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La NAT moltiplica le iniziative benefiche; Babbo Natale abboccherà?

di skanderbeg69 (19/12/2008 - 18:41)

Dopo l’adozione a distanza del piccolo Munir (che invero sta presentando qualche problematica anomalia), la Nati a Taranto si è resa protagonista di altre due iniziative socialmente utili.

Mercoledì scorso ha ospitato sul parquet del Palafiom un torneo triangolare al quale hanno partecipato San Vito dei Normanni e Valenzano. Il ricavato sarà destinato al progetto di apertura di una casa alloggio per bambini lungodegenti.

Domenica prossima, inoltre, la squadra del presidente Lupo aderirà ad una campagna antifumo della Primadonna Trani. La società adriatica non poteva scegliersi un partner meno indicato visto che la recente legge regionale contro l’inquinamento è stata approvata pensando alla Nati a Taranto e non alla diossina dell’ILVA.

Si riuscirà a convincere in extremis Babbo Natale che siamo stati buoni?

Ma  andiamo con ordine, cominciando, dunque, con il torneo benefico (il termine “benefico” non indica Michela Benefico, che pure è stata una brillante protagonista, ma la natura solidaristica della serata).

Purtroppo a Taranto basta che cadano due gocce di pioggia e la gente si barrica a casa come se stesse arrivando l’uragano Katrina. E il San Vito dei Normanni cosa avrebbe dovuto dire? Per tornare a casa, Labate e compagne hanno dovuto fare il giro della Puglia. Ma hanno partecipato.

Poca gente, quindi, ma contributi generosi, secondo quanto hanno riferito le magnifiche hostess presenti. Un’iniziativa da riproporre.

Far venire quelle hostess anche alle altre partite, intendo dire.

Piuttosto nutrita la rappresentanza dei tifosi dell’AIPD, particolarmente calorosi nel loro sostegno alle rossoblu.

Ahimè, l’instacabile incoraggiamento di questi supporters, che ci auguriamo di rivedere anche negli incontri di campionato, non è stato sufficiente a superare il San Vito dei Normanni nella prima partita del triangolare.

La NAT ha giocato in modo più che dignitoso ma di fronte a stelle del calibro di Jaline Prado, Paola Ronconi e soprattutto Alessandra Piccione c’è poco da fare.

I piccoli incidenti di gioco occorsi alla Ronconi non sono stati presi molto seriamente dallo staff brindisino: non solo una si fa la bua, ma viene pure presa in giro da coach e compagne…

Sarà che in serie A si usa così.

La seconda partita ha posto di fronte San Vito dei Normanni e Aspav Valenzano.

Che belle squadre, accidenti. Che classe, che colpi.

Nonostante la presenza di Sabrina Cosentino, sempre più spettacolare, le brindisine hanno vinto anche questa partita sfruttando, tra l’altro, i micidiali servizi di Georgina Pinedo.

In questo modo, la terza partita, quella tra NAT e Valenzano ha perso di significato anche se la squadra di coach Lorè si è congedata dal palazzetto lasciando in beneficenza anche la coppa e i documenti delle atlete.

La coppa la ricicliamo per un altro torneo; per i documenti si apre un’asta di offerte volontarie che andranno a rimpinguare la somma destinata alla casa alloggio per i bambini lungodegenti. Per la carta d’identità di Giada Gorini si parte da un’offerta di 100 euro; per la patente di Fabiola Facchinetti, autografata dal Prefetto in persona, partiamo da 150 euro; per il passaporto di Jaline Prado, completo di visto, l’offerta minima è di 300 euro.

Mentre le atlete del San Vito e del Valenzano deliziavano la platea, ne ho approfittato per qualche intervista. Coach Monopoli, mentre rispondeva, è stato circondato dai telefonini con macchina fotografica annessa delle sue giocatrici. Tra il mio microfono e gli scatti fotografici, sembrava una star di Hollywood attorniata dai paparazzi. E’ primo in classifica con la NAT Tempesta di serie D; se lo merita.

