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di skanderbeg69 (18/11/2009 - 18:21)

SILVIA RENNA

Centrale

 

Nata a Campi Salentina (LE), 29 anni fa; vive a Trepuzzi (LE).

 

Segno zodiacale:

Leone.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 13 anni.

Perché proprio la pallavolo?

Non c’è un motivo particolare. Diciamo che si è trattato di un caso.

Perché proprio da centrale?

Inizialmente giocavo in posto quattro; poi, salendo di categoria, gli allenatori mi hanno impiegata praticamente in tutti i ruoli o quasi. Giocare da centrale alla fine non è stata una mia scelta. Anzi, se potessi tornare indietro, non mi dispiacerebbe giocare da opposto.

La tua carriera:

1999-’00 - Pink Volley, serie D

2000-’01 - Pink Volley, serie C

2001-’02 - Maglie, serie C

2002-’03 - Volley Tuglie, serie C

2003-’04 - Volley Tuglie, serie B2

2004-’05 - Volley Tuglie, serie B2

2005-’06 - Pallavolo Ostuni, serie B2

2006-’07 - Pallavolo Ostuni, serie B1

2007-’08 - Autoluna Salerno, serie B2

2008-’09 - Tekla Scafati, serie B2

2009-’10 - Taranto, serie B2

Cos’altro fai nella vita?

Pallavolo a tempo pieno.

I tuoi hobbies?

Nessuno. Il volley mi impegna completamente.

L’ultimo libro che hai letto:

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini. Però non lo consiglio; troppo triste.

L’ultimo film che hai visto:

Cinderella man.

Il tuo cantante preferito?

Renato Zero. Anche Liga e Vasco, ma Renato Zero è il numero uno.

Il tuo piatto preferito:

Pasta in bianco.

Che?!

Il sabato di sicuro. Probabilmente è un retaggio scaramantico.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Non dovrei farlo io. Posso riferirti quello che sento dire dagli altri: simpatica e altruista.

E i tuoi difetti?

Dicono che sono troppo permalosa. E anche l’altruismo può diventare un difetto.

Il più bel ricordo della tua carriera:

La promozione in serie B1 con l’Ostuni. Al di là del risultato tecnico, mi resta soprattutto il ricordo di un gruppo di atlete magnifico. C’era molta coesione. E poi sono convinta che quella promozione sia stata “aiutata” da qualcuno che era in Cielo.

Il più amaro:

Non esserci salvate dalla retrocessione nel campionato successivo. La matematica ci condannò al penultimo turno, dopo una sconfitta in Sardegna. Quanta amarezza.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Stando a quello che dice il mister, sono troppo aggressiva a muro; anticipo troppo.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

Non c’è una frase specifica. In questo periodo sta insistendo sulla necessità di migliorare l’intesa con Ale. Devo armonizzare meglio i miei tempi di rincorsa con quelli dei suoi passaggi.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

Adesso non tanto. Quando, però, gli arbitri ci dicono “in bocca al lupo” al termine del riconoscimento, la toccata sopra è automatica...


Il tuo soprannome:

A Ostuni mi chiamavano Terminator. Credo dipendesse dal mio atteggiamento aggressivo in campo e dal mio modo di esultare.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Simona Gioli e Gigi Mastrangelo.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Quella decisiva per la promozione in B1 con l’Ostuni. Ricordo l’entusiasmo e un tifo mai visto. Mi veniva la pelle d’oca ogni volta che toccavo un pallone.

E la partita che vorresti cancellare?

Una delle più recenti: quella contro l’Acquaviva. Può capitare di giocare male, ma è l’atteggiamento ad essere stato troppo superficiale.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Il rapporto con le compagne quando si riesce a costruire un clima positivo e sincero. Quest’anno credo che siamo già sulla buona strada.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

L’ipocrisia. Ma naturalmente non è un problema che riguarda soltanto la pallavolo.

Perché due anni fa hai deciso di trasferirti in Campania e perché adesso hai deciso di tornare nella tua Puglia?

Decisi di andare a Salerno per assumermi responsabilità diverse; volevo mettermi alla prova e vedere come sarei riuscita a cavarmela lontano da casa. Sul passaggio da Salerno a Scafati, invece, hanno influito altri fattori, come il desiderio di restare vicina al gruppo di ex-compagne conosciute a Salerno e l’offerta interessante che mi era stata proposta dalla società scafatese.

Cosa ti resta dell’esperienza a Salerno e a Scafati?

Il bellissimo gruppo che avevamo costituito a Salerno. Sono stata troppo bene; non ci sono aggettivi. Ma anche a Scafati ho trovato delle ottime compagne di squadra. Sul piano tecnico, credo che gli insegnamenti di coach Castillo mi abbiano aiutata a migliorare.

Trepuzzi ha una squadra di pallavolo femminile; ti piacerebbe un giorno giocare nella squadra della tua città, a prescindere dalla categoria?

Sì, mi piacerebbe. Però... non prescindo dalla categoria e quindi non è il momento.

Qual è la rinuncia più gravosa a cui ti costringe la pallavolo?

In passato mi pesava il poco tempo che potevo dedicare ai miei amici. Adesso mi dispiace non poter stare abbastanza con i miei genitori.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Non ne ho a lungo termine perché a me piace vivere giorno per giorno ed affrontare le cose con gradualità. Penso a far bene quest’anno, poi si vedrà.

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La finestra sulla C: Ostuni-Tempesta 3-0

di skanderbeg69 (11/11/2009 - 15:28)

E finalmente vediamo giocare la Tempesta.

Il calendario quest’anno non è stato benevolo: le partite in casa della squadra jonica coincidono con quelle fuori della Palafiom; bisogna dunque approfittare delle trasferte.

Uso “trasferte” al plurale, ma non è detto che ne seguiranno altre per quello che mi riguarda. Coach Monopoli, il Velasco dei Due Mari, non mi vuole. Prima della partita mi ha invitato sarcasticamente a sistemarmi fra i tifosi dell’Ostuni (che poi sarebbero il signore e la signora Marcianò); al termine dell’incontro mi ha detto di non scrivere niente e di non venire più.

Tutto questo soltanto perché alla vigilia avevo espresso simpatia per l’Ostuni, sentimento che esisteva già ai tempi in cui le brindisine erano nostre avversarie dirette; figuriamoci adesso. Lo sport è amicizia, fermo restando il sostegno alla Tempesta (ed ho i testimoni…).

Dicevamo del pubblico. Sono tre anni che veniamo a Ostuni ed è veramente triste notare ogni volta un palazzetto tanto grande quanto vuoto e muto. Queste povere creature giocano sempre “in trasferta” ed oggi la rappresentanza di tifo rossoblu è nutrita e chiassosa. Di solito il più loquace è il signor Alfredo; questa volta sono state le gentili signore al seguito a distinguersi per il tifo caloroso. E per le vibranti contestazioni.

Luigi cerca di adattare la macchina fotografica alle condizioni di luce della struttura; io faccio lo stesso. Il palazzetto di Ostuni, da questo punto di vista, è perfido: è ben illuminato eppure si tratta di una luce che non giova molto alle fotografie; non bisogna esagerare con zoom e tempi di posa.

Una caratteristica positiva è invece la prossimità con le panchine; puoi tentare di ascoltare tutti i time-out.

Durante il riscaldamento il premio di giocatrice più bersagliata dalle pallonate va ad Adriana Cardone. E’ un brutto presagio per la Cubana, che si procurerà un lieve infortunio in partita.

Si comincia.

La Tempesta è ancora priva di Simona Muraglia ed il ruolo di palleggiatrice è nuovamente rivestito da Federica Pantile. L’opposto è Sonia Tinelli, le bande Francesca Cocca ed Eva D’Elia, le centrali Adriana Cardone e Bruna Clemente, il libero Alessandra Turchiarulo.

Nell’Ostuni di coach Solombrino vedo la nostra Paoletta (e questo si sapeva), la capitana Daniela Calò (e anche questo si sapeva), la veneta volante (e questo l’avevo saputo da poco) e Federica Cutaia (questa, invece, è stata una sorpresa). Le altre non le conosco, a parte l’amica di Ivana come libero.

Prima del fischio d'inizio il libero Turchiarulo entra al posto di Bruna, ma anche la capitana Cocca si avvicina alla centrale per congedarsi. Manco stesse emigrando per dieci anni...

“Mandaci una cartolina dalla panchina, mi raccomando...”

L’avvio è equilibrato e Federica Pantile sembra in buona serata. Così a occhio, mi pare che abbia servito molto bene i posti quattro e le centrali; soltanto con Sonia è risultata un pochino imprecisa.

A metà del parziale Ostuni infila una serie positiva che non sarà più recuperata. Grande Paoletta, molto ispirata.

Speravo che la vicinanza con le panchine potesse permettermi di intercettare qualche utile considerazione tecnica; purtroppo, però, Solombrino è sempre molto pacato e non si sente niente mentre Davide parla a bassa voce quando fornisce indicazioni tattiche e urla quando è incavolato o agitato.

A un certo punto il Velasco dei Due Mari grida un “Oooh!” in direzione di Cofanetto, che in quel momento è in panchina. Federica cerca di interpretare il comando del coach ed elabora mentalmente alcune ipotesi: “Oooh!” potrebbe voler dire:

1) Preparati ché fra poco entri;

2) Finiscila di fare casino con le compagne ché mi stai distraendo;

3) Mi vai a prendere un caffè, per cortesia?

Direi che era buona l’ipotesi numero uno.

L’ingresso di Cofano, però, completa il raduno nazionale di Federiche sul parquet (oltre al libero rossoblu, ci sono Pantile, Litti, Tonon e Cutaia). Ancora una e si potrebbe giocare la partita delle Federiche contro le restanti giocatrici… Fra l’altro, con l’aggiunta di un opposto, sarebbe anche un sestetto ben equilibrato: Pantile in palleggio, Tonon e Cofanetto di banda, Cuti e Litti centrali. Niente male, davvero.

Il set è delle padrone di casa.

Oltre ad aver portato classe, esperienza, bravura, punti e – diciamolo – bellezza, Daniela deve aver portato ad Ostuni anche le maglie del Tuglie di tre anni fa: blu con bordi gialli.

Blu con bordi bianchi e rossi sono, invece, le divise della Tempesta. Entrambe sono molto fini, però sarebbe preferibile se anche nel volley valesse la prassi di altri sport per cui i colori delle due squadre in campo sono sempre diversi. Opinione personale.

Nel secondo set la Tempesta gioca bene solo a sprazzi; sembra non esserci una grande convinzione. Ostuni cresce e controlla il parziale.

Daniela realizza un punto aiutata dal nastro. Girandosi verso le compagne che la festeggiano mostra con un gesto eloquente quale parte del corpo è risultata determinante in questa fortunata conclusione. Viva la sincerità.

E’ il momento dei secondi tocchi di Paoletta. La piccina lo sa fare bene; è giusto che si conceda questa soddisfazione.

Sale un po’ di nervosismo in casa Tempesta per via di un paio di decisioni dei direttori di gara.

Un giovane tifoso tarantino, che sventola pericolosamente una bandiera nei pressi degli attributi di Gianluca, attribuisce al secondo arbitro l’appellativo di Caparezza.

E’ la pettinatura ad aver ispirato il nomignolo.

Il secondo set termina con un punto realizzato dal libero locale. Non me ne voglia la Tempesta, anzi auguro a Turchiarulo e a Cofanetto di mettere a terra almeno dieci palloni a testa, da liberi, nel corso del campionato, ma questa situazione per me assume sempre un certo fascino. La nostra Leo, peraltro, l’anno scorso ci ha abituati  bene.

E’ la prima volta, però, che mi capita di assistere ad un set-point messo a segno da un libero. La cosa non deve risultare molto divertente per coach Davide, ma congratulazioni a Simona Minetti.

Nel terzo set la migliore Tempesta.

Nonostante l’estro di Paoletta, i perentori primi tempi di Cuti, le strepitose diagonali di Daniela e i caratteristici lungolinea di Tonon, le ragazze tarantine lottano con i denti e ribattono colpo su colpo.

Se Sonia non ha molti palloni giocabili a disposizione, a farsi carico di un’esaltante rimonta è Eva D’Elia.

La Cubana è costretta ad uscire, ma Litti si impone con autorevolezza e con i muri, Cocca suona la carica e la Tempesta passa a condurre per 5-10.

Poi la formazione jonica cede terreno, viene scavalcata (16-13), ma ha un nuovo sussulto e si arriva così appaiati al 23-23. E’ un terzo set molto incoraggiante in prospettiva futura; la squadra può fare ottime cose.

Sul più bello, però, prevale l’esperienza e la saldezza di nervi delle brindisine che schiacciano i due palloni determinanti per la vittoria (23-25).

Ricordo che il sito della Tempesta è www.gruppotempesta.com.

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La busta del latte (3) - Federica Tonon

di skanderbeg69 (30/10/2009 - 07:30)

Due anni fa giocava nell’Ostuni. Resterà nella leggenda la sua prestazione contro il Centro Ester nella sfida che valse la permenenza nella categoria.

Lei è Federica Tonon, campionessa internazionale di beach-volley prestata (con risultati eccellenti, come abbiamo visto) al volley indoor, giocatrice veneta prestata alla Puglia.

Da quella stagione, però, non l’abbiamo più vista su un parquet. In un palazzetto sì, l’abbiamo vista, ma solo in veste di autorevole spettatrice a San Vito dei Normanni,.

Dove sarà adesso Federica Tonon? Magari si sta godendo un tramonto infuocato da una spiaggia delle Hawaii. Non sarebbe la prima volta, beata lei.

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (15/05/2009 - 13:43)

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?

Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.

Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.

Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?

No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.

Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?

Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.

Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?

La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.

Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?

Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.

La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.

Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?

Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.

E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.

Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.

In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.

Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?

A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.

Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?

Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?

Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.

A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.

Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.

Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.

Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.

Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.

A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?

E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.

Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.

Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.

Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.

Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...

Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?

Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.

Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.

Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.

Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]

Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?

Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.

Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.

Il primo campionato di Vincenzo Lupo.

Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.

Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?

Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.

Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.

Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.

E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...

Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.

Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?

La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.

La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.

E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.

A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.

Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?

Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.

Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.

I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?

Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.

Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.

Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?

Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.

E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.

Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.

Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).

Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.

La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.

Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).

Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.

Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.

Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.

Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?

Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.

A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?

Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.

Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.

Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.

Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.

L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.

Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.

Qual è lo stato di salute del volley pugliese?

A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.

Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.

A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?

Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.

Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.

NOTE

1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.

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Nati a Taranto-Ostuni 3-0

di skanderbeg69 (15/02/2009 - 15:00)

Sabato 14 febbraio 2009 – ore 19.00

Bella cumma’a ‘na rosa è il titolo di un brano del cantautore folk ostunese Tonino Zurlo, in omaggio alle nostre ospiti. E belle nell’aspetto come nel gioco sono state le “nostre” Ivana e Paoletta, senza nulla togliere ai meriti delle rossoblu, vittoriose e sempre lanciate alla rincorsa di Matera e Salerno.

Ma questa è la partita degli affetti e la cronaca sarà più mielosa del solito.

Fedele alla tradizione, la prima ad arrivare al Palafiom è Ivana, che precede compagne ed avversarie, anche se avversarie è una parola impropria. Poi arriva anche Paoletta. Le piccine nostre sono di nuovo a casa; ma dovete proprio giocarci contro...?

Sto uscendo dallo spogliatoio della Nati a Taranto, dove ero entrato a sistemare una cosa, mentre arrivano le prime atlete rossoblu, quelle attuali intendo. Sono ancora sulla porta dello spogliatoio quando una di esse, peraltro una delle più bone, entrando dice: “Michè, vieni, ti devo far vedere una cosa...”

Erano anni che attendevo questo momento.

Improvvisamente un raggio di luce illumina la sera, un’onda di calore riscalda questo gelido inverno, germogliano fiori nella mia testa, gli ormoni si risvegliano. Ovviamente, non mi faccio pregare; qualunque cosa intenda farmi vedere, sarà apprezzata.

L’illusione svanisce quando la giocatrice, accorgendosi della mia presenza, mi rivolge uno sguardo severo e interrogativo.

“Hai detto: Michele, vieni, ti devo far vedere una cosa...” – mi giustifico.

“Ho detto: MICHELA, non Michele! Ma vid’ a chistu...”

Non basterà il cd house ad attenuare il mio sconforto. Fra l’altro io preferivo quello del girone di ritorno dell’anno scorso, anche perché sappiamo tutti che cosa è stato il girone di ritorno dell’anno scorso. Ecco, quella magnifica impresa dell’allora Palafiom (24 punti in 14 partite) è un pensiero consolante.

La NAT ha le donne contate, ma anche gli uomini contati: l’assenza di Pino Russo, comunque, viene bilanciata dall’egregio lavoro svolto alla consolle da Massimo e Gianluca.

Formazioni.

Marcello Presta conferma “il sestetto del ritorno”: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Simona Leone libero con licenza di fare punti (ma oggi non ne farà).

Soltanto Silvia Mastandrea e Simona Mucci appoggiano le loro membra sulla panchina, dato che Désirée è stata precettata dalla Tempesta.

Coach Tonino Solombrino deve fare a meno di Daniela Casalino e utilizza Paola Marcianò in palleggio, Raffaella Pastore opposto, Ivana Gallo Ingrao e Sara Stefanelli di banda, Francesca Andriola e Grazia Rendina centrali, Simona Minetti libero. A disposizione: Milena Flore, Donatella Sacco, Maria Carmela Nigro, Gabriella Bongiorno, Veronica Parisi e Francesca Monopoli, caldamente invitata a riprendere a scrivere per retegialloblu.

Con l’Ostuni i rapporti sono molto buoni. Ci sono Ivana e Paoletta, sangue del nostro sangue; abbiamo gioito per la loro salvezza l’anno scorso (dopo esserci assicurata la nostra, ovviamente); c’è un allenatore bravo e galantuomo che stimiamo. E poi, personalmente, apprezzo molto il carattere con cui questa squadra continua a giocare e a sudarsi tutte le partite, nonostante una classifica disperata. Altri sarebbero stati sfiorati dalla tentazione del ritiro.

Mi sia, però, permessa una critica: chi cacchio ha mandato i numeri di maglia sballati all’Annuario 2009?! Per lo starting-six stè assèv’ pacce...

Primo set

Le nostre attaccanti spediscono fuori un discreto numero di palloni, mentre Pastore si fa valere a muro, Ivana schiaccia a terra e Stefanelli trova il mani-fuori: 2-6 per l’Ostuni e la serata si fa ancora più gelida.

Per fortuna ci sono Soninha e Cristiana a risollevare la Nati a Taranto (7-7), ma non è ancora la svolta. Approfittando della perdurante imprecisione delle nostre atlete (sei errori-punto, incluse tre battute sbagliate), Ostuni resta agganciata alle padrone di casa.

Si svegliano le nostre bande e fanno male (17-13) con tre punti consecutivi, ma il risultato torna in bilico per merito, cioè per colpa di una Paoletta magnifica: prima mura, poi compie la sua classica magia con un tocco di seconda che sorprende la nostra difesa (18-17).

Alessandra si rammenta che Marcella non è più palleggiatrice, dunque potrebbe anche attaccare ogni tanto, e le serve finalmente due palloni che la futura psicologa sfrutta a dovere (21-18).

Arrendersi mai, dev’essere il motto dell’Ostuni: Ivana a segno da posto quattro e servizio vincente di Paoletta (21-20). Baci, abbracci, bentornate, le piccine nostre, quanto vi vogliamo bene... Vuè ccuvvìde che mo le piccine nostre n’ fann’ ‘u scherzett’...? Ora state esagerando: rilassatevi o non ‘ngi assìte vive da ‘u palazzetto; otr’ ca baci e abbracci...

C’è anche Pastore, in verità (22-21).

A togliere le imbarazzanti castagne dal fuoco ci pensano Sonia e Michela: 25-21 e profondo respiro di sollievo.

Secondo set

Le nostre hanno sbagliato tanto e sembrano un po’ svogliate; due dati su tutti: 9 battute fuori misura nell’intera partita ed un misero muro-punto. Ma bisogna riconoscere che l’Ostuni è molto cresciuto rispetto all’incontro di andata, soprattutto in difesa. E poi – sarò forse poco parziale – mi pare che Paola e Ivana siano particolarmente ispirate.

Al rientro sul parquet c’è una novità per la NAT: dentro Silvietta al posto di Sonia.

Anche questo parziale, però, inizia nell’incertezza, almeno fino al 6-6 ottenuto dall’ennesimo capolavoro di Paoletta.

Poi c’è la riscossa rossoblu: praticamente tutte a segno nel break di sette punti che vale il 13-6.

