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di skanderbeg69 (20/09/2007 - 13:54)

SIMONA MUCCI

Schiacciatrice

 


Nata a Taranto 21 anni fa, vive a Lizzano.

Segno zodiacale:

Bilancia.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 13 anni, quando frequentavo la scuola media. Fui notata, insieme ad altre tre alunne, da un osservatore della Volleyball Players che ci portò a San Giorgio.

Perché proprio la pallavolo? E’ la scuola che ti ha indirizzato verso questo sport?

No, la pallavolo mi è sempre piaciuta. Già a 6 anni avevo fatto un corso.

Quando hai deciso di giocare da schiacciatrice?

E’ il mio ruolo naturale; ho sempre giocato di banda, tranne quando, per emergenza, ho dovuto coprire il ruolo di fuori-mano in sostituzione di qualche compagna. Ma sono state eccezioni.

La tua carriera:

Ho giocato sempre a San Giorgio, in serie C e in serie D.

Cos’altro fai nella vita?

Al momento sono disoccupata, a parte qualche impiego stagionale.

I tuoi hobbies?

La musica. Per il resto la pallavolo non mi lascia molto tempo.

L’ultimo film che hai visto:

Un film comico di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Il tuo piatto preferito:

Spaghetti al tonno.

Il tuo cantante preferito?

Metallica, Iron Maiden.

Il viaggio dei tuoi sogni:

Caraibi.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Mi considero una persona tranquilla, allegra, rido volentieri, so adattarmi e sono di compagnia.

E i tuoi difetti?

Ho la testa dura. Poi tendo ad essere un po’ troppo diretta ed esplicita.


Il più bel ricordo della tua carriera:

La prima stagione da titolare in serie C, una grande soddisfazione.

Il più amaro:

Non ce n’è uno in particolare. Le partite giocate male, a prescindere dal risultato, lasciano sempre una scia di amarezza.

Cosa ti ha indotto a scegliere proprio la Palafiom tra le tante proposte che avrai certamente ricevuto?

Conoscevo già alcune giocatrici e poi ha influito anche la vicinanza da casa.

Qual è la prima impressione della tua nuova squadra?

Ho trovato compagne molto simpatiche e socievoli che formano un bel gruppo.

Cosa ti manca del San Giorgio?

Il presidente, che mi ha permesso di crescere come giocatrice in tutti questi anni, e le mie ex-compagne.

Il San Giorgio purtroppo si è ritirato dalla serie C. Tra le cause di questa decisione, l’indisponibilità o la partenza di alcune atlete. Ti senti un po’ responsabile?

Non credo assolutamente di essere io la causa del ritiro. Anzi, sono molto dispiaciuta perché a San Giorgio sono sempre stata molto bene.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

No.

Come no? E Titti?

Titti è solo una mascotte. Infatti resterà a San Giorgio.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

E’ meglio se non li dico...

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Alessandro Fei.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Ehm... Se devo essere onesta, è stata proprio San Giorgio-Palafiom 3-2 dello scorso anno.

Grrr...! Beh, vabbè, oggettivamente il San Giorgio – e tu in particolare – giocaste una grande partita. E l’incontro che vorresti cancellare?

La partita di ritorno: Palafiom-San Giorgio 3-0.

Cosa sapevi del tuo nuovo coach prima del trasferimento alla Palafiom?

Mi ha fatto una buona impressione in occasione delle partite che ho giocato contro di lui, ma non lo conoscevo molto bene. D’altra parte non immaginavo di venire qui.

Ha già espresso qualche... critica costruttiva nei tuoi riguardi?

“Alza le braccia al muro!”


Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Ti permette di conoscere molte persone e di stare sempre in compagnia. Non hai mai tempo per annoiarti.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

No, mi piace tutto.

Quali qualità dovrebbe avere una neopromossa come la Palafiom per raggiungere la salvezza?

Ricezione e attacco. Fin troppo elementare.

Aspettative per questa stagione:

Vorrei migliorare nella tecnica, vorrei riuscire ad inserirmi nel gruppo-squadra, vorrei dare il mio contributo per raggiungere la salvezza. E magari vorrei riuscire anche a divertirmi.

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L'effetto Della Queva sulla Palafiom

di skanderbeg69 (01/09/2007 - 12:43)

Tiziana Della Queva, apprezzata palleggiatrice del San Giorgio Jonico, è in stato interessante. E’ incinta. S’ha ‘ngravidàte. S’ha ‘nghiùte. A Taranto abbiamo tante belle espressioni, fini e colorite, per dire che aspetta un bambino.