Il microfono ha fatto capolino nei time-out di coach Marcello. Come su Sky. Com’è professionale e distinto l’allenatore jonico quando sa che c’è un microfono; sono sicuro che nei time-out degli incontri di campionato jastèma come un camionista…

NAT-Valenzano è stata una partita intensa e spettacolare. D’altra parte in palio c’erano due coppe: quella del secondo posto e quella che aveva lasciato il San Vito. Le rossoblu hanno vinto il primo set, ma le baresi hanno rimontato e vinto l’incontro. L’aveva detto Jaline: chi gioca per vincere gioca per vincere sempre, anche gli incontri amichevoli.

Quello che non mi aspettavo era la riproposizione, anche negli incontri amichevoli, degli innumerevoli tentativi di fottere arbitri e avversarie in occasione di palloni dubbi. Paola Cesario è rimasta allibita.

Premi finali anche per i tifosi. Il buon momento della NAT Tempesta prosegue con la botta di fortuna in casa Buso: il biglietto di Giulia risulta vincente e la ragazza si aggiudica la maglia messa in palio dagli organizzatori. Non so se è un bene o un male. Essendo una nostra tesserata, forse sarà costretta a restituirla se vuole continuare a giocare da titolare in serie D.

Archiviato il triangolare, si pensa al grande incontro di domenica prossima.

Campagna antifumo, dunque. La Nati a Taranto… E’ come indicare il PDL (o il PD, è lo stesso, ormai sono soci in affari) quale testimonial di una campagna per la legalità e la moralizzazione della politica.

 

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Colpo d'occhio

di skanderbeg69 (04/11/2008 - 21:21)

Consolazione doveva essere e consolazione è stata.

Marianna Masoni, il più bel gioiello di famiglia della Palafiom, ha giocato a San Vito dei Normanni, ha contribuito alla vittoria, non ha fatto molti punti, ma ha deliziato i suoi fans nel corso di una serata epica.

Apriamo questa finestra sulla serie A con la bella notizia di un altro mito della pallavolo tarantina, Luigi Mastrangelo (il Masoni in scala ridotta...), che finalmente gioca per i colori della sua terra. Più o meno, visto che lui è di Mottola.

A San Vito dei Normanni, dunque, si affrontano la squadra locale e l’Urbino di Marianna, ma anche di un’altra tarantina, Roberta Bottiglione.

Un’altra stella del volley, Valentina De Mitri, è in tribuna a sostegno proprio della sua amica Bottiglione, ma anche per verificare gli esiti del proprio investimento. E’ lei, infatti, lo sponsor dell’Urbino, come si nota chiaramente dalla scritta sulle maglie delle ospiti...

Il palazzetto è stracolmo. E’ piccolo ma bello, perché è raccolto e il calore del tifo può abbracciare il parquet. E le foto vengono meravigliosamente bene anche stando comodamente seduti. L’unico problema del Palamacchitella è l’area destinata al parcheggio: l’auto di Marcello trova spazio nei pressi di Carovigno, ma anche questa alla fine risulterà una circostanza fortunata.

Pensare positivo.

Pensare positivo anche quando scopri che Marianna non fa parte del sestetto titolare. Dimmi tu se abbiamo fatto tanto strada per vedere la nostra beniamina, sangue del nostro sangue, nascosta da un pilastro...

Ci sarà almeno Alessandra Piccione a deliziarci con le sue giocate magnifiche – penso. Niente da fare: la Fenomena è infortunata. Se Marianna è in piedi accanto alla panchina e coperta da un pilastro, Alessandra osserva l’incontro da fondo campo, appoggiandosi ad un ripiano strutturale del palazzetto. Vista da lontano, sembra una commare di paese, di un centro storico, affacciata alla finestra del piano terra per essere partecipe della vita del borgo.

