Ritratti
SIMONA MUCCI
Schiacciatrice

Nata a Taranto 21 anni fa, vive a Lizzano.
Segno zodiacale:
Bilancia.
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?
A 13 anni, quando frequentavo la scuola media. Fui notata, insieme ad altre tre alunne, da un osservatore della Volleyball Players che ci portò a San Giorgio.
Perché proprio la pallavolo? E’ la scuola che ti ha indirizzato verso questo sport?
No, la pallavolo mi è sempre piaciuta. Già a 6 anni avevo fatto un corso.
Quando hai deciso di giocare da schiacciatrice?
E’ il mio ruolo naturale; ho sempre giocato di banda, tranne quando, per emergenza, ho dovuto coprire il ruolo di fuori-mano in sostituzione di qualche compagna. Ma sono state eccezioni.
La tua carriera:
Ho giocato sempre a San Giorgio, in serie C e in serie D.
Cos’altro fai nella vita?
Al momento sono disoccupata, a parte qualche impiego stagionale.
I tuoi hobbies?
La musica. Per il resto la pallavolo non mi lascia molto tempo.
L’ultimo film che hai visto:
Un film comico di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Il tuo piatto preferito:
Spaghetti al tonno.
Il tuo cantante preferito?
Metallica, Iron Maiden.
Il viaggio dei tuoi sogni:
Caraibi.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi?
Mi considero una persona tranquilla, allegra, rido volentieri, so adattarmi e sono di compagnia.
E i tuoi difetti?
Ho la testa dura. Poi tendo ad essere un po’ troppo diretta ed esplicita.

Il più bel ricordo della tua carriera:
La prima stagione da titolare in serie C, una grande soddisfazione.
Il più amaro:
Non ce n’è uno in particolare. Le partite giocate male, a prescindere dal risultato, lasciano sempre una scia di amarezza.
Cosa ti ha indotto a scegliere proprio la Palafiom tra le tante proposte che avrai certamente ricevuto?
Conoscevo già alcune giocatrici e poi ha influito anche la vicinanza da casa.
Qual è la prima impressione della tua nuova squadra?
Ho trovato compagne molto simpatiche e socievoli che formano un bel gruppo.
Cosa ti manca del San Giorgio?
Il presidente, che mi ha permesso di crescere come giocatrice in tutti questi anni, e le mie ex-compagne.
Il San Giorgio purtroppo si è ritirato dalla serie C. Tra le cause di questa decisione, l’indisponibilità o la partenza di alcune atlete. Ti senti un po’ responsabile?
Non credo assolutamente di essere io la causa del ritiro. Anzi, sono molto dispiaciuta perché a San Giorgio sono sempre stata molto bene.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?
No.
Come no? E Titti?
Titti è solo una mascotte. Infatti resterà a San Giorgio.
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?
E’ meglio se non li dico...
Giocatore o giocatrice che ammiri di più:
Alessandro Fei.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?
Ehm... Se devo essere onesta, è stata proprio San Giorgio-Palafiom 3-2 dello scorso anno.
Grrr...! Beh, vabbè, oggettivamente il San Giorgio – e tu in particolare – giocaste una grande partita. E l’incontro che vorresti cancellare?
La partita di ritorno: Palafiom-San Giorgio 3-0.
Cosa sapevi del tuo nuovo coach prima del trasferimento alla Palafiom?
Mi ha fatto una buona impressione in occasione delle partite che ho giocato contro di lui, ma non lo conoscevo molto bene. D’altra parte non immaginavo di venire qui.
Ha già espresso qualche... critica costruttiva nei tuoi riguardi?
“Alza le braccia al muro!”

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?
Ti permette di conoscere molte persone e di stare sempre in compagnia. Non hai mai tempo per annoiarti.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?
No, mi piace tutto.
Quali qualità dovrebbe avere una neopromossa come la Palafiom per raggiungere la salvezza?
Ricezione e attacco. Fin troppo elementare.
Aspettative per questa stagione:
Vorrei migliorare nella tecnica, vorrei riuscire ad inserirmi nel gruppo-squadra, vorrei dare il mio contributo per raggiungere la salvezza. E magari vorrei riuscire anche a divertirmi.
L'effetto Della Queva sulla Palafiom

Tiziana Della Queva, apprezzata palleggiatrice del San Giorgio Jonico, è in stato interessante. E’ incinta. S’ha ‘ngravidàte. S’ha ‘nghiùte. A Taranto abbiamo tante belle espressioni, fini e colorite, per dire che aspetta un bambino.
La notizia in sé fa piacere ed esprimo le più vive felicitazioni all’atleta, sebbene l’evento abbia contribuito – unitamente all’indisponibilità del nuovo palazzetto, all’indifferenza dell’amministrazione, alla partenza del coach e di alcune atlete – ad alimentare lo sconforto del presidente della Volleyball Players, che si è visto costretto a ritirare la squadra dalla serie C (in bocca al lupo, comunque, per un pronto ritorno a categorie più consone alla storia del club).
Ma la notizia della gravidanza di Tiziana Della Queva non è passata inosservata in casa Palafiom. Se le giocatrici professioniste sono più tutelate legalmente, la maternità delle dilettanti o delle semiprofessioniste è una materia ancora piuttosto vaga e controversa.

Coach Marcello non vuole correre rischi. Scartata l’ipotesi di chiudere le giocatrici della Palafiom in palestra ventiquattrore su ventiquattro sotto stretta sorveglianza, si profila un programma di sterilizzazione di massa.
Amnesty International ha già inviato alle autorità competenti un documentato rapporto, ma intanto da domani il programma prende avvio con Sonia Tinelli, che è ritenuta la giocatrice più a rischio.
San Giorgio: un miraggio chiamato palazzetto

Nella foto sopra c’è forse l’ennesima cattedrale nel deserto: il palazzetto di San Giorgio Jonico.
Non è carino farsi i fatti degli altri, ma l’impiantistica sportiva è una questione cruciale secondo molti addetti ai lavori, da coach Marcello al neoassessore allo sport del Comune di Taranto, e quindi è un problema che riguarda tutti.
Spesso gli impianti mancano o sono in stato di grave trascuratezza.
A volte, però, gli impianti ci sono e sono nuovi, belli e funzionali. Ma non ci si può giocare lo stesso. E questo fa ancora più rabbia.
E’ il caso della nota controversia Prisma-CONI-Palamazzola.
E’ il caso del nuovo palazzetto di San Giorgio Jonico, che è ancora più significativo perché lì il problema non riguarda professionisti, ma società dilettantistiche, giovani praticanti, cittadini.
La squadra di volley di serie C, se anche non si fosse ritirata cedendo il titolo sportivo ad una società barese, non avrebbe potuto utilizzare il nuovo e scintillante palazzetto nei pressi delle Tagghiate, inaugurato pochi mesi fa in “una data storica e memorabile per San Giorgio Jonico” per “essere fruibile anche da cittadini e società dei centri limitrofi”. [1]

