Taranto-San Pietro Vernotico 0-3

Sabato 7 novembre 2009 – ore 19.00
Avremmo dovuto appellarci all’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’influenza suina dilaga e il campionato va sospeso per ridurre i rischi di contagio. Questo avremmo dovuto dire.
Una pausa straordinaria del campionato e la partita con il San Pietro ce la saremmo giocata fra qualche settimana. Con Gisela.
In realtà, se qualche funzionario dell’OMS avesse assistito alla partita di stasera, ad essere interrotta sarebbe stata la distribuzione dei vaccini visto che le giocatrici reduci dal malanno o ancora ammalate hanno disputato una gara eccelsa. Il riferimento è alla nostra Alessandra, che non ho mai visto difendere con tanto ardore, e al libero ospite Valentina De Mitri, praticamente perfetta.

Cosa ci fosse nello sciroppo della nostra palleggiatrice lo scopriremo quando saranno resi noti i risultati dell’antidoping.
Quando arrivo in palestra sta terminando l’allenamento della Tempesta. Si provano servizi e ricezioni. La capitana Cocca si tuffa anche sulle palle che finirebbero fuori ma nel momento stesso in cui riceve manda un messaggio alla battitrice: “E’ fuori ma la prendo lo stesso per farti vedere che la so prendere!”
Non si finisce mai di imparare cose nuove.
Arriva il San Pietro. Guardando le giocatrici brindisine, un autorevole membro del nostro staff tecnico fa una previsione che non brilla per finezza ma che si rivelerà pienamente azzeccata: “Queste ci fanno un culo così”.
La frase può essere la sintesi della partita; quasi quasi la mando a Forzaragazze come titolo dell’articolo.

Però, a parte le frasi ad effetto, il Taranto ha tenuto in equilibrio il primo set e non si è mai arreso nel secondo. Il terzo è andato come è andato, ma direi che le nostre piccine sono state nel complesso più che dignitose.
Formazioni.
Il Taranto ripropone la squadra di Salerno: Alessandra Certa in palleggio, Angela Stufano opposto, Silvia Mastandrea e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.
Coach Marcello Presta ha a disposizione Katia Taddei, Giulia Basile, Simona Mereu e Priscilla Pisani.

Mister Vincenzo Lapertosa manda sul parquet Marcella Scaglioso in palleggio, Emanuela Cafarella opposto, Michela Ristits e Loredana Corvino laterali, Claudia Carrozzo e Silvia Antonaci centrali, Dr.ssa Avv. Valentina De Mitri libero.
In panchina, Catia De Nicola fa da baby-sitter a Sabrina Ferraro, Annalisa Perrone e Giorgia Valente.
Primo set
Pallonetto vincente di Angela Stufano; siamo in vantaggio per 1-0.
Beh, chiudiamola qui la partita. La differenza di valori è emersa: vince Taranto, perde San Pietro; perché portarla per le lunghe? E’ sabato sera; prepariamoci ad uscire.

Purtroppo non funziona così. Dopo qualche errore su entrambi i fronti, le sempreverdi attaccanti del San Pietro, Corvino e Ristits, fissano il punteggio sul 5-8 e ci si può accomodare per il primo time-out tecnico.
Un fotografo che si era sistemato in linea con le panchine viene fatto allontanare. Che culo: proprio nei giorni scorsi avevo pensato di piazzarmi io in quella posizione. Mi sono risparmiato una tirata di recchie in pubblico.
Poi il fotografo approfitterà di un time-out per chiarirsi con il direttore di gara, disponibile a fornire spiegazioni. Beh, bisogna dire che gli arbitri di B2 sanno conciliare il rigore dei regolamenti con un buon grado di disponibilità al dialogo.

Riscossa Taranto: punto di Ivana e doppio muro di Cristiana. Siamo in vantaggio (10-9)! E mi pare che stiamo anche difendendo con una certa aggressività.
Mura anche Ristits e poi Corvino piazza un bel pallonetto; San Pietro è nuovamente avanti (12-16).
Grande cuore rossoblu, anzi biancoblu: attacco di Silvietta, ace di Ale e poi arriva il momento di Silvia Renna che piazza un muro e poi diventa l’utilizzatrice finale (introduciamo questa nuova espressione...) dei successivi tre attacchi delle padrone di casa (17-17).

Grandi difese di Ale e di Valentina De Mitri e poi la nostra ex Marcella decide di prendersi il set: muro, tocco di seconda ed ace (19-24).
Ivana e Cristiana tengono viva la speranza, ma poi Cafarella si sblocca proprio nel momento meno opportuno. Meno opportuno per noi, s’intende (21-25).
Secondo set
Siamo sotto di un set, ma ce la stiamo giocando. In tribuna si iniziano a fare scommesse. I pronostici dicono che questa sera, per la prima volta al Maria Pia, non finirà al tie-break; io metterei la firma anche per un 3-2 a nostro svantaggio. Marika, dal canto suo, si sofferma sul look delle nostre ospiti: quasi tutte scure di capelli e piuttosto magre.
L’unica bionda sta alimentando il proprio score personale e San Pietro passa a condurre per 2-8. La nostra ricezione è piuttosto in difficoltà, come peraltro testimonieranno gli 11 aces complessivi delle brindisine.

Dall’altra parte, invece, la neolaureata Valentina è sempre più a proprio agio nel ruolo di libero. Ha anche trovato un perfetto equilibrio tra lavoro e sport: da avvocato attacca, da giocatrice difende.
Prendiamo atto che gli avvocati stanno aumentando in questo sport; bisogna stare attenti a come ci si comporta altrimenti potrebbero piovere i ricorsi e le querele. A fine partita, ad esempio, io avrei avuto bisogno di un buon penalista, ma arriviamoci per gradi.
Il Taranto resta aggrappato alla partita con una Silvia sempre encomiabile (muro ed ace). Break da quattro punti del San Pietro con due aces di Cafarella e poi è il sottotenente di vascello a subentrare come terminale prediletto dei passaggi di Ale. Splendida la fast a pallonetto del 10-15.

In effetti, gli altri hanno gli avvocati, ma noi abbiamo le forze armate. Se ci querelano, li prendiamo direttamente a cannonate.
Si solleva qualche protesta dopo un mani-fuori di Cafarella che offre al San Pietro il massimo vantaggio (11-19), poi il Taranto reagisce con un break da quattro ed un muro di Angela (15-19). Le ragazze non mollano, brave!
Sul 18-23 c’è una palla sospesa sulla rete; Marcella la colpisce di pugno spedendola proprio sulla linea di fondo. Si levano altre proteste, ma mi pare che l’arbitro abbia visto giusto.
Cristiana e Silvietta annullano tre palle-set; poi Michela Ristits realizza il punto decisivo con un mani-fuori (21-25).

Terzo set
Claudia Carrozzo, su indicazione del direttore di gara, chiude la porta del lato bar. E’ giusto; c’è gente ammalata in campo e la corrente può essere dannosa.
L’andamento del terzo set è completamente diverso rispetto ai primi due.
Questa volta è Taranto a fare da lepre e questa volta sono le attaccanti e non più le centrali ad impensierire le ospiti: 2 azioni vincenti di Ivana e 4 di Silvietta (inclusi 2 aces consecutivi).

Sul 9-4, però, le biancoblu si stùtano.
La Skylo infila 10 punti consecutivi con ben 5 muri divisi tra Ristits e Carrozzo. Non passiamo più.
Però non è un bel modo di onorare il ventennale della caduta del muro di Berlino. Ecco, ancora una volta la FIPAV ha mostrato scarsa sensibilità: oltre a non aver sospeso i campionati per l’influenza suina, non ha saputo onorare lo storico anniversario. Per celebrare la riunificazione delle Germanie oggi avrebbe dovuto esserci una deroga al regolamento: vietati i muri su tutti i campi. E invece niente; ci tocca sorbirci Ristits e Carrozzo. Non abbiamo il senso della storia; non abbiamo rispetto per la memoria europea.

Sull’11-15 nuova striscia di punti per le brindisine e questa volta è Marcella a fare da mattatrice direttamente dalla zona di battuta: tre aces per lei, di cui uno col nastro-culo (11-23). Ne ha fatti 6 in tutta la partita. Ah – sospiro – il sangue del nostro sangue si rivolta contro.
“I parenti sono come le scarpe; più sono strette e più fanno male”... [1]
Dopo il record di sabato scorso, questa sera non c’è stata alcuna sostituzione. Peccato per lo stagista segnapunti (l’unico a non essere stato vittima di sgomberi coatti da parte dell’arbitro) che ha perso l’opportunità di imparare cose nuove.
Il Taranto realizza i punti della bandiera e l’esperta Corvino, sempre invocata dai propri tifosi, mette il punto finale alla partita (15-25).

Le mie considerazioni le ho già fatte. Una sconfitta con il San Pietro ci può stare dato che le brindisine hanno dimostrato di avere le carte in regola per puntare ad un traguardo che non nomino altrimenti Catia De Nicola, proprio adesso che mi sta rivalutando, si tocca in alto dove sappiamo.
Adesso bisogna concentrarsi sulla partita di Benevento; quella sarà forse la vera prova del nove per capire dove possiamo arrivare.
Il dottor Formoso, finalmente sugli spalti del Maria Pia, evita in extremis la citazione sulla busta del latte.
Concludiamo con la cronaca nera. La divulgazione degli scout individuali non convince una giocatrice del Taranto che minaccia di procurarmi punti di sutura in misura equivalente ai punti che le avrei negato nei miei conteggi. Farà fede la visione del video, ma non avrei mai immaginato che questo potesse essere un lavoro a rischio per la mia incolumità.

‘A fava e ‘u scuèrcele
LISA: Serata impegnativa. Prima deve occuparsi del fotografo molesto (o presunto tale) e poi dei tifosi che si sistemano a fondocampo. Svolge il compito di buttafuori con diligenza e cortesia. L’ex-magazziniere della Prisma avrebbe dato all’arbitro la stessa risposta che diede a Montali quando l’allora coach del Milano si lamentò della temperatura: “Almeno cento squadre hann’ venùte a qua e nisciùne s’ha mai lamentàte...”
GISELA: Quando ca**o torni?!?!

Tabellino: TARANTO-San Pietro Vernotico 0-3 (21-25, 21-25, 15-25)
Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Basile NE, Renna 9, Stufano 4, Mastandrea 10, Certa 1, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 7.
Nubile Skylo San Pietro: Antonaci 2, Ferraro NE, Perrone NE, Carrozzo 8, Scaglioso 10, Corvino 9, De Nicola NE, Cafarella 8, Ristits 25, Valente NE, Dr.ssa Avv. De Mitri (L) 100 con encomio – All. Lapertosa.
Aces 11, errori in battuta 8, muri-punto 12.
Arbitri: Armando Minetti (BA) e Nicolò Visaggio (BA).
Durata set: 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.12’.

Altri risultati: Sarno-Leonessa Altamura 3-0, Accademia BN-Centro Ester NA 1-3, Molfetta-ASCI Potenza 3-1, Arzano-Acquaviva delle Fonti 3-1, Oria-Battipaglia 3-0, Livi Potenza-AS Benevento 3-1, V.Altamura-Salerno 3-1.
Classifica: Centro Ester NA e Sarno 20; Molfetta 18; Arzano e San Pietro Vernotico 17; Battipaglia e AS Benevento 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Oria 9; Accademia BN e Livi Potenza 8; V.Altamura 5; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.
Zero sanzioni.
Prossimo turno: AS Benevento-TARANTO, sabato 14 novembre, ore 18.30.
NOTE:
(1) LAKHOUS, A., Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, E/O, Roma, 2006, pag. 59.
Salerno-Taranto 1-3

Sabato 31 ottobre 2009 – ore 17.00
Si parte presto per Salerno visto che l’orario d’inizio è fissato per le 17.00. Sul pulmino oggi si sta un po’ più larghi perché non c’è Gisela, bloccata da un’improvvisa colica, non ci sono le creature sottoposte all’obbligo scolastico e non c’è la sostituta di Marika, ossia la signora Zonca. Sostituta sul pulmino, s’intende; però chissà che un giorno non la si possa provare anche sul parquet. D’altra parte, se il DNA non è acqua fresca...
Dato l’orario si mangerà lungo la strada.
Nell’ormai abituale ritrovo di Salandra incontriamo la componente lucana dello staff con il vettovagliamento. L’aspetto e le modalità della distribuzione ricordano le mense per gli indigenti, ma la qualità del cibo contenuto nei vassoi è eccellente. La pasta al sugo, in particolare, è una meraviglia.

L’odore del cibo attira qualche uccellino che passeggia sull’asfalto in cerca di residui e poi vola via senza accompagnare la squadra alla partita.
PalaVestuti e bar di fronte. Ricordo il cordiale incontro con la squadra del Salerno dell’anno scorso e il meno cordiale incontro con le giocatrici del Taranto che volevano (ingiustamente) linciarmi per alto tradimento. Ricordo la crema di caffé freddo. Ricordo il borsone di Alessandra, che era davanti all’ingresso del bar e poi è sparito per una buona mezz’ora.
Il palazzetto apre un po’ in ritardo e le squadre in attesa ne approfittano per socializzare.
L’incontro presenta molte curiose peculiarità. Tanto per cominciare, dopo aver condiviso nove mesi nel grembo materno, si ritrovano sul parquet le sorelle Stufano: Angela con il Taranto e Maria Rosaria con il Salerno.

La squadra campana ha un’altra caratteristica piuttosto inconsueta: saranno contemporaneamente in campo madre e figlia, Anna Maria Orefice e Marianna Ferrara. Non solo: madre e figlia sono anche rispettivamente moglie e figlia dell’allenatore Vito Ferrara.
Come ci tiene a sottolineare con comprensibile orgoglio il presidente del Salerno, Marianna è una ragazza del ’96. Giocherà da titolare e senza paura disputando una partita molto valida e chiudendo con 8 punti all’attivo.
L’importante è che sul parquet pubblico e privato non si sovrappongano...

Tornando alle gemelle della serata, sembra che coach Marcello in settimana abbia dato indicazione di battere proprio su Stufano (intesa come Maria Rosaria). Speriamo che non si verifichino equivoci disdicevoli e che nessuno tiri pallonate sulla nuca o sulla schiena della Stufano nostra.
Una caratteristica positiva del PalaVestuti è la raccolta differenziata dei rifiuti.

Che tristezza, però, vedere gli spalti così vuoti. La provincia di Salerno è terreno fertile per la pallavolo femminile di serie B (Scafati, Pontecagnano, Battipaglia, Sarno, ecc.), ma forse il capoluogo non si è mai “riscaldato” per il volley come la provincia.
E certamente, dopo i fasti dello scorso campionato, una squadra ricostruita da zero ed in lotta per la salvezza non aiuta. Però, almeno i parenti, e che cavolo!
Ah, già, dimenticavo che nell’attuale Salerno i parenti si dividono tra parquet e panchina e forse anche per questo gli spalti sono semivuoti...

Formazioni.
Mister Vito Ferrara, oltre alla gentile consorte in posto due e alla promettente figliola in posto quattro, schiera Stefania Macera in palleggio, Maria Rosario Stufano laterale, Sabrina De Maio e Valeria Pappalardo centrali e Rita Fadda libero.
In panchina: Italia Lamberti, Marianna Chieppa (non è che pure lei ha prestigiosi parenti nel volley? Non è che è la figlia di Tony Chieppa...?), Roberta Izzo e G. Ventre, che Angela s’ha scurdàte di inserirla nella lista e quindi non so come si chiami di nome.

Taranto.
Alessandra Certa in regia, Angela Stufano opposto, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.
Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei e Simona Mereu.
Primo set
L’inizio è sconvolgente. Chi (come me, lo ammetto) credeva che il Salerno fosse una squadra destinata a fare da materasso, ha un brusco risveglio. Le atlete campane costruiscono gioco, difendono con i denti e in attacco passano da tutte le parti. Certo, anche il Taranto ci mette del suo con un avvio di partita sconcertante. La difesa, in questa fase, viene tagliata a fette e gli attacchi non sono mai incisivi. Beh, sì, è un sestetto inedito che necessita di tempo per amalgamarsi, ma la situazione si fa un po’ troppo pesante: 9-2.

Un punto Silvietta, uno Angela, uno Ivana; poi Alessandra decide di puntare in modo sistematico sul sottotenente di vascello e Cristiana sembra in grado di farsi carico della rimonta: dall’11-5 al 15-11 i sei punti del Taranto sono tutti suoi.
La salvezza viene dal centro, sia per i voltagabbana plurimi come Rutelli che per le biancoblu: dopo Cristiana è il momento di Silvia (19-14).
Ma Salerno non sta a guardare e trova l’affondo decisivo con un break da 4 punti in cui brilla la pipe di Marianna Ferrara (23-14).

Marcello puntella una ricezione in sofferenza introducendo Simona Mereu, ma un secondo tocco di Macera chiude il set con un punteggio piuttosto imbarazzante (25-17).
Secondo set
Bene Silvia e Silvietta (suoi gli unici due servizi vincenti delle ospiti) e poi fuga lanciata da una Cristiana strepitosa, baluardo sulla rete biancoblu (4-10).
Il vantaggio aumenta ancora grazie ai muri e ai primi tempi di Silvia, che qui è un’ex, e sul 10-19 i due allenatori si accordano per tentare di superare il primato mondiale di sostituzioni in un set (quattro a testa).
Marcello, in verità, non ha molte risorse umane a disposizione, ma quelle che ha le riversa sul parquet: prima Simona Mereu per dare sollievo a Silvietta in ricezione e poi, sull’11-22, è l’occasione buona per l’esordio assoluto di Katia Taddei in serie B2.

La schiacciatrice impiega soltanto due scambi per mettere a terra il primo punto della carriera nei campionati nazionali attaccando da posto quattro. Cioè, dal posto di Ivana...
Coach Ferrara richiama la figlia per una mezza rotazione introducendo al suo posto la Izzo; poi mette dentro la Chieppa e nel finale ci sarà spazio anche per la Lamberti.

Particolarmente vivace risulta la prestazione di Marianna Chieppa, che infatti non uscirà più dal parquet. I punti delle salernitane e gli errori offensivi del Taranto rischiano di provocare un mezzo patatrac: le padrone di casa ottengono un break da 8 e si portano sul 20-23.
Poi, per nostra fortuna, sbagliano un servizio ed un attacco e il pericolo svanisce (20-25).
Lo sguardo del presidente Di Grazio e l’agitazione nell’intervallo di coach Marcello comprovano che il Taranto non sta disputando una gara particolarmente convincente.

Terzo set
La figlia segreta di Tony Chieppa appaga i propri bollenti spiriti con un muro, un primo tempo e un ace; è lei la giocatrice più incisiva del Salerno in questo frangente (4-4).
Quando ha finito di sfogarsi la brava centrale campana, è il turno delle brave centrali tarantine: due punti Silvia, uno Cristiana e un bel muro di Angela (vabbè oggi è opposto, ma di solito è centrale pure lei) sulla giovanissima Ferrara, che sul momento ci resta male ma poi saprà reagire. Siamo in vantaggio per 5-11.

C’è un problema istituzionale: chi comanda in campo? L’arbitro è per definizione il direttore di gara, ma Cristiana fa notare di essere più alta in grado del commilitone.
Nel frattempo, però, gli arbitri hanno altro a cui pensare e si dedicano al mobilio del PalaVestuti. Il tavolino del segnapunti ha qualcosa che non va, ma da lontano non si capisce cosa.

Ancora una volta il Taranto si rilassa ed è un lusso che con questo Salerno non ci si può permettere. Con gradualità e costanza le padrone di casa rosicchiano punti sino a sfiorare il pareggio (13-14).
Per fortuna Ivana è in crescita e Cristiana continua a piazzare muri e fast: manteniamo le distanze (18-21).
Poco dopo, però, Roberta Izzo, che ha appena sostituito Maria Rosaria Stufano, realizza la doppietta che vale il pareggio sorprendendo fatalmente la ricezione jonica (22-22).
Ma anche noi abbiamo una golden girl che sa assumersi responsabilità importanti: Silvietta ci regala due palle-set (22-24).

Orefice annulla la seconda (24-24) e Salerno sente l’odore del primo punto in classifica mentre il panico si diffonde tra i sostenitori appulo-lucani.
C’è uno scambio lunghissimo che mette a dura prova le nostre coronarie, ma un’epica Leone ribatte tutti i colpi del Salerno, poi Orefice riceve una palla molto decentrata che può solo far rimbalzare sul muro tarantino sperando che schizzi fuori; la palla, invece, cade dentro il campo salernitano. E’ stata Silvia ad averci tolto le castagne dal fuoco (24-25).
Ed è ancora Silvia ad opporre un muro magnifico all’ultimo attacco campano (24-26).