La notizia in sé fa piacere ed esprimo le più vive felicitazioni all’atleta, sebbene l’evento abbia contribuito – unitamente all’indisponibilità del nuovo palazzetto, all’indifferenza dell’amministrazione, alla partenza del coach e di alcune atlete – ad alimentare lo sconforto del presidente della Volleyball Players, che si è visto costretto a ritirare la squadra dalla serie C (in bocca al lupo, comunque, per un pronto ritorno a categorie più consone alla storia del club).

Ma la notizia della gravidanza di Tiziana Della Queva non è passata inosservata in casa Palafiom. Se le giocatrici professioniste sono più tutelate legalmente, la maternità delle dilettanti o delle semiprofessioniste è una materia ancora piuttosto vaga e controversa.

Coach Marcello non vuole correre rischi. Scartata l’ipotesi di chiudere le giocatrici della Palafiom in palestra ventiquattrore su ventiquattro sotto stretta sorveglianza, si profila un programma di sterilizzazione di massa.

Amnesty International ha già inviato alle autorità competenti un documentato rapporto, ma intanto da domani il programma prende avvio con Sonia Tinelli, che è ritenuta la giocatrice più a rischio.

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San Giorgio: un miraggio chiamato palazzetto

di skanderbeg69 (24/08/2007 - 10:59)

Nella foto sopra c’è forse l’ennesima cattedrale nel deserto: il palazzetto di San Giorgio Jonico.

Non è carino farsi i fatti degli altri, ma l’impiantistica sportiva è una questione cruciale secondo molti addetti ai lavori, da coach Marcello al neoassessore allo sport del Comune di Taranto, e quindi è un problema che riguarda tutti.

Spesso gli impianti mancano o sono in stato di grave trascuratezza.

A volte, però, gli impianti ci sono e sono nuovi, belli e funzionali. Ma non ci si può giocare lo stesso. E questo fa ancora più rabbia.

E’ il caso della nota controversia Prisma-CONI-Palamazzola.

E’ il caso del nuovo palazzetto di San Giorgio Jonico, che è ancora più significativo perché lì il problema non riguarda professionisti, ma società dilettantistiche, giovani praticanti, cittadini.

La squadra di volley di serie C, se anche non si fosse ritirata cedendo il titolo sportivo ad una società barese, non avrebbe potuto utilizzare il nuovo e scintillante palazzetto nei pressi delle Tagghiate, inaugurato pochi mesi fa in “una data storica e memorabile per San Giorgio Jonico” per “essere fruibile anche da cittadini e società dei centri limitrofi”. [1]

Dopo 25 anni e 5 miliardi di vecchie lire spesi, pare che non si possano installare i pali che sostengono la rete a causa del ridotto spessore del parquet e il presidente della Volleyball Players ha espresso tutto il suo comprensibile sconforto. L’eventualità di continuare a giocare nella... piscina del Maria Pia è una delle ragioni che lo avrebbero indotto a ritirare la squadra dalla serie C, circostanza che addolora e che fa riflettere tutti gli sportivi tarantini.

    Tutto questo nell’indifferenza di un’amministrazione troppo impegnata a rassegnare le solite dimissioni-farsa (da ritirare entro 20 giorni), l’unico sport realmente gradito e sempre più praticato da taluni sindachetti.

Il nuovo palazzetto rischia, dunque, di candidarsi ad ennesima cattedrale nel deserto; altro che “centro pulsante della vita dei quartieri”, come auspica il presidente del Centro Sportivo Italiano, Edio Costantini, riferendosi all’impiantistica sportiva, che andrebbe liberata “dai laccioli delle cattive gestioni, delle esclusive, degli egoismi”. [2]

Amma viste...

 

NOTE:

(1) OCCHINEGRO, A., Palazzetto dello sport e piscina diventano realtà, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 14 gennaio 2007, pag. 7.

(2) COSTANTINI, E., Il diritto allo sport che migliora la nostra vita, “Avvenire”, 7 luglio 2007, pag. 32.

La foto di Edio Costantini è tratta da www.csibrindisi.it.

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Le ultime parole famose (4) - La "regina" dei derby

di skanderbeg69 (20/04/2007 - 13:55)

Inizio a diventare scaramantico anch’io.

