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di skanderbeg69 (20/11/2009 - 22:36)

Sono già due volte che l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno sulla partita del Taranto è accompagnato da una foto di Gisela con la maglia del Massafra. La schiacciatrice appulo-argentina effettivamente militò in quella formazione tre anni or sono.

In più, il 31 ottobre scorso, lo stesso quotidiano ha riferito della partita del Massafra in un pezzo preceduto dall’occhiello (si chiama così?): “Volley B2 femminile: destini opposti per i due team” (i due team sarebbero il Massafra e la Mira Taranto, che però giocano in C).

     Due lapsus freudiani (anzi tre, visto che la foto di Gisela nell’Eurobios è stata riproposta) che lascerebbero intendere il desiderio da parte della Gazzetta di un Massafra effettivamente in B2. Fermo restando che in questo momento noi abbiamo i cavoli nostri per la testa, l’auspicio di rivedere la squadra massafrese in un campionato nazionale è ovviamente condiviso sia per ragioni localistiche che per la stima e l’affetto nei riguardi del presidente Conforti e di alcune sue giocatrici, come Zaby e Valentina.

A parte gli scherzi, gli errori possono capitare, per carità, soprattutto se si tiene conto dei ritmi di lavoro frenetici che caratterizzano le redazioni.

L’uso dell’immagine di Gisela-massafrese, però, mi ha stuzzicato alcune curiosità. Come vengono catalogate le foto nei giornali? Ogni giornalista ha un proprio archivio fotografico personale oppure l’archivio è condiviso dall’intera redazione?

Ricordo che quando fu approvata dal Parlamento l’istituzione della sesta provincia pugliese, l’edizione regionale della Repubblica pubblicò una foto dei barlettani che festeggiavano l’evento con caroselli d’auto e bandiere al vento. Almeno questo era quello che riferiva la didascalia perché in realtà l’immagine ritraeva nazionalisti serbi di Banja Luka che esultavano per i risultati elettorali in Bosnia Erzegovina.

Ma l’abbinamento articolo-foto più curioso risale al 24 agosto scorso.

La Gazzetta del Mezzogiorno, nelle pagine nazionali, intervista lo scrittore Emiliano Sbaraglia, cha ha appena pubblicato La scuola siamo noi, un testo di riflessioni e testimonianze sullo stato dell’istruzione pubblica italiana.

Il titolo è “La scuola siamo noi” e non siamo ancora morti.

C’è anche una foto che ritrae due giovani insegnanti mentre dialogano con altrettante alunne in grembiule: “Scuola viva. Docenti e alunne delle elementari” – riporta la didascalia.

Sullo sfondo c’è un canestro e forse non è un caso. Le presunte docenti sono infatti Flavia Prado e Monica Bonafede, due giocatrici del CRAS Taranto (ex nel caso della Bonafede)...

Ora, non posso escludere che la Prado e la Bonafede siano insegnanti nelle scuole elementari e giochino a pallacanestro nel tempo libero e credo, inoltre, che i bambini sarebbero ben felici di avere docenti del genere, date anche le straordinarie doti umane della Prado in particolare. Ma la ragione mi dice che forse la foto (che si riferisce ad un’iniziativa di promozione dello sport in ambito scolastico) è stata scelta a uecchio. Chi non è di Taranto e chi non segue il basket l’avrà trovata perfettamente coerente con l’articolo, ma definire Prado e Bonafede “docenti” è certamente improprio.

E questo aumenta la mia curiosità: forse gli archivi di immagini dei giornali sono organizzati per argomento?

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Ritratti

di skanderbeg69 (18/11/2009 - 18:21)

SILVIA RENNA

Centrale

 

Nata a Campi Salentina (LE), 29 anni fa; vive a Trepuzzi (LE).

 

Segno zodiacale:

Leone.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 13 anni.

Perché proprio la pallavolo?

Non c’è un motivo particolare. Diciamo che si è trattato di un caso.

Perché proprio da centrale?

Inizialmente giocavo in posto quattro; poi, salendo di categoria, gli allenatori mi hanno impiegata praticamente in tutti i ruoli o quasi. Giocare da centrale alla fine non è stata una mia scelta. Anzi, se potessi tornare indietro, non mi dispiacerebbe giocare da opposto.

La tua carriera:

1999-’00 - Pink Volley, serie D

2000-’01 - Pink Volley, serie C

2001-’02 - Maglie, serie C

2002-’03 - Volley Tuglie, serie C

2003-’04 - Volley Tuglie, serie B2

2004-’05 - Volley Tuglie, serie B2

2005-’06 - Pallavolo Ostuni, serie B2

2006-’07 - Pallavolo Ostuni, serie B1

2007-’08 - Autoluna Salerno, serie B2

2008-’09 - Tekla Scafati, serie B2

2009-’10 - Taranto, serie B2

Cos’altro fai nella vita?

Pallavolo a tempo pieno.

I tuoi hobbies?

Nessuno. Il volley mi impegna completamente.

L’ultimo libro che hai letto:

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini. Però non lo consiglio; troppo triste.

L’ultimo film che hai visto:

Cinderella man.

Il tuo cantante preferito?

Renato Zero. Anche Liga e Vasco, ma Renato Zero è il numero uno.

Il tuo piatto preferito:

Pasta in bianco.

Che?!

Il sabato di sicuro. Probabilmente è un retaggio scaramantico.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Non dovrei farlo io. Posso riferirti quello che sento dire dagli altri: simpatica e altruista.

E i tuoi difetti?

Dicono che sono troppo permalosa. E anche l’altruismo può diventare un difetto.

Il più bel ricordo della tua carriera:

La promozione in serie B1 con l’Ostuni. Al di là del risultato tecnico, mi resta soprattutto il ricordo di un gruppo di atlete magnifico. C’era molta coesione. E poi sono convinta che quella promozione sia stata “aiutata” da qualcuno che era in Cielo.

Il più amaro:

Non esserci salvate dalla retrocessione nel campionato successivo. La matematica ci condannò al penultimo turno, dopo una sconfitta in Sardegna. Quanta amarezza.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Stando a quello che dice il mister, sono troppo aggressiva a muro; anticipo troppo.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

Non c’è una frase specifica. In questo periodo sta insistendo sulla necessità di migliorare l’intesa con Ale. Devo armonizzare meglio i miei tempi di rincorsa con quelli dei suoi passaggi.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

Adesso non tanto. Quando, però, gli arbitri ci dicono “in bocca al lupo” al termine del riconoscimento, la toccata sopra è automatica...


Il tuo soprannome:

A Ostuni mi chiamavano Terminator. Credo dipendesse dal mio atteggiamento aggressivo in campo e dal mio modo di esultare.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Simona Gioli e Gigi Mastrangelo.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Quella decisiva per la promozione in B1 con l’Ostuni. Ricordo l’entusiasmo e un tifo mai visto. Mi veniva la pelle d’oca ogni volta che toccavo un pallone.

E la partita che vorresti cancellare?

Una delle più recenti: quella contro l’Acquaviva. Può capitare di giocare male, ma è l’atteggiamento ad essere stato troppo superficiale.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Il rapporto con le compagne quando si riesce a costruire un clima positivo e sincero. Quest’anno credo che siamo già sulla buona strada.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

L’ipocrisia. Ma naturalmente non è un problema che riguarda soltanto la pallavolo.

Perché due anni fa hai deciso di trasferirti in Campania e perché adesso hai deciso di tornare nella tua Puglia?

Decisi di andare a Salerno per assumermi responsabilità diverse; volevo mettermi alla prova e vedere come sarei riuscita a cavarmela lontano da casa. Sul passaggio da Salerno a Scafati, invece, hanno influito altri fattori, come il desiderio di restare vicina al gruppo di ex-compagne conosciute a Salerno e l’offerta interessante che mi era stata proposta dalla società scafatese.

Cosa ti resta dell’esperienza a Salerno e a Scafati?

Il bellissimo gruppo che avevamo costituito a Salerno. Sono stata troppo bene; non ci sono aggettivi. Ma anche a Scafati ho trovato delle ottime compagne di squadra. Sul piano tecnico, credo che gli insegnamenti di coach Castillo mi abbiano aiutata a migliorare.

Trepuzzi ha una squadra di pallavolo femminile; ti piacerebbe un giorno giocare nella squadra della tua città, a prescindere dalla categoria?

Sì, mi piacerebbe. Però... non prescindo dalla categoria e quindi non è il momento.

Qual è la rinuncia più gravosa a cui ti costringe la pallavolo?

In passato mi pesava il poco tempo che potevo dedicare ai miei amici. Adesso mi dispiace non poter stare abbastanza con i miei genitori.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Non ne ho a lungo termine perché a me piace vivere giorno per giorno ed affrontare le cose con gradualità. Penso a far bene quest’anno, poi si vedrà.

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AS Benevento-Taranto 2-3

di skanderbeg69 (15/11/2009 - 21:05)

Sabato 14 novembre 2009 – ore 18.30

Capaci di tutto.

Capaci di tutto nell’arco di una sola partita: perdere un set in modo disastroso e giocarne quattro di altissimo livello, senza peraltro esprimersi al 100% viste le sofferenze in ricezione e il mancato apporto di punti di qualche giocatrice.

Capaci di infrangere il tabù della nostra “bestia nera” sannita che sino a ieri ci aveva imposto soltanto tracolli indecorosi.

Capaci di tutto anche nel complesso del campionato: soffrire con l’ultima in classifica, cedere un punto in casa alla penultima, ma toglierne anche uno all’attuale capolista e vincere nella palestra “Alberti” riuscendo laddove quest’anno non era ancora riuscito nessuno.

Insomma, la classifica non ci sorride, ma adesso sappiamo di poter fare qualsiasi cosa, nel bene e nel male. Suona minaccioso, forse, ma io preferisco cogliere l’aspetto stimolante di questa sensazione: giocando al massimo della concentrazione e della determinazione, questo Taranto non deve avere paura di nessuno.

La parola “capace”, poi, ha un altro significato. Vuol dire – come abbiamo visto - “essere in grado di”, ma vuol dire anche “che può contenere”. Bene, siamo capaci di tutto anche da questo punto di vista. Possiamo, cioè, contenere tutte quelle Ceres che scandalizzano il nostro presidente (“Ce cazz’ d’ birr’ jé?”) e soprattutto una quantità illimitata di dolci di ogni tipo. E la pasticceria “Massimo” ne ha avuto una dimostrazione inequivocabile: dopo il nostro passaggio, sembrava che fosse stata invasa dagli Unni.

Proprio il contesto ambientale è il primo punto da approfondire in questo post. Turismo e sport hanno ripreso a fondersi con successo e l’autorevole consulenza di Sua Medaglia d’Oro Teresa Agozzino ha permesso di ottimizzare i tempi. Benevento merita; è stata una bella sorpresa.

Il lancio di monetine tra i resti architettonici romani che si trovano affianco al Duomo evidentemente avvantaggia i forestieri e la visita del Teatro Romano tre ore prima di una partita stuzzica idee folli: come sarebbe bello poter giocare su un parquet allestito ai piedi di queste antiche tribune. Come i gladiatori. Fra l’altro un... Leone ce l’abbiamo sia noi che l’AS Benevento.

Ma tutto il centro del capoluogo sannita è gradevole: l’Arco di Agozzino, costruito in poche settimane per celebrare la conquista di Loutraki; la chiesetta di Sant’Ilario; corso Garibaldi; l’Hortus Conclucus e non illuminatus ed anche la stradina che lo collega a Santa Sofia.

Per non parlare delle pasticcerie e dei dolci. Il Caffé Strega aveva già attirato la mia attenzione, ma il successivo arrivo dello staff ha comportato un piacevole “richiamo”. I torroncini e la mela della Strega ci stavano quasi facendo dimenticare che eravamo lì per una partita. E sarebbe stato un peccato perdersela visto com’è andata. Se al risultato sportivo aggiungiamo che non abbiamo incontrato Clemente Mastella, credo che un bilancio migliore di questa trasferta non avremmo potuto desiderarlo.

Non c’è Eustacchio ma torna Gisela. Con tutto il rispetto per il nostro garbatissimo autista, direi che tra i due è meglio rinunciare al primo...

Manca anche Tony Manero. Come si suol dire, tira più un – ...omissis... – che la passione per la squadra del cuore. Aspettiamo la giustifica scritta.

Un’assenza nell’AS Benevento: l’allenatore Vincenzo Feleppa è temporaneamente impossibilitato a dirigere la squadra ed al suo posto siede in panchina Francesco Franzese. Siede nel senso che non può proprio alzarsi durante il gioco, almeno così mi hanno detto e la condotta assunta dal vicecoach, in effetti, è rispondente a questa prescrizione. Se è vero che un allenatore in seconda può stare in panchina ma non può alzarsi, si tratta di uno degli strani bizantinismi del regolamento.

Mister Franzese tiene in panchina Sua M.d’O. Teresa Agozzino e schiera un sestetto dai ruoli intercambiabili. Già la mia cultura pallavolistica è quella che è; con una squadra così eclettica non chiedetemi di riconoscere i ruoli. Poniamola in questo modo: Chiara Lonardo palleggiatrice, Valentina Musto libero, Maria Mauriello universale, Giovanna Bernardi universale, Anna Silvia Piscopo universale, Miriam Napolitano universale, Mara Napolitano universale.

In panchina, oltre a Sua M.d’O. Teresa Agozzino: Alessandra Ricci, Valeria Leone, Angela Faiella ed Eleonora Balducci.

Classico Taranto da trasferta (ossia senza le atlete soggette all’obbligo scolastico), più o meno: Alessandra Certa palleggiatrice, Ivana Gallo Ingrao opposto, Silvia Mastandrea e Gisela Scialacomo laterali, Silvia Renna centrale, Cristiana Zonca palleggiatrice a latere, Simona Leone libero.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei ed Angela Stufano.

Primo set

Due errori in attacco di Gisela, che probabilmente sta smaltendo il jet-lag (o forse il dulce de leche), e ben tre servizi vincenti di Chiara Lonardo. Cominciamo molto male (5-0).

E proseguiamo ancora peggio. L’AS Benevento celebra la festa dell’ace (partecipano anche Mara e Piscopo) mentre il Taranto è completamente estraneo alla partita. Sul 12-4 break da 6 punti delle padrone di casa con ben tre-muri-tre di Miriam Napolitano. Quando superiamo il muro tiriamo fuori o tocchiamo la rete. E’ agghiacciante.

Il Benevento-squadra mi sembra un sestetto molto equilibrato e potente; sarà che a noi hanno rifilato sempre mazziatoni, ma mi sono sempre chiesto e continuo a chiedermi come mai non si trovino a lottare in zona play-off.

Il Benevento-società mi ricorda un po’ la nostra attuale e storica Palafiom: essenziale, spartana, senza fronzoli. Giocatrici, staff, palloni e parquet. Stop. Quello che serve a giocare e qualche panca per gli spettatori; il resto sono orpelli superflui. A cominciare dai cessi per il pubblico e per gli arbitri. Come all’Alfieri.

A fare le spese di questa mentalità basata sulla concretezza è la scout-girl locale che, poverina, è costretta a sedersi per terra e a tenere il portatile sulle gambe. Fa tenerezza la creatura.

Battiamo un colpo sul 17-4 con una striscia positiva di 4 punti, ma si tratta soltanto di un’attestazione di esistenza in vita; in campo respiriamo ma non giochiamo affatto. C’è solo l’AS Benevento, che indubbiamente gioca bene e offre una dimostrazione di forza e di bel gioco con Piscopo e con le nipoti del presidente della Repubblica.

Finisce 25-10 in 15 minuti.

Dei 10 punti nostri, 2 sono di Gisela, uno di Ivana e gli altri 7 sono errori in attacco (o in battuta) delle padrone di casa. E’ un disastro. Sembra la prosecuzione della partita dell’anno scorso.

Secondo set

Per fortuna usciamo dalla nebbia (salvo ritornarci a Gioia del Colle). Sono le centrali a svegliarsi per prime da questo incubo angosciante.

Le sannite continuano a servire con malizia (5-3), ma Silvia mette a terra quattro palloni e Cristiana firma il pareggio con un bel primo tempo (10-10).

Il Benevento continua a martellare e particolarmente micidiali sono i missili aria-terra dell’opposto Mauriello, ma il Taranto cresce velocemente: la ricezione resterà un problema per tutto l’incontro, ma la difesa è combattiva ed elegge Simona Leone a simbolo di cotanta reattività. Bene il muro, bene gli attacchi, ottimo l’atteggiamento mentale.

Terminato il festival degli aces del Benevento, c’è la sagra dei servizi sbagliati a cui partecipano entrambe le squadre. Finisce sul 16-14 dopo 5 errori in 6 scambi.

Coach Franzese, in particolare, manifesta alle proprie atlete un certo disappunto per questi errori.

Nel frattempo il libero Musto approfitta di ogni passaggio in panchina per spruzzarsi sulla gamba lo spray antidolorifico. In due ore avrà consumato almeno quattro bombolette.

Il turno in battuta di Lonardo è sempre proficuo: la palleggiatrice piazza il pallone in modo teso e preciso (19-17).

Sul 21-20 un passaggio-chiave della partita. Sull’orlo del tracollo (non più in termini di gioco adesso, ma soltanto di risultato) il Taranto mostra una saldezza di nervi ed un’autorevolezza che dovremmo conservare fino a maggio e ribalta lo svantaggio. C’è un tiro fuori che viene considerato toccato, decisione che francamente sorprende noi spettatori oltre che le giocatrici sannite. Poi Silvia e Gisela alzano un muro da encomio (21-22).

Mauriello c’è (22-22), ma Gisela ha imparato a scardinare la difesa giallo-azzurra e passa per due volte. Il punto finale è un muro di Cristiana (22-25).

Un set al Benevento l’abbiamo finalmente strappato; è già qualcosa.

Terzo set

Perché fermarsi adesso? La partenza-sprint questa volta è delle joniche (0-4), ma l’AS Benevento supera velocemente il momento di sbandamento e sul 5-5 è già tutto da rifare.

L’incontro vive la fase di maggiore equilibrio ed intensità; adesso si gioca colpo su colpo e le due squadre offrono al pubblico uno spettacolo tecnico da applausi.

A proposito di pubblico, se si riuscisse a riempire la palestra, credo che vincere a Benevento risulterebbe ancora più arduo. Gli spettatori sono pochi, sproporzionati rispetto al valore della squadra e comunque tutti molto corretti.

Fra l’altro ho l’impressione che il 50% siano fotografi piuttosto professionali a giudicare dalle macchine evolute. Nei giorni scorsi ho cercato in rete notizie sull’AS Benevento e ricostruire il roster non è stato facilissimo; figurarsi l’abbinamento giocatrici-numeri di maglia. A questo punto mi chiedo: dove ca**o finiscono tutte le foto che stanno scattando questa sera?

Mah.

Intanto la solita implacabile Mauriello porta la propria squadra in vantaggio al secondo time-out tecnico (16-15). Il minuto di pausa dev’essere risultato costruttivo per le joniche, non so se in ragione delle indicazioni del coach o del talismano applicato alla borraccia passata di mano in mano. Fatto sta che una splendida Silvia lancia una fuga che risulterà decisiva (16-19). C’è stato anche un bell’attacco di Ivana che è riuscita a trafiggere il muro a due giallo-azzurro.

 “Sono in P2!” – urla all’arbitro Simona Leone.

Non intende dire che Lonardo e compagne sono iscritte alla stessa loggia massonica coperta che ha avuto tra i propri affiliati Berlusconi (tessera n. 1816) e criminali vari; il nostro libero sta semplicemente indicando la corretta rotazione del sestetto campano. Non glielo aveva chiesto nessuno.

Mara Napolitano accorcia le distanze (20-21) ma poi il Benevento commette qualche errore in attacco e Gisela ne approfitta per assestare il colpo finale (21-25).

Quarto set

Novità nel Benevento: c’è Sua M.d’O. Teresa Agozzino, una scelta che si rivelerà decisiva per il parziale.

Ma è il Taranto a partire bene con un muro che per tre volte si alza a bloccare gli attacchi locali (4-7).

Nonostante i punti di Agozzino, stiamo giocando talmente bene che si diffonde la sensazione di poter tornare a Taranto con il bottino pieno. Magie di Cristiana (fast a pallonetto e primo tempo) e classica pipe made in Argentina. Siamo 7-11 e teniamo sino al 9-13 (muro di Silvia).

Ancora una volta Simona Leone, a cui i fantastici miracoli difensivi non tolgono evidentemente il fiato, segnala all’arbitro la corretta rotazione delle avversarie:

“P4!” – grida questa volta.

A questo punto interviene anche Marcello (“Simona, la finisci?!”) e l’arbitro non sembra gradire la consulenza fornita gratuitamente dal nostro libero. Ale, con la consueta diplomazia, scongiura l’estrazione del cartellino giallo.

Rientra Mara Napolitano ed esce Piscopo.

Break da 6 per l’AS Benevento, che dunque ribalta il risultato e poi incrementa il vantaggio portandosi sul 19-15. Ancora un ace per le sannite con Miriam che approfitta di uno scontro tra Ivana e Leo.

Sul 21-16 c’è un’astuzia di Lonardo, che vede la difesa jonica troppo avanzata e appoggia il pallone nei pressi della linea di fondo. Adoro queste cose. Un giorno vorrei vedere una partita di sei palleggiatrici contro sei palleggiatrici.

