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NAT in A2! E il mercato decolla: prese Luraschi, Angeloni e Stam. Quasi fatta per Korotenko e Piccione. Si tratta per Pinedo

di skanderbeg69 (18/06/2009 - 16:37)

A meno di 48 ore dall’ufficializzazione dell’acquisto del titolo di serie A2 da una società lombarda, la Nati a Taranto Volley scopre le carte tenute gelosamente nascoste per settimane.

La palleggiatrice Katja Luraschi, l’opposto Rita Angeloni e la schiacciatrice olandese Debby Stam. Nell’arco di poche ore la campagna acquisti della Nati a Taranto ha prodotto tre grossi colpi ed è sostanzialmente quasi conclusa.

Dovrebbe arrivare nelle prossime ore anche la definizione di una quarta trattativa estera particolarmente interessante: la firma di Valeriya Korotenko, libero della nazionale azera, è temporaneamente bloccata da un cavillo con la federazione turca, un cavillo destinato ad essere agevolmente superato.

      Niente da fare, purtroppo, per Marianna Masoni, il “gioiello di famiglia” che avrebbe dovuto diventare, nelle intenzioni della società, il simbolo ed il fiore all’occhiello della squadra: una tarantina di prestigio, già nel Club Italia, in grado di guidare la squadra della propria città verso traguardi ambiziosi.

Ma Marianna si trova bene ad Urbino e non intende disattendere gli impegni presi, nonostante l’insistente corteggiamento della società di via Golfo di Taranto.

Coach Marcello ha trovato, comunque, il modo di consolarsi: proprio da Urbino arriva Katja Luraschi (23 anni), altra beniamina del tecnico jonico, ed il ruolo di opposto sarà occupato da una giocatrice estremamente interessante, Rita Angeloni (20 anni), ex Sassuolo.

“Ho conosciuto Katja nelle selezioni giovanili della nazionale. E’ una palleggiatrice fortissima ed in grado di interpretare alla perfezione il volley moderno.

L’ho vista giocare l’anno scorso a San Vito e poi in numerose videocassette. Purtroppo l’infortunio al polso sembrava grave al punto da comprometterne la carriera; Katja era rassegnata al ruolo di team-manager, ma l’ho convinta a non arrendersi e lei ha accettato questa sfida. Sono certo che la vincerà. Lei ha le carte in regola per tornare nel giro della nazionale maggiore.”

      In diagonale troverà l’opposto Rita Angeloni, una delle giocatrici italiane più promettenti (e più alte: 1,91). Cresciuta nella Virtus Roma, la Angeloni è stata bloccata da un infortunio proprio nella stagione che avrebbe dovuto segnare il suo ingresso nel grande volley nazionale. A Sassuolo, in pratica, non ha mai giocato e la società modenese ha deciso di cederla per un anno alla Nati a Taranto, dove avrà tempo e spazio per recuperare. Può occupare indifferentemente i ruoli di opposto e di schiacciatrice e proprio questa duttilità rappresenta un’arma in più per l’atleta romana. L’orientamento di coach Marcello è comunque quello di impiegarla in posto due.

“E’ uno dei più promettenti talenti in circolazione. Lo scorso anno ha avuto poco spazio a causa delle condizioni fisiche non ottimali; questo sarà l’anno del suo rilancio. Eccellente in tutti i fondamentali; di fatto non ha punti deboli. L’unica incognita è rappresentata dal ginocchio operato, ma l’ho vista allenarsi per una settimana e posso essere fiducioso.”

Dalla Russia e più precisamente dall’Universitet Belgorod arriva la nazionale olandese Debby Stam, 25 anni, 1,84 di altezza. E’ stabilmente nella selezione orange da cinque anni e per assicurarsela la NAT ha dovuto vincere la concorrenza di molti club italiani, anche di serie A1. La Stam – assicurano gli esperti – può essere la giocatrice in grado di fare la differenza in questa categoria e di colmare con il suo talento l’inesperienza della squadra jonica.

Come si accennava in apertura, è sostanzialmente concluso anche l’acquisto dell’azera Valeriya Korotenko (25 anni), il miglior libero degli Europei di Zagabria del 2005.

Stranamente snobbata dal mercato italiano, la Korotenko ha giocato a lungo nella squadra dell’Azerrail Baku prima di approdare al Fenerbahce, in Turchia.

La campagna acquisti ovviamente non è finita.

Ci sono pressioni sul Salerno per portare in riva allo Jonio Nunzia Campolo, ma la formazione campana difficilmente lascerà partire il martello napoletano.

Altrettanto insistente è il pressing della NAT sul San Vito dei Normanni. Il sogno di Trombetta di vedere Alessandra Piccione in maglia rossoblu sta finalmente per realizzarsi: la società brindisina dovrebbe cedere il forte martello, unitamente al coniuge, in cambio di una consistente contropartita economica.

Nella trattativa potrebbe inserirsi anche il prestito annuale della fuoriclasse argentina Georgina Pinedo. In tal caso, al San Vito andrebbero in via definitiva Mariella Clemente e Denise Portulano, due gioielli del vivaio della Tempesta di cui però coach Presta non vorrebbe privarsi in considerazione delle loro notevoli potenzialità. Si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni.

Sul fronte delle cessioni, Silvia Mastandrea trascorrerà un anno in prestito al Potenza mentre Alessandra Certa sarà la palleggiatrice dell’ambiziosa Orchidea Taranto, neopromossa in C.

Per concludere, la Nati a Taranto si sarebbe assicurata, in prestito, un’interessantissima Under 18 salentina, il cui cartellino è stato acquistato da una formazione di serie A1 pugliese.

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Il tempo dello sport

di skanderbeg69 (13/06/2009 - 13:21)

Il colonnello Gheddafi è in ritardo.

Alle 17 avrebbe dovuto incontrare una rappresentanza di parlamentari disposti ad ossequiare un sicuro dittatore e presunto ex-terrorista, ma costui alle 18.30 non si è ancora fatto vedere e allora il presidente della Camera, Gianfranco Fini, annuncia l’annullamento dell’incontro. Che diamine, il colonnello non ha manco mandato un sms per avvisare...

Nessuno può accusarmi di essere vicino al PDL, ma in questo caso Fini ha la mia approvazione e diventa un emblema della lotta al ritardo.

Sebbene possano esserci circostanze impreviste a giustificarli, i ritardi – a mio avviso – sono un atto di maleducazione verso cui in Italia c’è una tolleranza eccessiva. Non mi riferisco tanto e soltanto ai ritardi in incontri informali tra amici, ma soprattutto ai ritardi con cui iniziano riunioni, convegni, concerti.

      Il grande Eduardo De Filippo evidenziava in una sua commedia che “l’appuntamento si intende sempre una mezz’ora dopo”. [1]

Addirittura siamo rassegnati a considerare l’ora di ritardo una normalità nei concerti quando, secondo me, è un’aberrazione data la sua sistematicità. Certo, per preparare un palco, per accordare gli strumenti, per coordinare l’afflusso del pubblico, ecc., ci vuole tempo, ma visto che si sa che ci vuole tempo, non si può iniziare a lavorarci sopra prima, cacchio?!

E nella questione del rispetto delle puntualità, al sud – duole rilevarlo – abbiamo un grado di menefreghismo maggiore. Ricordo ancora con sorpresa una riunione di lavoro in Veneto nella quale i partecipanti iniziarono l’incontro stabilendo l’ora in cui la riunione stessa avrebbe dovuto terminare. Sbalorditivo. Da noi già è assai rispettare l’orario in cui una riunione deve iniziare; figuriamoci se si riesce a stabilire e a rispettare anche l’orario di conclusione...

Forse uno dei motivi per cui lo sport in Italia ha tanto successo sta nella certezza. In una società come quella italiana in cui gli orari, gli aspetti organizzativi, il funzionamento dei trasporti, gli esiti delle pratiche inviate alla pubblica amministrazione o anche le sentenze giudiziarie finiscono con il risultare macchinosi, lenti, ambigui, circondati dal sospetto, lo sport è uno dei pochi settori in cui la puntualità è rigorosa, le regole sono certe e i risultati sono immediati e trasparenti.

La partita deve iniziare alle 19 e alle 19 spaccate inizia; le regole essenziali sono abbastanza chiare e si imparano in fretta; quando la partita finisce, si sa chi ha vinto e chi ha perso. Si può subito festeggiare o ci si può intristire, senza dubbi, senza appelli e senza ricorsi, salvo rare eccezioni.

D’altra parte, tornando alla puntualità, ho scoperto che nella pallavolo per ogni minuto di ritardo c’è una multa di 2,00 euro.

Magari valesse la stessa regola, sotto forma di rimborso agli spettatori, anche per i concerti.

Mi chiedo, quindi: se è possibile rispettare sistematicamente e rigorosamente la puntualità nello sport, perché non si riesce a fare lo stesso anche in tutti gli altri ambiti?

 

NOTE:

(1) DE FILIPPO, E., Filumena Marturano, Atto III.

La foto di Gheddafi è tratta da www.repubblica.it; quella di De Filippo da http://en.wikipedia.org.

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Chiarito il mistero dei cerchi nel grano a Monteiasi

di skanderbeg69 (08/06/2009 - 21:21)

I cerchi misteriosi ritrovati in un campo di grano a Monteiasi non sono più un enigma.

La clamorosa scoperta e le straordinarie immagini del fenomeno hanno finito per oscurare finanche i risultati delle elezioni, attirando sul posto scienziati, ufologi e curiosi. Le ipotesi si sono sprecate: riti esoterici, formazioni elettromagnetiche, burla e soprattutto UFO. Come in altre parti del mondo, infatti, i cosiddetti crop circles sono solitamente associati alla fantasiosa quanto suggestiva ipotesi di un atterraggio extraterrestre.

     Nel caso di Monteiasi, poi, le piante di frumento erano tutte piegate in senso orario e le figure geometriche risultavano di proporzioni perfette.

La vicinanza degli impianti dell’Alenia, dove si costruiscono le fusoliere dei Boeing 787, ha ulteriormente incoraggiato i sostenitori dell’ipotesi secondo cui gli UFO sarebbero atterrati per una visita esplorativa volta a verificare lo stato dello sviluppo aerospaziale degli umani.

Fantasie?

No, questa volta si tratta di realtà: a Monteiasi sono davvero atterrati gli extraterrestri, che dunque hanno dato una prova definitiva e inconfutabile della loro esistenza.

Sono stati loro stessi a presentarsi alla Terra partecipando a Sport & Sport, la trasmissione di Fabrizio Cafaro e di Gianluca Catucci. In studio era presente anche una giocatrice della NAT Tempesta.

“Veniamo da Xobbuzk e siamo atterrati in questo pianeta per riprenderci Ida Taurisano” – hanno esordito i due extraterrestri ospiti del programma.

 “Mascherata da comune mortale, avevamo calato Ida in serie B2, poi però un infortunio ha compromesso il nostro esperimento. Siccome i ticket sanitari a Xobbuzk sono particolarmente onerosi, abbiamo atteso che Ida completasse la riabilitazione sulla Terra a spese del Tuglie. Ora può tornare con noi.”

Mentre Catucci cercava su Internet curiosità e statistiche relative agli inconsueti ospiti della trasmissione, Cafaro ha chiesto a questi ultimi un parere sulla Terra e sul campionato appena concluso.

“La terra è un pianeta strano; sembra che gli abitanti siano mossi da una sconcertante irrazionalità che impedisce loro di godere appieno della natura e dell’esistenza. Ci sono altre anomalie che non riusciamo a spiegarci: il senso di quel pezzo di stoffa che chiamate cravatta e che vi procura inutili fastidi, il motivo per cui qualcuno beve caffè decaffeinato, la ragione per cui certe donne se la tirano come se per loro fosse un sacrificio e non un piacere, l’esistenza o meno di un cervello nei dirigenti di quello che chiamate PD quando commentano le sconfitte come se fossero vittorie e quando portano un personaggio come Alberto Tedesco in Senato.

Il campionato di B2 appena concluso è stato molto seguito su Xobbuzk grazie a Jotv e questa passione è indubbiamente frutto dell’elevato livello tecnico di tutte le squadre. Crediamo che Trani abbia meritato la vittoria finale, ma siamo certi che con la nostra Ida il Tuglie avrebbe conteso il primato sino alla fine.

A noi è molto piaciuta anche la Nati a Taranto: ha espresso una grande pallavolo e le giocatrici sono molto carine. E’ certamente la nostra squadra preferita.

Ora scusate, ma abbiamo problemi di orario e poi ci scade il grattino della sosta.”

     Il congedo da Sport & Sport è risultato piuttosto movimentato. Uscendo dagli studi televisivi, i marziani hanno infatti rapito la giornalista Valeria D’Autilia.

“Ci serve per alcuni esperimenti sulla riproduzione mista xobbuzkiani-terrestri – hanno fatto sapere gli extraterrestri - e inoltre dobbiamo vendicare lo sgarro fatto alla nostra squadra del cuore. La riporteremo sulla Terra soltanto dopo che Cafaro avrà assistito realmente ad una partita della Nati a Taranto. L’aveva promesso nella penultima puntata, ma poi nessuno l’ha visto al Palafiom. La D’Autilia, invece, l’anno scorso al Maria Pia ci veniva ogni tanto.”

 

NOTE:

La prima foto è tratta da http://en.wikipedia.org e si riferisce ad un terreno in Svizzera; la seconda foto è tratta da www.lagazzettadelmezzogiorno.it.

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Sì, Berlusconi ha una figlia segreta

di skanderbeg69 (05/06/2009 - 16:32)

Molti l’hanno sospettato: e se Noemi fosse la figlia piuttosto che la non-si-capisce-che-cosa di Silvio Berlusconi? Quel “papi” con cui la ragazza napoletana si rivolge affettuosamente al presidente del Consiglio appare un po’ ambiguo.

Ma no, Noemi non è la figlia segreta di Berlusconi.

Eppure una figlia segreta Berlusconi ce l’ha e noi l’abbiamo trovata.

Ha 16 anni, vive a Taranto, studia e gioca a pallavolo. Ed è lei la vera ragione del divorzio tra il capo del governo e Veronica Lario.

E’ stato un giornale britannico, The Guardian, a scovarla dopo aver raccolto un’indiscrezione direttamente dall’avvocato David Mills. Il silenzio per cui costui è stato pagato con 600mila dollari non riguardava, dunque, la corruzione e i fondi neri, bensì un segreto ancora più imbarazzante per Silvio Berlusconi: una figlia mai riconosciuta.

Robert Edwards, l’inviato del Guardian, è riuscito a rintracciare la ragazza ed a convincerla a fare l’esame del DNA, comparandolo con quello del presidente del Consiglio (lo stesso giornalista, durante il convegno di Confindustria, aveva raccolto dalla spazzatura lo Scottex con il fondotinta del premier). Le analisi non lasciano dubbi: Berlusconi e Jennifer (nome di fantasia) sono padre e figlia.

Già, ma chi è la madre?

La madre sarebbe C.Z., una pallavolista piemontese con cui Berlusconi ebbe una breve relazione nei primi mesi del 1992.

Il frutto del peccato sarebbe stato abbandonato dentro un cestino porta-palloni Molten e pietosamente raccolto da un bambino di Taranto che all’epoca giocava a minivolley  e che oggi è un affermato pallavolista in serie B. “Possiamo tenerla?” avrebbe detto il piccino rientrando a casa; la famiglia acconsentì, allevando la creatura come una figlia.

Jennifer, rincorsa dal giornalista all’uscita da scuola, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Ma al suo posto ha parlato l’allenatore della piccina, Marcello Presta: “Jennifer è la figlia di Berlusconi, senza dubbio alcuno. Adesso il presidente del Consiglio deve assumersi le proprie responsabilità.

L’ufficio legale della Nati a Taranto Volley ha già notificato una richiesta per ottenere gli alimenti: abbiamo quantificato in 2 milioni di euri l’assegno mensile che spetterà alla bambina dal giugno 2009 in poi e in 400 milioni l’importo degli arretrati. Inoltre a Jennifer spetta la villa in Costa Smeralda, una rete Fininvest, mezzo Kakà e beni immobili per un valore di due miliardi di euri.

Finché non diventerà maggiorenne, ovviamente, amministreremo noi questo patrimonio. Se vuole, Berlusconi è invitato al compleanno della ragazza il 12 giugno prossimo al Siddharta. Ma se non viene, è meglio.”

La questione del mantenimento, però, non è così semplice. I genitori “adottivi” della ragazza hanno reclamato la propria parte ed anche il tecnico della Tempesta, Davide Monopoli, è intervenuto per battere cassa: “Jennifer – ha detto il coach - è anche una giocatrice della Tempesta; Presta non può pretendere di papparsi tutta la torta. A noi spetta metà della quota degli alimenti e metà del patrimonio. Siamo pronti a dare battaglia in tribunale.”

Scontato, a questo punto, il soprannome attribuito alla figlia segreta del premier: “Riccioli... d’oro”.

 

NOTE:

I contenuti di questo post sono evidentemente falsi e rispondono ad esigenze di satira. E’ processualmente vero soltanto il fatto che David Mills sia stato condannato per aver ricevuto 600mila dollari in cambio della falsa testimonianza nei processi per corruzione e fondi neri.

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Elogio del capello sciolto

di skanderbeg69 (02/06/2009 - 20:33)

Quando mi capita di incontrare le ragazze della Nati a Taranto “in borghese”, fuori dalla palestra, due cose mi colpiscono in particolare: l’altezza e i capelli.

In realtà si sa, si dovrebbe sapere che sono alte, ma durante le partite c’è una distorsione, un effetto ottico per cui tante ragazze alte messe insieme e staccate dal contesto finiscono con il sembrare normali.