Quarto set
Mamma Orefice e figlia Ferrara mettono il pallone a terra e tengono in corsa il Salerno, ma il Taranto del quarto set è il più cazzuto della serata. La partita delle padrone di casa finisce sul 6-7, quando Silvia va servire mettendo in difficoltà la ricezione ospite e facilitando così il lavoro delle compagne.
La centrale salentina si è spesso concessa una batteria di servizi insidiosi nel corso di questo incontro; peccato che poi li abbia chiusi con un errore. Ma questo non attenua i meriti di quella che, secondo me, è risultata la MVP della partita. Sarebbe, cioè, la miglior giocatrice, però cosa cacchio indichi l’acronimo MVP non ‘nge l’agghie mai capìte...

Bene Cristiana, bene Angela con un pallonetto, bene soprattutto la difesa. Siamo 6-13 ed è finalmente un buon Taranto.
Ivana e Silvietta aumentano ulteriormente il vantaggio e sull’11-21 Marcello riconcede cinque minuti di celebrità a Katia Taddei (altro punto; questa volta da posto due, non da “posto Ivana”).
La girandola di sostituzioni di mister Ferrara non produce gli effetti del secondo set; Taranto amministra il parziale senza particolari difficoltà e il punto della vittoria è firmato da Ivana (14-25).

Bah, diciamo che la nostra storia ha conosciuto vittorie più esaltanti.
Diciamo pure che nonostante i cinque punti in due partite la classifica resta, per noi, sostanzialmente invariata dato che non abbiamo recuperato alcuna posizione. Tanta fatica pe’ nudd’...
In questo campionato non si capisce un tubo.
Indubbiamente con il San Pietro Vernotico servirà un altro Taranto perché in caso contrario non avremmo scampo. Anche se sembrava la stessa cosa alla vigilia della partita di Potenza.

Durante il viaggio di ritorno avvengono cose che preferisco non riferire.
Torniamo con una maniglia del bagno in più e con un po’ di “aria che ha preso l’ascensore” in meno. La serata delle giocatrici si conclude nel locale di Simona Mereu, che a quanto pare è diventata imprenditrice della ristorazione.
‘A fava e ‘u scuèrcele
SILVIA: Partita superba impreziosita da 17 punti personali. I due muri alla fine del terzo set hanno, inoltre, cancellato quello che stava manifestandosi come un incubo dalle conseguenze imprevedibili.
L’UCCELLO: L’uccello di Salandra si è avvicinato per mangiare, ma poi è volato via senza dare confidenza alle giocatrici. Insomma, appagati i bisogni dell’istinto, si è rivelato per l’egoista che è. Gli uccelli perbene non si comportano così.

Tabellino: Salerno-TARANTO 1-3 (25-17, 20-25, 24-26, 14-25)
Salerno: Lamberti 0, De Maio 3, Ferrara 8, Pappalardo 6, Ventre NE, Chieppa 7, Stufano 11, Orefice 9, Macera 3, Izzo 3, Fadda (L) – All. Ferrara.
Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 4.
Taranto: Zonca 16, Taddei 2, Gallo Ingrao 10, Renna 17, Stufano 8, Mastandrea 17, Certa 1, Mereu 0, Leone (L) – All. Presta.
Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 12.
Arbitri: Vincenzo Brasiello (NA) e Luigi Esposito (NA).
Durata set: 20’, 26’, 30’, 21’ – Durata totale dell’incontro: 1.45’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Livi Potenza 3-0, Leonessa Altamura-Arzano 3-2, AS Benevento-V.Altamura 3-1, Acquaviva delle Fonti-Accademia BN 1-3, Battipaglia-Sarno 3-2, Oria-Molfetta 0-3, ASCI Potenza-San Pietro Vernotico 2-3.
Classifica: Centro Ester NA e Sarno 17; Molfetta 15; AS Benevento, Battipaglia, San Pietro Vernotico e Arzano 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Accademia BN 8; Oria 6; Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.
Nessuna sanzione economica nella 6^ giornata.
Prossimo turno: Taranto-San Pietro Vernotico, sabato 7 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.
Taranto-Acquaviva delle Fonti 3-2

Sabato 24 ottobre 2009 – ore 19.00
“A mezzanotte, uscite a mezzanotte...”
Nel gergo del tifo questo ritornello gridato dagli ultras di casa agli ultras ospiti significa: siete sotto assedio; soltanto verso mezzanotte la polizia sarà in grado di provvedere alla vostra evacuazione dallo stadio o dal palazzetto.
Per “evacuazione” si intende l’uscita in sicurezza; ci tengo a precisarlo perché vista la natura degli argomenti che ultimamente trattiamo in questo blog...
Bene, per i frequentatori del Maria Pia il ritornello degli ultras non suona come una minaccia ma come un auspicio. Magari uscissimo a mezzanotte...! Tre partite in casa e tre tie-break. Stasera si è giocato per due ore e un quarto. Non ne possiamo più... Serate in fumo, appuntamenti rinviati, giustificazioni che viaggiano sui cellulari.

Il Taranto fino adesso ha giocato più set di tutti: 28 in 6 partite. Seguono, nella speciale classifica, Arzano e Oria a 26, Molfetta e Accademia 24. Mentre scrivo, non si conosce il risultato della Livi, che però, al massimo, potrebbe arrivare a 25. Dateci un bonus, un punto in classifica una tantum...
Veniamo all’incontro.
Verso le 17.45 arriva l’Acquaviva. Per essere precisi, arriva mezzo Acquaviva; l’altrà metà tarda a raggiungere la palestra. Ogni due minuti Pasqua Salviola va alla porta per scrutare l’orizzonte. Immagino la scena adesso che arriveranno le ritardatarie; Salviola agiterà in aria il matterello: “Vi sembra questa l’ora di arrivare?! Questa squadra non è un albergo! Vi tolgo le chiavi e da domani non si esce per una settimana...”
Le giocatrici baresi hanno il nome di battesimo scritto sulla schiena, tranne una che sul numero 8 presenta la scritta “Ananas”. Almeno voglio sperare che non sia il nome di battesimo...
Da un controllo sul verbale di gara, in effetti, risulta trattarsi di Anastasia Komarova.
Sull’altro fronte, anche il Taranto deve affrontare un primo problema: la maglia di Gisela. Il trattamento con la candeggina non ha avuto efficacia e la divisa di gioco della schiacciatrice appulo-argentina ha semplicemente assunto un colore più rosato mentre i bordi blu tendono ormai al violaceo.

Ogni tanto, pensando a questo blog, mi fermo a riflettere e mi chiedo con preoccupazione: riuscirò a trovare sempre l’ispirazione per scrivere cose originali? E se non accadesse più niente di particolare?
Bene, ringrazio questa squadra che mi permette di vivere ogni nuovo giorno come una sorpresa. Quando penso che tutto sia stato già scritto, ecco che capita una cosa nuova. Sempre più strana. Oggi è il turno della maglia bianca messa nella bacinella con le lenzuola rosse.
Mi chiedo a questo punto: si ha notizia di episodi simili nelle altre squadre? E’ mai successo, ad esempio, che la mamma di Westphal abbia lavato la maglia del figlio insieme a capi colorati o che la figlia di Rivaldo abbia inguacchiato la maglia del padre giocando con i colori a spirito? A me non risulta.
Diego, pensaci bene... Diego, rifletti...!
Sta di fatto che la maglia numero 9 è ormai inutilizzabile. Nessuno l’ha comprata su eBay e a questo punto potremmo regalarla proprio al libero dell’Acquaviva visto che il colore è identico.

Il punto adesso è: quale maglia indosserà Gisela? Ci sarebbe la maglia numero 18 di Marika, la soluzione più naturale. E’ appartenuta ad una schiacciatrice, 18 è il doppio di 9 e soprattutto 18 può diventare 9 aggiungendo un più tra l’1 e l’8. Siccome, però, si tratta di una “maglia ingravidante”, coach Marcello pone il veto: se resta incinta pure Gisela siamo rovinati.
E questo vale pure come avvertimento per una certa persona il cui nome è lo stesso del più grande calciatore del mondo.

Gisela indossa la maglia numero 4 mentre la 18 è in ballottaggio tra Priscilla e Simona. Alla fine il coach decide che a correre il rischio di restare incinta sarà Simona, anche se l’addetto agli arbitri non è molto d’accordo.
Così impara ad asciugare il portadocumenti sul mio giaccone.
Possiamo finalmente passare alla partita, non prima, però, di aver fatto menzione dell’allenatore in seconda del Taranto, Angelo Soranno, che abbiamo immortalato nella foto qui sotto. Come scavalca lui le transenne non le scavalca nessuno; la prossima foto lo rappresenterà mentre ripropone la pubblicità di Olio Cuore.

Formazioni.
Il Taranto di Marcello Presta schiera Alessandra Certa in regia, Silvia Mastandrea opposto, Gisela scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.
In panchina: Katia Taddei, Giulia Basile, Angela Stufano, Simona Mereu e Priscilla Pisani.
L’Acquaviva delle Fonti: Nicla Marzano palleggiatrice, Raffaella D’Ambrosio opposto, Paola Armenise e Pasqua Salviola laterali, Marianna Lopane e Angela Ceo centrali, Daniela Caricato libero.
A disposizione di coach Francesco Bruno: Cesaria Ursini, Anastasia Komarova, Mary Miale, Ezia Salamida e Federica Marchesini.

Primo set
Un attacco fuori e un malinteso in fase di costruzione del gioco (0-2), recuperiamo con Gisela e Silvietta (3-2), ma poi mandiamo fuori una battuta ed un altro attacco (3-4). L’avvio di partita è sintomatico di quello che ci aspetta: un Taranto impreciso, confusionario e sempre in affanno.
Quando inizia a giocare anche l’Acquaviva sono cavoli amari: D’Ambrosio mette a terra un pallonetto ed un servizio vincente ed anche Ceo invia inequivocabili segnali di essere in buona forma (7-11).
Nel mondo economico la sigla CEO indica Chief Executive Officer, in pratica amministratore delegato. Ora, però, non so dire se Ceo sia il cognome della brava centrale barese oppure la carica rivestita nell’organigramma.

Grande Ale, prima a muro e poi direttamente in battuta (9-11).
Sbaglia qualcosa anche l’Acquaviva e Silvietta, con due attacchi consecutivi, regala sollievo a un pubblico fino a quel momento piuttosto perplesso (14-12).
Nel difendere una cannonata tarantina, D’Ambrosio centra il neon del soffitto. Se non se ne accorge nessuno fino a lunedì, magari si potrà pensare che siano stati gli alunni del Maria Pia durante un’ora di educazione fisica, ma purtroppo mai come stasera Ugo non si è perso un solo scambio del match.

La partita non sarà ricordata negli annali della pallavolo mondiale; tra un errore e l’altro, comunque, arriviamo sul 21-17. Qui subentra l’autolesionismo delle biancoblu: Armenise va a segno e poi commettiamo una disdicevole sequela di errori (21-22).
Ahimé, tra questi c’è anche un tocco di seconda di Ale che finisce in rete. E’ una sensazione bruttissima. E’ come se al ristorante ti porgessero una mousse al cioccolato e poi, quando già i neuroni assaporano il piacere, il cameriere ci sputasse dentro.

La pipe di Gisela ha l’effetto di un’aspirina e il muro di Silvia, dopo un magnifico salvataggio mano a terra di Ivana, sembra mettere le cose a posto (24-22).
Sembra.
Angela Ceo annulla il primo set-point con una bomba che colpisce in mezzo ai sensi una nostra giocatrice (seguita dalle pronte scuse dell’amministratore delegato).
La stessa Ceo inventa un perfido servizio che atterra in posto quattro ed è seguito da un efficace mani-fuori di Salviola (24-24).
Seguono due attacchi fuori seguiti, invece, da qualche jastèma del pubblico locale (24-26).

Secondo set
Il Taranto che ritorna in campo sembra più determinato: Gisela va a segno per tre volte, Cristiana mura e palleggia, Silvietta completa l’opera (6-1).
Errori in battuta e palloni regalati (10-7); anche l’Acquaviva adesso sta giocando maluccio, il che è un bene per noi ma è un danno per lo spettacolo, già poco esaltante.
Viviamo di rendita del buon avvio di parziale; soltanto Silvietta, con 6 punti personali in questo set, regala soddisfazioni, ma anche Ivana sta offrendo un buon contributo con ulteriori salvataggi difensivi.
Il gioco langue. Meglio distrarsi con la tribuna dove c’è Paoletta che è sempre più bella.

Sul 18-13 Alessandra ripropone la mousse al cioccolato e questa volta non ci sputa sopra. Che magia.
A vivacizzare il set sono le proteste, che ormai tendono a susseguirsi su entrambi i fronti in modo – direi – equo.
Brividi di terrore: spinto da una Salviola strepitosa, l’Acquaviva infila un break di 4 punti (21-18). E’ sempre la schiacciatrice barese a realizzare il punto del 22-19 con una pipe mani-fuori.
Silvietta e una doppia ospite ci portano sulla soglia del traguardo. D’Ambrosio annulla il primo set-point; coach Bruno reintroduce Armenise, che era stata sostituita da Ursini, e vorrebbe spedire in campo anche Mary ma la domanda arriva fuori tempo massimo.
Per l’ultimo attacco il Taranto si affida a Gisela e l’argentina non delude le aspettative (25-20).

Terzo set
Il terzo parziale del Taranto è forse peggiore dei precedenti. Acquaviva passa in vantaggio per 0-3 e poi la nostra partita segue questo copione: un punto e un errore punto (ne elargiremo 10 nel solo parziale).
Ci si attende la svolta, il guizzo, la continuità capace di valorizzare tutte le energie spese (in parte) invano e invece sono le ospiti a premere sull’acceleratore: break da tre con Lopane, D’Ambrosio e Armenise (9-13).
Se l’Oria, nostra ospite due settimane fa, sembrava un esercito con divise perfettamente uguali (incluse le ginocchiere rosse, abbinate ai pantaloncini), l’Acquaviva si mette in evidenza per l’originalità delle scarpe che abbracciano tutte le tonalità dell’azzurro. In più c’è Angela Ceo che utilizza le scarpe del bowling.

Finalmente Taranto inizia a giocare in modo conforme alle proprie potenzialità: Ivana, Silvietta e Cristiana permettono il recupero (18-17), ma il vero incubo inizia adesso. Ale è insolitamente fallosa e l’Acquaviva va a segno da sinistra e dal centro (18-21).
Ivana arresta temporaneamente il tracollo ma è solo un’illusione perché le ospiti ci appioppano la mazzata finale. Gli ultimi due punti sono un ace-culo di Mary Miale, donna della provvidenza, e un muro del Chief Executive Officer (19-25).

Quarto set
Taranto dal rendimento altalenante: dopo il black-out della seconda metà del terzo set, adesso è il momento buono. La consapevolezza di aver già perso un punto sprona le ragazze a darci dentro: difendiamo come si deve, muriamo con Cristiana e poi c’è Gisela che conferma il suo rendimento eccellente (10-4).
Continuiamo a sbagliare in attacco, ma Silvia e Silvietta incrementano il vantaggio e la sola Salviola sembra in grado di replicare (17-9).
Girandola di sostituzioni per le ospiti. Entrano tutte o quasi: Ananas Komarova, (Lucr)Ezia Salamida, Mary Miale e Cesaria Ursini.
Perché non anche Marchesini, poverella?

Bisogna dire che le riserve non si limitano a fare atto di presenza in campo, ma realizzeranno ciascuna i propri buoni punti.
Comunque, Gisela non si ferma più ed anche Silvietta regala perle di bravura, come il pallonetto che vale il 20-11.
Acquaviva ritorna in partita ma ormai il set è in cassaforte; si tratta solo di amministrare fino al 25-15.
Tie-break
Si è fatto tardi e lo sa bene Gisela che ha problemi di orario.

Meno male che torna l'ora solare... Se Gisela sistema l’orologio con la stessa attenzione con cui fa il bucato, domani metterà la sveglia alle 18.30...
Intanto, comunque, ci sta conducendo verso la vittoria e questo è l’importante (4-2). Ace di Armenise con una ricezione di Ivana che mi ricorda quella del lontano 5 aprile 2006 proprio con l’Acquaviva... Beh, a parte questo episodio isolato, bisogna dire che stasera Ivana in difesa ha compiuto una serie incredibile di salvataggi.
Secondo tocco di Ale. Un’altra mousse (6-4).

A questo punto Pasqua Salviola, sorta di giocatrice e non solo di giocatrice, gela il Maria Pia: due punti che si sommano a quello dell’amministratore delegato e le ospiti passano avanti (6-7).
Ancora una mousse di Ale, poi un muro di Ivana e poi un punto furbetto di Silvietta che trova un buco in corrispondenza del posto cinque avversario (9-8). Sta diventando pure smaliziata la creatura.
Acquaviva ancora in vantaggio grazie al pallonetto di Armenise (10-11).
Poi, finalmente, scocca l’ora di Gisela. Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. Lei è una di quelle giocatrici che, come si suol dire, escono sempre dal parquet con la maglia sudata. E pure macchiata.
Non solo: si stanno anche staccando i nastri taping dalle braccia. In questo momento Gisela sembra la protagonista di uno di quei film in cui gli zombie escono dalle tombe scrollandosi dalle braccia le ragnatele e i frammenti di tessuto dei vestiti.

Uno-due-tre! Un attacco meglio dell’altro e poi c’è anche la ciliegina del muro di Cristiana (14-11).
Acquaviva non si arrende mai: punto del Chief Executive Officer e palletta di Salamida, subentrata a Marzano per alzare il muro (14-13). Oltre al muro delle ospiti, si alza anche la preoccupazione sugli spalti, ma è nuovamente la fantastica laterale appulo-argentina a dire l’ultima parola in questa partita: 15-13!
Bah, più ombre che luci: molti errori-punto (28), molte battute sbagliate (11), gioco un po’ confuso e paurosi cali di tenuta. In compenso, c’è stata la capacità di raddrizzare una partita che poteva avere un esito ancora più triste e poi la prestazione di Gisela è stata imperiosa.

Non dimentichiamo i meriti dell’Acquaviva, squadra tutt’altro che in crisi ed anzi particolarmente cazzuta e vivace.
E infine due punti in classifica che però non tolgono i dubbi sulle nostre potenzialità: chi siamo? Dove possiamo arrivare?
Passiamo alla fava e allo scuèrcele.
SIMONA: Felicitazioni in anticipo per l’imminente gravidanza. Tanti cari auguri.
ALE: Sì, tre tocchi di seconda li ha spinti a terra. Però quello che è finito sulla rete è stato per me un trauma sconvolgente che difficilmente riuscirò a risolvere...

Tabellino: TARANTO-Acquaviva delle Fonti 3-2 (24-26, 25-20, 19-25, 25-15, 15-13).
Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Scialacomo 28, Gallo Ingrao 12, Basile NE, Renna 6, Stufano 0, Mastandrea 18, Certa 5, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 3, errori in battuta 11, muri-punto 10.
Volley 2000 Acquaviva: Lopane 5, Armenise 10, Ursini 1, Ceo 11, Marzano 3, Komarova 1, Miale 1, Salamida 1, D’Ambrosio 14, Salviola 14, Marchesini NE, Caricato (L) – All. Bruno.
Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.
Arbitri: Luca Garzia (LE) e Dario Murra (BR).
Durata set: 27’, 27’, 26’, 24’, 18’ – Durata totale dell’incontro: 2.14’.

Altri risultati: Sarno-Oria 3-1, Arzano-Centro Ester NA 3-1, Molfetta-AS Benevento 3-0, Accademia BN-Battipaglia 1-3, Livi Potenza-Leonessa Altamura 3-0, San Pietro Vernotico-Salerno 3-0, V.Altamura-ASCI Potenza 0-3.
Classifica: Sarno 16; Centro Ester NA 14; Arzano 13; Battipaglia, ASCI Potenza, Molfetta e San Pietro Vernotico 12; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; TARANTO 9; Oria 6; Accademia BN e Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.
Con una multa da 200 euri Oria balza in testa alla classifica. La sanzione è dovuta alle intemperanze di un tifoso che ha lanciato un oggetto contundente contro l’arbitro, non colpendolo, e poi ha minacciato e offeso lo stesso direttore di gara.
Prossimo turno: Salerno-TARANTO, sabato 31 ottobre 2009, ore 17.00.
Battipaglia-Taranto 3-1

Domenica 18 ottobre 2009 – ore 18.00
Finalmente le giocatrici del Taranto indossano tute uniformi: parte superiore bianca con bordi blu, pantaloni blu con scritta “Faame” in bianco. Una scritta molto rappresentativa.
Ed anche il riferimento alla Magna Grecia è coerente con lo spirito del roster, laddove per “Magna” non si intende “grande” ma si intende la terza persona singolare del verbo magnare.
Sarà per l’orario, ma dopo appena due minuti che siamo saliti sul pulmino di Eustacchio già vengono aperti i primi panini.
Per riscaldarli qualcuna suggerisce di usare la tecnica involontariamente sperimentata dall’emigrante Amitrano nel film Bianco, rosso e Verdone, ossia panino per mezz’ora sotto l’ascella e tanti saluti al forno a microonde. Senza contare l’arricchimento aromatico.
Preferisco fermarmi qui per adesso, ma anche oggi gli argomenti tenderanno a non essere particolarmente filosofici.
Cristiana trova una cosa che le piace in un autogrill, ma ha dimenticato il borsellino sul pulmino. Le prometto che al ritorno gliela regalerò io a condizione che muri almeno tre volte una certa giocatrice del Battipaglia che non è Lombardo né El Gamal né Borrelli né Montemurro.