Dopo 25 anni e 5 miliardi di vecchie lire spesi, pare che non si possano installare i pali che sostengono la rete a causa del ridotto spessore del parquet e il presidente della Volleyball Players ha espresso tutto il suo comprensibile sconforto. L’eventualità di continuare a giocare nella... piscina del Maria Pia è una delle ragioni che lo avrebbero indotto a ritirare la squadra dalla serie C, circostanza che addolora e che fa riflettere tutti gli sportivi tarantini.
Tutto questo nell’indifferenza di un’amministrazione troppo impegnata a rassegnare le solite dimissioni-farsa (da ritirare entro 20 giorni), l’unico sport realmente gradito e sempre più praticato da taluni sindachetti.
Il nuovo palazzetto rischia, dunque, di candidarsi ad ennesima cattedrale nel deserto; altro che “centro pulsante della vita dei quartieri”, come auspica il presidente del Centro Sportivo Italiano, Edio Costantini, riferendosi all’impiantistica sportiva, che andrebbe liberata “dai laccioli delle cattive gestioni, delle esclusive, degli egoismi”. [2]
Amma viste...
NOTE:
(1) OCCHINEGRO, A., Palazzetto dello sport e piscina diventano realtà, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 14 gennaio 2007, pag. 7.
(2) COSTANTINI, E., Il diritto allo sport che migliora la nostra vita, “Avvenire”, 7 luglio 2007, pag. 32.
La foto di Edio Costantini è tratta da www.csibrindisi.it.
Tristezza e nostalgia

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.
Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.
Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.
Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.
Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”
Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”
Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.
Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.
Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.
Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!
Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.
Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.
Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.
Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.
Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.
Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.
Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.
Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.
Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.
Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).
Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.
Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).
Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.
Un mondo che sento svanire.
I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]
E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.
Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.
NOTA:
(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.
Le ultime parole famose (4) - La "regina" dei derby

Inizio a diventare scaramantico anch’io.
Quando pubblicai il finto comunicato della FIPAV sullo spareggio Palafiom-Tuglie che avrebbe designato, senza tante lungaggini, la vincitrice del campionato, le due squadre erano ancora imbattute. Poi la Palafiom perse a San Giorgio e la settimana successiva si interruppe anche la serie positiva del Tuglie.
Sulla Gazzetta di qualche settimana fa la Volleyball Players San Giorgio è stata definita “regina” dei derby, avendone vinti tre su tre.
Beh, dopo quest’articolo, c’è stato il quarto ed ultimo derby, quello tra Palafiom e San Giorgio. E sappiamo com’è andata...
NOTA:
(1) OCCHINEGRO, A., Players San Giorgio è la “regina” del derby, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Ediz. di Taranto, 16 marzo 2007, pag. 12.
Palafiom Taranto-San Giorgio J. 3-0

Sabato 14 aprile 2007, ore 17.00.
Ultimamente sto usando troppe parolacce in queste cronache. Se i miei ex-capi-scout scoprono questo blog, sono rovinato (art. 10 della Legge Scout: “La guida e lo scout sono puri di pensieri, parole ed azioni”).
Per l’incontro odierno mi impegno allora ad essere sportivo e ad usare un linguaggio politically correct.
Vinca il migliore.
L’importante non è vincere ma partecipare.
Le massafresi dello scorso anno sono splendide ragazze che hanno vinto il campionato esclusivamente per meriti propri e per avere utilizzato, nel quarto set dello scontro diretto con la Palafiom, una rotazione “creativa”.
Marcello non è calvo ma è “diversamente irsuto”.
Io non ho la pancia ma sono solo un “pre-obeso”.
Due settimane dopo il tracollo interno con l’Ugento, la Palafiom affronta un’altra squadra tosta: la Players San Giorgio. Le azzurre sfogheranno la voglia di riscatto sul parquet oppure prevarranno l’ansia, la paura e l’insicurezza?
Intanto, per l’ultima partita della stagione all’Alfieri, si procede con la messa in sicurezza della palestra. La transenna su cui la volta scorsa si era appoggiato l’osservatore viene spostata e il solito nastro separa le squadre dai tifosi.
Il clima è fraterno, ma ad ogni buon conto siamo a posto con le norme della FIPAV, con quelle della 626 e con le misure antiterrorismo.

Palafiom con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Michela Benefico e Silvia Buso schiacciatrici, Simona Mereu libero.
Valentina Moro è indisponibile e si occupa della videocamera. In panchina: Luana Santovito, Silvietta Mastandrea, Désirée Fiore. Rientra Roberta Manzacca.

Alessandra ha 20 anni; me lo conferma una fonte sicura che era presente quando la nostra palleggiatrice è venuta al mondo ed anche nove mesi prima. Una fonte... Certa.
Nel San Giorgio dell’ex Ida Zelletta la giocatrice più temuta è Simona Mucci, devastante nella partita d’andata anche perché ben alimentata dai passaggi di Titti-l’alzatrice. Da non confondere con Titti-il-canarino, il peluche che siede sulla panchina delle ospiti.
Tre arbitri per questa partita. Il direttore di gara della prima divisione accetta serenamente di fare il segnapunti.

Primo set
Errore in ricezione di Rossella e primo punto per il San Giorgio. Non prevarrà mica il terrore?
No, per fortuna; ci si riprende subito. Silvia va a segno, replica la Mucci, controreplica di Silvia e primo tempo di Clara. Palafiom in vantaggio; San Giorgio un po’ confusionario in difesa (6-4). Ace di Clara.
L’opposto sangiorgese tiene in corsa la propria squadra con una pipe da posizione difficile (8-6), ma entra in scena la migliore Sonia della stagione. Determinata in attacco, attenta in difesa, grintosa ovunque.
Rossella adesso sta difendendo bene e Silvia continua ad attaccare.
Bomba di Sonia da posto due e sul 13-8 coach Spinosa chiama il time-out.
Stiamo già prendendo le misure al San Giorgio e c’è l’atteggiamento vincente che ci voleva.
Sonia realizza anche un ace; questa è la volta buona che segna i 25 punti promessi in avvio di stagione. Fast di Clara, punto di Michela da posto quattro e lungolinea fuori della Mucci (18-12). Il lungolinea non è la sua specialità, però la ragazza è stata gentile a farsi fotografare con Titti-il-canarino e sa sorridere anche dopo una sconfitta, quindi ne parlerò bene anche oggi, a prescindere.
Clara chiede una pausa-bottiglia. Concessa. Niente cappuccino?
Dopo un altro punto di Michela, le ospiti hanno un break di quattro punti (19-16), ma la Palafiom di stasera ha i nervi saldi e tanta sete di vittoria, oltre che d’acqua. Michela da posto due e Rossella (bel primo tempo e pallonetto perfetto) chiudono di fatto il conto del parziale (23-16).
La mano di Rossella mi ricorda quella del camionista del film Bianco, rosso e Verdone, che, dopo aver fatto con delicatezza un’iniezione alla Sora Lella tra le perplessità del nipote, spiega: “’Sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma. Oggi è stata ‘na piuma”...
La mano della nostra centrale, invece, oggi è di ferro.
Muro del San Giorgio e doppia di Piera, che ha da poco sostituito Titti-l’alzatrice.
Simona non si arrende e trova un mani-fuori, poi sono le ospiti a regalarci l’ultimo punto con un servizio sbagliato (25-21).
Secondo set

Il primo punto è ancora del San Giorgio, ma c’era qualcosa che ancora mancava alla Palafiom per avvicinarsi alla prestazione perfetta: il muro. Il muro come a Oria. Adesso arriva: 3-1. Passa la Mucci, ma Silvia mantiene le distanze dopo uno scambio molto combattuto. Rosy Corigliano, un po’ svogliata stasera, ottiene il pareggio e poi c’è addirittura un breve vantaggio per le ospiti (5-6).
Michela dalla sua posizione preferita: parità. Poi mani-fuori di Sonia e potente diagonale di Michela (8-6).
L’arbitro invita Elisabetta a disporre la cessazione delle strombazzate che avrebbero disturbato un’azione di gioco. Non ce ne frega niente, tanto è l’ultima partita in casa. E poi il nostro uso delle trombette è corretto. Non strombazziamo al tiro fuori misura di Simona; strombazziamo al mani-fuori di Sonia. Non strombazziamo alla schiacciata lunga di Ida; strombazziamo al muro a due della Palafiom.
Ridendo e scherzando siamo sul 18-9.
Silvia perfora il muro di Ida. Queste due devono avere un conto in sospeso (sportivamente parlando); è una sfida nella sfida. Dopo un muro di Alessandra (che ha 20 anni), entra Silvietta per Michela.

