Nojaturi-Nati a Taranto 1-3

Sabato 18 ottobre 2008 – ore 18.30
Ancora un’assenza, purtroppo, e dunque cronaca della partita Nojaturi-Nati a Taranto che salta. Speravo di guardarla in streaming, ma ho scoperto di essere l’unico essere umano sulla faccia della terra a non possedere i programmi adatti alla visione. Anzi, ne approfitto per un appello. Ho scaricato nel pomeriggio tutti i codec del mondo, eppure lo schermo resta nero, immobile e silenzioso. L’unica cosa che riesco a vedere su Jotv è il telegiornale. Perché?
Bah, purtroppo per oggi il blog è senza commento e senza foto.
Cosa posso scrivere...? Potrei raccontarvi una barzelletta...
Allora, un signore si presenta alla portineria del Municipio e chiede di parlare con il sindaco, Rossana Di Bello.
“Impossibile. La Di Bello non è più il sindaco di Taranto” – risponde il vigile.
La scena si ripropone il giorno successivo:
“Vorrei parlare con la Di Bello”.
“Come le dicevo ieri, ma forse non mi ha sentito, la Di Bello non è più il sindaco di Taranto”.
Si va avanti così per un mese. Alla fine il vigile sbotta:
“Ma insomma! Le ho ripetuto mille volte che qui non c’è più nessuna Di Bello! Forse è nella sua bottega in via D’Aquino, forse è in tribunale, forse sta per entrare in carcere, ma qui in Municipio non c’è! La Di Bello non è più sindaco, ha capito?!?!”
“Certo che ho capito. E’ che godo nel sentirmelo ripetere ogni giorno...”

Ora la partita, commentata in modo sobrio e solo per dovere di cronaca.
Luci ed ombre a Turi. Bene la vittoria, bene i tre punti, bene la reazione caratteriale nella seconda metà della partita. Ma, a parte il set lasciato per strada, il primo dall’inizio del campionato, la prestazione della squadra non è stata affatto brillante e diverse atlete hanno giocato al di sotto delle proprie potenzialità. E’ bastato un Nojaturi grintoso e determinato per mettere più volte a disagio la Nati a Taranto nel corso della prima metà del match.
Non mi posso assentare un attimo...
Sestetti. Simona-di-metallo nuovamente in posto due, questa volta per necessità e non per scelta tecnica come ad Ostuni, e per il resto coach Marcello ha impiegato la formazione standard: Marcella in palleggio, Michela e la Corallina di banda, Clara e Cristiana centrali, Leo libero.
Dall’altra parte della rete l’allenatore Moramarco ha utilizzato Roberta Sanitate in regia, con il compito di alimentare gli attacchi di Rosemary Ricciardi, Betty Tortora e Stefania Topputi; le centrali Serena Di Pierro e Grazia Spinelli hanno completato il sestetto e Marika Grassano ha ricoperto il ruolo di libero. Nel corso del match entrerà anche Alejandra Graniero Rodriguez.

Che non sarebbe stata una serata facile lo si capisce dai primi scambi: le baresi attaccano con ardore e la difesa tarantina non appare reattiva come in altre occasioni. Molto efficaci in questa fase Rosemary Ricciardi e Betty Tortora, le due giocatrici più esperte tra quelle a disposizione di coach Moramarco. La Nati a Taranto riesce, comunque, a rimediare e l’esiguo svantaggio iniziale si trasforma in un 12-16 che forse appaga precocemente le rossoblu.
Nojaturi, invece, pareggia e rimette in discussione il parziale. Sul 18-18 è il preciso servizio del nostro sottotenente di vascello a creare difficoltà alla ricezione avversaria; le nostre riescono a contrattaccare ed il break di sei punti (18-24) le pone in posizione di sicurezza. Finisce 19-25.
Appare equilibrato anche il secondo set, ma soltanto fino al primo time-out tecnico.
Poi le baresi prendono il largo e si portano sul 14-9, continuando a mostrare un atteggiamento molto determinato e la giusta precisione in attacco. Le rossoblu vanno in tilt: lacunosa la ricezione; confuse le azioni offensive e difficoltosa la ricostruzione del gioco. Il gap aumenta in favore delle biancazzurre (19-12), al cui cospetto la NAT appare disunita. Il parziale è compromesso (25-15) ed è il primo set perso dalla squadra del presidente Lupo dall’inizio del campionato.