Poi te le trovi di fronte e ti rendi conto che sono proprio gigantesche, anche quelle che in campo, accanto alle centrali, sembrano piccoline.

E poi i capelli.

Ce li hanno. E pure assai.

Durante le partite sono costrette a martoriare le chiome appiattendole sulle teste per evitare di esserne infastidite nelle fasi di gioco. Fuori dalla palestra diventano altre persone, i cui volti andrebbero bene per le foto da vetrine dei parrucchieri.

Come è noto, fu Ivana ad avvicinarmi all’allora Palafiom. Quando, però, entrai per la prima volta nel palazzetto e vidi le atlete riscaldarsi ebbi serie difficoltà ad inviduare la mia amica. Sembravano tanti cloni di Ivana. Perché? Essenzialmente perché i capelli raccolti cessavano di essere un elemento distintivo (secondariamente perché sono piuttosto bighìno).

Ho escluso un terzo elemento caratteristico delle pallavoliste, la bellezza, perché quella è ben visibile sia in campo che fuori dal campo.

Ma voglio tornare sui capelli.

Per anni ho pensato: perché li maltrattano così? I capelli sono un forte elemento di seduzione; anche per questo le donne islamiche morigerate li nascondono nei veli. Quanto sarebbe bello assistere ad una partita in cui le giocatrici mettono da parte fermagli ed elastici per sventolare le loro belle e vaporose chiome. Perché nessuna lo fa?

Quasi nessuna, in effetti.

Giusy D’Elia, la palleggiatrice del Molfetta, lo ha fatto, disputando alcuni incontri senza preoccuparsi di tenere i capelli agganciati alla testa. Si veda la foto sopra (che pubblico su cortesia dell’interessata).

Brava. E’ un esempio da imitare.

L’anno prossimo niente fermagli sui parquet. Chiome al vento per tutte.

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (15/05/2009 - 13:43)

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?

Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.

Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.

Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?

No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.

Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?

Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.

Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?

La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.

Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?

Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.

La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.

Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?

Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.

E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.

Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.

In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.

Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?

A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.

Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?

Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?

Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.

A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.

Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.

Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.

Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.

Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.

A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?

E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.

Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.

Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.

Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.

Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...

Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?

Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.

Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.

Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.

Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]

Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?

Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.

Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.

Il primo campionato di Vincenzo Lupo.

Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.

Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?

Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.

Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.

Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.

E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...

Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.

Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?

La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.

La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.

E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.

A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.

Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?

Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.

Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.

I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?

Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.

Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.

Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?

Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.

E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.

Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.

Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).

Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.

La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.

Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).

Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.

Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.

Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.

Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?

Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.

A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?

Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.

Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.

Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.

Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.

L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.

Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.

Qual è lo stato di salute del volley pugliese?

A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.

Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.

A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?

Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.

Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.

NOTE

1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.

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Nati a Taranto-Sarno 2-3

di skanderbeg69 (10/05/2009 - 19:02)

Sabato 9 maggio 2009 – ore 18.30

Il mago Trumpet l’aveva previsto e ci sono i testimoni che possono confermarlo: questa partita sarebbe finita al tie-break; anzi, sarebbe finita proprio ai vantaggi.

E’ sempre così. Quanto più l’incontro non conta una mazza, quanto più si avverte il profumo dell’estate con conseguente desiderio di andare al mare, tanto più a lungo dura la partita. Classici esempi sono le Coppe d’Oro e d’Argento.

Ma si è trattato, comunque, di un incontro tutt’altro che vacanziero. Per me, anzi, è stata una delle partite più divertenti e spettacolari del campionato, equilibrata e incerta fino alla fine e con fasi di volley-champagne su entrambi i fronti. Peccato che il risultato alla fine abbia premiato le nostre valenti avversarie, ma la Nati a Taranto esce dal Palafiom tra gli applausi dei tifosi e dell’Armata Jonica. Quest’ultima, pur avendo problemi d’orario, è rimasta sino al termine...

C’è un problema al seggiolone dell’arbitro. In un comunicato della Federazione, veramente, ho letto il termine “sediolone”, ma a me seggiolone piace di più. E’ più tenero. Mi fa pensare al secondo arbitro che in occasione degli intervalli potrebbe avvicinarsi al collega sul seggiolone per fargli mangiare gli omogeneizzati...

Il problema al Palafiom è una vite difettosa o forse mancante. Coach Marcello provvede alla messa in sicurezza, ma un po’ di preoccupazione rimane. Il caso vuole che a dirigere l’incontro di stasera ci sia un primo arbitro piuttosto ben piantato ed una seconda arbitra decisamente più minuta. Non si potrebbe fare uno scambio di ruoli all’ultimo momento così sul seggiolone ci sale la persona più leggera?

Nella Nati a Taranto c’è il ritorno di Simona Mereu.

Mister Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Simona Corallo e Michela Benefico di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Oltre alla citata Simona Mereu, in panchina si accomodano Marcella Scaglioso, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore, che darà il meglio di sé all’agriturismo con frasi tipo: “Non parlo con gli ubriachi!”

Problemi anche nel Sarno per via di infortuni e dolci attese. Soltanto da noi non resta mai incinta nessuna, e che cosa!

Ma il mago Trumpet prevede due gravidanze nel 2009-’10...

Luca Loparco propone Veronica Masella in palleggio, Lucia Campolo opposto, l’ex-Tempesta Susy Di Pietrangelo e la nostra bestia nera Veronica Grimaldi di banda; Rossella Giordano e la fantastica, splendida, simpaticissima Maria Rosa Familio centrali; Valeria Ricciardi libero con inconsueta maglia verde.

La ragazza, che all’andata indossava guanti fucsia fosforescenti, evidentemente si vuole sempre distinguere (ma mi verrebbe da dire che il colore che più la distingue è quello degli occhi, anche alla luce degli estasiati commenti raccolti tra il pubblico del Palafiom).

In panchina Clara Palmieri.

In curva sud Sasà Albanese, sempre ipertecnologico.

Primo set

Sul parquet sembra (ma è un’impressione che presto risulterà errata) che sia sceso soltanto il Sarno: 0-4, che poco dopo diventa 2-8. In evidenza Campolo (quella giusta o quella sbagliata?) con un muro, Di Pietrangelo con un ace e Grimaldi, che inizia presto a rompere i coglioni da posto quattro.

Il time-out è proficuo: la Nati a Taranto prende le misure all’ostico muro campano e infila cinque punti consecutivi. Grande Sonia con un attacco ed un muro vincenti (7-8).

Esauriti i break, l’incontro si assesta su una situazione di grande equilibrio, con le due formazioni che si rincorrono punto su punto. Bene tutte le centrali in questa fase, in particolare Cristiana che piazza un muro ed un bel pallonetto.

L’aggressività della difesa rossoblu non riesce ad impedire alle ospiti un tentativo di allungo (12-16), ma l’atteggiamento è quello giusto; infatti agguantiamo subito il pareggio con un primo tempo di Vittoria, un errore sarnese, un altro murazzo di Sonia ed un ace, l’ultimo stagionale, per la Corallina (16-16).

Simona è forse la giocatrice con il miglior rapporto tra servizi vincenti e servizi sbagliati nel corso dell’intero campionato: 21/7.

Il primo vantaggio della NAT è conseguenza di un attacco di Sonia e del passaggio della ronda padana (18-17).

Ma si soffre sino al termine, sino al 23-23 firmato da Rossella Giordano; poi risolvono il parziale un attacco di Michela ed un tiro lungo delle ospiti (25-23).

Secondo set

Pipe di Michela, muro di Giordano e tocco di seconda di Alessandra. Quasi quasi il pupazzo glielo lancio adesso per la felicità...

La nostra palleggiatrice tenta il bis aggiustando in modo irregolare un pallone sporco. Di finire a terra era finito a terra, ma l’arbitro annulla il punto. E’ giusto; comunque è stato bello lo stesso.

Molto suggestivo anche il pallonetto di Maria Rosa Familio, una delle migliori centrali d’Italia, e le ospiti tentano l’allungo (3-6).

Pareggiamo con il sottotenente (7-7), continuiamo a martellare con Sonia e Simona, passiamo avanti con Vittoria (ace) e Michela (15-13), ma Sarno è la squadra che ci mura più di ogni altra: 4 in questa fase (Campolo, Familio, Masella e Di Pietrangelo), 11 nell’intero incontro. Neanche Trani era arrivata a tanto. Punteggio: 15-17.

C’è anche una bomba di Di Pietrangelo che colpisce Michela, con successive scuse.

Si rimedia anche questa volta grazie alle nostre bocche di fuoco (Sonia, Michi e Corallina), poi c’è la svolta del set: break da 5 delle sarnesi (Giordano e Grimaldi in evidenza) ed altrettante palle-set a disposizione (19-24).

Taranto annulla la prima per via di un’invasione fischiata a Grimaldi. Di Pietrangelo si lamenta con Sasà, che tuttavia dalla curva non può intercedere anche perché è impegnato in una personale battaglia contro le zanzare che si sono date appuntamento al Palafiom.

Diciamo che i pantaloncini corti non sono stati un’ottima idea.

Le rossoblu non si arrendono: muro di Vittoria ed ace di Ale (22-24), ma c’è una giocatrice ospite che soffoca con un muro le nostre speranze (22-25).

Chissà chi è... Dico solo che è una laterale, porta il numero 9, esiste un club che riunisce coloro che aspirano ad avere un suo autografo ed ha giocato quattro partite in serie A.

Terzo set

Nell’intervallo Simona Mereu effettua un riscaldamento intensivo.

Il dottor Formoso è troppo lontano per bloccarla e l’esercente la potestà genitoriale nulla può contro l’irrefrenabile voglia della ragazza di infortunarsi prima delle vacanze.

Doppietta di Di Pietrangelo in avvio del terzo set, ma la nostre Ale ripete la sua classica magia, immortalata anche questa sera.

Doppietta anche di Vittoria (fast e muro), ma Sarno sta prendendo il largo con Campolo, Grimaldi e Familio (5-11). La NAT appare un po’ stanca e meno lucida.

Proteste sul 9-13, con palla che viene annullata dal direttore di gara. La palleggiatrice ospite, Veronica Masella, esprime all’arbitro un certo dissenso e Simona Leone si fionda dalle retrovie per replicare con impeto. No è ca vè spicce a mazzàte...?

Per fortuna, tutto si chiarisce come è consuetudine tra persone civili.

Sul 9-16 coach Presta cambia alzatrice e Marcella si presenta con un tocco di seconda che atterra sul parquet avversario. Brava Marci; solo che adesso il pupazzo a chi lo lancio...?

La collega di ruolo campana riesce a gestire un pallone scomposto appoggiandolo oltre la rete e scavalcando così il muro tarantino. Forse si sta per realizzare il mio sogno di vedere un set interamente segnato dai punti delle palleggiatrici...

Non manca lo spettacolo in campo, ma Maria Rosa Familio (fast ed ace) accompagna l’Aito al massimo vantaggio (14-23).

Cristiana e Michela rosicchiano solo un punto; il parziale è andato (17-25).

Quarto set

E’ ancora Susy Di Pietrangelo (top-scorer della serata) a lanciare lo sprint delle All Blacks, ma questa volta la Nati a Taranto saprà reagire in modo encomiabile.

Cristiana e Simona mettono la freccia (5-4). E’ il preludio per il miglior momento delle joniche: parziale da 12-2 e set ipotecato: due punti Cristiana, tre Simona, tre Vittoria, uno Sonia (a muro) e uno Michela, regina delle pipe. L’ultima è una cannonata.

Siamo 15-6 e coach Marcello introduce Silvietta per Sonia.

Sarno in difficoltà: un vistoso malinteso tra due giocatrici ospiti permette ad un pallone di atterrare nel mezzo (18-9) e dei primi 10 punti campani di questo set, ben 6 sono errori-punto nostri (che ce la cantiamo e ce la suoniamo); i restanti 4 sono firmati da Di Pietrangelo.

Chi ha conosciuto l’ex Tempesta, la descrive come una splendida persona oltre che un’ottima giocatrice, detto per inciso.

Show di Michela: attacchi fulminanti, pipe, ma anche un ace-culo aiutato dal nastro, altra specialità della casa che non può mancare (21-11).

Sarno riprende a giocare, ma è troppo tardi. Gli ultimi attacchi sono un primo tempo di Vittoria ed un bolide di Silvietta da posto due (25-15).

E come volevasi dimostrare, si va al tie-break...

Tie-break

Silvietta apre il quinto set così come aveva chiuso il quarto e Michela trova le mani del muro avversario (3-1). Con qualche accenno di protesta.

Il muro di Campolo arriva poco dopo (4-3), ma un ulteriore ace-culo di Michela ci porta sul 6-3.

Secondo tocco di Marcella e attacco da sinistra di Simona; è il massimo vantaggio rossoblu: 9-5.

Alcuni scambi sono molto spettacolari. Ed anche piuttosto lunghi. Questo spiega le numerose verifiche della rotazione mentre diverse atlete restano accasciate a terra per rifiatare. Fate con comodo; c’è tutta un’estate davanti.

Dopo una palla messa giù da Giordano, abbiamo una grande opportunità di mantenere il vantaggio: c’è un duello a rete ed un salvataggio a più tocchi delle rossoblu; sembra che l’arbitro debba fischiare quando il pallone viene giocato in appoggio dal libero Leone, ma non è ancora quarto tocco. Il tiro è valido, anche se le sarnesi stanno già esultando, ma Simona non ci ha creduto abbastanza e la sfera finisce a lato (10-8).

Peccato, avrebbe potuto essere la settima realizzazione stagionale del libero col vizio del punto e soprattutto sarebbe stato l’11-8, ma ciò non attenua i grandi meriti della Leonessa anche in questa partita tutta grinta e precisione.

Familio (che classe!) e Grimaldi (arieccola!) riaprono la partita (11-11). C’è rammarico perché la vittoria, anche al tie-break, significherebbe per noi quarto posto sicuro.

Lucia Campolo blocca a muro un attacco della NAT; un secondo tentativo rossoblu finisce a lato e l’opposto sarnese realizza punto direttamente su battuta (12-14).

Nel 13,3% delle partite di quest’anno c’era una Campolo dall’altra parte della rete. Una percentuale un po’ eccessiva. L’anno scorso almeno erano concentrate in un’unica squadra.

Nati a Taranto magnifica: annulla due match-ball grazie ad una duplice fast di Cristiana con in mezzo un muro della nostra palleggiatrice!

Adesso il match-point è nostro (15-14)!

E come volevasi dimostrare, si va ai vantaggi.

Sto pensando di scagliare il pupazzo su Michela prima del servizio. E’ un bene che non l’abbia fatto perché la laterale tira sulla rete ed è facile immaginare che la responsabilità sarebbe stata attribuita a me.

Siccome non bastavano i sette match-point vanificati nella partita d’andata a Sarno, bisognava allungare la serie questa sera... (Non ce sta nient’ a fa’, commenterà sornione il signor Aito qualche minuto dopo).

Simona attacca due volte con la difesa ospite che in entrambi i casi spedisce la palla verso il soffitto. Senza toccarlo, purtroppo. L’anno prossimo si torna al Maria Pia...

L’azione prosegue e Maria Rosa schiaccia un primo tempo da fuoriclasse quale è (15-16).

Lo annulla Marcella (16-16)!

Purtroppo il numero che Di Pietrangelo giocherà in qualche lotteria sarà il 18: a questa cifra finisce il tie-break (16-18) per via dei suoi ultimi due attacchi consecutivi e 18 sono i punti realizzati dalla schiacciatrice di Francavilla.

Applausi per tutti e pupazzo scagliato addosso ad Alessandra soltanto a conclusione dell’incontro per non turbare la concentrazione delle atlete. Non c’è, però, la stessa soddisfazione. Le è andata bene per quest’anno.

Va meno bene a Veronica Masella, rincorsa da Clara Palmieri per una spruzzata finale di integratore. La fuga verso l’Armata Jonica per chiedere asilo politico si rivela vana.

Decisamente positivo il bilancio delle squadre salernitane. Il capoluogo va ai play-off; Scafati, Sarno e Battipaglia terminano la stagione nella parte alta della graduatoria e Sala Consilina si salva in modo brillante. Nessuna perdita.

Parte del merito dei successi del Sarno sta nel berretto del signor Alfonso, autografato dalle atlete. Senza la cintura pitonata del nostro presidente, la partita sul piano scaramantico non ha avuto storia...

A proposito di autografi, voglio provocare l’invidia del club di “chi - testuale - non vive più senza avere un autografo di una delle più grandi giocatrici di pallavolo del millennio”.

Qualcosa mi dice, però, che nessuno chiederà l’autografo al nuovo parrucchiere della schiacciatrice sarnese...

La Nati a Taranto chiude il campionato con una partita brillante e gradevole.

Purtroppo il risultato e la contemporanea vittoria dello Scafati ci condannano alla coabitazione definitiva a quota 54 punti con le gialloblu. Stessi punti, stesso numero di vittorie; chi cazzo è arrivato quarto alla fine?!?!

Conta la differenza set complessiva (meglio Scafati)? Contano gli scontri diretti (meglio Taranto)? La classifica del sito Federvolley dice Scafati.

E vabbè, chiudiamo quinti. Obiettivo play-off mancato, molti rimpianti, ma restano negli occhi e nei ricordi i tanti momenti di splendida pallavolo che queste ragazze ci hanno regalato. Grazie a tutte (comprese Clara, Silvia e Simona-di-metallo), grazie al coach, al presidente, allo staff e ai tifosi.

Abbiamo comunque raggiunto il miglior risultato della storia; adesso l’importante – come dice il posteggiatore dell’Oblò – è non andare in... dietromarcia.

