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L'Azzurra Lecce a due set dalla salvezza

di skanderbeg69 (29/05/2007 - 20:24)

Un’Azzurra concentrata, determinata, spettacolare, ha avuto la meglio sul Real Volley Nardò nella gara d’andata della 25^ fase dei play-out.

La partenza di Fefa e compagne è travolgente (6-0) e il primo set sembra già segnato dopo i primi minuti. I tifosi al seguito delle neretine sono, come sempre, piuttosto calorosi, ma la palestra di via Bari non cessa di sostenere le atlete leccesi.

Queste ultime, peraltro, stasera sono particolarmente motivate e fanno bene tutto quello che c’era da fare, nonostante un’avversaria insidiosa.

Come spesso è avvenuto in questo campionato, anche l’Azzurra tende ad attuare una politica di risparmio energetico e questo consente alle ospiti di rimontare parte del passivo, ma il set non è mai in discussione.

Nell’intervallo mi sposto nel settore delle transenne e comprendo come quello della sovrappopolazione del pianeta sia un gran problema.

Ottima Azzurra anche nel secondo parziale, sebbene il Nardò abbia iniziato a prendere le misure. Fefa difende con la consueta posizione yoga e attacca come la Piccinini. Ottima anche la prestazione di Sabrina, che è mancina. Essendo mancina, dà l’impressione a chi non la conosce di saltare da posto quattro in anticipo, sembra che la palla le sfugga, ma poi carica il braccio sinistro ed affonda colpi devastanti.
        A rete si fanno sentire i centimetri di Giusy, Valeria e della numero quattro, mentre lo sguardo di Valeria Spano, presente in palestra, trasmette a Isabella lo stesso tempismo e gli stessi elevati livelli di fosforo. Vedendomi a Lecce il giorno dopo della partita di Tuglie, penserà che sono diventato un tifoso interinale.

Splendida anche Federica. Veramente non gioca, ma è splendida lo stesso.

C’è un’interruzione dovuta ad alcuni rilievi critici dei tifosi neretini nei riguardi nella conduzione arbitrale. Al rientro in campo, la concentrazione delle padrone di casa resta immutata ed anche il secondo parziale è dell’Azzurra.

Nel terzo set cresce il Nardò. Del talento di Demelza si è già parlato diffusamente in questo blog, ma è tutta la squadra che adesso sta giocando bene ed è un vero peccato che le due società debbano affrontarsi nei play-out quando avrebbero meritato una salvezza più tranquilla.

Annarita Tricarico taglia con i propri servizi la difesa leccese. Coach Donno effettua alcuni cambi. Ora che ci penso, vedo dei volti nuovi nell’Azzurra e noto alcune assenze. Le riserve dell’Azzurra si fanno trovare preparate, soprattutto dal punto di vista atletico. Infatti, quando sono ai bordi del terreno di gioco, si riscaldano per tutta la durata della partita camminando su e giù per andare a vedere il tabellone del punteggio. Purtroppo, però, il set è compromesso.

Nel quarto set l’Azzurra esprime un volley spettacolare. Alle ragazze leccesi riesce tutto meravigliosamente bene. Grande capitana, che sbroglia molte situazioni complicate e continua a martellare da tutte le posizioni, e grande Sabrina (Ciccia...), che compie un salvataggio epico e mette pressione alla difesa ospite con servizi particolarmente efficaci.

Un tifoso neretino invita Federica a spostarsi perché gli impedisce di vedere la partita. Non ci posso credere... Io farei spostare la partita perché mi impedisce di vedere Federica.

Intanto, l’Azzurra, acquisito un vantaggio di oltre dieci punti, si concede un pausa finale e permette al Nardò di recuperare parte del distacco. Ma ormai è fatta.

A Nardò mercoledì sarà battaglia, ma l’Azzurra ha la consapevolezza di poter compiere qualunque impresa continuando a giocare così bene. In bocca al lupo!

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Palafiom Taranto-Ugento 0-3

di skanderbeg69 (01/04/2007 - 16:26)

Sabato 31 marzo 2007, ore 17.00.

Un fantasma si aggira per il campionato di serie C. Un fantasma che si chiama Ugento e che sta mettendo in subbuglio l’intero girone.

