NAT in A2! E il mercato decolla: prese Luraschi, Angeloni e Stam. Quasi fatta per Korotenko e Piccione. Si tratta per Pinedo

A meno di 48 ore dall’ufficializzazione dell’acquisto del titolo di serie A2 da una società lombarda, la Nati a Taranto Volley scopre le carte tenute gelosamente nascoste per settimane.
La palleggiatrice Katja Luraschi, l’opposto Rita Angeloni e la schiacciatrice olandese Debby Stam. Nell’arco di poche ore la campagna acquisti della Nati a Taranto ha prodotto tre grossi colpi ed è sostanzialmente quasi conclusa.
Dovrebbe arrivare nelle prossime ore anche la definizione di una quarta trattativa estera particolarmente interessante: la firma di Valeriya Korotenko, libero della nazionale azera, è temporaneamente bloccata da un cavillo con la federazione turca, un cavillo destinato ad essere agevolmente superato.
Niente da fare, purtroppo, per Marianna Masoni, il “gioiello di famiglia” che avrebbe dovuto diventare, nelle intenzioni della società, il simbolo ed il fiore all’occhiello della squadra: una tarantina di prestigio, già nel Club Italia, in grado di guidare la squadra della propria città verso traguardi ambiziosi.
Ma Marianna si trova bene ad Urbino e non intende disattendere gli impegni presi, nonostante l’insistente corteggiamento della società di via Golfo di Taranto.
Coach Marcello ha trovato, comunque, il modo di consolarsi: proprio da Urbino arriva Katja Luraschi (23 anni), altra beniamina del tecnico jonico, ed il ruolo di opposto sarà occupato da una giocatrice estremamente interessante, Rita Angeloni (20 anni), ex Sassuolo.
“Ho conosciuto Katja nelle selezioni giovanili della nazionale. E’ una palleggiatrice fortissima ed in grado di interpretare alla perfezione il volley moderno.
L’ho vista giocare l’anno scorso a San Vito e poi in numerose videocassette. Purtroppo l’infortunio al polso sembrava grave al punto da comprometterne la carriera; Katja era rassegnata al ruolo di team-manager, ma l’ho convinta a non arrendersi e lei ha accettato questa sfida. Sono certo che la vincerà. Lei ha le carte in regola per tornare nel giro della nazionale maggiore.”
In diagonale troverà l’opposto Rita Angeloni, una delle giocatrici italiane più promettenti (e più alte: 1,91). Cresciuta nella Virtus Roma, la Angeloni è stata bloccata da un infortunio proprio nella stagione che avrebbe dovuto segnare il suo ingresso nel grande volley nazionale. A Sassuolo, in pratica, non ha mai giocato e la società modenese ha deciso di cederla per un anno alla Nati a Taranto, dove avrà tempo e spazio per recuperare. Può occupare indifferentemente i ruoli di opposto e di schiacciatrice e proprio questa duttilità rappresenta un’arma in più per l’atleta romana. L’orientamento di coach Marcello è comunque quello di impiegarla in posto due.
“E’ uno dei più promettenti talenti in circolazione. Lo scorso anno ha avuto poco spazio a causa delle condizioni fisiche non ottimali; questo sarà l’anno del suo rilancio. Eccellente in tutti i fondamentali; di fatto non ha punti deboli. L’unica incognita è rappresentata dal ginocchio operato, ma l’ho vista allenarsi per una settimana e posso essere fiducioso.”

Dalla Russia e più precisamente dall’Universitet Belgorod arriva la nazionale olandese Debby Stam, 25 anni, 1,84 di altezza. E’ stabilmente nella selezione orange da cinque anni e per assicurarsela la NAT ha dovuto vincere la concorrenza di molti club italiani, anche di serie A1. La Stam – assicurano gli esperti – può essere la giocatrice in grado di fare la differenza in questa categoria e di colmare con il suo talento l’inesperienza della squadra jonica.
Come si accennava in apertura, è sostanzialmente concluso anche l’acquisto dell’azera Valeriya Korotenko (25 anni), il miglior libero degli Europei di Zagabria del 2005.
Stranamente snobbata dal mercato italiano, la Korotenko ha giocato a lungo nella squadra dell’Azerrail Baku prima di approdare al Fenerbahce, in Turchia.
La campagna acquisti ovviamente non è finita.
Ci sono pressioni sul Salerno per portare in riva allo Jonio Nunzia Campolo, ma la formazione campana difficilmente lascerà partire il martello napoletano.
Altrettanto insistente è il pressing della NAT sul San Vito dei Normanni. Il sogno di Trombetta di vedere Alessandra Piccione in maglia rossoblu sta finalmente per realizzarsi: la società brindisina dovrebbe cedere il forte martello, unitamente al coniuge, in cambio di una consistente contropartita economica.