Tabellino: TARANTO-Sarno 2-3 (25-23, 22-25, 17-25, 25-15, 16-18)

Nati a Taranto: Zonca 17, Corallo 17, Repice 14, Fiore 0, Benefico 14, Scaglioso 4, Tinelli 9, Mastandrea 2, Certa 3, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 13.

Aito Volley Sarno: Campolo 13, Masella 2, Palmieri NE, Di Pietrangelo 18, Grimaldi 19, Familio 23, Giordano 7, Ricciardi (L) – All. Loparco.

Aces 6, errori in battuta 4, muri-punto 11.

Arbitri: Giuseppe Stallone (FG) e Roberta Anelli (BA).

Durata set: 22’, 25’, 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Trani-Battipaglia 3-1, Ostuni-Matera 0-3, Salerno-Sala Consilina 2-3, Scafati-Potenza 3-0, Benevento-Tuglie 3-0, Aversa-Molfetta 1-3, Nojaturi-Montescaglioso 3-1

Classifica: Trani 83; Matera 71; Salerno 69; Scafati e TARANTO 54; Sarno e Benevento 52; Battipaglia 49; Potenza 47; Sala Consilina 46; Tuglie 42; Molfetta 39; Nojaturi 32; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trani promossa in B1; Matera e Salerno ai play-off; Molfetta, Nojaturi, Montescaglioso, Aversa e Ostuni retrocesse in C, ma solo in teoria perché Molfetta dovrebbe essere ripescata e forse anche Nojaturi.

Dando uno sguardo agli altri gironi, congratulazioni all’Ornavasso, che abbiamo apprezzato in Final Four di Coppa Italia: sul filo di lana ha riacciuffato la prima piazza, a parità di punti con il Monza. Ma in B1 ci vanno D’Ettorre e compagne. Auguri!

Complimenti anche al Campagnola, tanto per restare in tema, e in bocca al lupo per un imminente ritorno in B2 al Manfredonia (girone E). Manoppello chiude a soli 5 punti dai play-off, ma dev’essere stata un’altra stagione ricca di soddisfazioni. Un saluto agli abruzzesi e in particolare all’amico Verino.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Attenzione: proprio nel finale c’è il rischio di novità clamorose. Tuglie subisce un’ulteriore multa da 80 euri per le proteste di un dirigente, ininfluente sulla classifica. Non è questa la novità clamorosa.

L’episodio più grave, infatti, è avvenuto a Battipaglia, dove si è giocato il derby con il Salerno: gli atti relativi ad un tentativo di aggressione alla coppia arbitrale da parte di un dirigente dell’Autoluna sono stati trasmessi alla Procura Federale in ragione della particolare gravità dei fatti. Potrebbero esserci sanzioni piuttosto pesanti anche se il primato di Matera dovrebbe resistere (troppi 1.250 euri di distacco tra le due società).

Restiamo in attesa del verdetto nonché delle decisioni in merito all’ultima giornata.

Prossimo turno: Non ‘ngi stè nisciùne prossim’ turne...

Un sms per Ivana:

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Fuoco amico

di skanderbeg69 (08/05/2009 - 00:21)

Quando ho visto il furgone dell’esercito parcheggiato nel cortile del Palafiom ho pensato che il momento era giunto. A quasi 30 anni dal misterioso golpe Borghese, ecco un golpe che pone fine all’esperienza democratica della nostra Repubblica. Non solo Veronica Lario; anche le Forze Armate evidentemente non ce l’hanno fatta più ed hanno deciso di passare all’azione.

O magari si tratta semplicemente di ribaltare i destini del campionato di pallavolo a tre giorni dalla sua conclusione democratica. Se non siamo entrati nella zona play-off con le buone, ci entreremo con l’uso della forza.

Immagino colonne di carri armati che stanno attraversando l’Italia, dirette anche verso il PalaVestuti, il PalaSassi e il PalaAssi per instaurare la legge marziale e ribaltare la classifica. Fra un po’ ascolteremo un messaggio a reti unificate del presidente Vincenzo Lupo: “Italiani, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo; la classifica che dopo 29 giornate avrebbe determinato il successo di Trani, Salerno e Matera ha cessato di esistere. Nel riconsegnare nelle mani della Nati a Taranto la vittoria e la promozione in B1, le forze armate possono assicurarvi che gli avversari più pericolosi sono stati resi inoffensivi. Viva Taranto! Viva l’Italia!”

Mi sono fatto troppi film a colori; la realtà è molto più semplice. Il furgone delle Forze Armate ha condotto al Palafiom la Nazionale Militare di pallavolo per una partita amichevole contro le rossoblu. Credo che sia la prima volta nella nostra storia che ospitiamo una selezione nazionale. Ed è una nazionale pregiata, fresca reduce dalla medaglia di bronzo dei Mondiali in Germania l’estate scorsa.

Cristiana Zonca ne è la capitana; quindi gioca con loro. Traditrice...!

C’è anche il volto noto di Rosy Corigliano, ex San Giorgio ed ex Tempesta. Quant’è alta! Ma non ci sono limiti di statura per eccesso quando ci si sottopone alla visita militare?

L’incontro è gradevole, anche se ogni pallone giocato da Cristiana è inevitabilmente oggetto di commenti da parte delle compagne tradite: commenti minacciosi e vendicativi se fa punto; commenti sarcastici ed irridenti se sbaglia qualcosa.

Sono curioso: come si comporteranno in campo le soldatesse? Sono donne o caporali? In altre parole, la divisa che indossano impone loro un contegno diverso rispetto a quello delle atlete “civili”? Devono fare il saluto militare invece della stretta di mano al terzo tempo? Devono mettersi sull’attenti per ascoltare il loro coach durante i time-out? E quelle del coach sono indicazioni tecniche o sono ordini? Possono protestare con l’arbitro? Possono usare le armi per difendere i sacri confini del campo? Lo stato di guerra dev’essere dichiarato dal presidente della Repubblica, su mandato del Parlamento, oppure può essere deciso dall’allenatore?  Le giocatrici possono dire parolacce?

Proprio riguardo all’ultimo quesito, la risposta non tarda ad arrivare. Sì, possono dire parolacce; anzi sembra che debbano dirle quando la ricezione commette un errore (ne ho sentite 3 che iniziano con la emme, 2 delle quali pronunciate dalla capitana, ed una che inizia con la vi).

Nel complesso, comunque, è una squadra molto corretta, misurata ed anche simpatica.

A non conoscere mezze misure, neanche in amichevole, è Vittoria: grintosa e aggressiva come negli incontri ufficiali. Bello il pallone appoggiato all’angolino in bagher.

Due punti curiosi li realizza anche la Nazionale Militare: un appoggio del libero ed un attacco di Rosy con la palla che percorre in bilico due metri di nastro e poi atterra nel nostro campo. “E’ tutta classe!” afferma la panchina con le stellette, anche se poi l’opposto indica da sola la parte del corpo che meglio definisce questo tipo di punto.

Parziali: 25-22 il primo set; 25-12 il secondo.

Durante il secondo set Loriana Guglielmino, la centrale bruna della Nazionale, esprime un certo sconforto con sguardi molto eloquenti.

Molto interessante la ragazza, bisogna dire; speriamo che sia della Marina così c’è qualche speranza che ripassi da queste parti. Proprio il suo servizio efficace, fra l’altro, trascina le militari alla rimonta nel terzo parziale: da 13-8 a 13-16.

Anche Cristiana contribuisce alla riscossa e per questo il segnapunti, quello scostumato, le rivolge brutti gesti di nascosto.

Come reagire allo svantaggio? Simona Leone, dalla panchina, elabora una strategia centrata sulle armi chimiche, ma non quelle di cui si è parlato la settimana scorsa.

Tuttavia è costretta a rinunciarvi perché sarebbe una strategia contraria al Protocollo di Ginevra.

Le ospiti vincono il terzo set con il punteggio di 18-25.

Molto equilibrato il quarto: partono bene le militari (4-9), ma la NAT recupera (9-9) anche grazie ad una Désirée particolarmente determinata. Sull’ 11-13 c’è un ace-culo, aiutato dal nastro, di Cristiana. Che esulta pure...!

Michela, intanto, conferma di essere in grado di saper giocare efficacemente con i piedi oltre che con le mani.

Raggiunta la parità sul 16-16, le rossoblu passano in vanteggio, contengono la rimonta ospite sulla linea del Piave e chiudono il parziale sul 25-23.

Per quello che ci riguarda, appuntamento a sabato per l’ultima partita di campionato.

Alla Nazionale Militare, in questo periodo di stanza a Gioia del Colle, in bocca al lupo per i prossimi Mondiali in Brasile. Vi seguiremo con affetto.

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Pronto ad entrare in azione il pupazzo-kamikaze che colpirà Alessandra

di skanderbeg69 (06/05/2009 - 14:40)

E’ già entrato in Italia. Probabilmente si trova già a Taranto, nascosto in un covo di Al Qaeda.

Il suo nome di battaglia è Cony (nome che richiama il coniglio ma anche il CONI).

Stiamo parlando del terrorista kamikaze che sabato prossimo si lancerà contro la palleggiatrice della Nati a Taranto, Alessandra Certa.

Il militante è talmente sicuro di sé da aver diffuso in anticipo, tramite una videocassetta recapitata ad Al Jazeera e a Sport & Sport, il proprio testamento spirituale. E’ la prima volta nella storia degli attentati di matrice islamica; di solito, infatti, il messaggio video viene diffuso soltanto dopo il compimento dell’azione suicida.

Nel video la testa di Cony è cinta da una fascia verde con alcuni versetti coranici e sullo sfondo c’è un’immagine di Gerusalemme.

Dopo aver salutato con parole affettuose i propri cari, il terrorista dice: “Con la mia azione intendo mandare un messaggio alla FIPAV; noi dobbiamo essere multati nell’ultima giornata di campionato perché così vogliono le scritture. Ciò porta bene alla squadra e credo che il mancato raggiungimento dei play-off sia dipeso dal rifiuto degli arbitri di Taranto-Lanciano dell’anno scorso di indicare a referto il lancio del mio fratello martire Winnie the Pooh.

Mi sacrifico, dunque, nell’interesse della Nati a Taranto e voglio dire alla palleggiatrice Alessandra Certa che per lei non ci sarà sicurezza sul nostro parquet nella giornata di sabato. Se la mia azione fallirà, altri cento pupazzi martiri saranno pronti a prendere il mio posto e seguiranno Ale ovunque. Eventualmente anche alla discussione della tesi di laurea...”

Il 9 maggio al Palafiom saranno disposte misure di sicurezza eccezionali con metal-detector all’ingresso e perquisizioni personali. Sarà vietato introdurre ogni genere di borse e zainetti. La Prefettura sta addirittura valutando la possibilità di giocare la partita contro il Sarno a porte chiuse. Potrebbe essere chiuso lo spazio aereo sulla Puglia sospendendo i voli dagli aeroporti di Bari e di Brindisi per l’intera giornata.

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Montescaglioso-Nati a Taranto 0-3

di skanderbeg69 (04/05/2009 - 20:06)

Domenica 3 maggio 2009 – ore 18.00

Intanto mi scuso se non c’è stata la consueta presentazione di Montescaglioso, ma nella cittadina lucana non conosco nessuno. Avevo provato a contattare su Facebook la punta di diamante della squadra, ma mi ha rigettato. Quindi, alla fine, soltanto la prima e l’ultima trasferta (Aversa e Montescaglioso, appunto) sono rimaste senza presentazione.

Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Ivana (Ostuni), Vincenzo Di Pinto per l’ispirazione (Turi), Teresa (Benevento), Nello (Potenza), Ari-Gise-Vale-Vivi (Salerno), Rosa (Trani), Maria Rosa (Sarno), Antonio (Scafati), il sindaco Azzollini per l’ispirazione (Molfetta), Mel Gibson (Matera), Marianna (Battipaglia), Giulia (Sala Consilina) e Daniela (Tuglie). Avete elevato culturalmente questo povero blog in cui altrimenti si sarebbe parlato soltanto di cozze e di scoregge.

E grazie all'ispiratore Marco Urago; l'idea è stata anche sua.

A Montescaglioso sono stato soltanto in occasione di una partita ad inizio stagione. Quando il biglietto costava 5 euri.

      La fama del paese, almeno a Taranto, è legata soprattutto al bunker nel quale vivevano due dei più noti boss della nostra criminalità organizzata, ma sono certo che la località materana abbia altri motivi di interesse.

Potrei citare Carlo Levi e parlare della “virtù prima e antichissima di queste terre: l’ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all’ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero”. [1]

Parole che un po’ contrastano con l’urlo non proprio ospitale, “Tarantini di merda”, gridato da un isolato tifoso nel corso del primo set, ma dev’essere l’eccezione che conferma la regola.

Si parte, dunque, per l’ultima trasferta. Corre voce che una nostra giocatrice possa candidarsi a “sindaco della Rocca” e Sonia avrebbe già elaborato in suo favore la strategia elettorale vincente: “Convinco 3 persone a votarla e così siamo già al 60%…”

Durante il tragitto apprendo qualcosa in più sulla dieta dello sportivo: una nostra laterale ha pranzato con gnocchi, pasta, parmigiana, salsicce e polpettone ripieno con patate. Un pranzo normale. Figuriamoci al pranzo di nozze ce cos’ adda mangià…

A Taranto abbiamo lasciato il sole; a Montescaglioso ritroviamo l’inverno: temperature più rigide e pioggia.

Peccato che non ci sia Marcella; avrei voluto scattarle una foto accanto al cartello d’ingresso del paese: Scaglioso a Montescaglioso. Ci sarebbe Gianluca, in effetti, ma il maltempo scoraggia soste superflue.

Chi non si lascia impressionare dal maltempo è l’Armata Jonica, vicina alla squadra anche in una trasferta che non è proprio fondamentale per il nostro destino. “Questione di amore”, dunque, come il film.

Nati a Taranto a ranghi ridotti: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico (con una pancia sospetta...) e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Soltanto Silvia Mastandrea fa compagnia a mister Marcello Presta.

L’assenza di Desi causa un disservizio: la borsa medica rimane nello spogliatoio.

Ancora più frecàto sta il Montescaglioso, senza neanche un cambio a disposizione. Il quarto coach stagionale, Egidio Motola, schiera Alessia Tuselli, Claudia Tralli, Noemi Piscopo, Daniela Cianflone, Giuditta Tancredi, Federica De Leo e il libero Desi Timpanaro.

Un sostenitore si chiede se sia il caso o meno di indossare una sgargiante cravatta viola; il colore è indubbiamente alla moda, ma c’è chi lo considera poco indicato in chiave scaramantica.

Primo set

Fast di Cristiana, per iniziare, e la Nati a Taranto passa in vantaggio grazie ai colpi di Vittoria, Sonia e Michela (4-8).

Sul 7-10 c’è una temporanea sospensione del regolamento grazie alla quale le nostre ragazze possono toccare la palla quattro volte (sempre che non mi sia sfuggito qualcosa), ma alla fine non riusciamo a sfruttare questa opportunità. Poi, tornati al regolamento originale,  le nostre centrali incrementano le distanze (muro Vittoria, ace Cristiana).

Cedendo il posto al libero, Vittoria si accomoda su una sedia illecita della panchina e deve scalare a quella affianco.

Sull’11-18 (Michi), la pratica del primo set sembrerebbe archiviata, ma un’orgogliosa Planitalia ingarra la rimonta.

Il già citato sostenitore rompe gli indugi e decide di sfilarsi la cravatta. E’ una mossa che stava quasi per risultare vincente.

Dopo un ace di Tancredi, infatti, la formazione locale si affida alle due giocatrici di maggior talento ed esperienza, Piscopo e Cianflone; il conseguente 7-1 riporta le padrone di casa in parità (23-23).

Per fortuna, si sblocca Diesel-Corallo, che schiaccia punti importanti ed imposta una partita ricca di colpi efficaci e di salvataggi spettacolari. La NAT spreca un set-ball e poi chiude il parziale con un primo tempo di Vittoria ed una doppia delle azzurre (24-26).

Secondo set

Cristiana Zonca, un ufficiale piemontese sulle aspre montagne della Basilicata. Richiami storici al Risorgimento che si intrecciano con lo sport visto che la nostra bionda centralona sembra investita del compito di proseguire l’opera degli antenati sabaudi per assicurarsi il controllo del territorio. Un’altra settentrionale (solo di nascita e d’infanzia) le facilita la missione con alzate pregiate. Ma è tutta la squadra che sta girando bene, dalla difesa alla finalizzazione.

Nel frattempo è entrata Silvietta.

Niente cambi, ovviamente, nel Montescaglioso. Due ottime atlete, che risulteranno, non a caso, le migliori realizzatrici della serata (Cianflone 16, Piscopo 13) canalizzano buona parte del gioco, ma intorno a loro tante ragazzine promettenti fanno il loro dovere.

Una di queste è Giuditta Tancredi, sempre più somigliante alla ragazza col turbante, meglio nota come la ragazza con l’orecchino di perla. Oggi non ha lo stesso orecchino del Palafiom, ma indossa più o meno lo stesso turbante del ritratto di Vermeer.

C’è un break da 6 che conduce la Nati a Taranto sul 5-13 e questa volta non ci saranno rimonte. O meglio: il tentativo ci sarà, ma le rossoblu sono brave a contenerlo. Il momento critico va dal 13-21 al 19-23; a risolvere le cose sono la Corallina e l’ennesimo errore in battuta delle padrone di casa (Piscopo).

Finisce 20-25.

Terzo set

Un po’ a causa dello schema a farfalle (foto sotto), un po’ per i due aces consecutivi di Tuselli, Montescaglioso apre a proprio vantaggio il terzo parziale (5-2) e difende la posizione con Cianflone (6-4).