Dopo un’invasione, Solombrino richiama temporaneamente Sara Stefanelli ed introduce Veronica Parisi. Stefanelli – ricordo – giocava a Nardò in serie C ed è una schiacciatrice molto interessante.

Sono, però, i nostri gioielli in esilio (due mani-fuori di Ivana, un punto di Paoletta) a rimettere in corsa le ospiti (14-10), ma quando poi Mucci, entrata al posto della Corallina, va a servire, sia pure senza salto, la Nati a Taranto chiude virtualmente il secondo parziale: break di 10 punti, 4 dei quali portano la firma di una Michela Benefico ormai implacabile.

Finisce 25-11.

Terzo set

Anche nel terzo set l’Ostuni sorprende la NAT, sfruttando, come nel primo parziale, i molti errori offensivi delle rossoblu (4-6).

Dopo il primo time-out tecnico, comunque, le joniche aggiustano il tiro e tutte le ragazze incrementano il proprio bottino personale di azioni vincenti. Bene Simona-di-metallo (5 punti nel set), Silvietta (4), Cristiana (4, incluso l’unico muro rossoblu della serata) preferita a Marcella (1) dalle mani fatate di Ale. Brava anche Leo in difesa e soprattutto Michela, davvero scatenata (6 punti nel set, 17 in totale).

Sull’8-8 c’è un attacco di Ivana: mani del muro e palla di poco fuori. “Dentro!” urla Marcella.

Pure fra amiche tentano di fregarsi...

Ma è solo per scherzare, come poi testimonia l’allegra risata della nostra centrale di fronte ad una stupita Yoghina.

Mucci adesso serve al salto e trova l’ace (11-9).

Zonca spettacolare: oltre al citato muro, c’è un pallonetto da esperta di balistica (anche se lei preferisce le calibro 22) ed una fast  imperiosa (18-12). Tanto impegno, però, le provoca qualche precoce capello grigio.

Simona-di-metallo e Silvietta si alternano al tiro da posto due, Michela spara l’ultima sassata e il punto finale è firmato dalla nostra giovane opposta, molto positiva stasera (25-17).

In classifica non cambia nulla: il fiato di Scafati è sempre sul collo e restiamo a -5 da Salerno e a -4 da Matera (Trani, per molti, è già... fuori concorso), che sono più o meno le temperature glaciali di questa serata invernale, con l’aggiunta di qualche brivido dovuto alle piccine nostre, soprattutto nel primo set.

Tabellino: TARANTO-Ostuni 3-0 (25-21, 25-11, 25-17)

Nati a Taranto: Zonca 8, Corallo 5, Benefico 17, Scaglioso 6, Mucci 5, Tinelli 4, Mastandrea 6, Certa 1, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 1.

Lightning Ostuni: Andriola 1, Flore NE, Sacco NE, Gallo Ingrao 7, Nigro NE, Marcianò 6, Pastore 8, Rendina 1, Stefanelli 4, Bongiorno 4, Monopoli NE, Parisi 0, Minetti (L) – All. Solombrino.

Aces 1, errori in battuta 2, muri-punto 3.

Arbitri: Vincenzo Gratis (LE) e Stefano Chiriatti (LE).

Durata set: 22’, 20’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.08’.

Altri risultati: Salerno-Sarno 3-1, Matera-Sala Consilina 3-1, Scafati-Tuglie 3-1, Benevento-Montescaglioso 3-1, Battipaglia-Molfetta 3-1, Nojaturi-Aversa 3-0, Trani-Potenza 3-0.

Classifica: Trani 51; Salerno 45; Matera 44; TARANTO 40; Scafati 38; Benevento 35; Sarno 32; Potenza 28; Tuglie 27; Molfetta, Nojaturi e Battipaglia 24; Sala Consilina 23; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Ostuni rafforza il secondo posto grazie a una multa di 55 euri per l’assenza dell’addetto agli arbitri. Recidiva.

Prossimo turno: TARANTO-Nojaturi, sabato 21 febbraio, ore 19, Palafiom, via Galilei.

Adesso molti si chiedono: ma arriverà o no una nuova centrale in casa rossoblu? E chi sarà? Lo ha domandato anche Gerry Scotti nel suo programma. E allora, visto che con Ivana questa volta ci siamo parlati dal vivo, al posto del sms, concludiamo con la schermata di Chi vuol essere milionario:

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Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT

di skanderbeg69 (28/01/2009 - 09:27)

Ivana e Paoletta giocano ad Ostuni ed hanno l’obbligo morale di impegnarsi e di fare quanti più punti possibile con la maglia gialloblu, che poi è giallonera. Anche contro la Nati a Taranto.

Lo sanno; lo sappiamo; è giusto così.

Però non possiamo dimenticare la storia di Ivana e di Paoletta, i loro anni trascorsi con noi e i sentimenti che le legano alla NAT.

Per questo lanciamo una campagna perché, in occasione della partita del 14 febbraio al Palafiom, le due giocatrici tarantine, in prestito all’Ostuni, possano cambiarsi nello spogliatoio della NAT. Poi, sul parquet, ci facciano pure 30 punti, non importa. Ma utilizzino il nostro spogliatoio.

      Sappiamo che la deontologia del buon giocatore non dovrebbe permetterlo perché bisogna condividere ogni momento pre e post partita con la propria squadra; serve la coesione, l’identificazione con i colori, ecc. Tutto giustissimo, ma per una volta chiediamo a coach Solombrino di chiudere un occhio e di consentire questa eccezione, in nome dei sentimenti.

In caso favorevole, ci si impegna a non fumare nello spogliatoio.

Per convincere Tonino Solombrino, ho preparato una cartolina che chiunque potrà scaricare e spedire all’allenatore ostunese.

Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT!

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L'oroscopo 2009 del Mago Trumpet

di skanderbeg69 (28/12/2008 - 09:12)

Anche quest’anno abbiamo consultato il mago Trumpet. Il noto astrologo, esperto nell’oroscopo dello sportivo, questa volta ha interpretato lo zodiaco squadra per squadra. Ecco il responso delle stelle per il 2009.

 

Aversa

La lotta per la salvezza è dura, davvero dura. La squadra deve puntare sulle giocatrici dell’Ariete e della Vergine, che attraverseranno una fase molto positiva a marzo e ad aprile, ossia nel momento decisivo del campionato.

Le nate in Toro sbaglieranno molti servizi; conviene sostituirle sistematicamente con un segno d’aria quando andranno in battuta. Molto buono il muro, grazie al contributo dei segni di terra che risulteranno più efficaci dei Pesci; questi ultimi, però, saranno più bravi degli Scorpioni in ricezione nei set dispari; viceversa, meglio Scorpioni dei Pesci nei set pari. Insomma, per evitare casini, le sostituzioni conviene che le decida il mago Otelma.

Brutta sconfitta il 24 gennaio.

Una centrale si fidanzerà con Gigi D’Alessio. Viaggio alle Maldive per una Bilancia. Colica a settembre per una Gemelli.

Neanche una doppia per la palleggiatrice tra marzo e aprile, quando Plutone passerà dal Capricorno.

 

Salerno

Se il campionato 2007-’08 è stato caratterizzato dagli infortuni, la stagione in corso, al contrario, sarà ricca di note liete. Tutte le giocatrici maggiorenni, infatti, resteranno incinte.

Mercurio in Cancro favorirà l’ottimizzazione della ricezione, soprattutto tra gennaio e marzo, quando a terrà non cadrà neanche la polvere. Venere in Sagittario, invece, favorirà la digestione, altro fondamentale significativo per questa squadra. Sconfitta per 3-0 in una città bimare della Puglia all’inizio di aprile a causa del passaggio della Luna in un supermercato.

Brilleranno in particolare le giocatrici del Cancro (che saranno circondate da splendide e sincere amicizie, in particolare una il cui nome inizia con la lettera T), del Capricorno (che faranno pace con un Toro privo di capelli), dell’Ariete (destinate all’A1 nell’arco di due anni) e dell’Acquario (successi in amore e in Borsa, a condizione di investire in fondi che non c’entrino con le imprese di Berlusconi).

 

Sarno

L’Acquario portato da Babbo Natale influirà positivamente sul piano dell’umore, dell’organizzazione e dei risultati. Marzo e aprile saranno i mesi migliori, sia in riferimento al campionato che al trofeo Bin Laden. Non acquistate oggetti di valore a giugno perché risulteranno taroccati e fidatevi dei nati sotto il segno della Bilancia.

Le schiacciatrici del Sagittario che si chiamano Veronica Carmen dovrebbero astenersi dallo scendere in campo il 10 gennaio e il 9 maggio perché rischiano fastidiose contratture; per il resto, saranno le indiscusse top-scorer in tutti gli altri incontri.

Consigliato il giardinaggio per le nate nel segno della Vergine, che avranno gratificazioni sia nello sport che nella politica. Peccato che abbiano scoperto il gusto della trasgressione e adesso saranno ammonite una settimana sì e una no.

Multa di 400 euro a maggio per avere la nonna di una giocatrice proferito insulti all’indirizzo del primo arbitro, per avere la stessa lanciato la borsetta su una giocatrice avversaria che aveva superato il muro della nipote e per avere la suddetta nonna, al termine della gara, dato fuoco con una bottiglia molotov al pullman dei tifosi ospiti.

 

Scafati

Ci saranno cambiamenti positivi soprattutto dopo che Marte sarà entrato nell’Ariete e cioè a partire dalla terza decade di gennaio, dopo la partita con la Nati a Taranto. Molto elevate le percentuali in attacco (grazie soprattutto ai Sagittari) e cifre da primato per i servizi vincenti, specie in riferimento ai segni di terra.

Ad aprile l’Amministrazione Comunale delibererà la costruzione di un nuovo palazzetto da cinquemila posti destinato esclusivamente alla pallavolo femminile e i lavori saranno completati a novembre.

Le nate in Toro dovrebbero essere più ottimiste; i nati nel segno dei Gemelli farebbero bene a a mangiare più yogurt e a scansare i ministri di Forza Italia quando li incontrano per strada.

Una giocatrice dell’Acquario farà un incontro fortunato in spiaggia ad agosto: potrebbe trattarsi di Massimiliano Rosolino, di George Clooney oppure di Olindo Romano. No, controllando meglio le stelle, è senz’altro Olindo Romano.

A maggio premio fair-play dalla FIPAV ed anche dalla FIVB, alla faccia degli smarties.

 

Sala Consilina

Ottima la salute delle giocatrici, straripante la forma fisica, ma – a causa del lungo stazionamento della Luna in Cancro - disastroso l’amore. Il coach sarà contento così; a lui che gliene frega se le atlete hanno problemi sentimentali? Basta che vincano.

Il segno più in forma sarà quello del Leone; lunga serie di primi tempi e di fast destinata ad interrompersi soltanto a fine marzo, prima del 29 per l’esattezza.

A Ramona Badescu verrà il piccio di giocare, forte della carica di capitana onoraria, e chiuderà la stagione con il 45% in attacco e il 60% di difesa perfetta.

Un Superenalotto giocato da un segno di terra in un autogrill della Basilicata potrebbe regalare vincite milionarie.

Con una giocatrice nata a Satriano di Lucania sotto il segno dello Scorpione con ascendente Capricorno sarà B1 assicurata nell’arco di due anni. Valla a trovare, però.

 

Battipaglia

I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. Una sfavorevole congiunzione astrale, infatti, caratterizzerà negativamente il loro girone di ritorno: percentuale d’attacco sotto il 10%, positività in ricezione intorno allo 0,5%, infiltrazioni d’acqua nell’appartamento, investimenti finanziari in caduta libera e cinque chiamate al giorno dai call-center.

Dal vivaio arriverà in prima squadra una sorprendente ragazza tredicenne, del segno della Vergine, che a partire da febbraio giocherà stabilmente, da titolare, in posto due.

 

Benevento

E’ indubbiamente l’anno degli Scorpioni sanniti. Si tratta di un segno che ha notoriamente successo in campo sportivo e sarà in particolare nel 2009 che questo segno vivrà esaltanti momenti di gloria. L’unica settimana critica sarà quella a cavallo del 7 marzo, quando gli Scorpioni del Benevento non riusciranno a mettere un pallone a terra.

Un’atleta del Toro sarà ingaggiata dalla squadra concorrente dell’Accademia Volley; una del Sagittario sarà invece ingaggiata da Al Qaeda e si farà saltare in aria in occasione di un incontro nel mese di febbraio. La FIPAV infliggerà al Benevento una multa di 150 euro per condotta antisportiva, ma la giocatrice kamikaze si consolerà in paradiso con 72 pallavolisti vergini.

Partita interrotta da un tifoso a maggio: invasione di campo per chiedere l’autografo di Miriam Napolitano. Non poteva aspettare perché dieci minuti dopo ci sarebbe stata l’ultima corsa del pullman.

 

Potenza

Henry John Woodcock sarà nominato presidente onorario della società a partire da marzo; la sua costante presenza sugli spalti condizionerà soprattutto le avversarie, per le quali saranno applicate misure cautelari detentive alla minima infrazione (ad eccezione del 21 marzo perché in quella data il p.m. sarà impegnato a Palazzo di Giustizia).

Problemi giudiziari anche per Katia Taddei, che sarà denunciata a novembre da Vigor Bovolenta per violazione del copyright relativo allo stile di battuta. La centrale lucana vincerà la causa: è Bovolenta che ha copiato.

Qualche delusione dalle atlete della Vergine, a causa di un film horror che turberà per due mesi la loro serenità; splendido stato di forma dei Gemelli.

Tranne uno sconcertante colpo a vuoto nella terza decade di marzo, Potenza disputerà un girone di ritorno strepitoso con medie da promozione. La rimonta prenderà avvio da una notte di luna piena in cui Clara Clemente apparirà in sogno a Paola Felicetti e le indicherà le zone del campo dove piazzare il servizio, consentendole una media di 15 aces a partita.

Per effetto del transito di Giove in Bilancia, Nello Caliendo prenderà il posto del subcomandante Marcos e promuoverà l’emancipazione degli oppressi sia nel Chiapas che in Basilicata, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Come, del resto, ha fatto fino adesso.

 

Montescaglioso

A metà febbraio l’ISTAT individuerà nelle tariffe d’ingresso al PalaWojtyla la principale causa dell’inflazione italiana e – dopo un richiamo del governatore della Banca d’Italia – il governo interverrà per calmierare i prezzi fissando d’ufficio il costo dei biglietti.

La vicenda Zuzù approderà alla Corte Europea di Giustizia, che darà ragione alla società lucana quando Urano entrerà in Sagittario, cioè nel 2018.

La svolta Rampino farà sentire i suoi effetti a partire metà gennaio gennaio; la sua carica agonistica nei riguardi, in particolare, delle proprie giocatrici indurrà la FIPAV a piazzare un cordone protettivo di Carabinieri tra il coach e la propria metà campo. Altro ricorso alla Corte Europea.

Sarà un anno brillante per le giocatrici dell’Acquario e dei Pesci; qualche problema di aerofagia per le nate nella Vergine e la positività in ricezione potrebbe risentirne, soprattutto il 3 gennaio e il 3 maggio. Bere meno bevande gassate è il consiglio.

 

Matera

Nel mese di gennaio, durante una partita casalinga, Michela Ristits schiaccerà il pallone con una violenza tale da provocare un buco nel parquet. Sgorgherà uno zampillo di petrolio. A quel punto la società lucana dovrà decidere se continuare il campionato al Palasassi oppure sfruttare il giacimento.

In autunno, quando il Sole transiterà in Ariete e Saturno si fermerà a prendere un caffè a Ferrandina, la Vecerkova crescerà di altri sette centimetri.

Un arbitro si rivolgerà al Club Alcolisti Anonimi dopo aver diretto una partita del Matera, poi si renderà conto che in realtà non aveva visto doppio. Erano le gemelle Romano.

Bella sorpresa per un Cancro in campo affettivo; multa per divieto di sosta per un Leone.

 

Molfetta

A marzo uscirà un nuovo libro di Gianrico Carofiglio, che accantonerà la figura dell’avvocato Guerrieri e si ispirerà a Maria Teresa Francioso per il ruolo di protagonista di tutti i suoi futuri romanzi.

Sarà un’ottima stagione per Gemelli e Pesci; anche per le nate nel segno del Cancro, ma solo a condizione di mangiare semolino per tutta la settimana che precederà una partita decisiva.

Bene il sesso per le nate in Toro; male le questioni condominiali per i segni d’acqua.

Un incontro a maggio sarà sospeso per smarrimento del pallone. Due giorni dopo, pettinandosi, Alessandra Nappi scoprirà che la sfera si era infilata ed era rimasta nascosta tra i suoi riccioli.

 

Trani

Teoricamente dovrebbe essere un anno brillante per la Primadonna, un anno di successi, grazie all’influsso di Nettuno in Ariete. Eppure gli obiettivi potrebbero sfumare a causa dell’irritazione delle stelle, che non hanno affatto gradito la partenza di una giocatrice dei Gemelli l’estate scorsa. Se entro aprile, quando la Luna entrerà in Toro, un dolce al cioccolato artigianale non entrerà in Trombetta, la B1 è destinata a sfuggire anche al termine di questo campionato. Ed è inutile grattarsi.

Per il resto andranno ottimamente le atlete della Vergine e quelle del Capricorno. Delusioni per i Leoni, ma soltanto in ambito sentimentale, economico, lavorativo, abitativo e politico; come rendimento sportivo sarà un anno magnifico.

A novembre Rosa Ricci sarà insignita del premio Nobel per la fisica in ragione del suo noto tocco di seconda. Le scarpe gialle di Mina Annese inserite tra i siti tutelati dall’UNESCO quali patrimonio artistico dell’umanità.

Le giocatrici del Capricorno continueranno a diventare sempre più bone.

 

Nojaturi

Ai primi di marzo un gatto farà invasione di campo e tenterà invano di  graffiare Stefania Topputi; quest’ultima prenderà il felino e lo scaglierà nella metà campo avversaria. Facendo punto.

Tai Aguero si recherà a Turi per fare una scorta di ciliegie Ferrovia. Non vedendola tornare, Barbolini si precipiterà in Puglia; invece della Aguero, incontrerà Alejandra Rodriguez e la porterà per errore nel ritiro della Nazionale. Con una media di 5,2 punti a set, la Rodriguez soffierà il posto alla campionessa italo-cubana.

Una giocatrice della Vergine girerà un film con Johnny Depp; una dell’Acquario, passeggiando per via Carmine a Noicattaro, inciamperà sul ministro Brunetta.

Da gennaio bisognerà rinunciare a Mary Ricciardi perché Barack Obama la chiamerà come consulente per le politiche giovanili nel proprio staff.

Novità all’Anagrafe per Annarita Fonsdituri: quando si gioca a Turi continuerà a chiamarsi così; a Noicattaro sarà refertata come Annarita Fonsdinoicattaro.

 

Ostuni

A partire dalla 5^ giornata di ritorno, quando Plutone entrerà in Bilancia, inizierà la grande rimonta della formazione di Solombrino.

Sarà fondamentale l’apporto delle giocatrici dell’Ariete. Le nate nella terza decade di marzo, in particolare, risulteranno MVP in tutti gli incontri del girone di ritorno, tranne uno a metà febbraio. Le nate nella seconda decade di aprile si assesteranno su una media di 28 punti a partita, ma a giugno, quando Venere uscirà dallo Scorpione, resteranno bloccate per tre giorni in ascensore con un docente universitario baffuto originario di Francavilla Fontana.

Una giocatrice dell’Acquario, bevendo dal bicchiere usato da Alessandra Piccione in un bar, ne acquisterà i superpoteri per un mese. Peccato che il mese sia luglio.

In compenso, saranno ottime le percentuali in attacco dei segni di fuoco.

 

Tuglie

Una centrale dell’Ariete, tentando di fare manovra, resterà incastrata nel parcheggio e salterà la partita con il Taranto ad aprile.

Quando Mercurio transiterà nella Vergine, ossia a febbraio, Ida Taurisano farà scoppiare il segnapunti elettronico, non abituato alla tripla cifra. Danni alla tensostruttura, ma la partita potrà proseguire.

Consigliato il Tai-chi-chuan per le atlete del Leone, il Sudoku per quelle della Bilancia e Dissenten a scopo preventivo, nella prima decade di settembre, per quelle del Toro.

Ottima stagione per i Capricorni. La Luna in Sagittario sarà, infatti, fonte di gratificazione soprattutto negli affetti, nello sport e nelle finanze. Arriverà anche una laurea ad honorem in Biologia per gli studi sul comportamento scaramantico delle formiche.

 

Nati a Taranto

A marzo salirà la tensione tra Italia e Malta. Prima Berlusconi toccherà il culo alla locale ministra maltese delle Pari Opportunità, poi Malta ritirerà l’ambasciatore ed avvierà un’inchiesta per molestie, infine l’Italia dichiarerà guerra all’isola disponendo un blocco navale. Il comando delle operazioni sarà affidato ad una sottotenente di vascello del segno del Toro. Quest’ultima finterà un attacco dal centro per poi occupare La Valletta con un attacco fast. Sempre per le nate in questo segno ci sarà un cambiamento nelle abitudini alimentari (prevalenza di lupini e cime di rape) ed uno, ancora più radicale, nel linguaggio. Quando risponderete in modo sistematico “Ce vue cchiànne?!” ai familiari che vi chiameranno da Novara, sarete diseredate.

Ottima stagione per i Pesci. In via di Mezzo le orate e le spigole saranno particolarmente ricercate.

Per i Pesci che giocano a pallavolo, inoltre, arriveranno risultati brillanti da gennaio a maggio e da settembre a dicembre. Dei mesi estivi, d’altra parte, non ce ne frega niente. L’abbronzatura sarà talmente forte che per le fotografie si farà prima a guardare direttamente il negativo. Buon investimento immobiliare. A ottobre i vostri telefoni saranno intercettati (ma non dal coach). Le amministrazioni di Fragagnano e di Roccaforzata dedicheranno a due giocatrici della NAT le piazze centrali dei due paesi.

Marte in Bilancia valorizzerà la creatività delle giocatrici nate nel segno dell’Ariete sia in campo sportivo che affettivo. Nel primo caso vi distinguerete per i primi tempi di spalla; nel secondo caso avvierete un legame sentimentale con un artista di strada mangiafuoco. Notevole risparmio sul gas in cucina. State attente ai luoghi affollati a luglio e comprate un Gratta e Vinci a dicembre.

Tori particolarmente attivi. A partire da febbraio allenerete due squadre contemporaneamente, una delle quali è una formazione maschile di serie A1 che gioca a Martina Franca. Ad aprile berrete per sbaglio un caffè prima di una partita. E’ un errore scaramantico; ve ne accorgerete e lo vomiterete dentro lo spogliatoio dell’arbitro. La partita sarà salva ma arriverà un’altra squalifica, questa volta di tre giornate.

Giove prepara due piacevoli sorprese ai Tori che giocano da libero: un sogno realizzato a giugno ed un colpo di culo a novembre, a condizione di acquistare un numero di Topolino.

Il 2009 sarà un anno interessante per i Gemelli. Saturno in Pesci non soltanto darà la parola alle nate in questo segno che giocano da palleggiatrici ma vi trasmetterà anche la conoscenza di tutte le lingue del mondo. Due 30 e lode prima di ottobre ed un gradito regalo a dicembre. Bevete acqua di Fiuggi ad aprile e non andate a Saturo per tutto il mese di luglio perché potreste essere aggredite dalle meduse.

Le nate in Gemelli con i capelli biondi e ricci otterranno ottimi risultati a scuola e grandi soddisfazioni nei contesti amicali. Ad aprile, pur di giocare, okkuperete il Palafiom e ritarderete di mezz’ora l’inizio della partita con il Salerno. Sarà l’intervento dell’assessore Contino a sbloccare la situazione; vi convincerà a sedervi in panchina in cambio di un vassoio di pasticcini; poi però l’assessore pretenderà di arbitrare i primi due set e di giocare da opposto i restanti parziali.

Un Cancro, quello che gioca nella NAT da otto anni, diventerà presidente della RAI e manderà a casa direttori e giornalisti leccaculo, inaugurando una primavera nel mondo dell’informazione che riporterà l’Italia tra i paesi civili. A gennaio scriverete una poesia, ad aprile chiuderete dodici scambi consecutivi con i vostri leggendari muri a cappuccio. A novembre vostra sorella vi caccerà di casa e dormirete per una settimana in piazza della Vittoria, sei notti su una panchina, una notte nel comodo letto dell’evento “Amore, svegliati”. Il Cancro che gioca da libero vivrà una stagione atipica: il coach continuerà ad esprimere osservazioni critiche sulla vostra ricezione, ma in compenso sarete top-scorer in almeno cinque partite. Matrimonio ad agosto con un vostro ostinato ammiratore e viaggio di nozze a Parigi, quando la Luna entrerà in Capricorno.

La Vergine è il segno eletto da Urano in buona parte dell’anno. Dopo aver presentato il festival di Sanremo, riceverete una lettera dal Club Italia. Non è la convocazione; sono le multe per l’utilizzo degli autobus senza biglietto da parte di Mattia, che ai controllori ha dato il vostro recapito. A maggio esprimete un desiderio relativo al vostro insegnante più antipatico; Nettuno in Ariete lo esaudirà. A fine agosto darete un mappino alla vostra compagna di beach-volley.

Crisi esistenziale per le nate in Bilancia: improvvisamente, ad aprile, pretenderete di giocare da centrali. A giugno troverete un lavoro gratificante e ben retribuito nel settore dell’informatica. Fastidioso torcicollo a maggio; chi è che non ha chiuso la porta del palazzetto? A settembre finirete sulla copertina del nuovo disco degli Iron Maiden e riceverete una proposta di ingaggio da un coach napoletano imbattuto (da primo allenatore) in tutto il 2008-’09.

      Un lunedì di febbraio gli Scorpioni telefoneranno a Sport & Sport a partire dalle 7 di mattina per tenere occupata la linea ed impedire che la prenda l’avvocato Bongiovanni. Ad aprile entrerete anche voi nella cordata Alitalia. A maggio farete un po’ di conti: avete speso un bel po’ di soldi per la squadra, però quante soddisfazioni, eh? Deciderete quindi di raddoppiare l’investimento per l’anno successivo. Ad agosto non prendete gelati al cioccolato perché vi sporcheranno la camicia cinque minuti prima di un’importante conferenza stampa.

Bel 2009 per i nati nell’Acquario. Soltanto a marzo vivrete un periodo di confusione: infatti, annoterete gli scout di vostra nipote (numero di ruttini, rigurgiti positivi e perfetti, quantità di pappine ingurgitate, ecc.) e cercherete di prendere in braccio, con qualche difficoltà, le schiacciatrici della NAT. Breve litigio con il primo allenatore ai primi di maggio; per dispetto, invece di filmare la partita, riprenderete con la telecamera un comizio di Giuseppe Quaranta.

Restando nello staff ma tornando ai Gemelli, un insigne medico pubblicherà un’importante ricerca scientifica sul fenomeno del gomito senza riposo.  Poi, però, sarà denunciato ai sensi dell’art. 674 CP per getto pericoloso di cose in quanto, esasperato dalle interruzioni delle immagini di una diretta della NAT (nonostante l’installazione di tutti i programmi possibili e immaginabili), aveva lanciato dalla finestra il proprio computer. Aver centrato in pieno Rossana Di Bello, comunque, sarà considerata un’attenuante, che confermerà, peraltro, l’esattezza della teoria di Fiamma sull’utilità sociale della caduta dei gravi e dei gatti. Viaggio nei Caraibi. A causa di uno zainetto sospetto acquistato all’Oviesse che farà impazzire i metal detector di un aeroporto pugliese, sarete trasferiti a Guantanamo per un soggiorno di un mese interamente pagato dalla CIA.

Sarà un’ottima annata per i Sagittari sul piano finanziario. A dicembre arriverà un assegno dalla Sicilia e vincerete diverse tombolate. Il Sole in Vergine garantirà solidità negli affetti mentre ad aprile un sogno rivelatore vi fornirà indicazioni preziose per il lavoro, per lo sport, per il futuro e per la salute. Peccato che eravate disattente; dormivate. Un’idea innovativa a marzo riguardo all’arredamento. Provate ad imparare il tango e adottate un cucciolo di ghepardo. Record di servizi vincenti a maggio e discussioni con un arbitro a ottobre che richiederanno l’intervento delle forze di interposizione dell’ONU.

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Prestiti, Solombrino scrive a Presta

di skanderbeg69 (09/12/2008 - 00:15)

Quando una giocatrice è in prestito ad un’altra squadra, di solito gli allenatori, quello “d’origine” e quello “adottivo”, si sentono periodicamente per confrontarsi sul rendimento e sulla crescita dell’atleta.

In questo momento, come è noto, la Nati a Taranto ha “parcheggiato” Ivana e Paoletta a Ostuni. Sarà che il cellulare è guasto, ma recentemente coach Solombrino, invece di telefonare, ha scritto un’email a coach Presta.

Entrando di nascosto in segreteria, ho notato che il computer era ancora acceso e così ne ho approfittato per stamparla. Leggiamola insieme in esclusiva:

 

      Marcè, ma chi cavolo mi hai mandato?!

Sul rendimento e sulla serietà non ho nulla da osservare. Ivana e Paoletta sono due bravissime ragazze, estremamente corrette e molto valide tecnicamente. Però hanno delle peculiarità di cui non mi avevi mai parlato l’estate scorsa, quando abbiamo concordato il prestito.

La nostra è una squadra completamente rinnovata e particolarmente giovane, lo sai. Il campionato è iniziato maluccio anche per questo e abbiamo bisogno di allenarci e di lavorare tanto per trovare la giusta intesa sul parquet.

E la tua palleggiatrice cosa mi combina durante i sei contro sei? Tocchi di seconda.

Tocchi di seconda a ripetizione, a profusione, a valanga. Uno dopo l’altro.

L’altra sera ho fermato il gioco e le ho detto: Paoletta, cortesemente, ci fai giocare un po’?!

Le stesse parole che pronunciasti tu l’anno scorso durante un allenamento all’Alfieri, soltanto che tu dicesti “vaffanculo” invece di “cortesemente”...

Né mi avevi avvisato di un’altra inquietante abitudine della ragazza, quella che la induce, di tanto in tanto, a camminare sulle braccia delle compagne.

E poi c’è un altro problema. Gli introiti del bar e del distributore di merendine sono crollati da quando la mamma di Paoletta viene ad assistere agli allenamenti. La dietologa inibisce le ragazze con il suo sguardo severo; soltanto Ivana resta indifferente e continua a strafocare a quattro ganasce.

Ecco. Ivana. Non parliamo di Ivana...!

E’ fortissima, sta tornando in forma. Però ho dovuto fare una convenzione con la casa farmaceutica Angelini, produttrice del Moment, perché quando si muove sul parquet, non capisco più niente.

Ora è in posto quattro; un istante dopo è in posto uno. E per spostarsi da una posizione all’altra, esce dal palazzetto e fa il giro dell’isolato. Sia pure in due secondi netti.

Le dico di giocare da opposto e lei gioca da libero; le dico di giocare da libero e lei va a schiacciare.

Marcè, ma tu come facevi a gestirla?

Meno male, comunque, che è una ragazza sempre allegra e sorridente.

Ciao

Tonino.

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Ciao, Celeste

di skanderbeg69 (04/12/2008 - 15:07)

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Ostuni-Nati a Taranto 0-3

di skanderbeg69 (12/10/2008 - 16:23)

Sabato 11 ottobre 2008 – ore 19.30

Questa partita passerà alla storia per l’esperimento della diretta on-line. Come temevo m’attocca fare il cronista, anzi il commentatore tecnico. Io...

Di conseguenza la cronaca e soprattutto le immagini del blog ne risentono, ma è stato un sacrificio in nome del progresso e della democrazia.

Già, la democrazia. Uno dei vantaggi di Internet è quello di creare, con pochi mezzi e con costi contenuti, canali informativi alternativi a quelli tradizionali controllati da una ristretta oligarchia. La televisione non è più necessaria e può essere sostituita da migliaia di altre fonti, più libere e eterogenee (ed anche più legittime se consideriamo che Rete 4 è abusiva).

Grazie a Internet, le televisioni da vomito (“deficienti”, secondo la signora Ciampi) e le agenzie di stampa tradizionali possono essere accantonate e chiunque può scegliersi le proprie fonti di informazione. Il sito di Marco Travaglio, ad esempio, piuttosto che i telegiornali di regime. Peacelink piuttosto che l’emittente locale che per anni ha intervistato quotidianamente, in ginocchio, la sindachessa del dissesto.

Anche la pallavolo nel suo piccolo diventa indipendente e la Nati a Taranto può essere seguita in diretta dagli appassionati. La qualità delle immagini (e dei commenti tecnici) di Jotv non sarà quella di Sky, ma l’emozione di vedere le proprie beniamine in diretta ripaga del gap. Ed è tutto gratis.

Insomma, come direbbe l’astronauta Neil Armstrong, quello di Ostuni è un piccolo passo sul parquet, ma un grande passo per l’umanità...

Ma la trasferta nella città bianca è anche e soprattutto l’occasione per ritrovare amici. Il riferimento non è soltanto allo stimato coach Solombrino, ma soprattutto alle nostre ex in prestito alla Lightning: Ivana e Paoletta. Vederle con le maglie di altri colori fa uno strano effetto. Lontane, poco lontane, nello spazio geografico, ma sempre nel centro di tutti i cuori rossoblu.

In tribuna ci sono ovviamente anche i genitori di Paoletta. Come è noto, Annarita porta fortuna e spero che la chiacchierata con lei e con Antonio, oltre che piacevole di per sé, rappresenti una scorta sufficiente di buona sorte fino alla partita di ritorno.

Sugli spalti molti tifosi tarantini ed anche il nostro opposto Sonia. Mi auguro che si sia seduta vicino ad Annarita così da ridurre i tempi di recupero.

Due parole per i tifosi ostunesi: nonostante le quattro sconfitte consecutive, il pubblico locale continua opportunamente ad essere vicino alla squadra, comprendendo le temporanee difficoltà della formazione gialloblu: è un gruppo nuovo, costruito da zero, in gran parte frutto del vivaio, età media molto bassa. Ci vuole tempo e pazienza, ma la squadra crescerà. E’ importante non abbandonarla. E se poi arrivasse anche qualche aiutino di mercato, beh, nulla è compromesso; bastano un paio di vittorie per rivoluzionare la classifica.

Coach Solombrino manda sul parquet Paoletta Marcianò (17 anni), Ivana Gallo Ingrao (26 anni), Veronica Parisi (20 anni), Sara Stefanelli (20 anni), Daniela Casalino (26 anni), Raffaella Pastore (37 anni) e il libero Simona Minetti (22 anni). In panchina: Gabriella Buongiorno (17 anni), Maria Carmela Nigro (17 anni), Donatella Sacco (18 anni), Milena Flore (16 anni) e Francesca Monopoli (20 anni).

Vengo a sapere che questa Francesca Monopoli è la stessa che prende gli scout e scrive gli articoli per il sito retegialloblu. Beh, se lei riesce a farlo giocando, forse posso farcela pure io commentando al microfono. Mi chiedo solo cosa succederebbe in caso di sostituzione: andrebbe in campo con il blocchetto? Dopo ogni scambio chiederebbe all’arbitro qualche secondo di tempo per annotare quello che è successo?

Purtroppo questa sera la mia curiosità non sarà appagata perché la Monopoli resterà in panchina.

Nati a Taranto. Coach Marcello quest’anno ha la panchina lunga; perché non usarla? E così oggi Simona Mucci gioca dall’inizio in diagonale con Marcella Scaglioso. ‘Stu fatt’ d’ ‘a diagonale ‘nu ggiurn’ di chist’ l’amma chiarì. Addò stè ‘sta diagonale tra palleggiatrice e opposto angòra non ‘nge l’agghie capìte... Tengo a precisare, comunque, di non aver esternato al microfono questo dubbio esistenziale.

Il sestetto è completato da Michela Benefico, Simona Corallo, Clara Clemente, Cristiana Zonca e Simona Leone. A disposizione: Silvia Buso, Désirée Fiore, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Il libero rossoblu aveva avuto una buona idea in tema di beneficenza prima di partire per Ostuni, ma Marcello è parso scettico.

Primo set

Dopo il primo punto di Clara, Ivana realizza il sorpasso con un bell’attacco riuscito. Ma siamo solo sul 2-1 e l’illusione dura poco; le schiacciate di Simona-di-metallo, unitamente a qualche errore delle gialloblu, daranno subito la fisionomia alla gara (2-4).

Simona Corallo forza il servizio e realizza un ace; Michela aumenta il vantaggio (3-7).

Mucci serve al salto, ma da una posizione un po’ troppo decentrata rispetto ai limiti laterali del campo e l’arbitro fischia l’irregolarità. E’ il regolamento e l’arbitro l’ha applicato bene. Però faccio un’osservazione più in generale: c’è un po’ di perfidia in alcune prassi dello sport, come quella di osservare un’infrazione che sta per compiersi ed aspettare che si compia per poi sanzionarla.

E’ come se un vigile urbano presidiasse un divieto d’accesso. Si avvicina un’automobile e il vigile - invece di avvisare l’autista che lì non si può entrare - si sposta, lascia entrare la macchina e un secondo dopo eleva la contravvenzione.

Non sarebbe stato meglio se l’arbitro avesse detto a Simona: “Giovane, prima di battere, spostati un po’ più al centro”...?

A segno la Pastore con un mani-fuori (5-10) e replica NAT con un break di quattro punti (Cristiana in evidenza). Molto bene Mucci, punto Casalino (7-16) e mazzata finale delle rossoblu con cinque punti consecutivi (7-21). Ivana è la top-scorer gialloblu di questo parziale (8-21).

Non si erano ancora visti muri attivi, ma Clara rimedia, mentre Michela è in vena di pipe. C’è un’azione piuttosto disincronica tra Marcella e Clara; il primo tempo non riesce (9-23), ma la nostra palleggiatrice non disdegna le conclusioni individuali e rimedia subito dopo lanciando la Nati a Taranto verso la conquista del parziale (9-25).

Bah, insomma, non si possono nascondere le difficoltà dell’Ostuni: ricezione molto lacunosa, che soffre quando la NAT forza il servizio, e la povera Paoletta ha davvero pochi palloni buoni da smistare verso le attaccanti.

Cinque dei novi punti gialloblu sono errori delle ospiti (tre in battuta).

Nati a Taranto con la giusta concentrazione; ora si tratta di mantenerla per tutto l’incontro.

Secondo set

Corallina poco precisa questa sera; il suo tiro lungo rappresenta l’ultimo vantaggio dell’Ostuni in questo incontro.

Ace di Simona-di-metallo su Ivana e Simona Minetti che si scontrano. E meno male che hanno fatto amicizia. Ma insomma, Ivana, non fare sempre casino; non sei più libero; fai ricevere l’amica tua in santa pace...!

La Minetti, a giudicare dalla maglia interna, dev’essere stata alla Notte della Taranta; non so se a quella di quest’estate o se a quella del 2007 perché mi pare che il logo fosse uguale nelle due edizioni.

Dopo qualche errore su entrambi i fronti, Ivana prova a schiacciare, ma Marcella la mura (3-5). Splendidi i due lungolinea consecutivi di Michela e parte la fuga della Nati a Taranto interrotta solo da un ace di Paoletta (6-10).

La nostra palleggiatrice non è da meno: tre servizi vincenti consecutivi a corona di una prestazione perfetta. Oggi Marcella ha fatto di tutto (muri, aces, distribuzione di gioco totale) e ha fatto tutto bene.

Sul 7-16 inizia la girandola di cambi. Nella Lightning entra la sedicenne Milena Flore non mi ricordo al posto di chi. Nella NAT entrano Desi per Simona Corallo e Alessandra per Marcella. Truciolina si presenta con un punto, Alessandra con una doppia.

Il vantaggio aumenta con un primo tempo di Cristiana e con qualche tiro fuori misura delle padrone di casa (8-20). Muro di Paoletta (10-20).

Entra anche Silvia. Nel commento tecnico esalto la sua bravura a muro e la capitana blocca un attacco gialloblu proprio con questo fondamentale, facendomi fare bella figura. E chi sono? Lo Zorzi dello Jonio?

A cercare il pelo nell’uovo (e sui peli coach Marcello avrebbe qualcosa da dire, ma mi riservo di esternare tali considerazioni nell’eventualità di un secondo commento on line...), la NAT sta commettendo troppi errori in battuta: già 7 fino adesso. E’ anche vero, però, che forzando il servizio abbiamo messo in crisi la ricezione dell’Ostuni impedendo loro di costruire il gioco.

Benefico scatenata nella fase finale del set e punto finale di Cristiana che stoppa un’azione d’attacco avversaria (13-25).