Pazienza. Gli ultras del San Vito distribuiscono bandierine bianche e bandierine blu, sottolineando che vanno restituite a fine partita. Bah, se fregassimo tutte quelle blu, poi ci resterebbero da produrre soltanto quelle rosse. La metà dei costi sarebbe ammortizzata con questo metodo, per così dire, creativo.

La partita inizia e devo dire che il gioco è spettacolare. Io credo che l’A1 e l’A2 femminili esaltino la pallavolo meglio di qualunque altra categoria. Il volley maschile, infatti, è troppo potente e finisce con l’essere quasi scontato. Chi riceve, di solito, contrattacca e fa punto. Bastano un paio di battute vincenti o di muri per segnare le sorti di un set. La pallavolo femminile di B2, al contrario, comporta scambi molto più lunghi, che esaltano soprattutto le difese. Break e controbreak sono frequenti. Il che non è male.

Però trovo che nell’A2 femminile ci sia un equilibrio perfetto tra potenza ed agilità; i cambi-palla immediati (quelli da uno-due-tre punto) ci sono, ma non sono così automatici come nella serie A maschile. Le partite sono molto spettacolari.

E questa lo è in modo particolare.

Non c’è la Fenomena, non c’è (ancora) Marianna, ma ci sono comunque giocatrici come Prado, Pinedo e Germanova a dare un senso a questa gita fuori porta. 

E nell’Urbino c’è un’altra stella di prima grandezza: la palleggiatrice Katja Luraschi.

Che tocco incredibile. Sembra che il contatto mani-palla duri un millesimo di secondo e poi che precisione, che visione di gioco, che capacità di far girare la palla dove vuole. E non mancano le conclusioni a sorpresa con il tocco di seconda.

Forse è la prima volta che vedo una palleggiatrice più brava di Ale, di Marcella e della Cosentino.

Nonostante l’assenza di Marianna, Urbino vince il primo set 23-25. Nel secondo arriva la punizione divina: San Vito decolla finché il coach marchigiano non introduce finalmente la pupa nostra. Non era mancato un accenno di contestazione da parte mia (“Fa’ trasè ‘a Masoni ca amma venùt’ appòst’!”).

Con l’opposta tarantina sul parquet, Urbino compie una rimonta incredibile: da 6-16 pareggia 22-22 e poi va a vincere il set (23-25). Ecco perché bisogna crederci sempre.

Brava, Marianna. Grande Marianna. Poi dicono che non capisco niente di pallavolo quando invece dovrei fare il selezionatore per la nazionale (per Masoni, Luraschi e Piccione, posto assicurato)...

Bella reazione del San Vito nel terzo set con Georgina Pinedo che si mette in evidenza per i suoi servizi impressionanti. Sembra Sartoretti. Propongo a Marcello di insegnarlo a tutte le ragazze della NAT, ma il day after di Benevento non è la giornata adatta per formulare ipotesi tecniche ambiziose. La risposta del coach tarantino non è di quelle che faciliteranno la sua candidatura al premio Nobel quest’anno.

Nel frattempo Valentina De Mitri manifesta una particolare sensibilità al fumo; se viene accesa una sigaretta a Ceglie, lei riesce a percepirlo da San Vito dei Normanni. Sospetto che la ditta De Mitri, quella che sponsorizza Urbino, produca impianti antincendio.

Coach Pistola fa uscire Marianna. E che cavolo! Non si interrompe così un’emozione. A quel punto esce anche il signor Masoni, che adesso ha la scusa buona per andarsi a vedere il gran premio dal monitor della sua automobile (ma non mentre guida).

Il modo con cui Urbino spreca un quasi match-ball è piuttosto sconcertante: due giocatrici si ostacolano a vicenda e la palla cade soavemente a terra, proprio in mezzo a loro. Il coach ospite conserva un ammirevole self-control; Marcello si sarebbe precipitato in campo con una mannaia.

Poco male: Urbino vince lo stesso (24-26). Senza la sostituzione di Marianna nel terzo set avrebbe vinto prima.

Comunque, che belle squadre, che bel gioco, che spettacolo, cavoli.

