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di skanderbeg69 (18/11/2009 - 18:21)

SILVIA RENNA

Centrale

 

Nata a Campi Salentina (LE), 29 anni fa; vive a Trepuzzi (LE).

 

Segno zodiacale:

Leone.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 13 anni.

Perché proprio la pallavolo?

Non c’è un motivo particolare. Diciamo che si è trattato di un caso.

Perché proprio da centrale?

Inizialmente giocavo in posto quattro; poi, salendo di categoria, gli allenatori mi hanno impiegata praticamente in tutti i ruoli o quasi. Giocare da centrale alla fine non è stata una mia scelta. Anzi, se potessi tornare indietro, non mi dispiacerebbe giocare da opposto.

La tua carriera:

1999-’00 - Pink Volley, serie D

2000-’01 - Pink Volley, serie C

2001-’02 - Maglie, serie C

2002-’03 - Volley Tuglie, serie C

2003-’04 - Volley Tuglie, serie B2

2004-’05 - Volley Tuglie, serie B2

2005-’06 - Pallavolo Ostuni, serie B2

2006-’07 - Pallavolo Ostuni, serie B1

2007-’08 - Autoluna Salerno, serie B2

2008-’09 - Tekla Scafati, serie B2

2009-’10 - Taranto, serie B2

Cos’altro fai nella vita?

Pallavolo a tempo pieno.

I tuoi hobbies?

Nessuno. Il volley mi impegna completamente.

L’ultimo libro che hai letto:

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini. Però non lo consiglio; troppo triste.

L’ultimo film che hai visto:

Cinderella man.

Il tuo cantante preferito?

Renato Zero. Anche Liga e Vasco, ma Renato Zero è il numero uno.

Il tuo piatto preferito:

Pasta in bianco.

Che?!

Il sabato di sicuro. Probabilmente è un retaggio scaramantico.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Non dovrei farlo io. Posso riferirti quello che sento dire dagli altri: simpatica e altruista.

E i tuoi difetti?

Dicono che sono troppo permalosa. E anche l’altruismo può diventare un difetto.

Il più bel ricordo della tua carriera:

La promozione in serie B1 con l’Ostuni. Al di là del risultato tecnico, mi resta soprattutto il ricordo di un gruppo di atlete magnifico. C’era molta coesione. E poi sono convinta che quella promozione sia stata “aiutata” da qualcuno che era in Cielo.

Il più amaro:

Non esserci salvate dalla retrocessione nel campionato successivo. La matematica ci condannò al penultimo turno, dopo una sconfitta in Sardegna. Quanta amarezza.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Stando a quello che dice il mister, sono troppo aggressiva a muro; anticipo troppo.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

Non c’è una frase specifica. In questo periodo sta insistendo sulla necessità di migliorare l’intesa con Ale. Devo armonizzare meglio i miei tempi di rincorsa con quelli dei suoi passaggi.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

Adesso non tanto. Quando, però, gli arbitri ci dicono “in bocca al lupo” al termine del riconoscimento, la toccata sopra è automatica...


Il tuo soprannome:

A Ostuni mi chiamavano Terminator. Credo dipendesse dal mio atteggiamento aggressivo in campo e dal mio modo di esultare.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Simona Gioli e Gigi Mastrangelo.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Quella decisiva per la promozione in B1 con l’Ostuni. Ricordo l’entusiasmo e un tifo mai visto. Mi veniva la pelle d’oca ogni volta che toccavo un pallone.

E la partita che vorresti cancellare?

Una delle più recenti: quella contro l’Acquaviva. Può capitare di giocare male, ma è l’atteggiamento ad essere stato troppo superficiale.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Il rapporto con le compagne quando si riesce a costruire un clima positivo e sincero. Quest’anno credo che siamo già sulla buona strada.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

L’ipocrisia. Ma naturalmente non è un problema che riguarda soltanto la pallavolo.

Perché due anni fa hai deciso di trasferirti in Campania e perché adesso hai deciso di tornare nella tua Puglia?

Decisi di andare a Salerno per assumermi responsabilità diverse; volevo mettermi alla prova e vedere come sarei riuscita a cavarmela lontano da casa. Sul passaggio da Salerno a Scafati, invece, hanno influito altri fattori, come il desiderio di restare vicina al gruppo di ex-compagne conosciute a Salerno e l’offerta interessante che mi era stata proposta dalla società scafatese.

Cosa ti resta dell’esperienza a Salerno e a Scafati?

Il bellissimo gruppo che avevamo costituito a Salerno. Sono stata troppo bene; non ci sono aggettivi. Ma anche a Scafati ho trovato delle ottime compagne di squadra. Sul piano tecnico, credo che gli insegnamenti di coach Castillo mi abbiano aiutata a migliorare.

Trepuzzi ha una squadra di pallavolo femminile; ti piacerebbe un giorno giocare nella squadra della tua città, a prescindere dalla categoria?

Sì, mi piacerebbe. Però... non prescindo dalla categoria e quindi non è il momento.

Qual è la rinuncia più gravosa a cui ti costringe la pallavolo?

In passato mi pesava il poco tempo che potevo dedicare ai miei amici. Adesso mi dispiace non poter stare abbastanza con i miei genitori.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Non ne ho a lungo termine perché a me piace vivere giorno per giorno ed affrontare le cose con gradualità. Penso a far bene quest’anno, poi si vedrà.

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Salerno-Taranto 1-3

di skanderbeg69 (01/11/2009 - 22:33)

Sabato 31 ottobre 2009 – ore 17.00

Si parte presto per Salerno visto che l’orario d’inizio è fissato per le 17.00. Sul pulmino oggi si sta un po’ più larghi perché non c’è Gisela, bloccata da un’improvvisa colica, non ci sono le creature sottoposte all’obbligo scolastico e non c’è la sostituta di Marika, ossia la signora Zonca. Sostituta sul pulmino, s’intende; però chissà che un giorno non la si possa provare anche sul parquet. D’altra parte, se il DNA non è acqua fresca...

Dato l’orario si mangerà lungo la strada.

Nell’ormai abituale ritrovo di Salandra incontriamo la componente lucana dello staff con il vettovagliamento. L’aspetto e le modalità della distribuzione ricordano le mense per gli indigenti, ma la qualità del cibo contenuto nei vassoi è eccellente. La pasta al sugo, in particolare, è una meraviglia.

L’odore del cibo attira qualche uccellino che passeggia sull’asfalto in cerca di residui e poi vola via senza accompagnare la squadra alla partita.

PalaVestuti e bar di fronte. Ricordo il cordiale incontro con la squadra del Salerno dell’anno scorso e il meno cordiale incontro con le giocatrici del Taranto che volevano (ingiustamente) linciarmi per alto tradimento. Ricordo la crema di caffé freddo. Ricordo il borsone di Alessandra, che era davanti all’ingresso del bar e poi è sparito per una buona mezz’ora.

Il palazzetto apre un po’ in ritardo e le squadre in attesa ne approfittano per socializzare.

L’incontro presenta molte curiose peculiarità. Tanto per cominciare, dopo aver condiviso nove mesi nel grembo materno, si ritrovano sul parquet le sorelle Stufano: Angela con il Taranto e Maria Rosaria con il Salerno.

La squadra campana ha un’altra caratteristica piuttosto inconsueta: saranno contemporaneamente in campo madre e figlia, Anna Maria Orefice e Marianna Ferrara. Non solo: madre e figlia sono anche rispettivamente moglie e figlia dell’allenatore Vito Ferrara.

Come ci tiene a sottolineare con comprensibile orgoglio il presidente del Salerno, Marianna è una ragazza del ’96. Giocherà da titolare e senza paura disputando una partita molto valida e chiudendo con 8 punti all’attivo.

L’importante è che sul parquet pubblico e privato non si sovrappongano...

 

Tornando alle gemelle della serata, sembra che coach Marcello in settimana abbia dato indicazione di battere proprio su Stufano (intesa come Maria Rosaria). Speriamo che non si verifichino equivoci disdicevoli e che nessuno tiri pallonate sulla nuca o sulla schiena della Stufano nostra.

Una caratteristica positiva del PalaVestuti è la raccolta differenziata dei rifiuti.

Che tristezza, però, vedere gli spalti così vuoti. La provincia di Salerno è terreno fertile per la pallavolo femminile di serie B (Scafati, Pontecagnano, Battipaglia, Sarno, ecc.), ma forse il capoluogo non si è mai “riscaldato” per il volley come la provincia.

E certamente, dopo i fasti dello scorso campionato, una squadra ricostruita da zero ed in lotta per la salvezza non aiuta. Però, almeno i parenti, e che cavolo!

Ah, già, dimenticavo che nell’attuale Salerno i parenti si dividono tra parquet e panchina e forse anche per questo gli spalti sono semivuoti...

Formazioni.

Mister Vito Ferrara, oltre alla gentile consorte in posto due e alla promettente figliola in posto quattro, schiera Stefania Macera in palleggio, Maria Rosario Stufano laterale, Sabrina De Maio e Valeria Pappalardo centrali e Rita Fadda libero.

In panchina: Italia Lamberti, Marianna Chieppa (non è che pure lei ha prestigiosi parenti nel volley? Non è che è la figlia di Tony Chieppa...?), Roberta Izzo e G. Ventre, che Angela s’ha scurdàte di inserirla nella lista e quindi non so come si chiami di nome.

Taranto.

Alessandra Certa in regia, Angela Stufano opposto, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei e Simona Mereu.

Primo set

L’inizio è sconvolgente. Chi (come me, lo ammetto) credeva che il Salerno fosse una squadra destinata a fare da materasso, ha un brusco risveglio. Le atlete campane costruiscono gioco, difendono con i denti e in attacco passano da tutte le parti. Certo, anche il Taranto ci mette del suo con un avvio di partita sconcertante. La difesa, in questa fase, viene tagliata a fette e gli attacchi non sono mai incisivi. Beh, sì, è un sestetto inedito che necessita di tempo per amalgamarsi, ma la situazione si fa un po’ troppo pesante: 9-2.

Un punto Silvietta, uno Angela, uno Ivana; poi Alessandra decide di puntare in modo sistematico sul sottotenente di vascello e Cristiana sembra in grado di farsi carico della rimonta: dall’11-5 al 15-11 i sei punti del Taranto sono tutti suoi.

La salvezza viene dal centro, sia per i voltagabbana plurimi come Rutelli che per le biancoblu: dopo Cristiana è il momento di Silvia (19-14).

Ma Salerno non sta a guardare e trova l’affondo decisivo con un break da 4 punti in cui brilla la pipe di Marianna Ferrara (23-14).

Marcello puntella una ricezione in sofferenza introducendo Simona Mereu, ma un secondo tocco di Macera chiude il set con un punteggio piuttosto imbarazzante (25-17).

Secondo set

Bene Silvia e Silvietta (suoi gli unici due servizi vincenti delle ospiti) e poi fuga lanciata da una Cristiana strepitosa, baluardo sulla rete biancoblu (4-10).

Il vantaggio aumenta ancora grazie ai muri e ai primi tempi di Silvia, che qui è un’ex, e sul 10-19 i due allenatori si accordano per tentare di superare il primato mondiale di sostituzioni in un set (quattro a testa).

Marcello, in verità, non ha molte risorse umane a disposizione, ma quelle che ha le riversa sul parquet: prima Simona Mereu per dare sollievo a Silvietta in ricezione e poi, sull’11-22, è l’occasione buona per l’esordio assoluto di Katia Taddei in serie B2.

La schiacciatrice impiega soltanto due scambi per mettere a terra il primo punto della carriera nei campionati nazionali attaccando da posto quattro. Cioè, dal posto di Ivana...

Coach Ferrara richiama la figlia per una mezza rotazione introducendo al suo posto la Izzo; poi mette dentro la Chieppa e nel finale ci sarà spazio anche per la Lamberti.

Particolarmente vivace risulta la prestazione di Marianna Chieppa, che infatti non uscirà più dal parquet. I punti delle salernitane e gli errori offensivi del Taranto rischiano di provocare un mezzo patatrac: le padrone di casa ottengono un break da 8 e si portano sul 20-23.

Poi, per nostra fortuna, sbagliano un servizio ed un attacco e il pericolo svanisce (20-25).

Lo sguardo del presidente Di Grazio e l’agitazione nell’intervallo di coach Marcello comprovano che il Taranto non sta disputando una gara particolarmente convincente.

Terzo set

La figlia segreta di Tony Chieppa appaga i propri bollenti spiriti con un muro, un primo tempo e un ace; è lei la giocatrice più incisiva del Salerno in questo frangente (4-4).

Quando ha finito di sfogarsi la brava centrale campana, è il turno delle brave centrali tarantine: due punti Silvia, uno Cristiana e un bel muro di Angela (vabbè oggi è opposto, ma di solito è centrale pure lei) sulla giovanissima Ferrara, che sul momento ci resta male ma poi saprà reagire. Siamo in vantaggio per 5-11.

C’è un problema istituzionale: chi comanda in campo? L’arbitro è per definizione il direttore di gara, ma Cristiana fa notare di essere più alta in grado del commilitone.

Nel frattempo, però, gli arbitri hanno altro a cui pensare e si dedicano al mobilio del PalaVestuti. Il tavolino del segnapunti ha qualcosa che non va, ma da lontano non si capisce cosa.

Ancora una volta il Taranto si rilassa ed è un lusso che con questo Salerno non ci si può permettere. Con gradualità e costanza le padrone di casa rosicchiano punti sino a sfiorare il pareggio (13-14).

Per fortuna Ivana è in crescita e Cristiana continua a piazzare muri e fast: manteniamo le distanze (18-21).

Poco dopo, però, Roberta Izzo, che ha appena sostituito Maria Rosaria Stufano, realizza la doppietta che vale il pareggio sorprendendo fatalmente la ricezione jonica (22-22).

Ma anche noi abbiamo una golden girl che sa assumersi responsabilità importanti: Silvietta ci regala due palle-set (22-24).

Orefice annulla la seconda (24-24) e Salerno sente l’odore del primo punto in classifica mentre il panico si diffonde tra i sostenitori appulo-lucani.

C’è uno scambio lunghissimo che mette a dura prova le nostre coronarie, ma un’epica Leone ribatte tutti i colpi del Salerno, poi Orefice riceve una palla molto decentrata che può solo far rimbalzare sul muro tarantino sperando che schizzi fuori; la palla, invece, cade dentro il campo salernitano. E’ stata Silvia ad averci tolto le castagne dal fuoco (24-25).

Ed è ancora Silvia ad opporre un muro magnifico all’ultimo attacco campano (24-26).

Quarto set

Mamma Orefice e figlia Ferrara mettono il pallone a terra e tengono in corsa il Salerno, ma il Taranto del quarto set è il più cazzuto della serata. La partita delle padrone di casa finisce sul 6-7, quando Silvia va servire mettendo in difficoltà la ricezione ospite e facilitando così il lavoro delle compagne.

La centrale salentina si è spesso concessa una batteria di servizi insidiosi nel corso di questo incontro; peccato che poi li abbia chiusi con un errore. Ma questo non attenua i meriti di quella che, secondo me, è risultata la MVP della partita. Sarebbe, cioè, la miglior giocatrice, però cosa cacchio indichi l’acronimo MVP non ‘nge l’agghie mai capìte...

Bene Cristiana, bene Angela con un pallonetto, bene soprattutto la difesa. Siamo 6-13 ed è finalmente un buon Taranto.

Ivana e Silvietta aumentano ulteriormente il vantaggio e sull’11-21 Marcello riconcede cinque minuti di celebrità a Katia Taddei (altro punto; questa volta da posto due, non da “posto Ivana”).

La girandola di sostituzioni di mister Ferrara non produce gli effetti del secondo set; Taranto amministra il parziale senza particolari difficoltà e il punto della vittoria è firmato da Ivana (14-25).

Bah, diciamo che la nostra storia ha conosciuto vittorie più esaltanti.

Diciamo pure che nonostante i cinque punti in due partite la classifica resta, per noi, sostanzialmente invariata dato che non abbiamo recuperato alcuna posizione. Tanta fatica pe’ nudd’...

In questo campionato non si capisce un tubo.

Indubbiamente con il San Pietro Vernotico servirà un altro Taranto perché in caso contrario non avremmo scampo. Anche se sembrava la stessa cosa alla vigilia della partita di Potenza.

Durante il viaggio di ritorno avvengono cose che preferisco non riferire.

Torniamo con una maniglia del bagno in più e con un po’ di “aria che ha preso l’ascensore” in meno. La serata delle giocatrici si conclude nel locale di Simona Mereu, che a quanto pare è diventata imprenditrice della ristorazione.

‘A fava e ‘u scuèrcele

SILVIA: Partita superba impreziosita da 17 punti personali. I due muri alla fine del terzo set hanno, inoltre, cancellato quello che stava manifestandosi come un incubo dalle conseguenze imprevedibili.

L’UCCELLO: L’uccello di Salandra si è avvicinato per mangiare, ma poi è volato via senza dare confidenza alle giocatrici. Insomma, appagati i bisogni dell’istinto, si è rivelato per l’egoista che è. Gli uccelli perbene non si comportano così.

Tabellino: Salerno-TARANTO 1-3 (25-17, 20-25, 24-26, 14-25)

Salerno: Lamberti 0, De Maio 3, Ferrara 8, Pappalardo 6, Ventre NE, Chieppa 7, Stufano 11, Orefice 9, Macera 3, Izzo 3, Fadda (L) – All. Ferrara.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 4.

Taranto: Zonca 16, Taddei 2, Gallo Ingrao 10, Renna 17, Stufano 8, Mastandrea 17, Certa 1, Mereu 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 12.

Arbitri: Vincenzo Brasiello (NA) e Luigi Esposito (NA).

Durata set: 20’, 26’, 30’, 21’ – Durata totale dell’incontro: 1.45’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Livi Potenza 3-0, Leonessa Altamura-Arzano 3-2, AS Benevento-V.Altamura 3-1, Acquaviva delle Fonti-Accademia BN 1-3, Battipaglia-Sarno 3-2, Oria-Molfetta 0-3, ASCI Potenza-San Pietro Vernotico 2-3.

Classifica: Centro Ester NA e Sarno 17; Molfetta 15; AS Benevento, Battipaglia, San Pietro Vernotico e Arzano 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Accademia BN 8; Oria 6; Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna sanzione economica nella 6^ giornata.

Prossimo turno: Taranto-San Pietro Vernotico, sabato 7 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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Ricominciamo!

di skanderbeg69 (03/09/2009 - 11:57)

Anche quest’anno, nell’imminenza dell’avvio della nuova stagione agonistica, diamo uno sguardo al calendario del campionato, agli assetti delle nostre avversarie ed ai rispettivi siti internet. Non è un’impresa facile perché gli assetti di molte formazioni sono ancora molto fluidi, a cominciare da noi che ancora dobbiamo capire chi siamo, cosa siamo e soprattutto dove siamo.

Le notizie di mercato sono state raccolte per lo più in rete e difficilmente potranno risultare esaustive. Ho distinto le notizie certe, diffuse dalle stesse società o dalle interessate, dalle voci di mercato e dai pettegolezzi (che ho ignorato anche se in buona fede o qualificati). Ove ci fossero errori od omissioni, si accolgono con piacere correzioni e segnalazioni purché si citino fonti certe. Altrettanto preziose saranno le indicazioni di siti internet che qui non sono stati menzionati.

      E’ inutile far presente che si tratta di una fotografia “in movimento”. Si sa che il mercato è ancora apertissimo ed anche quelle che sembrano certezze potrebbero alla fine non essere tali, senza contare che molte giocatrici sono ufficialmente in cerca di squadra ed alcune di esse sono in grado, da sole, di trasformare le ambizioni di una società. Era una doverosa premessa.

Il nostro campionato ricomincia dal Centro Ester il 19 settembre. Corsi e ricorsi storici. Ricorderete che furono proprio le napoletane le prime avversarie assolute della Palafiom in serie B2 due anni fa, in una partita per noi storica ed entusiasmante che si concluse al tie-break. Per quell’esordio non avrebbe potuto esserci all’epoca un’avversaria più prestigiosa visti i successi nazionali ed internazionali di questa società. La stagione delle partenopee si concluse con una retrocessione maturata soltanto all’ultimo scambio e all’ultimo respiro in quel di Ostuni, ma era una squadra che a me piaceva moltissimo per tecnica e per carattere.

Dopo un solo anno di purgatorio in C, il Centro Ester ritorna adesso nei campionati nazionali. Tra le barresi brilla la presenza di un’atleta Di Cristo (Annalaura) e dell’altra centrale appena ingaggiata, Nunzia Buonandi, ma c’è da giurare che potremo apprezzare molte ragazzine cresciute in un vivaio particolarmente fertile.

Il Centro Ester, fra l’altro, non si occupa soltanto di pallavolo, ma è una polisportiva impegnata in vari settori, sportivi e non. Proprio qualche mese fa ho conosciuto uno sfortunato ragazzo di quelle parti che tra famiglia allo sbando e amicizie delinquenziali aveva avuto come unico riferimento educativo sano proprio il Centro Ester. Il sito è www.centroester.it; selezionare le voci Dipartimento sportivo, poi Pallavolo e infine Comunicati stampa.

La prima trasferta (26 settembre) è nella mitica Altamura, terra di grandi tradizioni per il volley femminile e soprattutto terra dei mitici doppiatori murgesi, che spero di avere finalmente l’occasione di incontrare per ascoltare le loro voci dal vivo, oltre che per tentare di convincerli a non abbandonare un’arte che hanno saputo interpretare meglio di chiunque altro. Sono ben due le formazioni altamurane; la prima che affronteremo è la Clemente Dibenedetto Leonessa Altamura. Le ragazze di coach Marchisio hanno ottenuto la promozione in B2 con una squadra quasi interamente costituita da Under. Under pregiate. Dovremmo così ritrovare sul nostro cammino una “vecchia” conoscenza dei campionati giovanili, “Dinamite-12” Graziana Caputo.

Ingaggiata la centrale Mina Cucinelli.

Il sito è http://leonessavolley.it/index.php.

La seconda località “bi-squadre” che visiteremo quest’anno, dopo Altamura, è il capoluogo della Basilicata, dove ci recheremo nella terza giornata per affrontare l’ASCI Potenza. Orfana di coach Caliendo, la formazione lucana ha ingaggiato la schiacciatrice Francesca Nolè, reduce da un ottimo campionato a Battipaglia. Suo il compito di non far rimpiangere la fuoriclasse Paola Felicetti, trasferitasi a Sala Consilina. Nel capoluogo lucano sono arrivate anche Ghersetti, Arras, Radkova e Ridolfo, e sono state confermate Di Camillo, Di Lucchio, Santangelo e Taddei. In partenza Pontillo, Carbonara, Sinisi e Muscillo.

Il sito dell’ASCI Potenza, da cui sono state acquisite queste notizie, è www.ascivolley.it. Non si ha notizia di Avena e Restaino; non figurano tra le confermate ma neanche tra le partenti. Saranno state rapite anche loro da un UFO...

Si torna a Taranto, cioè a Montescaglioso, cioè a casa, insomma, per una prima sfida all’insegna delle ex, con riferimento alle indimenticate e indimenticabili Rossella Garaguso e Simona Mucci (Mucci s’achiàm’, none Moccia...!), punti di forza della neopromossa Oria. Nella splendida città federiciana dovrebbe esibirsi anche la marziana Ida Taurisano, circostanza che proietterebbe molto in alto le quotazioni delle brindisine, anche in considerazione della conferma di Luisa Chionna, altra atleta di categoria superiore, e dell’ingaggio della centrale Monica Casalino. Confermate Sebastio, Lonoce e Tateo. E’ invece andata a Noci una delle bandiere biancazzurre, Lucrezia Liace.

Il sito è www.newvolleyoria.it, che però viene aggiornato in modo un po’ discontinuo.

Il Battipaglia di coach Caliendo è l’avversaria della quinta giornata. Speriamo che dopo il travolgente girone di ritorno dello scorso anno Lombardo & Co. si siano date una calmata, ma ho paura di no. E’ andata via l’attaccante Nolè, ma è arrivata la forte centrale Valentina Borrelli, che trova dunque posto in un roster molto interessante e già ben affiatato (si pensi alla citata Lombardo, a Palladino, a El Gamal, a Dello Monaco, ecc.).

Per motivi assai lieti ho la sensazione che il libero Granozio non potrà servire la causa, ma al suo posto dovrebbe subentrare Paola Barletta. Tra i volti nuovi anche la palleggiatrice Rossana Montemurro, la schiacciatrice  Sara Casale e le centrali Federica Buonocore e Barbara Giordano. Forse andrà via per motivi di studio la forte centrale Antonella Miano.

Il sito è www.volleyclubbattipaglia.it.

Ancora un derby domestico alla 6^ giornata, quando riceveremo l’Acquaviva delle Fonti. L’ultimo confronto sotto rete risale al campionato di serie C 2005-’06; si giocava all’Alfieri e ricordo una storica ricezione di Ivana al 4^ set sul 25-24 per le ospiti…

Non mi pare che la squadra (probabilmente confermata in gran parte) abbia un proprio sito; le notizie sulla formazione barese (ferme alla promozione e quindi del mercato estivo non sappiamo nulla), comunque, si trovano regolarmente su www.acquavivalive.it/sport.

Il 31 ottobre la Palafiom sarà di scena al PalaVestuti di Salerno. Completamente smantellata la formazione che conquistò i play-off l’anno scorso, la Scuola Volley punta su forze fresche e sulla regia di Annamaria Orefice. A proposito di freschezza, precisiamo sin d’ora che ci farebbe piacere trattare l’acquisto di ulteriori mozzarelle di bufala con il gentile rappresentante del caseificio che l’anno scorso risultò particolarmente efficiente.