Palafiom fantastica in ogni fondamentale: ancora un ace, di Silvia questa volta (22-10). Palla lunga di Rosy, che dà l’impressione di avere altri impegni importanti e di avere fretta di andarsene dall’Alfieri. Sonia mura tutto, poi torna sul parquet Roberta con la maglia numero dieci. C’è stato un giro di maglie quest’anno, sin dalla prima giornata, che non si capisce più niente.
Splendida diagonale di Silvietta, ma non è questo il punto dell’ammazza-set (24-11). Questo era il penultimo; riprova.
Sì! Silvietta conferma la sua fama: è lei che schiaccia l’ultimo pallone lasciando le ospiti con un punteggio imbarazzante.
Terzo set
Sono presenti in palestra le ragazze dell’Under 16. Si siedono per terra con i loro zainetti; sembra che stiano facendo un pic-nic.

Tenetevi pronte ad entrare, piuttosto, ché qua le condizioni sanitarie consentono un’autonomia di quaranta minuti al massimo. Sonia, infatti, non ce la fa. Peccato, stava giocando splendidamente. Ma resta sul parquet Silvietta, che questa sera è particolarmente in forma. A Simona, invece, viene applicato il Pinguino De Longhi sulla schiena. Lei può riprendere.

Oltre al consueto primo punto-cortesia per le gentili ospiti, la Palafiom incerottata sta concedendo qualcosa di troppo (0-3). Simona difende bene; Silvia, Michela e Alessandra valorizzano l’impegno del libero. Parità sul 5-5.
Pallonetto di Maria (5-6), ma, come previsto, si è trattato di una modalità d’attacco poco sfruttata dalle sangiorgesi. Meravigliosa schiacciata di Michela e vantaggio Palafiom con Rossella dopo che la ventenne Alessandra ha messo sotto pressione la difesa ospite con un bel servizio. Brave tutte; brave in tutto.

Ancora a segno Michela, poi, però, c’è un attimo di sbandamento: quattro nostri errori consentono al San Giorgio di portarsi sull’ 8-12. Provvidenziale time-out di coach Marcello e si torna sul parquet senza paura. E’ un ace di Silvietta a completare la rapida rimonta della Palafiom (13-13).
La Volleyball Players è davvero irriconoscibile. Non fu la migliore Palafiom quella che scivolò sul parquet di San Giorgio e fu sconfitta a Pulsano, è vero, ma fu soprattutto la squadra locale a impressionare per il bel gioco e per la determinazione. Oggi Titti-la-palleggiatrice è un po’ in ombra e tutto il gioco delle sangiorgesi ne risente. Peraltro, il piano di contenimento della Mucci sta funzionando e il grande valore dell’opposto ospite non riesce ad emergere con continuità.
E’ Clara a condurre uno scatto che potrebbe essere decisivo: tre suoi punti e siamo 17-14.
A questo punto mancano due elementi: il secondo tocco di Ale (21 anni a giugno) e il punto-culo di Michela.
Il primo elemento risponde subito all’appello (19-16). Perché non mi avvisi prima ché lo voglio riprendere in video...?!
La seconda specialità della casa, invece, non viene servita. I punti di Michela ci sono eccome, ma tutti sudati.

San Giorgio, però, sta recuperando pericolosamente: mani-fuori di Marica Fanelli e imprendibile schiacciata dal centro di Simona Mucci (19-18). Le ospiti hanno un’ulteriore possibilità di attaccare, ma la palla finisce fuori. Va lunga anche la Mucci per tentare di scavalcare il muro azzurro (21-18).
Un indomabile San Giorgio si porta nuovamente in parità, ma le mani della Palafiom non tremano: splendido pallonetto di Silvietta e tiro fuori misura di Ida (23-21). Time-out Volleyball Players. Il muro Palafiom finisce oltre la linea, ma Rosy attacca sulla rete (24-22). E’ ancora il muro, non Silvietta questa volta, a chiudere l’incontro.

Quello che ho sentito in allenamento è avvenuto; Marcello ha previsto tutto e le ragazze hanno messo in pratica le consegne alla perfezione. L’unica cosa che non ha azzeccato il coach sono i tempi: aveva preventivato un incontro lungo, ma è andata meglio del previsto.

Altri risultati
Nardò-Tuglie 0-3, Ugento-Putignano 3-1, Tempesta TA-San Pietro Vernotico 0-3, Trepuzzi-Lecce 3-2, Ceglie-Corsano 3-1. Oria ha riposato.
Classifica: Palafiom TA* 58, Tuglie 52, Oria 50, Ugento* 48, San Pietro Vernotico 46, Putignano 29, San Giorgio 23, Lecce 22, Trepuzzi e Nardò* 20, Ceglie 17, Corsano 16, Tempesta TA 13.
Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).
Verdetti: L’unico verdetto è il raggiungimento sicuro dei play-off; Ugento e San Pietro Vernotico sono troppo lontane. In coda è bagarre totale e neanche il Putignano ha ancora la salvezza matematica; figuriamoci le altre. La Tempesta avrebbe ancora una flebile speranza di evitare i play-out.
Prossimo turno: Corsano-Palafiom TA, Tuglie-Trepuzzi, San Giorgio-Oria, San Pietro Vernotico-Ceglie, Putignano-Nardò, Lecce-Tempesta TA. Riposa l’Ugento.
Lists, I make lists...
Lists, I make lists
of all the things that I need to fix,
of all the things that I’m not prepared for,
of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.
Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.
STRUTTURE D’ECCELLENZA
1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).
2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).
3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).
TENSOSTRUTTURE BUONE
4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)
5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)
STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE
6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)
7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)
8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)
STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE
9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)
10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)
11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)
SOTTO LA SUFFICIENZA
12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)
13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)
14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)
15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)
16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

NOTE:
(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.
Cercasi detective

La Palafiom cerca un osservatore volontario che visioni l’incontro di pallavolo Oria-Ceglie di sabato prossimo e faccia rapporto a coach Marcello.
Nel frattempo forse è stata davvero staccata la spina al Torre Santa Susanna. Sabato scorso le atlete brindisine non si sono presentate sul proprio terreno di gioco ed il San Giorgio ha vinto l’incontro a tavolino.
La Gazzetta del Mezzogiorno la racconta in un altro modo: “Si solleva finalmente la Players San Giorgio,
che non poteva più sbagliare. Sul campo del fanalino Torre S.Susanna, Della Queva e compagne hanno vinto facile (0-3).”
Beh, difficile sarebbe stato sbagliare contro una squadra che non si presenta neanche in campo...
Le ragazze brindisine, multate di 360 euro, scendono a -3 in classifica. Abbiamo, dunque, un primo verdetto di questo campionato: il Torre Santa Susanna è matematicamente fuori dai play-off.
San Giorgio ha un nuovo palazzetto
A San Giorgio Jonico sta per essere inaugurato un nuovo palazzetto dello sport. Dopo 25 anni di lavori e di interruzioni, è finalmente pronta la nuova struttura di zona Tagghiate. Capienza di 1.500 posti, due piscine, servizi, il palazzetto che sarà inaugurato alla presenza di numerose autorità il 10 febbraio prossimo, dovrebbe essere un gioiellino.
Tutte le squadre del girone B possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La data dell’inaugurazione era inizialmente prevista per il 3 febbraio, ma c’è stato un piccolo slittamento. Speriamo che sia l’ultima cosa a slittare a San Giorgio dopo tante scivolate sul vecchio parquet della scuola “Maria Pia”...
NOTA
La foto dell’articolo è tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, 14 gennaio 2007, pag. 7.
Cronaca falsa