Ma non tiene fino al time-out tecnico perché c’è un altro break NAT: bel pallonetto di Silvietta, due muri ed un primo tempo di Vittoria e nel mezzo l’ennesimo colpo a sorpresa stagionale di Simona Leone, il libero col vizio del punto.

La leonessa appoggia in bagher, Ale fa velo sotto rete (non so quanto volontariamente) e il pallone atterra nel campo avverso.

E con questo sono sei.

Vendette trasversali: Vittoria mura Cianflone, Cristiana mura Cianflone, Cianflone mura Vittoria e De Leo mura qualcuna che mi è sfuggita. Poi c’è una fase un po’ loffia e ricca di errori.

Proprio Federica De Leo, però, si afferma come valida alternativa alle due top-scorer locali: sul 16-22 piazza tre colpi vincenti (19-23).

Le rossoblu stanno tirando i remi in barca visto che la squadra locale tende a danneggiarsi con le proprie mani: gli ultimi 10 punti delle nostre sono 8 errori delle locali, una furba palletta di Michi, molto positiva e continua, ed un riuscito attacco della Corallina. La futura sindaca della Rocca segna così il punto che chiude la partita (22-25).

Le ragazze vanno a raccogliere ed a ricambiare il meritato abbraccio dell’Armata Jonica, nonché quello di Simona Mereu.

La vittoria sul Montescaglioso riporta le rossoblu al quarto posto dato che Scafati ha perso a Sala Consilina. Al secondo posto sorpasso (praticamente definitivo) del Matera sul Salerno: le lucane perdono al tie-break con il Trani, ma le campane cedono l’intera posta ad un irrefrenabile Battipaglia nel derby. Tuglie salvo.

Nel bagno del nuovo e bel palazzetto di Montescaglioso osservo una cosa strana: non c’è soluzione di continuità tra i lavandini ed i vespasiani. Tutti allineati. Se sei distratto o sovrappensiero, finisce che pisci nei lavandini e ti lavi le mani nei vespasiani...

Con questa osservazione raffinata, rinvio i lettori all’ultima partita di campionato in casa con il Sarno. Onoreremo la tradizione del lancio del pupazzo su Alessandra. E’ vero, quest’anno la multa l’abbiamo già presa e quindi non c’è la necessità di sbloccare artificialmente la classifica del trofeo Bin Laden, però io sono dell’idea di ripetere il lancio. L’anno scorso fu divertente. [2]

Anzi, se Fabrizio Cafaro e Gianluca Catucci mantengono la promessa, potremmo incaricare proprio loro di onorare questa simpatica tradizione.

Tabellino: Montescaglioso-TARANTO 0-3 (24-26, 20-25, 22-25)

Planitalia Montescaglioso: Tralli 0, Piscopo 13, Tuselli 4, Cianflone 16, Tancredi 2, De Leo 9, Timpanaro (L) – All. Motola.

Aces 6, errori in battuta 14, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 9, Repice 11, Benefico 10, Tinelli 1, Mastandrea 3, Certa 1, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 5.

Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).

Durata set: 32’, 25’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Matera-Trani 2-3, Battipaglia-Salerno 3-0, Sala Consilina-Scafati 3-1, Sarno-Aversa 3-0, Potenza-Benevento 1-3, Tuglie-Nojaturi 3-1, Molfetta-Ostuni 3-0,

Classifica: Trani 80; Matera e Salerno 68; TARANTO 53; Scafati 51; Sarno 50; Battipaglia e Benevento 49; Potenza 47; Sala Consilina 44; Tuglie 42; Molfetta 36; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 400,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

      Movimenti in classifica con la Puglia in evidenza. Ostuni consolida il secondo posto e respinge la minaccia del Monte con 40 euri, frutto di un “servizio di asciugatura irregolare”. Non assente. Irregolare. In che senso? Gli stracci non erano omologati...?

Bel balzo in avanti del Tuglie: 250 euri per gli insulti e le minacce rivolte agli arbitri. Questi sono gli effetti della festa patronale della settimana prima... A questo punto è debacle totale per le squadre campane, che scalano al 7^ posto (Sarno).

Prossimo turno: Taranto-Sarno, sabato 9 maggio, ore 18.30, Palafiom, via Golfo di Taranto.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) LEVI, C., Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori, Milano, 1968 (1^ ediz. Einaudi, 1945), pag. 136.

(2) Vedi post Palafiom Taranto-Lanciano 3-1 del 4 maggio 2008.

La foto della ragazza col turbante e della dei bunker sono tratte da http:// it.wikipedia.org.

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Ale, fallo per me!

di skanderbeg69 (30/04/2009 - 18:54)

L’ho già scritto in passato: la giocata che preferisco in assoluto in questo sport è il tocco di seconda delle alzatrici.

Come preannunciato, ho appeso davanti al letto la foto che vedete in alto: il secondo tocco di Alessandra mi conduce verso i sogni migliori di notte e mi spalanca le porte di un sereno risveglio la mattina. Il più tardi possibile e facendo le dovute grattate, vi chiederò di collocare questa foto anche nella mia tomba. All’interno, in corrispondenza del volto.

Nel tocco di seconda c’è classe, c’è furbizia, c’è coraggio, c’è sorpresa.

Ogni giocatrice, peraltro, utilizza un proprio stile personale: tanto per restare in casa nostra, Marcella spinge giù la palla con determinazione, Ale è scientifica e leggiadra, Paoletta ricorre ad una specie di rovesciata.

Quello che vorrei far notare è l’efficacia dell’azione. Non sono supportato dal dato statistico preciso, ma, così a occhio, mi pare che questo tipo di azione abbia un’ottima percentuale di successo. Se non fanno punto, quanto meno le palleggiatrici provocano un po’ di scompiglio nelle difese.

Allora mi chiedo: perché non lo fanno più spesso? Anzi, perché non lo fanno sempre...?

Alessandra, prèstati ad una sperimentazione scientifica! Prova a vincere un intero set piazzando sistematicamente il secondo tocco.

E’ vero, l’efficacia di questo gesto dipende anche dall’effetto sorpresa; se lo ripeti spesso, non è più una sorpresa. Però io un tentativo lo farei: un intero set di secondi tocchi.

Ale, provaci! Fallo per me, dammi ‘sta soddisfazione. Rompiamo gli schemi. Fantasia al potere.

Se ci provi, quest’anno non ti lancio il pupazzo di peluche nell’ultima di campionato.

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Nati a Taranto-Trani 0-3

di skanderbeg69 (26/04/2009 - 14:57)

Sabato 25 aprile 2009 – ore 19.00

Festa della liberazione. Trani si libera della serie B2 e inizia la scalata verso categorie più consone al proprio blasone. Taranto e le altre squadre della serie B2 (non solo del nostro girone) si liberano di una formazione che non conosce sconfitte da 28 partite (l’ultimo a fregiarsi di questa impresa è stato Nello Caliendo).

Ma partiamo dall’inizio.

Virtualmente in B1 dopo la vittoria con il Salerno, la Primadonna attende solo la conferma matematica: servono due punti contro il Taranto (ma la promozione potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta se contemporaneamente perdesse anche il Matera a Salerno, incontro che inizia mezz’ora prima).

La festa è nell’aria e il popolo biancazzurro si riversa al Palafiom con ogni mezzo. E’ un tifo caloroso, vibrante, colorato, ma allo stesso tempo estremamente corretto.

L’Armata Jonica ha l’ingrato compito di tutelare i colori rossoblu in una partita sostanzialmente in trasferta, sebbene si giochi al Palafiom, e sarà un compito svolto con la consueta passione.

Michela prova, a suo modo, a stimolare la platea.

Ancora più arduo è il compito della squadra rossoblu, “agnello sacrificale” secondo la definizione di Marcello. C’è lo stimolo della vittoria di prestigio, quello della difesa del quarto posto e la dispettosa tentazione di fare da guastafeste. Ma si può tentare qualcosa soltanto a condizione di giocare al massimo delle possibilità e contro un Trani distratto, nervoso o presuntuoso.

Le nostre ragazze, a parte un secondo set sotto tono, faranno il loro dovere, ma Trani scenderà sul parquet con i giusti atteggiamenti: concentrazione assoluta e determinazione a far sì che l’esodo biancazzurro non sia avvenuto invano. Come a Ostuni l’anno scorso (qualcuno indossa la t-shirt di allora; io l’avìsse bruciàte a scans’ d’equivoci...).

Uno sguardo sugli spalti verso la minoranza locale: c’è Marianna, il nostro gioiello di famiglia più prezioso, reduce dall’A2 a Urbino; c’è Simona-di-metallo, sempre più bella; c’è Silvia che accompagna i suoi giovani talenti verso l’adesione all’iniziativa contro il fumo che la società ospite vuole esportare al Palafiom.

Fate come se foste a casa vostra, sembra essere l’andazzo di questa sera...

La campagna contro il fumo da sigarette nel Palafiom, veramente, equivale un po’ ad una campagna per la legalità nel Parlamento italiano o ad una conferenza sui diritti dell’infanzia dentro un circolo di pedofili; resta, comunque, il valore di una giusta causa ed anche l’arbitro, dopo aver nascosto il pacchetto nella tasca, acconsente allo svolgimento dell’iniziativa.

Formazioni.

Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Marcella Scaglioso e Sonia Tinelli.

Tony Chieppa e Pino Filaninno propongono Rosa Ricci alzatrice, Doriana Bisceglia opposto, Mina Annese e Giusy Caterina laterali, Rosalba Di Corato e Raffaella Balducci centrali, Marianna Del Rosso libero.

A disposizione e a fare casino dal terzo set in poi: Palma Monitillo, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Devo muovere una critica alla squadra ospite, ma si tratta di una questione che riguarda quasi tutti: perché cambiare colori a stagione in corso? Che ci azzecca il rosso con l’azzurro dell’Aquila (Azzurra, appunto)? E poi – mi chiedo – perché non distinguere i colori delle due squadre che scendono in campo come si fa negli altri sport? E’ vero, nel volley, le squadre sono separate e non c’è il rischio di confusione, però a me non piace lo stesso che in campo ci siano contemporaneamente due squadre rosse, due squadre blu, due squadre verdi, ecc.

A proposito di colori, è mutata anche la tinta delle scarpe di Mina Annese: un bianco più sobrio anche se di giallo restano i lacci.

Primo set

Muro di Vittoria Repice. Dev’essere brutto per una squadra iniziare la partita subendo un muro-punto.

Ma Trani si riprende con due attacchi di Balducci ed uno di Annese, in fase di vistoso miglioramento dopo lo stop di un mese per via dell’infortunio al braccio (2-5).

Molti errori da una parte e dall’altra, 5 battute sbagliate in 12 scambi e poi Taranto pareggia con un attacco di Simona ed un magnifico tocco di seconda di Alessandra (7-7). Finalmente, dopo tre anni e mezzo di tentativi, sono anche riuscito a fotografarlo. Ne farò un ingrandimento da appendere in camera in modo tale che sia la prima cosa che vedo quando mi sveglio e l’ultima quando mi corico. Come Verdone nella scena iniziale del film Bianco, rosso e Verdone: l’emigrante lucano che al risveglio rimane in estasi guardando la foto di Causio...

Vedi: www.youtube.com/watch?v=Oiqavfc6Gmw

 

Ma per ora la foto del secondo tocco di Ale non la pubblico sul blog perché mi sarà utile per un altro imminente post.

Buona NAT, dunque, grazie anche al prezioso lavoro di Simona Leone in difesa.

Allungo tranese (8-11 con Caterina e Balducci) e recupero rossoblu con un bel muro di Silvietta (10-11).

Le nostre provano il consueto schema a farfalle (Ale e Cris, ma nel terzo set sarà rispettata ancora una volta la par condicio con Vittoria), poi però la centrale piemontese buca il parquet con un primo tempo perfettamente riuscito e Michela spinge il pallone sulle mani del muro avversario.

Pareggio (13-13)! La NAT c’è.

Annese vince un duello a rete con Ale e Di Corato si sblocca riportando le ospiti avanti di tre punti (14-17).

Splendida reazione tarantina: Simona, Vittoria (muro) e Michela: ancora pareggio (17-17).

Dopo il nono errore in battuta della serata, Michela mette a terra una pipe esemplare (18-18) e la Corallina replica ad una fast della Di Corato (19-19).

A questo punto, però, la Primadonna decide di prendersi il set. Il break inizia con un secondo tocco di Rosa Ricci (immortalato anch’esso, nella foto di copertina; stasera con la macchina fotografica ho avuto culo), prosegue con una ribattuta di Balducci su ricezione lunga e con tre errori delle tarantine (19-24).

Coach Marcello introduce Sonia al posto di Silvietta e la lascia in campo fino al termine.

E’ l’ennesimo errore in battuta a chiudere il primo parziale (20-25).

Secondo set

0-4 in favore del Trani ed è un punteggio rivelatore dei futuri sviluppi di questo set.

Dopo l’ace iniziale di Ricci, anche Caterina va a segno direttamente su battuta (1-6). Come sempre, l’ex-schiacciatrice della Tempesta si piazza ai limiti del territorio comunale per mettere la palla in gioco. Il caso vuole che in quel momento io mi trovi proprio nel punto esatto in cui viene a collocarsi l’attaccante tranese; la foto posso farla lo stesso, ma la telecronaca in streaming è un po’ compromessa dalla visuale completamente coperta...

Al massimo, potrei intervistarla in diretta.

Si alza anche il muro del Trani (Balducci) e si sblocca Doriana Bisceglia, che, come vedremo, risulterà decisiva negli ultimi scambi della gara.

Dal 3-8 (bel pallonetto di Sonia) fino al 5-17 la partita prende una strana piega: sistematicamente, ad ogni punto delle rossoblu ne seguono tre delle ospiti.

Molto bene in questa fase la centrale Rosalba Di Corato; ha un modo di piazzare la fast quasi infallibile, notavo già in Coppa Italia: è come se restasse sospesa in aria per una frazione di secondo ad osservare muro e difesa avversaria, poi scaraventa la palla nel punto e nel modo migliore possibile.

Stasera le nostre centrali sono “normali”; ad essere stratosferiche sono le due centrali tranesi, in particolare la Balducci che risulterà miglior realizzatrice con ben 14 punti. Unica in doppia cifra tra i due sestetti.

La “mossa di Rosa Ricci”, sul 5-15, stasera non riesce.

Il figlio, intanto, va in giro per la gradinata con una pistola giocattolo nella fondina. Al posto della trombetta usata in final four, stasera preferisce sventolare una bandiera azzurra.

Rosicchiamo qualche punto grazie a Cristiana, Simona e Vittoria (10-19), ma Annese e Bisceglia riportano l’Azzurra a +12. L’ex-manfredoniana trova un ace millimetrico, proprio sulla linea (11-23).

Non è stata una partita nervosa e questo ha un po’ agevolato il compito, ma mi sembra di poter dire che l’arbitraggio, soprattutto sui pochi punti contestati, sia stato praticamente perfetto.

Marcello offre a Désirée l’opportunità di giocare la fase finale del set, ma Vittoria non lo permette perché realizza due aces consecutivi. Micidiale il suo servizio: palla tesa che improvvisamente cambia direzione. Più che Gattuso, pare Roberto Carlos.

Poi, però, commette un errore anche la stella dello Stretto e lo scambio successivo porta la firma di Rosalba Di Corato (14-25).

Comunque vada, Trani ha conquistato un altro punto in classifica. Adesso non basterebbe neanche una vittoria al tie-break del Matera a tenere in corsa le lucane di mister Galtieri. Ma qualcuno sa cosa succede a Salerno?

Sì, Nico Aurora lo sa. Sa che al Palavestuti Salerno e Matera sono sull’ 1-1 e Salerno sta vincendo il terzo set. E sa che l’eventuale successo del Salerno nel parziale in corso, alla luce dello 0-2 del Palafiom, significherebbe B1 per la Primadonna.

Lo sa, ma non lo dice per non deconcentrare la squadra.

L’avesse detto a me... Avrei provveduto io a divulgare la notizia: “Rosa! Mina! Ragazze! Siete già in B1! Potete festeggiare! Mettete champagne nei vostri Polase, anzi Polase nei vostri champagne! Datevi alla pazza gioia (sottinteso: ...e fateci vincere la partita).

Terzo set

Sale la febbre nel lato biancazzurro della tribuna. I cori diventano sempre più espliciti. Il sestetto tranese, schierato ai lati del campo in attesa di rientrare per il terzo set, saltella e applaude.

Ecco un’altra esperienza nuova. Cosa si prova a fare da avversari di una squadra che sta per festeggiare una promozione? C’è tanta gente che è venuta da fuori, tante aspettative, tanta voglia di festeggiare.

Il coach ha parlato di “agnello sacrificale”. Io la vedo così: Trani è oggettivamente più forte di Taranto e probabilmente avrebbe vinto contro di noi in qualunque momento del campionato (dico probabilmente perché lo sport non è una scienza esatta) e poi, per come stanno le cose in classifica, Trani andrebbe comunque in B1. Se non oggi, fra qualche giorno. Date queste premesse, che sia proprio il Palafiom a diventare luogo di felicità, sia pure non nostra, a me fa piacere. Naturalmente preferirei la vittoria di prestigio rossoblu, ma, in un certo senso, mi imbuco alla festa...

Ma c’è ancora da giocare e la Nati a Taranto disputerà un terzo set di qualità ed orgoglio. Strepitosa, in particolare, la partita di Simona Leone.

Michela realizza i primi punti jonici (3-3), ma la squadra ospite va in vantaggio al primo time-out tecnico (6-8). Il citato giornalista Nico Aurora riferirà a fine gara che questo è il vero istante in cui Trani va in B1 (Salerno, infatti, chiude vittoriosamente il terzo set: 2-1).

