmeli presente - nel vostro interesse - altrimenti li invento io.
Oppure completiamo l’opera e rastrelliamo tutte le Simone ancora tesserate per altre squadre.
La Nati a Taranto sembra orientata verso quest’ultima soluzione.
Coach Marcello ha consultato l’Annuario della pallavolo e sono già state avviate intense trattative con i procuratori delle restanti Simone.
Sembra difficile l’acquisto di Simona Califano, considerata dall’allenatore rossoblu il miglior libero dello scorso campionato (secondo me era brava anche la Favino, ma purtroppo si chiama Morena). L’atleta dell’Orion Napoli ha conquistato la B1 sul campo e difficilmente accetterà di scendere di categoria.
Meno irte di ostacoli sono le strade che conducono alle altre Simone presenti sul mercato.
Fra l'altro il caso vuole che siano quasi tutte pugliesi.
Simona Romano (Tekla Scafati) ha vissuto una stagione poco gratificante non riuscendo a trovare molto spazio nel sestetto titolare dell’agguerrita compagine campana e si punta, quindi, sulla sua voglia di riscatto.
Oltretutto l’atleta brindisina ha un debito aperto con la Palafiom Nati a Taranto, avendo fruito di un passaggio in pullman in occasione dell’incontro di andata.
Poi ci sarebbe Simona Minetti, della Telcom Ostuni.
Ventuno anni, nativa di Ceglie Messapica, la Minetti è una delle giovani promesse del gruppo allenato da coach Solombrino reduce da un finale di campionato intenso ed emozionante.
La società gialloblu ha preannunciato una campagna acquisti con i fiocchi, ricca di fuoriclasse; in tal caso la giovane atleta potrebbe essere dirottata sulle sponde dello Jonio per fare esperienza.
Un altro obiettivo è Simona Marasco, schiacciatrice dell’Azzurra Molfetta, molto apprezzata nella finale di Coppa d’Oro (dal coach; io guardavo altro...).
In realtà, la Marasco è stata una delle prime riconferme ufficiali della società barese e dunque è fuori mercato.
Tuttavia, è ormai imminente l’arrivo in Italia di Marco Urago, che, con Trombetta, ha organizzato un blitz nella città adriatica per procedere al ratto della Vuovolo.
Visto che s’acchiano, i due potrebbero rapire anche la Marasco, costringendola così a giocare con la Nati a Taranto.
Infine, Simona Cotellessa. Si tratta di una giovane giocatrice del Lanciano, classe ’95, di cui non abbiamo la foto. Tenuto conto che l’età media delle All Blacks si attesta sui 12 anni e mezzo, la Cotellessa avrebbe già raggiunto la soglia massima per il pensionamento e dovrebbe essere tagliata dal roster abruzzese. In tal caso subentrerebbe la Nati a Taranto.
E siamo a dieci Simone. Non bastano.
“Sì, il campionato a sedici squadre impone una panchina lunga” – conferma coach Presta. “Ma non è un problema. Costringerò Désirée a cambiare nome all’anagrafe, così risolviamo anche i dubbi sugli accenti. E poi ci sono due promettenti ragazzine che si stanno già allenando con noi e che potrebbero allungare la panchina: Simona Rinieri e Simona Gioli.”
NOTE:
Le foto di Simona Muraglia e di Simona Califano sono di Luca; quella di Simona Mereu è di Franco.
I bronzi di Warendorf