La Gazzetta del Mezzogiorno quest’anno ha ridotto lo spazio destinato alla pallavolo femminile di serie C. Già, quindi, ne scrivono poco, ma se quel poco è pure denso di errori...
Nell’articolo odierno la Honda La Semauto è stata definita “ex-Palafiom” mentre, fino a prova contraria, è tutt’ora Palafiom. Lo sponsor non annulla il nome della Polisportiva (1^ errore).
Non si comprende quale “fortuna” (2^ errore) abbia arriso alle ragazze di Marcello Presta, che hanno superato il Corsano e non il “Costruzione Lecce” (3^ errore). A parte il fatto che lo sponsor dell’Azzurra Lecce si chiama “AD Restauri e Costruzioni”, al plurale (4^ errore), trattandosi di un’impresa che gradirebbe non esaurire la propria attività in un solo cantiere...
“Solo consensi per la Players San Giorgio, che dilapida in trasferta quello di buono (tanto!) che costruisce in casa”. “Consensi” per aver dilapidato?! (5^ errore)... Allora, quando il San Giorgio non dilapida, bisogna portarlo in trionfo sull’Altare della Patria...?
Le enormi dimensioni del palazzetto di Lecce (la palestra di Lecce è quasi più piccola di quella dell’”Alfieri” – 6^ errore) avrebbero condizionato le sangiorgesi. Peccato, però, che le sangiorgesi non abbiano giocato a Lecce, ma a Oria... (7^ errore).
La Tempesta – secondo La Gazzetta – ha spazzato in casa il Corsano. In realtà il Corsano è stato spazzato dall’ex-Palafiom mentre la Tempesta ha battuto il Lecce (8^ errore)...
Otto errori in uno sputo di articoletto di 36 righe non sono male, tenuto conto che le partite si sono giocate sabato e il giornalista ha avuto tre giorni di tempo per scrivere e rileggere.
Cronaca vera
Ormai la lettura dei comunicati del Comitato Regionale della FIPAV per me è diventato un passatempo settimanale, un esercizio dello spirito. Leggiamo il n. 13 del 3 gennaio scorso.
“Il segnapunti del Brintel Oria è sospeso dall’attività per tre mesi ed è invitato a frequentare un nuovo corso con relativo esame”.
C’è un corso con esame ?!?! Ma anche Simona, Clara e Alessandra, che durante questo campionato hanno (direi diligentemente) svolto l’attività di segnapunti, hanno frequentato il corso? Hanno superato l’esame? Hanno avuto la lode?
Ovviamente nel comunicato del 3 gennaio c’è anche la gara San Giorgio-Palafiom, che “per causa di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario”. Coach Presta, molto sportivamente, ha più volte riconosciuto i meriti del San Giorgio, che ha vinto per come ha giocato e non per le scivolate delle ragazze della Palafiom. Alle nostre avversarie restano una multa di 52,00 euro e la soddisfazione di aver annullato l’imbattibilità della Palafiom. Che, come dice una pubblicità, a quanto pare non ha prezzo.
L’AVIS Volley Ruvo e l’AS Volley Turi sono state richiamate per “assenza allenatore”. Immagino che siano state circostanze particolari ad aver impedito agli allenatori di essere presenti, ma mi piace pensare ad allenatori che se ne fregano delle proprie squadre: “Uagnè, questi sono i documenti, questo è l’indirizzo della palestra, vedetevela voi. Tante belle cose. Poi fatemi sapere com'è andata...”
Per la cronaca, il Ruvo ha vinto 3-0 in trasferta e il Turi ha vinto 3-2...! Da quando leggo i provvedimenti disciplinari, le squadre che giocano senza allenatore hanno quasi sempre vinto... L’autogestione funziona.
Questa è buona: alla Conscoop Manfredonia (la squadra delle gemelle bone) “multa di euro 65,00 per aver lo speaker rivolto frasi offensive nei confronti della coppia arbitrale e per aver tentato di avvicinarsi al 2^ arbitro a fine gara”.
Lo speaker che insulta gli arbitri... E che cosa avrà mai detto? “Punto della Liguori, ma l’arbitro valuta il pallone fuori. Bastardo, cornuto! Gentile pubblico di Manfredonia, gridate con me: venduto, venduto, venduto...!” Lo speaker della Prisma è più fine.
Multa di euro 20,00 alla Murgia Sport Altamura “per aver alcuni tifosi proferito frasi nei confronti degli atleti ospiti”. Attenzione: frasi, non frasi offensive. Quindi, in pratica, agli atleti ospiti non si può rivolgere la parola, neanche quando loro arrivano in palestra, magari salutano educatamente, chiedono dove sia il bagno... Niente, silenzio.
Quant’è fiscale ‘sta FIPAV... Solo lo sbandieratore di Ugento l’ha passata liscia.
L’ultima chicca: sospensione fino al 10 gennaio per l’addetto agli arbitri dell’Ugento maschile (serie D) “per aver inveito nei confronti dell’arbitro”... Beh, per un addetto agli arbitri non è male... Ha interpretato l'incarico in modo originale...
Buon Natale !

Tanti auguri per un felice Natale alle giocatrici della Palafiom, alle loro famiglie, al coach, al presidente e alla consorte, a tutto lo staff, ai tifosi, alla famiglia Leone, al custode dell’Alfieri, al venditore di ricariche della trombetta (è il negozio di giocattoli in via Emilia; così gli faccio un po’ di pubblicità...), alle squadre avversarie, in particolare a quelle della provincia di Taranto (noi... abbiamo già dato; ora fate il vostro dovere con le altre), ad Alessandra Passaro a cui vogliamo sempre tanto bene nonostante il “tradimento” e il fatto che non sia mai venuta all’Alfieri quest’anno, a Renata e a chi segue le vicende della Palafiom da lontano, ai giornalisti che non azzeccano mai l’orario, agli sbandieratori di Ugento, alle tugliesi (che possano festeggiare ingrassando di 25 chili cadauna e poi ritornare al peso forma dopo febbraio), a tutti coloro che praticano e guardano la pallavolo.
Auguri alla Palafiom anche da parte di Forzaragazze.it.
San Giorgio Jonico-Palafiom Taranto 3-2