Quando pubblicai il finto comunicato della FIPAV sullo spareggio Palafiom-Tuglie che avrebbe designato, senza tante lungaggini, la vincitrice del campionato, le due squadre erano ancora imbattute. Poi la Palafiom perse a San Giorgio e la settimana successiva si interruppe anche la serie positiva del Tuglie.

Sulla Gazzetta di qualche settimana fa la Volleyball Players San Giorgio è stata definita “regina” dei derby, avendone vinti tre su tre.

Beh, dopo quest’articolo, c’è stato il quarto ed ultimo derby, quello tra Palafiom e San Giorgio. E sappiamo com’è andata...

 

NOTA:

(1) OCCHINEGRO, A., Players San Giorgio è la “regina” del derby, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Ediz. di Taranto, 16 marzo 2007, pag. 12.

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Palafiom Taranto-San Giorgio J. 3-0

di skanderbeg69 (15/04/2007 - 12:12)

Sabato 14 aprile 2007, ore 17.00.

Ultimamente sto usando troppe parolacce in queste cronache. Se i miei ex-capi-scout scoprono questo blog, sono rovinato (art. 10 della Legge Scout: “La guida e lo scout sono puri di pensieri, parole ed azioni”).

Per l’incontro odierno mi impegno allora ad essere sportivo e ad usare un linguaggio politically correct.

Vinca il migliore.

L’importante non è vincere ma partecipare.

Le massafresi dello scorso anno sono splendide ragazze che hanno vinto il campionato esclusivamente per meriti propri e per avere utilizzato, nel quarto set dello scontro diretto con la Palafiom, una rotazione “creativa”.

Marcello non è calvo ma è “diversamente irsuto”.

Io non ho la pancia ma sono solo un “pre-obeso”.

        Due settimane dopo il tracollo interno con l’Ugento, la Palafiom affronta un’altra squadra tosta: la Players San Giorgio. Le azzurre sfogheranno la voglia di riscatto sul parquet oppure prevarranno l’ansia, la paura e l’insicurezza?

Intanto, per l’ultima partita della stagione all’Alfieri, si procede con la messa in sicurezza della palestra. La transenna su cui la volta scorsa si era appoggiato l’osservatore viene spostata e il solito nastro separa le squadre dai tifosi.

Il clima è fraterno, ma ad ogni buon conto siamo a posto con le norme della FIPAV, con quelle della 626 e con le misure antiterrorismo.

Palafiom con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Michela Benefico e Silvia Buso schiacciatrici, Simona Mereu libero.

Valentina Moro è indisponibile e si occupa della videocamera. In panchina: Luana Santovito, Silvietta Mastandrea, Désirée Fiore. Rientra Roberta Manzacca.

Alessandra ha 20 anni; me lo conferma una fonte sicura che era presente quando la nostra palleggiatrice è venuta al mondo ed anche nove mesi prima. Una fonte... Certa.

Nel San Giorgio dell’ex Ida Zelletta la giocatrice più temuta è Simona Mucci, devastante nella partita d’andata anche perché ben alimentata dai passaggi di Titti-l’alzatrice. Da non confondere con Titti-il-canarino, il peluche che siede sulla panchina delle ospiti.

Tre arbitri per questa partita. Il direttore di gara della prima divisione accetta serenamente di fare il segnapunti.

Primo set

Errore in ricezione di Rossella e primo punto per il San Giorgio. Non prevarrà mica il terrore?

No, per fortuna; ci si riprende subito. Silvia va a segno, replica la Mucci, controreplica di Silvia e primo tempo di Clara. Palafiom in vantaggio; San Giorgio un po’ confusionario in difesa (6-4). Ace di Clara.

L’opposto sangiorgese tiene in corsa la propria squadra con una pipe da posizione difficile (8-6), ma entra in scena la migliore Sonia della stagione. Determinata in attacco, attenta in difesa, grintosa ovunque.

Rossella adesso sta difendendo bene e Silvia continua ad attaccare.

Bomba di Sonia da posto due e sul 13-8 coach Spinosa chiama il time-out.

Stiamo già prendendo le misure al San Giorgio e c’è l’atteggiamento vincente che ci voleva.