Pallonetto di Vittoria ed ace di Alessandra (8-8), poi c’è un accenno di contestazione (peraltro contenuta) di Balducci con la capitana Ricci che zittisce la compagna tappandole la bocca con le mani. Che metodi. La palleggiatrice, dunque, dispensa sorrisi ma poi governa lo spogliatoio con sistemi cruenti...

Sul 9-11 inizia una fase caratterizzata da molte imprecisioni su entrambi i fronti. Si arriva in questo modo all’11-13. Le attaccanti tranesi spediscono due palloni fuori mentre Cristiana e Simona vanno a segno. E’ un break di quattro punti che vale il sorpasso per la NAT (15-13)!

Secondo tocco di Ricci, fast di Di Corato e diagonale della Corallina (16-15).

Ultimi errori in battuta della serata: uno per parte (17-16). In totale ho calcolato 8 battute sbagliate per Taranto, 11 per Trani. Un’epidemia.

A proposito di statistiche, Taranto-Trani è una sfida decisiva anche per l’ultima piazza del trofeo Bin Laden (Trani 0 euri, Taranto 40 euri). Cosa possiamo fare per farci superare? Fateci vincere almeno una cosa!

La partita prende definitivamente la direzione di Trani: dopo 6 punti consecutivi (con la solita Balducci in evidenza), dopo due time-out di Marcello, Trani è a tre lunghezze dal traguardo (17-22).

Giusy Caterina: prima fuori (18-22), poi dentro (18-23).

Fuori l’attacco di Annese (19-23), ma Bisceglia va a segno (19-24) e regala alla propria squadra 5 palle-set, ossia 5 palle-match, ossia 5 palle-B1.

Prima, però, c’è un anomalo time-out chiamato da coach Chieppa. Sta andando tutto bene per lui; vuole soltanto qualche secondo di tempo per infilarsi la maglia con la scritta “Benvenuta B1”. Lui e le ragazze della panchina.

Alla ripresa del gioco c’è uno scambio infinito. La nostra Leonessa, il libero rossoblu, rintuzza eroicamente tutti gli attacchi ospiti mentre il pubblico tranese conta “uno-due-tre” non sapendo che porta sfiga e che così non si fa mai punto. Dopo un quarto d’ora viene servito un pallone in posto due: Doriana Bisceglia schiaccia il pallone che vale la serie B1.

In realtà, il pallone della B1 del Trani deve averlo schiacciato qualche minuto prima, al Palavestuti, Gisela Scialacomo o Nunzia Campolo (ce lo faremo raccontare), ma detto così pare brutto.

Suona meglio attribuire ad un’attaccante tranese la maternità del punto che vale un campionato. E Doriana se lo merita.

Fa piacere essere i primi a congratularsi di persona con questa squadra eccezionale. Sono le più forti, il loro gioco è un inno alla pallavolo, la promozione con due turni d’anticipo è ineccepibile. Quindi complimenti al presidente, ai tecnici, allo staff, alla signora antifumo, a tutte le giocatrici e ai tifosi che l’hanno seguita sin qui.

A me è piaciuta anche la Nati a Taranto di questa sera. Non era in condizioni perfette e non ha certamente giocato la migliore partita possibile, però l’impegno non è mancato; ci sono state fasi molto positive e spettacolari e in due set abbiamo dato filo da torcere. Usciamo dal... Palafiom di Trani a testa alta come siamo usciti a testa alta dal tensostatico di Tuglie; brave ragazze.

Tabellino: TARANTO-Trani 0-3 (20-25, 14-25, 19-25)

Nati a Taranto: Zonca 3, Corallo 8, Repice 6, Fiore 0, Benefico 5, Scaglioso NE, Tinelli 3, Mastandrea 1, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 8, muri-punto 4.

Primadonna Trani: Bisceglia 9, Ricci 5, Annese 9, Di Corato 9, Monitillo NE, Balducci 14, Caterina 7, Di Bari NE, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa e Filaninno.

Aces 5, errori in battuta 11, muri-punto 3.

Arbitri: Simone Chimento (CS), Carmine Brescia (CS).

Durata set: 23’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.15’.

Altri risultati: Salerno-Matera 3-1, Scafati-Battipaglia 3-0, Benevento-Sala Consilina 3-1, Ostuni-Sarno 1-3, Nojaturi-Potenza 3-2, Molfetta-Tuglie 3-2, Aversa-Montescaglioso 0-3.

Classifica: Trani 78; Salerno 68; Matera 67; Scafati 51; TARANTO 50; Sarno e Potenza 47; Battipaglia e Benevento 46; Sala Consilina 41; Tuglie 39; Molfetta 33; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Una sola ammenda: 40 euri al Sarno per il servizio asciugatura.

Amminizione a Pierfrancesco per aver tentato, con destrezza e con l’aggravante del danneggiamento, di allagare la palestra di Sala Consilina non riuscendo nell’intento in ragione del tempestivo intervento di un idraulico e dei Vigili del Fuoco.

Prossimo turno: Montescaglioso-TARANTO, domenica 3 maggio, ore 18.00, PalaWojtila, via Pirro del Balzo.

Un augurio per Simona:

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Tuglie-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (19/04/2009 - 17:51)

Sabato 18 aprile 2009 – ore 19.00

Vangelis, Momenti di gloria...

La musica diffusa nel prepartita agevola i ricordi. Il tensostatico di Tuglie è un luogo ormai sacro nella storia della Nati a Taranto. Qui, il 5 maggio del 2007, conquistammo la promozione in serie B2 al termine di una partita intensa ed emozionante. Chi se la scorderà mai?

Fra l’altro su You Tube c’è ancora il video dei punti finali e della conseguente, irrefrenabile esultanza girato da Fabio con il telefonino:

http://www.youtube.com/watch?v=t6csQeSPAVM

Io ancora mi commuovo quando lo rivedo.

Oggi la situazione ed il clima sono diversi: la Nati a Taranto non ha più nulla da chiedere a questa stagione, se non un quarto posto privo di effetti concreti e l’esigenza di garantire la regolarità del campionato. Molfetta ci guarda... Come ci guarderà Matera sabato prossimo...

La partita di oggi e l’approccio straordinariamente grintoso delle ragazze dimostreranno che gli stimoli di squadra e individuali non mancano e vanno ben al di là della mera serietà professionale. Altro che demotivazione.

Anche Tuglie non sembra particolarmente allegra: non è stato il campionato che poteva essere. Vincere a Trani nel girone d’andata e poi – dopo l’infortunio alla stella Ida Taurisano - trovarsi a lottare per la salvezza in quello di ritorno è una situazione che evidentemente non infiamma il paese, distratto – peraltro – dalla festa patronale.

Poca gente al tensostatico, quando due anni fa non c’erano posti neanche in piedi. Clima mesto.

Non momenti di gloria, dunque, ma momenti di grande agonismo sì.

Cerchiamo di conquistare due spettatori in più: Michela invita Divina Felline; io invito Monica di Forzaragazze. Non vengono. Col cavolo che adesso continueremo a trasmettere i comunicati al sito...

Un’altra data indimenticabile è il 31 marzo 2007, la prima volta che Valeria Montagna arbitrò la nostra squadra.

A distanza di due anni, finalmente, la FIPAV si è decisa a designare nuovamente l’avvenente brindisina alla direzione di un nostro incontro. Una divina nel tensostatico, quindi, c’è. Quante emozioni, stasera...

Formazioni. Tonino Cavalera propone Valeria Spano in palleggio, Monica Casalino opposto, Neire Scupola e Titti Romano di banda, Anna Maria Isceri e Pamela Antonino centrali, Daniela Calò libero. In panchina le baby terribili Eleonora Carbone e Giorgia Valente.

In panchina c’è anche Ida Taurisano, ma si sa che non potrà giocare. E’ lì soltanto per fare terrorismo psicologico con la sua presenza...

Nati a Taranto: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Désirée non c’è perché vuole più bene alla squadra di serie D che a quella di serie B2. Questa ce la leghiamo al dito.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: l’acciaccata Sonia Tinelli e l’infortunata Marcella Scaglioso. Quest’ultima fa solo atto di presenza; sarà per questo che tarda a schierarsi per la presentazione delle squadre.

Primo set

Ace di Scupola.

Ooops, non è che sarà una serata di sonnolenze?

No, non lo sarà: è Michela che reagisce, ma poi regaliamo troppi errori offensivi alle padrone di casa, a segno quasi con tutte le atlete del sestetto.

L’ace di Isceri chiude il primo ciclo della partita (9-5).

Inizia a questo punto un secondo ciclo che si chiama Vittoria Repice. Un ciclone, più che un ciclo: fast, primo tempo, due ribattute su ricezioni lunghe, due muri (uno dei quali con Silvietta) e una palletta.

Tutto lei.

L’ace di Alessandra chiude un break di nove punti (9-14).

Vittoria aveva dimenticato di estrarre il pallonetto dal proprio repertorio tecnico e provvede subito a colmare la lacuna (10-15).

Tuglie si riprende: Scupola, Romano e Casalino agguantano il pareggio fin troppo presto (17-17), ma a questo punto inizia lo show dell’altra nostra centrale, Cristiana Zonca.

Straordinaria: tre primi tempi e una fast con in mezzo una pipe magnifica ed un ace-culo di Michela (17-24).

Da sottolineare anche la serata di grazia di Alessandra, che apre il gioco in tutte le direzioni. Fra un po’ attaccheremo anche dal sottoscala.

Spediamo sulla rete e sull’asticella le prime due palle-set, ma la terza è quella buona: Daniela Calò compie un miracolo sulla bomba di Simona, ma il successivo pallonetto di Cristiana finisce in campo: 19-25.

Secondo set

Tuglie attacca con Scupola e Romano; Taranto replica con un altro punto-culo aiutato dal nastro (Silvietta) e soprattutto con le due centrali venute da lontano (altri due punti di Cristiana, altri tre di Vittoria).

Da lontano ma non troppo: Cristiana non è tedesca - preciso a beneficio degli spettatori che hanno formulato questa ipotesi. E’ di Novara, provincia di Taranto – come dice lei. Ormai non fa altro che rispondere “ce vuè?” a chiunque le rivolga la parola. Direbbe “ce vuè?” anche al Capo di Stato Maggiore se la chiamasse a rapporto.

Sull’8-7 fuga delle salentine: bel pallonetto di Isceri, primo tempo a farfalle delle nostre, fallo di posizione, fast di Antonino, invasione rossoblu e diagonale di Casalino (14-7).

Fast di Vittoria con conseguente urlo.

L’arbitra Valeria ne ha abbastanza: convoca Vittoria e Titti e spiega loro che le squadre stanno disturbando la quiete pubblica. Ha ragione. Che stiamo, al mercato?

Fra l’altro fuori c’è la processione dell’Annunziata e sarebbe disdicevole disturbare.

Se il paese si affida alla Madonna, coach Cavalera (che, pure lui, in fatto di urla non scherza; è peggio di Scanferlato) preferisce contare sui brillanti riflessi della capitana Calò.

La Nati a Taranto si affida, invece, in questo momento, al nastro (cioè al culo), che per la terza volta inganna le avversarie. L’ace è di Simona.

Ancora un primo tempo a farfalle (prima Vittoria, adesso Cristiana; la par condicio è rispettata) ed uno spettatore si chiede: “Ma lu fannu apposta...? E’ nu schema...?”

La gaffe è cancellata da due muri e da un altro pallonetto-capolavoro del sottotenente di vascello, oltre che da un ace di Michela. Parziale riaperto: 20-17.

Lo richiudono Romano e Spano, quest’ultima con un astuto tocco di seconda (25-20).

Terzo set

Nell’intervallo Daniela Calò, dalla panchina, ordina a Pamela Cervellera di andare a prendere una bottiglia d’acqua. Per chi l'ha presa, per la garzona del supermercato? Almeno le avrà dato la mancia per il servizio a domicilio?

Il terzo parziale è quello del grande equilibrio, dall’inizio alla fine. E quante emozioni, che intensità!

Il muro rossoblu continua a fare faville, ma Scupola e Casalino tengono le padrone di casa agganciate.

Sul 5-6 inizia una fase caratterizzata da errori, ma sono errori distribuiti quasi equamente sui due fronti. Tuglie predilige le battute, Taranto gli attacchi. Mi sorprendono alcuni errori vistosi della Casalino, anche palloni da appoggiare semplicemente nel campo avverso. Non è da lei. Ma comunque, alla fine, pur non giocando benissimo, 15 palloni a terra li ha messi.

L’Italgest ottiene un vantaggio di tre punti sul 17-14. E’ a questo punto che il set decolla, regalando spettacolo.

Coach Marcello rischia Sonia. Sarà ben ripagato.

Due punti consecutivi della nuova entrata ci portano sul 19-18.

Due attacchi del Tuglie finiscono fuori ed uno sulle mani di Michela a muro (21-21).

Time-out salentino, con Cavalera incazzatissimo.

Bomba di Michela e attacco vincente di Simona (22-23), poi Cristiana, con una fast imperiosa, ci regala il primo set-point (23-24). Lo annulla Romano con l’ennesimo mani-fuori.

Dentro Valente per Casalino, ma soltanto per servire, visto che i 5 errori dell’esperta ex-brindisina devono aver messo in agitazione il tecnico locale. La piccina non si emoziona, poi Michela salva un incredibile pallone di piede e Vittoria mette a frutto l’impresa della compagna (24-25).

Quest’anno i piedi ci hanno regalato diversi punti (ricordiamo ancora il piede di Clara nel tie-break con il Battipaglia).

Muro di Isceri ed anche il secondo set-point è annullato (25-25).

L’atto conclusivo del parziale è firmato dal Gattuso del volley femminile, Vittoria Repice: fast e primo tempo!

25-27 dopo 33 minuti di passione.

Quarto set

Tuglie reagisce bene al colpo ed inaugura il quarto set con un eloquente 6-0. Ale, adesso, preferisce affidarsi alle attaccanti: 2 punti Michela, 2 punti Corallina, 3 punti Sonia e siamo a ridosso delle salentine (13-12).

Scupola è un po’ imprecisa e mister Cavalera getta nella mischia (questa volta per restarci) Giorgia Valente, che fa punto al primo tentativo.

La partita, intanto, diventa sempre più nervosa. Sonia commette un’invasione, protesta e viene ammonita.

Neanche Marcello la prende bene e persino Ale sottopone qualche osservazione alle gentili orecchie dell’arbitra. La nostra palleggiatrice non ha mai detto niente a nessuno; proprio stasera deve fare casino?!

Spero che il flusso dei miei pensieri, colmi di ammirazione, raggiunga il seggiolone e prevalga sulle voci ostili che in questi momenti salgono dal parquet. L’affetto prevalga sull’odio, la pace prevalga sulla guerra.

Sebbene il gioco delle rossoblu continui ad essere molto valido, adesso Tuglie sta difendendo bene, grazie soprattutto alla capitana Calò, mentre Romano continua a sfruttare a proprio vantaggio le mani del muro ospite (22-15).

Ormai sono due anni che Calò e Romano si scambiano i ruoli e quindi le maglie nel corso della stagione. Speriamo che abbiano almeno la stessa taglia.

Ci sono scambi lunghissimi, estenuanti. Sarà per questo, forse, che le ragazze chiedono ripetutamente la verifica della rotazione; un modo per riprendere fiato.

Cresce Simona Corallo e attacca, da destra e da sinistra, ma la speranza riaccesa dalla nostra giovane schiacciatrice viene soffocata dall’ancor più giovane Giorgia Valente (25-21).

Tie-break

L’avvio è teso, con qualche errore di troppo. Dopo l’ace di Antonino, passa da destra la ronda padana e subito dopo quella fragagnanese (3-5).

Ribaltone Romano (6-5) e duplice azione offensiva della Valente (9-9).

La svolta decisiva della partita prende avvio da una magia di Vittoria Repice: splendido pallonetto che spiazza la difesa tugliese.

Valente stavolta tira fuori e Michi va a segno da posto quattro (9-12).

Scupola, rientrata sul parquet, schiaccia il pallone della speranza, ma Michela tira una sventola che colpisce il libero locale e poi schizza fuori.

Sull’11-13 il culo aiuta gli audaci – dice più o meno il proverbio. Il nastro non vuole mettersi a contrasto con Michela visto che oggi la ragazza... si stizza cu nienti e così spinge dolcemente la palla nella metà campo avversaria. La rete, invece, blocca l’ultimo assalto di Neire Scupola, a conclusione di uno scambio in cui una scatenata Alessandra ha provato a fare punto in tutti i modi (11-15).

Bella partita delle rossoblu, nonostante gli allenamenti settimanali complicati dalle indisponibilità. Bella prova di carattere, soprattutto. La contemporanea sconfitta di Scafati ci consolida al quarto posto.

Per Tuglie il punto è pesante, in ragione della contemporanea sconfitta dell’Azzurra Molfetta a Sarno.

Non conosco ancora il risultato di Trani; in ogni caso, comunque vada con il Salerno, non ci sarà la promozione matematica perché il Matera ha vinto. Questo rende ancora più probabile l’invasione biancazzurra del Palafiom sabato prossimo, con tifosi carichi di champagne.

Due parole sul Battipaglia. Intanto la classifica del girone di ritorno sarebbe questa: Trani 36; Matera 32; Salerno e Battipaglia 31; Potenza 25; Scafati 21; Taranto 19; Benevento e Sala Consilina 18; Sarno 15; Molfetta 12; Tuglie 11; Nojaturi 10; Montescaglioso 6; Aversa 3; Ostuni 0.