Pure a Taranto lo voglio vedere un gioco così; andiamo in serie A, dai!

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Benevento-Nati a Taranto 3-0

di skanderbeg69 (02/11/2008 - 13:24)

Sabato 1^ novembre 2008 – ore 18.30

Le streghe di Benevento hanno colpito ancora e questa volta – sarà per effetto della notte di Halloween – la mazzata è stata più forte che mai.

“Disfatta” è la parola usata da Marcello, in diretta su Jotv al termine della partita. Quando, un minuto dopo la conclusione del match, ho visto Candelli avvicinarsi al coach per l’intervista a caldo, ho temuto per l’incolumità delle attrezzature.

Però bisogna dare atto al mister che anche dopo sconfitte così dolorose ed irritanti sa garantire aplomb al microfono. Senza trascendere.

Questa sarà una cronaca centrata sulle immagini di Jotv visto che finalmente ho reperito il programma giusto. Speriamo che sia l’ultima partita che mi perdo; dovrebbe finalmente essere così.

Le immagini scorrono, un po’ frammentate, sin dal riscaldamento. Ogni tanto si bloccano e bisogna premere il tasto Aggiorna; dopo qualche secondo, però, rivedi la stessa sequenza di prima con qualche altro secondo in più. E che diretta è?!

Per tutto il riscaldamento l’immagine è fissa su Alessandra, che dev’essere la beniamina degli organi di informazione di Taranto.

Lo speaker beneventano invita sul parquet il sestetto jonico iniziando dal numero 7 Michela... Benefìcio...

Può capitare; lo speaker di Taranto fa di peggio. Il sorrisino che scaturisce da questo errore sarà il primo e l’unico della serata in casa rossoblu.

Simona-di-metallo e Silvietta sono recuperate, ma l’allenatore tarantino ripropone la soluzione creativa con Marcella nel ruolo di opposto. Dunque, il sestetto è Certa, Scaglioso, Clemente, Zonca, Beneficio e Corallo con Leone libero. A disposizione Buso, Fiore, Mucci e Mastandrea.

Coach Feleppa propone Lonardo in palleggio, Mauriello opposto, Bernardi e Miriam Napolitano centrali, Agozzino e Mara Napolitano laterali, Leone libero. In panchina Sigala, Petito, Piscopo e Musto.

Non mi dite che anche Mara Napolitano e Miriam Napolitano sono gemelle... Se è così, mi pare che le mamme del volley sgràvino a doppio...

Un consiglio, rivolto a tutti i genitori del mondo, per la scelta dei nomi: non date ai vostri figli nomi che inizino con la stessa lettera.

Prendiamo le sorelle Napolitano, Mara e Miriam. Già il cognome è lungo; inoltre le ragazze sono alte, longilinee e magre. Giuste, direi. Non un grammo in eccesso. Per scrivere sulla maglia “Napolitano”, le spalle non bastano; bisogna quasi partire dai gomiti. In più, per distinguerle, bisogna aggiungere non una lettera del nome ma ben due perché la sola M. sarebbe equivoca (c’è scritto, infatti, Ma. e Mi.). Ed è andata pure bene che non si chiamano Mariagrazia e Mariastella; in tal caso non sarebbe bastata una maglia XXL...

     Di buono c’è che, se a fine campionato la squadra dovesse essere ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, non ci sarebbe bisogno di stampare “Napolitano” su una maglia da sacrificare all’uopo, ma sarebbe sufficiente staccare due lettere dalla maglia di una delle due sorelle. L’altra, quella che rimane, se la possono dividere fraternamente.

E’ evidente che sto allungando il brodo per non parlare della partita.

A proposito, avete notato che entrambi i liberi si chiamano Leone (Simona e Valentina)? Che siano gemelle anche loro...?

Meh, mo avast’. Sciàm’, il dovere mi chiama.

Primo set

L’inedita diagonale Certa-Scaglioso all’inizio della partita sembra funzionare, ma i problemi in casa rossoblu sono altri ed emergono dopo un illusorio equilibrio durato sino all’8-6.

