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Finisce male anche l'avventura di Bonitta in Groenlandia

di skanderbeg69 (26/12/2008 - 17:26)

Dopo aver fatto retrocedere il Volley Cavriago in B1 e dopo l’improvvisa partenza da Martina Franca (“Abbandonare la nave che affonda è un comportamento scorretto” dichiarò in quella occasione Matej Cernic; “Troppo comodo fuggire di fronte alle difficoltà” aggiunse Luigi Mastrangelo), è terminato prematuramente anche il ritorno di Marco Bonitta su una panchina femminile.

In Puglia Bonitta aveva raccolto tre sconfitte in quattro partite; subito dopo le sue dimissioni, comunque, la squadra era andata a vincere sul parquet dei campioni d’Italia a Trento.

L’ex-allenatore della nazionale femminile qualche settimana dopo aveva accettato la prestigiosa proposta del Volley Nuuk, la pluridecorata formazione di serie A1 femminile della Groenlandia, una squadra composta interamente da pinguine.

L’approccio con la pallavolo polare, tuttavia, non è stato facile e qualche malumore ha subito preso a serpeggiare tra le forti pinguine della capitale groenlandese.

Bikki ed Hennje, le due fuoriclasse della squadra, hanno contestato le scelte del nuovo coach nonché il difficile dialogo con le atlete.

Bonitta, dal canto suo, ha denunciato l’intenzione della società di cedere a sua insaputa la capitana Pirilla e di tagliare del 50% i crostacei e i calamari di cui si nutre abitualmente Nelly dopo che la stessa si era infortunata al legamento crociato della pinna destra.

Nel frattempo i risultati non sono arrivati e il Volley Nuuk è precipitato in zona retrocessione.

E’ stata un’iniziativa dello spogliatoio a porre fine prematuramente al lavoro di Marco Bonitta in Groenlandia. Tutte le pinguine hanno infatti sottoscritto un documento, trasmesso in Federazione, con il quale chiedevano l’esonero del coach, inadatto a gestire il gruppo e protagonista di comportamenti offensivi, trasmessi peraltro in diretta su tutte le televisioni del circolo polare artico.

      “Durante la semifinale dell’ Igloo Grand Prix ci ha detto che siamo delle facce di merda” – ha poi precisato Bikki ai giornalisti.

L’ex-tecnico della Stamplast ha preso atto della situazione ed ha rassegnato le dimissioni: “Rinuncio all’incarico perché non ci sono più le condizioni per lavorare al meglio. E’ un ambiente bestiale e disumano caratterizzato da rapporti glaciali. Ora voglio tornare ad allenare nel Terzo Mondo, possibilmente in un contesto vegetale. Sono certo che le piante saranno più ricettive alle mie indicazioni tecniche e con loro saprò instaurare un dialogo più empatico e costruttivo.”

 

NOTE:

La foto di Marco Bonitta è tratta da www. siatkowka.com; quelle dei pinguini da http:// en.wikipedia.org e http:// da.wikipedia.org.

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Diamo un nome alla mascotte di Italia 2010

di skanderbeg69 (20/10/2008 - 22:16)

Ha un volto, ha un corpo, ma non ha ancora un nome. Parliamo della mascotte dei mondiali di pallavolo che saranno ospitati dal nostro Paese tra due anni.

Il nome possono sceglierlo gli appassionati votando sui siti www.volley2010.com e http://skanderblog.blog.dada.net.

Intanto, bisogna fare un plauso all’autore del pupazzo, la rondine con il numero 10, che ha un’aria simpatica ed ha l’aspetto di una vera mascotte.

Vent’anni fa le cose andarono diversamente.

      Molti di noi ricordano ancora con orrore quella cacata di mascotte imposta per i mondiali di calcio del 1990: un pallone sopra uno scheletro composto da cubi verdi, bianchi e rossi. Una sorta di cubo di Rubik decomposto. Una delle pagine più nere nella storia dello sport italiano. Un’autentica schifezza che non aveva precedenti e che per fortuna non avrebbe avuto eredi così obbrobriosi nelle edizioni successive.

