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Volley Altamura-Taranto 3-0

di skanderbeg69 (23/11/2009 - 21:28)

25 novembre – giornata internazionale contro la violenza sulle donne

“Violence against women has been hidden in a culture of silence. With this campaign we are breaking the silence and ensuring that women’s voices are heard. We need strong and sustained leadership to change norms and attitudes. It is time to end complicity and impunity.

We all have a role to play. Men and boys can make a tremendous contribution by using their power for positive change. Together with them, we will create a world where both girls and boys are raised in a culture of mutual respect, responsability and equal opportunity”.

Thoraya Ahmed Obaid

 

Domenica 22 novembre 2009 – ore 18.00

La partita, per varie ragioni, non ispira molta voglia di scherzare e il risultato finale deludente è soltanto uno dei fattori che non agevolano l’umorismo. Chi si attende il solito post può già chiudere la connessione.

Il Taranto è in difficoltà: Cristiana è stata precettata dalla patria, Katia si è infortunata e gli allenamenti settimanali sono risultati piuttosto problematici.

Ma anche sull’altro fronte i problemi in settimana non sono mancati e li conosciamo tutti. Le ragazze murgesi saranno particolarmente brave a concentrarsi sulla partita sfoderando una prestazione encomiabile sia sul piano tecnico che su quello caratteriale.

Coach Carlo Festa utilizza Simona Ancora in palleggio, Sara Giogli opposto, Carmen Vantaggiato e Roberta Licata laterali, Grazia Spinelli e Ana Branco Rocha centrali, Anna Simonetti libero.

In panchina: Margherita Ferrulli e Debora Zicari.

Il tecnico tarantino Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Gisela Scialacomo laterale, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea che si scambiano i ruoli di laterale e di opposto, Silvia Renna e Angela Stufano centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Giulia Basile, Priscilla Pisani e Simona Mereu.

In tribuna una folta rappresentanza di tifosi jonici, per lo più genitori, che hanno sfidato la nebbia pur di sostenere le biancoblu. Il rammarico è rappresentato dalla chiusura domenicale dei panifici che ha impedito la degustazione della celebre focaccia locale, quella che ha fatto chiudere il McDonald’s per manifesta superiorità ispirando il film Focaccia blues.

Si registra il ritorno in pista di Tony Manero.

Primo set

La centrale Grazia Spinelli è la protagonista della fase iniziale dell’incontro: prima piazza un muro e poi un servizio vincente. Anche la nostra Silvia mura, ma negli altri fondamentali siamo in grosse difficoltà (8-4).

Poi è Ana Branco Rocha (Aninha, diciamo, attenendoci alla scritta riportata sulla schiena) ad ergersi quale padrona assoluta del centro rete.

Sul 12-7 si blocca Carmen Vantaggiato, ex-schiacchiatrice del Sala Consilina. E’ piegata e si tocca il ginocchio. Viene accompagnata in panchina e non sarà più in grado di rientrare in partita. Ovviamente l’auspicio è che non si tratti di nulla di grave.

Al suo posto entra Debora Zicari, ma la musica sul parquet non cambia. Il Taranto ricorda quello del primo set di Benevento (evanescente e distratto), mentre Grazia Spinelli incrementa il proprio bottino personale di punti assestandosi a quota 6 in questo parziale.

L’arbitro Valeria Montagna blocca il gioco per un secondo incidente, occorso questa volta ad una giocatrice del Taranto, Silvia Renna. La centrale si tocca il volto. Cos’è stato? Una pallonata? Una gomitata? Un moscerino nell’occhio? Un tentativo di strangolamento? Nulla di tutto questo, per fortuna; dopo qualche istante Silvia può riprendere a giocare.

Gli ultimi due punti per le padrone di casa sono firmati da Roberta Licata, anche lei in ottima forma (25-17).

Secondo set

E’ un Taranto più reattivo quello che affronta il secondo set anche se bisogna rilevare che molti punti ospiti sono frutto di errori delle murgesi, particolarmente imprecise in battuta (6-10). Quando, però, i servizi superano la rete, la nostra ricezione continua ad essere in affanno.

Chi non sbaglia praticamente nulla è il libero della squadra locale, Anna Simonetti: perfetta.

Nonostante il vantaggio, fatichiamo a mettere il pallone a terra: merito dell’eccellente difesa biancorossa ma anche di attacchi che risultano piuttosto spuntati rispetto a quanto siamo abituati a vedere.

Angelo Soranno fa troppo casino in panchina e per due volte il secondo arbitro è costretto a riprenderlo. Ha fatto bene; sono solidale con l’arbitro.

In qualche modo riusciamo a mantenere il vantaggio di quattro punti fino al 14-18; poi le baresi recuperano e si portano ad una sola lunghezza (17-18).

Sale l’ansia, ma Silvietta e compagne ribattono a tutti i colpi delle avversarie. L’equilibrio del set dovrebbe essere un indice di spettacolo, ma non sono queste le sensazioni che proviamo fuori dal rettangolo di gioco: ci sentiamo come dal dentista quando non vediamo l’ora che l’intervento finisca.

Sul 20-21 Marcello rafforza la difesa introducendo Simona Mereu, ma tra le murgesi è scoccata l’ora di Sara Giogli. La ragazza salernitana mette a terra tre palloni d’oro, incluso un bel lungolinea; un ace di Spinelli ed un primo tempo di Aninha fanno il resto (25-24).

Ultimo scambio: Simonetti compie un salvataggio spettacolare su un attacco di Silvia e poi concede il bis su una conclusione di Silvietta; la palla giunge a Licata che anche questa volta non fallisce il tiro decisivo (26-24).

Terzo set

La svolta non arriva. Ci sono segnali di risveglio da parte di Gisela (3-4), ma Licata, Zicari e Giogli continuano a perforare muro e difesa del Taranto (9-5). Sara Giogli si conferma uno degli opposti più efficaci del campionato e sul 16-9 abbiamo la sensazione che questa serata sia tristemente segnata.

Invece, sul 18-10, il Taranto infila un break di sei punti. Fast lungolinea di Silvia, muro di Ale ed ulteriori tre muri consecutivi della stella di Trepuzzi, seguiti da un errore-punto delle padrone di casa (18-16).

Silvia Renna sarà la miglior realizzatrice del Taranto con 14 palloni messi a terra (ben 7 a muro).

La squadra murgese sfrutta la serata di grazia di Giogli (20-16), ma poi commette tre errori consecutivi permettendo così a Ivana di raggiungere un pareggio che pochi minuti prima sembrava una chimera (20-20).

Ma forse sarebbe stato meglio continuare ad affondare; questo sussulto, questa speranza riaccesa e poi subito stutàta non fa altro che rinnovare la sofferenza generando un’ulteriore delusione.

Sul 21-21, infatti, il Taranto si blocca fatalmente; Licata realizza il suo diciassettesimo punto personale e Aninha chiude l’incontro con un sintomatico servizio vincente (25-21).

Per il Taranto è probabilmente la peggiore prestazione stagionale; è la prima volta quest’anno che torniamo da una trasferta senza aver conquistato neanche un set.

E’ anche la prima partita saltata da Cristiana in due anni di militanza tarantina e non è un’assenza da poco dato il rendimento costantemente elevato della nostra centralona. Però il muro stasera è andato bene ed abbiamo peccato in difesa, in ricezione e dalle bande, tutte fasi di gioco nelle quali Cristiana non è determinante; dunque la sua precettazione per la patria non è affatto una scusante.

Capaci di tutto, nel bene e nel male, avevamo scritto l’altra volta. Beh, questa volta è stata nel male.

La serata negativa, ovviamente, non ci fa dimenticare alcune imprese compiute nel corso della stagione, come la vittoria a Potenza e quella a Benevento. Abbiamo i mezzi per risollevarci, ma probabilmente adesso faremmo bene a guardarci soprattutto alle spalle.

 ‘A fava e ‘u scuèrcele

GLI ARBITRI: La fava del Taranto dovrebbe essere Silvia Renna (14 punti, compresi 7 muri), ma una volta tanto rendiamo merito ai direttori di gara, il cui livello è generalmente molto buono anche quest’anno. Questa sera sono stati perfetti: neanche una contestazione e persino i complimenti finali al primo arbitro, Valeria Montagna, da parte della squadra che ha perso 3-0. Le decisioni in tutte le circostanze dubbie sono apparse corrette, le interruzioni in occasione degli infortuni sono state tempestive e la gestione della partita è risultata autorevole e allo stesso tempo serena. In un volley privo di certezze economiche, morali, etiche, ecc., ci sono ancora dei punti fermi.

ANGELO: Comportamento discolo che ha indotto il signor Argese a richiamarlo per ben due volte. Al prossimo atto di indisciplina sarà costretto a mettersi col banco vicino alla cattedra in modo da essere costantemente sotto controllo. A questo punto dovremmo affittare il signor Argese anche per i tragitti in automobile, quando il vice-coach dà il peggio di sé strombazzando ed uscendo al casello sbagliato...

Tabellino: Volley Altamura-TARANTO 3-0 (25-17, 26-24, 25-21)

Taranto: Scialacomo 6, Gallo Ingrao 4, Basile NE, Renna 14, Stufano 4, Mastandrea 9, Certa 1, Mereu 0, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 9.

Volley Altamura: Spinelli 9, Ferrulli NE, Zicari 5, Branco 9, Giogli 14, Ancora 3, Vantaggiato 0, Licata 17, Simonetti (L) – All. Festa.

Aces 3, errori in battuta 10, muri-punto 8.

Arbitri: Valeria Montagna (BR) e Vladimiro Argese (BR).

Durata set: 27’, 27’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.27’.

Altri risultati: Oria-Centro Ester 0-3, Sarno-AS Benevento 3-0, Molfetta-Acquaviva delle Fonti 3-0, Accademia BN-San Pietro Vernotico 0-3, Arzano-Salerno 3-0, Battipaglia-Leonessa Altamura 3-0, Livi Potenza-ASCI Potenza 1-3.

Classifica: Centro Ester NA 25; Sarno e Molfetta 24; San Pietro Vernotico 23; Arzano 21; Battipaglia 19; ASCI Potenza 18; Leonessa Altamura 16; AS Benevento 15; TARANTO 14; Livi Potenza 11; Oria e Accademia BN 9; V.Altamura 8; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; Salerno 100,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Salerno multata di 100 euri perché l’ultima partita casalinga è iniziata in ritardo. E’ inutile ricordare che questo trofeo tiene conto soltanto delle sanzioni pecuniarie irrogate dalla Federazione.

Prossimo turno: TARANTO-Arzano, sabato 28 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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AS Benevento-Taranto 2-3

di skanderbeg69 (15/11/2009 - 21:05)

Sabato 14 novembre 2009 – ore 18.30

Capaci di tutto.

Capaci di tutto nell’arco di una sola partita: perdere un set in modo disastroso e giocarne quattro di altissimo livello, senza peraltro esprimersi al 100% viste le sofferenze in ricezione e il mancato apporto di punti di qualche giocatrice.

Capaci di infrangere il tabù della nostra “bestia nera” sannita che sino a ieri ci aveva imposto soltanto tracolli indecorosi.

Capaci di tutto anche nel complesso del campionato: soffrire con l’ultima in classifica, cedere un punto in casa alla penultima, ma toglierne anche uno all’attuale capolista e vincere nella palestra “Alberti” riuscendo laddove quest’anno non era ancora riuscito nessuno.

Insomma, la classifica non ci sorride, ma adesso sappiamo di poter fare qualsiasi cosa, nel bene e nel male. Suona minaccioso, forse, ma io preferisco cogliere l’aspetto stimolante di questa sensazione: giocando al massimo della concentrazione e della determinazione, questo Taranto non deve avere paura di nessuno.

La parola “capace”, poi, ha un altro significato. Vuol dire – come abbiamo visto - “essere in grado di”, ma vuol dire anche “che può contenere”. Bene, siamo capaci di tutto anche da questo punto di vista. Possiamo, cioè, contenere tutte quelle Ceres che scandalizzano il nostro presidente (“Ce cazz’ d’ birr’ jé?”) e soprattutto una quantità illimitata di dolci di ogni tipo. E la pasticceria “Massimo” ne ha avuto una dimostrazione inequivocabile: dopo il nostro passaggio, sembrava che fosse stata invasa dagli Unni.

Proprio il contesto ambientale è il primo punto da approfondire in questo post. Turismo e sport hanno ripreso a fondersi con successo e l’autorevole consulenza di Sua Medaglia d’Oro Teresa Agozzino ha permesso di ottimizzare i tempi. Benevento merita; è stata una bella sorpresa.

Il lancio di monetine tra i resti architettonici romani che si trovano affianco al Duomo evidentemente avvantaggia i forestieri e la visita del Teatro Romano tre ore prima di una partita stuzzica idee folli: come sarebbe bello poter giocare su un parquet allestito ai piedi di queste antiche tribune. Come i gladiatori. Fra l’altro un... Leone ce l’abbiamo sia noi che l’AS Benevento.

Ma tutto il centro del capoluogo sannita è gradevole: l’Arco di Agozzino, costruito in poche settimane per celebrare la conquista di Loutraki; la chiesetta di Sant’Ilario; corso Garibaldi; l’Hortus Conclucus e non illuminatus ed anche la stradina che lo collega a Santa Sofia.

Per non parlare delle pasticcerie e dei dolci. Il Caffé Strega aveva già attirato la mia attenzione, ma il successivo arrivo dello staff ha comportato un piacevole “richiamo”. I torroncini e la mela della Strega ci stavano quasi facendo dimenticare che eravamo lì per una partita. E sarebbe stato un peccato perdersela visto com’è andata. Se al risultato sportivo aggiungiamo che non abbiamo incontrato Clemente Mastella, credo che un bilancio migliore di questa trasferta non avremmo potuto desiderarlo.

Non c’è Eustacchio ma torna Gisela. Con tutto il rispetto per il nostro garbatissimo autista, direi che tra i due è meglio rinunciare al primo...

Manca anche Tony Manero. Come si suol dire, tira più un – ...omissis... – che la passione per la squadra del cuore. Aspettiamo la giustifica scritta.

Un’assenza nell’AS Benevento: l’allenatore Vincenzo Feleppa è temporaneamente impossibilitato a dirigere la squadra ed al suo posto siede in panchina Francesco Franzese. Siede nel senso che non può proprio alzarsi durante il gioco, almeno così mi hanno detto e la condotta assunta dal vicecoach, in effetti, è rispondente a questa prescrizione. Se è vero che un allenatore in seconda può stare in panchina ma non può alzarsi, si tratta di uno degli strani bizantinismi del regolamento.

Mister Franzese tiene in panchina Sua M.d’O. Teresa Agozzino e schiera un sestetto dai ruoli intercambiabili. Già la mia cultura pallavolistica è quella che è; con una squadra così eclettica non chiedetemi di riconoscere i ruoli. Poniamola in questo modo: Chiara Lonardo palleggiatrice, Valentina Musto libero, Maria Mauriello universale, Giovanna Bernardi universale, Anna Silvia Piscopo universale, Miriam Napolitano universale, Mara Napolitano universale.

In panchina, oltre a Sua M.d’O. Teresa Agozzino: Alessandra Ricci, Valeria Leone, Angela Faiella ed Eleonora Balducci.

Classico Taranto da trasferta (ossia senza le atlete soggette all’obbligo scolastico), più o meno: Alessandra Certa palleggiatrice, Ivana Gallo Ingrao opposto, Silvia Mastandrea e Gisela Scialacomo laterali, Silvia Renna centrale, Cristiana Zonca palleggiatrice a latere, Simona Leone libero.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei ed Angela Stufano.

Primo set

Due errori in attacco di Gisela, che probabilmente sta smaltendo il jet-lag (o forse il dulce de leche), e ben tre servizi vincenti di Chiara Lonardo. Cominciamo molto male (5-0).

E proseguiamo ancora peggio. L’AS Benevento celebra la festa dell’ace (partecipano anche Mara e Piscopo) mentre il Taranto è completamente estraneo alla partita. Sul 12-4 break da 6 punti delle padrone di casa con ben tre-muri-tre di Miriam Napolitano. Quando superiamo il muro tiriamo fuori o tocchiamo la rete. E’ agghiacciante.

Il Benevento-squadra mi sembra un sestetto molto equilibrato e potente; sarà che a noi hanno rifilato sempre mazziatoni, ma mi sono sempre chiesto e continuo a chiedermi come mai non si trovino a lottare in zona play-off.

Il Benevento-società mi ricorda un po’ la nostra attuale e storica Palafiom: essenziale, spartana, senza fronzoli. Giocatrici, staff, palloni e parquet. Stop. Quello che serve a giocare e qualche panca per gli spettatori; il resto sono orpelli superflui. A cominciare dai cessi per il pubblico e per gli arbitri. Come all’Alfieri.

A fare le spese di questa mentalità basata sulla concretezza è la scout-girl locale che, poverina, è costretta a sedersi per terra e a tenere il portatile sulle gambe. Fa tenerezza la creatura.

Battiamo un colpo sul 17-4 con una striscia positiva di 4 punti, ma si tratta soltanto di un’attestazione di esistenza in vita; in campo respiriamo ma non giochiamo affatto. C’è solo l’AS Benevento, che indubbiamente gioca bene e offre una dimostrazione di forza e di bel gioco con Piscopo e con le nipoti del presidente della Repubblica.

Finisce 25-10 in 15 minuti.

Dei 10 punti nostri, 2 sono di Gisela, uno di Ivana e gli altri 7 sono errori in attacco (o in battuta) delle padrone di casa. E’ un disastro. Sembra la prosecuzione della partita dell’anno scorso.

Secondo set

Per fortuna usciamo dalla nebbia (salvo ritornarci a Gioia del Colle). Sono le centrali a svegliarsi per prime da questo incubo angosciante.

Le sannite continuano a servire con malizia (5-3), ma Silvia mette a terra quattro palloni e Cristiana firma il pareggio con un bel primo tempo (10-10).

Il Benevento continua a martellare e particolarmente micidiali sono i missili aria-terra dell’opposto Mauriello, ma il Taranto cresce velocemente: la ricezione resterà un problema per tutto l’incontro, ma la difesa è combattiva ed elegge Simona Leone a simbolo di cotanta reattività. Bene il muro, bene gli attacchi, ottimo l’atteggiamento mentale.

Terminato il festival degli aces del Benevento, c’è la sagra dei servizi sbagliati a cui partecipano entrambe le squadre. Finisce sul 16-14 dopo 5 errori in 6 scambi.

Coach Franzese, in particolare, manifesta alle proprie atlete un certo disappunto per questi errori.

Nel frattempo il libero Musto approfitta di ogni passaggio in panchina per spruzzarsi sulla gamba lo spray antidolorifico. In due ore avrà consumato almeno quattro bombolette.

Il turno in battuta di Lonardo è sempre proficuo: la palleggiatrice piazza il pallone in modo teso e preciso (19-17).

Sul 21-20 un passaggio-chiave della partita. Sull’orlo del tracollo (non più in termini di gioco adesso, ma soltanto di risultato) il Taranto mostra una saldezza di nervi ed un’autorevolezza che dovremmo conservare fino a maggio e ribalta lo svantaggio. C’è un tiro fuori che viene considerato toccato, decisione che francamente sorprende noi spettatori oltre che le giocatrici sannite. Poi Silvia e Gisela alzano un muro da encomio (21-22).

Mauriello c’è (22-22), ma Gisela ha imparato a scardinare la difesa giallo-azzurra e passa per due volte. Il punto finale è un muro di Cristiana (22-25).

Un set al Benevento l’abbiamo finalmente strappato; è già qualcosa.

Terzo set

Perché fermarsi adesso? La partenza-sprint questa volta è delle joniche (0-4), ma l’AS Benevento supera velocemente il momento di sbandamento e sul 5-5 è già tutto da rifare.

L’incontro vive la fase di maggiore equilibrio ed intensità; adesso si gioca colpo su colpo e le due squadre offrono al pubblico uno spettacolo tecnico da applausi.

A proposito di pubblico, se si riuscisse a riempire la palestra, credo che vincere a Benevento risulterebbe ancora più arduo. Gli spettatori sono pochi, sproporzionati rispetto al valore della squadra e comunque tutti molto corretti.

Fra l’altro ho l’impressione che il 50% siano fotografi piuttosto professionali a giudicare dalle macchine evolute. Nei giorni scorsi ho cercato in rete notizie sull’AS Benevento e ricostruire il roster non è stato facilissimo; figurarsi l’abbinamento giocatrici-numeri di maglia. A questo punto mi chiedo: dove ca**o finiscono tutte le foto che stanno scattando questa sera?

Mah.

Intanto la solita implacabile Mauriello porta la propria squadra in vantaggio al secondo time-out tecnico (16-15). Il minuto di pausa dev’essere risultato costruttivo per le joniche, non so se in ragione delle indicazioni del coach o del talismano applicato alla borraccia passata di mano in mano. Fatto sta che una splendida Silvia lancia una fuga che risulterà decisiva (16-19). C’è stato anche un bell’attacco di Ivana che è riuscita a trafiggere il muro a due giallo-azzurro.

 “Sono in P2!” – urla all’arbitro Simona Leone.

Non intende dire che Lonardo e compagne sono iscritte alla stessa loggia massonica coperta che ha avuto tra i propri affiliati Berlusconi (tessera n. 1816) e criminali vari; il nostro libero sta semplicemente indicando la corretta rotazione del sestetto campano. Non glielo aveva chiesto nessuno.

Mara Napolitano accorcia le distanze (20-21) ma poi il Benevento commette qualche errore in attacco e Gisela ne approfitta per assestare il colpo finale (21-25).

Quarto set

Novità nel Benevento: c’è Sua M.d’O. Teresa Agozzino, una scelta che si rivelerà decisiva per il parziale.

Ma è il Taranto a partire bene con un muro che per tre volte si alza a bloccare gli attacchi locali (4-7).

Nonostante i punti di Agozzino, stiamo giocando talmente bene che si diffonde la sensazione di poter tornare a Taranto con il bottino pieno. Magie di Cristiana (fast a pallonetto e primo tempo) e classica pipe made in Argentina. Siamo 7-11 e teniamo sino al 9-13 (muro di Silvia).

Ancora una volta Simona Leone, a cui i fantastici miracoli difensivi non tolgono evidentemente il fiato, segnala all’arbitro la corretta rotazione delle avversarie:

“P4!” – grida questa volta.

A questo punto interviene anche Marcello (“Simona, la finisci?!”) e l’arbitro non sembra gradire la consulenza fornita gratuitamente dal nostro libero. Ale, con la consueta diplomazia, scongiura l’estrazione del cartellino giallo.

Rientra Mara Napolitano ed esce Piscopo.

Break da 6 per l’AS Benevento, che dunque ribalta il risultato e poi incrementa il vantaggio portandosi sul 19-15. Ancora un ace per le sannite con Miriam che approfitta di uno scontro tra Ivana e Leo.

Sul 21-16 c’è un’astuzia di Lonardo, che vede la difesa jonica troppo avanzata e appoggia il pallone nei pressi della linea di fondo. Adoro queste cose. Un giorno vorrei vedere una partita di sei palleggiatrici contro sei palleggiatrici.

Anche la nostra Ale, peraltro, sta disputando una partita magistrale distribuendo il gioco con precisione ed in tutte le direzioni.

Ace di Cristiana (22-18), ma ormai il set è compromesso e provvede un’ottima Agozzino a sigillarlo definitivamente con gli ultimi due suoi attacchi vincenti (25-19).

Tie-break

Con questo sono 40 set in nove partite. Soltanto l’Arzano domenica potrebbe raggiungerci.

Nel frattempo è arrivata in palestra una giornalista carina del Corriere del Sannio. Si è persa l’inizio, diciamo, ma è sorprendente la sua capacità di sintesi. Io ho già riempito cinque fogli di appunti mentre a lei sono sufficienti cinque righe (cinque righe contate) per riassumere la partita.

Il mini-set di spareggio comincia bene per noi. Sull’1-4 c’è un salvataggio mano a terra di Simona che l’arbitro sembra incline a considerare come punto avversario. Il nostro libero schizza in piedi e si ribella vivacemente. Già mi prefiguro il suo nome nel prossimo comunicato del giudice federale, ma l’arbitro non ha ancora esaurito il proprio encomiabile spirito di sopportazione e si limita a prescrivere alla nostra Ale il dosaggio di Valium da somministrare alla compagna.

Leo, comunque, aveva ragione e lo scambio viene opportunamente annullato. La ripetizione giova al Taranto: ace di Ivana (1-5).

Cristiana, bravissima anche oggi, mantiene le distanze (3-7), ma poi è Benevento a macinare cinque punti consecutivi, ai quali contribuiamo con un’irregolarità e due tiri fuori (8-7).

Mara e Bernardi replicano al muro jonico e sul 10-8 c’è - a mio avviso – un secondo passaggio-chiave di questa partita. Abbiamo perso un quarto set che ci vedeva in vantaggio e siamo stati rimontati anche nel tie-break; la ruota della superiorità psicologica gira a favore delle sannite e qui c’è il capolavoro caratteriale, prima ancora che tecnico, di un Taranto che non molla mai.

Attacco Gise, palla sulla rete del Benevento, pallonetto Cris ed invasione locale: 11-13.

Questa volta il miracolo difensivo lo compie Silvietta, ma lo vanifichiamo tirando fuori. Tredicesimo errore in battuta del Benevento (12-14).

Nell’azione successiva Cristiana è costretta ad assumere il ruolo di alzatrice, ma il suo palleggio è irregolare e Benevento annulla il primo match-point (13-14). Il sottotenente protesta, ma, sebbene non vistoso, neanche a me era sembrato un tocco da purista.

Ultimo lunghissimo scambio. Il caso vuole che Cristiana si trovi nuovamente nella necessità di giocare il secondo tocco; questa volta, però, la centrale piemontese non corre rischi ed alza in bagher un precisissimo passaggio per Gisela che piomba come un falco in posto quattro e mette a terra il pallone della vittoria (13-15).

Del valore di questa vittoria ho parlato in apertura. Degli effetti, invece, non c’è traccia. Le ragazze continuano a farsi un culo così eppure, dalla terza giornata in poi, occupano sempre la stessa posizione in classifica...

Intanto possiamo festeggiare con un buon trancio di pizza a due passi dalla Rocca dei Rettori. Ancora più coinvolgente è la visita alla citata pasticceria “Massimo”, dove Lisa brucia in dieci minuti quanto aveva vinto col gratta e vinci. Meno male che le pantofole personalizzate per Simona le aveva già acquistate. Al banco della pasticceria c’è un cugino di Marcello; alla cassa una gentile signora che avrà il mal di testa per una settimana.

 ‘A fava e ‘u scuèrcele

SIMONA: Non proprio perfetta in ricezione, Simona è stata letteralmente straordinaria in difesa. Per me, è lei l’immagine di questa vittoria con la sua grinta, la sua carica agonistica e la sua assoluta indisponibilità ad arrendersi. Per non parlare del suo inedito ruolo di “consulente rotazionale”, chiamiamolo così. Per rotazione s’intende sia la disposizione delle avversarie che il movimento degli attributi dell’arbitro. Magnifica Leonessa.

SILVIETTA: L’anno scorso era considerata una delle giocatrici più promettenti. Quest’anno, secondo me, è uno degli opposti più forti del campionato. Oltre alle note virtù umane e tecniche, che già aveva ed ha conservato, in questa stagione è anche sicura di sé, autorevole e soprattutto prolifica, con una media di quasi 3 punti a set. Oggi, però, è capitata la serata storta. Succede.

Tabellino: AS Benevento-TARANTO 2-3 (25-10, 22-25, 21-25, 25-19, 13-15)

AS Benevento: Agozzino 8, Ricci NE, V.Leone NE, Faiella NE, Mauriello 16, Bernardi 11, Piscopo 5, Lonardo 6, Balducci NE, Mi.Napolitano 12, Ma.Napolitano 15, Musto (L) – All. Feleppa (in panchina: Franzese).

Aces 11, errori in battuta 13, muri-punto 11.

Taranto: Zonca 17, Taddei NE, Scialacomo 19, Gallo Ingrao 7, Renna 16, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 3, S.Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 7, muri-punto 11.

Arbitri: Daniele botti (NA) e Andrea Giova (AV).

Durata set: 15’, 27’, 22’, 24’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.00’.

Altri risultati: Centro Ester NA –Sarno 3-2, Salerno-Molfetta 0-3, Leonessa Altamura-Oria 3-1, Acquaviva delle Fonti-Livi Potenza 1-3, San Pietro Vernotico-V.Altamura 3-1, Battipaglia-Arzano 3-2, ASCI Potenza-Accademia BN 3-2.

Classifica: Centro Ester NA 22; Sarno e Molfetta 21; San Pietro Vernotico 20; Arzano 18; Battipaglia e Leonessa Altamura 16; AS Benevento 15 e ASCI Potenza 15; TARANTO 14; Livi Potenza 11; Oria e Accademia BN 9; V.Altamura 5; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

E’ un campionato correttissimo; tutto fermo e soltanto 290,00 euri di multe in 8 giornate.

Prossimo turno: V.Altamura-TARANTO, domenica 22 novembre, ore 18.00.

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Taranto-San Pietro Vernotico 0-3

di skanderbeg69 (08/11/2009 - 15:05)

Sabato 7 novembre 2009 – ore 19.00

Avremmo dovuto appellarci all’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’influenza suina dilaga e il campionato va sospeso per ridurre i rischi di contagio. Questo avremmo dovuto dire.

Una pausa straordinaria del campionato e la partita con il San Pietro ce la saremmo giocata fra qualche settimana. Con Gisela.

In realtà, se qualche funzionario dell’OMS avesse assistito alla partita di stasera, ad essere interrotta sarebbe stata la distribuzione dei vaccini visto che le giocatrici reduci dal malanno o ancora ammalate hanno disputato una gara eccelsa. Il riferimento è alla nostra Alessandra, che non ho mai visto difendere con tanto ardore, e al libero ospite Valentina De Mitri, praticamente perfetta.

Cosa ci fosse nello sciroppo della nostra palleggiatrice lo scopriremo quando saranno resi noti i risultati dell’antidoping.

Quando arrivo in palestra sta terminando l’allenamento della Tempesta. Si provano servizi e ricezioni. La capitana Cocca si tuffa anche sulle palle che finirebbero fuori ma nel momento stesso in cui riceve manda un messaggio alla battitrice: “E’ fuori ma la prendo lo stesso per farti vedere che la so prendere!”

Non si finisce mai di imparare cose nuove.

Arriva il San Pietro. Guardando le giocatrici brindisine, un autorevole membro del nostro staff tecnico fa una previsione che non brilla per finezza ma che si rivelerà pienamente azzeccata: “Queste ci fanno un culo così”.

La frase può essere la sintesi della partita; quasi quasi la mando a Forzaragazze come titolo dell’articolo.

Però, a parte le frasi ad effetto, il Taranto ha tenuto in equilibrio il primo set e non si è mai arreso nel secondo. Il terzo è andato come è andato, ma direi che le nostre piccine sono state nel complesso più che dignitose.

Formazioni.

Il Taranto ripropone la squadra di Salerno: Alessandra Certa in palleggio, Angela Stufano opposto, Silvia Mastandrea e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

Coach Marcello Presta ha a disposizione Katia Taddei, Giulia Basile, Simona Mereu e Priscilla Pisani.

Mister Vincenzo Lapertosa manda sul parquet Marcella Scaglioso in palleggio, Emanuela Cafarella opposto, Michela Ristits e Loredana Corvino laterali, Claudia Carrozzo e Silvia Antonaci centrali, Dr.ssa Avv. Valentina De Mitri libero.

In panchina, Catia De Nicola fa da baby-sitter a Sabrina Ferraro, Annalisa Perrone e Giorgia Valente.

Primo set

Pallonetto vincente di Angela Stufano; siamo in vantaggio per 1-0.

Beh, chiudiamola qui la partita. La differenza di valori è emersa: vince Taranto, perde San Pietro; perché portarla per le lunghe? E’ sabato sera; prepariamoci ad uscire.

Purtroppo non funziona così. Dopo qualche errore su entrambi i fronti, le sempreverdi attaccanti del San Pietro, Corvino e Ristits, fissano il punteggio sul 5-8 e ci si può accomodare per il primo time-out tecnico.

Un fotografo che si era sistemato in linea con le panchine viene fatto allontanare. Che culo: proprio nei giorni scorsi avevo pensato di piazzarmi io in quella posizione. Mi sono risparmiato una tirata di recchie in pubblico.

Poi il fotografo approfitterà di un time-out per chiarirsi con il direttore di gara, disponibile a fornire spiegazioni. Beh, bisogna dire che gli arbitri di B2 sanno conciliare il rigore dei regolamenti con un buon grado di disponibilità al dialogo.

Riscossa Taranto: punto di Ivana e doppio muro di Cristiana. Siamo in vantaggio (10-9)! E mi pare che stiamo anche difendendo con una certa aggressività.

Mura anche Ristits e poi Corvino piazza un bel pallonetto; San Pietro è nuovamente avanti (12-16).

Grande cuore rossoblu, anzi biancoblu: attacco di Silvietta, ace di Ale e poi arriva il momento di Silvia Renna che piazza un muro e poi diventa l’utilizzatrice finale (introduciamo questa nuova espressione...) dei successivi tre attacchi delle padrone di casa (17-17).

Grandi difese di Ale e di Valentina De Mitri e poi la nostra ex Marcella decide di prendersi il set: muro, tocco di seconda ed ace (19-24).

Ivana e Cristiana tengono viva la speranza, ma poi Cafarella si sblocca proprio nel momento meno opportuno. Meno opportuno per noi, s’intende (21-25).

Secondo set

Siamo sotto di un set, ma ce la stiamo giocando. In tribuna si iniziano a fare scommesse. I pronostici dicono che questa sera, per la prima volta al Maria Pia, non finirà al tie-break; io metterei la firma anche per un 3-2 a nostro svantaggio. Marika, dal canto suo, si sofferma sul look delle nostre ospiti: quasi tutte scure di capelli e piuttosto magre.

L’unica bionda sta alimentando il proprio score personale e San Pietro passa a condurre per 2-8. La nostra ricezione è piuttosto in difficoltà, come peraltro testimonieranno gli 11 aces complessivi delle brindisine.

Dall’altra parte, invece, la neolaureata Valentina è sempre più a proprio agio nel ruolo di libero. Ha anche trovato un perfetto equilibrio tra lavoro e sport: da avvocato attacca, da giocatrice difende.

Prendiamo atto che gli avvocati stanno aumentando in questo sport; bisogna stare attenti a come ci si comporta altrimenti potrebbero piovere i ricorsi e le querele. A fine partita, ad esempio, io avrei avuto bisogno di un buon penalista, ma arriviamoci per gradi.

Il Taranto resta aggrappato alla partita con una Silvia sempre encomiabile (muro ed ace). Break da quattro punti del San Pietro con due aces di Cafarella e poi è il sottotenente di vascello a subentrare come terminale prediletto dei passaggi di Ale. Splendida la fast a pallonetto del 10-15.

In effetti, gli altri hanno gli avvocati, ma noi abbiamo le forze armate. Se ci querelano, li prendiamo direttamente a cannonate.

Si solleva qualche protesta dopo un mani-fuori di Cafarella che offre al San Pietro il massimo vantaggio (11-19), poi il Taranto reagisce con un break da quattro ed un muro di Angela (15-19). Le ragazze non mollano, brave!

Sul 18-23 c’è una palla sospesa sulla rete; Marcella la colpisce di pugno spedendola proprio sulla linea di fondo. Si levano altre proteste, ma mi pare che l’arbitro abbia visto giusto.

Cristiana e Silvietta annullano tre palle-set; poi Michela Ristits realizza il punto decisivo con un mani-fuori (21-25).

Terzo set

Claudia Carrozzo, su indicazione del direttore di gara, chiude la porta del lato bar. E’ giusto; c’è gente ammalata in campo e la corrente può essere dannosa.

L’andamento del terzo set è completamente diverso rispetto ai primi due.

Questa volta è Taranto a fare da lepre e questa volta sono le attaccanti e non più le centrali ad impensierire le ospiti: 2 azioni vincenti di Ivana e 4 di Silvietta (inclusi 2 aces consecutivi).

Sul 9-4, però, le biancoblu si stùtano.

La Skylo infila 10 punti consecutivi con ben 5 muri divisi tra Ristits e Carrozzo. Non passiamo più.

Però non è un bel modo di onorare il ventennale della caduta del muro di Berlino. Ecco, ancora una volta la FIPAV ha mostrato scarsa sensibilità: oltre a non aver sospeso i campionati per l’influenza suina, non ha saputo onorare lo storico anniversario. Per celebrare la riunificazione delle Germanie oggi avrebbe dovuto esserci una deroga al regolamento: vietati i muri su tutti i campi. E invece niente; ci tocca sorbirci Ristits e Carrozzo. Non abbiamo il senso della storia; non abbiamo rispetto per la memoria europea.