Benevento forza il servizio quanto basta a far trascorrere un pomeriggio di passione alla ricezione NAT, attacca con grande efficacia e difende quasi tutti i palloni che piovono dalle bande ospiti. Il vantaggio aumenta (16-12), ma la Nati a Taranto sembra ancora in grado di recuperare. Ci provano Cristiana e Marcella, ma le atlete sannite tengono duro: una pipe della Agozzino ed un servizio vincente di Mara Napolitano lanciano la squadra di casa verso il traguardo parziale (25-15).

Secondo set

Il secondo set si vede perfettamente, in diretta. Purtroppo, però, lo spettacolo non offre soddisfazioni ai tifosi tarantini.

Teresa Agozzino sfrutta al meglio il proprio turno in battuta (4-1), poi si affina ulteriormente il muro-difesa del Benevento, i cui attacchi non sembrano incontrare molta resistenza. Sul 9-4 coach Presta introduce Silvietta al posto della Corallina; il rientro del giovane opposto tarantino è di per sé una buona notizia, ma neanche la promettente atleta cresciuta nel vivaio NAT riuscirà ad essere incisiva. Marci si arrabatta da entrambi i lati dell’attacco tarantino e tiene ancora in vita la squadra rossoblu, ma in questa fase è la Agozzino a salire in cattedra e ad incrementare il vantaggio beneventano (13-7). La schiacciatrice campana manda in tilt la ricezione jonica, beffata da due servizi consecutivi.

Il telecronista di Jotv non interviene per tutta la partita; in compenso si percepisce qualcosa dei contenuti del time-out chiamato da Marcello sul 13-6. Dice quattro o cinque volte in 20 secondi la parola di cinque lettere che inizia con c e finisce con o. Controllate la differita se non ci credete.

Quando in tv avvicinano i microfoni a Barbolini o a Montali durante i time-out, non sono così volgari...

Intanto Mucci sostituisce Ale mentre Marcella torna al proprio ruolo naturale di palleggiatrice; il cambio, però, non interrompe il micidiale break di sei punti delle padrone di casa. Bene in questa fase anche la centrale Bernardi.

Ma la centrale beneventana è la sorella gemella di Lorenzo Bernardi...?

 Rientra Simona Corallo (per Silvietta), ma Benevento procede come un treno. Sul 21-8 la Nati a Taranto mette a terra tre palloni consecutivi ed accenna ad una reazione con qualche conclusione di Cristiana ed un ace di Mucci; punti che servono soltanto ad attenuare il passivo (25-16).

Terzo set

La parola disfatta risulta calzante soprattutto per il terzo set, nel quale soltanto Zonky e Clara giocano decorosamente. Quest’ultima chiuderà con un bottino personale di 9 punti; nessuna rossoblu arriverà in doppia cifra.

     Il collegamento in streaming si interrompe di nuovo; quando riprende, Benevento è già sul 6-2. Poi dilaga, ma per fortuna ci sono ancora problemi tecnici che risparmiano ai telespettatori il tracollo definitivo della NAT.

Quando tornano le immagini in diretta, il punteggio è agghiacciante: 21-11. Non ci voglio credere. Il forte opposto Mauriello e le sorelle Napolitano partecipano alla marcia trionfale che terminerà con l’eloquente punteggio di 25-12, proiettando la matricola sannita al quarto posto in classifica.

Sopra di noi, ahimè.

A beneficio degli appassionati e dei giornalisti, questa settimana avrei voluto iniziare a pubblicare i tabellini con gli scout. Credo convenga rinviare alla prossima.

Tutti i tifosi e gli amici della NAT hanno, comunque, un motivo di consolazione: stasera il gioiello made in Palafiom, Marianna Masoni, attualmente opposto a Urbino in A2, torna in Puglia. Alle 17.30 affronta il San Vito dei Normanni al Palamacchitella. La consolazione sta nel fatto che il risultato non conta: che Marianna vinca o perda non ce ne fotte niente. Anzi, speriamo che vinca San Vito dei Normanni. L'importante è che lei giochi, giochi bene e faccia un sacco di punti.

