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Letterina a Babbo Natale

di skanderbeg69 (25/12/2007 - 12:54)

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:

 

1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).

2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.

3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.

4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.

5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).

6) Désirée che realizza un punto anche in B2.

7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.

8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).

9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?

10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."

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Nostalgia canaglia

di skanderbeg69 (09/10/2007 - 15:36)

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.

    Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.

Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.

In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.

A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.

    Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.

Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Rubato il computer del Putignano

di skanderbeg69 (30/03/2007 - 23:55)

Dopo un avvio di stagione un po’ stentato, il Putignano si è rivelato squadra rivelazione, oltre che matricola terribile, di questo girone. Tra le vittime eccellenti dell’unica squadra barese di questo raggruppamento: Ugento, Palafiom (ahimé) e San Pietro Vernotico.

Oltre al buon tasso tecnico della squadra e all’organizzazione societaria, il segreto dell’ottimo rendimento sta probabilmente in quel famoso computer portatile che il Putignano porta con sé ad ogni partita, trasferte comprese.

   La scorsa notte quel computer è stato trafugato. Forzando la finestra della segreteria, un ladro ha asportato il portatile con tutti gli scout diligentemente annotati nel corso di questa stagione dall’incaricata. Ma il malvivente ha commesso un grave errore smarrendo sul posto una trombetta.

Nell’arco di poche ore gli inquirenti sono risaliti all’autore del furto che, messo di fronte all’evidenza, ha confessato: “Volevo rubare i segreti informatici del Putignano per rivenderli alla Tempesta in vista della partita di sabato (Putignano-Tempesta appunto). Le nostre concittadine sono in grosse difficoltà; volevo aiutarle...”

Ma cosa c’era scritto nei P-files putignanesi?

Il blog è riuscito a stampare alcuni fogli e sorprendentemente non c’è molto rigore nelle analisi statistiche. Le rilevazioni dell’addetta richiamano piuttosto a una specie di Diario di Bridget Jones.


        “Primo set. Ace Frascati. Ancora un ace. Terzo ace su tre battute. Mo’, meno male che non c’è l’antidoping. Muro Abbracciavento, due difese efficienti, Punto subìto. Che palle, sempre le stesse cose.

Ricezione perfetta, attacco fuori Giotta. Uffa, pure io voglio giocare; non si potrebbe fare a turno?

Servizio sbagliato. Vabbè, poverina, è appena stata lasciata dal fidanzato; bisogna capirla. Ricezione buona, attacco efficiente Impedovo, muro Giotta. In attacco abbiamo già il 75%. Servizio Campanella, quelle difendono (positiva o perfetta? Mah, mettiamo positiva), noi attacchiamo (chi era? Mi è sfuggita), quelle murano, noi difendiamo, aiuto, giocano troppo velocemente, adesso metto numeri a casaccio tanto chi vuoi che se accorga?

Frascati gioca il quinto pallone (efficienza 80%). Ma guarda l’arbitro che panza che tiene. Ops... ho ricevuto un sms. Al prossimo time-out rispondo. Anzi, rispondo adesso e intanto metto altri numeri a occhio. Ecco fatto. Quanto stiamo? Ricezione, attacco, muro, difesa... Intanto vediamo se ho ricevuto email. Ehi, quel tifoso mi sta guardando. Sarò pettinata bene? Dov’è lo specchietto?

Oddio, si avvicina il coach...! Vorrà la prima stampa. Presto: altre cinque/sei percentuali a casaccio! Frascati, Abbracciavento, Laricchiuta, ecco fatto. Ora stampo. Prego, coach.

Mo’, quel tifoso mi sta ancora guardando! Veramente mi sta guardando pure quella giocatrice avversaria; che cavolo vuole? Non ha mai visto un computer? O tenta di fare terrorismo psicologico come la Truciolina della Palafiom? Attacco buono, difesa perfetta, muro... Che palle. Se non se ne accorge nessuno, ora è il momento dei tarallini...”

 

NOTE:

I volti dell’assistent coach e dell’addetta alle statistiche nell’ultima foto sono tratti da www.uisputignano.com.

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Lists, I make lists...

di skanderbeg69 (14/03/2007 - 06:45)

Lists, I make lists

of all the things that I need to fix,

of all the things that I’m not prepared for,

of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.

Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.

 

STRUTTURE D’ECCELLENZA


1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).

2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).

3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).

 

TENSOSTRUTTURE BUONE

 

4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)

5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)

 

STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE

 

6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)

7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)

8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)

 

STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE

 

9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)

10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)

11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)

 

SOTTO LA SUFFICIENZA

 

12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)

13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)

14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)

15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)

16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

 

NOTE:

(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.

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All Star Team

di skanderbeg69 (02/03/2007 - 06:51)

    Facciamo anche un bilancio sulle “risorse umane”. Ho chiesto a coach Marcello di individuare l’All Star Team di questo girone, il sestetto ideale. Sono ovviamente escluse le ragazze della Palafiom e si tratta di un semplice giochino. Fatte queste doverose premesse, Marcello vede bene Spano (Tuglie, foto a destra) in regia, Tomaselli (Oria) opposto, Corvino (San Pietro Vernotico) e Albino (Ceglie) laterali con la Liace (Oria) quale valida alternativa della Albino, De Nicola (San Pietro Vernotico, foto a sinistra) e Giotta (Putignano) centrali – in subordine Abbracciavento (Putignano) -, Natali (Tempesta) libero.

Coach si riserva, comunque, di riproporre l’All Star Team al termine del campionato.

La mia formazione ideale (sempre escludendo le nostre atlete) è: Marcianò (Tempesta) palleggiatrice, Calò (Tuglie) e Dimastrodonato (San Pietro Vernotico) laterali, Cutaia (Lecce) e De Bonis (San Pietro Vernotico, foto sotto) centrali, De Mitri (Oria) da qualche parte, Rampino (Lecce) maestra yoga.

    Probabilmente vincerebbe il sestetto di Marcello, ma i tifosi (maschi) della mia squadra uscirebbero comunque dalla palestra soddisfatti...

A parte gli scherzi, tendo ad essere d’accordo col coach, anche se vedrei la Abbracciavento titolare e come liberi mi sono piaciute la Sanasi (Nardò) e la Romano (Tuglie), che sabato a Lecce non ha fatto cadere a terra neanche i gioppini. Nel mio caso, però, va fatta una terza premessa e cioè che io di pallavolo non è che capisca molto. A stento il coach sta riuscendo a farmi capire i ruoli.

E’ in fase di costruzione il sestetto delle giocatrici più urtac...o, ma quello non possiamo pubblicarlo; magari lo facciamo girare via email. I contributi delle giocatrici della Palafiom sono benvenuti. Io ho già un nome che proprio mi esce con impeto.

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Putignano-Palafiom Taranto 3-2

di skanderbeg69 (04/02/2007 - 19:06)

Sabato 3 febbraio 2007, ore 19.00.

La partita dell’emergenza. A parte Ivana, Simona e Rossella, registriamo l’indisponibilità di Valentina (febbre), di Sonia (stiramento) e di Désirée (ginocchio gonfio). Queste ultime due, al pari di Rossella, partecipano comunque alla trasferta, ma è solo per aumentare i millesimi necessari al raggiungimento del quorum. Michela è recuperata, ma non si è allenata e non ha potuto mangiare il brodino perché i suoi guai fisici attengono all’apparato intestinale (Marcello, proprio su questo blog, si era elegantemente limitato a dire che la schiacciatrice era out, senza scendere nei particolari). Una piccola soddisfazione per Michela è il raggiungimento del record mondiale di permanenza in bagno: due giorni consecutivi.

La soluzione per coprire il sesto posto in campo era la numero sette: arriva Renata da Roma, ma neanche lei si è allenata adeguatamente.

Anche tra i tifosi ci sono defezioni: il signor Moro è impegnato e questa, sul piano scaramantico, sarà un’assenza pesante.

Mentre Michela strappa un’altra pagina dallo stradario di Clara per analizzare il tragitto da Massafra a Putignano (il passaggio da Massafra avrà un’infausta conseguenza sull’esito della partita...) e fa un po’ di confusione tra destra e sinistra (ma non importa; anche Gianni Florido ogni tanto ha lo stesso problema), Marcello affronta ben altre difficoltà.