Sull’11-15 nuova striscia di punti per le brindisine e questa volta è Marcella a fare da mattatrice direttamente dalla zona di battuta: tre aces per lei, di cui uno col nastro-culo (11-23). Ne ha fatti 6 in tutta la partita. Ah – sospiro – il sangue del nostro sangue si rivolta contro.

“I parenti sono come le scarpe; più sono strette e più fanno male”... [1]

Dopo il record di sabato scorso, questa sera non c’è stata alcuna sostituzione. Peccato per lo stagista segnapunti (l’unico a non essere stato vittima di sgomberi coatti da parte dell’arbitro) che ha perso l’opportunità di imparare cose nuove.

Il Taranto realizza i punti della bandiera e l’esperta Corvino, sempre invocata dai propri tifosi, mette il punto finale alla partita (15-25).

Le mie considerazioni le ho già fatte. Una sconfitta con il San Pietro ci può stare dato che le brindisine hanno dimostrato di avere le carte in regola per puntare ad un traguardo che non nomino altrimenti Catia De Nicola, proprio adesso che mi sta rivalutando, si tocca in alto dove sappiamo.

Adesso bisogna concentrarsi sulla partita di Benevento; quella sarà forse la vera prova del nove per capire dove possiamo arrivare.

Il dottor Formoso, finalmente sugli spalti del Maria Pia, evita in extremis la citazione sulla busta del latte.

Concludiamo con la cronaca nera. La divulgazione degli scout individuali non convince una giocatrice del Taranto che minaccia di procurarmi punti di sutura in misura equivalente ai punti che le avrei negato nei miei conteggi. Farà fede la visione del video, ma non avrei mai immaginato che questo potesse essere un lavoro a rischio per la mia incolumità.

 ‘A fava e ‘u scuèrcele

LISA: Serata impegnativa. Prima deve occuparsi del fotografo molesto (o presunto tale) e poi dei tifosi che si sistemano a fondocampo. Svolge il compito di buttafuori con diligenza e cortesia. L’ex-magazziniere della Prisma avrebbe dato all’arbitro la stessa risposta che diede a Montali quando l’allora coach del Milano si lamentò della temperatura: “Almeno cento squadre hann’ venùte a qua e nisciùne s’ha mai lamentàte...”

GISELA: Quando ca**o torni?!?!

Tabellino: TARANTO-San Pietro Vernotico 0-3 (21-25, 21-25, 15-25)

Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Basile NE, Renna 9, Stufano 4, Mastandrea 10, Certa 1, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 7.

Nubile Skylo San Pietro: Antonaci 2, Ferraro NE, Perrone NE, Carrozzo 8, Scaglioso 10, Corvino 9, De Nicola NE, Cafarella 8, Ristits 25, Valente NE, Dr.ssa Avv. De Mitri (L) 100 con encomio – All. Lapertosa.

Aces 11, errori in battuta 8, muri-punto 12.

Arbitri: Armando Minetti (BA) e Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.12’.

Altri risultati: Sarno-Leonessa Altamura 3-0, Accademia BN-Centro Ester NA 1-3, Molfetta-ASCI Potenza 3-1, Arzano-Acquaviva delle Fonti 3-1, Oria-Battipaglia 3-0, Livi Potenza-AS Benevento 3-1, V.Altamura-Salerno 3-1.

Classifica: Centro Ester NA e Sarno 20; Molfetta 18; Arzano e San Pietro Vernotico 17; Battipaglia e AS Benevento 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Oria 9; Accademia BN e Livi Potenza 8; V.Altamura 5; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Zero sanzioni.

Prossimo turno: AS Benevento-TARANTO, sabato 14 novembre, ore 18.30.

 

NOTE:

(1) LAKHOUS, A., Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, E/O, Roma, 2006, pag. 59.

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Salerno-Taranto 1-3

di skanderbeg69 (01/11/2009 - 22:33)

Sabato 31 ottobre 2009 – ore 17.00

Si parte presto per Salerno visto che l’orario d’inizio è fissato per le 17.00. Sul pulmino oggi si sta un po’ più larghi perché non c’è Gisela, bloccata da un’improvvisa colica, non ci sono le creature sottoposte all’obbligo scolastico e non c’è la sostituta di Marika, ossia la signora Zonca. Sostituta sul pulmino, s’intende; però chissà che un giorno non la si possa provare anche sul parquet. D’altra parte, se il DNA non è acqua fresca...

Dato l’orario si mangerà lungo la strada.

Nell’ormai abituale ritrovo di Salandra incontriamo la componente lucana dello staff con il vettovagliamento. L’aspetto e le modalità della distribuzione ricordano le mense per gli indigenti, ma la qualità del cibo contenuto nei vassoi è eccellente. La pasta al sugo, in particolare, è una meraviglia.

L’odore del cibo attira qualche uccellino che passeggia sull’asfalto in cerca di residui e poi vola via senza accompagnare la squadra alla partita.

PalaVestuti e bar di fronte. Ricordo il cordiale incontro con la squadra del Salerno dell’anno scorso e il meno cordiale incontro con le giocatrici del Taranto che volevano (ingiustamente) linciarmi per alto tradimento. Ricordo la crema di caffé freddo. Ricordo il borsone di Alessandra, che era davanti all’ingresso del bar e poi è sparito per una buona mezz’ora.

Il palazzetto apre un po’ in ritardo e le squadre in attesa ne approfittano per socializzare.

L’incontro presenta molte curiose peculiarità. Tanto per cominciare, dopo aver condiviso nove mesi nel grembo materno, si ritrovano sul parquet le sorelle Stufano: Angela con il Taranto e Maria Rosaria con il Salerno.

La squadra campana ha un’altra caratteristica piuttosto inconsueta: saranno contemporaneamente in campo madre e figlia, Anna Maria Orefice e Marianna Ferrara. Non solo: madre e figlia sono anche rispettivamente moglie e figlia dell’allenatore Vito Ferrara.

Come ci tiene a sottolineare con comprensibile orgoglio il presidente del Salerno, Marianna è una ragazza del ’96. Giocherà da titolare e senza paura disputando una partita molto valida e chiudendo con 8 punti all’attivo.

L’importante è che sul parquet pubblico e privato non si sovrappongano...

 

Tornando alle gemelle della serata, sembra che coach Marcello in settimana abbia dato indicazione di battere proprio su Stufano (intesa come Maria Rosaria). Speriamo che non si verifichino equivoci disdicevoli e che nessuno tiri pallonate sulla nuca o sulla schiena della Stufano nostra.

Una caratteristica positiva del PalaVestuti è la raccolta differenziata dei rifiuti.

Che tristezza, però, vedere gli spalti così vuoti. La provincia di Salerno è terreno fertile per la pallavolo femminile di serie B (Scafati, Pontecagnano, Battipaglia, Sarno, ecc.), ma forse il capoluogo non si è mai “riscaldato” per il volley come la provincia.

E certamente, dopo i fasti dello scorso campionato, una squadra ricostruita da zero ed in lotta per la salvezza non aiuta. Però, almeno i parenti, e che cavolo!

Ah, già, dimenticavo che nell’attuale Salerno i parenti si dividono tra parquet e panchina e forse anche per questo gli spalti sono semivuoti...

Formazioni.

Mister Vito Ferrara, oltre alla gentile consorte in posto due e alla promettente figliola in posto quattro, schiera Stefania Macera in palleggio, Maria Rosario Stufano laterale, Sabrina De Maio e Valeria Pappalardo centrali e Rita Fadda libero.

In panchina: Italia Lamberti, Marianna Chieppa (non è che pure lei ha prestigiosi parenti nel volley? Non è che è la figlia di Tony Chieppa...?), Roberta Izzo e G. Ventre, che Angela s’ha scurdàte di inserirla nella lista e quindi non so come si chiami di nome.

Taranto.

Alessandra Certa in regia, Angela Stufano opposto, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei e Simona Mereu.

Primo set

L’inizio è sconvolgente. Chi (come me, lo ammetto) credeva che il Salerno fosse una squadra destinata a fare da materasso, ha un brusco risveglio. Le atlete campane costruiscono gioco, difendono con i denti e in attacco passano da tutte le parti. Certo, anche il Taranto ci mette del suo con un avvio di partita sconcertante. La difesa, in questa fase, viene tagliata a fette e gli attacchi non sono mai incisivi. Beh, sì, è un sestetto inedito che necessita di tempo per amalgamarsi, ma la situazione si fa un po’ troppo pesante: 9-2.

Un punto Silvietta, uno Angela, uno Ivana; poi Alessandra decide di puntare in modo sistematico sul sottotenente di vascello e Cristiana sembra in grado di farsi carico della rimonta: dall’11-5 al 15-11 i sei punti del Taranto sono tutti suoi.

La salvezza viene dal centro, sia per i voltagabbana plurimi come Rutelli che per le biancoblu: dopo Cristiana è il momento di Silvia (19-14).

Ma Salerno non sta a guardare e trova l’affondo decisivo con un break da 4 punti in cui brilla la pipe di Marianna Ferrara (23-14).

Marcello puntella una ricezione in sofferenza introducendo Simona Mereu, ma un secondo tocco di Macera chiude il set con un punteggio piuttosto imbarazzante (25-17).

Secondo set

Bene Silvia e Silvietta (suoi gli unici due servizi vincenti delle ospiti) e poi fuga lanciata da una Cristiana strepitosa, baluardo sulla rete biancoblu (4-10).

Il vantaggio aumenta ancora grazie ai muri e ai primi tempi di Silvia, che qui è un’ex, e sul 10-19 i due allenatori si accordano per tentare di superare il primato mondiale di sostituzioni in un set (quattro a testa).

Marcello, in verità, non ha molte risorse umane a disposizione, ma quelle che ha le riversa sul parquet: prima Simona Mereu per dare sollievo a Silvietta in ricezione e poi, sull’11-22, è l’occasione buona per l’esordio assoluto di Katia Taddei in serie B2.

La schiacciatrice impiega soltanto due scambi per mettere a terra il primo punto della carriera nei campionati nazionali attaccando da posto quattro. Cioè, dal posto di Ivana...

Coach Ferrara richiama la figlia per una mezza rotazione introducendo al suo posto la Izzo; poi mette dentro la Chieppa e nel finale ci sarà spazio anche per la Lamberti.

Particolarmente vivace risulta la prestazione di Marianna Chieppa, che infatti non uscirà più dal parquet. I punti delle salernitane e gli errori offensivi del Taranto rischiano di provocare un mezzo patatrac: le padrone di casa ottengono un break da 8 e si portano sul 20-23.

Poi, per nostra fortuna, sbagliano un servizio ed un attacco e il pericolo svanisce (20-25).

Lo sguardo del presidente Di Grazio e l’agitazione nell’intervallo di coach Marcello comprovano che il Taranto non sta disputando una gara particolarmente convincente.

Terzo set

La figlia segreta di Tony Chieppa appaga i propri bollenti spiriti con un muro, un primo tempo e un ace; è lei la giocatrice più incisiva del Salerno in questo frangente (4-4).

Quando ha finito di sfogarsi la brava centrale campana, è il turno delle brave centrali tarantine: due punti Silvia, uno Cristiana e un bel muro di Angela (vabbè oggi è opposto, ma di solito è centrale pure lei) sulla giovanissima Ferrara, che sul momento ci resta male ma poi saprà reagire. Siamo in vantaggio per 5-11.

C’è un problema istituzionale: chi comanda in campo? L’arbitro è per definizione il direttore di gara, ma Cristiana fa notare di essere più alta in grado del commilitone.

Nel frattempo, però, gli arbitri hanno altro a cui pensare e si dedicano al mobilio del PalaVestuti. Il tavolino del segnapunti ha qualcosa che non va, ma da lontano non si capisce cosa.

Ancora una volta il Taranto si rilassa ed è un lusso che con questo Salerno non ci si può permettere. Con gradualità e costanza le padrone di casa rosicchiano punti sino a sfiorare il pareggio (13-14).

Per fortuna Ivana è in crescita e Cristiana continua a piazzare muri e fast: manteniamo le distanze (18-21).

Poco dopo, però, Roberta Izzo, che ha appena sostituito Maria Rosaria Stufano, realizza la doppietta che vale il pareggio sorprendendo fatalmente la ricezione jonica (22-22).

Ma anche noi abbiamo una golden girl che sa assumersi responsabilità importanti: Silvietta ci regala due palle-set (22-24).

Orefice annulla la seconda (24-24) e Salerno sente l’odore del primo punto in classifica mentre il panico si diffonde tra i sostenitori appulo-lucani.

C’è uno scambio lunghissimo che mette a dura prova le nostre coronarie, ma un’epica Leone ribatte tutti i colpi del Salerno, poi Orefice riceve una palla molto decentrata che può solo far rimbalzare sul muro tarantino sperando che schizzi fuori; la palla, invece, cade dentro il campo salernitano. E’ stata Silvia ad averci tolto le castagne dal fuoco (24-25).

Ed è ancora Silvia ad opporre un muro magnifico all’ultimo attacco campano (24-26).

Quarto set

Mamma Orefice e figlia Ferrara mettono il pallone a terra e tengono in corsa il Salerno, ma il Taranto del quarto set è il più cazzuto della serata. La partita delle padrone di casa finisce sul 6-7, quando Silvia va servire mettendo in difficoltà la ricezione ospite e facilitando così il lavoro delle compagne.

La centrale salentina si è spesso concessa una batteria di servizi insidiosi nel corso di questo incontro; peccato che poi li abbia chiusi con un errore. Ma questo non attenua i meriti di quella che, secondo me, è risultata la MVP della partita. Sarebbe, cioè, la miglior giocatrice, però cosa cacchio indichi l’acronimo MVP non ‘nge l’agghie mai capìte...

Bene Cristiana, bene Angela con un pallonetto, bene soprattutto la difesa. Siamo 6-13 ed è finalmente un buon Taranto.

Ivana e Silvietta aumentano ulteriormente il vantaggio e sull’11-21 Marcello riconcede cinque minuti di celebrità a Katia Taddei (altro punto; questa volta da posto due, non da “posto Ivana”).

La girandola di sostituzioni di mister Ferrara non produce gli effetti del secondo set; Taranto amministra il parziale senza particolari difficoltà e il punto della vittoria è firmato da Ivana (14-25).

Bah, diciamo che la nostra storia ha conosciuto vittorie più esaltanti.

Diciamo pure che nonostante i cinque punti in due partite la classifica resta, per noi, sostanzialmente invariata dato che non abbiamo recuperato alcuna posizione. Tanta fatica pe’ nudd’...

In questo campionato non si capisce un tubo.

Indubbiamente con il San Pietro Vernotico servirà un altro Taranto perché in caso contrario non avremmo scampo. Anche se sembrava la stessa cosa alla vigilia della partita di Potenza.

Durante il viaggio di ritorno avvengono cose che preferisco non riferire.

Torniamo con una maniglia del bagno in più e con un po’ di “aria che ha preso l’ascensore” in meno. La serata delle giocatrici si conclude nel locale di Simona Mereu, che a quanto pare è diventata imprenditrice della ristorazione.

‘A fava e ‘u scuèrcele

SILVIA: Partita superba impreziosita da 17 punti personali. I due muri alla fine del terzo set hanno, inoltre, cancellato quello che stava manifestandosi come un incubo dalle conseguenze imprevedibili.

L’UCCELLO: L’uccello di Salandra si è avvicinato per mangiare, ma poi è volato via senza dare confidenza alle giocatrici. Insomma, appagati i bisogni dell’istinto, si è rivelato per l’egoista che è. Gli uccelli perbene non si comportano così.

Tabellino: Salerno-TARANTO 1-3 (25-17, 20-25, 24-26, 14-25)

Salerno: Lamberti 0, De Maio 3, Ferrara 8, Pappalardo 6, Ventre NE, Chieppa 7, Stufano 11, Orefice 9, Macera 3, Izzo 3, Fadda (L) – All. Ferrara.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 4.

Taranto: Zonca 16, Taddei 2, Gallo Ingrao 10, Renna 17, Stufano 8, Mastandrea 17, Certa 1, Mereu 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 12.

Arbitri: Vincenzo Brasiello (NA) e Luigi Esposito (NA).

Durata set: 20’, 26’, 30’, 21’ – Durata totale dell’incontro: 1.45’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Livi Potenza 3-0, Leonessa Altamura-Arzano 3-2, AS Benevento-V.Altamura 3-1, Acquaviva delle Fonti-Accademia BN 1-3, Battipaglia-Sarno 3-2, Oria-Molfetta 0-3, ASCI Potenza-San Pietro Vernotico 2-3.

Classifica: Centro Ester NA e Sarno 17; Molfetta 15; AS Benevento, Battipaglia, San Pietro Vernotico e Arzano 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Accademia BN 8; Oria 6; Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna sanzione economica nella 6^ giornata.

Prossimo turno: Taranto-San Pietro Vernotico, sabato 7 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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Taranto-Acquaviva delle Fonti 3-2

di skanderbeg69 (25/10/2009 - 15:26)

Sabato 24 ottobre 2009 – ore 19.00

“A mezzanotte, uscite a mezzanotte...”

Nel gergo del tifo questo ritornello gridato dagli ultras di casa agli ultras ospiti significa: siete sotto assedio; soltanto verso mezzanotte la polizia sarà in grado di provvedere alla vostra evacuazione dallo stadio o dal palazzetto.

Per “evacuazione” si intende l’uscita in sicurezza; ci tengo a precisarlo perché vista la natura degli argomenti che ultimamente trattiamo in questo blog...

Bene, per i frequentatori del Maria Pia il ritornello degli ultras non suona come una minaccia ma come un auspicio. Magari uscissimo a mezzanotte...! Tre partite in casa e tre tie-break. Stasera si è giocato per due ore e un quarto. Non ne possiamo più... Serate in fumo, appuntamenti rinviati, giustificazioni che viaggiano sui cellulari.

Il Taranto fino adesso ha giocato più set di tutti: 28 in 6 partite. Seguono, nella speciale classifica, Arzano e Oria a 26, Molfetta e Accademia 24. Mentre scrivo, non si conosce il risultato della Livi, che però, al massimo, potrebbe arrivare a 25. Dateci un bonus, un punto in classifica una tantum...

Veniamo all’incontro.

Verso le 17.45 arriva l’Acquaviva. Per essere precisi, arriva mezzo Acquaviva; l’altrà metà tarda a raggiungere la palestra. Ogni due minuti Pasqua Salviola va alla porta per scrutare l’orizzonte. Immagino la scena adesso che arriveranno le ritardatarie; Salviola agiterà in aria il matterello: “Vi sembra questa l’ora di arrivare?! Questa squadra non è un albergo! Vi tolgo le chiavi e da domani non si esce per una settimana...”

     Le giocatrici baresi hanno il nome di battesimo scritto sulla schiena, tranne una che sul numero 8 presenta la scritta “Ananas”. Almeno voglio sperare che non sia il nome di battesimo...

Da un controllo sul verbale di gara, in effetti, risulta trattarsi di Anastasia Komarova.

Sull’altro fronte, anche il Taranto deve affrontare un primo problema: la maglia di Gisela. Il trattamento con la candeggina non ha avuto efficacia e la divisa di gioco della schiacciatrice appulo-argentina ha semplicemente assunto un colore più rosato mentre i bordi blu tendono ormai al violaceo.

Ogni tanto, pensando a questo blog, mi fermo a riflettere e mi chiedo con preoccupazione: riuscirò a trovare sempre l’ispirazione per scrivere cose originali? E se non accadesse più niente di particolare?

Bene, ringrazio questa squadra che mi permette di vivere ogni nuovo giorno come una sorpresa. Quando penso che tutto sia stato già scritto, ecco che capita una cosa nuova. Sempre più strana. Oggi è il turno della maglia bianca messa nella bacinella con le lenzuola rosse.

Mi chiedo a questo punto: si ha notizia di episodi simili nelle altre squadre? E’ mai successo, ad esempio, che la mamma di Westphal abbia lavato la maglia del figlio insieme a capi colorati o che la figlia di Rivaldo abbia inguacchiato la maglia del padre giocando con i colori a spirito? A me non risulta.

Diego, pensaci bene... Diego, rifletti...!

Sta di fatto che la maglia numero 9 è ormai inutilizzabile. Nessuno l’ha comprata su eBay e a questo punto potremmo regalarla proprio al libero dell’Acquaviva visto che il colore è identico.

Il punto adesso è: quale maglia indosserà Gisela? Ci sarebbe la maglia numero 18 di Marika, la soluzione più naturale. E’ appartenuta ad una schiacciatrice, 18 è il doppio di 9 e soprattutto 18 può diventare 9 aggiungendo un più tra l’1 e l’8. Siccome, però, si tratta di una “maglia ingravidante”, coach Marcello pone il veto: se resta incinta pure Gisela siamo rovinati.

E questo vale pure come avvertimento per una certa persona il cui nome è lo stesso del più grande calciatore del mondo.

Gisela indossa la maglia numero 4 mentre la 18 è in ballottaggio tra Priscilla e Simona. Alla fine il coach decide che a correre il rischio di restare incinta sarà Simona, anche se l’addetto agli arbitri non è molto d’accordo.

Così impara ad asciugare il portadocumenti sul mio giaccone.

Possiamo finalmente passare alla partita, non prima, però, di aver fatto menzione dell’allenatore in seconda del Taranto, Angelo Soranno, che abbiamo immortalato nella foto qui sotto. Come scavalca lui le transenne non le scavalca nessuno; la prossima foto lo rappresenterà mentre ripropone la pubblicità di Olio Cuore.

Formazioni.

Il Taranto di Marcello Presta schiera Alessandra Certa in regia, Silvia Mastandrea opposto, Gisela scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Katia Taddei, Giulia Basile, Angela Stufano, Simona Mereu e Priscilla Pisani.

L’Acquaviva delle Fonti: Nicla Marzano palleggiatrice, Raffaella D’Ambrosio opposto, Paola Armenise e Pasqua Salviola laterali, Marianna Lopane e Angela Ceo centrali, Daniela Caricato libero.

A disposizione di coach Francesco Bruno: Cesaria Ursini, Anastasia Komarova, Mary Miale, Ezia Salamida e Federica Marchesini.

Primo set

Un attacco fuori e un malinteso in fase di costruzione del gioco (0-2), recuperiamo con Gisela e Silvietta (3-2), ma poi mandiamo fuori una battuta ed un altro attacco (3-4). L’avvio di partita è sintomatico di quello che ci aspetta: un Taranto impreciso, confusionario e sempre in affanno.

Quando inizia a giocare anche l’Acquaviva sono cavoli amari: D’Ambrosio mette a terra un pallonetto ed un servizio vincente ed anche Ceo invia inequivocabili segnali di essere in buona forma (7-11).

Nel mondo economico la sigla CEO indica Chief Executive Officer, in pratica amministratore delegato. Ora, però, non so dire se Ceo sia il cognome della brava centrale barese oppure la carica rivestita nell’organigramma.

Grande Ale, prima a muro e poi direttamente in battuta (9-11).

Sbaglia qualcosa anche l’Acquaviva e Silvietta, con due attacchi consecutivi, regala sollievo a un pubblico fino a quel momento piuttosto perplesso (14-12).

Nel difendere una cannonata tarantina, D’Ambrosio centra il neon del soffitto. Se non se ne accorge nessuno fino a lunedì, magari si potrà pensare che siano stati gli alunni del Maria Pia durante un’ora di educazione fisica, ma purtroppo mai come stasera Ugo non si è perso un solo scambio del match.

La partita non sarà ricordata negli annali della pallavolo mondiale; tra un errore e l’altro, comunque, arriviamo sul 21-17. Qui subentra l’autolesionismo delle biancoblu: Armenise va a segno e poi commettiamo una disdicevole sequela di errori (21-22).

Ahimé, tra questi c’è anche un tocco di seconda di Ale che finisce in rete. E’ una sensazione bruttissima. E’ come se al ristorante ti porgessero una mousse al cioccolato e poi, quando già i neuroni assaporano il piacere, il cameriere ci sputasse dentro.

La pipe di Gisela ha l’effetto di un’aspirina e il muro di Silvia, dopo un magnifico salvataggio mano a terra di Ivana, sembra mettere le cose a posto (24-22).

Sembra.

Angela Ceo annulla il primo set-point con una bomba che colpisce in mezzo ai sensi una nostra giocatrice (seguita dalle pronte scuse dell’amministratore delegato).

La stessa Ceo inventa un perfido servizio che atterra in posto quattro ed è seguito da un efficace mani-fuori di Salviola (24-24).

Seguono due attacchi fuori seguiti, invece, da qualche jastèma del pubblico locale (24-26).

Secondo set

Il Taranto che ritorna in campo sembra più determinato: Gisela va a segno per tre volte, Cristiana mura e palleggia, Silvietta completa l’opera (6-1).

Errori in battuta e palloni regalati (10-7); anche l’Acquaviva adesso sta giocando maluccio, il che è un bene per noi ma è un danno per lo spettacolo, già poco esaltante.

Viviamo di rendita del buon avvio di parziale; soltanto Silvietta, con 6 punti personali in questo set, regala soddisfazioni, ma anche Ivana sta offrendo un buon contributo con ulteriori salvataggi difensivi.

Il gioco langue. Meglio distrarsi con la tribuna dove c’è Paoletta che è sempre più bella.

Sul 18-13 Alessandra ripropone la mousse al cioccolato e questa volta non ci sputa sopra. Che magia.

A vivacizzare il set sono le proteste, che ormai tendono a susseguirsi su entrambi i fronti in modo – direi – equo.

Brividi di terrore: spinto da una Salviola strepitosa, l’Acquaviva infila un break di 4 punti (21-18). E’ sempre la schiacciatrice barese a realizzare il punto del 22-19 con una pipe mani-fuori.

Silvietta e una doppia ospite ci portano sulla soglia del traguardo. D’Ambrosio annulla il primo set-point; coach Bruno reintroduce Armenise, che era stata sostituita da Ursini, e vorrebbe spedire in campo anche Mary ma la domanda arriva fuori tempo massimo.

Per l’ultimo attacco il Taranto si affida a Gisela e l’argentina non delude le aspettative (25-20).

Terzo set

Il terzo parziale del Taranto è forse peggiore dei precedenti. Acquaviva passa in vantaggio per 0-3 e poi la nostra partita segue questo copione: un punto e un errore punto (ne elargiremo 10 nel solo parziale).

Ci si attende la svolta, il guizzo, la continuità capace di valorizzare tutte le energie spese (in parte) invano e invece sono le ospiti a premere sull’acceleratore: break da tre con Lopane, D’Ambrosio e Armenise (9-13).

Se l’Oria, nostra ospite due settimane fa, sembrava un esercito con divise perfettamente uguali (incluse le ginocchiere rosse, abbinate ai pantaloncini), l’Acquaviva si mette in evidenza per l’originalità delle scarpe che abbracciano tutte le tonalità dell’azzurro. In più c’è Angela Ceo che utilizza le scarpe del bowling.

Finalmente Taranto inizia a giocare in modo conforme alle proprie potenzialità: Ivana, Silvietta e Cristiana permettono il recupero (18-17), ma il vero incubo inizia adesso. Ale è insolitamente fallosa e l’Acquaviva va a segno da sinistra e dal centro (18-21).

Ivana arresta temporaneamente il tracollo ma è solo un’illusione perché le ospiti ci appioppano la mazzata finale. Gli ultimi due punti sono un ace-culo di Mary Miale, donna della provvidenza, e un muro del Chief Executive Officer (19-25).

Quarto set

Taranto dal rendimento altalenante: dopo il black-out della seconda metà del terzo set, adesso è il momento buono. La consapevolezza di aver già perso un punto sprona le ragazze a darci dentro: difendiamo come si deve, muriamo con Cristiana e poi c’è Gisela che conferma il suo rendimento eccellente (10-4).

Continuiamo a sbagliare in attacco, ma Silvia e Silvietta incrementano il vantaggio e la sola Salviola sembra in grado di replicare (17-9).

Girandola di sostituzioni per le ospiti. Entrano tutte o quasi: Ananas Komarova, (Lucr)Ezia Salamida, Mary Miale e Cesaria Ursini.

Perché non anche Marchesini, poverella?

Bisogna dire che le riserve non si limitano a fare atto di presenza in campo, ma realizzeranno ciascuna i propri buoni punti.

Comunque, Gisela non si ferma più ed anche Silvietta regala perle di bravura, come il pallonetto che vale il 20-11.

Acquaviva ritorna in partita ma ormai il set è in cassaforte; si tratta solo di amministrare fino al 25-15.

Tie-break

Si è fatto tardi e lo sa bene Gisela che ha problemi di orario.

Meno male che torna l'ora solare... Se Gisela sistema l’orologio con la stessa attenzione con cui fa il bucato, domani metterà la sveglia alle 18.30...

Intanto, comunque, ci sta conducendo verso la vittoria e questo è l’importante (4-2). Ace di Armenise con una ricezione di Ivana che mi ricorda quella del lontano 5 aprile 2006 proprio con l’Acquaviva... Beh, a parte questo episodio isolato, bisogna dire che stasera Ivana in difesa ha compiuto una serie incredibile di salvataggi.

Secondo tocco di Ale. Un’altra mousse (6-4).

A questo punto Pasqua Salviola, sorta di giocatrice e non solo di giocatrice, gela il Maria Pia: due punti che si sommano a quello dell’amministratore delegato e le ospiti passano avanti (6-7).

Ancora una mousse di Ale, poi un muro di Ivana e poi un punto furbetto di Silvietta che trova un buco in corrispondenza del posto cinque avversario (9-8). Sta diventando pure smaliziata la creatura.

Acquaviva ancora in vantaggio grazie al pallonetto di Armenise (10-11).

Poi, finalmente, scocca l’ora di Gisela. Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. Lei è una di quelle giocatrici che, come si suol dire, escono sempre dal parquet con la maglia sudata. E pure macchiata.

Non solo: si stanno anche staccando i nastri taping dalle braccia. In questo momento Gisela sembra la protagonista di uno di quei film in cui gli zombie escono dalle tombe scrollandosi dalle braccia le ragnatele e i frammenti di tessuto dei vestiti.

Uno-due-tre! Un attacco meglio dell’altro e poi c’è anche la ciliegina del muro di Cristiana (14-11).

Acquaviva non si arrende mai: punto del Chief Executive Officer e palletta di Salamida, subentrata a Marzano per alzare il muro (14-13). Oltre al muro delle ospiti, si alza anche la preoccupazione sugli spalti, ma è nuovamente la fantastica laterale appulo-argentina a dire l’ultima parola in questa partita: 15-13!

Bah, più ombre che luci: molti errori-punto (28), molte battute sbagliate (11), gioco un po’ confuso e paurosi cali di tenuta. In compenso, c’è stata la capacità di raddrizzare una partita che poteva avere un esito ancora più triste e poi la prestazione di Gisela è stata imperiosa.

Non dimentichiamo i meriti dell’Acquaviva, squadra tutt’altro che in crisi ed anzi particolarmente cazzuta e vivace.

E infine due punti in classifica che però non tolgono i dubbi sulle nostre potenzialità: chi siamo? Dove possiamo arrivare?

Passiamo alla fava e allo scuèrcele.

SIMONA: Felicitazioni in anticipo per l’imminente gravidanza. Tanti cari auguri.

ALE: Sì, tre tocchi di seconda li ha spinti a terra. Però quello che è finito sulla rete è stato per me un trauma sconvolgente che difficilmente riuscirò a risolvere...

Tabellino: TARANTO-Acquaviva delle Fonti 3-2 (24-26, 25-20, 19-25, 25-15, 15-13).

Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Scialacomo 28, Gallo Ingrao 12, Basile NE, Renna 6, Stufano 0, Mastandrea 18, Certa 5, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 11, muri-punto 10.

Volley 2000 Acquaviva: Lopane 5, Armenise 10, Ursini 1, Ceo 11, Marzano 3, Komarova 1, Miale 1, Salamida 1, D’Ambrosio 14, Salviola 14, Marchesini NE, Caricato (L) – All. Bruno.

Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Arbitri: Luca Garzia (LE) e Dario Murra (BR).

Durata set: 27’, 27’, 26’, 24’, 18’ – Durata totale dell’incontro: 2.14’.

Altri risultati: Sarno-Oria 3-1, Arzano-Centro Ester NA 3-1, Molfetta-AS Benevento 3-0, Accademia BN-Battipaglia 1-3, Livi Potenza-Leonessa Altamura 3-0, San Pietro Vernotico-Salerno 3-0, V.Altamura-ASCI Potenza 0-3.

Classifica: Sarno 16; Centro Ester NA 14; Arzano 13; Battipaglia, ASCI Potenza, Molfetta e San Pietro Vernotico 12; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; TARANTO 9; Oria 6; Accademia BN e Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Con una multa da 200 euri Oria balza in testa alla classifica. La sanzione è dovuta alle intemperanze di un tifoso che ha lanciato un oggetto contundente contro l’arbitro, non colpendolo, e poi ha minacciato e offeso lo stesso direttore di gara.

Prossimo turno: Salerno-TARANTO, sabato 31 ottobre 2009, ore 17.00.

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Battipaglia-Taranto 3-1

di skanderbeg69 (19/10/2009 - 22:08)

Domenica 18 ottobre 2009 – ore 18.00

Finalmente le giocatrici del Taranto indossano tute uniformi: parte superiore bianca con bordi blu, pantaloni blu con scritta “Faame” in bianco. Una scritta molto rappresentativa.

Ed anche il riferimento alla Magna Grecia è coerente con lo spirito del roster, laddove per “Magna” non si intende “grande” ma si intende la terza persona singolare del verbo magnare.

Sarà per l’orario, ma dopo appena due minuti che siamo saliti sul pulmino di Eustacchio già vengono aperti i primi panini.

     Per riscaldarli qualcuna suggerisce di usare la tecnica involontariamente sperimentata dall’emigrante Amitrano nel film Bianco, rosso e Verdone, ossia panino per mezz’ora sotto l’ascella e tanti saluti al forno a microonde. Senza contare l’arricchimento aromatico.

Preferisco fermarmi qui per adesso, ma anche oggi gli argomenti tenderanno a non essere particolarmente filosofici.

Cristiana trova una cosa che le piace in un autogrill, ma ha dimenticato il borsellino sul pulmino. Le prometto che al ritorno gliela regalerò io a condizione che muri almeno tre volte una certa giocatrice del Battipaglia che non è Lombardo né El Gamal né Borrelli né Montemurro.

E’ un’altra, però, la grave dimenticanza del sottotenente. Ha lasciato a casa l’amuleto che tanto bene si era comportato con il Potenza e con l’Oria. Se stasera le cose andranno male, sappiamo già di chi sarà la colpa…

Battipaglia. Ecco il rondò dove si può abbandonare e poi ritrovare tranquillamente il telefonino ed ecco il bel palazzetto asimmetrico. Il tetto è spiovente. Se ricevi alto verso la parte più bassa, corri più rischi che il pallone finisca sul soffitto. A proposito, anche qui ci sono i palloni nuovi e in più non ci hanno ancora scritto sopra il nome della squadra.

Contrariamente a quelli del San Pietro, i palloni del Battipaglia potrebbero quindi essere rubati e ricettati più agevolmente.

Ma le nostre attenzioni vengono subito distolte dalla grande organizzazione di coach Nello Caliendo, che ha uno schemino (colorato) con le rotazioni e ne fa dono a Marcello così quest’ultimo potrà evitare in futuro di mandare in tilt la panchina come successe a Potenza.

Durante il riscaldamento le istruzioni alle padrone di casa vengono direttamente impartite dalla capitana Lombardo. Sembra una kapò. A proposito, oggi la sorella viene a giocare da queste parti, a Pontecagnano, ma Tatiana non rinuncia alla partita. Io le avrei consigliato il contrario; quando ricapita un’occasione così per salutare la sorella lontana? Niente da fare. E’ proprio vero che la famiglia non è più un valore.

Chi, invece, crede che la famiglia sia un valore prevalente sulla pratica agonistica è l’ex-libero della squadra campana, Marianna Granozio, presente sugli spalti e giunta all’ottavo mese di gravidanza. Sarà un maschietto.

Formazioni.

Mister Nello Caliendo propone Rossana Montemurro in palleggio, Tatiana Lombardo e Sara Casale schiacciatrici, Valentina Borrelli e Ratiba El Gamal centrali, Anna Maio libero (c’è il turn-over con Marianna: un anno è incinta una, un anno è incinta l’altra).

In panchina: Valentina Fusco, Emanuela Morone (che secondo me è bravissima e potrebbe giocare da opposto titolare), Giusy Palladino, Gerarda Giello e Federica Buonocore.

Taranto con lo stesso sestetto del derby: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao schiacciatrici, Cristiana Zonca e Angela Stufano centrali, Simona Leone libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Katia Taddei, Silvia Renna e Simona Mereu.