Se la rondine dei mondiali di pallavolo è più carina, non altrettanto può dirsi per la rosa di nomi individuati dalla Federazione: Fly, Gamp, Italo, Mimmo e Volly. La solita angofilia da strapazzo (Fly, Gamp e un Volly che sembra volley scritto male...) e – come contrappeso sciovinista – un Italo che può piacere solo a Pino Rauti. A ‘sto punto, il nome migliore è Mimmo.

Ma Skanderblog vuole ampliare la scelta dei nomi e propone ai propri lettori una consultazione alternativa per trasmettere alla Federazione un nome più popolare. La rosa di nomi è doppia: ben dieci possibilità.

Intanto proporrei Cataldo, che è il patrono di Taranto e così diamo lustro alla nostra identità locale. Non ci azzecca niente con i mondiali di pallavolo; embé? Perché Mimmo ci azzecca qualcosa?

Attenzione: la rondine ha il numero 10, che in casa Palafiom-NAT recentemente è stato usato da Simona Mucci e da Alessandra Passaro. Poiché, però, mi pare che la rondine sia un maschietto (visti i nomi di Italo e Mimmo proposti dalla Federazione), serve un correttivo di genere. Potrebbe andar bene Simone-di-metallo, mentre Passaro può restare così com’è. O al massimo trasformarsi in Passero, che è sempre un uccello; ma è meglio Passaro.

Se si parla di uccelli, non possiamo non ricordare la grande Alessandra Piccione; credo che i suoi fans sarebbero ben lieti di poter votare il cognome della propria beniamina che pure calza bene per il volatile che funge da mascotte: Piccione. Non so se sarà d'accordo l’interessata, ma tanto in questi giorni non le funziona la connessione ad Internet e quindi ne approfitto.

      Se proprio vogliamo un nome maschile, invece di Italo e di Mimmo sarebbe meglio un nome che abbia la stessa radice del sostantivo uccello. Uccio, a mio avviso, unisce la zoologia con la pallavolo, se pensiamo all’ex-palleggiatore della Borgocanale, Uccio Lapacciana, che al suo esordio in A1 murò Andrea Giani.

Anche l’attuale allenatore della Prisma ha un nome originale ed è una persona simpatica che merita di essere onorata da una competizione internazionale come i mondiali del 2010: Radames può essere un’altra valida soluzione per la mascotte.

Qualcuno, però, potrebbe obiettare che i nomi individuati fino adesso non sono espressivi dell’identità italiana, ossia del Paese che ospita i mondiali.

Pensiamoci un po’. Per cosa siamo famosi nel mondo, a parte la pizza, la mafia e il mandolino?

Io direi che alcune caratteristiche nazionali sono la monnezza per le strade, l’obliterazione dei biglietti ferroviari, i volantini delle società finanziarie che infestano le nostre strade e l’impunità dei politici (garantita dai vari lodo Schifani, lodo Alfano, ecc.). Questi ultimi due fenomeni possono ben essere sintetizzati nei nomi Volantino e Lodo. Voglio far notare come Volantino si richiami al concetto di volo e quindi alla rondine.

Se la Federazione propone un astruso Gamp, perché non utilizzare un nome che, conservando una certa assonanza, è familiare a tutti gli addetti ai lavori anche se è un po’ burocratico? Camp 3! Facciamolo conoscere al mondo.

     Concludiamo con il personaggio istituzionale locale che, da presidente della Provincia, voleva candidarsi anche a sindaco di Taranto. Qualcuno per questo lo definì Imperatore (salvo poi appoggiarlo al ballottaggio...). Sicuramente non vorrà mancare anche a questa elezione e noi lo accontentiamo: Gianni Florido.

Allora, riepiloghiamo la rosa dei nomi che possiamo votare e proporre alla Federazione:

CATALDO

SIMONE-DI-METALLO

PASSARO

PICCIONE

UCCIO

RADAMES

LODO

VOLANTINO

CAMP 3

GIANNI FLORIDO

Signori, fate il vostro gioco ed esprimete la vostra preferenza!

Con le leggi elettorali antidemocratiche che i nostri parlamentari stanno adattando anche alle Europee, oltre che alle Politiche, sarà l’unica preferenza che potremo esprimere per chissà quanti decenni...

 

NOTE:

Le foto della mascotte è tratta da www.volley2010.com.

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Verso Turi, la terra del Mago

di skanderbeg69 (17/10/2008 - 14:53)

Mi sono sbagliato. Il Nojaturi, squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi, non gioca a Noicattaro, ma gioca (anche) a Turi. Alcune partite sono ospitate nella palestra Pertini di Turi, altre nel Palasport di Noicattaro.

Sabato prossimo il derby Nojaturi-Nati a Taranto per fortuna si giocherà a Turi. Non ho nulla contro Noicattaro, ci mancherebbe, ma sono contento – e lo scrissi in tempi non sospetti - di andare in pellegrinaggio nella terra delle ciliegie più buone del mondo nonché, soprattutto, città natale del mago Vincenzino Di Pinto, il grande coach che tanto ha dato alla pallavolo jonica.

Coach Marcello mi correggerà se sbaglio, ma in passato l’utilizzo del Palafiom da parte della Prisma di Di Pinto per le partite e soprattutto per gli allenamenti non è stato privo di spunti utili anche per la crescita della nostra Nati a Taranto, che all’epoca si chiamava ancora Palafiom.

Quando fu insignito del “Premio Turi 2006”, La Gazzetta del Mezzogiorno dedicò al coach pugliese un lungo e bell’articolo che qui riporto in alcune parti salienti:

 

Nella fascinosa cornice di Villa Menelao, scorrono le immagini della vita di Di Pinto. Il maxischermo è un mosaico pieno di tessere: il Di Pinto studente modello, il Di Pinto nella sua prima squadra che si allenava nella scuola media Resta (“era poco più di un ripostiglio, dove negli anni settanta giocavamo a pallavolo con uno spago di rete” ricorda il tecnico), il Di Pinto giocatore con l’aria di stratega, il Di Pinto allenatore di un gruppo di amici che animavano la Asp Turi tra gli anni settanta e ottanta, il Di Pinto artefice di promozioni difficili ma emozionanti come salti mortali (Mottola, Castellana Grotte, Gioia del Colle, Taranto), il Di Pinto mister spagnolo, il Di Pinto domatore della pressione agonistica di Macerata, il Di Pinto lacerato dall’unica sua retrocessione in carriera nel 2005, il Di Pinto rivitalizzato dal salto in A1 nel 2006 (...).

     Duro quanto un sasso della sua città natale, Vincenzo Di Pinto “dettava le regole ai compagni, già quando giocava a calcio sul selciato del largo vicino la nostra casa, sulla via per Conversano” appunta mamma Lauretta, tante volte disperatasi per le sudate del figlio, “che dapprima per il pallone e dopo per la pallavolo, era pronto a far tutto. Mi ricordo che di nascosto passava agli amici le scarpette dalla finestra con le quali andare a giocare. Poi tornava a casa accalorato ed io lo asciugavo con la paura che si potesse ammalare. Alla fine, però, ci mettevano d’accordo le mie deliziose polpette fritte con le uova...”

Quello del discolo era un male d’amore, perché Di Pinto a 23 anni era già seduto sulla panchina dell’Asp Turi. E’ quella la prima squadra che plasmò col suo istinto.

Il martello venezuelano Henry Josè Graniero Rodriguez: “Un pregio ed un difetto di Di Pinto? Risiedono entrambi nel suo stacanovismo. Lavora e fa lavorare troppo, ma lui è un grande esempio per i tecnici che stanno nascendo adesso”. [1]

 

E l’Asp Turi, prima formazione allenata da Di Pinto, è proprio, nella sua versione femminile, una delle due costole da cui è nata la Nojaturi che affronterà domani la nostra NAT. Coincidenza vuole che nella squadra barese ci sia oggi la seconda generazione dei campioni allenati dal mago di Turi; il riferimento è alla figlia d’arte Alejandra Graniero Rodriguez.

La strada Ginestre della palestra Pertini è dalla parte opposta della via per Conversano. Peccato; io un paio di polpette fritte non le avrei disdegnate.