 In un film del 1994, Speed, Keanu Reeves si ritrova a guidare un autobus su cui è stato innestato un congegno esplosivo: scendendo sotto una velocità di 50 miglia all’ora, il mezzo esploderebbe. Beh, più o meno la stessa cosa capita a Marcello, con l’unica differenza che Keanu Reeves ha i capelli neri.

Ignaro delle emozioni che si stanno vivendo sulla Opel del coach, faccio un giretto per le vie del centro di Putignano, pronta ad ospitare domenica la prima sfilata dei carri di questo carnevale. Visito la Chiesa Madre. In una cappella ci sono tre quadri di tale Andrea Miglionico: Moltiplicazione dei pani, Caduta della manna e Passaggio del Mar Rosso.

Primo set.

Si gioca. Alessandra è in regia, Silvietta opposto, Michela e Renata di banda, Silvia e Clara centrali, Roberta libero, il signor Mastandrea mi raggiunge sugli spalti.

A proposito, questo palazzetto mi piace e la distanza dal parquet è perfetta per le fotografie (peccato che lo scopro soltanto a casa dopo aver scaricato le immagini nel computer). In più la società distribuisce al pubblico il bollettino VolleyUispMania. Complimenti all’addetto stampa Annalisa Convertini.

Il Putignano, rispetto all’avvio del girone d’andata, è notevolmente cresciuto; sarebbe stato meglio affrontarlo con la squadra A. Ma abbiamo fiducia.

Le ragazze baresi partono bene (1-4), ma la Palafiom ha un break di sei punti, grazie anche a un muro, a un primo tempo di Silvia e ad una bella diagonale di Silvietta che finisce nell’angolino (7-4). Ricordo che convenzionalmente indico sempre prima i punti della Palafiom anche se giochiamo in trasferta. Renata offre il proprio contributo alla causa (11-6) e stiamo difendendo bene.

Ma Putignano reagisce e si riporta a ridosso delle tarantine (11-10). Addirittura effettuano il sorpasso quando Silvietta manda un pallone di poco fuori (11-12). Muro di Silvia e duplice attacco di Renata (15-12). E’ lei l’emblema del quadro della Chiesa Madre: la Moltiplicazione delle giocatrici...

Michela tiene avanti la Palafiom (17-16), poi Putignano ci regala una doppia (20-19). E’ una tradizione locale, ma, rispetto all’incontro di andata, la palleggiatrice è diventata più attenta.

Le azzurre difendono bene e possono attaccare con Renata, poi Putignano realizza un punto con un mani-fuori, ma spreca un secondo attacco spedendo il pallone fuori (22-20). Ace al momento giusto di Silvia, che sta giocando un parziale eccellente (23-20), replica del Putignano, ma prima Renata e poi Clara, con un pallonetto intelligente, chiudono il set (25-21).

Meglio di così non poteva andare. Diamone notizia alla famiglia Moro.

Secondo set.

La Palafiom adesso sembra l’automobile di Marcello: non scende sotto una certa velocità. Michela, liberatasi dei... pesi che l’hanno zavorrata in settimana, si libra come un falco sulla difesa avversaria. Renata e Clara fanno il resto: 6-0.

Putignano è una buona squadra, ma se soffre la difesa non riesce ad attaccare. Dopo il time-out, le baresi danno cenni di ripresa (7-4).

Renata mette la palla a terra e poi fa invasione (10-7), punto di Clara, buona difesa di Roberta ma Michela viene murata: il vantaggio si sta dissolvendo (12-10). Il nostro martello scova un varco nella difesa putignanese, poi colpisce di forza e realizza un punto anche Renata dopo un salvataggio difensivo di Silvietta (16-12).
    Putignano sbaglia l’ennesimo servizio (17-13) in una fase delicata del set. Ecco, questa è la Caduta della manna...

Muro di Silvietta e secondo time-out Putignano. Questa volta l’interruzione serve a poco. Renata colpisce duro (20-13) e le diverse soluzioni offensive stanno facendo esaurire il libero barese, chiamata a fare gli straordinari.