Sabato 16 dicembre 2006, ore 19.00
San Giorgio Jonico, secondo derby provinciale di questo campionato. Il precedente derby della Volleyball Players con la Tempesta è stato piuttosto travagliato. Il primo set si è giocato a San Giorgio, poi il parquet si è fatto scivoloso (secondo me è coach Lafratta che si porta l’umidità appresso; anche nella partita con la Palafiom c’erano problemi dello stesso tipo dalle parti della sua panchina) e le squadre si sono trasferite in una palestra di Grottaglie per continuare la partita.
Un dirigente del San Giorgio, inoltre, tempo fa è stato sospeso “da ogni attività federale fino al 22 novembre 2006” per avere, in un precedente incontro, rivolto frasi minacciose durante la gara ed offensive alla fine della partita.
La squalifica di un allenatore o di un atleta la posso capire, ma non ho mai capito quale danno derivi ad una squadra dalla “sospensione da ogni attività federale” di un dirigente. In cosa consiste concretamente “l’attività federale”? Alla fine il problema è che bisogna trovare un altro segnapunti?
In tale occasione il San Giorgio è stato multato, per la sospensione del dirigente, anche di 26 euro. Io al posto suo mi sarei offeso: Tuglie è stata multata di 30 euro per lo scoppio di un petardo; che cavolo, un dirigente vale 4 euro in meno di un petardo?
Comunque, spero di non leggere mai sui comunicati FIPAV di multe alla Palafiom per uso improprio di trombette. Non dovrebbe accadere visto che la uso soltanto per i punti realizzati dalle tarantine e mai per gli errori delle avversarie. Tranne rare eccezioni. Ma, come dice Silvia, ogni tanto si incontra qualche arbitro “con le crisi ormonali”.
Le ragazze locali sono a metà classifica: 4 vittorie, 5 sconfitte. Con le grandi sino ad ora non hanno brillato, ma non vanno prese sotto gamba. Anche in trasferta qualche soddisfazione se la sono presa.
La scuola è intitolata a Maria Pia, come quella della Tempesta. Forse Maria Pia di Savoia giocava nella nazionale di pallavolo di fine Ottocento.
La struttura tensostatica di San Giorgio colpisce per le sue dimensioni: sembra la palestra di Big Jim; sembra di stare dentro una tenda ad igloo da campeggio. Ma non sarà questo il vero problema.
Primo set.
I veri problemi, tanto per cominciare, stanno nelle braccia e soprattutto nella testa della Palafiom. L’avvio di partita è raccapricciante: 0-6 in favore delle locali. Le azzurre sembrano completamente addormentate. Sul piano fisico le uniche preoccupazioni riguardano la caviglia di Alessandra e la schiena di Roberta; ma è con la testa che non ci siamo. Michela mette un pallone a terra, Silvia si dà da fare sotto rete, ma stiamo giocando uno dei peggiori parziali del campionato: 8-12.
Siedo accanto al signor Moro. Per un quarto d’ora non riusciamo a pronunciare una parola, allibiti per questa prestazione sconcertante quanto inattesa.
Le avversarie, di contro, sono in forma. Tra le loro fila ci sono due Titti. La prima è un peluche (il celebre canarino di Gatto Silvestro) che una giocatrice sangiorgese si porta in panchina come portafortuna; la seconda Titti è l’alzatrice. Piccolina di statura ma molto elegante e rapida nei movimenti; vederla giocare è davvero un piacere per un tifoso della pallavolo. Per un tifoso della Palafiom un po’ meno. Una sua perfida palla lunga aumenta il vantaggio: 8-14.
Coach Presta chiama il time-out, poi, a seguito di uno scivolone di Silvia, richiama anche l’attenzione degli arbitri: il parquet è in condizioni scandalose e “non c’è neanche un asciugamano!” E’ vero: per quanto è umido, le ragazze possono specchiarsi sul terreno come Narciso, compiacendosi del proprio aspetto ma non certo della propria prestazione.

Anche la parte superiore della tensostruttura è completamente bagnata a dimostrazione del tasso di umidità. Ciò non toglie che la Palafiom stia giocando male e che il vantaggio del San Giorgio sia meritato a prescindere.
Sonia tenta di tenere a galla (...è il caso di dire) la squadra, poi un muro delle tarantine finisce sull’arbitra (12-20). Nulla di personale.
Un ace di Clara e un primo tempo di Rossella tengono accesa la speranza (15-22), poi la manduriana sbaglia il servizio. Punto di Silvia e perentoria replica di un’attaccante sangiorgese (17-24). La Palafiom reagisce, Sonia trova un buco nella difesa gialloblù annullando la seconda delle sei palle-set delle locali, ma uno scivolone di Clara chiude il primo parziale sul 19-25. La nostra schiacciatrice rischia anche di farsi male e non è certo tipa da fare sceneggiate.
Interruzione.
Il set è andato, ma adesso si aprono le discussioni in campo e fuori. Rosy del San Giorgio perlustra il parquet, lo reputa in buone condizioni e si rivolge ai propri tifosi: “Dove cazzo si scivola?!”
Ma prima di tesserarvi alla FIPAV seguite tutte un corso di galateo?
Le giocatrici mi ricordano le guide degli scout: ragazze educatissime e di sani principi che sul parquet o in campeggio si trasformano e jastèmano senza interruzioni. Non era quello che volevano De Coubertin e Baden-Powell...
Le ragazze si rivestono, gli arbitri spariscono e i tifosi si scaldano. Quelli del San Giorgio ritengono che le tarantine facciano del vittimismo; Paolo Leone dedica agli arbitri parole di stima.

Beh, non ha detto proprio così...
Intanto entrano pure le filippine, che non sono giocatrici straniere ma fredde correnti d’aria.
Gli arbitri hanno deciso: in questa palestra non si può continuare; la partita prosegue a Pulsano nel Palasport di via Lupara. Un indirizzo interessante.
Stavo giusto chiedendomi cosa scrivere nel blog dopo un set talmente grigio per la Palafiom; adesso la serata può diventare un romanzo.