Nella trattativa potrebbe inserirsi anche il prestito annuale della fuoriclasse argentina Georgina Pinedo. In tal caso, al San Vito andrebbero in via definitiva Mariella Clemente e Denise Portulano, due gioielli del vivaio della Tempesta di cui però coach Presta non vorrebbe privarsi in considerazione delle loro notevoli potenzialità. Si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni.
Sul fronte delle cessioni, Silvia Mastandrea trascorrerà un anno in prestito al Potenza mentre Alessandra Certa sarà la palleggiatrice dell’ambiziosa Orchidea Taranto, neopromossa in C.
Per concludere, la Nati a Taranto si sarebbe assicurata, in prestito, un’interessantissima Under 18 salentina, il cui cartellino è stato acquistato da una formazione di serie A1 pugliese.
Il tempo dello sport

Il colonnello Gheddafi è in ritardo.
Alle 17 avrebbe dovuto incontrare una rappresentanza di parlamentari disposti ad ossequiare un sicuro dittatore e presunto ex-terrorista, ma costui alle 18.30 non si è ancora fatto vedere e allora il presidente della Camera, Gianfranco Fini, annuncia l’annullamento dell’incontro. Che diamine, il colonnello non ha manco mandato un sms per avvisare...
Nessuno può accusarmi di essere vicino al PDL, ma in questo caso Fini ha la mia approvazione e diventa un emblema della lotta al ritardo.
Sebbene possano esserci circostanze impreviste a giustificarli, i ritardi – a mio avviso – sono un atto di maleducazione verso cui in Italia c’è una tolleranza eccessiva. Non mi riferisco tanto e soltanto ai ritardi in incontri informali tra amici, ma soprattutto ai ritardi con cui iniziano riunioni, convegni, concerti.
Il grande Eduardo De Filippo evidenziava in una sua commedia che “l’appuntamento si intende sempre una mezz’ora dopo”. [1]
Addirittura siamo rassegnati a considerare l’ora di ritardo una normalità nei concerti quando, secondo me, è un’aberrazione data la sua sistematicità. Certo, per preparare un palco, per accordare gli strumenti, per coordinare l’afflusso del pubblico, ecc., ci vuole tempo, ma visto che si sa che ci vuole tempo, non si può iniziare a lavorarci sopra prima, cacchio?!
E nella questione del rispetto delle puntualità, al sud – duole rilevarlo – abbiamo un grado di menefreghismo maggiore. Ricordo ancora con sorpresa una riunione di lavoro in Veneto nella quale i partecipanti iniziarono l’incontro stabilendo l’ora in cui la riunione stessa avrebbe dovuto terminare. Sbalorditivo. Da noi già è assai rispettare l’orario in cui una riunione deve iniziare; figuriamoci se si riesce a stabilire e a rispettare anche l’orario di conclusione...
Forse uno dei motivi per cui lo sport in Italia ha tanto successo sta nella certezza. In una società come quella italiana in cui gli orari, gli aspetti organizzativi, il funzionamento dei trasporti, gli esiti delle pratiche inviate alla pubblica amministrazione o anche le sentenze giudiziarie finiscono con il risultare macchinosi, lenti, ambigui, circondati dal sospetto, lo sport è uno dei pochi settori in cui la puntualità è rigorosa, le regole sono certe e i risultati sono immediati e trasparenti.