Primo tempo di Clara (22-15), muro su Renata, che riesce comunque a passare subito dopo (23-17). Putignano non si è arresa, anzi adesso difende bene e sfrutta qualche errore di valutazione delle nostre retrovie (23-21). Il set si è riaperto, ma arriva un regalo delle atlete baresi: una doppia pesante, che spiana la strada al secondo successo parziale della Palafiom (25-21).

Terzo set.

Beh, la moltiplicazione delle giocatrici c’è stata, un po’ di manna dal cielo pure; adesso bisogna attraversare il Mar Rosso: vincere l’ultimo set lasciando che le acque del mare si richiudano alle nostre spalle per separarci definitivamente dal Putignano.

Si inizia con un fallo di posizione. Michela e Renata continuano ad attaccare (5-5), ma adesso in fase offensiva commettiamo qualche errore di troppo (6-8) e il muro è un fondamentale che regala soddisfazioni al Putignano (7-11), contrariamente al servizio (11-13). Silvietta spedisce un pallone dove la difesa locale non può arrivare (12-14), ma le baresi stanno migliorando le proprie percentuali offensive e prendono il largo (13-17).

A proposito di percentuali, il Putignano è la squadra tecnologicamente più evoluta del campionato: a parte il bollettino, a parte l’allenatore con gli auricolari, c’è anche un’addetta che annota gli scout in tempo reale su un computer. E periodicamente aggiorna il coach. La Palafiom corre ai ripari spedendo Désirée nei pressi del computer allo scopo di guardare brutto l’addetta alle statistiche.

Stiamo sbagliando troppo, ma d’altra parte la stanchezza inizia ad insidiare chi non ha avuto la possibilità di allenarsi a dovere. Anzi, Michela e Renata, che segna il punto del 14-18, meritano una medaglia al valore.

Altro fallo di posizione (16-21) e reazione di Silvia che schiaccia un primo tempo (18-21). A questo punto sale in cattedra Angela Abbracciavento, che mette a terra due punti d’oro, compresa una bella diagonale (18-23). Michela non si arrende (19-24), ma poi il nostro muro non riesce a spedire il pallone dall’altra parte e un attacco di Michela termina di poco fuori (19-25). Di poco dentro, secondo coach Marcello.

Quarto set.

Putignano ha ritrovato coraggio ed anche il pubblico si sta riscaldando. Purtroppo tra i tifosi c’è anche qualche maleducato che prende di punta alcune azzurre.

 Il set sembra equilibrato. La Abbracciavento non si ferma più, ma anche Michela, su cui le provocazioni del pubblico hanno un effetto incentivante, gioca ad alti livelli. Siamo 6-6. Renata tira sul nastro (6-8), ma anche alla Frascati non riesce il pallonetto. Michela tiene in corsa la squadra, mentre Boom Boom Spaccalegna è in fase discendente.

Guizzo di Putignano (12-15), ma Silvia, Renata ed una doppia delle locali ristabiliscono la parità (16-16). Confusione nella nostra difesa e doppio attacco di Michela, sulle cui spalle si sta adesso reggendo tutto l’attacco della Palafiom (20-19). Adesso è un testa e testa: sorpasso del Putignano (20-21), primo tempo di Silvia, bomba di Michela (22-21), muro fuori della Palafiom e mani fuori cercato da Michela (23-22).

Renata offre alle azzurre un primo match-point (24-23), ma la numero 11 del Putignano l’annulla. Primo tempo di Clara e secondo match-point per Taranto (25-24). Silvietta è in battuta; le sue mani non tremano, ma purtroppo non tremano neanche quelle dell’Abbracciavento quando butta giù un primo tempo imprendibile.

Terzo match-point per la Palafiom (26-25), ma Clara viene murata.

Ace dell’Abbracciavento con un pallone flottante che sorprende la nostra difesa e primo set-point per Putignano (26-27). Lo annulla Michela (27-27).

Ragazzi, quante emozioni! La febbre di Valentina, che segue da casa l’evolversi del match, è salita a 43,5.

Punto Putignano e risposta di Michela che mira alle mani del muro avversario (28-28). Terzo set-point per Putignano ed è ancora Michela ad annullarlo! Non ho parole per definire la bravura e il carattere di questa ragazza.