Il sito del Salerno è www.scuolavolleysalerno.it.

Novembre si apre all’insegna della grande sfida con il San Pietro Vernotico, vincitore dello scorso campionato di serie C. Nella città brindisina, che non è nuova ai parquet delle categorie nazionali, hanno allestito una formazione di tutto rispetto e proiettata verso il vertice del girone. Oltre a coach Vincenzo Lapertosa (assistito da Catia De Nicola) sono state confermate Loredana Corvino, Manuela Cafarella e Annalisa Perrone; sono arrivate la fuoriclasse Michela Ristits, la nostra ex Marcella Scaglioso (che saluto), la centrale Claudia Carrozzo e Valentina De Mitri, che torna in B dopo le eccellenti stagioni a Oria e a Ceglie.

C’è anche un bel contorno di promettenti giovani atlete pugliesi: Sabrina Ferraro (ex Brindisi), Giorgia Valente (ex Tuglie), Silvia Antonaci (ottima centrale della Sport Fit Center Lecce) e la palleggiatrice Sara Barba, Cosentino in miniatura, anche lei apprezzata nelle semifinali regionali al Maria Pia due anni fa.

Il sito del San Pietro è www.skylovolley.it.

Nona giornata in visita all’AS Benevento, una delle due formazioni del capoluogo sannita. Scusate la scarsa finezza, ma dopo lo 0-6 dello scorso anno (peraltro ineccepibile), io mi do una vigorosa grattata.

Sembra che Agozzino & Co. siano state confermate in blocco, inclusa la stella del volley mondiale, Giovanna Bernardi, eletta dalla FIVB miglior giocatrice del XX secolo.

      Temo che la società non abbia un proprio sito.

Ritorno nella Murgia barese il 21 novembre, fronte AS Altamura. Le pari opportunità nel girone, rappresentate lo scorso anno dalla sola Annagrazia Matera, raddoppiano grazie alla seconda gentilcoach, Pina Difonzo. La società ha fatto spese soprattutto in Campania: da Battipaglia è arrivato il libero Ileana Evangelista, da Scafati l’opposta Sara Giogli (benvenuta in Puglia; salutami Franco), da Sala Consilina la palleggiatrice Simona Ancora e la schiacciatrice Carmen Vantaggiato.

 Dal mercato pugliese provengono, invece, Debora Zicari (laterale, ex Santeramo), Anna Simonetti (libero, ex Santeramo) e Grazia Spinelli (centrale, ex Turi).

Dalla Sicilia gli acquisti più suggestivi: Francesca Licata (laterale, ex Siracusa, B2) e la brasiliana Ana Carolina Branco (centrale, ex Rossano, B1).

Anche in questo caso, non ho notizia di un sito della società, ma sono pronto a rettificare nel caso mi fosse sfuggito.

Incontro di prestigio all’11^ giornata: l’Arzano, neopromossa ma con un passato finanche in serie A2. E’ proprio con l’Arzano che ha giocato in serie A Veronica Grimaldi, come il fan club ci tiene a ricordare. E lo ribadiamo: Veronica Grimaldi ha giocato in serie A! Con i rinforzi di cui si è dotato, non si può escludere che l’Arzano possa tornare in poco tempo a certi livelli. Un nome su tutti: Nunzia Campolo, che ancora non si decide a togliersi dai… a giocare in campionati più degni della sua indiscussa bravura. Il tentativo di clonazione dell’Orion di due anni fa contempla anche l’ingaggio di Maria Grazia Sforza.

Confermate Maggie Cozzolino, Santa Guida ed Elisabetta Piscopo; ingaggiate anche Lisa Gritto e Carmela Petrella.

Il sito dell’Arzano non mi è noto.

Prima di un terribile rush finale, la Palafiom deve misurarsi con l’Accademia Volley Benevento, che non è la squadra di Maria De Filippi, ma è una formazione proveniente dalla serie A2 che punta decisamente sulla linea verde. Ingaggiate “la ragazza col turbante” Giuditta Tancredi, il libero Emilia Gaudio, la centrale Erica Lestini e molte altre giovani promettenti. Ma un particolare motivo d’interesse sarà monitorare i progressi del gioiellino del Salento, la palleggiatrice Eleonora Carbone. Dall’alto dei suoi 23 anni sembra una vecchietta la centrale Rosa Principe (ex Monterotondo, B1). Della formazione di A2 sono rimaste Annamaria Ferrone ed Elena Gammarota.

Il sito di riferimento è www.accademiavolley.it.

Tre squadre in B (inclusa la Lorelei in B1) non sono evidentemente un lusso per Potenza. Dopo l’ASCI ci confronteremo, infatti, con la Livi Potenza, formazione temibile ed ambiziosa in virtù degli acquisti di Roberta Calculli (palleggiatrice, ex Matera), della russa Elena Alexandrova (schiacciatrice, ex Lorelei) e soprattutto della nostra Michela Benefico (schiacciatrice), grande cuore rossoblu che sarà difficile immaginarsi contro. L’ultimo acquisto è Ilaria Barbaro, che abbiamo conosciuto a Manfredonia.

Sul web bisogna digitare www.livivolley.it.

L’ultimo derby è a Molfetta. Dopo la salvezza conquistata l’anno scorso, l’Azzurra ha radicalmente cambiato obiettivi e si pone adesso tra le favorite del campionato.

L’aveva promesso e l’ha fatto davvero: il presidente Giancaspro ha condotto la prima campagna acquisti della storia del volley su Facebook. Segni dei tempi. Quindi delle adriatiche sappiamo tutto. Ad arricchire il roster di Annagrazia Matera sono arrivate le palleggiatrici Virginia Alfieri (Vigolzone, B1) e Sara Grassi (Bitonto, C), le schiacciatrici Barbara Guglielmi (Mariano Corciano, B2) e Savina Binetti (Molfetta Volley, C), le centrali Angela Tralli (Marsala, B1) e Mariella Lasorsa (Molfetta Volley, C). Restano a Molfetta Mara Racanati, Marilena Fracchiolla, Brigida Fortunato, Alessandra Nappi, Marta De Gennaro, Simona Marasco e Valeria Brattoli.

L’occasione è comunque gradita per salutare due atlete in partenza: la concittadina dai capelli sciolti, Giusy D’Elia, e la mitica capitana e santa Maria Teresa Francioso, sempre grato per le indimenticabili emozioni che ha saputo regalare in quel di Gioia del Colle.

Imminente il nuovo sito internet della società.

Si chiude contro il Sarno, come l’anno scorso ma a campi invertiti. La carrellata delle giocatrici a disposizione di coach Loparco rappresenta, da sola, una certificazione di favorita per la vittoria finale: Tatiana Capriotti, Vanessa Torrisi, Daniela Polito, Neide Pereira, Raquel Santos (se confermata), Tania Costantino, Annamaria Amitrano, Antonella Salvati, Arianna Amati e Angela Castiello.

Vabbè, organizziamo una petizione per dichiarare il Sarno già in B1 e facciamo prima. Due turni di riposo a squadra e non ne parliamo più...

A pensarci bene, però, c’è una grande incognita: chi saprà sostituire lo scout-man Sasà Albanese (che saluto in vista della nuova avventura a Mercato San Severino)? Quel computer portatile contiene dati più preziosi del registratore di Patrizia D’Addario.

Colgo l’occasione per salutare Maria Rosa e la nostra “bestia nera” Veronica; spero che ci si incontri sugli spalti.

Il sito del Sarno, bellissimo ma non sempre aggiornato, è www.aitovolleysarno.it.

 

NOTE:

Le foto di Acquaviva delle Fonti è tratta da www .comune.acquaviva.ba.it.

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Mentre tutto scorre

di skanderbeg69 (26/05/2009 - 06:30)

Cosa è successo nel mondo mentre mi trovavo nel profondo nord, nei pressi del lago di Garda, a trapanarmi i c...oni?

Sono stato anche un giorno a Bergamo e quando lo ha saputo, Francesca Piccinini non ha perso l’occasione per esasperarmi: “Portami alla Nati a Taranto! Ti prego, portami alla Nati a Taranto!”

Queste scenate proprio mentre mi deliziavo con i casoncelli alla bergamasca... E che cavolo: non me li sono gustati; ora per il nervosismo dovrò rinviare l’inizio della dieta di un paio di mesi.

Piccinini o non Piccinini (che per noi sarebbe disposta anche a scendere di categoria/e), in casa nostra si inizia a pianificare il futuro partendo da alcune domande essenziali: chi siamo? Dove siamo, soprattutto?

      Grandi quesiti dell’umanità a cui si darà una risposta nelle prossime settimane.

Rivolgendo lo sguardo altrove, la notizia più importante è che la Time Volley Matera ha ottenuto brillantemente la promozione in B1. Sono state sufficienti due partite dei play-off (3-0 e 3-1 sul Priolo) per scrivere un verdetto che inizia a riconciliare la società lucana con la propria storia gloriosa ed onora il valore immenso delle atlete e dello staff a cui vanno naturalmente anche i miei auguri personali.

Oltretutto è un’ulteriore conferma della competitività del nostro girone.

Matera dovrebbe aver vinto anche il trofeo Bin Laden, ma c’è un provvedimento disciplinare che pende sul capo di un dirigente salernitano ancora in fase “dibattimentale” e quindi l’assegnazione del premio è sospesa. Avvisatemi se ci sono novità. Io non so neanche dove cercarlo: CGN, CAF, CTA, Corte Federale, TAR, CCT, CGIL, BMW...?

Priolo è adesso l’avversaria del Salerno, che nel primo turno di play-off ha superato il Catania. Per Viviana e compagne, però, il cammino è ancora lungo e adesso capisco perché fosse così importante arrivare seconde piuttosto che terze. A Ferragosto, comunque, finiranno anche i play-off delle terze; intanto, confidando nella classe e nella forza delle campane ma rispettando al contempo le esigenze scaramantiche, un cordiale e sentito in bocca al lupo alla formazione campana.

Molfetta è certamente salva in qualità di miglior quintultima d’Italia (e volevo vedere con 39 punti...!); attendiamo altre buone notizie dalla zona Sud della provincia di Bari.

Salgono in serie C Acquaviva delle Fonti e San Pietro Vernotico. Peccato per Rossella, ma sono comunque due buone notizie: Acquaviva per ragioni geografiche (sarà una trasferta breve), San Pietro per ragioni scaramantiche.

E’ ormai scientificamente provato che alle sampietrane (ma solo alle sampietrane) porto quasi sempre sgubbio, sia che tifi contro sia che tifi a favore:

San Pietro-Palafiom 1-3 (serie C 2005-’06)

Palafiom-San Pietro 3-1 (serie C 2006-’07)

San Pietro-Trani 0-2 (amichevole 2007-’08)

Oria-San Pietro 3-2 (Coppa Puglia 2007-’08)

San Pietro-Oria 2-3 (serie C 2007-’08)

Ceglie-San Pietro 3-2 (serie C 2007-’08)

Oria-San Pietro 3-1 (serie C 2008-’09)

In pratica quest’anno sono stato testimone dell’unica sconfitta della Skylo San Pietro in tutto il campionato.

 Le uniche due vittorie sono state un 3-2 interno col Trepuzzi, che valeva quasi come una sconfitta, e il 2-0 proprio contro la Palafiom nell’insignificante amichevole di Bari, dopo che avevo concordato con Catia De Nicola la cessazione delle strombazzate in cambio dell’autografo di Pierpaola De Bonis. Mi vendetti, sostanzialmente.

Quindi, dovrebbe essere sufficiente tenermi alla larga da Catia De Nicola per garantire un influsso positivo alla Nati a Taranto anche l’anno prossimo. Non sarà un problema perché ho la sensazione che sia soprattutto Catia De Nicola a tenersi lontana da me, se mi vede.

      A parte gli scherzi, quello del San Pietro nelle categorie nazionali è un ritorno visto che le brindisine hanno militato (e ben figurato) finanche in serie B1, con la nostra Sonia. A tal proposito, per la storia e per le immagini, rimando al sito della società:

http://www.skylovolley.it/Skylo%20Volley%202.html

Si noterà che Sonia e Catia all’epoca frequentavano lo stesso parrucchiere.

Complimenti anche per la Coppa d’Oro.

Un cenno anche alla serie C, che si ripopola di tarantine. Abbiamo già festeggiato la promozione della nostra Nati a Taranto Tempesta; congratulazioni anche alla Mira Taranto (Carosino ha ceduto sul filo di lana).

Un saluto anche a Zaby e Valentina del Massafra (salve), a Federica, al Killer Albino e a coach Piero del Maglie (promossi e vincitori della Coppa d’Argento) e un saluto a Valentina, punta di diamante di uno sfortunato Ceglie. Fatti sentire ogni tanto; mi fai stare in pensiero...

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (15/05/2009 - 13:43)

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?

Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.

Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.

Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?

No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.

Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?

Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.

Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?

La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.

Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?

Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.

La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.

Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?

Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.

E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.

Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.

In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.

Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?

A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.

Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?

Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?

Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.

A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.

Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.

Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.

Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.

Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.

A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?

E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.

Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.

Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.

Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.

Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...

Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?

Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.

Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.

Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.

Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]

Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?

Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.

Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.

Il primo campionato di Vincenzo Lupo.

Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.

Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?

Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.

Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.

Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.

E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...

Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.

Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?

La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.

La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.

E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.

A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.

Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?

Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.

Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.

I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?

Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.

Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.

Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?

Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.

E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.

Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.

Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).

Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.

La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.

Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).

Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.

Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.

Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.

Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?

Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.

A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?

Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.

Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.

Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.

Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.

L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.

Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.

Qual è lo stato di salute del volley pugliese?

A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.

Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.

A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?

Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.

Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.

NOTE

1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.

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Ecco la diciottenne napoletana festeggiata da Berlusconi

di skanderbeg69 (29/04/2009 - 20:36)

Divampano le polemiche sulle Euroveline (le gnocche candidate in quanto tali dal Popolo della Libertà) e sulla clamorosa presa di posizione della moglie di Berlusconi.

“Ciarpame senza pudore” è l’espressione usata da Veronica Lario in proposito. La moglie di Berlusconi ha anche affermato: “E’ la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti.”

Per la verità, Berlusconi non è mai stato un modello di moralità, anzi è l’antitesi vivente di molti valori cristiani (le sue tv trasmettono spazzatura e lui non potrebbe prendere la comunione, tanto per fare due esempi). Si direbbe che Berlusconi abbia scoperto di essere un paladino del cattolicesimo a partire dal 1993, l’anno in cui è entrato in politica. Ma la signora Berlusconi va oltre e riferendosi al consorte spiega: “Va in una discoteca napoletana alla festa di una diciottenne mentre non è mai venuto alla festa del diociottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

La seconda moglie di Berlusconi si riferisce ad un episodio poi minimizzato dal presidente del Consiglio: “Solo un brindisi e qualche foto” – ha spiegato il leader del PDL.

Ma chi è questa misteriosa ragazza napoletana di 18 anni?

Noi siamo riusciti a scovarla e ad intervistarla in esclusiva. La festeggiata dal premier si chiama Valentina Noemi Borrelli, fa la giornalista e gioca a pallavolo in un prestigioso club campano.

“Stavo festeggiando il compleanno in una discoteca di Casoria il giorno prima del vertice sui rifiuti. Improvvisamente si sono spente le luci e mi sono ritrovata di fronte Silvio Berlusconi. Veramente non era proprio di fronte; io sono alta 1,83 e mi sono dovuta piegare per vederlo. Mi ha chiesto se non fossi per caso nipote dell’ex procuratore di Milano, Francesco Saverio Borrelli. Gli ho detto di no e ha tirato un sospiro di sollievo.

Poi ha tentato di regalarmi un collier, ma gli ho detto di darlo come risarcimento a coloro che, seguendo i suoi consigli, hanno acquistato azioni ENEL ed ENI. Piuttosto – ho aggiunto - venda il Milan e diventi azionista di minoranza dell’Autoluna. Se arriviamo in B1 affronteremo spese non indifferenti ed un po’ di liquidità potrà esserci utile. Ha detto che ci avrebbe pensato.”

E’ contenta di questa improvvisa notorietà?

“Col cavolo. Se il mio coach scopre che stavo in discoteca alla vigilia della partita con il Matera, mi uccide. Meno male che poi abbiamo vinto.”

Come si è congedato il presidente del Consiglio?

“Proponendo una candidatura alle europee a me e alla mia amica Tiziana”.

Avete accettato?

“No, abbiamo da fare.”

 

NOTE:

I contenuti di questo post relativi alla diciottenne napoletana ed al suo incontro con Berlusconi sono evidentemente falsi e rispondono ad esigenze di satira. A tutela dell’immagine di Valentina Borrelli, si precisa che quest’ultima non ha mai incontrato Silvio Berlusconi. La vera diciottenne napoletana festeggiata nella discoteca di Casoria dal presidente del Consiglio si chiama Noemi Letizia.

La foto di Berlusconi e signora e quella del ministro Carfagna sono tratte da www. repubblica.it.

Tag: salerno,volley,sport,pallavolo,politica

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Trani vince la Coppa Italia di serie B2

di skanderbeg69 (12/04/2009 - 20:00)

Non avevo intenzione di scrivere. Volevo soltanto godermi un po’ di buona pallavolo e rispondere ad un gentile invito. Quello che si è visto a Trani per la Final Four di Coppa Italia di serie B2, però, merita di essere raccontato.

La città adriatica e la vicina Corato hanno ospitato la fase conclusiva di un torneo al quale hanno partecipato, facoltativamente, le squadre di tutti i gironi d’Italia. Alla fine, le migliori quattro sono risultate le piemontesi del Matia Ornavasso (provincia del Verbano Cusio Ossola, girone A), le emiliane del Campagnola Idea Volley Crespellano (provincia di Bologna, girone E), le campane dell’Autoluna Nissan Salerno (girone G) e le padrone di casa della Primadonna Trani (girone G).

In mattinata si disputano le semifinali: Trani batte Crespellano 3-0, Ornavasso batte Salerno 3-1.

Nel pomeriggio, dunque, finale per il terzo posto tra Salerno e Crespellano; a seguire, finale per la Coppa fra Trani e Ornavasso.

Autoluna e Idea Volley sono già in campo quando arriviamo al palazzetto.

Prima di concentrarci sull’evento agonistico, notiamo che le tribune sono colme di volti noti.

A parte i CUCS e gli Afecionados, che stanno preparando una grande cornice di tifo; c’è l’allenatore del Potenza di B1, Nino Gagliardi, con cui qualcuno apre anomale trattative di mercato; c’è l’allenatore del Manfredonia, Fabio Delli Carri, costretto ad "emigrare" proprio nel girone dominato dal Crespellano; c’è Sasà, che ha fatto in tempo – beato lui - ad incrociare il cammino di Stefania Liguori durante la breve esperienza di tecnico invincibile in B1.

Soprattutto c’è lo staff al completo dell’Azzurra Molfetta. La salvezza delle baresi dipende dallo scontro diretto del 25, dipende dai propri risultati, ma dipende anche dall’esito di Tuglie-Taranto, che si giocherà questo sabato. Allora, vediamo un po’, da Tuglie mi è giunta l’offerta di una visita guidata in paese nel giorno della processione; da Molfetta l’invito ad una cena. C’è ancora una settimana di trattative; chi offre di più? Chi rilancia?

Sulla panchina del Salerno che sta lottando punto a punto contro il Crespellano, una bella sorpresa: Valentina Borrelli. E’ fuggita in mattinata dall’infermeria senza firmare la liberatoria e adesso la stanno cercando in tutta Italia.

Sebbene le finali per il terzo posto siano interpretate, di solito, come una fastidiosa ed inutile appendice, il gioco è brillante e piacevole.

Coach Castillo ha dismesso il berretto di lana per indossare un cappellino da baseball; per il resto sfrutta il solito turn-over alternando le palleggiatrici e gli opposti. In tal modo, quando entra sul parquet Norma Ruggiero, noi possiamo rivivere gli incubi del quarto set di sabato scorso mentre il pubblico di Trani ha l’opportunità di salutare una ex che qui ha lasciato un ottimo ricordo.

Particolarmente valide le prestazioni di Viviana Vincenti, Gisela Scialacomo e Arianna Formisano. Secondo il vice-allenatore di una squadra della provincia di Salerno (e sono d’accordo), Nunzia Campolo in B2 è un delitto contro l’umanità.

Prevale Salerno al meglio dei due set, ma Crespellano non ha affatto demeritato. Soprattutto la capitana Chiara dell’Olio, che purtroppo, dal posto dove mi trovo, posso immortalare soltanto nel suo lato B.

E’ l’ora della finalissima. Tutto è pronto: gli Afecionados hanno riempito il palazzetto di banner azzurri; i CUCS cantano e picchiano sul tamburo senza pause; gli spalti sono pieni di bambine con la tuta. Devono essere le tifose personali di Mina Annese, le più temibili di tutti i palazzetti d’Italia...

Ma c’è anche il bandierone giallonero dei tifosi piemontesi che non sfigura. Nel frattempo le atlete di coach Dogliero effettuano un riscaldamento sbalorditivo con palleggi al volo e colpi di tacco che Ronaldinho se li sogna.

Ho cercato di documentarmi su Ornavasso. Durante la seconda guerra mondiale ha vissuto l’esperienza delle repubbliche partigiane, diffuse in quell’area del Piemonte. E già questo me la rende simpatica.

E’ stata a lungo un’isola linguistica in cui si parlava tedesco; da oltre un secolo, però, tracce dell’idioma teutonico restano soltanto nel dialetto.

Nel suo girone ha vinto 22 volte e perso 4 (una delle sconfitte è opera delle eredi della nostra Cristiana Zonca, l’Agil Trecate).

Primadonna Trani: Rosa Ricci, Palma Monitillo (non Montillo come ho scritto per mesi), Giusy Caterina, Mina Annese, Raffaella Balducci, Rosalba Di Corato, Marianna Del Rosso. Coach: Tony Chieppa, assistito da Pino Filaninno.

Matia Ornavasso: Valentina D’Ettorre, Daniela Carturan, Silvia Scaltritti, Manuela Bergami, Lucia Cagnoni, Federica Fornara, Silvia Agostino. Coach: Enrico Dogliero.

Sin dalle prime battute si comprende che siamo al cospetto di due grande squadre; è una partita bellissima.

Coach Marcello è impressionato dall’ottima organizzazione di gioco dell’Ornavasso. A me piace molto la palleggiatrice, Valentina D'Ettorre, che sa aggiustare palloni complicati e imprime alla palla una traiettoria curva magnifica. E che precisione!

Squadra tosta, tenace. Ottimi servizi: preferibilmente palla tesa a fil di rete, ma non mancano i palloni corti e soprattutto i tiri che non si sa se siano dentro o fuori e così la ricezione consuma preziose frazioni di secondo nell’incertezza. Per la prima volta noto due atlete senza ginocchiere in una partita di volley femminile.

Non è frequente vedere il Trani inseguire, eppure Ornavasso si porta sull’8-12 e amministra il vantaggio sino alla fine (23-25).

Nel secondo set vengono fuori la classe e la potenza del Trani, ma le quasi-compaesane di Cristiana Zonca continuano a giocare estremamente bene.

C’è un impatto tra Palma Monitillo e Lucia Cagnoni. Le due atlete escono dal campo e lo speaker propone un applauso d’incoraggiamento per Palma. Non ho capito: allora ‘a Cagnòn’ pot’ murè...?!

No, semplicemente ci si è resi conto che la fortissima laterale piemontese deambula da sola e sta per rientrare sul parquet; l’infortunio alla Monitillo è un po’ più serio e infatti per lei la partita è finita.

Entra Doriana Bisceglia, che giocherà un incontro eccezionale. Pari alla sua bellezza.

Ma tutta la squadra tranese è bellissima. Rosa Ricci è la fuoriclasse che conosciamo, Rosalba Di Corato esegue fast che mi lasciano allibito per la loro perfezione, Giusy Caterina è la solita schiacciatrice implacabile mentre Marianna Del Rosso salva palloni preziosi nelle retrovie. Mina gioca discretamente, il che vuol dire che è al di sotto delle sue grandi potenzialità, ma mi pare che sia reduce da un infortunio e questo spiega tutto. 25-21.

Non ho parlato di Raffaella Balducci perché il terzo set è Raffaella Balducci.

Punto.

Cosa non ha fatto la centrale tranese in questo parziale... Nulla. Nel senso che ha fatto (quasi) tutto lei. Che classe. Che grinta.

Vogliamo trovare un difetto al Trani? Eccolo: la colorazione grigia della maglia all’altezza delle ascelle; sembra un alone di sudore.

La Primadonna vince il terzo set con 11 punti di vantaggio e Ricci junior può felicemente strombazzare.

Se penso che fra due settimane queste verranno al Palafiom... Non solo: è molto probabile che venga al Palafiom una buona metà della tifoseria presente questa sera perché la matematica ed i pronostici dicono che forse...

Bah. Torniamo alla partita. La Matia Ornavasso ha saputo incassare la mazzata del terzo parziale e adesso riprende a macinare punti.

Visto che l’incontro è tornato ad essere infuocato (agonisticamente), il figlio di Rosa pensa bene di accantonare la trombetta e di maneggiare una rivoltella giocattolo. Quando il gioco si fa duro...

Ma la madre e le sue compagne risolvono la questione sul filo di lana, conquistando i due scambi successivi al 23-23.

Esplode di gioia il PalaAssi.

Le giocatrici locali si precipitano ad abbracciare Palma Monitillo in panchina. La travolgono.