Anche la nostra Ale, peraltro, sta disputando una partita magistrale distribuendo il gioco con precisione ed in tutte le direzioni.

Ace di Cristiana (22-18), ma ormai il set è compromesso e provvede un’ottima Agozzino a sigillarlo definitivamente con gli ultimi due suoi attacchi vincenti (25-19).

Tie-break

Con questo sono 40 set in nove partite. Soltanto l’Arzano domenica potrebbe raggiungerci.

Nel frattempo è arrivata in palestra una giornalista carina del Corriere del Sannio. Si è persa l’inizio, diciamo, ma è sorprendente la sua capacità di sintesi. Io ho già riempito cinque fogli di appunti mentre a lei sono sufficienti cinque righe (cinque righe contate) per riassumere la partita.

Il mini-set di spareggio comincia bene per noi. Sull’1-4 c’è un salvataggio mano a terra di Simona che l’arbitro sembra incline a considerare come punto avversario. Il nostro libero schizza in piedi e si ribella vivacemente. Già mi prefiguro il suo nome nel prossimo comunicato del giudice federale, ma l’arbitro non ha ancora esaurito il proprio encomiabile spirito di sopportazione e si limita a prescrivere alla nostra Ale il dosaggio di Valium da somministrare alla compagna.

Leo, comunque, aveva ragione e lo scambio viene opportunamente annullato. La ripetizione giova al Taranto: ace di Ivana (1-5).

Cristiana, bravissima anche oggi, mantiene le distanze (3-7), ma poi è Benevento a macinare cinque punti consecutivi, ai quali contribuiamo con un’irregolarità e due tiri fuori (8-7).

Mara e Bernardi replicano al muro jonico e sul 10-8 c’è - a mio avviso – un secondo passaggio-chiave di questa partita. Abbiamo perso un quarto set che ci vedeva in vantaggio e siamo stati rimontati anche nel tie-break; la ruota della superiorità psicologica gira a favore delle sannite e qui c’è il capolavoro caratteriale, prima ancora che tecnico, di un Taranto che non molla mai.

Attacco Gise, palla sulla rete del Benevento, pallonetto Cris ed invasione locale: 11-13.

Questa volta il miracolo difensivo lo compie Silvietta, ma lo vanifichiamo tirando fuori. Tredicesimo errore in battuta del Benevento (12-14).

Nell’azione successiva Cristiana è costretta ad assumere il ruolo di alzatrice, ma il suo palleggio è irregolare e Benevento annulla il primo match-point (13-14). Il sottotenente protesta, ma, sebbene non vistoso, neanche a me era sembrato un tocco da purista.

Ultimo lunghissimo scambio. Il caso vuole che Cristiana si trovi nuovamente nella necessità di giocare il secondo tocco; questa volta, però, la centrale piemontese non corre rischi ed alza in bagher un precisissimo passaggio per Gisela che piomba come un falco in posto quattro e mette a terra il pallone della vittoria (13-15).

Del valore di questa vittoria ho parlato in apertura. Degli effetti, invece, non c’è traccia. Le ragazze continuano a farsi un culo così eppure, dalla terza giornata in poi, occupano sempre la stessa posizione in classifica...

Intanto possiamo festeggiare con un buon trancio di pizza a due passi dalla Rocca dei Rettori. Ancora più coinvolgente è la visita alla citata pasticceria “Massimo”, dove Lisa brucia in dieci minuti quanto aveva vinto col gratta e vinci. Meno male che le pantofole personalizzate per Simona le aveva già acquistate. Al banco della pasticceria c’è un cugino di Marcello; alla cassa una gentile signora che avrà il mal di testa per una settimana.

 ‘A fava e ‘u scuèrcele

SIMONA: Non proprio perfetta in ricezione, Simona è stata letteralmente straordinaria in difesa. Per me, è lei l’immagine di questa vittoria con la sua grinta, la sua carica agonistica e la sua assoluta indisponibilità ad arrendersi. Per non parlare del suo inedito ruolo di “consulente rotazionale”, chiamiamolo così. Per rotazione s’intende sia la disposizione delle avversarie che il movimento degli attributi dell’arbitro. Magnifica Leonessa.

SILVIETTA: L’anno scorso era considerata una delle giocatrici più promettenti. Quest’anno, secondo me, è uno degli opposti più forti del campionato. Oltre alle note virtù umane e tecniche, che già aveva ed ha conservato, in questa stagione è anche sicura di sé, autorevole e soprattutto prolifica, con una media di quasi 3 punti a set. Oggi, però, è capitata la serata storta. Succede.

Tabellino: AS Benevento-TARANTO 2-3 (25-10, 22-25, 21-25, 25-19, 13-15)

AS Benevento: Agozzino 8, Ricci NE, V.Leone NE, Faiella NE, Mauriello 16, Bernardi 11, Piscopo 5, Lonardo 6, Balducci NE, Mi.Napolitano 12, Ma.Napolitano 15, Musto (L) – All. Feleppa (in panchina: Franzese).

Aces 11, errori in battuta 13, muri-punto 11.

Taranto: Zonca 17, Taddei NE, Scialacomo 19, Gallo Ingrao 7, Renna 16, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 3, S.Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 7, muri-punto 11.

Arbitri: Daniele botti (NA) e Andrea Giova (AV).

Durata set: 15’, 27’, 22’, 24’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.00’.

Altri risultati: Centro Ester NA –Sarno 3-2, Salerno-Molfetta 0-3, Leonessa Altamura-Oria 3-1, Acquaviva delle Fonti-Livi Potenza 1-3, San Pietro Vernotico-V.Altamura 3-1, Battipaglia-Arzano 3-2, ASCI Potenza-Accademia BN 3-2.

Classifica: Centro Ester NA 22; Sarno e Molfetta 21; San Pietro Vernotico 20; Arzano 18; Battipaglia e Leonessa Altamura 16; AS Benevento 15 e ASCI Potenza 15; TARANTO 14; Livi Potenza 11; Oria e Accademia BN 9; V.Altamura 5; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

E’ un campionato correttissimo; tutto fermo e soltanto 290,00 euri di multe in 8 giornate.

Prossimo turno: V.Altamura-TARANTO, domenica 22 novembre, ore 18.00.

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Mistero Gisela. Non è tornata in Italia

di skanderbeg69 (13/11/2009 - 14:12)

Gisela Scialacomo è scomparsa.

La schiacciatrice argentina si era recata per due settimane nel proprio Paese natale; il suo ritorno a Taranto era previsto per lunedì, ma nessuno l’ha vista e di lei non si hanno più notizie.

Sul viaggio nulla di strano: era stato concordato con la società sin dall’estate scorsa e le tre partite da non disputare erano quindi previste. Il mistero riguarda il mancato rientro.

Sono diverse le ipotesi formulate.

La prima è l’ipotesi Diego Armando. Al pari del grande calciatore, Gisela potrebbe aver deciso di prolungare arbitrariamente le proprie vacanze australi. Anche Maradona, in qualche occasione, si faceva attendere creando una certa agitazione nel Napoli.

Ma la Palafiom Taranto tende ad escludere questa possibilità: “Maradona era genio e sregolatezza; Gisela è soltanto genio. Lei è una professionista seria e corretta che non ha mai fatto bizze di questo genere. Noi temiamo che a trattenerla in Argentina siano ragioni indipendenti dalla sua volontà”.

Poi c’è l’ipotesi Diego (senza Armando). Dopo aver litigato sulla marca di birra da tenere nel frigo (Gisela pretendeva la Quilmes; Diego avrebbe preferito la Peroni), la schiacciatrice appulo-argentina avrebbe colto l’occasione del viaggio per porre fine ad un rapporto logorato da questo conflitto senza soluzioni.

Terza ipotesi. Gisela è stata sommersa di richieste: portami questi dolci, portami questi cd di tango, portami la maglia di Messi, portami una bottiglia d’acqua di cascate di Iguazu, portami questo e quello. La giocatrice potrebbe essersi trattenuta a Paranà per noleggiare un cargo necessario a trasportare tutto il materiale da distribuire agli amici.

L’unica certezza è che di Gisela per adesso non si hanno notizie.

L’allenatore Marcello Presta ha rotto gli indugi ed è partito per Buenos Aires affidando temporaneamente la squadra alla guida di Angelo Soranno. Il coach è preoccupato. Dopo aver chiesto informazioni ai familiari ed alle Forze dell’Ordine, ha deciso di unirsi alle madri di plaza de Mayo.

Dónde está Gisela?

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Taranto-San Pietro Vernotico 0-3

di skanderbeg69 (08/11/2009 - 15:05)

Sabato 7 novembre 2009 – ore 19.00

Avremmo dovuto appellarci all’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’influenza suina dilaga e il campionato va sospeso per ridurre i rischi di contagio. Questo avremmo dovuto dire.

Una pausa straordinaria del campionato e la partita con il San Pietro ce la saremmo giocata fra qualche settimana. Con Gisela.

In realtà, se qualche funzionario dell’OMS avesse assistito alla partita di stasera, ad essere interrotta sarebbe stata la distribuzione dei vaccini visto che le giocatrici reduci dal malanno o ancora ammalate hanno disputato una gara eccelsa. Il riferimento è alla nostra Alessandra, che non ho mai visto difendere con tanto ardore, e al libero ospite Valentina De Mitri, praticamente perfetta.

Cosa ci fosse nello sciroppo della nostra palleggiatrice lo scopriremo quando saranno resi noti i risultati dell’antidoping.

Quando arrivo in palestra sta terminando l’allenamento della Tempesta. Si provano servizi e ricezioni. La capitana Cocca si tuffa anche sulle palle che finirebbero fuori ma nel momento stesso in cui riceve manda un messaggio alla battitrice: “E’ fuori ma la prendo lo stesso per farti vedere che la so prendere!”

Non si finisce mai di imparare cose nuove.

Arriva il San Pietro. Guardando le giocatrici brindisine, un autorevole membro del nostro staff tecnico fa una previsione che non brilla per finezza ma che si rivelerà pienamente azzeccata: “Queste ci fanno un culo così”.

La frase può essere la sintesi della partita; quasi quasi la mando a Forzaragazze come titolo dell’articolo.

Però, a parte le frasi ad effetto, il Taranto ha tenuto in equilibrio il primo set e non si è mai arreso nel secondo. Il terzo è andato come è andato, ma direi che le nostre piccine sono state nel complesso più che dignitose.

Formazioni.

Il Taranto ripropone la squadra di Salerno: Alessandra Certa in palleggio, Angela Stufano opposto, Silvia Mastandrea e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

Coach Marcello Presta ha a disposizione Katia Taddei, Giulia Basile, Simona Mereu e Priscilla Pisani.

Mister Vincenzo Lapertosa manda sul parquet Marcella Scaglioso in palleggio, Emanuela Cafarella opposto, Michela Ristits e Loredana Corvino laterali, Claudia Carrozzo e Silvia Antonaci centrali, Dr.ssa Avv. Valentina De Mitri libero.

In panchina, Catia De Nicola fa da baby-sitter a Sabrina Ferraro, Annalisa Perrone e Giorgia Valente.

Primo set

Pallonetto vincente di Angela Stufano; siamo in vantaggio per 1-0.

Beh, chiudiamola qui la partita. La differenza di valori è emersa: vince Taranto, perde San Pietro; perché portarla per le lunghe? E’ sabato sera; prepariamoci ad uscire.

Purtroppo non funziona così. Dopo qualche errore su entrambi i fronti, le sempreverdi attaccanti del San Pietro, Corvino e Ristits, fissano il punteggio sul 5-8 e ci si può accomodare per il primo time-out tecnico.

Un fotografo che si era sistemato in linea con le panchine viene fatto allontanare. Che culo: proprio nei giorni scorsi avevo pensato di piazzarmi io in quella posizione. Mi sono risparmiato una tirata di recchie in pubblico.

Poi il fotografo approfitterà di un time-out per chiarirsi con il direttore di gara, disponibile a fornire spiegazioni. Beh, bisogna dire che gli arbitri di B2 sanno conciliare il rigore dei regolamenti con un buon grado di disponibilità al dialogo.

Riscossa Taranto: punto di Ivana e doppio muro di Cristiana. Siamo in vantaggio (10-9)! E mi pare che stiamo anche difendendo con una certa aggressività.

Mura anche Ristits e poi Corvino piazza un bel pallonetto; San Pietro è nuovamente avanti (12-16).

Grande cuore rossoblu, anzi biancoblu: attacco di Silvietta, ace di Ale e poi arriva il momento di Silvia Renna che piazza un muro e poi diventa l’utilizzatrice finale (introduciamo questa nuova espressione...) dei successivi tre attacchi delle padrone di casa (17-17).

Grandi difese di Ale e di Valentina De Mitri e poi la nostra ex Marcella decide di prendersi il set: muro, tocco di seconda ed ace (19-24).

Ivana e Cristiana tengono viva la speranza, ma poi Cafarella si sblocca proprio nel momento meno opportuno. Meno opportuno per noi, s’intende (21-25).

Secondo set

Siamo sotto di un set, ma ce la stiamo giocando. In tribuna si iniziano a fare scommesse. I pronostici dicono che questa sera, per la prima volta al Maria Pia, non finirà al tie-break; io metterei la firma anche per un 3-2 a nostro svantaggio. Marika, dal canto suo, si sofferma sul look delle nostre ospiti: quasi tutte scure di capelli e piuttosto magre.

L’unica bionda sta alimentando il proprio score personale e San Pietro passa a condurre per 2-8. La nostra ricezione è piuttosto in difficoltà, come peraltro testimonieranno gli 11 aces complessivi delle brindisine.

Dall’altra parte, invece, la neolaureata Valentina è sempre più a proprio agio nel ruolo di libero. Ha anche trovato un perfetto equilibrio tra lavoro e sport: da avvocato attacca, da giocatrice difende.

Prendiamo atto che gli avvocati stanno aumentando in questo sport; bisogna stare attenti a come ci si comporta altrimenti potrebbero piovere i ricorsi e le querele. A fine partita, ad esempio, io avrei avuto bisogno di un buon penalista, ma arriviamoci per gradi.

Il Taranto resta aggrappato alla partita con una Silvia sempre encomiabile (muro ed ace). Break da quattro punti del San Pietro con due aces di Cafarella e poi è il sottotenente di vascello a subentrare come terminale prediletto dei passaggi di Ale. Splendida la fast a pallonetto del 10-15.

In effetti, gli altri hanno gli avvocati, ma noi abbiamo le forze armate. Se ci querelano, li prendiamo direttamente a cannonate.

Si solleva qualche protesta dopo un mani-fuori di Cafarella che offre al San Pietro il massimo vantaggio (11-19), poi il Taranto reagisce con un break da quattro ed un muro di Angela (15-19). Le ragazze non mollano, brave!

Sul 18-23 c’è una palla sospesa sulla rete; Marcella la colpisce di pugno spedendola proprio sulla linea di fondo. Si levano altre proteste, ma mi pare che l’arbitro abbia visto giusto.

Cristiana e Silvietta annullano tre palle-set; poi Michela Ristits realizza il punto decisivo con un mani-fuori (21-25).

Terzo set

Claudia Carrozzo, su indicazione del direttore di gara, chiude la porta del lato bar. E’ giusto; c’è gente ammalata in campo e la corrente può essere dannosa.

L’andamento del terzo set è completamente diverso rispetto ai primi due.

Questa volta è Taranto a fare da lepre e questa volta sono le attaccanti e non più le centrali ad impensierire le ospiti: 2 azioni vincenti di Ivana e 4 di Silvietta (inclusi 2 aces consecutivi).

Sul 9-4, però, le biancoblu si stùtano.

La Skylo infila 10 punti consecutivi con ben 5 muri divisi tra Ristits e Carrozzo. Non passiamo più.

Però non è un bel modo di onorare il ventennale della caduta del muro di Berlino. Ecco, ancora una volta la FIPAV ha mostrato scarsa sensibilità: oltre a non aver sospeso i campionati per l’influenza suina, non ha saputo onorare lo storico anniversario. Per celebrare la riunificazione delle Germanie oggi avrebbe dovuto esserci una deroga al regolamento: vietati i muri su tutti i campi. E invece niente; ci tocca sorbirci Ristits e Carrozzo. Non abbiamo il senso della storia; non abbiamo rispetto per la memoria europea.

Sull’11-15 nuova striscia di punti per le brindisine e questa volta è Marcella a fare da mattatrice direttamente dalla zona di battuta: tre aces per lei, di cui uno col nastro-culo (11-23). Ne ha fatti 6 in tutta la partita. Ah – sospiro – il sangue del nostro sangue si rivolta contro.

“I parenti sono come le scarpe; più sono strette e più fanno male”... [1]

Dopo il record di sabato scorso, questa sera non c’è stata alcuna sostituzione. Peccato per lo stagista segnapunti (l’unico a non essere stato vittima di sgomberi coatti da parte dell’arbitro) che ha perso l’opportunità di imparare cose nuove.

Il Taranto realizza i punti della bandiera e l’esperta Corvino, sempre invocata dai propri tifosi, mette il punto finale alla partita (15-25).

Le mie considerazioni le ho già fatte. Una sconfitta con il San Pietro ci può stare dato che le brindisine hanno dimostrato di avere le carte in regola per puntare ad un traguardo che non nomino altrimenti Catia De Nicola, proprio adesso che mi sta rivalutando, si tocca in alto dove sappiamo.

Adesso bisogna concentrarsi sulla partita di Benevento; quella sarà forse la vera prova del nove per capire dove possiamo arrivare.

Il dottor Formoso, finalmente sugli spalti del Maria Pia, evita in extremis la citazione sulla busta del latte.

Concludiamo con la cronaca nera. La divulgazione degli scout individuali non convince una giocatrice del Taranto che minaccia di procurarmi punti di sutura in misura equivalente ai punti che le avrei negato nei miei conteggi. Farà fede la visione del video, ma non avrei mai immaginato che questo potesse essere un lavoro a rischio per la mia incolumità.

 ‘A fava e ‘u scuèrcele

LISA: Serata impegnativa. Prima deve occuparsi del fotografo molesto (o presunto tale) e poi dei tifosi che si sistemano a fondocampo. Svolge il compito di buttafuori con diligenza e cortesia. L’ex-magazziniere della Prisma avrebbe dato all’arbitro la stessa risposta che diede a Montali quando l’allora coach del Milano si lamentò della temperatura: “Almeno cento squadre hann’ venùte a qua e nisciùne s’ha mai lamentàte...”

GISELA: Quando ca**o torni?!?!

Tabellino: TARANTO-San Pietro Vernotico 0-3 (21-25, 21-25, 15-25)

Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Basile NE, Renna 9, Stufano 4, Mastandrea 10, Certa 1, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 7.

Nubile Skylo San Pietro: Antonaci 2, Ferraro NE, Perrone NE, Carrozzo 8, Scaglioso 10, Corvino 9, De Nicola NE, Cafarella 8, Ristits 25, Valente NE, Dr.ssa Avv. De Mitri (L) 100 con encomio – All. Lapertosa.

Aces 11, errori in battuta 8, muri-punto 12.

Arbitri: Armando Minetti (BA) e Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.12’.

Altri risultati: Sarno-Leonessa Altamura 3-0, Accademia BN-Centro Ester NA 1-3, Molfetta-ASCI Potenza 3-1, Arzano-Acquaviva delle Fonti 3-1, Oria-Battipaglia 3-0, Livi Potenza-AS Benevento 3-1, V.Altamura-Salerno 3-1.

Classifica: Centro Ester NA e Sarno 20; Molfetta 18; Arzano e San Pietro Vernotico 17; Battipaglia e AS Benevento 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Oria 9; Accademia BN e Livi Potenza 8; V.Altamura 5; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Zero sanzioni.

Prossimo turno: AS Benevento-TARANTO, sabato 14 novembre, ore 18.30.

 

NOTE:

(1) LAKHOUS, A., Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, E/O, Roma, 2006, pag. 59.

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Non litigate! Si gioca tutte insieme.

di skanderbeg69 (04/11/2009 - 15:27)

Il post relativo alla partita di sabato scorso l’ho preparato un po’ frettolosamente, soprattutto per quanto riguarda la scelta delle foto.

Poi, mettendo in ordine le immagini nel mio computer, ho potuto notare alcune situazioni curiose. Su una, in particolare, sarei lieto di avere dei chiarimenti.

La foto è stata scattata verso la fine del quarto set. C’è stato un time-out e le squadre stanno per rientrare in campo.

Cosa si stanno dicendo Leo e Ivana?

Sembra che litighino per il possesso del pallone:

“Dammelo, è mio!”

“No, voglio giocare io!”

Meno male che non ci sono state conseguenze sul risultato.

Anche l’autogrill in cui ci siamo fermati al ritorno presentava una strana caratteristica: il settore ristorazione e acquisti aveva una porta spalacata proprio in direzione del bagno delle donne. Forse il gestore ha pensato che la vista di una signora che butta gli assorbenti usati nel cestino o che si scaccola davanti al lavandino può avere un effetto di induzione agli acquisti per i clienti. Sarà una nuova tecnica di marketing. Mah.

Noi, comunque, ne abbiamo approfittato per immortalare nuovamente il nostro libero in compagnia di Silvia e di un paio di birrozze.