Anche alla vigilia di Pasqua, come fu per la pausa natalizia, ci tocca commentare una sconfitta, ma noi non siamo come quelle squadre che scrivono solo quando vincono e facciamo il nostro dovere bevendo l’amaro calice fino in fondo...

Anzi, il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che è interista e lo sa, ritiene che in caso di sconfitta si possa allenare il senso dell’umorismo. [1]

Proviamoci.

Prima, però, facciamo un passo indietro e diamo la solita occhiata ai provvedimenti disciplinari nel Comunicato Ufficiale FIPAV Puglia del 28 marzo 2007.

    Gara n. 2640 Polisportiva Palafiom-Real Volley Nardò. Società: Real Volley Nardò – Richiamo per assenza allenatore.

Ma non era stato squalificato per tre giornate? Insomma, cosa deve fare il cristiano? Se si presenta, contravviene alla squalifica; se non si presenta, subisce un richiamo...

Gara n. 1627 Taranto Volley-Brintel Oria – Diffida per mancanza spogliatoio arbitri.

Poverini, si saranno cambiati per strada... Avranno fatto i loro bisogni sul quadro svedese...

Per fortuna, ancora una volta la Palafiom l’ha scampata: a Oria nessuno ha ascoltato le frasi rivolte dal presidente agli arbitri e volte a segnalare una certa tolleranza verso talune presunte doppie della palleggiatrice di casa. Ancora quattro giornate e ne usciamo senza un richiamo, una diffida, una multa (a parte i vaffa delle giocatrici alla fine del derby d’andata, che comunque erano gratis).

Oggi si affrontano la squadra che di solito gioca più presto (alle cinque del sabato) e quella che abitualmente scende in campo nella notte tra il sabato e la domenica.

Associazionesportivapolisportivapalafiomhondalasemautoarteataranto (e così accontentiamo tutti gli sponsor...) con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Buso schiacciatrici, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, un’acciaccata Simona Mereu libero.

Ivana Gallo Ingrao sta ancora più frecàta e deve limitarsi alle public relations.

Désirée Fiore sta meglio ma per il momento deve accontentarsi del segnapunti manuale. In panchina Valentina Moro, Silvietta Mastandrea e la russa Luana Zabova.

Sul seggiolone c’è Valeria, una donna particolarmente affascinante, sicuramente la migliore arbitra che ci abbia mai mandato la FIPAV.

Primo set.

    L’Ugento manifesta subito due caratteristiche: l’aggressività agonistica di cui mi aveva parlato Ivana (costantemente caricata da un significativo numero di tifosi al seguito) e i tatuaggi esibiti da numerose giocatrici su braccia, cosce e polpacci.

Su braccia, cosce e polpacci quelli visibili; poi non so...

La schiacciatrice Alessandra Stefanelli ha impressi degli ideogrammi cinesi sul braccio sinistro; forse sono le strategie in codice concordate con la palleggiatrice.

Nonostante gli acciacchi, Simona compie salvataggi notevoli e Clara realizza i primi tre punti della Palafiom (3-3). Primo allungo dell’Ugento con un secondo tocco ed un attacco efficace (6-8). E’ Silvia che ci tiene a ridosso da posto quattro, ma in difesa alterniamo miracoli di Michela e incertezze gravissime (10-13). Il nostro martello conferma la buona forma di Oria, ma Nina Trande aumenta il vantaggio con una bella diagonale (11-15).

Time-out Marcello. Utilissimo: al rientro in campo Michela attacca da posto due, Sonia mette a terra un pallonetto perfetto e si alza il muro a due Silvia-Rossella (14-15). E’ un’illusione. Mani fuori e palletta della Trande. Forse c’era una piccola invasione, ma se l’arbitra ha deciso così, va bene. Con quegli occhi può dire quello che vuole (15-17).

Ace dell’Ugento e fast di Clara, poi le salentine attaccano lungo e Michela completa la rimonta (20-19). Ace di Sonia, che rovina tutto con una ricezione difettosa. Vai, Michela, è il tuo momento: bel punto da posto quattro (21-21)!