San Giorgio si porta a Pulsano il set vinto (meritatamente, al di là del parquet vergognoso) e il pupazzo di peluche di Titti il canarino. Lo porta con sé una bella ragazzona della squadra locale, alta e matura, che rinuncerebbe al borsone ma non al pupazzo. Cosa non produce la scaramanzia nel mondo dello sport...
Sul versante della Palafiom, Rossella, mettendosi alla guida della propria autovettura, propone alle compagne un programma alternativo alla partita che qui preferisco non ripetere al fine di tutelare la stabilità della relazione di coppia della nostra centrale. In effetti, dagli spalti avevamo avuto l’impressione che le ragazze fossero distratte stasera, ma non pensavamo che la causa fosse quella espressa dalla ragazza manduriana.
Mi dirigo a Pulsano con il signor Certa. C’è anche la nebbia. Il padre della nostra palleggiatrice ha l’impressione di partecipare ad una caccia al tesoro, anche perché il mio intuito ci depista conducendoci nella struttura tensostatica di una scuola che non c’entra niente.
Al Palazzetto dello Sport si sta giocando una partita di serie D maschile: Amatori Pulsano-Stilcasa Taviano. Chissà cosa avranno pensato i ragazzi quando improvvisamente, tra il secondo e il terzo set, gli spalti si sono riempiti di gente.
Ne approfitto per farmi raccontare cosa è successo a Ugento: Desiree è stata colpita al volto dal pezzo di un’asta di legno di una bandiera leccese. Pare che non si sia fatto neanche risparmio di sputi, ma mi auguro che non sia questa la ragione per cui la giovane atleta della Palafiom abbia adesso i capelli stirati.
Pulsano vince 3-1 e scendono in campo le ragazze per il riscaldamento. Quello fatto a San Giorgio non vale; si ricomincia daccapo. Solo il set fatto vale, purtroppo.
Improvvisamente se ne va la luce. Dopo il parquet impraticabile, la nebbia e le tenebre, mancano solo un terremoto, un attentato terroristico e l’invasione di cavallette per completare la rassegna di calamità.
Se le ragazze sono divertite dall’improvviso black-out, le mie preoccupazioni in quel momento sono rivolte al signor Certa che era andato al gabinetto. Avrà fatto in tempo a terminare prima dell’interruzione della corrente? Nonostante il buio, sarà stato preciso come, in altri settori, è precisa la figlia?
Secondo set.
La Palafiom sembra più determinata: due bei colpi di Sonia, un ace di Michela ed un altro punto frutto di un servizio pesante del nostro martello sono quasi speculari al primo set disputato a San Giorgio: partiamo da 5-0. Ma le giallo-blù, sebbene un po’ contrariate dalle peregrinazioni che stanno caratterizzando il loro campionato, non mollano (5-3, 7-5, 9-6). Dopo un bel punto di Clara, Titti-alzatrice mette a terra un secondo tempo “spinto”, più forzato rispetto ai morbidi pallonetti di Alessandra (9-8). Simona Mucci, la numero 10, sta sprecando i propri turni in battuta con degli errori che sono una manna dal cielo. Quando la palla non va in rete, infatti, i suoi servizi sono tesi, micidiali e ci hanno già causato tanti problemi. Ma adesso la Palafiom sta iniziando a giocare da Palafiom: muro di Silvia, attacco di Michela, primo tempo di Silvia (13-10). E’ il momento di Clara Clemente: tre punti consecutivi, uno più bello ed importante dell’altro. Il terzo, un pallonetto, ci porta sul 17-12.
Rossella, che alla fine è venuta a giocare, mette a terra uno dei suoi primi tempi soft (20-14), ace di Clara, punto di Michela (22-15) e chiusura del set di Silvia, anche oggi molto reattiva: primo tempo heavy e set-point (25-16).
Terzo set.
Bene, ora dove si va per il terzo set? Continua la caccia al tesoro?
No, si rimane a Pulsano.
La Palafiom sembra aver risolto i propri problemi. Alessandra non è brillante come al solito ma è giustificata dal certificato medico e comunque sta distribuendo bene i palloni; Roberta, dopo un primo parziale da dimenticare, sta ricevendo come si deve; bene le altre. Solo Michela è al di sotto dei suoi ottimi standard abituali.
Il terzo set è molto equilibrato; le squadre si scambiano la posizione di vantaggio e comunque non ci si stacca di più di due punti. A parte alcuni cali da parte di entrambe le formazioni, si gioca anche a buon livello. Alcuni scambi esaltano il talento delle giocatrici e tengono il pubblico con il fiato sospeso. Adesso è una bella partita.
San Giorgio allunga sul 4-6 ma Silvia riporta l’incontro in parità. Ace di Michela (9-8) ed errori delle giallo-blù (13-11). Simona Mucci continua sbagliare battute, ma le “locali” pareggiano (14-14) e sorpassano (16-18). Il vantaggio aumenta perché Michela ha tirato fuori, ma gli arbitri non hanno rilevato un presunto tocco del muro sangiorgese. La laterale, comunque, non spreca i miracoli compiuti dalla nostra difesa (18-20) e un muro di Sonia riporta la Palafiom a ridosso del San Giorgio. E’ una fase delicata. Altri miracoli in difesa ma non bastano (19-21) finché non è lo stesso San Giorgio a darci una mano: una serie di doppie e di errori in attacco inchiodano le giallo-blù sui 21 punti e facilitano la rimonta delle azzurre (25-21).
Le nostre avversarie hanno risentito maggiormente del cambio di fuso orario.
Quarto set.
La Mucci riprende a servire pericolosamente, ma rimedia Clara in attacco e a muro (3-2). Il signor Certa percepisce una doppia della figlia che l’arbitro ed il sottoscritto non avevano notato (4-3). Se n’è accorto dal rumore. Solo un padre può avere questa sensibilità.
Il papà di Alessandra ha anche notato fra il pubblico, sia a San Giorgio che a Pulsano, un misterioso personaggio che prende appunti. Ha una ventiquattrore. E’ un giornalista? Un ispettore FIPAV? Un agente dell’ex-KGB con dosi di Polonio?
Michela non sta giocando la sua migliore partita; il clima natalizio la induce a regalare al San Giorgio le ottime ricezioni che sta confezionando Roberta. Parità: 6-6. Le due squadre stanno ancora offrendo emozioni al pubblico con scambi avvincenti. Muro di San Giorgio (7-8), primo tempo heavy anche da parte di Rossella (10-11), pallonetto della squadra delle due Titti (11-13), muro di Michela (13-13), diagonale sangiorgese fischiata fuori erroneamente (14-13). Secondo il presidente Urago era dentro di 30 centimetri, ma l’arbitro è troppo lontano e non possiamo avvertirlo...
Pallonetto di Rossella e punto-culo di Michela facilitato dal nastro (17-14).
Sembra fatta; la Palafiom ha raddrizzato la partita e sta per portarsi a casa l’intera posta. Non è una squadra “cannibale” nonostante le cifre che attestano 9 vittorie su 9 partite. Accanto a prestazioni eccellenti (Lecce, San Pietro Vernotico, Nardò, Ugento) c’è stata spesso sofferenza anche contro avversarie sulla carta più modeste. Ma c’è stata sempre la capacità di rimediare con un po’ di cinismo dove non arrivavano il cuore e la tecnica (Putignano, Ceglie, Tempesta) e con tanto cuore quando le circostanze erano avverse (Trepuzzi, Oria). L’alternanza di questi fattori ha tenuto in vetta la Palafiom. Sugli spalti siamo convinti che sia soltanto la discontinuità a frenare il potenziale enorme di queste fantastiche ragazze.
Stasera c’è stata la sofferenza del primo set, ma anche il cuore e la tecnica (non proprio scaraventati in campo, ma versati con un dosaggio che sembra accettabile) per rimediare. Questo pensiamo.
E invece no. Stasera qualcosa va storto e solo coach Presta potrà capire cosa è successo nella testa e nelle braccia delle atlete. Quando tutti ci aspettiamo l’allungo finale, passa San Giorgio.
Si parte dal 17-17. Doppia delle “locali” (18-17), punto di Silvia (19-18), punto di Clara (21-20), ma le giallo-blù pareggiano sempre. Poi Michela sbaglia la ricezione (21-22), San Giorgio attacca efficacemente (21-23), Alessandra tocca male e la doppia questa volta la coglie anche l’arbitro (21-24). Clara tira fuori l’ultimo punto (21-25).
Parità nei set (2-2) e secondo punto perso dall’inizio del campionato, ancora contro una squadra tarantina. Questa Palafiom ha il mal di derby.
Tie-break.
Sono le 22.30. Facciamo presto ché forse Desiree ha la “ritirata”.
Faremo mezzanotte al Palasport di Pulsano? Vedremo sorgere l’alba? Festeggeremo qui il Capodanno?

Il primo a cedere è il signor Leone: non proprio addormentato, ma certamente molto dimesso.
L’importante è che non si (ri)addormentino le nostre ragazze.
La Mucci perfora il muro, ma recuperiamo con un pallonetto di Clara, veramente brava stasera (3-2). Marcello parla a lungo con Roberta e l’impressione da lontano è che non le stia rivolgendo dei complimenti. Ace della schiacciatrice sangiorgese (3-4), ma rimedia Sonia con buoni interventi difensivi ed attacchi degni di lei (7-6).
E’ il momento di Michela (8-6). San Giorgio compie miracoli difensivi, attacca bene e manda un servizio fuori (10-8). Brava anche Roberta in ricezione ma non basta (10-9), ancora Michela (11-9) ed altro pallone sulla rete da parte delle sangiorgesi (12-9).
Mancano tre punti, ma adesso San Giorgio in attacco non sbaglia più: due schiacciate perentorie ed un mani-fuori (12-12). Clara prova ancora a salvarci (13-12). Invano. Attacco dentro di San Giorgio (13-13), attacco a rete di Sonia (13-14) ed errore decisivo di Clara (13-15).

