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Senz' 'e te nun pozz' sta'

di skanderbeg69 (13/09/2008 - 23:51)

Senz’ ‘e te nun pozz’ sta’ pecché tu m’appartien’,

senz’ ‘e te nun pozz’ sta’, ti voglio troppo bene,

senz’ ‘e te nun pozz’ sta’, mi sembra d’impazzire,

senz’ ‘e te nun ha cchiù senso, io vorrei morire.

(Gianni Celeste)

 

Scusate la dotta citazione filosofica dedicata, in particolare, a Ivana.

C’è una diffusa abitudine nel mondo dello sport: informare dei neoacquisti man mano che si raggiunge l’accordo per l’ingaggio e tacere degli atleti che lasciano una società. Il fenomeno è giustificato: l’annuncio del trasferimento compete alla nuova squadra e inoltre, talvolta, gli addii possono non essere consensuali o possono essere frutto di disaccordi o di sfiducia da una parte o dall’altra, o da entrambe.

E’ un terreno delicato. Però io trovo che sarebbe giusto informare i tifosi anche del destino dei propri ex-tesserati e non solo dei nuovi acquisti.

L’anno scorso questo blog lo ha fatto; proviamoci anche quest’anno, ricordando soprattutto quello che ci ha uniti e non quello che ci ha divisi.

Della Nati a Taranto 2008-’09 non faranno parte Rossella Garaguso, Manuela Voglino, Ivana Gallo Ingrao, Paoletta Marcianò e Valentina Moro.

Rossella Garaguso ha disputato due stagioni in maglia rossoblu: quella della brillante promozione in B2, a cui ha dato un contributo significativo, e quella dell’esaltante permanenza, durante la quale è rimasta più in ombra. La mia personale sensazione è quella di un talento non espresso al 100% (mano de fero spesso, mano de piuma talvolta...), ma la centrale manduriana ha comunque giocato partite strepitose ed è suo il servizio vincente che ha concluso formalmente e festosamente la scorsa stagione. Oltre agli aces e ai primi tempi creativi, Rossella ha dispensato spot pubblicitari e larghi sorrisi, interpretando questo sport con serenità ed allegria.

Nella prossima stagione giocherà nell’ambizioso Oria di coach Parentela, tornando, quindi, in una cittadina a cui la centrale ha voluto bene. Ricambiata. Chissà se sfilerà nuovamente per il rione Castello.

           Manuela Voglino. Troppo pochi tre mesi in rossoblu per lasciare il segno nella storia di questa squadra, anche in ragione di condizioni fisiche temporaneamente non ottimali che hanno certamente ridimensionato le sue potenzialità.

Non ho notizie del suo destino. Se giocherà, l’augurio di un meritato riscatto; se ha smesso, l’augurio di tante gratificazioni nella vita.

Gli infortuni hanno purtroppo segnato anche le ultime due stagioni di Ivana Gallo Ingrao. La giovane e al tempo stesso “storica” schiacciatrice della Palafiom-NAT ha compensato i noti problemi alla spalla con una generosità ed uno spirito di adattamento che oserei definire commoventi. Yoghina si è sacrificata in ruoli non propri, riuscendo peraltro molto bene e partecipando a pieno titolo ad alcuni dei più importanti successi della squadra (Oria-Palafiom 1-3 e Manfredonia-Palafiom 0-3, tanto per fare due esempi).

La Nati a Taranto senza Ivana è un’immagine a cui sarà difficile abituarsi, se non con la consolazione che, appunto, non ci si vuole abituare affatto. Il suo distacco dovrebbe durare lo spazio di una stagione: il tempo necessario a tornare in piena forma grazie a quelle schiacciate che faranno la felicità dei tifosi dell’Ostuni.

Restiamo ad Ostuni. Il grande ritorno di Marcella e la compresenza di due ottime palleggiatrici hanno spiazzato un’altra palleggiatrice la cui grandezza pure è indubbia ma è ancora “in itinere”: Paoletta Marcianò.

Si matura anche in panchina e in allenamento, è vero, però Paoletta nel 2008-’09 avrà l’opportunità di restare in serie B2 e al tempo stesso di giocare, visto che nella nuova squadra potrebbe partire da titolare. Come due anni fa, quindi, ritroveremo la nostra Paoletta da avversaria, in prestito. Allora fu la Tempesta; quest’anno la rivedremo in occasione dei derby contro l’Ostuni di coach Solombrino (garanzia che la ragazza è comunque in buone mani). Per lei sarà una grande opportunità di crescita e ogni esultanza di Paoletta sarà anche la nostra (tranne nei due derby, è chiaro...).

Salutiamo anche Simona Muraglia, un’altra “vittima” di Marcella che ha condiviso con la Nati a Taranto di serie B2 una sola stagione. Non nel senso di campionato, ma nel senso proprio di stagione estiva. Per lei la regia della Nati a Taranto Tempesta di serie D.