Arbitrano due signori con cui abbiamo sempre perso. Ma è solo un’amara curiosità statistica; stasera dirigeranno una partita praticamente senza contestazioni. Saranno “trasparenti” e questo per gli arbitri non è certo un difetto.

Primo set

Sblocca il punteggio un magistrale primo tempo di Valentina Borrelli, una delle migliori centrali della categoria, una ragazza straordinaria.

Replica Silvietta e si va avanti in un equilibrio praticamente perfetto: solo break da due punti, se vogliamo chiamarli break, ed errori punto che si contano sulle dita di una mano.

Nel vero senso della parola.

Il sesto errore-punto delle due squadre, messe insieme, arriva al trentesimo scambio, sul 19-20. Senza il rally point system in quel momento saremmo ancora sul punteggio di 4-5. Forse qualcosa non va nelle difese, ma io tendo a credere che sia più bravura e concentrazione delle attaccanti.

E’ una bella partita, molto tecnica. Battipaglia manda a segno tutte le bocche di fuoco, soprattutto Casale e Lombardo, e valorizza il grande talento di Borrelli (3 punti personali in questa fase). Nel Taranto si mette in evidenza Ivana, che mette a terra quattro palloni.

Arriva nel palazzetto un signore che somiglia a Vinicio Capossela. Invece di cantare Ovunque proteggi, si impone come miglior urlatore della serata in una posizione di sostanziale monopolio. Bisogna dire che è un tifoso-positivo, non è un tifoso-contro; urla solo incitamenti alla propria squadra e mai una sillaba contro le ospiti. E’ simpatico; lo invitiamo ufficialmente a Taranto.

Sul 16-17 c’è un muro di Cristiana sull’opposto battipagliese, il primo, e così siamo finalmente avanti di due punti. Nello chiama immediatamente il time-out.

Il pareggio non tarda ad arrivare, grazie ad un’atleta che da lontano non riesco ad individuare (19-19), ma è ancora Cristiana a porre due lunghezze di distacco. Basteranno?

Proprio sul 21-22, nel momento più importante, l’unico break da tre del parziale: muro di Ale, muro di Silvietta (in entrambi i casi collabora Angela) e attacco sulla rete di Dello Monaco (21-25).

Che incontro tirato e intenso. Che bel gioco.

Secondo set

Errore in battuta delle ospiti (evento rarissimo; appena due nell’intero incontro), muro di Cristiana e siamo sul 0-2. Visto l’andazzo del primo set, è un bel patrimonio da gestire…

La musica, però, adesso cambia leggermente.

Prima Casale e poi un’ispiratissima Lombardo favoriscono un allungo significativo (11-7). Dopo San Pietro l’avevamo pensato (e scritto): per qualche giocatrice questa sarà la partita del riscatto ed eccole qua.

C’è un cambio nel Taranto: Marcello rischia la carta Renna (ancora fresca di ecografia) che si presenta con un errore in battuta (14-10) ma poi saprà farsi perdonare.

Battipaglia dilaga con un ace di Montemurro, sempre molto positiva, e un primo tempo di El Gamal, oggi non brillantissima ma sempre simpatica e comunque il suo lavoro l’ha fatto. Con un pallonetto e due muri di un’attaccante della squadra locale si arriva al 22-13.

Qui è Silvia che tenta il miracolo e per poco non ci riesce: quattro punti personali in un break da cinque e siamo 23-19.

Battipaglia, però, non perde la testa e controlla la conclusione del parziale (25-19).

Terzo set

Nello non ha ancora effettuato un solo cambio. Secondo me, lo sta facendo apposta perché non vuole dare soddisfazione a Marcello.

Parte bene Battipaglia con Lombardo e Casale in grande condizione e con una difesa sempre più solida (13-8).

Ci sono giocatrici efficaci, ci sono giocatrici eleganti e ci sono giocatrici efficaci ed eleganti allo stesso tempo. Sara Casale appartiene a questa terza categoria. Quello che più mi piace di Sara è l’atterraggio. Sì, l’atterraggio. Dopo aver menato la sua bomba, infatti, la ragazza atterra e si coordina con movimenti molto leggiadri ed armonici. Che classe (la foto sotto è fuorviante e non rende l'idea).

Il gioco del Taranto, invece, ha perso un po’ di densità: Ivana e Silvietta adesso hanno difficoltà a mettere la palla a terra mentre le centrali sono ben attenzionate (come scriverebbero i Carabinieri) dal muro locale. La povera Ale prende atto che l’unica exit-strategy possibile in questa fase si chiama Gisela Scialacomo.

Cavolo, quanti paroloni che sto usando: densità di gioco, exit-strategy, attenzionate... Le ripeterò ogni settimana.

La nostra schiacciatrice appulo-argentina sta disputando un incontro maestoso e negli ultimi due set realizzerà la bellezza di 18 punti (a parte gli 11 palloni già messi a terra). Cifre da fenomena.

Sul 15-9 ribaltiamo una situazione che sembrava particolarmente critica con un parziale di 1-8: quattro punti sono di Gisela, uno di Silvietta e c’è anche Ale piuttosto vivace sia a muro che con il suo secondo tocco fatato.

Si arriva così al 17-20.

Ecco il primo cambio di Nello, che osa sostituire l’amica mia con Federica Buonocore. Come si permette?! Rimitt’ ‘ngampo a Valentina o mo t’ fazz’ ‘a contestazione…!

Lombardo e Casale firmano la rimonta (21-21), ma Gisela sfodera una delle sue pipe che valgono nuovamente il vantaggio e soprattutto l’occasione di chiudere vittoriosamente anche questo set (21-23).

Ci manca la giusta cattiveria mentre Battipaglia, ancora una volta, dimostra una grande padronanza di nervi e non sbaglia nulla. Purtroppo spediamo fuori un lungolinea e poi non riusciamo a trovare le mani del muro avversario nell’ultimo, scomposto assalto (23-25).

Quarto set

Agghiacciante l’avvio del quarto parziale: 8-0 e questa volta la premiata ditta Lombardo & Casale ci mette solo lo zampino ma il grosso del lavoro lo realizza Federica Buonocore. Un tempo c’era un bravo cantautore napoletano che si chiamava Nino Buonocore e che aveva l’inconsueta caratteristica di non cantare in dialetto. Chissà che fine ha fatto. Che siano parenti? Le tue chiavi non ho…

Gisela blocca il tracollo, Cristiana mura Dello Monaco, ma Casale e Lombardo riprendono a martellare una difesa che pure si sta comportando egregiamente. Stiamo contando i punti di Casale (e sono tanti: 22), ma ci sono anche palloni difesi che meriterebbero una stele celebrativa: “Qui Simona Leone ha eroicamente tenuto in campo una perfetta diagonale di Sara Casale”.

Purtroppo, però – come cantava Buonocore – le chiavi non abbiamo per entrare nel campo avversario. Cioè, Gisela ce le ha, ma non ha fatto il duplicato per le compagne.

Zitti zitti, comunque, siamo arrivati al 14-11. C’è un altro muro di Buonocore ma anche qualche imprecisione offensiva della centralona campana.

Imprendibile la bomba di Casale che vale il 16-13, ma un’epica Gisela mette a terra una doppietta e sfioriamo così il pareggio (16-15).

Palletta Casale, ace Montemurro e mani-fuori Casale; la cosa si complica nuovamente (19-15).

La stella di Paranà schiaccia il settimo punto del parziale, poi però va in seconda linea.

Incredibile: anche da dietro continua a fare punti con le pipe. Ormai il Taranto segue uno schema fisso: proviamo a murare con Cristiana, difendiamo quello che possiamo e poi palla a Gisela e se la vede lei.

La cosa regge fino al 22-20, poi Montemurro spinge sulla collega di ruolo un pallone che non riusciamo a difendere e Lombardo realizza un ace che vale oro (24-20).

Silvia annulla il primo match-point con un magnifico pallonetto mani-fuori.

Cristiana annulla il secondo opponendo il terzo muro personale a Dello Monaco (il che le vale il premio-Trombetta quando ci fermeremo in autogrill).

Capossela invita alla calma e alla determinazione. Viene ascoltato perché un’autorevole Sara Casale pone legittimamente e meritatamente la propria firma in calce alla partita (25-22).

Una bella partita. Il risultato è giusto e brillano i meriti del Battipaglia piuttosto che i demeriti nostri. Tra questi ultimi forse c’è solo la mancanza di cattiveria nel terzo set (17-20 e poi 21-23) e il black-out all’inizio del quarto (anche se poi, rientrati in partita, l’impresa l’abbiamo sfiorata).

Ci resta la consolazione delle mozzarelle di bufala (che dovrò difendere da dodici tentativi di furto in tre ore e mezza), quella del rientro in campo di Silvia dopo l’infortunio e la gradevole consapevolezza di disporre di un’attaccante stellare come Gisela. Una… forza della natura che in quanto tale va lasciata libera di esprimersi.

A proposito, sull’esempio di Maradona, anche la nostra laterale prova a cimentarsi come allenatrice e propone l’entrenamiento secondo Gisela: quattro ore di allenamento due giorni prima della partita e riposo assoluto alla vigilia.

Il venerdì (o il sabato) libero rappresenta una buona base di discussione per il resto della squadra, ma vengono espresse perplessità circa le quattro ore dell’antivigilia.

“State tranquille, ragazze” – puntualizza Gisela. “Si dice quattro ore, ma in realtà un’ora se ne va col riscaldamento, un’altra ora con esercizi blandi (lei usa un’altra parola che inizia con la c e che forse sarebbe piaciuta al pibe de oro), mezz’ora di – …omissis… - e alla fine resta un’oretta e mezza scarsa…”

Da questa settimana sperimentiamo una nuova rubrica, sfacciatamente copiata da alcuni quotidiani. Indicherò quelle che a mio insindacabile giudizio saranno state la nota più positiva e quella più negativa della partita. La migliore e la peggiore. Semaforo verde e semaforo rosso.

Io direi che potremmo riferirci al noto proverbio dialettale, “Non mischiare scuèrcele e fave”, e indicheremo lo scuèrcele e la fava di ogni partita.

GISELA: 29 punti in 4 set (già questo basterebbe) e in più anche un futuro da allenatrice.

CRISTIANA: Ha dimenticato l’amuleto a casa. Ma come si fa? Sì, ha 6 muri-punto all’attivo, ma è lei la responsabile di questa sconfitta per il motivo appena espresso.

Tabellino: Battipaglia-TARANTO 3-1

Battipaglia: Borrelli 8, Fusco 0, Morone NE, Lombardo 20, Montemurro 6, Palladino NE, Casale 23, Giello NE, El Gamal 2, Buonocore 6, Maio (L) – All. Caliendo.

Aces 7, errori in battuta 2, muri-punto 6.

Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 5, Scialacomo 29, Renna 7, Stufano 1, Mastandrea 8, Certa 4, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 7, muri-punto 12.

Arbitri: Andrea Giova (AV), Daniele Botti (NA).

Durata set: 22’, 26’, 28’, 30’ – Durata totale dell’incontro: 1.55’.

Altri risultati: Centro Ester NA-V.Altamura 3-0, Sarno-Molfetta 3-0, AS Benevento-Arzano 3-2, Leonessa Altamura-Accademia BN 3-0, Acquaviva delle Fonti-San Pietro Vernotico 0-3, ASCI Potenza-Salerno 3-1, Oria-Livi Potenza 2-3.

Classifica: Centro Ester NA 14; Sarno 13; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; Arzano 10; San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Battipaglia e Molfetta 9; TARANTO 7; Oria 6; Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; Livi Potenza e V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

I cessi e gli spogliatoi. Sono i cessi e gli spogliatoi la maledizione di Benevento, in particolare gli spogliatoi degli arbitri. La prima multa per l’Accademia (da euro 40,00) è dovuta infatti alla mancanza della chiave dello spogliatoio degli arbitri, oltre che per un servizio di asciugatura insufficiente.

     Tutto questo mi ricorda l’indimenticato Massimo Troisi di Ricomincio da tre nella scena del bagno, quando si lamenta con Frankie della mancanza della chiave.

“E’ che io nun riesco a fa’... Cioè, mi blocco... Sto... Cioè, pure int’ ‘e gabinetti pubblici nun riesco mai a... Tengo sempre paura che entra qualcuno e mi blocco”

“Ma se ci siamo noi due soli... Io so che tu sei dentro!”

“Ah, già”.

Prossimo turno: Taranto-Acquaviva delle Fonti, sabato 24 ottobre 2009, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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Taranto-Oria 3-2

di skanderbeg69 (11/10/2009 - 15:14)

Sabato 10 ottobre 2009 – ore 19.00

Taranto-Oria, derby dei ricordi. Il riferimento è alle epiche sfide di serie C, ma soprattutto ai ricordi suscitati dalla presenza nella formazione brindisina di due nostre ex-giocatrici: Simona e Rossella.

Dopo la breve stagione del marketing d’immagine, ho la sensazione che quest’anno il core-business del Taranto sia tornato ad essere il “gioco giocato”. Siamo una squadra spartana; basti pensare al look. Le altre squadre si presentano sul parquet con tute e borsoni uniformi; tra le nostre ragazze c’è chi ha la tuta dell’anno scorso, chi la tuta di tre anni fa, chi la tuta degli All Blacks, chi la maglia del pigiama.

Per non parlare dei borsoni, le cui scritte abbracciano tutto l’Annuario della pallavolo 2007-’08: Massafra, Ostuni, Scafati...

Quando arrivo al Maria Pia sono in corso lavori di ristrutturazione. Ah no, è lo staff dell’Oria che sta piazzando la telecamera in una posizione strategica. A saperlo, avremmo potuto mettere a disposizione un ponteggio anche se nel caso specifico della squadra brindisina io avrei effettuato riprese ad altezza d’uomo da fondo campo. Alli vinti litri, come si dice nelle campagne della zona orientale della provincia...

Sorge un altro problema: i palloni non sono proprio conformi. Quest’anno bisognerebbe usare quelli più fichi, tutti gialli e blu. Giungiamo all’accordo che per questa volta usiamo ancora quelli vecchi, ma ritoccheremo le immagini con Photoshop in modo tale che in Federazione non se ne accorga nessuno.

La stessa Federazione in settimana aveva comunicato che ci sarebbe stato un minuto di silenzio inviando un fax direttamente a casa di Simona Leone onde evitare l’equivoco dell’esordio. Tre minuti di raccoglimento su quattro giornate di campionato; manco nel campionato di pallavolo irakeno...

     In tribuna c’è una giocatrice olandese accompagnata da Tony Manero. Io l’avevo scritto l’estate scorsa che avevamo preso Debby Stam e nessuno mi voleva credere.

Aumentano i portafortuna per lo scaramanzometro: il segnapunti Enzo e il cagnolino di Giuseppe, ma in tribuna, nelle mani di Marika, c’è quello più importante.

Finite le chiacchiere, passiamo alle formazioni.

Nel Taranto non possono giocare Silvia Renna per via della caduta di domenica scorsa e Marika Guerri per via della... caduta di 3/4 settimane fa. La centrale è in panchina con Katia Taddei, Priscilla Pisani, Simona Mereu e la giovane under Giulia Basile.

Il sestetto di coach Marcello Presta è quindi formato da Alessandra Certa, Silvia Mastandrea, Gisela Scialacomo, Ivana Gallo Ingrao, Cristiana Zonca, Angela Stufano e il libero Simona Leone.

L’allenatore ospite, Massimo Parentela, schiera Lucia Sebastio in palleggio, Ida Taurisano opposta, Simona Mucci e Rossella Garaguso laterali, Mimma Ventruti e Monica Casalino centrali, Annamaria Tateo libero.

A disposizione: Annacarla Cozzetto, Francesca Parentela e Daniela Lonoce.

In tribuna la storia della pallavolo tarantina: Clara Clemente, Laura Passaro, Alessandra Passaro. Mi fa un certo effetto vedere Alessandra non-incinta. Vabbè, non tocchiamo questo tasto...

Ci sono anche Valentina Moro, Sonia Tinelli, Nazarena Presta e gli amici tifosi protagonisti di tante battaglie proprio in questa stessa palestra. Oggi sono venuti senza il tamburo rossoblu. Amma capìte tutte cose... Allora è per Rossella che venivate a fa’ ‘u tife, disgraziati...!

Con tante ex in campo e fuori, mi verrebbe da proporre una rimpatriata: la squadra attuale contro le ex-giocatrici, ma l’autorizzazione a modificare il programma non viene concessa.

Primo set

Si comincia con un riuscito tocco di seconda di Lucia Sebastio. Così, a freddo.

Simona-di-metallo incrementa il vantaggio e a nulla vale l’eroica mano stesa a terra da Leo.

Bisogna attendere l’1-8 per la reazione tarantina, ma lo spettacolo varrà il sacrificio dell’attesa.

Muro di Ale ed ace di Silvietta (4-8) e poi un break da quattro chiuso da un altro punto della nostra palleggiatrice (8-9). A parte Mucci a quota 3, le due alzatrici sono curiosamente le atlete più prolifiche fino a questo momento.

La marziana Taurisano atterra sul nostro pianeta realizzando il primo punto personale di una lunga serie, ma Ivana ed Ale, con un secondo tocco dei suoi, completano l’operazione sorpasso (11-10). Ci abbiamo messo meno delle più rosee previsioni.

A questo punto la partita prende una strana piega: le attaccanti dell’Oria si fanno un culo così ma le brindisine annullano tutto sbagliando una serie impressionante di servizi (7 nel solo parziale; 14 nell’intero incontro).

Sul 18-18 Ivana mette a terra due palloni d’oro; Rossella e Taurisano ottengono il pari (22-22) e poi chiudiamo con due falli delle ospiti ed un attacco efficace di Gisela nel mezzo (25-22).

Secondo set

E’ ancora Simona Mucci ad inaugurare il parziale (sarà così in 4 set su 5).

L’ultimo punto della precedente frazione era stata un’invasione delle brindisine; Gisela ritiene che anche in questo scambio ci sia stata una violazione di domicilio da parte della Sebastio: “E’ entrata con tutto il piede!”

Meh, vabbè, che razza di ospitalità è questa...?

Silvietta imita la marziana con una palletta ben piazzata e poi si scatena Gisela (6-5).

Entra prepotentemente in partita anche Monica Casalino mentre Ida Taurisano ci crea grossi problemi con il suo servizio lungo (8-13). Sonia, in tribuna, fa una previsione: il prossimo lo tira corto. Previsione azzeccata ma la marziana esagera un po’ e il pallone finisce in rete.

Serve molto bene anche Gisela, che trova un ace sporchino e permette a Silvietta di completare la rimonta (16-16).

Poi commettiamo qualche errore in attacco mentre Rossella e Taurisano non falliscono un colpo: è il break decisivo (16-21).

Tentiamo di recuperare con la schiacciatrice argentina, ma un mani-fuori di Rossella chiude la questione (21-25).

Terzo set

Magia di Ivana che mira al seggiolone dell’arbitro e riesce a centrarlo con un servizio preciso.

Ace di Silvietta (5-2).

Ho la vaga impressione che in battuta stiamo tirando sempre sulla stessa giocatrice. Non faccio nomi; dico solo che gioca da laterale, ha meritatamente vinto un’edizione di Miss Motors ed è riuscita a imporre l’utilizzo di ginocchiere rosse a tutte le compagne. Questa è una squadra che deve tenerci all’estetica.

La laterale in questione, comunque, si vendica in battuta perché crea grossi problemi alla nostra ricezione pur non servendo al salto come era solita fare con noi. Grazie alle sue battute e ai muri di Rossella e Ventruti, Oria si porta sul 5-7.

Inizia una fase emozionante ed intensa della partita con continui cambi-palla. Magnifica Silvietta, che schiaccia quattro palloni; molto bene anche Ivana.

Dall’altra parte vanno a segno Casalino e Mucci (12-14).

Break Taranto: Gisela, Ivana, errore ospite e Cristiana (16-14). Il sottotenente, finora poco prolifico, sta incrementando il proprio bottino personale. Molto efficace anche Simona Leone. E’ una bella partita.

Dopo un ace di Ale, Taurisano e Mucci riavvicinano l’Oria (21-20), ma a questo punto è il nervosismo che fa il proprio ingresso in campo. Proteste ospiti per una palla fuori di Taurisano e proteste ospiti per una palla dentro di Gisela; ne consegue un’ammonizione che offre al Taranto quattro palle-set.

Basta la prima perché le brindisine spediscono un attacco sulla rete (25-20).

Quarto set

Pittoresco il servizio di Monica Casalino: si pone di lato rispetto al campo, fa un mezzo giretto e poi scaglia la palla in un punto sempre diverso. A parte la potenza leggermente inferiore, lo stile ricorda quello di Sartoretti.

Muro e attacco di Silvietta (2-1), qualche errore-punto biancoblu, bomba di Gisela e break di 4 punti: mani-fuori Ivana, muro a cappuccio di Angela e doppio ace di Cristiana (8-7). Insomma, nel bene e nel male stiamo facendo tutto noi.

Poi ci blocchiamo.

Un pallonetto di Taurisano ed uno di Casalino sono il primo e l’ultimo punto di un parziale di 3-12 in cui, peraltro, i tre punti nostri sono i soliti errori in battuta delle ospiti. Siamo in serie difficoltà e Oria sta dando spettacolo, grazie anche ad una pipe di Simona-di-metallo, ad una splendida alzata di Sebastio per il proprio opposto e soprattutto ad una Rossella scatenata.

Come è noto, con noi la solare giocatrice manduriana giocava da centrale. Solo una volta ricordo che Marcello tentò di impiegarla come attaccante, ma i risultati non furono così brillanti (Manoppello, novembre 2007). E brava Roxy.

Sul 14-20 il colpo di grazia: ace Mucci, muro della marziana e punto finale di Rossella (15-25).

Tie-break

Uffa, un altro tie-break. E inizia pure male con Mucci che porta l’Oria sull’1-3.

Mentre inizio a pensare che potrei fare il copia e incolla con i precedenti articoli sui tie-break finiti male (Altamura, Centro Ester e Sarno l’anno scorso), prendono avvio i cinque minuti più travolgenti del Taranto 2009-’10.

E’ Cristiana che ottiene il cambio-palla con un primo tempo e così va a servire Silvietta.

“Salta, Simò!” – grida un’atleta dalla panchina ospite, ma la nostra Silvietta realizza subito un ace e inaugura una sequenza di servizi perfetti.

La grande protagonista è Gisela: quattro punti quasi consecutivi e si va sul 9-3. Al cambio di campo coach Parentela accoglie le proprie giocatrici con parole non particolarmente affettuose.

Gisela è inarrestabile: manda un pallone fuori, ma poi ne piazza altri due dentro e raggiunge così la marziana Taurisano a quota 22. Siamo 11-4.

La marziana, a proposito, non sta bene e deve ricorrere allo spray. L’ultima volta che l’abbiamo vista a Taranto stava decisamente... meno bene; fa piacere rivedere in buona forma una giocatrice che rende onore al volley e che riesce a fare punti con un’impressionante ed apparente facilità.

Simona-di-metallo interrompe il cedimento oritano (14-5) e poi è Ivana, brava e fortunata, a chiudere la partita con un punto-culo aiutato dal nastro (15-5).

Tabellino: TARANTO-Oria 3-2

Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 10, Basile NE, Scialacomo 22, Renna NE, Stufano 5, Mastandrea 16, Certa 4, Pisani NE, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 4, muri-punto 4.

Oria: Ventruti 3, Garaguso 19, Cozzetto NE, Casalino 8, Sebastio 8, Parentela NE, Mucci 19, Taurisano 22, Lonoce NE, Tateo (L) – All. Parentela.

Aces 5, errori in battuta 14, muri-punto 5.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 25’, 21’, 25’, 15’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Salerno-Centro Ester NA 0-3, Arzano-ASCI Potenza 3-0, Livi Potenza-Sarno 0-3, San Pietro Vernotico-Battipaglia 3-1, Accademia BN-Molfetta 2-3, V.Altamura-Leonessa Altamura 1-3, Acquaviva delle Fonti-AS Benevento 1-3.

Classifica: Centro Ester NA 11; Sarno 10; Arzano, AS Benevento e Molfetta 9; Leonessa Altamura 8; TARANTO, ASCI Potenza, Battipaglia e San Pietro Vernotico 6; Oria e Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; tutte le altre 0,00.

La prima multa è dell’ASCI Potenza. Un isolato tifoso ha rivolto ripetutamente una partita offensiva all’arbitro. Visto che era solo una parola, ci potevano pure togliere la curiosità...

Prossimo turno: Battipaglia-TARANTO, domenica 18 ottobre, ore 18.00.

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ASCI Potenza-Taranto 1-3

di skanderbeg69 (05/10/2009 - 21:40)

Domenica 4 ottobre 2009 – ore 18.00

 

El talismán de tu piel me cuenta

que tu destino caerá a mi puerta

(Rosana, El talismán)

 

Esistono due chiavi di lettura per questa partita e per questa vittoria.

La prima è razionale. Il Taranto ha giocato in modo impeccabile (ad eccezione del secondo set): attacchi incisivi, ottima distribuzione di gioco, muro-difesa come ai vecchi tempi, pochissimi errori e soprattutto grande carattere e determinazione. Direi proprio grande cuore, quello che ha permesso di superare anche il disagio tecnico-emotivo per l’infortunio di Silvia nel quarto set.

     Poi c’è una chiave di lettura… esoterica, di cui però non possiamo fornire particolari. Diciamo solo che il fattore G può andare nel solaio; abbiamo compiuto il salto di qualità.

Ma andiamo con ordine e raccontiamo dall’inizio una delle trasferte più soddisfacenti ed anche più divertenti che io ricordi.

Il calendario non è stato tenero visto che l’ASCI Potenza (6 set vinti, nessuno perso) non appare proprio come l’avversario ideale per riscattarsi dopo i due tie-break persi in avvio di stagione. Si racconta di una squadra temibile. Si racconta di una Nolè che sta facendo faville (media di 9 punti a set la settimana prima).

Andiamo a Potenza con il pulmino di Eustacchio. Il culo di Simona è recuperato; manca soltanto Priscilla perché è impegnata con la nazionale italiana alla finale degli Europei.

Marika pianifica la scaletta delle conversazioni pre-partita, ma già qui preferisco stendere un velo di riservatezza così come è meglio non riferire dei commenti legati all’evolversi di Fiorentina-Lazio.

Quella di Potenza non sarà una partita normale. Nulla sarà più come prima da quando la schiacciatrice toscana ha preso l’iniziativa di avvalersi di una consulente esterna.

Ogni volta che viaggio con le giocatrici imparo una cosa nuova. Adesso, ad esempio, so che esiste il colore marrone normale e il colore marrone “cacca dopo la verdura” (qui Marika non c’entra).

Eustacchio è puntualissimo e alle 16.30 precise siamo al… PalaCaliendo.

Basilicata. Il giorno prima c’era stato anche il cosiddetto presidente della Repubblica, Giorgio Firmatutto Napolitano, che aveva elargito una lezioncina di diritto costituzionale a chi gli chiedeva, invece, un segnale di dignità morale, ossia astenersi dalla firma del condono fiscale salvaladri. Il re del Belgio abdicò pur di non firmare una legge che riteneva contraria ai propri princìpi, ma non si può pretendere tanto da uno come Napolitano.

Arriva Francesca Nolè, che oggi festeggia l’onomastico. Qualcosa ci dice che vorrà festeggiarlo in un modo che a noi non dovrebbe piacere affatto.

Lodevole il match program che la società lucana distribuisce ai tifosi e alle squadre ospiti.

La prima missione di questa trasferta è fotografare insieme le due Katie Taddei del girone.

Come è noto, la nostra schiacciatrice e la centrale potentina hanno lo stesso nome e cognome, oltre che quasi la stessa età e la stessa statura. E’ una circostanza un po’ insolita anche perché Taddei non è un cognome diffusissimo nelle nostre regioni ed anche Katia non è popolare come altri nomi.

La Katia Taddei locale acconsente con gentilezza alla foto, poi però la capitana Avena consulta il match program per controllare se è vero che hanno lo stesso nome e cognome o se per caso non stiamo raccontando studicarìe. Conoscendoci, tutto è possibile.

Formazioni.

ASCI Potenza: Viki Radkova in palleggio, Costanza Ghersetti opposto, Aurora Avena e Francesca Nolè laterali, Barbara Arras e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

In panchina con coach Massimo Telesca: Livia Di Camillo, Michela Prete, Morena Lancellotti, Daniela Ridolfo, Caterina Di Lucchio ed Emanuela Caramuta.

Mister Marcello Presta utilizza una carta a sorpresa: Marika Guerri. La schiacciatrice è schierata con la collega Gisela Scialacomo, l’alzatrice Alessandra Certa, le centrali Cristiana Zonca e Silvia Renna e il libero Simona Leone.

A disposizione: Katia Taddei, Ivana Gallo Ingrao, Angela Stufano e Simona Mereu, ca s’ stè scurdàve  ‘u documènd’ a casa.

Il momento più bello della serata lo viviamo prima che la partita inizi. Lo speaker elenca i nomi delle giocatrici e degli allenatori in prima, in seconda e in terza, partendo dal “numero uno Cristiana Zonca”. La nostra centralona è convinta che sia lo starting-six e corre al centro del campo distribuendo i consueti urli di incoraggiamento:

“Andiamo, raghe! Forza! Dài!…”

Le compagne, che per fortuna hanno capito, non la seguono. Cristiana resta diversi secondi al centro del campo finché una pietosa Silvietta non va a raccoglierla e a riaccompagnarla in panchina. Come gli interventi del 118 per calmare gli squilibrati.

Dopo la ricezione (perfetta, bisogna dire) di Simona in occasione del minuto di silenzio di due settimane fa, adesso ci siamo fatti due risate con lo… starting-one di Cristiana.

Primo set

Arras e poi Nolè (2-0).

Ecco, ha iniziato. Adesso l’ex-massafrese ci sommergerà di attacchi e incrementerà la propria media. Invece la schiacciatrice si defila dal set ed è Gisela Scialacomo ad esibire uno stato di grazia, anzi di… Grazio, invidiabile. Tre attacchi dell’argentina e siamo in vantaggio per 3-6.

Nolè va in seconda linea, ci rifila un ace e poi cede il ruolo di mattatrice alla sempre temibile Katia Taddei (muro e pallonetto). Molto brava questa ragazza, ed ha appena 19 anni (7-6).

Grande pipe di Gisela, muro di Cristiana e primo punto di Marika. L’aretina inizia il proprio show personale; disputerà un set meraviglioso con 8 palloni messi a terra e neanche un errore-punto. Avevamo un tesoro e non lo sapevamo.

Mani-fuori, pallonetto e diagonale: 9-13.

Arras ci insidia, ma Gisela e Cristiana mantengono le distanze.

Dopo un muro di Taddei (15-18) e dopo che coach Telesca sostituisce un’irriconoscibile Nolè con Lancellotti, si scatena di nuovo Marika. Inarrestabile. Quattro punti quasi consecutivi (l’ultimo è un lungolinea spettacolare) e in mezzo un ace del sottotenente (16-23).

Ma è tutto il Taranto a giocare benissimo: grinta, precisione, muro-difesa e poi difendono tutte e talvolta palleggiano tutte. Solo Silvietta è un po’ in ombra, ma si riscatterà con una seconda metà di partita eccezionale.

Primi due punti di Aurora Avena, ma è tutto da rifare perché c’è un errore di rotazione del Potenza e così le joniche si ritrovano con 8 set-balls a disposizione. Il primo è annullato; il secondo lo schiaccia Gisela (17-25).

Secondo set

Cambia tutto nel secondo set. E’ un altro Potenza e purtroppo è anche un altro Taranto.

Nolè manda due palloni fuori, ma ne mette a terra quattro (6-3). Freme di rabbia agonistica. Adesso è riconoscibile. Secondo me, sta giocando addirittura meglio dell’anno scorso, il che è tutto dire.

Gisela e Marika, sempre toniche, tentano di mettere una pezza; purtroppo per noi, però, l’ASCI fa tutto bene: serve corto mettendoci in difficoltà, difende alla grande e in attacco non perdona.

Sono colmo d’ammirazione per l’organizzazione del Potenza: non solo il match program, non solo la scheda colorata per il sestetto da consegnare agli arbitri, non solo l’unico distributore automatico con i Maltesers; qui hanno anche le asciugatrici col numero sulla maglia. Nelle bancarelle degli stadi le loro maglie si vendono accanto a quelle di Ronaldinho e Sneijder.

Muro di Marika con urlo (13-7). Gli arbitri sono tolleranti e lasciano correre anche perché la ragazza si è limitata a sottolineare il punto con un “Sì!”. Avesse detto “Maremma puttanissima!” o cose del genere, forse sarebbe incorsa in un richiamo.

L’urlo della laterale, comunque, cade nel vuoto. Il set è senza storia. Avena e Taddei servono in modo insidioso; Nolè e Arras fanno il resto.

Coach Marcello introduce Ivana e Angela (esordio tarantino); Telesca continua ad alternare Ghersetti e Di Camillo.

Mentre Taddei fa impazzire la nostra ricezione dalla linea di fondo, Lisa ed io auspichiamo soltanto il raggiungimento della doppia cifra perché finire a 9 pare brutto. Nolè ci accontenta con un tiro di poco fuori, ma poi è lei stessa a chiudere la pratica: 25-10.

Terzo set

Nell’intervallo osservo che anche i secondi arbitri ogni tanto vanno in bagno (sono tenuti a chiedere l’autorizzazione ai primi arbitri o non è il caso di formalizzarsi?)

Taranto non si arrende e questo set sarà il capolavoro di Ale, che distribuisce il gioco con intelligenza, valorizza le centrali e favorisce il graduale ingresso in partita di Silvietta.

Dall’altra parte Nolè continua a cannoneggiare mentre aumenta il bottino di punti personali dell’esperta Avena, già opposto, quest’anno banda. Cambia il ruolo, non la qualità.

Sul 7-8 c’è una bella fast di Silvia e un mani-soffitto di Marika, poi siamo noi a mettere in difficoltà la ricezione lucana (9-13).

Nolè scaglia un missile che colpisce Simona e poi schizza fuori. L’importante è che il libero non venga colpito al culo, ancora nero per la caduta della settimana scorsa.

E’ l’ora di Silvietta: due attacchi da destra e poi due servizi vincenti intervallati da un ace di Silvia, due punti di Cristiana ed uno di Gisela (11-22).

Ci sono strani movimenti sulla panchina del Taranto. Angela e Ivana, in particolare, stanno confabulando e maneggiano un foglietto. O forse è una benda? Si è fatta male qualcuna nel secondo set?

No, è proprio un foglietto; stanno scrivendo qualcosa.

Forse fanno le parole crociate? – ci chiediamo Lisa ed io.

Il coach si volta frequentemente, ma non è infastidito da questa distrazione dal gioco; anzi, a un certo punto si avvicina e parla con loro.

Il mistero si infittisce.

Cosa ha detto il coach? Ha suggerito una voce delle parole crociate? Possibile?

Adesso sono le altre due riserve, Katia-nostra e Simona, ad avvicinarsi. Tutte e quattro sono riunite in circolo. Allora, è tutto chiaro: stanno giocando a scopone!

No – attenzione! - Angela e Ivana si allontanano verso l’angolo della palestra; Katia e Simona restano in panchina; coach Marcello continua a girarsi spesso.

Anche il secondo arbitro, a questo punto, vuole vederci chiaro e si avvicina alla panchina, senza tuttavia riscontrare violazioni al regolamento.

Incredibile: ora Angela e Ivana sono in ginocchio come se pregassero; il foglietto è appoggiato a terra.

Allora si fa strada un’altra ipotesi: quella dei riti voodoo. E’ possibile, date le premesse pre-partita, ma perché proprio adesso? Sul parquet stiamo dilagando; abbiamo dieci punti di vantaggio…

E’ un grande mistero dell’umanità, un mistero che resta senza soluzione. Io, da cronista, posso soltanto mostrarvi la sequenza fotografica dello strano comportamento assunto dalla nostra panchina.

Ritorniamo al volley giocato. Coach Telesca fa rifiatare Viki Radkova inserendo Daniela Ridolfo. L’ASCI si ricompone ed infila 6 punti consecutivi, uno più bello dell’altro, bisogna dare atto (apre una bomba di Nolè, chiude un lungolinea di Avena).

Il nostro vantaggio, per fortuna, è troppo ampio perché ritornino i fantasmi di Altamura. Ci pensano Gisela, Ale ed un errore in battuta delle padrone di casa a garantirci il set ed almeno un punto (18-25).

Quarto set

E’ la fase più emozionante della partita; purtroppo è anche quella più angosciante perché si fa male Silvia. Gioia e dolore, come nella vita. Ma il carattere e il cuore delle ragazze, quello no, non è comune.

Si comincia con una Silvietta immensa, bravissima, poi Nolè lancia il sorpasso.