E’ un’altra, però, la grave dimenticanza del sottotenente. Ha lasciato a casa l’amuleto che tanto bene si era comportato con il Potenza e con l’Oria. Se stasera le cose andranno male, sappiamo già di chi sarà la colpa…
Battipaglia. Ecco il rondò dove si può abbandonare e poi ritrovare tranquillamente il telefonino ed ecco il bel palazzetto asimmetrico. Il tetto è spiovente. Se ricevi alto verso la parte più bassa, corri più rischi che il pallone finisca sul soffitto. A proposito, anche qui ci sono i palloni nuovi e in più non ci hanno ancora scritto sopra il nome della squadra.

Contrariamente a quelli del San Pietro, i palloni del Battipaglia potrebbero quindi essere rubati e ricettati più agevolmente.
Ma le nostre attenzioni vengono subito distolte dalla grande organizzazione di coach Nello Caliendo, che ha uno schemino (colorato) con le rotazioni e ne fa dono a Marcello così quest’ultimo potrà evitare in futuro di mandare in tilt la panchina come successe a Potenza.

Durante il riscaldamento le istruzioni alle padrone di casa vengono direttamente impartite dalla capitana Lombardo. Sembra una kapò. A proposito, oggi la sorella viene a giocare da queste parti, a Pontecagnano, ma Tatiana non rinuncia alla partita. Io le avrei consigliato il contrario; quando ricapita un’occasione così per salutare la sorella lontana? Niente da fare. E’ proprio vero che la famiglia non è più un valore.
Chi, invece, crede che la famiglia sia un valore prevalente sulla pratica agonistica è l’ex-libero della squadra campana, Marianna Granozio, presente sugli spalti e giunta all’ottavo mese di gravidanza. Sarà un maschietto.

Formazioni.
Mister Nello Caliendo propone Rossana Montemurro in palleggio, Tatiana Lombardo e Sara Casale schiacciatrici, Valentina Borrelli e Ratiba El Gamal centrali, Anna Maio libero (c’è il turn-over con Marianna: un anno è incinta una, un anno è incinta l’altra).
In panchina: Valentina Fusco, Emanuela Morone (che secondo me è bravissima e potrebbe giocare da opposto titolare), Giusy Palladino, Gerarda Giello e Federica Buonocore.

Taranto con lo stesso sestetto del derby: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao schiacciatrici, Cristiana Zonca e Angela Stufano centrali, Simona Leone libero.
A disposizione di coach Marcello Presta: Katia Taddei, Silvia Renna e Simona Mereu.
Arbitrano due signori con cui abbiamo sempre perso. Ma è solo un’amara curiosità statistica; stasera dirigeranno una partita praticamente senza contestazioni. Saranno “trasparenti” e questo per gli arbitri non è certo un difetto.
Primo set
Sblocca il punteggio un magistrale primo tempo di Valentina Borrelli, una delle migliori centrali della categoria, una ragazza straordinaria.

Replica Silvietta e si va avanti in un equilibrio praticamente perfetto: solo break da due punti, se vogliamo chiamarli break, ed errori punto che si contano sulle dita di una mano.
Nel vero senso della parola.
Il sesto errore-punto delle due squadre, messe insieme, arriva al trentesimo scambio, sul 19-20. Senza il rally point system in quel momento saremmo ancora sul punteggio di 4-5. Forse qualcosa non va nelle difese, ma io tendo a credere che sia più bravura e concentrazione delle attaccanti.

E’ una bella partita, molto tecnica. Battipaglia manda a segno tutte le bocche di fuoco, soprattutto Casale e Lombardo, e valorizza il grande talento di Borrelli (3 punti personali in questa fase). Nel Taranto si mette in evidenza Ivana, che mette a terra quattro palloni.
Arriva nel palazzetto un signore che somiglia a Vinicio Capossela. Invece di cantare Ovunque proteggi, si impone come miglior urlatore della serata in una posizione di sostanziale monopolio. Bisogna dire che è un tifoso-positivo, non è un tifoso-contro; urla solo incitamenti alla propria squadra e mai una sillaba contro le ospiti. E’ simpatico; lo invitiamo ufficialmente a Taranto.

Sul 16-17 c’è un muro di Cristiana sull’opposto battipagliese, il primo, e così siamo finalmente avanti di due punti. Nello chiama immediatamente il time-out.
Il pareggio non tarda ad arrivare, grazie ad un’atleta che da lontano non riesco ad individuare (19-19), ma è ancora Cristiana a porre due lunghezze di distacco. Basteranno?
Proprio sul 21-22, nel momento più importante, l’unico break da tre del parziale: muro di Ale, muro di Silvietta (in entrambi i casi collabora Angela) e attacco sulla rete di Dello Monaco (21-25).
Che incontro tirato e intenso. Che bel gioco.

Secondo set
Errore in battuta delle ospiti (evento rarissimo; appena due nell’intero incontro), muro di Cristiana e siamo sul 0-2. Visto l’andazzo del primo set, è un bel patrimonio da gestire…
La musica, però, adesso cambia leggermente.
Prima Casale e poi un’ispiratissima Lombardo favoriscono un allungo significativo (11-7). Dopo San Pietro l’avevamo pensato (e scritto): per qualche giocatrice questa sarà la partita del riscatto ed eccole qua.
C’è un cambio nel Taranto: Marcello rischia la carta Renna (ancora fresca di ecografia) che si presenta con un errore in battuta (14-10) ma poi saprà farsi perdonare.

Battipaglia dilaga con un ace di Montemurro, sempre molto positiva, e un primo tempo di El Gamal, oggi non brillantissima ma sempre simpatica e comunque il suo lavoro l’ha fatto. Con un pallonetto e due muri di un’attaccante della squadra locale si arriva al 22-13.
Qui è Silvia che tenta il miracolo e per poco non ci riesce: quattro punti personali in un break da cinque e siamo 23-19.
Battipaglia, però, non perde la testa e controlla la conclusione del parziale (25-19).

Terzo set
Nello non ha ancora effettuato un solo cambio. Secondo me, lo sta facendo apposta perché non vuole dare soddisfazione a Marcello.
Parte bene Battipaglia con Lombardo e Casale in grande condizione e con una difesa sempre più solida (13-8).
Ci sono giocatrici efficaci, ci sono giocatrici eleganti e ci sono giocatrici efficaci ed eleganti allo stesso tempo. Sara Casale appartiene a questa terza categoria. Quello che più mi piace di Sara è l’atterraggio. Sì, l’atterraggio. Dopo aver menato la sua bomba, infatti, la ragazza atterra e si coordina con movimenti molto leggiadri ed armonici. Che classe (la foto sotto è fuorviante e non rende l'idea).

Il gioco del Taranto, invece, ha perso un po’ di densità: Ivana e Silvietta adesso hanno difficoltà a mettere la palla a terra mentre le centrali sono ben attenzionate (come scriverebbero i Carabinieri) dal muro locale. La povera Ale prende atto che l’unica exit-strategy possibile in questa fase si chiama Gisela Scialacomo.
Cavolo, quanti paroloni che sto usando: densità di gioco, exit-strategy, attenzionate... Le ripeterò ogni settimana.
La nostra schiacciatrice appulo-argentina sta disputando un incontro maestoso e negli ultimi due set realizzerà la bellezza di 18 punti (a parte gli 11 palloni già messi a terra). Cifre da fenomena.

Sul 15-9 ribaltiamo una situazione che sembrava particolarmente critica con un parziale di 1-8: quattro punti sono di Gisela, uno di Silvietta e c’è anche Ale piuttosto vivace sia a muro che con il suo secondo tocco fatato.
Si arriva così al 17-20.
Ecco il primo cambio di Nello, che osa sostituire l’amica mia con Federica Buonocore. Come si permette?! Rimitt’ ‘ngampo a Valentina o mo t’ fazz’ ‘a contestazione…!
Lombardo e Casale firmano la rimonta (21-21), ma Gisela sfodera una delle sue pipe che valgono nuovamente il vantaggio e soprattutto l’occasione di chiudere vittoriosamente anche questo set (21-23).

Ci manca la giusta cattiveria mentre Battipaglia, ancora una volta, dimostra una grande padronanza di nervi e non sbaglia nulla. Purtroppo spediamo fuori un lungolinea e poi non riusciamo a trovare le mani del muro avversario nell’ultimo, scomposto assalto (23-25).
Quarto set
Agghiacciante l’avvio del quarto parziale: 8-0 e questa volta la premiata ditta Lombardo & Casale ci mette solo lo zampino ma il grosso del lavoro lo realizza Federica Buonocore. Un tempo c’era un bravo cantautore napoletano che si chiamava Nino Buonocore e che aveva l’inconsueta caratteristica di non cantare in dialetto. Chissà che fine ha fatto. Che siano parenti? Le tue chiavi non ho…

Gisela blocca il tracollo, Cristiana mura Dello Monaco, ma Casale e Lombardo riprendono a martellare una difesa che pure si sta comportando egregiamente. Stiamo contando i punti di Casale (e sono tanti: 22), ma ci sono anche palloni difesi che meriterebbero una stele celebrativa: “Qui Simona Leone ha eroicamente tenuto in campo una perfetta diagonale di Sara Casale”.
Purtroppo, però – come cantava Buonocore – le chiavi non abbiamo per entrare nel campo avversario. Cioè, Gisela ce le ha, ma non ha fatto il duplicato per le compagne.
Zitti zitti, comunque, siamo arrivati al 14-11. C’è un altro muro di Buonocore ma anche qualche imprecisione offensiva della centralona campana.

Imprendibile la bomba di Casale che vale il 16-13, ma un’epica Gisela mette a terra una doppietta e sfioriamo così il pareggio (16-15).
Palletta Casale, ace Montemurro e mani-fuori Casale; la cosa si complica nuovamente (19-15).
La stella di Paranà schiaccia il settimo punto del parziale, poi però va in seconda linea.
Incredibile: anche da dietro continua a fare punti con le pipe. Ormai il Taranto segue uno schema fisso: proviamo a murare con Cristiana, difendiamo quello che possiamo e poi palla a Gisela e se la vede lei.

La cosa regge fino al 22-20, poi Montemurro spinge sulla collega di ruolo un pallone che non riusciamo a difendere e Lombardo realizza un ace che vale oro (24-20).
Silvia annulla il primo match-point con un magnifico pallonetto mani-fuori.
Cristiana annulla il secondo opponendo il terzo muro personale a Dello Monaco (il che le vale il premio-Trombetta quando ci fermeremo in autogrill).
Capossela invita alla calma e alla determinazione. Viene ascoltato perché un’autorevole Sara Casale pone legittimamente e meritatamente la propria firma in calce alla partita (25-22).
Una bella partita. Il risultato è giusto e brillano i meriti del Battipaglia piuttosto che i demeriti nostri. Tra questi ultimi forse c’è solo la mancanza di cattiveria nel terzo set (17-20 e poi 21-23) e il black-out all’inizio del quarto (anche se poi, rientrati in partita, l’impresa l’abbiamo sfiorata).

Ci resta la consolazione delle mozzarelle di bufala (che dovrò difendere da dodici tentativi di furto in tre ore e mezza), quella del rientro in campo di Silvia dopo l’infortunio e la gradevole consapevolezza di disporre di un’attaccante stellare come Gisela. Una… forza della natura che in quanto tale va lasciata libera di esprimersi.
A proposito, sull’esempio di Maradona, anche la nostra laterale prova a cimentarsi come allenatrice e propone l’entrenamiento secondo Gisela: quattro ore di allenamento due giorni prima della partita e riposo assoluto alla vigilia.
Il venerdì (o il sabato) libero rappresenta una buona base di discussione per il resto della squadra, ma vengono espresse perplessità circa le quattro ore dell’antivigilia.
“State tranquille, ragazze” – puntualizza Gisela. “Si dice quattro ore, ma in realtà un’ora se ne va col riscaldamento, un’altra ora con esercizi blandi (lei usa un’altra parola che inizia con la c e che forse sarebbe piaciuta al pibe de oro), mezz’ora di – …omissis… - e alla fine resta un’oretta e mezza scarsa…”

Da questa settimana sperimentiamo una nuova rubrica, sfacciatamente copiata da alcuni quotidiani. Indicherò quelle che a mio insindacabile giudizio saranno state la nota più positiva e quella più negativa della partita. La migliore e la peggiore. Semaforo verde e semaforo rosso.
Io direi che potremmo riferirci al noto proverbio dialettale, “Non mischiare scuèrcele e fave”, e indicheremo lo scuèrcele e la fava di ogni partita.
GISELA: 29 punti in 4 set (già questo basterebbe) e in più anche un futuro da allenatrice.
CRISTIANA: Ha dimenticato l’amuleto a casa. Ma come si fa? Sì, ha 6 muri-punto all’attivo, ma è lei la responsabile di questa sconfitta per il motivo appena espresso.

Tabellino: Battipaglia-TARANTO 3-1
Battipaglia: Borrelli 8, Fusco 0, Morone NE, Lombardo 20, Montemurro 6, Palladino NE, Casale 23, Giello NE, El Gamal 2, Buonocore 6, Maio (L) – All. Caliendo.
Aces 7, errori in battuta 2, muri-punto 6.
Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 5, Scialacomo 29, Renna 7, Stufano 1, Mastandrea 8, Certa 4, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 3, errori in battuta 7, muri-punto 12.
Arbitri: Andrea Giova (AV), Daniele Botti (NA).
Durata set: 22’, 26’, 28’, 30’ – Durata totale dell’incontro: 1.55’.

Altri risultati: Centro Ester NA-V.Altamura 3-0, Sarno-Molfetta 3-0, AS Benevento-Arzano 3-2, Leonessa Altamura-Accademia BN 3-0, Acquaviva delle Fonti-San Pietro Vernotico 0-3, ASCI Potenza-Salerno 3-1, Oria-Livi Potenza 2-3.
Classifica: Centro Ester NA 14; Sarno 13; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; Arzano 10; San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Battipaglia e Molfetta 9; TARANTO 7; Oria 6; Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; Livi Potenza e V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.
I cessi e gli spogliatoi. Sono i cessi e gli spogliatoi la maledizione di Benevento, in particolare gli spogliatoi degli arbitri. La prima multa per l’Accademia (da euro 40,00) è dovuta infatti alla mancanza della chiave dello spogliatoio degli arbitri, oltre che per un servizio di asciugatura insufficiente.
Tutto questo mi ricorda l’indimenticato Massimo Troisi di Ricomincio da tre nella scena del bagno, quando si lamenta con Frankie della mancanza della chiave.
“E’ che io nun riesco a fa’... Cioè, mi blocco... Sto... Cioè, pure int’ ‘e gabinetti pubblici nun riesco mai a... Tengo sempre paura che entra qualcuno e mi blocco”
“Ma se ci siamo noi due soli... Io so che tu sei dentro!”
“Ah, già”.
Prossimo turno: Taranto-Acquaviva delle Fonti, sabato 24 ottobre 2009, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.
Taranto-Oria 3-2

Sabato 10 ottobre 2009 – ore 19.00
Taranto-Oria, derby dei ricordi. Il riferimento è alle epiche sfide di serie C, ma soprattutto ai ricordi suscitati dalla presenza nella formazione brindisina di due nostre ex-giocatrici: Simona e Rossella.
Dopo la breve stagione del marketing d’immagine, ho la sensazione che quest’anno il core-business del Taranto sia tornato ad essere il “gioco giocato”. Siamo una squadra spartana; basti pensare al look. Le altre squadre si presentano sul parquet con tute e borsoni uniformi; tra le nostre ragazze c’è chi ha la tuta dell’anno scorso, chi la tuta di tre anni fa, chi la tuta degli All Blacks, chi la maglia del pigiama.

Per non parlare dei borsoni, le cui scritte abbracciano tutto l’Annuario della pallavolo 2007-’08: Massafra, Ostuni, Scafati...
Quando arrivo al Maria Pia sono in corso lavori di ristrutturazione. Ah no, è lo staff dell’Oria che sta piazzando la telecamera in una posizione strategica. A saperlo, avremmo potuto mettere a disposizione un ponteggio anche se nel caso specifico della squadra brindisina io avrei effettuato riprese ad altezza d’uomo da fondo campo. Alli vinti litri, come si dice nelle campagne della zona orientale della provincia...

Sorge un altro problema: i palloni non sono proprio conformi. Quest’anno bisognerebbe usare quelli più fichi, tutti gialli e blu. Giungiamo all’accordo che per questa volta usiamo ancora quelli vecchi, ma ritoccheremo le immagini con Photoshop in modo tale che in Federazione non se ne accorga nessuno.
La stessa Federazione in settimana aveva comunicato che ci sarebbe stato un minuto di silenzio inviando un fax direttamente a casa di Simona Leone onde evitare l’equivoco dell’esordio. Tre minuti di raccoglimento su quattro giornate di campionato; manco nel campionato di pallavolo irakeno...
In tribuna c’è una giocatrice olandese accompagnata da Tony Manero. Io l’avevo scritto l’estate scorsa che avevamo preso Debby Stam e nessuno mi voleva credere.
Aumentano i portafortuna per lo scaramanzometro: il segnapunti Enzo e il cagnolino di Giuseppe, ma in tribuna, nelle mani di Marika, c’è quello più importante.
Finite le chiacchiere, passiamo alle formazioni.
Nel Taranto non possono giocare Silvia Renna per via della caduta di domenica scorsa e Marika Guerri per via della... caduta di 3/4 settimane fa. La centrale è in panchina con Katia Taddei, Priscilla Pisani, Simona Mereu e la giovane under Giulia Basile.
Il sestetto di coach Marcello Presta è quindi formato da Alessandra Certa, Silvia Mastandrea, Gisela Scialacomo, Ivana Gallo Ingrao, Cristiana Zonca, Angela Stufano e il libero Simona Leone.

L’allenatore ospite, Massimo Parentela, schiera Lucia Sebastio in palleggio, Ida Taurisano opposta, Simona Mucci e Rossella Garaguso laterali, Mimma Ventruti e Monica Casalino centrali, Annamaria Tateo libero.
A disposizione: Annacarla Cozzetto, Francesca Parentela e Daniela Lonoce.
In tribuna la storia della pallavolo tarantina: Clara Clemente, Laura Passaro, Alessandra Passaro. Mi fa un certo effetto vedere Alessandra non-incinta. Vabbè, non tocchiamo questo tasto...

Ci sono anche Valentina Moro, Sonia Tinelli, Nazarena Presta e gli amici tifosi protagonisti di tante battaglie proprio in questa stessa palestra. Oggi sono venuti senza il tamburo rossoblu. Amma capìte tutte cose... Allora è per Rossella che venivate a fa’ ‘u tife, disgraziati...!
Con tante ex in campo e fuori, mi verrebbe da proporre una rimpatriata: la squadra attuale contro le ex-giocatrici, ma l’autorizzazione a modificare il programma non viene concessa.
Primo set
Si comincia con un riuscito tocco di seconda di Lucia Sebastio. Così, a freddo.
Simona-di-metallo incrementa il vantaggio e a nulla vale l’eroica mano stesa a terra da Leo.

Bisogna attendere l’1-8 per la reazione tarantina, ma lo spettacolo varrà il sacrificio dell’attesa.
Muro di Ale ed ace di Silvietta (4-8) e poi un break da quattro chiuso da un altro punto della nostra palleggiatrice (8-9). A parte Mucci a quota 3, le due alzatrici sono curiosamente le atlete più prolifiche fino a questo momento.
La marziana Taurisano atterra sul nostro pianeta realizzando il primo punto personale di una lunga serie, ma Ivana ed Ale, con un secondo tocco dei suoi, completano l’operazione sorpasso (11-10). Ci abbiamo messo meno delle più rosee previsioni.

A questo punto la partita prende una strana piega: le attaccanti dell’Oria si fanno un culo così ma le brindisine annullano tutto sbagliando una serie impressionante di servizi (7 nel solo parziale; 14 nell’intero incontro).
Sul 18-18 Ivana mette a terra due palloni d’oro; Rossella e Taurisano ottengono il pari (22-22) e poi chiudiamo con due falli delle ospiti ed un attacco efficace di Gisela nel mezzo (25-22).