Una golden girl che invece ci lascia definitivamente dopo un’annata condizionata da un lungo infortunio e comunque non priva di soddisfazioni nei tornei giovanili è Valentina Moro.

Giocherà in serie C nel Massafra, dove in un certo senso era già di casa (Under 16). Piccolo scoop: la nostra Vale – come dimostra la schermata “intercettata” alcune settimane fa e che riporto qui sotto – è stata richiesta finanche in B1 dall’Orion Napoli.

Beh, da un tifoso dell’Orion Napoli, ad essere onesti.

Beh, da un tifoso che non ha visto giocare Valentina dato che in occasione dei due incontri con la compagine partenopea la nostra schiacciatrice era infortunata. Qualcosa mi dice che la richiesta del simpatico tifoso napoletano nasca da apprezzamenti di natura estetica piuttosto che tecnica. Data la bravura di Valentina, sono sicuro che entro un paio d’anni sarà richiesta in B1 anche per motivi tecnici (fermo restando, ovviamente, quelli estetici). Quest’anno si “accontenterà” di essere una delle più forti laterali della serie C.

A tutte le nostre ex-giocatrici, ex temporanee ed ex definitive, un grande abbraccio e l’auspicio di una stagione serena e ricca di soddisfazioni.

Colgo l’occasione per salutare altre ex che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere, cominciando dal top, la grande Marianna Masoni (a Urbino in A2), e poi naturalmente la cara Luana Zaby (che resta a Massafra), Roberta Manzacca (Athletic Bilbao) e Alessandra Passaro (Asilo Nido Lippo Volley).

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Nostalgia canaglia

di skanderbeg69 (09/10/2007 - 15:36)

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.

    Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.

Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.

In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.

A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.

    Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.

Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!

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I grandi quesiti dell'umanità - 15

di skanderbeg69 (05/10/2007 - 07:38)

Che fine ha fatto l’Oria 2006-’07?

Dove sono Giorgia, Valentina, Minerva e compagnia bella?

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Le vite degli altri

di skanderbeg69 (26/05/2007 - 07:49)

Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?

Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.

L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...

Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.

L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.

A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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L'illusione perduta

di skanderbeg69 (29/04/2007 - 15:46)

Forse aveva ragione Marcello a non caricare di aspettative la partita Oria-Tuglie e a concentrarsi piuttosto su Tuglie-Palafiom.

Forse gufare è un peccato che non paga.

Forse il destino ha voluto trasformare l’ultima giornata di campionato in una serie di sfide appassionanti, dal vertice al fondo della classifica.

Forse la Palafiom è chiamata a realizzare un’impresa esaltante, dura ma possibile, per conquistare finalmente questa vittoria.

Sia chiaro: non siamo andati a Oria sperando di festeggiare la sconfitta del Tuglie, cosa che sarebbe poco sportiva e di dubbio gusto (peraltro “sulla disgrazia altrui nessuno è mai diventato felice” – dice nonna Andja nei Racconti di Sarajevo). [1] Siamo andati a Oria sperando di festeggiare il coronamento di quanto di buono la Palafiom ha costruito fino a questo momento, dalla prima alla quarta giornata del girone d’andata e dalla sesta giornata del girone d’andata ad oggi.

Non è andata bene. Pazienza.


            Grazie lo stesso, Oria.

Chi non possiamo ringraziare è quella stramaledetta... Pioggerellina che ci ha tolto un punto molto tempo fa, evento traumatico riportato alla luce dalle tenebre dell’inconscio dove era stato rimosso per mesi. Lo ha riportato alla luce colei che fece squalificare Michela e Clara. Se penso che invece, nella vicina Ceglie, Valeria ha diretto sola soletta una partita in cui avrei potuto fare da secondo arbitro volontario...

Nel viaggio in auto la politica è motivo di divisione e di aspri dibattiti, ma troviamo l’antidoto utile ad appianare le divergenze: parlare della serie A1 femminile, argomento che ci trova uniti e solidali nelle valutazioni... tecniche.

            Oria-Tuglie.

Primo set palpitante. Nessuna squadra riesce a prendere il largo in una partita molto tirata. I talenti di entrambe le formazioni non si esprimono in modo fluido; c’è tensione. Non è una partita spettacolare come sarebbe lecito attendersi dalla parata di stelle schierate in campo. Da un lato Lucrezia, Cinzia e Valentina pungono ma non senza fatica. Dall’altro lato Valeria distribuisce palloni con la consueta classe e Tuglie sembra possedere maggiore compattezza e maggiore cattiveria sotto rete.

Oria ha l’opportunità di vincere il set, ma pesano alcuni errori grossolani. Pochi, ma importanti.