Nulla rispetto alla quantità di bottiglie fotografate e pubblicate altrove qualche ora più tardi...

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Salerno-Taranto 1-3

di skanderbeg69 (01/11/2009 - 22:33)

Sabato 31 ottobre 2009 – ore 17.00

Si parte presto per Salerno visto che l’orario d’inizio è fissato per le 17.00. Sul pulmino oggi si sta un po’ più larghi perché non c’è Gisela, bloccata da un’improvvisa colica, non ci sono le creature sottoposte all’obbligo scolastico e non c’è la sostituta di Marika, ossia la signora Zonca. Sostituta sul pulmino, s’intende; però chissà che un giorno non la si possa provare anche sul parquet. D’altra parte, se il DNA non è acqua fresca...

Dato l’orario si mangerà lungo la strada.

Nell’ormai abituale ritrovo di Salandra incontriamo la componente lucana dello staff con il vettovagliamento. L’aspetto e le modalità della distribuzione ricordano le mense per gli indigenti, ma la qualità del cibo contenuto nei vassoi è eccellente. La pasta al sugo, in particolare, è una meraviglia.

L’odore del cibo attira qualche uccellino che passeggia sull’asfalto in cerca di residui e poi vola via senza accompagnare la squadra alla partita.

PalaVestuti e bar di fronte. Ricordo il cordiale incontro con la squadra del Salerno dell’anno scorso e il meno cordiale incontro con le giocatrici del Taranto che volevano (ingiustamente) linciarmi per alto tradimento. Ricordo la crema di caffé freddo. Ricordo il borsone di Alessandra, che era davanti all’ingresso del bar e poi è sparito per una buona mezz’ora.

Il palazzetto apre un po’ in ritardo e le squadre in attesa ne approfittano per socializzare.

L’incontro presenta molte curiose peculiarità. Tanto per cominciare, dopo aver condiviso nove mesi nel grembo materno, si ritrovano sul parquet le sorelle Stufano: Angela con il Taranto e Maria Rosaria con il Salerno.

La squadra campana ha un’altra caratteristica piuttosto inconsueta: saranno contemporaneamente in campo madre e figlia, Anna Maria Orefice e Marianna Ferrara. Non solo: madre e figlia sono anche rispettivamente moglie e figlia dell’allenatore Vito Ferrara.

Come ci tiene a sottolineare con comprensibile orgoglio il presidente del Salerno, Marianna è una ragazza del ’96. Giocherà da titolare e senza paura disputando una partita molto valida e chiudendo con 8 punti all’attivo.

L’importante è che sul parquet pubblico e privato non si sovrappongano...

 

Tornando alle gemelle della serata, sembra che coach Marcello in settimana abbia dato indicazione di battere proprio su Stufano (intesa come Maria Rosaria). Speriamo che non si verifichino equivoci disdicevoli e che nessuno tiri pallonate sulla nuca o sulla schiena della Stufano nostra.

Una caratteristica positiva del PalaVestuti è la raccolta differenziata dei rifiuti.

Che tristezza, però, vedere gli spalti così vuoti. La provincia di Salerno è terreno fertile per la pallavolo femminile di serie B (Scafati, Pontecagnano, Battipaglia, Sarno, ecc.), ma forse il capoluogo non si è mai “riscaldato” per il volley come la provincia.

E certamente, dopo i fasti dello scorso campionato, una squadra ricostruita da zero ed in lotta per la salvezza non aiuta. Però, almeno i parenti, e che cavolo!

Ah, già, dimenticavo che nell’attuale Salerno i parenti si dividono tra parquet e panchina e forse anche per questo gli spalti sono semivuoti...

Formazioni.

Mister Vito Ferrara, oltre alla gentile consorte in posto due e alla promettente figliola in posto quattro, schiera Stefania Macera in palleggio, Maria Rosario Stufano laterale, Sabrina De Maio e Valeria Pappalardo centrali e Rita Fadda libero.

In panchina: Italia Lamberti, Marianna Chieppa (non è che pure lei ha prestigiosi parenti nel volley? Non è che è la figlia di Tony Chieppa...?), Roberta Izzo e G. Ventre, che Angela s’ha scurdàte di inserirla nella lista e quindi non so come si chiami di nome.

Taranto.

Alessandra Certa in regia, Angela Stufano opposto, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei e Simona Mereu.

Primo set

L’inizio è sconvolgente. Chi (come me, lo ammetto) credeva che il Salerno fosse una squadra destinata a fare da materasso, ha un brusco risveglio. Le atlete campane costruiscono gioco, difendono con i denti e in attacco passano da tutte le parti. Certo, anche il Taranto ci mette del suo con un avvio di partita sconcertante. La difesa, in questa fase, viene tagliata a fette e gli attacchi non sono mai incisivi. Beh, sì, è un sestetto inedito che necessita di tempo per amalgamarsi, ma la situazione si fa un po’ troppo pesante: 9-2.

Un punto Silvietta, uno Angela, uno Ivana; poi Alessandra decide di puntare in modo sistematico sul sottotenente di vascello e Cristiana sembra in grado di farsi carico della rimonta: dall’11-5 al 15-11 i sei punti del Taranto sono tutti suoi.

La salvezza viene dal centro, sia per i voltagabbana plurimi come Rutelli che per le biancoblu: dopo Cristiana è il momento di Silvia (19-14).

Ma Salerno non sta a guardare e trova l’affondo decisivo con un break da 4 punti in cui brilla la pipe di Marianna Ferrara (23-14).

Marcello puntella una ricezione in sofferenza introducendo Simona Mereu, ma un secondo tocco di Macera chiude il set con un punteggio piuttosto imbarazzante (25-17).

Secondo set

Bene Silvia e Silvietta (suoi gli unici due servizi vincenti delle ospiti) e poi fuga lanciata da una Cristiana strepitosa, baluardo sulla rete biancoblu (4-10).

Il vantaggio aumenta ancora grazie ai muri e ai primi tempi di Silvia, che qui è un’ex, e sul 10-19 i due allenatori si accordano per tentare di superare il primato mondiale di sostituzioni in un set (quattro a testa).

Marcello, in verità, non ha molte risorse umane a disposizione, ma quelle che ha le riversa sul parquet: prima Simona Mereu per dare sollievo a Silvietta in ricezione e poi, sull’11-22, è l’occasione buona per l’esordio assoluto di Katia Taddei in serie B2.

La schiacciatrice impiega soltanto due scambi per mettere a terra il primo punto della carriera nei campionati nazionali attaccando da posto quattro. Cioè, dal posto di Ivana...

Coach Ferrara richiama la figlia per una mezza rotazione introducendo al suo posto la Izzo; poi mette dentro la Chieppa e nel finale ci sarà spazio anche per la Lamberti.

Particolarmente vivace risulta la prestazione di Marianna Chieppa, che infatti non uscirà più dal parquet. I punti delle salernitane e gli errori offensivi del Taranto rischiano di provocare un mezzo patatrac: le padrone di casa ottengono un break da 8 e si portano sul 20-23.

Poi, per nostra fortuna, sbagliano un servizio ed un attacco e il pericolo svanisce (20-25).

Lo sguardo del presidente Di Grazio e l’agitazione nell’intervallo di coach Marcello comprovano che il Taranto non sta disputando una gara particolarmente convincente.

Terzo set

La figlia segreta di Tony Chieppa appaga i propri bollenti spiriti con un muro, un primo tempo e un ace; è lei la giocatrice più incisiva del Salerno in questo frangente (4-4).

Quando ha finito di sfogarsi la brava centrale campana, è il turno delle brave centrali tarantine: due punti Silvia, uno Cristiana e un bel muro di Angela (vabbè oggi è opposto, ma di solito è centrale pure lei) sulla giovanissima Ferrara, che sul momento ci resta male ma poi saprà reagire. Siamo in vantaggio per 5-11.

C’è un problema istituzionale: chi comanda in campo? L’arbitro è per definizione il direttore di gara, ma Cristiana fa notare di essere più alta in grado del commilitone.

Nel frattempo, però, gli arbitri hanno altro a cui pensare e si dedicano al mobilio del PalaVestuti. Il tavolino del segnapunti ha qualcosa che non va, ma da lontano non si capisce cosa.

Ancora una volta il Taranto si rilassa ed è un lusso che con questo Salerno non ci si può permettere. Con gradualità e costanza le padrone di casa rosicchiano punti sino a sfiorare il pareggio (13-14).

Per fortuna Ivana è in crescita e Cristiana continua a piazzare muri e fast: manteniamo le distanze (18-21).

Poco dopo, però, Roberta Izzo, che ha appena sostituito Maria Rosaria Stufano, realizza la doppietta che vale il pareggio sorprendendo fatalmente la ricezione jonica (22-22).

Ma anche noi abbiamo una golden girl che sa assumersi responsabilità importanti: Silvietta ci regala due palle-set (22-24).

Orefice annulla la seconda (24-24) e Salerno sente l’odore del primo punto in classifica mentre il panico si diffonde tra i sostenitori appulo-lucani.

C’è uno scambio lunghissimo che mette a dura prova le nostre coronarie, ma un’epica Leone ribatte tutti i colpi del Salerno, poi Orefice riceve una palla molto decentrata che può solo far rimbalzare sul muro tarantino sperando che schizzi fuori; la palla, invece, cade dentro il campo salernitano. E’ stata Silvia ad averci tolto le castagne dal fuoco (24-25).

Ed è ancora Silvia ad opporre un muro magnifico all’ultimo attacco campano (24-26).

Quarto set

Mamma Orefice e figlia Ferrara mettono il pallone a terra e tengono in corsa il Salerno, ma il Taranto del quarto set è il più cazzuto della serata. La partita delle padrone di casa finisce sul 6-7, quando Silvia va servire mettendo in difficoltà la ricezione ospite e facilitando così il lavoro delle compagne.

La centrale salentina si è spesso concessa una batteria di servizi insidiosi nel corso di questo incontro; peccato che poi li abbia chiusi con un errore. Ma questo non attenua i meriti di quella che, secondo me, è risultata la MVP della partita. Sarebbe, cioè, la miglior giocatrice, però cosa cacchio indichi l’acronimo MVP non ‘nge l’agghie mai capìte...

Bene Cristiana, bene Angela con un pallonetto, bene soprattutto la difesa. Siamo 6-13 ed è finalmente un buon Taranto.

Ivana e Silvietta aumentano ulteriormente il vantaggio e sull’11-21 Marcello riconcede cinque minuti di celebrità a Katia Taddei (altro punto; questa volta da posto due, non da “posto Ivana”).

La girandola di sostituzioni di mister Ferrara non produce gli effetti del secondo set; Taranto amministra il parziale senza particolari difficoltà e il punto della vittoria è firmato da Ivana (14-25).

Bah, diciamo che la nostra storia ha conosciuto vittorie più esaltanti.

Diciamo pure che nonostante i cinque punti in due partite la classifica resta, per noi, sostanzialmente invariata dato che non abbiamo recuperato alcuna posizione. Tanta fatica pe’ nudd’...

In questo campionato non si capisce un tubo.

Indubbiamente con il San Pietro Vernotico servirà un altro Taranto perché in caso contrario non avremmo scampo. Anche se sembrava la stessa cosa alla vigilia della partita di Potenza.

Durante il viaggio di ritorno avvengono cose che preferisco non riferire.

Torniamo con una maniglia del bagno in più e con un po’ di “aria che ha preso l’ascensore” in meno. La serata delle giocatrici si conclude nel locale di Simona Mereu, che a quanto pare è diventata imprenditrice della ristorazione.

‘A fava e ‘u scuèrcele

SILVIA: Partita superba impreziosita da 17 punti personali. I due muri alla fine del terzo set hanno, inoltre, cancellato quello che stava manifestandosi come un incubo dalle conseguenze imprevedibili.

L’UCCELLO: L’uccello di Salandra si è avvicinato per mangiare, ma poi è volato via senza dare confidenza alle giocatrici. Insomma, appagati i bisogni dell’istinto, si è rivelato per l’egoista che è. Gli uccelli perbene non si comportano così.

Tabellino: Salerno-TARANTO 1-3 (25-17, 20-25, 24-26, 14-25)

Salerno: Lamberti 0, De Maio 3, Ferrara 8, Pappalardo 6, Ventre NE, Chieppa 7, Stufano 11, Orefice 9, Macera 3, Izzo 3, Fadda (L) – All. Ferrara.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 4.

Taranto: Zonca 16, Taddei 2, Gallo Ingrao 10, Renna 17, Stufano 8, Mastandrea 17, Certa 1, Mereu 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 12.

Arbitri: Vincenzo Brasiello (NA) e Luigi Esposito (NA).

Durata set: 20’, 26’, 30’, 21’ – Durata totale dell’incontro: 1.45’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Livi Potenza 3-0, Leonessa Altamura-Arzano 3-2, AS Benevento-V.Altamura 3-1, Acquaviva delle Fonti-Accademia BN 1-3, Battipaglia-Sarno 3-2, Oria-Molfetta 0-3, ASCI Potenza-San Pietro Vernotico 2-3.

Classifica: Centro Ester NA e Sarno 17; Molfetta 15; AS Benevento, Battipaglia, San Pietro Vernotico e Arzano 14; Leonessa Altamura e ASCI Potenza 13; TARANTO 12; Accademia BN 8; Oria 6; Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna sanzione economica nella 6^ giornata.

Prossimo turno: Taranto-San Pietro Vernotico, sabato 7 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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Dopo il caso Akragas, dedica choc anche a Taranto: "Questa vittoria è per Rossana Di Bello"

di skanderbeg69 (28/10/2009 - 12:00)

Il mondo dello sport è scosso da un secondo scandalo dopo quello suscitato dal presidente della squadra di calcio dell’Akragas.

Ricordiamo che il presidente della formazione siciliana aveva dedicato la vittoria della propria squadra ad un boss mafioso arrestato pochi giorni prima, scatenando comprensibili e vivaci polemiche.

Questa volta è Taranto lo scenario di una nuova indecenza.

Dopo il successo per 3-2 sull’Acquaviva delle Fonti l’addetto stampa della locale squadra di pallavolo femminile si è espresso in questi termini: “Voglio dedicare questo successo ad una persona che non può essere presente al Maria Pia ma che ha fatto tanto per rendere famosa la nostra città: Rossana Di Bello. Quella con l’Acquaviva è stata una partita squallida, irritante, piena di tocchi irregolari, a tratti scandalosa; abbiamo dilapidato un patrimonio di punti e comunque alla fine siamo pure riusciti a farla franca. Ecco perché possiamo dedicare la vittoria all’ex-sindaco di Taranto…”

Il riferimento alla responsabile di un dissesto economico senza precedenti nella storia d’Italia ha immediatamente provocato polemiche e censure. Buona parte della città è indignata per questo riferimento che riporta il pensiero ad una stagione storica drammatica di cui si stanno ancora pagando le conseguenze.

La Procura della Repubblica sta valutando la possibilità di aprire un fascicolo.

Durissimo il giudizio del questore: “E’ un messaggio gravissimo soprattutto in considerazione del fatto che proviene dal mondo dello sport, molto seguito dai giovani che avrebbero invece bisogno di riferimenti valoriali sani.”

L’attuale sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, si è detto sconcertato e non è escluso che alla squadra di pallavolo possa essere revocata l’autorizzazione all’uso della palestra.

L’AMIP, Associazione contro la Malapolitica e l’Indecenza Pubblica sta per proporre un boicottaggio della squadra biancoblu: “Quella donna non dovrebbe neanche essere nominata per via delle inchieste a cui è stata sottoposta e per i danni paurosi che ha allegramente causato alla città. Purtroppo duole osservare come vi sia un decadimento di valori soprattutto tra i giovani e l’etica pubblica abbia perso di significato.”

L’unica voce fuori dal coro è la Fondazione Pregiudicato Craxi: “Noi non vediamo nulla di strano in questa dedica. Rossana Di Bello è un riferimento per tutti e soprattutto per i socialisti e i voltagabbana. Anche lei, del resto, era di sinistra due settimane prima di aprire il club di Forza Italia...”

Il Taranto ha cambiato addetto-stampa. Il nuovo portavoce, Paolo Bonaiuti, ha dichiarato che il senso della dichiarazione del precedente addetto-stampa è stato frainteso.

 

  NOTE:

Le immagini sono tratte da La Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, 29-11-2008, pag. 13, e da Taranto Sera, 27/28-03-2007, pag. 5. Il Taranto non ha giocato benissimo, ma il post è volutamente esasperato per finalità satiriche.

 

 

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Taranto-Acquaviva delle Fonti 3-2

di skanderbeg69 (25/10/2009 - 15:26)

Sabato 24 ottobre 2009 – ore 19.00

“A mezzanotte, uscite a mezzanotte...”

Nel gergo del tifo questo ritornello gridato dagli ultras di casa agli ultras ospiti significa: siete sotto assedio; soltanto verso mezzanotte la polizia sarà in grado di provvedere alla vostra evacuazione dallo stadio o dal palazzetto.

Per “evacuazione” si intende l’uscita in sicurezza; ci tengo a precisarlo perché vista la natura degli argomenti che ultimamente trattiamo in questo blog...

Bene, per i frequentatori del Maria Pia il ritornello degli ultras non suona come una minaccia ma come un auspicio. Magari uscissimo a mezzanotte...! Tre partite in casa e tre tie-break. Stasera si è giocato per due ore e un quarto. Non ne possiamo più... Serate in fumo, appuntamenti rinviati, giustificazioni che viaggiano sui cellulari.

Il Taranto fino adesso ha giocato più set di tutti: 28 in 6 partite. Seguono, nella speciale classifica, Arzano e Oria a 26, Molfetta e Accademia 24. Mentre scrivo, non si conosce il risultato della Livi, che però, al massimo, potrebbe arrivare a 25. Dateci un bonus, un punto in classifica una tantum...

Veniamo all’incontro.

Verso le 17.45 arriva l’Acquaviva. Per essere precisi, arriva mezzo Acquaviva; l’altrà metà tarda a raggiungere la palestra. Ogni due minuti Pasqua Salviola va alla porta per scrutare l’orizzonte. Immagino la scena adesso che arriveranno le ritardatarie; Salviola agiterà in aria il matterello: “Vi sembra questa l’ora di arrivare?! Questa squadra non è un albergo! Vi tolgo le chiavi e da domani non si esce per una settimana...”

     Le giocatrici baresi hanno il nome di battesimo scritto sulla schiena, tranne una che sul numero 8 presenta la scritta “Ananas”. Almeno voglio sperare che non sia il nome di battesimo...

Da un controllo sul verbale di gara, in effetti, risulta trattarsi di Anastasia Komarova.

Sull’altro fronte, anche il Taranto deve affrontare un primo problema: la maglia di Gisela. Il trattamento con la candeggina non ha avuto efficacia e la divisa di gioco della schiacciatrice appulo-argentina ha semplicemente assunto un colore più rosato mentre i bordi blu tendono ormai al violaceo.

Ogni tanto, pensando a questo blog, mi fermo a riflettere e mi chiedo con preoccupazione: riuscirò a trovare sempre l’ispirazione per scrivere cose originali? E se non accadesse più niente di particolare?

Bene, ringrazio questa squadra che mi permette di vivere ogni nuovo giorno come una sorpresa. Quando penso che tutto sia stato già scritto, ecco che capita una cosa nuova. Sempre più strana. Oggi è il turno della maglia bianca messa nella bacinella con le lenzuola rosse.

Mi chiedo a questo punto: si ha notizia di episodi simili nelle altre squadre? E’ mai successo, ad esempio, che la mamma di Westphal abbia lavato la maglia del figlio insieme a capi colorati o che la figlia di Rivaldo abbia inguacchiato la maglia del padre giocando con i colori a spirito? A me non risulta.

Diego, pensaci bene... Diego, rifletti...!

Sta di fatto che la maglia numero 9 è ormai inutilizzabile. Nessuno l’ha comprata su eBay e a questo punto potremmo regalarla proprio al libero dell’Acquaviva visto che il colore è identico.

Il punto adesso è: quale maglia indosserà Gisela? Ci sarebbe la maglia numero 18 di Marika, la soluzione più naturale. E’ appartenuta ad una schiacciatrice, 18 è il doppio di 9 e soprattutto 18 può diventare 9 aggiungendo un più tra l’1 e l’8. Siccome, però, si tratta di una “maglia ingravidante”, coach Marcello pone il veto: se resta incinta pure Gisela siamo rovinati.

E questo vale pure come avvertimento per una certa persona il cui nome è lo stesso del più grande calciatore del mondo.

Gisela indossa la maglia numero 4 mentre la 18 è in ballottaggio tra Priscilla e Simona. Alla fine il coach decide che a correre il rischio di restare incinta sarà Simona, anche se l’addetto agli arbitri non è molto d’accordo.

Così impara ad asciugare il portadocumenti sul mio giaccone.

Possiamo finalmente passare alla partita, non prima, però, di aver fatto menzione dell’allenatore in seconda del Taranto, Angelo Soranno, che abbiamo immortalato nella foto qui sotto. Come scavalca lui le transenne non le scavalca nessuno; la prossima foto lo rappresenterà mentre ripropone la pubblicità di Olio Cuore.

Formazioni.

Il Taranto di Marcello Presta schiera Alessandra Certa in regia, Silvia Mastandrea opposto, Gisela scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Katia Taddei, Giulia Basile, Angela Stufano, Simona Mereu e Priscilla Pisani.

L’Acquaviva delle Fonti: Nicla Marzano palleggiatrice, Raffaella D’Ambrosio opposto, Paola Armenise e Pasqua Salviola laterali, Marianna Lopane e Angela Ceo centrali, Daniela Caricato libero.

A disposizione di coach Francesco Bruno: Cesaria Ursini, Anastasia Komarova, Mary Miale, Ezia Salamida e Federica Marchesini.

Primo set

Un attacco fuori e un malinteso in fase di costruzione del gioco (0-2), recuperiamo con Gisela e Silvietta (3-2), ma poi mandiamo fuori una battuta ed un altro attacco (3-4). L’avvio di partita è sintomatico di quello che ci aspetta: un Taranto impreciso, confusionario e sempre in affanno.

Quando inizia a giocare anche l’Acquaviva sono cavoli amari: D’Ambrosio mette a terra un pallonetto ed un servizio vincente ed anche Ceo invia inequivocabili segnali di essere in buona forma (7-11).

Nel mondo economico la sigla CEO indica Chief Executive Officer, in pratica amministratore delegato. Ora, però, non so dire se Ceo sia il cognome della brava centrale barese oppure la carica rivestita nell’organigramma.

Grande Ale, prima a muro e poi direttamente in battuta (9-11).

Sbaglia qualcosa anche l’Acquaviva e Silvietta, con due attacchi consecutivi, regala sollievo a un pubblico fino a quel momento piuttosto perplesso (14-12).

Nel difendere una cannonata tarantina, D’Ambrosio centra il neon del soffitto. Se non se ne accorge nessuno fino a lunedì, magari si potrà pensare che siano stati gli alunni del Maria Pia durante un’ora di educazione fisica, ma purtroppo mai come stasera Ugo non si è perso un solo scambio del match.

La partita non sarà ricordata negli annali della pallavolo mondiale; tra un errore e l’altro, comunque, arriviamo sul 21-17. Qui subentra l’autolesionismo delle biancoblu: Armenise va a segno e poi commettiamo una disdicevole sequela di errori (21-22).

Ahimé, tra questi c’è anche un tocco di seconda di Ale che finisce in rete. E’ una sensazione bruttissima. E’ come se al ristorante ti porgessero una mousse al cioccolato e poi, quando già i neuroni assaporano il piacere, il cameriere ci sputasse dentro.

La pipe di Gisela ha l’effetto di un’aspirina e il muro di Silvia, dopo un magnifico salvataggio mano a terra di Ivana, sembra mettere le cose a posto (24-22).

Sembra.

Angela Ceo annulla il primo set-point con una bomba che colpisce in mezzo ai sensi una nostra giocatrice (seguita dalle pronte scuse dell’amministratore delegato).

La stessa Ceo inventa un perfido servizio che atterra in posto quattro ed è seguito da un efficace mani-fuori di Salviola (24-24).

Seguono due attacchi fuori seguiti, invece, da qualche jastèma del pubblico locale (24-26).

Secondo set

Il Taranto che ritorna in campo sembra più determinato: Gisela va a segno per tre volte, Cristiana mura e palleggia, Silvietta completa l’opera (6-1).

Errori in battuta e palloni regalati (10-7); anche l’Acquaviva adesso sta giocando maluccio, il che è un bene per noi ma è un danno per lo spettacolo, già poco esaltante.

Viviamo di rendita del buon avvio di parziale; soltanto Silvietta, con 6 punti personali in questo set, regala soddisfazioni, ma anche Ivana sta offrendo un buon contributo con ulteriori salvataggi difensivi.

Il gioco langue. Meglio distrarsi con la tribuna dove c’è Paoletta che è sempre più bella.

Sul 18-13 Alessandra ripropone la mousse al cioccolato e questa volta non ci sputa sopra. Che magia.

A vivacizzare il set sono le proteste, che ormai tendono a susseguirsi su entrambi i fronti in modo – direi – equo.

Brividi di terrore: spinto da una Salviola strepitosa, l’Acquaviva infila un break di 4 punti (21-18). E’ sempre la schiacciatrice barese a realizzare il punto del 22-19 con una pipe mani-fuori.

Silvietta e una doppia ospite ci portano sulla soglia del traguardo. D’Ambrosio annulla il primo set-point; coach Bruno reintroduce Armenise, che era stata sostituita da Ursini, e vorrebbe spedire in campo anche Mary ma la domanda arriva fuori tempo massimo.

Per l’ultimo attacco il Taranto si affida a Gisela e l’argentina non delude le aspettative (25-20).

Terzo set

Il terzo parziale del Taranto è forse peggiore dei precedenti. Acquaviva passa in vantaggio per 0-3 e poi la nostra partita segue questo copione: un punto e un errore punto (ne elargiremo 10 nel solo parziale).

Ci si attende la svolta, il guizzo, la continuità capace di valorizzare tutte le energie spese (in parte) invano e invece sono le ospiti a premere sull’acceleratore: break da tre con Lopane, D’Ambrosio e Armenise (9-13).

Se l’Oria, nostra ospite due settimane fa, sembrava un esercito con divise perfettamente uguali (incluse le ginocchiere rosse, abbinate ai pantaloncini), l’Acquaviva si mette in evidenza per l’originalità delle scarpe che abbracciano tutte le tonalità dell’azzurro. In più c’è Angela Ceo che utilizza le scarpe del bowling.

Finalmente Taranto inizia a giocare in modo conforme alle proprie potenzialità: Ivana, Silvietta e Cristiana permettono il recupero (18-17), ma il vero incubo inizia adesso. Ale è insolitamente fallosa e l’Acquaviva va a segno da sinistra e dal centro (18-21).

Ivana arresta temporaneamente il tracollo ma è solo un’illusione perché le ospiti ci appioppano la mazzata finale. Gli ultimi due punti sono un ace-culo di Mary Miale, donna della provvidenza, e un muro del Chief Executive Officer (19-25).

Quarto set

Taranto dal rendimento altalenante: dopo il black-out della seconda metà del terzo set, adesso è il momento buono. La consapevolezza di aver già perso un punto sprona le ragazze a darci dentro: difendiamo come si deve, muriamo con Cristiana e poi c’è Gisela che conferma il suo rendimento eccellente (10-4).

Continuiamo a sbagliare in attacco, ma Silvia e Silvietta incrementano il vantaggio e la sola Salviola sembra in grado di replicare (17-9).

Girandola di sostituzioni per le ospiti. Entrano tutte o quasi: Ananas Komarova, (Lucr)Ezia Salamida, Mary Miale e Cesaria Ursini.

Perché non anche Marchesini, poverella?

Bisogna dire che le riserve non si limitano a fare atto di presenza in campo, ma realizzeranno ciascuna i propri buoni punti.

Comunque, Gisela non si ferma più ed anche Silvietta regala perle di bravura, come il pallonetto che vale il 20-11.

Acquaviva ritorna in partita ma ormai il set è in cassaforte; si tratta solo di amministrare fino al 25-15.

Tie-break

Si è fatto tardi e lo sa bene Gisela che ha problemi di orario.

Meno male che torna l'ora solare... Se Gisela sistema l’orologio con la stessa attenzione con cui fa il bucato, domani metterà la sveglia alle 18.30...

Intanto, comunque, ci sta conducendo verso la vittoria e questo è l’importante (4-2). Ace di Armenise con una ricezione di Ivana che mi ricorda quella del lontano 5 aprile 2006 proprio con l’Acquaviva... Beh, a parte questo episodio isolato, bisogna dire che stasera Ivana in difesa ha compiuto una serie incredibile di salvataggi.

Secondo tocco di Ale. Un’altra mousse (6-4).

A questo punto Pasqua Salviola, sorta di giocatrice e non solo di giocatrice, gela il Maria Pia: due punti che si sommano a quello dell’amministratore delegato e le ospiti passano avanti (6-7).

Ancora una mousse di Ale, poi un muro di Ivana e poi un punto furbetto di Silvietta che trova un buco in corrispondenza del posto cinque avversario (9-8). Sta diventando pure smaliziata la creatura.

Acquaviva ancora in vantaggio grazie al pallonetto di Armenise (10-11).

Poi, finalmente, scocca l’ora di Gisela. Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo. Lei è una di quelle giocatrici che, come si suol dire, escono sempre dal parquet con la maglia sudata. E pure macchiata.

Non solo: si stanno anche staccando i nastri taping dalle braccia. In questo momento Gisela sembra la protagonista di uno di quei film in cui gli zombie escono dalle tombe scrollandosi dalle braccia le ragnatele e i frammenti di tessuto dei vestiti.

Uno-due-tre! Un attacco meglio dell’altro e poi c’è anche la ciliegina del muro di Cristiana (14-11).

Acquaviva non si arrende mai: punto del Chief Executive Officer e palletta di Salamida, subentrata a Marzano per alzare il muro (14-13). Oltre al muro delle ospiti, si alza anche la preoccupazione sugli spalti, ma è nuovamente la fantastica laterale appulo-argentina a dire l’ultima parola in questa partita: 15-13!

Bah, più ombre che luci: molti errori-punto (28), molte battute sbagliate (11), gioco un po’ confuso e paurosi cali di tenuta. In compenso, c’è stata la capacità di raddrizzare una partita che poteva avere un esito ancora più triste e poi la prestazione di Gisela è stata imperiosa.

Non dimentichiamo i meriti dell’Acquaviva, squadra tutt’altro che in crisi ed anzi particolarmente cazzuta e vivace.

E infine due punti in classifica che però non tolgono i dubbi sulle nostre potenzialità: chi siamo? Dove possiamo arrivare?

Passiamo alla fava e allo scuèrcele.

SIMONA: Felicitazioni in anticipo per l’imminente gravidanza. Tanti cari auguri.

ALE: Sì, tre tocchi di seconda li ha spinti a terra. Però quello che è finito sulla rete è stato per me un trauma sconvolgente che difficilmente riuscirò a risolvere...

Tabellino: TARANTO-Acquaviva delle Fonti 3-2 (24-26, 25-20, 19-25, 25-15, 15-13).

Taranto: Zonca 12, Taddei NE, Scialacomo 28, Gallo Ingrao 12, Basile NE, Renna 6, Stufano 0, Mastandrea 18, Certa 5, Mereu NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 11, muri-punto 10.

Volley 2000 Acquaviva: Lopane 5, Armenise 10, Ursini 1, Ceo 11, Marzano 3, Komarova 1, Miale 1, Salamida 1, D’Ambrosio 14, Salviola 14, Marchesini NE, Caricato (L) – All. Bruno.

Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Arbitri: Luca Garzia (LE) e Dario Murra (BR).

Durata set: 27’, 27’, 26’, 24’, 18’ – Durata totale dell’incontro: 2.14’.

Altri risultati: Sarno-Oria 3-1, Arzano-Centro Ester NA 3-1, Molfetta-AS Benevento 3-0, Accademia BN-Battipaglia 1-3, Livi Potenza-Leonessa Altamura 3-0, San Pietro Vernotico-Salerno 3-0, V.Altamura-ASCI Potenza 0-3.

Classifica: Sarno 16; Centro Ester NA 14; Arzano 13; Battipaglia, ASCI Potenza, Molfetta e San Pietro Vernotico 12; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; TARANTO 9; Oria 6; Accademia BN e Livi Potenza 5; Acquaviva delle Fonti 4; V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

Con una multa da 200 euri Oria balza in testa alla classifica. La sanzione è dovuta alle intemperanze di un tifoso che ha lanciato un oggetto contundente contro l’arbitro, non colpendolo, e poi ha minacciato e offeso lo stesso direttore di gara.

Prossimo turno: Salerno-TARANTO, sabato 31 ottobre 2009, ore 17.00.

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Piazza Fadini - 1

di skanderbeg69 (24/10/2009 - 09:44)

Oggi inauguriamo una nuova rubrica: “Piazza Fadini”.

Il noto e caratteristico mercato di via Leonida angolo via Principe Amedeo offre il nome a quello che dovrebbe diventare una specie di mercatino dell’usato pallavolistico.

Il primo pezzo che mettiamo all’asta è una maglietta della nazionale olandese. Non sappiamo come se la sia ritrovata fra le mani la nostra schiacciatrice Gisela Scialacomo; in ogni caso adesso la maglia non le serve più, neanche per gli allenamenti.

La taglia è XL, il numero è il 9 e il colore ovviamente è l’arancione. E’ quasi nuova: è stata usata soltanto cinque volte ed è sempre stata lavata in lavatrice con uno speciale detersivo che ne preserva il colore. Garantisce una media da 7,25 punti a set.

Gli interessati possono contattare la schiacciatrice all’indirizzo della società che troverete sull’annuario. Si parte da un’offerta di euri 30.

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Schiacciate e moltiplicatevi

di skanderbeg69 (22/10/2009 - 14:18)

Lo sport e la vita sono al centro della nuova enciclica di Benedetto XVI, Ludus et vita.

Da tempo la Chiesa Cattolica si accosta con attenzione alla pratica sportiva a cui ha già dedicato diversi documenti. In essi lo sport è indicato come “una delle realtà più importanti per l’edificazione della civiltà dell’amore e della pace”. [1]

Si ricorderà, inoltre, il grande Giubileo degli sportivi del 2000, ulteriore occasione per focalizzare l’interesse del clero verso le discipline sportive, senza contare l’istituzione di un Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport e senza contare soprattutto le attività degli oratori e delle organizzazioni come il CSI che si propongono di trasmettere ai giovani praticanti i valori della fede oltre che quelli “olimpici”.

     Eppure c’era un tarlo nei pensieri di Sua Santità.

Eppure gli effetti dello sport sul benessere fisico e psichico degli atleti non bastavano a colmare la preoccupazione verso un aspetto dello sport che papa Ratzinger riteneva deprecabile.

L’enciclica Ludus et vita esprime apertamente questa inquietudine.

Lo sport contribuisce all’edificazione della civiltà dell’amore e della pace, e su questo ci siamo, ma quando sull’altare della pratica sportiva si sacrifica il valore della vita, frutto essa stessa dell’amore, allora vuol dire che qualcosa non va. In sostanza, il papa si scaglia contro le donne che rimandano la scelta della maternità sacrificandola alla continuità agonistica ed alla carriera.

“Non è bene – scrive Benedetto XVI nella Ludus et vita - che le atlete rinuncino a donare la vita per perpetuare lo svolgimento dell’attività agonistica. La donna - e dunque anche l’atleta - è chiamata a costruire quel santuario della vita le cui fondamenta sono costituite dall’amore tra l’uomo e la donna.

E’ esclusa dalla dottrina della Chiesa Cattolica ogni azione volta ad impedire la trasmissione della vita e quindi la procreazione. E per azione non si intende il mero ricorso alla contraccezione ma la stessa volontà di opporsi o di rinviare il progetto di una maternità responsabile. Lo scrisse Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae.

Spesso, invece, le atlete subiscono le pressioni castranti di dirigenti e allenatori senza scrupoli che le pongono dinnanzi al ricatto della prestazione o della carriera. Servono norme che sappiano tutelare la maternità anche in campo sportivo, ma serve soprattutto una nuova cultura che sottragga le donne alla tentazione secolare dell’egoismo personale a cui viene sacrificata la missione principale del dono della vita e dell’accudimento dei figli.”

Questo era un passaggio dell’enciclica. Ma in occasione dell’udienza di mercoledì scorso papa Ratzinger, dopo aver additato come esempio il Trani (“dimostrazione che maternità e competitività possono coesistere”), è risultato ancora più esplicito e rivolgendosi ad una delegazione di giocatrici di pallavolo presenti in sala Nervi, ha concluso con l’invito: “Schiacciate e moltiplicatevi!”

Coach Presta, vincitore del premio Don Bosco 2007, ha criticato la posizione vaticana denunciando l’ennesima intromissione del clero in campi che dovrebbero risultare avulsi da ingerenze religiose.

Sembra, tuttavia, che l’enciclica sia stata letta, studiata e presa fin troppo alla lettera nell’ambiente biancoblu. Voci incontrollate riferiscono di una schiacciatrice che risulterebbe già incinta ed almeno tre sue compagne sarebbero pronte a seguirne l’esempio (il libero titolare e due centrali, una delle quali si sarebbe già sottoposta all’ecografia).

Nello spogliatoio, infine, è stato scoperto e sequestrato un volantino elettorale della deputata Paola Binetti nascosto dietro l’appendiabiti.

Di fronte all’improvviso dilagare di questa crociata per la vita, la società sta tentando di correre ai ripari: probabile l’allestimento in palestra di distributori automatici di preservativi; è stato inoltre ordinato ad una ditta talebana un set di cinture di castità comode, pratiche e leggere.

 

NOTE:

(1) Uff. Naz. della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, Il Papa agli sportivi, Paoline Editoriale Libri, Torino, 2001, pag. 21.

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Battipaglia-Taranto 3-1

di skanderbeg69 (19/10/2009 - 22:08)

Domenica 18 ottobre 2009 – ore 18.00

Finalmente le giocatrici del Taranto indossano tute uniformi: parte superiore bianca con bordi blu, pantaloni blu con scritta “Faame” in bianco. Una scritta molto rappresentativa.

Ed anche il riferimento alla Magna Grecia è coerente con lo spirito del roster, laddove per “Magna” non si intende “grande” ma si intende la terza persona singolare del verbo magnare.

Sarà per l’orario, ma dopo appena due minuti che siamo saliti sul pulmino di Eustacchio già vengono aperti i primi panini.

     Per riscaldarli qualcuna suggerisce di usare la tecnica involontariamente sperimentata dall’emigrante Amitrano nel film Bianco, rosso e Verdone, ossia panino per mezz’ora sotto l’ascella e tanti saluti al forno a microonde. Senza contare l’arricchimento aromatico.

Preferisco fermarmi qui per adesso, ma anche oggi gli argomenti tenderanno a non essere particolarmente filosofici.

Cristiana trova una cosa che le piace in un autogrill, ma ha dimenticato il borsellino sul pulmino. Le prometto che al ritorno gliela regalerò io a condizione che muri almeno tre volte una certa giocatrice del Battipaglia che non è Lombardo né El Gamal né Borrelli né Montemurro.

E’ un’altra, però, la grave dimenticanza del sottotenente. Ha lasciato a casa l’amuleto che tanto bene si era comportato con il Potenza e con l’Oria. Se stasera le cose andranno male, sappiamo già di chi sarà la colpa…

Battipaglia. Ecco il rondò dove si può abbandonare e poi ritrovare tranquillamente il telefonino ed ecco il bel palazzetto asimmetrico. Il tetto è spiovente. Se ricevi alto verso la parte più bassa, corri più rischi che il pallone finisca sul soffitto. A proposito, anche qui ci sono i palloni nuovi e in più non ci hanno ancora scritto sopra il nome della squadra.

Contrariamente a quelli del San Pietro, i palloni del Battipaglia potrebbero quindi essere rubati e ricettati più agevolmente.

Ma le nostre attenzioni vengono subito distolte dalla grande organizzazione di coach Nello Caliendo, che ha uno schemino (colorato) con le rotazioni e ne fa dono a Marcello così quest’ultimo potrà evitare in futuro di mandare in tilt la panchina come successe a Potenza.

Durante il riscaldamento le istruzioni alle padrone di casa vengono direttamente impartite dalla capitana Lombardo. Sembra una kapò. A proposito, oggi la sorella viene a giocare da queste parti, a Pontecagnano, ma Tatiana non rinuncia alla partita. Io le avrei consigliato il contrario; quando ricapita un’occasione così per salutare la sorella lontana? Niente da fare. E’ proprio vero che la famiglia non è più un valore.

Chi, invece, crede che la famiglia sia un valore prevalente sulla pratica agonistica è l’ex-libero della squadra campana, Marianna Granozio, presente sugli spalti e giunta all’ottavo mese di gravidanza. Sarà un maschietto.

Formazioni.

Mister Nello Caliendo propone Rossana Montemurro in palleggio, Tatiana Lombardo e Sara Casale schiacciatrici, Valentina Borrelli e Ratiba El Gamal centrali, Anna Maio libero (c’è il turn-over con Marianna: un anno è incinta una, un anno è incinta l’altra).

In panchina: Valentina Fusco, Emanuela Morone (che secondo me è bravissima e potrebbe giocare da opposto titolare), Giusy Palladino, Gerarda Giello e Federica Buonocore.

Taranto con lo stesso sestetto del derby: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao schiacciatrici, Cristiana Zonca e Angela Stufano centrali, Simona Leone libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Katia Taddei, Silvia Renna e Simona Mereu.

Arbitrano due signori con cui abbiamo sempre perso. Ma è solo un’amara curiosità statistica; stasera dirigeranno una partita praticamente senza contestazioni. Saranno “trasparenti” e questo per gli arbitri non è certo un difetto.

Primo set

Sblocca il punteggio un magistrale primo tempo di Valentina Borrelli, una delle migliori centrali della categoria, una ragazza straordinaria.

Replica Silvietta e si va avanti in un equilibrio praticamente perfetto: solo break da due punti, se vogliamo chiamarli break, ed errori punto che si contano sulle dita di una mano.

Nel vero senso della parola.

Il sesto errore-punto delle due squadre, messe insieme, arriva al trentesimo scambio, sul 19-20. Senza il rally point system in quel momento saremmo ancora sul punteggio di 4-5. Forse qualcosa non va nelle difese, ma io tendo a credere che sia più bravura e concentrazione delle attaccanti.

E’ una bella partita, molto tecnica. Battipaglia manda a segno tutte le bocche di fuoco, soprattutto Casale e Lombardo, e valorizza il grande talento di Borrelli (3 punti personali in questa fase). Nel Taranto si mette in evidenza Ivana, che mette a terra quattro palloni.

Arriva nel palazzetto un signore che somiglia a Vinicio Capossela. Invece di cantare Ovunque proteggi, si impone come miglior urlatore della serata in una posizione di sostanziale monopolio. Bisogna dire che è un tifoso-positivo, non è un tifoso-contro; urla solo incitamenti alla propria squadra e mai una sillaba contro le ospiti. E’ simpatico; lo invitiamo ufficialmente a Taranto.

Sul 16-17 c’è un muro di Cristiana sull’opposto battipagliese, il primo, e così siamo finalmente avanti di due punti. Nello chiama immediatamente il time-out.

Il pareggio non tarda ad arrivare, grazie ad un’atleta che da lontano non riesco ad individuare (19-19), ma è ancora Cristiana a porre due lunghezze di distacco. Basteranno?

Proprio sul 21-22, nel momento più importante, l’unico break da tre del parziale: muro di Ale, muro di Silvietta (in entrambi i casi collabora Angela) e attacco sulla rete di Dello Monaco (21-25).

Che incontro tirato e intenso. Che bel gioco.

Secondo set

Errore in battuta delle ospiti (evento rarissimo; appena due nell’intero incontro), muro di Cristiana e siamo sul 0-2. Visto l’andazzo del primo set, è un bel patrimonio da gestire…

La musica, però, adesso cambia leggermente.

Prima Casale e poi un’ispiratissima Lombardo favoriscono un allungo significativo (11-7). Dopo San Pietro l’avevamo pensato (e scritto): per qualche giocatrice questa sarà la partita del riscatto ed eccole qua.

C’è un cambio nel Taranto: Marcello rischia la carta Renna (ancora fresca di ecografia) che si presenta con un errore in battuta (14-10) ma poi saprà farsi perdonare.

Battipaglia dilaga con un ace di Montemurro, sempre molto positiva, e un primo tempo di El Gamal, oggi non brillantissima ma sempre simpatica e comunque il suo lavoro l’ha fatto. Con un pallonetto e due muri di un’attaccante della squadra locale si arriva al 22-13.

Qui è Silvia che tenta il miracolo e per poco non ci riesce: quattro punti personali in un break da cinque e siamo 23-19.

Battipaglia, però, non perde la testa e controlla la conclusione del parziale (25-19).

Terzo set

Nello non ha ancora effettuato un solo cambio. Secondo me, lo sta facendo apposta perché non vuole dare soddisfazione a Marcello.

Parte bene Battipaglia con Lombardo e Casale in grande condizione e con una difesa sempre più solida (13-8).

Ci sono giocatrici efficaci, ci sono giocatrici eleganti e ci sono giocatrici efficaci ed eleganti allo stesso tempo. Sara Casale appartiene a questa terza categoria. Quello che più mi piace di Sara è l’atterraggio. Sì, l’atterraggio. Dopo aver menato la sua bomba, infatti, la ragazza atterra e si coordina con movimenti molto leggiadri ed armonici. Che classe (la foto sotto è fuorviante e non rende l'idea).

Il gioco del Taranto, invece, ha perso un po’ di densità: Ivana e Silvietta adesso hanno difficoltà a mettere la palla a terra mentre le centrali sono ben attenzionate (come scriverebbero i Carabinieri) dal muro locale. La povera Ale prende atto che l’unica exit-strategy possibile in questa fase si chiama Gisela Scialacomo.

Cavolo, quanti paroloni che sto usando: densità di gioco, exit-strategy, attenzionate... Le ripeterò ogni settimana.

La nostra schiacciatrice appulo-argentina sta disputando un incontro maestoso e negli ultimi due set realizzerà la bellezza di 18 punti (a parte gli 11 palloni già messi a terra). Cifre da fenomena.

Sul 15-9 ribaltiamo una situazione che sembrava particolarmente critica con un parziale di 1-8: quattro punti sono di Gisela, uno di Silvietta e c’è anche Ale piuttosto vivace sia a muro che con il suo secondo tocco fatato.

Si arriva così al 17-20.

Ecco il primo cambio di Nello, che osa sostituire l’amica mia con Federica Buonocore. Come si permette?! Rimitt’ ‘ngampo a Valentina o mo t’ fazz’ ‘a contestazione…!

Lombardo e Casale firmano la rimonta (21-21), ma Gisela sfodera una delle sue pipe che valgono nuovamente il vantaggio e soprattutto l’occasione di chiudere vittoriosamente anche questo set (21-23).

Ci manca la giusta cattiveria mentre Battipaglia, ancora una volta, dimostra una grande padronanza di nervi e non sbaglia nulla. Purtroppo spediamo fuori un lungolinea e poi non riusciamo a trovare le mani del muro avversario nell’ultimo, scomposto assalto (23-25).

Quarto set

Agghiacciante l’avvio del quarto parziale: 8-0 e questa volta la premiata ditta Lombardo & Casale ci mette solo lo zampino ma il grosso del lavoro lo realizza Federica Buonocore. Un tempo c’era un bravo cantautore napoletano che si chiamava Nino Buonocore e che aveva l’inconsueta caratteristica di non cantare in dialetto. Chissà che fine ha fatto. Che siano parenti? Le tue chiavi non ho…

Gisela blocca il tracollo, Cristiana mura Dello Monaco, ma Casale e Lombardo riprendono a martellare una difesa che pure si sta comportando egregiamente. Stiamo contando i punti di Casale (e sono tanti: 22), ma ci sono anche palloni difesi che meriterebbero una stele celebrativa: “Qui Simona Leone ha eroicamente tenuto in campo una perfetta diagonale di Sara Casale”.

Purtroppo, però – come cantava Buonocore – le chiavi non abbiamo per entrare nel campo avversario. Cioè, Gisela ce le ha, ma non ha fatto il duplicato per le compagne.

Zitti zitti, comunque, siamo arrivati al 14-11. C’è un altro muro di Buonocore ma anche qualche imprecisione offensiva della centralona campana.

Imprendibile la bomba di Casale che vale il 16-13, ma un’epica Gisela mette a terra una doppietta e sfioriamo così il pareggio (16-15).

Palletta Casale, ace Montemurro e mani-fuori Casale; la cosa si complica nuovamente (19-15).

La stella di Paranà schiaccia il settimo punto del parziale, poi però va in seconda linea.

Incredibile: anche da dietro continua a fare punti con le pipe. Ormai il Taranto segue uno schema fisso: proviamo a murare con Cristiana, difendiamo quello che possiamo e poi palla a Gisela e se la vede lei.

La cosa regge fino al 22-20, poi Montemurro spinge sulla collega di ruolo un pallone che non riusciamo a difendere e Lombardo realizza un ace che vale oro (24-20).

Silvia annulla il primo match-point con un magnifico pallonetto mani-fuori.

Cristiana annulla il secondo opponendo il terzo muro personale a Dello Monaco (il che le vale il premio-Trombetta quando ci fermeremo in autogrill).

Capossela invita alla calma e alla determinazione. Viene ascoltato perché un’autorevole Sara Casale pone legittimamente e meritatamente la propria firma in calce alla partita (25-22).

Una bella partita. Il risultato è giusto e brillano i meriti del Battipaglia piuttosto che i demeriti nostri. Tra questi ultimi forse c’è solo la mancanza di cattiveria nel terzo set (17-20 e poi 21-23) e il black-out all’inizio del quarto (anche se poi, rientrati in partita, l’impresa l’abbiamo sfiorata).

Ci resta la consolazione delle mozzarelle di bufala (che dovrò difendere da dodici tentativi di furto in tre ore e mezza), quella del rientro in campo di Silvia dopo l’infortunio e la gradevole consapevolezza di disporre di un’attaccante stellare come Gisela. Una… forza della natura che in quanto tale va lasciata libera di esprimersi.

A proposito, sull’esempio di Maradona, anche la nostra laterale prova a cimentarsi come allenatrice e propone l’entrenamiento secondo Gisela: quattro ore di allenamento due giorni prima della partita e riposo assoluto alla vigilia.

Il venerdì (o il sabato) libero rappresenta una buona base di discussione per il resto della squadra, ma vengono espresse perplessità circa le quattro ore dell’antivigilia.

“State tranquille, ragazze” – puntualizza Gisela. “Si dice quattro ore, ma in realtà un’ora se ne va col riscaldamento, un’altra ora con esercizi blandi (lei usa un’altra parola che inizia con la c e che forse sarebbe piaciuta al pibe de oro), mezz’ora di – …omissis… - e alla fine resta un’oretta e mezza scarsa…”

Da questa settimana sperimentiamo una nuova rubrica, sfacciatamente copiata da alcuni quotidiani. Indicherò quelle che a mio insindacabile giudizio saranno state la nota più positiva e quella più negativa della partita. La migliore e la peggiore. Semaforo verde e semaforo rosso.

Io direi che potremmo riferirci al noto proverbio dialettale, “Non mischiare scuèrcele e fave”, e indicheremo lo scuèrcele e la fava di ogni partita.

GISELA: 29 punti in 4 set (già questo basterebbe) e in più anche un futuro da allenatrice.

CRISTIANA: Ha dimenticato l’amuleto a casa. Ma come si fa? Sì, ha 6 muri-punto all’attivo, ma è lei la responsabile di questa sconfitta per il motivo appena espresso.

Tabellino: Battipaglia-TARANTO 3-1

Battipaglia: Borrelli 8, Fusco 0, Morone NE, Lombardo 20, Montemurro 6, Palladino NE, Casale 23, Giello NE, El Gamal 2, Buonocore 6, Maio (L) – All. Caliendo.

Aces 7, errori in battuta 2, muri-punto 6.

Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 5, Scialacomo 29, Renna 7, Stufano 1, Mastandrea 8, Certa 4, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 7, muri-punto 12.

Arbitri: Andrea Giova (AV), Daniele Botti (NA).

Durata set: 22’, 26’, 28’, 30’ – Durata totale dell’incontro: 1.55’.

Altri risultati: Centro Ester NA-V.Altamura 3-0, Sarno-Molfetta 3-0, AS Benevento-Arzano 3-2, Leonessa Altamura-Accademia BN 3-0, Acquaviva delle Fonti-San Pietro Vernotico 0-3, ASCI Potenza-Salerno 3-1, Oria-Livi Potenza 2-3.

Classifica: Centro Ester NA 14; Sarno 13; Leonessa Altamura e AS Benevento 11; Arzano 10; San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Battipaglia e Molfetta 9; TARANTO 7; Oria 6; Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; Livi Potenza e V.Altamura 2; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.

I cessi e gli spogliatoi. Sono i cessi e gli spogliatoi la maledizione di Benevento, in particolare gli spogliatoi degli arbitri. La prima multa per l’Accademia (da euro 40,00) è dovuta infatti alla mancanza della chiave dello spogliatoio degli arbitri, oltre che per un servizio di asciugatura insufficiente.

     Tutto questo mi ricorda l’indimenticato Massimo Troisi di Ricomincio da tre nella scena del bagno, quando si lamenta con Frankie della mancanza della chiave.

“E’ che io nun riesco a fa’... Cioè, mi blocco... Sto... Cioè, pure int’ ‘e gabinetti pubblici nun riesco mai a... Tengo sempre paura che entra qualcuno e mi blocco”

“Ma se ci siamo noi due soli... Io so che tu sei dentro!”

“Ah, già”.

Prossimo turno: Taranto-Acquaviva delle Fonti, sabato 24 ottobre 2009, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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Taranto-Oria 3-2

di skanderbeg69 (11/10/2009 - 15:14)

Sabato 10 ottobre 2009 – ore 19.00

Taranto-Oria, derby dei ricordi. Il riferimento è alle epiche sfide di serie C, ma soprattutto ai ricordi suscitati dalla presenza nella formazione brindisina di due nostre ex-giocatrici: Simona e Rossella.

Dopo la breve stagione del marketing d’immagine, ho la sensazione che quest’anno il core-business del Taranto sia tornato ad essere il “gioco giocato”. Siamo una squadra spartana; basti pensare al look. Le altre squadre si presentano sul parquet con tute e borsoni uniformi; tra le nostre ragazze c’è chi ha la tuta dell’anno scorso, chi la tuta di tre anni fa, chi la tuta degli All Blacks, chi la maglia del pigiama.

Per non parlare dei borsoni, le cui scritte abbracciano tutto l’Annuario della pallavolo 2007-’08: Massafra, Ostuni, Scafati...

Quando arrivo al Maria Pia sono in corso lavori di ristrutturazione. Ah no, è lo staff dell’Oria che sta piazzando la telecamera in una posizione strategica. A saperlo, avremmo potuto mettere a disposizione un ponteggio anche se nel caso specifico della squadra brindisina io avrei effettuato riprese ad altezza d’uomo da fondo campo. Alli vinti litri, come si dice nelle campagne della zona orientale della provincia...

Sorge un altro problema: i palloni non sono proprio conformi. Quest’anno bisognerebbe usare quelli più fichi, tutti gialli e blu. Giungiamo all’accordo che per questa volta usiamo ancora quelli vecchi, ma ritoccheremo le immagini con Photoshop in modo tale che in Federazione non se ne accorga nessuno.

La stessa Federazione in settimana aveva comunicato che ci sarebbe stato un minuto di silenzio inviando un fax direttamente a casa di Simona Leone onde evitare l’equivoco dell’esordio. Tre minuti di raccoglimento su quattro giornate di campionato; manco nel campionato di pallavolo irakeno...

     In tribuna c’è una giocatrice olandese accompagnata da Tony Manero. Io l’avevo scritto l’estate scorsa che avevamo preso Debby Stam e nessuno mi voleva credere.

Aumentano i portafortuna per lo scaramanzometro: il segnapunti Enzo e il cagnolino di Giuseppe, ma in tribuna, nelle mani di Marika, c’è quello più importante.

Finite le chiacchiere, passiamo alle formazioni.

Nel Taranto non possono giocare Silvia Renna per via della caduta di domenica scorsa e Marika Guerri per via della... caduta di 3/4 settimane fa. La centrale è in panchina con Katia Taddei, Priscilla Pisani, Simona Mereu e la giovane under Giulia Basile.

Il sestetto di coach Marcello Presta è quindi formato da Alessandra Certa, Silvia Mastandrea, Gisela Scialacomo, Ivana Gallo Ingrao, Cristiana Zonca, Angela Stufano e il libero Simona Leone.

L’allenatore ospite, Massimo Parentela, schiera Lucia Sebastio in palleggio, Ida Taurisano opposta, Simona Mucci e Rossella Garaguso laterali, Mimma Ventruti e Monica Casalino centrali, Annamaria Tateo libero.

A disposizione: Annacarla Cozzetto, Francesca Parentela e Daniela Lonoce.

In tribuna la storia della pallavolo tarantina: Clara Clemente, Laura Passaro, Alessandra Passaro. Mi fa un certo effetto vedere Alessandra non-incinta. Vabbè, non tocchiamo questo tasto...

Ci sono anche Valentina Moro, Sonia Tinelli, Nazarena Presta e gli amici tifosi protagonisti di tante battaglie proprio in questa stessa palestra. Oggi sono venuti senza il tamburo rossoblu. Amma capìte tutte cose... Allora è per Rossella che venivate a fa’ ‘u tife, disgraziati...!

Con tante ex in campo e fuori, mi verrebbe da proporre una rimpatriata: la squadra attuale contro le ex-giocatrici, ma l’autorizzazione a modificare il programma non viene concessa.

Primo set

Si comincia con un riuscito tocco di seconda di Lucia Sebastio. Così, a freddo.

Simona-di-metallo incrementa il vantaggio e a nulla vale l’eroica mano stesa a terra da Leo.

Bisogna attendere l’1-8 per la reazione tarantina, ma lo spettacolo varrà il sacrificio dell’attesa.

Muro di Ale ed ace di Silvietta (4-8) e poi un break da quattro chiuso da un altro punto della nostra palleggiatrice (8-9). A parte Mucci a quota 3, le due alzatrici sono curiosamente le atlete più prolifiche fino a questo momento.

La marziana Taurisano atterra sul nostro pianeta realizzando il primo punto personale di una lunga serie, ma Ivana ed Ale, con un secondo tocco dei suoi, completano l’operazione sorpasso (11-10). Ci abbiamo messo meno delle più rosee previsioni.

A questo punto la partita prende una strana piega: le attaccanti dell’Oria si fanno un culo così ma le brindisine annullano tutto sbagliando una serie impressionante di servizi (7 nel solo parziale; 14 nell’intero incontro).

Sul 18-18 Ivana mette a terra due palloni d’oro; Rossella e Taurisano ottengono il pari (22-22) e poi chiudiamo con due falli delle ospiti ed un attacco efficace di Gisela nel mezzo (25-22).

Secondo set

E’ ancora Simona Mucci ad inaugurare il parziale (sarà così in 4 set su 5).

L’ultimo punto della precedente frazione era stata un’invasione delle brindisine; Gisela ritiene che anche in questo scambio ci sia stata una violazione di domicilio da parte della Sebastio: “E’ entrata con tutto il piede!”

Meh, vabbè, che razza di ospitalità è questa...?

Silvietta imita la marziana con una palletta ben piazzata e poi si scatena Gisela (6-5).

Entra prepotentemente in partita anche Monica Casalino mentre Ida Taurisano ci crea grossi problemi con il suo servizio lungo (8-13). Sonia, in tribuna, fa una previsione: il prossimo lo tira corto. Previsione azzeccata ma la marziana esagera un po’ e il pallone finisce in rete.

Serve molto bene anche Gisela, che trova un ace sporchino e permette a Silvietta di completare la rimonta (16-16).

Poi commettiamo qualche errore in attacco mentre Rossella e Taurisano non falliscono un colpo: è il break decisivo (16-21).

Tentiamo di recuperare con la schiacciatrice argentina, ma un mani-fuori di Rossella chiude la questione (21-25).

Terzo set

Magia di Ivana che mira al seggiolone dell’arbitro e riesce a centrarlo con un servizio preciso.

Ace di Silvietta (5-2).

Ho la vaga impressione che in battuta stiamo tirando sempre sulla stessa giocatrice. Non faccio nomi; dico solo che gioca da laterale, ha meritatamente vinto un’edizione di Miss Motors ed è riuscita a imporre l’utilizzo di ginocchiere rosse a tutte le compagne. Questa è una squadra che deve tenerci all’estetica.

La laterale in questione, comunque, si vendica in battuta perché crea grossi problemi alla nostra ricezione pur non servendo al salto come era solita fare con noi. Grazie alle sue battute e ai muri di Rossella e Ventruti, Oria si porta sul 5-7.

Inizia una fase emozionante ed intensa della partita con continui cambi-palla. Magnifica Silvietta, che schiaccia quattro palloni; molto bene anche Ivana.

Dall’altra parte vanno a segno Casalino e Mucci (12-14).

Break Taranto: Gisela, Ivana, errore ospite e Cristiana (16-14). Il sottotenente, finora poco prolifico, sta incrementando il proprio bottino personale. Molto efficace anche Simona Leone. E’ una bella partita.

Dopo un ace di Ale, Taurisano e Mucci riavvicinano l’Oria (21-20), ma a questo punto è il nervosismo che fa il proprio ingresso in campo. Proteste ospiti per una palla fuori di Taurisano e proteste ospiti per una palla dentro di Gisela; ne consegue un’ammonizione che offre al Taranto quattro palle-set.

Basta la prima perché le brindisine spediscono un attacco sulla rete (25-20).

Quarto set

Pittoresco il servizio di Monica Casalino: si pone di lato rispetto al campo, fa un mezzo giretto e poi scaglia la palla in un punto sempre diverso. A parte la potenza leggermente inferiore, lo stile ricorda quello di Sartoretti.

Muro e attacco di Silvietta (2-1), qualche errore-punto biancoblu, bomba di Gisela e break di 4 punti: mani-fuori Ivana, muro a cappuccio di Angela e doppio ace di Cristiana (8-7). Insomma, nel bene e nel male stiamo facendo tutto noi.

Poi ci blocchiamo.

Un pallonetto di Taurisano ed uno di Casalino sono il primo e l’ultimo punto di un parziale di 3-12 in cui, peraltro, i tre punti nostri sono i soliti errori in battuta delle ospiti. Siamo in serie difficoltà e Oria sta dando spettacolo, grazie anche ad una pipe di Simona-di-metallo, ad una splendida alzata di Sebastio per il proprio opposto e soprattutto ad una Rossella scatenata.

Come è noto, con noi la solare giocatrice manduriana giocava da centrale. Solo una volta ricordo che Marcello tentò di impiegarla come attaccante, ma i risultati non furono così brillanti (Manoppello, novembre 2007). E brava Roxy.

Sul 14-20 il colpo di grazia: ace Mucci, muro della marziana e punto finale di Rossella (15-25).

Tie-break

Uffa, un altro tie-break. E inizia pure male con Mucci che porta l’Oria sull’1-3.