Purtroppo è ancora la ricezione che ci frega. Ugento fa punto su battuta e poi chiude il set con un attacco imprendibile (22-25).

Secondo set.

Nel frattempo sono arrivati gli ospiti americani di Intercultura. Oggi l’Alfieri è multietnico. Speriamo che non ci portino a Guantanamo con qualche volo segreto...

L’ora legale che ha allungato i pomeriggi ripropone il problema della luce accecante nella palestra. In questo set dovrebbe farne le spese l’Ugento, che invece parte subito a razzo (1-3). Rossella in difesa e Clara e Michela in attacco recuperano (4-4). Ma questo Ugento è proprio forte: attacca bene e difende tutto, anche con le gambe quando è necessario (5-7).

Marcello tenta di correre ai ripari: Valentina sostituisce Silvia; Simona esce dall’arena per le condizioni fisiche precarie, presumo. Giochiamo senza libero.

Ugento forza le battute e ne fa le spese Valentina (5-8). Un mani fuori dell’Ugento è contestato vivacemente dopo essere stato assegnato alle leccesi. Ma Valeria non c’entra; è tutta colpa del secondo arbitro. Valentina continua a soffrire gli attacchi dell’Ugento e Sonia commette un’invasione (6-11).

Ennesimo ace della Trande (7-13), time-out e ancora un ace a nostro danno (7-14). Si mette male.

Rientra Silvia e Clara tenta di rianimare il set (11-20). Michela attacca fuori ma reclama un tocco del muro avversario. L’avvenente arbitra non l’ha notato e Clara si aggrappa sulla scaletta per sindacare. Siamo pur sempre espressione della FIOM, diamine.

Le trattative non hanno esito. Bisogna rimediare da soli e Michela ci riesce con uno strano attacco che in pallacanestro si chiama “gancio”.

Due ottimi attacchi di Sonia intervallati da un tiro sulla rete dell’Ugento riaccendono la speranza (15-21), poi un bolide della Trande spezza il break Palafiom.

    Brava ‘sta piccina, ma le sfugge qualche urlo di troppo in faccia alle avversarie. Sonia viene murata (15-23) e sostituita con Silvietta. Solito primo tempo in stand-by di Rossella, comunque buono (16-23), poi però la nostra centrale sbaglia il servizio (16-24).

“Ultimo punto!” – gridano i tifosi leccesi.

Ma le ospiti sprecano la prima delle otto palle-set sbagliando a loro volta il servizio; Clara attacca da centro; la palletta ugentina finisce fuori e Silvia schiaccia con determinazione (20-24). Ne abbiamo annullate quattro.

“Ultimo punto!” – continuano ad incitare i tifosi.

Muro a due Alessandra-Clara: annullato il quinto set-point (21-24).

Coach Marsano chiama un time-out.

Silvietta sta servendo con prudenza e precisione mentre l’attacco dell’Ugento viene nuovamente murato da Clara, che poi schiaccia anche un primo tempo (23-24). Annullati il sesto e il settimo set-point. Che rimonta, ragazzi!

“Ultimo punto!” – continuano a urlare i tifosi, ma si avverte una certa preoccupazione. Se annulliamo anche questo set-point, se vinciamo il set, se vinciamo la partita, se vinciamo il campionato, il mese prossimo vi devolvo l’8 per mille con la dichiarazione dei redditi!

Il pallonetto di Katia Anastasia finisce sulla rete! Annullato l’ottavo set-point e siamo 24-24! Ragazze, siete mitiche!

Meno mitica è la confusione che fa seguito ad un nostro muro: la palla vaga sul nostro spazio aereo e non si riesce a ributtarla oltre la rete (24-25). Primo tempo di Clara (25-25)! Un bel servizio di Silvia mette pressione alle ugentine e la Stefanelli attacca sulla rete (26-25). Ora il set-point lo gioca la Palafiom!

Improvvisamente, però, crolla il capolavoro costruito dalle tarantine: pallonetto della Protopapa, ace della Stefanelli e muro su Michela (26-28).

Siamo sotto di due set a zero e abbiamo ceduto il primo punto interno della stagione.

Terzo set.