Nel secondo parziale Tuglie difende egregiamente, come è suo costume. Non ha fuoriclasse in attacco, ma schiera pazienti e diligenti formichine che con calma accumulano punti e sulla propria fetta di campo non cade quasi nulla. Il cambio del libero (Calò) non ha alterato le percentuali medie di una difesa eccellente. Anche Hulk-Scanferlato è in forma smagliante.

Con Minerva in regia, tuttavia, Oria compie una rimonta straordinaria (otto punti, se non sbaglio), ma non basta. Le ospiti non perdono la testa e vincono anche il secondo set.

Dispiace che le oritane quest’anno non abbiano mai giocato in casa. Fanno quasi tenerezza perché il pubblico locale, più che sostenere la squadra, la osserva. In religioso silenzio. Non so se considerarlo un difetto o se additare i tifosi brindisini come modello di correttezza assoluta.

Ben più rumorosi sono i tugliesi venuti a supportare le proprie atlete. Giusto un assaggio di quello che ci aspetta sabato prossimo.

Tanto impegno delle brindisine anche nel terzo parziale. Coraggio, ragazze, rimontate! Non dovete necessariamente ribaltare il risultato; basta che pareggiate e poi al tie-break noi ce ne possiamo pure andare...

Purtroppo l’ottimo libero, che tanti palloni aveva salvato dagli attacchi della Palafiom, non è nella sua migliore serata e dall’altra parte Tuglie non regala più niente. Nonostante i buoni servizi della Liace, le leccesi amministrano autorevolmente la partita e il terzo set non ha storia.

Tuglie vince l’incontro meritatamente. Sul piano tecnico l’Oria è irriconoscibile; sul piano estetico sono sempre loro. Soprattutto Minerva perché ho scoperto che legge il mio blog e quindi si guadagna un apprezzamento supplementare. Comunque la rimonta nel secondo set l’ha veramente costruita lei.

Annullato il concerto di Antonello Venditti.

Altri risultati: Trepuzzi-San Pietro Vernotico 2-3, Ugento-Corsano 3-0, Ceglie-Putignano 3-1, San Giorgio-Lecce 3-1 (auguri a Simona, Titti e Titti per la salvezza; Titti-di-peluche adesso potrebbero pure prestarcela... Forza Lecce, adesso serve l’impresa con l’Ugento! Non sarà per niente facile, ma, fatta l’impresa, la salvezza sarebbe assicurata indipendentemente dagli altri risultati), Nardò-L’altra squadra di Taranto 3-1. Ha ovviamente riposato la Palafiom.

Classifica: Palafiom TA 61, Tuglie 58, Oria 53, San Pietro Vernotico e Ugento 51, Putignano 32, San Giorgio 26, Nardò 23, Lecce 22, Trepuzzi 21, Ceglie 20, Corsano e L’altra squadra di Taranto 16.

Bastava un punto. Un solo miserabile, schifoso, fottutissimo punto di m...!

 

Prossimo ed ultimo turno:

Tuglie-Palafiom (Palafiom in ...omissis... se vince con qualunque punteggio o perde 3-2; Tuglie in quella cosa là se vince 3-0 o 3-1. Chi non va in quella cosa là è seconda).

San Pietro Vernotico-Oria (per strappare il terzo posto all’Oria, il San Pietro Vernotico deve vincere 3-0 o 3-1).

Lecce-Ugento (il numero di vittorie, inferiore rispetto ad un eventuale San Pietro Vernotico vittorioso con l’Oria, esclude l’Ugento dalla lotta per i play-off. Buon per tutte le altre perché se il campionato fosse iniziato due mesi fa, l’Ugento sarebbe già proiettato in serie A1... Lecce salvo se vince nettamente, altrimenti dipende dai risultati e/o dai quozienti-set di Trepuzzi, Nardò e Ceglie. La situazione è talmente incasinata che i calcoli finiranno non prima di giugno. Meglio battere Ninetta & Co.).

Putignano-Trepuzzi (per il Trepuzzi vedi sopra. I margini di vittorie e di set sono risicati: le salentine devono fare tre punti per superare il Nardò, che riposa, ma devono guardare anche al risultato del Lecce. Putignano gioca per congedarsi con una vittoria da un pubblico a cui ha già regalato immense soddisfazioni. E noi ne sappiamo qualcosa).

Corsano-San Giorgio (per evitare la D il Corsano deve superare in classifica L’altra squadra di Taranto, che, non sappiamo come sia stato possibile, ma ha una vittoria in più. I play-out sono comunque inevitabili. San Giorgio senza obiettivi).

L’altra squadra di Taranto-Ceglie (La Pioggerellina deve restare almeno appaiata al Corsano se vuole evitare la retrocessione e giocare i play-out. Ceglie si è tirata fuori dalla lotta per evitare la D immediata e forse ha una speranza teorica di evitare anche i play-out, ma dovrebbero verificarsi tante coincidenze).