Secondo set
E’ ancora Simona Mucci ad inaugurare il parziale (sarà così in 4 set su 5).
L’ultimo punto della precedente frazione era stata un’invasione delle brindisine; Gisela ritiene che anche in questo scambio ci sia stata una violazione di domicilio da parte della Sebastio: “E’ entrata con tutto il piede!”
Meh, vabbè, che razza di ospitalità è questa...?
Silvietta imita la marziana con una palletta ben piazzata e poi si scatena Gisela (6-5).

Entra prepotentemente in partita anche Monica Casalino mentre Ida Taurisano ci crea grossi problemi con il suo servizio lungo (8-13). Sonia, in tribuna, fa una previsione: il prossimo lo tira corto. Previsione azzeccata ma la marziana esagera un po’ e il pallone finisce in rete.
Serve molto bene anche Gisela, che trova un ace sporchino e permette a Silvietta di completare la rimonta (16-16).
Poi commettiamo qualche errore in attacco mentre Rossella e Taurisano non falliscono un colpo: è il break decisivo (16-21).
Tentiamo di recuperare con la schiacciatrice argentina, ma un mani-fuori di Rossella chiude la questione (21-25).

Terzo set
Magia di Ivana che mira al seggiolone dell’arbitro e riesce a centrarlo con un servizio preciso.
Ace di Silvietta (5-2).
Ho la vaga impressione che in battuta stiamo tirando sempre sulla stessa giocatrice. Non faccio nomi; dico solo che gioca da laterale, ha meritatamente vinto un’edizione di Miss Motors ed è riuscita a imporre l’utilizzo di ginocchiere rosse a tutte le compagne. Questa è una squadra che deve tenerci all’estetica.

La laterale in questione, comunque, si vendica in battuta perché crea grossi problemi alla nostra ricezione pur non servendo al salto come era solita fare con noi. Grazie alle sue battute e ai muri di Rossella e Ventruti, Oria si porta sul 5-7.
Inizia una fase emozionante ed intensa della partita con continui cambi-palla. Magnifica Silvietta, che schiaccia quattro palloni; molto bene anche Ivana.
Dall’altra parte vanno a segno Casalino e Mucci (12-14).

Break Taranto: Gisela, Ivana, errore ospite e Cristiana (16-14). Il sottotenente, finora poco prolifico, sta incrementando il proprio bottino personale. Molto efficace anche Simona Leone. E’ una bella partita.
Dopo un ace di Ale, Taurisano e Mucci riavvicinano l’Oria (21-20), ma a questo punto è il nervosismo che fa il proprio ingresso in campo. Proteste ospiti per una palla fuori di Taurisano e proteste ospiti per una palla dentro di Gisela; ne consegue un’ammonizione che offre al Taranto quattro palle-set.

Basta la prima perché le brindisine spediscono un attacco sulla rete (25-20).
Quarto set
Pittoresco il servizio di Monica Casalino: si pone di lato rispetto al campo, fa un mezzo giretto e poi scaglia la palla in un punto sempre diverso. A parte la potenza leggermente inferiore, lo stile ricorda quello di Sartoretti.
Muro e attacco di Silvietta (2-1), qualche errore-punto biancoblu, bomba di Gisela e break di 4 punti: mani-fuori Ivana, muro a cappuccio di Angela e doppio ace di Cristiana (8-7). Insomma, nel bene e nel male stiamo facendo tutto noi.

Poi ci blocchiamo.
Un pallonetto di Taurisano ed uno di Casalino sono il primo e l’ultimo punto di un parziale di 3-12 in cui, peraltro, i tre punti nostri sono i soliti errori in battuta delle ospiti. Siamo in serie difficoltà e Oria sta dando spettacolo, grazie anche ad una pipe di Simona-di-metallo, ad una splendida alzata di Sebastio per il proprio opposto e soprattutto ad una Rossella scatenata.
Come è noto, con noi la solare giocatrice manduriana giocava da centrale. Solo una volta ricordo che Marcello tentò di impiegarla come attaccante, ma i risultati non furono così brillanti (Manoppello, novembre 2007). E brava Roxy.
Sul 14-20 il colpo di grazia: ace Mucci, muro della marziana e punto finale di Rossella (15-25).

Tie-break
Uffa, un altro tie-break. E inizia pure male con Mucci che porta l’Oria sull’1-3.
Mentre inizio a pensare che potrei fare il copia e incolla con i precedenti articoli sui tie-break finiti male (Altamura, Centro Ester e Sarno l’anno scorso), prendono avvio i cinque minuti più travolgenti del Taranto 2009-’10.
E’ Cristiana che ottiene il cambio-palla con un primo tempo e così va a servire Silvietta.
“Salta, Simò!” – grida un’atleta dalla panchina ospite, ma la nostra Silvietta realizza subito un ace e inaugura una sequenza di servizi perfetti.
La grande protagonista è Gisela: quattro punti quasi consecutivi e si va sul 9-3. Al cambio di campo coach Parentela accoglie le proprie giocatrici con parole non particolarmente affettuose.

Gisela è inarrestabile: manda un pallone fuori, ma poi ne piazza altri due dentro e raggiunge così la marziana Taurisano a quota 22. Siamo 11-4.
La marziana, a proposito, non sta bene e deve ricorrere allo spray. L’ultima volta che l’abbiamo vista a Taranto stava decisamente... meno bene; fa piacere rivedere in buona forma una giocatrice che rende onore al volley e che riesce a fare punti con un’impressionante ed apparente facilità.
Simona-di-metallo interrompe il cedimento oritano (14-5) e poi è Ivana, brava e fortunata, a chiudere la partita con un punto-culo aiutato dal nastro (15-5).

Tabellino: TARANTO-Oria 3-2
Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 10, Basile NE, Scialacomo 22, Renna NE, Stufano 5, Mastandrea 16, Certa 4, Pisani NE, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 8, errori in battuta 4, muri-punto 4.
Oria: Ventruti 3, Garaguso 19, Cozzetto NE, Casalino 8, Sebastio 8, Parentela NE, Mucci 19, Taurisano 22, Lonoce NE, Tateo (L) – All. Parentela.
Aces 5, errori in battuta 14, muri-punto 5.
Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).
Durata set: 25’, 21’, 25’, 15’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Salerno-Centro Ester NA 0-3, Arzano-ASCI Potenza 3-0, Livi Potenza-Sarno 0-3, San Pietro Vernotico-Battipaglia 3-1, Accademia BN-Molfetta 2-3, V.Altamura-Leonessa Altamura 1-3, Acquaviva delle Fonti-AS Benevento 1-3.
Classifica: Centro Ester NA 11; Sarno 10; Arzano, AS Benevento e Molfetta 9; Leonessa Altamura 8; TARANTO, ASCI Potenza, Battipaglia e San Pietro Vernotico 6; Oria e Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; tutte le altre 0,00.
La prima multa è dell’ASCI Potenza. Un isolato tifoso ha rivolto ripetutamente una partita offensiva all’arbitro. Visto che era solo una parola, ci potevano pure togliere la curiosità...
Prossimo turno: Battipaglia-TARANTO, domenica 18 ottobre, ore 18.00.
ASCI Potenza-Taranto 1-3

Domenica 4 ottobre 2009 – ore 18.00
El talismán de tu piel me cuenta
que tu destino caerá a mi puerta
(Rosana, El talismán)
Esistono due chiavi di lettura per questa partita e per questa vittoria.
La prima è razionale. Il Taranto ha giocato in modo impeccabile (ad eccezione del secondo set): attacchi incisivi, ottima distribuzione di gioco, muro-difesa come ai vecchi tempi, pochissimi errori e soprattutto grande carattere e determinazione. Direi proprio grande cuore, quello che ha permesso di superare anche il disagio tecnico-emotivo per l’infortunio di Silvia nel quarto set.
Poi c’è una chiave di lettura… esoterica, di cui però non possiamo fornire particolari. Diciamo solo che il fattore G può andare nel solaio; abbiamo compiuto il salto di qualità.
Ma andiamo con ordine e raccontiamo dall’inizio una delle trasferte più soddisfacenti ed anche più divertenti che io ricordi.
Il calendario non è stato tenero visto che l’ASCI Potenza (6 set vinti, nessuno perso) non appare proprio come l’avversario ideale per riscattarsi dopo i due tie-break persi in avvio di stagione. Si racconta di una squadra temibile. Si racconta di una Nolè che sta facendo faville (media di 9 punti a set la settimana prima).
Andiamo a Potenza con il pulmino di Eustacchio. Il culo di Simona è recuperato; manca soltanto Priscilla perché è impegnata con la nazionale italiana alla finale degli Europei.

Marika pianifica la scaletta delle conversazioni pre-partita, ma già qui preferisco stendere un velo di riservatezza così come è meglio non riferire dei commenti legati all’evolversi di Fiorentina-Lazio.
Quella di Potenza non sarà una partita normale. Nulla sarà più come prima da quando la schiacciatrice toscana ha preso l’iniziativa di avvalersi di una consulente esterna.
Ogni volta che viaggio con le giocatrici imparo una cosa nuova. Adesso, ad esempio, so che esiste il colore marrone normale e il colore marrone “cacca dopo la verdura” (qui Marika non c’entra).
Eustacchio è puntualissimo e alle 16.30 precise siamo al… PalaCaliendo.

Basilicata. Il giorno prima c’era stato anche il cosiddetto presidente della Repubblica, Giorgio Firmatutto Napolitano, che aveva elargito una lezioncina di diritto costituzionale a chi gli chiedeva, invece, un segnale di dignità morale, ossia astenersi dalla firma del condono fiscale salvaladri. Il re del Belgio abdicò pur di non firmare una legge che riteneva contraria ai propri princìpi, ma non si può pretendere tanto da uno come Napolitano.
Arriva Francesca Nolè, che oggi festeggia l’onomastico. Qualcosa ci dice che vorrà festeggiarlo in un modo che a noi non dovrebbe piacere affatto.
Lodevole il match program che la società lucana distribuisce ai tifosi e alle squadre ospiti.
La prima missione di questa trasferta è fotografare insieme le due Katie Taddei del girone.

Come è noto, la nostra schiacciatrice e la centrale potentina hanno lo stesso nome e cognome, oltre che quasi la stessa età e la stessa statura. E’ una circostanza un po’ insolita anche perché Taddei non è un cognome diffusissimo nelle nostre regioni ed anche Katia non è popolare come altri nomi.
La Katia Taddei locale acconsente con gentilezza alla foto, poi però la capitana Avena consulta il match program per controllare se è vero che hanno lo stesso nome e cognome o se per caso non stiamo raccontando studicarìe. Conoscendoci, tutto è possibile.

Formazioni.
ASCI Potenza: Viki Radkova in palleggio, Costanza Ghersetti opposto, Aurora Avena e Francesca Nolè laterali, Barbara Arras e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.
In panchina con coach Massimo Telesca: Livia Di Camillo, Michela Prete, Morena Lancellotti, Daniela Ridolfo, Caterina Di Lucchio ed Emanuela Caramuta.
Mister Marcello Presta utilizza una carta a sorpresa: Marika Guerri. La schiacciatrice è schierata con la collega Gisela Scialacomo, l’alzatrice Alessandra Certa, le centrali Cristiana Zonca e Silvia Renna e il libero Simona Leone.
A disposizione: Katia Taddei, Ivana Gallo Ingrao, Angela Stufano e Simona Mereu, ca s’ stè scurdàve ‘u documènd’ a casa.

Il momento più bello della serata lo viviamo prima che la partita inizi. Lo speaker elenca i nomi delle giocatrici e degli allenatori in prima, in seconda e in terza, partendo dal “numero uno Cristiana Zonca”. La nostra centralona è convinta che sia lo starting-six e corre al centro del campo distribuendo i consueti urli di incoraggiamento:
“Andiamo, raghe! Forza! Dài!…”
Le compagne, che per fortuna hanno capito, non la seguono. Cristiana resta diversi secondi al centro del campo finché una pietosa Silvietta non va a raccoglierla e a riaccompagnarla in panchina. Come gli interventi del 118 per calmare gli squilibrati.

Dopo la ricezione (perfetta, bisogna dire) di Simona in occasione del minuto di silenzio di due settimane fa, adesso ci siamo fatti due risate con lo… starting-one di Cristiana.
Primo set
Arras e poi Nolè (2-0).
Ecco, ha iniziato. Adesso l’ex-massafrese ci sommergerà di attacchi e incrementerà la propria media. Invece la schiacciatrice si defila dal set ed è Gisela Scialacomo ad esibire uno stato di grazia, anzi di… Grazio, invidiabile. Tre attacchi dell’argentina e siamo in vantaggio per 3-6.
Nolè va in seconda linea, ci rifila un ace e poi cede il ruolo di mattatrice alla sempre temibile Katia Taddei (muro e pallonetto). Molto brava questa ragazza, ed ha appena 19 anni (7-6).

Grande pipe di Gisela, muro di Cristiana e primo punto di Marika. L’aretina inizia il proprio show personale; disputerà un set meraviglioso con 8 palloni messi a terra e neanche un errore-punto. Avevamo un tesoro e non lo sapevamo.
Mani-fuori, pallonetto e diagonale: 9-13.
Arras ci insidia, ma Gisela e Cristiana mantengono le distanze.
Dopo un muro di Taddei (15-18) e dopo che coach Telesca sostituisce un’irriconoscibile Nolè con Lancellotti, si scatena di nuovo Marika. Inarrestabile. Quattro punti quasi consecutivi (l’ultimo è un lungolinea spettacolare) e in mezzo un ace del sottotenente (16-23).

Ma è tutto il Taranto a giocare benissimo: grinta, precisione, muro-difesa e poi difendono tutte e talvolta palleggiano tutte. Solo Silvietta è un po’ in ombra, ma si riscatterà con una seconda metà di partita eccezionale.
Primi due punti di Aurora Avena, ma è tutto da rifare perché c’è un errore di rotazione del Potenza e così le joniche si ritrovano con 8 set-balls a disposizione. Il primo è annullato; il secondo lo schiaccia Gisela (17-25).
Secondo set
Cambia tutto nel secondo set. E’ un altro Potenza e purtroppo è anche un altro Taranto.
Nolè manda due palloni fuori, ma ne mette a terra quattro (6-3). Freme di rabbia agonistica. Adesso è riconoscibile. Secondo me, sta giocando addirittura meglio dell’anno scorso, il che è tutto dire.

Gisela e Marika, sempre toniche, tentano di mettere una pezza; purtroppo per noi, però, l’ASCI fa tutto bene: serve corto mettendoci in difficoltà, difende alla grande e in attacco non perdona.
Sono colmo d’ammirazione per l’organizzazione del Potenza: non solo il match program, non solo la scheda colorata per il sestetto da consegnare agli arbitri, non solo l’unico distributore automatico con i Maltesers; qui hanno anche le asciugatrici col numero sulla maglia. Nelle bancarelle degli stadi le loro maglie si vendono accanto a quelle di Ronaldinho e Sneijder.

Muro di Marika con urlo (13-7). Gli arbitri sono tolleranti e lasciano correre anche perché la ragazza si è limitata a sottolineare il punto con un “Sì!”. Avesse detto “Maremma puttanissima!” o cose del genere, forse sarebbe incorsa in un richiamo.
L’urlo della laterale, comunque, cade nel vuoto. Il set è senza storia. Avena e Taddei servono in modo insidioso; Nolè e Arras fanno il resto.
Coach Marcello introduce Ivana e Angela (esordio tarantino); Telesca continua ad alternare Ghersetti e Di Camillo.
Mentre Taddei fa impazzire la nostra ricezione dalla linea di fondo, Lisa ed io auspichiamo soltanto il raggiungimento della doppia cifra perché finire a 9 pare brutto. Nolè ci accontenta con un tiro di poco fuori, ma poi è lei stessa a chiudere la pratica: 25-10.

Terzo set
Nell’intervallo osservo che anche i secondi arbitri ogni tanto vanno in bagno (sono tenuti a chiedere l’autorizzazione ai primi arbitri o non è il caso di formalizzarsi?)
Taranto non si arrende e questo set sarà il capolavoro di Ale, che distribuisce il gioco con intelligenza, valorizza le centrali e favorisce il graduale ingresso in partita di Silvietta.
Dall’altra parte Nolè continua a cannoneggiare mentre aumenta il bottino di punti personali dell’esperta Avena, già opposto, quest’anno banda. Cambia il ruolo, non la qualità.
Sul 7-8 c’è una bella fast di Silvia e un mani-soffitto di Marika, poi siamo noi a mettere in difficoltà la ricezione lucana (9-13).

Nolè scaglia un missile che colpisce Simona e poi schizza fuori. L’importante è che il libero non venga colpito al culo, ancora nero per la caduta della settimana scorsa.
E’ l’ora di Silvietta: due attacchi da destra e poi due servizi vincenti intervallati da un ace di Silvia, due punti di Cristiana ed uno di Gisela (11-22).
Ci sono strani movimenti sulla panchina del Taranto. Angela e Ivana, in particolare, stanno confabulando e maneggiano un foglietto. O forse è una benda? Si è fatta male qualcuna nel secondo set?

No, è proprio un foglietto; stanno scrivendo qualcosa.
Forse fanno le parole crociate? – ci chiediamo Lisa ed io.
Il coach si volta frequentemente, ma non è infastidito da questa distrazione dal gioco; anzi, a un certo punto si avvicina e parla con loro.
Il mistero si infittisce.

Cosa ha detto il coach? Ha suggerito una voce delle parole crociate? Possibile?
Adesso sono le altre due riserve, Katia-nostra e Simona, ad avvicinarsi. Tutte e quattro sono riunite in circolo. Allora, è tutto chiaro: stanno giocando a scopone!

No – attenzione! - Angela e Ivana si allontanano verso l’angolo della palestra; Katia e Simona restano in panchina; coach Marcello continua a girarsi spesso.
Anche il secondo arbitro, a questo punto, vuole vederci chiaro e si avvicina alla panchina, senza tuttavia riscontrare violazioni al regolamento.

Incredibile: ora Angela e Ivana sono in ginocchio come se pregassero; il foglietto è appoggiato a terra.
Allora si fa strada un’altra ipotesi: quella dei riti voodoo. E’ possibile, date le premesse pre-partita, ma perché proprio adesso? Sul parquet stiamo dilagando; abbiamo dieci punti di vantaggio…

E’ un grande mistero dell’umanità, un mistero che resta senza soluzione. Io, da cronista, posso soltanto mostrarvi la sequenza fotografica dello strano comportamento assunto dalla nostra panchina.
Ritorniamo al volley giocato. Coach Telesca fa rifiatare Viki Radkova inserendo Daniela Ridolfo. L’ASCI si ricompone ed infila 6 punti consecutivi, uno più bello dell’altro, bisogna dare atto (apre una bomba di Nolè, chiude un lungolinea di Avena).
Il nostro vantaggio, per fortuna, è troppo ampio perché ritornino i fantasmi di Altamura. Ci pensano Gisela, Ale ed un errore in battuta delle padrone di casa a garantirci il set ed almeno un punto (18-25).

Quarto set
E’ la fase più emozionante della partita; purtroppo è anche quella più angosciante perché si fa male Silvia. Gioia e dolore, come nella vita. Ma il carattere e il cuore delle ragazze, quello no, non è comune.
Si comincia con una Silvietta immensa, bravissima, poi Nolè lancia il sorpasso.
Sul 7-4 in tribuna scommettiamo che il prossimo punto sarà decisivo: o Potenza se ne va oppure restiamo in partita. Non uno, ma tre sono i punti di Silvia che ci tengono in partita ed anzi ci riportano in parità: fast, primo tempo e pallonetto (7-7)!

Che centrale d’oro.
Punto di Avena e replica di Gisela.
Punto di Avena e strepitosa doppietta di Silvietta (10-12), ma intanto Silvia è caduta male e resta a terra dolorante. L’arbitro interrompe uno scambio lungo e vivace, mentre il gelo cala sul parquet e sugli spalti occupati dai tifosi tarantini. I tifosi lucani, invece, mettono da parte la contestazione per una decisione del direttore di gara e abbracciano Silvia con un applauso mentre la centrale esce dal campo portata in spalla dal presidente e da Tony Manero.

Appena entra Angela, le ragazze si stringono in cerchio per darsi la carica: resistere! Anche per Silvia.
Sul pulmino del ritorno Gisela sarà meno epica e racconterà l’infortunio con queste testuali parole:
“Silvia si è fatta male su una palla che ha difeso… Sull’unica palla che ha difeso…”
I primi esami tendono a escludere conseguenze significative; vedremo i risultati dell’ecografia e poi vi diremo se Silvia è incinta o no.

Un’imponente Arras macina punti su punti e non basta una pipe di Gisela per arrestare il crescente gap nel punteggio, anche perché le lucane stanno difendendo tutto e Nolè e Avena non intendono sollevare il pedale dall’acceleratore (21-16).
Il finale sembra scontato: ora perdiamo il quarto set e poi figuriamoci se non crolliamo psicologicamente al tie-break…
Invece è adesso che inizia il batticuore.
Potenza ci mette del suo (tre errori-punto); Marika in battuta e Silvietta a muro completano una rimonta incredibile (21-21).