Poi voglio ricordare la previsione del mago Trumpet:

“I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. (...)”.

Tranne l’ultima parte sullo Scorpione ed una lieve sfasatura temporale, credo di aver individuato il mio nuovo lavoro...

Tabellino: Tuglie-TARANTO 2-3 (19-25, 25-20, 25-27, 25-21, 11-15)

Italgest Tuglie: Carbone 0, Romano 15, Antonino 3, Scupola 15, Spano 5, Casalino 15, Taurisano NE, Isceri 5, Valente 3, Calò (L) 2 – All. Cavalera.

Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 22, Corallo 8, Repice 19, Benefico 13, Scaglioso NE, Tinelli 8, Mastandrea 6, Certa 3, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 10.

Arbitri: Valeria Montagna (BR), Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 25’, 26’, 33’, 29’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.22’.

Altri risultati: Matera-Scafati 3-1, Battipaglia-Benevento 3-1, Sarno-Molfetta 3-0, Trani-Salerno 3-1, Potenza-Aversa 3-0, Sala Consilina-Nojaturi 3-1, Montescaglioso-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 75; Matera 67; Salerno 65; TARANTO 50; Scafati 48; Battipaglia e Potenza 46; Sarno 44; Benevento 43; Sala Consilina 41; Tuglie 38; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa e Montescaglioso 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Tutti buoni la settimana scorsa. In questa non sappiamo...

Prossimo turno: Taranto-Trani, sabato 25 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

Un sms per Ivana:

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Sorpresa nel testamento di Pavarotti: "Lascio tutto alla Palafiom"

di skanderbeg69 (15/04/2009 - 06:50)

Che qualcosa di strano fosse nascosto tra le righe del testamento di Luciano Pavarotti lo si era intuito da tempo. Ma a suscitare scalpore non sono le percentuali dei beni divisi tra la prima moglie, i figli e Nicoletta. La notizia-bomba è nascosta in una piccola clausola, che è stata resa pubblica da un notaio emiliano: la quasi totalità dei beni del compianto tenore monegasco finirà ad una squadra di pallavolo di Taranto.

La clamorosa determinazione di Pavarotti nasce da una scommessa. Sembra che il tenore, pochi giorni prima di scrivere la ventottesima versione del testamento, abbia incontrato Andrea Giani in un ristorante di Modena. I due hanno discusso di lirica, di maxiconi e di sport finché l’ex-nazionale non ha confidato al tenore di essere rimasto impressionato da una squadra femminile tarantina, l’allora Polisportiva Palafiom (oggi Nati a Taranto), vista in un incontro su Sky commentato dall’amico Zorzi (Oria-Palafiom di serie C, cfr. post del 25 marzo 2007).

“Vedrai – sembra che abbia detto Giani a Pavarotti – loro domineranno il campionato mentre la nostra Cimone non vincerà una mazza.”

Il tenore avrebbe a quel punto irriso l’ex-campione della mitica nazionale di Velasco, spingendosi a scommettere tutti i suoi beni se la previsione di Giani si fosse avverata. E, cosa più importante, l’avrebbe messa nero su bianco nel testamento.

La Cimone Modena due anni fa rimase all’asciutto e la Palafiom vinse il proprio campionato.

Nonostante il ricorso delle mogli e degli altri eredi, un mare di milioni sta già viaggiando verso il conto bancario della Nati a Taranto.

Il presidente Lupo e coach Presta preannunciano grosse novità: “Non andremo in cerca di nuove giocatrici perché quelle che abbiamo sono già il massimo per la categoria. Bastano solo un paio di ritocchi. I nostri investimenti riguardano l’impiantistica ed altri settori. Tanto per cominciare amplieremo il Palafiom fino ad una capienza di 30mila spettatori e lo chiameremo Pavarotti Sport Center in onore del benefattore; ci sembra il minimo.

Nel frattempo ci compriamo il Palamazzola dove faremo giocare la Tempesta. Le nostre panchine saranno in mogano con intarsi d’oro. Le nuove tute della prima squadra saranno griffate Armani; al posto dell’acqua, durante le partite, berremo Dom Perignon e per le trasferte ogni giocatrice avrà a disposizione un aereo privato con vasca idromassaggio.”

 

NOTE:

La foto di Luciano Pavarotti è tratta da http://it.wikipedia.org.

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Ritratti

di skanderbeg69 (10/04/2009 - 06:45)

CRISTIANA ZONCA

Centrale

 

Nata a Galliate (NO) 26 anni fa, domiciliata... su nave “Espero”.

 

Segno zodiacale:

Toro ascendente Cancro.

Come e quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

Da bambina facevo danza classica, ma un giorno l’istruttrice mi diffidò dal continuare perché, a suo avviso, ero completamente negata. Ovviamente ci rimasi male e piansi. Per consolarmi, il genitore di una mia compagna mi propose di provare con la pallavolo presso la sua società. I bambini alti, ritenuti incapaci di fare altro, venivano dirottati verso la pallavolo o il basket e così, a 6 anni, iniziai a giocare a minivolley alla Bicocca.

Perché da centrale?

Secondo una ricostruzione storica malevola, ricevevo talmente male che mi chiamavano D’Artagnan (allungavo il braccio come per tirare di spada...). Secondo una ricostruzione più benevola, quello di centrale è il ruolo che meglio valorizza le mie doti fisiche. In ogni caso, ho giocato sempre e solo da centrale.

Anche se naturalmente adesso non ricevi più come D’Artagnan. La tua carriera:

Dal 1995 al 1998 all’Agil Trecate (B2 e B1), poi un anno in C con il Volley Galliate ed uno in A2 di nuovo con l’Agil Trecate (1999-’00). Quindi, due anni in B2, uno nell’Ardor Pallavolo Busto Arsizio ed uno nella Pallavolo Vigliano. Dal 2002 al 2007 ho fatto parte della rappresentativa dell’Accademia di Livorno e della Nazionale Militare, rientrando a giocare nei campionati di Lega l’anno scorso a Livorno con la Libertas (serie C).

Cos’altro fai nella vita?

Sono sottotenente di vascello della Marina Militare. Mi sono da poco laureata in Scienze Marittime e Navali e sto per iscrivermi a Ingegneria Navale.

Le navi non sono state il tuo unico mezzo di locomozione...

No, ho anche guidato treni per due anni.

Il tuo hobby?

La musica: suono il flauto traverso (che ho studiato al Conservatorio).

L’ultimo libro che hai letto:

Un giorno in più, di Fabio Volo.

L’ultimo film che hai visto:

Madagascar 2.

Il tuo cantante preferito?

Mi piace tutto; non esprimo preferenze.

Il tuo piatto preferito:

Orecchiette al sugo rosso con il cacioricotta.

Pugliese doc! Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

La pazienza, la capacità di autoironia, l’ingenuità, l’eccessiva bontà che rischia di diventare fessaggine...

Fessaggine in senso napoletano: chi è troppo buono è fesso...

Sì, in questo senso.

E i tuoi difetti?

L’ingenuità è anche un difetto. E poi sono un po’ insicura.

In cosa ti ha cambiata l’esperienza dell’Accademia?

Credo che mi abbia fornito una migliore organizzazione mentale.

Tu sei capitana della Nazionale Militare di pallavolo; in cosa ti ha arricchita la squadra azzurra come persone e come giocatrice?

La Nazionale ha cambiato il mio modo di vivere le relazioni interpersonali con gli atleti di altri Stati; mi ha offerto la possibilità di rapportarmi con altre culture. Come giocatrice, invece, c’è un approccio particolare con la partita: in campo sentiamo in modo particolare l’attaccamento alla maglia, che è anche attaccamento alla nazione che serviamo come militari professionisti.

Il più bel ricordo della tua carriera:

L’anno della promozione in A1 con l’Asystel.

Il più amaro:

Le selezioni della Nazionale; sono arrivata tredicesima. Sarei stata convocata in caso di rinuncia da parte di qualcuna. Circostanza che non si è verificata.

Cosa ti piace della Nati a Taranto?

Il fatto che mi abbia permesso di sentirmi a casa dal primo momento in cui sono arrivata. Beh, all’inizio c’era qualche difficoltà a comprendere il dialetto, che qui si parla molto diffusamente e volentieri, però ho ricevuto un’ottima accoglienza, molto calorosa.

Cosa non ti piace?

La temperatura nello spogliatoio d’inverno...

Eri mai stata al sud prima dell’estate scorsa?

La mia famiglia trascorreva le vacanze a Torre Lapillo, in provincia di Lecce, e poi ero stata per lavoro a Bari, Brindisi e Taranto, ma solo per un paio di settimane.

Com’è stato il tuo primo impatto con Taranto? Sinceramente...

Stupendo. Soprattutto il primo impatto è stato stupendo. Adesso magari riesco a cogliere anche qualche difetto nella città, ma l’ottimo approccio è stato favorito dalla grande cordialità e disponibilità della gente, soprattutto nel quartiere Paolo VI in cui ho dimorato nelle prime settimane.

Cosa ti manca di Novara?

La mia famiglia, il mio cane, la nebbia.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

A pranzo mangio sempre le stesse cose: riso in bianco, mozzarella e spinaci. Mai calze bianche; devono essere nere o grigie. Infine, mille mollette tra i capelli.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Vado un po’ troppo sotto rete quando schiaccio.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

“Dimagrisci!”

Quest’anno si sono alternate nel ruolo di palleggiatrice Marcella ed Alessandra; con chi ti trovi più a tuo agio?

Mi trovo molto bene con entrambe. Se proprio vogliamo sottolineare delle differenze: preferisco la fast dietro con Marcella e la sette con Ale.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Sara Anzanello.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

A parte il risultato, Scafati-Taranto 3-2, con 10 muri-punto miei.

Vero: grande Cris! E la partita che vorresti cancellare?

Taranto-Matera 3-0 di Coppa Italia. In quella partita il coach era assente, ma veniva informato in tempo reale del mio rendimento e del mio apparente stato “alcolemico”...

Hai un messaggio per la tua ex-squadra (il Livorno) nell’eventualità in cui qualcuno capiti su questo sito?

Boia deh!

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Riuscire a continuare a giocare – magari sempre meglio – a pallavolo adesso che ho ripreso l’attività agonistica. E poi vorrei rimettermi a dieta. Ma con il vostro cibo è davvero impossibile...

 

NOTE:

La foto di Cristiana con la maglia della Nazionale Militare è tratta da www.cism-championship.info.

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Serie C: arriva la Tempesta, odo Passari far festa

di skanderbeg69 (08/04/2009 - 00:30)

La Nati a Taranto Tempesta è in serie C!

O meglio: ha conquistato la serie C, poi si vedrà come risolvere la compresenza di due squadre della stessa società in due categorie “adiacenti”. Speriamo che le creature non abbiano fatto tanda fatìche pe’ nind’...

Il brillante risultato è giunto al termine di una combattuta partita contro la Fides Triggiano domenica scorsa, ma soprattutto al termine di una stagione strepitosa, caratterizzata da ben 21 vittorie ed una sola sconfitta (la prima di campionato).

Non voglio sovrappormi al bel sito della squadra e per i particolari di questa marcia trionfale rimando alla consultazione di www.gruppotempesta.com.

Qui voglio solo congratularmi con le giocatrici guidate da Davide Monopoli (“meglio di Velasco” – recitava uno striscione domenica scorsa), elencandone i nomi: Giulia Buso, Manuela Castaldo, Bruna Clemente, Federica Cofano, Francesca Cosa, Valentina De Vito, Désirée Fiore, Federica Litti, Sabrina Lombardi, Simona Muraglia, Francesca Nuzzo, Priscilla Pisani e Rosaria Toma.

E spero di fare cosa gradita riportando alcune immagini dell’ultimo match casalingo, quello vinto al tie-break contro il Triggiano.

Lo speaker ha portato bene, eh?

E’ stato un incontro aspro, difficile, al cospetto di una squadra tosta e combattiva, oltre che tecnicamente molto valida. Le rossoblu, piuttosto contratte in avvio, hanno ceduto il primo set (21-25), ma hanno poi dominato il secondo (25-15).

Grande Desi, luce degli occhi di Marcello; efficacissima Cofanetto, sia in difesa che in attacco; Simona ha distribuito palloni con la consueta sagacia; ottima la difesa del libero Rosaria; Federica Litti si è concessa muri fantastici; Francesca ha lasciato buchi sul parquet e Bruna Clemente è praticamente perfetta, oltre che stilisticamente ammirevole. Senza contare il cognome di prestigio...

E che dire della coreografia del pubblico? Commovente.

Emozioni nel terzo parziale: la NAT Tempesta è a un passo dal trionfo (23-17), ma si blocca sul più bello, lasciando i tifosi con l’urlo in canna (23-25).

Anche Manuela vive il suo minuto di celebrità.

Nel campo c’è tensione e non mancano interruzioni dovute a contestazioni o ad infortuni. Durante una di queste lunghe pause, una giocatrice di cui non faccio il nome ma che porta il numero 5, in battuta, guarda l’orologio e commenta “che palle, ma a che ora finiamo?!”

Nel quarto parziale (si fa notare anche Giulia, sia sul parquet che fuori), le ragazze compiono il capolavoro: ritrovano la calma, riprendono a giocare egregiamente e questa volta mantengono i nervi saldi fino alla fine e così il set che vale il punto della promozione non sfugge!

Il punteggio è fissato sul 25-22; poi le rossoblu si aggiudicano anche il tie-break (15-10).

We are the champions! We are the champions!

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Nati a Taranto-Salerno 1-3

di skanderbeg69 (05/04/2009 - 16:08)

Sabato 4 aprile 2009 – ore 19.00

Il colpo di grazia alla fine è arrivato e la smoking gun è nelle mani di Norma Ruggiero, la sapiente gaucha che da novembre ha arricchito di grinta e di esperienza l’Autoluna Salerno.

Perdendo con la formazione campana, la Nati a Taranto spegne quell’esile fiammella di speranza che ancora illuminava il tragitto verso i play-off. Un tragitto che, invero, sarebbe stato comunque molto impervio e avrebbe dovuto essere caratterizzato da fenomeni come una varicella improvvisa e collettiva per tutto il Matera. Cosa che ovviamente sarebbe stata improbabile e non augurabile; meglio piuttosto riconoscere i meriti delle nostre avversarie che il loro obiettivo l’hanno centrato. Complimenti.

Per noi la fase delle riflessioni è già aperta. Le cause più profonde del mancato raggiungimento dei play-off possono comprenderle solo gli addetti ai lavori e questa non è la sede adatta per un siffatto genere di approfondimenti.

Così, solo come mera ricostruzione storica, mi sembra che siano stati due i momenti delicati: la doppia sconfitta al tie-break in Campania (Sarno e Scafati), con i mille rimpianti per le nove palle-match sprecate nelle due partite e soprattutto la devastante crisi primaverile (Matera-Benevento-Battipaglia).

Nel primo caso (i 3-2 campani), punti sprecati, ma squadra da applausi. O squadra da applausi, ma punti sprecati, dipende.

Nel secondo caso, il corto circuito che ha segnato il destino di questa stagione. Peccato, però. Che bella squadra. Grazie lo stesso, ragazze, e comunque ci sono ancora quattro giornate da onorare con quella tecnica e quel carattere che più volte abbiamo ammirato.

Ho iniziato dalla fine.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alle 19 di sabato. Anzi, ancora più indietro. In settimana, poco “sei contro sei” e molto “uno contro uno”. Nel senso che le giocatrici a disposizione erano talmente poche che l’unica partitella possibile era appunto una contro una.

Desi ha avuto il ginocchio gonfio; Sonia e Michela ko per vari motivi e Marcella a disagio con la cuffia dei rotatori, che non sapevo neanche che esistessero. La cuffia e i rotatori.

E dire che dovrei averli pure io da qualche parte.

Alla fine Marcella e Michela sono della partita mentre Désirée e Sonia fanno atto di presenza in panchina.

Neanche Salerno se la passa molto bene; comunque Viviana è pienamente recuperata mentre Valentina deve trattenersi in Campania. Ciao, Vale!

      Chi viene a Taranto non lo fa a mani vuote e da qui si vedono le vere fuoriclasse. Una pastiera napoletana doc per la gioia del mio palato. Posso, ora, non aggiungere una decina di punti a testa negli scout finali a queste meravigliose piccine?

Chiedo se alla pastiera si possa aggiungere, come regalo, qualche errore gratuito sul parquet. Chessò? Battute sbagliate, tiri fuori, cose del genere, ma a questo punto le gentilezze si interrompono.

Calcoli: se vince Salerno con qualunque risultato, loro sono matematicamente nei play-off e noi matematicamente fuori. Se vinciamo noi da tre punti, i giochi restano aperti. Se vinciamo 3-2, noi non potremmo più raggiungere Salerno (ma potremmo raggiungere Matera, se perde a Benevento) mentre Salerno potrebbe essere raggiunta da Scafati (se vince con il Trani). Elucubrazioni mentali. Più che altro si gioca per un risultato di prestigio.

C’è un infortunio dell’ultim’ora. Uscendo dal riconoscimento, a Silvietta viene offerto il cinque da Michela; soltanto che un paio di dita mancano la mano dell’opposta e le centrano un occhio. Era l’unica giocatrice integra.

Novità nella Nati a Taranto: il ruolo di capitana è attribuito per la prima volta ad Alessandra. Per gli arbitri si prospettano cinque turni di rilassatezza...

Sull’altro fronte coach Castillo ritrova Vittoria, che aveva allenato a Soverato. La centrale, in settimana, ha speso parole di elogio per l’ex-tecnico; ritengo probabile che anche il tecnico possa aver apprezzato lo stato di forma di Vittoria (che, peraltro, stasera ha giocato bene, ma al di sotto degli standard eccellenti a cui ha abituato il Palafiom).