 
    Insomma, solo Ugento, Putignano e San Giorgio (e Torre Santa Susanna...) hanno raggiunto la pace dei sensi, ma in ogni partita dell’ultima giornata c’è almeno una squadra che lotta per vincere.
     La retrocessione diretta è una questione riservata a Corsano e Tempesta. Scontro diretto per i play-off tra San Pietro Vernotico e Oria. Ovviamente, però, la madre di tutte le partite è quella di Tuglie.

Nell’altro girone, le gemelle di Manfredonia sono matematicamente in B2, che ormai – con l’eccezione di una sola squadra - sta diventando un’agenzia di fotomodelle. Ragazze della Palafiom, non vorrete far mancare il vostro contributo...?

 

NOTE:

(1) ANDRIC, I., Il tappeto, 1948, in I racconti di Sarajevo, Newton Compton, Roma, 1993, pag. 43.

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Venditti per Oria

di skanderbeg69 (28/04/2007 - 14:11)

Si terrà questa sera nel campo sportivo dei Padri Rogazionisti ad Oria il grande concerto del cantautore romano Antonello Venditti.

Già esauriti i biglietti per quello che è stato definito il concerto del secolo.

Venditti ha voluto che l’orario di inizio della sua esibizione coincidesse con la conclusione della partita di volley Oria-Tuglie essendo un accanito tifoso della squadra brindisina.

Per chi non lo sapesse e si stesse chiedendo i motivi di tanto interesse nei confronti dell’Oria, ricordiamo che un’eventuale vittoria delle brindisine comporterebbe la matematica promozione nella categoria superiore della squadra attualmente in testa alla classifica...

In onore della New Volley, Venditti ha anche composto una canzone intitolata, appunto, Oria, Oria, Oria.

Sarà il brano di apertura del concerto; ne pubblichiamo il testo:

 

Oria, Oria, Oria,

core de ‘sta regione,

unico grande amore de tanta e tanta gente

che fai sospira’.

 

Oria, Oria, Oria,

làssace cantà;

da ‘sta voce nasce un coro;

so’ ‘na dozzina de voci

che hai fatto innamora’.

 

Oria, Oria bella,

t’ha dipinta ‘a Liace,

azzurra come er cielo,

bianca come ‘sta città.

 

Oria, Oria mia,

nun te fa’ incanta’,

tu sei nata grande

e grande hai da resta’.

 

Oria, Oria, Oria,

core de ‘sta regione,

unico grande amore de tanta e tanta gente;

che hai fatto innamora’.

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Suggerimenti per una gita fuori porta

di skanderbeg69 (27/04/2007 - 06:44)

Oggi piove, ma l’arrivo della bella stagione ci induce a muoverci più volentieri nei fine-settimana. La Puglia, poi, è così ricca di luoghi affascinanti, di natura, architettura e tradizioni che si fondono dando vita a suggestioni da favola.

Ma il posto più bello di tutti è sicuramente Oria.

Nel borgo antico le case bianche di calce si dispongono lungo i vicoli e dal piazzale della Cattedrale si può ammirare un panorama mozzafiato sul Tavoliere.

“Qui la natura assume i toni magici della Puglia bianca”. [1]

E il castello? Vogliamo parlare del castello?

“Il castello è uno dei meglio conservati della regione. A promuovere la costruzione o la ricostruzione, è possibile sia stato Federico II”. [2]


        Particolarmente coreografica è la sfilata in abiti medievali che si sviluppa nel centro storico il secondo sabato di agosto (seguita, il giorno dopo, dal torneo dei quattro rioni).

A Oria ha giocato Rossella Garaguso, a cui è dedicata la piazza principale del paese, e tutt’ora, nel palazzetto dello sport in via Crocefisso si esibisce una delle migliori squadre della regione.

Minerva De Cataldo, Lucrezia Liace, Valentina De Mitri, Cinzia Tomaselli, sono soltanto alcuni nomi di una formazione stellare, la New Volley Oria, che anche sabato prossimo cercherà di dimostrare il proprio valore. Non può non dimostrare il proprio valore... Deve assolutamente dimostrare il proprio valore...

Peraltro, alle recenti selezioni di Miss Universo è avvenuto un fatto senza precedenti. A contendersi il titolo della ragazza più bella del mondo saranno dodici ragazze (riserve comprese) accomunate da una curiosa particolarità: giocano tutte nella New Volley Oria.


    Oltre che brave tecnicamente, infatti, queste atlete sono splendide, sono simpatiche, sono grintose, sono intelligenti, sono tenaci. Hanno tutte le qualità di questo mondo. Basta che vincano sabato.

 

NOTE: