Ciao sono skanderbeg69
Vedi il mio profilo


Dicembre 2007

DLMM GVS
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag montagna
Pagine:

Letterina a Babbo Natale

di skanderbeg69 (25/12/2007 - 12:54)

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:

 

1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).

2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.

3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.

4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.

5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).

6) Désirée che realizza un punto anche in B2.

7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.

8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).

9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?

10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."

Vota questo post

Bilancio etico del blog

di skanderbeg69 (04/06/2007 - 22:09)

Il “bilancio etico” di un anno di blog presenta alcuni risultati favorevoli e molte zone d’ombra.

Non ho mai dovuto fare ricorso alla censura dei commenti (tranne in un paio di circostanze, una delle quali estranea al mondo della pallavolo e relativa alle presunte pratiche sessuali preferite da una giocatrice di basket).

Ho ricevuto privatamente una garbata critica rispetto ad un episodio avvenuto in Palafiom-Trepuzzi (un’invasione di piede) e la critica - ne abbiamo dato atto - si è rivelata esatta perché avevo scritto una fesseria.

Le atlete della Palafiom mi pare che non abbiano mai espresso disagio o irritazione per battute o vignette. E ne hanno subìte tante; quindi le ringrazio ancora per la loro capacità di sopportazione.

Alcuni tesserati di altre società (Azzurra Lecce, Oria, Tuglie, Manfredonia) hanno usato questo blog per inviare congratulazioni, ringraziamenti o apprezzamenti e se questo strumento ha favorito la nascita o il rafforzamento di relazioni amichevoli, ne sono particolarmente felice.

Ma ci sono anche le note dolenti.

Un’altra garbata critica ha riguardato il fotomontaggio in cui il volto dell’opposto dell’Oria ha sostituito quello di Aldo Moro. A me, però (ed ho il conforto di alcuni lettori), non è sembrato oltraggioso nei confronti della memoria dello statista pugliese e quindi il fotomontaggio resta lì.

Mi dispiace, invece, che un risentimento del tutto legittimo sia stato espresso a mesi di distanza quando magari un’email o un commento riservato (i commenti li filtro io quindi basta chiedere di non pubblicarli) avrebbero potuto favorire un chiarimento e soprattutto mi avrebbero impedito di perseverare in una condotta discutibile. Veramente avrei dovuto arrivarci da solo; invece ho aggiunto danno al danno e adesso mi sento davvero una cacca per avere causato risentimento e irritazione con una superficialità vergognosa.

Le critiche inducono sempre a riflettere, spesso a riconoscere gli errori, ove possibile a cercare la riconciliazione (che in questo caso non sarà possibile, mio malgrado, e quindi devo limitarmi alle scuse pubbliche non potendo farle in privato). Resta, adesso, il problema della riparazione del danno. Che in apparenza sembra scontata (cancellare le cattiverie) ma adesso può essere interpretata come ulteriore atto di ostilità (cancellare le prove).

Le diffide, invece, non le accetto da nessuno.

Un commento che ci accusava di aver offeso una squadra avversaria (il Corsano) è pervenuto, ma onestamente nell’articolo “incriminato” non ho trovato nulla che fosse offensivo, anzi ho trovato solo complimenti alle atlete della squadra avversaria in questione. Né - dalle informazioni che ho ottenuto - mi risulta che sia successo qualcosa di spiacevole sul parquet tra le giocatrici. Alla mia richiesta di chiarimenti non è seguita alcuna risposta e quindi considero il caso archiviato. Dev’essere stato un malinteso.

Mi pare, più in generale, di aver usato ogni cautela quando ho menzionato le avversarie, tranne le due eccezioni di cui parleremo fra poco (Massafra e Tempesta). Anzi, se c’è qualcuno che dovrebbe offendersi sono le giocatrici della Palafiom. La maggiore confidenza nei loro confronti mi porta talvolta a sottolineare i loro errori, a prenderle un po’ giro, a sollevare rilievi critici anche quando vincono. Il rispetto dovuto alle avversarie mi induce, invece, a scrivere che tutte le avversarie sono brave, sono belle, giocano bene, anche se perdono 25-5 giocano “con dignità”. Cose che, quando le scrivo, le penso veramente; il fatto è che spesso non aggiungo anche gli elementi di criticità. Il risultato paradossale è che la Palafiom ha meritatamente vinto un campionato, eppure, a leggere le mie cronache, sembra quasi che le squadre avversarie abbiano sempre giocato meglio...

Le eccezioni. Se le frecciate nei riguardi del Massafra nascono da un episodio storico preciso, la loro reiterazione è stata un po’ sentita e un po’ funzionale: un “nemico” serve, è utile alla satira, è fonte di tanti spunti, ma credo che nel caso della società massafrese sia giunto il momento di sotterrare l’ascia di guerra.