 

NOTE:

(1) Cfr. SALVATORE, A., Di Pinto: la pallavolo vincente del Sud, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 10 marzo 2007, pag. 13.

La foto delle ciliegie Ferrovia è tratta da http://it.wikipedia.org.

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La scommessa di Michela

di skanderbeg69 (05/03/2008 - 15:30)

Al termine delle partite c’è sempre qualcuno che, addirittura prima di Marcello, viene a chiedermi gli scout individuali. Si tratta di Michela, la più prolifica realizzatrice della squadra.

Il nostro martello trae un comprensibile e meritato senso di gratificazione quando si avvicina o supera, talvolta abbondantemente, i 20 punti a partita. Per farla contenta ho deciso, dopo Manfredonia-Palafiom, di aggiornare in proposito anche i lettori del blog.

Ma Michela, oltre che dalla constatazione del proprio rendimento in attacco (elevato quanto la sua simpatia), trae una grande soddisfazione soprattutto dal confronto con le colleghe schiacciatrici della squadra, con le quali ha definito chissà quale scommessa. E così mi ha chiesto un aggiornamento comparato delle medie punti ottenute dalle giocatrici della Palafiom.

Eh no, bella mia; lo sappiamo che la migliore realizzatrice sei tu. Lo sport ci insegna che bisogna puntare sempre verso obiettivi più ambiziosi. Il confronto, allora, lo facciamo con i migliori realizzatori dell’A1 maschile e femminile, Vissotto e Turlea.

Al momento costoro sembrano in vantaggio, ma la nostra Michela è in piena rimonta. Forza Michi! Se continui così entro maggio li prendi!

 

P.S.: Beh, se continua così anche Vissotto (e ce lo auguriamo), sarà dura...

 

NOTE:

La foto in alto di Michela è di Luca, quella di Vissotto è tratta da www.atletidicristo.org, quella della Turlea da www .sassuolovolley.org.

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Approvato il pacchetto sicurezza

di skanderbeg69 (02/01/2008 - 22:47)

Secondo l’annuale dossier della Caritas, il 6% degli immigrati regolari presenti in Italia ha commesso un reato (stessa percentuale degli italiani) mentre il 10% dei parlamentari italiani della penultima legislatura aveva subito condanne o era inquisito. [1]

E’ vero, sono dati disomogenei. Nel caso degli stranieri si riferiscono ai regolari e alle condanne definitive, mentre nel caso dei parlamentari si riferiscono anche a procedimenti in corso. Però bisogna anche tener conto che gli immigrati non guadagnano gli stipendi dei parlamentari, non hanno la pensione dopo una legislatura (in cui magari hanno brillato solo per assenteismo), non hanno benefit feudali, non si fanno leggi su misura per depenalizzare o prescrivere i propri reati e spesso vivono in condizioni esistenziali e sociali che li rendono più inclini a sopravvivere mediante espedienti.

Tuttavia è evidente che la situazione sia diventata insostenibile.

Sicurezza nelle città ma anche sicurezza sul lavoro. Qui le responsabilità dei colletti bianchi si moltiplicano considerando la mattanza nelle fabbriche e nelle imprese (40 morti all’ILVA dal 1993, tanto per fare un esempio) o lo sfruttamento in nero di lavoratori italiani e stranieri, spesso senza tutele.

Basta.

Ieri pomeriggio i rappresentanti dei campi nomadi e delle comunità straniere in Italia si sono incontrati nella roulotte parcheggiata nel cortile del Palafiom ed hanno varato un pacchetto di misure urgenti per la sicurezza.

“Non se ne può più – ha dichiarato il portavoce Ilie Balan – abbiamo paura di camminare per strada, siamo preoccupati per le nostre donne e per i nostri bambini tutte le volte che passano da Montecitorio. Soprattutto la notte. Parlamentari corrotti, sporchi, drogati... Non si lavano. Lasciano piste di cocaina negli alberghi. Noi non siamo razzisti, ma dobbiamo anche tutelarci. Non abbiamo nulla contro i parlamentari e gli imprenditori, ma rispettino le leggi. Altrimenti se ne tornino a casa loro.”