Se c’erano buone opportunità di ripresa dalla distorsione alla caviglia, il secondo bollettino medico diffuso dalla società riferisce di sintomi da soffocamento.

Trani è ufficialmente la squadra di B2 più forte d’Italia e il fatto che due compagini del nostro girone finiscano il torneo al primo e al terzo posto regala lustro a tutto il raggruppamento meridionale.

Fra l’altro noi in Coppa Italia siamo stati eliminati proprio dal Trani. Questo vuol dire che in teoria potremmo essere la seconda migliore squadra d’Italia... E’ giusto? Non è così che funziona il ragionamento logico?

Vabbè, andiamo avanti. Mai come in questo caso, i discorsi conclusivi non sono retorica: è stata davvero una grande giornata di sport ed Ornavasso riceve il meritato tributo del pubblico locale.

Quattro squadre che hanno onorato il volley.

Ora c’è la premiazione delle singole giocatrici. Dubbio: hanno premiato solo atlete del Trani e dell’Ornavasso perché sono effettivamente state le migliori oppure perché quelle del Salerno e del Crespellano sono già andate via e quindi parrebbe brutto assegnare coppe alle assenti?

Comunque sia (ma io mi sento di condividere al 100% le decisioni della giuria), questi sono i responsi:

miglior libero Silvia Agostino

miglior attaccante Giusy Caterina

miglior centrale Raffaella Balducci

miglior palleggiatrice Valentina D’Ettorre

miglior giocatrice Rosa Ricci

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Nati a Taranto-Salerno 1-3

di skanderbeg69 (05/04/2009 - 16:08)

Sabato 4 aprile 2009 – ore 19.00

Il colpo di grazia alla fine è arrivato e la smoking gun è nelle mani di Norma Ruggiero, la sapiente gaucha che da novembre ha arricchito di grinta e di esperienza l’Autoluna Salerno.

Perdendo con la formazione campana, la Nati a Taranto spegne quell’esile fiammella di speranza che ancora illuminava il tragitto verso i play-off. Un tragitto che, invero, sarebbe stato comunque molto impervio e avrebbe dovuto essere caratterizzato da fenomeni come una varicella improvvisa e collettiva per tutto il Matera. Cosa che ovviamente sarebbe stata improbabile e non augurabile; meglio piuttosto riconoscere i meriti delle nostre avversarie che il loro obiettivo l’hanno centrato. Complimenti.

Per noi la fase delle riflessioni è già aperta. Le cause più profonde del mancato raggiungimento dei play-off possono comprenderle solo gli addetti ai lavori e questa non è la sede adatta per un siffatto genere di approfondimenti.

Così, solo come mera ricostruzione storica, mi sembra che siano stati due i momenti delicati: la doppia sconfitta al tie-break in Campania (Sarno e Scafati), con i mille rimpianti per le nove palle-match sprecate nelle due partite e soprattutto la devastante crisi primaverile (Matera-Benevento-Battipaglia).

Nel primo caso (i 3-2 campani), punti sprecati, ma squadra da applausi. O squadra da applausi, ma punti sprecati, dipende.

Nel secondo caso, il corto circuito che ha segnato il destino di questa stagione. Peccato, però. Che bella squadra. Grazie lo stesso, ragazze, e comunque ci sono ancora quattro giornate da onorare con quella tecnica e quel carattere che più volte abbiamo ammirato.

Ho iniziato dalla fine.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alle 19 di sabato. Anzi, ancora più indietro. In settimana, poco “sei contro sei” e molto “uno contro uno”. Nel senso che le giocatrici a disposizione erano talmente poche che l’unica partitella possibile era appunto una contro una.

Desi ha avuto il ginocchio gonfio; Sonia e Michela ko per vari motivi e Marcella a disagio con la cuffia dei rotatori, che non sapevo neanche che esistessero. La cuffia e i rotatori.

E dire che dovrei averli pure io da qualche parte.

Alla fine Marcella e Michela sono della partita mentre Désirée e Sonia fanno atto di presenza in panchina.

Neanche Salerno se la passa molto bene; comunque Viviana è pienamente recuperata mentre Valentina deve trattenersi in Campania. Ciao, Vale!

      Chi viene a Taranto non lo fa a mani vuote e da qui si vedono le vere fuoriclasse. Una pastiera napoletana doc per la gioia del mio palato. Posso, ora, non aggiungere una decina di punti a testa negli scout finali a queste meravigliose piccine?

Chiedo se alla pastiera si possa aggiungere, come regalo, qualche errore gratuito sul parquet. Chessò? Battute sbagliate, tiri fuori, cose del genere, ma a questo punto le gentilezze si interrompono.

Calcoli: se vince Salerno con qualunque risultato, loro sono matematicamente nei play-off e noi matematicamente fuori. Se vinciamo noi da tre punti, i giochi restano aperti. Se vinciamo 3-2, noi non potremmo più raggiungere Salerno (ma potremmo raggiungere Matera, se perde a Benevento) mentre Salerno potrebbe essere raggiunta da Scafati (se vince con il Trani). Elucubrazioni mentali. Più che altro si gioca per un risultato di prestigio.

C’è un infortunio dell’ultim’ora. Uscendo dal riconoscimento, a Silvietta viene offerto il cinque da Michela; soltanto che un paio di dita mancano la mano dell’opposta e le centrano un occhio. Era l’unica giocatrice integra.

Novità nella Nati a Taranto: il ruolo di capitana è attribuito per la prima volta ad Alessandra. Per gli arbitri si prospettano cinque turni di rilassatezza...

Sull’altro fronte coach Castillo ritrova Vittoria, che aveva allenato a Soverato. La centrale, in settimana, ha speso parole di elogio per l’ex-tecnico; ritengo probabile che anche il tecnico possa aver apprezzato lo stato di forma di Vittoria (che, peraltro, stasera ha giocato bene, ma al di sotto degli standard eccellenti a cui ha abituato il Palafiom).

La migliore partita l’ha giocata a Sala Consilina, dove non ‘ngi stav’ nisciùne... né giornalisti, né blogger, né riprese in streaming, né tifosi.

Venti punti individuali scettàti... Senza nessuno che potesse raccontarli ai posteri.

Formazioni.

Nati a Taranto con Alessandra Certa in regia, Marcella Scaglioso opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore in cerca degli appunti di diritto, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

L’allenatore Ivan Castillo schiera Arianna Formisano in palleggio, Annamaria Amitrano opposto, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo laterali, Viviana Vincenti e Antonella Salvati centrali, Pina Esposito libero.

A disposizione: Paola Barletta, Norma Ruggiero e Claudia Stifano.

Primo set

Avvio ruggente della Nati a Taranto. Il primo punto, veramente, è un errore in battuta di Viviana. Non è che esaudiranno anche la mia richiesta supplementare...? Purtroppo non sarà così.

Intanto, comunque, vanno a segno Marcella, Michela (due aces consecutivi), Cristiana ed Ale, quest’ultima con un punto-culo. Siamo 7-1 e coach Castillo ha già chiamato il primo time-out.

Il tecnico ospite indossa per tutto l’incontro un berretto di lana. Non ha un aspetto molto rassicurante.

Punto della “Campolo giusta”, ma le rossoblu non hanno esaurito la propria foga agonistica: grande pipe di Michela e solido muro di Simona (10-2).

A questo punto inizia il recupero di Salerno: noi siamo un po’ imprecisi in attacco mentre Amitrano, Vincenti e Scialacomo non falliscono (11-10).

Amitrano, per intenderci, è la “compagna di merende” di Grimaldi ai tempi di Scafati l’anno scorso.

Il pareggio porta la firma di Viviana Vincenti: fast e ribattuta su una lunga ricezione jonica.

Michela tira una bomba da posto quattro, ma si fa sentire anche Nunzia Campolo dall’altra parte della rete (13-16).

Ci prova la Corallina con due attacchi vincenti consecutivi (17-20), ma Salerno ha un ulteriore break: quarto errore in battuta delle tarantine, punto di Gisela Scialacomo ed ace di Antonella Salvati, che approfitta di una ricezione piuttosto in difficoltà (17-24).

Il punto finale è un primo tempo risoluto di Viviana Vincenti (18-25).

Secondo set

Grande equilibrio nel secondo parziale e gioco spesso godibile, a parte le imprecisioni in battuta che adesso accomunano entrambe le squadre. In compenso, troviamo due servizi vincenti con Vittoria e Marcella (7-5), in risposta ai martellamenti di Campolo e ad una pipe perfetta di Scialacomo.

Realizza un ace anche Amitrano e poi Gisela effettua il sorpasso (7-8).

La Nati a Taranto non molla e va a segno con Cristiana (subito dopo murata da Scialacomo) e con una Simona particolarmente efficace (9-9).

Sul 9-12 proficuo time-out di Marcello: un bel muro Marcella-Vittoria corona il pareggio (12-12).

Purtroppo mura anche Nunzia Campolo ed un’altra ricezione lunga delle padrone di casa viene ributtata sul parquet da Anna Maria Amitrano (12-15).

Splendida fast a pallonetto del nostro sottotenente di vascello (16-19). Me la immagino sulla sua fregata che dà disposizioni di tiro: questo missile spariamolo in diagonale, quest’altro tiriamolo a pallonetto...

Purtroppo le imprecisioni in attacco (tre errori in questa fase, più uno in battuta) vanificano ogni speranza di rimonta; l’azione offensiva di Vincenti e il muro di Campolo su una nostra fast “light” chiudono il set (17-25).

Oltre al set, è chiuso anche il nostro campionato. Anche rimontando la partita, Salerno resterebbe a +13, irraggiungibile, e per riprendere Matera le giocatrici lucane dovrebbero perdere tutte le partite da oggi fino all’ultima di campionato con l’Ostuni.

Adesso è finita davvero. Sigh.

Terzo set

La conclusione del parziale non ha molto soddisfatto coach Marcello visto che nell’intervallo si sente soltanto la sua voce rimbombare nel palazzetto.

L’avvio del terzo set ha una protagonista assoluta: Viviana Vincenti, autrice di ben 6 dei primi 10 punti gialloblu.

Chissà se questa prestazione è anche frutto del sostegno dei parenti (la centrale è brindisina) e di mezza città di Massafra che non l’ha dimenticata ed è venuta a testimoniarle un grande affetto (ricambiato). A proposito di Massafra, ci sono anche Valentina e Luana (a tifare per la NAT, precisiamolo!). Mancano solo il sindaco e il parroco della Madonna della Scala.

Oltre allo show personale di Vincenti (muri, fast, aces), c’è un servizio vincente di Vittoria, due impappinamenti in fase di costruzione che vanificano i miracoli difensivi di Michela ed una fast di Cristiana che viene... “parata” a terra da Gisela.

L’attaccante argentina si vendica con un attacco da posto quattro. Siamo 6-11.

A questo punto si apre una fase di gioco piuttosto nervosa, in cui gli arbitri rilevano diverse irregolarità, c’è qualche contestazione (anche presidenziale) e il ritmo è un po’ spezzettato.

La capitana deve fare il proprio dovere, ma non sembra molto convinta. Ci prova, però. Va dagli arbitri, parla, discute.

Si impegna, la piccina.

Il capolavoro della Nati a Taranto inizia sul 13-16, dopo un pallonetto di Amitrano.

Se lì c’è Vincenti, qui c’è Repice a vivere il proprio momento di gloria: fast, muro e blocco di una ricezione ospite lunga, con in mezzo un servizio vincente di Alessandra (17-16). Sorpasso!

Ma non è finita. Dopo un punto di Scialacomo, c’è un altro break: invasione campana, punto-culo di Vittoria aiutata dal nastro, ace Corallina e due magnifici attacchi di Michela, che valorizzano le grandi difese di Simona Leone (22-17).

Entra Stifano per Formisano; fanno rima, ma una c’entra con la pastiera, l’altro no, dunque il cambio non mi garba. Quasi quasi faccio partire una personale contestazione a Castillo: Lass’ ‘ncampo ‘a Formisàne!

Viviana prova a tenere vivo il set, ma ormai è fatta: l’ultimo punto è un ace di Marcella (25-19).

Quarto set

Simona entra in campo con i capelli sciolti. E’ sempre stato il mio sogno vedere le giocatrici sul parquet con le chiome al vento, senza che vengano mortificate con decine di fermacapelli. Sembra, però, che non sia funzionale e così anche la Corallina provvede a risistemarsi la coda.

Lo spettacolo ed anche le tensioni agonistiche esplose nel terzo set sembrano ridimensionate; l’avvio del quarto set è piuttosto loffio.

Ma già sul 4-4 si torna a fare sul serio: Vincenti, Scialacomo (bel lungolinea) e Campolo da un parte; Super Corallo e Repice (grande attacco proprio all’angolino) dall’altra.

Sbaglia qualcosa in attacco anche Salerno (11-8) e mister Castillo sostituisce Amitrano con Ruggiero. Ed anche Formisano con Stifano. Di nuovo?! Come ha osato? E’ una follia! Fa’ trasè ‘a Formisàne!

Mi chiedo: meglio perdere nettamente o rimontare questa partita con una dimostrazione di forza che finirebbe, però, per aumentare i rimpianti su quello che poteva essere e non è stato?

Break ospite da cinque punti (Campolo, doppietta Scialacomo, mani-fuori Ruggiero e palla out rossoblu).

Brava Cris con due fast consecutive (15-15) e poi c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, ma il tiro di Marcella finisce di poco fuori. D’un soffio, tanto che molti spettatori protestano contro la valutazione arbitrale ed invitano – non so perché - Davide Monopoli ad esprimersi pubblicamente in proposito. Il tecnico della Tempesta decreta che, a suo parere, era dentro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

A proposito, domenica alle 17.30 tutti al Maria Pia per la serie D: NAT Tempesta-Triggiano. E non aggiungo altro...

Simona replica a Nunzia Campolo. Zaby lascia il Palafiom chiedendomi di salutarle la squadra e in particolare Michela e Ale. Io ovviamente me ne dimentico, ma forse le due giocatrici la ascoltano dal parquet perché, per l’emozione, lasciano cadere un pallone vagante.

Muro Gisela. Si mette male: 17-20.

Magnifica palletta della Corallina da posto due: un tocco delizioso che atterra douce douce.

Attacca Campolo (18-21), ma Vittoria sfodera un muro dei suoi e poi Salerno incorre in una doppia (20-21). Ecco: Formisano non avrebbe sbagliato il tocco.

L’Armata Jonica ci crede, ci ha creduto per tutta la partita, e il pareggio adesso non sembra una chimera.

Ma è a questo punto che nella storia della partita entra un’altra protagonista, per noi fatale: Norma Ruggiero. L’opposto argentino sfrutta il nastro e poi mette a terra un preciso pallonetto (20-23). Muro di Gisela con la palla che cade tra le urla disperate di Cristiana (20-24).

L’Autoluna ci regala un errore in battuta, ma è ancora la Ruggiero ad attaccare efficacemente da posto due: mani-fuori e vittoria per le ospiti (21-25).

La Nati a Taranto ha confermato la diagnosi espressa sulla stampa dal coach: squadra in convalescenza. Segnali di ripresa. Ma purtroppo non è bastato a conseguire la vittoria di prestigio.

La festa di Salerno può esplodere: Trani è inavvicinabile, ma i play-off adesso sono al sicuro.

Per l’euforia, la squadra lascia una borsa ed una tuta sul parquet, ma ormai il servizio di recupero degli oggetti smarriti ha raggiunto livelli di eccellenza e tutto viene custodito con cura.

Tabellino: TARANTO-Salerno 1-3 (18-25, 17-25, 25-19, 21-25)

Nati a Taranto: Zonca 10, Corallo 16, Repice 8, Fiore NE, Benefico 11, Scaglioso 6, Tinelli NE, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 7.

Autoluna Salerno: N.Campolo 13, Salvati 5, Amitrano 9, Vincenti 23, Scialacomo 26, Borrelli 10, Formisano 10, Barletta NE, Ruggiero 5, Stifano 0, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 4, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 21’, 22’, 25’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.46’.

Altri risultati: Scafati-Trani 0-3, Benevento-Matera 0-3, Nojaturi-Battipaglia 1-3, Ostuni-Potenza 0-3, Sarno-Sala Consilina 3-0, Aversa-Tuglie 1-3, Molfetta-Montescaglioso 3-0,

Classifica: Trani 72; Salerno 65; Matera 64; TARANTO e Scafati 48; Battipaglia, Potenza e Benevento 43; Sarno 41; Sala Consilina 38; Tuglie 37; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

A questo punto play-off garantiti anche per Matera. Battipaglia (28 punti nel girone di ritorno!) matematicamente salvo; Potenza e Benevento lo sono virtualmente. Nojaturi sull’orlo del baratro: deve vincerle tutte e sperare che Sala Consilina o Tuglie non facciano rispettivamente uno e due punti. In lotta per la salvezza anche Sarno (ma solo in teoria) e Molfetta.

Pausa pasquale nel prossimo week-end. Ma c’è la final-four di Coppa Italia a Trani con ben due formazioni del nostro girone, Trani e Salerno, a cui va ovviamente un caloroso in bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Si infiamma la lotta per i play-off. Grande passo avanti del Montescaglioso, che con 250 euri si insedia al terzo posto, a soli 20 euri dall’Ostuni. I sostenitori lucani avrebbero “rivolto isolate offese all’indirizzo degli arbitri nonché reiteratamente offeso e minacciato i componenti del sodalizio ospite, parzialmente recidiva”.

Ma neanche Molfetta resta a guardare: la sospensione comminata ad un dirigente comporta 80 euri di multa e l’avvicinamento al gruppo di inseguitori di un Matera ormai virtualmente vicino al traguardo.

Prossimo turno: Dopo la pausa pasquale, Tuglie-TARANTO, sabato 18 aprile, ore 19.00, al tensostatico dei ricordi.

Un sms per Ivana:

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Un accordo di cartello nel girone G? Interviene l'Antitrust

di skanderbeg69 (19/03/2009 - 15:00)

Il mese scorso la pasta; oggi la pallavolo.

Prosegue frenetica l’attività dell’Autorità Antitrust, che poche settimane fa aveva multato per oltre 12 milioni di euro le principali case produttrici di pasta. L’accusa è quella di aver stretto un accordo per aumentare i prezzi. E’ contro le regole del mercato ed è soprattutto un atto contro i consumatori, quanto più deprecabile se tocca un prodotto alimentare diffuso come la pasta.

Queste le principali multe in euro:

Barilla

5.729.630

De Cecco

1.398.804

Divella

1.260.972

Colussi

748.002

Rummo

476.591

Garofalo

474.401

Amato

364.824

Ma sono 28, in totale, i marchi sanzionati (Berruto, Cellino, Chirico, De Matteis, Delverde, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Granoro, La Molisana, Liguori, Mennucci, Nestlé, Riscossa, Russo, Tamma, Tandoi, Valdigrano, Zara, oltre a Unipi, Unionalimentari e le aziende in tabella).

      A proposito della pasta Divella e di Vincenzo Divella, i cittadini della provincia di Bari possono sentirsi rappresentati e tutelati dall’amministratore delegato di un’azienda che aggira il mercato e specula a danno dei consumatori?

Qualcuno ipotizza azioni risarcitorie contro chi ha artificialmente innalzato i prezzi al dettaglio del 36% e oltre.

Ma adesso l’Antitrust ha scoperto un altro accordo di cartello clamoroso: le società Primadonna Trani, Autoluna Salerno e Time Volley Matera avrebbero concordato di aumentare in modo sistematico il proprio punteggio in classifica a discapito della concorrenza e delle regole di mercato. Sono già cinque turni consecutivi che tutte e tre le squadre continuano a vincere. Qualcosa non quadra.

E difatti l’Antitrust è intervenuta: “I punti in classifica sono stati innalzati in maniera spropositata e sistematica grazie ad un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata al raggiungimento della B1 e dei play-off”.

E puntuali sono scattate le sanzioni: 20 punti di penalità a ciascuna società.

Vibranti le proteste delle tre società: “E’ folle chi si è rivolto all’Antitrust per segnalare rendimenti sportivi ed ancora più folle è l’Antitrust che gli ha dato retta... Cosa c’entrano le vittorie nella pallavolo con le regole del mercato e della concorrenza? Noi saremmo passibili di sanzioni se decidessimo di perdere le partite e non di vincerle. E’ assurdo! Protesteremo con la Corte Europea di Giustizia.”

Per effetto delle penalità, intanto, la classifica del Girone G è radicalmente mutata: Scafati 47; TARANTO, Trani e Benevento 43; Salerno e Potenza 37; Matera e Sarno 35; Battipaglia e Sala Consilina 34; Tuglie 30; Nojaturi 27; Molfetta 25; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

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L'oroscopo 2009 del Mago Trumpet

di skanderbeg69 (28/12/2008 - 09:12)

Anche quest’anno abbiamo consultato il mago Trumpet. Il noto astrologo, esperto nell’oroscopo dello sportivo, questa volta ha interpretato lo zodiaco squadra per squadra. Ecco il responso delle stelle per il 2009.

 

Aversa

La lotta per la salvezza è dura, davvero dura. La squadra deve puntare sulle giocatrici dell’Ariete e della Vergine, che attraverseranno una fase molto positiva a marzo e ad aprile, ossia nel momento decisivo del campionato.

Le nate in Toro sbaglieranno molti servizi; conviene sostituirle sistematicamente con un segno d’aria quando andranno in battuta. Molto buono il muro, grazie al contributo dei segni di terra che risulteranno più efficaci dei Pesci; questi ultimi, però, saranno più bravi degli Scorpioni in ricezione nei set dispari; viceversa, meglio Scorpioni dei Pesci nei set pari. Insomma, per evitare casini, le sostituzioni conviene che le decida il mago Otelma.

Brutta sconfitta il 24 gennaio.

Una centrale si fidanzerà con Gigi D’Alessio. Viaggio alle Maldive per una Bilancia. Colica a settembre per una Gemelli.

Neanche una doppia per la palleggiatrice tra marzo e aprile, quando Plutone passerà dal Capricorno.

 

Salerno

Se il campionato 2007-’08 è stato caratterizzato dagli infortuni, la stagione in corso, al contrario, sarà ricca di note liete. Tutte le giocatrici maggiorenni, infatti, resteranno incinte.

Mercurio in Cancro favorirà l’ottimizzazione della ricezione, soprattutto tra gennaio e marzo, quando a terrà non cadrà neanche la polvere. Venere in Sagittario, invece, favorirà la digestione, altro fondamentale significativo per questa squadra. Sconfitta per 3-0 in una città bimare della Puglia all’inizio di aprile a causa del passaggio della Luna in un supermercato.

Brilleranno in particolare le giocatrici del Cancro (che saranno circondate da splendide e sincere amicizie, in particolare una il cui nome inizia con la lettera T), del Capricorno (che faranno pace con un Toro privo di capelli), dell’Ariete (destinate all’A1 nell’arco di due anni) e dell’Acquario (successi in amore e in Borsa, a condizione di investire in fondi che non c’entrino con le imprese di Berlusconi).

 

Sarno

L’Acquario portato da Babbo Natale influirà positivamente sul piano dell’umore, dell’organizzazione e dei risultati. Marzo e aprile saranno i mesi migliori, sia in riferimento al campionato che al trofeo Bin Laden. Non acquistate oggetti di valore a giugno perché risulteranno taroccati e fidatevi dei nati sotto il segno della Bilancia.

Le schiacciatrici del Sagittario che si chiamano Veronica Carmen dovrebbero astenersi dallo scendere in campo il 10 gennaio e il 9 maggio perché rischiano fastidiose contratture; per il resto, saranno le indiscusse top-scorer in tutti gli altri incontri.

Consigliato il giardinaggio per le nate nel segno della Vergine, che avranno gratificazioni sia nello sport che nella politica. Peccato che abbiano scoperto il gusto della trasgressione e adesso saranno ammonite una settimana sì e una no.

Multa di 400 euro a maggio per avere la nonna di una giocatrice proferito insulti all’indirizzo del primo arbitro, per avere la stessa lanciato la borsetta su una giocatrice avversaria che aveva superato il muro della nipote e per avere la suddetta nonna, al termine della gara, dato fuoco con una bottiglia molotov al pullman dei tifosi ospiti.

 

Scafati

Ci saranno cambiamenti positivi soprattutto dopo che Marte sarà entrato nell’Ariete e cioè a partire dalla terza decade di gennaio, dopo la partita con la Nati a Taranto. Molto elevate le percentuali in attacco (grazie soprattutto ai Sagittari) e cifre da primato per i servizi vincenti, specie in riferimento ai segni di terra.

Ad aprile l’Amministrazione Comunale delibererà la costruzione di un nuovo palazzetto da cinquemila posti destinato esclusivamente alla pallavolo femminile e i lavori saranno completati a novembre.

Le nate in Toro dovrebbero essere più ottimiste; i nati nel segno dei Gemelli farebbero bene a a mangiare più yogurt e a scansare i ministri di Forza Italia quando li incontrano per strada.

Una giocatrice dell’Acquario farà un incontro fortunato in spiaggia ad agosto: potrebbe trattarsi di Massimiliano Rosolino, di George Clooney oppure di Olindo Romano. No, controllando meglio le stelle, è senz’altro Olindo Romano.

A maggio premio fair-play dalla FIPAV ed anche dalla FIVB, alla faccia degli smarties.

 

Sala Consilina

Ottima la salute delle giocatrici, straripante la forma fisica, ma – a causa del lungo stazionamento della Luna in Cancro - disastroso l’amore. Il coach sarà contento così; a lui che gliene frega se le atlete hanno problemi sentimentali? Basta che vincano.