L’intervallo è utile a riacquistare lucidità. Le giocatrici rossoblu tornano sul parquet con un atteggiamento mentale diverso e finalmente giocano una buona pallavolo, quella a cui avevano abituato i propri sostenitori. La difesa è più attenta, le attaccanti vanno a segno con maggiore continuità e le centrali completano l’opera con un rendimento molto positivo.
I parziali del terzo e del quarto set sono eloquenti (11-25 e 14-25). Le tre attaccanti joniche, Cory, Michela e Mucci, chiudono l’incontro con lo stesso numero di palloni messi a terra (12), ma la miglior realizzatrice della serata è la laterale del Nojaturi, Stefania Topputi (17 punti).
Sugli altri parquet, l’Azzurra Molfetta dà filo da torcere al Matera, che alla fine vince e conserva il primato. Sabato al Palafiom, grande partita proprio tra le due formazioni leader in questa effimera classifica di avvio. Effimera ma bella a vedersi. Potenza pazzerello: dopo aver battuto Trani al tie-break la settimana scorsa (15-2), questa volta perde con il Battipaglia. Ancora al tie-break e ancora con un parziale sorprendente (15-4).

Altri risultati: Matera-Molfetta 3-1, Salerno-Ostuni 3-0, Benevento-Aversa 3-1, Battipaglia-Potenza 3-2, Scafati-Montescaglioso 3-1, Trani-Sarno 3-0, Sala Consilina-Tuglie 2-3.
Classifica: TARANTO e Matera 15; Salerno 12; Trani e Benevento 11; Sarno e Tuglie 9; Scafati 7; Potenza e Molfetta 6; Aversa 5; Nojaturi, Montescaglioso e Sala Consilina 4; Battipaglia 2; Ostuni 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Montescaglioso 120,00; tutte le altre 0,00.
Si sblocca la classifica. Sarno: 170 euro per le offese e le minacce rivolte dal pubblico agli arbitri. Montescaglioso: 120 euro (di cui 40 per le offese del pubblico agli arbitri e 80 per la sospensione di un dirigente).
Prossimo turno: TARANTO-Matera, sabato 25 ottobre, ore 19.00.
Un sms per Ivana:

Verso Turi, la terra del Mago

Mi sono sbagliato. Il Nojaturi, squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi, non gioca a Noicattaro, ma gioca (anche) a Turi. Alcune partite sono ospitate nella palestra Pertini di Turi, altre nel Palasport di Noicattaro.
Sabato prossimo il derby Nojaturi-Nati a Taranto per fortuna si giocherà a Turi. Non ho nulla contro Noicattaro, ci mancherebbe, ma sono contento – e lo scrissi in tempi non sospetti - di andare in pellegrinaggio nella terra delle ciliegie più buone del mondo nonché, soprattutto, città natale del mago Vincenzino Di Pinto, il grande coach che tanto ha dato alla pallavolo jonica.
Coach Marcello mi correggerà se sbaglio, ma in passato l’utilizzo del Palafiom da parte della Prisma di Di Pinto per le partite e soprattutto per gli allenamenti non è stato privo di spunti utili anche per la crescita della nostra Nati a Taranto, che all’epoca si chiamava ancora Palafiom.
Quando fu insignito del “Premio Turi 2006”, La Gazzetta del Mezzogiorno dedicò al coach pugliese un lungo e bell’articolo che qui riporto in alcune parti salienti:

Nella fascinosa cornice di Villa Menelao, scorrono le immagini della vita di Di Pinto. Il maxischermo è un mosaico pieno di tessere: il Di Pinto studente modello, il Di Pinto nella sua prima squadra che si allenava nella scuola media Resta (“era poco più di un ripostiglio, dove negli anni settanta giocavamo a pallavolo con uno spago di rete” ricorda il tecnico), il Di Pinto giocatore con l’aria di stratega, il Di Pinto allenatore di un gruppo di amici che animavano la Asp Turi tra gli anni settanta e ottanta, il Di Pinto artefice di promozioni difficili ma emozionanti come salti mortali (Mottola, Castellana Grotte, Gioia del Colle, Taranto), il Di Pinto mister spagnolo, il Di Pinto domatore della pressione agonistica di Macerata, il Di Pinto lacerato dall’unica sua retrocessione in carriera nel 2005, il Di Pinto rivitalizzato dal salto in A1 nel 2006 (...).
Duro quanto un sasso della sua città natale, Vincenzo Di Pinto “dettava le regole ai compagni, già quando giocava a calcio sul selciato del largo vicino la nostra casa, sulla via per Conversano” appunta mamma Lauretta, tante volte disperatasi per le sudate del figlio, “che dapprima per il pallone e dopo per la pallavolo, era pronto a far tutto. Mi ricordo che di nascosto passava agli amici le scarpette dalla finestra con le quali andare a giocare. Poi tornava a casa accalorato ed io lo asciugavo con la paura che si potesse ammalare. Alla fine, però, ci mettevano d’accordo le mie deliziose polpette fritte con le uova...”
Quello del discolo era un male d’amore, perché Di Pinto a 23 anni era già seduto sulla panchina dell’Asp Turi. E’ quella la prima squadra che plasmò col suo istinto.
Il martello venezuelano Henry Josè Graniero Rodriguez: “Un pregio ed un difetto di Di Pinto? Risiedono entrambi nel suo stacanovismo. Lavora e fa lavorare troppo, ma lui è un grande esempio per i tecnici che stanno nascendo adesso”. [1]
E l’Asp Turi, prima formazione allenata da Di Pinto, è proprio, nella sua versione femminile, una delle due costole da cui è nata la Nojaturi che affronterà domani la nostra NAT. Coincidenza vuole che nella squadra barese ci sia oggi la seconda generazione dei campioni allenati dal mago di Turi; il riferimento è alla figlia d’arte Alejandra Graniero Rodriguez.
La strada Ginestre della palestra Pertini è dalla parte opposta della via per Conversano. Peccato; io un paio di polpette fritte non le avrei disdegnate.
NOTE:
(1) Cfr. SALVATORE, A., Di Pinto: la pallavolo vincente del Sud, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 10 marzo 2007, pag. 13.
La foto delle ciliegie Ferrovia è tratta da http://it.wikipedia.org.
Impressioni di settembre

Cerchiamo di dare un’occhiata alle nostre future avversarie, o almeno a quelle di cui conosciamo, sia pure sommariamente e per lo più attraverso i rispettivi siti internet, il nuovo volto.
Considerazione generale: sembrava che le squadre di B2 fossero destinate ad essere saccheggiate da quelle di B1, invece ho l’impressione che sia successo il contrario. La riduzione delle straniere avrebbe dovuto favorire un passaggio a scalare delle migliori atlete dell’A2 verso l’A1, della B1 verso l’A2, della B2 verso la B1. In tal modo le squadre “ferme”, le squadre “fatte in casa”, più centrate sui propri vivai, si sarebbero automaticamente rafforzate restando... se stesse. Invece sembra che ci sia stato un processo di osmosi tra B1 e B2. Complicandoci la vita, è chiaro.
La prima partita di campionato, come abbiamo visto, sarà in casa contro lo Scafati e già si annunciano fuochi d’artificio visto che entrambe le formazioni sembrano essersi rafforzate. Dimentichiamoci la Tekla che lottava per la salvezza; la versione 2008-’09 della squadra del presidente Villani ha altri obiettivi, legittimati dall’arrivo di giocatrici valenti ed esperte come la brasiliana De Almeida e la pugliese Silvia Renna. E’ anche vero, però, che sono partite ottime e duttili atlete come Grimaldi, Amitrano, Melis e Salvati, ma i nomi delle sostitute che si vociferavano, se confermate, rappresentano un trampolino di lancio verso i play-off (ad esempio, Vinaccia e Boccia).
La domenica successiva si va ad Aversa. Il Centro Santulli dovrebbe essere l’altra squadra della città, quella proveniente dalla B1, non la Jambo Normanni affrontata lo scorso anno. Speriamo che non siano le stesse giocatrici che hanno sfiorato l’A2 altrimenti sarà triste...
Poi iniziano i derby di ottobre.

Prima riceviamo l’Azzurra Molfetta, che aveva condotto una campagna acquisti saggia ed encomiabile confermandosi come una splendida squadra. Poi è successo quello che tutti sappiamo, purtroppo. Comunque sono arrivate Valentina Testini (dal Valenzano, sebbene inattiva l’anno scorso), la centrale Paola Di Bucchianico (dal Ruvo, ma con esperienza in B1), l’opposto Valeria Brattoli e la giovane Marilena Fracchiolla. E soprattutto è rimasta la grande Mariateresa Francioso.
Per la 4^ di campionato si torna a Ostuni. Sulla campagna acquisti della squadra brindisina hanno influito le mutanti disponibilità finanziarie. Sembrava un’estate da favola visti i contatti con fuoriclasse straordinarie, poi i progetti si sono ridimensionati.
Non c’è più la fenomena Alessandra Piccione, tornata ad una categoria più consona al proprio valore (l’A2 con San Vito dei Normanni); non c’è più l’ottimo libero Morena Favino (altra carriera in fase di legittimo avanzamento: B1 a Viterbo); non c’è più neanche la match-winner della sfida-salvezza decisiva, Federica Tonon, al pari della palleggiatrice Lassandro. Insomma, il buon Tonino Solombrino deve ripartire quasi da zero, ma sono convinto che saprà costruire un’altra squadra capace di regalare bel volley ed emozioni alla città bianca. Una grossa mano gliela daranno certamente la nostra Paoletta con la sua creatività e (forse...) la nostra Ivana con la sua potenza. Ci sarà anche il killer Albino o si tratta di una voce incontrollata?
Il terzo derby stagionale è a Noicattaro-Turi. Onestamente conosco poco di questa formazione nata dalla fusione tra due società che l’anno scorso hanno conquistato i play-off della serie C (vincendoli, nel caso del Noicattaro). Speravo che fosse l’occasione per andare in pellegrinaggio nei luoghi dell’infanzia di Vincenzino Di Pinto a Turi, ma purtroppo si giocherà a Noicattaro. A rafforzare il roster sono arrivate una vecchia conoscenza pugliese, Betty Tortora (da Lucca), e Rosemary Riccardi (da Porto Recanati).