Sul 7-4 in tribuna scommettiamo che il prossimo punto sarà decisivo: o Potenza se ne va oppure restiamo in partita. Non uno, ma tre sono i punti di Silvia che ci tengono in partita ed anzi ci riportano in parità: fast, primo tempo e pallonetto (7-7)!

Che centrale d’oro.

Punto di Avena e replica di Gisela.

Punto di Avena e strepitosa doppietta di Silvietta (10-12), ma intanto Silvia è caduta male e resta a terra dolorante. L’arbitro interrompe uno scambio lungo e vivace, mentre il gelo cala sul parquet e sugli spalti occupati dai tifosi tarantini. I tifosi lucani, invece, mettono da parte la contestazione per una decisione del direttore di gara e abbracciano Silvia con un applauso mentre la centrale esce dal campo portata in spalla dal presidente e da Tony Manero.

Appena entra Angela, le ragazze si stringono in cerchio per darsi la carica: resistere! Anche per Silvia.

Sul pulmino del ritorno Gisela sarà meno epica e racconterà l’infortunio con queste testuali parole:

“Silvia si è fatta male su una palla che ha difeso… Sull’unica palla che ha difeso…”

I primi esami tendono a escludere conseguenze significative; vedremo i risultati dell’ecografia e poi vi diremo se Silvia è incinta o no.

Un’imponente Arras macina punti su punti e non basta una pipe di Gisela per arrestare il crescente gap nel punteggio, anche perché le lucane stanno difendendo tutto e Nolè e Avena non intendono sollevare il pedale dall’acceleratore (21-16).

Il finale sembra scontato: ora perdiamo il quarto set e poi figuriamoci se non crolliamo psicologicamente al tie-break…

Invece è adesso che inizia il batticuore.

Potenza ci mette del suo (tre errori-punto); Marika in battuta e Silvietta a muro completano una rimonta incredibile (21-21).

E’ niente ancora. Punto Avena e due attacchi fuori delle joniche (24-21). Perfette per quasi tutta la partita; proprio mo avèran’ a sbaglià…!

Tre palle-set a disposizione dell’ASCI che costruisce l’azione di attacco ma poi spedisce il pallone fuori per due volte di seguito (24-23). Credo che i tifosi locali abbiano formulato la stessa riflessione da me espressa in dialetto poco fa: errori-punto col contagocce, tranne che nella fase più delicata dell’incontro.

Ace sporco di Angela e nuova parità (24-24)!

Potenza attacca ancora ma Simona compie un miracolo difensivo e sul contrattacco va a segno Gisela (24-25)!

Le padrone di casa costruiscono l’ennesima azione offensiva, ma questa volta è il muro di Cristiana a stoppare l’attacco avversario e a regalare al Taranto la prima vittoria stagionale (24-26)!

Il suo urlo nel deserto dello starting-one aveva aperto la serata; il suo urlo di esultanza la richiude. In mezzo tanto bel Taranto, tecnica e cuore. Anche tanto bel Potenza, bisogna dire; è stata una magnifica partita.

L’ultima gaffe, però, è di Simona Leone, che rovescia su un avventore il vassoio del McDrive. Il presidente Di Grazio non sa se dispiacersi più per la doppia spesa alimentare del libero o per la lunga attesa a cui lo costringe Tony Manero, che invece di portare i vassoi al tavolo si intrattiene amabilmente con la cassiera della paninoteca.

Ogni dispiacere viene, comunque, sopito dallo Zecchino d’Oro che prende avvio sul pulmino di Eustacchio: il televoto proietta in finale Gisela con la canzone El talismán e Marika con un brano che non mi ricordo. Una bella sfida.

Tabellino: ASCI Potenza-Taranto 1-3

ASCI Potenza: Avena 13, Di Camillo 0, Prete ne, Ghersetti 4, Arras 14, Lancellotti 0, Taddei 8, Ridolfo 1, Nolè 19, Di Lucchio ne, Radkova 3, Santangelo (L), Caramuta (2L) – All. Telesca.

Aces 9, errori in battuta 5, muri-punto 7.

Taranto: Zonca 10, Taddei ne, Gallo Ingrao 0, Scialacomo 17, Renna 9, Stufano 1, Mastandrea 12, Certa 0, Guerri 13, Mereu ne, Leone (L) – All. Presta.

Aces 9, errori in battuta 3, muri-punto 5.

Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).

Durata set: 30’, 20’, 24’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Acquaviva delle Fonti 3-0, Sarno-V.Altamura 3-0, Molfetta-Arzano 2-3, AS Benevento-San Pietro Vernotico 3-0, Leonessa Altamura-Salerno 3-0, Battipaglia-Livi Potenza 3-1, Oria-Accademia BN 3-0.

Classifica: Centro Ester NA 8; Sarno e Molfetta 7; ASCI Potenza, AS Benevento, Battipaglia e Arzano 6; Leonessa Altamura e TARANTO 5; Accademia BN e Oria 4; San Pietro Vernotico e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutte 0,00.

Solo un richiamo “gratis” all’AS Benevento per l’annoso problema dei cessi degli arbitri. Evidentemente l’estate scorsa le ristrutturazioni non sono state fatte. A Benevento l’anno scorso io non c’ero; sicuramente quest’anno la prima cosa che andrò a visitare saranno proprio i gabinetti. La curiosità, a questo punto, è tanta.

Prossimo turno: TARANTO-Oria, sabato 10 ottobre, ore 19.00, palestra Maria Pia, via Galilei.

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Leonessa Altamura-Taranto 3-2

di skanderbeg69 (27/09/2009 - 17:39)

Sabato 26 settembre 2009 – ore 19.00

Prima gita del Gruppo Vacanze Taranto; si va ad Altamura, terra del pane, del Pulo, di Ciccillo e dei doppiatori murgesi.

Rispetto all’incontro del Maria Pia sono assenti Simona Mereu e Priscilla Pisani.

Tre le automobili a disposizione della squadra; su una di esse Cristiana ha necessità di stendere il bucato perché la maglietta di gioco ha potuto lavarla solo stamattina e deve ancora asciugarsi. Speriamo che ci riesca prima delle 19.

Mi chiedo (sorridendo): anche nelle altre squadre si rilevano problemi come questo?

Visto da fuori il palazzetto di Altamura sembra un bunker albanese in versione gigante, ma è una struttura gloriosa che fino a pochi mesi fa ospitava le imprese di una squadra di serie A1.

Della squadra che ha fatto la storia del volley pugliese resta traccia in alcune fotografie e in alcuni cartelli, ad esempio quello su cui c’è scritto “Tribuna Lines”. Chi non sa che Lines era lo sponsor della formazione di A1 è portato a pensare che ci sia una tribuna riservata agli assorbenti. Magari, come nei film di animazione della Disney, sono assorbenti che si muovono, cantano e fanno il tifo.

Restando in tema di pubblicità, colpisce un altro cartellone: “Lofoco Investigazioni”. Qui bisogna stare attenti. Potrebbero esserci cimici sotto le panchine e telecamere nascoste.

Chi tenta di colpire con una pallonata la telecamera piazzata sul campo può essere smascherato dalle investigazioni di Lofoco (per la cronaca, si tratta del libero Faraone).

E sempre Lofoco indagherà sul sabotaggio che, durante il riscaldamento, allenta di colpo la rete di gioco imponendo complesse riparazioni allo staff dell’Altamura.

E sarà ancora “Lofoco Investigazioni” ad approfondire lo strano caso delle ginocchiere bicolori (una bianca e una rossa) della schiacciatrice Anna Abrescia.

Visto che ci siamo, passiamo alle formazioni.

Leonessa Altamura: Silvia Marchisio in palleggio, Donatella Toscano opposto, Enza Ragone e Graziana Caputo schiacciatrici, Nunzia Ragone e Angela Facendola centrali, Angela Dibenedetto libero.

In panchina con coach Claudio Marchisio: Anna Abrescia, Valeria Cianciotta, Sabrina Chironna, Giulia Passaseo, Mina Cucinelli e Giorgia Faraone.

Taranto identico a quello che ha esordito al Maria Pia: Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei, Angela Stufano e Marika Guerri.

Fanno compagnia al patron Vittorio Di Grazio: Tony Manero, Angelo, la famiglia Leone e un cospicuo numero di sigari.

Primo set

Due cose si sapevano dell’Altamura: la grande efficienza in fase difensiva e una certa duttilità nei ruoli. In avvio di partita, la bravura della difesa si mette subito in luce, ma pure in attacco le biancorosse fanno faville: 5-0 e Taranto che ha difficoltà ad entrare nel gioco.

Fa tutto Altamura: punti ed errori-punto. Si arriva al 16-7 dopo un break di sei punti (inclusi tre aces di Toscano), una ricezione tarantina in forte sofferenza e soltanto tre palloni schiacciati dalle joniche (uno Cristiana e due Gisela, che appare in serata favorevole).

Sul 17-11 va in battuta Ivana, che infastidisce la ricezione locale con servizi corti e permette a Silvia e a Gisela di raggiungere quello che pochi minuti prima sembrava impossibile: il pareggio! Anche il sorpasso (17-18)!

Contrattacco delle sorelle Ragone, ace di Marchisio e Altamura rimette le mani sul set (23-19), ma il Taranto è bravo a non abbattersi e a reagire con determinazione e freddezza: Silvietta mette la palla a terra e poi va a servire con la consueta precisione (lei, però, serve lungo). Gisela e Cristiana (due punti ciascuna) compiono l’impresa e sul 23-24 una pur brava Facendola manda fuori il tiro del pareggio: 23-25 e sospiri di sollievo in tribuna.

Secondo set

Il parziale si apre con un episodio spiacevole: Simona Leone, con la consueta grinta agonistica, tenta di rianimare un pallone impossibile colpendolo di piede. La rovesciata, però, non riesce e il nostro libero ricade sul parquet in malo modo, procurandosi una contusione alla parte bassa della schiena.

Nella zona di Francavilla quella parte del corpo viene chiamata cuturso.

Insomma, la ragazza cade di culo e manda nel panico squadra e staff.

La sportività del pubblico locale le dedica un applauso di incoraggiamento, ma il colpo è stato brutto e Simona deve temporaneamente lasciare il campo.

Il set è equilibrato: bene Gisela, bene come al solito le centrali; è Silvietta a risultare meno incisiva rispetto alle ultime brillanti prestazioni.

Il tecnico locale, intanto, scambia i ruoli di palleggiatrice e di opposto a Marchisio e a Toscano. Già questa è una squadra imprevedibile e indecifrabile; adesso non si capisce proprio più una mazza. Questa duttilità, al pari dell’entusiasmo e della freschezza atletica, sarà un’arma in più per la Leonessa.

La svolta è sul 16-16. Cristiana e Silvia lanciano lo sprint (16-21), Facendola piazza due primi tempi, ma un delizioso pallonetto di Silvietta apre le porte al primo set-ball che sarà ben sfruttato dalle joniche.

Terzo set

Sullo 0-2 (nel computo dei set) Altamura non si abbatte come a San Pietro ed anzi si scatena con quattro muri vincenti che costituiscono la prima zampata sul set (8-2).

Cresce Graziana Caputo e dall’altra parte della rete è soprattutto Ivana a contrastare la fuga delle murgesi. Nunzia Ragone ed Angela Facendola incrementano il vantaggio (19-11) mentre coach Marcello valuta i possibili rimedi a propria disposizione.

Simona rientra eroicamente in campo, ma il danno allu cuturso è troppo grave perché il nostro libero possa ritagliarsi nuovamente un ruolo nell’incontro.

Marika viene spedita nella zona riscaldamento, ma ancora non tira l’aria giusta per l’esordio della schiacciatrice aretina che quindi si riaccomoda in panchina con un’espressione piuttosto turbata. “Lofoco Investigazioni” tenterà di accertare anche i motivi di tale turbamento.

Cristiana, intanto, mette a terra tre palloni che riaccendono la speranza (21-18), ma la bella rimonta del primo set non si ripete: Toscano, Caputo e Facendola chiudono la pratica del parziale ed anzi sarà biancorossa la rimonta chiave della serata.

Quarto set

Un Taranto maturo e attento sembra in grado di controllare la partita: Scialacomo ribatte giù una ricezione lunga delle murgesi e Silvia impone il quinto muro vincente personale.

I servizi dell’Altamura continuano a risultare produttivi e il terzo ace del set avvicina le padrone di casa al Taranto in fuga (10-12).

Quando Scialacomo schiaccia la palla del 16-20 pochi sarebbero disposti a scommettere su un ritorno dell’Altamura, in cui ha fatto la sua comparsa la giocatrice dalle ginocchiere bicolori.

E invece è il momento del patatrac: break da sette in cui si evidenziano i primi tempi e i pallonetti di Enza e Nunzia Ragano, senza contare che Altamura ha ripreso a difendere il possibile e l’impossibile (merito anche del libero Dibenedetto).

Il PalaBaldassarre, nel frattempo, è diventato una bolgia, con il pubblico che incoraggia la rimonta locale battendo ritmicamente i piedi sulle gradinate.

Silvia ricorre al mani-fuori (23-21), ma Enza Ragano si incarica di firmare il pareggio dei set (25-21).

Tie-break

Adesso sarà dura contenere l’entusiasmo delle ragazze murgesi: la giovane età può indurre allo scoraggiamento quando le cose vanno male ma anche all’esaltazione quando la ruota gira per il verso giusto.

Marchisio incasina nuovamente le carte riproponendo Toscano in palleggio.

Il tie-break, comunque, inizia in modo equilibrato.

Sul 4-4 il Taranto si spegne: ace di Caputo, primo tempo con concessione del bis di Facendola e duplice attacco di Enza Ragone (11-4).

Entra Marika al posto di Ivana ed è proprio la schiacciatrice toscana a bloccare l’emorragia con un bel muro che rappresenta il suo primo punto in maglia rossoblu. Cioè biancoblu. Viola, purtroppo per lei, non è possibile.

Altamura, però, ha già la vittoria in pugno: si porta sul 13-6 ed attende che il Taranto spedisca fuori due attacchi consecutivi.

Finisce 15-6.

Taranto al di sotto delle possibilità, anche se qualcosa di buono si è visto anche stasera. Restano due punti dopo dieci set in otto giorni.

Altamura può festeggiare una rimonta spettacolare che inietta ulteriore coraggio e autostima ad un gruppo di ragazzine terribili.

Campionato privo di partite facili e lo dimostrano molti risultati. Non sappiamo se i valori sono proprio questi oppure se le grandi squadre sono diesel che hanno bisogno di tempo per trovare il ritmo di marcia consono alle proprie potenzialità.

Che il Centro Ester abbia vinto di nuovo ci consola; vuol dire che sono proprio toste e la nostra sconfitta di sabato scorso non è certamente un dramma.

Tabellino: Leonessa Altamura-TARANTO 3-2 (23-25, 19-25, 25-19, 25-21, 15-6)

Leonessa Altamura: Abrescia 0, Toscano 14, Facendola 18, Cianciotta 0, E.Ragone 23, N.Ragone 15, Chironna NE, Passaseo NE, Caputo 12, Marchisio 4, Cucinelli NE, Faraone NE, Dibenedetto (L) – All. Marchisio.

Aces 11, errori in battuta 12, muri-punto 8.

Taranto: Zonca 15, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Scialacomo 15, Renna 12, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 0, Guerri 1, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 10.

Arbitri: Vincenzo Gratis (LE), Stefano Chiriatti (LE).

Durata set: 20’, 27’, 17’, 30’, 10’ – Durata totale dell’incontro: 2.06’.

Altri risultati: Acquaviva delle Fonti-ASCI Potenza 0-3, Sarno-Accademia BN 3-2, Centro Ester NA-San Pietro Vernotico 3-1, AS Benevento-Salerno 3-0, Battipaglia-V.Altamura 3-0, Oria-Arzano 1-3, Livi Potenza-Molfetta 1-3.

Classifica: ASCI Potenza e Molfetta 6; Centro Ester NA 5; Sarno, Arzano e Accademia BN 4; San Pietro Vernotico, AS Benevento, Battipaglia e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura, Leonessa Altamura e TARANTO 2; Oria 1; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutti 0,00.

Nessuna sanzione pecuniaria dopo il primo turno.

Prossimo turno: ASCI Potenza-TARANTO, domenica 4 ottobre, ore 18.00.

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Quel che siamo-Centro Ester Napoli 2-3

di skanderbeg69 (20/09/2009 - 15:43)

Sabato 19 settembre 2009 – ore 19.00

Puff.

Mi sia consentito inaugurare la stagione con questa citazione di un articolo che ha fatto la storia del giornalismo. [1]

Inizia il campionato 2009-2010 e in qualche modo siamo ancora qui. In tribuna c’è il nuovo general manager Vittorio Di Grazio con il suo staff ed i signori sponsor, in panchina c’è coach Marcello e la squadra, pur conservando l’ossatura della storica Palafiom, presenta diversi volti nuovi. Delle partenze e degli arrivi si parlerà più diffusamente in settimana.

In tribuna, accanto a nuovi tifosi, non mancano i vecchi amici della squadra; non faccio nomi per non rischiare di far torto a qualcuno.

Corsi e ricorsi storici: anche quest’anno la partita inaugurale ci vedrà opposti al Centro Ester, proprio come due anni fa all’esordio assoluto in B2. E anche quest’anno assisteremo ad un incontro spettacolare, probabilmente più tecnico rispetto ad allora, ma ugualmente ricco di emozioni.

La Palafiom, cioè il Taranto, cioè il Montescaglioso, cioè forse il Laterza, insomma la Cosa, quel che siamo, scende sul parquet con le maglie acquistate all’outlet dell’Inter. Meno male ca no’ s’ sciuech ‘u 5 maggie...

Diamo un’occhiata alla numerazione e rendiamo così un servizio agli scout-men della concorrenza che potranno preparare agevolmente i propri files: 1. Cristiana Zonca, 3. Katia Taddei (ca no jè ‘a centràle d’ ‘u Potenza...), 4. Simona Mereu (di fatto indisponibile; per la maglia del secondo libero ha scelto il 17 perché, visto che la sfiga si accanisce già da tre anni, vediamo se in questo modo viene esorcizzata), 6. Ivana Gallo Ingrao, 9. Gisela Scialacomo, 10. Silvia Renna, 11. Angela Stufano, 13. Silvia Mastandrea, 14. Alessandra Certa, 16. Simona Leone, 17. Priscilla Pisani, 18. Marika Guerri.

Coach Marcello Presta sceglie come titolari Alessandra in palleggio, Silvietta opposto, Gisela e Ivana di banda, Silvia e Cristiana centrali, Leo libero.

Il Centro Ester replica con Ginevra Fidora (nome e cognome suggestivi; messi insieme sembrano tratti da un romanzo medievale), Brigida Viscatale, Marianna Iarnone, Carmen Imperato, Annalaura Di Cristo, Valentina Russo e Francesca Caggiula.

In panchina: Nunzia Buonandi, Tina Di Matteo, Luciana Lauro, Carlotta Voluttuoso e Floriana Frattini.

Coach Gaetano Vitale ha dunque puntato sulla formazione che gli ha garantito la promozione in B2, rinunciando a schierare i nuovi acquisti, ad eccezione dell’atleta Di Cristo, che in campo farà valere la sua esperienza e la sua tecnica. Eccome, se le farà valere.

In tribuna c’è anche Simone, che pallavolisticamente va dove lo porta il cuore.

Il primo sgarbo alla Palafiom lo commette Valentina Russo che spedisce e incastra il pallone sul tabellone elettronico. Se uno ci avesse provato mille volte non ci sarebbe riuscito; come cavolo ha fatto?

La prima gaffe dell’anno, invece, è della nostra Simona Leone, che, ignorando il minuto di silenzio disposto per i soldati morti a Kabul, si avventa – gridando a squarciagola - sul primo servizio ospite. Una ricezione perfetta ma sprecata; che peccato.

Primo set

E’ invece di Gisela il primo punto stagionale della Cosa. L’atleta Di Cristo ci impone il primo muro attivo, ma poi passiamo a condurre con le azioni di Cristiana ed il caratteristico tocco di seconda di Mani Fatate (6-3).

Va a segno Ivana, va a segno Silvia d’astuzia e soprattutto va ripetutamente a segno Silvietta dopo che Alessandra concede il bis (17-14).

E’ una bella partita; il ritmo è alto ed entrambe le squadre stanno contribuendo allo spettacolo.

Fidora scorge un vuoto nelle retrovie joniche ed appoggia intelligentemente il pallone in posto sei (18-16), ma la Palafiom piazza il break decisivo: primo tempo di Silvia, attacco di Silvietta, bomba di Gisela dopo un gran salvataggio di Simona ed errore offensivo ospite (22-16).

Nonostante i 4 errori in battuta complessivi, il set è tarantino e la sua conclusione è emblematica: Silvietta schiaccia da posto due e corona un parziale strepitoso (25-18).

Secondo set

Muro Russo, attacco Imperato ed ace Viscatale, che sorprende in ricezione la nostra Gisela. Sull’ 1-4 coach Marcello chiama il time-out e la “vendetta” dell’apulo-argentina non si fa attendere: due attacchi di banda ed un ace riparatore (5-5).

La nostra laterale, però, ha dimenticato di togliersi dalla gamba destra l’ultima striscia della ceretta.

Cresce il Centro Ester, che in questa fase fa la partita: i 19 punti realizzati da questo momento in poi sono tutti “costruiti”; nessun errore-punto nostro. E sono invece errori campani a costituire il 62% dei punti tarantini.

Ad opporsi al muro di fuoco napoletano sono soprattutto le nostre due centrali, mentre la ricezione appare in sofferenza.

Napoli, invece, sta difendendo tutto.

Sul 14-22, però, rinasce la speranza: break da 6 punti inaugurato da una fast di Cristiana e concluso da una fast di Silvia (20-22).

Fuori Iarnone, dentro Lauro, ma è Russo a beffare la nostra difesa con un bel pallonetto, seguito da un bolide di Viscatale favorito da un’alzata rapida e perfetta di Fidora (20-24).

L’opposto napoletano, nel frattempo, aveva necessitato di una fasciatura al braccio, che lo stesso coach ospite si era incaricato di assicurare.

L’ultimo punto è di Valentina Russo, una delle giocatrici più digitate nei motori di ricerca che conducono a questo blog (21-25).

Terzo set

La Cosa sorprende Ester in avvio di terzo set: due aces di Silvia ed un muro di Cristiana connotano la partenza-sprint delle padrone di casa (5-0).

Il vantaggio aumenta con le azioni efficaci di Silvietta, Ivana e Gisela (9-2), ma la formazione campana rientra subito in partita con 4 (quattro) aces quasi consecutivi di Carmen Imperato (9-9).

Marcello non è molto soddisfatto e nel conseguente time-out sono felice di non essere al posto delle giocatrici.

Per fortuna, le ragazze napoletane decidono di sprecare molte opportunità di cambio-palla, anche a causa di un’intesa non ancora perfetta tra Fidora e l’atleta Di Cristo.

Dal 15-9 in poi, però, riprendono a migliorare anche le nostre percentuali offensive: Silvietta buca il parquet, Silvia alza due bei murazzi, Ivana trova un servizio vincente e Gisela completa l’opera con due attacchi consecutivi che permettono a Silvietta di sfruttare, direttamente in battuta, il primo dei 10 set-ball a disposizione (25-14).

Da segnalare anche il contributo alla causa da parte di Tony Manero.

Quarto set

Cristiana da un lato; Viscatale e Iarnone dall’altro: il quarto parziale si apre all’insegna dell’equilibrio e dei continui cambi-palla. La partita non cessa di risultare avvincente ed anzi, proprio in questa fase, vive uno dei momenti più belli e più intensi.

Taranto sembra in grado di controllarla e di farla propria.

Dopo un bel muro di Silvietta (9-8), però, il Centro Ester pareggia e sorpassa grazie alla propria giocatrice di maggior prestigio: Annalaura Di Cristo ribatte a terra una nostra ricezione lunga, schiaccia un’alzata di Fidora e poi mura un’attaccante jonica (9-12).

Sono ancora le centrali a tenere in piedi la Palafiom, ma i bolidi di una scatenata Iarnone e di una sempre efficiente Viscatale complicano la situazione (15-20).

Ace-culo di Silvietta, muro del sottotenente, muro Silvia-Ale, ma le napoletane rispondono colpo su colpo ed al magnifico lungolinea di Silvietta segue il decisivo primo tempo di Russo, set-winner prediletta della squadra barrese (21-25).

Tie-break

Qualcuno l’aveva previsto: finirà al tie-break anche quest’anno (speriamo, allora, che sia analogo anche il risultato). Io penso che, comunque vada a finire, è stata decisamente una bella partita.

Brutto iniziare il mini-set di spareggio con un muro (Imperato), ma per fortuna Gisela rimedia (3-2).

Allungo napoletano (3-5) e pronta replica rossoblu (6-5).

A questo punto, purtroppo, il Centro Ester decide di prendersi la partita sulle ali di una carica agonistica e di un entusiasmo notevoli. Noi, invece, soffriamo i servizi ospiti e non riusciamo a superare un muro che ormai ha preso le misure alle attaccanti locali.

Le ragazze di coach Vitale piazzano due micidiali break da 5, interrotti soltanto da un muro di Cristiana e da un ace di Gisela (8-10).

Dopo un increscioso malinteso tra Ale e Cristiana, di cui mi pare che sia responsabile la prima (che resta comunque la palleggiatrice migliore del mondo), gli ultimi due punti portano la firma dell’atleta Di Cristo, realizzatrice più prolifica della serata (18 punti): muro e mani-fuori (8-15).

L’applauso del Maria Pia è un meritato riconoscimento alle ospiti, ma è soprattutto un altrettanto meritato gesto di apprezzamento per una Palafiom che ha dispensato lunghi sprazzi di bel gioco. E’ stato bello; grazie lo stesso.

Dopo il terzo tempo di rito può scatenarsi la gioia delle esterine, espressa con una modalità piuttosto inquietante: Tina Di Matteo lancia una serie di striduli gridolini che lasciano sgomento il pubblico del Maria Pia. E’ davvero sconvolgente.

Si decide, pertanto, di chiudere le atlete ospiti nello spogliatoio finché la palestra non si sia precauzionalmente svuotata, soprattutto dei bambini che avrebbero potuto restare maggiormente traumatizzati.

Tabellino: TARANTO-Centro Ester Napoli 2-3 (25-18, 21-25, 25-14, 21-25, 8-15)

Palafiom Taranto: Zonca 17, Taddei NE, Mereu NE, Gallo Ingrao 3, Scialacomo 12, Renna 17, Stufano NE, Mastandrea 15, Certa 4, Guerri NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 9, errori in battuta 6, muri-punto 11.

Centro Ester Napoli: Russo 10, Imperato 15, Iarnone 15, Viscatale 16, Buonandi NE, Di Matteo NE, Lauro 0, Voluttuoso NE, Di Cristo 18, Fidora 5, Frattini NE, Caggiula (L) – All. Vitale.

Aces 11, errori in battuta 3, muri-punto 8.

Arbitri: Giuseppe Russo (LE) e Elio Donno (LE).

Durata set: 27’, 30’, 20’, 34’, 12’ – Durata totale dell’incontro: 2.15’.

Altri risultati: Accademia BN-Livi Potenza 3-1, Arzano-Sarno 2-3, Molfetta-Battipaglia 3-1, Salerno-Acquaviva delle Fonti 1-3, San Pietro Vernotico-Leonessa Altamura 3-0, V.Altamura-Oria 3-2, ASCI Potenza-AS Benevento 3-0.

Classifica: San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Acquaviva delle Fonti, Molfetta, Accademia BN 3; Centro Ester NA, Sarno, V.Altamura 2; Arzano, TARANTO, Oria 1; Livi Potenza, Battipaglia, Salerno, Leonessa Altamura, AS Benevento 0.

Prossimo turno: Leonessa Altamura-Taranto, sabato 26 settembre, ore 19.00.


RITORNO A SAN PIETRO

 

Era stata il 15 marzo 2008 l’ultima volta che avevo fatto ingresso nel palazzetto di San Pietro Vernotico in via Ancona. Dopo una deludente vittoria per 3-2 sul Trepuzzi, che faceva seguito a qualche sconfitta interna in coppa e in campionato, la fuoriclasse Catia De Nicola mi salutò con cordialità dicendomi: “Non venire più”.

La prestigiosa centrale riteneva, infatti, che al San Pietro io portassi sostanzialmente sfiga. Come non darle torto se anche nella stagione successiva l’unica partita del San Pietro a cui assistetti coincise proprio con l’unica sconfitta stagionale (a Oria)?

Bene, accolto da un generale grattamento, questa sera sono tornato sul luogo del delitto e il tabù è stato infranto: alla mia presenza le brindisine hanno vinto per 3-0 contro un combattivo Altamura.

La scaramanzia non è mai statica. Forse portavo sgubbio alla sola Pierpaola; forse la fortuna che arreco ad alcuni neoacquisti della società (4 vittorie su 4 negli ultimi due anni) prevale sugli influssi negativi; certo è che adesso non mi si può più dire niente. Ne ha preso atto la stessa Catia, che al termine della partita ha revocato la scomunica.

L'incontro è stato gradevole. La Leonessa ha venduto cara la pelle e soprattutto nel secondo set ha conteso il successo fino all’ultimo (21-21), poi la classe e l’esperienza delle campionesse del San Pietro hanno avuto la meglio.

Marcella ha distribuito il gioco in modo praticamente perfetto, senza sbagliare nulla e concedendosi un bel po’ di conclusioni personali. Ristits la terribile non è parsa ancora al 100%, ma è venuta fuori alla distanza, imponendosi soprattutto nel terzo parziale. Ottima Cafarella, mentre Antonaci ormai è diventata grande. Corvino è sempre Corvino. Infine, ci siamo tolti la curiosità di vedere Valentina nell’inedito ruolo di libero: test decisamente positivo e bisogna anche dire che il rosso le dona. Insomma, San Pietro è già in fuga, ma la Leonessa dirà la sua in questo campionato (che difesa, cavoli!).

Particolarmente coinvolgente il minuto di silenzio: oltre alle voci, a San Pietro hanno deciso di spegnere anche le luci (per molto più di un minuto, però)...

Interessanti anche le presenze sugli spalti: la Fenomena e il consorte della Fenomena. Come disse frate Cristoforo: “Verrà un giorno...” (il tono di frate Cristoforo era minaccioso; il mio è speranzoso, fosse anche nel 2020).

 

A causa di un problema tecnico il blog non sta accettando commenti. e ci tenete, comunque, potete inviarmeli via email e li pubblicherò in fondo agli articoli.

 

NOTE:

(1) Cfr. DI CERA, G., Addio Nati a Taranto. Il titolo a Montescaglioso, “Corriere del Giorno”, 4 luglio 2009, pag. 34.

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Nati a Taranto-Sarno 2-3

di skanderbeg69 (10/05/2009 - 19:02)

Sabato 9 maggio 2009 – ore 18.30

Il mago Trumpet l’aveva previsto e ci sono i testimoni che possono confermarlo: questa partita sarebbe finita al tie-break; anzi, sarebbe finita proprio ai vantaggi.

E’ sempre così. Quanto più l’incontro non conta una mazza, quanto più si avverte il profumo dell’estate con conseguente desiderio di andare al mare, tanto più a lungo dura la partita. Classici esempi sono le Coppe d’Oro e d’Argento.

Ma si è trattato, comunque, di un incontro tutt’altro che vacanziero. Per me, anzi, è stata una delle partite più divertenti e spettacolari del campionato, equilibrata e incerta fino alla fine e con fasi di volley-champagne su entrambi i fronti. Peccato che il risultato alla fine abbia premiato le nostre valenti avversarie, ma la Nati a Taranto esce dal Palafiom tra gli applausi dei tifosi e dell’Armata Jonica. Quest’ultima, pur avendo problemi d’orario, è rimasta sino al termine...

C’è un problema al seggiolone dell’arbitro. In un comunicato della Federazione, veramente, ho letto il termine “sediolone”, ma a me seggiolone piace di più. E’ più tenero. Mi fa pensare al secondo arbitro che in occasione degli intervalli potrebbe avvicinarsi al collega sul seggiolone per fargli mangiare gli omogeneizzati...

Il problema al Palafiom è una vite difettosa o forse mancante. Coach Marcello provvede alla messa in sicurezza, ma un po’ di preoccupazione rimane. Il caso vuole che a dirigere l’incontro di stasera ci sia un primo arbitro piuttosto ben piantato ed una seconda arbitra decisamente più minuta. Non si potrebbe fare uno scambio di ruoli all’ultimo momento così sul seggiolone ci sale la persona più leggera?

Nella Nati a Taranto c’è il ritorno di Simona Mereu.

Mister Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Simona Corallo e Michela Benefico di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Oltre alla citata Simona Mereu, in panchina si accomodano Marcella Scaglioso, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore, che darà il meglio di sé all’agriturismo con frasi tipo: “Non parlo con gli ubriachi!”

Problemi anche nel Sarno per via di infortuni e dolci attese. Soltanto da noi non resta mai incinta nessuna, e che cosa!

Ma il mago Trumpet prevede due gravidanze nel 2009-’10...

Luca Loparco propone Veronica Masella in palleggio, Lucia Campolo opposto, l’ex-Tempesta Susy Di Pietrangelo e la nostra bestia nera Veronica Grimaldi di banda; Rossella Giordano e la fantastica, splendida, simpaticissima Maria Rosa Familio centrali; Valeria Ricciardi libero con inconsueta maglia verde.

La ragazza, che all’andata indossava guanti fucsia fosforescenti, evidentemente si vuole sempre distinguere (ma mi verrebbe da dire che il colore che più la distingue è quello degli occhi, anche alla luce degli estasiati commenti raccolti tra il pubblico del Palafiom).

In panchina Clara Palmieri.

In curva sud Sasà Albanese, sempre ipertecnologico.

Primo set

Sul parquet sembra (ma è un’impressione che presto risulterà errata) che sia sceso soltanto il Sarno: 0-4, che poco dopo diventa 2-8. In evidenza Campolo (quella giusta o quella sbagliata?) con un muro, Di Pietrangelo con un ace e Grimaldi, che inizia presto a rompere i coglioni da posto quattro.

Il time-out è proficuo: la Nati a Taranto prende le misure all’ostico muro campano e infila cinque punti consecutivi. Grande Sonia con un attacco ed un muro vincenti (7-8).

Esauriti i break, l’incontro si assesta su una situazione di grande equilibrio, con le due formazioni che si rincorrono punto su punto. Bene tutte le centrali in questa fase, in particolare Cristiana che piazza un muro ed un bel pallonetto.

L’aggressività della difesa rossoblu non riesce ad impedire alle ospiti un tentativo di allungo (12-16), ma l’atteggiamento è quello giusto; infatti agguantiamo subito il pareggio con un primo tempo di Vittoria, un errore sarnese, un altro murazzo di Sonia ed un ace, l’ultimo stagionale, per la Corallina (16-16).

Simona è forse la giocatrice con il miglior rapporto tra servizi vincenti e servizi sbagliati nel corso dell’intero campionato: 21/7.

Il primo vantaggio della NAT è conseguenza di un attacco di Sonia e del passaggio della ronda padana (18-17).

Ma si soffre sino al termine, sino al 23-23 firmato da Rossella Giordano; poi risolvono il parziale un attacco di Michela ed un tiro lungo delle ospiti (25-23).

Secondo set

Pipe di Michela, muro di Giordano e tocco di seconda di Alessandra. Quasi quasi il pupazzo glielo lancio adesso per la felicità...

La nostra palleggiatrice tenta il bis aggiustando in modo irregolare un pallone sporco. Di finire a terra era finito a terra, ma l’arbitro annulla il punto. E’ giusto; comunque è stato bello lo stesso.

Molto suggestivo anche il pallonetto di Maria Rosa Familio, una delle migliori centrali d’Italia, e le ospiti tentano l’allungo (3-6).

Pareggiamo con il sottotenente (7-7), continuiamo a martellare con Sonia e Simona, passiamo avanti con Vittoria (ace) e Michela (15-13), ma Sarno è la squadra che ci mura più di ogni altra: 4 in questa fase (Campolo, Familio, Masella e Di Pietrangelo), 11 nell’intero incontro. Neanche Trani era arrivata a tanto. Punteggio: 15-17.

C’è anche una bomba di Di Pietrangelo che colpisce Michela, con successive scuse.

Si rimedia anche questa volta grazie alle nostre bocche di fuoco (Sonia, Michi e Corallina), poi c’è la svolta del set: break da 5 delle sarnesi (Giordano e Grimaldi in evidenza) ed altrettante palle-set a disposizione (19-24).

Taranto annulla la prima per via di un’invasione fischiata a Grimaldi. Di Pietrangelo si lamenta con Sasà, che tuttavia dalla curva non può intercedere anche perché è impegnato in una personale battaglia contro le zanzare che si sono date appuntamento al Palafiom.

Diciamo che i pantaloncini corti non sono stati un’ottima idea.