Il segno più in forma sarà quello del Leone; lunga serie di primi tempi e di fast destinata ad interrompersi soltanto a fine marzo, prima del 29 per l’esattezza.

A Ramona Badescu verrà il piccio di giocare, forte della carica di capitana onoraria, e chiuderà la stagione con il 45% in attacco e il 60% di difesa perfetta.

Un Superenalotto giocato da un segno di terra in un autogrill della Basilicata potrebbe regalare vincite milionarie.

Con una giocatrice nata a Satriano di Lucania sotto il segno dello Scorpione con ascendente Capricorno sarà B1 assicurata nell’arco di due anni. Valla a trovare, però.

 

Battipaglia

I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. Una sfavorevole congiunzione astrale, infatti, caratterizzerà negativamente il loro girone di ritorno: percentuale d’attacco sotto il 10%, positività in ricezione intorno allo 0,5%, infiltrazioni d’acqua nell’appartamento, investimenti finanziari in caduta libera e cinque chiamate al giorno dai call-center.

Dal vivaio arriverà in prima squadra una sorprendente ragazza tredicenne, del segno della Vergine, che a partire da febbraio giocherà stabilmente, da titolare, in posto due.

 

Benevento

E’ indubbiamente l’anno degli Scorpioni sanniti. Si tratta di un segno che ha notoriamente successo in campo sportivo e sarà in particolare nel 2009 che questo segno vivrà esaltanti momenti di gloria. L’unica settimana critica sarà quella a cavallo del 7 marzo, quando gli Scorpioni del Benevento non riusciranno a mettere un pallone a terra.

Un’atleta del Toro sarà ingaggiata dalla squadra concorrente dell’Accademia Volley; una del Sagittario sarà invece ingaggiata da Al Qaeda e si farà saltare in aria in occasione di un incontro nel mese di febbraio. La FIPAV infliggerà al Benevento una multa di 150 euro per condotta antisportiva, ma la giocatrice kamikaze si consolerà in paradiso con 72 pallavolisti vergini.

Partita interrotta da un tifoso a maggio: invasione di campo per chiedere l’autografo di Miriam Napolitano. Non poteva aspettare perché dieci minuti dopo ci sarebbe stata l’ultima corsa del pullman.

 

Potenza

Henry John Woodcock sarà nominato presidente onorario della società a partire da marzo; la sua costante presenza sugli spalti condizionerà soprattutto le avversarie, per le quali saranno applicate misure cautelari detentive alla minima infrazione (ad eccezione del 21 marzo perché in quella data il p.m. sarà impegnato a Palazzo di Giustizia).

Problemi giudiziari anche per Katia Taddei, che sarà denunciata a novembre da Vigor Bovolenta per violazione del copyright relativo allo stile di battuta. La centrale lucana vincerà la causa: è Bovolenta che ha copiato.

Qualche delusione dalle atlete della Vergine, a causa di un film horror che turberà per due mesi la loro serenità; splendido stato di forma dei Gemelli.

Tranne uno sconcertante colpo a vuoto nella terza decade di marzo, Potenza disputerà un girone di ritorno strepitoso con medie da promozione. La rimonta prenderà avvio da una notte di luna piena in cui Clara Clemente apparirà in sogno a Paola Felicetti e le indicherà le zone del campo dove piazzare il servizio, consentendole una media di 15 aces a partita.

Per effetto del transito di Giove in Bilancia, Nello Caliendo prenderà il posto del subcomandante Marcos e promuoverà l’emancipazione degli oppressi sia nel Chiapas che in Basilicata, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Come, del resto, ha fatto fino adesso.

 

Montescaglioso

A metà febbraio l’ISTAT individuerà nelle tariffe d’ingresso al PalaWojtyla la principale causa dell’inflazione italiana e – dopo un richiamo del governatore della Banca d’Italia – il governo interverrà per calmierare i prezzi fissando d’ufficio il costo dei biglietti.

La vicenda Zuzù approderà alla Corte Europea di Giustizia, che darà ragione alla società lucana quando Urano entrerà in Sagittario, cioè nel 2018.

La svolta Rampino farà sentire i suoi effetti a partire metà gennaio gennaio; la sua carica agonistica nei riguardi, in particolare, delle proprie giocatrici indurrà la FIPAV a piazzare un cordone protettivo di Carabinieri tra il coach e la propria metà campo. Altro ricorso alla Corte Europea.

Sarà un anno brillante per le giocatrici dell’Acquario e dei Pesci; qualche problema di aerofagia per le nate nella Vergine e la positività in ricezione potrebbe risentirne, soprattutto il 3 gennaio e il 3 maggio. Bere meno bevande gassate è il consiglio.

 

Matera

Nel mese di gennaio, durante una partita casalinga, Michela Ristits schiaccerà il pallone con una violenza tale da provocare un buco nel parquet. Sgorgherà uno zampillo di petrolio. A quel punto la società lucana dovrà decidere se continuare il campionato al Palasassi oppure sfruttare il giacimento.

In autunno, quando il Sole transiterà in Ariete e Saturno si fermerà a prendere un caffè a Ferrandina, la Vecerkova crescerà di altri sette centimetri.

Un arbitro si rivolgerà al Club Alcolisti Anonimi dopo aver diretto una partita del Matera, poi si renderà conto che in realtà non aveva visto doppio. Erano le gemelle Romano.

Bella sorpresa per un Cancro in campo affettivo; multa per divieto di sosta per un Leone.

 

Molfetta

A marzo uscirà un nuovo libro di Gianrico Carofiglio, che accantonerà la figura dell’avvocato Guerrieri e si ispirerà a Maria Teresa Francioso per il ruolo di protagonista di tutti i suoi futuri romanzi.

Sarà un’ottima stagione per Gemelli e Pesci; anche per le nate nel segno del Cancro, ma solo a condizione di mangiare semolino per tutta la settimana che precederà una partita decisiva.

Bene il sesso per le nate in Toro; male le questioni condominiali per i segni d’acqua.

Un incontro a maggio sarà sospeso per smarrimento del pallone. Due giorni dopo, pettinandosi, Alessandra Nappi scoprirà che la sfera si era infilata ed era rimasta nascosta tra i suoi riccioli.

 

Trani

Teoricamente dovrebbe essere un anno brillante per la Primadonna, un anno di successi, grazie all’influsso di Nettuno in Ariete. Eppure gli obiettivi potrebbero sfumare a causa dell’irritazione delle stelle, che non hanno affatto gradito la partenza di una giocatrice dei Gemelli l’estate scorsa. Se entro aprile, quando la Luna entrerà in Toro, un dolce al cioccolato artigianale non entrerà in Trombetta, la B1 è destinata a sfuggire anche al termine di questo campionato. Ed è inutile grattarsi.

Per il resto andranno ottimamente le atlete della Vergine e quelle del Capricorno. Delusioni per i Leoni, ma soltanto in ambito sentimentale, economico, lavorativo, abitativo e politico; come rendimento sportivo sarà un anno magnifico.

A novembre Rosa Ricci sarà insignita del premio Nobel per la fisica in ragione del suo noto tocco di seconda. Le scarpe gialle di Mina Annese inserite tra i siti tutelati dall’UNESCO quali patrimonio artistico dell’umanità.

Le giocatrici del Capricorno continueranno a diventare sempre più bone.

 

Nojaturi

Ai primi di marzo un gatto farà invasione di campo e tenterà invano di  graffiare Stefania Topputi; quest’ultima prenderà il felino e lo scaglierà nella metà campo avversaria. Facendo punto.

Tai Aguero si recherà a Turi per fare una scorta di ciliegie Ferrovia. Non vedendola tornare, Barbolini si precipiterà in Puglia; invece della Aguero, incontrerà Alejandra Rodriguez e la porterà per errore nel ritiro della Nazionale. Con una media di 5,2 punti a set, la Rodriguez soffierà il posto alla campionessa italo-cubana.

Una giocatrice della Vergine girerà un film con Johnny Depp; una dell’Acquario, passeggiando per via Carmine a Noicattaro, inciamperà sul ministro Brunetta.

Da gennaio bisognerà rinunciare a Mary Ricciardi perché Barack Obama la chiamerà come consulente per le politiche giovanili nel proprio staff.

Novità all’Anagrafe per Annarita Fonsdituri: quando si gioca a Turi continuerà a chiamarsi così; a Noicattaro sarà refertata come Annarita Fonsdinoicattaro.

 

Ostuni

A partire dalla 5^ giornata di ritorno, quando Plutone entrerà in Bilancia, inizierà la grande rimonta della formazione di Solombrino.

Sarà fondamentale l’apporto delle giocatrici dell’Ariete. Le nate nella terza decade di marzo, in particolare, risulteranno MVP in tutti gli incontri del girone di ritorno, tranne uno a metà febbraio. Le nate nella seconda decade di aprile si assesteranno su una media di 28 punti a partita, ma a giugno, quando Venere uscirà dallo Scorpione, resteranno bloccate per tre giorni in ascensore con un docente universitario baffuto originario di Francavilla Fontana.

Una giocatrice dell’Acquario, bevendo dal bicchiere usato da Alessandra Piccione in un bar, ne acquisterà i superpoteri per un mese. Peccato che il mese sia luglio.

In compenso, saranno ottime le percentuali in attacco dei segni di fuoco.

 

Tuglie

Una centrale dell’Ariete, tentando di fare manovra, resterà incastrata nel parcheggio e salterà la partita con il Taranto ad aprile.

Quando Mercurio transiterà nella Vergine, ossia a febbraio, Ida Taurisano farà scoppiare il segnapunti elettronico, non abituato alla tripla cifra. Danni alla tensostruttura, ma la partita potrà proseguire.

Consigliato il Tai-chi-chuan per le atlete del Leone, il Sudoku per quelle della Bilancia e Dissenten a scopo preventivo, nella prima decade di settembre, per quelle del Toro.

Ottima stagione per i Capricorni. La Luna in Sagittario sarà, infatti, fonte di gratificazione soprattutto negli affetti, nello sport e nelle finanze. Arriverà anche una laurea ad honorem in Biologia per gli studi sul comportamento scaramantico delle formiche.

 

Nati a Taranto

A marzo salirà la tensione tra Italia e Malta. Prima Berlusconi toccherà il culo alla locale ministra maltese delle Pari Opportunità, poi Malta ritirerà l’ambasciatore ed avvierà un’inchiesta per molestie, infine l’Italia dichiarerà guerra all’isola disponendo un blocco navale. Il comando delle operazioni sarà affidato ad una sottotenente di vascello del segno del Toro. Quest’ultima finterà un attacco dal centro per poi occupare La Valletta con un attacco fast. Sempre per le nate in questo segno ci sarà un cambiamento nelle abitudini alimentari (prevalenza di lupini e cime di rape) ed uno, ancora più radicale, nel linguaggio. Quando risponderete in modo sistematico “Ce vue cchiànne?!” ai familiari che vi chiameranno da Novara, sarete diseredate.

Ottima stagione per i Pesci. In via di Mezzo le orate e le spigole saranno particolarmente ricercate.

Per i Pesci che giocano a pallavolo, inoltre, arriveranno risultati brillanti da gennaio a maggio e da settembre a dicembre. Dei mesi estivi, d’altra parte, non ce ne frega niente. L’abbronzatura sarà talmente forte che per le fotografie si farà prima a guardare direttamente il negativo. Buon investimento immobiliare. A ottobre i vostri telefoni saranno intercettati (ma non dal coach). Le amministrazioni di Fragagnano e di Roccaforzata dedicheranno a due giocatrici della NAT le piazze centrali dei due paesi.

Marte in Bilancia valorizzerà la creatività delle giocatrici nate nel segno dell’Ariete sia in campo sportivo che affettivo. Nel primo caso vi distinguerete per i primi tempi di spalla; nel secondo caso avvierete un legame sentimentale con un artista di strada mangiafuoco. Notevole risparmio sul gas in cucina. State attente ai luoghi affollati a luglio e comprate un Gratta e Vinci a dicembre.

Tori particolarmente attivi. A partire da febbraio allenerete due squadre contemporaneamente, una delle quali è una formazione maschile di serie A1 che gioca a Martina Franca. Ad aprile berrete per sbaglio un caffè prima di una partita. E’ un errore scaramantico; ve ne accorgerete e lo vomiterete dentro lo spogliatoio dell’arbitro. La partita sarà salva ma arriverà un’altra squalifica, questa volta di tre giornate.

Giove prepara due piacevoli sorprese ai Tori che giocano da libero: un sogno realizzato a giugno ed un colpo di culo a novembre, a condizione di acquistare un numero di Topolino.

Il 2009 sarà un anno interessante per i Gemelli. Saturno in Pesci non soltanto darà la parola alle nate in questo segno che giocano da palleggiatrici ma vi trasmetterà anche la conoscenza di tutte le lingue del mondo. Due 30 e lode prima di ottobre ed un gradito regalo a dicembre. Bevete acqua di Fiuggi ad aprile e non andate a Saturo per tutto il mese di luglio perché potreste essere aggredite dalle meduse.

Le nate in Gemelli con i capelli biondi e ricci otterranno ottimi risultati a scuola e grandi soddisfazioni nei contesti amicali. Ad aprile, pur di giocare, okkuperete il Palafiom e ritarderete di mezz’ora l’inizio della partita con il Salerno. Sarà l’intervento dell’assessore Contino a sbloccare la situazione; vi convincerà a sedervi in panchina in cambio di un vassoio di pasticcini; poi però l’assessore pretenderà di arbitrare i primi due set e di giocare da opposto i restanti parziali.

Un Cancro, quello che gioca nella NAT da otto anni, diventerà presidente della RAI e manderà a casa direttori e giornalisti leccaculo, inaugurando una primavera nel mondo dell’informazione che riporterà l’Italia tra i paesi civili. A gennaio scriverete una poesia, ad aprile chiuderete dodici scambi consecutivi con i vostri leggendari muri a cappuccio. A novembre vostra sorella vi caccerà di casa e dormirete per una settimana in piazza della Vittoria, sei notti su una panchina, una notte nel comodo letto dell’evento “Amore, svegliati”. Il Cancro che gioca da libero vivrà una stagione atipica: il coach continuerà ad esprimere osservazioni critiche sulla vostra ricezione, ma in compenso sarete top-scorer in almeno cinque partite. Matrimonio ad agosto con un vostro ostinato ammiratore e viaggio di nozze a Parigi, quando la Luna entrerà in Capricorno.

La Vergine è il segno eletto da Urano in buona parte dell’anno. Dopo aver presentato il festival di Sanremo, riceverete una lettera dal Club Italia. Non è la convocazione; sono le multe per l’utilizzo degli autobus senza biglietto da parte di Mattia, che ai controllori ha dato il vostro recapito. A maggio esprimete un desiderio relativo al vostro insegnante più antipatico; Nettuno in Ariete lo esaudirà. A fine agosto darete un mappino alla vostra compagna di beach-volley.

Crisi esistenziale per le nate in Bilancia: improvvisamente, ad aprile, pretenderete di giocare da centrali. A giugno troverete un lavoro gratificante e ben retribuito nel settore dell’informatica. Fastidioso torcicollo a maggio; chi è che non ha chiuso la porta del palazzetto? A settembre finirete sulla copertina del nuovo disco degli Iron Maiden e riceverete una proposta di ingaggio da un coach napoletano imbattuto (da primo allenatore) in tutto il 2008-’09.

      Un lunedì di febbraio gli Scorpioni telefoneranno a Sport & Sport a partire dalle 7 di mattina per tenere occupata la linea ed impedire che la prenda l’avvocato Bongiovanni. Ad aprile entrerete anche voi nella cordata Alitalia. A maggio farete un po’ di conti: avete speso un bel po’ di soldi per la squadra, però quante soddisfazioni, eh? Deciderete quindi di raddoppiare l’investimento per l’anno successivo. Ad agosto non prendete gelati al cioccolato perché vi sporcheranno la camicia cinque minuti prima di un’importante conferenza stampa.

Bel 2009 per i nati nell’Acquario. Soltanto a marzo vivrete un periodo di confusione: infatti, annoterete gli scout di vostra nipote (numero di ruttini, rigurgiti positivi e perfetti, quantità di pappine ingurgitate, ecc.) e cercherete di prendere in braccio, con qualche difficoltà, le schiacciatrici della NAT. Breve litigio con il primo allenatore ai primi di maggio; per dispetto, invece di filmare la partita, riprenderete con la telecamera un comizio di Giuseppe Quaranta.

Restando nello staff ma tornando ai Gemelli, un insigne medico pubblicherà un’importante ricerca scientifica sul fenomeno del gomito senza riposo.  Poi, però, sarà denunciato ai sensi dell’art. 674 CP per getto pericoloso di cose in quanto, esasperato dalle interruzioni delle immagini di una diretta della NAT (nonostante l’installazione di tutti i programmi possibili e immaginabili), aveva lanciato dalla finestra il proprio computer. Aver centrato in pieno Rossana Di Bello, comunque, sarà considerata un’attenuante, che confermerà, peraltro, l’esattezza della teoria di Fiamma sull’utilità sociale della caduta dei gravi e dei gatti. Viaggio nei Caraibi. A causa di uno zainetto sospetto acquistato all’Oviesse che farà impazzire i metal detector di un aeroporto pugliese, sarete trasferiti a Guantanamo per un soggiorno di un mese interamente pagato dalla CIA.

Sarà un’ottima annata per i Sagittari sul piano finanziario. A dicembre arriverà un assegno dalla Sicilia e vincerete diverse tombolate. Il Sole in Vergine garantirà solidità negli affetti mentre ad aprile un sogno rivelatore vi fornirà indicazioni preziose per il lavoro, per lo sport, per il futuro e per la salute. Peccato che eravate disattente; dormivate. Un’idea innovativa a marzo riguardo all’arredamento. Provate ad imparare il tango e adottate un cucciolo di ghepardo. Record di servizi vincenti a maggio e discussioni con un arbitro a ottobre che richiederanno l’intervento delle forze di interposizione dell’ONU.

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Salerno-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (01/12/2008 - 00:15)

Sabato 29 novembre 2008 – ore 18.30

Salerno è sede di una sperimentazione. Per la prima volta nella storia precedo la squadra raggiungendo la sede della trasferta in treno per fare un po’ di turismo. Il posto meritava e il tempo è stato clemente.

Uscito dalla stazione, faccio una prima scoperta che spiega molte cose: a Salerno esiste una via Nutella. Più o meno.

      Conseguentemente, la prima tappa è la gelateria Nettuno, che non delude le aspettative. Proseguo per il lungomare (con il vento che forma onde spettacolari quando si infrangono sui come-si-chiamano), piazza Luciani (che non è il libero di Scafati), il centro storico e il Duomo. Non riesco a localizzare i giardini di Minerva De Cataldo e inizio una scarpinata verso Santa Maria della Grazie e oltre. Bella panoramica.

Un po’ faticosa, però, questa città. Taranto ha il lungomare sopraelevato e il resto è piatto; Salerno ha il lungomare basso ma tutto il resto è ‘ngoppa alla collina.

Questa innocente visita turistica mi costerà l’aggravamento dell’ostracismo da parte della squadra ed è a rischio persino la possibilità che io possa fruire del pullman al ritorno. Credo che molto dipenderà dal risultato...

A tal proposito, Alfredo ed io siamo concordi nel prevedere una conclusione al tie-break, però con esiti differenti.

Siamo, invece, pienamente d’accordo sull’opportunità di acquistare un po’ di mozzarelle di bufala, operazione che è facilitata dalla perfetta sinergia Scuola Volley-caseificio.

Per la prima volta quest’anno figura in panchina Simona Mereu; per stasera è soltanto una presenza simbolica, ma la soddisfazione è immensa. Altrettanto grande è la soddisfazione per il miracolo compiuto dal dottor Formoso, che ha rimesso in sesto Michela quando solo giovedì sera dilagava la rassegnazione.

Dubbi su Alessandra, le cui mani sono fatate ma anche freddolose: occorrono guanti e borsa dell’acqua calda. Meno male che giochiamo in Italia e in un girone meridionale; se fossimo in Finlandia avremmo qualche problema in più.

Un’assenza pesante in tribuna ed una presenza che fa sudare freddo: c’è mezzo Sarno con il simpatico coach Loparco e fin qui tutto bene. Nel mezzo Sarno, però, c’è anche Veronica Grimaldi, che in tutte le circostanze in cui è entrata in contatto con il Taranto, ha creato solo guai. A noi.

Vedremo come si comporta da spettatrice.

Completiamo il quadro scaramantico con il caffè versato addosso a Clara e con coach Castillo che osserva il riscaldamento sempre dalla stessa posizione a bordocampo.

Il tecnico peruviano scarta subito il regalo prenatalizio che gli è stato recapitato in settimana: l’opposto Norma Ruggiero, ex-Pontecagnano. Per il resto, preferisce non rischiare dall’inizio Valentina Borrelli e ripropone al suo posto Antonella Salvati. Completano il sestetto Arianna Formisano in palleggio, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo di banda, Viviana Vincenti centrale e Pina Esposito libero.

A disposizione, la citata Valentina Borrelli, l’inossidabile Antonella Cataldo, Annamaria Amitrano (altra ex-scafatese che quando la vedo accuso un lieve malore), Monica Fierro e Paola Barletta.

Coach Marcello Presta risponde con Marcella Scaglioso alzatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Silvia Buso, Simona Mucci, Silvia Mastandrea, Alessandra Certa e Simona Mereu. C’è anche Laura Passaro, con le scarpe anti-sconfitta.

Colgo l’occasione per salutare l’indimenticato... vaso di fiori: ciao, mi manchi!

Primo set

Inizio allucinante: 9-1 per Salerno. Ancora una volta la Nati a Taranto manifesta difficoltà ad entrare in partita e non manca l’ormai tradizionale malinteso Marcella-Clara. Perché non lo fanno durante il riscaldamento così si tolgono il pensiero...?

Però c’è una novità: Sonia è in palla. Per ora fa quello che può, ma si vede che scalpita.

Ed in effetti è lei a guidare la riscossa. Quattro dei primi sei punti tarantini sono suoi (10-6).

Piano piano sembra addirittura profilarsi una rimonta incredibile; ribaltare un 9-1 non è mai facile, ma è teoricamente impossibile quando ci si trova di fronte ad uno squadrone come l’Autoluna. E invece super Zonca ci conduce fino all’ 11-9.

Ruggiero e Campolo mantengono le distanze, ma Michela e Sonia ci riportano a ridosso delle padrone di casa (16-14).

Poi Salerno ha il guizzo decisivo. Merito di una Formisano particolarmente ispirata e delle bande, Scialacomo e Campolo, che pungono dai lati della rete.

Però le opportunità per contrattaccare le abbiamo e purtroppo le sprechiamo: cinque degli ultimi otto punti campani sono errori nostri (25-17).

Secondo set

Bella la reazione delle tarantine nel secondo parziale con Michela e Clara subito in evidenza. Cresce anche il muro, non ancora a cappuccio ma già in grado di smorzare molti attacchi avversari. E poi grande aggressività in difesa. Simona Leone gioca probabilmente la migliore partita con la NAT: grande positività in ricezione e in difesa.

Peccato che questa prestazione coincida con il giorno in cui il coach, tradizionalmente poco benevolo con chi occupa il ruolo di libero, nega alla ragazza persino il diritto stesso a sentirsi un essere umano. La definisce, infatti, “macchina da ricezione”. E per lui sarebbe un complimento...

In ogni caso siamo in vantaggio (4-9).

E stiamo per assistere ad una bella prova corale di squadra. Significativa mi sembra la distribuzione dei punti in questo set: 6 Michi, 3 Corallina, 4 Sonia, 4 Clara, 4 Cristiana.

Dall’altra parte, al contrario, sembra esserci un calo di mezza squadra mentre cresce vistosamente il rendimento di Nunzia Campolo e di Viviana Vincenti.

Cambio di centrale in casa salernitana: Valentina Borrelli rileva Antonella Salvati. Un tocco di seconda della Formisano riavvicina le due squadre (13-14) e il pareggio lo ottiene la Campolo dopo uno scambio caratterizzato da primi tempi fantasiosi su entrambi i fronti (16-16).

La schiacciatrice ex-Orion firma anche il sorpasso (17-16), ma Clara reagisce e Michela mette a terra una bella diagonale stretta (17-20). Pallonetto Campolo, muro Vincenti su Sonia, ma il nostro opposto si vendica subito dopo (19-21).

Break dell’Autoluna: mani-fuori Campolo, punto Ruggiero e due muri-attivi consecutivi Vincenti (23-21).

Quando la frittata sembra fatta, la Nati a Taranto fa il capolavoro: primo tempo Cristiana, fast della nostra centralona, lungolinea out della Ruggiero e attacco di Michela su cui il tentativo di salvataggio campano si rivela inefficace (23-25).

Terzo set

Ancora un black-out della NAT, il penultimo: Salerno parte da 5-0.

Sonia e Cristiana rimettono in corsa la squadra rossoblu (7-5), poi, sull’8-5 si apre la prima discussione. Oggetto del contendere è la rotazione dell’Autoluna, ma in seguito saranno altri scambi ed altre ragioni a generare proteste.

L‘incontro si inasprisce, il pubblico si scalda e le giocatrici sembrano elettriche.

Sul 9-7 iniziamo a commettere qualche errore e qualche invasione mentre Nunzia Campolo non ha esaurito il momento di grazia, Gisela Scialacomo continua a mettere palloni a terra e Valentina Borrelli si erge a protagonista del set con sei punti personali.