Abbiamo perso.
Com’è amaro il sapore della sconfitta. Non lo assaggiavamo dal giugno scorso, dalla partita ad Aci Castello. E dovremo tenercelo fino alla befana perché adesso c’è la pausa natalizia.
Non possiamo più eguagliare il record di imbattibilità del Massafra.
Sconfortati, diamo un’occhiata agli altri campi: Tuglie ha battuto Nardò 3-0, Oria ha conquistato tre punti a Torre Santa Susanna (0-3), San Pietro Vernotico ha sconfitto per 3-1 la Tempesta (che rompe i coglioni a tutti ma i punti li toglie solo a noi...! Ha ragione Marcello).
Sorpresa a Putignano, dove l’Ugento ha perso 3-0. Così imparano a lanciare bastoni a ragazze innocenti.
Classifica:
Tuglie 29
Palafiom Taranto 27
Oria 25
S.Pietro Vernotico 22
Ugento 17
San Giorgio 14
Lecce 13
Nardò 13
Tempesta Taranto 12
Putignano 12
Corsano 9
Ceglie 9
Trepuzzi 8
Torre S.Susanna 0
Pazienza; si vince e si perde. C’è poco da maledire. Il parquet del Maria Pia era inadeguato (ed è grave che sia già la seconda volta) ma non è stata quella la ragione della sconfitta al primo set. San Giorgio ha disputato una bella partita per tecnica e per carattere. Anche le ragazze della Palafiom, a parte il primo set, si sono impegnate, ma è mancato qualcosa.
“Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità” diceva don Tonino Bello. [1]
Scopriamo dov’è ‘stu fiammifero, accendiamolo e torniamo a percorrere un sentiero illuminato dalla bravura di coach, atlete e società.
Comunque la Palafiom è seconda e il Manfredonia è terzo nell’altro girone. Stando così le cose, un motivo di consolazione ci sarebbe anche nei play-off, almeno per me...
E una buona notizia c’è anche oggi: la Pallavolo Martina ha sconfitto per 3-1 la Mondial Volley di... chi sappiamo noi. Brava Fifì!
NOTE:
(1) BELLO, T., Alla finestra la speranza. Lettere di un vescovo, Edizioni San Paolo, Torino, 2004 (15^ ediz.), pag. 28.
La foto di don Tonino Bello è tratta da www.mariadinazareth.it.
Nardò-Palafiom Taranto 0-3

Domenica 26 novembre, ore 18.00.
Ho scoperto che tutti i provvedimenti di natura disciplinare vengono pubblicati sul sito della FIPAV Puglia. La lettura è interessante. Facciamo qualche esempio:
Comunicato ufficiale n. 8 del 15 novembre 2006.
“Gara n. 2533 Società AS Polisportiva Palafiom – Atl. Clemente Clara - Squalifica per una giornata di gara e diffida per penalizzazione durante la gara e per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine incontro.
Atl. Benefico Michela - Squalifica per una giornata di gara per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine gara.”
Se le cose si fanno, bisogna farle bene. Visto che è così precisa, perché la FIPAV non indica anche con esattezza le frasi offensive rivolte al 2° arbitro alla fine dell’incontro con la Tempesta? Lo dico nell’interesse della Federazione, i cui comunicati diventerebbero un best-seller.
A proposito, la frase di Michela la conosciamo; quella di Clara è la stessa...? Proseguiamo nella lettura:
“Pallavolo 1979 Cutrofiano – Multa di €. 35,00 per avere alcuni sostenitori rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.
Meno male che nessuno ha annotato le frasi urlate agli arbitri di Tempesta-Palafiom da Paolo Leone altrimenti avremmo avuto una multa superiore al deficit del bilancio comunale.
“ASD Sport Salus Volley Tuglie - Multa di €. 30,00 per aver fatto esplodere un petardo all’inizio della gara”.
Comunicato ufficiale n. 9 del 22 novembre 2006.
“Gara n. 2538 VB Players S.Giorgio-GS Livio Tempesta Considerato che la gara per cause di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario, la soc. VB Players S.Giorgio è tenuta al versamento di €. 52,00 quale tassa omologazione campo di gara.”
Hanno giocato il primo set a San Giorgio e il resto della partita a Grottaglie. Le cause di forza maggiore erano il terreno scivoloso, però non sarebbe, in generale, una cattiva idea spostarsi di città in città per promuovere la diffusione capillare di questo sport. Volley on the road. Partite itineranti: un set a Taranto la mattina, un altro set a Martina Franca dopo pranzo, il terzo set a Laterza in serata. Se non è finita, la partita prosegue il giorno dopo in altre località.
La GEDA Trani è diffidata “a mettere a disposizione un segnapunti più diligente”.
“Euro Pallavolo Lecce – Richiamo per assenza allenatore”... Hanno giocato senza allenatore?! Una squadra autogestita...!
A questo punto mi sono preso il fastidio di andare a controllare il risultato: Mira Taranto-Euro Pallavolo Lecce 2-3... Hanno pure vinto, senza allenatore !!!
“Società AS Trepuzzi – Multa di €. 150,00 per avere i propri sostenitori invaso il campo a fine gara e per avere uno di essi tirato per la maglia il 2° arbitro, per frasi offensive rivolte nei confronti dello stesso e per aver un dirigente non identificato messo in dubbio l’imparzialità dell’arbitro”.
Questo è successo dopo la partita contro la Palafiom. Ma se non è stato identificato, come si fa a sapere che era un dirigente e non un tifoso?
Certo che chi leggesse tutti questi comunicati senza assistere alle partite, si farebbe un’idea della pallavolo non proprio edificante: frasi offensive, arbitri tirati per la maglia, petardi, tasse non pagate...
Sembra Scampia, o il quartiere ZEN di Palermo, o Montecitorio.
Stasera la Palafiom gioca il posticipo domenicale conoscendo i risultati delle avversarie. Negli scontri diretti Tuglie ha espugnato San Pietro Vernotico (0-3) e Oria ha sconfitto l’Ugento per 3-1.
In classifica sono rimasti pochi zeri. Uno zero si trova nella colonna delle sconfitte del Tuglie, un altro rappresenta le vittorie del Torre Santa Susanna (ahimé, c’è anche uno zero alla voce “set vinti” dalle torresantasusannesi: 0 vinti, 18 persi, poverine). L’ultimo zero non lo diciamo per scaramanzia.
Sempre per scaramanzia sono indotto a recarmi a Nardò con il presidente e la consorte (perché a Lecce portò bene) rinunciando al passaggio-lezione di coach Marcello. Comunque anche il presidente è un super-esperto di pallavolo e mi preannuncia, ad esempio, che la Federazione Internazionale sta studiando l’ipotesi di introdurre la figura del secondo libero per aumentare la lunghezza degli scambi e la spettacolarità del gioco.
Il campionato sembra spezzato in due: cinque squadre forti (Palafiom, Tuglie, Oria, Ugento e San Pietro Vernotico) separate da un divario di punti e di natura tecnica da tutte le altre.
Ad eccezione del Lecce e del Nardò, che – secondo me - occupano una posizione di classifica precaria, ma hanno un buon tasso tecnico a cui non ha corrisposto sino a questo momento l’acquisizione dei punti che potenzialmente potrebbero raccogliere (strappandoli anche alle squadre di “prima fascia” come ha dimostrato Lecce domenica scorsa).
Sul piano turistico, invece, quella di Nardò era certamente una delle poche trasferte di “prima fascia”; peccato che la tensostruttura fosse lontana dal centro storico e che non ci sia stato il tempo per una visita alla rinomata cattedrale.
Il pubblico di Nardò è noto per essere uno dei più caldi del campionato e in effetti la palestra è affollata e le trombette sono numerose.
Oltre alle nuove maglie, la Palafiom ha anche le nuove tute (che con le nuove maglie non ci azzeccano molto). A giudicare dal colore, forse c’è anche un nuovo sponsor individuato tra le agenzie di pompe funebri.