E’ niente ancora. Punto Avena e due attacchi fuori delle joniche (24-21). Perfette per quasi tutta la partita; proprio mo avèran’ a sbaglià…!
Tre palle-set a disposizione dell’ASCI che costruisce l’azione di attacco ma poi spedisce il pallone fuori per due volte di seguito (24-23). Credo che i tifosi locali abbiano formulato la stessa riflessione da me espressa in dialetto poco fa: errori-punto col contagocce, tranne che nella fase più delicata dell’incontro.
Ace sporco di Angela e nuova parità (24-24)!
Potenza attacca ancora ma Simona compie un miracolo difensivo e sul contrattacco va a segno Gisela (24-25)!
Le padrone di casa costruiscono l’ennesima azione offensiva, ma questa volta è il muro di Cristiana a stoppare l’attacco avversario e a regalare al Taranto la prima vittoria stagionale (24-26)!

Il suo urlo nel deserto dello starting-one aveva aperto la serata; il suo urlo di esultanza la richiude. In mezzo tanto bel Taranto, tecnica e cuore. Anche tanto bel Potenza, bisogna dire; è stata una magnifica partita.
L’ultima gaffe, però, è di Simona Leone, che rovescia su un avventore il vassoio del McDrive. Il presidente Di Grazio non sa se dispiacersi più per la doppia spesa alimentare del libero o per la lunga attesa a cui lo costringe Tony Manero, che invece di portare i vassoi al tavolo si intrattiene amabilmente con la cassiera della paninoteca.
Ogni dispiacere viene, comunque, sopito dallo Zecchino d’Oro che prende avvio sul pulmino di Eustacchio: il televoto proietta in finale Gisela con la canzone El talismán e Marika con un brano che non mi ricordo. Una bella sfida.

Tabellino: ASCI Potenza-Taranto 1-3
ASCI Potenza: Avena 13, Di Camillo 0, Prete ne, Ghersetti 4, Arras 14, Lancellotti 0, Taddei 8, Ridolfo 1, Nolè 19, Di Lucchio ne, Radkova 3, Santangelo (L), Caramuta (2L) – All. Telesca.
Aces 9, errori in battuta 5, muri-punto 7.
Taranto: Zonca 10, Taddei ne, Gallo Ingrao 0, Scialacomo 17, Renna 9, Stufano 1, Mastandrea 12, Certa 0, Guerri 13, Mereu ne, Leone (L) – All. Presta.
Aces 9, errori in battuta 3, muri-punto 5.
Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).
Durata set: 30’, 20’, 24’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Acquaviva delle Fonti 3-0, Sarno-V.Altamura 3-0, Molfetta-Arzano 2-3, AS Benevento-San Pietro Vernotico 3-0, Leonessa Altamura-Salerno 3-0, Battipaglia-Livi Potenza 3-1, Oria-Accademia BN 3-0.
Classifica: Centro Ester NA 8; Sarno e Molfetta 7; ASCI Potenza, AS Benevento, Battipaglia e Arzano 6; Leonessa Altamura e TARANTO 5; Accademia BN e Oria 4; San Pietro Vernotico e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutte 0,00.
Solo un richiamo “gratis” all’AS Benevento per l’annoso problema dei cessi degli arbitri. Evidentemente l’estate scorsa le ristrutturazioni non sono state fatte. A Benevento l’anno scorso io non c’ero; sicuramente quest’anno la prima cosa che andrò a visitare saranno proprio i gabinetti. La curiosità, a questo punto, è tanta.
Prossimo turno: TARANTO-Oria, sabato 10 ottobre, ore 19.00, palestra Maria Pia, via Galilei.
Leonessa Altamura-Taranto 3-2

Sabato 26 settembre 2009 – ore 19.00
Prima gita del Gruppo Vacanze Taranto; si va ad Altamura, terra del pane, del Pulo, di Ciccillo e dei doppiatori murgesi.
Rispetto all’incontro del Maria Pia sono assenti Simona Mereu e Priscilla Pisani.
Tre le automobili a disposizione della squadra; su una di esse Cristiana ha necessità di stendere il bucato perché la maglietta di gioco ha potuto lavarla solo stamattina e deve ancora asciugarsi. Speriamo che ci riesca prima delle 19.
Mi chiedo (sorridendo): anche nelle altre squadre si rilevano problemi come questo?

Visto da fuori il palazzetto di Altamura sembra un bunker albanese in versione gigante, ma è una struttura gloriosa che fino a pochi mesi fa ospitava le imprese di una squadra di serie A1.
Della squadra che ha fatto la storia del volley pugliese resta traccia in alcune fotografie e in alcuni cartelli, ad esempio quello su cui c’è scritto “Tribuna Lines”. Chi non sa che Lines era lo sponsor della formazione di A1 è portato a pensare che ci sia una tribuna riservata agli assorbenti. Magari, come nei film di animazione della Disney, sono assorbenti che si muovono, cantano e fanno il tifo.

Restando in tema di pubblicità, colpisce un altro cartellone: “Lofoco Investigazioni”. Qui bisogna stare attenti. Potrebbero esserci cimici sotto le panchine e telecamere nascoste.
Chi tenta di colpire con una pallonata la telecamera piazzata sul campo può essere smascherato dalle investigazioni di Lofoco (per la cronaca, si tratta del libero Faraone).
E sempre Lofoco indagherà sul sabotaggio che, durante il riscaldamento, allenta di colpo la rete di gioco imponendo complesse riparazioni allo staff dell’Altamura.

E sarà ancora “Lofoco Investigazioni” ad approfondire lo strano caso delle ginocchiere bicolori (una bianca e una rossa) della schiacciatrice Anna Abrescia.
Visto che ci siamo, passiamo alle formazioni.
Leonessa Altamura: Silvia Marchisio in palleggio, Donatella Toscano opposto, Enza Ragone e Graziana Caputo schiacciatrici, Nunzia Ragone e Angela Facendola centrali, Angela Dibenedetto libero.
In panchina con coach Claudio Marchisio: Anna Abrescia, Valeria Cianciotta, Sabrina Chironna, Giulia Passaseo, Mina Cucinelli e Giorgia Faraone.
Taranto identico a quello che ha esordito al Maria Pia: Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone.
Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei, Angela Stufano e Marika Guerri.
Fanno compagnia al patron Vittorio Di Grazio: Tony Manero, Angelo, la famiglia Leone e un cospicuo numero di sigari.

Primo set
Due cose si sapevano dell’Altamura: la grande efficienza in fase difensiva e una certa duttilità nei ruoli. In avvio di partita, la bravura della difesa si mette subito in luce, ma pure in attacco le biancorosse fanno faville: 5-0 e Taranto che ha difficoltà ad entrare nel gioco.
Fa tutto Altamura: punti ed errori-punto. Si arriva al 16-7 dopo un break di sei punti (inclusi tre aces di Toscano), una ricezione tarantina in forte sofferenza e soltanto tre palloni schiacciati dalle joniche (uno Cristiana e due Gisela, che appare in serata favorevole).

Sul 17-11 va in battuta Ivana, che infastidisce la ricezione locale con servizi corti e permette a Silvia e a Gisela di raggiungere quello che pochi minuti prima sembrava impossibile: il pareggio! Anche il sorpasso (17-18)!
Contrattacco delle sorelle Ragone, ace di Marchisio e Altamura rimette le mani sul set (23-19), ma il Taranto è bravo a non abbattersi e a reagire con determinazione e freddezza: Silvietta mette la palla a terra e poi va a servire con la consueta precisione (lei, però, serve lungo). Gisela e Cristiana (due punti ciascuna) compiono l’impresa e sul 23-24 una pur brava Facendola manda fuori il tiro del pareggio: 23-25 e sospiri di sollievo in tribuna.

Secondo set
Il parziale si apre con un episodio spiacevole: Simona Leone, con la consueta grinta agonistica, tenta di rianimare un pallone impossibile colpendolo di piede. La rovesciata, però, non riesce e il nostro libero ricade sul parquet in malo modo, procurandosi una contusione alla parte bassa della schiena.
Nella zona di Francavilla quella parte del corpo viene chiamata cuturso.
Insomma, la ragazza cade di culo e manda nel panico squadra e staff.

La sportività del pubblico locale le dedica un applauso di incoraggiamento, ma il colpo è stato brutto e Simona deve temporaneamente lasciare il campo.
Il set è equilibrato: bene Gisela, bene come al solito le centrali; è Silvietta a risultare meno incisiva rispetto alle ultime brillanti prestazioni.
Il tecnico locale, intanto, scambia i ruoli di palleggiatrice e di opposto a Marchisio e a Toscano. Già questa è una squadra imprevedibile e indecifrabile; adesso non si capisce proprio più una mazza. Questa duttilità, al pari dell’entusiasmo e della freschezza atletica, sarà un’arma in più per la Leonessa.
La svolta è sul 16-16. Cristiana e Silvia lanciano lo sprint (16-21), Facendola piazza due primi tempi, ma un delizioso pallonetto di Silvietta apre le porte al primo set-ball che sarà ben sfruttato dalle joniche.

Terzo set
Sullo 0-2 (nel computo dei set) Altamura non si abbatte come a San Pietro ed anzi si scatena con quattro muri vincenti che costituiscono la prima zampata sul set (8-2).
Cresce Graziana Caputo e dall’altra parte della rete è soprattutto Ivana a contrastare la fuga delle murgesi. Nunzia Ragone ed Angela Facendola incrementano il vantaggio (19-11) mentre coach Marcello valuta i possibili rimedi a propria disposizione.
Simona rientra eroicamente in campo, ma il danno allu cuturso è troppo grave perché il nostro libero possa ritagliarsi nuovamente un ruolo nell’incontro.

Marika viene spedita nella zona riscaldamento, ma ancora non tira l’aria giusta per l’esordio della schiacciatrice aretina che quindi si riaccomoda in panchina con un’espressione piuttosto turbata. “Lofoco Investigazioni” tenterà di accertare anche i motivi di tale turbamento.
Cristiana, intanto, mette a terra tre palloni che riaccendono la speranza (21-18), ma la bella rimonta del primo set non si ripete: Toscano, Caputo e Facendola chiudono la pratica del parziale ed anzi sarà biancorossa la rimonta chiave della serata.
Quarto set
Un Taranto maturo e attento sembra in grado di controllare la partita: Scialacomo ribatte giù una ricezione lunga delle murgesi e Silvia impone il quinto muro vincente personale.

I servizi dell’Altamura continuano a risultare produttivi e il terzo ace del set avvicina le padrone di casa al Taranto in fuga (10-12).
Quando Scialacomo schiaccia la palla del 16-20 pochi sarebbero disposti a scommettere su un ritorno dell’Altamura, in cui ha fatto la sua comparsa la giocatrice dalle ginocchiere bicolori.
E invece è il momento del patatrac: break da sette in cui si evidenziano i primi tempi e i pallonetti di Enza e Nunzia Ragano, senza contare che Altamura ha ripreso a difendere il possibile e l’impossibile (merito anche del libero Dibenedetto).

Il PalaBaldassarre, nel frattempo, è diventato una bolgia, con il pubblico che incoraggia la rimonta locale battendo ritmicamente i piedi sulle gradinate.
Silvia ricorre al mani-fuori (23-21), ma Enza Ragano si incarica di firmare il pareggio dei set (25-21).
Tie-break
Adesso sarà dura contenere l’entusiasmo delle ragazze murgesi: la giovane età può indurre allo scoraggiamento quando le cose vanno male ma anche all’esaltazione quando la ruota gira per il verso giusto.

Marchisio incasina nuovamente le carte riproponendo Toscano in palleggio.
Il tie-break, comunque, inizia in modo equilibrato.
Sul 4-4 il Taranto si spegne: ace di Caputo, primo tempo con concessione del bis di Facendola e duplice attacco di Enza Ragone (11-4).
Entra Marika al posto di Ivana ed è proprio la schiacciatrice toscana a bloccare l’emorragia con un bel muro che rappresenta il suo primo punto in maglia rossoblu. Cioè biancoblu. Viola, purtroppo per lei, non è possibile.

Altamura, però, ha già la vittoria in pugno: si porta sul 13-6 ed attende che il Taranto spedisca fuori due attacchi consecutivi.
Finisce 15-6.
Taranto al di sotto delle possibilità, anche se qualcosa di buono si è visto anche stasera. Restano due punti dopo dieci set in otto giorni.
Altamura può festeggiare una rimonta spettacolare che inietta ulteriore coraggio e autostima ad un gruppo di ragazzine terribili.

Campionato privo di partite facili e lo dimostrano molti risultati. Non sappiamo se i valori sono proprio questi oppure se le grandi squadre sono diesel che hanno bisogno di tempo per trovare il ritmo di marcia consono alle proprie potenzialità.
Che il Centro Ester abbia vinto di nuovo ci consola; vuol dire che sono proprio toste e la nostra sconfitta di sabato scorso non è certamente un dramma.

Tabellino: Leonessa Altamura-TARANTO 3-2 (23-25, 19-25, 25-19, 25-21, 15-6)
Leonessa Altamura: Abrescia 0, Toscano 14, Facendola 18, Cianciotta 0, E.Ragone 23, N.Ragone 15, Chironna NE, Passaseo NE, Caputo 12, Marchisio 4, Cucinelli NE, Faraone NE, Dibenedetto (L) – All. Marchisio.
Aces 11, errori in battuta 12, muri-punto 8.
Taranto: Zonca 15, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Scialacomo 15, Renna 12, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 0, Guerri 1, Leone (L) – All. Presta.
Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 10.
Arbitri: Vincenzo Gratis (LE), Stefano Chiriatti (LE).
Durata set: 20’, 27’, 17’, 30’, 10’ – Durata totale dell’incontro: 2.06’.

Altri risultati: Acquaviva delle Fonti-ASCI Potenza 0-3, Sarno-Accademia BN 3-2, Centro Ester NA-San Pietro Vernotico 3-1, AS Benevento-Salerno 3-0, Battipaglia-V.Altamura 3-0, Oria-Arzano 1-3, Livi Potenza-Molfetta 1-3.
Classifica: ASCI Potenza e Molfetta 6; Centro Ester NA 5; Sarno, Arzano e Accademia BN 4; San Pietro Vernotico, AS Benevento, Battipaglia e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura, Leonessa Altamura e TARANTO 2; Oria 1; Livi Potenza e Salerno 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutti 0,00.
Nessuna sanzione pecuniaria dopo il primo turno.
Prossimo turno: ASCI Potenza-TARANTO, domenica 4 ottobre, ore 18.00.
Quel che siamo-Centro Ester Napoli 2-3

Sabato 19 settembre 2009 – ore 19.00
Puff.
Mi sia consentito inaugurare la stagione con questa citazione di un articolo che ha fatto la storia del giornalismo. [1]
Inizia il campionato 2009-2010 e in qualche modo siamo ancora qui. In tribuna c’è il nuovo general manager Vittorio Di Grazio con il suo staff ed i signori sponsor, in panchina c’è coach Marcello e la squadra, pur conservando l’ossatura della storica Palafiom, presenta diversi volti nuovi. Delle partenze e degli arrivi si parlerà più diffusamente in settimana.
In tribuna, accanto a nuovi tifosi, non mancano i vecchi amici della squadra; non faccio nomi per non rischiare di far torto a qualcuno.
Corsi e ricorsi storici: anche quest’anno la partita inaugurale ci vedrà opposti al Centro Ester, proprio come due anni fa all’esordio assoluto in B2. E anche quest’anno assisteremo ad un incontro spettacolare, probabilmente più tecnico rispetto ad allora, ma ugualmente ricco di emozioni.

La Palafiom, cioè il Taranto, cioè il Montescaglioso, cioè forse il Laterza, insomma la Cosa, quel che siamo, scende sul parquet con le maglie acquistate all’outlet dell’Inter. Meno male ca no’ s’ sciuech ‘u 5 maggie...
Diamo un’occhiata alla numerazione e rendiamo così un servizio agli scout-men della concorrenza che potranno preparare agevolmente i propri files: 1. Cristiana Zonca, 3. Katia Taddei (ca no jè ‘a centràle d’ ‘u Potenza...), 4. Simona Mereu (di fatto indisponibile; per la maglia del secondo libero ha scelto il 17 perché, visto che la sfiga si accanisce già da tre anni, vediamo se in questo modo viene esorcizzata), 6. Ivana Gallo Ingrao, 9. Gisela Scialacomo, 10. Silvia Renna, 11. Angela Stufano, 13. Silvia Mastandrea, 14. Alessandra Certa, 16. Simona Leone, 17. Priscilla Pisani, 18. Marika Guerri.
Coach Marcello Presta sceglie come titolari Alessandra in palleggio, Silvietta opposto, Gisela e Ivana di banda, Silvia e Cristiana centrali, Leo libero.

Il Centro Ester replica con Ginevra Fidora (nome e cognome suggestivi; messi insieme sembrano tratti da un romanzo medievale), Brigida Viscatale, Marianna Iarnone, Carmen Imperato, Annalaura Di Cristo, Valentina Russo e Francesca Caggiula.
In panchina: Nunzia Buonandi, Tina Di Matteo, Luciana Lauro, Carlotta Voluttuoso e Floriana Frattini.
Coach Gaetano Vitale ha dunque puntato sulla formazione che gli ha garantito la promozione in B2, rinunciando a schierare i nuovi acquisti, ad eccezione dell’atleta Di Cristo, che in campo farà valere la sua esperienza e la sua tecnica. Eccome, se le farà valere.
In tribuna c’è anche Simone, che pallavolisticamente va dove lo porta il cuore.
Il primo sgarbo alla Palafiom lo commette Valentina Russo che spedisce e incastra il pallone sul tabellone elettronico. Se uno ci avesse provato mille volte non ci sarebbe riuscito; come cavolo ha fatto?

La prima gaffe dell’anno, invece, è della nostra Simona Leone, che, ignorando il minuto di silenzio disposto per i soldati morti a Kabul, si avventa – gridando a squarciagola - sul primo servizio ospite. Una ricezione perfetta ma sprecata; che peccato.
Primo set
E’ invece di Gisela il primo punto stagionale della Cosa. L’atleta Di Cristo ci impone il primo muro attivo, ma poi passiamo a condurre con le azioni di Cristiana ed il caratteristico tocco di seconda di Mani Fatate (6-3).
Va a segno Ivana, va a segno Silvia d’astuzia e soprattutto va ripetutamente a segno Silvietta dopo che Alessandra concede il bis (17-14).
E’ una bella partita; il ritmo è alto ed entrambe le squadre stanno contribuendo allo spettacolo.

Fidora scorge un vuoto nelle retrovie joniche ed appoggia intelligentemente il pallone in posto sei (18-16), ma la Palafiom piazza il break decisivo: primo tempo di Silvia, attacco di Silvietta, bomba di Gisela dopo un gran salvataggio di Simona ed errore offensivo ospite (22-16).
Nonostante i 4 errori in battuta complessivi, il set è tarantino e la sua conclusione è emblematica: Silvietta schiaccia da posto due e corona un parziale strepitoso (25-18).
Secondo set
Muro Russo, attacco Imperato ed ace Viscatale, che sorprende in ricezione la nostra Gisela. Sull’ 1-4 coach Marcello chiama il time-out e la “vendetta” dell’apulo-argentina non si fa attendere: due attacchi di banda ed un ace riparatore (5-5).
La nostra laterale, però, ha dimenticato di togliersi dalla gamba destra l’ultima striscia della ceretta.

Cresce il Centro Ester, che in questa fase fa la partita: i 19 punti realizzati da questo momento in poi sono tutti “costruiti”; nessun errore-punto nostro. E sono invece errori campani a costituire il 62% dei punti tarantini.
Ad opporsi al muro di fuoco napoletano sono soprattutto le nostre due centrali, mentre la ricezione appare in sofferenza.
Napoli, invece, sta difendendo tutto.

Sul 14-22, però, rinasce la speranza: break da 6 punti inaugurato da una fast di Cristiana e concluso da una fast di Silvia (20-22).
Fuori Iarnone, dentro Lauro, ma è Russo a beffare la nostra difesa con un bel pallonetto, seguito da un bolide di Viscatale favorito da un’alzata rapida e perfetta di Fidora (20-24).
L’opposto napoletano, nel frattempo, aveva necessitato di una fasciatura al braccio, che lo stesso coach ospite si era incaricato di assicurare.