La migliore partita l’ha giocata a Sala Consilina, dove non ‘ngi stav’ nisciùne... né giornalisti, né blogger, né riprese in streaming, né tifosi.

Venti punti individuali scettàti... Senza nessuno che potesse raccontarli ai posteri.

Formazioni.

Nati a Taranto con Alessandra Certa in regia, Marcella Scaglioso opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore in cerca degli appunti di diritto, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

L’allenatore Ivan Castillo schiera Arianna Formisano in palleggio, Annamaria Amitrano opposto, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo laterali, Viviana Vincenti e Antonella Salvati centrali, Pina Esposito libero.

A disposizione: Paola Barletta, Norma Ruggiero e Claudia Stifano.

Primo set

Avvio ruggente della Nati a Taranto. Il primo punto, veramente, è un errore in battuta di Viviana. Non è che esaudiranno anche la mia richiesta supplementare...? Purtroppo non sarà così.

Intanto, comunque, vanno a segno Marcella, Michela (due aces consecutivi), Cristiana ed Ale, quest’ultima con un punto-culo. Siamo 7-1 e coach Castillo ha già chiamato il primo time-out.

Il tecnico ospite indossa per tutto l’incontro un berretto di lana. Non ha un aspetto molto rassicurante.

Punto della “Campolo giusta”, ma le rossoblu non hanno esaurito la propria foga agonistica: grande pipe di Michela e solido muro di Simona (10-2).

A questo punto inizia il recupero di Salerno: noi siamo un po’ imprecisi in attacco mentre Amitrano, Vincenti e Scialacomo non falliscono (11-10).

Amitrano, per intenderci, è la “compagna di merende” di Grimaldi ai tempi di Scafati l’anno scorso.

Il pareggio porta la firma di Viviana Vincenti: fast e ribattuta su una lunga ricezione jonica.

Michela tira una bomba da posto quattro, ma si fa sentire anche Nunzia Campolo dall’altra parte della rete (13-16).

Ci prova la Corallina con due attacchi vincenti consecutivi (17-20), ma Salerno ha un ulteriore break: quarto errore in battuta delle tarantine, punto di Gisela Scialacomo ed ace di Antonella Salvati, che approfitta di una ricezione piuttosto in difficoltà (17-24).

Il punto finale è un primo tempo risoluto di Viviana Vincenti (18-25).

Secondo set

Grande equilibrio nel secondo parziale e gioco spesso godibile, a parte le imprecisioni in battuta che adesso accomunano entrambe le squadre. In compenso, troviamo due servizi vincenti con Vittoria e Marcella (7-5), in risposta ai martellamenti di Campolo e ad una pipe perfetta di Scialacomo.

Realizza un ace anche Amitrano e poi Gisela effettua il sorpasso (7-8).

La Nati a Taranto non molla e va a segno con Cristiana (subito dopo murata da Scialacomo) e con una Simona particolarmente efficace (9-9).

Sul 9-12 proficuo time-out di Marcello: un bel muro Marcella-Vittoria corona il pareggio (12-12).

Purtroppo mura anche Nunzia Campolo ed un’altra ricezione lunga delle padrone di casa viene ributtata sul parquet da Anna Maria Amitrano (12-15).

Splendida fast a pallonetto del nostro sottotenente di vascello (16-19). Me la immagino sulla sua fregata che dà disposizioni di tiro: questo missile spariamolo in diagonale, quest’altro tiriamolo a pallonetto...

Purtroppo le imprecisioni in attacco (tre errori in questa fase, più uno in battuta) vanificano ogni speranza di rimonta; l’azione offensiva di Vincenti e il muro di Campolo su una nostra fast “light” chiudono il set (17-25).

Oltre al set, è chiuso anche il nostro campionato. Anche rimontando la partita, Salerno resterebbe a +13, irraggiungibile, e per riprendere Matera le giocatrici lucane dovrebbero perdere tutte le partite da oggi fino all’ultima di campionato con l’Ostuni.

Adesso è finita davvero. Sigh.

Terzo set

La conclusione del parziale non ha molto soddisfatto coach Marcello visto che nell’intervallo si sente soltanto la sua voce rimbombare nel palazzetto.

L’avvio del terzo set ha una protagonista assoluta: Viviana Vincenti, autrice di ben 6 dei primi 10 punti gialloblu.

Chissà se questa prestazione è anche frutto del sostegno dei parenti (la centrale è brindisina) e di mezza città di Massafra che non l’ha dimenticata ed è venuta a testimoniarle un grande affetto (ricambiato). A proposito di Massafra, ci sono anche Valentina e Luana (a tifare per la NAT, precisiamolo!). Mancano solo il sindaco e il parroco della Madonna della Scala.

Oltre allo show personale di Vincenti (muri, fast, aces), c’è un servizio vincente di Vittoria, due impappinamenti in fase di costruzione che vanificano i miracoli difensivi di Michela ed una fast di Cristiana che viene... “parata” a terra da Gisela.

L’attaccante argentina si vendica con un attacco da posto quattro. Siamo 6-11.

A questo punto si apre una fase di gioco piuttosto nervosa, in cui gli arbitri rilevano diverse irregolarità, c’è qualche contestazione (anche presidenziale) e il ritmo è un po’ spezzettato.

La capitana deve fare il proprio dovere, ma non sembra molto convinta. Ci prova, però. Va dagli arbitri, parla, discute.

Si impegna, la piccina.

Il capolavoro della Nati a Taranto inizia sul 13-16, dopo un pallonetto di Amitrano.

Se lì c’è Vincenti, qui c’è Repice a vivere il proprio momento di gloria: fast, muro e blocco di una ricezione ospite lunga, con in mezzo un servizio vincente di Alessandra (17-16). Sorpasso!

Ma non è finita. Dopo un punto di Scialacomo, c’è un altro break: invasione campana, punto-culo di Vittoria aiutata dal nastro, ace Corallina e due magnifici attacchi di Michela, che valorizzano le grandi difese di Simona Leone (22-17).

Entra Stifano per Formisano; fanno rima, ma una c’entra con la pastiera, l’altro no, dunque il cambio non mi garba. Quasi quasi faccio partire una personale contestazione a Castillo: Lass’ ‘ncampo ‘a Formisàne!

Viviana prova a tenere vivo il set, ma ormai è fatta: l’ultimo punto è un ace di Marcella (25-19).

Quarto set

Simona entra in campo con i capelli sciolti. E’ sempre stato il mio sogno vedere le giocatrici sul parquet con le chiome al vento, senza che vengano mortificate con decine di fermacapelli. Sembra, però, che non sia funzionale e così anche la Corallina provvede a risistemarsi la coda.

Lo spettacolo ed anche le tensioni agonistiche esplose nel terzo set sembrano ridimensionate; l’avvio del quarto set è piuttosto loffio.

Ma già sul 4-4 si torna a fare sul serio: Vincenti, Scialacomo (bel lungolinea) e Campolo da un parte; Super Corallo e Repice (grande attacco proprio all’angolino) dall’altra.

Sbaglia qualcosa in attacco anche Salerno (11-8) e mister Castillo sostituisce Amitrano con Ruggiero. Ed anche Formisano con Stifano. Di nuovo?! Come ha osato? E’ una follia! Fa’ trasè ‘a Formisàne!

Mi chiedo: meglio perdere nettamente o rimontare questa partita con una dimostrazione di forza che finirebbe, però, per aumentare i rimpianti su quello che poteva essere e non è stato?

Break ospite da cinque punti (Campolo, doppietta Scialacomo, mani-fuori Ruggiero e palla out rossoblu).

Brava Cris con due fast consecutive (15-15) e poi c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, ma il tiro di Marcella finisce di poco fuori. D’un soffio, tanto che molti spettatori protestano contro la valutazione arbitrale ed invitano – non so perché - Davide Monopoli ad esprimersi pubblicamente in proposito. Il tecnico della Tempesta decreta che, a suo parere, era dentro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

A proposito, domenica alle 17.30 tutti al Maria Pia per la serie D: NAT Tempesta-Triggiano. E non aggiungo altro...

Simona replica a Nunzia Campolo. Zaby lascia il Palafiom chiedendomi di salutarle la squadra e in particolare Michela e Ale. Io ovviamente me ne dimentico, ma forse le due giocatrici la ascoltano dal parquet perché, per l’emozione, lasciano cadere un pallone vagante.

Muro Gisela. Si mette male: 17-20.

Magnifica palletta della Corallina da posto due: un tocco delizioso che atterra douce douce.

Attacca Campolo (18-21), ma Vittoria sfodera un muro dei suoi e poi Salerno incorre in una doppia (20-21). Ecco: Formisano non avrebbe sbagliato il tocco.

L’Armata Jonica ci crede, ci ha creduto per tutta la partita, e il pareggio adesso non sembra una chimera.

Ma è a questo punto che nella storia della partita entra un’altra protagonista, per noi fatale: Norma Ruggiero. L’opposto argentino sfrutta il nastro e poi mette a terra un preciso pallonetto (20-23). Muro di Gisela con la palla che cade tra le urla disperate di Cristiana (20-24).

L’Autoluna ci regala un errore in battuta, ma è ancora la Ruggiero ad attaccare efficacemente da posto due: mani-fuori e vittoria per le ospiti (21-25).

La Nati a Taranto ha confermato la diagnosi espressa sulla stampa dal coach: squadra in convalescenza. Segnali di ripresa. Ma purtroppo non è bastato a conseguire la vittoria di prestigio.

La festa di Salerno può esplodere: Trani è inavvicinabile, ma i play-off adesso sono al sicuro.

Per l’euforia, la squadra lascia una borsa ed una tuta sul parquet, ma ormai il servizio di recupero degli oggetti smarriti ha raggiunto livelli di eccellenza e tutto viene custodito con cura.

Tabellino: TARANTO-Salerno 1-3 (18-25, 17-25, 25-19, 21-25)

Nati a Taranto: Zonca 10, Corallo 16, Repice 8, Fiore NE, Benefico 11, Scaglioso 6, Tinelli NE, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 7.

Autoluna Salerno: N.Campolo 13, Salvati 5, Amitrano 9, Vincenti 23, Scialacomo 26, Borrelli 10, Formisano 10, Barletta NE, Ruggiero 5, Stifano 0, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 4, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 21’, 22’, 25’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.46’.

Altri risultati: Scafati-Trani 0-3, Benevento-Matera 0-3, Nojaturi-Battipaglia 1-3, Ostuni-Potenza 0-3, Sarno-Sala Consilina 3-0, Aversa-Tuglie 1-3, Molfetta-Montescaglioso 3-0,

Classifica: Trani 72; Salerno 65; Matera 64; TARANTO e Scafati 48; Battipaglia, Potenza e Benevento 43; Sarno 41; Sala Consilina 38; Tuglie 37; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

A questo punto play-off garantiti anche per Matera. Battipaglia (28 punti nel girone di ritorno!) matematicamente salvo; Potenza e Benevento lo sono virtualmente. Nojaturi sull’orlo del baratro: deve vincerle tutte e sperare che Sala Consilina o Tuglie non facciano rispettivamente uno e due punti. In lotta per la salvezza anche Sarno (ma solo in teoria) e Molfetta.

Pausa pasquale nel prossimo week-end. Ma c’è la final-four di Coppa Italia a Trani con ben due formazioni del nostro girone, Trani e Salerno, a cui va ovviamente un caloroso in bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Si infiamma la lotta per i play-off. Grande passo avanti del Montescaglioso, che con 250 euri si insedia al terzo posto, a soli 20 euri dall’Ostuni. I sostenitori lucani avrebbero “rivolto isolate offese all’indirizzo degli arbitri nonché reiteratamente offeso e minacciato i componenti del sodalizio ospite, parzialmente recidiva”.

Ma neanche Molfetta resta a guardare: la sospensione comminata ad un dirigente comporta 80 euri di multa e l’avvicinamento al gruppo di inseguitori di un Matera ormai virtualmente vicino al traguardo.

Prossimo turno: Dopo la pausa pasquale, Tuglie-TARANTO, sabato 18 aprile, ore 19.00, al tensostatico dei ricordi.

Un sms per Ivana:

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Anche al Palafiom i tornelli di Brunetta

di skanderbeg69 (03/04/2009 - 14:32)

Continua senza sosta la campagna di moralizzazione del ministro Renato Brunetta, i cui obiettivi sono la lotta ai fannulloni e il miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione. Tutto si può dire di Brunetta, ma almeno è uno che non ruba. E per un ex Craxi-boy non è poco.

Dopo aver lievemente modificato le procedure relative ai riscontri delle malattie dei dipendenti pubblici e dopo aver fatto installare i tornelli a Palazzo Chigi (per evitare che i funzionari entrino ed escano a uecchio), adesso il ministro lancia in tutta Italia la campagna “Reti amiche”.

Per “reti” non si intendono le reti telematiche, che ridurrebbero i tempi e i costi della burocrazia, ma le reti dei campi di pallavolo.

      Il progetto parte da Taranto in via sperimentale ed è stato presentato nel corso di una conferenza stampa congiunta a cui hanno preso parte il ministro, il presidente della Nati a Taranto, Vincenzo Lupo, e l’allenatore, Marcello Presta.

All’ingresso del Palafiom saranno installati dei tornelli dotati di marcatempo. Ogni giocatrice avrà un badge personale, che utilizzerà all’ingresso e all’uscita in modo tale che tutti i movimenti vengano registrati.

Una seconda linea di tornelli – e questa è la novità più interessante – sarà installata ai bordi del campo di gioco. I motivi ce li spiega coach Presta:

 “Questa squadra era diventata un albergo: gente che entrava e usciva dal campo a proprio piacimento, gente che si allontanava per andare a prendere il caffè, gente che andava continuamente in bagno, gente che entrava in magazzino per motivi oscuri. Pensavo che la partenza di Ivana avrebbe restituito un po’ d’ordine alla squadra, ma non è stato così.

Contro Nojaturi abbiamo giocato un set in nove; meno male che non se n’è accorto nessuno. Di contro, quando ho cercato Alessandra per farla entrare sul parquet, la ragazza era già davanti allo spogliatoio degli arbitri per riprendersi il documento.

Adesso quest’anarchia è finita. Chi entra in campo deve restarci per tutta la durata dell’incontro. Si può uscire soltanto per giustificati motivi, marcando il badge e digitando un codice specifico: 01 per le sostituzioni, 02 per andare in bagno (opzione micro), 03 per andare in bagno (opzione macro), 04 per andare in magazzino, 05 per abbracciare il fidanzato, e così via.”

 

NOTE:

La foto di Renato Brunetta è tratta da www.repubblica.it.

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Sala Consilina-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (02/04/2009 - 12:25)

Domenica 29 marzo 2009 – ore 18.00

Come ho già accennato, a Sala Consilina non c’ero. Ho fatto il mio dovere di... padrino. Per garantire continuità e completezza “storica” al blog, la cronaca e gli scout (nostri) li copio da Forzaragazze.it (fonte: l’addetto stampa della NAT Volley, Giuseppe Di Cera):

 

E’ una partita dai due volti quella che le ragazze del tecnico Marcello Presta giocano al Palapozzillo: se nei primi due set incontrano molte difficoltà, nei restanti tre sanno mettere in mostra il giusto carattere ed opportunismo per portare a casa il successo. Con i due punti conquistati, la Nat si fa un bel regalo: il quarto posto. Il traguardo è raggiunto anche per la sconfitta di Scafati nel difficile derby di Salerno e giocato ventiquattrore prima. Tarantine e scafatesi si dividono la quarta piazza con un rassicurante +5 sul Benevento, la più immediata inseguitrice.

Coach Presta non deve faticare molto per pensare a quale sestetto base schierare. Sonia Tinelli non è disponibile, per cui opta, per la seconda volta consecutiva, per la vincente soluzione adottata con il Potenza: Marcella Scaglioso sostituisce la Tinelli nel ruolo di opposto mentre a dirigere le operazioni in regia ci pensa Alessandra Certa. Al solito, le centrali sono Vittoria Repice e Cristiana Zonca. Le bocche di fuoco sono invece Simona Corallo e Michela Benefico.

Nei primi due set Taranto è in completa balia di Sala Consilina che va sistematicamente a segno con le due laterali Giovino e Vantaggiato. Il muro e la ricezione di Taranto sono ai minimi livelli e per le avversarie è facile affondare i colpi. La conclusione dei set, a favore della formazione di Iannarella, è scontato con i punteggi di 25-19 e 25-21. Una curiosità: sul 4-4, nel secondo set, va via la luce ed il blackout è totale per circa dieci minuti.

Diverso il piglio delle rossoblù nei successivi tre set. Quei fondamentali che prima sembrano favorire Sala Consilina diventano invece le migliori armi delle ioniche. Sale in cattedra la Repice che sino alla fine mette a terra venti palloni. Il terzo set si conclude 25-21 per Scaglioso e le sue compagne, ma ancora più eloquente è il punteggio del successivo terminato 25-16.

E’ invece sofferta la vittoria del quinto set che si conclude 15-13 ed è festa Nat.

Tabellino: Sala Consilina-TARANTO 2-3 (25-19, 25-21, 21-25, 16-25, 13-15)

Puntotel Sala Consilina: Giovino, Vantaggiato, Radice, Troiano, Ancora, Buonocore, Buccino, Mele, Di Prisco, Petrosino, Giarletta NE, Micca (L) – All. Iannarella.

Aces NC, errori in battuta NC, muri-punto NC.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 13, Repice 20, Benefico 14, Scaglioso 10, Mastandrea NE, Certa 4, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta NC, muri-punto 11.