Altri risultati: Salerno-Molfetta 3-0, Battipaglia-Tuglie 0-3, Scafati-Nojaturi 3-0, Matera-Sarno 3-1, Trani-Aversa 3-0, Potenza-Montescaglioso 3-1, Sala Consilina-Ostuni 3-0.

Classifica: Matera 21; Salerno 18; Trani 17; Benevento 16; Tuglie e TARANTO 15; Scafati 13; Sarno 12; Sala Consilina 10; Potenza 9; Molfetta 6; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Battipaglia 2; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna multa, ma per la prima volta in questa stagione la Nati a Taranto è protagonista: “Richiamo per illuminazione insufficiente sul terreno di gioco (presenti zone d’ombra)”. Se il Palafiom era illuminato in modo insufficiente, cosa dire della palestra di Talsano in cui Rossella stava per giocare con gli occhiali a raggi infrarossi per quanto era buio...?

Ma non fa niente; apprezziamo la poesia del comunicato: “presenti zone d’ombra”... Poche parole che si adattano soprattutto ai contenuti di quella partita. E’ una metafora. Le zone d’ombra sono i tre finali dei set, quelli in cui la NAT si è spenta e Matera si è presa la meritata vittoria.

Prossimo turno: TARANTO-Battipaglia, sabato 8 novembre, ore 19.00, Palafiom, via Golfo di Taranto.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto di Giorgio Napolitano è tratta da http://it.wikipedia.org, quella di Lorenzo Bernardi da http://fried.li/volleyball, quella di Clara è di Luca.

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Diamo un nome alla mascotte di Italia 2010

di skanderbeg69 (20/10/2008 - 22:16)

Ha un volto, ha un corpo, ma non ha ancora un nome. Parliamo della mascotte dei mondiali di pallavolo che saranno ospitati dal nostro Paese tra due anni.

Il nome possono sceglierlo gli appassionati votando sui siti www.volley2010.com e http://skanderblog.blog.dada.net.

Intanto, bisogna fare un plauso all’autore del pupazzo, la rondine con il numero 10, che ha un’aria simpatica ed ha l’aspetto di una vera mascotte.

Vent’anni fa le cose andarono diversamente.

      Molti di noi ricordano ancora con orrore quella cacata di mascotte imposta per i mondiali di calcio del 1990: un pallone sopra uno scheletro composto da cubi verdi, bianchi e rossi. Una sorta di cubo di Rubik decomposto. Una delle pagine più nere nella storia dello sport italiano. Un’autentica schifezza che non aveva precedenti e che per fortuna non avrebbe avuto eredi così obbrobriosi nelle edizioni successive.

Se la rondine dei mondiali di pallavolo è più carina, non altrettanto può dirsi per la rosa di nomi individuati dalla Federazione: Fly, Gamp, Italo, Mimmo e Volly. La solita angofilia da strapazzo (Fly, Gamp e un Volly che sembra volley scritto male...) e – come contrappeso sciovinista – un Italo che può piacere solo a Pino Rauti. A ‘sto punto, il nome migliore è Mimmo.

Ma Skanderblog vuole ampliare la scelta dei nomi e propone ai propri lettori una consultazione alternativa per trasmettere alla Federazione un nome più popolare. La rosa di nomi è doppia: ben dieci possibilità.

Intanto proporrei Cataldo, che è il patrono di Taranto e così diamo lustro alla nostra identità locale. Non ci azzecca niente con i mondiali di pallavolo; embé? Perché Mimmo ci azzecca qualcosa?

Attenzione: la rondine ha il numero 10, che in casa Palafiom-NAT recentemente è stato usato da Simona Mucci e da Alessandra Passaro. Poiché, però, mi pare che la rondine sia un maschietto (visti i nomi di Italo e Mimmo proposti dalla Federazione), serve un correttivo di genere. Potrebbe andar bene Simone-di-metallo, mentre Passaro può restare così com’è. O al massimo trasformarsi in Passero, che è sempre un uccello; ma è meglio Passaro.

Se si parla di uccelli, non possiamo non ricordare la grande Alessandra Piccione; credo che i suoi fans sarebbero ben lieti di poter votare il cognome della propria beniamina che pure calza bene per il volatile che funge da mascotte: Piccione. Non so se sarà d'accordo l’interessata, ma tanto in questi giorni non le funziona la connessione ad Internet e quindi ne approfitto.

      Se proprio vogliamo un nome maschile, invece di Italo e di Mimmo sarebbe meglio un nome che abbia la stessa radice del sostantivo uccello. Uccio, a mio avviso, unisce la zoologia con la pallavolo, se pensiamo all’ex-palleggiatore della Borgocanale, Uccio Lapacciana, che al suo esordio in A1 murò Andrea Giani.

Anche l’attuale allenatore della Prisma ha un nome originale ed è una persona simpatica che merita di essere onorata da una competizione internazionale come i mondiali del 2010: Radames può essere un’altra valida soluzione per la mascotte.

Qualcuno, però, potrebbe obiettare che i nomi individuati fino adesso non sono espressivi dell’identità italiana, ossia del Paese che ospita i mondiali.

Pensiamoci un po’. Per cosa siamo famosi nel mondo, a parte la pizza, la mafia e il mandolino?

Io direi che alcune caratteristiche nazionali sono la monnezza per le strade, l’obliterazione dei biglietti ferroviari, i volantini delle società finanziarie che infestano le nostre strade e l’impunità dei politici (garantita dai vari lodo Schifani, lodo Alfano, ecc.). Questi ultimi due fenomeni possono ben essere sintetizzati nei nomi Volantino e Lodo. Voglio far notare come Volantino si richiami al concetto di volo e quindi alla rondine.

Se la Federazione propone un astruso Gamp, perché non utilizzare un nome che, conservando una certa assonanza, è familiare a tutti gli addetti ai lavori anche se è un po’ burocratico? Camp 3! Facciamolo conoscere al mondo.

     Concludiamo con il personaggio istituzionale locale che, da presidente della Provincia, voleva candidarsi anche a sindaco di Taranto. Qualcuno per questo lo definì Imperatore (salvo poi appoggiarlo al ballottaggio...). Sicuramente non vorrà mancare anche a questa elezione e noi lo accontentiamo: Gianni Florido.

Allora, riepiloghiamo la rosa dei nomi che possiamo votare e proporre alla Federazione:

CATALDO

SIMONE-DI-METALLO

PASSARO

PICCIONE

UCCIO

RADAMES

LODO

VOLANTINO

CAMP 3

GIANNI FLORIDO

Signori, fate il vostro gioco ed esprimete la vostra preferenza!

Con le leggi elettorali antidemocratiche che i nostri parlamentari stanno adattando anche alle Europee, oltre che alle Politiche, sarà l’unica preferenza che potremo esprimere per chissà quanti decenni...

 

NOTE:

Le foto della mascotte è tratta da www.volley2010.com.

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La palla nella rete (2^ parte)

di skanderbeg69 (25/09/2008 - 15:40)

Restando in tema di Internet, è in edicola un interessante numero di Focus, il cui articolo di copertina è “Sei finito su Internet! E parlano male di te. Come difendere la tua reputazione online”. E’ un tema attualissimo ed anche inquietante, per certi versi.

Cosa c’è scritto su di noi in Internet? Com’è la nostra immagine? Quali siti che ci riguardano prevalgono nelle liste dei motori di ricerca? Cosa possiamo fare per migliorare la nostra immagine pubblica e perché è così importante salvaguardarla?

Rispetto a quest’ultimo quesito, c’è un dato piuttosto impressionante. Secondo l’articolo di Focus, sembra che il 20% dei selezionatori del personale cerchino in rete notizie sui candidati all’assunzione. Notizie non necessariamente legate al settore di lavoro in questione, ma che comunque forniscono indicazioni ritenute apprezzabili per valutare l’idoneità di un candidato.