L’ultimo punto è di Valentina Russo, una delle giocatrici più digitate nei motori di ricerca che conducono a questo blog (21-25).
Terzo set
La Cosa sorprende Ester in avvio di terzo set: due aces di Silvia ed un muro di Cristiana connotano la partenza-sprint delle padrone di casa (5-0).
Il vantaggio aumenta con le azioni efficaci di Silvietta, Ivana e Gisela (9-2), ma la formazione campana rientra subito in partita con 4 (quattro) aces quasi consecutivi di Carmen Imperato (9-9).

Marcello non è molto soddisfatto e nel conseguente time-out sono felice di non essere al posto delle giocatrici.
Per fortuna, le ragazze napoletane decidono di sprecare molte opportunità di cambio-palla, anche a causa di un’intesa non ancora perfetta tra Fidora e l’atleta Di Cristo.
Dal 15-9 in poi, però, riprendono a migliorare anche le nostre percentuali offensive: Silvietta buca il parquet, Silvia alza due bei murazzi, Ivana trova un servizio vincente e Gisela completa l’opera con due attacchi consecutivi che permettono a Silvietta di sfruttare, direttamente in battuta, il primo dei 10 set-ball a disposizione (25-14).
Da segnalare anche il contributo alla causa da parte di Tony Manero.

Quarto set
Cristiana da un lato; Viscatale e Iarnone dall’altro: il quarto parziale si apre all’insegna dell’equilibrio e dei continui cambi-palla. La partita non cessa di risultare avvincente ed anzi, proprio in questa fase, vive uno dei momenti più belli e più intensi.
Taranto sembra in grado di controllarla e di farla propria.
Dopo un bel muro di Silvietta (9-8), però, il Centro Ester pareggia e sorpassa grazie alla propria giocatrice di maggior prestigio: Annalaura Di Cristo ribatte a terra una nostra ricezione lunga, schiaccia un’alzata di Fidora e poi mura un’attaccante jonica (9-12).

Sono ancora le centrali a tenere in piedi la Palafiom, ma i bolidi di una scatenata Iarnone e di una sempre efficiente Viscatale complicano la situazione (15-20).
Ace-culo di Silvietta, muro del sottotenente, muro Silvia-Ale, ma le napoletane rispondono colpo su colpo ed al magnifico lungolinea di Silvietta segue il decisivo primo tempo di Russo, set-winner prediletta della squadra barrese (21-25).
Tie-break
Qualcuno l’aveva previsto: finirà al tie-break anche quest’anno (speriamo, allora, che sia analogo anche il risultato). Io penso che, comunque vada a finire, è stata decisamente una bella partita.

Brutto iniziare il mini-set di spareggio con un muro (Imperato), ma per fortuna Gisela rimedia (3-2).
Allungo napoletano (3-5) e pronta replica rossoblu (6-5).
A questo punto, purtroppo, il Centro Ester decide di prendersi la partita sulle ali di una carica agonistica e di un entusiasmo notevoli. Noi, invece, soffriamo i servizi ospiti e non riusciamo a superare un muro che ormai ha preso le misure alle attaccanti locali.
Le ragazze di coach Vitale piazzano due micidiali break da 5, interrotti soltanto da un muro di Cristiana e da un ace di Gisela (8-10).

Dopo un increscioso malinteso tra Ale e Cristiana, di cui mi pare che sia responsabile la prima (che resta comunque la palleggiatrice migliore del mondo), gli ultimi due punti portano la firma dell’atleta Di Cristo, realizzatrice più prolifica della serata (18 punti): muro e mani-fuori (8-15).
L’applauso del Maria Pia è un meritato riconoscimento alle ospiti, ma è soprattutto un altrettanto meritato gesto di apprezzamento per una Palafiom che ha dispensato lunghi sprazzi di bel gioco. E’ stato bello; grazie lo stesso.
Dopo il terzo tempo di rito può scatenarsi la gioia delle esterine, espressa con una modalità piuttosto inquietante: Tina Di Matteo lancia una serie di striduli gridolini che lasciano sgomento il pubblico del Maria Pia. E’ davvero sconvolgente.
Si decide, pertanto, di chiudere le atlete ospiti nello spogliatoio finché la palestra non si sia precauzionalmente svuotata, soprattutto dei bambini che avrebbero potuto restare maggiormente traumatizzati.

Tabellino: TARANTO-Centro Ester Napoli 2-3 (25-18, 21-25, 25-14, 21-25, 8-15)
Palafiom Taranto: Zonca 17, Taddei NE, Mereu NE, Gallo Ingrao 3, Scialacomo 12, Renna 17, Stufano NE, Mastandrea 15, Certa 4, Guerri NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 9, errori in battuta 6, muri-punto 11.
Centro Ester Napoli: Russo 10, Imperato 15, Iarnone 15, Viscatale 16, Buonandi NE, Di Matteo NE, Lauro 0, Voluttuoso NE, Di Cristo 18, Fidora 5, Frattini NE, Caggiula (L) – All. Vitale.
Aces 11, errori in battuta 3, muri-punto 8.
Arbitri: Giuseppe Russo (LE) e Elio Donno (LE).
Durata set: 27’, 30’, 20’, 34’, 12’ – Durata totale dell’incontro: 2.15’.

Altri risultati: Accademia BN-Livi Potenza 3-1, Arzano-Sarno 2-3, Molfetta-Battipaglia 3-1, Salerno-Acquaviva delle Fonti 1-3, San Pietro Vernotico-Leonessa Altamura 3-0, V.Altamura-Oria 3-2, ASCI Potenza-AS Benevento 3-0.
Classifica: San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Acquaviva delle Fonti, Molfetta, Accademia BN 3; Centro Ester NA, Sarno, V.Altamura 2; Arzano, TARANTO, Oria 1; Livi Potenza, Battipaglia, Salerno, Leonessa Altamura, AS Benevento 0.
Prossimo turno: Leonessa Altamura-Taranto, sabato 26 settembre, ore 19.00.
RITORNO A SAN PIETRO

Era stata il 15 marzo 2008 l’ultima volta che avevo fatto ingresso nel palazzetto di San Pietro Vernotico in via Ancona. Dopo una deludente vittoria per 3-2 sul Trepuzzi, che faceva seguito a qualche sconfitta interna in coppa e in campionato, la fuoriclasse Catia De Nicola mi salutò con cordialità dicendomi: “Non venire più”.
La prestigiosa centrale riteneva, infatti, che al San Pietro io portassi sostanzialmente sfiga. Come non darle torto se anche nella stagione successiva l’unica partita del San Pietro a cui assistetti coincise proprio con l’unica sconfitta stagionale (a Oria)?
Bene, accolto da un generale grattamento, questa sera sono tornato sul luogo del delitto e il tabù è stato infranto: alla mia presenza le brindisine hanno vinto per 3-0 contro un combattivo Altamura.
La scaramanzia non è mai statica. Forse portavo sgubbio alla sola Pierpaola; forse la fortuna che arreco ad alcuni neoacquisti della società (4 vittorie su 4 negli ultimi due anni) prevale sugli influssi negativi; certo è che adesso non mi si può più dire niente. Ne ha preso atto la stessa Catia, che al termine della partita ha revocato la scomunica.
L'incontro è stato gradevole. La Leonessa ha venduto cara la pelle e soprattutto nel secondo set ha conteso il successo fino all’ultimo (21-21), poi la classe e l’esperienza delle campionesse del San Pietro hanno avuto la meglio.

Marcella ha distribuito il gioco in modo praticamente perfetto, senza sbagliare nulla e concedendosi un bel po’ di conclusioni personali. Ristits la terribile non è parsa ancora al 100%, ma è venuta fuori alla distanza, imponendosi soprattutto nel terzo parziale. Ottima Cafarella, mentre Antonaci ormai è diventata grande. Corvino è sempre Corvino. Infine, ci siamo tolti la curiosità di vedere Valentina nell’inedito ruolo di libero: test decisamente positivo e bisogna anche dire che il rosso le dona. Insomma, San Pietro è già in fuga, ma la Leonessa dirà la sua in questo campionato (che difesa, cavoli!).
Particolarmente coinvolgente il minuto di silenzio: oltre alle voci, a San Pietro hanno deciso di spegnere anche le luci (per molto più di un minuto, però)...
Interessanti anche le presenze sugli spalti: la Fenomena e il consorte della Fenomena. Come disse frate Cristoforo: “Verrà un giorno...” (il tono di frate Cristoforo era minaccioso; il mio è speranzoso, fosse anche nel 2020).
A causa di un problema tecnico il blog non sta accettando commenti. e ci tenete, comunque, potete inviarmeli via email e li pubblicherò in fondo agli articoli.
NOTE:
(1) Cfr. DI CERA, G., Addio Nati a Taranto. Il titolo a Montescaglioso, “Corriere del Giorno”, 4 luglio 2009, pag. 34.
Nati a Taranto-Sarno 2-3

Sabato 9 maggio 2009 – ore 18.30
Il mago Trumpet l’aveva previsto e ci sono i testimoni che possono confermarlo: questa partita sarebbe finita al tie-break; anzi, sarebbe finita proprio ai vantaggi.
E’ sempre così. Quanto più l’incontro non conta una mazza, quanto più si avverte il profumo dell’estate con conseguente desiderio di andare al mare, tanto più a lungo dura la partita. Classici esempi sono le Coppe d’Oro e d’Argento.
Ma si è trattato, comunque, di un incontro tutt’altro che vacanziero. Per me, anzi, è stata una delle partite più divertenti e spettacolari del campionato, equilibrata e incerta fino alla fine e con fasi di volley-champagne su entrambi i fronti. Peccato che il risultato alla fine abbia premiato le nostre valenti avversarie, ma la Nati a Taranto esce dal Palafiom tra gli applausi dei tifosi e dell’Armata Jonica. Quest’ultima, pur avendo problemi d’orario, è rimasta sino al termine...

C’è un problema al seggiolone dell’arbitro. In un comunicato della Federazione, veramente, ho letto il termine “sediolone”, ma a me seggiolone piace di più. E’ più tenero. Mi fa pensare al secondo arbitro che in occasione degli intervalli potrebbe avvicinarsi al collega sul seggiolone per fargli mangiare gli omogeneizzati...
Il problema al Palafiom è una vite difettosa o forse mancante. Coach Marcello provvede alla messa in sicurezza, ma un po’ di preoccupazione rimane. Il caso vuole che a dirigere l’incontro di stasera ci sia un primo arbitro piuttosto ben piantato ed una seconda arbitra decisamente più minuta. Non si potrebbe fare uno scambio di ruoli all’ultimo momento così sul seggiolone ci sale la persona più leggera?

Nella Nati a Taranto c’è il ritorno di Simona Mereu.
Mister Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Simona Corallo e Michela Benefico di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.
Oltre alla citata Simona Mereu, in panchina si accomodano Marcella Scaglioso, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore, che darà il meglio di sé all’agriturismo con frasi tipo: “Non parlo con gli ubriachi!”
Problemi anche nel Sarno per via di infortuni e dolci attese. Soltanto da noi non resta mai incinta nessuna, e che cosa!
Ma il mago Trumpet prevede due gravidanze nel 2009-’10...

Luca Loparco propone Veronica Masella in palleggio, Lucia Campolo opposto, l’ex-Tempesta Susy Di Pietrangelo e la nostra bestia nera Veronica Grimaldi di banda; Rossella Giordano e la fantastica, splendida, simpaticissima Maria Rosa Familio centrali; Valeria Ricciardi libero con inconsueta maglia verde.
La ragazza, che all’andata indossava guanti fucsia fosforescenti, evidentemente si vuole sempre distinguere (ma mi verrebbe da dire che il colore che più la distingue è quello degli occhi, anche alla luce degli estasiati commenti raccolti tra il pubblico del Palafiom).

In panchina Clara Palmieri.
In curva sud Sasà Albanese, sempre ipertecnologico.
Primo set
Sul parquet sembra (ma è un’impressione che presto risulterà errata) che sia sceso soltanto il Sarno: 0-4, che poco dopo diventa 2-8. In evidenza Campolo (quella giusta o quella sbagliata?) con un muro, Di Pietrangelo con un ace e Grimaldi, che inizia presto a rompere i coglioni da posto quattro.
Il time-out è proficuo: la Nati a Taranto prende le misure all’ostico muro campano e infila cinque punti consecutivi. Grande Sonia con un attacco ed un muro vincenti (7-8).

Esauriti i break, l’incontro si assesta su una situazione di grande equilibrio, con le due formazioni che si rincorrono punto su punto. Bene tutte le centrali in questa fase, in particolare Cristiana che piazza un muro ed un bel pallonetto.
L’aggressività della difesa rossoblu non riesce ad impedire alle ospiti un tentativo di allungo (12-16), ma l’atteggiamento è quello giusto; infatti agguantiamo subito il pareggio con un primo tempo di Vittoria, un errore sarnese, un altro murazzo di Sonia ed un ace, l’ultimo stagionale, per la Corallina (16-16).

Simona è forse la giocatrice con il miglior rapporto tra servizi vincenti e servizi sbagliati nel corso dell’intero campionato: 21/7.
Il primo vantaggio della NAT è conseguenza di un attacco di Sonia e del passaggio della ronda padana (18-17).
Ma si soffre sino al termine, sino al 23-23 firmato da Rossella Giordano; poi risolvono il parziale un attacco di Michela ed un tiro lungo delle ospiti (25-23).

Secondo set
Pipe di Michela, muro di Giordano e tocco di seconda di Alessandra. Quasi quasi il pupazzo glielo lancio adesso per la felicità...
La nostra palleggiatrice tenta il bis aggiustando in modo irregolare un pallone sporco. Di finire a terra era finito a terra, ma l’arbitro annulla il punto. E’ giusto; comunque è stato bello lo stesso.
Molto suggestivo anche il pallonetto di Maria Rosa Familio, una delle migliori centrali d’Italia, e le ospiti tentano l’allungo (3-6).

Pareggiamo con il sottotenente (7-7), continuiamo a martellare con Sonia e Simona, passiamo avanti con Vittoria (ace) e Michela (15-13), ma Sarno è la squadra che ci mura più di ogni altra: 4 in questa fase (Campolo, Familio, Masella e Di Pietrangelo), 11 nell’intero incontro. Neanche Trani era arrivata a tanto. Punteggio: 15-17.
C’è anche una bomba di Di Pietrangelo che colpisce Michela, con successive scuse.
Si rimedia anche questa volta grazie alle nostre bocche di fuoco (Sonia, Michi e Corallina), poi c’è la svolta del set: break da 5 delle sarnesi (Giordano e Grimaldi in evidenza) ed altrettante palle-set a disposizione (19-24).
Taranto annulla la prima per via di un’invasione fischiata a Grimaldi. Di Pietrangelo si lamenta con Sasà, che tuttavia dalla curva non può intercedere anche perché è impegnato in una personale battaglia contro le zanzare che si sono date appuntamento al Palafiom.

Diciamo che i pantaloncini corti non sono stati un’ottima idea.
Le rossoblu non si arrendono: muro di Vittoria ed ace di Ale (22-24), ma c’è una giocatrice ospite che soffoca con un muro le nostre speranze (22-25).
Chissà chi è... Dico solo che è una laterale, porta il numero 9, esiste un club che riunisce coloro che aspirano ad avere un suo autografo ed ha giocato quattro partite in serie A.
Terzo set

Nell’intervallo Simona Mereu effettua un riscaldamento intensivo.
Il dottor Formoso è troppo lontano per bloccarla e l’esercente la potestà genitoriale nulla può contro l’irrefrenabile voglia della ragazza di infortunarsi prima delle vacanze.
Doppietta di Di Pietrangelo in avvio del terzo set, ma la nostre Ale ripete la sua classica magia, immortalata anche questa sera.

Doppietta anche di Vittoria (fast e muro), ma Sarno sta prendendo il largo con Campolo, Grimaldi e Familio (5-11). La NAT appare un po’ stanca e meno lucida.
Proteste sul 9-13, con palla che viene annullata dal direttore di gara. La palleggiatrice ospite, Veronica Masella, esprime all’arbitro un certo dissenso e Simona Leone si fionda dalle retrovie per replicare con impeto. No è ca vè spicce a mazzàte...?
Per fortuna, tutto si chiarisce come è consuetudine tra persone civili.

Sul 9-16 coach Presta cambia alzatrice e Marcella si presenta con un tocco di seconda che atterra sul parquet avversario. Brava Marci; solo che adesso il pupazzo a chi lo lancio...?
La collega di ruolo campana riesce a gestire un pallone scomposto appoggiandolo oltre la rete e scavalcando così il muro tarantino. Forse si sta per realizzare il mio sogno di vedere un set interamente segnato dai punti delle palleggiatrici...
Non manca lo spettacolo in campo, ma Maria Rosa Familio (fast ed ace) accompagna l’Aito al massimo vantaggio (14-23).
Cristiana e Michela rosicchiano solo un punto; il parziale è andato (17-25).

Quarto set
E’ ancora Susy Di Pietrangelo (top-scorer della serata) a lanciare lo sprint delle All Blacks, ma questa volta la Nati a Taranto saprà reagire in modo encomiabile.
Cristiana e Simona mettono la freccia (5-4). E’ il preludio per il miglior momento delle joniche: parziale da 12-2 e set ipotecato: due punti Cristiana, tre Simona, tre Vittoria, uno Sonia (a muro) e uno Michela, regina delle pipe. L’ultima è una cannonata.
Siamo 15-6 e coach Marcello introduce Silvietta per Sonia.

Sarno in difficoltà: un vistoso malinteso tra due giocatrici ospiti permette ad un pallone di atterrare nel mezzo (18-9) e dei primi 10 punti campani di questo set, ben 6 sono errori-punto nostri (che ce la cantiamo e ce la suoniamo); i restanti 4 sono firmati da Di Pietrangelo.
Chi ha conosciuto l’ex Tempesta, la descrive come una splendida persona oltre che un’ottima giocatrice, detto per inciso.
Show di Michela: attacchi fulminanti, pipe, ma anche un ace-culo aiutato dal nastro, altra specialità della casa che non può mancare (21-11).

Sarno riprende a giocare, ma è troppo tardi. Gli ultimi attacchi sono un primo tempo di Vittoria ed un bolide di Silvietta da posto due (25-15).
E come volevasi dimostrare, si va al tie-break...
Tie-break
Silvietta apre il quinto set così come aveva chiuso il quarto e Michela trova le mani del muro avversario (3-1). Con qualche accenno di protesta.
Il muro di Campolo arriva poco dopo (4-3), ma un ulteriore ace-culo di Michela ci porta sul 6-3.
Secondo tocco di Marcella e attacco da sinistra di Simona; è il massimo vantaggio rossoblu: 9-5.

Alcuni scambi sono molto spettacolari. Ed anche piuttosto lunghi. Questo spiega le numerose verifiche della rotazione mentre diverse atlete restano accasciate a terra per rifiatare. Fate con comodo; c’è tutta un’estate davanti.
Dopo una palla messa giù da Giordano, abbiamo una grande opportunità di mantenere il vantaggio: c’è un duello a rete ed un salvataggio a più tocchi delle rossoblu; sembra che l’arbitro debba fischiare quando il pallone viene giocato in appoggio dal libero Leone, ma non è ancora quarto tocco. Il tiro è valido, anche se le sarnesi stanno già esultando, ma Simona non ci ha creduto abbastanza e la sfera finisce a lato (10-8).
Peccato, avrebbe potuto essere la settima realizzazione stagionale del libero col vizio del punto e soprattutto sarebbe stato l’11-8, ma ciò non attenua i grandi meriti della Leonessa anche in questa partita tutta grinta e precisione.

Familio (che classe!) e Grimaldi (arieccola!) riaprono la partita (11-11). C’è rammarico perché la vittoria, anche al tie-break, significherebbe per noi quarto posto sicuro.
Lucia Campolo blocca a muro un attacco della NAT; un secondo tentativo rossoblu finisce a lato e l’opposto sarnese realizza punto direttamente su battuta (12-14).
Nel 13,3% delle partite di quest’anno c’era una Campolo dall’altra parte della rete. Una percentuale un po’ eccessiva. L’anno scorso almeno erano concentrate in un’unica squadra.

Nati a Taranto magnifica: annulla due match-ball grazie ad una duplice fast di Cristiana con in mezzo un muro della nostra palleggiatrice!
Adesso il match-point è nostro (15-14)!
E come volevasi dimostrare, si va ai vantaggi.
Sto pensando di scagliare il pupazzo su Michela prima del servizio. E’ un bene che non l’abbia fatto perché la laterale tira sulla rete ed è facile immaginare che la responsabilità sarebbe stata attribuita a me.
Siccome non bastavano i sette match-point vanificati nella partita d’andata a Sarno, bisognava allungare la serie questa sera... (Non ce sta nient’ a fa’, commenterà sornione il signor Aito qualche minuto dopo).