    Siamo in B2; la sete di giustizia è appagata. La sportività vale più degli spunti umoristici.

Riguardo alla Tempesta, diciamo che c’è stata una certa involuzione etica, ma non è mancato anche il nostro “apprezzamento elettivo” (cioè selezionato) ed anche il nostro sostegno concreto.

Vogliamo forse male a Paoletta e a Busina? Ovviamente no. Vogliamo male al signor Cirillo e famiglia? Assolutamente no. Alessandra non è sempre nei nostri cuori? Anche questo è innegabile. Parlare della Tempesta ormai è diventato un equilibrismo.

La grande zona d’ombra a cui mi riferivo all’inizio è rappresentata dai giudizi sugli arbitri. “Zona d’ombra” veramente è un eufemismo; qui ho superato i limiti del cattivo gusto. Il punto non è stare a sindacare sulle singole decisioni (la palla era dentro, era fuori, c’era invasione, non c’era); il punto è che gli arbitri, al contrario delle avversarie, non possono difendersi o replicare. Il loro ruolo raccomanda il silenzio o l’utilizzo degli strumenti previsti dal regolamento e dalle procedure disciplinari. Per questo riconosco (tardivamente) che è sleale criticare i direttori di gara, anche quando sbagliano.

E nel blog si è andati oltre la rilevazione del mero errore decisionale; ho usato espressioni come “cecati”, “pericoloso”, “l’arbitro deve aver assunto sostanze allucinogene”, “per sfogare la frustrazione potremmo aggredire l’arbitra”, ecc.

Frasi che, sebbene dette per scopi umoristici (ma al posto degli arbitri io non mi sarei divertito molto per questo genere di umorismo), sono certamente incoerenti per un blog che si vanta di promuovere valori di amicizia, lealtà e sportività.

Se consideriamo che il pubblico dell’Alfieri è rimasto immacolato (l’unica multa l’abbiamo presa in trasferta all’ultima giornata), ho fatto peggio degli ultras usando, peraltro, uno strumento più subdolo dato che l’insulto in palestra evapora nell’aria mentre le malignità sul blog restano in rete a tempo indeterminato.

Poi, diciamoci la verità: questi signori dedicano i loro fine-settimana a svolgere un compito che li espone a contestazioni, proteste, insulti, minacce, il più delle volte da parte di gente molto più ignorante di loro. Bene che dirigano, c’è sempre qualcuno che è insoddisfatto del loro operato. Eppure svolgono un ruolo che è indispensabile a questo e a qualunque sport, ricevendo – presumo – un piccolo rimborso che però è nulla rispetto alle responsabilità che si assumono ed alle tensioni che talvolta li circondano. E’ loro compito applicare e far rispettare un regolamento complesso di 113 pagine (altro che le 17 regole del calcio...) e dirigono un gioco veloce che impone una valutazione al secondo (pensiamo alla “pulizia” di ogni tocco, ai mani-fuori impercettibili, alle linee da tenere d’occhio, alle invasioni di mano, di piede e di culo, ecc.).

Per fare quello che fanno, gli arbitri devono essere spinti da una passione per lo sport forse superioriore a quella degli stessi atleti. Andrebbero ringraziati ogni tanto, non insultati.

Allora il buon proposito per il futuro è questo. Sulle episodiche decisioni arbitrali credo che resti salvo il democratico diritto di esprimere eventuali disaccordi, ma sulla conduzione generale di una partita o sulla personalità dell’arbitro sono banditi i giudizi offensivi.

Il provvedimento è retroattivo: le cattiverie sugli arbitri saranno cancellate (sperando di riuscire a ricordarmi dove stanno tutte...). Così onoriamo il modello Velasco-Presta (le squadre con mentalità vincente non cercano alibi e non si lamentano) e cerchiamo maggiore coerenza con i buoni princìpi a cui questo blog vuole ispirarsi e che spesso ho violato anche in modo abbastanza rozzo.

Gli apprezzamenti, invece, resteranno; mi dispiace per “la Montagna incantata”. Speriamo solo che ci siano altre occasioni per esprimerli...

Vota questo post

Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

Vota questo post

L'illusione perduta

di skanderbeg69 (29/04/2007 - 15:46)

Forse aveva ragione Marcello a non caricare di aspettative la partita Oria-Tuglie e a concentrarsi piuttosto su Tuglie-Palafiom.

Forse gufare è un peccato che non paga.

Forse il destino ha voluto trasformare l’ultima giornata di campionato in una serie di sfide appassionanti, dal vertice al fondo della classifica.