Continuiamo a difendere in modo approssimativo; Clara sollecita le compagne a garantire una copertura migliore. Ugento difende bene, ci mette in difficoltà con il servizio, ma fortunatamente commette qualche errore in attacco (5-5). Muro a due Sonia-Rossella, che concedono anche il bis (7-5). Ace di Alessandra (8-5). Controbreak dell’Ugento, spinto dalla solita Trande che coglie il pareggio con una diagonale impressionante (8-8). Si lotta punto su punto, finché l’Ugento non trova un muro e l’ennesimo ace (10-13). Marcello, incavolato nero, chiama il time-out.

Brava Silvia da posto quattro, ma le salentine trovano due mani fuori ed un attacco diretto (12-17).

L’Ugento ha dimostrato di possedere armi di distruzione di massa. E le sta anche usando. Americani di Intercultura, invece di andare a rubare il petrolio in Iraq, intervenite, cazzo!

Pipe di Sonia, ma Ugento non sbaglia più nulla.

    Persino il secondo tocco di Ale viene murato ed a Michela viene fischiata un’irregolarità. Le prevedibili imprecazioni del nostro martello avvengono di spalle all’arbitra e a debita distanza, ma miss FIPAV non distoglie lo sguardo dalla nuca di Michela.

Arbitra, non guardare Michela, guarda da questa parte, “lascia cader su di me di tanto in tanto un fuggevole sorriso ed io saprò nutrirmene”... [2]

La scritta dello sponsor dell’Ugento è giallo su maglie bianche. Non si legge niente; hanno truffato la Gradim Giochi...

Alessandra in battuta ci regala una speranza con un ace, poi la soffoca subito dopo con un servizio lungo (16-20). Passa Sonia aiutata dal nastro, ma Nina Trande scaglia un pallone a 200 km/h (17-21), prima di essere murata. Una palletta contestata viene assegnata all’Ugento (18-22), poi Clara schiaccia un primo tempo e si concede un urlo rabbioso prima di girarsi verso le compagne. Non è il massimo del galateo pallavolistico, ma quand’è guerr’, è guerr’ pe’ tutt’...

Invasione dell’Ugento (20-22) e mani fuori realizzato dalle ospiti (20-23). Segue un lungo scambio che fa onore a entrambe le squadre e lascia noi tifosi con il fiato sospeso, ma la pipe finale di Michela termina oltre la linea di fondo (20-24).

Clara tiene in vita la Palafiom con una delle sue fast e coach Marsano, onde evitare il ripetersi della rimonta del precedente parziale, chiama un time-out ed istruisce le atlete. Sebbene il servizio di Silvia impedisca alle avversarie di attaccare, la diagonale di Michela finisce fuori (21-25).

 

Ha vinto l’Ugento. Meritatamente, non c’è che dire. Meno male che non possono più raggiungerci in classifica perché questa squadra sta attraversando un momento d’oro.

Uno spettatore tarantino rivolge alcune frasi agli arbitri. Non sappiamo cosa abbiano scritto a referto, ma abbiamo un documento fotografico che smentisce ogni rilievo critico o offensivo mosso all’affascinante direttrice di gara...

Sul piano statistico è una sconfitta drammatica. Abbiamo ceduto i primi punti in casa in questa stagione, abbiamo perso un’imbattibilità interna che durava dal dicembre 2005, abbiamo perso l’imbattibilità di Luca, abbiamo perso i primi punti in uno scontro diretto, abbiamo perso la possibilità di battere il record del Massafra che, sebbene imbattuto, l’anno scorso aveva ceduto per strada sette punti (noi eravamo a cinque; oggi siamo a otto), abbiamo perso il cosiddetto “vantaggio di sicurezza” (minimo sette punti) che ci avrebbe permesso di andare a Tuglie in gita turistica. Una tragedia.

Ma vi voglio bene lo stesso.

Consoliamoci andando al cinema: c'è “Il 7 e l’8”. Protagoniste Michela e Clara.

Altri risultati: Com’era prevedibile, non è stata una giornata pro-Palafiom: Corsano-Oria 1-3, Tuglie-Ceglie 3-1, Lecce-San Pietro Vernotico 0-3, Putignano-Tempesta 3-0, San Giorgio-Nardò 3-2. Ha riposato il Trepuzzi.

Classifica: Palafiom TA* 55, Oria* 50, Tuglie 49, Ugento* 45, San Pietro Vernotico 43, Putignano 29, San Giorgio 23, Lecce 21, Nardò* 20, Trepuzzi 18, Corsano 16, Ceglie 14, Tempesta TA 13.

Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).


 MIRA ORCHIDEA-CISTERNINO  3-0

Alla scuola Pirandello di Paolo VI arriva il Cisternino dell’amico Salvino.

Quando entro in palestra, la Mira Orchidea ha già vinto due set ed è in vantaggio nel terzo. Commetto una piccola gaffe. L’arbitra, in avvio di partita, aveva allontanato il tamburo dei tifosi locali perché evidentemente i colpi rimbombavano troppo in una palestra così piccola. Senza saperlo, mi metto a strombazzare proprio a due metri dall’arbitra, che tuttavia si mostra indulgente nei miei confronti.

Purtroppo il Cisternino perde l’incontro 3-0; la cravatta del coach non ottiene il risultato sperato...

Due 0-3 nell'arco di tre ore. Che giornata.

 

NOTE:

(1) Cfr. SEVERGNINI, B., Italiani si diventa, Rizzoli, Milano, 2000, pag. 122.

(2) SHAKESPEARE, W., Come vi piace, Atto III, Scena V.

Tutte le foto migliori sono di Luca.

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Palafiom Taranto-Nardò 3-1

di skanderbeg69 (18/03/2007 - 17:51)

Sabato 17 marzo 2007, ore 17.00.

Una notizia brutta e una buona. La brutta: il dolore muscolare di Simona si è riacutizzato e il nostro libero è indisponibile. La notizia bellissima è che torna sul parquet Ivana, sia pure come libero, lo stesso ruolo con cui aveva giocato l’ultima volta in quel lontano 4 novembre. Nell’occasione Simona non aveva giocato a causa di vertenze sindacali.

Nardò, squadra imprevedibile nel bene e nel male, proviene da un incontro nervoso con il Corsano. A Trombettopoli domenica scorsa è successo di tutto: lancio di una bottiglia piena d’acqua, rissa con allenatore avversario, intervento della forza pubblica, applausi ironici e frasi offensive agli arbitri che abbandonavano l’impianto. Totale danni: euri 120,00. L’allenatore Giovanni Dell’Anna, che avrebbe partecipato alla rissa, è squalificato per tre giornate.

Strano: a Nardò di solito il pubblico è caldo ma corretto. Secondo i dirigenti neretini giunti a Taranto, gli eventi di domenica scorsa sarebbero stati esasperati e parlare di rissa è un po’ eccessivo.

 A Maglie, in serie D maschile, è successo di peggio, ma, trattandosi della città di Raffaele Fitto (quattro assessori inquisiti, inquisito lui stesso e direttori generali come Armenise che frequentavano più il carcere che la ASL...), la scarsa adesione al rispetto della legge non mi sorprende.

Real Volley Nardò, dunque.

D’addò ha assùte ‘stu... “Real”?

Dubito che la società sia nata prima del felice avvento della repubblica nel 1946 e ritengo che nessuna persona di nazionalità italiana, mentalmente sana, possa dedicare il nome di una squadra ad un’istituzione ridicola come la monarchia ed in particolare alla monarchia italiana, una dinastia che avrà pure fatto l’unità del Paese ma poi si è macchiata di crimini storici e di scandali da bettola.

Che mia nonna sia sempre benedetta perché in quel referendum del 1946 votò per la repubblica. Veramente voleva votare per la monarchia, ma sulla scheda c’erano lo stemma di casa Savoia (monarchia) ed un volto di donna (la repubblica). Mia nonna, alle prime consultazioni della sua vita dopo vent’anni di fascismo e – prima - di suffragio riservato agli uomini, mise la croce sul volto di donna e tornò a casa soddisfatta: “Agghie mise ‘a croce sus’ ‘a faccia d’ ‘a regìne...”

Cambino nome in Repubblican Volley Nardò.

Palafiom con Alessandra palleggiatrice, Sonia opposto, Michela e Silvia di banda, Clara e Rossella centrali, Ivana libero.