Mentre inizio a pensare che potrei fare il copia e incolla con i precedenti articoli sui tie-break finiti male (Altamura, Centro Ester e Sarno l’anno scorso), prendono avvio i cinque minuti più travolgenti del Taranto 2009-’10.

E’ Cristiana che ottiene il cambio-palla con un primo tempo e così va a servire Silvietta.

“Salta, Simò!” – grida un’atleta dalla panchina ospite, ma la nostra Silvietta realizza subito un ace e inaugura una sequenza di servizi perfetti.

La grande protagonista è Gisela: quattro punti quasi consecutivi e si va sul 9-3. Al cambio di campo coach Parentela accoglie le proprie giocatrici con parole non particolarmente affettuose.

Gisela è inarrestabile: manda un pallone fuori, ma poi ne piazza altri due dentro e raggiunge così la marziana Taurisano a quota 22. Siamo 11-4.

La marziana, a proposito, non sta bene e deve ricorrere allo spray. L’ultima volta che l’abbiamo vista a Taranto stava decisamente... meno bene; fa piacere rivedere in buona forma una giocatrice che rende onore al volley e che riesce a fare punti con un’impressionante ed apparente facilità.

Simona-di-metallo interrompe il cedimento oritano (14-5) e poi è Ivana, brava e fortunata, a chiudere la partita con un punto-culo aiutato dal nastro (15-5).

Tabellino: TARANTO-Oria 3-2

Taranto: Zonca 11, Taddei NE, Gallo Ingrao 10, Basile NE, Scialacomo 22, Renna NE, Stufano 5, Mastandrea 16, Certa 4, Pisani NE, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 4, muri-punto 4.

Oria: Ventruti 3, Garaguso 19, Cozzetto NE, Casalino 8, Sebastio 8, Parentela NE, Mucci 19, Taurisano 22, Lonoce NE, Tateo (L) – All. Parentela.

Aces 5, errori in battuta 14, muri-punto 5.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 25’, 21’, 25’, 15’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Salerno-Centro Ester NA 0-3, Arzano-ASCI Potenza 3-0, Livi Potenza-Sarno 0-3, San Pietro Vernotico-Battipaglia 3-1, Accademia BN-Molfetta 2-3, V.Altamura-Leonessa Altamura 1-3, Acquaviva delle Fonti-AS Benevento 1-3.

Classifica: Centro Ester NA 11; Sarno 10; Arzano, AS Benevento e Molfetta 9; Leonessa Altamura 8; TARANTO, ASCI Potenza, Battipaglia e San Pietro Vernotico 6; Oria e Accademia BN 5; Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): ASCI Potenza 50,00; tutte le altre 0,00.

La prima multa è dell’ASCI Potenza. Un isolato tifoso ha rivolto ripetutamente una partita offensiva all’arbitro. Visto che era solo una parola, ci potevano pure togliere la curiosità...

Prossimo turno: Battipaglia-TARANTO, domenica 18 ottobre, ore 18.00.

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La Corte Costituzionale fa confusione: Zuzù processata a Milano; Berlusconi potrà giocare nel Taranto

di skanderbeg69 (09/10/2009 - 17:02)

Il lodo Alfano non era l’unico oggetto di discussione e di sentenza per la Corte Costituzionale che si è riunita in settimana.

Al vaglio della Corte c’era anche il ricorso dell’allora Montescaglioso avverso alla squalifica inflitta a Zdravka Boyadzhieva, detta Zuzù.

Come è noto, l’atleta bulgara non avrebbe potuto giocare sino al 30 giugno 2011 per aver posato nella foto di gruppo dello Slavia Sofia e per essere, dunque, risultata tesserata allo stesso tempo per la federazione italiana e per quella bulgara.

Ma Zuzù è figlia della globalizzazione, è cittadina del mondo, è multinazionale. Cosa saranno mai le nazioni nell’epoca attuale e nell’Europa unita? Un concetto superato dalla storia. La FIPAV, però, non ha voluto sentire ragioni e ha inflitto la pesante sanzione.

Il presidente Vittorio Di Grazio si era appellato, tra l’altro, agli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana (vedi CU del CAF n. 49 del 2008) e proprio martedì la Corte ha esaminato l’eccezione di incostituzionalità.

Gli illustrissimi magistrati, però, hanno una certa età e la vista non è più quella di una volta. Inoltre, le gravi carenze di risorse della giustizia italiana non hanno permesso la sostituzione dei cancellieri che sono andati in pensione nei mesi scorsi costringendo i giudici ad assolvere anche ai compiti di segreteria, fotocopie, verbalizzazioni, ecc.

Da qui è nata un po’ di confusione. I supremi giudici hanno confuso il ricorso relativo al lodo Alfano con quello di Zuzù e gli effetti di questo disdicevole equivoco sono adesso sotto gli occhi di tutti. Zdravka Boyadzhieva sarà imputata a Milano per frode fiscale nell’ambito della vendita dei diritti televisivi Fininvest e per corruzione giudiziaria nel processo Mills.

E’ stata, invece, ridotta la squalifica a Silvio Berlusconi, che già dalla prossima stagione potrà riprendere a giocare nei campionati italiani di pallavolo.

Marcello Presta è perplesso: “Cosa me ne faccio di un giocatore, maschio per giunta, che a stento arriva al metro e sessanta? A parte il fatto che è più alto che onesto.”

Durissima, invece, la reazione di Vittorio Di Grazio: “Più che dalla Corte Costituzionale sono deluso dalla condotta del Presidente della Repubblica. Ero certo che avrebbe influito sui giudici di sinistra per revocare la squalifica di Zuzù; avevo la sua parola. Adesso, invece, mi ritrovo la ragazza imputata per corruzione e per frode fiscale. Non solo: rischio pure di ritrovarmi Berlusconi nello spogliatoio della squadra, dove ci sono anche atlete minorenni…”

La società jonica sta organizzando una grande manifestazione di piazza per solidarizzare con Zdravka. “Lei è stata voluta dal popolo e il popolo saprà reagire a questa decisione illiberale di giudici politicizzati e comunisti.”

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ASCI Potenza-Taranto 1-3

di skanderbeg69 (05/10/2009 - 21:40)

Domenica 4 ottobre 2009 – ore 18.00

 

El talismán de tu piel me cuenta

que tu destino caerá a mi puerta

(Rosana, El talismán)

 

Esistono due chiavi di lettura per questa partita e per questa vittoria.

La prima è razionale. Il Taranto ha giocato in modo impeccabile (ad eccezione del secondo set): attacchi incisivi, ottima distribuzione di gioco, muro-difesa come ai vecchi tempi, pochissimi errori e soprattutto grande carattere e determinazione. Direi proprio grande cuore, quello che ha permesso di superare anche il disagio tecnico-emotivo per l’infortunio di Silvia nel quarto set.

     Poi c’è una chiave di lettura… esoterica, di cui però non possiamo fornire particolari. Diciamo solo che il fattore G può andare nel solaio; abbiamo compiuto il salto di qualità.

Ma andiamo con ordine e raccontiamo dall’inizio una delle trasferte più soddisfacenti ed anche più divertenti che io ricordi.

Il calendario non è stato tenero visto che l’ASCI Potenza (6 set vinti, nessuno perso) non appare proprio come l’avversario ideale per riscattarsi dopo i due tie-break persi in avvio di stagione. Si racconta di una squadra temibile. Si racconta di una Nolè che sta facendo faville (media di 9 punti a set la settimana prima).

Andiamo a Potenza con il pulmino di Eustacchio. Il culo di Simona è recuperato; manca soltanto Priscilla perché è impegnata con la nazionale italiana alla finale degli Europei.

Marika pianifica la scaletta delle conversazioni pre-partita, ma già qui preferisco stendere un velo di riservatezza così come è meglio non riferire dei commenti legati all’evolversi di Fiorentina-Lazio.

Quella di Potenza non sarà una partita normale. Nulla sarà più come prima da quando la schiacciatrice toscana ha preso l’iniziativa di avvalersi di una consulente esterna.

Ogni volta che viaggio con le giocatrici imparo una cosa nuova. Adesso, ad esempio, so che esiste il colore marrone normale e il colore marrone “cacca dopo la verdura” (qui Marika non c’entra).

Eustacchio è puntualissimo e alle 16.30 precise siamo al… PalaCaliendo.

Basilicata. Il giorno prima c’era stato anche il cosiddetto presidente della Repubblica, Giorgio Firmatutto Napolitano, che aveva elargito una lezioncina di diritto costituzionale a chi gli chiedeva, invece, un segnale di dignità morale, ossia astenersi dalla firma del condono fiscale salvaladri. Il re del Belgio abdicò pur di non firmare una legge che riteneva contraria ai propri princìpi, ma non si può pretendere tanto da uno come Napolitano.

Arriva Francesca Nolè, che oggi festeggia l’onomastico. Qualcosa ci dice che vorrà festeggiarlo in un modo che a noi non dovrebbe piacere affatto.

Lodevole il match program che la società lucana distribuisce ai tifosi e alle squadre ospiti.

La prima missione di questa trasferta è fotografare insieme le due Katie Taddei del girone.

Come è noto, la nostra schiacciatrice e la centrale potentina hanno lo stesso nome e cognome, oltre che quasi la stessa età e la stessa statura. E’ una circostanza un po’ insolita anche perché Taddei non è un cognome diffusissimo nelle nostre regioni ed anche Katia non è popolare come altri nomi.

La Katia Taddei locale acconsente con gentilezza alla foto, poi però la capitana Avena consulta il match program per controllare se è vero che hanno lo stesso nome e cognome o se per caso non stiamo raccontando studicarìe. Conoscendoci, tutto è possibile.

Formazioni.

ASCI Potenza: Viki Radkova in palleggio, Costanza Ghersetti opposto, Aurora Avena e Francesca Nolè laterali, Barbara Arras e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

In panchina con coach Massimo Telesca: Livia Di Camillo, Michela Prete, Morena Lancellotti, Daniela Ridolfo, Caterina Di Lucchio ed Emanuela Caramuta.

Mister Marcello Presta utilizza una carta a sorpresa: Marika Guerri. La schiacciatrice è schierata con la collega Gisela Scialacomo, l’alzatrice Alessandra Certa, le centrali Cristiana Zonca e Silvia Renna e il libero Simona Leone.

A disposizione: Katia Taddei, Ivana Gallo Ingrao, Angela Stufano e Simona Mereu, ca s’ stè scurdàve  ‘u documènd’ a casa.

Il momento più bello della serata lo viviamo prima che la partita inizi. Lo speaker elenca i nomi delle giocatrici e degli allenatori in prima, in seconda e in terza, partendo dal “numero uno Cristiana Zonca”. La nostra centralona è convinta che sia lo starting-six e corre al centro del campo distribuendo i consueti urli di incoraggiamento:

“Andiamo, raghe! Forza! Dài!…”

Le compagne, che per fortuna hanno capito, non la seguono. Cristiana resta diversi secondi al centro del campo finché una pietosa Silvietta non va a raccoglierla e a riaccompagnarla in panchina. Come gli interventi del 118 per calmare gli squilibrati.

Dopo la ricezione (perfetta, bisogna dire) di Simona in occasione del minuto di silenzio di due settimane fa, adesso ci siamo fatti due risate con lo… starting-one di Cristiana.

Primo set

Arras e poi Nolè (2-0).

Ecco, ha iniziato. Adesso l’ex-massafrese ci sommergerà di attacchi e incrementerà la propria media. Invece la schiacciatrice si defila dal set ed è Gisela Scialacomo ad esibire uno stato di grazia, anzi di… Grazio, invidiabile. Tre attacchi dell’argentina e siamo in vantaggio per 3-6.

Nolè va in seconda linea, ci rifila un ace e poi cede il ruolo di mattatrice alla sempre temibile Katia Taddei (muro e pallonetto). Molto brava questa ragazza, ed ha appena 19 anni (7-6).

Grande pipe di Gisela, muro di Cristiana e primo punto di Marika. L’aretina inizia il proprio show personale; disputerà un set meraviglioso con 8 palloni messi a terra e neanche un errore-punto. Avevamo un tesoro e non lo sapevamo.

Mani-fuori, pallonetto e diagonale: 9-13.

Arras ci insidia, ma Gisela e Cristiana mantengono le distanze.

Dopo un muro di Taddei (15-18) e dopo che coach Telesca sostituisce un’irriconoscibile Nolè con Lancellotti, si scatena di nuovo Marika. Inarrestabile. Quattro punti quasi consecutivi (l’ultimo è un lungolinea spettacolare) e in mezzo un ace del sottotenente (16-23).

Ma è tutto il Taranto a giocare benissimo: grinta, precisione, muro-difesa e poi difendono tutte e talvolta palleggiano tutte. Solo Silvietta è un po’ in ombra, ma si riscatterà con una seconda metà di partita eccezionale.

Primi due punti di Aurora Avena, ma è tutto da rifare perché c’è un errore di rotazione del Potenza e così le joniche si ritrovano con 8 set-balls a disposizione. Il primo è annullato; il secondo lo schiaccia Gisela (17-25).

Secondo set

Cambia tutto nel secondo set. E’ un altro Potenza e purtroppo è anche un altro Taranto.

Nolè manda due palloni fuori, ma ne mette a terra quattro (6-3). Freme di rabbia agonistica. Adesso è riconoscibile. Secondo me, sta giocando addirittura meglio dell’anno scorso, il che è tutto dire.

Gisela e Marika, sempre toniche, tentano di mettere una pezza; purtroppo per noi, però, l’ASCI fa tutto bene: serve corto mettendoci in difficoltà, difende alla grande e in attacco non perdona.

Sono colmo d’ammirazione per l’organizzazione del Potenza: non solo il match program, non solo la scheda colorata per il sestetto da consegnare agli arbitri, non solo l’unico distributore automatico con i Maltesers; qui hanno anche le asciugatrici col numero sulla maglia. Nelle bancarelle degli stadi le loro maglie si vendono accanto a quelle di Ronaldinho e Sneijder.

Muro di Marika con urlo (13-7). Gli arbitri sono tolleranti e lasciano correre anche perché la ragazza si è limitata a sottolineare il punto con un “Sì!”. Avesse detto “Maremma puttanissima!” o cose del genere, forse sarebbe incorsa in un richiamo.

L’urlo della laterale, comunque, cade nel vuoto. Il set è senza storia. Avena e Taddei servono in modo insidioso; Nolè e Arras fanno il resto.

Coach Marcello introduce Ivana e Angela (esordio tarantino); Telesca continua ad alternare Ghersetti e Di Camillo.

Mentre Taddei fa impazzire la nostra ricezione dalla linea di fondo, Lisa ed io auspichiamo soltanto il raggiungimento della doppia cifra perché finire a 9 pare brutto. Nolè ci accontenta con un tiro di poco fuori, ma poi è lei stessa a chiudere la pratica: 25-10.

Terzo set

Nell’intervallo osservo che anche i secondi arbitri ogni tanto vanno in bagno (sono tenuti a chiedere l’autorizzazione ai primi arbitri o non è il caso di formalizzarsi?)

Taranto non si arrende e questo set sarà il capolavoro di Ale, che distribuisce il gioco con intelligenza, valorizza le centrali e favorisce il graduale ingresso in partita di Silvietta.

Dall’altra parte Nolè continua a cannoneggiare mentre aumenta il bottino di punti personali dell’esperta Avena, già opposto, quest’anno banda. Cambia il ruolo, non la qualità.

Sul 7-8 c’è una bella fast di Silvia e un mani-soffitto di Marika, poi siamo noi a mettere in difficoltà la ricezione lucana (9-13).

Nolè scaglia un missile che colpisce Simona e poi schizza fuori. L’importante è che il libero non venga colpito al culo, ancora nero per la caduta della settimana scorsa.

E’ l’ora di Silvietta: due attacchi da destra e poi due servizi vincenti intervallati da un ace di Silvia, due punti di Cristiana ed uno di Gisela (11-22).

Ci sono strani movimenti sulla panchina del Taranto. Angela e Ivana, in particolare, stanno confabulando e maneggiano un foglietto. O forse è una benda? Si è fatta male qualcuna nel secondo set?

No, è proprio un foglietto; stanno scrivendo qualcosa.

Forse fanno le parole crociate? – ci chiediamo Lisa ed io.

Il coach si volta frequentemente, ma non è infastidito da questa distrazione dal gioco; anzi, a un certo punto si avvicina e parla con loro.

Il mistero si infittisce.

Cosa ha detto il coach? Ha suggerito una voce delle parole crociate? Possibile?

Adesso sono le altre due riserve, Katia-nostra e Simona, ad avvicinarsi. Tutte e quattro sono riunite in circolo. Allora, è tutto chiaro: stanno giocando a scopone!

No – attenzione! - Angela e Ivana si allontanano verso l’angolo della palestra; Katia e Simona restano in panchina; coach Marcello continua a girarsi spesso.

Anche il secondo arbitro, a questo punto, vuole vederci chiaro e si avvicina alla panchina, senza tuttavia riscontrare violazioni al regolamento.

Incredibile: ora Angela e Ivana sono in ginocchio come se pregassero; il foglietto è appoggiato a terra.

Allora si fa strada un’altra ipotesi: quella dei riti voodoo. E’ possibile, date le premesse pre-partita, ma perché proprio adesso? Sul parquet stiamo dilagando; abbiamo dieci punti di vantaggio…

E’ un grande mistero dell’umanità, un mistero che resta senza soluzione. Io, da cronista, posso soltanto mostrarvi la sequenza fotografica dello strano comportamento assunto dalla nostra panchina.

Ritorniamo al volley giocato. Coach Telesca fa rifiatare Viki Radkova inserendo Daniela Ridolfo. L’ASCI si ricompone ed infila 6 punti consecutivi, uno più bello dell’altro, bisogna dare atto (apre una bomba di Nolè, chiude un lungolinea di Avena).

Il nostro vantaggio, per fortuna, è troppo ampio perché ritornino i fantasmi di Altamura. Ci pensano Gisela, Ale ed un errore in battuta delle padrone di casa a garantirci il set ed almeno un punto (18-25).

Quarto set

E’ la fase più emozionante della partita; purtroppo è anche quella più angosciante perché si fa male Silvia. Gioia e dolore, come nella vita. Ma il carattere e il cuore delle ragazze, quello no, non è comune.

Si comincia con una Silvietta immensa, bravissima, poi Nolè lancia il sorpasso.

Sul 7-4 in tribuna scommettiamo che il prossimo punto sarà decisivo: o Potenza se ne va oppure restiamo in partita. Non uno, ma tre sono i punti di Silvia che ci tengono in partita ed anzi ci riportano in parità: fast, primo tempo e pallonetto (7-7)!

Che centrale d’oro.

Punto di Avena e replica di Gisela.

Punto di Avena e strepitosa doppietta di Silvietta (10-12), ma intanto Silvia è caduta male e resta a terra dolorante. L’arbitro interrompe uno scambio lungo e vivace, mentre il gelo cala sul parquet e sugli spalti occupati dai tifosi tarantini. I tifosi lucani, invece, mettono da parte la contestazione per una decisione del direttore di gara e abbracciano Silvia con un applauso mentre la centrale esce dal campo portata in spalla dal presidente e da Tony Manero.

Appena entra Angela, le ragazze si stringono in cerchio per darsi la carica: resistere! Anche per Silvia.

Sul pulmino del ritorno Gisela sarà meno epica e racconterà l’infortunio con queste testuali parole:

“Silvia si è fatta male su una palla che ha difeso… Sull’unica palla che ha difeso…”

I primi esami tendono a escludere conseguenze significative; vedremo i risultati dell’ecografia e poi vi diremo se Silvia è incinta o no.

Un’imponente Arras macina punti su punti e non basta una pipe di Gisela per arrestare il crescente gap nel punteggio, anche perché le lucane stanno difendendo tutto e Nolè e Avena non intendono sollevare il pedale dall’acceleratore (21-16).

Il finale sembra scontato: ora perdiamo il quarto set e poi figuriamoci se non crolliamo psicologicamente al tie-break…

Invece è adesso che inizia il batticuore.

Potenza ci mette del suo (tre errori-punto); Marika in battuta e Silvietta a muro completano una rimonta incredibile (21-21).

E’ niente ancora. Punto Avena e due attacchi fuori delle joniche (24-21). Perfette per quasi tutta la partita; proprio mo avèran’ a sbaglià…!

Tre palle-set a disposizione dell’ASCI che costruisce l’azione di attacco ma poi spedisce il pallone fuori per due volte di seguito (24-23). Credo che i tifosi locali abbiano formulato la stessa riflessione da me espressa in dialetto poco fa: errori-punto col contagocce, tranne che nella fase più delicata dell’incontro.

Ace sporco di Angela e nuova parità (24-24)!

Potenza attacca ancora ma Simona compie un miracolo difensivo e sul contrattacco va a segno Gisela (24-25)!

Le padrone di casa costruiscono l’ennesima azione offensiva, ma questa volta è il muro di Cristiana a stoppare l’attacco avversario e a regalare al Taranto la prima vittoria stagionale (24-26)!

Il suo urlo nel deserto dello starting-one aveva aperto la serata; il suo urlo di esultanza la richiude. In mezzo tanto bel Taranto, tecnica e cuore. Anche tanto bel Potenza, bisogna dire; è stata una magnifica partita.

L’ultima gaffe, però, è di Simona Leone, che rovescia su un avventore il vassoio del McDrive. Il presidente Di Grazio non sa se dispiacersi più per la doppia spesa alimentare del libero o per la lunga attesa a cui lo costringe Tony Manero, che invece di portare i vassoi al tavolo si intrattiene amabilmente con la cassiera della paninoteca.

Ogni dispiacere viene, comunque, sopito dallo Zecchino d’Oro che prende avvio sul pulmino di Eustacchio: il televoto proietta in finale Gisela con la canzone El talismán e Marika con un brano che non mi ricordo. Una bella sfida.

Tabellino: ASCI Potenza-Taranto 1-3

ASCI Potenza: Avena 13, Di Camillo 0, Prete ne, Ghersetti 4, Arras 14, Lancellotti 0, Taddei 8, Ridolfo 1, Nolè 19, Di Lucchio ne, Radkova 3, Santangelo (L), Caramuta (2L) – All. Telesca.

Aces 9, errori in battuta 5, muri-punto 7.

Taranto: Zonca 10, Taddei ne, Gallo Ingrao 0, Scialacomo 17, Renna 9, Stufano 1, Mastandrea 12, Certa 0, Guerri 13, Mereu ne, Leone (L) – All. Presta.

Aces 9, errori in battuta 3, muri-punto 5.

Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).

Durata set: 30’, 20’, 24’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Centro Ester NA-Acquaviva delle Fonti 3-0, Sarno-V.Altamura 3-0, Molfetta-Arzano 2-3, AS Benevento-San Pietro Vernotico 3-0, Leonessa Altamura-Salerno 3-0, Battipaglia-Livi Potenza 3-1, Oria-Accademia BN 3-0.

Classifica: Centro Ester NA 8; Sarno e Molfetta 7; ASCI Potenza, AS Benevento, Battipaglia e Arzano 6; Leonessa Altamura e TARANTO 5; Accademia BN e Oria 4; San Pietro Vernotico e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura 2; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutte 0,00.

Solo un richiamo “gratis” all’AS Benevento per l’annoso problema dei cessi degli arbitri. Evidentemente l’estate scorsa le ristrutturazioni non sono state fatte. A Benevento l’anno scorso io non c’ero; sicuramente quest’anno la prima cosa che andrò a visitare saranno proprio i gabinetti. La curiosità, a questo punto, è tanta.

Prossimo turno: TARANTO-Oria, sabato 10 ottobre, ore 19.00, palestra Maria Pia, via Galilei.

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Urago è ricomparso!

di skanderbeg69 (04/10/2009 - 21:00)

Il primo avviso sulla busta del latte ha funzionato.

Come ricorderete, un mese fa ci eravamo chiesti che fine avesse fatto l’ex-presidente della Palafiom. Grazie a un nuovo settimanale di Taranto, Wemag, Marco Urago è ricomparso.

Scusate per quella che in gergo viene definita “marchetta”, ma con tutte quelle che fanno i telegiornali di certe tv locali...

La rivista dedica un ampio spazio al dottore, che racconta la propria esperienza in Afghanistan, rievoca con un superiore distacco le vicende della ASL e ci racconta i suoi progetti. E’ un bell’articolo.

Ma un passaggio, in particolare, ha colpito lo staff del Taranto. Urago parla dei rischi di rapimento per gli stranieri che vivono in Afghanistan e sostiene che “il prezzo per la vita di un italiano si aggira sui 5 milioni di euro. (...) Se mi rapiscono spero che qualcuno paghi per me”. [1]

      A noi non ci pensare proprio; è anche inutile dirlo. Con tutta la buona volontà, a quelle cifre non possiamo proprio avvicinarci.

Però abbiamo un’altra idea. Perché devono essere proprio i talebani a rapirti? Se la tariffa è di 5 milioni di euro, possiamo rapire noi il dottore, riscuotere il riscatto e investire nella squadra. Adesso c’è anche lo scudo fiscale a garantire il riciclaggio di denaro sporco. E’ giusto o non è giusto?

Dottore, preferisci farti rapire dai talebani o da noi?

 

NOTE:

(1) BACCARO, A., Dottor Afghanistan, “Wemag”, 2 ott 2009, pag. 32.

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Taranto, nello staff arriva Rocco Siffredi

di skanderbeg69 (02/10/2009 - 14:42)

Sport e sesso.

Da sempre ci si interroga sui condizionamenti reciproci di questi due mondi che inevitabilmente finiscono con l’intrecciarsi. Quanto il risultato sportivo e l’umore che ne consegue influenzano l’esuberanza o la depressione o la voglia di riscatto a letto? E’ un primo spunto di riflessione.

Ma il dubbio annoso e quello che più conta è: il sesso prima di una gara fa bene o fa male?

Spesso gli allenatori impongono clausura e astinenza ai propri atleti vietando contatti con mogli, fidanzate e – a maggior ragione – amiche occasionali. Talvolta leggiamo di regole ferree che devono essere rispettate per tutta la durata di una manifestazione (mondiali, europei, ecc.). Altri allenatori, invece, sono più tolleranti o addirittura favoriscono gli “sfoghi periodici” dei propri atleti, magari non alla vigilia di una partita. E’ il caso, ad esempio, della nazionale olandese di calcio degli anni Settanta, formazione piuttosto libertina in tal senso.

Il saltatore in lungo Bob Beamon ha raccontato che alla vigilia dello storico salto di 8,90 alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 aveva trombato come un riccio. Il suo record (in pedana) rimase imbattuto per 23 anni.

Sarà che dipende anche dal tipo di sport: un conto è il salto in lungo o in alto; un altro conto è una maratona o una partita che richiede uno sforzo continuativo di due ore.

Adesso c’è una ricerca che fa luce sull’argomento. Secondo il sessuologo francese Jacques Waynberg, il sesso prima delle gare fa bene alle donne ma fa male agli uomini. La chiave di tutto è il testosterone. Dopo un rapporto sessuale l’ormone adrogeno (presente in minor misura nelle donne), che è funzionale all’attività sportiva, aumenta nelle donne e diminuisce negli uomini. Ad essere un po’ più grevi, diciamo che la donna si carica e l’uomo si spompa.

Sarà un caso, ma ai recenti mondiali di nuoto a Roma pare che Federica Pellegrini e Luca Marin, felicemente fidanzati, ci abbiano dato: lei ha conquistato medaglie e record; lui si è dovuto accontentare di un deludente settimo posto. [1]

La ricerca del professor Waynberg non è passata inosservata nel Taranto e la società pallavolistica femminile ha deciso di attrezzarsi anche al fine di invertire la rotta dopo le due sconfitte consecutive contro Centro Ester e Leonessa Altamura.

Le ragazze già fidanzate sono autorizzate, anzi caldamente invitate, a darsi da fare la sera prima e la mattina della partita; per le singles si è deciso di provvedere ingaggiando nientemeno che Rocco Siffredi, noto attore di film... tematici.

Siffredi è in difficoltà; avrebbe evaso le tasse, l’età avanza e il bisogno economico suggerisce al pornodivo di reperire opportunità di guadagno alternative e trasparenti per il fisco. Da oggi è a disposizione delle giocatrici del Taranto. Dopo la seduta video e l’allenamento in palestra, l’attore riceverà le atlete nello spogliatoio n. 5 del Palafiom.

 “E’ un ulteriore sacrificio economico – hanno dichiarato fonti dirigenziali del Taranto – ma crediamo che una squadra tecnicamente valida da sola non sia sufficiente; per ottenere buoni risultati occorre che le giocatrici siano al massimo della condizione da un punto di vista olistico. Rocco Siffredi può garantirci un significativo travaso di testosterone da sfruttare in partita; non vogliamo lasciare nulla d’intentato.

Per adesso alle prestazioni del nuovo... membro dello staff si accederà volontariamente. Se la fase sperimentale darà buoni frutti, potremmo valutare l’obbligatorietà di tale prescrizione.”

La novità rappresentata da Rocco Siffredi è stata accolta con curiosità dalle atlete ma ha anche sollevato un po’ di malumore nello staff jonico: “E’ uno spreco di soldi. Si è andati in cerca di un consulente esterno quando tra i tesserati c’erano già le risorse e le professionalità utili a compiere questo salto di qualità”.

 

NOTE:

(1) Cfr. FARIAS, A, Sport & Sesso. Se fa bene solo a lei..., “Il Tempo”, 6 agosto 2009, pag. 8.

Le foto di Rocco Siffredi è tratta da http://en.wikipedia.org; quella di Federica Pellegrini e Luca Marin da www.roma2009.com.

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Leonessa Altamura-Taranto 3-2

di skanderbeg69 (27/09/2009 - 17:39)

Sabato 26 settembre 2009 – ore 19.00

Prima gita del Gruppo Vacanze Taranto; si va ad Altamura, terra del pane, del Pulo, di Ciccillo e dei doppiatori murgesi.

Rispetto all’incontro del Maria Pia sono assenti Simona Mereu e Priscilla Pisani.

Tre le automobili a disposizione della squadra; su una di esse Cristiana ha necessità di stendere il bucato perché la maglietta di gioco ha potuto lavarla solo stamattina e deve ancora asciugarsi. Speriamo che ci riesca prima delle 19.

Mi chiedo (sorridendo): anche nelle altre squadre si rilevano problemi come questo?

Visto da fuori il palazzetto di Altamura sembra un bunker albanese in versione gigante, ma è una struttura gloriosa che fino a pochi mesi fa ospitava le imprese di una squadra di serie A1.

Della squadra che ha fatto la storia del volley pugliese resta traccia in alcune fotografie e in alcuni cartelli, ad esempio quello su cui c’è scritto “Tribuna Lines”. Chi non sa che Lines era lo sponsor della formazione di A1 è portato a pensare che ci sia una tribuna riservata agli assorbenti. Magari, come nei film di animazione della Disney, sono assorbenti che si muovono, cantano e fanno il tifo.

Restando in tema di pubblicità, colpisce un altro cartellone: “Lofoco Investigazioni”. Qui bisogna stare attenti. Potrebbero esserci cimici sotto le panchine e telecamere nascoste.

Chi tenta di colpire con una pallonata la telecamera piazzata sul campo può essere smascherato dalle investigazioni di Lofoco (per la cronaca, si tratta del libero Faraone).

E sempre Lofoco indagherà sul sabotaggio che, durante il riscaldamento, allenta di colpo la rete di gioco imponendo complesse riparazioni allo staff dell’Altamura.

E sarà ancora “Lofoco Investigazioni” ad approfondire lo strano caso delle ginocchiere bicolori (una bianca e una rossa) della schiacciatrice Anna Abrescia.

Visto che ci siamo, passiamo alle formazioni.

Leonessa Altamura: Silvia Marchisio in palleggio, Donatella Toscano opposto, Enza Ragone e Graziana Caputo schiacciatrici, Nunzia Ragone e Angela Facendola centrali, Angela Dibenedetto libero.

In panchina con coach Claudio Marchisio: Anna Abrescia, Valeria Cianciotta, Sabrina Chironna, Giulia Passaseo, Mina Cucinelli e Giorgia Faraone.

Taranto identico a quello che ha esordito al Maria Pia: Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei, Angela Stufano e Marika Guerri.

Fanno compagnia al patron Vittorio Di Grazio: Tony Manero, Angelo, la famiglia Leone e un cospicuo numero di sigari.

Primo set

Due cose si sapevano dell’Altamura: la grande efficienza in fase difensiva e una certa duttilità nei ruoli. In avvio di partita, la bravura della difesa si mette subito in luce, ma pure in attacco le biancorosse fanno faville: 5-0 e Taranto che ha difficoltà ad entrare nel gioco.

Fa tutto Altamura: punti ed errori-punto. Si arriva al 16-7 dopo un break di sei punti (inclusi tre aces di Toscano), una ricezione tarantina in forte sofferenza e soltanto tre palloni schiacciati dalle joniche (uno Cristiana e due Gisela, che appare in serata favorevole).

Sul 17-11 va in battuta Ivana, che infastidisce la ricezione locale con servizi corti e permette a Silvia e a Gisela di raggiungere quello che pochi minuti prima sembrava impossibile: il pareggio! Anche il sorpasso (17-18)!

Contrattacco delle sorelle Ragone, ace di Marchisio e Altamura rimette le mani sul set (23-19), ma il Taranto è bravo a non abbattersi e a reagire con determinazione e freddezza: Silvietta mette la palla a terra e poi va a servire con la consueta precisione (lei, però, serve lungo). Gisela e Cristiana (due punti ciascuna) compiono l’impresa e sul 23-24 una pur brava Facendola manda fuori il tiro del pareggio: 23-25 e sospiri di sollievo in tribuna.

Secondo set

Il parziale si apre con un episodio spiacevole: Simona Leone, con la consueta grinta agonistica, tenta di rianimare un pallone impossibile colpendolo di piede. La rovesciata, però, non riesce e il nostro libero ricade sul parquet in malo modo, procurandosi una contusione alla parte bassa della schiena.

Nella zona di Francavilla quella parte del corpo viene chiamata cuturso.

Insomma, la ragazza cade di culo e manda nel panico squadra e staff.

La sportività del pubblico locale le dedica un applauso di incoraggiamento, ma il colpo è stato brutto e Simona deve temporaneamente lasciare il campo.

Il set è equilibrato: bene Gisela, bene come al solito le centrali; è Silvietta a risultare meno incisiva rispetto alle ultime brillanti prestazioni.

Il tecnico locale, intanto, scambia i ruoli di palleggiatrice e di opposto a Marchisio e a Toscano. Già questa è una squadra imprevedibile e indecifrabile; adesso non si capisce proprio più una mazza. Questa duttilità, al pari dell’entusiasmo e della freschezza atletica, sarà un’arma in più per la Leonessa.

La svolta è sul 16-16. Cristiana e Silvia lanciano lo sprint (16-21), Facendola piazza due primi tempi, ma un delizioso pallonetto di Silvietta apre le porte al primo set-ball che sarà ben sfruttato dalle joniche.

Terzo set

Sullo 0-2 (nel computo dei set) Altamura non si abbatte come a San Pietro ed anzi si scatena con quattro muri vincenti che costituiscono la prima zampata sul set (8-2).

Cresce Graziana Caputo e dall’altra parte della rete è soprattutto Ivana a contrastare la fuga delle murgesi. Nunzia Ragone ed Angela Facendola incrementano il vantaggio (19-11) mentre coach Marcello valuta i possibili rimedi a propria disposizione.

Simona rientra eroicamente in campo, ma il danno allu cuturso è troppo grave perché il nostro libero possa ritagliarsi nuovamente un ruolo nell’incontro.

Marika viene spedita nella zona riscaldamento, ma ancora non tira l’aria giusta per l’esordio della schiacciatrice aretina che quindi si riaccomoda in panchina con un’espressione piuttosto turbata. “Lofoco Investigazioni” tenterà di accertare anche i motivi di tale turbamento.

Cristiana, intanto, mette a terra tre palloni che riaccendono la speranza (21-18), ma la bella rimonta del primo set non si ripete: Toscano, Caputo e Facendola chiudono la pratica del parziale ed anzi sarà biancorossa la rimonta chiave della serata.

Quarto set

Un Taranto maturo e attento sembra in grado di controllare la partita: Scialacomo ribatte giù una ricezione lunga delle murgesi e Silvia impone il quinto muro vincente personale.

I servizi dell’Altamura continuano a risultare produttivi e il terzo ace del set avvicina le padrone di casa al Taranto in fuga (10-12).

Quando Scialacomo schiaccia la palla del 16-20 pochi sarebbero disposti a scommettere su un ritorno dell’Altamura, in cui ha fatto la sua comparsa la giocatrice dalle ginocchiere bicolori.

E invece è il momento del patatrac: break da sette in cui si evidenziano i primi tempi e i pallonetti di Enza e Nunzia Ragano, senza contare che Altamura ha ripreso a difendere il possibile e l’impossibile (merito anche del libero Dibenedetto).

Il PalaBaldassarre, nel frattempo, è diventato una bolgia, con il pubblico che incoraggia la rimonta locale battendo ritmicamente i piedi sulle gradinate.

Silvia ricorre al mani-fuori (23-21), ma Enza Ragano si incarica di firmare il pareggio dei set (25-21).

Tie-break

Adesso sarà dura contenere l’entusiasmo delle ragazze murgesi: la giovane età può indurre allo scoraggiamento quando le cose vanno male ma anche all’esaltazione quando la ruota gira per il verso giusto.

Marchisio incasina nuovamente le carte riproponendo Toscano in palleggio.

Il tie-break, comunque, inizia in modo equilibrato.

Sul 4-4 il Taranto si spegne: ace di Caputo, primo tempo con concessione del bis di Facendola e duplice attacco di Enza Ragone (11-4).

Entra Marika al posto di Ivana ed è proprio la schiacciatrice toscana a bloccare l’emorragia con un bel muro che rappresenta il suo primo punto in maglia rossoblu. Cioè biancoblu. Viola, purtroppo per lei, non è possibile.

Altamura, però, ha già la vittoria in pugno: si porta sul 13-6 ed attende che il Taranto spedisca fuori due attacchi consecutivi.

Finisce 15-6.

Taranto al di sotto delle possibilità, anche se qualcosa di buono si è visto anche stasera. Restano due punti dopo dieci set in otto giorni.

Altamura può festeggiare una rimonta spettacolare che inietta ulteriore coraggio e autostima ad un gruppo di ragazzine terribili.

Campionato privo di partite facili e lo dimostrano molti risultati. Non sappiamo se i valori sono proprio questi oppure se le grandi squadre sono diesel che hanno bisogno di tempo per trovare il ritmo di marcia consono alle proprie potenzialità.

Che il Centro Ester abbia vinto di nuovo ci consola; vuol dire che sono proprio toste e la nostra sconfitta di sabato scorso non è certamente un dramma.

Tabellino: Leonessa Altamura-TARANTO 3-2 (23-25, 19-25, 25-19, 25-21, 15-6)

Leonessa Altamura: Abrescia 0, Toscano 14, Facendola 18, Cianciotta 0, E.Ragone 23, N.Ragone 15, Chironna NE, Passaseo NE, Caputo 12, Marchisio 4, Cucinelli NE, Faraone NE, Dibenedetto (L) – All. Marchisio.

Aces 11, errori in battuta 12, muri-punto 8.

Taranto: Zonca 15, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Scialacomo 15, Renna 12, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 0, Guerri 1, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 10.

Arbitri: Vincenzo Gratis (LE), Stefano Chiriatti (LE).

Durata set: 20’, 27’, 17’, 30’, 10’ – Durata totale dell’incontro: 2.06’.

Altri risultati: Acquaviva delle Fonti-ASCI Potenza 0-3, Sarno-Accademia BN 3-2, Centro Ester NA-San Pietro Vernotico 3-1, AS Benevento-Salerno 3-0, Battipaglia-V.Altamura 3-0, Oria-Arzano 1-3, Livi Potenza-Molfetta 1-3.

Classifica: ASCI Potenza e Molfetta 6; Centro Ester NA 5; Sarno, Arzano e Accademia BN 4; San Pietro Vernotico, AS Benevento, Battipaglia e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura, Leonessa Altamura e TARANTO 2; Oria 1; Livi Potenza e Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutti 0,00.

Nessuna sanzione pecuniaria dopo il primo turno.

Prossimo turno: ASCI Potenza-TARANTO, domenica 4 ottobre, ore 18.00.

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Ecco il nuovo Taranto

di skanderbeg69 (25/09/2009 - 14:43)

Abbiamo dedicato tanto spazio alle nostre avversarie; adesso è arrivato il momento di parlare finalmente anche del Taranto.

Della formazione 2008-09 sono rimaste la palleggiatrice dalle mani fatate Alessandra Certa (23 anni), l’opposto gioia dei nostri occhi e promessa del volley pugliese Silvietta Mastandrea (17 anni), la schiacciatrice storica della Palafiom Ivana Gallo Ingrao (27 anni), la centrale ufficiale e gentildonna Cristiana Zonca (27 anni) ed i liberi tosti come le rocce Simona Leone (32 anni) e Simona Mereu (19 anni).

Nuovi arrivi.

In posto quattro c’è una giocatrice di prestigio, Gisela Scialacomo (29 anni), argentina particolarmente legata alla nostra regione. Ha giocato, infatti, per tre anni a Brindisi in B1 e un anno a Massafra in B2. Nelle ultime due stagioni l’abbiamo incontrata da avversaria a Salerno ed è certamente un vantaggio per il Taranto ritrovarsela finalmente nella propria metà campo.

Un curriculum non tanto dissimile può vantarlo Silvia Renna (29 anni), centrale: anche lei ha giocato in B1 (a Ostuni), anche lei proviene dalla Campania (Salerno e poi Scafati). E così le due giocatrici che ebbero il gentile pensiero delle mozzarelle di bufala due anni fa, adesso sono entrambe nella grande famiglia del Taranto. Si vede che era destino.

La batteria di centrali, tradizionale punto di forza della squadra, è completato da Angela Stufano (33 anni), la cui carriera è sostanzialmente divisa tra Puglia e Sicilia. Lo scorso anno, infatti, era in forza al Volley Palermo.

Torniamo al settore attaccanti per presentare un altro volto nuovo, non solo per noi ma per la pallavolo meridionale. Da Arezzo alle rive dello Jonio è giunta, infatti, Marika Guerri (28 anni), schiacciatrice. E anche per quest’anno, come fu l’anno scorso per Cristiana, il cielo ci ha concesso la sua manna inattesa.

Per finire, un gradito ritorno ed una “promozione”. Il gradito ritorno è Katia Taddei (20 anni), schiacciatrice, uno dei più promettenti prodotti del vivaio della Palafiom che purtroppo ha la brutta abitudine di studiare e per questo aveva sospeso l’attività agonistica. Certe ragazze non comprendono le priorità della vita e si trastullano con abitudini dannose e improduttive...

La promozione in prima squadra l’abbiamo constatata sabato scorso: Priscilla Pisani (17 anni) è un volto conosciuto nell’ambiente rossoblu in ragione dei suoi campionati nel settore giovanile e soprattutto nella Tempesta, con cui lo scorso anno ha conquistato il traguardo della serie C, senza contare l’apporto in allenamento che spesso ha fornito alla Palafiom sin da quando aveva 3 anni. Attualmente è il secondo libero.

Il posto di seconda palleggiatrice è ancora vacante; si accettano curricula.

Questa la squadra, al momento.

Dopo almeno tre esordi consecutivi (Lecce, Centro Ester, Scafati), quest’anno abbiamo iniziato con una sconfitta, anche se al termine di una partita intensa e ben giocata.

Poco male. Il campionato è lungo e questa squadra sembra in grado di dare spettacolo e soddisfazioni. Forza ragazze!

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Quel che siamo-Centro Ester Napoli 2-3

di skanderbeg69 (20/09/2009 - 15:43)

Sabato 19 settembre 2009 – ore 19.00

Puff.

Mi sia consentito inaugurare la stagione con questa citazione di un articolo che ha fatto la storia del giornalismo. [1]

Inizia il campionato 2009-2010 e in qualche modo siamo ancora qui. In tribuna c’è il nuovo general manager Vittorio Di Grazio con il suo staff ed i signori sponsor, in panchina c’è coach Marcello e la squadra, pur conservando l’ossatura della storica Palafiom, presenta diversi volti nuovi. Delle partenze e degli arrivi si parlerà più diffusamente in settimana.

In tribuna, accanto a nuovi tifosi, non mancano i vecchi amici della squadra; non faccio nomi per non rischiare di far torto a qualcuno.

Corsi e ricorsi storici: anche quest’anno la partita inaugurale ci vedrà opposti al Centro Ester, proprio come due anni fa all’esordio assoluto in B2. E anche quest’anno assisteremo ad un incontro spettacolare, probabilmente più tecnico rispetto ad allora, ma ugualmente ricco di emozioni.

La Palafiom, cioè il Taranto, cioè il Montescaglioso, cioè forse il Laterza, insomma la Cosa, quel che siamo, scende sul parquet con le maglie acquistate all’outlet dell’Inter. Meno male ca no’ s’ sciuech ‘u 5 maggie...

Diamo un’occhiata alla numerazione e rendiamo così un servizio agli scout-men della concorrenza che potranno preparare agevolmente i propri files: 1. Cristiana Zonca, 3. Katia Taddei (ca no jè ‘a centràle d’ ‘u Potenza...), 4. Simona Mereu (di fatto indisponibile; per la maglia del secondo libero ha scelto il 17 perché, visto che la sfiga si accanisce già da tre anni, vediamo se in questo modo viene esorcizzata), 6. Ivana Gallo Ingrao, 9. Gisela Scialacomo, 10. Silvia Renna, 11. Angela Stufano, 13. Silvia Mastandrea, 14. Alessandra Certa, 16. Simona Leone, 17. Priscilla Pisani, 18. Marika Guerri.

Coach Marcello Presta sceglie come titolari Alessandra in palleggio, Silvietta opposto, Gisela e Ivana di banda, Silvia e Cristiana centrali, Leo libero.

Il Centro Ester replica con Ginevra Fidora (nome e cognome suggestivi; messi insieme sembrano tratti da un romanzo medievale), Brigida Viscatale, Marianna Iarnone, Carmen Imperato, Annalaura Di Cristo, Valentina Russo e Francesca Caggiula.

In panchina: Nunzia Buonandi, Tina Di Matteo, Luciana Lauro, Carlotta Voluttuoso e Floriana Frattini.

Coach Gaetano Vitale ha dunque puntato sulla formazione che gli ha garantito la promozione in B2, rinunciando a schierare i nuovi acquisti, ad eccezione dell’atleta Di Cristo, che in campo farà valere la sua esperienza e la sua tecnica. Eccome, se le farà valere.

In tribuna c’è anche Simone, che pallavolisticamente va dove lo porta il cuore.

Il primo sgarbo alla Palafiom lo commette Valentina Russo che spedisce e incastra il pallone sul tabellone elettronico. Se uno ci avesse provato mille volte non ci sarebbe riuscito; come cavolo ha fatto?

La prima gaffe dell’anno, invece, è della nostra Simona Leone, che, ignorando il minuto di silenzio disposto per i soldati morti a Kabul, si avventa – gridando a squarciagola - sul primo servizio ospite. Una ricezione perfetta ma sprecata; che peccato.

Primo set

E’ invece di Gisela il primo punto stagionale della Cosa. L’atleta Di Cristo ci impone il primo muro attivo, ma poi passiamo a condurre con le azioni di Cristiana ed il caratteristico tocco di seconda di Mani Fatate (6-3).

Va a segno Ivana, va a segno Silvia d’astuzia e soprattutto va ripetutamente a segno Silvietta dopo che Alessandra concede il bis (17-14).

E’ una bella partita; il ritmo è alto ed entrambe le squadre stanno contribuendo allo spettacolo.

Fidora scorge un vuoto nelle retrovie joniche ed appoggia intelligentemente il pallone in posto sei (18-16), ma la Palafiom piazza il break decisivo: primo tempo di Silvia, attacco di Silvietta, bomba di Gisela dopo un gran salvataggio di Simona ed errore offensivo ospite (22-16).

Nonostante i 4 errori in battuta complessivi, il set è tarantino e la sua conclusione è emblematica: Silvietta schiaccia da posto due e corona un parziale strepitoso (25-18).

Secondo set

Muro Russo, attacco Imperato ed ace Viscatale, che sorprende in ricezione la nostra Gisela. Sull’ 1-4 coach Marcello chiama il time-out e la “vendetta” dell’apulo-argentina non si fa attendere: due attacchi di banda ed un ace riparatore (5-5).

La nostra laterale, però, ha dimenticato di togliersi dalla gamba destra l’ultima striscia della ceretta.

Cresce il Centro Ester, che in questa fase fa la partita: i 19 punti realizzati da questo momento in poi sono tutti “costruiti”; nessun errore-punto nostro. E sono invece errori campani a costituire il 62% dei punti tarantini.

Ad opporsi al muro di fuoco napoletano sono soprattutto le nostre due centrali, mentre la ricezione appare in sofferenza.

Napoli, invece, sta difendendo tutto.

Sul 14-22, però, rinasce la speranza: break da 6 punti inaugurato da una fast di Cristiana e concluso da una fast di Silvia (20-22).

Fuori Iarnone, dentro Lauro, ma è Russo a beffare la nostra difesa con un bel pallonetto, seguito da un bolide di Viscatale favorito da un’alzata rapida e perfetta di Fidora (20-24).

L’opposto napoletano, nel frattempo, aveva necessitato di una fasciatura al braccio, che lo stesso coach ospite si era incaricato di assicurare.

L’ultimo punto è di Valentina Russo, una delle giocatrici più digitate nei motori di ricerca che conducono a questo blog (21-25).

Terzo set

La Cosa sorprende Ester in avvio di terzo set: due aces di Silvia ed un muro di Cristiana connotano la partenza-sprint delle padrone di casa (5-0).

Il vantaggio aumenta con le azioni efficaci di Silvietta, Ivana e Gisela (9-2), ma la formazione campana rientra subito in partita con 4 (quattro) aces quasi consecutivi di Carmen Imperato (9-9).

Marcello non è molto soddisfatto e nel conseguente time-out sono felice di non essere al posto delle giocatrici.

Per fortuna, le ragazze napoletane decidono di sprecare molte opportunità di cambio-palla, anche a causa di un’intesa non ancora perfetta tra Fidora e l’atleta Di Cristo.

Dal 15-9 in poi, però, riprendono a migliorare anche le nostre percentuali offensive: Silvietta buca il parquet, Silvia alza due bei murazzi, Ivana trova un servizio vincente e Gisela completa l’opera con due attacchi consecutivi che permettono a Silvietta di sfruttare, direttamente in battuta, il primo dei 10 set-ball a disposizione (25-14).

Da segnalare anche il contributo alla causa da parte di Tony Manero.

Quarto set

Cristiana da un lato; Viscatale e Iarnone dall’altro: il quarto parziale si apre all’insegna dell’equilibrio e dei continui cambi-palla. La partita non cessa di risultare avvincente ed anzi, proprio in questa fase, vive uno dei momenti più belli e più intensi.

Taranto sembra in grado di controllarla e di farla propria.

Dopo un bel muro di Silvietta (9-8), però, il Centro Ester pareggia e sorpassa grazie alla propria giocatrice di maggior prestigio: Annalaura Di Cristo ribatte a terra una nostra ricezione lunga, schiaccia un’alzata di Fidora e poi mura un’attaccante jonica (9-12).

Sono ancora le centrali a tenere in piedi la Palafiom, ma i bolidi di una scatenata Iarnone e di una sempre efficiente Viscatale complicano la situazione (15-20).

Ace-culo di Silvietta, muro del sottotenente, muro Silvia-Ale, ma le napoletane rispondono colpo su colpo ed al magnifico lungolinea di Silvietta segue il decisivo primo tempo di Russo, set-winner prediletta della squadra barrese (21-25).

Tie-break

Qualcuno l’aveva previsto: finirà al tie-break anche quest’anno (speriamo, allora, che sia analogo anche il risultato). Io penso che, comunque vada a finire, è stata decisamente una bella partita.

Brutto iniziare il mini-set di spareggio con un muro (Imperato), ma per fortuna Gisela rimedia (3-2).

Allungo napoletano (3-5) e pronta replica rossoblu (6-5).

A questo punto, purtroppo, il Centro Ester decide di prendersi la partita sulle ali di una carica agonistica e di un entusiasmo notevoli. Noi, invece, soffriamo i servizi ospiti e non riusciamo a superare un muro che ormai ha preso le misure alle attaccanti locali.

Le ragazze di coach Vitale piazzano due micidiali break da 5, interrotti soltanto da un muro di Cristiana e da un ace di Gisela (8-10).

Dopo un increscioso malinteso tra Ale e Cristiana, di cui mi pare che sia responsabile la prima (che resta comunque la palleggiatrice migliore del mondo), gli ultimi due punti portano la firma dell’atleta Di Cristo, realizzatrice più prolifica della serata (18 punti): muro e mani-fuori (8-15).

L’applauso del Maria Pia è un meritato riconoscimento alle ospiti, ma è soprattutto un altrettanto meritato gesto di apprezzamento per una Palafiom che ha dispensato lunghi sprazzi di bel gioco. E’ stato bello; grazie lo stesso.

Dopo il terzo tempo di rito può scatenarsi la gioia delle esterine, espressa con una modalità piuttosto inquietante: Tina Di Matteo lancia una serie di striduli gridolini che lasciano sgomento il pubblico del Maria Pia. E’ davvero sconvolgente.

Si decide, pertanto, di chiudere le atlete ospiti nello spogliatoio finché la palestra non si sia precauzionalmente svuotata, soprattutto dei bambini che avrebbero potuto restare maggiormente traumatizzati.

Tabellino: TARANTO-Centro Ester Napoli 2-3 (25-18, 21-25, 25-14, 21-25, 8-15)

Palafiom Taranto: Zonca 17, Taddei NE, Mereu NE, Gallo Ingrao 3, Scialacomo 12, Renna 17, Stufano NE, Mastandrea 15, Certa 4, Guerri NE, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 9, errori in battuta 6, muri-punto 11.

Centro Ester Napoli: Russo 10, Imperato 15, Iarnone 15, Viscatale 16, Buonandi NE, Di Matteo NE, Lauro 0, Voluttuoso NE, Di Cristo 18, Fidora 5, Frattini NE, Caggiula (L) – All. Vitale.

Aces 11, errori in battuta 3, muri-punto 8.

Arbitri: Giuseppe Russo (LE) e Elio Donno (LE).

Durata set: 27’, 30’, 20’, 34’, 12’ – Durata totale dell’incontro: 2.15’.

Altri risultati: Accademia BN-Livi Potenza 3-1, Arzano-Sarno 2-3, Molfetta-Battipaglia 3-1, Salerno-Acquaviva delle Fonti 1-3, San Pietro Vernotico-Leonessa Altamura 3-0, V.Altamura-Oria 3-2, ASCI Potenza-AS Benevento 3-0.

Classifica: San Pietro Vernotico, ASCI Potenza, Acquaviva delle Fonti, Molfetta, Accademia BN 3; Centro Ester NA, Sarno, V.Altamura 2; Arzano, TARANTO, Oria 1; Livi Potenza, Battipaglia, Salerno, Leonessa Altamura, AS Benevento 0.

Prossimo turno: Leonessa Altamura-Taranto, sabato 26 settembre, ore 19.00.


RITORNO A SAN PIETRO

 

Era stata il 15 marzo 2008 l’ultima volta che avevo fatto ingresso nel palazzetto di San Pietro Vernotico in via Ancona. Dopo una deludente vittoria per 3-2 sul Trepuzzi, che faceva seguito a qualche sconfitta interna in coppa e in campionato, la fuoriclasse Catia De Nicola mi salutò con cordialità dicendomi: “Non venire più”.

La prestigiosa centrale riteneva, infatti, che al San Pietro io portassi sostanzialmente sfiga. Come non darle torto se anche nella stagione successiva l’unica partita del San Pietro a cui assistetti coincise proprio con l’unica sconfitta stagionale (a Oria)?

Bene, accolto da un generale grattamento, questa sera sono tornato sul luogo del delitto e il tabù è stato infranto: alla mia presenza le brindisine hanno vinto per 3-0 contro un combattivo Altamura.

La scaramanzia non è mai statica. Forse portavo sgubbio alla sola Pierpaola; forse la fortuna che arreco ad alcuni neoacquisti della società (4 vittorie su 4 negli ultimi due anni) prevale sugli influssi negativi; certo è che adesso non mi si può più dire niente. Ne ha preso atto la stessa Catia, che al termine della partita ha revocato la scomunica.

L'incontro è stato gradevole. La Leonessa ha venduto cara la pelle e soprattutto nel secondo set ha conteso il successo fino all’ultimo (21-21), poi la classe e l’esperienza delle campionesse del San Pietro hanno avuto la meglio.

Marcella ha distribuito il gioco in modo praticamente perfetto, senza sbagliare nulla e concedendosi un bel po’ di conclusioni personali. Ristits la terribile non è parsa ancora al 100%, ma è venuta fuori alla distanza, imponendosi soprattutto nel terzo parziale. Ottima Cafarella, mentre Antonaci ormai è diventata grande. Corvino è sempre Corvino. Infine, ci siamo tolti la curiosità di vedere Valentina nell’inedito ruolo di libero: test decisamente positivo e bisogna anche dire che il rosso le dona. Insomma, San Pietro è già in fuga, ma la Leonessa dirà la sua in questo campionato (che difesa, cavoli!).

Particolarmente coinvolgente il minuto di silenzio: oltre alle voci, a San Pietro hanno deciso di spegnere anche le luci (per molto più di un minuto, però)...

Interessanti anche le presenze sugli spalti: la Fenomena e il consorte della Fenomena. Come disse frate Cristoforo: “Verrà un giorno...” (il tono di frate Cristoforo era minaccioso; il mio è speranzoso, fosse anche nel 2020).

 

A causa di un problema tecnico il blog non sta accettando commenti. e ci tenete, comunque, potete inviarmeli via email e li pubblicherò in fondo agli articoli.

 

NOTE:

(1) Cfr. DI CERA, G., Addio Nati a Taranto. Il titolo a Montescaglioso, “Corriere del Giorno”, 4 luglio 2009, pag. 34.

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di skanderbeg69 (05/09/2009 - 14:28)

In attesa dell’avvio della nuova stagione agonistica, Skanderblog si concede un momento di riflessione aperto ai gentili lettori, che coincide con le mie tardive vacanze.

Ancora non è del tutto chiaro se siamo Taranto o Montescaglioso (per il momento siamo la Cosa), ma è già tempo di organizzare quelle che potremmo definire le rubriche del blog.

In particolare vi pongo sette quesiti. Io ho già le mie idee, ma mi piacerebbe conoscere il parere degli interessati e dei lettori.

 

1) Volete voi che, con l’ausilio di collaboratori occasionali sul posto, si continuino a presentare le località in cui la Cosa andrà a giocare?

A) Sì.

B) Sì, ma soltanto i posti nuovi.

C) No, non ce ne fotteva niente neanche l’anno scorso.

D) Perché piuttosto (oppure in aggiunta) non presenti le squadre contro cui giochiamo?

 

2) Volete voi che, oltre alle interviste con le tradizionali domande fisse alle nuove giocatrici, vi siano dei “richiami” alle giocatrici già intervistate in passato?

A) Sì, facciamo anche i “richiami”.

B) Si può sapere chi sono le nuove giocatrici???

C) No, lasciamo tutto com’è.

D) No, non vogliamo neanche le interviste alle nuove giocatrici e soprattutto non vogliamo più l’intervista finale al coach perché è cattivo.

 

3) Volete voi che si continuino a ricordare sul blog i compleanni delle atlete?

A) Sì.

B) Sì, ma senza dire l’età.

C) Festeggiamo gli onomastici che sono più facili da ricordare.

D) No, tanto nisciùne scriv’ nind’: né auguri, né ringraziamenti.

 

4) Volete voi che occasionalmente, in occasione dell’eventuale visione delle loro partite, si apra una “finestra” sulle ex-giocatrici della Palafiom così come è stato fatto l’anno scorso con Marianna o con Rossella?

A) Sì.

B) Sì, seguiamo soprattutto Simona-di-metallo.

C) Sì, purché non vi sia conflitto d’interessi (stessa serie, stesso girone).

D) No, già è assai che pensiamo ai cavoli nostri.

 

5) Volete voi che si apra una rubrica volta a celebrare le sconfitte di tutte le giocatrici che hanno rifiutato le offerte della nostra Cosa preferendo accasarsi altrove?

A) Sì, così imparano.

B) Sì, soprattutto le eventuali sconfitte del Sala Consilina...

C) Prima vediamo come va il nostro campionato.

D) No, non è eticamente corretto.

 

6) Volete voi che si continuino a censurare i (rari) commenti critici o polemici nei confronti di tecnici, dirigenti o atlete pur di garantire la “serenità on-line” della squadra?

A) Sì.

B) Sì, però a noi dicceli nella recchia.

C) No, viva la libertà di espressione a qualunque costo!

D) No, però fai rispondere a noi.

 

7) Ritenete voi che il blog ultimamente abbia esagerato con le parolacce e con la politica (due cose non necessariamente correlate)?

A) Sì, in riferimento alla politica.

B) Sì, in riferimento alle parolacce. Che cavolo: possono leggerlo i bambini del mini-volley...

C) No; al massimo metti un bollino rosso.

D) No, che minchia dici?

 

Io vado in Macedonia (in quella slava e in quella greca) per una decina di giorni. Chi vuole, intanto, scriva pure i propri suggerimenti; pubblicherò al ritorno. Forse anche prima a patto che le tastiere in cirillico e in greco non creino problemi di compatibilità.

E aggiornatemi sulla Coppa Italia! Forza Cosa!

 

NOTE:

La foto della Sport Arena B. Trajkovski è tratta da http ://upload.wikipedia.org. Anche se è superfluo, si precisa, inoltre, che quello tra Nunzia e Noemi è un accostamento esclusivamente di tipo geografico.

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La busta del latte (1) - Marco Urago

di skanderbeg69 (01/09/2009 - 06:45)

Oggi inauguriamo una nuova rubrica del blog: La busta del latte.

Negli Stati Uniti c’è la consuetudine di utilizzare le buste del latte per le ricerche di persone scomparse. Lo faremo anche noi.

E’ capitato a tutti di chiedersi che fine avrà fatto quella tal giocatrice o quel tesserato o quel tifoso o quella persona che in qualche modo è legata al mondo della pallavolo. Adesso potremo dar voce e pubblicizzare i nostri interrogativi. E chissà che non arrivi anche qualche risposta o qualche segnalazione utile.

La prima persona scomparsa di cui vogliamo occuparci e di cui non abbiamo notizie da mesi è Marco Urago, storico e glorioso presidente della Palafiom. Ha fatto conoscere Facebook a mezzo mondo, vi ha introdotto cani e porci e poi ha improvvisamente abbandonato il social network.

Marco Urago è alto circa 1,80, corporatura robusta (ma sta dimagrendo), carnagione scura, baffi. E’ stato visto l’ultima volta a Taranto nelle vacanze di Natale del 2008 mentre mangiava un panzerotto di Ernesto su una spider ammaccata. Poi è volato a Herat e da allora ha fatto perdere le proprie tracce.

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