Forse la Palafiom è chiamata a realizzare un’impresa esaltante, dura ma possibile, per conquistare finalmente questa vittoria.

Sia chiaro: non siamo andati a Oria sperando di festeggiare la sconfitta del Tuglie, cosa che sarebbe poco sportiva e di dubbio gusto (peraltro “sulla disgrazia altrui nessuno è mai diventato felice” – dice nonna Andja nei Racconti di Sarajevo). [1] Siamo andati a Oria sperando di festeggiare il coronamento di quanto di buono la Palafiom ha costruito fino a questo momento, dalla prima alla quarta giornata del girone d’andata e dalla sesta giornata del girone d’andata ad oggi.

Non è andata bene. Pazienza.


            Grazie lo stesso, Oria.

Chi non possiamo ringraziare è quella stramaledetta... Pioggerellina che ci ha tolto un punto molto tempo fa, evento traumatico riportato alla luce dalle tenebre dell’inconscio dove era stato rimosso per mesi. Lo ha riportato alla luce colei che fece squalificare Michela e Clara. Se penso che invece, nella vicina Ceglie, Valeria ha diretto sola soletta una partita in cui avrei potuto fare da secondo arbitro volontario...

Nel viaggio in auto la politica è motivo di divisione e di aspri dibattiti, ma troviamo l’antidoto utile ad appianare le divergenze: parlare della serie A1 femminile, argomento che ci trova uniti e solidali nelle valutazioni... tecniche.

            Oria-Tuglie.

Primo set palpitante. Nessuna squadra riesce a prendere il largo in una partita molto tirata. I talenti di entrambe le formazioni non si esprimono in modo fluido; c’è tensione. Non è una partita spettacolare come sarebbe lecito attendersi dalla parata di stelle schierate in campo. Da un lato Lucrezia, Cinzia e Valentina pungono ma non senza fatica. Dall’altro lato Valeria distribuisce palloni con la consueta classe e Tuglie sembra possedere maggiore compattezza e maggiore cattiveria sotto rete.

Oria ha l’opportunità di vincere il set, ma pesano alcuni errori grossolani. Pochi, ma importanti.

Nel secondo parziale Tuglie difende egregiamente, come è suo costume. Non ha fuoriclasse in attacco, ma schiera pazienti e diligenti formichine che con calma accumulano punti e sulla propria fetta di campo non cade quasi nulla. Il cambio del libero (Calò) non ha alterato le percentuali medie di una difesa eccellente. Anche Hulk-Scanferlato è in forma smagliante.

Con Minerva in regia, tuttavia, Oria compie una rimonta straordinaria (otto punti, se non sbaglio), ma non basta. Le ospiti non perdono la testa e vincono anche il secondo set.

Dispiace che le oritane quest’anno non abbiano mai giocato in casa. Fanno quasi tenerezza perché il pubblico locale, più che sostenere la squadra, la osserva. In religioso silenzio. Non so se considerarlo un difetto o se additare i tifosi brindisini come modello di correttezza assoluta.

Ben più rumorosi sono i tugliesi venuti a supportare le proprie atlete. Giusto un assaggio di quello che ci aspetta sabato prossimo.

Tanto impegno delle brindisine anche nel terzo parziale. Coraggio, ragazze, rimontate! Non dovete necessariamente ribaltare il risultato; basta che pareggiate e poi al tie-break noi ce ne possiamo pure andare...

Purtroppo l’ottimo libero, che tanti palloni aveva salvato dagli attacchi della Palafiom, non è nella sua migliore serata e dall’altra parte Tuglie non regala più niente. Nonostante i buoni servizi della Liace, le leccesi amministrano autorevolmente la partita e il terzo set non ha storia.

Tuglie vince l’incontro meritatamente. Sul piano tecnico l’Oria è irriconoscibile; sul piano estetico sono sempre loro. Soprattutto Minerva perché ho scoperto che legge il mio blog e quindi si guadagna un apprezzamento supplementare. Comunque la rimonta nel secondo set l’ha veramente costruita lei.

Annullato il concerto di Antonello Venditti.

Altri risultati: Trepuzzi-San Pietro Vernotico 2-3, Ugento-Corsano 3-0, Ceglie-Putignano 3-1, San Giorgio-Lecce 3-1 (auguri a Simona, Titti e Titti per la salvezza; Titti-di-peluche adesso potrebbero pure prestarcela... Forza Lecce, adesso serve l’impresa con l’Ugento! Non sarà per niente facile, ma, fatta l’impresa, la salvezza sarebbe assicurata indipendentemente dagli altri risultati), Nardò-L’altra squadra di Taranto 3-1. Ha ovviamente riposato la Palafiom.