Le rossoblu non si arrendono: muro di Vittoria ed ace di Ale (22-24), ma c’è una giocatrice ospite che soffoca con un muro le nostre speranze (22-25).

Chissà chi è... Dico solo che è una laterale, porta il numero 9, esiste un club che riunisce coloro che aspirano ad avere un suo autografo ed ha giocato quattro partite in serie A.

Terzo set

Nell’intervallo Simona Mereu effettua un riscaldamento intensivo.

Il dottor Formoso è troppo lontano per bloccarla e l’esercente la potestà genitoriale nulla può contro l’irrefrenabile voglia della ragazza di infortunarsi prima delle vacanze.

Doppietta di Di Pietrangelo in avvio del terzo set, ma la nostre Ale ripete la sua classica magia, immortalata anche questa sera.

Doppietta anche di Vittoria (fast e muro), ma Sarno sta prendendo il largo con Campolo, Grimaldi e Familio (5-11). La NAT appare un po’ stanca e meno lucida.

Proteste sul 9-13, con palla che viene annullata dal direttore di gara. La palleggiatrice ospite, Veronica Masella, esprime all’arbitro un certo dissenso e Simona Leone si fionda dalle retrovie per replicare con impeto. No è ca vè spicce a mazzàte...?

Per fortuna, tutto si chiarisce come è consuetudine tra persone civili.

Sul 9-16 coach Presta cambia alzatrice e Marcella si presenta con un tocco di seconda che atterra sul parquet avversario. Brava Marci; solo che adesso il pupazzo a chi lo lancio...?

La collega di ruolo campana riesce a gestire un pallone scomposto appoggiandolo oltre la rete e scavalcando così il muro tarantino. Forse si sta per realizzare il mio sogno di vedere un set interamente segnato dai punti delle palleggiatrici...

Non manca lo spettacolo in campo, ma Maria Rosa Familio (fast ed ace) accompagna l’Aito al massimo vantaggio (14-23).

Cristiana e Michela rosicchiano solo un punto; il parziale è andato (17-25).

Quarto set

E’ ancora Susy Di Pietrangelo (top-scorer della serata) a lanciare lo sprint delle All Blacks, ma questa volta la Nati a Taranto saprà reagire in modo encomiabile.

Cristiana e Simona mettono la freccia (5-4). E’ il preludio per il miglior momento delle joniche: parziale da 12-2 e set ipotecato: due punti Cristiana, tre Simona, tre Vittoria, uno Sonia (a muro) e uno Michela, regina delle pipe. L’ultima è una cannonata.

Siamo 15-6 e coach Marcello introduce Silvietta per Sonia.

Sarno in difficoltà: un vistoso malinteso tra due giocatrici ospiti permette ad un pallone di atterrare nel mezzo (18-9) e dei primi 10 punti campani di questo set, ben 6 sono errori-punto nostri (che ce la cantiamo e ce la suoniamo); i restanti 4 sono firmati da Di Pietrangelo.

Chi ha conosciuto l’ex Tempesta, la descrive come una splendida persona oltre che un’ottima giocatrice, detto per inciso.

Show di Michela: attacchi fulminanti, pipe, ma anche un ace-culo aiutato dal nastro, altra specialità della casa che non può mancare (21-11).

Sarno riprende a giocare, ma è troppo tardi. Gli ultimi attacchi sono un primo tempo di Vittoria ed un bolide di Silvietta da posto due (25-15).

E come volevasi dimostrare, si va al tie-break...

Tie-break

Silvietta apre il quinto set così come aveva chiuso il quarto e Michela trova le mani del muro avversario (3-1). Con qualche accenno di protesta.

Il muro di Campolo arriva poco dopo (4-3), ma un ulteriore ace-culo di Michela ci porta sul 6-3.

Secondo tocco di Marcella e attacco da sinistra di Simona; è il massimo vantaggio rossoblu: 9-5.

Alcuni scambi sono molto spettacolari. Ed anche piuttosto lunghi. Questo spiega le numerose verifiche della rotazione mentre diverse atlete restano accasciate a terra per rifiatare. Fate con comodo; c’è tutta un’estate davanti.

Dopo una palla messa giù da Giordano, abbiamo una grande opportunità di mantenere il vantaggio: c’è un duello a rete ed un salvataggio a più tocchi delle rossoblu; sembra che l’arbitro debba fischiare quando il pallone viene giocato in appoggio dal libero Leone, ma non è ancora quarto tocco. Il tiro è valido, anche se le sarnesi stanno già esultando, ma Simona non ci ha creduto abbastanza e la sfera finisce a lato (10-8).

Peccato, avrebbe potuto essere la settima realizzazione stagionale del libero col vizio del punto e soprattutto sarebbe stato l’11-8, ma ciò non attenua i grandi meriti della Leonessa anche in questa partita tutta grinta e precisione.

Familio (che classe!) e Grimaldi (arieccola!) riaprono la partita (11-11). C’è rammarico perché la vittoria, anche al tie-break, significherebbe per noi quarto posto sicuro.

Lucia Campolo blocca a muro un attacco della NAT; un secondo tentativo rossoblu finisce a lato e l’opposto sarnese realizza punto direttamente su battuta (12-14).

Nel 13,3% delle partite di quest’anno c’era una Campolo dall’altra parte della rete. Una percentuale un po’ eccessiva. L’anno scorso almeno erano concentrate in un’unica squadra.

Nati a Taranto magnifica: annulla due match-ball grazie ad una duplice fast di Cristiana con in mezzo un muro della nostra palleggiatrice!

Adesso il match-point è nostro (15-14)!

E come volevasi dimostrare, si va ai vantaggi.

Sto pensando di scagliare il pupazzo su Michela prima del servizio. E’ un bene che non l’abbia fatto perché la laterale tira sulla rete ed è facile immaginare che la responsabilità sarebbe stata attribuita a me.

Siccome non bastavano i sette match-point vanificati nella partita d’andata a Sarno, bisognava allungare la serie questa sera... (Non ce sta nient’ a fa’, commenterà sornione il signor Aito qualche minuto dopo).

Simona attacca due volte con la difesa ospite che in entrambi i casi spedisce la palla verso il soffitto. Senza toccarlo, purtroppo. L’anno prossimo si torna al Maria Pia...

L’azione prosegue e Maria Rosa schiaccia un primo tempo da fuoriclasse quale è (15-16).

Lo annulla Marcella (16-16)!

Purtroppo il numero che Di Pietrangelo giocherà in qualche lotteria sarà il 18: a questa cifra finisce il tie-break (16-18) per via dei suoi ultimi due attacchi consecutivi e 18 sono i punti realizzati dalla schiacciatrice di Francavilla.

Applausi per tutti e pupazzo scagliato addosso ad Alessandra soltanto a conclusione dell’incontro per non turbare la concentrazione delle atlete. Non c’è, però, la stessa soddisfazione. Le è andata bene per quest’anno.

Va meno bene a Veronica Masella, rincorsa da Clara Palmieri per una spruzzata finale di integratore. La fuga verso l’Armata Jonica per chiedere asilo politico si rivela vana.

Decisamente positivo il bilancio delle squadre salernitane. Il capoluogo va ai play-off; Scafati, Sarno e Battipaglia terminano la stagione nella parte alta della graduatoria e Sala Consilina si salva in modo brillante. Nessuna perdita.

Parte del merito dei successi del Sarno sta nel berretto del signor Alfonso, autografato dalle atlete. Senza la cintura pitonata del nostro presidente, la partita sul piano scaramantico non ha avuto storia...

A proposito di autografi, voglio provocare l’invidia del club di “chi - testuale - non vive più senza avere un autografo di una delle più grandi giocatrici di pallavolo del millennio”.

Qualcosa mi dice, però, che nessuno chiederà l’autografo al nuovo parrucchiere della schiacciatrice sarnese...

La Nati a Taranto chiude il campionato con una partita brillante e gradevole.

Purtroppo il risultato e la contemporanea vittoria dello Scafati ci condannano alla coabitazione definitiva a quota 54 punti con le gialloblu. Stessi punti, stesso numero di vittorie; chi cazzo è arrivato quarto alla fine?!?!

Conta la differenza set complessiva (meglio Scafati)? Contano gli scontri diretti (meglio Taranto)? La classifica del sito Federvolley dice Scafati.

E vabbè, chiudiamo quinti. Obiettivo play-off mancato, molti rimpianti, ma restano negli occhi e nei ricordi i tanti momenti di splendida pallavolo che queste ragazze ci hanno regalato. Grazie a tutte (comprese Clara, Silvia e Simona-di-metallo), grazie al coach, al presidente, allo staff e ai tifosi.

Abbiamo comunque raggiunto il miglior risultato della storia; adesso l’importante – come dice il posteggiatore dell’Oblò – è non andare in... dietromarcia.

Tabellino: TARANTO-Sarno 2-3 (25-23, 22-25, 17-25, 25-15, 16-18)

Nati a Taranto: Zonca 17, Corallo 17, Repice 14, Fiore 0, Benefico 14, Scaglioso 4, Tinelli 9, Mastandrea 2, Certa 3, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 13.

Aito Volley Sarno: Campolo 13, Masella 2, Palmieri NE, Di Pietrangelo 18, Grimaldi 19, Familio 23, Giordano 7, Ricciardi (L) – All. Loparco.

Aces 6, errori in battuta 4, muri-punto 11.

Arbitri: Giuseppe Stallone (FG) e Roberta Anelli (BA).

Durata set: 22’, 25’, 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Trani-Battipaglia 3-1, Ostuni-Matera 0-3, Salerno-Sala Consilina 2-3, Scafati-Potenza 3-0, Benevento-Tuglie 3-0, Aversa-Molfetta 1-3, Nojaturi-Montescaglioso 3-1

Classifica: Trani 83; Matera 71; Salerno 69; Scafati e TARANTO 54; Sarno e Benevento 52; Battipaglia 49; Potenza 47; Sala Consilina 46; Tuglie 42; Molfetta 39; Nojaturi 32; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trani promossa in B1; Matera e Salerno ai play-off; Molfetta, Nojaturi, Montescaglioso, Aversa e Ostuni retrocesse in C, ma solo in teoria perché Molfetta dovrebbe essere ripescata e forse anche Nojaturi.

Dando uno sguardo agli altri gironi, congratulazioni all’Ornavasso, che abbiamo apprezzato in Final Four di Coppa Italia: sul filo di lana ha riacciuffato la prima piazza, a parità di punti con il Monza. Ma in B1 ci vanno D’Ettorre e compagne. Auguri!

Complimenti anche al Campagnola, tanto per restare in tema, e in bocca al lupo per un imminente ritorno in B2 al Manfredonia (girone E). Manoppello chiude a soli 5 punti dai play-off, ma dev’essere stata un’altra stagione ricca di soddisfazioni. Un saluto agli abruzzesi e in particolare all’amico Verino.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Attenzione: proprio nel finale c’è il rischio di novità clamorose. Tuglie subisce un’ulteriore multa da 80 euri per le proteste di un dirigente, ininfluente sulla classifica. Non è questa la novità clamorosa.

L’episodio più grave, infatti, è avvenuto a Battipaglia, dove si è giocato il derby con il Salerno: gli atti relativi ad un tentativo di aggressione alla coppia arbitrale da parte di un dirigente dell’Autoluna sono stati trasmessi alla Procura Federale in ragione della particolare gravità dei fatti. Potrebbero esserci sanzioni piuttosto pesanti anche se il primato di Matera dovrebbe resistere (troppi 1.250 euri di distacco tra le due società).

Restiamo in attesa del verdetto nonché delle decisioni in merito all’ultima giornata.

Prossimo turno: Non ‘ngi stè nisciùne prossim’ turne...

Un sms per Ivana:

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Montescaglioso-Nati a Taranto 0-3

di skanderbeg69 (04/05/2009 - 20:06)

Domenica 3 maggio 2009 – ore 18.00

Intanto mi scuso se non c’è stata la consueta presentazione di Montescaglioso, ma nella cittadina lucana non conosco nessuno. Avevo provato a contattare su Facebook la punta di diamante della squadra, ma mi ha rigettato. Quindi, alla fine, soltanto la prima e l’ultima trasferta (Aversa e Montescaglioso, appunto) sono rimaste senza presentazione.

Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Ivana (Ostuni), Vincenzo Di Pinto per l’ispirazione (Turi), Teresa (Benevento), Nello (Potenza), Ari-Gise-Vale-Vivi (Salerno), Rosa (Trani), Maria Rosa (Sarno), Antonio (Scafati), il sindaco Azzollini per l’ispirazione (Molfetta), Mel Gibson (Matera), Marianna (Battipaglia), Giulia (Sala Consilina) e Daniela (Tuglie). Avete elevato culturalmente questo povero blog in cui altrimenti si sarebbe parlato soltanto di cozze e di scoregge.

E grazie all'ispiratore Marco Urago; l'idea è stata anche sua.

A Montescaglioso sono stato soltanto in occasione di una partita ad inizio stagione. Quando il biglietto costava 5 euri.

      La fama del paese, almeno a Taranto, è legata soprattutto al bunker nel quale vivevano due dei più noti boss della nostra criminalità organizzata, ma sono certo che la località materana abbia altri motivi di interesse.

Potrei citare Carlo Levi e parlare della “virtù prima e antichissima di queste terre: l’ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all’ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero”. [1]

Parole che un po’ contrastano con l’urlo non proprio ospitale, “Tarantini di merda”, gridato da un isolato tifoso nel corso del primo set, ma dev’essere l’eccezione che conferma la regola.

Si parte, dunque, per l’ultima trasferta. Corre voce che una nostra giocatrice possa candidarsi a “sindaco della Rocca” e Sonia avrebbe già elaborato in suo favore la strategia elettorale vincente: “Convinco 3 persone a votarla e così siamo già al 60%…”

Durante il tragitto apprendo qualcosa in più sulla dieta dello sportivo: una nostra laterale ha pranzato con gnocchi, pasta, parmigiana, salsicce e polpettone ripieno con patate. Un pranzo normale. Figuriamoci al pranzo di nozze ce cos’ adda mangià…

A Taranto abbiamo lasciato il sole; a Montescaglioso ritroviamo l’inverno: temperature più rigide e pioggia.

Peccato che non ci sia Marcella; avrei voluto scattarle una foto accanto al cartello d’ingresso del paese: Scaglioso a Montescaglioso. Ci sarebbe Gianluca, in effetti, ma il maltempo scoraggia soste superflue.

Chi non si lascia impressionare dal maltempo è l’Armata Jonica, vicina alla squadra anche in una trasferta che non è proprio fondamentale per il nostro destino. “Questione di amore”, dunque, come il film.

Nati a Taranto a ranghi ridotti: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico (con una pancia sospetta...) e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Soltanto Silvia Mastandrea fa compagnia a mister Marcello Presta.

L’assenza di Desi causa un disservizio: la borsa medica rimane nello spogliatoio.

Ancora più frecàto sta il Montescaglioso, senza neanche un cambio a disposizione. Il quarto coach stagionale, Egidio Motola, schiera Alessia Tuselli, Claudia Tralli, Noemi Piscopo, Daniela Cianflone, Giuditta Tancredi, Federica De Leo e il libero Desi Timpanaro.

Un sostenitore si chiede se sia il caso o meno di indossare una sgargiante cravatta viola; il colore è indubbiamente alla moda, ma c’è chi lo considera poco indicato in chiave scaramantica.

Primo set

Fast di Cristiana, per iniziare, e la Nati a Taranto passa in vantaggio grazie ai colpi di Vittoria, Sonia e Michela (4-8).

Sul 7-10 c’è una temporanea sospensione del regolamento grazie alla quale le nostre ragazze possono toccare la palla quattro volte (sempre che non mi sia sfuggito qualcosa), ma alla fine non riusciamo a sfruttare questa opportunità. Poi, tornati al regolamento originale,  le nostre centrali incrementano le distanze (muro Vittoria, ace Cristiana).

Cedendo il posto al libero, Vittoria si accomoda su una sedia illecita della panchina e deve scalare a quella affianco.

Sull’11-18 (Michi), la pratica del primo set sembrerebbe archiviata, ma un’orgogliosa Planitalia ingarra la rimonta.

Il già citato sostenitore rompe gli indugi e decide di sfilarsi la cravatta. E’ una mossa che stava quasi per risultare vincente.

Dopo un ace di Tancredi, infatti, la formazione locale si affida alle due giocatrici di maggior talento ed esperienza, Piscopo e Cianflone; il conseguente 7-1 riporta le padrone di casa in parità (23-23).

Per fortuna, si sblocca Diesel-Corallo, che schiaccia punti importanti ed imposta una partita ricca di colpi efficaci e di salvataggi spettacolari. La NAT spreca un set-ball e poi chiude il parziale con un primo tempo di Vittoria ed una doppia delle azzurre (24-26).

Secondo set

Cristiana Zonca, un ufficiale piemontese sulle aspre montagne della Basilicata. Richiami storici al Risorgimento che si intrecciano con lo sport visto che la nostra bionda centralona sembra investita del compito di proseguire l’opera degli antenati sabaudi per assicurarsi il controllo del territorio. Un’altra settentrionale (solo di nascita e d’infanzia) le facilita la missione con alzate pregiate. Ma è tutta la squadra che sta girando bene, dalla difesa alla finalizzazione.

Nel frattempo è entrata Silvietta.

Niente cambi, ovviamente, nel Montescaglioso. Due ottime atlete, che risulteranno, non a caso, le migliori realizzatrici della serata (Cianflone 16, Piscopo 13) canalizzano buona parte del gioco, ma intorno a loro tante ragazzine promettenti fanno il loro dovere.

Una di queste è Giuditta Tancredi, sempre più somigliante alla ragazza col turbante, meglio nota come la ragazza con l’orecchino di perla. Oggi non ha lo stesso orecchino del Palafiom, ma indossa più o meno lo stesso turbante del ritratto di Vermeer.

C’è un break da 6 che conduce la Nati a Taranto sul 5-13 e questa volta non ci saranno rimonte. O meglio: il tentativo ci sarà, ma le rossoblu sono brave a contenerlo. Il momento critico va dal 13-21 al 19-23; a risolvere le cose sono la Corallina e l’ennesimo errore in battuta delle padrone di casa (Piscopo).

Finisce 20-25.

Terzo set

Un po’ a causa dello schema a farfalle (foto sotto), un po’ per i due aces consecutivi di Tuselli, Montescaglioso apre a proprio vantaggio il terzo parziale (5-2) e difende la posizione con Cianflone (6-4).

Ma non tiene fino al time-out tecnico perché c’è un altro break NAT: bel pallonetto di Silvietta, due muri ed un primo tempo di Vittoria e nel mezzo l’ennesimo colpo a sorpresa stagionale di Simona Leone, il libero col vizio del punto.

La leonessa appoggia in bagher, Ale fa velo sotto rete (non so quanto volontariamente) e il pallone atterra nel campo avverso.

E con questo sono sei.

Vendette trasversali: Vittoria mura Cianflone, Cristiana mura Cianflone, Cianflone mura Vittoria e De Leo mura qualcuna che mi è sfuggita. Poi c’è una fase un po’ loffia e ricca di errori.

Proprio Federica De Leo, però, si afferma come valida alternativa alle due top-scorer locali: sul 16-22 piazza tre colpi vincenti (19-23).

Le rossoblu stanno tirando i remi in barca visto che la squadra locale tende a danneggiarsi con le proprie mani: gli ultimi 10 punti delle nostre sono 8 errori delle locali, una furba palletta di Michi, molto positiva e continua, ed un riuscito attacco della Corallina. La futura sindaca della Rocca segna così il punto che chiude la partita (22-25).

Le ragazze vanno a raccogliere ed a ricambiare il meritato abbraccio dell’Armata Jonica, nonché quello di Simona Mereu.

La vittoria sul Montescaglioso riporta le rossoblu al quarto posto dato che Scafati ha perso a Sala Consilina. Al secondo posto sorpasso (praticamente definitivo) del Matera sul Salerno: le lucane perdono al tie-break con il Trani, ma le campane cedono l’intera posta ad un irrefrenabile Battipaglia nel derby. Tuglie salvo.

Nel bagno del nuovo e bel palazzetto di Montescaglioso osservo una cosa strana: non c’è soluzione di continuità tra i lavandini ed i vespasiani. Tutti allineati. Se sei distratto o sovrappensiero, finisce che pisci nei lavandini e ti lavi le mani nei vespasiani...

Con questa osservazione raffinata, rinvio i lettori all’ultima partita di campionato in casa con il Sarno. Onoreremo la tradizione del lancio del pupazzo su Alessandra. E’ vero, quest’anno la multa l’abbiamo già presa e quindi non c’è la necessità di sbloccare artificialmente la classifica del trofeo Bin Laden, però io sono dell’idea di ripetere il lancio. L’anno scorso fu divertente. [2]

Anzi, se Fabrizio Cafaro e Gianluca Catucci mantengono la promessa, potremmo incaricare proprio loro di onorare questa simpatica tradizione.

Tabellino: Montescaglioso-TARANTO 0-3 (24-26, 20-25, 22-25)

Planitalia Montescaglioso: Tralli 0, Piscopo 13, Tuselli 4, Cianflone 16, Tancredi 2, De Leo 9, Timpanaro (L) – All. Motola.

Aces 6, errori in battuta 14, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 9, Repice 11, Benefico 10, Tinelli 1, Mastandrea 3, Certa 1, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 5.

Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).

Durata set: 32’, 25’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Matera-Trani 2-3, Battipaglia-Salerno 3-0, Sala Consilina-Scafati 3-1, Sarno-Aversa 3-0, Potenza-Benevento 1-3, Tuglie-Nojaturi 3-1, Molfetta-Ostuni 3-0,

Classifica: Trani 80; Matera e Salerno 68; TARANTO 53; Scafati 51; Sarno 50; Battipaglia e Benevento 49; Potenza 47; Sala Consilina 44; Tuglie 42; Molfetta 36; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 400,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

      Movimenti in classifica con la Puglia in evidenza. Ostuni consolida il secondo posto e respinge la minaccia del Monte con 40 euri, frutto di un “servizio di asciugatura irregolare”. Non assente. Irregolare. In che senso? Gli stracci non erano omologati...?

Bel balzo in avanti del Tuglie: 250 euri per gli insulti e le minacce rivolte agli arbitri. Questi sono gli effetti della festa patronale della settimana prima... A questo punto è debacle totale per le squadre campane, che scalano al 7^ posto (Sarno).

Prossimo turno: Taranto-Sarno, sabato 9 maggio, ore 18.30, Palafiom, via Golfo di Taranto.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) LEVI, C., Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori, Milano, 1968 (1^ ediz. Einaudi, 1945), pag. 136.

(2) Vedi post Palafiom Taranto-Lanciano 3-1 del 4 maggio 2008.

La foto della ragazza col turbante e della dei bunker sono tratte da http:// it.wikipedia.org.

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Nati a Taranto-Trani 0-3

di skanderbeg69 (26/04/2009 - 14:57)

Sabato 25 aprile 2009 – ore 19.00

Festa della liberazione. Trani si libera della serie B2 e inizia la scalata verso categorie più consone al proprio blasone. Taranto e le altre squadre della serie B2 (non solo del nostro girone) si liberano di una formazione che non conosce sconfitte da 28 partite (l’ultimo a fregiarsi di questa impresa è stato Nello Caliendo).

Ma partiamo dall’inizio.

Virtualmente in B1 dopo la vittoria con il Salerno, la Primadonna attende solo la conferma matematica: servono due punti contro il Taranto (ma la promozione potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta se contemporaneamente perdesse anche il Matera a Salerno, incontro che inizia mezz’ora prima).

La festa è nell’aria e il popolo biancazzurro si riversa al Palafiom con ogni mezzo. E’ un tifo caloroso, vibrante, colorato, ma allo stesso tempo estremamente corretto.

L’Armata Jonica ha l’ingrato compito di tutelare i colori rossoblu in una partita sostanzialmente in trasferta, sebbene si giochi al Palafiom, e sarà un compito svolto con la consueta passione.

Michela prova, a suo modo, a stimolare la platea.

Ancora più arduo è il compito della squadra rossoblu, “agnello sacrificale” secondo la definizione di Marcello. C’è lo stimolo della vittoria di prestigio, quello della difesa del quarto posto e la dispettosa tentazione di fare da guastafeste. Ma si può tentare qualcosa soltanto a condizione di giocare al massimo delle possibilità e contro un Trani distratto, nervoso o presuntuoso.

Le nostre ragazze, a parte un secondo set sotto tono, faranno il loro dovere, ma Trani scenderà sul parquet con i giusti atteggiamenti: concentrazione assoluta e determinazione a far sì che l’esodo biancazzurro non sia avvenuto invano. Come a Ostuni l’anno scorso (qualcuno indossa la t-shirt di allora; io l’avìsse bruciàte a scans’ d’equivoci...).

Uno sguardo sugli spalti verso la minoranza locale: c’è Marianna, il nostro gioiello di famiglia più prezioso, reduce dall’A2 a Urbino; c’è Simona-di-metallo, sempre più bella; c’è Silvia che accompagna i suoi giovani talenti verso l’adesione all’iniziativa contro il fumo che la società ospite vuole esportare al Palafiom.

Fate come se foste a casa vostra, sembra essere l’andazzo di questa sera...

La campagna contro il fumo da sigarette nel Palafiom, veramente, equivale un po’ ad una campagna per la legalità nel Parlamento italiano o ad una conferenza sui diritti dell’infanzia dentro un circolo di pedofili; resta, comunque, il valore di una giusta causa ed anche l’arbitro, dopo aver nascosto il pacchetto nella tasca, acconsente allo svolgimento dell’iniziativa.

Formazioni.

Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Marcella Scaglioso e Sonia Tinelli.

Tony Chieppa e Pino Filaninno propongono Rosa Ricci alzatrice, Doriana Bisceglia opposto, Mina Annese e Giusy Caterina laterali, Rosalba Di Corato e Raffaella Balducci centrali, Marianna Del Rosso libero.

A disposizione e a fare casino dal terzo set in poi: Palma Monitillo, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Devo muovere una critica alla squadra ospite, ma si tratta di una questione che riguarda quasi tutti: perché cambiare colori a stagione in corso? Che ci azzecca il rosso con l’azzurro dell’Aquila (Azzurra, appunto)? E poi – mi chiedo – perché non distinguere i colori delle due squadre che scendono in campo come si fa negli altri sport? E’ vero, nel volley, le squadre sono separate e non c’è il rischio di confusione, però a me non piace lo stesso che in campo ci siano contemporaneamente due squadre rosse, due squadre blu, due squadre verdi, ecc.

A proposito di colori, è mutata anche la tinta delle scarpe di Mina Annese: un bianco più sobrio anche se di giallo restano i lacci.

Primo set

Muro di Vittoria Repice. Dev’essere brutto per una squadra iniziare la partita subendo un muro-punto.

Ma Trani si riprende con due attacchi di Balducci ed uno di Annese, in fase di vistoso miglioramento dopo lo stop di un mese per via dell’infortunio al braccio (2-5).

Molti errori da una parte e dall’altra, 5 battute sbagliate in 12 scambi e poi Taranto pareggia con un attacco di Simona ed un magnifico tocco di seconda di Alessandra (7-7). Finalmente, dopo tre anni e mezzo di tentativi, sono anche riuscito a fotografarlo. Ne farò un ingrandimento da appendere in camera in modo tale che sia la prima cosa che vedo quando mi sveglio e l’ultima quando mi corico. Come Verdone nella scena iniziale del film Bianco, rosso e Verdone: l’emigrante lucano che al risveglio rimane in estasi guardando la foto di Causio...

Vedi: www.youtube.com/watch?v=Oiqavfc6Gmw

 

Ma per ora la foto del secondo tocco di Ale non la pubblico sul blog perché mi sarà utile per un altro imminente post.

Buona NAT, dunque, grazie anche al prezioso lavoro di Simona Leone in difesa.

Allungo tranese (8-11 con Caterina e Balducci) e recupero rossoblu con un bel muro di Silvietta (10-11).

Le nostre provano il consueto schema a farfalle (Ale e Cris, ma nel terzo set sarà rispettata ancora una volta la par condicio con Vittoria), poi però la centrale piemontese buca il parquet con un primo tempo perfettamente riuscito e Michela spinge il pallone sulle mani del muro avversario.

Pareggio (13-13)! La NAT c’è.

Annese vince un duello a rete con Ale e Di Corato si sblocca riportando le ospiti avanti di tre punti (14-17).

Splendida reazione tarantina: Simona, Vittoria (muro) e Michela: ancora pareggio (17-17).

Dopo il nono errore in battuta della serata, Michela mette a terra una pipe esemplare (18-18) e la Corallina replica ad una fast della Di Corato (19-19).

A questo punto, però, la Primadonna decide di prendersi il set. Il break inizia con un secondo tocco di Rosa Ricci (immortalato anch’esso, nella foto di copertina; stasera con la macchina fotografica ho avuto culo), prosegue con una ribattuta di Balducci su ricezione lunga e con tre errori delle tarantine (19-24).

Coach Marcello introduce Sonia al posto di Silvietta e la lascia in campo fino al termine.

E’ l’ennesimo errore in battuta a chiudere il primo parziale (20-25).

Secondo set

0-4 in favore del Trani ed è un punteggio rivelatore dei futuri sviluppi di questo set.

Dopo l’ace iniziale di Ricci, anche Caterina va a segno direttamente su battuta (1-6). Come sempre, l’ex-schiacciatrice della Tempesta si piazza ai limiti del territorio comunale per mettere la palla in gioco. Il caso vuole che in quel momento io mi trovi proprio nel punto esatto in cui viene a collocarsi l’attaccante tranese; la foto posso farla lo stesso, ma la telecronaca in streaming è un po’ compromessa dalla visuale completamente coperta...

Al massimo, potrei intervistarla in diretta.

Si alza anche il muro del Trani (Balducci) e si sblocca Doriana Bisceglia, che, come vedremo, risulterà decisiva negli ultimi scambi della gara.

Dal 3-8 (bel pallonetto di Sonia) fino al 5-17 la partita prende una strana piega: sistematicamente, ad ogni punto delle rossoblu ne seguono tre delle ospiti.

Molto bene in questa fase la centrale Rosalba Di Corato; ha un modo di piazzare la fast quasi infallibile, notavo già in Coppa Italia: è come se restasse sospesa in aria per una frazione di secondo ad osservare muro e difesa avversaria, poi scaraventa la palla nel punto e nel modo migliore possibile.

Stasera le nostre centrali sono “normali”; ad essere stratosferiche sono le due centrali tranesi, in particolare la Balducci che risulterà miglior realizzatrice con ben 14 punti. Unica in doppia cifra tra i due sestetti.

La “mossa di Rosa Ricci”, sul 5-15, stasera non riesce.

Il figlio, intanto, va in giro per la gradinata con una pistola giocattolo nella fondina. Al posto della trombetta usata in final four, stasera preferisce sventolare una bandiera azzurra.

Rosicchiamo qualche punto grazie a Cristiana, Simona e Vittoria (10-19), ma Annese e Bisceglia riportano l’Azzurra a +12. L’ex-manfredoniana trova un ace millimetrico, proprio sulla linea (11-23).

Non è stata una partita nervosa e questo ha un po’ agevolato il compito, ma mi sembra di poter dire che l’arbitraggio, soprattutto sui pochi punti contestati, sia stato praticamente perfetto.

Marcello offre a Désirée l’opportunità di giocare la fase finale del set, ma Vittoria non lo permette perché realizza due aces consecutivi. Micidiale il suo servizio: palla tesa che improvvisamente cambia direzione. Più che Gattuso, pare Roberto Carlos.

Poi, però, commette un errore anche la stella dello Stretto e lo scambio successivo porta la firma di Rosalba Di Corato (14-25).

Comunque vada, Trani ha conquistato un altro punto in classifica. Adesso non basterebbe neanche una vittoria al tie-break del Matera a tenere in corsa le lucane di mister Galtieri. Ma qualcuno sa cosa succede a Salerno?

Sì, Nico Aurora lo sa. Sa che al Palavestuti Salerno e Matera sono sull’ 1-1 e Salerno sta vincendo il terzo set. E sa che l’eventuale successo del Salerno nel parziale in corso, alla luce dello 0-2 del Palafiom, significherebbe B1 per la Primadonna.

Lo sa, ma non lo dice per non deconcentrare la squadra.

L’avesse detto a me... Avrei provveduto io a divulgare la notizia: “Rosa! Mina! Ragazze! Siete già in B1! Potete festeggiare! Mettete champagne nei vostri Polase, anzi Polase nei vostri champagne! Datevi alla pazza gioia (sottinteso: ...e fateci vincere la partita).

Terzo set

Sale la febbre nel lato biancazzurro della tribuna. I cori diventano sempre più espliciti. Il sestetto tranese, schierato ai lati del campo in attesa di rientrare per il terzo set, saltella e applaude.

Ecco un’altra esperienza nuova. Cosa si prova a fare da avversari di una squadra che sta per festeggiare una promozione? C’è tanta gente che è venuta da fuori, tante aspettative, tanta voglia di festeggiare.

Il coach ha parlato di “agnello sacrificale”. Io la vedo così: Trani è oggettivamente più forte di Taranto e probabilmente avrebbe vinto contro di noi in qualunque momento del campionato (dico probabilmente perché lo sport non è una scienza esatta) e poi, per come stanno le cose in classifica, Trani andrebbe comunque in B1. Se non oggi, fra qualche giorno. Date queste premesse, che sia proprio il Palafiom a diventare luogo di felicità, sia pure non nostra, a me fa piacere. Naturalmente preferirei la vittoria di prestigio rossoblu, ma, in un certo senso, mi imbuco alla festa...

Ma c’è ancora da giocare e la Nati a Taranto disputerà un terzo set di qualità ed orgoglio. Strepitosa, in particolare, la partita di Simona Leone.

Michela realizza i primi punti jonici (3-3), ma la squadra ospite va in vantaggio al primo time-out tecnico (6-8). Il citato giornalista Nico Aurora riferirà a fine gara che questo è il vero istante in cui Trani va in B1 (Salerno, infatti, chiude vittoriosamente il terzo set: 2-1).

Pallonetto di Vittoria ed ace di Alessandra (8-8), poi c’è un accenno di contestazione (peraltro contenuta) di Balducci con la capitana Ricci che zittisce la compagna tappandole la bocca con le mani. Che metodi. La palleggiatrice, dunque, dispensa sorrisi ma poi governa lo spogliatoio con sistemi cruenti...

Sul 9-11 inizia una fase caratterizzata da molte imprecisioni su entrambi i fronti. Si arriva in questo modo all’11-13. Le attaccanti tranesi spediscono due palloni fuori mentre Cristiana e Simona vanno a segno. E’ un break di quattro punti che vale il sorpasso per la NAT (15-13)!

Secondo tocco di Ricci, fast di Di Corato e diagonale della Corallina (16-15).

Ultimi errori in battuta della serata: uno per parte (17-16). In totale ho calcolato 8 battute sbagliate per Taranto, 11 per Trani. Un’epidemia.

A proposito di statistiche, Taranto-Trani è una sfida decisiva anche per l’ultima piazza del trofeo Bin Laden (Trani 0 euri, Taranto 40 euri). Cosa possiamo fare per farci superare? Fateci vincere almeno una cosa!

La partita prende definitivamente la direzione di Trani: dopo 6 punti consecutivi (con la solita Balducci in evidenza), dopo due time-out di Marcello, Trani è a tre lunghezze dal traguardo (17-22).

Giusy Caterina: prima fuori (18-22), poi dentro (18-23).

Fuori l’attacco di Annese (19-23), ma Bisceglia va a segno (19-24) e regala alla propria squadra 5 palle-set, ossia 5 palle-match, ossia 5 palle-B1.

Prima, però, c’è un anomalo time-out chiamato da coach Chieppa. Sta andando tutto bene per lui; vuole soltanto qualche secondo di tempo per infilarsi la maglia con la scritta “Benvenuta B1”. Lui e le ragazze della panchina.

Alla ripresa del gioco c’è uno scambio infinito. La nostra Leonessa, il libero rossoblu, rintuzza eroicamente tutti gli attacchi ospiti mentre il pubblico tranese conta “uno-due-tre” non sapendo che porta sfiga e che così non si fa mai punto. Dopo un quarto d’ora viene servito un pallone in posto due: Doriana Bisceglia schiaccia il pallone che vale la serie B1.

In realtà, il pallone della B1 del Trani deve averlo schiacciato qualche minuto prima, al Palavestuti, Gisela Scialacomo o Nunzia Campolo (ce lo faremo raccontare), ma detto così pare brutto.

Suona meglio attribuire ad un’attaccante tranese la maternità del punto che vale un campionato. E Doriana se lo merita.

Fa piacere essere i primi a congratularsi di persona con questa squadra eccezionale. Sono le più forti, il loro gioco è un inno alla pallavolo, la promozione con due turni d’anticipo è ineccepibile. Quindi complimenti al presidente, ai tecnici, allo staff, alla signora antifumo, a tutte le giocatrici e ai tifosi che l’hanno seguita sin qui.