La partita deve iniziare alle 19 e alle 19 spaccate inizia; le regole essenziali sono abbastanza chiare e si imparano in fretta; quando la partita finisce, si sa chi ha vinto e chi ha perso. Si può subito festeggiare o ci si può intristire, senza dubbi, senza appelli e senza ricorsi, salvo rare eccezioni.
D’altra parte, tornando alla puntualità, ho scoperto che nella pallavolo per ogni minuto di ritardo c’è una multa di 2,00 euro.
Magari valesse la stessa regola, sotto forma di rimborso agli spettatori, anche per i concerti.
Mi chiedo, quindi: se è possibile rispettare sistematicamente e rigorosamente la puntualità nello sport, perché non si riesce a fare lo stesso anche in tutti gli altri ambiti?
NOTE:
(1) DE FILIPPO, E., Filumena Marturano, Atto III.
La foto di Gheddafi è tratta da www.repubblica.it; quella di De Filippo da http://en.wikipedia.org.
Chiarito il mistero dei cerchi nel grano a Monteiasi

I cerchi misteriosi ritrovati in un campo di grano a Monteiasi non sono più un enigma.
La clamorosa scoperta e le straordinarie immagini del fenomeno hanno finito per oscurare finanche i risultati delle elezioni, attirando sul posto scienziati, ufologi e curiosi. Le ipotesi si sono sprecate: riti esoterici, formazioni elettromagnetiche, burla e soprattutto UFO. Come in altre parti del mondo, infatti, i cosiddetti crop circles sono solitamente associati alla fantasiosa quanto suggestiva ipotesi di un atterraggio extraterrestre.
Nel caso di Monteiasi, poi, le piante di frumento erano tutte piegate in senso orario e le figure geometriche risultavano di proporzioni perfette.
La vicinanza degli impianti dell’Alenia, dove si costruiscono le fusoliere dei Boeing 787, ha ulteriormente incoraggiato i sostenitori dell’ipotesi secondo cui gli UFO sarebbero atterrati per una visita esplorativa volta a verificare lo stato dello sviluppo aerospaziale degli umani.
Fantasie?
No, questa volta si tratta di realtà: a Monteiasi sono davvero atterrati gli extraterrestri, che dunque hanno dato una prova definitiva e inconfutabile della loro esistenza.
Sono stati loro stessi a presentarsi alla Terra partecipando a Sport & Sport, la trasmissione di Fabrizio Cafaro e di Gianluca Catucci. In studio era presente anche una giocatrice della NAT Tempesta.

“Veniamo da Xobbuzk e siamo atterrati in questo pianeta per riprenderci Ida Taurisano” – hanno esordito i due extraterrestri ospiti del programma.
“Mascherata da comune mortale, avevamo calato Ida in serie B2, poi però un infortunio ha compromesso il nostro esperimento. Siccome i ticket sanitari a Xobbuzk sono particolarmente onerosi, abbiamo atteso che Ida completasse la riabilitazione sulla Terra a spese del Tuglie. Ora può tornare con noi.”
Mentre Catucci cercava su Internet curiosità e statistiche relative agli inconsueti ospiti della trasmissione, Cafaro ha chiesto a questi ultimi un parere sulla Terra e sul campionato appena concluso.
“La terra è un pianeta strano; sembra che gli abitanti siano mossi da una sconcertante irrazionalità che impedisce loro di godere appieno della natura e dell’esistenza. Ci sono altre anomalie che non riusciamo a spiegarci: il senso di quel pezzo di stoffa che chiamate cravatta e che vi procura inutili fastidi, il motivo per cui qualcuno beve caffè decaffeinato, la ragione per cui certe donne se la tirano come se per loro fosse un sacrificio e non un piacere, l’esistenza o meno di un cervello nei dirigenti di quello che chiamate PD quando commentano le sconfitte come se fossero vittorie e quando portano un personaggio come Alberto Tedesco in Senato.

Il campionato di B2 appena concluso è stato molto seguito su Xobbuzk grazie a Jotv e questa passione è indubbiamente frutto dell’elevato livello tecnico di tutte le squadre. Crediamo che Trani abbia meritato la vittoria finale, ma siamo certi che con la nostra Ida il Tuglie avrebbe conteso il primato sino alla fine.
A noi è molto piaciuta anche la Nati a Taranto: ha espresso una grande pallavolo e le giocatrici sono molto carine. E’ certamente la nostra squadra preferita.
Ora scusate, ma abbiamo problemi di orario e poi ci scade il grattino della sosta.”
Il congedo da Sport & Sport è risultato piuttosto movimentato. Uscendo dagli studi televisivi, i marziani hanno infatti rapito la giornalista Valeria D’Autilia.
“Ci serve per alcuni esperimenti sulla riproduzione mista xobbuzkiani-terrestri – hanno fatto sapere gli extraterrestri - e inoltre dobbiamo vendicare lo sgarro fatto alla nostra squadra del cuore. La riporteremo sulla Terra soltanto dopo che Cafaro avrà assistito realmente ad una partita della Nati a Taranto. L’aveva promesso nella penultima puntata, ma poi nessuno l’ha visto al Palafiom. La D’Autilia, invece, l’anno scorso al Maria Pia ci veniva ogni tanto.”
NOTE:
La prima foto è tratta da http://en.wikipedia.org e si riferisce ad un terreno in Svizzera; la seconda foto è tratta da www.lagazzettadelmezzogiorno.it.
Sì, Berlusconi ha una figlia segreta