I Mondiali Militari di pallavolo si sono conclusi. La nostra Cristiana ha conquistato la medaglia di bronzo (auguri!). Troppo forte la Cina (oro); i rimpianti, semmai, riguardano la partita con la Germania terminata al tie-break dopo un lungo testa a testa. Con un altro risultato, la finale e l’argento sarebbero stati possibili, anzi probabili.
Osservando la foto della squadra, faccio un’altra riflessione: in caso di secessione e di disgregazione del Paese, la Puglia, come rappresentativa militare, sarebbe a posto: Cristiana sta per acquistare la cittadinanza pugliese e in più vedo Domenica Monteleone e le “tempestose” Ida Zelletta e Rosy Corigliano (colei che due anni fa tentò di attestare la praticabilità del parquet di San Giorgio con una frase che qui non è il caso di ripetere...). Un quarto (o un terzo, se includiamo Cristiana) della squadra, quindi, è made in Puglia.
Ripercorriamo le tappe di questi Mondiali: 3-0 sul Canada, 2-3 con la Germania, 0-3 con la Cina, 3-1 sugli Stati Uniti, 3-1 sull’Olanda e 3-0 ancora sull’Olanda nella finale per il terzo posto.
L’importante, comunque, è che nessuna si sia fatta male o abbia preso freddo o abbia fatto indigestione di crauti, ecc...
NOTE:
La foto è tratta da www.cism-championship.info.
Ritratti
PAOLA MARCIANO’
Palleggiatrice

Nata a Taranto, dove vive, 17 anni fa.
Segno zodiacale:
Ariete.
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?
A 5 anni, minivolley nella Tempesta.
Perché proprio la pallavolo?
Vengo da una famiglia di sportivi: mio padre praticava nuoto e pallanuoto; mia madre pallavolo. L’ago della bilancia è stato probabilmente il famoso cartone animato di Mila e Shiro.
E perché proprio da palleggiatrice?
Fino a 11 anni, quando sono passata alla Palafiom, non avevo un ruolo definito. E’ stato quindi Marcello ad orientarmi verso un ruolo che io ho accettato senza alcun problema, come un fatto naturale. D’altra parte è un ruolo che mi piace molto.
La tua carriera:
Dall’età di 11 anni ad oggi sempre nella Palafiom. Soltanto lo scorso anno sono stata ceduta in prestito alla Tempesta (serie C).

Cos’altro fai nella vita?
Liceo scientifico, 4^ anno.
I tuoi hobbies?
Studio e volley non mi lasciano molto tempo per coltivare hobbies in modo continuativo.
L’ultimo libro che hai letto:
Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini.
L’ultimo film che hai visto:
Il cacciatore di aquiloni, ovviamente...
Il tuo cantante preferito?
Ligabue.
Il tuo piatto preferito:
La pasta alla carbonara.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi?
Sincera, solare, determinata.
E i difetti?
Introversa, permalosa, testarda.

Beh, sui pregi sono d’accordo. Ho l’impressione che una delle tue principali caratteristiche di personalità sia l’equilibrio, il senso della misura (che, a quanto pare, è ricorrente tra le palleggiatrici), sia sul parquet che fuori. Determinata ma non aggressiva, coraggiosa ma non scriteriata sul parquet; sorridente ma non frivola, cordiale ma non petulante fuori dal parquet. Dove trovi tanta maturità e soprattutto tanta serenità interiore (piuttosto inconsuete alla tua età)?
In effetti, non ho attraversato crisi adolescenziali. Credo che la mia serenità sia legata alle persone che mi circondano e che mi permettono di crescere garantendomi affetto e fiducia. Penso alla mia famiglia, al mio ragazzo, ai miei amici. Devo anche riconoscere a me stessa la capacità di scegliere le persone con cui confrontarmi, intuendo quelle da evitare perché non avrebbero nulla di buono da offrirmi. In questo modo so di non essere mai sola.
Il più bel ricordo della tua carriera:
La convocazione alle Regionali tre anni fa. Non me l’aspettavo anche perché ero fuori come età.
Il più amaro:
La retrocessione con la Tempesta al termine dei play-out di serie C l’anno scorso.