Terzo set

Coach Marcello conferma Ale in regia. Scatto rossoblu (0-4) ed una Clara Clemente stratosferica, con tre punti consecutivi, mette un precoce sigillo sul set (1-7).

Muro di Sara Stefanelli, ma i martelli tarantini riprendono a macinare punti. La Nati a Taranto è brava a mantenere la giusta determinazione per tutta la partita. Soltanto la Corallina sembra un po’ demotivata e spedisce out un altro pallone.

Punto Michi, punto Ivana (8-15).

Serve Paoletta. Invito i web-spettatori a tenere d’occhio il servizio insidioso della palleggiatrice ostunese, ma Paoletta spedisce la palla sulla rete. Non sono più lo Zorzi dello Jonio... La mia carriera di commentatore tecnico è stata stroncata.

Un ace, invece, lo realizza l’altra rossoblu in prestito, Ivana (10-16).

Michela, Alessandra e Simona-di-metallo incrementano il vantaggio (12-20); ormai si tratta solo di amministrare e sul parquet rientrano Désirée e Silvia.

Michi continua ad attaccare efficacemente da seconda linea e dopo qualche tiro fuori misura delle rossoblu, che sprecano i primi due dei dieci match-ball a disposizione, il set termina con il punteggio di 16-25.

Il campionato è lungo. Per noi e per l’Ostuni.

La NAT sta sfruttando bene un calendario (sulla carta) relativamente agevole. Non era agevole l’esordio con Scafati, ma le campane sono state “generose”; sembrava più agevole il derby con Molfetta e invece è stata una partita tiratissima. Comunque sia, dritt’ e stuert’ (come dice Cristiana Zonca...), sono 12 punti in quattro partite, senza un set perso.

 Ostuni ha perso tre potenziali scontri diretti, ma nulla è perduto, soprattutto se arriverà qualche rinforzo.

“Non credere impossibile quel che sembra soltanto improbabile”. [1]

E rivedere Ivana e Paoletta è stato un piacere immenso.

Altri risultati: Sarno-Salerno 1-3, Tuglie-Scafati 3-2, Molfetta-Battipaglia 3-0, Aversa-Noicattaro 3-2, Potenza-Trani 3-2, Sala Consilina-Matera 0-3, Montescaglioso-Benevento 2-3.

Classifica: TARANTO e Matera 12; Sarno e Salerno 9; Trani e Benevento 8; Tuglie 7; Molfetta 6; Potenza e Aversa 5; Scafati, Montescaglioso e Noicattaro 4; Sala Consilina 3; Battipaglia e Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Aversa, Battipaglia, Benevento, Matera, Molfetta, Montescaglioso, Noicattaro, Ostuni, Potenza, Sala Consilina, Salerno, Sarno, Scafati, TARANTO, Trani, Tuglie 0,00.

Ancora tutti a zero. Stranamente...

Prossimo turno: Noicattaro-TARANTO, sabato 18 ottobre, ore 18.30.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) SHAKESPEARE, W., Misura per misura, Atto V, Scena I.

Ringrazio Paolo per alcune fotografie.

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Verso Ostuni

di skanderbeg69 (10/10/2008 - 11:00)

Un autorevole lettore, attualmente domiciliato in Afghanistan, mi ha proposto di presentare, di volta in volta, le località in cui la Nati a Taranto avrebbe giocato. L’anno scorso lo abbiamo fatto solo con Manoppello, grazie al tempestivo contributo del dirigente Verino. L’idea, quindi, sfonda una porta aperta; il problema sono i contenuti.

Sintetizzare quello che scrivono le guide turistiche non mi sembra molto coinvolgente; meglio sarebbe riportare testimonianze dirette, impressioni, sensazioni personali o aneddoti. La storia della pallavolo a Manoppello, per esempio, mi sembrava molto suggestiva, ma non sempre possiamo contare su validi aiuti in loco. Vedremo di volta in volta.

La prossima trasferta, intanto, è in quel di Ostuni. Ci siamo stati un po’ tutti visto che è uno dei borghi pugliesi più belli in assoluto. Io ci andai per la prima volta in pernottamento con gli scout e ricordo che la notte, quando ci allontanavamo a piedi dal centro abitato, la città bianca sembrava un presepe.

Ma ad Ostuni c’è qualcuno che conosciamo bene: Ivana e Paoletta. Lasciamo dunque che siano loro a raccontarci, in poche righe, com’è la cittadina brindisina. Più precisamente, lasciamo che sia la sola Ivana:

 

Ostuni? SI MANGIA BENISSIMO!!!

Mamma mia, che vergogna, penso sempre ad una cosa... invece di visitare chiese, conoscere un minimo di storia ed acculturarmi un po’... NO, solo cibo!!!

Ostuni la conoscevo; ci sono spesso andata d’estate. Ciò che mi ha impressionata la prima volta è stata la tanta gente in piazza e innanzi la chiesa, non immagini lo sguardo dei tanti ragazzi quando alle 23 circa ci entrai: erano quasi increduli...

Poi sono rimasta colpita dalla quantità di turisti, dai carinissimi locali e bar ed ora ti posso dire degli ostunesi che sono persone veramente gentili e splendide.

E’ evidente che mi riferisco alla società, a partire dalla dirigenza e dall’allenatore per finire alle ragazze: ci sono le piccoline del settore giovanile dell’Ostuni che sono delle potenze, dei veri e propri peperoncini.

Il libero che casualmente si chiama Simona è una ragazza veramente socievole, spigliata, simpatica, di compagnia; con lei mi sono sentita subito a mio agio.

Le altre ragazze sono di Brindisi ed una di Maglie, anche con loro si è creato un bel rapporto. L’ambiente è tranquillo, nonostante le sconfitte...

Michè, non so più che scrivere...

Un bacione e mi raccomando sabato strombazza anche per me!!!

 

Ivana

NOTE:

La foto di Ostuni è tratta da http://it.wikipedia.org.

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La palla nella rete (2^ parte)

di skanderbeg69 (25/09/2008 - 15:40)

Restando in tema di Internet, è in edicola un interessante numero di Focus, il cui articolo di copertina è “Sei finito su Internet! E parlano male di te. Come difendere la tua reputazione online”. E’ un tema attualissimo ed anche inquietante, per certi versi.

Cosa c’è scritto su di noi in Internet? Com’è la nostra immagine? Quali siti che ci riguardano prevalgono nelle liste dei motori di ricerca? Cosa possiamo fare per migliorare la nostra immagine pubblica e perché è così importante salvaguardarla?

Rispetto a quest’ultimo quesito, c’è un dato piuttosto impressionante. Secondo l’articolo di Focus, sembra che il 20% dei selezionatori del personale cerchino in rete notizie sui candidati all’assunzione. Notizie non necessariamente legate al settore di lavoro in questione, ma che comunque forniscono indicazioni ritenute apprezzabili per valutare l’idoneità di un candidato.

Per quello che riguarda Skanderblog c’è ancora gente che continua a cercare i testi (mai pubblicati) delle intercettazioni telefoniche Berlusconi-Carfagna...

Scrivendo le parole chiave “intercettazioni Berlusconi Carfagna”, in effetti, il blog è al quarto posto; precede i siti del Corriere della Sera, di Repubblica, del Giornale. Sull’argomento, a dire il vero, ci sono molti altri blog (in Italia sono circa 3 milioni) che precedono gli organi di informazione veri.

      E c’è una vicenda per la quale non so se devo compiacermi o pentirmi: il finto ingaggio di Paola Cesario. Lo scopo era quello di mandare nel panico, bonariamente, i tifosi del Valenzano (in primo luogo), quelli di Scafati che avremmo affrontato tre giorni dopo (in secondo luogo) e quelli delle nostre concorrenti (in generale).

Mi sa che lo scherzo ha prodotto involontarie casualties of war e anche vittime, per così dire, di “fuoco amico”...

Chiarita ormai la bufala, resta la traccia. Cliccando su Google le parole “Paola Cesario” ecco quello che esce:

Perdonami, Paola...

Ogni tanto mi chiedo come sia possibile che giocatrici dalle brillanti carriere e che militano in squadre dotate di propri siti (dove, quindi, vengono nominate più di quanto faccia io) siano precedute sui motori di ricerca dalle fesserie che scrivo io...

Un altro esempio.

Alessandra Piccione la conosciamo tutti.

E’ un mito del volley; chissà quanti siti avranno lodato negli anni la sua classe immensa, quante interviste avrà rilasciato, ecc.; eppure cosa compare su Google?

Il biglietto della Lotteria Italia e l’aggressione di Hannibal Lecter...

Perdonami, Alessandra...

Ancora un altro esempio sulla visibilità online e sull’inaspettato “potere” di questo blog (potere che da un lato stuzzica il mio autocompiacimento, dall’altro mi spaventa).

     Pierpaola De Bonis ha pubblicato su una prestigiosa rivista di filologia, ermeneutica e critica letteraria, una ricerca su Seneca eppure la sua visibilità online (scrivendo su Google nome e cognome tra le virgolette) è preceduta da alcune mie considerazioni un po’ meno elevate (nomen omen, il destino nel nome e soprattutto nel cognome...), che risalgono all’amichevole dell’ottobre 2007.

Nulla di offensivo, ci mancherebbe. Anzi. Ma siamo sicuri che l’avvenente centrale mesagnese preferisca essere conosciuta per la sua bellezza piuttosto che per le sue produzioni letterarie?

Beh, comunque, al decimo posto, in fondo alla prima pagina di Google, c’è anche un premio fair-play vinto nel 2006. Direi che l’immagine online di Pierpaola è encomiabile da tutti i punti di vista; eventuali selezionatori sarebbero ben felici di assumere una candidata bella, colta ed anche corretta.

Non aggiungo altre foto di schermate Google per motivi di spazio, ma, per farci due risate, vi invito a cliccare su Google i nomi di Cristiana Zonca, militare giunta in città a seguito del decreto sicurezza; Clara Clemente, che ha sposato in segreto Sarkozy (un’altra nobile carriera bruciata e posta in secondo piano dalle mie cretinate...); oppure Marina Dimitrescu, il finto acquisto di due estati fa, una persona inesistente che adesso vive nella rete...

E’ rimasta in piedi un’altra questione: quella della pubblicazione delle fotografie in relazione alla privacy e in particolare alla privacy dei minorenni, ma ne parleremo più in là. Dico solo che, in base a una mia personale ricerca, possiamo stare tranquilli visto che le partite di pallavolo sono eventi pubblici e pertanto lo scatto di fotografie e la loro pubblicazione non sono vincolati al consenso.

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La palla nella rete (1^ parte)

di skanderbeg69 (24/09/2008 - 08:32)

Per i cosiddetti sport minori Internet rappresenta un’importante opportunità divulgativa. Quando i servizi sull’A1 di basket o di pallavolo vengono mandati in onda dopo il campionato dilettanti di calcio, bisogna trovare altre risorse.

Il web, per esempio.

L’importante è sapere dove cercare. Piano piano ho cercato di ricostruire una mappa dove poter attingere informazioni sulle nostre avversarie, ma anche sulla nostra squadra così come viene vista e giudicata all’esterno, soprattutto in occasione degli scontri diretti (la qual cosa ovviamente ci incuriosisce...).

Questa mappatura di links non pretende di essere completa; qualcosa può essermi sfuggita, ma in tal caso ogni segnalazione risulterà gradita.

Partiamo dai siti che definirei “generalisti”, forse fin troppo generalisti. L’indiscusso riferimento in Puglia è www.forzaragazze.it, dove vengono raccolte notizie provenienti dai parquet e dalle società pugliesi di tutte le categorie, dall’A1 alla 2^ divisione. Di solito sono le stesse società a trasmettere i propri comunicati stampa, quindi le notizie apparse su Forzaragazze appaiono, identiche, anche sui siti ufficiali delle società che li hanno inviati. Un “raccoglitore” di queste notizie è ovviamente una bella comodità. Ma ci sono anche squadre prive di siti che ottengono visibilità grazie a Forzaragazze, che pertanto svolge una funzione nobile e meritoria.

La personale critica che ogni tanto rivolgo a Monica è quella a cui accennavo all’inizio: troppo generalista. Cosa ce ne frega delle squadre marchigiane di A1 o delle squadre siciliane di altri gironi? Se ce ne fregasse, potremmo comunque cercare altrove. Meglio essere esaurienti per la Puglia, meglio essere un riferimento eccellente per la nostra regione (come effettivamente è) piuttosto che risultare lacunosi sull’Italia intera, no? Secondo me, sarebbe meglio se siti come Forzaragazze e Campaniavolley, tanto per fare due nomi, si “spartissero il territorio”, senza accavallarsi con notizie a doppione E’ solo un parere.

Altro sito tarantino che pubblica notizie di volley (e della Nati a Taranto) è www.blunote.it. Cercare il settore volley.

Poi, ovviamente, ci sono i siti internet della stampa locale (www.lagazzettadelmezzogiorno.it, www.corgiorno.it, www.tarantosera.com ed anche www.tarantoggi.it; quest’ultimo vi terrà aggiornati sulla qualità dei “buffet padronali” alle presentazioni della squadra).

L’equivalente campano di Forzaragazze è www.campaniavolley.it, dove convergono le notizie delle squadre di quella regione, dall’A2 in giù. Tenuto conto che nel nostro girone ce ne sono sette, la cosa ci riguarda molto da vicino.

Passiamo adesso ai siti delle singole società.

Cominciamo dal Trani, il cui sito ufficiale è www.aquilaazzurratrani.it. La formazione barese ha inoltre la fortuna di essere seguita da almeno due gruppi di tifosi particolarmente ben organizzati sul piano mediatico: gli Afecionados del sito www.afecionadostrani.it (con interviste, immagini, forum, ecc.) e i CUCS, il cui sito è http://cucstrani2003.spaces.live.com.

Molto bello anche il sito dell’Azzurra Molfetta: http://web.mac.com/promoace/azzurravolley/home.html, con una suggestiva raccolta fotografica e le schede delle giocatrici (speriamo che non vengano aggiornate tanto rapidamente...).

La squadra dell’Ostuni non mi pare che abbia un proprio sito, ma sicuramente ha un riferimento valido in www.retegialloblu.it/volley-femminile/homevolleyfemm.htm. In realtà qui ci si occupa anche di altri sport; bisogna “scacchiare” la sezione del volley femminile, disciplina coperta con notizie, immagini e interviste. Ci sono già le foto della prima partita e fa un certo effetto vedere Ivana e Paoletta con la maglia gialloblu (che a me sembra giallonera). Sigh... Comunque, un abbraccio!

Ben curati anche gli spazi web del Tuglie. In passato la squadra salentina godeva di uno spazio costante su www.tuglie.com/manifestazioni.asp (spazio che c’è ancora ed è sempre aggiornato); il sito ufficiale (non aggiornatissimo) è www.volleytuglie.it e inoltre dal 2008 c'è il sito "non ufficiale"  (come precisa l'autore nel commento al post) di Luigi Mighali, http://digilander.libero.it/tuglievolley/index.htm, il cui sfondo è l’interno del tensostatico. Quanti ricordi e quante emozioni...

Chiudiamo la carrellata pugliese con il Nojaturi, la squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi. Del Noicattaro non ho trovato nulla; Turi, invece, vanta uno dei siti tecnologicamente più evoluti (www.aspallavoloturi.it), però, da quando sono terminati i play-off della serie C dello scorso campionato, la squadra femminile non ha più dato segni di vita.

Bisogna dire che quello dei siti dormienti per tutta l’estate è un fenomeno piuttosto ricorrente, ma il silenzio di un sito così ben organizzato come quello di Turi (c’è persino il conto alla rovescia tra una partita e l’altra) mi lascia da pensare.

Spostiamoci in Basilicata. Potenza ha finalmente un proprio sito. Magari ce l’aveva anche prima ma non me n’ero accorto io... Il link è www.ascivolley.it/docs.

Matera e Montescaglioso, che io sappia, ne sono sprovviste. Per avere notizie sulle due società materane, si possono consultare www.sassilive.it, cliccando su Archivio Sportnews e poi su Volley, senza farsi distrarre dalla Frangetta dei Sassi..., oppure www.montescaglioso.net, dove, però, la divisione per argomenti non è altrettanto immediata. In compenso, ci sono contenuti extrasportivi interessanti, come la copia della ricevuta dell’iscrizione alla loggia P2 di Berlusconi.

Eppure io ricordavo che Montescaglioso un sito o un blog ce l’avesse. Mah.

Un giornale online che dedica uno spazio costante e qualificato alla pallavolo locale è www.ilquotidianodellabasilicata.it.

Veniamo alla Campania felix.

Sala Consilina ha un sito che d’estate va in vacanza ma durante il campionato dovrebbe funzionare a pieno regime. Molto buono: www.adiva.eu/antares.

Decisamente meno efficiente mi sembra il sito dell’AS Benevento Volley (fermo a maggio 2007...). Comunque c’è: www.asbeneventovolley.it/index.php. In ogni caso c’è anche un notiziario locale che si occupa di pallavolo: www.ilquaderno.it (come in casi analoghi, bisogna cercarsi il settore dello sport e poi quello della pallavolo). Mi sa, però, che prevalgono le attenzioni verso l’altra squadra sannita, l’Accademia.

Il sito del Centro Santulli Aversa dovrebbe essere www.pallavoloaversa.com, ma è fermo da giugno, quando la squadra sfiorò la serie A2.

Il rinnovato sito del Battipaglia è http://volleyclubbattipaglia.kynetic.it.

Da un paio di mesi è attivo un blog del Volley Scafati: http://blog.libero.it/volleyscafati/view.php?reset=1, come del resto avrete notato dalle visite reciproche. Forza, Antonio!

Non ho notizie di siti del Sarno. Questa società, comunque, mi sembra che trasmetta i propri comunicati stampa a notiziari online locali, come il citato Campaniavolley.

Salerno ha un proprio sito: www.scuolavolleysalerno.it. C’è anche un forum su cui talvolta sono state diffuse voci infondate; altre volte, invece, le notizie del forum hanno addirittura preceduto l’ufficialità risultando azzeccate.

Quello dei forum o dei cosiddetti “muri” dei tifosi è in effetti una questione complessa e l’equilibrio tra libertà di espressione e diffamazione è molto delicato, soprattutto in un contesto come quello sportivo, per natura abbastanza “caliente” e spesso incline a sfottò o peggio. D’altra parte è facile divulgare calunnie coperti dall’anonimato. Ma della visibilità online e dell’opportunità di non inquinare l’immagine in rete delle persone parlerò nella seconda parte.

      Un forum che io trovo “pulito” e simpatico è quello dell’Orion Napoli e qui introduco un appunto per i nostalgici. Chi volesse continuare a seguire le imprese delle napoletane, il riferimento è www.orionvolleynapoli.it. Al momento c’è una bella foto della dirigente Laura Loparco (che riporto qui a sinistra) a cui vorrei chiedere quale dentifricio usa, dati i riflessi splendenti che si riverberano dagli incisivi...

Le notizie sul Valenzano e le belle foto di PippOcchio le troviamo su www.aspav.it/2007/Default.asp. Fino a pochi giorni fa c’erano ancora le schede delle giocatrici del 2006-‘07, un po’ datate ma andava bene anche così. Ovunque giochi Virginia, mi rendo conto che non dev’essere facile eliminare la sua foto dal sito; Valenzano ci ha messo due anni... Per il resto, è uno dei siti migliori e più professionali. Il video della promozione ha emozionato anche me.

Il Massafra è sempre su www.volleymassafra.net e gli amici abruzzesi sono su www.arabonavolley.it/index.php (Manoppello) e www.volleyball-lanciano.it (Lanciano).

Il primario di Herat potrà di tanto in tanto dare un’occhiata a www.manfredonia.net, ma le foto sono poche. Io, ahimé, non ho più motivo di consultare quel sito, pur augurando alle all blacks sipontine di tenere alto l’onore della puglia nel girone in cui sono capitate, loro malgrado.

A proposito di foto, memore di quando ero costretto a raccattare immagini a destra e sinistra, faccio presente che chiunque, dai siti delle nostre avversarie, può acquisire le foto di questo blog.

Tanto, anche non lo permettessi, non potrei neanche impedirlo...

Correttezza vuole che si citi la fonte.

Come già in passato, c’è anche ampia disponibilità a trasmettere foto aggiuntive via email dopo le partite (solo, ovviamente, a siti ufficiali o di informazione, come quelli appena elencati; non a privati che non conosco).

I quotidiani cartacei locali (Corriere, Gazzetta, Taranto Sera, ecc.), in virtù di consolidati accordi informali, possono acquisire foto e pubblicarle anche senza citare la fonte.