Per quello che riguarda Skanderblog c’è ancora gente che continua a cercare i testi (mai pubblicati) delle intercettazioni telefoniche Berlusconi-Carfagna...

Scrivendo le parole chiave “intercettazioni Berlusconi Carfagna”, in effetti, il blog è al quarto posto; precede i siti del Corriere della Sera, di Repubblica, del Giornale. Sull’argomento, a dire il vero, ci sono molti altri blog (in Italia sono circa 3 milioni) che precedono gli organi di informazione veri.

      E c’è una vicenda per la quale non so se devo compiacermi o pentirmi: il finto ingaggio di Paola Cesario. Lo scopo era quello di mandare nel panico, bonariamente, i tifosi del Valenzano (in primo luogo), quelli di Scafati che avremmo affrontato tre giorni dopo (in secondo luogo) e quelli delle nostre concorrenti (in generale).

Mi sa che lo scherzo ha prodotto involontarie casualties of war e anche vittime, per così dire, di “fuoco amico”...

Chiarita ormai la bufala, resta la traccia. Cliccando su Google le parole “Paola Cesario” ecco quello che esce:

Perdonami, Paola...

Ogni tanto mi chiedo come sia possibile che giocatrici dalle brillanti carriere e che militano in squadre dotate di propri siti (dove, quindi, vengono nominate più di quanto faccia io) siano precedute sui motori di ricerca dalle fesserie che scrivo io...

Un altro esempio.

Alessandra Piccione la conosciamo tutti.

E’ un mito del volley; chissà quanti siti avranno lodato negli anni la sua classe immensa, quante interviste avrà rilasciato, ecc.; eppure cosa compare su Google?

Il biglietto della Lotteria Italia e l’aggressione di Hannibal Lecter...

Perdonami, Alessandra...

Ancora un altro esempio sulla visibilità online e sull’inaspettato “potere” di questo blog (potere che da un lato stuzzica il mio autocompiacimento, dall’altro mi spaventa).

     Pierpaola De Bonis ha pubblicato su una prestigiosa rivista di filologia, ermeneutica e critica letteraria, una ricerca su Seneca eppure la sua visibilità online (scrivendo su Google nome e cognome tra le virgolette) è preceduta da alcune mie considerazioni un po’ meno elevate (nomen omen, il destino nel nome e soprattutto nel cognome...), che risalgono all’amichevole dell’ottobre 2007.

Nulla di offensivo, ci mancherebbe. Anzi. Ma siamo sicuri che l’avvenente centrale mesagnese preferisca essere conosciuta per la sua bellezza piuttosto che per le sue produzioni letterarie?

Beh, comunque, al decimo posto, in fondo alla prima pagina di Google, c’è anche un premio fair-play vinto nel 2006. Direi che l’immagine online di Pierpaola è encomiabile da tutti i punti di vista; eventuali selezionatori sarebbero ben felici di assumere una candidata bella, colta ed anche corretta.

Non aggiungo altre foto di schermate Google per motivi di spazio, ma, per farci due risate, vi invito a cliccare su Google i nomi di Cristiana Zonca, militare giunta in città a seguito del decreto sicurezza; Clara Clemente, che ha sposato in segreto Sarkozy (un’altra nobile carriera bruciata e posta in secondo piano dalle mie cretinate...); oppure Marina Dimitrescu, il finto acquisto di due estati fa, una persona inesistente che adesso vive nella rete...

E’ rimasta in piedi un’altra questione: quella della pubblicazione delle fotografie in relazione alla privacy e in particolare alla privacy dei minorenni, ma ne parleremo più in là. Dico solo che, in base a una mia personale ricerca, possiamo stare tranquilli visto che le partite di pallavolo sono eventi pubblici e pertanto lo scatto di fotografie e la loro pubblicazione non sono vincolati al consenso.