          Sonia realizza anche un ace; questa è la volta buona che segna i 25 punti promessi in avvio di stagione. Fast di Clara, punto di Michela da posto quattro e lungolinea fuori della Mucci (18-12). Il lungolinea non è la sua specialità, però la ragazza è stata gentile a farsi fotografare con Titti-il-canarino e sa sorridere anche dopo una sconfitta, quindi ne parlerò bene anche oggi, a prescindere.

           Clara chiede una pausa-bottiglia. Concessa. Niente cappuccino?

Dopo un altro punto di Michela, le ospiti hanno un break di quattro punti (19-16), ma la Palafiom di stasera ha i nervi saldi e tanta sete di vittoria, oltre che d’acqua. Michela da posto due e Rossella (bel primo tempo e pallonetto perfetto) chiudono di fatto il conto del parziale (23-16).

La mano di Rossella mi ricorda quella del camionista del film Bianco, rosso e Verdone, che, dopo aver fatto con delicatezza un’iniezione alla Sora Lella tra le perplessità del nipote, spiega: “’Sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma. Oggi è stata ‘na piuma”...

La mano della nostra centrale, invece, oggi è di ferro.

Muro del San Giorgio e doppia di Piera, che ha da poco sostituito Titti-l’alzatrice.

Simona non si arrende e trova un mani-fuori, poi sono le ospiti a regalarci l’ultimo punto con un servizio sbagliato (25-21).

Secondo set

Il primo punto è ancora del San Giorgio, ma c’era qualcosa che ancora mancava alla Palafiom per avvicinarsi alla prestazione perfetta: il muro. Il muro come a Oria. Adesso arriva: 3-1. Passa la Mucci, ma Silvia mantiene le distanze dopo uno scambio molto combattuto. Rosy Corigliano, un po’ svogliata stasera, ottiene il pareggio e poi c’è addirittura un breve vantaggio per le ospiti (5-6).

Michela dalla sua posizione preferita: parità. Poi mani-fuori di Sonia e potente diagonale di Michela (8-6).

    L’arbitro invita Elisabetta a disporre la cessazione delle strombazzate che avrebbero disturbato un’azione di gioco. Non ce ne frega niente, tanto è l’ultima partita in casa. E poi il nostro uso delle trombette è corretto. Non strombazziamo al tiro fuori misura di Simona; strombazziamo al mani-fuori di Sonia. Non strombazziamo alla schiacciata lunga di Ida; strombazziamo al muro a due della Palafiom.

Ridendo e scherzando siamo sul 18-9.

Silvia perfora il muro di Ida. Queste due devono avere un conto in sospeso (sportivamente parlando); è una sfida nella sfida. Dopo un muro di Alessandra (che ha 20 anni), entra Silvietta per Michela.

Palafiom fantastica in ogni fondamentale: ancora un ace, di Silvia questa volta (22-10). Palla lunga di Rosy, che dà l’impressione di avere altri impegni importanti e di avere fretta di andarsene dall’Alfieri. Sonia mura tutto, poi torna sul parquet Roberta con la maglia numero dieci. C’è stato un giro di maglie quest’anno, sin dalla prima giornata, che non si capisce più niente.

Splendida diagonale di Silvietta, ma non è questo il punto dell’ammazza-set (24-11). Questo era il penultimo; riprova.

Sì! Silvietta conferma la sua fama: è lei che schiaccia l’ultimo pallone lasciando le ospiti con un punteggio imbarazzante.

Terzo set

Sono presenti in palestra le ragazze dell’Under 16. Si siedono per terra con i loro zainetti; sembra che stiano facendo un pic-nic.

Tenetevi pronte ad entrare, piuttosto, ché qua le condizioni sanitarie consentono un’autonomia di quaranta minuti al massimo. Sonia, infatti, non ce la fa. Peccato, stava giocando splendidamente. Ma resta sul parquet Silvietta, che questa sera è particolarmente in forma. A Simona, invece, viene applicato il Pinguino De Longhi sulla schiena. Lei può riprendere.

Oltre al consueto primo punto-cortesia per le gentili ospiti, la Palafiom incerottata sta concedendo qualcosa di troppo (0-3). Simona difende bene; Silvia, Michela e Alessandra valorizzano l’impegno del libero. Parità sul 5-5.

Pallonetto di Maria (5-6), ma, come previsto, si è trattato di una modalità d’attacco poco sfruttata dalle sangiorgesi. Meravigliosa schiacciata di Michela e vantaggio Palafiom con Rossella dopo che la ventenne Alessandra ha messo sotto pressione la difesa ospite con un bel servizio. Brave tutte; brave in tutto.