Concludiamo con la notizia che la Nati a Taranto ha acquistato il proprio spazio sul web e fra non molto Buso e compagne potranno finalmente essere le protagoniste di un sito “serio”.

Io ho sempre detto che Skanderblog è il blog sulla Palafiom, non il blog della Palafiom, essendo io un tifoso, sebbene “privilegiato”. Fra un po’, quindi, ci sarà anche il sito della Palafiom, che nel frattempo è diventata Nati a Taranto. E’ una bella notizia; se ne sentiva il bisogno. Credo che ci completeremo a vicenda.

L’unico rammarico è che quando inventerò scoop fasulli, i lettori potranno verificarne l’attendibilità sul sito ufficiale... Devo approfittare di questi ultimi giorni.

 

NOTE:

La foto di Laura Loparco è tratta da www.orionvolleynapoli.it.

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Impressioni di settembre

di skanderbeg69 (15/09/2008 - 16:37)

Cerchiamo di dare un’occhiata alle nostre future avversarie, o almeno a quelle di cui conosciamo, sia pure sommariamente e per lo più attraverso i rispettivi siti internet, il nuovo volto.

Considerazione generale: sembrava che le squadre di B2 fossero destinate ad essere saccheggiate da quelle di B1, invece ho l’impressione che sia successo il contrario. La riduzione delle straniere avrebbe dovuto favorire un passaggio a scalare delle migliori atlete dell’A2 verso l’A1, della B1 verso l’A2, della B2 verso la B1. In tal modo le squadre “ferme”, le squadre “fatte in casa”, più centrate sui propri vivai, si sarebbero automaticamente rafforzate restando... se stesse. Invece sembra che ci sia stato un processo di osmosi tra B1 e B2. Complicandoci la vita, è chiaro.

    La prima partita di campionato, come abbiamo visto, sarà in casa contro lo Scafati e già si annunciano fuochi d’artificio visto che entrambe le formazioni sembrano essersi rafforzate. Dimentichiamoci la Tekla che lottava per la salvezza; la versione 2008-’09 della squadra del presidente Villani ha altri obiettivi, legittimati dall’arrivo di giocatrici valenti ed esperte come la brasiliana De Almeida e la pugliese Silvia Renna. E’ anche vero, però, che sono partite ottime e duttili atlete come Grimaldi, Amitrano, Melis e Salvati, ma i nomi delle sostitute che si vociferavano, se confermate, rappresentano un trampolino di lancio verso i play-off (ad esempio, Vinaccia e Boccia).

La domenica successiva si va ad Aversa. Il Centro Santulli dovrebbe essere l’altra squadra della città, quella proveniente dalla B1, non la Jambo Normanni affrontata lo scorso anno. Speriamo che non siano le stesse giocatrici che hanno sfiorato l’A2 altrimenti sarà triste...

Poi iniziano i derby di ottobre.

Prima riceviamo l’Azzurra Molfetta, che aveva condotto una campagna acquisti saggia ed encomiabile confermandosi come una splendida squadra. Poi è successo quello che tutti sappiamo, purtroppo. Comunque sono arrivate Valentina Testini (dal Valenzano, sebbene inattiva l’anno scorso), la centrale Paola Di Bucchianico (dal Ruvo, ma con esperienza in B1), l’opposto Valeria Brattoli e la giovane Marilena Fracchiolla. E soprattutto è rimasta la grande Mariateresa Francioso.

Per la 4^ di campionato si torna a Ostuni. Sulla campagna acquisti della squadra brindisina hanno influito le mutanti disponibilità finanziarie. Sembrava un’estate da favola visti i contatti con fuoriclasse straordinarie, poi i progetti si sono ridimensionati.

Non c’è più la fenomena Alessandra Piccione, tornata ad una categoria più consona al proprio valore (l’A2 con San Vito dei Normanni); non c’è più l’ottimo libero Morena Favino (altra carriera in fase di legittimo avanzamento: B1 a Viterbo); non c’è più neanche la match-winner della sfida-salvezza decisiva, Federica Tonon, al pari della palleggiatrice Lassandro. Insomma, il buon Tonino Solombrino deve ripartire quasi da zero, ma sono convinto che saprà costruire un’altra squadra capace di regalare bel volley ed emozioni alla città bianca. Una grossa mano gliela daranno certamente la nostra Paoletta con la sua creatività e (forse...) la nostra Ivana con la sua potenza. Ci sarà anche il killer Albino o si tratta di una voce incontrollata?

Il terzo derby stagionale è a Noicattaro-Turi. Onestamente conosco poco di questa formazione nata dalla fusione tra due società che l’anno scorso hanno conquistato i play-off della serie C (vincendoli, nel caso del Noicattaro). Speravo che fosse l’occasione per andare in pellegrinaggio nei luoghi dell’infanzia di Vincenzino Di Pinto a Turi, ma purtroppo si giocherà a Noicattaro. A rafforzare il roster sono arrivate una vecchia conoscenza pugliese, Betty Tortora (da Lucca), e Rosemary Riccardi (da Porto Recanati).

La 6^ giornata (ri)propone al Palafiom una squadra gloriosa, con trascorsi in serie A: Matera. La compagine lucana si candida ad un ruolo da protagonista per la promozione e gli ingaggi di Michela Ristits e di Micaela Vecerkova sono una certificazione di qualità per questa candidatura. Dalla B1 (Benevento) scende Arianna Amati a palleggiare e da Spezzano arriva la centrale Emanuela Romano. Da tenere d’occhio anche l’altra Romano, Jessica.

La successiva trasferta è a Benevento, squadra di cui non so nulla, se non che si tratta di una neopromossa in B2 che intende valorizzare un’eccellente “linea verde” e sembra far propria la massima secondo cui la squadra che vince non si cambia. Molte conferme, quindi, ma anche innesti utili ad affrontare la categoria. Ad esempio, la palleggiatrice Alessia Sigala (da Aversa, B2).

      Battipaglia si è rafforzata con Tatiana Lombardo (Pontecagnano, B1), con l’ex-massafrese Francesca Nolè e con Antonietta Dellomonaco, una delle protagoniste della salvezza dell’Ostuni lo scorso anno. Le atlete della NAT mi segnalano anche Ratiba (da Sala Consilina, C).

Tra le altre giocatrici della rosa: Antonella Miano, Giusy Palladino, Adele De Biase e il libero D’Andrea.

Il 15 novembre siamo di scena a Potenza.

Coach Caliendo riparte da una formazione estremamente competitiva che lo scorso anno ha fallito soltanto negli scontri diretti, stritolando senza pietà le restanti avversarie. Le stelle sono rimaste e le giovani saranno certamente cresciute; chissà che, zitta zitta, Potenza non si riveli la vera grande protagonista del campionato. Partite Micca, Vantaggiato e Sardone; dentro Carbonara (da Molfetta), Di Lucchio (da Rionero), Pontillo (da Santeramo) ed un’infornata di giovanissime promettenti.

Alla 10^ d’andata riceviamo Sala Consilina, società con un amletico problema di identità (campana o lucana...?). Sono arrivate Marida Troiano, Simona Ancora, l’ex-manfredoniana Moira Giovino, la centrale Giulia Radice (lunga esperienza in B1; ha vinto anche un campionato a San Vito dei Normanni), Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca (da Potenza, B2).

       A fine novembre si torna a Salerno. Ecco un’altra corazzata, una sicura candidata per la vittoria finale. La palleggiatrice Arianna Formisano (da Città Ducale, B2) avrà solo l’imbarazzo della scelta tra una rosa di attaccanti notevole (Gisela Scialacomo, Nunzia Campolo, Grazia Sforza, Annamaria Amitrano e forse anche l’inossidabile Antonella Cataldo). Al centro resta l’ottima Valentina Borrelli ed arrivano Viviana Vincenti (da Massafra), oggetto del desiderio di... tante società, e Antonella Salvati (da Scafati). Una squadra stellare.

Dopo la pausa dell’Immacolata la Nati a Taranto riassaporerà il gusto saporito e carico di ricordi della sfida con il Tuglie.

Nella squadra leccese continuo a vedere tanta Palafiom-NAT, non nei nomi ma nel carattere. E’ sostanzialmente la squadra che da anni primeggia in serie C, fatta a immagine e somiglianza di coach Scanferlato: grinta, serietà, spirito di sacrificio, coesione e silenzio operoso. Se anche fossero state soltanto confermate le atlete della scorsa stagione, Tuglie darebbe del filo da tocere a tutti. In meno c’è la Albino, ma in più c’è Ida Taurisano (ex Brindisi, B1), un’atleta che da sola può cambiare partite ed ambizioni. In più c’è anche la giovane Giorgia Valente, ammirata al Maria Pia in occasione delle semifinali regionali Under 18 (l’ex-brindisina vinse poi il titolo). Non dovrebbe più arrivare la Tonon; potrebbe arrivare Monica Casalino, altra giocatrice da B1.

Terzultima di campionato a Trani. Dopo aver fatto parte della triade che ha dominato la scorsa stagione, unica a conservare l’imbattibilità interna, la squadra di coach Chieppa non può nascondere il proprio obiettivo: vincere il campionato. Anche perché è ancora più forte dell’anno scorso. Restano quasi tutte le grandi fuoriclasse (dalla Ricci alla Balducci, dalla Caterina alla Bisceglia) e in più si registrano gli arrivi di Mina Annese (Valenzano), Palma Montillo (Altamura) e Rosalba Di Corato (Siracusa). Partono alcune colonne come Laura De Pinto e Isa Azzolini. Si congedano da Trani anche Barbara Krambeck, Antonella Civita e purtroppo Angelica Tricarico.

L’ultimo incontro in casa del girone d’andata è contro il Montescaglioso, che ha ritrovato la B2 dopo la controversa retrocessione della scorsa stagione. Altra campagna acquisti di qualità; basti pensare a Noemi Piscopo (Rieti, B1), alle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzhieva Svetoslavova (la “donna fatale”, al centro del giallo federale dell’anno scorso) e soprattutto a Mirela Sesti Nunes (Rovigo, B2, ma precedenti esperienze in A1). L’allenatore non sarà più l’uomo dei record; al suo posto è appena arrivato coach Lorenzo La Fratta.

       Si chiude a Sarno, un’altra neopromossa che difficilmente si accontenterà della salvezza. L’allenatore è una garanzia: coach Loparco, creatore lo scorso anno di un “prodotto” perfetto (l’Orion Napoli) che non a caso ha conquistato la B1. Oltre a Veronica Grimaldi (ex Scafati), che ci ha sempre fatto vedere i sorci verdi, sono arrivate (dalla B1) Veronica Masella, Cristina Comanzo e Valeria Ricciardi.

In conclusione, ci sono circa una dozzina di squadre che se lottassero per i play-off non ci sarebbe da sorprendersi. Quest’anno la lotta per non retrocedere dovrebbe essere abolita... “Salvezza politica” a tutti.

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Senz' 'e te nun pozz' sta'

di skanderbeg69 (13/09/2008 - 23:51)

Senz’ ‘e te nun pozz’ sta’ pecché tu m’appartien’,

senz’ ‘e te nun pozz’ sta’, ti voglio troppo bene,

senz’ ‘e te nun pozz’ sta’, mi sembra d’impazzire,

senz’ ‘e te nun ha cchiù senso, io vorrei morire.

(Gianni Celeste)

 

Scusate la dotta citazione filosofica dedicata, in particolare, a Ivana.

C’è una diffusa abitudine nel mondo dello sport: informare dei neoacquisti man mano che si raggiunge l’accordo per l’ingaggio e tacere degli atleti che lasciano una società. Il fenomeno è giustificato: l’annuncio del trasferimento compete alla nuova squadra e inoltre, talvolta, gli addii possono non essere consensuali o possono essere frutto di disaccordi o di sfiducia da una parte o dall’altra, o da entrambe.

E’ un terreno delicato. Però io trovo che sarebbe giusto informare i tifosi anche del destino dei propri ex-tesserati e non solo dei nuovi acquisti.

L’anno scorso questo blog lo ha fatto; proviamoci anche quest’anno, ricordando soprattutto quello che ci ha uniti e non quello che ci ha divisi.

Della Nati a Taranto 2008-’09 non faranno parte Rossella Garaguso, Manuela Voglino, Ivana Gallo Ingrao, Paoletta Marcianò e Valentina Moro.

Rossella Garaguso ha disputato due stagioni in maglia rossoblu: quella della brillante promozione in B2, a cui ha dato un contributo significativo, e quella dell’esaltante permanenza, durante la quale è rimasta più in ombra. La mia personale sensazione è quella di un talento non espresso al 100% (mano de fero spesso, mano de piuma talvolta...), ma la centrale manduriana ha comunque giocato partite strepitose ed è suo il servizio vincente che ha concluso formalmente e festosamente la scorsa stagione. Oltre agli aces e ai primi tempi creativi, Rossella ha dispensato spot pubblicitari e larghi sorrisi, interpretando questo sport con serenità ed allegria.

Nella prossima stagione giocherà nell’ambizioso Oria di coach Parentela, tornando, quindi, in una cittadina a cui la centrale ha voluto bene. Ricambiata. Chissà se sfilerà nuovamente per il rione Castello.

           Manuela Voglino. Troppo pochi tre mesi in rossoblu per lasciare il segno nella storia di questa squadra, anche in ragione di condizioni fisiche temporaneamente non ottimali che hanno certamente ridimensionato le sue potenzialità.

Non ho notizie del suo destino. Se giocherà, l’augurio di un meritato riscatto; se ha smesso, l’augurio di tante gratificazioni nella vita.

Gli infortuni hanno purtroppo segnato anche le ultime due stagioni di Ivana Gallo Ingrao. La giovane e al tempo stesso “storica” schiacciatrice della Palafiom-NAT ha compensato i noti problemi alla spalla con una generosità ed uno spirito di adattamento che oserei definire commoventi. Yoghina si è sacrificata in ruoli non propri, riuscendo peraltro molto bene e partecipando a pieno titolo ad alcuni dei più importanti successi della squadra (Oria-Palafiom 1-3 e Manfredonia-Palafiom 0-3, tanto per fare due esempi).

La Nati a Taranto senza Ivana è un’immagine a cui sarà difficile abituarsi, se non con la consolazione che, appunto, non ci si vuole abituare affatto. Il suo distacco dovrebbe durare lo spazio di una stagione: il tempo necessario a tornare in piena forma grazie a quelle schiacciate che faranno la felicità dei tifosi dell’Ostuni.

Restiamo ad Ostuni. Il grande ritorno di Marcella e la compresenza di due ottime palleggiatrici hanno spiazzato un’altra palleggiatrice la cui grandezza pure è indubbia ma è ancora “in itinere”: Paoletta Marcianò.

Si matura anche in panchina e in allenamento, è vero, però Paoletta nel 2008-’09 avrà l’opportunità di restare in serie B2 e al tempo stesso di giocare, visto che nella nuova squadra potrebbe partire da titolare. Come due anni fa, quindi, ritroveremo la nostra Paoletta da avversaria, in prestito. Allora fu la Tempesta; quest’anno la rivedremo in occasione dei derby contro l’Ostuni di coach Solombrino (garanzia che la ragazza è comunque in buone mani). Per lei sarà una grande opportunità di crescita e ogni esultanza di Paoletta sarà anche la nostra (tranne nei due derby, è chiaro...).

Salutiamo anche Simona Muraglia, un’altra “vittima” di Marcella che ha condiviso con la Nati a Taranto di serie B2 una sola stagione. Non nel senso di campionato, ma nel senso proprio di stagione estiva. Per lei la regia della Nati a Taranto Tempesta di serie D.

Una golden girl che invece ci lascia definitivamente dopo un’annata condizionata da un lungo infortunio e comunque non priva di soddisfazioni nei tornei giovanili è Valentina Moro.

Giocherà in serie C nel Massafra, dove in un certo senso era già di casa (Under 16). Piccolo scoop: la nostra Vale – come dimostra la schermata “intercettata” alcune settimane fa e che riporto qui sotto – è stata richiesta finanche in B1 dall’Orion Napoli.

Beh, da un tifoso dell’Orion Napoli, ad essere onesti.

Beh, da un tifoso che non ha visto giocare Valentina dato che in occasione dei due incontri con la compagine partenopea la nostra schiacciatrice era infortunata. Qualcosa mi dice che la richiesta del simpatico tifoso napoletano nasca da apprezzamenti di natura estetica piuttosto che tecnica. Data la bravura di Valentina, sono sicuro che entro un paio d’anni sarà richiesta in B1 anche per motivi tecnici (fermo restando, ovviamente, quelli estetici). Quest’anno si “accontenterà” di essere una delle più forti laterali della serie C.

A tutte le nostre ex-giocatrici, ex temporanee ed ex definitive, un grande abbraccio e l’auspicio di una stagione serena e ricca di soddisfazioni.

Colgo l’occasione per salutare altre ex che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere, cominciando dal top, la grande Marianna Masoni (a Urbino in A2), e poi naturalmente la cara Luana Zaby (che resta a Massafra), Roberta Manzacca (Athletic Bilbao) e Alessandra Passaro (Asilo Nido Lippo Volley).

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La Nati a Taranto cambia nome; si chiamerà Simona

di skanderbeg69 (20/07/2008 - 13:25)

  Coach Marcello ha ufficializzato l’ingaggio della seconda palleggiatrice. Si tratta di Simona Muraglia, proveniente dalla Tempesta Taranto (serie D).

Al di là delle considerazioni tecniche, l’arrivo della Muraglia, cognome più consono ad una centrale che ad una palleggiatrice, è l’ultimo atto di una vera e propria rivoluzione in seno alla società di via Golfo di Taranto.

Ormai non si può più tornare indietro; si cambia nome.

Né Palafiom, né Nati a Taranto, dunque; da quest’anno la squadra si chiamerà Simona, visto che con la Muraglia adesso siamo arrivati a quota cinque: due Simone schiacciatrici (Mucci e Corallo), due Simone liberi (Leone e Mereu) e adesso anche una Simona palleggiatrice (Muraglia).

A questo punto si è deciso di chiamare direttamente “Simona” tutta la squadra e così non ne parliamo più...

    Per tre anni su questo blog vi ho sempre chiamate per nome, ma adesso come si fa?

Non solo. Immaginate il casino che potrebbe succedere quando il coach, durante una fase di gioco, griderà frasi del tipo: “Simona, difendi il posto cinque!”.

Mezza squadra si precipiterà in quella zona del campo...

“Simona, presta assistenza a Silvia!”

E la nostra centrale sarà travolta da cinque compagne di squadra.

“Ale, la prossima servila a Simona!”

E la povera Alessandra se ne andrà in confusione...

Qua i casi sono tre.

O qualcuna cambia nome.

      O troviamo subito altri soprannomi. Se li avete già, vi conviene farmeli presente - nel vostro interesse - altrimenti li invento io.

Oppure completiamo l’opera e rastrelliamo tutte le Simone ancora tesserate per altre squadre.

La Nati a Taranto sembra orientata verso quest’ultima soluzione.

Coach Marcello ha consultato l’Annuario della pallavolo e sono già state avviate intense trattative con i procuratori delle restanti Simone.

Sembra difficile l’acquisto di Simona Califano, considerata dall’allenatore rossoblu il miglior libero dello scorso campionato (secondo me era brava anche la Favino, ma purtroppo si chiama Morena). L’atleta dell’Orion Napoli ha conquistato la B1 sul campo e difficilmente accetterà di scendere di categoria.

Meno irte di ostacoli sono le strade che conducono alle altre Simone presenti sul mercato.

Fra l'altro il caso vuole che siano quasi tutte pugliesi.

  Simona Romano (Tekla Scafati) ha vissuto una stagione poco gratificante non riuscendo a trovare molto spazio nel sestetto titolare dell’agguerrita compagine campana e si punta, quindi, sulla sua voglia di riscatto.

Oltretutto l’atleta brindisina ha un debito aperto con la Palafiom Nati a Taranto, avendo fruito di un passaggio in pullman in occasione dell’incontro di andata.

Poi ci sarebbe Simona Minetti, della Telcom Ostuni.

Ventuno anni, nativa di Ceglie Messapica, la Minetti è una delle giovani promesse del gruppo allenato da coach Solombrino reduce da un finale di campionato intenso ed emozionante.

La società gialloblu ha preannunciato una campagna acquisti con i fiocchi, ricca di fuoriclasse; in tal caso la giovane atleta potrebbe essere dirottata sulle sponde dello Jonio per fare esperienza.