A me è piaciuta anche la Nati a Taranto di questa sera. Non era in condizioni perfette e non ha certamente giocato la migliore partita possibile, però l’impegno non è mancato; ci sono state fasi molto positive e spettacolari e in due set abbiamo dato filo da torcere. Usciamo dal... Palafiom di Trani a testa alta come siamo usciti a testa alta dal tensostatico di Tuglie; brave ragazze.

Tabellino: TARANTO-Trani 0-3 (20-25, 14-25, 19-25)

Nati a Taranto: Zonca 3, Corallo 8, Repice 6, Fiore 0, Benefico 5, Scaglioso NE, Tinelli 3, Mastandrea 1, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 8, muri-punto 4.

Primadonna Trani: Bisceglia 9, Ricci 5, Annese 9, Di Corato 9, Monitillo NE, Balducci 14, Caterina 7, Di Bari NE, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa e Filaninno.

Aces 5, errori in battuta 11, muri-punto 3.

Arbitri: Simone Chimento (CS), Carmine Brescia (CS).

Durata set: 23’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.15’.

Altri risultati: Salerno-Matera 3-1, Scafati-Battipaglia 3-0, Benevento-Sala Consilina 3-1, Ostuni-Sarno 1-3, Nojaturi-Potenza 3-2, Molfetta-Tuglie 3-2, Aversa-Montescaglioso 0-3.

Classifica: Trani 78; Salerno 68; Matera 67; Scafati 51; TARANTO 50; Sarno e Potenza 47; Battipaglia e Benevento 46; Sala Consilina 41; Tuglie 39; Molfetta 33; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Una sola ammenda: 40 euri al Sarno per il servizio asciugatura.

Amminizione a Pierfrancesco per aver tentato, con destrezza e con l’aggravante del danneggiamento, di allagare la palestra di Sala Consilina non riuscendo nell’intento in ragione del tempestivo intervento di un idraulico e dei Vigili del Fuoco.

Prossimo turno: Montescaglioso-TARANTO, domenica 3 maggio, ore 18.00, PalaWojtila, via Pirro del Balzo.

Un augurio per Simona:

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Tuglie-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (19/04/2009 - 17:51)

Sabato 18 aprile 2009 – ore 19.00

Vangelis, Momenti di gloria...

La musica diffusa nel prepartita agevola i ricordi. Il tensostatico di Tuglie è un luogo ormai sacro nella storia della Nati a Taranto. Qui, il 5 maggio del 2007, conquistammo la promozione in serie B2 al termine di una partita intensa ed emozionante. Chi se la scorderà mai?

Fra l’altro su You Tube c’è ancora il video dei punti finali e della conseguente, irrefrenabile esultanza girato da Fabio con il telefonino:

http://www.youtube.com/watch?v=t6csQeSPAVM

Io ancora mi commuovo quando lo rivedo.

Oggi la situazione ed il clima sono diversi: la Nati a Taranto non ha più nulla da chiedere a questa stagione, se non un quarto posto privo di effetti concreti e l’esigenza di garantire la regolarità del campionato. Molfetta ci guarda... Come ci guarderà Matera sabato prossimo...

La partita di oggi e l’approccio straordinariamente grintoso delle ragazze dimostreranno che gli stimoli di squadra e individuali non mancano e vanno ben al di là della mera serietà professionale. Altro che demotivazione.

Anche Tuglie non sembra particolarmente allegra: non è stato il campionato che poteva essere. Vincere a Trani nel girone d’andata e poi – dopo l’infortunio alla stella Ida Taurisano - trovarsi a lottare per la salvezza in quello di ritorno è una situazione che evidentemente non infiamma il paese, distratto – peraltro – dalla festa patronale.

Poca gente al tensostatico, quando due anni fa non c’erano posti neanche in piedi. Clima mesto.

Non momenti di gloria, dunque, ma momenti di grande agonismo sì.

Cerchiamo di conquistare due spettatori in più: Michela invita Divina Felline; io invito Monica di Forzaragazze. Non vengono. Col cavolo che adesso continueremo a trasmettere i comunicati al sito...

Un’altra data indimenticabile è il 31 marzo 2007, la prima volta che Valeria Montagna arbitrò la nostra squadra.

A distanza di due anni, finalmente, la FIPAV si è decisa a designare nuovamente l’avvenente brindisina alla direzione di un nostro incontro. Una divina nel tensostatico, quindi, c’è. Quante emozioni, stasera...

Formazioni. Tonino Cavalera propone Valeria Spano in palleggio, Monica Casalino opposto, Neire Scupola e Titti Romano di banda, Anna Maria Isceri e Pamela Antonino centrali, Daniela Calò libero. In panchina le baby terribili Eleonora Carbone e Giorgia Valente.

In panchina c’è anche Ida Taurisano, ma si sa che non potrà giocare. E’ lì soltanto per fare terrorismo psicologico con la sua presenza...

Nati a Taranto: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Désirée non c’è perché vuole più bene alla squadra di serie D che a quella di serie B2. Questa ce la leghiamo al dito.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: l’acciaccata Sonia Tinelli e l’infortunata Marcella Scaglioso. Quest’ultima fa solo atto di presenza; sarà per questo che tarda a schierarsi per la presentazione delle squadre.

Primo set

Ace di Scupola.

Ooops, non è che sarà una serata di sonnolenze?

No, non lo sarà: è Michela che reagisce, ma poi regaliamo troppi errori offensivi alle padrone di casa, a segno quasi con tutte le atlete del sestetto.

L’ace di Isceri chiude il primo ciclo della partita (9-5).

Inizia a questo punto un secondo ciclo che si chiama Vittoria Repice. Un ciclone, più che un ciclo: fast, primo tempo, due ribattute su ricezioni lunghe, due muri (uno dei quali con Silvietta) e una palletta.

Tutto lei.

L’ace di Alessandra chiude un break di nove punti (9-14).

Vittoria aveva dimenticato di estrarre il pallonetto dal proprio repertorio tecnico e provvede subito a colmare la lacuna (10-15).

Tuglie si riprende: Scupola, Romano e Casalino agguantano il pareggio fin troppo presto (17-17), ma a questo punto inizia lo show dell’altra nostra centrale, Cristiana Zonca.

Straordinaria: tre primi tempi e una fast con in mezzo una pipe magnifica ed un ace-culo di Michela (17-24).

Da sottolineare anche la serata di grazia di Alessandra, che apre il gioco in tutte le direzioni. Fra un po’ attaccheremo anche dal sottoscala.

Spediamo sulla rete e sull’asticella le prime due palle-set, ma la terza è quella buona: Daniela Calò compie un miracolo sulla bomba di Simona, ma il successivo pallonetto di Cristiana finisce in campo: 19-25.

Secondo set

Tuglie attacca con Scupola e Romano; Taranto replica con un altro punto-culo aiutato dal nastro (Silvietta) e soprattutto con le due centrali venute da lontano (altri due punti di Cristiana, altri tre di Vittoria).

Da lontano ma non troppo: Cristiana non è tedesca - preciso a beneficio degli spettatori che hanno formulato questa ipotesi. E’ di Novara, provincia di Taranto – come dice lei. Ormai non fa altro che rispondere “ce vuè?” a chiunque le rivolga la parola. Direbbe “ce vuè?” anche al Capo di Stato Maggiore se la chiamasse a rapporto.

Sull’8-7 fuga delle salentine: bel pallonetto di Isceri, primo tempo a farfalle delle nostre, fallo di posizione, fast di Antonino, invasione rossoblu e diagonale di Casalino (14-7).

Fast di Vittoria con conseguente urlo.

L’arbitra Valeria ne ha abbastanza: convoca Vittoria e Titti e spiega loro che le squadre stanno disturbando la quiete pubblica. Ha ragione. Che stiamo, al mercato?

Fra l’altro fuori c’è la processione dell’Annunziata e sarebbe disdicevole disturbare.

Se il paese si affida alla Madonna, coach Cavalera (che, pure lui, in fatto di urla non scherza; è peggio di Scanferlato) preferisce contare sui brillanti riflessi della capitana Calò.

La Nati a Taranto si affida, invece, in questo momento, al nastro (cioè al culo), che per la terza volta inganna le avversarie. L’ace è di Simona.

Ancora un primo tempo a farfalle (prima Vittoria, adesso Cristiana; la par condicio è rispettata) ed uno spettatore si chiede: “Ma lu fannu apposta...? E’ nu schema...?”

La gaffe è cancellata da due muri e da un altro pallonetto-capolavoro del sottotenente di vascello, oltre che da un ace di Michela. Parziale riaperto: 20-17.

Lo richiudono Romano e Spano, quest’ultima con un astuto tocco di seconda (25-20).

Terzo set

Nell’intervallo Daniela Calò, dalla panchina, ordina a Pamela Cervellera di andare a prendere una bottiglia d’acqua. Per chi l'ha presa, per la garzona del supermercato? Almeno le avrà dato la mancia per il servizio a domicilio?

Il terzo parziale è quello del grande equilibrio, dall’inizio alla fine. E quante emozioni, che intensità!

Il muro rossoblu continua a fare faville, ma Scupola e Casalino tengono le padrone di casa agganciate.

Sul 5-6 inizia una fase caratterizzata da errori, ma sono errori distribuiti quasi equamente sui due fronti. Tuglie predilige le battute, Taranto gli attacchi. Mi sorprendono alcuni errori vistosi della Casalino, anche palloni da appoggiare semplicemente nel campo avverso. Non è da lei. Ma comunque, alla fine, pur non giocando benissimo, 15 palloni a terra li ha messi.

L’Italgest ottiene un vantaggio di tre punti sul 17-14. E’ a questo punto che il set decolla, regalando spettacolo.

Coach Marcello rischia Sonia. Sarà ben ripagato.

Due punti consecutivi della nuova entrata ci portano sul 19-18.

Due attacchi del Tuglie finiscono fuori ed uno sulle mani di Michela a muro (21-21).

Time-out salentino, con Cavalera incazzatissimo.

Bomba di Michela e attacco vincente di Simona (22-23), poi Cristiana, con una fast imperiosa, ci regala il primo set-point (23-24). Lo annulla Romano con l’ennesimo mani-fuori.

Dentro Valente per Casalino, ma soltanto per servire, visto che i 5 errori dell’esperta ex-brindisina devono aver messo in agitazione il tecnico locale. La piccina non si emoziona, poi Michela salva un incredibile pallone di piede e Vittoria mette a frutto l’impresa della compagna (24-25).

Quest’anno i piedi ci hanno regalato diversi punti (ricordiamo ancora il piede di Clara nel tie-break con il Battipaglia).

Muro di Isceri ed anche il secondo set-point è annullato (25-25).

L’atto conclusivo del parziale è firmato dal Gattuso del volley femminile, Vittoria Repice: fast e primo tempo!

25-27 dopo 33 minuti di passione.

Quarto set

Tuglie reagisce bene al colpo ed inaugura il quarto set con un eloquente 6-0. Ale, adesso, preferisce affidarsi alle attaccanti: 2 punti Michela, 2 punti Corallina, 3 punti Sonia e siamo a ridosso delle salentine (13-12).

Scupola è un po’ imprecisa e mister Cavalera getta nella mischia (questa volta per restarci) Giorgia Valente, che fa punto al primo tentativo.

La partita, intanto, diventa sempre più nervosa. Sonia commette un’invasione, protesta e viene ammonita.

Neanche Marcello la prende bene e persino Ale sottopone qualche osservazione alle gentili orecchie dell’arbitra. La nostra palleggiatrice non ha mai detto niente a nessuno; proprio stasera deve fare casino?!

Spero che il flusso dei miei pensieri, colmi di ammirazione, raggiunga il seggiolone e prevalga sulle voci ostili che in questi momenti salgono dal parquet. L’affetto prevalga sull’odio, la pace prevalga sulla guerra.

Sebbene il gioco delle rossoblu continui ad essere molto valido, adesso Tuglie sta difendendo bene, grazie soprattutto alla capitana Calò, mentre Romano continua a sfruttare a proprio vantaggio le mani del muro ospite (22-15).

Ormai sono due anni che Calò e Romano si scambiano i ruoli e quindi le maglie nel corso della stagione. Speriamo che abbiano almeno la stessa taglia.

Ci sono scambi lunghissimi, estenuanti. Sarà per questo, forse, che le ragazze chiedono ripetutamente la verifica della rotazione; un modo per riprendere fiato.

Cresce Simona Corallo e attacca, da destra e da sinistra, ma la speranza riaccesa dalla nostra giovane schiacciatrice viene soffocata dall’ancor più giovane Giorgia Valente (25-21).

Tie-break

L’avvio è teso, con qualche errore di troppo. Dopo l’ace di Antonino, passa da destra la ronda padana e subito dopo quella fragagnanese (3-5).

Ribaltone Romano (6-5) e duplice azione offensiva della Valente (9-9).

La svolta decisiva della partita prende avvio da una magia di Vittoria Repice: splendido pallonetto che spiazza la difesa tugliese.

Valente stavolta tira fuori e Michi va a segno da posto quattro (9-12).

Scupola, rientrata sul parquet, schiaccia il pallone della speranza, ma Michela tira una sventola che colpisce il libero locale e poi schizza fuori.

Sull’11-13 il culo aiuta gli audaci – dice più o meno il proverbio. Il nastro non vuole mettersi a contrasto con Michela visto che oggi la ragazza... si stizza cu nienti e così spinge dolcemente la palla nella metà campo avversaria. La rete, invece, blocca l’ultimo assalto di Neire Scupola, a conclusione di uno scambio in cui una scatenata Alessandra ha provato a fare punto in tutti i modi (11-15).

Bella partita delle rossoblu, nonostante gli allenamenti settimanali complicati dalle indisponibilità. Bella prova di carattere, soprattutto. La contemporanea sconfitta di Scafati ci consolida al quarto posto.

Per Tuglie il punto è pesante, in ragione della contemporanea sconfitta dell’Azzurra Molfetta a Sarno.

Non conosco ancora il risultato di Trani; in ogni caso, comunque vada con il Salerno, non ci sarà la promozione matematica perché il Matera ha vinto. Questo rende ancora più probabile l’invasione biancazzurra del Palafiom sabato prossimo, con tifosi carichi di champagne.

Due parole sul Battipaglia. Intanto la classifica del girone di ritorno sarebbe questa: Trani 36; Matera 32; Salerno e Battipaglia 31; Potenza 25; Scafati 21; Taranto 19; Benevento e Sala Consilina 18; Sarno 15; Molfetta 12; Tuglie 11; Nojaturi 10; Montescaglioso 6; Aversa 3; Ostuni 0.

Poi voglio ricordare la previsione del mago Trumpet:

“I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. (...)”.

Tranne l’ultima parte sullo Scorpione ed una lieve sfasatura temporale, credo di aver individuato il mio nuovo lavoro...

Tabellino: Tuglie-TARANTO 2-3 (19-25, 25-20, 25-27, 25-21, 11-15)

Italgest Tuglie: Carbone 0, Romano 15, Antonino 3, Scupola 15, Spano 5, Casalino 15, Taurisano NE, Isceri 5, Valente 3, Calò (L) 2 – All. Cavalera.

Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 22, Corallo 8, Repice 19, Benefico 13, Scaglioso NE, Tinelli 8, Mastandrea 6, Certa 3, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 10.

Arbitri: Valeria Montagna (BR), Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 25’, 26’, 33’, 29’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.22’.

Altri risultati: Matera-Scafati 3-1, Battipaglia-Benevento 3-1, Sarno-Molfetta 3-0, Trani-Salerno 3-1, Potenza-Aversa 3-0, Sala Consilina-Nojaturi 3-1, Montescaglioso-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 75; Matera 67; Salerno 65; TARANTO 50; Scafati 48; Battipaglia e Potenza 46; Sarno 44; Benevento 43; Sala Consilina 41; Tuglie 38; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa e Montescaglioso 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Tutti buoni la settimana scorsa. In questa non sappiamo...

Prossimo turno: Taranto-Trani, sabato 25 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

Un sms per Ivana:

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Nati a Taranto-Salerno 1-3

di skanderbeg69 (05/04/2009 - 16:08)

Sabato 4 aprile 2009 – ore 19.00

Il colpo di grazia alla fine è arrivato e la smoking gun è nelle mani di Norma Ruggiero, la sapiente gaucha che da novembre ha arricchito di grinta e di esperienza l’Autoluna Salerno.

Perdendo con la formazione campana, la Nati a Taranto spegne quell’esile fiammella di speranza che ancora illuminava il tragitto verso i play-off. Un tragitto che, invero, sarebbe stato comunque molto impervio e avrebbe dovuto essere caratterizzato da fenomeni come una varicella improvvisa e collettiva per tutto il Matera. Cosa che ovviamente sarebbe stata improbabile e non augurabile; meglio piuttosto riconoscere i meriti delle nostre avversarie che il loro obiettivo l’hanno centrato. Complimenti.

Per noi la fase delle riflessioni è già aperta. Le cause più profonde del mancato raggiungimento dei play-off possono comprenderle solo gli addetti ai lavori e questa non è la sede adatta per un siffatto genere di approfondimenti.

Così, solo come mera ricostruzione storica, mi sembra che siano stati due i momenti delicati: la doppia sconfitta al tie-break in Campania (Sarno e Scafati), con i mille rimpianti per le nove palle-match sprecate nelle due partite e soprattutto la devastante crisi primaverile (Matera-Benevento-Battipaglia).

Nel primo caso (i 3-2 campani), punti sprecati, ma squadra da applausi. O squadra da applausi, ma punti sprecati, dipende.

Nel secondo caso, il corto circuito che ha segnato il destino di questa stagione. Peccato, però. Che bella squadra. Grazie lo stesso, ragazze, e comunque ci sono ancora quattro giornate da onorare con quella tecnica e quel carattere che più volte abbiamo ammirato.

Ho iniziato dalla fine.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alle 19 di sabato. Anzi, ancora più indietro. In settimana, poco “sei contro sei” e molto “uno contro uno”. Nel senso che le giocatrici a disposizione erano talmente poche che l’unica partitella possibile era appunto una contro una.

Desi ha avuto il ginocchio gonfio; Sonia e Michela ko per vari motivi e Marcella a disagio con la cuffia dei rotatori, che non sapevo neanche che esistessero. La cuffia e i rotatori.

E dire che dovrei averli pure io da qualche parte.

Alla fine Marcella e Michela sono della partita mentre Désirée e Sonia fanno atto di presenza in panchina.

Neanche Salerno se la passa molto bene; comunque Viviana è pienamente recuperata mentre Valentina deve trattenersi in Campania. Ciao, Vale!

      Chi viene a Taranto non lo fa a mani vuote e da qui si vedono le vere fuoriclasse. Una pastiera napoletana doc per la gioia del mio palato. Posso, ora, non aggiungere una decina di punti a testa negli scout finali a queste meravigliose piccine?

Chiedo se alla pastiera si possa aggiungere, come regalo, qualche errore gratuito sul parquet. Chessò? Battute sbagliate, tiri fuori, cose del genere, ma a questo punto le gentilezze si interrompono.

Calcoli: se vince Salerno con qualunque risultato, loro sono matematicamente nei play-off e noi matematicamente fuori. Se vinciamo noi da tre punti, i giochi restano aperti. Se vinciamo 3-2, noi non potremmo più raggiungere Salerno (ma potremmo raggiungere Matera, se perde a Benevento) mentre Salerno potrebbe essere raggiunta da Scafati (se vince con il Trani). Elucubrazioni mentali. Più che altro si gioca per un risultato di prestigio.

C’è un infortunio dell’ultim’ora. Uscendo dal riconoscimento, a Silvietta viene offerto il cinque da Michela; soltanto che un paio di dita mancano la mano dell’opposta e le centrano un occhio. Era l’unica giocatrice integra.

Novità nella Nati a Taranto: il ruolo di capitana è attribuito per la prima volta ad Alessandra. Per gli arbitri si prospettano cinque turni di rilassatezza...

Sull’altro fronte coach Castillo ritrova Vittoria, che aveva allenato a Soverato. La centrale, in settimana, ha speso parole di elogio per l’ex-tecnico; ritengo probabile che anche il tecnico possa aver apprezzato lo stato di forma di Vittoria (che, peraltro, stasera ha giocato bene, ma al di sotto degli standard eccellenti a cui ha abituato il Palafiom).

La migliore partita l’ha giocata a Sala Consilina, dove non ‘ngi stav’ nisciùne... né giornalisti, né blogger, né riprese in streaming, né tifosi.

Venti punti individuali scettàti... Senza nessuno che potesse raccontarli ai posteri.

Formazioni.

Nati a Taranto con Alessandra Certa in regia, Marcella Scaglioso opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore in cerca degli appunti di diritto, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

L’allenatore Ivan Castillo schiera Arianna Formisano in palleggio, Annamaria Amitrano opposto, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo laterali, Viviana Vincenti e Antonella Salvati centrali, Pina Esposito libero.

A disposizione: Paola Barletta, Norma Ruggiero e Claudia Stifano.

Primo set

Avvio ruggente della Nati a Taranto. Il primo punto, veramente, è un errore in battuta di Viviana. Non è che esaudiranno anche la mia richiesta supplementare...? Purtroppo non sarà così.

Intanto, comunque, vanno a segno Marcella, Michela (due aces consecutivi), Cristiana ed Ale, quest’ultima con un punto-culo. Siamo 7-1 e coach Castillo ha già chiamato il primo time-out.

Il tecnico ospite indossa per tutto l’incontro un berretto di lana. Non ha un aspetto molto rassicurante.

Punto della “Campolo giusta”, ma le rossoblu non hanno esaurito la propria foga agonistica: grande pipe di Michela e solido muro di Simona (10-2).

A questo punto inizia il recupero di Salerno: noi siamo un po’ imprecisi in attacco mentre Amitrano, Vincenti e Scialacomo non falliscono (11-10).

Amitrano, per intenderci, è la “compagna di merende” di Grimaldi ai tempi di Scafati l’anno scorso.

Il pareggio porta la firma di Viviana Vincenti: fast e ribattuta su una lunga ricezione jonica.

Michela tira una bomba da posto quattro, ma si fa sentire anche Nunzia Campolo dall’altra parte della rete (13-16).

Ci prova la Corallina con due attacchi vincenti consecutivi (17-20), ma Salerno ha un ulteriore break: quarto errore in battuta delle tarantine, punto di Gisela Scialacomo ed ace di Antonella Salvati, che approfitta di una ricezione piuttosto in difficoltà (17-24).

Il punto finale è un primo tempo risoluto di Viviana Vincenti (18-25).

Secondo set

Grande equilibrio nel secondo parziale e gioco spesso godibile, a parte le imprecisioni in battuta che adesso accomunano entrambe le squadre. In compenso, troviamo due servizi vincenti con Vittoria e Marcella (7-5), in risposta ai martellamenti di Campolo e ad una pipe perfetta di Scialacomo.

Realizza un ace anche Amitrano e poi Gisela effettua il sorpasso (7-8).

La Nati a Taranto non molla e va a segno con Cristiana (subito dopo murata da Scialacomo) e con una Simona particolarmente efficace (9-9).

Sul 9-12 proficuo time-out di Marcello: un bel muro Marcella-Vittoria corona il pareggio (12-12).

Purtroppo mura anche Nunzia Campolo ed un’altra ricezione lunga delle padrone di casa viene ributtata sul parquet da Anna Maria Amitrano (12-15).

Splendida fast a pallonetto del nostro sottotenente di vascello (16-19). Me la immagino sulla sua fregata che dà disposizioni di tiro: questo missile spariamolo in diagonale, quest’altro tiriamolo a pallonetto...

Purtroppo le imprecisioni in attacco (tre errori in questa fase, più uno in battuta) vanificano ogni speranza di rimonta; l’azione offensiva di Vincenti e il muro di Campolo su una nostra fast “light” chiudono il set (17-25).

Oltre al set, è chiuso anche il nostro campionato. Anche rimontando la partita, Salerno resterebbe a +13, irraggiungibile, e per riprendere Matera le giocatrici lucane dovrebbero perdere tutte le partite da oggi fino all’ultima di campionato con l’Ostuni.

Adesso è finita davvero. Sigh.

Terzo set

La conclusione del parziale non ha molto soddisfatto coach Marcello visto che nell’intervallo si sente soltanto la sua voce rimbombare nel palazzetto.

L’avvio del terzo set ha una protagonista assoluta: Viviana Vincenti, autrice di ben 6 dei primi 10 punti gialloblu.

Chissà se questa prestazione è anche frutto del sostegno dei parenti (la centrale è brindisina) e di mezza città di Massafra che non l’ha dimenticata ed è venuta a testimoniarle un grande affetto (ricambiato). A proposito di Massafra, ci sono anche Valentina e Luana (a tifare per la NAT, precisiamolo!). Mancano solo il sindaco e il parroco della Madonna della Scala.

Oltre allo show personale di Vincenti (muri, fast, aces), c’è un servizio vincente di Vittoria, due impappinamenti in fase di costruzione che vanificano i miracoli difensivi di Michela ed una fast di Cristiana che viene... “parata” a terra da Gisela.

L’attaccante argentina si vendica con un attacco da posto quattro. Siamo 6-11.

A questo punto si apre una fase di gioco piuttosto nervosa, in cui gli arbitri rilevano diverse irregolarità, c’è qualche contestazione (anche presidenziale) e il ritmo è un po’ spezzettato.

La capitana deve fare il proprio dovere, ma non sembra molto convinta. Ci prova, però. Va dagli arbitri, parla, discute.

Si impegna, la piccina.

Il capolavoro della Nati a Taranto inizia sul 13-16, dopo un pallonetto di Amitrano.

Se lì c’è Vincenti, qui c’è Repice a vivere il proprio momento di gloria: fast, muro e blocco di una ricezione ospite lunga, con in mezzo un servizio vincente di Alessandra (17-16). Sorpasso!

Ma non è finita. Dopo un punto di Scialacomo, c’è un altro break: invasione campana, punto-culo di Vittoria aiutata dal nastro, ace Corallina e due magnifici attacchi di Michela, che valorizzano le grandi difese di Simona Leone (22-17).

Entra Stifano per Formisano; fanno rima, ma una c’entra con la pastiera, l’altro no, dunque il cambio non mi garba. Quasi quasi faccio partire una personale contestazione a Castillo: Lass’ ‘ncampo ‘a Formisàne!

Viviana prova a tenere vivo il set, ma ormai è fatta: l’ultimo punto è un ace di Marcella (25-19).

Quarto set

Simona entra in campo con i capelli sciolti. E’ sempre stato il mio sogno vedere le giocatrici sul parquet con le chiome al vento, senza che vengano mortificate con decine di fermacapelli. Sembra, però, che non sia funzionale e così anche la Corallina provvede a risistemarsi la coda.

Lo spettacolo ed anche le tensioni agonistiche esplose nel terzo set sembrano ridimensionate; l’avvio del quarto set è piuttosto loffio.

Ma già sul 4-4 si torna a fare sul serio: Vincenti, Scialacomo (bel lungolinea) e Campolo da un parte; Super Corallo e Repice (grande attacco proprio all’angolino) dall’altra.

Sbaglia qualcosa in attacco anche Salerno (11-8) e mister Castillo sostituisce Amitrano con Ruggiero. Ed anche Formisano con Stifano. Di nuovo?! Come ha osato? E’ una follia! Fa’ trasè ‘a Formisàne!

Mi chiedo: meglio perdere nettamente o rimontare questa partita con una dimostrazione di forza che finirebbe, però, per aumentare i rimpianti su quello che poteva essere e non è stato?

Break ospite da cinque punti (Campolo, doppietta Scialacomo, mani-fuori Ruggiero e palla out rossoblu).

Brava Cris con due fast consecutive (15-15) e poi c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, ma il tiro di Marcella finisce di poco fuori. D’un soffio, tanto che molti spettatori protestano contro la valutazione arbitrale ed invitano – non so perché - Davide Monopoli ad esprimersi pubblicamente in proposito. Il tecnico della Tempesta decreta che, a suo parere, era dentro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

A proposito, domenica alle 17.30 tutti al Maria Pia per la serie D: NAT Tempesta-Triggiano. E non aggiungo altro...

Simona replica a Nunzia Campolo. Zaby lascia il Palafiom chiedendomi di salutarle la squadra e in particolare Michela e Ale. Io ovviamente me ne dimentico, ma forse le due giocatrici la ascoltano dal parquet perché, per l’emozione, lasciano cadere un pallone vagante.

Muro Gisela. Si mette male: 17-20.

Magnifica palletta della Corallina da posto due: un tocco delizioso che atterra douce douce.

Attacca Campolo (18-21), ma Vittoria sfodera un muro dei suoi e poi Salerno incorre in una doppia (20-21). Ecco: Formisano non avrebbe sbagliato il tocco.

L’Armata Jonica ci crede, ci ha creduto per tutta la partita, e il pareggio adesso non sembra una chimera.

Ma è a questo punto che nella storia della partita entra un’altra protagonista, per noi fatale: Norma Ruggiero. L’opposto argentino sfrutta il nastro e poi mette a terra un preciso pallonetto (20-23). Muro di Gisela con la palla che cade tra le urla disperate di Cristiana (20-24).

L’Autoluna ci regala un errore in battuta, ma è ancora la Ruggiero ad attaccare efficacemente da posto due: mani-fuori e vittoria per le ospiti (21-25).

La Nati a Taranto ha confermato la diagnosi espressa sulla stampa dal coach: squadra in convalescenza. Segnali di ripresa. Ma purtroppo non è bastato a conseguire la vittoria di prestigio.

La festa di Salerno può esplodere: Trani è inavvicinabile, ma i play-off adesso sono al sicuro.

Per l’euforia, la squadra lascia una borsa ed una tuta sul parquet, ma ormai il servizio di recupero degli oggetti smarriti ha raggiunto livelli di eccellenza e tutto viene custodito con cura.

Tabellino: TARANTO-Salerno 1-3 (18-25, 17-25, 25-19, 21-25)

Nati a Taranto: Zonca 10, Corallo 16, Repice 8, Fiore NE, Benefico 11, Scaglioso 6, Tinelli NE, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 7.

Autoluna Salerno: N.Campolo 13, Salvati 5, Amitrano 9, Vincenti 23, Scialacomo 26, Borrelli 10, Formisano 10, Barletta NE, Ruggiero 5, Stifano 0, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 4, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 21’, 22’, 25’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.46’.

Altri risultati: Scafati-Trani 0-3, Benevento-Matera 0-3, Nojaturi-Battipaglia 1-3, Ostuni-Potenza 0-3, Sarno-Sala Consilina 3-0, Aversa-Tuglie 1-3, Molfetta-Montescaglioso 3-0,

Classifica: Trani 72; Salerno 65; Matera 64; TARANTO e Scafati 48; Battipaglia, Potenza e Benevento 43; Sarno 41; Sala Consilina 38; Tuglie 37; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

A questo punto play-off garantiti anche per Matera. Battipaglia (28 punti nel girone di ritorno!) matematicamente salvo; Potenza e Benevento lo sono virtualmente. Nojaturi sull’orlo del baratro: deve vincerle tutte e sperare che Sala Consilina o Tuglie non facciano rispettivamente uno e due punti. In lotta per la salvezza anche Sarno (ma solo in teoria) e Molfetta.

Pausa pasquale nel prossimo week-end. Ma c’è la final-four di Coppa Italia a Trani con ben due formazioni del nostro girone, Trani e Salerno, a cui va ovviamente un caloroso in bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Si infiamma la lotta per i play-off. Grande passo avanti del Montescaglioso, che con 250 euri si insedia al terzo posto, a soli 20 euri dall’Ostuni. I sostenitori lucani avrebbero “rivolto isolate offese all’indirizzo degli arbitri nonché reiteratamente offeso e minacciato i componenti del sodalizio ospite, parzialmente recidiva”.

Ma neanche Molfetta resta a guardare: la sospensione comminata ad un dirigente comporta 80 euri di multa e l’avvicinamento al gruppo di inseguitori di un Matera ormai virtualmente vicino al traguardo.

Prossimo turno: Dopo la pausa pasquale, Tuglie-TARANTO, sabato 18 aprile, ore 19.00, al tensostatico dei ricordi.

Un sms per Ivana:

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Sala Consilina-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (02/04/2009 - 12:25)

Domenica 29 marzo 2009 – ore 18.00

Come ho già accennato, a Sala Consilina non c’ero. Ho fatto il mio dovere di... padrino. Per garantire continuità e completezza “storica” al blog, la cronaca e gli scout (nostri) li copio da Forzaragazze.it (fonte: l’addetto stampa della NAT Volley, Giuseppe Di Cera):

 

E’ una partita dai due volti quella che le ragazze del tecnico Marcello Presta giocano al Palapozzillo: se nei primi due set incontrano molte difficoltà, nei restanti tre sanno mettere in mostra il giusto carattere ed opportunismo per portare a casa il successo. Con i due punti conquistati, la Nat si fa un bel regalo: il quarto posto. Il traguardo è raggiunto anche per la sconfitta di Scafati nel difficile derby di Salerno e giocato ventiquattrore prima. Tarantine e scafatesi si dividono la quarta piazza con un rassicurante +5 sul Benevento, la più immediata inseguitrice.

Coach Presta non deve faticare molto per pensare a quale sestetto base schierare. Sonia Tinelli non è disponibile, per cui opta, per la seconda volta consecutiva, per la vincente soluzione adottata con il Potenza: Marcella Scaglioso sostituisce la Tinelli nel ruolo di opposto mentre a dirigere le operazioni in regia ci pensa Alessandra Certa. Al solito, le centrali sono Vittoria Repice e Cristiana Zonca. Le bocche di fuoco sono invece Simona Corallo e Michela Benefico.

Nei primi due set Taranto è in completa balia di Sala Consilina che va sistematicamente a segno con le due laterali Giovino e Vantaggiato. Il muro e la ricezione di Taranto sono ai minimi livelli e per le avversarie è facile affondare i colpi. La conclusione dei set, a favore della formazione di Iannarella, è scontato con i punteggi di 25-19 e 25-21. Una curiosità: sul 4-4, nel secondo set, va via la luce ed il blackout è totale per circa dieci minuti.

Diverso il piglio delle rossoblù nei successivi tre set. Quei fondamentali che prima sembrano favorire Sala Consilina diventano invece le migliori armi delle ioniche. Sale in cattedra la Repice che sino alla fine mette a terra venti palloni. Il terzo set si conclude 25-21 per Scaglioso e le sue compagne, ma ancora più eloquente è il punteggio del successivo terminato 25-16.

E’ invece sofferta la vittoria del quinto set che si conclude 15-13 ed è festa Nat.

Tabellino: Sala Consilina-TARANTO 2-3 (25-19, 25-21, 21-25, 16-25, 13-15)

Puntotel Sala Consilina: Giovino, Vantaggiato, Radice, Troiano, Ancora, Buonocore, Buccino, Mele, Di Prisco, Petrosino, Giarletta NE, Micca (L) – All. Iannarella.

Aces NC, errori in battuta NC, muri-punto NC.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 13, Repice 20, Benefico 14, Scaglioso 10, Mastandrea NE, Certa 4, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta NC, muri-punto 11.

Arbitri: Emilio Sabia (PZ), Loredana Di Nicola (PZ).

Durata set: 20’, 34’, 30’, 27’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.30’.

Altri risultati: Trani-Benevento 3-1, Salerno-Scafati 3-2, Matera-Nojaturi 3-1, Potenza-Molfetta 3-1, Montescaglioso-Sarno 3-2, Battipaglia-Aversa 3-0, Tuglie-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 69; Salerno 62; Matera 61; TARANTO e Scafati 48; Benevento 43; Battipaglia e Potenza 40; Sarno e Sala Consilina 38; Tuglie 34; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

Possono matematicamente puntare alla promozione diretta soltanto Trani, Salerno e Matera; possono puntare ai play-off anche Taranto e Scafati; Benevento (che è la prima squadra a sfondare il muro dei 100 set giocati – seguono Scafati a 99 e Molfetta a 98) sostanzialmente salvo; retrocede in C anche Aversa.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Intanto, in onore di una giocatrice squalificata per una giornata (ma insomma!), ecco un’immagine del ristorante “Aires de Plata” di Bologna dove mercoledì ho avuto il piacere di assaggiare empanadas e bife de chorizo. Slurp!

Turno favorevole, quello precedente, alle squadre campane:90 euri all’Aversa (50 per la mancanza del servizio di asciugatura e 40 per le frasi offensive al primo arbitro); 100 euri al Sarno per le numerose offese del pubblico locale all’indirizzo della coppia arbitrale e 65 euri al Benevento perché lo spogliatoio arbitrale era privo di servizi igienici (in compenso, però, c’è il servizio di asciugatura, quindi gli arbitri potevano pure farla per terra...).