Lo scorso anno, comunque, hai disputato un campionato da titolare. Cosa ti ha lasciato quella esperienza?
Maggiore sicurezza. Credo di essere cresciuta tecnicamente grazie all’esperienza sul campo e allo sviluppo della comunicazione e dell’intesa con le compagne.
Quest’anno, invece, soltanto pochi spezzoni di partita. D’altra parte il ruolo di titolare è coperto da una giocatrice sul cui talento indiscusso è inutile spendere parole. E’ un anno buttato?
Assolutamente no. Nel mio ruolo l’esperienza è fondamentale ed era scontato che la squadra fosse affidata a mani più esperte delle mie. Ma non è affatto un anno buttato perché ho avuto comunque l’opportunità di entrare nell’ottica di questa categoria.

Cosa pensi di Alessandra?
Ha ottime mani, un bel tocco. I risultati raggiunti dalla squadra quest’anno parlano da soli.
Cosa “prenderesti in regalo” da lei?
Il tocco, appunto. La sua tecnica in generale.
Potenza, 10 febbraio 2008, ore 18.40 circa: coach Marcello ti spedisce in campo per il tuo esordio in B2. Come hai vissuto quei momenti?
Non me l’aspettavo. Non quel giorno, almeno. Credevo che la possibilità di giocare mi sarebbe stata offerta nel corso di una partita dal risultato acquisito a nostro favore e a Potenza, invece, stavamo perdendo malamente. Per questo è stata una sorpresa. Però, una volta entrata in campo, ho giocato con tranquillità. Indubbiamente la “partita vera” è risultata molto diversa dall’allenamento, però... temevo peggio.

Talvolta il palleggiatore è messo sotto accusa dagli attaccanti, a torto o a ragione. Quando non riescono ad essere incisivi possono attribuirne la responsabilità ai passaggi imprecisi o alle scelte del palleggiatore. Ti sei mai sentita il capro espiatorio di una squadra?
Sempre! Però, ormai ci ho fatto il callo. Ecco, l’esperienza dell’anno scorso è servita anche ad abituarmi a questo tipo di situazione.
E, al contrario, ti è mai capitato di provare rabbia nel vedere passaggi perfetti vanificati dagli errori degli attaccanti?
Sì, mi è capitato anche questo. Più che suscitare rabbia, è demoralizzante.
Quali laterali, tra quelle che abbiamo affrontato quest’anno, ti piacerebbe servire se ne avessi la possibilità?
Alessandra Piccione (Ostuni).
E quale palleggiatrice ti ha più impressionato favorevolmente?
Sabrina Cosentino (Valenzano).

Campionessa provinciale Under 16 l’anno scorso, campionessa provinciale Under 18 quest’anno... Baratteresti questi due titoli per una partita da titolare in B2?
No. A quei titoli sono... affezionata.
Cosa ti piace della Palafiom?
Il rapporto con le compagne.
Cosa non ti piace?
Il fatto che spesso si lavori troppo...!
L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi?
“Non chiudere gli occhi!” Ma la lista è piuttosto lunga...

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?
No.
Sante palleggiatrici! Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?
Vorrei imparare ad anticipare su ogni pallone.
Giocatore o giocatrice che ammiri di più:
Ricardo.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?
Tempesta-Trepuzzi 3-0. Era la prima giornata del campionato di serie C dello scorso anno e si trattava di avversarie più accreditate di noi. La vittoria ha allontanato le nostre preoccupazioni ed ha rappresentato un impatto felice con il campionato accrescendo la nostra sicurezza.

E la partita che vorresti cancellare?
Palafiom-Tempesta 3-0.
Cosa ti piace di più della pallavolo?
Il fatto che sia un gioco di squadra nel senso pieno dell’espressione.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?
Infastidire non è il termine corretto, però la pallavolo comporta molta dedizione, molto tempo e di conseguenza molte rinunce.
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:
Studiare, laurearmi in biologia, insegnare e svolgere la libera professione in uno studio privato...
Ok, idee chiare. E rispetto alla pallavolo?
Arrivare il più in alto possibile.
Addio, Palafiom. Clara torna a giocare nella Tempesta