Il decreto approvato ad ampia maggioranza prevede che i parlamentari potranno essere espulsi con atto motivato per motivi di sicurezza dello Stato e della pubblica morale. Il divieto di reingresso non potrà essere inferiore a 10 anni.

In alcuni casi, il questore potrà disporre il trattenimento dei parlamentari inquisiti in strutture destinate all’accoglienza temporanea (CPT).

Tutti i parlamentari dovranno sottoporsi ai rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali).

Ogni volta che un onorevole esce dal Parlamento dovrà darne notizia al più vicino ufficio di polizia. Egli dovrà, inoltre, indicare le risorse economiche di cui dispone derivanti da fonti lecite e dimostrabili.

Queste le misure d’emergenza decise a Taranto dai rappresentanti di rom e immigrati, ma non si esclude che possano esserci dei correttivi in futuro.

Al termine dei lavori, è stato invitato nella roulotte il nuovo schiacciatore della Prisma Taranto, il romeno Valentin Pereu, quale ospite d’onore e rappresentante di una comunità spesso posta in cattiva luce ma che esprime personalità che testimoniano valori di convivenza civile, dedizione al lavoro ed onestà.

Pereu è la dimostrazione – come scrive il primo ministro romeno - che “la maggior parte della comunità romena in Italia è formata da lavoratori onesti ed estremamente apprezzati dai datori di lavoro italiani. Loro non dovrebbero soffrire a causa di qualche individuo per il quale la legge non esiste. I romeni che lavorano in Italia onorano il nostro paese. Sono persone oneste, che hanno scelto di cercare oltre i confini una vita migliore, che siano professionisti o operai”. [2]

 

NOTE:

(1) Cfr. BARBACETTO, G., GOMEZ, P., TRAVAGLIO, M., Mani pulite. La vera storia, Editori Riuniti, Roma, 2002, pag. 653.

 (2) POPESCU TARICEANU, C., I lavoratori emigrati onorano la Romania, “La Repubblica-Metropoli”, 18 nov 2007, pag. 12. 

La foto del parlamentare (pregiudicato) è tratta da www .disinformati.org.

Non vorrei essere frainteso e non vorrei dare un cattivo esempio di antipolitica soprattutto ai lettori minorenni. La politica, il Parlamento, i partiti e soprattutto la democrazia sono beni preziosi da difendere. Ma, appunto per questo, cosa c’entra la democrazia con reati come l’evasione fiscale, la corruzione, le false fatturazioni, la ricettazione, la truffa aggravata, ecc., commessi da nostri (dis)onorevoli? Non sono io a oltraggiare il Parlamento, ma i parlamentari stessi con le loro condotte.

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Letterina a Babbo Natale

di skanderbeg69 (25/12/2007 - 12:54)

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:

 

1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).

2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.

3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.

4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.

5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).

6) Désirée che realizza un punto anche in B2.

7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.

8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).

9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?

10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."

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Riconoscimenti

di skanderbeg69 (01/10/2007 - 19:29)

Giornata storica per il volley femminile italiano questa domenica 30 settembre. La pallavolo nazionale sale al vertice d’Europa conquistando un titolo che rappresenta una grande soddisfazione per il movimento sportivo italiano. Speriamo che sia un ulteriore rilancio di immagine per uno sport che fondamentalmente continua ad apparire – e credo ad essere – più pulito di molti altri. Certamente più del calcio marcio, più del ciclismo dei drogati, più dell’automobilismo delle spie.

Più modestamente, nella stessa giornata, è stata celebrata a Pulsano la festa provinciale del volley con la premiazione di tutte le squadre tarantine promosse nelle categorie superiori. In cima alla lista la Palafiom, circostanza che, prima dell’imminente tuffo nel nuovo e impegnativo campionato di B2,  mi permette di esprimere l’ennesimo ed ulteriore rallegramento da tifoso. Congratulazioni.

Premiate anche Valentina e Silvietta per la convocazione nella selezione regionale. Saranno famose. Saranno famose a condizione che continuino a sudare in palestra con umiltà, come del resto fanno sempre ed i risultati si vedono dato che diventano sempre più brave.