La 6^ giornata (ri)propone al Palafiom una squadra gloriosa, con trascorsi in serie A: Matera. La compagine lucana si candida ad un ruolo da protagonista per la promozione e gli ingaggi di Michela Ristits e di Micaela Vecerkova sono una certificazione di qualità per questa candidatura. Dalla B1 (Benevento) scende Arianna Amati a palleggiare e da Spezzano arriva la centrale Emanuela Romano. Da tenere d’occhio anche l’altra Romano, Jessica.
La successiva trasferta è a Benevento, squadra di cui non so nulla, se non che si tratta di una neopromossa in B2 che intende valorizzare un’eccellente “linea verde” e sembra far propria la massima secondo cui la squadra che vince non si cambia. Molte conferme, quindi, ma anche innesti utili ad affrontare la categoria. Ad esempio, la palleggiatrice Alessia Sigala (da Aversa, B2).
Battipaglia si è rafforzata con Tatiana Lombardo (Pontecagnano, B1), con l’ex-massafrese Francesca Nolè e con Antonietta Dellomonaco, una delle protagoniste della salvezza dell’Ostuni lo scorso anno. Le atlete della NAT mi segnalano anche Ratiba (da Sala Consilina, C).
Tra le altre giocatrici della rosa: Antonella Miano, Giusy Palladino, Adele De Biase e il libero D’Andrea.
Il 15 novembre siamo di scena a Potenza.
Coach Caliendo riparte da una formazione estremamente competitiva che lo scorso anno ha fallito soltanto negli scontri diretti, stritolando senza pietà le restanti avversarie. Le stelle sono rimaste e le giovani saranno certamente cresciute; chissà che, zitta zitta, Potenza non si riveli la vera grande protagonista del campionato. Partite Micca, Vantaggiato e Sardone; dentro Carbonara (da Molfetta), Di Lucchio (da Rionero), Pontillo (da Santeramo) ed un’infornata di giovanissime promettenti.
Alla 10^ d’andata riceviamo Sala Consilina, società con un amletico problema di identità (campana o lucana...?). Sono arrivate Marida Troiano, Simona Ancora, l’ex-manfredoniana Moira Giovino, la centrale Giulia Radice (lunga esperienza in B1; ha vinto anche un campionato a San Vito dei Normanni), Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca (da Potenza, B2).
A fine novembre si torna a Salerno. Ecco un’altra corazzata, una sicura candidata per la vittoria finale. La palleggiatrice Arianna Formisano (da Città Ducale, B2) avrà solo l’imbarazzo della scelta tra una rosa di attaccanti notevole (Gisela Scialacomo, Nunzia Campolo, Grazia Sforza, Annamaria Amitrano e forse anche l’inossidabile Antonella Cataldo). Al centro resta l’ottima Valentina Borrelli ed arrivano Viviana Vincenti (da Massafra), oggetto del desiderio di... tante società, e Antonella Salvati (da Scafati). Una squadra stellare.
Dopo la pausa dell’Immacolata la Nati a Taranto riassaporerà il gusto saporito e carico di ricordi della sfida con il Tuglie.
Nella squadra leccese continuo a vedere tanta Palafiom-NAT, non nei nomi ma nel carattere. E’ sostanzialmente la squadra che da anni primeggia in serie C, fatta a immagine e somiglianza di coach Scanferlato: grinta, serietà, spirito di sacrificio, coesione e silenzio operoso. Se anche fossero state soltanto confermate le atlete della scorsa stagione, Tuglie darebbe del filo da tocere a tutti. In meno c’è la Albino, ma in più c’è Ida Taurisano (ex Brindisi, B1), un’atleta che da sola può cambiare partite ed ambizioni. In più c’è anche la giovane Giorgia Valente, ammirata al Maria Pia in occasione delle semifinali regionali Under 18 (l’ex-brindisina vinse poi il titolo). Non dovrebbe più arrivare la Tonon; potrebbe arrivare Monica Casalino, altra giocatrice da B1.

Terzultima di campionato a Trani. Dopo aver fatto parte della triade che ha dominato la scorsa stagione, unica a conservare l’imbattibilità interna, la squadra di coach Chieppa non può nascondere il proprio obiettivo: vincere il campionato. Anche perché è ancora più forte dell’anno scorso. Restano quasi tutte le grandi fuoriclasse (dalla Ricci alla Balducci, dalla Caterina alla Bisceglia) e in più si registrano gli arrivi di Mina Annese (Valenzano), Palma Montillo (Altamura) e Rosalba Di Corato (Siracusa). Partono alcune colonne come Laura De Pinto e Isa Azzolini. Si congedano da Trani anche Barbara Krambeck, Antonella Civita e purtroppo Angelica Tricarico.
L’ultimo incontro in casa del girone d’andata è contro il Montescaglioso, che ha ritrovato la B2 dopo la controversa retrocessione della scorsa stagione. Altra campagna acquisti di qualità; basti pensare a Noemi Piscopo (Rieti, B1), alle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzhieva Svetoslavova (la “donna fatale”, al centro del giallo federale dell’anno scorso) e soprattutto a Mirela Sesti Nunes (Rovigo, B2, ma precedenti esperienze in A1). L’allenatore non sarà più l’uomo dei record; al suo posto è appena arrivato coach Lorenzo La Fratta.
Si chiude a Sarno, un’altra neopromossa che difficilmente si accontenterà della salvezza. L’allenatore è una garanzia: coach Loparco, creatore lo scorso anno di un “prodotto” perfetto (l’Orion Napoli) che non a caso ha conquistato la B1. Oltre a Veronica Grimaldi (ex Scafati), che ci ha sempre fatto vedere i sorci verdi, sono arrivate (dalla B1) Veronica Masella, Cristina Comanzo e Valeria Ricciardi.
In conclusione, ci sono circa una dozzina di squadre che se lottassero per i play-off non ci sarebbe da sorprendersi. Quest’anno la lotta per non retrocedere dovrebbe essere abolita... “Salvezza politica” a tutti.





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