Il presidente arriva mentre dilagano sia il punteggio, in favore del Salerno (15-8), che le proteste. Vincenzo ha l’aria sconcertata e sorpresa di quei genitori che arrivano a scuola – chiamati d’urgenza dagli insegnanti - mentre il figlio discolo sta combinando guai. E’ come se, avvicinandosi a scuola, vedesse il figlio che lancia i banchi dalla finestra.

Sul parquet, invece, le ragazze sembrano più a proprio agio in questo clima caliente sulla soglia della rissa. Io avrei preferito una partita più serena; il pullman sta facendosi sempre più pericoloso...

Purtroppo, però, il set è andato. Coach Marcello fa rifiatare Sonia e Marcella introducendo Silvietta e Alessandra.

Cristiana e la Corallina provano ad attenuare il gap, ma Valentina Borrelli ha ancora in serbo i colpi migliori: una fast, un pallonetto e il servizio vincente che chiude il set sul 25-14.

Quarto set

Nati a Taranto tonica e concentrata. Sta per iniziare il capolavoro delle rossoblu, l’esame di maturità.

Coach Castillo percepisce che l’aria del Palavestuti oggi nasconde insidie e sul 3-4 tenta di tutelarsi inserendo Amitrano al posto di Ruggiero.

Grande Corallo e grande muro rossoblu (3-7).

Ottimo il turno in battuta di Marcella, che realizza anche due aces (5-14).

Altro cambio nelle file salernitane: rientra in campo Antonella Salvati, che peraltro è psicologa e in questa fase delicata può offrire alle compagne un sostegno tanto tecnico quanto professionale allo scopo di ritrovare serenità e autostima.

Ma contro questa magnifica NAT c’è poco da fare. Sul 16-9 la nostra palleggiatrice pone in essere la cosiddetta “mossa di Rosa Ricci”: rapido sguardo nel campo avverso e palla appoggiata furbescamente nei pressi della linea di fondo. Che magia!

Reazione locale affidata alla Scialacomo, che ottiene un mani-fuori contestato vivacemente da Michela e compagne. La giocatrice argentina sarà ospite del pullman tarantino; speriamo che la cosa non finisca a rissa...

Si riprende a giocare e la Nati a Taranto amministra il parziale fino alla fine con tutte le attaccanti in bell’evidenza e la Corallina sempre più efficace a muro (25-18).

Tie-break

Gisela Scialacomo bilancia qualche errore delle proprie compagne e continua a rivestire il ruolo della salernitana più incisiva in questo finale di partita. Da questa parte della rete, però, le rossoblu continuano a giocare con grinta e fluidità; Michela, Sonia e Cristiana lanciano la volata a Super Corallo.

E’ la stella di Roccaforzata che mette a terra i palloni più importanti del tie-break: 5-7, 6-8, 6-9 e poi il magnifico pallonetto del 6-10.

Coach Castillo gioca la carta del prestigio e della maggiore freschezza anagrafica: al posto dell’over 30 (come disse qualcuno in tv lunedì scorso...) Norma Ruggiero, entra la più giovane Antonella Cataldo, che solo tre ore prima aveva fatto credere di non giocare più e di essere una specie di figura onoraria della società. Gioca eccome.

Continua, intanto, la cavalcata trionfale della Nati a Taranto: Sonia da posto due, Clara e Michela a muro e ancora Simona Corallo, sempre a muro. Salerno è rimasta bloccata a 6, noi siamo volati a 14 con 7 punti consecutivi.

Il punto della bandiera lo schiaccia Viviana Vincenti (7-14); il secondo match-point, firmato da Sonia, è quello buono (7-15).

Festa rossoblu!

La classifica non cambia molto, ma abbiamo espugnato il parquet di una grande squadra in quello che possiamo considerare un esame di maturità superato brillantemente. Contrariamente al figlio di Bossi, bocciato al terzo tentativo da privatista. Tiè.

La vittoria mi consente di salire sul pullman, sebbene il clima nei miei confronti non sia particolarmente accogliente. Niente da fare; non c’è ancora una sana cultura sportiva in Italia.

In autogrill, nel cuore della notte, c’è l’incontro con i loquaci rappresentanti di Herbalife. Costoro, i cui modi comunicativi ricordano un po’ Marche Polle e un po’ gli adepti di Scientology, dialogano sia con il presidente, attratto dall’opportunità di una sponsorizzazione, e sia con le ragazze, attratte – ingannevolmente – dalla prima metà del nome della ditta.

Concludiamo con il tabellino. Gli scout questa sera me li ha passati un dirigente del Salerno (che saluto e ringrazio, e mi scuso per avere il difetto di non ricordare mai i nomi delle persone che mi vengono presentate) e quindi questa volta posso imbrogliare poco...

Però, vediamo un po’... un bonus di un punto agli amici di FB, un bonus da tre a chi collabora con il blog, un bonus anche alle glorie del volley, che sono pure simpatiche, e un bonus-Troisi a chi nasce a San Giorgio a Cremano.

A posto.

Com’è che ancora non mi danno la tessera di giornalista professionista ad honorem per il mio equilibrio ed il mio rigore scientifico?

Per corrispondere alle pressanti richieste di Marcello, Laura, dal canto suo, elabora le statistiche utilizzando tre penne contemporaneamente.

Tabellino: Salerno-TARANTO 2-3 (25-17, 23-25, 25-14, 18-25, 7-15)

Autoluna Nissan Salerno: N.Campolo 15, Cataldo 2, Salvati 2, Amitrano 0, Fierro n.e., Vincenti 16, Scialacomo 19, Borrelli 13, Formisano 6, Barletta n.e., Ruggiero 9, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 2, errori in battuta 2, muri-punto 8.

Nati a Taranto: Zonca 16, Corallo 17, Buso n.e., Mereu n.e., Benefico 14, Clemente 9, Scaglioso 8, Mucci n.e., Tinelli 17, Mastandrea 0, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 6, muri-punto 6.

Arbitri: Marcello Russo (NA) e Giuseppe La Gala (NA).

Durata set: 22, 28’, 34’, 24’, 13’ – Durata totale dell’incontro: 2.13’.

Altri risultati: Matera-Benevento 3-1, Tuglie-Aversa 3-2, Battipaglia-Nojaturi 3-2, Trani-Scafati 3-0, Sala Consilina-Sarno 3-0, Potenza-Ostuni 3-1, Montescaglioso-Molfetta 0-3.

Classifica: Matera 32; Trani 28; Salerno 26; TARANTO 25; Tuglie 24; Scafati e Sarno 20; Sala Consilina 18; Benevento 17; Potenza 15; Battipaglia 11; Molfetta 10; Nojaturi 7; Aversa 6; Montescaglioso 4; Ostuni 0.

Lunedì è il compleanno di Michela. Nonostante tutto, le anticipo gli auguri.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Molfetta 340,00; Montescaglioso 185,00; Sarno 170,00; Nojaturi e Potenza 130,00; Benevento e Ostuni 120,00; Matera 80,00; TARANTO 40,00; tutte le altre 0,00.

Squilli di trombe! La Nati a Taranto perde la propria verginità e subisce una multa dopo 17 mesi di buona condotta. L’arbitro è lo stesso di allora, lo storico Tuglie-Palafiom del 5 maggio 2007. L’importo risente degli indici Istat: 40 euri (5 in più) per illuminazione insufficiente (recidiva). Marcè, appìzzica ‘ste cazz’ d’ luci ché pure le foto vengono meglio!

Bene, a questo punto non ci sarebbe più bisogno di lanciare il pupazzo addosso ad Alessandra nell’ultima giornata, però l’anno scorso è stato bello e credo che l’esperienza vada ripetuta.

Per il resto, colpaccio del Molfetta che balza in testa alla classifica con la prima multa (340 euri): frase offensiva durante la gara, offese a fine gara e tentativo di aggressione da parte di un isolato spettatore bloccato dallo speaker.

Passo avanti dell’Ostuni (40 euri) per l’assenza dell’addetto agli arbitri.

Prossimo turno: TARANTO-Tuglie, sabato 13 dicembre, ore 19.00, al Palafiom.

Un sms per Ivana:

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La scuola pallavolistica salernitana

di skanderbeg69 (28/11/2008 - 15:07)

Questo blog si onora di ospitare un gradito contributo da parte di quattro giocatrici dell’Autoluna Nissan Salerno, prossima avversaria della Nati a Taranto (Valentina Borrelli, Arianna Formisano, Gisela Scialacomo e Viviana Vincenti). Il loro valore tecnico era già ben noto agli appassionati tarantini (talmente noto che non è il caso domani di fornire ulteriori dimostrazioni...); adesso possiamo apprezzare anche la loro straordinaria simpatia. Grazie, ragazze!

Ciao Michele!

Come promesso, e con grande piacere, abbiamo messo in moto i nostri cervelli per preparare un simpatico intervento da pubblicare sul tuo magnifico ed esilarante blog!

Lo scopo, in teoria, dovrebbe essere presentare la città di Salerno e la sua squadra: l’Autoluna Nissan, prossima avversaria della Nati a Taranto.

Fin qui ci siamo. La presentazione di una città, solitamente, implica anche accennare alla storia del luogo. Ed è qui che, invece, casca l’asino: hai affidato l’incarico ad una brindisina, un’argentina, una cagliaritana e, cosa ancora più grave, ad una napoletana D.O.C.!

Niente paura, “quando la lotta si fa dura, i duri cominciano a giocare”, ragion per cui anche questo difficile ostacolo è stato superato con successo. Ringraziamo il Word Wide Web e la Wikipedia, the free enciclopedia!

Salerno è un comune di 140.580 abitanti ed è la seconda città della Campania per popolazione. La città sorge sul golfo del mar Tirreno, tra la Costiera Amalfitana a ovest e la piana del Sele a sud, nel punto in cui la valle dell’Irno si apre verso il mare. Ti consigliamo di fare un giro in costiera, se non l’hai già fatto, il paesaggio è incantevole. Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti, estati moderatamente calde e con piogge molto scarse.

E’ conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo (IX secolo) e come tale considerata da molti un’antesignana delle moderne  università.

A questo punto, concordiamo tutte sul fatto che il copia e incolla rigorosamente utilizzato finora possa bastare!

Non essendo originarie di Salerno questa città è per noi un luogo di costante scoperta. Per questo motivo preferiamo soffermarci sulle nostre impressione e sensazioni.

La nuova stagione sportiva quest’anno per noi è iniziata il 28 luglio. Ringraziamo la FIPAV per aver anticipato l’inizio del campionato. Questa magnifica sorpresa ha sconvolto la nostra esistenza, ma soprattutto i nostri programmi estivi!

Terminato il campionato la nostra mente era già al mare, non restava che trasportare la nostra carcassa stanca in acqua e lasciarla abbrustolire al sole. Ciò non è stato possibile, quindi puoi immaginare quanto ci abbia affrante la triste notizia!

Alla guida tecnica della squadra è stato riconfermato il peruviano Ivan Castillo, già al timone da novembre dello scorso anno, simpaticamente ribattezzato Castigo Divino dalle sue atlete… chissà per quale strana ragione!

L’organico costruito per affrontare questo nuovo campionato è composto in gran parte da nuovi innesti, le uniche superstiti della passata stagione sono Valentina Borrelli, Antonella Cataldo, Anna Maio e Gisela Scialacomo. Dopo l’esperienza ricca di infortuni dell’anno scorso, abbiamo sfidato la sorte restando ancora per un anno!

Piccola curiosità, la nostra è una squadra variegata: 6 atlete provengono da Napoli e sono Annamaria Amitrano, Valentina Borrelli, Nunzia Campolo, Pina Esposito, Antonella Salvati e Grazia Sforza. C’è una brindisina di origini, ovvero Viviana Vincenti, e una acquisita che è Gisela Scialacomo. La cagliaritana Arianna Formisano, la siciliana Antonella Cataldo, mentre giocano in casa le salernitane Paola Barletta, Monica Fierro, Anna Maio, e Serena Matarazzo Orilia. L’ultimissimo arrivo proviene direttamente dall’Argentina e debutterà proprio in occasione dell’incontro con la Nati a Taranto. Signori e signore, Norma Ruggiero è quiii! In questo momento ci sentiamo tanto le figlie di Raffaella Carrà…che degne eredi!

Noi, autrici di questo intervento, viviamo in una grande casa situata nella zona di Fratte. Conduciamo uno stile di vita molto tranquillo, quasi monotono, non usciamo mai degli schemi…

In parole povere siamo delle atlete modello, soprattutto quando si tratta di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Mai una caloria di troppo!

Spesso, insieme alle nostre compagne e al coach, ci concediamo delle piacevoli serate nella nostra ormai affezionatissima pizzeria Pizza Mania. Ovviamente, secondo Vale, non c’è paragone con la pizza napoletana. Ma ammette comunque che rispetto alle altre pizzerie salernitane, la pizza qui è davvero buona.

Tappa obbligatoria delle nostre uscite serali è la gelateria Nettuno. Ti consigliamo di farci una capatina e di assaggiare i gusti nocciotella e kinderone. Siamo tutte d’accordo nell’affermare che sia uno dei migliori gelati mai assaggiati. Del resto, da come avrai capito, sull’argomento cibo siamo molto preparate!

 

La caratteristica migliore del nostro gruppo è sicuramente la forte unione. Questa dote ci permette di affrontare e superare le difficoltà causate dai numerosi infortuni che si sono susseguiti in questo periodo. La nostra avventura è iniziata sotto il segno di una sconfitta ma il costante lavoro, la determinazione e la passione per la pallavolo, ci hanno permesso di accantonare la brutta batosta presa alla prima giornata e di ottenere i risultati positivi che si sono susseguiti in queste ultime giornate di campionato.

Altra caratteristica fondamentale è l’astenersi assolutamente dai pronostici! La scaramanzia regna sovrana, diciamo che garantiremo sempre il nostro impegno sia durante gli allenamenti che durante le partite, con la speranza di raggiungere un buon traguardo. Il duro lavoro ripaga sempre, speriamo valga anche per questa esperienza!

 

In questo momento l’orologio ci fa notare che è mezzanotte e tenere sveglia Gisela a quest’ora è una vera impresa. Solitamente il nostro capitano alle 21:00 già dorme…

Per concludere, vorremmo solo precisare un aspetto, una cosuccia da niente. Visto che ci siamo impegnate così tanto per te, ci sembra giusto meritare… tu già sai cosa!

Scherzi a parte, facciamo alla Nati a Taranto il nostro più sincero in bocca al lupo, augurandoci di giocare da entrambe le parti un’avvincente partita.

Non ci resta che salutarti e dirti “a presto!”.

 

Arrivederci a Salerno!

 

Arianna, Gisela, Valentina e Viviana

Tag: pallavolo,volley,sport,salerno

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Stranieri, per loro classi-ponte ed anche squadre-ponte

di skanderbeg69 (21/11/2008 - 14:27)

Evviva gli stranieri,

evviva l’integrazione,

ma solo se so’ femmine

e solo quelle bone

(Checco Zalone, La Taranta di centrodestra)

 

Una delle più controverse riforme in ambito scolastico riguarda l’istituzione delle cosiddette classi-ponte riservate agli scolari immigrati. Un passo indietro persino rispetto alla satira del grande Checco Zalone.

L’idea è della Lega, secondo cui gli stranieri, prima di accedere alle scuole di ogni ordine e grado, dovrebbero superare un test. Chi non ce la fa, è tenuto a frequentare un corso propedeutico che faciliti l’apprendimento della lingua italiana.

Il modo migliore per imparare la lingua e per integrarsi, invece, è proprio quello di condividere quanto più tempo possibile con gli italiani. Meglio se da piccoli. Ma vallo a spiegare alla componente troll della casta parlamentare.

Secondo la mozione leghista le classi-ponte dovrebbero prevedere corsi di lingua italiana, ma anche l’insegnamento del “rispetto delle tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente”, nonché “rispetto per la diversità morale e cultura religiosa”, sempre del Paese accogliente.

Bella idea; speriamo solo che i corsi non li tengano i nostri ministri e parlamentari... Quale morale e cultura religiosa possono insegnare i ministri bresciani che per diventare avvocati acquisiscono la residenza fittizia a Reggio Calabria? O sarà l’onorevole Mele a tenere i corsi per gli immigrati al termine delle sue nottate in albergo a base di cocaina e mignotte?

      Famiglia Cristiana (unica opposizione...!) si chiede: ma, se i bambini stranieri di 5/6 anni vengono collocati in queste classi-ponte perché non sanno bene l’italiano, come fanno a capire tradizioni territoriali, morale e cultura religiosa...? Il settimanale paolino usa la parola “apartheid” e conclude chiamando le classi-ponte con il loro vero nome: “classi-ghetto”. [1]

In effetti, c’è anche una certa ipocrisia nella scelta della definizione.

Classi-ponte...

Ponte. Lo scrittore bosniaco Ivo Andric scriveva che “dopo la fontana, la più grande buona azione è costruire un ponte”. [2]

Ma il ponte è una buona azione in quanto strumento che unisce, in quanto simbolo di dialogo.

Comunque sia, adesso veniamo a noi. Leggendo più attentamente il testo della mozione leghista, già votata dalla maggioranza con 256 voti favorevoli, si coglie un aspetto che è sfuggito anche all’opposizione dormiente: la norma si applica anche alla pallavolo ed è immediatamente esecutiva.

Nei campionati di ogni ordine e grado, le giocatrici straniere non potranno più giocare insieme alle italiane, ma si dovranno costituire squadre-ponte in cui le atlete originarie di Paesi esteri seguiranno programmi di allenamento e strategie tattiche differenziate, oltre che corsi di lingua italiana.

La norma si applica anche alle straniere comunitarie.

Nel girone G della serie B2 la squadra-ponte sarà costituita dall’argentina Gisela Scialacomo, dalle brasiliane Andreia De Almeida e Mirela Sesti, dalla ceka Micaela Vecerkova, dalle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzheva Svetoslavova (io non mi azzarderò neanche a pronunciare questo nome per lo starting-six a Taranto; prenderà lei il microfono e si annuncerà da sola...) e della marziana Ida Taurisano.

Sono al vaglio del Ministero per le Politiche Razziali le posizioni di Alejandra Rodriguez e di Ratiba El Gamal, che sono italiane ma hanno quarti di sangue stranieri.

Il maestro unico, nonché mediatore culturale, sarà Ivan Castillo, che ha dichiarato: “Ho a disposizione una squadra molto competitiva sebbene un tantino sbilanciata in attacco. Anche le centrali sono fortissime e come libero potrei impiegare Gisela, non nuova a questo ruolo; il vero problema è l’individuazione di una palleggiatrice, ma per il resto sono a posto.”

 

NOTE:

(1) Cfr. Si dice “classi-ponte”, leggasi “classi-ghetto”, “Famiglia Cristiana”, n. 43, 26 ottobre 2008, pag. 3.

(2) ANDRIC, I., Il ponte sulla Drina, Club degli Editori, Milano, 1962, pag. 316.

La foto del film La classe è tratta da www.movieplayer.it.

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La palla nella rete (1^ parte)

di skanderbeg69 (24/09/2008 - 08:32)

Per i cosiddetti sport minori Internet rappresenta un’importante opportunità divulgativa. Quando i servizi sull’A1 di basket o di pallavolo vengono mandati in onda dopo il campionato dilettanti di calcio, bisogna trovare altre risorse.

Il web, per esempio.

L’importante è sapere dove cercare. Piano piano ho cercato di ricostruire una mappa dove poter attingere informazioni sulle nostre avversarie, ma anche sulla nostra squadra così come viene vista e giudicata all’esterno, soprattutto in occasione degli scontri diretti (la qual cosa ovviamente ci incuriosisce...).

Questa mappatura di links non pretende di essere completa; qualcosa può essermi sfuggita, ma in tal caso ogni segnalazione risulterà gradita.

Partiamo dai siti che definirei “generalisti”, forse fin troppo generalisti. L’indiscusso riferimento in Puglia è www.forzaragazze.it, dove vengono raccolte notizie provenienti dai parquet e dalle società pugliesi di tutte le categorie, dall’A1 alla 2^ divisione. Di solito sono le stesse società a trasmettere i propri comunicati stampa, quindi le notizie apparse su Forzaragazze appaiono, identiche, anche sui siti ufficiali delle società che li hanno inviati. Un “raccoglitore” di queste notizie è ovviamente una bella comodità. Ma ci sono anche squadre prive di siti che ottengono visibilità grazie a Forzaragazze, che pertanto svolge una funzione nobile e meritoria.

La personale critica che ogni tanto rivolgo a Monica è quella a cui accennavo all’inizio: troppo generalista. Cosa ce ne frega delle squadre marchigiane di A1 o delle squadre siciliane di altri gironi? Se ce ne fregasse, potremmo comunque cercare altrove. Meglio essere esaurienti per la Puglia, meglio essere un riferimento eccellente per la nostra regione (come effettivamente è) piuttosto che risultare lacunosi sull’Italia intera, no? Secondo me, sarebbe meglio se siti come Forzaragazze e Campaniavolley, tanto per fare due nomi, si “spartissero il territorio”, senza accavallarsi con notizie a doppione E’ solo un parere.

Altro sito tarantino che pubblica notizie di volley (e della Nati a Taranto) è www.blunote.it. Cercare il settore volley.

Poi, ovviamente, ci sono i siti internet della stampa locale (www.lagazzettadelmezzogiorno.it, www.corgiorno.it, www.tarantosera.com ed anche www.tarantoggi.it; quest’ultimo vi terrà aggiornati sulla qualità dei “buffet padronali” alle presentazioni della squadra).

L’equivalente campano di Forzaragazze è www.campaniavolley.it, dove convergono le notizie delle squadre di quella regione, dall’A2 in giù. Tenuto conto che nel nostro girone ce ne sono sette, la cosa ci riguarda molto da vicino.

Passiamo adesso ai siti delle singole società.

Cominciamo dal Trani, il cui sito ufficiale è www.aquilaazzurratrani.it. La formazione barese ha inoltre la fortuna di essere seguita da almeno due gruppi di tifosi particolarmente ben organizzati sul piano mediatico: gli Afecionados del sito www.afecionadostrani.it (con interviste, immagini, forum, ecc.) e i CUCS, il cui sito è http://cucstrani2003.spaces.live.com.

Molto bello anche il sito dell’Azzurra Molfetta: http://web.mac.com/promoace/azzurravolley/home.html, con una suggestiva raccolta fotografica e le schede delle giocatrici (speriamo che non vengano aggiornate tanto rapidamente...).

La squadra dell’Ostuni non mi pare che abbia un proprio sito, ma sicuramente ha un riferimento valido in www.retegialloblu.it/volley-femminile/homevolleyfemm.htm. In realtà qui ci si occupa anche di altri sport; bisogna “scacchiare” la sezione del volley femminile, disciplina coperta con notizie, immagini e interviste. Ci sono già le foto della prima partita e fa un certo effetto vedere Ivana e Paoletta con la maglia gialloblu (che a me sembra giallonera). Sigh... Comunque, un abbraccio!

Ben curati anche gli spazi web del Tuglie. In passato la squadra salentina godeva di uno spazio costante su www.tuglie.com/manifestazioni.asp (spazio che c’è ancora ed è sempre aggiornato); il sito ufficiale (non aggiornatissimo) è www.volleytuglie.it e inoltre dal 2008 c'è il sito "non ufficiale"  (come precisa l'autore nel commento al post) di Luigi Mighali, http://digilander.libero.it/tuglievolley/index.htm, il cui sfondo è l’interno del tensostatico. Quanti ricordi e quante emozioni...

Chiudiamo la carrellata pugliese con il Nojaturi, la squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi. Del Noicattaro non ho trovato nulla; Turi, invece, vanta uno dei siti tecnologicamente più evoluti (www.aspallavoloturi.it), però, da quando sono terminati i play-off della serie C dello scorso campionato, la squadra femminile non ha più dato segni di vita.

Bisogna dire che quello dei siti dormienti per tutta l’estate è un fenomeno piuttosto ricorrente, ma il silenzio di un sito così ben organizzato come quello di Turi (c’è persino il conto alla rovescia tra una partita e l’altra) mi lascia da pensare.

Spostiamoci in Basilicata. Potenza ha finalmente un proprio sito. Magari ce l’aveva anche prima ma non me n’ero accorto io... Il link è www.ascivolley.it/docs.

Matera e Montescaglioso, che io sappia, ne sono sprovviste. Per avere notizie sulle due società materane, si possono consultare www.sassilive.it, cliccando su Archivio Sportnews e poi su Volley, senza farsi distrarre dalla Frangetta dei Sassi..., oppure www.montescaglioso.net, dove, però, la divisione per argomenti non è altrettanto immediata. In compenso, ci sono contenuti extrasportivi interessanti, come la copia della ricevuta dell’iscrizione alla loggia P2 di Berlusconi.

Eppure io ricordavo che Montescaglioso un sito o un blog ce l’avesse. Mah.

Un giornale online che dedica uno spazio costante e qualificato alla pallavolo locale è www.ilquotidianodellabasilicata.it.

Veniamo alla Campania felix.

Sala Consilina ha un sito che d’estate va in vacanza ma durante il campionato dovrebbe funzionare a pieno regime. Molto buono: www.adiva.eu/antares.

Decisamente meno efficiente mi sembra il sito dell’AS Benevento Volley (fermo a maggio 2007...). Comunque c’è: www.asbeneventovolley.it/index.php. In ogni caso c’è anche un notiziario locale che si occupa di pallavolo: www.ilquaderno.it (come in casi analoghi, bisogna cercarsi il settore dello sport e poi quello della pallavolo). Mi sa, però, che prevalgono le attenzioni verso l’altra squadra sannita, l’Accademia.

Il sito del Centro Santulli Aversa dovrebbe essere www.pallavoloaversa.com, ma è fermo da giugno, quando la squadra sfiorò la serie A2.

Il rinnovato sito del Battipaglia è http://volleyclubbattipaglia.kynetic.it.

Da un paio di mesi è attivo un blog del Volley Scafati: http://blog.libero.it/volleyscafati/view.php?reset=1, come del resto avrete notato dalle visite reciproche. Forza, Antonio!

Non ho notizie di siti del Sarno. Questa società, comunque, mi sembra che trasmetta i propri comunicati stampa a notiziari online locali, come il citato Campaniavolley.

Salerno ha un proprio sito: www.scuolavolleysalerno.it. C’è anche un forum su cui talvolta sono state diffuse voci infondate; altre volte, invece, le notizie del forum hanno addirittura preceduto l’ufficialità risultando azzeccate.

Quello dei forum o dei cosiddetti “muri” dei tifosi è in effetti una questione complessa e l’equilibrio tra libertà di espressione e diffamazione è molto delicato, soprattutto in un contesto come quello sportivo, per natura abbastanza “caliente” e spesso incline a sfottò o peggio. D’altra parte è facile divulgare calunnie coperti dall’anonimato. Ma della visibilità online e dell’opportunità di non inquinare l’immagine in rete delle persone parlerò nella seconda parte.

      Un forum che io trovo “pulito” e simpatico è quello dell’Orion Napoli e qui introduco un appunto per i nostalgici. Chi volesse continuare a seguire le imprese delle napoletane, il riferimento è www.orionvolleynapoli.it. Al momento c’è una bella foto della dirigente Laura Loparco (che riporto qui a sinistra) a cui vorrei chiedere quale dentifricio usa, dati i riflessi splendenti che si riverberano dagli incisivi...

Le notizie sul Valenzano e le belle foto di PippOcchio le troviamo su www.aspav.it/2007/Default.asp. Fino a pochi giorni fa c’erano ancora le schede delle giocatrici del 2006-‘07, un po’ datate ma andava bene anche così. Ovunque giochi Virginia, mi rendo conto che non dev’essere facile eliminare la sua foto dal sito; Valenzano ci ha messo due anni... Per il resto, è uno dei siti migliori e più professionali. Il video della promozione ha emozionato anche me.

Il Massafra è sempre su www.volleymassafra.net e gli amici abruzzesi sono su www.arabonavolley.it/index.php (Manoppello) e www.volleyball-lanciano.it (Lanciano).

Il primario di Herat potrà di tanto in tanto dare un’occhiata a www.manfredonia.net, ma le foto sono poche. Io, ahimé, non ho più motivo di consultare quel sito, pur augurando alle all blacks sipontine di tenere alto l’onore della puglia nel girone in cui sono capitate, loro malgrado.

A proposito di foto, memore di quando ero costretto a raccattare immagini a destra e sinistra, faccio presente che chiunque, dai siti delle nostre avversarie, può acquisire le foto di questo blog.

Tanto, anche non lo permettessi, non potrei neanche impedirlo...

Correttezza vuole che si citi la fonte.

Come già in passato, c’è anche ampia disponibilità a trasmettere foto aggiuntive via email dopo le partite (solo, ovviamente, a siti ufficiali o di informazione, come quelli appena elencati; non a privati che non conosco).

I quotidiani cartacei locali (Corriere, Gazzetta, Taranto Sera, ecc.), in virtù di consolidati accordi informali, possono acquisire foto e pubblicarle anche senza citare la fonte.

Concludiamo con la notizia che la Nati a Taranto ha acquistato il proprio spazio sul web e fra non molto Buso e compagne potranno finalmente essere le protagoniste di un sito “serio”.

Io ho sempre detto che Skanderblog è il blog sulla Palafiom, non il blog della Palafiom, essendo io un tifoso, sebbene “privilegiato”. Fra un po’, quindi, ci sarà anche il sito della Palafiom, che nel frattempo è diventata Nati a Taranto. E’ una bella notizia; se ne sentiva il bisogno. Credo che ci completeremo a vicenda.

L’unico rammarico è che quando inventerò scoop fasulli, i lettori potranno verificarne l’attendibilità sul sito ufficiale... Devo approfittare di questi ultimi giorni.

 

NOTE:

La foto di Laura Loparco è tratta da www.orionvolleynapoli.it.

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Impressioni di settembre

di skanderbeg69 (15/09/2008 - 16:37)

Cerchiamo di dare un’occhiata alle nostre future avversarie, o almeno a quelle di cui conosciamo, sia pure sommariamente e per lo più attraverso i rispettivi siti internet, il nuovo volto.

Considerazione generale: sembrava che le squadre di B2 fossero destinate ad essere saccheggiate da quelle di B1, invece ho l’impressione che sia successo il contrario. La riduzione delle straniere avrebbe dovuto favorire un passaggio a scalare delle migliori atlete dell’A2 verso l’A1, della B1 verso l’A2, della B2 verso la B1. In tal modo le squadre “ferme”, le squadre “fatte in casa”, più centrate sui propri vivai, si sarebbero automaticamente rafforzate restando... se stesse. Invece sembra che ci sia stato un processo di osmosi tra B1 e B2. Complicandoci la vita, è chiaro.

    La prima partita di campionato, come abbiamo visto, sarà in casa contro lo Scafati e già si annunciano fuochi d’artificio visto che entrambe le formazioni sembrano essersi rafforzate. Dimentichiamoci la Tekla che lottava per la salvezza; la versione 2008-’09 della squadra del presidente Villani ha altri obiettivi, legittimati dall’arrivo di giocatrici valenti ed esperte come la brasiliana De Almeida e la pugliese Silvia Renna. E’ anche vero, però, che sono partite ottime e duttili atlete come Grimaldi, Amitrano, Melis e Salvati, ma i nomi delle sostitute che si vociferavano, se confermate, rappresentano un trampolino di lancio verso i play-off (ad esempio, Vinaccia e Boccia).

La domenica successiva si va ad Aversa. Il Centro Santulli dovrebbe essere l’altra squadra della città, quella proveniente dalla B1, non la Jambo Normanni affrontata lo scorso anno. Speriamo che non siano le stesse giocatrici che hanno sfiorato l’A2 altrimenti sarà triste...

Poi iniziano i derby di ottobre.

Prima riceviamo l’Azzurra Molfetta, che aveva condotto una campagna acquisti saggia ed encomiabile confermandosi come una splendida squadra. Poi è successo quello che tutti sappiamo, purtroppo. Comunque sono arrivate Valentina Testini (dal Valenzano, sebbene inattiva l’anno scorso), la centrale Paola Di Bucchianico (dal Ruvo, ma con esperienza in B1), l’opposto Valeria Brattoli e la giovane Marilena Fracchiolla. E soprattutto è rimasta la grande Mariateresa Francioso.

Per la 4^ di campionato si torna a Ostuni. Sulla campagna acquisti della squadra brindisina hanno influito le mutanti disponibilità finanziarie. Sembrava un’estate da favola visti i contatti con fuoriclasse straordinarie, poi i progetti si sono ridimensionati.

Non c’è più la fenomena Alessandra Piccione, tornata ad una categoria più consona al proprio valore (l’A2 con San Vito dei Normanni); non c’è più l’ottimo libero Morena Favino (altra carriera in fase di legittimo avanzamento: B1 a Viterbo); non c’è più neanche la match-winner della sfida-salvezza decisiva, Federica Tonon, al pari della palleggiatrice Lassandro. Insomma, il buon Tonino Solombrino deve ripartire quasi da zero, ma sono convinto che saprà costruire un’altra squadra capace di regalare bel volley ed emozioni alla città bianca. Una grossa mano gliela daranno certamente la nostra Paoletta con la sua creatività e (forse...) la nostra Ivana con la sua potenza. Ci sarà anche il killer Albino o si tratta di una voce incontrollata?

Il terzo derby stagionale è a Noicattaro-Turi. Onestamente conosco poco di questa formazione nata dalla fusione tra due società che l’anno scorso hanno conquistato i play-off della serie C (vincendoli, nel caso del Noicattaro). Speravo che fosse l’occasione per andare in pellegrinaggio nei luoghi dell’infanzia di Vincenzino Di Pinto a Turi, ma purtroppo si giocherà a Noicattaro. A rafforzare il roster sono arrivate una vecchia conoscenza pugliese, Betty Tortora (da Lucca), e Rosemary Riccardi (da Porto Recanati).

La 6^ giornata (ri)propone al Palafiom una squadra gloriosa, con trascorsi in serie A: Matera. La compagine lucana si candida ad un ruolo da protagonista per la promozione e gli ingaggi di Michela Ristits e di Micaela Vecerkova sono una certificazione di qualità per questa candidatura. Dalla B1 (Benevento) scende Arianna Amati a palleggiare e da Spezzano arriva la centrale Emanuela Romano. Da tenere d’occhio anche l’altra Romano, Jessica.

La successiva trasferta è a Benevento, squadra di cui non so nulla, se non che si tratta di una neopromossa in B2 che intende valorizzare un’eccellente “linea verde” e sembra far propria la massima secondo cui la squadra che vince non si cambia. Molte conferme, quindi, ma anche innesti utili ad affrontare la categoria. Ad esempio, la palleggiatrice Alessia Sigala (da Aversa, B2).

      Battipaglia si è rafforzata con Tatiana Lombardo (Pontecagnano, B1), con l’ex-massafrese Francesca Nolè e con Antonietta Dellomonaco, una delle protagoniste della salvezza dell’Ostuni lo scorso anno. Le atlete della NAT mi segnalano anche Ratiba (da Sala Consilina, C).

Tra le altre giocatrici della rosa: Antonella Miano, Giusy Palladino, Adele De Biase e il libero D’Andrea.

Il 15 novembre siamo di scena a Potenza.

Coach Caliendo riparte da una formazione estremamente competitiva che lo scorso anno ha fallito soltanto negli scontri diretti, stritolando senza pietà le restanti avversarie. Le stelle sono rimaste e le giovani saranno certamente cresciute; chissà che, zitta zitta, Potenza non si riveli la vera grande protagonista del campionato. Partite Micca, Vantaggiato e Sardone; dentro Carbonara (da Molfetta), Di Lucchio (da Rionero), Pontillo (da Santeramo) ed un’infornata di giovanissime promettenti.

Alla 10^ d’andata riceviamo Sala Consilina, società con un amletico problema di identità (campana o lucana...?). Sono arrivate Marida Troiano, Simona Ancora, l’ex-manfredoniana Moira Giovino, la centrale Giulia Radice (lunga esperienza in B1; ha vinto anche un campionato a San Vito dei Normanni), Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca (da Potenza, B2).

       A fine novembre si torna a Salerno. Ecco un’altra corazzata, una sicura candidata per la vittoria finale. La palleggiatrice Arianna Formisano (da Città Ducale, B2) avrà solo l’imbarazzo della scelta tra una rosa di attaccanti notevole (Gisela Scialacomo, Nunzia Campolo, Grazia Sforza, Annamaria Amitrano e forse anche l’inossidabile Antonella Cataldo). Al centro resta l’ottima Valentina Borrelli ed arrivano Viviana Vincenti (da Massafra), oggetto del desiderio di... tante società, e Antonella Salvati (da Scafati). Una squadra stellare.

Dopo la pausa dell’Immacolata la Nati a Taranto riassaporerà il gusto saporito e carico di ricordi della sfida con il Tuglie.

Nella squadra leccese continuo a vedere tanta Palafiom-NAT, non nei nomi ma nel carattere. E’ sostanzialmente la squadra che da anni primeggia in serie C, fatta a immagine e somiglianza di coach Scanferlato: grinta, serietà, spirito di sacrificio, coesione e silenzio operoso. Se anche fossero state soltanto confermate le atlete della scorsa stagione, Tuglie darebbe del filo da tocere a tutti. In meno c’è la Albino, ma in più c’è Ida Taurisano (ex Brindisi, B1), un’atleta che da sola può cambiare partite ed ambizioni. In più c’è anche la giovane Giorgia Valente, ammirata al Maria Pia in occasione delle semifinali regionali Under 18 (l’ex-brindisina vinse poi il titolo). Non dovrebbe più arrivare la Tonon; potrebbe arrivare Monica Casalino, altra giocatrice da B1.

Terzultima di campionato a Trani. Dopo aver fatto parte della triade che ha dominato la scorsa stagione, unica a conservare l’imbattibilità interna, la squadra di coach Chieppa non può nascondere il proprio obiettivo: vincere il campionato. Anche perché è ancora più forte dell’anno scorso. Restano quasi tutte le grandi fuoriclasse (dalla Ricci alla Balducci, dalla Caterina alla Bisceglia) e in più si registrano gli arrivi di Mina Annese (Valenzano), Palma Montillo (Altamura) e Rosalba Di Corato (Siracusa). Partono alcune colonne come Laura De Pinto e Isa Azzolini. Si congedano da Trani anche Barbara Krambeck, Antonella Civita e purtroppo Angelica Tricarico.

L’ultimo incontro in casa del girone d’andata è contro il Montescaglioso, che ha ritrovato la B2 dopo la controversa retrocessione della scorsa stagione. Altra campagna acquisti di qualità; basti pensare a Noemi Piscopo (Rieti, B1), alle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzhieva Svetoslavova (la “donna fatale”, al centro del giallo federale dell’anno scorso) e soprattutto a Mirela Sesti Nunes (Rovigo, B2, ma precedenti esperienze in A1). L’allenatore non sarà più l’uomo dei record; al suo posto è appena arrivato coach Lorenzo La Fratta.

       Si chiude a Sarno, un’altra neopromossa che difficilmente si accontenterà della salvezza. L’allenatore è una garanzia: coach Loparco, creatore lo scorso anno di un “prodotto” perfetto (l’Orion Napoli) che non a caso ha conquistato la B1. Oltre a Veronica Grimaldi (ex Scafati), che ci ha sempre fatto vedere i sorci verdi, sono arrivate (dalla B1) Veronica Masella, Cristina Comanzo e Valeria Ricciardi.

In conclusione, ci sono circa una dozzina di squadre che se lottassero per i play-off non ci sarebbe da sorprendersi. Quest’anno la lotta per non retrocedere dovrebbe essere abolita... “Salvezza politica” a tutti.

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Salerno senza peccato

di skanderbeg69 (10/08/2008 - 17:32)

La foto è tratta dal sito dell’Autoluna Salerno (www.scuolavolleysalerno.it) e ritrae i nuovi acquisti della formazione campana, che ha iniziato la preparazione nello stesso giorno della Nati a Taranto.

Riconosciamo coach Ivan Castillo, Maria Grazia Sforza, Viviana Vincenti e Nunzia Campolo. Le giocatrici nel mezzo – non sono sicurissimo – dovrebbero essere Annamaria Amitrano e Pina Esposito.

Salerno si candida a sicura protagonista dell’imminente campionato e punta dritto alla B1. Oltre che estremamente valida dal punto di vista tecnico, è anche una squadra con le palle; e la foto ne è una chiara testimonianza.

Quello che mi colpisce è però il poster alle spalle delle atlete campane. La scritta “Ti assolve dai peccati” lascia intendere che all’Autoluna il volley non è soltanto una pratica sportiva. Forse coach Castillo ha avuto una speciale delega dalla Conferenza Episcopale Italiana ed è in grado di concedere l’assoluzione alle proprie giocatrici, o almeno a quelle meritevoli.

Ho il sospetto che l’eventuale premio-promozione possa andare ben al di là di una gratificazione economica. Mi sa che in ballo c’è un’indulgenza plenaria...

Tag: pallavolo,volley,sport,salerno

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (01/05/2008 - 07:48)

Partiamo da una tua critica a questo blog, “accusato” di aver esultato più l’anno scorso per la promozione in B2 che per la salvezza ottenuta quest’anno. Perché, invece, questa salvezza è più importante? E perché l’hai definita un grande miracolo?

Perché il livello tecnico della B2 è decisamente più alto e le difficoltà sono maggiori. L’anno scorso eravamo la squadra più forte del campionato di serie C e ne eravamo consapevoli; quest’anno non avevamo alcuna consapevolezza di meritare la salvezza, non all’inizio del campionato almeno. Era un obiettivo tutto da conquistare. Inoltre, prima dell’anno scorso, avevamo già concluso due stagioni arrivando ai play-off; eravamo abituati a vincere ed eravamo abituati a rapportarci con giocatrici diverse e di un altro livello.

Nel corso del campionato hai mai pensato di retrocedere?

Ho sempre pensato che ci fosse questa possibilità finché non abbiamo ottenuto la salvezza matematica. Dopo la sconfitta interna con l’Ostuni, a dicembre, credevo che fossimo già con un piede e mezzo in serie C. Eppure ad agosto avevo espresso la convinzione che ci saremmo salvati.

Da cosa nasceva questa convinzione?

Non era una convinzione, era uno stimolo. Speravo di riuscire a trasmettere alle giocatrici la mia aggressività e la mia voglia di vincere. Volevo trascinarle e indurle ad essere una squadra di combattenti che non mollano mai.

La vittoria sul Centro Ester significò già qualcosa? Fu un’iniezione di fiducia? Dimostrò che la B2 avremmo potuto giocarcela?

Al contrario. Per tutti noi fu un impatto durissimo con la realtà. In quella partita ci rendemmo conto di quanto fosse difficile questo campionato e arduo il cammino verso la salvezza. Scoprimmo il ritmo della serie B2. Lottammo strenuamente con una squadra che avrebbe dovuto essere una diretta concorrente e rischiammo di perdere quella partita. Fu un incontro durissimo. Non avevamo mai giocato a quei ritmi in serie C; non avevamo mai affrontato avversarie che “menavano” in quel modo. Già durante il riscaldamento le atlete napoletane sembravano extraterrestri. Nonostante la vittoria, ero molto preoccupato e capii che avremmo dovuto preparare ogni partita nei minimi particolari.

Qualche giorno prima, nel torneo pre-campionato di Bari, l’allenatore del Trani mi aveva fatto presente che la mia squadra sembrava capitata lì per caso. “Spaesata” era la parola giusta.

Dopo la partita con il Centro Ester dissi alle ragazze: “Qui ci sarà da soffrire e pure parecchio. Se queste lottano per la salvezza e giocano con ritmi del genere, figuriamoci le altre...”. Non eravamo ancora pronti; mentalmente siamo rimasti una squadra di serie C per una buona parte del campionato.

Poi venne il tracollo in casa con l’Ostuni a dicembre: partita disastrosa; la Piccione che ha fatto quello che ha voluto; penultimo posto in classifica, peraltro insidiato dall’Aversa. Cosa è successo dopo?

Quella sera pensai che avrei dovuto lasciare la squadra. Il sostituto che avevo individuato, però, era intenzionato a rivoluzionare radicalmente la formazione e questi cambiamenti mi lasciarono perplesso: mi sembrava di buttare alle ortiche tutto quello che era stato costruito, per anni, fino a quel momento. Non mi sembrava giusto. Non mi sembrava giusto neanche rassegnarsi alla retrocessione.

Il giorno dopo decisi di cambiare tutto: non le giocatrici, ma il mio atteggiamento, il metodo di allenamento. Analizzai quello che era successo fino a quel momento, rividi tutti i filmati per capire cosa non stesse funzionando. Iniziammo ad allenarci come una squadra che avrebbe dovuto salvarsi, partendo dalla difesa e dal muro. In realtà, erano cose che già sapevamo dall’inizio, ma nella testa eravamo rimasti ancorati ad un’idea di squadra e di campionato che non andavano più bene.

In quei giorni arrivò a Taranto Radames Lattari con il compito di salvare la Prisma. Era una situazione analoga alla nostra. “Copiai” il suo lavoro in allenamento, in particolare i suoi stimoli sul piano della motivazione. Bisognava metterci più cuore, più divertimento nel difendere. Per me la serie A era sempre stata Vincenzo Di Pinto; Radames mi ha offerto altri stimoli, completandomi come allenatore e facendomi scoprire il piacere di stare in palestra.

Le ragazze furono brave a non drammatizzare la situazione. Sono convinto che nello spogliatoio si siano dette qualcosa tra di loro; si sono guardate in faccia ed hanno reagito in modo fantastico. Tutte ci hanno messo il cuore, hanno iniziato a divertirsi anche in allenamento, hanno mostrato una grande determinazione nel non far cadere una palla a terra. “Divertirsi a soffrire” era diventato il nostro slogan. Centrammo l’attenzione sul gusto delle sfide, non solo in campionato, ma anche nelle partitelle a ping-pong. In realtà, alcune giocatrici il gusto della sfida ce l’avevano già nel DNA, dovevano solo tirarlo fuori. Altre no, non sapevano cosa fosse, si nascondevano, preferivano non esporsi per non sbagliare, preferivano evitare brutte figure piuttosto che tentare di fregare l’avversario.

Palafiom-Valenzano 2-3. Sconfitti, ancora penultimi, ma con un punto strappato alla capolista. Te l’aspettavi?

I primi due set furono molto deludenti e non emersero i progressi compiuti in allenamento, poi iniziammo a giocare con più coraggio. Ad essere sincero, però, in quella partita fece tutto il Valenzano, nel bene e nel male. Furono loro a calare improvvisamente. Direi che non fummo noi a conquistare il punto, ma loro a regalarcelo. Però, indubbiamente, quella partita cambiò qualcosa sul piano dell’umore.

Lanciano (2-3) e Napoli-Barra (1-3). Due trasferte che hanno proiettato la squadra in zona salvezza e da allora non si è più tornati indietro. E’ stata questa la svolta del campionato?

Lanciano. Quella è stata la svolta, il momento in cui è cambiato tutto. Tanto per cominciare, fu la prima trasferta in cui rinunciammo al pullman e utilizzammo le macchine, appena due macchine.

Per la durata del viaggio eravamo uniti, c’era contatto fisico, condivisione, dialogo. E si trattava di un dialogo nostro, senza distrazioni. Eravamo solo noi.

E poi fu la svolta anche sul piano del gioco. Giocammo una partita strepitosa, senza quasi far cadere la palla a terra e, quando cadeva, le ragazze si incazzavano. Lì riuscimmo a far maturare in partita i frutti del lavoro in allenamento. C’era tanta voglia di vincere; c’era comunicazione in campo. Era nata una squadra.

Peraltro, il Lanciano attraversava un buon momento, giocava bene, non cedeva punti alle squadre di media-bassa classifica.

Mi piacque anche l’atteggiamento “da rapina” che assumemmo: veloci in macchina, complicità assoluta, partita aggressiva e via di corsa a bere birra in autogrill...

E a Napoli?

L’unica differenza era Marco al posto di Mary. Ma fu una partita nel segno della continuità: tanto feeling, molta voglia di ridere e scherzare fra di noi, ma soprattutto tanta voglia di vincere ancora. Non pensavamo più al campionato; pensavamo alle avversarie volta per volta, partita per partita. Eravamo ormai in grado di reggere ritmi altissimi e studiavamo con attenzione le nostre avversarie. Per poterle mordere...

Mordere...?

Non lo dico io; ce l’ha detto qualche nostra avversaria. Avevano la sensazione che le azzannassimo...

Dopo le prevedibili sconfitte con Potenza e Salerno, la Palafiom ha raccolto 9 punti in 3 partite (Manoppello, Manfredonia e Massafra).

Potenza fu una brutta sconfitta, una delle peggiori del girone di ritorno (con Orion Napoli e Scafati). In Lucania, per reggere il confronto, avremmo dovuto giocare al 200% delle nostre possibilità e invece non giocammo neanche al 100%. Subimmo il loro modo di giocare e non entrammo in campo con la giusta mentalità vincente. Scorie del passato. D’altra parte non si poteva cambiare subito tutto.

Ma l’obiettivo era una mentalità vincente in cui non ci fosse spazio per gli alibi. Se c’erano ostacoli, bisognava superarli. E ora posso dire che di ostacoli ne abbiamo incontrati: infortuni, un solo allenamento alla settimana nella palestra usata per le partite, allenamenti quasi al buio all’Alfieri... Ma non se n’è mai parlato. Non ce ne fregava niente dei contrattempi; si lavorava e basta. Dovevamo e volevamo essere una squadra che fa i fatti, non le chiacchiere.

Manoppello, Manfredonia, Massafra.

Tre partite affrontate una alla volta e studiate minuziosamente. Le ragazze sapevano tutto delle avversarie che stavano per affrontare e avevano già maturato il gusto della sfida da vincere. Volevano vincere le sfide di squadra, ma anche le sfide individuali. Non è facile trovare questo atteggiamento nel volley femminile. E poi c’era grande comunicazione in campo: le ragazze leggevano bene la partita e la giocavano; in alcuni time-out parlavano loro, non io.

Di questa fase ricordo soprattutto gli allenamenti. Andavo volentieri in palestra e ne uscivo emozionato e stupito perché le ragazze facevano sempre più di quello che io mi aspettavo. Sì, ero stupito. Di come si allenavano e di come giocavano. Non ho mai avuto una squadra così e credo che questa stagione sia irripetibile.

Quanto ti ha preoccupato il tonfo interno con lo Scafati?

Zero. Un incidente di percorso.

Manfredonia e Ostuni. Due 0-3 in trasferta e Palafiom che, come l’anno scorso, sa scegliere bene le partite decisive da vincere. Sono state queste le due partite-capolavoro?

Manfredonia non tanto perché ci misero del loro anche le sipontine.

Ostuni sì. Quella è stata la partita-capolavoro. Lì ho visto un esempio di squadra vera. Lì ho visto tutte le mie giocatrici con gli occhi di ghiaccio: isolate da tutto quello che c’era intorno a loro, sicure dei propri mezzi e consapevoli di cosa bisognasse fare. Concentrate sulla vittoria.

Gli occhi di ghiaccio ce li hanno i giocatori vincenti, come quelli del Treviso che vennero a giocare a Taranto alcuni anni fa: sembravano computer che su ogni palla aprivano un file con le procedure da applicare. A Ostuni avevo un’intera squadra con gli occhi di ghiaccio; non mi era mai successo prima. Non mostravano alcuna emozione; volevano solo giocare e vincere, giocare e vincere. Guardare le avversarie, capire cosa vogliono fare e impedirlo, essere al top su ogni pallone, in ogni fondamentale.

Non hai chiamato un time-out quel giorno. E durante quelli tecnici o quelli chiamati da coach Solombrino non hai detto niente.

Neanche le ragazze. Non avevano da dirsi niente.

La Palafiom ha conquistato 16 punti in casa (per ora) e 16 in trasferta. I capitoli decisivi di questa salvezza, comunque, li ha scritti in trasferta. Come te lo spieghi?

Indubbiamente c’è qualche giocatrice che in casa sente troppo l’emozione. E poi fuori casa ci sono meno distrazioni e riusciamo ad estraniarci meglio. D’altra parte in casa c’è sempre gente che ride, che scherza e questo finisce col rappresentare una distrazione. E’ un aspetto su cui dobbiamo lavorare; bisogna restare concentrati ed avere occhi di ghiaccio anche al Maria Pia.

Dopo la brutta sconfitta a Manoppello (3-0) c’è stata la vittoria contro il Manfredonia (3-1); dopo il tracollo interno con l’Ostuni (0-3) c’è stata la bella prova contro il Valenzano (2-3) e poi la vittoria ad Aversa (0-3); dopo Scafati-Palafiom 0-3 si è andati a vincere a Ostuni con lo stesso punteggio e con una prestazione perfetta. Insomma, dopo le peggiori sconfitte, le migliori prestazioni. Non può essere un caso...

Dopo le sconfitte, soprattutto dopo sconfitte come quelle, ci siamo riuniti per discuterne guardandoci negli occhi e dicendoci in faccia quello che non aveva funzionato, talvolta a muso duro, ma io preferisco dire in modo onesto e aperto. I briefing del martedì erano severi, erano anche uno sfogo e forse qualcuno li ha vissuti come dei “processi”. Ma analizzando quello che avevamo sbagliato, senza – ripeto – cercare alibi ed a prescindere da chi era entrato in campo, poi ne uscivamo con una carica agonistica rinnovata. Perché siamo una squadra di carattere.

Battere Aversa due settimane fa e conquistare la matematica permanenza in B2 è stato più difficile del previsto. Perché?

Tanto per cominciare io ho sempre avuto grande rispetto per l’Aversa. E’ una squadra che all’inizio del campionato giocava veramente bene, ha sempre lottato, ha perso spesso con parziali alti e ancora adesso non ha mollato. Il sabato successivo, infatti, ha battuto 3-1 il Lanciano. Nessuna squadra l’ha affrontata schierando le riserve ed ha un paio di giocatrici molto interessanti. Talvolta nella pallavolo stai per vincere un set e poi qualche episodio lo compromette e quella sera resti a secco; a loro è capitato spesso e la classifica nei loro riguardi è troppo severa. Quindi, la mia squadra scese in campo sapendo che non si sarebbe trattato di una passeggiata e sapendo – al tempo stesso – che fallendo quell’appuntamento avremmo rischiato di non avere prove d’appello alla luce del calendario (trasferte a Valenzano e a Trani). Eravamo molto tesi.

Cosa ti è piaciuto della Palafiom di quest’anno?

L’ho già detto: il saper stare insieme e soprattutto gli allenamenti, che per me erano un piacere ed un’emozione. Esattamente il contrario dell’anno scorso, quando gli allenamenti mi annoiavano e ne uscivo demoralizzato.

Ma erano le stesse giocatrici...

Era diversa la sfida. Una sfida impossibile che abbiamo affrontato con umiltà.

Cosa non ti è piaciuto?

L’elenco è lungo... Ho sbagliato a portare in B2 tutte le Under perché hanno finito per assumere degli atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Ma mi assumo la responsabilità di questa scelta e di questo errore.

Non mi è piaciuta l’incapacità di mantenere con costanza la voglia e la mentalità vincente. Non abbiamo saputo battere il ferro quando era caldo, sia a livello di squadra che a livello individuale. Qualcuna non si è resa conto della grande e irripetibile occasione di crescita offerta da questa esperienza e non ne ha approfittato appieno per maturare ulteriormente.

E sul piano tecnico?

Siamo migliorati in difesa, nel rapporto muro-difesa e soprattutto a muro, fondamentale che ci ha permesso di costruire molte vittorie, di neutralizzare qualche giocatrice avversaria e, alla fine, di conquistare la salvezza. C’è stata una fase in cui – ne sono convinto – a muro eravamo i più forti del campionato.

Di contro, le nostre pecche peggiori erano in battuta e in ricezione. Abbiamo palesato scarsa fluidità nel cambio palla. Beh, se avessimo avuto anche quella, avremmo vinto il campionato...

Paoletta è stato un ritorno a casa e la militanza di Manuela nella Palafiom si è interrotta prematuramente. Alla fine l’unica vera novità della squadra è stata Simona Mucci. Soddisfatto della scelta?

Simona Mucci è una mia scommessa e quando scommetto su una giocatrice sono testardo, devo vincere. Lei aveva giocato solo in serie C con l’obiettivo massimo della metà classifica; non aveva mai vinto niente. E’ un po’ emotiva, avverte la tensione della partita ed è una di quelle che la avvertono più in casa che in trasferta. Dovrà imparare ad avere occhi di ghiaccio anche lei, ma farò di tutto per farla arrivare il più in alto possibile perché so che ce la può fare. Io ci credo. E aggiungo che è un piacere lavorare con lei.

Alessandra Certa e Michela Benefico sono due giocatrici che hai fortemente voluto in squadra qualche anno fa ed alle quali credi molto. Mi pare che si siano adattate bene alla nuova categoria e nei rispettivi ruoli non sono molte le giocatrici più brave di loro. Possono crescere ancora?

Alessandra e Michela hanno ancora margini di crescita enormi e di cui neanche loro sono consapevoli. Lo vedo in allenamento. Possono arrivare molto in alto, ma devono avere più voglia di fare bene e di sfondare; devono capire che ogni pallone giocato in allenamento è importante e può servire alla loro crescita. Soprattutto Michela deve imparare a pretendere di più da se stessa, a non accontentarsi.

Al pari di Mucci, sono due mie scommesse e ricordo che quando le presi in squadra ricevetti molte critiche: “Dove devi andare con quelle?”...

Beh, credo che siano già due scommesse vinte.

Clara Clemente, invece, è la colonna di questa squadra. Potrà esserlo anche in futuro o si appresta... a vincere il secondo premio alla carriera? Cosa le consiglierai?

Se riuscissi ad ingaggiare una centrale più forte di lei, le consiglierei di smettere; altrimenti sarò costretto a tenerla ancora... (ride)

Clara, con la sua costanza e la sua voglia di vincere, è la bandiera di questa squadra e per me è la centrale più forte del campionato. E’ vincente; nessuno mura come lei e fisicamente è integra, sta bene. Se lavorasse un po’ di più con i pesi sarebbe meglio... ma potrebbe tranquillamente giocare almeno per un altro anno. Lei è l’anima di questa squadra ed è in grado di trasmettere la sua tecnica e la sua mentalità vincente a chi è disposta ad apprendere. E’ un punto di equilibrio e di riferimento, per tutte. Non molla mai, in allenamento e in partita; vorrei averne di giocatrici con le palle come lei... Su questa salvezza c’è tutta la sua impronta.

Clara fa parte di una generazione di giocatrici (giocatrici, non atlete) di un altro livello, che hanno nel sangue l’umiltà, la determinazione, la dedizione al lavoro, la voglia di vincere. Sono abituate ad allenarsi anche sei ore al giorno e non lavorano per lavorare; lavorano per vincere. Lo vedo in Rosa Ricci, in Antonella Cataldo, in Paola Michieletto, in Giusy Caterina e in altre che giocano ad ottimi livelli in B1 e in B2. Fra l’altro negli sport la soglia anagrafica si sta alzando e quindi sono convinto che questa generazione resterà ancora al top per un bel po’ di tempo. Basta vedere quello che fanno in campo.

Clara ha disputato il miglior campionato da quando gioca con noi. Di contro, è una rompicoglioni, ma pazienza...

Le altre centrali: Silvia Buso e Rossella Garaguso.

Silvia è stata una bella sorpresa. Forse neanche lei credeva di poter giocare in B2 e invece, accantonata un po’ di abulia in campo, ha fatto ottime cose, soprattutto a muro.

Rossella ha dato un valido contributo, ma, per le potenzialità che ha, potrebbe fare molto di più.

Per gli opposti, Sonia Tinelli e Ivana Gallo Ingrao, è stata un’altra stagione limitata da condizioni fisiche non ottimali.

Sì, Sonia ha avuto qualche problema fisico, ma quando è stata in campo la sua presenza si è sentita in modo importante. Ha disputato un ottimo campionato, una delle sue migliori stagioni. E’ stata trainante in tutte le nostre vittorie.

Ivana forse ha sottovalutato i tempi di recupero, che, dopo un intervento come quello che ha subìto, non sono inferiori a un anno. Però ha saputo aiutare la squadra in ogni momento ed ha accettato, suo malgrado, il ruolo di libero e le sono grato anche per questo.

Anche quest’anno tre giocatrici si sono alternate nel ruolo di libero (Manuela Voglino, Simona Mereu, Ivana Gallo Ingrao). E’ una maledizione o una tradizione?

Diciamo che ormai è una tradizione. Purtroppo Simona non si può allenare finché non supera i problemi fisici che l’affliggono in questo periodo. Ma in prospettiva può fare tanto, ha piedi veloci, ottime potenzialità e tempo per crescere.

E passiamo alle cosiddette “piccine”: Silvia Mastandrea, Paola Marcianò, Valentina Moro, Désirée Fiore.

Siamo stati l’unica squadra in Italia a far giocare con una certa costanza una ragazza del ’92, Silvietta, e poche squadre presentavano una seconda palleggiatrice del ’91 e tre atlete del ’92 in organico.

Silvia. Tecnicamente mi ha regalato belle soddisfazioni perché è migliorata tantissimo in attacco. Ora deve migliorare anche negli altri fondamentali, ma la sua crescita è stata esponenziale, come del resto quella delle altre “piccine”.

Désirée. Lei gioca a pallavolo soltanto da tre anni e questa mancanza di esperienza le provoca un po’ di insicurezza, ma anche lei è cresciuta tanto ed ha ottime potenzialità. E’ quella che si è inserita meglio nel gruppo e che sa sfruttare meglio l’esperienza delle grandi, apprendendo ed assorbendo come una spugna. I risultati sono evidenti. Conto molto su di lei.

Valentina. Ha avuto la sfortuna di farsi male a inizio stagione e questo ha compromesso inesorabilmente tutto il suo campionato. Vorrei che fosse meno sospesa nel mondo dell’immaginazione e più legata alla concretezza della realtà; vorrei che affrontasse in modo più deciso il lavoro in palestra e che si integrasse meglio nel gruppo, accettandone anche gli scontri. La vorrei più concentrata sull’obiettivo condiviso dalla squadra piuttosto che sui risultati individuali. Ma indubbiamente anche lei è molto cresciuta dal punto di vista tecnico.

Per Paoletta il discorso è molto più complesso in ragione del ruolo. Una palleggiatrice inizia a capire la pallavolo intorno ai 25/26 anni. In Italia, anche nelle nazionali pre-juniores con le quali ho collaborato, abbiamo commesso un errore considerando le palleggiatrici al pari delle altre atlete. Non è così. La palleggiatrice deve possedere sensazioni che le altre non hanno e deve maturare in modo diverso. Serve tanto lavoro e tanta esperienza. In Italia si è puntato sulle qualità fisiche e sulle potenzialità tecniche trascurando l’esperienza, la gavetta, i palloni giocati.

I risultati sono, ad esempio, che Manuela Di Crescenzo, classe 1988, avrebbe dovuto essere la titolare del San Vito dei Normanni in A2 e invece ha giocato quasi sempre Serena Masino, 1983, che non era mai stata oltre la B1. E ha giocato bene.

Eleonora Lobianco non è mai stata nelle nazionali giovanili eppure adesso è una delle più forti alzatrici del mondo e continua a migliorarsi.

L’età è importante e le compagne esperte non sempre riescono a giocare con una palleggiatrice giovane, mentre, al contrario, non è raro vedere palleggiatrici che giocano fino a 45 anni.

Alle palleggiatrici giovani e quindi alla nostra Paoletta si richiede molta pazienza e molta umiltà. Devono avere la capacità di allenarsi sapendo attendere il loro momento e riuscendo a rinviare la realizzazione dei sogni e delle aspirazioni. In altre parole, devono diventare adulte prima delle altre.

Paoletta è molto migliorata quest’anno e forse neanche lei stessa ne ha preso coscienza. E’ un’altra palleggiatrice. Ma la tecnica e la fantasia, che sono importanti e che lei già possiede, non bastano; deve comprendere più profondamente il senso del suo ruolo in campo e in squadra. In B2 è una delle più giovani, forse l’unica del 1991 ad essere scesa in campo, ma deve avere molta pazienza. Sono molto soddisfatto di lei e di quello che è diventata in questi mesi; tutto quello che sta facendo, per me, è positivo, ma non deve avere fretta.

Parlando in generale delle più giovani, vorrei che riuscissero a mettere più cuore in quello che fanno e che cogliessero le opportunità offerte loro in allenamento.

Diamo un’occhiata alle avversarie. La classifica rispecchia i valori visti sul parquet?

Sì, credo che alla fine la classifica sia questa. Fra le prime tre c’è pochissima differenza e probabilmente, in questi casi, un briciolo di fortuna in più aiuta, ma i valori sono quelli. Valenzano è la squadra più forte e più continua; merita di vincere il campionato. Tranne gli scontri diretti, ha perso solo due punti per strada (a Salerno e a Taranto).

Anche tu eri un esordiente in B2. Hai visto la pallavolo che ti aspettavi? Quali considerazioni tecniche ti senti di fare?

A giudicare da quello che mi hanno riferito i colleghi, il livello tecnico è stato maggiore rispetto all’anno scorso. Noi abbiamo affrontato il campionato senza pensarci troppo e senza grossi timori. Un nostro grosso limite, soprattutto all’inizio, era la scarsa conoscenza delle giocatrici avversarie, ma direi che ci siamo comportati egregiamente.

Ruolo per ruolo, le giocatrici avversarie che ti hanno più impressionato quest’anno (escludendo le ragazze della Palafiom). E’ una tradizione; facciamo il sestetto ideale:

Come palleggiatrice, Sabrina Cosentino (Valenzano). Peraltro, l’ottimo rapporto con coach Zambetta ha favorito un frequente scambio di video e quindi ho imparato a conoscerla anche in questo modo. Molto brava, davvero. E ho apprezzato anche la sua crescita nel finale di campionato.

Come opposto, devo dire che quest’anno dai posti due non abbiamo visto scintille. Io premierei la continuità di Aurora Avena (Potenza).

Come prima centrale (e sottolineo che abbiamo deciso di escludere le nostre...), sicuramente Paola Michieletto (Valenzano), molto continua anche lei.

Poi le scelte si fanno più difficili. Come seconda centrale, c’è una rosa di nomi, alcuni dei quali, in realtà, corrispondono a prime centrali: Valeria Tavolari (Valenzano), Giusy Scarale (Manfredonia), Viviana Vincenti (Massafra), Barbara Krambek (Trani) e Raffaella Balducci (Trani), che ha concluso un grande campionato.

Io, però, vorrei indicare una ragazza giovane che sicuramente ha dimostrato di essere all’altezza e che ha un grande futuro davanti a sé, Angelica Muscillo (Potenza).

Battaglia dura anche tra i posti quattro... Ma ci sono almeno tre grandi laterali: Alessandra Piccione (Ostuni), Nunzia Campolo (Orion Napoli) e Giusy Caterina (Trani).

Sul libero, invece, ho meno dubbi e indico con convinzione Simona Califano (Orion Napoli).

Non sarebbe corretto chiederti qual è stato il coach più bravo, trattandosi di tuoi colleghi. Però, per chi faresti una menzione particolare?

Tutti bravi, ma anche tutti molto corretti. Si è creato un bel rapporto di amicizia e di collaborazione. Penso, in particolare, a Piero Zambetta, ad Antonio Chieppa, a Luca Loparco, a Tonino Solombrino, ma dovrei nominarli tutti. Vorrei però citare un coach che mi ha colpito per le sue virtù, Nello Caliendo (Potenza). L’amico Nino Gagliardi ed io amiamo dire che Nello “è uno di noi”...

Gli arbitraggi.

Molto buoni. Qualche svista capita; sbagliamo tanto anche noi... Però devo dire che hanno gestito ottimamente anche i rapporti con giocatrici e allenatori. Poi io sono dell’idea che le partite non si perdono per colpa degli arbitri.

Abbiamo convenuto che una delle immagini più belle di questo campionato è stata l’ingresso al Maria Pia di Silvia Renna e Gisela Scialacomo con il pacco-dono di mozzarelle di bufala. Meravigliose. Però, al di là delle gratificazioni tecniche, conserveremo altri bei ricordi di questa stagione. Penso all’ospitalità ricevuta a Manoppello, penso alla corrente di simpatia che è scattata con l’Orion Napoli. Quale altro episodio ti piacerebbe ricordare?

L’ottimo rapporto instaurato con i colleghi allenatori. E poi c’è un episodio “fresco” di domenica scorsa: le parole e gli apprezzamenti personali che mi ha rivolto il presidente del Trani mi hanno fatto molto piacere.

Il campionato che sta per concludersi ha apportato novità nel patrimonio scaramantico della squadra...?

Tante conferme e una sola novità: non devo più prendere il caffé prima della partita. Me ne offrì uno Ugo prima di Palafiom-Ostuni...

La Prisma rischia di emigrare. Ci auguriamo di no, ma in ogni caso il presidente Bongiovanni ha denunciato una situazione di forte disagio per il volley a Taranto. In ambito femminile, alle nostre spalle c’è il vuoto: nessuna squadra tarantina in serie C e le formazioni della serie D lottano per la salvezza. Cosa succede alla pallavolo tarantina?

Se davvero la Prisma andasse via, sarebbe una perdita gravissima per il movimento pallavolistico tarantino e andrebbero in fumo importanti opportunità di crescita tecnica per noi addetti ai lavori. Sarebbe anche un danno d’immagine per la città, ancora una volta confermata nel suo difetto di farsi scappare le cose positive che ci sono.

Per quanto riguarda, invece, la pallavolo femminile di base, faccio solo una considerazione: mentre in Italia la statura media continua a salire, io vedo sempre meno ragazze alte nelle scuole tarantine. Sarà un effetto dell’inquinamento...? Una dozzina di anni fa la statura di una formazione Under 14 che allenavo oscillava tra 1,75 e 1,83. Adesso questi numeri ce li possiamo sognare.

Massafra e Taranto. Due squadre in B2 sono un lusso per la nostra provincia?

Sì, sicuramente. E’ insensato avere, a 20 chilometri di distanza, due squadre che lottano per non retrocedere quando si potrebbe fare molto di più avendo programmi più ambiziosi e centrati sull’impegno quotidiano. Mi auguro che si possa approfondire la collaborazione avviata con l’Under 16.

Basket. Il CRAS, costruito per lo scudetto, perde la semifinale contro il Napoli e la sera stessa il presidente preannuncia le dimissioni. E’ proprio così difficile accettare serenamente le sconfitte nella cultura sportiva italiana?

Quello che è successo al CRAS non ha a che fare con la cultura di accettazione della sconfitta. Io sono d’accordo con il presidente, che ha investito un mare di soldi per costruire uno squadrone. Sono solidale con lui e con Bongiovanni, mecenati dello sport. Non sono solidale con le giocatrici e con l’allenatore del CRAS che, se vincono o perdono, vengono pagati nello stesso modo. Dovrebbero fare un passo indietro e rimettere in discussione i loro contratti. Dovevano vincere tutto (campionato, coppa Italia e coppa europea) ed hanno perso tutto.

L’unico caso simile in Italia è Veltroni, che in 5 mesi è riuscito a far cadere un governo, a perdere le elezioni politiche e a perdere Roma. A novembre Berlusconi era stato scaricato da Casini e da Fini, indisponibile a confluire nel PDL; Veltroni lo ha rianimato provocando una catastrofe.

Torniamo a noi. Non poteva mancare un titolo giovanile quest’anno: campioni provinciali Under 18 con la squadra che, in gran parte, aveva vinto il titolo Under 16 l’anno scorso.

I titoli giovanili lasciano il tempo che trovano, ad eccezione del trofeo delle Regioni. Sì, giovano all’immagine della società, ma non servono a niente se poi le ragazze non arrivano a giocare a certi livelli. Per loro è più importante confrontarsi con giocatrici vere.

Sangue del nostro sangue. A noi piace conservare un legame con le atlete che hanno fatto la storia di questa squadra. Marianna Masoni gioca con Cremona la finale play-off per la promozione in A1. E’ pronta per la serie maggiore?

Le limitazioni per le straniere che stanno per entrare in vigore offrono alle giocatrici alte come Marianna una grande occasione. Lei ha grandi potenzialità e le italiane nel suo ruolo si contano sulle dita di una mano. Servirà molta fatica e molta disponibilità al sacrificio, ma ha una bella bicicletta a disposizione e le auguro di cuore di pedalare bene.

Marcella Scaglioso.

Idem. Possibilità ancora maggiori, trattandosi di una palleggiatrice alta. Per Marcella, che è ancora molto giovane, vale lo stesso discorso fatto per Paoletta. Potrebbe incontrare attaccanti diffidenti a farsi servire palloni da un’alzatrice così giovane e dovrà conquistarsi tutto con i denti. Ma il futuro è nelle sue mani.

L’Antico Presidente è lontano dagli occhi ma sempre vicino al cuore. C’è un Nuovo Presidente, una nuova dirigenza, una nuova organizzazione che già cura i rapporti con la stampa (T9 Communication). Quale sarà il futuro della Nati a Taranto Volley?

Sabato giochiamo contro il Lanciano e sarà un’occasione festosa per salutare i tifosi, che desidero ringraziare per il loro apporto. Da lunedì inizieremo a programmare il nostro futuro.

 

NOTE:

Le foto di Radames Lattari e di Simona Mereu sono di Luca.

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La generosità dà buoni frutti

di skanderbeg69 (23/04/2008 - 10:21)

La stagione 2007-’08 volge al termine e si apre il tempo dei bilanci.

Per quelli tecnici se la vede il coach. Qui approfondiremo altri tipi di bilancio: l’aggiornamento dello scaramanzometro, lo stato del calzino di Sonia, il trofeo Bin Laden, gli indicatori di rendimento del ping-pong e soprattutto, per quello che mi riguarda, l’inventario dei beni ricevuti quest’anno.

Oggi cominciamo proprio dall’inventario.

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi, però, c’è qualche giorno di tempo fino al 30 aprile e dunque posso ancora esprimere le ultime due richieste.

    La prima è un dolce al cioccolato che gradirei ricevere dalla giocatrice del Trani Angelica Tricarico, specializzata per hobby in questo nobile e benemerito settore. [1]

Speriamo che legga il blog.

La seconda (questa, veramente, era già compresa nella trattativa per addomesticare la partita) è il calendario del Volley Ball Lanciano.

Devo dire che da questo punto di vista la stagione è stata estremamente soddisfacente, ma voglio anche far notare che la generosità ha sistematicamente pagato visto che i “donatori” poi hanno sempre vinto. Questo, in realtà, è un effetto indesiderato e spiacevole; sarebbe stato meglio se avesse vinto la Palafiom pur in presenza di gentili omaggi, ma tant’è...

Ripercorriamo le tappe della stagione.

Il primo regalo è stato il prestigioso autografo di Pierpaola, ricevuto grazie alla cortesia dell’interessata ma anche grazie all’intercessione di Katia durante l’amichevole Palafiom-San Pietro Vernotico a Bari (colgo l’occasione per salutare entrambe anche se poi Katia mi ha detto una cosa brutta). La trattativa avvenne sugli spalti e come contropartita Katia ottenne la cessazione delle strombazzate che sino a quel momento avevano disturbato le sue orecchie. San Pietro vinse 2-0 quell’amichevole.

Poi ci furono le mozzarelle di bufala di Silvia e Gisela. Le encomiabili giocatrici del Salerno ebbero quella premura e la loro squadra espugnò il Maria Pia con il risultato di 3-2.

Chiesi all’Orion Napoli un nastro-taping autografato dalle giocatrici di quella magnifica squadra, lo ottenni e la compagine partenopea superò la Palafiom con il risultato di 3-0.

Chiesi anche una cartolina dalle Hawaii a Federica, ma i tempi delle poste intercontinentali sono lunghetti e così la cartolina non arrivò in tempo per Ostuni-Palafiom. Sappiamo come è andata: 3-0 secco per le rossoblu. La cartolina è arrivata soltanto la settimana scorsa: in tempo per apprezzare la gentilezza (grazie!), ma troppo tardi per influire sul risultato, per nostra fortuna. Ma chissà che il punto strappato domenica dalle brindisine al Trani non rappresenti un effetto tardivo e parziale.