Anche nel Nardò ci sarebbe qualche assenza importante (la centrale Frasca).

Primo set.

Parte benino la Palafiom con una fast di Clara ed una bomba di Michela dopo un salvataggio di Ivana, che entra subito in partita ma tende spesso ad avvicinarsi pericolosamente alla zona di attacco (4-2). Capitan Gatto ribalta il risultato (4-5). Diagonale di Michela da posto quattro, che replica subito dopo (7-6). Sembra che stasera la nostra travolgente schiacciatrice sia tornata con noi.

Sonia e Silvia conservano il vantaggio (10-9), ma Nardò non è un fuoco di paglia ed ha un altro break con l’opposto Stefanelli (10-11).

Quello che non ti aspetti. Invece di raddrizzare il set, la Palafiom continua a sbagliare in attacco (10-13). Coach Marcello chiama il time-out, ma le azzurre sono con la testa ad Oria mentre il Nardò sta difendendo egregiamente. Sonia sbaglia persino un appoggio in bagher che finisce fuori (10-16), ma per fortuna la serie positiva di sette punti per le salentine viene interrotta da Clara.

    Pipe di Michela da seconda linea (13-18), poi Clara si esibisce in un primo tempo artistico che non contempla il tocco del pallone (13-19). Nardò sta anche murando bene (13-20), poi Michela tenta di rendere il passivo meno pesante (15-20), ma il muro neretino si alza implacabile su Sonia (16-22). Arrivano le giovani tifose della Palafiom e portano bene al servizio di Michela: ace e speranza (18-22).

Nardò, ottima in difesa ed efficace anche in attacco, trova due mani fuori (18-24) e a poco serve un punto rabbioso di Sonia perché il primo parziale è delle ospiti (19-25).

Agghiacciante.

All’ex Giorgia scendono le lacrime e non credo che si tratti di commozione; le azzurre stasera sono un pianto. Come a San Giorgio. Ma siamo certi che sapranno recuperare.

Secondo set.

Sonia appare più determinata e Ivana salva un pallone stendendo la mano sul parquet. Michela ci porta sul 3-1, ma in attacco continuiamo a sbagliare troppo. Silvia, migliore in campo sabato scorso, stasera resta in ombra.

Quest’anno è andata così: quando gioca bene Silvia, gioca meno bene Michela; quando gioca bene Rossella, non brilla Valentina; quando c’è Sonia, non può giocare Simona... Se una volta giocassero tutte e giocassero tutte al massimo del rendimento contemporaneamente, la Palafiom sarebbe la squadra più forte del mondo.

Ace di Alessandra, sempre precisa in battuta, punto di Sonia, mani fuori di Michela ed errore offensivo del Nardò. E’ una sequenza positiva che ci porta sul 10-4. Ma Nardò reagisce con un primo tempo di Natalie De Benedittis (10-7).

Si procede punto a punto. Nardò ne realizza uno assurdo grazie a un bagher difensivo che atterra mansueto nel campo delle tarantine (12-10); coach Marcello è imbufalito. Sonia dispensa a sprazzi il suo talento ed allontana il pericolo realizzando due punti consecutivi (12-10). Schiacciata da posto due di Zelda Arlotta (Demelza, Natalie, Zelda... Ma una con un nome di battesimo normale non c’è in questa squadra...?) e replica di Clara a muro (16-12).

Nardò non è mai domo: pallonetto della Stefanelli e mani fuori (16-14). Punto di Sonia dopo l’ennesimo miracolo difensivo del libero Demelza Sanasi. Michela va a segno, Nardò schiaccia sulla rete (20-16). Può essere lo scatto decisivo.

 Per nostra fortuna le ospiti sprecano in fase offensiva tutto quello che di buono riesce a fare la Sanasi in difesa. L’avevamo notata già nella partita di andata, ma questa ragazza stasera si conferma un fenomeno. Errore in battuta del Nardò (22-18), poi la Palafiom pone le salentine in condizione di non attaccare agevolmente ed anche la loro ultima schiacciata finisce sulla rete (25-19).

Non stiamo assistendo a pallavolo-champagne, ma almeno la Palafiom è rinsavita.

Terzo set.

Lo squillo di tromba in avvio del terzo set è di Paoletta Marcianò, gradita presenza tra il pubblico di una palestra che resta casa sua. Porterà bene.

C’è un po’ di nervosismo in campo. Capitan Gatto ha un fitto dialogo con il primo arbitro e non sembra che si stiano leggendo reciprocamente i bigliettini dei Baci Perugina.

Il punto del 4-4 viene vivacemente contestato da Marcello, dal ds Pino Moro ed anche dal nonno di Valentina. Meno male che la nipote è lontana e non può ascoltare.

Nardò fa e disfa: prima un ace che vale il vantaggio (4-5), poi un attacco fuori (6-5). Molti errori da entrambe le parti in questa partita, ma adesso la Palafiom è più concentrata.

Muro a due Rossella-Sonia (9-5), punto di Michela (12-5), punto di Rossella (13-5) e sul 14-5 l’allenatore del Nardò chiama il time-out. Ma il muro e il servizio delle azzurre allungano la serie positiva che si interrompe solo sul 16-5, dopo dodici scambi consecutivi serviti da Clara, sempre impeccabile (a parte il primo set). Nardò è frastornato e sul 17-7 (ennesimo muro di Rossella), coach Marcello concede spazio alle più giovani.

 Valentina si presenta con una bella schiacciata (20-8), poi Nardò tira fuori e Clara mette a terra un primo tempo (22-8). Anche Silvietta, che rileva Sonia, rompe subito il ghiaccio con un punto (23-9). Bolide di Valentina (24-11) e le salentine riescono ad annullare soltanto il primo set-point (25-12).

Quarto set.

Visti gli esiti del terzo set, è nuovamente Paoletta che apre il quarto parziale con la strombazzata rituale. Ed anche sul parquet la musica non cambia.

La Palafiom mantiene l’attenzione necessaria a gestire la partita con serenità mentre Nardò appare ormai demotivato. Cannonata di Michela, schiacciata di Silvia da posto quattro e punto di Sonia (10-4). Anche la fortuna offre una manina alla Palafiom (clamoroso punto-culo agevolato dal nastro). Nardò non riesce più ad attaccare. Peraltro Ivana è stata generosissima in difesa ed ha offerto alle compagne il consueto contributo motivazionale.

Rossella può concedersi un primo tempo “da ballerina” (11-5), poi Superclara aumenta il vantaggio (13-5).

La De Benedittis spezza l’assedio e la Sanasi continua ad offrire dimostrazione del suo valore immenso: non solo difende con un senso del piazzamento ammirevole, ma i suoi miracoli sono spesso, al contempo, passaggi precisi per le compagne.

  Oltre alla curiosità sull’origine del nome del Real Volley Nardò e di quello del libero, sono anche curioso di sapere quali siano gli alimenti segreti e miracolosi che mangia questa ragazza per sviluppare così bene i riflessi e l’agilità. Nel latte, al posto dei biscottini, deve mettere il propellente visto che si fionda come una saetta su palloni impossibili.

Le senatrici della Palafiom, comunque, non perdono il controllo della partita. Clara è la solita sicurezza, Michela sta un po’ crescendo rispetto alle ultime prestazioni (ma non è ancora la vera, grande Michela che conosciamo) ed Alessandra sembra Gianni Florido: si sta sfiancando correndo continuamente da destra a sinistra.

Bel muro della Palafiom ed ennesimo errore offensivo del Nardò, che continua a vanificare i ventiquattro miracoli difensivi che compie mediamente la Sanasi ad ogni scambio (19-7).

Rientrano in campo Valentina e Silvietta. Vale esagera con la potenza e poi mura con una modalità che non risulta molto gradita al coach.

Nardò si porta sul 19-11, ma la nostra giovane schiacciatrice sa far tesoro dei propri errori: diagonale perfetta e muro fatto come si deve insieme a Rossella (21-11).

Le salentine tentano l’ultima reazione (21-13), ma poi sbagliano il servizio. Il nastro stasera è pro-Palafiom (23-13). L’ultimo punto del Nardò lo schiaccia la Stefanelli (23-15), poi Sonia da posto quattro e Silvietta a muro chiudono l’incontro (25-15).