Prossimo turno: TARANTO-Salerno, sabato 4 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

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Nati a Taranto-Potenza 3-0

di skanderbeg69 (22/03/2009 - 14:57)

Sabato 21 marzo 2009 – ore 19.00

Dopo tre turni lontani da casa, due in trasferta ed uno al Maria Pia, la Nati a Taranto torna tra le mura familiari del Palafiom. Che portino sostegno e rassicurazione. Che l’espressino di Carmen sappia sostituire il fattore G. Che il prestigio del cavalier Castaldo possa influire sulla gara. Che il nostro palazzetto arrechi calore in una giornata glaciale nella quale la primavera ha fatto il bidone.

Veramente gli spalti non sono molto affollati. Sarà stato il freddo? Saranno stati gli ultimi risultati negativi? Sarà che metà degli spettatori veniva soltanto per vedere Simona Mucci?

     Riceviamo il Potenza di Nello Caliendo, alias Robin Hood per sua stessa definizione: colui che ruba ai ricchi (un punto al Salerno, due punti al Trani con un impressionante tie-break di 15-2 che sembrava un errore di stampa) per dare ai poveri (Aversa, Battipaglia quand’era povero). “Ruba” è un modo di dire; Potenza, pur con qualcosina in meno rispetto all’anno scorso, resta una grandissima squadra a cui, anzi, la classifica non rende giustizia considerato il valore tecnico delle atlete e del mister.

E noi? Chi siamo noi? Siamo ricchi o poveri? Siamo i Ricchi e Poveri? Che campionato sarà adesso che l’obiettivo play-off è definitivamente sfumato?

Il fatto che Potenza perderà 3-0, in riferimento alla precedente teoria di Robin Hood, costituirebbe un brutto segnale (allora siamo poveri?!), ma, a parte gli scherzi, quello che conta questa sera è la reazione delle ragazze.

E la reazione ci sarà!

Formazioni.

La Nati a Taranto ritenta la sperimentazione di Benevento (con le dovute grattate visto come andò a finire...). Alessandra Certa coesiste con Marcella Scaglioso (la prima palleggiatrice, la seconda opposto), Michela Benefico e Simona Corallo sono in banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice al centro, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

Mezzo staff è ko: non c’è Lisa, non c’è il dottor Formoso. A farsi il mazzo così, come sempre, è Massimo, anche se questa volta l’unico problema strutturale riguarda l’asticella. A parte qualche apprensione sulla sedia arbitrale.

Mi viene in mente un episodio accaduto in una rustica pizzeria di via Cesare Battisti, nota soprattutto per i panzerotti al forno. Ad un mio amico portarono una pizza capricciosa; lui recriminò: “Veramente avevo chiesto una diavola...”

La testuale risposta del cameriere fu: “Meh, no’ mangije ?!”

Chissà se Cristiana può raccontare episodi simili. Chissà se queste cose succedono anche nelle pizzerie di Novara.

Allo stesso modo, mi aspetto che prima o poi, di fronte alle osservazioni degli arbitri su asticelle, pressione dei palloni e colori delle strisce sul parquet, Massimo risponda: “Meh, no’ sciuèch ?!”

Potenza. Senza Carbonara e Pontillo, Nello Caliendo utilizza Katia Sinisi in palleggio, Aurora Avena opposto, Paola Felicetti e Caterina Di Lucchio laterali, Angelica Muscillo e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

A disposizione: Livia Di Camillo, Michela Prete e Morena Lancelotti.

La NAT utilizza le maglie rosse. Io preferisco in generale quelle blu, però, a prescindere dai gusti, un buon criterio potrebbe essere quello di differenziarsi dalle avversarie. Oggi, così come contro Benevento, c’erano in campo due squadre con le maglie delle stesso colore.

Un plauso al Potenza: l’anno scorso aveva numeri che andavano bene per le visite oculistiche della NASA; in questa stagione le atlete portano sulla schiena numeroni adatti anche agli ipovedenti. Buon per me.

Ma la sorpresa più bella della squadra lucana è il foglietto delle formazioni. Altro che i fogliettini strazzati a uecchio che circolano abitualmente sui parquet; altro che la carta riciclata dai panifici; Potenza utilizza delle schede colorate con appositi spazi circolari in cui scrivere i numeri delle atlete. Mai vista una simile meraviglia.

Ecco, qui sotto, una scheda autografata da coach Caliendo.

Primo set

Mi secca citare la Fallaci, ma “la rabbia e l’orgoglio” tarantini non perdono tempo per straripare sul parquet: ace di Simona, doppietta di Vittoria, duplice attacco di Michela e muro finale di Cristiana. In mezzo, solo una nostra invasione (7-1).

Riusciamo a contenere Avena; un po’ meno Felicetti, che passa due volte (7-6).

Simona Leone, particolarmente sostenuta dall’Armata Jonica, difende palloni impossibili, uno dei quali con la mano stesa sul terreno, e così difendiamo il vantaggio finché Avena non ingrana la quarta (9-9).

Brutto momento dopo un muro di Vittoria (12-10): Felicetti e Taddei (quest’ultima direttamente in battuta) sorprendono la nostra retroguardia e Potenza passa a condurre 12-15.

Sul 14-17 il definitivo sorpasso jonico, grazie ad un micidiale break di otto punti: fast Cristiana, lungolinea out del Potenza, ribattuta Cris su ricezione lunga, diagonale Corallina, muro Zonca, palla fuori delle ospiti dopo un ulteriore miracolo della Leonessa e due aces consecutivi di Michela (22-17).

Marcello alza il muro con Sonia, ma Caterina Di Lucchio lo scavalca con un pallonetto (23-20).

Simona ed Alessandra (ace millimetrico) sistèman’ tutt’ cose (25-20).

Secondo set

Il secondo parziale inizia all’insegna degli attacchi di Marcella, fino a quel momento ancora a secco di punti.

I martelli martellano e siamo avanti 6-5, ma dall’altra parte c’è una delle fuoriclasse di questo campionato, Paola Felicetti: Giocoleria in vantaggio di due punti (8-10).

Ancora a segno Marcella e poi brillano le nostre centrali d’oro: Cristiana di pugno e Vittoria direttamente in battuta (11-10). Ottima anche la difesa rossoblu.

Coach Nello è un po’ contrariato nel corso di un time-out (13-11).

Aurora Avena manda il pallone sull’asticella. Questo è un punto che forse va attribuito a Massimo... O agli arbitri...

In fatto di centrali, però, pure Potenza non scherza: Angelica Muscillo è una delle rivelazioni dello scorso campionato ed anche Katia Taddei è una ragazza molto interessante. I loro primi tempi consentono alle ospiti di pareggiare (16-16).

Difendiamo per tre volte gli attacchi lucani e poi chiudiamo lo scambio con un bellissimo pallonetto della Corallina, che questa sera risulterà la miglior realizzatrice della gara (15 punti). Dopo il pallonetto, Ercolina tira la bomba e poi c’è un punto-culo di Cristiana: Taddei le scaglia una pallonata che il sottotenente respinge in bagher; la difesa lucana lo valuta fuori e invece è dentro (19-16).

Qualche errore su entrambi i fronti e poi è Marcella Scaglioso a chiudere il set attaccando sia da sinistra che da destra. Si sposta continuamente. In questo senso, sembra Gaetano Carrozzo...

Tre punti della palleggiatrice-opposto, intervallati da un primo tempo di Muscillo, e chiudiamo 25-19.

Terzo set

Quarto muro di Cristiana Zonca per iniziare bene anche la terza frazione, ma c’è grande equilibrio perché il fondamentale sorride anche a Taddei e Felicetti (6-6).

Duello tra centrali: tre punti di Vittoria e due di Muscillo, uno dei quali vanifica una difesa di Alessandra con una parte del corpo che noi maschi non abbiamo.

Grande Avena in questa fase, da posto quattro (11-12).

Attaccano Marcella, Michela e Cristiana, quest’ultima con una fast a pallonetto (15-13).

Splendida Corallina: prima un lungolinea, subito dopo una bomba in diagonale, ma pure Felicetti non sta a guardare (17-17). Marcella riscatta un erroraccio realizzando l’ottavo punto personale.

Sul 19-19 la svolta. Gran difesa tarantina e lungo scambio concluso da Cristiana, che nell’azione successiva rimette il pallone a terra. Secondo le giocatrici del Potenza, veramente, il pallone sarebbe stato tenuto in campo dalla mano stesa dal libero Santangelo e ne consegue qualche protesta.

Sono, però, due errori in attacco delle lucane a chiudere virtualmente l’incontro (23-19).

A riaprirlo provvede il segnapunti, che si lascia sfuggire un due davanti al nove (21-29), ma è una distrazione corretta nel giro di pochi secondi, anche grazie ai tifosi che segnalano con garbo e pacatezza l’equivoco.

Gli ultimi attacchi sono di Michela e Simona (25-21).

Dopo tre turni senza punti, la Nati a Taranto torna a sorridere. Un sorriso amaro, è vero, carico di rimpianti, ma il nostro campionato non è finito a Matera e le ragazze l’hanno dimostrato. Vi vo-glia-mo co-sì!

Tabellino: TARANTO-Potenza 3-0 (25-20, 25-19, 25-21)

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 15, Repice 8, Fiore NE, Benefico 12, Scaglioso 8, Tinelli 0, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta 8, muri-punto 6.

Giocoleria Potenza: Avena 7, Di Camillo 0, Prete NE, Muscillo 7, Taddei 6, Sinisi 1, Felicetti 12, Di Lucchio 5, Lancelotti NE, Santangelo (L) – All. Caliendo.

Aces 2, errori in battuta 7, muri-punto 4.

Arbitri: Gianluca Mallardi (BA) e Vito Caragnano (BR).

Durata set: 26’, 20’, 26’ – Durata totale dell’incontro: 1.18’.

Altri risultati: Nojaturi-Trani 0-3, Benevento-Salerno 1-3, Molfetta-Scafati 3-0, Sarno-Tuglie 3-2, Aversa-Sala Consilina 0-3, Ostuni-Battipaglia 0-3, Montescaglioso-Matera 0-0.

Classifica: Trani 66; Salerno 60; Matera* 55; Scafati 47; TARANTO 46; Benevento 43; Potenza 37, Sarno 35, Battipaglia e Sala Consilina 37; Tuglie 31; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso* 8; Ostuni 1.

(*) Montescaglioso e Matera, una partita in meno.

Per la cronaca, la Nati a Taranto è matematicamente salva; potrebbe essere raggiunta dal Molfetta a 46 punti, ma noi avremmo comunque una vittoria in più. A proposito del Molfetta, un abbraccio alla sfortunata Alessandra Nappi, che domani si opera. In bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Scafati 220,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO e Aversa 40,00; Trani 0,00.

Balzo avanti di Scafati, ma ormai sembra troppo tardi per difendere il titolo. Multa di 180 euri per aver la tifoseria al seguito rivolto all’indirizzo degli arbitri ripetute frasi offensive nonché minacciose durante la gara. Parzialmente recidiva.

Altri 80 euri di multa al Molfetta, che riaccende la corsa ai play-off, perché un dirigente è stato sospeso per 7 giorni.

Prossimo turno: Sala Consilina-Taranto, domenica 29 marzo, ore 18.00, Palapozzillo, via Pozzillo.

UNA FINESTRA SULLA C:

Venerdì ho assistito a Oria-San Pietro Vernotico, l’anticipo di Sky nonché il big-match della serie C di questa stagione. E’ stata una grande partita, tirata ed emozionante in tutti i quattro set. Ha vinto Oria per 3-1, ma entrambe le squadre meriterebbero la promozione. Complimenti, davvero.

Un plauso particolare alla nostra ex Rossella, tra le grandi protagoniste dell’incontro unitamente ad una certa Luisa che stilisticamente mi ricorda un’altra forte mancina che gioca in provincia di Brindisi.

Non ho mai visto battere in modo così sistematico su una stessa persona, il libero del San Pietro, meritevole di un raddoppio dello stipendio soltanto per il surplus di lavoro compiuto venerdì sera.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto del volto di Paola Felicetti è tratta da www.ascivolley.it.

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Battipaglia-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (15/03/2009 - 21:07)

Sabato 14 marzo 2009 – ore 19.30

Prosegue inarrestabile la marcia di Désirée & compagne verso il successo finale in campionato. Anche ieri le rossoblu si sono imposte con autorevolezza (3-1 in trasferta) e la striscia di vittorie consecutive è già arrivata a quota 18.

Tutto vero. Peccato che stiamo parlando della NAT Tempesta di serie D e non della NAT di serie B2...

Vabbè, questo era lo zuccherino prima dell’amara medicina.

Veniamo alla prima squadra. Non ero più abituato a commentare tre sconfitte consecutive. Pazienza, le ragazze ci hanno provato, ma sono emersi ancora una volta quei limiti tecnici che stanno condizionando le ultime prestazioni stagionali.

E poi bisogna anche fare i conti con le avversarie. Non sia un alibi, ma oggettivamente Battipaglia ha migliorato la già buona impressione dell’andata. Bellissima squadra: completa, equilibrata, determinata, ottime individualità e adesso, rispetto a qualche mese fa, sembra ancora più matura e più sicura dei propri mezzi. Non per niente è la quinta forza del girone di ritorno (Trani 24, Salerno 23, Matera e Scafati 20, Battipaglia 19) e avrebbe potuto essere la terza senza il recente suicidio casalingo con il Sarno.

      L’unico inconveniente del viaggio è lo smarrimento del cellulare di coach Marcello, che era sceso a chiedere informazioni all’altezza di un noto caseificio. Dopo un quarto d’ora il telefonino lo ritroviamo lì, tranquillo, nell’erba. L’erba dell’aiuola, non quella delle cosiddette “sigarette di cespuglio”. [1]

‘Na cosa s’ha risòlt’ bbuen’ stasera.

La passeggiatina prepartita, anche se limitata a via Belvedere, ci mostra una città promettente.

Il vero Bel-vedere dei battipagliesi è però nel Palapuglisi, stranamente poco affollato nonostante lo spettacolo tecnico che è in grado di fornire la squadra locale.

Bella struttura, peraltro. Un quadro ricorda don Puglisi, a cui il palazzetto è dedicato; un telone riporta l’immagine di Topolino. Poiché ce n’è un’altra copia, i gentili dirigenti della Cofimar me lo regalano.

Formazioni.

Claudio Bifulco propone in palleggio Giusy Palladino, in posto due quella che nonostante gli impegni presi su questo blog nella partita d’andata poi mi ha rinnegato su Facebook una seconda volta e questo è il ringraziamento per essere andato a Ostuni a tifare anche per lei nella sfida-salvezza dell’anno scorso, in banda Tatiana Lombardo e Francesca Nolè, centrali Antonella Miano e Ratiba El Gamal che invece è amica di Laura Passaro e quindi è una brava ragazza, libero Marianna Granozio che è un’altra brava ragazza perché mi ha scritto l’articolo dell’altro ieri.

Sarà un’altra cronaca molto obiettiva.

In panchina: Sabrina De Maio, Valentina Fusco, Lorena Serban, un nome da star di Hollywood, e Ilenia Sellitto.

Nati a Taranto con sestetto classico, grazie al recupero delle due acciaccate: Marcella Scaglioso palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo schiacciatrici, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

A disposizione di Marcello Presta: Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

Bel gioco sin dall’avvio, almeno a mio modesto parere. A fine partita, invece, raccoglierò commenti poco entusiasti su entrambi i fronti.

Il primo attacco di Tatiana Lombardo mette subito in chiaro che Battipaglia non si farà impressionare dal mitico muro rossoblu. E’ una cannonata.

Scalda il braccio anche Nolè, ma le nostre vanno tutte a segno, tranne Cristiana, che comunque a fine partita risulterà la miglior realizzatrice tarantina. E tranne Leone, stranamente a secco di punti nonostante la prova gagliarda.

Sul 5-7 per noi, il primo break delle salernitane, che adesso sfoggiano una suggestiva divisa arancione. Ancora in evidenza la schiacciatrice catanese con altri due punti personali (10-7).

La Nati a Taranto non molla, ma inizia a brillare anche la stella di Antonella Miano, che inaugura un ulteriore e micidiale break delle padrone di casa (21-13).

Tra i sette punti delle battipagliesi ci sono tre nostri errori consecutivi in attacco e due time-out di Marcello, che è alquanto irritato.

Ne fa le spese Michela, sostituita da Simona-di-metallo.

Per fortuna sbaglia qualcosa anche Battipaglia mentre la nostra Soninha (con il suo taping multicolor) riattizza il fuoco della speranza con due attacchi ed un muro (24-19). Le orange buttano fuori altri due attacchi, ma il punto conclusivo è dell’ex-Tempesta Ratiba El Gamal con un primo tempo (25-21).

Secondo set

Alessandra chiede al segnapunti di attaccare alla presa la borsa dell’acqua calda elettrica. Se si stuta il tabellone per un sovraccarico di corrente, sappiamo di chi è la colpa.

Simona Corallo c’è, ma dall’altra parte c’è anche una Dello Monaco molto incisiva da posto due ed in battuta. Avrei voluto parlare male della ragazza, ma sfortunatamente sta giocando troppo bene, devo riconoscerlo. Vorrà dire che mi vendicherò alterando le immagini.

Perdiamo 7-1 e adesso c’è qualche inestetismo anche in difesa: Miano piazza un pallone in palleggio che non viene contenuto.

Sonia attacca e mura (11-6), Nolè scarica un imprendibile missile aria-terra e poi c’è un buon momento delle rossoblu, grazie soprattutto a Cristiana e alla Corallina (13-12).

Strepitosa Nolè, che piazza a terra due pipe consecutive, una delle quali a pallonetto, e ottavo punto personale di Lombardo (17-12). L’arbitro richiama l’ex-massafrese chiedendole di abbassare il volume dell’esultanza e magari di dirigere il sonoro verso le proprie compagne.

Intanto Alessandra fa appena in tempo a ritirare la borsa dell’acqua calda che le sue mani fatate quanto infreddolite vengono precettate dal coach.

Sul 19-18 Simona Corallo ripete l’impresa di Gianluca Nuzzo contro il Macerata alcuni anni fa: una serie impressionante di battute vincenti. Alcuni aces sono sporchini, ma non siamo degli igienisti fanatici. Sono ben quattro; tra il primo e il secondo c’è anche un muro Vittoria-Sonia.

Coach Bifulco, ispiratore della grande rimonta battipagliese iniziata proprio al Palafiom, si accorge che qualcosa non va e sostituisce Nolè con Fusco, poi Fusco con Nolè, ma l’ultimo ace della Corallina va proprio in direzione dell’ex-massafrese.

Siamo 19-23 e dovremmo chiudere il set.

Purtroppo, però, non riusciamo a gestire bene i palloni che scottano. E non è una novità quest'anno.

Prima c’è un punto personale di Palladino, poi tre tiri fuori delle nostre, quindi un muro El Gamal-Palladino e infine, dopo un time-out di Marcello e dopo uno scambio lunghissimo e palpitante, l’ennesima conclusione fuori misura della Nati a Taranto (25-23).

Terzo set

Alessandra è confermata sul parquet, ma le tre bocche di fuoco battipagliesi (Nolè, Lombardo, Dello Monaco) sono ancora affamate di punti (6-3).

Speriamo che nessuno mostri a Conforti la videocassetta con i capolavori che sta esibendo Francesca Nolè anche questa sera, incluso il lungolinea del 10-6.

Doppio ace di Giusy Palladino (12-6), che poco prima ha realizzato anche un punto di pugno in rovesciata. Ecco, se c’è una battipagliese che mi sembra particolarmente maturata rispetto a quattro mesi fa è proprio la giovane palleggiatrice. Grande partita, la sua.

Rientra in campo Mucci, ma sono le centrali a regalarci le maggiori soddisfazioni: muro di Cristiana, due fast e due primi tempi di Vittoria, intervallati dai soliti attacchi di Dello Monaco e Lombardo.

Miano e Nolè riportano avanti il Battipaglia, che deve però rinunciare temporaneamente a Ratiba El Gamal, caduta male.

Entra al suo posto Sabrina De Maio, che manda in rete una ricezione lunga della Nati a Taranto (19-18). La cristiana si deve pur ambientare in campo.

Pareggio di Cristiana (muro) e vantaggio di Vittoria (ace). Che centrali! Forse è Clara che ci guida spiritualmente dal cucuzzolo del suo nuovo paese.

Pipe Lombardo ed ace di Palladino (21-20).

Emozioni.

Le più belle sono quelle che ci regala il sottotenente: muro, primo tempo, fast ed ace finale. Vinciamo il set 25-23!

Se la imbarcano, io mi iscrivo ad Al Qaeda e ripropongo sulla nave che dovrebbe ospitare Cristiana l’attentato al cacciatorpediniere Cole. Mi immolo per il bene della Nati a Taranto...

Quarto set

Ratiba è rientrata. Un’ottima Lombardo lancia lo sprint per la Cofimar (4-0), ma un’altrettanto splendida Cristiana continua a cannoneggiare dal posto di battuta (4-5). Questa sera chiuderemo con 8 aces di squadra, la stessa cifra delle padrone di casa.

Muro di Vittoria su Nolè, che si vendica subito dopo (7-7).

Michela, poco produttiva fino ad ora, riserva i colpi migliori in questo quarto parziale: sfavillanti le diagonali che ci tengono agganciati al Battipaglia sino al 12-10.

Purtroppo questo è il momento in cui sale in cattedra Antonella Miano: prima mura due volte gli attacchi rossoblu (15-10), poi lascia sfogare Dello Monaco e Nolè (17-11) e infine accompagna la propria squadra sul rettilineo finale con una fast ed un ace (19-12).

Ad eccezione di un attacco di Simona Corallo trascorrono 13 scambi senza che riusciamo a mettere il pallone a terra e gli unici punti sono gli errori offensivi arancioni. Merito anche dell’ottima difesa di Granozio e compagne.

A non commettere errori offensivi è Maria Antonietta Dello Monaco, che sfrutta il muro jonico per siglare il 21^ punto della Cofimar.

Entra Marcella per Sonia, ma è Michela a restituire efficienza al nostro attacco (21-15). Coach Bifulco forse non gradisce le osservazioni in merito da parte delle sue atlete e urla loro di stare zitte.

Bah, è dura pretendere che sei donne concentrate in appena 81 metri quadrati restino in silenzio per più di due secondi...

Sono troppo distante e non sono in grado di sentire quello che dice, invece, Marcello quando mandiamo un pallone fuori, uno sulla rete e poi commettiamo un’invasione. Forse è meglio non sentire.

Ultimo muro di Cristiana e poi punto finale di Giusy Palladino con un tocco di seconda che beffa la nostra difesa (25-17).

Adesso anche il quinto posto in classifica è a rischio, ma quello che conta è ritrovare gli stimoli giusti per affrontare l’ultimo quarto di campionato. Potenza è un’altra squadra in forma; che sia quella la partita del NAT Pride.

Io sono fiducioso.

Tabellino: Battipaglia-TARANTO 3-1 (25-21, 25-23, 23-25, 25-17)

Battipaglia: De Maio 0, Serban 0, Fusco 0, Lombardo 15, Miano 16, Dello Monaco 13, Palladino 7, Nolè 17, Sellitto NE, El Gamal 2, Granozio (L) – All.  Bifulco

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 9.

Nati a Taranto: Zonca 15, Corallo 12, Repice 12, Benefico 6, Scaglioso 1, Mucci 0, Tinelli 7, Mastandrea NE, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 3, muri-punto 11.

Arbitri: Andrea Giova (AV) e Daniele Botti (NA).

Durata set: 23’, 27’, 31’, 24’ – Durata totale dell’incontro: 1.56’.

Altri risultati: Trani-Ostuni 3-0, Salerno-Nojaturi 3-0, Matera-Aversa 3-0, Scafati-Benevento 3-2, Potenza-Sarno 3-0, Sala Consilina-Molfetta 3-2, Tuglie-Montescaglioso 3-0.

Classifica: Trani 63; Salerno 57; Matera 55; Scafati 47; TARANTO e Benevento 43; Potenza 37; Sarno 35; Battipaglia e Sala Consilina 34; Tuglie 30; Nojaturi 27; Molfetta 25; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 390,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO, Scafati e Aversa 40,00; Trani 0,00.

Aversa si sblocca grazie ad una multa di 40 euri per un improvviso sciopero del servizio di asciugatura. Montescaglioso rischia qualcosa di brutto. Ma il dato importante è un altro: adesso c’è soltanto una squadra a non essere mai stata multata: il Trani! La classe non è acqua.

Prossimo turno: TARANTO-Potenza, sabato 21 febbraio, ore 19, Palafiom.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) CAPPELLI, G, Parenti lontani, Marsilio, Venezia, 2008, pag. 69.

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NAT-Benevento 0-3

di skanderbeg69 (08/03/2009 - 15:56)

Sabato 7 marzo 2009 – ore 19.00

Serviva un doppio riscatto per la Nati a Taranto: sia per Matera, sconfitta onorevole ma dalle conseguenze pesanti, e sia per Benevento all’andata, sconfitta assai meno onorevole anche se dalle conseguenze non irreparabili allora.

Il Palafiom è occupato e così si torna al Maria Pia, palestra di una sola stagione, ma che popò di stagione!

Risale al 3 maggio dell’anno scorso l’ultima partita tra queste mura: 3-1 sul Lanciano, 35^ punto e 8^ posto in classifica al termine di un girone di ritorno favoloso.

Bei ricordi, ma pessima illuminazione. Le foto verranno una schifezza, tranne quelle col flash.

Vari inconvenienti nel pre-partita. Presagi. Brutti presagi.

Sonia si blocca durante il riscaldamento e non sarà recuperabile. Vittoria e Michela si scontrano. La laterale ha la peggio; sarà recuperabile, ma l’incidente è stato un segno premonitore.

Anche Benevento ha i suoi problemi, ma, come ci insegna l’esperienza di Aversa l’anno scorso, gli imprevisti legati al viaggio portano bene. Si è rotto il mezzo su cui viaggiava la squadra, e così otto giocatrici sono arrivate a Taranto su un pulmino; altre quattro sono ancora a Candela, in provincia di Foggia. Il paese di Pietro Maiellaro, per la cronaca.

Cerco di immaginare la scena. Coach Feleppa, in mezzo alla strada, deve fare una selezione, come nei campi di concentramento nazisti: tu sì, tu no, tu no, tu sì...

Sostanzialmente il tecnico porta con sé il sestetto titolare, il libero e un solo rincalzo, che si rivelerà prezioso. Non poteva fare a sorteggio...?!

      Al Maria Pia lo spogliatoio delle ospiti è indicato con la scritta “Donne”, quello della Nati a Taranto con la scritta “Uomini”. E così le nostre atlete ricevono spesso la visita dei signori che, in buona fede, pensavano che quello fosse il loro bagno.

Poi il buon Ugo provvede a correggere installando i cartelli “Ospiti” e “Locali”.

Mi manca l’espressino di Carmen, altro elemento scaramantico fatale.

Formazioni.

Il tecnico Marcello Presta, coadiuvato da un vice che indossa la felpa “Coach Assistant”, non so se mi spiego, schiera dunque Silvia Mastandrea opposta a Marcella Scaglioso, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Simona Mucci, Sonia Tinelli e Alessandra Certa.

A beneficio di Davide, rappresento che Desi ha giocato 4 spezzoni di partita, è stata in panchina (senza entrare in campo) 11 volte e in un’occasione (ad Aversa) non so cosa abbia fatto. Pìgghiate ‘n’appùnt’...

Benevento (anzi, due terzi del Benevento): Chiara Lonardo in palleggio, Maria Mauriello opposto, Teresa Agozzino e Mara Napolitano laterali, Giovanna Bernardi e Miriam Napolitano centrali, Valentina Musto libero.

A disposizione di Vincenzo Feleppa la sola Eleonora Troncone.

In viaggio: Valeria Leone, Alessia Sigala, Anna Silvia Piscopo e Veronica Petito.

Sul pulmino delle riserve dev’essere rimasta anche la divisa di gioco di Mauriello visto che l’opposto sannita utilizza una maglia rossa con un numero che sembra cucito a mano dalla zia e pantaloncini azzurri.

Primo set

Straordinario equilibrio all’inizio: un punto per uno sino al 5-5. Qui si scatena la Nati a Taranto: con Marcella al servizio, le rossoblu ottengono un break di otto punti, tre dei quali realizzati da una Vittoria che definire fantastica è dire poco (13-5).

Molto bene anche la nostra difesa.

Sul 15-8 Michela cade male. Cala un cupo silenzio nel Maria Pia e la nostra schiacciatrice è costretta a lasciare il campo zoppicando, sostenuta da Michele Formoso. Il fisiatra, comunque, fedele ad una particolare teoria sulle distorsioni, acconsentirà al rientro di Michi nel secondo set.

Benevento recupera.

Prima è Mauriello a segnalarsi come uno dei migliori opposti di questo girone, poi è Agozzino, con un attacco ed un ace, a lanciare un ulteriore break di quattro punti (19-17).

Bel pallonetto di Simona Corallo, mani-fuori di Silvietta, ma Mauriello pareggia con una doppietta (22-22).

E poi il solito film: rossoblu che non riescono a gestire bene i palloni di fine set, attacco Mauriello, ribattuta Miriam su una ricezione lunga e attacco fuori delle padrone di casa, anche oggi imprecise in fase offensiva (23-25).

Secondo set

Con Michi di nuovo il campo, la NAT parte bene: 5-1 e Cristiana, positiva anche oggi, in evidenza con un muro ed un pallonetto.

Le nostre centrali chiuderanno a quota 23 punti (15 Vittoria, 8 Cris), tanti quanti i punti realizzati dalle altre compagne messe insieme.

Ma giocano bene anche le centrali ospiti. Il pareggio arriva già sul 5-5.

Il secondo arbitro riprende le nostre riserve; il primo non gradisce chi sosta sulla porta che conduce ai bagni. Anche coach Monopoli è vittima di un’intimazione di sgombero.

Molto precisi, comunque, i direttori di gara in tutte le decisioni.

Non è grande volley sul parquet, ma l’incontro è molto intenso. Benevento forza il servizio (due aces di Miriam Napolitano: 11-12); in tal modo incorre in 10 errori nel corso del match, ma i benefici superano di gran lunga i costi dato che la ricezione jonica vive una serata preoccupante.

Da posto quattro proprio non si passa. Corallina è costretta ad inventarsi pallonetti, a spostarsi a destra o a piazzare la pipe.

Torniamo avanti (15-13).

Mara Napolitano scaglia un missile sulla nostra videocamera, che resta integra. E non è detto che sia un bene. Non per tutti, almeno.

Esce Agozzino ed entra Troncone, forse presa alla sprovvista dato che impiega i primi secondi per sollevarsi le ginocchiere e poi per buttare la gomma nel cestino. La nuova entrata si becca subito un ace di Silvietta (18-15), ma la sua vendetta sarà crudele: due attacchi vincenti e poi spazio per due muri di Miriam Napolitano, un ace di Bernardi ed una diagonale di Mauriello (18-21).

L’Armata Jonica ci crede e ci crederà sino alla fine. Zonca e Corallo resistono (21-22), poi due errori-punto ed un muro di Mara chiudono tristemente anche questo parziale (21-25).

Terzo set

“Il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura”. [1]

Nati a Taranto sotto shock: 0-6 per le streghe sannite (è una leggenda che ci ha raccontato Teresa; non è un’offesa...).

Eccezionale Bernardi in questa fase.

E’ eccezionale il fatto stesso che ci sia Bernardi al Maria Pia. Ci pensate? Il miglior giocatore di pallavolo del mondo di tutti i tempi (insieme a Kiraly), qui, sul nostro parquet, in via Galilei...

Per fortuna il muro rossoblu continua a funzionare e Leo sta facendosi tre palmi di culo in difesa.

Sul 2-6 arrivano le quattro riserve del Benevento precedentemente abbandonate sul ciglio della strada.

Le procedure di ammissione sono piuttosto veloci e pragmatiche; d’altra parte, ormai la partita sembra segnata.

La squadra ospite dilaga: 2-10. Brava anche Valentina Musto, il libero.

Due volte ho visto giocare il Benevento: in streaming all’andata, dal vivo adesso. Sarà che proprio con noi hanno deciso di fare faville, ma a me sembrano davvero la squadra del secolo.

Cristiana segna il terzo dei cinque punti rossoblu del parziale, ma dall’altra parte della rete Eleonora Troncone è inarrestabile: mani-fuori, 5-14 e time-out Marcello.

Sul 6-16 l’unico problema per le ospiti è il numero di Mauriello che da 5 si è trasformato in 1 e sembra pure piuttosto pericolante.

Orgoglio Nati a Taranto. Alessandra, entrata al posto di Marcella, va a servire con la consueta precisione; Simona Corallo finalmente buca il parquet e Vittoria si cimenta in un tocco di seconda: 14-16 e partita riaperta.

Purtroppo Benevento mantiene le distanze con una palla appoggiata a sorpresa da Lonardo ed un imperioso lungolinea di Mara Napolitano (15-20).

Mauriello procura alla propria squadra cinque palle-match (19-24); la Nati a Taranto le annulla tutte con Corallo e soprattutto con Vittoria (due muri e una fast)!

Sì, sì, facciamo come il Sarno! Rimontiamo il set e poi vinciamo gli altri due! Yes, we can!

Era bbuen’. Benevento pone sul piatto della bilancia il peso dell’esperienza di Teresa Agozzino e quello della tecnica di Mara Napolitano.

Finisce 24-26 e finiscono, virtualmente, i sogni play-off della Nati a Taranto.

Adesso il gap è di 9 punti dal Matera e c’è anche Scafati in mezzo. Mah. E’ dura, adesso, ma rimane l’obbligo morale di provarci ancora, concentrandosi su ogni partita, anche se il calendario ci propone una sfilza di formazioni una più agguerrita dell’altra.

Se non altro, per quest’anno, le streghe di Benevento non le incontreremo più.

Tabellino: TARANTO-Benevento 0-3 (23-25, 21-25, 24-26)

Nati a Taranto: Zonca 8, Corallo 9, Repice 15, Fiore NE, Benefico 1, Scaglioso 3, Mucci 2, Tinelli NE, Mastandrea 8, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 3, muri-punto 9.

AS Benevento: Agozzino 8, Leone NE, Sigala NE, Mauriello 13, Bernardi 11, Piscopo NE, Lonardo 0, Mi. Napolitano 9, Ma. Napolitano 10, Petito NE, Troncone 7, Musto (L) – All. Feleppa.

Aces 5, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Fernando Papa (LE), Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 24’, 26’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Aversa-Trani 0-3, Molfetta-Salerno 1-3, Sarno-Matera 2-3, Nojaturi-Scafati 2-3, Ostuni-Sala Consilina 0-3, Tuglie-Battipaglia 1-3, Montescaglioso-Potenza 1-3.

Classifica: Trani 60; Salerno 54; Matera 52; Scafati 45; TARANTO 43; Benevento 42; Sarno 35; Potenza 34; Sala Consilina 32; Battipaglia 31; Tuglie e Nojaturi 27; Molfetta 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Primi verdetti: Trani, Salerno e Matera matematicamente salve (ahahah...), Ostuni matematicamente in C (e questo ci dispiace, ma forza gialloblu e forza Ivana e Paoletta!)

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 390,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa e Trani 0,00.

Dopo due settimane di quiete, si registrano novità significative. Nojaturi si avvicina pericolosamente al secondo posto a causa dei 100 euri comminati perché coach Moramarco, squalificato, non si è mimetizzato bene nel pubblico. Potremmo prestargli il kit.

Montescaglioso supera di slancio Potenza e Sarno per aver due dirigenti del sodalizio meritato la sanzione della sospensione (160 euro).

Infine, colpo di scena: Battipaglia perde la verginità: 80 euri per aver un proprio dirigente meritato la sanzione della sospensione.

A questo punto, le uniche due squadre dal certificato intonso sono Aversa e Trani. E se non fosse stato per un’ammonizione a Mina Annese, Trani sarebbe stata immacolata anche per quanto attiene ai provvedimenti a carico di tesserati.

Prossimo turno: Battipaglia-TARANTO, sabato 14 marzo, ore 19.30, palazzetto Puglisi, via M.Vicinanza.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) MASTERS, E.L., Antologia di Spoon River, Einaudi, Torino, 1971, pag. 67.

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Matera-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (01/03/2009 - 19:00)

Sabato 28 febbraio 2009 – ore 19.00

Si va a Matera con una corriera dai rivestimenti di colore rosa. Sembra il pullman di Barbie. A rendere ancora più zuccheroso il viaggio contribuiscono i cioccolatini di Mimmo. Difficile resistere ad ogni sosta. All’andata, veramente, l’unica sosta è quella nei pressi di Laterza: respiriamo aria sana; la fragranza della del pane e della focaccia arricchisca il nostro spirito in vista di questa partita.