    In serata è arrivato anche il tonante successo della Prisma a Milano ed è l’occasione per un grande in bocca al lupo anche alla squadra ammiraglia del volley pugliese. Ma è l’occasione anche per auspicare un rapido ritorno nei palazzetti di coach Vincenzino Di Pinto, purtroppo inattivo, quest’anno, a causa dell’intervento chirurgico ad un occhio. Il mago di Turi ha reso grande la pallavolo pugliese; lui è il nostro Velasco "fatto in casa". Come tarantini gli siamo grati per tutto quello che ha fatto e Skanderblog gli è virtualmente vicino. In attesa di applaudire le sue squadre dagli spalti quanto prima.

 

NOTE:

La foto della finale Italia-Serbia è tratta da www.cev.lu.

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Il libero mercato dei titoli sportivi

di skanderbeg69 (25/08/2007 - 13:31)

Partendo dal precedente post, ma anche dall’esperienza della nostra città, vorrei fare alcune riflessioni su una caratteristica della pallavolo, forse anche di altri sport.

Le emozioni e le soddisfazioni che ci regala da qualche anno la Prisma Taranto Volley nascono dall’acquisto di un titolo sportivo, se ricordo bene quello del Parma. La squadra emiliana giocava in A1, non ha potuto iscriversi al campionato per problemi suoi, l’avvocato Bongiovanni ne ha acquistato il titolo sportivo e in serie A1 è comparsa la Prisma.

La cosa, nello specifico, ci fa piacere e bene ha fatto il presidente a utilizzare una prassi legittima e diffusa.

Ma in linea di principio quella dell’acquisto del titolo sportivo a me sembra una pratica aberrante. In ogni categoria.

Perché il titolo del Parma in A1 o del San Giorgio Jonico in C o di qualunque altra squadra in qualunque categoria deve poter essere venduto al miglior offerente come in un mercato rionale? Se una squadra non può iscriversi, il suo posto dovrebbe essere preso dalla prima delle possibili ripescate, cioè da chi sul campo si era conquistato una posizione preferenziale sulle altre.

E’ come se uno si licenziasse o andasse in pensione e dicesse: beh, cedo il mio “titolo lavorativo” a mio cugino Pinuccio. Come se uno vincesse un concorso, poi rinunciasse e cedesse il “titolo concorsuale” al proprio vicino di casa. Come se un consigliere comunale dimissionario non lasciasse il seggio al primo dei non eletti ma a chi acquistasse il “titolo consiliare”.

La vendita dei titoli sportivi mi sembra una prassi inopportuna, come la wild card. Il potere del mercato prevale sulla giustizia. Il liberismo economico annulla i meriti tecnici. Mica è giusto.

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Anche Babbo Natale ha lavorato bene

di skanderbeg69 (11/05/2007 - 14:59)

Babbo Natale si è dato da fare. Vi ricordate i dieci desideri per il 2007? Vediamo quanti ne ha realizzati l’anziano lappone, cominciando da quelli in cui l’efficienza è risultata perfetta.

 

COSA HA FATTO

Assistere alla parte teorico-tattica di un allenamento. Ho assistito ad un briefing post-partita, alla preparazione tattica di una nuova partita e finanche alla seduta video per studiare l’Oria, squadra peraltro telegenica. Meglio di così non poteva andare; sono soddisfatto.

La Palafiom che gioca una partita al Palafiom. Possiamo considerare esaudito anche questo desiderio sebbene non si sia trattato della prima squadra ma dell’Under 16, che ha ospitato il Parabita proprio nel palazzetto di via Mar Grande. Visto il risultato, forse è meglio continuare a giocare all’Alfieri...

    L’ingresso in campo di Désirée. Dopo pochi giorni dalla richiesta, la piccina ha fatto il suo esordio contro il Corsano.

Il desiderio innominabile. La B2 è stata raggiunta e qui il vecchio è stato encomiabile.

Ivana sul parquet prima della fine del campionato. Beh, tornare sul parquet è tornata, ma non era proprio quello che intendevo io. Ivana ha giocato da libero con la spalla ancora da operare quando avrei preferito rivederla battere al salto e schiacciare, però formalmente il vecchio è a posto.