Ancora a segno Michela, poi, però, c’è un attimo di sbandamento: quattro nostri errori consentono al San Giorgio di portarsi sull’ 8-12. Provvidenziale time-out di coach Marcello e si torna sul parquet senza paura. E’ un ace di Silvietta a completare la rapida rimonta della Palafiom (13-13).

La Volleyball Players è davvero irriconoscibile. Non fu la migliore Palafiom quella che scivolò sul parquet di San Giorgio e fu sconfitta a Pulsano, è vero, ma fu soprattutto la squadra locale a impressionare per il bel gioco e per la determinazione. Oggi Titti-la-palleggiatrice è un po’ in ombra e tutto il gioco delle sangiorgesi ne risente. Peraltro, il piano di contenimento della Mucci sta funzionando e il grande valore dell’opposto ospite non riesce ad emergere con continuità.

E’ Clara a condurre uno scatto che potrebbe essere decisivo: tre suoi punti e siamo 17-14.

A questo punto mancano due elementi: il secondo tocco di Ale (21 anni a giugno) e il punto-culo di Michela.

Il primo elemento risponde subito all’appello (19-16). Perché non mi avvisi prima ché lo voglio riprendere in video...?!

La seconda specialità della casa, invece, non viene servita. I punti di Michela ci sono eccome, ma tutti sudati.

    San Giorgio, però, sta recuperando pericolosamente: mani-fuori di Marica Fanelli e imprendibile schiacciata dal centro di Simona Mucci (19-18). Le ospiti hanno un’ulteriore possibilità di attaccare, ma la palla finisce fuori. Va lunga anche la Mucci per tentare di scavalcare il muro azzurro (21-18).

San Giorgio, però, sta recuperando pericolosamente: mani-fuori di Marica Fanelli e imprendibile schiacciata dal centro di Simona Mucci (19-18). Le ospiti hanno un’ulteriore possibilità di attaccare, ma la palla finisce fuori. Va lunga anche la Mucci per tentare di scavalcare il muro azzurro (21-18).

Un indomabile San Giorgio si porta nuovamente in parità, ma le mani della Palafiom non tremano: splendido pallonetto di Silvietta e tiro fuori misura di Ida (23-21). Time-out Volleyball Players. Il muro Palafiom finisce oltre la linea, ma Rosy attacca sulla rete (24-22). E’ ancora il muro, non Silvietta questa volta, a chiudere l’incontro.

Quello che ho sentito in allenamento è avvenuto; Marcello ha previsto tutto e le ragazze hanno messo in pratica le consegne alla perfezione. L’unica cosa che non ha azzeccato il coach sono i tempi: aveva preventivato un incontro lungo, ma è andata meglio del previsto.

Altri risultati
    Nardò-Tuglie 0-3, Ugento-Putignano 3-1, Tempesta TA-San Pietro Vernotico 0-3, Trepuzzi-Lecce 3-2, Ceglie-Corsano 3-1. Oria ha riposato.

Classifica: Palafiom TA* 58, Tuglie 52, Oria 50, Ugento* 48, San Pietro Vernotico 46, Putignano 29, San Giorgio 23, Lecce 22, Trepuzzi e Nardò* 20, Ceglie 17, Corsano 16, Tempesta TA 13.

Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).

Verdetti: L’unico verdetto è il raggiungimento sicuro dei play-off; Ugento e San Pietro Vernotico sono troppo lontane. In coda è bagarre totale e neanche il Putignano ha ancora la salvezza matematica; figuriamoci le altre. La Tempesta avrebbe ancora una flebile speranza di evitare i play-out.

Prossimo turno: Corsano-Palafiom TA, Tuglie-Trepuzzi, San Giorgio-Oria, San Pietro Vernotico-Ceglie, Putignano-Nardò, Lecce-Tempesta TA. Riposa l’Ugento.

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Lists, I make lists...

di skanderbeg69 (14/03/2007 - 06:45)

Lists, I make lists

of all the things that I need to fix,

of all the things that I’m not prepared for,

of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.

Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.

 

STRUTTURE D’ECCELLENZA


1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).

2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).

3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).

 

TENSOSTRUTTURE BUONE

 

4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)

5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)

 

STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE

 

6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)

7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)

8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)

 

STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE

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