Primo set. La Palafiom, che non può contare su Ivana e su Simona, schiera Alessandra in regia, Sonia opposto, Michela e Clara laterali, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero con il fermacapelli bianco.
Le azzurre non si lasciano impressionare dal frastuono del pubblico locale ed imprimono subito il proprio marchio sull’incontro: 6-1. Il turno in battuta di Rossella aumenta ulteriormente il vantaggio portando l’incontro sul 13-3. La manduriana sta servendo con moderazione, senza strafare e senza follie. E poi anche lei legge il blog, quindi si merita un bella valutazione. Solo Alessandra deve avere mazzate.
A parte gli scherzi, stanno giocando bene in tutti i fondamentali e in particolare al muro; Roberta è sempre più sicura e precisa e l’attacco funziona bene anche se non è particolarmente spumeggiante. Il presidente Urago si diverte ad indovinare i time-out dell’allenatore locale.
Sul 22-8 subentra un po’ di rilassamento e Nardò ne approfitta per rosicchiare qualche punto (22-12). Allora è coach Presta a chiamare il time-out e, nonostante una distrazione difensiva grave, Sonia e Silvia chiudono il primo parziale (25-14).
Il secondo set è più combattuto. Nardò, che nelle precedenti partite ha tolto un punto al San Pietro Vernotico e ha dato fastidio all’Ugento, rientra sul parquet con maggiore determinazione e passa in vantaggio (3-5). Ancora Rossella riporta la Palafiom avanti, ma Nardò sta crescendo visibilmente. Ogni tanto murano anche le salentine (10-13). Sono le nostre centrali a svolgere un ruolo determinante in questa partita, ma Sonia e Michela non stanno a guardare e proprio il nostro martello mette a terra un difficile pallone che riporta le azzurre in parità: 15-15. Soltanto Clara è un po’ in ombra in questo set, ma al centro stiamo murando tutto e le veloci non si contano: 18-16 per la Palafiom. “Veloci” è un modo di dire. Soprattutto quando attacca Rossella, sembra che la nostra centrale resti sospesa in aria in stand-by per qualche frazione di secondo. Sembra che stia per perdere l’attimo giusto, ma poi riesce sempre a rimediare, anche se in quelle frazioni di secondo ha incrementato i capelli bianchi dei tifosi. Silvia è più diretta, ma oggi Alessandra l’ha cercata meno spesso.
Un gruppo di bambini intona cori che non giovano all’armonia regionale, ma fondamentalmente il clima è molto civile. Soltanto una voce femminile alle spalle della panchina neretina (o forse sulla panchina?) tende ad essere irritante con commenti acidi urlati a squarciagola. Forse la ritroveremo nella prossima lista di provvedimenti disciplinari... Le trombette locali si affievoliscono; solo la mia trombetta Duracell resiste fino alla fine.
L’allenatore locale è un po’ contrariato dalle occasioni perse dalla propria squadra, ma le salentine non si sono arrese. Sul 19 pari, l’opposto gialloblù commette un erroraccio che l’allenatore vorrebbe vendicare sbranandola. In compenso, il libero neretino compie salvataggi miracolosi. E’ davvero brava questa ragazza, complimenti. Si chiama Demelza di nome. Quando glielo chiederò a fine partita, mi spiegherà che il nome potrebbe avere origini russe, ma si tratta solo di un’ipotesi. A Nardò sono in cinque a chiamarsi così.
Comunque, noi a liberi stiamo a posto. Anzi, la cosa inizia a diventare imbarazzante: se dico che Roby ha giocato bene, potrebbe risentirsi Simona; se auguro a Simona di riprendersi presto, si offenderebbe Roberta. Potremmo anticipare in via sperimentale l’utilizzo di due liberi contemporaneamente. Oppure rispolveriamo il metodo di Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone, e scendiamo sul parquet con il 5-5-5... Potrei anche applicare la par condicio: ogni apprezzamento a Roberta sarà seguito da un apprezzamento a Simona e viceversa.
Sprechiamo tre punti delicati sul 22-19: un buon attacco del Nardò, una doppia di Silvia e un perfido attacco dell’opposto che si fa perdonare l’errore precedente. Coach Presta chiama un provvidenziale time-out.
Un attacco delle salentine finisce sulla rete; un lunghissimo scambio viene risolto da Sonia; Alessandra e Rossella confezionano un magistrale primo tempo: il set si chiude sul 25-22.
Anche il terzo set si apre con un vantaggio del Nardò: 0-3, grazie soprattutto ad un’eccesso di foga dei nostri attacchi. Sul 3-5 la consueta voce femminile informa i presenti che le tarantine “hanno bisogno dell’ossigeno”... Queste provocazioni caricano Michela, che prima schiaccia il punto del 6-7, poi serve in modo pericoloso consentendo a Clara di spezzare il digiuno: 9-9 e l’ossigeno portalo a mamata.
Il coach locale ha un brutto presentimento e decide di effettuare due cambi, ma la mossa non produce i frutti sperati: Sonia, Rossella e ancora Sonia portano la Palafiom in vantaggio per 14-10. Potrebbe essere lo scatto decisivo, ma qualcuno in tribuna esprime preoccupazione: Simona nota, infatti, che Roberta non porta la maglia infilata nei pantaloncini in modo uniforme. Un po’ è dentro e un po’ è fuori; così potrebbe rovinarsi, diamine! Io invece mi chiedo come abbia fatto una parte della maglia ad entrare nei pantaloncini visto che le nuove divise della Palafiom sono indubbiamente molto belle, ma l’impressione è che abbiano ordinato un paio di taglie in meno per ciascuna giocatrice. Basta che le ragazze facciano un movimento più complicato del solito e le maglie risalgono pericolosamente. Se una squadra giocasse con le maglie della Palafiom di quest’anno ed i pantaloncini-tanga del Torre Santa Susanna dell’anno scorso, sarebbe come scendere sul parquet in bikini.
Torniamo alla partita: sul 18-14 si apre un conflitto a fuoco tra tutte le attaccanti della Palafiom e il libero del Nardò, che risponde colpo su colpo.

Sul 20-17 c’è l’ennesima “mossa di Rossella”: Alessandra serve all’indietro, breve corsetta della nostra centrale verso il posto 2 e schiacciata efficace (21-17). Palla fuori di Nardò e attacco di Silvia sul libero, che non riesce a tenere in campo la sfera. Se cede anche Demelza, vuol dire che per le salentine è proprio finita (24-17). L’ultimo punto lo deve fare per forza Alessandra: prima ci prova con un primo tempo, poi con una palla appoggiata, poi con due muri, poi con una schiacciata; dopo altri quarantacinque tentativi, alla fine mette a terra la palla del match: 25-17.
La Palafiom ha giocato bene. Sonia sta crescendo, Rossella ha giocato da Rossella, Alessandra è sempre una garanzia anche se Silvia medita di riproporre domande in carta da bollo, Roberta è stata eccellente (come Simona!), Valentina si è riscaldata in modo encomiabile e ha preso 7,5 in latino, Michela e Clara non hanno brillato come al solito (anche perché il coach, grande stratega, ha impostato l’incontro sulle centrali) ma nei momenti importanti si sono fatte trovare preparate. C’è più scioltezza e forse anche più serenità e certezza dei propri mezzi. Manca solo un pizzico di continuità. E manca Ivana, a cui rivolgo un saluto e un abbraccio.

Le uniche note negative vengono dalla macchina fotografica che mi ha ceduto mia sorella: devo ancora imparare ad usarla, le foto sono tutte mosse e non solo per effetto del dinamismo delle atlete durante le fasi di gioco.
Al termine dell’incontro, il parquet è invaso dai bambini del minivolley e questo entusiasmo, oltre a giovare allo sport, vale quanto una vittoria e dovrebbe rincuorare la squadra di casa.
Classifica alla vigilia dell’importantissimo incontro con l’Oria:
Tuglie 20
Palafiom Taranto 20
Oria 19
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13





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