Addirittura possiamo notare che i regali funzionano anche in casa nostra: Sonia ha disputato le sue due migliori partite della stagione subito dopo avermi regalato la confezione di “Caffè Trombetta”...

Beh, la scaramanzia è fatta per essere smentita e mi auguro per la Nati a Taranto Volley che venga smentita perché, in caso contrario, regali non ne chiederò più a nessuno.

Però, al posto del Lanciano, un calendario lo terrei da parte per la trasferta di Taranto...

E al posto di Angelica, una mezza nottata per preparare un dolce al cioccolato la spenderei...

 

NOTE:

(1) Cfr. www.afecionadostrani.it.

La foto del manifesto AVIS è tratta da www .avis.it/toscana; quella del calendario è tratta da www.volleyball-lanciano.it.

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Tegola sulla Palafiom: Scialacomo ko

di skanderbeg69 (04/04/2008 - 14:29)

Dopo il fattore R, al momento contenuto, dopo il perdurare dei noti problemi per la nostra “donna di polso”, dopo il piccolo risentimento muscolare occorso a Michela durante il riscaldamento pre-partita di sabato scorso, la Palafiom deve fronteggiare un altro problema, particolarmente serio: l’infortunio al menisco di Gisela Scialacomo.

La schiacciatrice argentina sabato scorso ha dovuto abbandonare il parquet con il ginocchio sinistro dolorante alla fine del terzo set e si resta in attesa degli esiti degli accertamenti clinici, ma il rischio è che la stagione possa concludersi prematuramente.

Qualcuno potrebbe obiettare: cosa ce ne frega a noi della Scialacomo visto che gioca nel Salerno?

In realtà ci frega eccome almeno per due buoni motivi, uno disinteressato e uno interessato. Gisela è una giocatrice che, oltre ad essere molto stimata, ci ha regalato le mozzarelle (insieme a Silvia Renna) compiendo un gesto simpatico ed apprezzato.

In secondo luogo – e questo è il motivo interessato – Salerno deve ancora affrontare Scafati e Massafra, nostre dirette concorrenti, e la presenza sul parquet di Gisela non sarebbe affatto ininfluente. Anzi, la laterale argentina è un’atleta in grado di fare la differenza.

Del Salerno si è sempre detto che ha vissuto una stagione sfigata, che ha perso quasi mezza squadra per strada, che è ormai priva di panchina, ma che comunque conservava una batteria di attaccanti notevole ed intatta. Adesso questa batteria non è più intatta.

Non vorrei essere nei panni di coach Castillo, che già a Taranto collocò in panchina due piccine in età di obbligo scolastico. Se queste due piccine, ora che ci troviamo nel secondo quadrimestre, dovessero risultare indisponibili per poter preparare gli ultimi compiti in classe, all’allenatore dell’Autoluna resterebbe un’unica soluzione per completare il sestetto:

- telefonare al bar di fronte al Palavestuti per ordinare dei caffè;

- attendere l’arrivo della ragazza del bar;

- chiudere a chiave dall’interno la porta del palazzetto;

- costringere la ragazza del bar a giocare in posto quattro.


        A parte gli scherzi, la Palafiom la propria salvezza deve costruirsela da sola senza attendere favori da nessuno. E’ dunque disinteressatamente che esprimo l'augurio che l’infortunio a Gisela sia meno grave del temuto.

E in ogni caso le invio un sentito e caloroso incoraggiamento.

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Palafiom Taranto-Salerno 2-3

di skanderbeg69 (03/02/2008 - 17:58)

Sabato 2 febbraio 2008 – ore 18.00

Le giocatrici dell’Autoluna Nissan Salerno entrano sul parquet con una scatola di compensato bianco, portata come un dono dei Re Magi. Non ci possono essere dubbi sul contenuto di quella scatola: mozzarelle di bufala campana! Silvia e Gisela hanno raccolto l’appello. Che gentili. Che ragazze garbate.

Peccato che abbia chiesto le mozzarelle. Chissà? Magari se avessi chiesto un Rolex d’oro, sarebbero state altrettanto gentili. Avrei dovuto osare di più.

Mai come questa sera, prepararmi alla lettura del sestetto ospite è cosa facile: basta scorrere i nomi delle sei giocatrici “superstiti” più il libero. Nel corso della stagione Salerno ha perso per strada Montemurro e Di Santo (infortunate), Losasso e Palumbo (per fatti loro), nonché coach Esposito sostituito da Castillo. Resta, però, una formazione che, sia pur ridimensionando i programmi iniziali, fa una certa soggezione. Tutte le bocche di fuoco, infatti, sono al proprio posto. Maglie rosse per le campane e nuovo numero per Silvia: l’addizione proposta nella partita d’andata (1+9) ha portato alla somma (10). L’anno prossimo sulla maglia della centrale salentina ci sarà un’equazione di secondo grado.

In casa Palafiom stanno tutte bene, tranne Rossella. Corrono voci circa presunti sviluppi sentimentali riguardanti una Under 18 ed un familiare del presidente.

L’eroica Alessandra Passaro continua a seguire la squadra nonostante un pancione di otto mesi e mezzo. Il parto è previsto alle 18.35 del 16 febbraio, durante il secondo set di Palafiom-Manoppello, sempre qui al Maria Pia. La cittadinanza è invitata.

Due assenze inquietanti in gradinata: gli ultras con il tamburo e l’anima divisa in due del dottor Formoso. Sarà andato a fare qualche visita domiciliare a Massafra in vista della trasferta di domenica...

Gli arbitri di questa sera sono Pizzolato e Notarnicola. Sono sensibili al problema degli infortuni sul lavoro e difatti impongono la copertura degli attrezzi ginnici con i materassi.

Palafiom con Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto e aiuto-d.j., Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. In panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.

Salerno con Anna Maio adattata al ruolo di palleggiatrice, Antonella Cataldo opposto, Gisela Scialacomo e Andreia De Almeida laterali, Silvia Renna e Valentina Borrelli centrali, Marianna Granozio libero. In panchina: Sara Bignardi e Rosanna Barone.

Primo set

Dopo un affascinante secondo tocco di Alessandra, c’è la prima fuga delle ospiti, agevolata da un pallonetto della Scialacomo, due errori consecutivi di Simona-di-metallo, una diagonale al fulmicotone della Cataldo ed attacchi di Renna e Borrelli. Si va al primo time-out tecnico sul 2-8 e non è proprio un buon inizio. Pazienza, l’importante è avere le mozzarelle...

Clara scuote la squadra, ma in attacco continuiamo a spedire palloni fuori misura. Non è una Palafiom disastrosa; le ragazze stanno giocando. E’ che sono un po’ imprecise (un servizio sulla rete e cinque tiri fuori).

Il muro così prezioso a Napoli e a Lanciano prende forma anche al Maria Pia (7-10) e Michela ribatte ai colpi di Gisela e di Silvia (9-12).

Che ragazze d’oro.

Primo punto di Simona, ma la brasiliana De Almeida va a segno per due volte. Mucci tira in direzione della telecamera, che questa sera attirerà pallonate come api sul miele.

Sul 10-16 finalmente arrivano gli ultras con il tamburo rossoblù. Con loro la partita cambierà volto e già adesso è tutta un’altra atmosfera: solito sostegno encomiabile e senza pause, però, ‘uagnù, nu picche d’ puntualità...!

C’è anche Gianni Cataldino, fratello minore di Antonella Cataldo.

Primo tempo di Clara, pallonetto di Valentina Borrelli, fast di Clara e tiro millimetrico di Michela (13-17). Simona Mereu sta difendendo molto bene e la Palafiom si avvicina ancora grazie ad un pallonetto di Clara (15-17).

Michela trova un bel lungolinea e Alessandra schiaccia un pallone che vaga al centro della rete (16-18). Replica Gisela, a segno da posto quattro e dalla zona di battuta (16-20).

La Palafiom recupera altri punti con le proprie laterali (20-21), ma l’occasione per pareggiare si infrange sulla rete. Le ospiti ci vengono incontro con un errore in battuta, un’invasione ed un attacco che non supera il nastro. E’ il sorpasso: 23-22.

La Palafiom commette il quinto errore in battuta (23-23) e Marcello non la prende molto bene. Peraltro, dopo aver messo giù un primo tempo, Valentina Borrelli serve in modo molto insidioso, ma riusciamo a difendere ed a servire a Simona-di-metallo il pallone del 25-24. Emozioni!

Entra Ivana e il lungo scambio che fa seguito al suo servizio finisce con un tiro fuori di Michela (25-25), che tuttavia si fa perdonare con una diagonale meravigliosa (26-25).

Salerno si affida alla propria argentina magica, ma la Palafiom riesce a difenderla per due volte e il terzo tentativo va a lato. E’ il punto che vale il set (27-25) e la speranza che la serie positiva possa essere allungata.

Secondo set

Alla Cataldo e alla Scialacomo tenta di replicare Michela, ma i soliti errori favoriscono la fuga delle ospiti (6-9). L’Autoluna alza il muro, ma commette errori a sua volta e il parziale resta in equilibrio (9-10).

Pareggio Palafiom con Simona Mucci, ma in questa fase bisogna fare i conti con una De Almeida particolarmente efficace. Quando trova le mani a muro di Sonia, il nostro opposto esprime un concetto che non bisognerebbe far ascoltare ai bambini.

Non è una fase piacevole dell’incontro; si susseguono errori da entrambe le parti.

Ivana rileva Simona, Ale ripropone un secondo tocco, Clara passa dal centro e il muro rossoblù blocca un attacco di Gisela. E’ il sorpasso della Palafiom (15-14). Michela corregge un pallone non facile e le tarantine raddoppiano il vantaggio (16-14).

E’ immediata la reazione delle ospiti (16-17), ma la Palafiom passa nuovamente avanti (19-18). Che testa a testa!

Pareggio di Gisela e tiro lungo di Sonia, sostituita da Silvietta (19-20). Il posto due, comunque, viene occupato con successo da Michela e siamo ancora in parità (20-20).

Alla De Almeida e alla Borrelli replica Ivana, che schiaccia finalmente come ai vecchi tempi adesso che la spalla l’accompagna (21-22). Un lungo e intenso scambio viene compromesso da una doppia della Maio ed è nuovamente pareggio (22-22)!

Bisogna dire, comunque, che questa ragazza si è adattata alla perfezione al nuovo ruolo di palleggiatrice. Sembra che ci sia nata.

Ora che il pallone brucia, il Salerno punta sulla De Almeida e viene ripagato dato che la brasiliana scaglia un ordigno che viene deviato fuori dal muro rossoblù (22-23). La Palafiom può attaccare, ma spreca per imprecisione l’ennesima opportunità; in compenso, Silvietta tiene viva la partita ed entra nello score della serata (23-24).

Potremmo pareggiare dopo essere riusciti a fare la cosa più difficile (contenere la De Almeida), ma purtroppo s’inceppa l’intesa Ale-Clara, così proficua nel primo parziale, e il secondo set-point è quello che vale il riequilibrio dell’incontro (23-25).

Terzo set

Nell’intervallo, nonostante le emozioni e l’incertezza dei primi due set, una delle due riserve salernitane si concede un robusto sbadiglio. Con la mano davanti. Questa è una squadra di persone educate.

Il turno in battuta della De Almeida è particolarmente virtuoso (1-5), ma anche la Borrelli forza un servizio e trova due aces consecutivi (3-8).

Nel time-out tecnico coach Marcello suona la sveglia e la Palafiom dà soddisfazione al mago di via Golfo di Taranto: Mucci, Michela e ancora Michela, dopo che il muro campano aveva bloccato per una decina di volte gli attacchi della nostra schiacciatrice (6-8). Di nuovo Michela, aiutata dal nastro, e siamo a ridosso del Salerno!

Le ospiti spengono il break rossoblù con un muro a due Renna-Cataldo. I muri a due, se non si è in buona posizione, pongono spesso un dubbio sull’assegnazione del punto. Lo attribuisco a Silvia, che ci ha portato le mozzarelle, oppure ad Antonella, che ha socializzato le paste leccesi? Tenuto conto che le paste leccesi le ha portate la famiglia di Silvia, il punto lo attribuisco alla centrale.

E’ così che faccio gli scout; è bene che i giornalisti a cui mando i tabellini lo sappiano...

Duello fra centrali (Clara-Silvia), mani-fuori di Michela ed ace di Alessandra, grazie ad una ricezione difettosa della Granozio. Il libero campano è innocente; aveva la visuale coperta dai riccioli della De Almeida. Parità (10-10)!

Salerno ritorna in vantaggio, ma Sonia si sblocca e va a segno da posto quattro; il rimbalzo colpisce Priscilla (11-13).

Mentre scrivo delle annotazioni anch’io vengo colpito in volto da una pallonata. Riprendo subito a scrivere e in questo modo non mi accorgo di nulla. Cioè, mi accorgo – eccome - della pallonata, ma non di chi e come me l’abbia tirata e delle conseguenze che seguiranno. Infatti, quando poi solleverò lo sguardo verso il tabellone, non mi troverò più con il punteggio. Valentina – penserò - avrà fatto qualche imbroglio pro-Palafiom con il tabellone elettronico...

Verrò a sapere, a fine partita, che la pallonata era stata provocata da un tiro di piede della De Almeida e che il gesto di stizza istintivo era stato sanzionato con il cartellino giallo.

Ho contribuito alla causa della Palafiom! Un punto per merito mio!

Devo dire che questi brasiliani con i piedi sono veramente eccezionali: fanno centro anche quando non mirano; è stato più forte di lei...

Spero solo che non ci siano conseguenze sul piano disciplinare. Chiedo al giudice unico di usare clemenza e – se serve – attesto, in qualità di parte lesa nel procedimento a carico di Silva De Almeida Andreia, che la pallonata è stata involontaria, non mi sono fatto niente, la giocatrice ha spontaneamente chiesto scusa e probabilmente mi trovavo pure in un punto dove non avrei dovuto trovarmi. Grazie, vostro onore.

Tornando al terzo set, la De Almeida sta continuando a provocare danni nella nostra difesa; un suo lungolinea incrementa il vantaggio (11-15). Controffensiva Palafiom: Silvia, Simona-di-metallo e Clara. Doppia della Maio e le tarantine passano in vantaggio (16-15).

La Cataldo e la Renna non ci stanno e la Scialacomo avvicina l’Autoluna alla meta (17-19). Dentro il lungolinea dell’argentina; fuori quello di Simona, un po’ opaca questa sera (18-21). Il martello di metallo viene sostituito da Ivana e forse Salerno ci vuole veramente regalare il set ricambiando la cortesia rossoblù nell’incontro di andata: errore in battuta e malinteso tra Gisela e la Granozio con il pallone che atterra lemme lemme tra le due giocatrici (20-21). Si può fare!

Fast della Renna e ace della Scialacomo (20-23). Si potrebbe sempre fare, ma ora è un po’ più difficile.

Michela va giù di potenza da posto quattro e Salerno tira lungo (22-23); coach Castillo chiama il time-out. Silvia Renna ci riprova e questa volta realizza un punto fondamentale. L’ultimo attacco è della De Almeida; la difesa rossoblù riesce solo a toccare la palla, ma il set è dell’Autoluna (22-25).

Quarto set

Vantaggio campano con le laterali sudamericane (2-4), ma Michela, Ale e Sonia impediscono che le ospiti prendano il volo anche in avvio di questo parziale (6-5). Grande Michela da posto due e in battuta (9-6).

Rimonta salernitana e quarto ace di Valentina Borrelli (10-10). Altra brava ragazza. Io, quando mi dicono di portare i saluti a qualcuno, al 90% me ne scordo; lei si è ricordata (grazie, Sasà; ricambio).

Le due squadre restano appaiate sino al 13-14, poi Alessandra va in battuta e per la Palafiom si apre la fase più bella dell’incontro con uno straordinario break di ben undici punti.

Ed anche il pubblico del Maria Pia può deliziarsi con i muri che erano risultati così preziosi in Abruzzo e in Campania.

Questa è la successione della cavalcata rossoblù, che merita di essere ricordata punto per punto: primo tempo di Silvia, muro a due Silvia-Sonia, ace di Alessandra, doppia delle ospiti, muro di Silvia, irregolarità fischiata al Salerno, ancora un muro della capitana, mani-fuori di Michela, ace di Ale, muro a uno di Silvia e muro a due Silvia-Sonia (24-14).

Palestra in estasi e dieci set-ball a disposizione.

Sprechiamo i primi due con tiri fuori misura, ma poi sbaglia l’attacco anche la squadra ospite (25-16), che ha fretta di riunirsi in panchina per riprendersi dallo shock.

L’arbitro, però, non ha dato il permesso e le giocatrici campane vengono richiamate sul parquet mentre le tarantine si scambiano vicendevoli e meritate congratulazioni. Quante formalità in questo sport. Ritrovato l’ordine sul parquet, si può andare in panchina per la pausa.

Tie-break

Perché una squadra deve per forza vincere? E’ tanto bello il pareggio: 2-2 e siamo tutti contenti.

Niente da fare; si torna sul parquet.

Muro a cappuccio della Borrelli e bel primo tempo di Clara. Un po’ in ombra nella prima fase della partita, Antonella Cataldo, nel momento decisivo del match, decide che bisogna concedere al pubblico del Maria Pia un saggio del proprio talento. Ne avremmo fatto volentieri a meno; ci fidiamo sulla parola...

Prima di un ace (3-5), l’opposto salernitano trova un buco nel nostro schieramento difensivo. Marcello mostra segni di insofferenza e guarda brutto una giocatrice con la maglia di colore diverso dalle altre.

Ora tocca alla Scialacomo: mani-fuori e bomba che centra in pieno Simona-peperoncino. Mary applica una museruola al coach per evitare che sbrani il nostro libero. Tie-break a parte, comunque, la piccina ha difeso bene.

Entra Rossella e Michela interrompe la serie positiva del Salerno.

La Palafiom chiede una verifica delle posizioni in campo. C’è un po’ di agitazione sul parquet; i secondi scorrono lenti, il panico aumenta, ma è tutto in ordine. Si può ricominciare. Anche se sarebbe stato meglio di no.

Silvia Renna schiaccia su Michela, che, atterrando, può solo ribattere sull’asticella; poi la centrale campana mura su Sonia (4-9).

In realtà, la centrale è originaria di Campi Salentina, il paese dei semafori. Per bypassarlo e procedere verso Lecce c’è una specie di semicirconvallazione con un semaforo ogni cento metri (recentemente un paio di semafori sono stati sostituiti da rondò). Io sono convinto che ci sia una scorciatoia per evitare i semafori ed attraversare il paese in un minuto. Sarà il prossimo grande quesito dell’umanità.

Entra Ivana per Michela, ma si becca un energico servizio di Gisela (4-10).

Salerno fa un po’ di confusione in difesa (5-10), ma si riprende rapidamente: diagonale De Almeida, ace Renna e punto Cataldo (5-13).

La Palafiom è in tilt. Peccato, non sono riuscite a tenere per tutta la partita il ritmo delle ultime prestazioni. E’ un errore ospite che ci permette di restare in vita, ma dopo l’undicesima battuta sbagliata dalle nostre, il match-point lo firma Antonella Cataldo (6-15).

Come cantava Fred Buscaglione nella celebre “Guarda che Autoluna”:

Resta soltanto tutto il rimpianto

perché ho peccato nel desiderarti tanto,

ora son solo a ricordare e vorrei poterti dire

guarda che Autoluna, guarda che mare.

Peccato che al Maria Pia non si riesca a vincere dal 10 novembre scorso; chiediamo alla FIPAV di giocare sempre in trasferta.

In ogni caso, ci resta un punto e ci restano tante ottime mozzarelle di bufala, che il coach, Alfredo ed io ci dividiamo al Palafiom con il bilancino e lontano da occhi indiscreti, come se fossimo spacciatori. E le mozzarelle sono proprio buone; meglio del Rolex.

Tra un saluto e l’altro (un abbraccio a Rossana) e dopo il tributo delle atlete rossoblù al caloroso pubblico dei tamburellisti, compare anche un vassoio di paste leccesi.

Ma che ragazze d’oro queste giocatrici del Salerno. Grazie ancora.

Altri risultati: Valenzano-Manoppello 3-1, Aversa-Trani 0-3, Scafati-Potenza 1-3, Lanciano-Ester Napoli 3-1, Ostuni-Manfredonia 3-2, Orion Napoli-Massafra 3-0.

Classifica: Valenzano 41, Orion Napoli 38, Trani 37, Potenza 29, Lanciano 27, Salerno 24, Manoppello 22, Scafati 19, PALAFIOM 17, Ostuni 16, Manfredonia e Massafra 14, Ester Napoli 12, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Niente da fare: è un dominio campano. Avanzano, entrambe per offese nei confronti degli arbitri, il Centro Ester (120) e il Salerno (80), che sfruttano così le due trasferte consecutive dello Scafati. Soltanto l’Orion è ancora ferma a zero euro.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Urbino 2-3, Marcella-San Mastella del Sannio 3-0.

Prossimo turno: Potenza-PALAFIOM, domenica 10 febbraio, ore 18.00 – prossimo turno casalingo: PALAFIOM-Manoppello, sabato 16 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.

   Mi sia concessa una piccola finestra sulla serie C. L’anno scorso, di questi tempi, il Torre Santa Susanna decideva di ritirarsi dopo aver concluso il girone d’andata a zero punti (incasinando classifiche e campionato). Non giudico male perché effettivamente proseguire non doveva essere facile sul piano emotivo. Quest’anno a zero punti c’è l’Olimpius Casarano. C’era. Sabato, infatti, Cutaia & compagne hanno vinto a Monopoli sbloccando finalmente la classifica. Continuare a giocare dopo quattordici sconfitte consecutive diventa una sfida per migliorare se stessi, senza guardare la classifica, ed anche una sola vittoria, magari all’ultima giornata, in questi casi ha il valore di una coppa dei campioni. Questo è sport; non i titoli. A Casarano l’hanno capito, hanno stretto i denti, la vittoria è arrivata e i complimenti di questo blog sono un tributo piccolo ma doveroso. Senza contare che la classifica si può comunque guardare tranquillamente visto che i play-out sono ad appena sei punti.

 

NOTE:

La foto della chiesa matrice di Casarano è tratta da http://it.wikipedia.org.

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Nostradamus l'aveva previsto

di skanderbeg69 (31/01/2008 - 13:59)

   La Palafiom vince a Lanciano e a Napoli, ma per qualcuno non è stata una sorpresa.

Il professor Arrigo Mantovani, uno dei più autorevoli studiosi delle profezie di Nostradamus, spiega al nostro blog:

“Le centurie del medico e alchimista francese sono un’intricata matassa, senza un ordine cronologico, la cui interpretazione è densa di insidie. Ma, nel caso delle recenti vittorie della Palafiom, direi che le profezie sono fin troppo chiare ed eloquenti.”

Il riferimento è soprattutto ad alcuni versi della quarta centuria, effettivamente impressionanti se riletti alla luce dei fatti:

 

Come briganti di malavitosa razza

saliranno su due carri eroiche combattenti,

svetterà al centro giovanissima ragazza

che in terra di lupi menerà fendenti.

 

Ella sposerà principe di Francia

e renderà perpetuo patto del Castellino;

tutte di liquido al malto riempiran la pancia

non avendo in bisaccia acqua, chinotto o vino.

 

Crollerà in quel tempo la guardia dei sigilli

trascinando seco grossa Mortadella,

ma furie rosse e blù scanseranno lapilli

del gran vulcano che guarda cittadella.

 

Marte armerà la mano del Bisonte

sotto i cui dardi Ester cederà,

festa sarà dall’uno all’altro ponte,

capa di generale più lucente brillerà.

 

Vogliamo leggere le tre quartine successive o le lascio in una busta chiusa da aprire fra tre settimane? Se volete, sono già pronte.

 

Esotiche guerriere di un altro continente

(...)


NOTE:
La foto di Nostradamus è tratta da http://fr.wikipedia.org.

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Silvia e Gisela, portateci le mozzarelle!

di skanderbeg69 (29/01/2008 - 12:19)

Il bello del girone di ritorno, soprattutto per i neofiti, è che adesso le partite sono anche una rimpatriata.

In secondo luogo potrò lasciare in pace il coach alla vigilia degli incontri non essendoci più la necessità di un suo autorevole parere sulle giocatrici avversarie più pericolose da citare nel comunicato per la stampa.

Archiviata la trasferta napoletana, sabato prossimo rivedremo l’Autoluna Nissan Salerno, nostra ospite al Maria Pia.

Nella partita di andata noi siamo stati gentili. Abbiamo offerto un passaggio a Silvia Renna e a Gisela Scialacomo, abbiamo fatto diventare quest’ultima presidente dell’Argentina sul blog, le nostre ragazze hanno indossato l’elegante abito scuro solo per quella partita e soprattutto abbiamo regalato il secondo set. Sì, abbiamo anche dato un colpo di martello (ricettore) sulla gamba di Rossana, ma è stato involontario.

Ora, non dico che le salernitane ci debbano regalare un set a loro volta perché sarebbe antisportivo (però – come dicono i posteggiatori abusivi di Taranto – “a piacere vostro...”; noi i regali non respingiamo mai), ma da Silvia e Gisela sarebbe gradito almeno un sacchetto di mozzarelle di bufala campana.

   Come quello che non siamo riusciti a fregare sul pullman.

Ci sono tanti caseifici invitanti vicino al Palavestuti...

Beh, io l’ho detto. Se poi, per vendetta, sbaglierò di proposito a pronunciare il nome della Scialacomo durante lo starting-six (e le possibilità sono tante: Gisella, Ghisela, Gisela...), non dite che non vi ho avvisate.

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