Arbitri: Emilio Sabia (PZ), Loredana Di Nicola (PZ).

Durata set: 20’, 34’, 30’, 27’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.30’.

Altri risultati: Trani-Benevento 3-1, Salerno-Scafati 3-2, Matera-Nojaturi 3-1, Potenza-Molfetta 3-1, Montescaglioso-Sarno 3-2, Battipaglia-Aversa 3-0, Tuglie-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 69; Salerno 62; Matera 61; TARANTO e Scafati 48; Benevento 43; Battipaglia e Potenza 40; Sarno e Sala Consilina 38; Tuglie 34; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

Possono matematicamente puntare alla promozione diretta soltanto Trani, Salerno e Matera; possono puntare ai play-off anche Taranto e Scafati; Benevento (che è la prima squadra a sfondare il muro dei 100 set giocati – seguono Scafati a 99 e Molfetta a 98) sostanzialmente salvo; retrocede in C anche Aversa.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Intanto, in onore di una giocatrice squalificata per una giornata (ma insomma!), ecco un’immagine del ristorante “Aires de Plata” di Bologna dove mercoledì ho avuto il piacere di assaggiare empanadas e bife de chorizo. Slurp!

Turno favorevole, quello precedente, alle squadre campane:90 euri all’Aversa (50 per la mancanza del servizio di asciugatura e 40 per le frasi offensive al primo arbitro); 100 euri al Sarno per le numerose offese del pubblico locale all’indirizzo della coppia arbitrale e 65 euri al Benevento perché lo spogliatoio arbitrale era privo di servizi igienici (in compenso, però, c’è il servizio di asciugatura, quindi gli arbitri potevano pure farla per terra...).

Prossimo turno: TARANTO-Salerno, sabato 4 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

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Copiamo Valenzano! Nasce la NAT Card

di skanderbeg69 (25/03/2009 - 22:55)

Oltre ad una squadra fortissima, Valenzano aveva ed ha altre caratteristiche interessanti che la rendono una società all’avanguardia e molto ben organizzata.

L’anno scorso abbiamo già parlato diffusamente del concorso a premi “Vota la miglior Valentina” (il concorso truccato dai brogli elettorali di Michela), dell’efficiente servizio oggetti smarriti del palazzetto (noi – ricorderete – smarrimmo Michela, Rossella e Alessandra), dell’eccelso fotografo Pippo Sisto, del mito del volley Sabrina Cosentino.

Ma un’altra peculiarità mi colpì in occasione della trasferta dello scorso campionato: l’ASPAV Card (ASPAV, per intenderci, è il nome della società).

      Pubblicizzata in una bacheca, l’ASPAV Card, che l’anno scorso costava 10 euri, offriva ai sostenitori una serie di benefici: un gadget della società (cappellino, portabadge, ecc.), sconti in esercizi commerciali convenzionati, il poster delle giocatrici, premi a sorteggio durante le gare casalinghe, il cd con le foto più belle a fine campionato, comunicati stampa via email in tempo reale, un servizio sms con i risultati delle partite in trasferta.

Perché non copiare questa bella iniziativa anche a Taranto?

Qualcosa, in effetti, si sta già facendo e la dirigenza potrebbe a giorni lanciare sul mercato la NAT Card, che tiene conto delle peculiarità del territorio, secondo la filosofia della società, così legata alla valorizzazione dell’identità locale.

Da indiscrezioni, sembra che stiano per essere lanciate sul mercato due tipi di tessere: la NAT Card (10 euri) e la NAT Card Gold (100 euri).

Questi i vantaggi:

1) un bellissimo gadget per tutti (la spilla della Nati a Taranto) e le borse dell’acqua calda delle palleggiatrici per i titolari della NAT Card Gold.

2) Sconti nelle bancarelle convenzionate di via di Mezzo per l’acquisto di cozze e polpi (per i titolari della Gold, cozze già aperte).

3) Cd pirata dei migliori brani di Zakalicious (ai soci Gold anche il contenitore di plastica).

4) Durante le gare casalinghe verranno estratti a sorte i calzini usati da Sonia nella stagione 2007-’08 (il calzino bucato per i possessori della Card ordinaria, il calzino integro per i titolari della NAT Card Gold).

5) Un altro premio che sarà sorteggiato è il pupazzo di Winnie the Pooh dell’Under 18. In questo caso non si fa differenza tra i due tipi di tessera; basta che ce lo togliamo dalle palle.

6) A gennaio sarà distribuito il calendario con le più belle foto delle giocatrici rossoblu (per i titolari della Gold sarà un calendario come quello di Mara Carfagna; ci siamo capiti).

7) Un’inutile consulenza per l’Amministrazione Provinciale con i soldi dei contribuenti (da 3.000 euro per chi possiede la Card ordinaria, da 19.999 per chi ha la Gold).

8) Assistenza legale gratuita ai tifosi che si renderanno protagonisti di invasioni di campo (solo in primo grado per la NAT Card ordinaria; fino alla Cassazione per la Gold).

9) L’ebbrezza di ammirare da vicino le proprie beniamine mediante l’impiego in qualità di asciugatori del parquet (i titolari della Gold potranno anche vivere l’emozione di pulire gli spogliatoi delle rossoblu dopo l’uso).

10) Essere socio NAT non ha prezzo.

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Nati a Taranto-Potenza 3-0

di skanderbeg69 (22/03/2009 - 14:57)

Sabato 21 marzo 2009 – ore 19.00

Dopo tre turni lontani da casa, due in trasferta ed uno al Maria Pia, la Nati a Taranto torna tra le mura familiari del Palafiom. Che portino sostegno e rassicurazione. Che l’espressino di Carmen sappia sostituire il fattore G. Che il prestigio del cavalier Castaldo possa influire sulla gara. Che il nostro palazzetto arrechi calore in una giornata glaciale nella quale la primavera ha fatto il bidone.

Veramente gli spalti non sono molto affollati. Sarà stato il freddo? Saranno stati gli ultimi risultati negativi? Sarà che metà degli spettatori veniva soltanto per vedere Simona Mucci?

     Riceviamo il Potenza di Nello Caliendo, alias Robin Hood per sua stessa definizione: colui che ruba ai ricchi (un punto al Salerno, due punti al Trani con un impressionante tie-break di 15-2 che sembrava un errore di stampa) per dare ai poveri (Aversa, Battipaglia quand’era povero). “Ruba” è un modo di dire; Potenza, pur con qualcosina in meno rispetto all’anno scorso, resta una grandissima squadra a cui, anzi, la classifica non rende giustizia considerato il valore tecnico delle atlete e del mister.

E noi? Chi siamo noi? Siamo ricchi o poveri? Siamo i Ricchi e Poveri? Che campionato sarà adesso che l’obiettivo play-off è definitivamente sfumato?

Il fatto che Potenza perderà 3-0, in riferimento alla precedente teoria di Robin Hood, costituirebbe un brutto segnale (allora siamo poveri?!), ma, a parte gli scherzi, quello che conta questa sera è la reazione delle ragazze.

E la reazione ci sarà!

Formazioni.

La Nati a Taranto ritenta la sperimentazione di Benevento (con le dovute grattate visto come andò a finire...). Alessandra Certa coesiste con Marcella Scaglioso (la prima palleggiatrice, la seconda opposto), Michela Benefico e Simona Corallo sono in banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice al centro, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

Mezzo staff è ko: non c’è Lisa, non c’è il dottor Formoso. A farsi il mazzo così, come sempre, è Massimo, anche se questa volta l’unico problema strutturale riguarda l’asticella. A parte qualche apprensione sulla sedia arbitrale.

Mi viene in mente un episodio accaduto in una rustica pizzeria di via Cesare Battisti, nota soprattutto per i panzerotti al forno. Ad un mio amico portarono una pizza capricciosa; lui recriminò: “Veramente avevo chiesto una diavola...”

La testuale risposta del cameriere fu: “Meh, no’ mangije ?!”

Chissà se Cristiana può raccontare episodi simili. Chissà se queste cose succedono anche nelle pizzerie di Novara.

Allo stesso modo, mi aspetto che prima o poi, di fronte alle osservazioni degli arbitri su asticelle, pressione dei palloni e colori delle strisce sul parquet, Massimo risponda: “Meh, no’ sciuèch ?!”

Potenza. Senza Carbonara e Pontillo, Nello Caliendo utilizza Katia Sinisi in palleggio, Aurora Avena opposto, Paola Felicetti e Caterina Di Lucchio laterali, Angelica Muscillo e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

A disposizione: Livia Di Camillo, Michela Prete e Morena Lancelotti.

La NAT utilizza le maglie rosse. Io preferisco in generale quelle blu, però, a prescindere dai gusti, un buon criterio potrebbe essere quello di differenziarsi dalle avversarie. Oggi, così come contro Benevento, c’erano in campo due squadre con le maglie delle stesso colore.

Un plauso al Potenza: l’anno scorso aveva numeri che andavano bene per le visite oculistiche della NASA; in questa stagione le atlete portano sulla schiena numeroni adatti anche agli ipovedenti. Buon per me.

Ma la sorpresa più bella della squadra lucana è il foglietto delle formazioni. Altro che i fogliettini strazzati a uecchio che circolano abitualmente sui parquet; altro che la carta riciclata dai panifici; Potenza utilizza delle schede colorate con appositi spazi circolari in cui scrivere i numeri delle atlete. Mai vista una simile meraviglia.

Ecco, qui sotto, una scheda autografata da coach Caliendo.

Primo set

Mi secca citare la Fallaci, ma “la rabbia e l’orgoglio” tarantini non perdono tempo per straripare sul parquet: ace di Simona, doppietta di Vittoria, duplice attacco di Michela e muro finale di Cristiana. In mezzo, solo una nostra invasione (7-1).

Riusciamo a contenere Avena; un po’ meno Felicetti, che passa due volte (7-6).

Simona Leone, particolarmente sostenuta dall’Armata Jonica, difende palloni impossibili, uno dei quali con la mano stesa sul terreno, e così difendiamo il vantaggio finché Avena non ingrana la quarta (9-9).

Brutto momento dopo un muro di Vittoria (12-10): Felicetti e Taddei (quest’ultima direttamente in battuta) sorprendono la nostra retroguardia e Potenza passa a condurre 12-15.

Sul 14-17 il definitivo sorpasso jonico, grazie ad un micidiale break di otto punti: fast Cristiana, lungolinea out del Potenza, ribattuta Cris su ricezione lunga, diagonale Corallina, muro Zonca, palla fuori delle ospiti dopo un ulteriore miracolo della Leonessa e due aces consecutivi di Michela (22-17).

Marcello alza il muro con Sonia, ma Caterina Di Lucchio lo scavalca con un pallonetto (23-20).

Simona ed Alessandra (ace millimetrico) sistèman’ tutt’ cose (25-20).

Secondo set

Il secondo parziale inizia all’insegna degli attacchi di Marcella, fino a quel momento ancora a secco di punti.

I martelli martellano e siamo avanti 6-5, ma dall’altra parte c’è una delle fuoriclasse di questo campionato, Paola Felicetti: Giocoleria in vantaggio di due punti (8-10).

Ancora a segno Marcella e poi brillano le nostre centrali d’oro: Cristiana di pugno e Vittoria direttamente in battuta (11-10). Ottima anche la difesa rossoblu.

Coach Nello è un po’ contrariato nel corso di un time-out (13-11).

Aurora Avena manda il pallone sull’asticella. Questo è un punto che forse va attribuito a Massimo... O agli arbitri...

In fatto di centrali, però, pure Potenza non scherza: Angelica Muscillo è una delle rivelazioni dello scorso campionato ed anche Katia Taddei è una ragazza molto interessante. I loro primi tempi consentono alle ospiti di pareggiare (16-16).

Difendiamo per tre volte gli attacchi lucani e poi chiudiamo lo scambio con un bellissimo pallonetto della Corallina, che questa sera risulterà la miglior realizzatrice della gara (15 punti). Dopo il pallonetto, Ercolina tira la bomba e poi c’è un punto-culo di Cristiana: Taddei le scaglia una pallonata che il sottotenente respinge in bagher; la difesa lucana lo valuta fuori e invece è dentro (19-16).

Qualche errore su entrambi i fronti e poi è Marcella Scaglioso a chiudere il set attaccando sia da sinistra che da destra. Si sposta continuamente. In questo senso, sembra Gaetano Carrozzo...

Tre punti della palleggiatrice-opposto, intervallati da un primo tempo di Muscillo, e chiudiamo 25-19.

Terzo set

Quarto muro di Cristiana Zonca per iniziare bene anche la terza frazione, ma c’è grande equilibrio perché il fondamentale sorride anche a Taddei e Felicetti (6-6).

Duello tra centrali: tre punti di Vittoria e due di Muscillo, uno dei quali vanifica una difesa di Alessandra con una parte del corpo che noi maschi non abbiamo.

Grande Avena in questa fase, da posto quattro (11-12).

Attaccano Marcella, Michela e Cristiana, quest’ultima con una fast a pallonetto (15-13).

Splendida Corallina: prima un lungolinea, subito dopo una bomba in diagonale, ma pure Felicetti non sta a guardare (17-17). Marcella riscatta un erroraccio realizzando l’ottavo punto personale.

Sul 19-19 la svolta. Gran difesa tarantina e lungo scambio concluso da Cristiana, che nell’azione successiva rimette il pallone a terra. Secondo le giocatrici del Potenza, veramente, il pallone sarebbe stato tenuto in campo dalla mano stesa dal libero Santangelo e ne consegue qualche protesta.

Sono, però, due errori in attacco delle lucane a chiudere virtualmente l’incontro (23-19).

A riaprirlo provvede il segnapunti, che si lascia sfuggire un due davanti al nove (21-29), ma è una distrazione corretta nel giro di pochi secondi, anche grazie ai tifosi che segnalano con garbo e pacatezza l’equivoco.

Gli ultimi attacchi sono di Michela e Simona (25-21).

Dopo tre turni senza punti, la Nati a Taranto torna a sorridere. Un sorriso amaro, è vero, carico di rimpianti, ma il nostro campionato non è finito a Matera e le ragazze l’hanno dimostrato. Vi vo-glia-mo co-sì!

Tabellino: TARANTO-Potenza 3-0 (25-20, 25-19, 25-21)

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 15, Repice 8, Fiore NE, Benefico 12, Scaglioso 8, Tinelli 0, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta 8, muri-punto 6.

Giocoleria Potenza: Avena 7, Di Camillo 0, Prete NE, Muscillo 7, Taddei 6, Sinisi 1, Felicetti 12, Di Lucchio 5, Lancelotti NE, Santangelo (L) – All. Caliendo.

Aces 2, errori in battuta 7, muri-punto 4.

Arbitri: Gianluca Mallardi (BA) e Vito Caragnano (BR).

Durata set: 26’, 20’, 26’ – Durata totale dell’incontro: 1.18’.

Altri risultati: Nojaturi-Trani 0-3, Benevento-Salerno 1-3, Molfetta-Scafati 3-0, Sarno-Tuglie 3-2, Aversa-Sala Consilina 0-3, Ostuni-Battipaglia 0-3, Montescaglioso-Matera 0-0.

Classifica: Trani 66; Salerno 60; Matera* 55; Scafati 47; TARANTO 46; Benevento 43; Potenza 37, Sarno 35, Battipaglia e Sala Consilina 37; Tuglie 31; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso* 8; Ostuni 1.

(*) Montescaglioso e Matera, una partita in meno.

Per la cronaca, la Nati a Taranto è matematicamente salva; potrebbe essere raggiunta dal Molfetta a 46 punti, ma noi avremmo comunque una vittoria in più. A proposito del Molfetta, un abbraccio alla sfortunata Alessandra Nappi, che domani si opera. In bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Scafati 220,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO e Aversa 40,00; Trani 0,00.

Balzo avanti di Scafati, ma ormai sembra troppo tardi per difendere il titolo. Multa di 180 euri per aver la tifoseria al seguito rivolto all’indirizzo degli arbitri ripetute frasi offensive nonché minacciose durante la gara. Parzialmente recidiva.

Altri 80 euri di multa al Molfetta, che riaccende la corsa ai play-off, perché un dirigente è stato sospeso per 7 giorni.

Prossimo turno: Sala Consilina-Taranto, domenica 29 marzo, ore 18.00, Palapozzillo, via Pozzillo.

UNA FINESTRA SULLA C:

Venerdì ho assistito a Oria-San Pietro Vernotico, l’anticipo di Sky nonché il big-match della serie C di questa stagione. E’ stata una grande partita, tirata ed emozionante in tutti i quattro set. Ha vinto Oria per 3-1, ma entrambe le squadre meriterebbero la promozione. Complimenti, davvero.

Un plauso particolare alla nostra ex Rossella, tra le grandi protagoniste dell’incontro unitamente ad una certa Luisa che stilisticamente mi ricorda un’altra forte mancina che gioca in provincia di Brindisi.

Non ho mai visto battere in modo così sistematico su una stessa persona, il libero del San Pietro, meritevole di un raddoppio dello stipendio soltanto per il surplus di lavoro compiuto venerdì sera.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto del volto di Paola Felicetti è tratta da www.ascivolley.it.

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I grandi quesiti dell'umanità - 22

di skanderbeg69 (21/03/2009 - 09:39)

Simona Leone è il libero della Nati a Taranto. Dunque, è specializzata nel ricevere e nel difendere, ma il regolamento le impedisce di attaccare.

Sì, nel corso della stagione ha già messo a terra 5 palloni validi, ma sempre appoggiando, mai schiacciando. Altrimenti non sarebbero stati validi.

Visto che Simona non può attaccare, perché durante il riscaldamento si allena nelle schiacciate?

E’ un fatto scaramantico?

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