Un altro obiettivo è Simona Marasco, schiacciatrice dell’Azzurra Molfetta, molto apprezzata nella finale di Coppa d’Oro (dal coach; io guardavo altro...).

In realtà, la Marasco è stata una delle prime riconferme ufficiali della società barese e dunque è fuori mercato.

Tuttavia, è ormai imminente l’arrivo in Italia di Marco Urago, che, con Trombetta, ha organizzato un blitz nella città adriatica per procedere al ratto della Vuovolo.

   Visto che s’acchiano, i due potrebbero rapire anche la Marasco, costringendola così a giocare con la Nati a Taranto.

Infine, Simona Cotellessa. Si tratta di una giovane giocatrice del Lanciano, classe ’95, di cui non abbiamo la foto. Tenuto conto che l’età media delle All Blacks si attesta sui 12 anni e mezzo, la Cotellessa avrebbe già raggiunto la soglia massima per il pensionamento e dovrebbe essere tagliata dal roster abruzzese. In tal caso subentrerebbe la Nati a Taranto.

E siamo a dieci Simone. Non bastano.

“Sì, il campionato a sedici squadre impone una panchina lunga” – conferma coach Presta. “Ma non è un problema. Costringerò Désirée a cambiare nome all’anagrafe, così risolviamo anche i dubbi sugli accenti. E poi ci sono due promettenti ragazzine che si stanno già allenando con noi e che potrebbero allungare la panchina: Simona Rinieri e Simona Gioli.”

 

NOTE:

Le foto di Simona Muraglia e di Simona Califano sono di Luca; quella di Simona Mereu è di Franco.

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A Scafati il trofeo Bin Laden

di skanderbeg69 (10/05/2008 - 11:11)

Il trofeo Bin Laden finisce a Scafati, dominatrice dello speciale torneo sin dalla 2^ giornata, quando a Potenza, “nel corso del 3° set, a gioco fermo, uno spettatore lanciava in campo un piccolo oggetto sferico che colpiva il primo arbitro ad una spalla; lo stesso spettatore, inoltre, proferiva frasi offensive all’indirizzo del direttore di gara.”

Il piccolo oggetto sferico - da quanto si è appreso – era uno smartie.

L’esito finale della competizione non era affatto scontata, tenuto conto dello spareggio-salvezza ad altissima tensione che si è disputato al tensostatico di Ostuni e che avrebbe potuto favorire la rimonta del Centro Ester Napoli.

Ovviamente sono molto contento per la salvezza conquistata dalla formazione di coach Solombrino e rinnovo le mie congratulazioni alla mitica Fenomena, a Federica (che merita un monumento per come ha giocato domenica), alla splendida Morena e ad una squadra tutta cuore che nel 2^ set è stata capace di rimontare 6 punti sul 17-23.

Però colgo l’occasione per spendere ancora una volta parole d’ammirazione per un Centro Ester che, come al solito, ha lottato con furore e che, anche domenica, ha saputo riaprire il discorso salvezza, peraltro in un contesto ostile. Non so sulla base di quale fantasia un quotidiano locale abbia avuto l’ardire di scrivere che l’Ostuni “si ritrova di fronte un Napoli demotivato e spento, ormai condannato alla retrocessione. Ed infatti i brindisini rispettano il pronostico: vittoria facile facile (!!!) all’Ostuni”...

Nello sport succede anche che giocatrici fino a quel momento encomiabili commettano un paio di errori, solo un paio di errori, ma nel momento meno indicato. E l’obiettivo sfuma. Beh, però, il talento e il carattere rimangono; si ripartirà da quelli.

Chiusa la parentesi, torniamo al torneo Bin Laden.

In assenza di multe all’ultima giornata, la classifica finale è la seguente: Scafati 1.350,00 euro; C.Ester Napoli 905,00; Lanciano 300,00; Trani 280,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Massafra 150,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Palafiom Taranto, Potenza e Valenzano 0.

I provvedimenti a danno di tesserati (ammonizioni, diffide, sospensioni e squalifiche), tracciano una classifica completamente diversa: Salerno 7; Trani 5; Aversa 4; C.Ester Napoli, Manfredonia e Massafra 3; Orion Napoli 2; Palafiom Taranto e Potenza 1; Lanciano, Manoppello, Ostuni, Scafati e Valenzano 0.

Le squadre completamente “pulite” sono dunque soltanto tre: Manoppello, Ostuni e Valenzano, con le baresi evidentemente campionesse di stile oltre che di pallavolo.

Per la cronaca, il provvedimento individuale della Palafiom è l’ammonizione a Sonia Tinelli nel derby con il Massafra. Un urlettino agonisticamente significativo che però ci ha macchiato la fedina penale...

A grande richiesta, comunque, visto che siamo in tema di bilanci finali, abbiamo monitorato l’evoluzione del buco nel calzino del nostro valente opposto.

Curiosità: solo il 39% dei provvedimenti a carico di tesserati riguarda atlete; ad essere più indisciplinati sono dunque dirigenti e allenatori. Beh, indisciplina è una parola grossa se pensiamo che tra gli ammoniti ci sarebbe anche Sasà, reo di aver sorriso...

Lo zero di Scafati sembrerebbe indicare una spaccatura tra le intemperanze del pubblico e il comportamento impeccabile dei tesserati. Però sappiamo bene che... insomma... lo spettatore misterioso che talvolta... bah, non voglio dire niente...

  Riguardo la citata multa di 290 euro in Potenza-Scafati c’è un giallo: pare che non sia stato... lo “spettatore” scafatese a lanciare gli smarties all’arbitro bensì un ragazzino lucano. Resterà uno dei misteri irrisolti d’Italia, come la strage di Ustica, come il giallo di via Poma, come l’origine dei soldi di Berlusconi, come le reali strategie politiche di Gaetano Carrozzo.

A gridare allo scandalo, però, è la Palafiom, ignorata in questa settimana dal giudice federale nonostante il vistoso e documentato lancio di oggetto in campo. Il sacrificio di Winnie the Pooh, che si è immolato per la società, è stato ignorato da una Federazione ingiusta e senza cuore. E’ una vergogna!

A Scafati 290 euro di multa per uno smartie; noi abbiamo lanciato un pupazzone grosso quanto tremila smarties e non ci hanno neanche diffidati...

E vabbè; vorrà dire che l’anno prossimo, per andare sul sicuro, useremo metodi più cruenti...

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (01/05/2008 - 07:48)

Partiamo da una tua critica a questo blog, “accusato” di aver esultato più l’anno scorso per la promozione in B2 che per la salvezza ottenuta quest’anno. Perché, invece, questa salvezza è più importante? E perché l’hai definita un grande miracolo?

Perché il livello tecnico della B2 è decisamente più alto e le difficoltà sono maggiori. L’anno scorso eravamo la squadra più forte del campionato di serie C e ne eravamo consapevoli; quest’anno non avevamo alcuna consapevolezza di meritare la salvezza, non all’inizio del campionato almeno. Era un obiettivo tutto da conquistare. Inoltre, prima dell’anno scorso, avevamo già concluso due stagioni arrivando ai play-off; eravamo abituati a vincere ed eravamo abituati a rapportarci con giocatrici diverse e di un altro livello.

Nel corso del campionato hai mai pensato di retrocedere?

Ho sempre pensato che ci fosse questa possibilità finché non abbiamo ottenuto la salvezza matematica. Dopo la sconfitta interna con l’Ostuni, a dicembre, credevo che fossimo già con un piede e mezzo in serie C. Eppure ad agosto avevo espresso la convinzione che ci saremmo salvati.

Da cosa nasceva questa convinzione?

Non era una convinzione, era uno stimolo. Speravo di riuscire a trasmettere alle giocatrici la mia aggressività e la mia voglia di vincere. Volevo trascinarle e indurle ad essere una squadra di combattenti che non mollano mai.

La vittoria sul Centro Ester significò già qualcosa? Fu un’iniezione di fiducia? Dimostrò che la B2 avremmo potuto giocarcela?

Al contrario. Per tutti noi fu un impatto durissimo con la realtà. In quella partita ci rendemmo conto di quanto fosse difficile questo campionato e arduo il cammino verso la salvezza. Scoprimmo il ritmo della serie B2. Lottammo strenuamente con una squadra che avrebbe dovuto essere una diretta concorrente e rischiammo di perdere quella partita. Fu un incontro durissimo. Non avevamo mai giocato a quei ritmi in serie C; non avevamo mai affrontato avversarie che “menavano” in quel modo. Già durante il riscaldamento le atlete napoletane sembravano extraterrestri. Nonostante la vittoria, ero molto preoccupato e capii che avremmo dovuto preparare ogni partita nei minimi particolari.

Qualche giorno prima, nel torneo pre-campionato di Bari, l’allenatore del Trani mi aveva fatto presente che la mia squadra sembrava capitata lì per caso. “Spaesata” era la parola giusta.

Dopo la partita con il Centro Ester dissi alle ragazze: “Qui ci sarà da soffrire e pure parecchio. Se queste lottano per la salvezza e giocano con ritmi del genere, figuriamoci le altre...”. Non eravamo ancora pronti; mentalmente siamo rimasti una squadra di serie C per una buona parte del campionato.

Poi venne il tracollo in casa con l’Ostuni a dicembre: partita disastrosa; la Piccione che ha fatto quello che ha voluto; penultimo posto in classifica, peraltro insidiato dall’Aversa. Cosa è successo dopo?

Quella sera pensai che avrei dovuto lasciare la squadra. Il sostituto che avevo individuato, però, era intenzionato a rivoluzionare radicalmente la formazione e questi cambiamenti mi lasciarono perplesso: mi sembrava di buttare alle ortiche tutto quello che era stato costruito, per anni, fino a quel momento. Non mi sembrava giusto. Non mi sembrava giusto neanche rassegnarsi alla retrocessione.

Il giorno dopo decisi di cambiare tutto: non le giocatrici, ma il mio atteggiamento, il metodo di allenamento. Analizzai quello che era successo fino a quel momento, rividi tutti i filmati per capire cosa non stesse funzionando. Iniziammo ad allenarci come una squadra che avrebbe dovuto salvarsi, partendo dalla difesa e dal muro. In realtà, erano cose che già sapevamo dall’inizio, ma nella testa eravamo rimasti ancorati ad un’idea di squadra e di campionato che non andavano più bene.

In quei giorni arrivò a Taranto Radames Lattari con il compito di salvare la Prisma. Era una situazione analoga alla nostra. “Copiai” il suo lavoro in allenamento, in particolare i suoi stimoli sul piano della motivazione. Bisognava metterci più cuore, più divertimento nel difendere. Per me la serie A era sempre stata Vincenzo Di Pinto; Radames mi ha offerto altri stimoli, completandomi come allenatore e facendomi scoprire il piacere di stare in palestra.

Le ragazze furono brave a non drammatizzare la situazione. Sono convinto che nello spogliatoio si siano dette qualcosa tra di loro; si sono guardate in faccia ed hanno reagito in modo fantastico. Tutte ci hanno messo il cuore, hanno iniziato a divertirsi anche in allenamento, hanno mostrato una grande determinazione nel non far cadere una palla a terra. “Divertirsi a soffrire” era diventato il nostro slogan. Centrammo l’attenzione sul gusto delle sfide, non solo in campionato, ma anche nelle partitelle a ping-pong. In realtà, alcune giocatrici il gusto della sfida ce l’avevano già nel DNA, dovevano solo tirarlo fuori. Altre no, non sapevano cosa fosse, si nascondevano, preferivano non esporsi per non sbagliare, preferivano evitare brutte figure piuttosto che tentare di fregare l’avversario.

Palafiom-Valenzano 2-3. Sconfitti, ancora penultimi, ma con un punto strappato alla capolista. Te l’aspettavi?

I primi due set furono molto deludenti e non emersero i progressi compiuti in allenamento, poi iniziammo a giocare con più coraggio. Ad essere sincero, però, in quella partita fece tutto il Valenzano, nel bene e nel male. Furono loro a calare improvvisamente. Direi che non fummo noi a conquistare il punto, ma loro a regalarcelo. Però, indubbiamente, quella partita cambiò qualcosa sul piano dell’umore.

Lanciano (2-3) e Napoli-Barra (1-3). Due trasferte che hanno proiettato la squadra in zona salvezza e da allora non si è più tornati indietro. E’ stata questa la svolta del campionato?

Lanciano. Quella è stata la svolta, il momento in cui è cambiato tutto. Tanto per cominciare, fu la prima trasferta in cui rinunciammo al pullman e utilizzammo le macchine, appena due macchine.

Per la durata del viaggio eravamo uniti, c’era contatto fisico, condivisione, dialogo. E si trattava di un dialogo nostro, senza distrazioni. Eravamo solo noi.

E poi fu la svolta anche sul piano del gioco. Giocammo una partita strepitosa, senza quasi far cadere la palla a terra e, quando cadeva, le ragazze si incazzavano. Lì riuscimmo a far maturare in partita i frutti del lavoro in allenamento. C’era tanta voglia di vincere; c’era comunicazione in campo. Era nata una squadra.

Peraltro, il Lanciano attraversava un buon momento, giocava bene, non cedeva punti alle squadre di media-bassa classifica.

Mi piacque anche l’atteggiamento “da rapina” che assumemmo: veloci in macchina, complicità assoluta, partita aggressiva e via di corsa a bere birra in autogrill...

E a Napoli?

L’unica differenza era Marco al posto di Mary. Ma fu una partita nel segno della continuità: tanto feeling, molta voglia di ridere e scherzare fra di noi, ma soprattutto tanta voglia di vincere ancora. Non pensavamo più al campionato; pensavamo alle avversarie volta per volta, partita per partita. Eravamo ormai in grado di reggere ritmi altissimi e studiavamo con attenzione le nostre avversarie. Per poterle mordere...

Mordere...?

Non lo dico io; ce l’ha detto qualche nostra avversaria. Avevano la sensazione che le azzannassimo...

Dopo le prevedibili sconfitte con Potenza e Salerno, la Palafiom ha raccolto 9 punti in 3 partite (Manoppello, Manfredonia e Massafra).

Potenza fu una brutta sconfitta, una delle peggiori del girone di ritorno (con Orion Napoli e Scafati). In Lucania, per reggere il confronto, avremmo dovuto giocare al 200% delle nostre possibilità e invece non giocammo neanche al 100%. Subimmo il loro modo di giocare e non entrammo in campo con la giusta mentalità vincente. Scorie del passato. D’altra parte non si poteva cambiare subito tutto.

Ma l’obiettivo era una mentalità vincente in cui non ci fosse spazio per gli alibi. Se c’erano ostacoli, bisognava superarli. E ora posso dire che di ostacoli ne abbiamo incontrati: infortuni, un solo allenamento alla settimana nella palestra usata per le partite, allenamenti quasi al buio all’Alfieri... Ma non se n’è mai parlato. Non ce ne fregava niente dei contrattempi; si lavorava e basta. Dovevamo e volevamo essere una squadra che fa i fatti, non le chiacchiere.

Manoppello, Manfredonia, Massafra.

Tre partite affrontate una alla volta e studiate minuziosamente. Le ragazze sapevano tutto delle avversarie che stavano per affrontare e avevano già maturato il gusto della sfida da vincere. Volevano vincere le sfide di squadra, ma anche le sfide individuali. Non è facile trovare questo atteggiamento nel volley femminile. E poi c’era grande comunicazione in campo: le ragazze leggevano bene la partita e la giocavano; in alcuni time-out parlavano loro, non io.

Di questa fase ricordo soprattutto gli allenamenti. Andavo volentieri in palestra e ne uscivo emozionato e stupito perché le ragazze facevano sempre più di quello che io mi aspettavo. Sì, ero stupito. Di come si allenavano e di come giocavano. Non ho mai avuto una squadra così e credo che questa stagione sia irripetibile.

Quanto ti ha preoccupato il tonfo interno con lo Scafati?

Zero. Un incidente di percorso.

Manfredonia e Ostuni. Due 0-3 in trasferta e Palafiom che, come l’anno scorso, sa scegliere bene le partite decisive da vincere. Sono state queste le due partite-capolavoro?

Manfredonia non tanto perché ci misero del loro anche le sipontine.

Ostuni sì. Quella è stata la partita-capolavoro. Lì ho visto un esempio di squadra vera. Lì ho visto tutte le mie giocatrici con gli occhi di ghiaccio: isolate da tutto quello che c’era intorno a loro, sicure dei propri mezzi e consapevoli di cosa bisognasse fare. Concentrate sulla vittoria.

Gli occhi di ghiaccio ce li hanno i giocatori vincenti, come quelli del Treviso che vennero a giocare a Taranto alcuni anni fa: sembravano computer che su ogni palla aprivano un file con le procedure da applicare. A Ostuni avevo un’intera squadra con gli occhi di ghiaccio; non mi era mai successo prima. Non mostravano alcuna emozione; volevano solo giocare e vincere, giocare e vincere. Guardare le avversarie, capire cosa vogliono fare e impedirlo, essere al top su ogni pallone, in ogni fondamentale.

Non hai chiamato un time-out quel giorno. E durante quelli tecnici o quelli chiamati da coach Solombrino non hai detto niente.

Neanche le ragazze. Non avevano da dirsi niente.

La Palafiom ha conquistato 16 punti in casa (per ora) e 16 in trasferta. I capitoli decisivi di questa salvezza, comunque, li ha scritti in trasferta. Come te lo spieghi?

Indubbiamente c’è qualche giocatrice che in casa sente troppo l’emozione. E poi fuori casa ci sono meno distrazioni e riusciamo ad estraniarci meglio. D’altra parte in casa c’è sempre gente che ride, che scherza e questo finisce col rappresentare una distrazione. E’ un aspetto su cui dobbiamo lavorare; bisogna restare concentrati ed avere occhi di ghiaccio anche al Maria Pia.

Dopo la brutta sconfitta a Manoppello (3-0) c’è stata la vittoria contro il Manfredonia (3-1); dopo il tracollo interno con l’Ostuni (0-3) c’è stata la bella prova contro il Valenzano (2-3) e poi la vittoria ad Aversa (0-3); dopo Scafati-Palafiom 0-3 si è andati a vincere a Ostuni con lo stesso punteggio e con una prestazione perfetta. Insomma, dopo le peggiori sconfitte, le migliori prestazioni. Non può essere un caso...

Dopo le sconfitte, soprattutto dopo sconfitte come quelle, ci siamo riuniti per discuterne guardandoci negli occhi e dicendoci in faccia quello che non aveva funzionato, talvolta a muso duro, ma io preferisco dire in modo onesto e aperto. I briefing del martedì erano severi, erano anche uno sfogo e forse qualcuno li ha vissuti come dei “processi”. Ma analizzando quello che avevamo sbagliato, senza – ripeto – cercare alibi ed a prescindere da chi era entrato in campo, poi ne uscivamo con una carica agonistica rinnovata. Perché siamo una squadra di carattere.

Battere Aversa due settimane fa e conquistare la matematica permanenza in B2 è stato più difficile del previsto. Perché?

Tanto per cominciare io ho sempre avuto grande rispetto per l’Aversa. E’ una squadra che all’inizio del campionato giocava veramente bene, ha sempre lottato, ha perso spesso con parziali alti e ancora adesso non ha mollato. Il sabato successivo, infatti, ha battuto 3-1 il Lanciano. Nessuna squadra l’ha affrontata schierando le riserve ed ha un paio di giocatrici molto interessanti. Talvolta nella pallavolo stai per vincere un set e poi qualche episodio lo compromette e quella sera resti a secco; a loro è capitato spesso e la classifica nei loro riguardi è troppo severa. Quindi, la mia squadra scese in campo sapendo che non si sarebbe trattato di una passeggiata e sapendo – al tempo stesso – che fallendo quell’appuntamento avremmo rischiato di non avere prove d’appello alla luce del calendario (trasferte a Valenzano e a Trani). Eravamo molto tesi.

Cosa ti è piaciuto della Palafiom di quest’anno?

L’ho già detto: il saper stare insieme e soprattutto gli allenamenti, che per me erano un piacere ed un’emozione. Esattamente il contrario dell’anno scorso, quando gli allenamenti mi annoiavano e ne uscivo demoralizzato.

Ma erano le stesse giocatrici...

Era diversa la sfida. Una sfida impossibile che abbiamo affrontato con umiltà.

Cosa non ti è piaciuto?

L’elenco è lungo... Ho sbagliato a portare in B2 tutte le Under perché hanno finito per assumere degli atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Ma mi assumo la responsabilità di questa scelta e di questo errore.

Non mi è piaciuta l’incapacità di mantenere con costanza la voglia e la mentalità vincente. Non abbiamo saputo battere il ferro quando era caldo, sia a livello di squadra che a livello individuale. Qualcuna non si è resa conto della grande e irripetibile occasione di crescita offerta da questa esperienza e non ne ha approfittato appieno per maturare ulteriormente.

E sul piano tecnico?

Siamo migliorati in difesa, nel rapporto muro-difesa e soprattutto a muro, fondamentale che ci ha permesso di costruire molte vittorie, di neutralizzare qualche giocatrice avversaria e, alla fine, di conquistare la salvezza. C’è stata una fase in cui – ne sono convinto – a muro eravamo i più forti del campionato.

Di contro, le nostre pecche peggiori erano in battuta e in ricezione. Abbiamo palesato scarsa fluidità nel cambio palla. Beh, se avessimo avuto anche quella, avremmo vinto il campionato...

Paoletta è stato un ritorno a casa e la militanza di Manuela nella Palafiom si è interrotta prematuramente. Alla fine l’unica vera novità della squadra è stata Simona Mucci. Soddisfatto della scelta?

Simona Mucci è una mia scommessa e quando scommetto su una giocatrice sono testardo, devo vincere. Lei aveva giocato solo in serie C con l’obiettivo massimo della metà classifica; non aveva mai vinto niente. E’ un po’ emotiva, avverte la tensione della partita ed è una di quelle che la avvertono più in casa che in trasferta. Dovrà imparare ad avere occhi di ghiaccio anche lei, ma farò di tutto per farla arrivare il più in alto possibile perché so che ce la può fare. Io ci credo. E aggiungo che è un piacere lavorare con lei.

Alessandra Certa e Michela Benefico sono due giocatrici che hai fortemente voluto in squadra qualche anno fa ed alle quali credi molto. Mi pare che si siano adattate bene alla nuova categoria e nei rispettivi ruoli non sono molte le giocatrici più brave di loro. Possono crescere ancora?

Alessandra e Michela hanno ancora margini di crescita enormi e di cui neanche loro sono consapevoli. Lo vedo in allenamento. Possono arrivare molto in alto, ma devono avere più voglia di fare bene e di sfondare; devono capire che ogni pallone giocato in allenamento è importante e può servire alla loro crescita. Soprattutto Michela deve imparare a pretendere di più da se stessa, a non accontentarsi.

Al pari di Mucci, sono due mie scommesse e ricordo che quando le presi in squadra ricevetti molte critiche: “Dove devi andare con quelle?”...

Beh, credo che siano già due scommesse vinte.

Clara Clemente, invece, è la colonna di questa squadra. Potrà esserlo anche in futuro o si appresta... a vincere il secondo premio alla carriera? Cosa le consiglierai?

Se riuscissi ad ingaggiare una centrale più forte di lei, le consiglierei di smettere; altrimenti sarò costretto a tenerla ancora... (ride)

Clara, con la sua costanza e la sua voglia di vincere, è la bandiera di questa squadra e per me è la centrale più forte del campionato. E’ vincente; nessuno mura come lei e fisicamente è integra, sta bene. Se lavorasse un po’ di più con i pesi sarebbe meglio... ma potrebbe tranquillamente giocare almeno per un altro anno. Lei è l’anima di questa squadra ed è in grado di trasmettere la sua tecnica e la sua mentalità vincente a chi è disposta ad apprendere. E’ un punto di equilibrio e di riferimento, per tutte. Non molla mai, in allenamento e in partita; vorrei averne di giocatrici con le palle come lei... Su questa salvezza c’è tutta la sua impronta.

Clara fa parte di una generazione di giocatrici (giocatrici, non atlete) di un altro livello, che hanno nel sangue l’umiltà, la determinazione, la dedizione al lavoro, la voglia di vincere. Sono abituate ad allenarsi anche sei ore al giorno e non lavorano per lavorare; lavorano per vincere. Lo vedo in Rosa Ricci, in Antonella Cataldo, in Paola Michieletto, in Giusy Caterina e in altre che giocano ad ottimi livelli in B1 e in B2. Fra l’altro negli sport la soglia anagrafica si sta alzando e quindi sono convinto che questa generazione resterà ancora al top per un bel po’ di tempo. Basta vedere quello che fanno in campo.

Clara ha disputato il miglior campionato da quando gioca con noi. Di contro, è una rompicoglioni, ma pazienza...

Le altre centrali: Silvia Buso e Rossella Garaguso.

Silvia è stata una bella sorpresa. Forse neanche lei credeva di poter giocare in B2 e invece, accantonata un po’ di abulia in campo, ha fatto ottime cose, soprattutto a muro.

Rossella ha dato un valido contributo, ma, per le potenzialità che ha, potrebbe fare molto di più.

Per gli opposti, Sonia Tinelli e Ivana Gallo Ingrao, è stata un’altra stagione limitata da condizioni fisiche non ottimali.

Sì, Sonia ha avuto qualche problema fisico, ma quando è stata in campo la sua presenza si è sentita in modo importante. Ha disputato un ottimo campionato, una delle sue migliori stagioni. E’ stata trainante in tutte le nostre vittorie.

Ivana forse ha sottovalutato i tempi di recupero, che, dopo un intervento come quello che ha subìto, non sono inferiori a un anno. Però ha saputo aiutare la squadra in ogni momento ed ha accettato, suo malgrado, il ruolo di libero e le sono grato anche per questo.

Anche quest’anno tre giocatrici si sono alternate nel ruolo di libero (Manuela Voglino, Simona Mereu, Ivana Gallo Ingrao). E’ una maledizione o una tradizione?

Diciamo che ormai è una tradizione. Purtroppo Simona non si può allenare finché non supera i problemi fisici che l’affliggono in questo periodo. Ma in prospettiva può fare tanto, ha piedi veloci, ottime potenzialità e tempo per crescere.

E passiamo alle cosiddette “piccine”: Silvia Mastandrea, Paola Marcianò, Valentina Moro, Désirée Fiore.

Siamo stati l’unica squadra in Italia a far giocare con una certa costanza una ragazza del ’92, Silvietta, e poche squadre presentavano una seconda palleggiatrice del ’91 e tre atlete del ’92 in organico.

Silvia. Tecnicamente mi ha regalato belle soddisfazioni perché è migliorata tantissimo in attacco. Ora deve migliorare anche negli altri fondamentali, ma la sua crescita è stata esponenziale, come del resto quella delle altre “piccine”.

Désirée. Lei gioca a pallavolo soltanto da tre anni e questa mancanza di esperienza le provoca un po’ di insicurezza, ma anche lei è cresciuta tanto ed ha ottime potenzialità. E’ quella che si è inserita meglio nel gruppo e che sa sfruttare meglio l’esperienza delle grandi, apprendendo ed assorbendo come una spugna. I risultati sono evidenti. Conto molto su di lei.

Valentina. Ha avuto la sfortuna di farsi male a inizio stagione e questo ha compromesso inesorabilmente tutto il suo campionato. Vorrei che fosse meno sospesa nel mondo dell’immaginazione e più legata alla concretezza della realtà; vorrei che affrontasse in modo più deciso il lavoro in palestra e che si integrasse meglio nel gruppo, accettandone anche gli scontri. La vorrei più concentrata sull’obiettivo condiviso dalla squadra piuttosto che sui risultati individuali. Ma indubbiamente anche lei è molto cresciuta dal punto di vista tecnico.

Per Paoletta il discorso è molto più complesso in ragione del ruolo. Una palleggiatrice inizia a capire la pallavolo intorno ai 25/26 anni. In Italia, anche nelle nazionali pre-juniores con le quali ho collaborato, abbiamo commesso un errore considerando le palleggiatrici al pari delle altre atlete. Non è così. La palleggiatrice deve possedere sensazioni che le altre non hanno e deve maturare in modo diverso. Serve tanto lavoro e tanta esperienza. In Italia si è puntato sulle qualità fisiche e sulle potenzialità tecniche trascurando l’esperienza, la gavetta, i palloni giocati.

I risultati sono, ad esempio, che Manuela Di Crescenzo, classe 1988, avrebbe dovuto essere la titolare del San Vito dei Normanni in A2 e invece ha giocato quasi sempre Serena Masino, 1983, che non era mai stata oltre la B1. E ha giocato bene.

Eleonora Lobianco non è mai stata nelle nazionali giovanili eppure adesso è una delle più forti alzatrici del mondo e continua a migliorarsi.

L’età è importante e le compagne esperte non sempre riescono a giocare con una palleggiatrice giovane, mentre, al contrario, non è raro vedere palleggiatrici che giocano fino a 45 anni.

Alle palleggiatrici giovani e quindi alla nostra Paoletta si richiede molta pazienza e molta umiltà. Devono avere la capacità di allenarsi sapendo attendere il loro momento e riuscendo a rinviare la realizzazione dei sogni e delle aspirazioni. In altre parole, devono diventare adulte prima delle altre.

Paoletta è molto migliorata quest’anno e forse neanche lei stessa ne ha preso coscienza. E’ un’altra palleggiatrice. Ma la tecnica e la fantasia, che sono importanti e che lei già possiede, non bastano; deve comprendere più profondamente il senso del suo ruolo in campo e in squadra. In B2 è una delle più giovani, forse l’unica del 1991 ad essere scesa in campo, ma deve avere molta pazienza. Sono molto soddisfatto di lei e di quello che è diventata in questi mesi; tutto quello che sta facendo, per me, è positivo, ma non deve avere fretta.

Parlando in generale delle più giovani, vorrei che riuscissero a mettere più cuore in quello che fanno e che cogliessero le opportunità offerte loro in allenamento.

Diamo un’occhiata alle avversarie. La classifica rispecchia i valori visti sul parquet?

Sì, credo che alla fine la classifica sia questa. Fra le prime tre c’è pochissima differenza e probabilmente, in questi casi, un briciolo di fortuna in più aiuta, ma i valori sono quelli. Valenzano è la squadra più forte e più continua; merita di vincere il campionato. Tranne gli scontri diretti, ha perso solo due punti per strada (a Salerno e a Taranto).

Anche tu eri un esordiente in B2. Hai visto la pallavolo che ti aspettavi? Quali considerazioni tecniche ti senti di fare?

A giudicare da quello che mi hanno riferito i colleghi, il livello tecnico è stato maggiore rispetto all’anno scorso. Noi abbiamo affrontato il campionato senza pensarci troppo e senza grossi timori. Un nostro grosso limite, soprattutto all’inizio, era la scarsa conoscenza delle giocatrici avversarie, ma direi che ci siamo comportati egregiamente.

Ruolo per ruolo, le giocatrici avversarie che ti hanno più impressionato quest’anno (escludendo le ragazze della Palafiom). E’ una tradizione; facciamo il sestetto ideale:

Come palleggiatrice, Sabrina Cosentino (Valenzano). Peraltro, l’ottimo rapporto con coach Zambetta ha favorito un frequente scambio di video e quindi ho imparato a conoscerla anche in questo modo. Molto brava, davvero. E ho apprezzato anche la sua crescita nel finale di campionato.

Come opposto, devo dire che quest’anno dai posti due non abbiamo visto scintille. Io premierei la continuità di Aurora Avena (Potenza).

Come prima centrale (e sottolineo che abbiamo deciso di escludere le nostre...), sicuramente Paola Michieletto (Valenzano), molto continua anche lei.

Poi le scelte si fanno più difficili. Come seconda centrale, c’è una rosa di nomi, alcuni dei quali, in realtà, corrispondono a prime centrali: Valeria Tavolari (Valenzano), Giusy Scarale (Manfredonia), Viviana Vincenti (Massafra), Barbara Krambek (Trani) e Raffaella Balducci (Trani), che ha concluso un grande campionato.

Io, però, vorrei indicare una ragazza giovane che sicuramente ha dimostrato di essere all’altezza e che ha un grande futuro davanti a sé, Angelica Muscillo (Potenza).

Battaglia dura anche tra i posti quattro... Ma ci sono almeno tre grandi laterali: Alessandra Piccione (Ostuni), Nunzia Campolo (Orion Napoli) e Giusy Caterina (Trani).

Sul libero, invece, ho meno dubbi e indico con convinzione Simona Califano (Orion Napoli).

Non sarebbe corretto chiederti qual è stato il coach più bravo, trattandosi di tuoi colleghi. Però, per chi faresti una menzione particolare?

Tutti bravi, ma anche tutti molto corretti. Si è creato un bel rapporto di amicizia e di collaborazione. Penso, in particolare, a Piero Zambetta, ad Antonio Chieppa, a Luca Loparco, a Tonino Solombrino, ma dovrei nominarli tutti. Vorrei però citare un coach che mi ha colpito per le sue virtù, Nello Caliendo (Potenza). L’amico Nino Gagliardi ed io amiamo dire che Nello “è uno di noi”...

Gli arbitraggi.

Molto buoni. Qualche svista capita; sbagliamo tanto anche noi... Però devo dire che hanno gestito ottimamente anche i rapporti con giocatrici e allenatori. Poi io sono dell’idea che le partite non si perdono per colpa degli arbitri.

Abbiamo convenuto che una delle immagini più belle di questo campionato è stata l’ingresso al Maria Pia di Silvia Renna e Gisela Scialacomo con il pacco-dono di mozzarelle di bufala. Meravigliose. Però, al di là delle gratificazioni tecniche, conserveremo altri bei ricordi di questa stagione. Penso all’ospitalità ricevuta a Manoppello, penso alla corrente di simpatia che è scattata con l’Orion Napoli. Quale altro episodio ti piacerebbe ricordare?

L’ottimo rapporto instaurato con i colleghi allenatori. E poi c’è un episodio “fresco” di domenica scorsa: le parole e gli apprezzamenti personali che mi ha rivolto il presidente del Trani mi hanno fatto molto piacere.

Il campionato che sta per concludersi ha apportato novità nel patrimonio scaramantico della squadra...?

Tante conferme e una sola novità: non devo più prendere il caffé prima della partita. Me ne offrì uno Ugo prima di Palafiom-Ostuni...

La Prisma rischia di emigrare. Ci auguriamo di no, ma in ogni caso il presidente Bongiovanni ha denunciato una situazione di forte disagio per il volley a Taranto. In ambito femminile, alle nostre spalle c’è il vuoto: nessuna squadra tarantina in serie C e le formazioni della serie D lottano per la salvezza. Cosa succede alla pallavolo tarantina?

Se davvero la Prisma andasse via, sarebbe una perdita gravissima per il movimento pallavolistico tarantino e andrebbero in fumo importanti opportunità di crescita tecnica per noi addetti ai lavori. Sarebbe anche un danno d’immagine per la città, ancora una volta confermata nel suo difetto di farsi scappare le cose positive che ci sono.

Per quanto riguarda, invece, la pallavolo femminile di base, faccio solo una considerazione: mentre in Italia la statura media continua a salire, io vedo sempre meno ragazze alte nelle scuole tarantine. Sarà un effetto dell’inquinamento...? Una dozzina di anni fa la statura di una formazione Under 14 che allenavo oscillava tra 1,75 e 1,83. Adesso questi numeri ce li possiamo sognare.

Massafra e Taranto. Due squadre in B2 sono un lusso per la nostra provincia?

Sì, sicuramente. E’ insensato avere, a 20 chilometri di distanza, due squadre che lottano per non retrocedere quando si potrebbe fare molto di più avendo programmi più ambiziosi e centrati sull’impegno quotidiano. Mi auguro che si possa approfondire la collaborazione avviata con l’Under 16.

Basket. Il CRAS, costruito per lo scudetto, perde la semifinale contro il Napoli e la sera stessa il presidente preannuncia le dimissioni. E’ proprio così difficile accettare serenamente le sconfitte nella cultura sportiva italiana?

Quello che è successo al CRAS non ha a che fare con la cultura di accettazione della sconfitta. Io sono d’accordo con il presidente, che ha investito un mare di soldi per costruire uno squadrone. Sono solidale con lui e con Bongiovanni, mecenati dello sport. Non sono solidale con le giocatrici e con l’allenatore del CRAS che, se vincono o perdono, vengono pagati nello stesso modo. Dovrebbero fare un passo indietro e rimettere in discussione i loro contratti. Dovevano vincere tutto (campionato, coppa Italia e coppa europea) ed hanno perso tutto.

L’unico caso simile in Italia è Veltroni, che in 5 mesi è riuscito a far cadere un governo, a perdere le elezioni politiche e a perdere Roma. A novembre Berlusconi era stato scaricato da Casini e da Fini, indisponibile a confluire nel PDL; Veltroni lo ha rianimato provocando una catastrofe.

Torniamo a noi. Non poteva mancare un titolo giovanile quest’anno: campioni provinciali Under 18 con la squadra che, in gran parte, aveva vinto il titolo Under 16 l’anno scorso.

I titoli giovanili lasciano il tempo che trovano, ad eccezione del trofeo delle Regioni. Sì, giovano all’immagine della società, ma non servono a niente se poi le ragazze non arrivano a giocare a certi livelli. Per loro è più importante confrontarsi con giocatrici vere.

Sangue del nostro sangue. A noi piace conservare un legame con le atlete che hanno fatto la storia di questa squadra. Marianna Masoni gioca con Cremona la finale play-off per la promozione in A1. E’ pronta per la serie maggiore?

Le limitazioni per le straniere che stanno per entrare in vigore offrono alle giocatrici alte come Marianna una grande occasione. Lei ha grandi potenzialità e le italiane nel suo ruolo si contano sulle dita di una mano. Servirà molta fatica e molta disponibilità al sacrificio, ma ha una bella bicicletta a disposizione e le auguro di cuore di pedalare bene.

Marcella Scaglioso.

Idem. Possibilità ancora maggiori, trattandosi di una palleggiatrice alta. Per Marcella, che è ancora molto giovane, vale lo stesso discorso fatto per Paoletta. Potrebbe incontrare attaccanti diffidenti a farsi servire palloni da un’alzatrice così giovane e dovrà conquistarsi tutto con i denti. Ma il futuro è nelle sue mani.

L’Antico Presidente è lontano dagli occhi ma sempre vicino al cuore. C’è un Nuovo Presidente, una nuova dirigenza, una nuova organizzazione che già cura i rapporti con la stampa (T9 Communication). Quale sarà il futuro della Nati a Taranto Volley?

Sabato giochiamo contro il Lanciano e sarà un’occasione festosa per salutare i tifosi, che desidero ringraziare per il loro apporto. Da lunedì inizieremo a programmare il nostro futuro.

 

NOTE:

Le foto di Radames Lattari e di Simona Mereu sono di Luca.

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La generosità dà buoni frutti

di skanderbeg69 (23/04/2008 - 10:21)

La stagione 2007-’08 volge al termine e si apre il tempo dei bilanci.

Per quelli tecnici se la vede il coach. Qui approfondiremo altri tipi di bilancio: l’aggiornamento dello scaramanzometro, lo stato del calzino di Sonia, il trofeo Bin Laden, gli indicatori di rendimento del ping-pong e soprattutto, per quello che mi riguarda, l’inventario dei beni ricevuti quest’anno.

Oggi cominciamo proprio dall’inventario.

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi, però, c’è qualche giorno di tempo fino al 30 aprile e dunque posso ancora esprimere le ultime due richieste.

    La prima è un dolce al cioccolato che gradirei ricevere dalla giocatrice del Trani Angelica Tricarico, specializzata per hobby in questo nobile e benemerito settore. [1]

Speriamo che legga il blog.

La seconda (questa, veramente, era già compresa nella trattativa per addomesticare la partita) è il calendario del Volley Ball Lanciano.

Devo dire che da questo punto di vista la stagione è stata estremamente soddisfacente, ma voglio anche far notare che la generosità ha sistematicamente pagato visto che i “donatori” poi hanno sempre vinto. Questo, in realtà, è un effetto indesiderato e spiacevole; sarebbe stato meglio se avesse vinto la Palafiom pur in presenza di gentili omaggi, ma tant’è...

Ripercorriamo le tappe della stagione.

Il primo regalo è stato il prestigioso autografo di Pierpaola, ricevuto grazie alla cortesia dell’interessata ma anche grazie all’intercessione di Katia durante l’amichevole Palafiom-San Pietro Vernotico a Bari (colgo l’occasione per salutare entrambe anche se poi Katia mi ha detto una cosa brutta). La trattativa avvenne sugli spalti e come contropartita Katia ottenne la cessazione delle strombazzate che sino a quel momento avevano disturbato le sue orecchie. San Pietro vinse 2-0 quell’amichevole.

Poi ci furono le mozzarelle di bufala di Silvia e Gisela. Le encomiabili giocatrici del Salerno ebbero quella premura e la loro squadra espugnò il Maria Pia con il risultato di 3-2.

Chiesi all’Orion Napoli un nastro-taping autografato dalle giocatrici di quella magnifica squadra, lo ottenni e la compagine partenopea superò la Palafiom con il risultato di 3-0.

Chiesi anche una cartolina dalle Hawaii a Federica, ma i tempi delle poste intercontinentali sono lunghetti e così la cartolina non arrivò in tempo per Ostuni-Palafiom. Sappiamo come è andata: 3-0 secco per le rossoblu. La cartolina è arrivata soltanto la settimana scorsa: in tempo per apprezzare la gentilezza (grazie!), ma troppo tardi per influire sul risultato, per nostra fortuna. Ma chissà che il punto strappato domenica dalle brindisine al Trani non rappresenti un effetto tardivo e parziale.

Addirittura possiamo notare che i regali funzionano anche in casa nostra: Sonia ha disputato le sue due migliori partite della stagione subito dopo avermi regalato la confezione di “Caffè Trombetta”...

Beh, la scaramanzia è fatta per essere smentita e mi auguro per la Nati a Taranto Volley che venga smentita perché, in caso contrario, regali non ne chiederò più a nessuno.

Però, al posto del Lanciano, un calendario lo terrei da parte per la trasferta di Taranto...

E al posto di Angelica, una mezza nottata per preparare un dolce al cioccolato la spenderei...

 

NOTE:

(1) Cfr. www.afecionadostrani.it.

La foto del manifesto AVIS è tratta da www .avis.it/toscana; quella del calendario è tratta da www.volleyball-lanciano.it.

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Ostuni-Palafiom Taranto 0-3

di skanderbeg69 (07/04/2008 - 16:31)

Domenica 6 aprile 2008 – ore 18.00

La Palafiom scrive probabilmente la pagina più bella della stagione giocando ad Ostuni una partita perfetta. Ottimi gli attacchi da tutte le posizioni (Sonia, Michela e Simona); diversificato il gioco della nostra grande Ale, che ha mandato a segno tutte le compagne; strepitoso il lavoro delle centrali Silvia e Clara; attenta e precisa la difesa di Ivana, che ormai nel ruolo di libero insidia il primato della dirimpettaia di questa sera e della collega napoletana; innumerevoli i muri.

Ma soprattutto è ammirevole lo spirito con cui le ragazze hanno affrontato questo incontro. Determinazione, aggressività, concentrazione. Dopo i flop questa squadra sa sempre riscattarsi (superando Manfredonia dopo Manoppello, strappando un punto al Valenzano dopo il tonfo interno con l’Ostuni ed espugnando la città bianca dopo il ko con Scafati). Donne con le palle.

E che dire del coach? La strategia vincente mi era capitato di ascoltarla in allenamento e nella seduta video: scelte azzeccate e messe in pratica egregiamente dalle giocatrici.

E che dire dei tifosi? Al palasport di Ostuni sembrava quasi di giocare in casa. Meno male che Simona non se n’è accorta...

Trasferta breve ma impegnativa. La carovana di auto ha un’andatura elevata mentre percorre il tratto, pieno di curve, che collega Francavilla Fontana a Ostuni. Valentina convince il nonno a rallentare con la minaccia di vomitargli in faccia.

La Palafiom schiera Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto (anzi “fuori mano”, secondo la scientifica espressione di Laura Passaro), Simona Mucci e Michela Benefico laterali,  Clara Clemente e Silvia Buso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina con coach Marcello Presta siedono Rossella Garaguso e quattro delle cinque golden girls: Désirée Fiore, Paola Marcianò, Valentina Moro e Silvia Mastandrea. L’occasione è gradita per un abbraccio ed un incoraggiamento alla quinta: forza Simo!

La Telcom Ostuni presenta Mariangela Lassandro in palleggio, Maria Antonietta Dellomonaco opposto, Alessandra Piccione e Federica Tonon laterali, Ivana Ciullo e Valeria Licci centrali, Morena Favino libero. In panchina con coach Tonino Solombrino: Angela Manzo, Gabriella Buongiorno, Maria Carmela Nigro, Simona Minetti e Milena Flore.

In tribuna il marito della Fenomena, che ha rinunciato ai 5 milioni della Lotteria Italia per sostenere la consorte.

Primo set

La Palafiom esibisce da subito l’ottimo stato di forma di muro e difesa: Alessandra Piccione non riesce a passare, le padrone di casa mandano fuori due palloni e la palleggiatrice incorre in una doppia (1-5). Per ora, dunque, stiamo contenendo bene.

Poi entra in azione anche l’attacco e la fuga delle rossoblu diventa una cosa seria e magnifica: Mucci apre le danze; poi tocca ad una fast di Clara, a due bombe di Michela e ad un’azione vincente di Soninha Tinelli da posto due (4-10).

Dopo il time-out chiesto da coach Solombrino c’è una replica del nostro opposto ed un ace di Alessandra, che, come sempre, sta servendo divinamente contribuendo al micidiale break di sei punti (4-13).

Ciullo interrompe la serie positiva e la Favino compie un miracolo su Sonia, ma il nostro opposto va a segno al secondo tentativo. Sonia sta carica. Sonia sta per disputare una delle migliori partite da quando gioca con la Palafiom.

La Fenomena viene murata da Silvia e Sonia, poi riesce a passare con uno dei suoi epici lungolinea. Quello che in altre partite è la norma, questa sera sarà un’eccezione: lo score personale della Fenomena non arriverà alla doppia cifra ed anche in termini percentuali (circa 25%) i numeri della regina di Sava resteranno bassi. Nessuno era riuscito a bloccarla ad otto punti.

E’ sempre un mito, ma – se posso permettermi – questa sera... Alessandra Piccione siamo noi.

Va a segno per due volte di seguito Simona-di-metallo (7-17). Un encomio particolare alla ragazzona lizzanese, tutta tecnica e cuore (e Kit Kat...): martedì era ancora a letto ed oggi sta giocando come se niente fosse.

In più una pallonata le aveva fatto saltare il piercing durante il riscaldamento.

Sul 9-18 c’è un altro break di sei punti: errore in battuta dell’Ostuni, Sonia si concede il lusso di un ace sul miglior libero del campionato, muro di Clara, tocco irregolare della palleggiatrice brindisina, muro di Silvia e tiro fuori misura della Piccione (9-24).

Orgoglio ostunense con Dellomonaco e Tonon, ma un’incontenibile Soninha chiude il parziale sull’incredibile punteggio di 11-25.

Secondo set

Duello Tinelli-Piccione (un punto a testa) in avvio del secondo set, poi va a servire Sissa e la ricezione brindisina vive qualche minuto di passione (1-4).

Primo tempo di Clara, replica della Dellomonaco e doppio errore in attacco di Michela, che non riesce a domare un pallone difficile (5-5). Il nostro martello ci mette poco a rifarsi; giusto il tempo di una perfetta pipe di Sonia, che poi va anche a muro.

Si ha l’impressione che i time-out tecnici durino cinque minuti. Sarà che gli allenatori, per motivi opposti, hanno poco da dire, ma le squadre, allineate a bordo campo, attendono diversi secondi prima che gli arbitri le richiamino in campo.

Dopo l’attacco di Michela che vale il 5-10, coach Solombrino gioca la carta Manzo, ma la serie positiva della Palafiom questa volta arriva a dieci punti consecutivi con due aces di Alessandra, un perentorio muro di Silvia, un attacco di Michela e qualche errore delle padrone di casa (5-15).

Alla cavalcata delle rossoblu sta offrendo un contributo prezioso Ivana, praticamente impeccabile, se non proprio miracolosa quando difende un bolide della nazionale di beach-volley Federica Tonon.

La veneta volante ha uno strano segno sul braccio destro: o utilizza adesso un nastro taping color rosa carne oppure l’ha usato alle Hawaii e adesso si nota il segno dell’abbronzatura.

Ora fa tutto la Palafiom: un paio di errori in attacco, una conclusione di Sonia da posto quattro, un mani-fuori di Mucci e due palloni messi a terra da Clara (8-19). In mezzo c’è solo un acuto della Fenomena.

Reazione Telcom con un break di tre punti, poi Sonia suona la carica, anzi urla la carica con uno dei suoi punti sonori (11-21). Il pubblico rossoblu è in delirio; sarà per questo che Simona tocca un pallone della Licci che forse sarebbe finito fuori (12-21).

Nonostante l’ottima prestazione, questo errore difensivo demoralizza la nostra laterale che decide di farla finita. In passato ci aveva provato con la candeggina, adesso inala il ghiaccio sintetico che Sonia si spruzza sulla gamba.

E’ l’ora di uno dei punti più belli dell’incontro: fast a pallonetto di Clara, che, con Sonia, risulterà la top-scorer della serata (14 punti). La mamma dagli spalti non ha nulla da osservare...

Anche il secondo set lo archivia la miglior Sonia stagionale (13-25).

Terzo set

Grande muraglia rossoblu sin dalle prime battute del terzo parziale (0-2).

Pareggio Telcom, mai in vantaggio questa sera, e nuova fuga della Palafiom, spinta da Sonia, Simona e Clara (3-6).

Un ace di Simona, una bomba di Michela e altri due muri si meritano gli applausi di Marcello quando coach Solombrino chiama il time-out (5-11).

Oggi coach Marcello è in panchina solo soletto. I time-out potrebbero servirgli per fare un po’ di conversazione e spezzare il silenzio, ma il caso vuole che proprio oggi non ci sia nulla da dire alle giocatrici. Solo applausi.

L’ennesima fuga della Palafiom è agevolata dai peculiari servizi di Simona-di-metallo: Michela deve solo ribattere a terra la ricezione delle giallonere per realizzare il punto del 5-12.

Murano anche le brindisine con Piccione e Tonon (7-12), ma la perla di Paolo VI sta per dare il meglio di sé in questo parziale: due mani-fuori e la meta si avvicina (8-14).

Gli attacchi di Sonia e il muro di Silvia stroncano sul nascere l’ultimo tentativo di reazione brindisina.

Simona va a segno da posto quattro (10-20) e subito dopo coach Marcello la fa rifiatare in panchina concedendole una meritatissima standing-ovation.

E’ entrata Valentina, che viene cercata insistentemente da Alessandra. Il primo pallone lo schiaccia nella nostra metà campo, poi la nostra piccina d’oro cambia strategia e realizza il suo primo punto in B2 scavalcando il muro avversario con un bel pallonetto (13-22).

Spazio anche per Silvietta al posto di Sonia e per Paoletta al posto di Alessandra.

Soltanto Desi non entra in campo perché nel frattempo si era persa nelle vicinanze della duna di sabbia su cui Federica Tonon gioca più a proprio agio.

Manzo e Ciullo ridimensionano lo svantaggio (17-23), ma a garantire i tre punti d’oro è Michela: la conclusione della partita è il quattordicesimo muro vincente della serata (19-25).

Adesso la standing ovation accomuna tutte le rossoblu.

La battuta d’arresto sconcertante questa volta capita ad una Telcom irriconoscibile. Ma saprà reagire. Dobbiamo salvarci insieme (frase che mi pare di aver detto altre volte, ma ci credo sinceramente).

Alessandra nostra è particolarmente esuberante. Durante il viaggio di ritorno in auto prende la parola per ben due volte. Poi fa scoffolàre dal portabagagli il contenuto della borsa medica. Mentre scrivo, Marcello è ancora nei pressi della Concattedrale alla ricerca del Voltaren e dell’Aulin che sono stati dispersi in viale Magna Grecia.

La Palafiom non è ancora salva. Bisogna battere l’Aversa in una gara facile sulla carta ma più insidiosa di quello che sembra sul piano psicologico. La squadra campana, pur matematicamente retrocessa, continua a lottare e va affrontata con la dovuta concentrazione. Certo, giocando così si può vincere anche a Valenzano, ma, appunto, bisogna giocare così. Anche sabato prossimo.

Altri risultati: Valenzano-Aversa 3-0, Orion Napoli-C.Ester Napoli 3-0, Massafra-Trani 1-3, Manfredonia-Potenza 3-1, Manoppello-Salerno 3-0, Scafati-Lanciano 2-3.

A Massafra la nostra Zaby è entrata sul parquet e ha immediatamente realizzato un ace, sotto lo sguardo attento del dottor Formoso (beh, non tanto attento, a giudicare dalla foto...). Brava, Lulù! Poi ha sbagliato il servizio successivo, ma questo magari non lo scriviamo...

Sempre per restare in tema, venerdì prossimo le nostre Under 16 (Desi, Valentina e Silvietta) giocano la finale provinciale a Talsano difendendo i colori del Massafra. Se si gioca dopo le 20.30, assisteremo allo storico evento di Trombetta for Massafra...

Classifica: Valenzano 58, Orion Napoli 56, Trani 53, Potenza 43, Lanciano e Manoppello 34, Salerno 33, PALAFIOM 29, Scafati 27, Ostuni 25, Manfredonia 23, Massafra 22, C.Ester Napoli 20, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani 160,00; Massafra 150,00; Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Tutti buoni anche questa volta. Nel girone H, invece...

Sangue del nostro sangue: Marianna-Parma 3-1, Brindisi-Marcella 3-1.

Prossimo turno: PALAFIOM-Aversa, sabato 12 aprile, ore 18.00, al Maria Pia, via Galilei.

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La Palafiom assolda Hannibal Lecter per fermare la Piccione

di skanderbeg69 (05/04/2008 - 08:34)

A mali estremi, estremi rimedi. Occhio per occhio, dente per dente. Al massacro compiuto dalla Piccione al Maria Pia nella partita d’andata si risponde con un altro massacro, costi quel che costi.

La Palafiom ha fatto evadere Hannibal Lecter, lo psichiatra serial-killer protagonista del Silenzio degli innocenti e dei vari prequels e sequels, stringendo con lui un patto mostruoso: la libertà in cambio di una commissione. Una commissione agghiacciante: eliminare, a modo suo, Alessandra Piccione.

Al biglietto della lotteria non ci ha creduto nessuno, il sabotaggio con i dissuasori per Piccione è fallito; non restavano che le maniere forti.

Colpisce la sfacciataggine della società tarantina:

“Qual è il problema? – ribattono in via Golfo di Taranto alle domande dei giornalisti - Il regolamento della FIPAV non sanziona l’ingaggio di serial-killer per eliminare gli avversari.”

Sì, ma potrebbe configurarsi come comportamento antisportivo, non trovate?

“Che si tratti di un comportamento antisportivo è tutto da dimostrare. E poi è stata forse sportiva la Piccione nella partita d’andata? Non ha fatto giocare nessuno”.

Ostuni, intanto, ha perso la pace. Nella ridente cittadina pugliese qualcuno ha già avvistato il dottor Lecter, il panico si è diffuso e nel frattempo sono piombati in paese l’agente Clarice Sterling ed uno staff di 150 agenti dell’ FBI.

E’ partita un’affannosa caccia all’uomo e sono state esaminate tutte le possibili tracce lasciate dal serial-killer cannibale in paese.

La prima testimonianza raccolta è quella dell’anziana signora Natalina:

  “Ero seduta davanti alla porta di casa quando mi si è avvicinato uno strano signore con un cappello calato sugli occhi.

All’inizio mi sono spaventata; pensavo che fosse l’agente di una società di finanziamenti e prestiti e avevo già adocchiato il mestolo per darglielo in testa, nonché la scatola di fiammiferi per bruciare i suoi volantini.

Poi ho riconosciuto il dottor Lecter e mi sono tranquillizzata.

Mi ha chiesto dove fosse un buon ristorante e l’ho indirizzato verso l’Osteria del tempo perso.

Il titolare del ristorante è sconvolto: “Sembrava un signore distinto. Ha chiesto orecchiette al sugo con il cacioricotta e poi i fichi maritati. Per secondo si è mangiato la coscia del mio cameriere. Che palle, ora mi tocca fare la denuncia dell’infortunio all’INAIL, ma non mi crederanno mai.

Ah, dimenticavo, prima di andarsene mi ha chiesto dove fosse il palazzetto dello sport. Ha detto che aveva ancora un po’ di fame...”

La Sterling ed i suoi uomini si sono allora precipitati in viale dello sport, hanno circondato la struttura ed hanno fatto evacuare tutte le giocatrici presenti.

Ma della Piccione, che pure si era presentata all’allenamento, non c’era traccia.

“Dio bon, l’avrà già copà... – ha detto una compagna di squadra messa in salvo oltre le transenne - Poarèta... Mi a ga sempre dito: Ale, no’ esagerar co’ ‘e schiaciate ché poi la gente te odia... No’ far massa punti a partita... Ma ea niente; se no’ fazeva almeno 30 punti, no a ghe xera contenta...”

All’interno della palestra il terribile sospetto di essere arrivati troppo tardi si è materializzato quando gli agenti dell’ FBI hanno notato una sagoma riversa per terra in un lago di sangue.

Mentre il dottor Lecter rantolava, la Piccione ha tentato di giustificarsi con l’agente Sterling: “Forse ho schiacciato troppo forte... Mi dispiace. Ma chi aveva autorizzato questo signore ad entrare?”

 

NOTE:

La foto di Alessandra Piccione, poi rielaborata, è tratta da www .aspav.it

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Fallisce un blitz della Palafiom per sabotare il palazzetto di Ostuni

di skanderbeg69 (03/04/2008 - 00:30)

Ostuni. E’ stata una guardia giurata dell’istituto di vigilanza “Gente Sveglia” ad essersi accorta che qualcosa non quadrava: “Erano le tre di notte – racconta - e stavo compiendo il mio consueto giro di controllo quando ho notato un furgone parcheggiato in viale dello sport. All’interno del palazzetto, inoltre, c’era una luce fioca e sentivo dei rumori. Mi è sembrato strano che le giocatrici dell’Ostuni si stessero ancora allenando; è vero che è vero... Allora ho subito allertato alcune volanti, che sono sopraggiunte nell’arco di pochi minuti.”

Le forze dell’ordine hanno denunciato a piede libero per violazione di domicilio e danneggiamenti due persone, Marcello P. e Paolo L., entrambi di Taranto. Indossavano due giacconi della Polisportiva Palafiom Taranto.

I due, sorpresi dagli agenti, hanno tentato di giustificarsi sostenendo che stavano effettuando urgenti lavori straordinari, ma la verità è venuta subito a galla dando un’occhiata alle attrezzature del palazzetto. Manomesse.

Marcello P. e Paolo L. avevano quasi terminato di sabotare la rete utilizzata per gli incontri di pallavolo, installandovi degli aghi appuntiti tecnicamente noti come “dissuasori per piccioni”.

Si tratta di un accorgimento solitamente adottato per impedire che i volatili stazionino su tetti e davanzali, lasciando tracce non proprio pittoresche del loro soggiorno.

I due sono già stati interrogati dal GIP e subito rimessi in libertà. Al termine dell’udienza abbiamo raccolto una dichiarazione dell’avvocato Vespa:

“Il mio assistito ha collaborato con l’autorità giudiziaria ammettendo le proprie responsabilità. Per questo sono venute meno le esigenze di applicazione di una misura cautelare.

Il signor P. allena una squadra di pallavolo e rimase turbato da Palafiom-Ostuni 0-3 dello scorso dicembre, quando Alessandra Piccione concluse con una media di 9 punti a set. Quella partita rischiò di compromettere la stagione della Palafiom e tutt’ora pesa dannatamente sulla classifica della squadra jonica.

Data l’importanza della partita di ritorno, non si poteva rischiare ancora.

Il mio assistito, sfruttando le competenze tecniche del coimputato, ha costruito uno speciale dissuasore per Piccione. Piccione al singolare. Sono aghi più lunghi di quelli usati per i volatili, ma più sottili e costruiti con un materiale trasparente. Sostanzialmente sono invisibili. Applicati alla rete e rivolti verso le avversarie, avrebbero bloccato tutte le schiacciate della Piccione.

Qualche pallone si sarebbe forato, ma, con un po’ di fortuna, nessuno si sarebbe accorto di niente.

Al tempo stesso Marcello P. e Paolo L. avevano costruito un telecomando che avrebbe spostato la direzione degli aghi in occasione dei cambi di campo in modo tale che i dissuasori fossero sempre rivolti contro la Piccione e le sue compagne.”

L’allenatore e il team manager sono a piede libero e la FIPAV non ha ancora preso alcuna decisione; è dunque probabile che entrambi torneranno nel palazzetto di Ostuni per l’incontro di domenica prossima. Ma senza dissuasori.

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