Molti l’hanno sospettato: e se Noemi fosse la figlia piuttosto che la non-si-capisce-che-cosa di Silvio Berlusconi? Quel “papi” con cui la ragazza napoletana si rivolge affettuosamente al presidente del Consiglio appare un po’ ambiguo.
Ma no, Noemi non è la figlia segreta di Berlusconi.
Eppure una figlia segreta Berlusconi ce l’ha e noi l’abbiamo trovata.
Ha 16 anni, vive a Taranto, studia e gioca a pallavolo. Ed è lei la vera ragione del divorzio tra il capo del governo e Veronica Lario.
E’ stato un giornale britannico, The Guardian, a scovarla dopo aver raccolto un’indiscrezione direttamente dall’avvocato David Mills. Il silenzio per cui costui è stato pagato con 600mila dollari non riguardava, dunque, la corruzione e i fondi neri, bensì un segreto ancora più imbarazzante per Silvio Berlusconi: una figlia mai riconosciuta.
Robert Edwards, l’inviato del Guardian, è riuscito a rintracciare la ragazza ed a convincerla a fare l’esame del DNA, comparandolo con quello del presidente del Consiglio (lo stesso giornalista, durante il convegno di Confindustria, aveva raccolto dalla spazzatura lo Scottex con il fondotinta del premier). Le analisi non lasciano dubbi: Berlusconi e Jennifer (nome di fantasia) sono padre e figlia.
Già, ma chi è la madre?
La madre sarebbe C.Z., una pallavolista piemontese con cui Berlusconi ebbe una breve relazione nei primi mesi del 1992.

Il frutto del peccato sarebbe stato abbandonato dentro un cestino porta-palloni Molten e pietosamente raccolto da un bambino di Taranto che all’epoca giocava a minivolley e che oggi è un affermato pallavolista in serie B. “Possiamo tenerla?” avrebbe detto il piccino rientrando a casa; la famiglia acconsentì, allevando la creatura come una figlia.
Jennifer, rincorsa dal giornalista all’uscita da scuola, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Ma al suo posto ha parlato l’allenatore della piccina, Marcello Presta: “Jennifer è la figlia di Berlusconi, senza dubbio alcuno. Adesso il presidente del Consiglio deve assumersi le proprie responsabilità.
L’ufficio legale della Nati a Taranto Volley ha già notificato una richiesta per ottenere gli alimenti: abbiamo quantificato in 2 milioni di euri l’assegno mensile che spetterà alla bambina dal giugno 2009 in poi e in 400 milioni l’importo degli arretrati. Inoltre a Jennifer spetta la villa in Costa Smeralda, una rete Fininvest, mezzo Kakà e beni immobili per un valore di due miliardi di euri.
Finché non diventerà maggiorenne, ovviamente, amministreremo noi questo patrimonio. Se vuole, Berlusconi è invitato al compleanno della ragazza il 12 giugno prossimo al Siddharta. Ma se non viene, è meglio.”

La questione del mantenimento, però, non è così semplice. I genitori “adottivi” della ragazza hanno reclamato la propria parte ed anche il tecnico della Tempesta, Davide Monopoli, è intervenuto per battere cassa: “Jennifer – ha detto il coach - è anche una giocatrice della Tempesta; Presta non può pretendere di papparsi tutta la torta. A noi spetta metà della quota degli alimenti e metà del patrimonio. Siamo pronti a dare battaglia in tribunale.”
Scontato, a questo punto, il soprannome attribuito alla figlia segreta del premier: “Riccioli... d’oro”.
NOTE:
I contenuti di questo post sono evidentemente falsi e rispondono ad esigenze di satira. E’ processualmente vero soltanto il fatto che David Mills sia stato condannato per aver ricevuto 600mila dollari in cambio della falsa testimonianza nei processi per corruzione e fondi neri.





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