Simona attacca due volte con la difesa ospite che in entrambi i casi spedisce la palla verso il soffitto. Senza toccarlo, purtroppo. L’anno prossimo si torna al Maria Pia...
L’azione prosegue e Maria Rosa schiaccia un primo tempo da fuoriclasse quale è (15-16).
Lo annulla Marcella (16-16)!
Purtroppo il numero che Di Pietrangelo giocherà in qualche lotteria sarà il 18: a questa cifra finisce il tie-break (16-18) per via dei suoi ultimi due attacchi consecutivi e 18 sono i punti realizzati dalla schiacciatrice di Francavilla.

Applausi per tutti e pupazzo scagliato addosso ad Alessandra soltanto a conclusione dell’incontro per non turbare la concentrazione delle atlete. Non c’è, però, la stessa soddisfazione. Le è andata bene per quest’anno.
Va meno bene a Veronica Masella, rincorsa da Clara Palmieri per una spruzzata finale di integratore. La fuga verso l’Armata Jonica per chiedere asilo politico si rivela vana.

Decisamente positivo il bilancio delle squadre salernitane. Il capoluogo va ai play-off; Scafati, Sarno e Battipaglia terminano la stagione nella parte alta della graduatoria e Sala Consilina si salva in modo brillante. Nessuna perdita.
Parte del merito dei successi del Sarno sta nel berretto del signor Alfonso, autografato dalle atlete. Senza la cintura pitonata del nostro presidente, la partita sul piano scaramantico non ha avuto storia...
A proposito di autografi, voglio provocare l’invidia del club di “chi - testuale - non vive più senza avere un autografo di una delle più grandi giocatrici di pallavolo del millennio”.

Qualcosa mi dice, però, che nessuno chiederà l’autografo al nuovo parrucchiere della schiacciatrice sarnese...
La Nati a Taranto chiude il campionato con una partita brillante e gradevole.
Purtroppo il risultato e la contemporanea vittoria dello Scafati ci condannano alla coabitazione definitiva a quota 54 punti con le gialloblu. Stessi punti, stesso numero di vittorie; chi cazzo è arrivato quarto alla fine?!?!
Conta la differenza set complessiva (meglio Scafati)? Contano gli scontri diretti (meglio Taranto)? La classifica del sito Federvolley dice Scafati.

E vabbè, chiudiamo quinti. Obiettivo play-off mancato, molti rimpianti, ma restano negli occhi e nei ricordi i tanti momenti di splendida pallavolo che queste ragazze ci hanno regalato. Grazie a tutte (comprese Clara, Silvia e Simona-di-metallo), grazie al coach, al presidente, allo staff e ai tifosi.
Abbiamo comunque raggiunto il miglior risultato della storia; adesso l’importante – come dice il posteggiatore dell’Oblò – è non andare in... dietromarcia.

Tabellino: TARANTO-Sarno 2-3 (25-23, 22-25, 17-25, 25-15, 16-18)
Nati a Taranto: Zonca 17, Corallo 17, Repice 14, Fiore 0, Benefico 14, Scaglioso 4, Tinelli 9, Mastandrea 2, Certa 3, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 13.
Aito Volley Sarno: Campolo 13, Masella 2, Palmieri NE, Di Pietrangelo 18, Grimaldi 19, Familio 23, Giordano 7, Ricciardi (L) – All. Loparco.
Aces 6, errori in battuta 4, muri-punto 11.
Arbitri: Giuseppe Stallone (FG) e Roberta Anelli (BA).
Durata set: 22’, 25’, 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Trani-Battipaglia 3-1, Ostuni-Matera 0-3, Salerno-Sala Consilina 2-3, Scafati-Potenza 3-0, Benevento-Tuglie 3-0, Aversa-Molfetta 1-3, Nojaturi-Montescaglioso 3-1
Classifica: Trani 83; Matera 71; Salerno 69; Scafati e TARANTO 54; Sarno e Benevento 52; Battipaglia 49; Potenza 47; Sala Consilina 46; Tuglie 42; Molfetta 39; Nojaturi 32; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.
Trani promossa in B1; Matera e Salerno ai play-off; Molfetta, Nojaturi, Montescaglioso, Aversa e Ostuni retrocesse in C, ma solo in teoria perché Molfetta dovrebbe essere ripescata e forse anche Nojaturi.

Dando uno sguardo agli altri gironi, congratulazioni all’Ornavasso, che abbiamo apprezzato in Final Four di Coppa Italia: sul filo di lana ha riacciuffato la prima piazza, a parità di punti con il Monza. Ma in B1 ci vanno D’Ettorre e compagne. Auguri!
Complimenti anche al Campagnola, tanto per restare in tema, e in bocca al lupo per un imminente ritorno in B2 al Manfredonia (girone E). Manoppello chiude a soli 5 punti dai play-off, ma dev’essere stata un’altra stagione ricca di soddisfazioni. Un saluto agli abruzzesi e in particolare all’amico Verino.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.
Attenzione: proprio nel finale c’è il rischio di novità clamorose. Tuglie subisce un’ulteriore multa da 80 euri per le proteste di un dirigente, ininfluente sulla classifica. Non è questa la novità clamorosa.
L’episodio più grave, infatti, è avvenuto a Battipaglia, dove si è giocato il derby con il Salerno: gli atti relativi ad un tentativo di aggressione alla coppia arbitrale da parte di un dirigente dell’Autoluna sono stati trasmessi alla Procura Federale in ragione della particolare gravità dei fatti. Potrebbero esserci sanzioni piuttosto pesanti anche se il primato di Matera dovrebbe resistere (troppi 1.250 euri di distacco tra le due società).
Restiamo in attesa del verdetto nonché delle decisioni in merito all’ultima giornata.
Prossimo turno: Non ‘ngi stè nisciùne prossim’ turne...
Un sms per Ivana:

Montescaglioso-Nati a Taranto 0-3

Domenica 3 maggio 2009 – ore 18.00
Intanto mi scuso se non c’è stata la consueta presentazione di Montescaglioso, ma nella cittadina lucana non conosco nessuno. Avevo provato a contattare su Facebook la punta di diamante della squadra, ma mi ha rigettato. Quindi, alla fine, soltanto la prima e l’ultima trasferta (Aversa e Montescaglioso, appunto) sono rimaste senza presentazione.
Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Ivana (Ostuni), Vincenzo Di Pinto per l’ispirazione (Turi), Teresa (Benevento), Nello (Potenza), Ari-Gise-Vale-Vivi (Salerno), Rosa (Trani), Maria Rosa (Sarno), Antonio (Scafati), il sindaco Azzollini per l’ispirazione (Molfetta), Mel Gibson (Matera), Marianna (Battipaglia), Giulia (Sala Consilina) e Daniela (Tuglie). Avete elevato culturalmente questo povero blog in cui altrimenti si sarebbe parlato soltanto di cozze e di scoregge.
E grazie all'ispiratore Marco Urago; l'idea è stata anche sua.
A Montescaglioso sono stato soltanto in occasione di una partita ad inizio stagione. Quando il biglietto costava 5 euri.
La fama del paese, almeno a Taranto, è legata soprattutto al bunker nel quale vivevano due dei più noti boss della nostra criminalità organizzata, ma sono certo che la località materana abbia altri motivi di interesse.
Potrei citare Carlo Levi e parlare della “virtù prima e antichissima di queste terre: l’ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all’ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero”. [1]
Parole che un po’ contrastano con l’urlo non proprio ospitale, “Tarantini di merda”, gridato da un isolato tifoso nel corso del primo set, ma dev’essere l’eccezione che conferma la regola.
Si parte, dunque, per l’ultima trasferta. Corre voce che una nostra giocatrice possa candidarsi a “sindaco della Rocca” e Sonia avrebbe già elaborato in suo favore la strategia elettorale vincente: “Convinco 3 persone a votarla e così siamo già al 60%…”

Durante il tragitto apprendo qualcosa in più sulla dieta dello sportivo: una nostra laterale ha pranzato con gnocchi, pasta, parmigiana, salsicce e polpettone ripieno con patate. Un pranzo normale. Figuriamoci al pranzo di nozze ce cos’ adda mangià…
A Taranto abbiamo lasciato il sole; a Montescaglioso ritroviamo l’inverno: temperature più rigide e pioggia.
Peccato che non ci sia Marcella; avrei voluto scattarle una foto accanto al cartello d’ingresso del paese: Scaglioso a Montescaglioso. Ci sarebbe Gianluca, in effetti, ma il maltempo scoraggia soste superflue.
Chi non si lascia impressionare dal maltempo è l’Armata Jonica, vicina alla squadra anche in una trasferta che non è proprio fondamentale per il nostro destino. “Questione di amore”, dunque, come il film.

Nati a Taranto a ranghi ridotti: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico (con una pancia sospetta...) e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.
Soltanto Silvia Mastandrea fa compagnia a mister Marcello Presta.
L’assenza di Desi causa un disservizio: la borsa medica rimane nello spogliatoio.
Ancora più frecàto sta il Montescaglioso, senza neanche un cambio a disposizione. Il quarto coach stagionale, Egidio Motola, schiera Alessia Tuselli, Claudia Tralli, Noemi Piscopo, Daniela Cianflone, Giuditta Tancredi, Federica De Leo e il libero Desi Timpanaro.

Un sostenitore si chiede se sia il caso o meno di indossare una sgargiante cravatta viola; il colore è indubbiamente alla moda, ma c’è chi lo considera poco indicato in chiave scaramantica.
Primo set
Fast di Cristiana, per iniziare, e la Nati a Taranto passa in vantaggio grazie ai colpi di Vittoria, Sonia e Michela (4-8).
Sul 7-10 c’è una temporanea sospensione del regolamento grazie alla quale le nostre ragazze possono toccare la palla quattro volte (sempre che non mi sia sfuggito qualcosa), ma alla fine non riusciamo a sfruttare questa opportunità. Poi, tornati al regolamento originale, le nostre centrali incrementano le distanze (muro Vittoria, ace Cristiana).

Cedendo il posto al libero, Vittoria si accomoda su una sedia illecita della panchina e deve scalare a quella affianco.
Sull’11-18 (Michi), la pratica del primo set sembrerebbe archiviata, ma un’orgogliosa Planitalia ingarra la rimonta.
Il già citato sostenitore rompe gli indugi e decide di sfilarsi la cravatta. E’ una mossa che stava quasi per risultare vincente.
Dopo un ace di Tancredi, infatti, la formazione locale si affida alle due giocatrici di maggior talento ed esperienza, Piscopo e Cianflone; il conseguente 7-1 riporta le padrone di casa in parità (23-23).

Per fortuna, si sblocca Diesel-Corallo, che schiaccia punti importanti ed imposta una partita ricca di colpi efficaci e di salvataggi spettacolari. La NAT spreca un set-ball e poi chiude il parziale con un primo tempo di Vittoria ed una doppia delle azzurre (24-26).
Secondo set
Cristiana Zonca, un ufficiale piemontese sulle aspre montagne della Basilicata. Richiami storici al Risorgimento che si intrecciano con lo sport visto che la nostra bionda centralona sembra investita del compito di proseguire l’opera degli antenati sabaudi per assicurarsi il controllo del territorio. Un’altra settentrionale (solo di nascita e d’infanzia) le facilita la missione con alzate pregiate. Ma è tutta la squadra che sta girando bene, dalla difesa alla finalizzazione.
Nel frattempo è entrata Silvietta.

Niente cambi, ovviamente, nel Montescaglioso. Due ottime atlete, che risulteranno, non a caso, le migliori realizzatrici della serata (Cianflone 16, Piscopo 13) canalizzano buona parte del gioco, ma intorno a loro tante ragazzine promettenti fanno il loro dovere.
Una di queste è Giuditta Tancredi, sempre più somigliante alla ragazza col turbante, meglio nota come la ragazza con l’orecchino di perla. Oggi non ha lo stesso orecchino del Palafiom, ma indossa più o meno lo stesso turbante del ritratto di Vermeer.

C’è un break da 6 che conduce la Nati a Taranto sul 5-13 e questa volta non ci saranno rimonte. O meglio: il tentativo ci sarà, ma le rossoblu sono brave a contenerlo. Il momento critico va dal 13-21 al 19-23; a risolvere le cose sono la Corallina e l’ennesimo errore in battuta delle padrone di casa (Piscopo).
Finisce 20-25.
Terzo set
Un po’ a causa dello schema a farfalle (foto sotto), un po’ per i due aces consecutivi di Tuselli, Montescaglioso apre a proprio vantaggio il terzo parziale (5-2) e difende la posizione con Cianflone (6-4).

Ma non tiene fino al time-out tecnico perché c’è un altro break NAT: bel pallonetto di Silvietta, due muri ed un primo tempo di Vittoria e nel mezzo l’ennesimo colpo a sorpresa stagionale di Simona Leone, il libero col vizio del punto.
La leonessa appoggia in bagher, Ale fa velo sotto rete (non so quanto volontariamente) e il pallone atterra nel campo avverso.
E con questo sono sei.

Vendette trasversali: Vittoria mura Cianflone, Cristiana mura Cianflone, Cianflone mura Vittoria e De Leo mura qualcuna che mi è sfuggita. Poi c’è una fase un po’ loffia e ricca di errori.
Proprio Federica De Leo, però, si afferma come valida alternativa alle due top-scorer locali: sul 16-22 piazza tre colpi vincenti (19-23).
Le rossoblu stanno tirando i remi in barca visto che la squadra locale tende a danneggiarsi con le proprie mani: gli ultimi 10 punti delle nostre sono 8 errori delle locali, una furba palletta di Michi, molto positiva e continua, ed un riuscito attacco della Corallina. La futura sindaca della Rocca segna così il punto che chiude la partita (22-25).

Le ragazze vanno a raccogliere ed a ricambiare il meritato abbraccio dell’Armata Jonica, nonché quello di Simona Mereu.
La vittoria sul Montescaglioso riporta le rossoblu al quarto posto dato che Scafati ha perso a Sala Consilina. Al secondo posto sorpasso (praticamente definitivo) del Matera sul Salerno: le lucane perdono al tie-break con il Trani, ma le campane cedono l’intera posta ad un irrefrenabile Battipaglia nel derby. Tuglie salvo.
Nel bagno del nuovo e bel palazzetto di Montescaglioso osservo una cosa strana: non c’è soluzione di continuità tra i lavandini ed i vespasiani. Tutti allineati. Se sei distratto o sovrappensiero, finisce che pisci nei lavandini e ti lavi le mani nei vespasiani...

Con questa osservazione raffinata, rinvio i lettori all’ultima partita di campionato in casa con il Sarno. Onoreremo la tradizione del lancio del pupazzo su Alessandra. E’ vero, quest’anno la multa l’abbiamo già presa e quindi non c’è la necessità di sbloccare artificialmente la classifica del trofeo Bin Laden, però io sono dell’idea di ripetere il lancio. L’anno scorso fu divertente. [2]
Anzi, se Fabrizio Cafaro e Gianluca Catucci mantengono la promessa, potremmo incaricare proprio loro di onorare questa simpatica tradizione.

Tabellino: Montescaglioso-TARANTO 0-3 (24-26, 20-25, 22-25)
Planitalia Montescaglioso: Tralli 0, Piscopo 13, Tuselli 4, Cianflone 16, Tancredi 2, De Leo 9, Timpanaro (L) – All. Motola.
Aces 6, errori in battuta 14, muri-punto 4.
Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 9, Repice 11, Benefico 10, Tinelli 1, Mastandrea 3, Certa 1, Leone 1 (L) – All. Presta.
Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 5.
Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).
Durata set: 32’, 25’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Matera-Trani 2-3, Battipaglia-Salerno 3-0, Sala Consilina-Scafati 3-1, Sarno-Aversa 3-0, Potenza-Benevento 1-3, Tuglie-Nojaturi 3-1, Molfetta-Ostuni 3-0,
Classifica: Trani 80; Matera e Salerno 68; TARANTO 53; Scafati 51; Sarno 50; Battipaglia e Benevento 49; Potenza 47; Sala Consilina 44; Tuglie 42; Molfetta 36; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 400,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.
Movimenti in classifica con la Puglia in evidenza. Ostuni consolida il secondo posto e respinge la minaccia del Monte con 40 euri, frutto di un “servizio di asciugatura irregolare”. Non assente. Irregolare. In che senso? Gli stracci non erano omologati...?
Bel balzo in avanti del Tuglie: 250 euri per gli insulti e le minacce rivolte agli arbitri. Questi sono gli effetti della festa patronale della settimana prima... A questo punto è debacle totale per le squadre campane, che scalano al 7^ posto (Sarno).
Prossimo turno: Taranto-Sarno, sabato 9 maggio, ore 18.30, Palafiom, via Golfo di Taranto.
Un sms per Ivana:

NOTE:
(1) LEVI, C., Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori, Milano, 1968 (1^ ediz. Einaudi, 1945), pag. 136.
(2) Vedi post Palafiom Taranto-Lanciano 3-1 del 4 maggio 2008.
La foto della ragazza col turbante e della dei bunker sono tratte da http:// it.wikipedia.org.
Nati a Taranto-Trani 0-3

Sabato 25 aprile 2009 – ore 19.00
Festa della liberazione. Trani si libera della serie B2 e inizia la scalata verso categorie più consone al proprio blasone. Taranto e le altre squadre della serie B2 (non solo del nostro girone) si liberano di una formazione che non conosce sconfitte da 28 partite (l’ultimo a fregiarsi di questa impresa è stato Nello Caliendo).
Ma partiamo dall’inizio.
Virtualmente in B1 dopo la vittoria con il Salerno, la Primadonna attende solo la conferma matematica: servono due punti contro il Taranto (ma la promozione potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta se contemporaneamente perdesse anche il Matera a Salerno, incontro che inizia mezz’ora prima).

La festa è nell’aria e il popolo biancazzurro si riversa al Palafiom con ogni mezzo. E’ un tifo caloroso, vibrante, colorato, ma allo stesso tempo estremamente corretto.
L’Armata Jonica ha l’ingrato compito di tutelare i colori rossoblu in una partita sostanzialmente in trasferta, sebbene si giochi al Palafiom, e sarà un compito svolto con la consueta passione.
Michela prova, a suo modo, a stimolare la platea.

Ancora più arduo è il compito della squadra rossoblu, “agnello sacrificale” secondo la definizione di Marcello. C’è lo stimolo della vittoria di prestigio, quello della difesa del quarto posto e la dispettosa tentazione di fare da guastafeste. Ma si può tentare qualcosa soltanto a condizione di giocare al massimo delle possibilità e contro un Trani distratto, nervoso o presuntuoso.
Le nostre ragazze, a parte un secondo set sotto tono, faranno il loro dovere, ma Trani scenderà sul parquet con i giusti atteggiamenti: concentrazione assoluta e determinazione a far sì che l’esodo biancazzurro non sia avvenuto invano. Come a Ostuni l’anno scorso (qualcuno indossa la t-shirt di allora; io l’avìsse bruciàte a scans’ d’equivoci...).

Uno sguardo sugli spalti verso la minoranza locale: c’è Marianna, il nostro gioiello di famiglia più prezioso, reduce dall’A2 a Urbino; c’è Simona-di-metallo, sempre più bella; c’è Silvia che accompagna i suoi giovani talenti verso l’adesione all’iniziativa contro il fumo che la società ospite vuole esportare al Palafiom.
Fate come se foste a casa vostra, sembra essere l’andazzo di questa sera...
La campagna contro il fumo da sigarette nel Palafiom, veramente, equivale un po’ ad una campagna per la legalità nel Parlamento italiano o ad una conferenza sui diritti dell’infanzia dentro un circolo di pedofili; resta, comunque, il valore di una giusta causa ed anche l’arbitro, dopo aver nascosto il pacchetto nella tasca, acconsente allo svolgimento dell’iniziativa.

Formazioni.
Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.
In panchina: Désirée Fiore, Marcella Scaglioso e Sonia Tinelli.
Tony Chieppa e Pino Filaninno propongono Rosa Ricci alzatrice, Doriana Bisceglia opposto, Mina Annese e Giusy Caterina laterali, Rosalba Di Corato e Raffaella Balducci centrali, Marianna Del Rosso libero.
A disposizione e a fare casino dal terzo set in poi: Palma Monitillo, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Devo muovere una critica alla squadra ospite, ma si tratta di una questione che riguarda quasi tutti: perché cambiare colori a stagione in corso? Che ci azzecca il rosso con l’azzurro dell’Aquila (Azzurra, appunto)? E poi – mi chiedo – perché non distinguere i colori delle due squadre che scendono in campo come si fa negli altri sport? E’ vero, nel volley, le squadre sono separate e non c’è il rischio di confusione, però a me non piace lo stesso che in campo ci siano contemporaneamente due squadre rosse, due squadre blu, due squadre verdi, ecc.
A proposito di colori, è mutata anche la tinta delle scarpe di Mina Annese: un bianco più sobrio anche se di giallo restano i lacci.