 

Brave, bella reazione, però mi avete fatto perdere Mondial-Martina, che si giocava in contemporanea (ed è finita al tie-break; avrei fatto in tempo!). Posso consolarmi rispolverando una foto d’epoca del 1988.

Paolo Leone festeggia il compleanno ed i suoi pasticcini confermano la diagnosi della dietologa: per me non c’è speranza.

Altri risultati: Nove punti in tre partite per andare a Oria conservando una posizione di vantaggio; era questo l’obiettivo ed è stato raggiunto. Ma dagli altri campi giungono notizie sorprendenti: Ugento-Oria 3-0, Tuglie-San Pietro Vernotico 0-3. Ad Oria ci andiamo con 5 punti di vantaggio (9 sul Tuglie, che però ha una partita in meno). Ma adesso non bisogna presentarsi ad Oria pensando di avere una rete di protezione che ci tutelerebbe in caso di sconfitta. Bisogna andarci pensando di essere di fronte alla storia: un’eventuale vittoria ci spalancherebbe le porte del paradiso.

“A volte il tempo ci offre una possibilità, legata appunto ad un istante preciso, ma se ce lo lasciamo sfuggire non possiamo fare più nulla”. [1]

Corsano-Putignano 2-3, San Giorgio-Trepuzzi 1-3. Lecce-Ceglie 3-1. Ha riposato la Tempesta.

Classifica: Palafiom TA* 52, Oria* 47, Tuglie 43, San Pietro Vernotico 40, Ugento* 39, Putignano 23, San Giorgio 21, Nardò* 19, Lecce 18, Corsano 16, Trepuzzi* 15, Ceglie* 14, Tempesta TA 13.

Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).

 

NOTE:

(1) MARAI, S., Le braci, Adelphi, Milano, 1998 (7^ ed.), pag. 159.

La foto di Paoletta è di Luca; quella della scheda del referendum del 1946 è tratta da www.treccani.it.

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All Star Team

di skanderbeg69 (02/03/2007 - 06:51)

    Facciamo anche un bilancio sulle “risorse umane”. Ho chiesto a coach Marcello di individuare l’All Star Team di questo girone, il sestetto ideale. Sono ovviamente escluse le ragazze della Palafiom e si tratta di un semplice giochino. Fatte queste doverose premesse, Marcello vede bene Spano (Tuglie, foto a destra) in regia, Tomaselli (Oria) opposto, Corvino (San Pietro Vernotico) e Albino (Ceglie) laterali con la Liace (Oria) quale valida alternativa della Albino, De Nicola (San Pietro Vernotico, foto a sinistra) e Giotta (Putignano) centrali – in subordine Abbracciavento (Putignano) -, Natali (Tempesta) libero.

Coach si riserva, comunque, di riproporre l’All Star Team al termine del campionato.

La mia formazione ideale (sempre escludendo le nostre atlete) è: Marcianò (Tempesta) palleggiatrice, Calò (Tuglie) e Dimastrodonato (San Pietro Vernotico) laterali, Cutaia (Lecce) e De Bonis (San Pietro Vernotico, foto sotto) centrali, De Mitri (Oria) da qualche parte, Rampino (Lecce) maestra yoga.

    Probabilmente vincerebbe il sestetto di Marcello, ma i tifosi (maschi) della mia squadra uscirebbero comunque dalla palestra soddisfatti...

A parte gli scherzi, tendo ad essere d’accordo col coach, anche se vedrei la Abbracciavento titolare e come liberi mi sono piaciute la Sanasi (Nardò) e la Romano (Tuglie), che sabato a Lecce non ha fatto cadere a terra neanche i gioppini. Nel mio caso, però, va fatta una terza premessa e cioè che io di pallavolo non è che capisca molto. A stento il coach sta riuscendo a farmi capire i ruoli.

E’ in fase di costruzione il sestetto delle giocatrici più urtac...o, ma quello non possiamo pubblicarlo; magari lo facciamo girare via email. I contributi delle giocatrici della Palafiom sono benvenuti. Io ho già un nome che proprio mi esce con impeto.