Quella foto a pagina 19 del Corriere del Giorno di ieri è stata uno shock per tutti, ma purtroppo ormai il dado è tratto: Clara Clemente, bandiera della Palafiom Taranto, indossa già la maglia della Tempesta, altra formazione del capoluogo.
Il “patto del Castellino” è prematuramente sciolto. Dopo tante stagioni nella compagine di coach Presta, la forte centrale ha deciso di laciare la società di via Golfo di Taranto.
“Non ci sono stati problemi particolari – spiega la Clemente – ma mi sono accorta di non avere più stimoli. Le piccine d’oro della squadra ormai sono diventate grandi e il mio ruolo di Mamma Chioccia qui è esaurito. Adesso il mio obiettivo è quello di rilanciare la Tempesta, come in passato. Ma con le ex-compagne della Palafiom continuerò a giocare a ping-pong al termine degli allenamenti al Maria Pia.”

Coach Marcello ha preso atto della decisione della sua ex-giocatrice:
“Ringrazio Clara per la professionalità dimostrata in tutti questi anni. Lei ha cambiato la Palafiom, lei l’ha resa competitiva, lei si è sempre posta come modello di serietà e di bravura in ogni partita, in ogni allenamento, attraverso ogni gesto dentro e fuori dal parquet.
Accetto con amarezza la sua decisione di trasferirsi alla Tempesta, ma la rispetto. D’altra parte gli stimoli e le motivazioni sono fondamentali per un’atleta. Guardate la foto sul giornale di ieri: il cambio di casacca sembra averla già ringiovanita...
Auguro a Clara una radiosa prosecuzione della carriera.”
I grandi quesiti dell'umanità - 18 bis

La foto di Luca si riferisce al derby Palafiom-Tempesta dello scorso anno. Il derby di ritorno, quello buono.
La nostra Paoletta sta... tramando contro di noi. Cosa sta indicando? Cosa vuol dire quell’indice? Sta forse suggerendo alla compagna in battuta di servire verso il posto uno? Chi c’era in posto uno? Qual è la giocatrice della Palafiom che Paoletta considera più vulnerabile in ricezione...?
Occhio ai seggiolini

Nella palestra del Maria Pia c’è uno strano fenomeno: i seggiolini vacanti. La tribuna presenta, infatti, inquietanti vuoti qua e là. Alcuni seggiolini sono stati asportati, non sappiamo come e quando. Nuje no’ ne sapìme nijnd’...
Forse gli spettatori della Tempesta se li sono portati a casa per ricordo; forse li hanno scagliati contro le squadre avversarie nel corso della stagione 2006-’07.
Sta di fatto che, al momento, vi sono 129 posti a sedere e mezzo (di un seggiolino manca lo schienale ma c’è la parte dove si appoggia il sedere). Qualche altro posto, meno comodo, si ricava nei vuoti.
A fine campionato, comunque, li riconteremo per verificare eventuali ed ulteriori perdite.
Fu Livio Tempesta

Ricordate il quesito sull’identità misteriosa di Livio Tempesta? Il nostro lettore era ben informato e lo ringrazio ancora. Adesso ho anche trovato un riscontro alle sue indicazioni: la salma di Livio Tempesta si trova effettivamente nel cimitero di Guagnano. La cappella di famiglia è in stato di semi-abbandono; manca persino un vetro sulla porta, ma la lapide del piccino, che ha dato il nome alla scuola di via Lago di Como, che a sua volta ha dato il nome alla società pallavolistica, è lì.

“Livio Tempesta, 20-11-1941, 7-1-1951. Angelo di purezza e di bontà, volle tutt’ i bambini buoni come Gesù Bambino, ispirò l’apostolato di bontà nella scuola”.
Le foto che vedete (contributo alla sete di conoscenza dei nostri lettori) le ho scattate facendo una sosta intermedia mentre andavo a Lecce a sostenere le amiche dell’Azzurra. Il fatto che pubblichi le immagini della lapide di Livio Tempesta proprio il giorno successivo alla retrocessione dell’omonima squadra tarantina è solo una coincidenza.
Le vite degli altri
Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?
Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.
L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...
Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.
L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.
A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.





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