Primo set
Muro di Vittoria Repice. Dev’essere brutto per una squadra iniziare la partita subendo un muro-punto.
Ma Trani si riprende con due attacchi di Balducci ed uno di Annese, in fase di vistoso miglioramento dopo lo stop di un mese per via dell’infortunio al braccio (2-5).
Molti errori da una parte e dall’altra, 5 battute sbagliate in 12 scambi e poi Taranto pareggia con un attacco di Simona ed un magnifico tocco di seconda di Alessandra (7-7). Finalmente, dopo tre anni e mezzo di tentativi, sono anche riuscito a fotografarlo. Ne farò un ingrandimento da appendere in camera in modo tale che sia la prima cosa che vedo quando mi sveglio e l’ultima quando mi corico. Come Verdone nella scena iniziale del film Bianco, rosso e Verdone: l’emigrante lucano che al risveglio rimane in estasi guardando la foto di Causio...
Vedi: www.youtube.com/watch?v=Oiqavfc6Gmw

Ma per ora la foto del secondo tocco di Ale non la pubblico sul blog perché mi sarà utile per un altro imminente post.
Buona NAT, dunque, grazie anche al prezioso lavoro di Simona Leone in difesa.
Allungo tranese (8-11 con Caterina e Balducci) e recupero rossoblu con un bel muro di Silvietta (10-11).
Le nostre provano il consueto schema a farfalle (Ale e Cris, ma nel terzo set sarà rispettata ancora una volta la par condicio con Vittoria), poi però la centrale piemontese buca il parquet con un primo tempo perfettamente riuscito e Michela spinge il pallone sulle mani del muro avversario.

Pareggio (13-13)! La NAT c’è.
Annese vince un duello a rete con Ale e Di Corato si sblocca riportando le ospiti avanti di tre punti (14-17).
Splendida reazione tarantina: Simona, Vittoria (muro) e Michela: ancora pareggio (17-17).
Dopo il nono errore in battuta della serata, Michela mette a terra una pipe esemplare (18-18) e la Corallina replica ad una fast della Di Corato (19-19).

A questo punto, però, la Primadonna decide di prendersi il set. Il break inizia con un secondo tocco di Rosa Ricci (immortalato anch’esso, nella foto di copertina; stasera con la macchina fotografica ho avuto culo), prosegue con una ribattuta di Balducci su ricezione lunga e con tre errori delle tarantine (19-24).
Coach Marcello introduce Sonia al posto di Silvietta e la lascia in campo fino al termine.
E’ l’ennesimo errore in battuta a chiudere il primo parziale (20-25).
Secondo set
0-4 in favore del Trani ed è un punteggio rivelatore dei futuri sviluppi di questo set.
Dopo l’ace iniziale di Ricci, anche Caterina va a segno direttamente su battuta (1-6). Come sempre, l’ex-schiacciatrice della Tempesta si piazza ai limiti del territorio comunale per mettere la palla in gioco. Il caso vuole che in quel momento io mi trovi proprio nel punto esatto in cui viene a collocarsi l’attaccante tranese; la foto posso farla lo stesso, ma la telecronaca in streaming è un po’ compromessa dalla visuale completamente coperta...

Al massimo, potrei intervistarla in diretta.
Si alza anche il muro del Trani (Balducci) e si sblocca Doriana Bisceglia, che, come vedremo, risulterà decisiva negli ultimi scambi della gara.
Dal 3-8 (bel pallonetto di Sonia) fino al 5-17 la partita prende una strana piega: sistematicamente, ad ogni punto delle rossoblu ne seguono tre delle ospiti.
Molto bene in questa fase la centrale Rosalba Di Corato; ha un modo di piazzare la fast quasi infallibile, notavo già in Coppa Italia: è come se restasse sospesa in aria per una frazione di secondo ad osservare muro e difesa avversaria, poi scaraventa la palla nel punto e nel modo migliore possibile.

Stasera le nostre centrali sono “normali”; ad essere stratosferiche sono le due centrali tranesi, in particolare la Balducci che risulterà miglior realizzatrice con ben 14 punti. Unica in doppia cifra tra i due sestetti.
La “mossa di Rosa Ricci”, sul 5-15, stasera non riesce.
Il figlio, intanto, va in giro per la gradinata con una pistola giocattolo nella fondina. Al posto della trombetta usata in final four, stasera preferisce sventolare una bandiera azzurra.

Rosicchiamo qualche punto grazie a Cristiana, Simona e Vittoria (10-19), ma Annese e Bisceglia riportano l’Azzurra a +12. L’ex-manfredoniana trova un ace millimetrico, proprio sulla linea (11-23).
Non è stata una partita nervosa e questo ha un po’ agevolato il compito, ma mi sembra di poter dire che l’arbitraggio, soprattutto sui pochi punti contestati, sia stato praticamente perfetto.
Marcello offre a Désirée l’opportunità di giocare la fase finale del set, ma Vittoria non lo permette perché realizza due aces consecutivi. Micidiale il suo servizio: palla tesa che improvvisamente cambia direzione. Più che Gattuso, pare Roberto Carlos.

Poi, però, commette un errore anche la stella dello Stretto e lo scambio successivo porta la firma di Rosalba Di Corato (14-25).
Comunque vada, Trani ha conquistato un altro punto in classifica. Adesso non basterebbe neanche una vittoria al tie-break del Matera a tenere in corsa le lucane di mister Galtieri. Ma qualcuno sa cosa succede a Salerno?
Sì, Nico Aurora lo sa. Sa che al Palavestuti Salerno e Matera sono sull’ 1-1 e Salerno sta vincendo il terzo set. E sa che l’eventuale successo del Salerno nel parziale in corso, alla luce dello 0-2 del Palafiom, significherebbe B1 per la Primadonna.
Lo sa, ma non lo dice per non deconcentrare la squadra.

L’avesse detto a me... Avrei provveduto io a divulgare la notizia: “Rosa! Mina! Ragazze! Siete già in B1! Potete festeggiare! Mettete champagne nei vostri Polase, anzi Polase nei vostri champagne! Datevi alla pazza gioia (sottinteso: ...e fateci vincere la partita).
Terzo set
Sale la febbre nel lato biancazzurro della tribuna. I cori diventano sempre più espliciti. Il sestetto tranese, schierato ai lati del campo in attesa di rientrare per il terzo set, saltella e applaude.

Ecco un’altra esperienza nuova. Cosa si prova a fare da avversari di una squadra che sta per festeggiare una promozione? C’è tanta gente che è venuta da fuori, tante aspettative, tanta voglia di festeggiare.
Il coach ha parlato di “agnello sacrificale”. Io la vedo così: Trani è oggettivamente più forte di Taranto e probabilmente avrebbe vinto contro di noi in qualunque momento del campionato (dico probabilmente perché lo sport non è una scienza esatta) e poi, per come stanno le cose in classifica, Trani andrebbe comunque in B1. Se non oggi, fra qualche giorno. Date queste premesse, che sia proprio il Palafiom a diventare luogo di felicità, sia pure non nostra, a me fa piacere. Naturalmente preferirei la vittoria di prestigio rossoblu, ma, in un certo senso, mi imbuco alla festa...
Ma c’è ancora da giocare e la Nati a Taranto disputerà un terzo set di qualità ed orgoglio. Strepitosa, in particolare, la partita di Simona Leone.

Michela realizza i primi punti jonici (3-3), ma la squadra ospite va in vantaggio al primo time-out tecnico (6-8). Il citato giornalista Nico Aurora riferirà a fine gara che questo è il vero istante in cui Trani va in B1 (Salerno, infatti, chiude vittoriosamente il terzo set: 2-1).
Pallonetto di Vittoria ed ace di Alessandra (8-8), poi c’è un accenno di contestazione (peraltro contenuta) di Balducci con la capitana Ricci che zittisce la compagna tappandole la bocca con le mani. Che metodi. La palleggiatrice, dunque, dispensa sorrisi ma poi governa lo spogliatoio con sistemi cruenti...

Sul 9-11 inizia una fase caratterizzata da molte imprecisioni su entrambi i fronti. Si arriva in questo modo all’11-13. Le attaccanti tranesi spediscono due palloni fuori mentre Cristiana e Simona vanno a segno. E’ un break di quattro punti che vale il sorpasso per la NAT (15-13)!
Secondo tocco di Ricci, fast di Di Corato e diagonale della Corallina (16-15).
Ultimi errori in battuta della serata: uno per parte (17-16). In totale ho calcolato 8 battute sbagliate per Taranto, 11 per Trani. Un’epidemia.

A proposito di statistiche, Taranto-Trani è una sfida decisiva anche per l’ultima piazza del trofeo Bin Laden (Trani 0 euri, Taranto 40 euri). Cosa possiamo fare per farci superare? Fateci vincere almeno una cosa!
La partita prende definitivamente la direzione di Trani: dopo 6 punti consecutivi (con la solita Balducci in evidenza), dopo due time-out di Marcello, Trani è a tre lunghezze dal traguardo (17-22).
Giusy Caterina: prima fuori (18-22), poi dentro (18-23).
Fuori l’attacco di Annese (19-23), ma Bisceglia va a segno (19-24) e regala alla propria squadra 5 palle-set, ossia 5 palle-match, ossia 5 palle-B1.

Prima, però, c’è un anomalo time-out chiamato da coach Chieppa. Sta andando tutto bene per lui; vuole soltanto qualche secondo di tempo per infilarsi la maglia con la scritta “Benvenuta B1”. Lui e le ragazze della panchina.
Alla ripresa del gioco c’è uno scambio infinito. La nostra Leonessa, il libero rossoblu, rintuzza eroicamente tutti gli attacchi ospiti mentre il pubblico tranese conta “uno-due-tre” non sapendo che porta sfiga e che così non si fa mai punto. Dopo un quarto d’ora viene servito un pallone in posto due: Doriana Bisceglia schiaccia il pallone che vale la serie B1.

In realtà, il pallone della B1 del Trani deve averlo schiacciato qualche minuto prima, al Palavestuti, Gisela Scialacomo o Nunzia Campolo (ce lo faremo raccontare), ma detto così pare brutto.
Suona meglio attribuire ad un’attaccante tranese la maternità del punto che vale un campionato. E Doriana se lo merita.

Fa piacere essere i primi a congratularsi di persona con questa squadra eccezionale. Sono le più forti, il loro gioco è un inno alla pallavolo, la promozione con due turni d’anticipo è ineccepibile. Quindi complimenti al presidente, ai tecnici, allo staff, alla signora antifumo, a tutte le giocatrici e ai tifosi che l’hanno seguita sin qui.
A me è piaciuta anche la Nati a Taranto di questa sera. Non era in condizioni perfette e non ha certamente giocato la migliore partita possibile, però l’impegno non è mancato; ci sono state fasi molto positive e spettacolari e in due set abbiamo dato filo da torcere. Usciamo dal... Palafiom di Trani a testa alta come siamo usciti a testa alta dal tensostatico di Tuglie; brave ragazze.

Tabellino: TARANTO-Trani 0-3 (20-25, 14-25, 19-25)
Nati a Taranto: Zonca 3, Corallo 8, Repice 6, Fiore 0, Benefico 5, Scaglioso NE, Tinelli 3, Mastandrea 1, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.
Aces 3, errori in battuta 8, muri-punto 4.
Primadonna Trani: Bisceglia 9, Ricci 5, Annese 9, Di Corato 9, Monitillo NE, Balducci 14, Caterina 7, Di Bari NE, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa e Filaninno.
Aces 5, errori in battuta 11, muri-punto 3.
Arbitri: Simone Chimento (CS), Carmine Brescia (CS).
Durata set: 23’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.15’.

Altri risultati: Salerno-Matera 3-1, Scafati-Battipaglia 3-0, Benevento-Sala Consilina 3-1, Ostuni-Sarno 1-3, Nojaturi-Potenza 3-2, Molfetta-Tuglie 3-2, Aversa-Montescaglioso 0-3.
Classifica: Trani 78; Salerno 68; Matera 67; Scafati 51; TARANTO 50; Sarno e Potenza 47; Battipaglia e Benevento 46; Sala Consilina 41; Tuglie 39; Molfetta 33; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.
Una sola ammenda: 40 euri al Sarno per il servizio asciugatura.
Amminizione a Pierfrancesco per aver tentato, con destrezza e con l’aggravante del danneggiamento, di allagare la palestra di Sala Consilina non riuscendo nell’intento in ragione del tempestivo intervento di un idraulico e dei Vigili del Fuoco.
Prossimo turno: Montescaglioso-TARANTO, domenica 3 maggio, ore 18.00, PalaWojtila, via Pirro del Balzo.
Un augurio per Simona:

Tuglie-Nati a Taranto 2-3

Sabato 18 aprile 2009 – ore 19.00
Vangelis, Momenti di gloria...
La musica diffusa nel prepartita agevola i ricordi. Il tensostatico di Tuglie è un luogo ormai sacro nella storia della Nati a Taranto. Qui, il 5 maggio del 2007, conquistammo la promozione in serie B2 al termine di una partita intensa ed emozionante. Chi se la scorderà mai?
Fra l’altro su You Tube c’è ancora il video dei punti finali e della conseguente, irrefrenabile esultanza girato da Fabio con il telefonino:
http://www.youtube.com/watch?v=t6csQeSPAVM
Io ancora mi commuovo quando lo rivedo.
Oggi la situazione ed il clima sono diversi: la Nati a Taranto non ha più nulla da chiedere a questa stagione, se non un quarto posto privo di effetti concreti e l’esigenza di garantire la regolarità del campionato. Molfetta ci guarda... Come ci guarderà Matera sabato prossimo...

La partita di oggi e l’approccio straordinariamente grintoso delle ragazze dimostreranno che gli stimoli di squadra e individuali non mancano e vanno ben al di là della mera serietà professionale. Altro che demotivazione.
Anche Tuglie non sembra particolarmente allegra: non è stato il campionato che poteva essere. Vincere a Trani nel girone d’andata e poi – dopo l’infortunio alla stella Ida Taurisano - trovarsi a lottare per la salvezza in quello di ritorno è una situazione che evidentemente non infiamma il paese, distratto – peraltro – dalla festa patronale.

Poca gente al tensostatico, quando due anni fa non c’erano posti neanche in piedi. Clima mesto.
Non momenti di gloria, dunque, ma momenti di grande agonismo sì.
Cerchiamo di conquistare due spettatori in più: Michela invita Divina Felline; io invito Monica di Forzaragazze. Non vengono. Col cavolo che adesso continueremo a trasmettere i comunicati al sito...
Un’altra data indimenticabile è il 31 marzo 2007, la prima volta che Valeria Montagna arbitrò la nostra squadra.

A distanza di due anni, finalmente, la FIPAV si è decisa a designare nuovamente l’avvenente brindisina alla direzione di un nostro incontro. Una divina nel tensostatico, quindi, c’è. Quante emozioni, stasera...
Formazioni. Tonino Cavalera propone Valeria Spano in palleggio, Monica Casalino opposto, Neire Scupola e Titti Romano di banda, Anna Maria Isceri e Pamela Antonino centrali, Daniela Calò libero. In panchina le baby terribili Eleonora Carbone e Giorgia Valente.
In panchina c’è anche Ida Taurisano, ma si sa che non potrà giocare. E’ lì soltanto per fare terrorismo psicologico con la sua presenza...

Nati a Taranto: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.
Désirée non c’è perché vuole più bene alla squadra di serie D che a quella di serie B2. Questa ce la leghiamo al dito.
Fanno compagnia a coach Marcello Presta: l’acciaccata Sonia Tinelli e l’infortunata Marcella Scaglioso. Quest’ultima fa solo atto di presenza; sarà per questo che tarda a schierarsi per la presentazione delle squadre.

Primo set
Ace di Scupola.
Ooops, non è che sarà una serata di sonnolenze?
No, non lo sarà: è Michela che reagisce, ma poi regaliamo troppi errori offensivi alle padrone di casa, a segno quasi con tutte le atlete del sestetto.
L’ace di Isceri chiude il primo ciclo della partita (9-5).
Inizia a questo punto un secondo ciclo che si chiama Vittoria Repice. Un ciclone, più che un ciclo: fast, primo tempo, due ribattute su ricezioni lunghe, due muri (uno dei quali con Silvietta) e una palletta.
Tutto lei.

L’ace di Alessandra chiude un break di nove punti (9-14).
Vittoria aveva dimenticato di estrarre il pallonetto dal proprio repertorio tecnico e provvede subito a colmare la lacuna (10-15).
Tuglie si riprende: Scupola, Romano e Casalino agguantano il pareggio fin troppo presto (17-17), ma a questo punto inizia lo show dell’altra nostra centrale, Cristiana Zonca.
Straordinaria: tre primi tempi e una fast con in mezzo una pipe magnifica ed un ace-culo di Michela (17-24).
Da sottolineare anche la serata di grazia di Alessandra, che apre il gioco in tutte le direzioni. Fra un po’ attaccheremo anche dal sottoscala.
Spediamo sulla rete e sull’asticella le prime due palle-set, ma la terza è quella buona: Daniela Calò compie un miracolo sulla bomba di Simona, ma il successivo pallonetto di Cristiana finisce in campo: 19-25.

Secondo set
Tuglie attacca con Scupola e Romano; Taranto replica con un altro punto-culo aiutato dal nastro (Silvietta) e soprattutto con le due centrali venute da lontano (altri due punti di Cristiana, altri tre di Vittoria).
Da lontano ma non troppo: Cristiana non è tedesca - preciso a beneficio degli spettatori che hanno formulato questa ipotesi. E’ di Novara, provincia di Taranto – come dice lei. Ormai non fa altro che rispondere “ce vuè?” a chiunque le rivolga la parola. Direbbe “ce vuè?” anche al Capo di Stato Maggiore se la chiamasse a rapporto.

Sull’8-7 fuga delle salentine: bel pallonetto di Isceri, primo tempo a farfalle delle nostre, fallo di posizione, fast di Antonino, invasione rossoblu e diagonale di Casalino (14-7).
Fast di Vittoria con conseguente urlo.
L’arbitra Valeria ne ha abbastanza: convoca Vittoria e Titti e spiega loro che le squadre stanno disturbando la quiete pubblica. Ha ragione. Che stiamo, al mercato?
Fra l’altro fuori c’è la processione dell’Annunziata e sarebbe disdicevole disturbare.
Se il paese si affida alla Madonna, coach Cavalera (che, pure lui, in fatto di urla non scherza; è peggio di Scanferlato) preferisce contare sui brillanti riflessi della capitana Calò.
La Nati a Taranto si affida, invece, in questo momento, al nastro (cioè al culo), che per la terza volta inganna le avversarie. L’ace è di Simona.

Ancora un primo tempo a farfalle (prima Vittoria, adesso Cristiana; la par condicio è rispettata) ed uno spettatore si chiede: “Ma lu fannu apposta...? E’ nu schema...?”
La gaffe è cancellata da due muri e da un altro pallonetto-capolavoro del sottotenente di vascello, oltre che da un ace di Michela. Parziale riaperto: 20-17.
Lo richiudono Romano e Spano, quest’ultima con un astuto tocco di seconda (25-20).
Terzo set
Nell’intervallo Daniela Calò, dalla panchina, ordina a Pamela Cervellera di andare a prendere una bottiglia d’acqua. Per chi l'ha presa, per la garzona del supermercato? Almeno le avrà dato la mancia per il servizio a domicilio?
Il terzo parziale è quello del grande equilibrio, dall’inizio alla fine. E quante emozioni, che intensità!

Il muro rossoblu continua a fare faville, ma Scupola e Casalino tengono le padrone di casa agganciate.
Sul 5-6 inizia una fase caratterizzata da errori, ma sono errori distribuiti quasi equamente sui due fronti. Tuglie predilige le battute, Taranto gli attacchi. Mi sorprendono alcuni errori vistosi della Casalino, anche palloni da appoggiare semplicemente nel campo avverso. Non è da lei. Ma comunque, alla fine, pur non giocando benissimo, 15 palloni a terra li ha messi.
L’Italgest ottiene un vantaggio di tre punti sul 17-14. E’ a questo punto che il set decolla, regalando spettacolo.

Coach Marcello rischia Sonia. Sarà ben ripagato.
Due punti consecutivi della nuova entrata ci portano sul 19-18.
Due attacchi del Tuglie finiscono fuori ed uno sulle mani di Michela a muro (21-21).
Time-out salentino, con Cavalera incazzatissimo.
Bomba di Michela e attacco vincente di Simona (22-23), poi Cristiana, con una fast imperiosa, ci regala il primo set-point (23-24). Lo annulla Romano con l’ennesimo mani-fuori.

Dentro Valente per Casalino, ma soltanto per servire, visto che i 5 errori dell’esperta ex-brindisina devono aver messo in agitazione il tecnico locale. La piccina non si emoziona, poi Michela salva un incredibile pallone di piede e Vittoria mette a frutto l’impresa della compagna (24-25).
Quest’anno i piedi ci hanno regalato diversi punti (ricordiamo ancora il piede di Clara nel tie-break con il Battipaglia).





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