    Attenzione: attacco di Silvietta che colpisce in volto Stella Frascati. L’impatto è talmente violento che la palla rimbalza sul soffitto. Purtroppo l’opposto putignanese è costretta alle cure mediche. E questo ci dispiace. Ma la Palafiom può giocarsi la quarta palla del match (30-29). E questo ci fa piacere. Diagonale della numero 11 da posto quattro (30-30), muro del Putignano (30-31) e nuovo attacco del martello locale (30-32).

Putignano ha vinto il quarto set facendo esplodere la gioia del palazzetto.

Peccato. Però è stato bello.

Tie-break.

Mani fuori del Putignano ed ennesimo fallo di posizione della Palafiom (0-2). Quando mai siamo incappati in questi errori? Ecco cosa succede a passare da Massafra...

Michela non ha perso la sua carica agonistica (1-2), ma adesso il Putignano sta difendendo bene. Noi no (1-4). Dev’essere colpa di quel maledetto computer. Désirée, fai qualcosa! Le occhiatacce non bastano; stacca proprio la spina!

Anche senza computer, Alessandra comprende che conviene puntare su Michela. Renata appare stanca e Silvietta non è stata brillante stasera. Troppa pressione; il suo talento è stato centellinato. Michela tira fuori (1-5), poi dentro, poi ancora dentro e poi viene murata (3-6). Le centrali ci sono. Primo tempo di Silvia (4-6) e due errori consecutivi del Putignano in attacco. Parità (6-6).

Rossella Campanella spezza l’assedio dei servizi efficaci di Michela, che stavano impedendo alle locali di attaccare decentemente, e si va al cambio campo sul 6-8 per Putignano.

Sussulto di Renata e muro perentorio di Clara. Sussultiamo anche noi, sebbene la terza bombola della trombetta stia esalando gli ultimi respiri.

Ancora un primo tempo di Clara (9-9) !

Ace di Silvietta (10-9) !!

Secondo tocco di Alessandra (11-9) !!!

Già normalmente i secondi tocchi mi esaltano, ma fatto in un momento così... Adesso scendo sul parquet e le do un bacetto davanti a tutti.

Putignano chiama il time-out; scommetto che adesso il coach barese leggerà le statistiche. Le atlete locali si riportano subito in parità sfruttando un mani fuori (11-11).

Poi succede qualcosa.

“Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire”. [1]

Tre servizi consecutivi del Putignano mettono in difficoltà la nostra ricezione. Sarà l’effetto. Saranno gli spifferi di vento che entrano nel palazzetto. Sarà il buco nell’ozono. Sarà colpa dell’11 settembre. Roberta, comunque, non c’entra niente, anche se, per sicurezza, al quarto servizio si precipitano sul pallone anche le atlete della panchina.

Punto di Clara (12-14), ma Putignano ha ancora due palle-match. La prima viene annullata su disposizione dell’arbitro per motivi che mi sfuggono. La seconda, ahimé, va a segno.

 

 Putignano ha vinto la partita, una bella partita bisogna dire, e la Palafiom torna a casa con un punticino. Contrariamente alla trasferta di San Giorgio-Pulsano, le attenuanti ci sono visto che abbiamo giocato in condizioni molto particolari. In ogni caso le ragazze hanno messo il cuore. Brave comunque. E complimenti al Putignano capace di rimontare dallo 0-2 al 3-2.

Sul piano della superstizione molte cose sono andate storte per la Palafiom, mentre il Putignano ha preferito puntare sulle certezze: una coccinella stampata sui pantaloncini non dev’essere stata priva di influssi. Coccinella e culo: due simboli di buona sorte. E allora ditelo... Mancava solo un quadrifoglio sulla chiappa destra.

Nonostante fosse la più beccata dal pubblico, Michela, che in passato ha giocato da queste parti, ha conservato anche tanti amici che a fine partita vanno a salutarla. Calorosamente. Troppo calorosamente. E’ un po’ di tempo che la nostra schiacciatrice, ovunque giochi, riceve proposte d’ingaggio. Speriamo solo d’ingaggio...

Fuori piove e grandina. Quando perde la Palafiom, gli dei della pallavolo scatenano sempre la furia degli elementi.

Vediamo i risultati. Chissà? Magari la Tempesta ci ha fatto un regalino.