Oggi ci si gioca mezzo campionato. Matera è terza a 47 punti; Taranto è quarta a 43. Se perdiamo in modo netto, siamo rovinati (andremmo a -7). Se vinciamo, siamo sempre quarti. In effetti, sempre frecàti stiamo. Beh, vabbè, un conto sono sette punti, un conto è un solo punticino. Questa può essere la partita dell’anno.

E’ sempre emozionante varcare la soglia del Palasassi. Ricordiamo che il Matera degli anni d’oro, il Latte Rugiada, ha vinto quattro scudetti e quattro coppe europee.

Visto che siamo in anticipo, mi piace tornare ad osservare la Hall of Fame della società lucana. Lo faccio ogni volta che vengo qui. Su un’ampia bacheca, in alto (‘nu picche tropp’ in alto...) ci sono le foto dei mitici anni Novanta; più giù le immagini dell’attuale formazione.

Ecco Gisella Gavio, ecco l’immensa Keba Phipps, ecco Ildiko Vojth, ecco Rosa Ricci (“per sempre nei nostri cuori” – recita la didascalia), ecco Antonella Cataldo (“la sirena di Favignana e reginetta dei Sassi”).

Passiamo all’attualità e in particolare alle gemelle Romano. Jessica è accompagnata dalla scritta “grinta e simpatia”; per Emanuela la foto sottolinea “velocità e disponibilità”. Come sarebbe? Forse che Emanuela non è simpatica come la sorella...?

Marcello ammazza l’attesa giocando a pallacanestro. Più tardi arriva il presidente e poi arriva anche l’Armata Jonica con tamburo, bandiera e lo striscione che finalmente dev’essere stato recuperato per via extragiudiziale.

Penso che sia una buona idea fotografare l’ingresso in campo delle due squadre. E’ una partita importante; le ragazze avranno un’aria solenne, concentrata, determinata. Vedrò sguardi severi, vedrò un incedere grave e maestoso come grave e maestosa è l’ora che scocca al Palasassi. Così penso.

In realtà, all’uscita dagli spogliatoi, vedrò il libero Raffaella De Vita colpire all’improvviso con la maglia il fondoschiena di una compagna di squadra.

La solennità del momento è andata a farsi benedire.

Anche in casa Nati a Taranto non c’è un clima particolarmente austero. Mentre Marcella e Sonia annodano le tute, mentre Simona Leone si sistema il taping, Michela procede minacciosamente verso Simona Corallo che sta facendo stretching stesa per terra. Senza pietà e con un’espressione del volto piuttosto truce, Michela le appioppa un calcione.

Queste aggressioni a tradimento avvengono nell’ambito delle rispettive squadre di appartenenza; figuriamoci adesso che inizia la partita e che le due formazioni avversarie si affronteranno a viso aperto ce cos’ adda succèder’...

Formazioni. Tommy Galtieri schiera Arianna Amati in palleggio, Ilenia De Blasi opposto, Michela Ristits e Jessica Romano laterali, Michaela Vecerkova ed Emanuela Romano centrali, Raffaella De Vita libero.

In panchina: Roberta Calculli, Teresa Russo, Ilenia Buonfiglio e le due baby (13 anni) Anna Maria Sarra e Lidia Guerricchio.

Sicché Ristits è guarita. A Molfetta non aveva giocato per via dell’influenza; non sarebbe il caso di tenerla ancora a riposo? Potrebbe entrare una filippina nel palazzetto... Le ricadute sono pericolose... Avete consultato il medico...?

Nati a Taranto. Marcello Presta conferma il sestetto vittorioso sul Nojaturi: Marcella Scaglioso in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca (con la sorella in tribuna) e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

A ‘sfazione: Désirée Fiore, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

Brutto inizio della NAT; solita difficoltà ad entrare in partita. Matera si porta in un batter d’occhio sul 9-3, poi c’è una fase di stanca in cui soltanto Sonia piazza una doppietta e si arriva sul 14-9.

Non tutto va male, in realtà. Stiamo difendendo bene, molto bene; il muro funziona e caratterialmente c’è la giusta aggressività. Inoltre, cosa più importante, stiamo riuscendo a contenere molto bene la fuoriclasse Ristits mentre Vecerkova non ha ancora sbloccato il proprio score personale.

Il problema è l’attacco: Michela e la Corallina difendono, ma in fase offensiva, per ora, non incidono. In più ci sono molte imprecisioni.

Sull’altro fronte brilla il “Matera alternativo”. Ferma restando l’ammirazione sconfinata per due giocatrici magnifiche come Ristits e Vecerkova, le gialloblu stanno dimostrando di essere un sestetto completo: Di Blasi è già a quota 3 punti, Emanuela Romano brilla al centro della rete (e fra un po’ si sbloccherà anche Jessica) e Amati ci sorprende con un secondo tocco.

Simona Corallo compie un miracolo su un attacco della Ristits e Cristiana mura con Marcella (14-11).

Poi Matera riprende a macinare punti e un duplice attacco di Jessica Romano affossa le velleità delle rossoblu (22-14). La gemella Emanuela chiude il parziale con un muro: eloquente il 25-17 finale.

Secondo set

L’avvio del secondo set è connotato da numerosi errori su entrambi i fronti. Errori ed infrazioni, spesso incomprensibili dagli spalti. Buon per la Nati a Taranto che resta agganciata fino al 10-10.

Da questo momento in poi l’incontro decolla: sarà spettacolo, saranno emozioni sino alla fine.

Le giallonere tentano la fuga con un break di 4 punti, ma Soninha e compagne sono brave a recuperare ed a portarsi addirittura in vantaggio: mani-fuori Ercolina, palla out Ristits (anche Ristits ogni tanto sbaglia...) ed ace di Ale, che nel frattempo ha sostituito Marcella (15-16).

Punto Vecerkova ed altro break di 3 punti della NAT, grazie a Michela e ad un muro di Vittoria (16-19). E grazie ad una Leone magnifica in difesa. A un certo punto rischia di sfracellarsi sulla panchina pur di difendere un bolide della Ristits.

Poi c’è il deja vu della partita d’andata: sul più bello Taranto si fa rimontare. Galtieri introduce Buonfiglio per Jessica Romano, ma è la NAT a sprecare due attacchi pesanti (20-21).

Cristiana resiste con una fast e con un bel pallonetto (22-23), ma alla fine è Matera ad effettuare il sorpasso decisivo. E non c’è neanche Clara ad elevare contravvenzioni per il sorpasso pericoloso...

Lungolinea Buonfiglio, muro Vecerkova e attacco sparato lungo dalle rossoblu (25-23).

Terzo set

Veltroni.

Veltroni è la risposta.

Veltroni può salvarci. Ha perso Roma, l’Italia e la Sardegna. Dove va lui è il tracollo. Se solo prendesse il posto di Galtieri... Qui, in questo momento...

Niente da fare, il tecnico lucano è sempre al proprio posto, ma per fortuna è la Nati a Taranto a tirarsi fuori dai guai da sola.

Il primo punto è di Simona Leone. E così sono 5 nell’intero campionato; un libero così prolifico ce l’abbiamo solo noi.

A proposito di liberi, però, mi sia consentito esprimere un fervido apprezzamento per Raffaella De Vita, davvero brava, agile, reattiva. Il nostro attacco ha qualche responsabilità e non cerchiamo alibi, ma non trascuriamo il peso che ha avuto stasera il valore di questa ragazza.

La partita è sempre più bella. Un dato statistico: nel terzo set, su 52 punti complessivi, soltanto 14 sono frutto di errori o irregolarità (anche se io considero i mani-fuori come “punti buoni”).

NAT avanti con un’ottima Michela ed una Marcella scatenata (3-7). Sull’altro fronte questo è il set in cui Ristits e Vecerkova realizzeranno più punti (8 e 6 rispettivamente), eppure sarà l’unico set perso dalle padrone di casa. Misteri che la scienza non sa spiegare.

Sul 5-10 c’è un break della Time Volley con Vecerkova (3), Amati e Buonfiglio. Pareggio, dunque (10-10).

Immediata replica tarantina: fast Vittoria e doppio ace di Marcella (10-13).

La campionessa ceka è straordinaria (mani-fuori e muro), ma Vittoria e Michela consentono alle joniche di restare avanti (13-16).

Matera pareggia (19-19) e a questo punto bisogna procurarsi un defibrillatore.

Cristiana Zonca, oltre che brava, stasera è anche fortunata: mura un attacco locale, la palla resta sospesa sul nastro e poi cade nella metà campo giallonera (22-23). Un punto-culo che accogliamo a braccia aperte.

Due mani-fuori di Ristits e Matera sorpassa procurandosi il primo match-ball (24-23). Annullato da una doppia di Amati.

Lungolinea Ristits da posto due e seconda palla-match per le lucane (25-24). Che attaccano... Matò...!

...Ma tirano fuori (25-25).

Punto d’oro di Simona Corallo e magnifico, splendido, fantastico muro finale di Cristiana Zonca!!!

25-27. La partita è riaperta e pure la lotta per i play-off.

Quarto set

Alla ripresa delle ostilità c’è molta, troppa tensione, e il gioco ne risente. Un pallone finisce dalle mie parti. Tento di prenderlo con una mano perché l’altra è occupata, ma l’operazione si rivela più complicata del previsto. Come fanno le giocatrici a sollevarlo con tanta facilità? Vabbè, per oggi ho fatto la mia figura.

La NAT è sotto (8-3) e il “Matera alternativo” si sta dando da fare (Di Blasi e una sempre ottima e costante Emanuela Romano).

La squadra rossoblu, spinta dal sostegno instancabile dei tifosi, si ritrova e pian pianino recupera punti. Michela scaglia un bolide che rimbalza sul volto di De Vita, costretta per un paio di minuti ad allontanarsi dal gioco.

Cristiana attacca di pugno, alla Superman, un paio di volte e il pareggio non tarda ad arrivare, firmato da Simona Corallo (13-13).

Per un attimo la squadra del presidente Lupo assapora il gusto saporito del vantaggio, grazie ad un servizio vincente di Alessandra (15-16), ma è proprio a questo punto che il Matera ci riserva la mazzata finale: due attacchi consecutivi di Jessica Romano, due errori nostri, un ace di Di Blasi e un mani-fuori di Vecerkova (21-16).

Le rossoblu ci mettono il cuore, non si arrendono. E lo stesso fa l’Armata Jonica.

Intanto, la palleggiatrice Amati decide che bisogna assolutamente fare un punto con un colpo di testa: nel calcio sarebbe gol, ma nella pallavolo la palla nella rete rappresenta una brutta cosa (22-19).

Bel pallonetto di Ristits (24-21). Cioè, tecnicamente è bello, ma coach Marcello, quando lo rievoca, ci aggiunge un contorno di parolacce, ovviamente non rivolte alla realizzatrice del punto ma alla situazione di gioco sfavorevole per noi.

Ci si affida a Michela: bomba che termina fuori, ma c’è stato un tocco del muro (24-22). Io, veramente, questo tocco non l’ho visto, né l’hanno visto le giocatrici interpellate a fine partita, ma diamo per scontato che l’arbitro si trovi in una posizione più favorevole.

C’è ancora speranza?

Se c’è, l’annulla Emanuela Romano, ancora vincitrice di un duello a rete (25-22).

Esplode la meritata gioia materana mentre i tifosi rossoblu ci tengono a testimoniare con un ultimo applauso l’apprezzamento per il carattere ed il gioco mostrato da Cristiana e compagne.

Ma adesso è dura. Sette punti a nove giornate dal termine.

Coach Galtieri, che in Coppa Italia deve averci preso per il culo, riserva parole di consolazione per i vinti richiamandosi alla... “dottrina di Potenza”. Bah, vedremo.

Io preferisco cercare altre forme di consolazione.

Quando vedo due gemelle monozigoti non riesco a trattenermi dall’impulso di farmi una foto in mezzo, specie quando sono così. La prima ad uscire dalla spogliatoio dev’essere Emanuela, “velocità e disponibilità”. In effetti, finisce la doccia mezz’ora prima della sorella, quindi è davvero più veloce, e poi acconsente a farsi la foto quando uscirà anche Jessica, dimostrando di essere disponibile. Secondo me è anche simpatica e la grinta l’ha appena dimostrata sul parquet. Chi ha scritto le definizioni sulla Hall of Fame, quindi, non ha sbagliato.

Tabellino: Matera-TARANTO 3-1 (25-17, 25-23, 25-27, 25-22)

Time Volley Matera: Calculli NE, Russo NE, E.Romano 10, Sarra NE, Buonfiglio 5, Guerricchio NE, Amati 3, J.Romano 9, Di Blasi 9, Vecerkova 14, Ristits 16, De Vita (L) – All. Galtieri.

Aces 1, errori in battuta 7, muri-punto 7.

Nati a Taranto: Zonca 16, Corallo 6, Repice 8, Fiore NE, Benefico 13, Scaglioso 5, Mucci NE, Tinelli 6, Mastandrea 0, Certa 3, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 7, muri-punto 10.

Arbitri: Giuseppe Sgro (CZ) e Alessandro Cavalieri (CZ).

Durata set: 20’, 30’, 29’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Salerno-Aversa 3-0, Scafati-Ostuni 3-0, Benevento-Nojaturi 2-3, Battipaglia-Sarno 2-3, Trani-Molfetta 3-1, Potenza-Tuglie 3-0, Sala Consilina-Montescaglioso 3-0.

Una giocatrice del Sarno (che però non è più molto attendibile da quando si è montata la testa in ragione della nascita di un fan club di tifosi che vogliono il suo autografo) sostiene che la propria squadra era sotto di due set a zero e perdeva il terzo 24-12. Avrebbero rimontato fino al 25-27, annullando quindi 12 (dodici) match-ball, e poi hanno vinto l’incontro di Battipaglia 2-3. Siccome ancora non riesco a crederci, attendo conferme ufficiali. Sasà, è vero?

Classifica: Trani 57; Salerno 51; Matera 50; TARANTO e Scafati 43; Benevento 39; Sarno 34; Potenza 31; Sala Consilina 29; Battipaglia 28; Tuglie 27; Nojaturi 26; Molfetta 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Nessuna sanzione economica; la classifica si stabilizza.

Prossimo turno: TARANTO-Benevento, sabato 7 marzo, ore 19, Istituto Maria Pia, via Galilei.

Un sms per Ivana:

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Nati a Taranto-Nojaturi 3-1

di skanderbeg69 (22/02/2009 - 16:07)

Sabato 21 febbraio 2009 – ore 19.00

Questa Nati a Taranto mi ricorda un po’ la Palafiom che vinse il campionato di serie C due anni fa. Fu in testa alla classifica praticamente per l’intera stagione eppure raramente asfaltò le proprie avversarie. Era squadra da 3-1. Anche alle formazioni in lotta per la salvezza concedeva qualcosa, salvo poi sfoderare prestazioni esaltanti al cospetto delle dirette concorrenti.

Beh, oggi di concedere abbiamo concesso; la settimana prossima bisognerà mettere in pratica la seconda parte della similitudine.

Ma andiamo con ordine.

Sul filo di lana arriva il placet della Federazione per il tesseramento di Vittoria Repice.

Centrale, 22 anni, nata a Reggio Calabria, Vittoria è reduce da due stagioni a Soverato in B1, dopo essere cresciuta nella squadra della propria città.

Un’altra novità è rappresentata dalle maglie rosse con numeri in oro della NAT. Abbinate ai pantaloncini neri e alle maglie nere indossate sotto da alcune ragazze (visto il freddo), adesso sembriamo il Milan.

Ma, a proposito di colori, abbiamo notato il nuovo look di Marcello? Da un paio di settimane utilizza una felpa bianca; la porterà anche a Matera sabato prossimo?

Quando arrivo al Palafiom, gli arbitri sono già al lavoro da un paio d’ore. Anzi, ancora più al lavoro è Massimo, che, su disposizione dei direttori di gara, sta provvedendo all’adeguamento cromatico delle linee del campo, a ridipingere le pareti, a modificare l’impianto idraulico e a raddoppiare la capienza della struttura.

      Ad essere costanti – per fortuna – sono la qualità e la densità dell’espressino di Carmen. Più buono di quello dell’ufficio del coach – secondo Gabriella. Per me, sono equivalenti; era la mousse che faceva la differenza.

Il Villa Menelao Nojaturi giunge sulle rive dello Jonio circondato da una buona fama: 19 punti nelle ultime 10 partite, classifica mossa (quasi) ininterrottamente dal 22 novembre, data in cui riuscì a strappare un punto nientepopodimeno che al Matera.

Saggia, inoltre, la decisione di unire le forze con la fusione di Noicattaro e Turi, nonché quella di puntare su un roster giovanissimo. Quasi tutte le giocatrici provengono da quelle due società (Dipierro, Sanitate e Boccuzzi da Noicattaro; Spinelli, Topputi & Topputi, Fonsdituri e Raguso da Turi); l’esperienza di categoria dovrebbe essere garantita da Betty Tortora e Mary Ricciardi, che comunque hanno rispettivamente 26 e 25 anni; molto giovani anche loro, quindi.

Pesa, però, un grave errore strategico. Villa Menelao è il ristorante dove l’estate scorsa andò a pranzare il sultano dell’Oman, uno che come mancia lasciava beni immobili. Sarebbe bastato impiegare le ragazze come cameriere soltanto per quel giorno e la neonata Nojaturi, tra una mancia e l’altra, disporrebbe oggi di un patrimonio tale da far impallidire Roman Abramovich.

Chi si adatta, invece, ad un ruolo inconsueto è Désirée, parrucchiera a domicilio per Michela. E poi vanno a Sport & Sport a dire che il nonnismo non esiste più...

Formazioni.

L’arrivo di Vittoria Repice consente il ritorno di Marcella Scaglioso al ruolo di palleggiatrice. Completano il sestetto l’altra centrale Cristiana Zonca, l’opposto Sonia Tinelli, le bande Michela Benefico e Simona Corallo, il libero Simona Leone.

In panchina con il tecnico Marcello Presta: Alessandra Certa, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore.

Nojaturi: Roberta Sanitate in regia, Betty Tortora opposto, Rosemary Ricciardi e Stefania Topputi laterali, Alejandra Graniero Rodriguez e Grazia Spinelli centrali, Marika Grassano libero.

A disposizione di coach Pasquale Moramarco: Serena Dipierro, Angela Topputi, Annarita Fonsdituri, Giacoma Gassi e Maria Vittoria Raguso.

Se nella NAT il guardaroba continua ad essere rinnovato, ho l’impressione che il Nojaturi utilizzi le stesse maglie del Valenzano dell’anno scorso; sarà stata Alejandra Rodriguez, che giocava lì, a farsi promotrice del riciclaggio.

Lo sguardo sugli spalti, a mio avviso, è deludente: poca gente rispetto a quella che sarebbe lecito attendersi. Meno male che dalla curva sud l’Armata Jonica garantisce il consueto apporto sonoro.

Primo set

Bomba Corallina e due aces di Cristiana; sul 3-0 coach Moramarco è costretto a chiamare il primo time-out per spiegare alle proprie ragazze che l’incontro è iniziato.

Ma il vantaggio aumenta, sebbene Rodriguez piazzi a terra un bel pallonetto (7-4) e il libero Grassano dia dimostrazione di grande reattività.

La NAT ha una flessione e Betty Tortora, dopo un ace di Sanitate, sfiora il pareggio con due attacchi consecutivi (11-9).

 Ad allontanare il pericolo ci pensano le nostre schiacciatrici, Simona e Michela (17-12), mentre si rivede il muro rossoblu delle grandi occasioni, talvolta vincente, spesso in grado di smorzare gli attacchi ospiti.

Rodriguez, come Marcella, sembra in grado di svolgere indifferentemente il ruolo di centrale e quello di palleggiatrice: sono due sue alzate consecutive che consentono a Stefania Topputi, molto positiva, di riaprire il set (17-15).

A chiuderlo definitivamente provvedono i servizi insidiosi di Vittoria e gli attacchi prepotenti di Michela, oltre che qualche imprecisione barese: break di cinque punti e parziale virtualmente chiuso (22-15).

In questa fase, purtroppo, si riacutizza un dolore alla spalla di Mary Ricciardi, costretta a cedere definitivamente il posto a Giacoma Gassi. Fino a quel momento la schiacciatrice romana non aveva messo molti palloni a terra, ma stava difendendo egregiamente.

Il punto finale è un bel murazzo di Cristiana (25-17).

Secondo set

Magia di Marcella, ace di Michela e show di Vittoria (muro e pallonetto): sul 7-1 l’allenatore ospite (che ha sostituito Spinelli con Angela Topputi) ha già esaurito i time-out.

A esaurirsi è anche la pazienza di Roberta Sanitate, convocata continuamente dal direttore di gara. Scambiatevi i numeri di telefono e sentitevi a fine partita così non perdiamo ulteriore tempo... In compenso, al Palafiom inauguriamo il servizio di raccolta palloni; altro esordio estremamente positivo.

La più reattiva è Stefania Topputi, ma Marcella è in vena di prodezze e i suoi tocchi di seconda risultano brillanti ed efficaci (15-8).

C’è spazio anche per Desi, Simona-di-metallo e Silvietta.

Quest’ultima, in particolare, si presenta con due attacchi vincenti da posto due (21-13).

E’ una NAT molto bella a vedersi.

Anche questa volta il punto finale è un muro (Marcella-Cristiana). Dev’essere gratificante terminare un set con questo fondamentale (25-15). Per le statistiche, chiuderemo l’incontro con 10 muri attivi. Di brutto, però, ci sarà una ricezione non impeccabile, come testimoniano i 6 aces del Nojaturi (solo Battipaglia, Scafati e Sarno ne avevano realizzati di più, però in 5 set).

Terzo set

Sul 6-2 iniziamo a programmare il dopo-partita e a prenotare le pizzerie.

Ma è un errore fatale. Inizialmente è la NAT a fare e disfare (due tiri fuori e due invasioni: 6-7), poi crescerà notevolmente anche il Nojaturi e il terzo set diventerà un incubo.

Ace Tortora e vantaggio ospite (9-10).

Mentre la squadra va in corto circuito, soltanto Simona Corallo macina punti a terremoto (ben 7 in questo parziale); tale circostanza permette alle joniche di tenersi in equilibrio sino al 17-16.

Poi c’è il crollo totale.

La ricezione balla e gli attacchi continuano a risultare alquanto decentrati. Il tecnico ospite, inoltre, ha azzeccato la mossa di Maria Vittoria Raguso: entrata per servire, non sbaglierà un colpo.

Due time-out di coach Marcello non basteranno a svegliare le nostre: break di 8 punti e terzo set irrimediabilmente nella mani del Nojaturi (17-24).

L’ultimo punto è di Betty Tortora.

Quarto set

Grandi emozioni nel quarto set. La Nati a Taranto si riprende, ma Nojaturi continua a giocare molto bene.

Un attacco di Sonia, che nel frattempo è rientrata sul parquet, viene giudicato fuori dalle ospiti, in particolare dall’allenatore. Le conseguenti proteste comportano il cartellino giallo e un ulteriore punto per le rossoblu (6-3).

La reazione ospite passa dalle parole ai fatti. Fatti, nel senso tecnico: due aces di Tortora e due palloni messi a terra da Rodriguez (un primo tempo e una fast): 6-7.

Nuovo sorpasso NAT con una doppietta di Michela e pareggio Nojaturi con l’ennesimo primo tempo di Alejandra Rodriguez (8-8). E’ veramente brava questa piccina.

Si riprende a sbagliare: battuta out e fast di Cristiana che termina a lato con successivo gesto di stizza della centralona che tenta di tirare giù la rete. No’ squascià tutt’ cose...!

Si mette male: mani-fuori Tortora ed ace Gassi (11-14). Adesso servirebbe la telefonata; adesso bisognerebbe ricordarsi dell’aspirapolvere...

Buon per noi che il muro stasera è eccellente (Vittoria) e che Sonia inizia a proporsi come la grande protagonista di questo finale di partita.

Sul 15-17 il capolavoro delle rossoblu, una striscia positiva che va raccontata punto per punto: Sonia da posto due, palletta di Michela, ace di Vittoria, muro Sonia-Cristiana, altro ace di Vittoria, mani-fuori di Michela, muro Sonia-Cristiana e muro a uno della nostra piemontese tosta (23-17). E non dimentichiamo due salvataggi miracolosi della Corallina e l’ottimo rendimento difensivo di Leo.

Di fronte a cotanta magnificenza possiamo chiudere un occhio sul terzo set alquanto difettoso.

Sonia, strepitosa, ha ancora l’ultima cartuccia da giocare (24-18) e poi, come spesso impone il destino, l’ultimo errore è firmato da una delle più brillanti protagoniste della serata: servizio sulla rete di Alejandra e risultato fissato sul 25-20.

Sugli altri parquet vincono tutte le grandi. Questo vuol dire che si va a Matera con un gap di quattro punti. Questo vuol dire che si va a Matera per vincere, a qualunque costo.

Tabellino: TARANTO-Nojaturi 3-1 (25-17, 25-15, 18-25, 25-20)

Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 14, Repice 10, Fiore 0, Benefico 12, Scaglioso 5, Mucci 0, Tinelli 7, Mastandrea 4, Certa 1 (NE), Leone (L) – All. Presta.

Aces 7, errori in battuta 6, muri-punto 10.

Villa Menelao Nojaturi: Dipierro NE, Spinelli 0, A.Topputi 3, Tortora 15, Sanitate 1, Ricciardi 1, S.Topputi 11, Fonsdituri 0, Gassi 9, Raguso 0, Graniero Rodriguez 8, Grassano (L) – All. Moramarco

Aces 6, errori in battuta 9, muri-punto 3.

Arbitri: Nicola Antonio Braile (Cetraro, CS), Pierluigi Loris Sodano (VV).

Durata set: 19’, 25’, 25’, 24’ – Durata totale dell’incontro: 1.42’.

Altri risultati: Sarno-Trani 0-3, Ostuni-Salerno 0-3, Molfetta-Matera 0-3, Tuglie-Sala Consilina 0-3, Montescaglioso-Scafati 2-3, Aversa-Benevento 1-3, Potenza-Battipaglia 0-3.

Classifica: Trani 54; Salerno 48; Matera 47; TARANTO 43; Scafati 40; Benevento 38; Sarno 32; Potenza 28; Battipaglia e Tuglie 27; Sala Consilina 26; Molfetta e Nojaturi 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Nessuna multa; gli animi di tutti, per fortuna, sembrano raffreddarsi.

Prossimo turno: Matera-TARANTO, sabato 28 febbraio, ore 19.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto dell’espressino è tratta da www .candyitalia.com.

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Nati a Taranto-Ostuni 3-0

di skanderbeg69 (15/02/2009 - 15:00)

Sabato 14 febbraio 2009 – ore 19.00

Bella cumma’a ‘na rosa è il titolo di un brano del cantautore folk ostunese Tonino Zurlo, in omaggio alle nostre ospiti. E belle nell’aspetto come nel gioco sono state le “nostre” Ivana e Paoletta, senza nulla togliere ai meriti delle rossoblu, vittoriose e sempre lanciate alla rincorsa di Matera e Salerno.

Ma questa è la partita degli affetti e la cronaca sarà più mielosa del solito.

Fedele alla tradizione, la prima ad arrivare al Palafiom è Ivana, che precede compagne ed avversarie, anche se avversarie è una parola impropria. Poi arriva anche Paoletta. Le piccine nostre sono di nuovo a casa; ma dovete proprio giocarci contro...?

Sto uscendo dallo spogliatoio della Nati a Taranto, dove ero entrato a sistemare una cosa, mentre arrivano le prime atlete rossoblu, quelle attuali intendo. Sono ancora sulla porta dello spogliatoio quando una di esse, peraltro una delle più bone, entrando dice: “Michè, vieni, ti devo far vedere una cosa...”

Erano anni che attendevo questo momento.

Improvvisamente un raggio di luce illumina la sera, un’onda di calore riscalda questo gelido inverno, germogliano fiori nella mia testa, gli ormoni si risvegliano. Ovviamente, non mi faccio pregare; qualunque cosa intenda farmi vedere, sarà apprezzata.

L’illusione svanisce quando la giocatrice, accorgendosi della mia presenza, mi rivolge uno sguardo severo e interrogativo.

“Hai detto: Michele, vieni, ti devo far vedere una cosa...” – mi giustifico.

“Ho detto: MICHELA, non Michele! Ma vid’ a chistu...”

Non basterà il cd house ad attenuare il mio sconforto. Fra l’altro io preferivo quello del girone di ritorno dell’anno scorso, anche perché sappiamo tutti che cosa è stato il girone di ritorno dell’anno scorso. Ecco, quella magnifica impresa dell’allora Palafiom (24 punti in 14 partite) è un pensiero consolante.

La NAT ha le donne contate, ma anche gli uomini contati: l’assenza di Pino Russo, comunque, viene bilanciata dall’egregio lavoro svolto alla consolle da Massimo e Gianluca.

Formazioni.

Marcello Presta conferma “il sestetto del ritorno”: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Simona Leone libero con licenza di fare punti (ma oggi non ne farà).

Soltanto Silvia Mastandrea e Simona Mucci appoggiano le loro membra sulla panchina, dato che Désirée è stata precettata dalla Tempesta.

Coach Tonino Solombrino deve fare a meno di Daniela Casalino e utilizza Paola Marcianò in palleggio, Raffaella Pastore opposto, Ivana Gallo Ingrao e Sara Stefanelli di banda, Francesca Andriola e Grazia Rendina centrali, Simona Minetti libero. A disposizione: Milena Flore, Donatella Sacco, Maria Carmela Nigro, Gabriella Bongiorno, Veronica Parisi e Francesca Monopoli, caldamente invitata a riprendere a scrivere per retegialloblu.

Con l’Ostuni i rapporti sono molto buoni. Ci sono Ivana e Paoletta, sangue del nostro sangue; abbiamo gioito per la loro salvezza l’anno scorso (dopo esserci assicurata la nostra, ovviamente); c’è un allenatore bravo e galantuomo che stimiamo. E poi, personalmente, apprezzo molto il carattere con cui questa squadra continua a giocare e a sudarsi tutte le partite, nonostante una classifica disperata. Altri sarebbero stati sfiorati dalla tentazione del ritiro.

Mi sia, però, permessa una critica: chi cacchio ha mandato i numeri di maglia sballati all’Annuario 2009?! Per lo starting-six stè assèv’ pacce...

Primo set

Le nostre attaccanti spediscono fuori un discreto numero di palloni, mentre Pastore si fa valere a muro, Ivana schiaccia a terra e Stefanelli trova il mani-fuori: 2-6 per l’Ostuni e la serata si fa ancora più gelida.

Per fortuna ci sono Soninha e Cristiana a risollevare la Nati a Taranto (7-7), ma non è ancora la svolta. Approfittando della perdurante imprecisione delle nostre atlete (sei errori-punto, incluse tre battute sbagliate), Ostuni resta agganciata alle padrone di casa.

Si svegliano le nostre bande e fanno male (17-13) con tre punti consecutivi, ma il risultato torna in bilico per merito, cioè per colpa di una Paoletta magnifica: prima mura, poi compie la sua classica magia con un tocco di seconda che sorprende la nostra difesa (18-17).

Alessandra si rammenta che Marcella non è più palleggiatrice, dunque potrebbe anche attaccare ogni tanto, e le serve finalmente due palloni che la futura psicologa sfrutta a dovere (21-18).

Arrendersi mai, dev’essere il motto dell’Ostuni: Ivana a segno da posto quattro e servizio vincente di Paoletta (21-20). Baci, abbracci, bentornate, le piccine nostre, quanto vi vogliamo bene... Vuè ccuvvìde che mo le piccine nostre n’ fann’ ‘u scherzett’...? Ora state esagerando: rilassatevi o non ‘ngi assìte vive da ‘u palazzetto; otr’ ca baci e abbracci...

C’è anche Pastore, in verità (22-21).

A togliere le imbarazzanti castagne dal fuoco ci pensano Sonia e Michela: 25-21 e profondo respiro di sollievo.

Secondo set

Le nostre hanno sbagliato tanto e sembrano un po’ svogliate; due dati su tutti: 9 battute fuori misura nell’intera partita ed un misero muro-punto. Ma bisogna riconoscere che l’Ostuni è molto cresciuto rispetto all’incontro di andata, soprattutto in difesa. E poi – sarò forse poco parziale – mi pare che Paola e Ivana siano particolarmente ispirate.

Al rientro sul parquet c’è una novità per la NAT: dentro Silvietta al posto di Sonia.

Anche questo parziale, però, inizia nell’incertezza, almeno fino al 6-6 ottenuto dall’ennesimo capolavoro di Paoletta.

Poi c’è la riscossa rossoblu: praticamente tutte a segno nel break di sette punti che vale il 13-6.

Dopo un’invasione, Solombrino richiama temporaneamente Sara Stefanelli ed introduce Veronica Parisi. Stefanelli – ricordo – giocava a Nardò in serie C ed è una schiacciatrice molto interessante.

Sono, però, i nostri gioielli in esilio (due mani-fuori di Ivana, un punto di Paoletta) a rimettere in corsa le ospiti (14-10), ma quando poi Mucci, entrata al posto della Corallina, va a servire, sia pure senza salto, la Nati a Taranto chiude virtualmente il secondo parziale: break di 10 punti, 4 dei quali portano la firma di una Michela Benefico ormai implacabile.

Finisce 25-11.

Terzo set

Anche nel terzo set l’Ostuni sorprende la NAT, sfruttando, come nel primo parziale, i molti errori offensivi delle rossoblu (4-6).

Dopo il primo time-out tecnico, comunque, le joniche aggiustano il tiro e tutte le ragazze incrementano il proprio bottino personale di azioni vincenti. Bene Simona-di-metallo (5 punti nel set), Silvietta (4), Cristiana (4, incluso l’unico muro rossoblu della serata) preferita a Marcella (1) dalle mani fatate di Ale. Brava anche Leo in difesa e soprattutto Michela, davvero scatenata (6 punti nel set, 17 in totale).

Sull’8-8 c’è un attacco di Ivana: mani del muro e palla di poco fuori. “Dentro!” urla Marcella.

Pure fra amiche tentano di fregarsi...

Ma è solo per scherzare, come poi testimonia l’allegra risata della nostra centrale di fronte ad una stupita Yoghina.

Mucci adesso serve al salto e trova l’ace (11-9).

Zonca spettacolare: oltre al citato muro, c’è un pallonetto da esperta di balistica (anche se lei preferisce le calibro 22) ed una fast  imperiosa (18-12). Tanto impegno, però, le provoca qualche precoce capello grigio.

Simona-di-metallo e Silvietta si alternano al tiro da posto due, Michela spara l’ultima sassata e il punto finale è firmato dalla nostra giovane opposta, molto positiva stasera (25-17).

In classifica non cambia nulla: il fiato di Scafati è sempre sul collo e restiamo a -5 da Salerno e a -4 da Matera (Trani, per molti, è già... fuori concorso), che sono più o meno le temperature glaciali di questa serata invernale, con l’aggiunta di qualche brivido dovuto alle piccine nostre, soprattutto nel primo set.

Tabellino: TARANTO-Ostuni 3-0 (25-21, 25-11, 25-17)

Nati a Taranto: Zonca 8, Corallo 5, Benefico 17, Scaglioso 6, Mucci 5, Tinelli 4, Mastandrea 6, Certa 1, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 1.

Lightning Ostuni: Andriola 1, Flore NE, Sacco NE, Gallo Ingrao 7, Nigro NE, Marcianò 6, Pastore 8, Rendina 1, Stefanelli 4, Bongiorno 4, Monopoli NE, Parisi 0, Minetti (L) – All. Solombrino.

Aces 1, errori in battuta 2, muri-punto 3.

Arbitri: Vincenzo Gratis (LE) e Stefano Chiriatti (LE).

Durata set: 22’, 20’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.08’.

Altri risultati: Salerno-Sarno 3-1, Matera-Sala Consilina 3-1, Scafati-Tuglie 3-1, Benevento-Montescaglioso 3-1, Battipaglia-Molfetta 3-1, Nojaturi-Aversa 3-0, Trani-Potenza 3-0.

Classifica: Trani 51; Salerno 45; Matera 44; TARANTO 40; Scafati 38; Benevento 35; Sarno 32; Potenza 28; Tuglie 27; Molfetta, Nojaturi e Battipaglia 24; Sala Consilina 23; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Ostuni rafforza il secondo posto grazie a una multa di 55 euri per l’assenza dell’addetto agli arbitri. Recidiva.

Prossimo turno: TARANTO-Nojaturi, sabato 21 febbraio, ore 19, Palafiom, via Galilei.

Adesso molti si chiedono: ma arriverà o no una nuova centrale in casa rossoblu? E chi sarà? Lo ha domandato anche Gerry Scotti nel suo programma. E allora, visto che con Ivana questa volta ci siamo parlati dal vivo, al posto del sms, concludiamo con la schermata di Chi vuol essere milionario:

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