Classifica: Palafiom TA 61, Tuglie 58, Oria 53, San Pietro Vernotico e Ugento 51, Putignano 32, San Giorgio 26, Nardò 23, Lecce 22, Trepuzzi 21, Ceglie 20, Corsano e L’altra squadra di Taranto 16.

Bastava un punto. Un solo miserabile, schifoso, fottutissimo punto di m...!

 

Prossimo ed ultimo turno:

Tuglie-Palafiom (Palafiom in ...omissis... se vince con qualunque punteggio o perde 3-2; Tuglie in quella cosa là se vince 3-0 o 3-1. Chi non va in quella cosa là è seconda).

San Pietro Vernotico-Oria (per strappare il terzo posto all’Oria, il San Pietro Vernotico deve vincere 3-0 o 3-1).

Lecce-Ugento (il numero di vittorie, inferiore rispetto ad un eventuale San Pietro Vernotico vittorioso con l’Oria, esclude l’Ugento dalla lotta per i play-off. Buon per tutte le altre perché se il campionato fosse iniziato due mesi fa, l’Ugento sarebbe già proiettato in serie A1... Lecce salvo se vince nettamente, altrimenti dipende dai risultati e/o dai quozienti-set di Trepuzzi, Nardò e Ceglie. La situazione è talmente incasinata che i calcoli finiranno non prima di giugno. Meglio battere Ninetta & Co.).

Putignano-Trepuzzi (per il Trepuzzi vedi sopra. I margini di vittorie e di set sono risicati: le salentine devono fare tre punti per superare il Nardò, che riposa, ma devono guardare anche al risultato del Lecce. Putignano gioca per congedarsi con una vittoria da un pubblico a cui ha già regalato immense soddisfazioni. E noi ne sappiamo qualcosa).

Corsano-San Giorgio (per evitare la D il Corsano deve superare in classifica L’altra squadra di Taranto, che, non sappiamo come sia stato possibile, ma ha una vittoria in più. I play-out sono comunque inevitabili. San Giorgio senza obiettivi).

L’altra squadra di Taranto-Ceglie (La Pioggerellina deve restare almeno appaiata al Corsano se vuole evitare la retrocessione e giocare i play-out. Ceglie si è tirata fuori dalla lotta per evitare la D immediata e forse ha una speranza teorica di evitare anche i play-out, ma dovrebbero verificarsi tante coincidenze).

 
    Insomma, solo Ugento, Putignano e San Giorgio (e Torre Santa Susanna...) hanno raggiunto la pace dei sensi, ma in ogni partita dell’ultima giornata c’è almeno una squadra che lotta per vincere.
     La retrocessione diretta è una questione riservata a Corsano e Tempesta. Scontro diretto per i play-off tra San Pietro Vernotico e Oria. Ovviamente, però, la madre di tutte le partite è quella di Tuglie.

Nell’altro girone, le gemelle di Manfredonia sono matematicamente in B2, che ormai – con l’eccezione di una sola squadra - sta diventando un’agenzia di fotomodelle. Ragazze della Palafiom, non vorrete far mancare il vostro contributo...?

 

NOTE:

(1) ANDRIC, I., Il tappeto, 1948, in I racconti di Sarajevo, Newton Compton, Roma, 1993, pag. 43.

Vota questo post

Cosa fare sabato sera?

di skanderbeg69 (24/04/2007 - 21:42)

Adesso c’è il turno di riposo della Palafiom. Ogni squadra avrà tre punti da spartire con un’avversaria mentre soltanto la Palafiom resterà sicuramente a secco. Che sofferenza.

Come impiegare questo turno di riposo? Ci sono varie possibilità.

1) Opzione “ETNICA” - Andare a sostenere le cuginette della... dell’altra squadra di Taranto a Nardò in una partita che equivale ad uno spareggio. Credo che il coach non apprezzerebbe. Resta, inoltre, il solito quesito: loro cosa hanno fatto per noi? Saremmo già in B2 senza quel punto di m... e poi sabato sono pure andate a vincere a Lecce, contro le amiche mie (a cui hanno preso 6 punti su 6). Allora è proprio per mettersi a contrasto...! Non hanno tolto un punto a nessuno quando serviva; si sono sciolte come neve al sole davanti al Tuglie e all’Oria e in compenso hanno rotto le palle soltanto a noi e agli amici. Beh, sapete ce stè? Niente opzione etnica.

2) Opzione “GUFA” - Andare a vedere Oria-Tuglie e tifare per chi bisogna tifare. Sarebbe già la seconda volta che vado, diciamo così, ad assistere ad una partita del Tuglie da... osservatore. A Oria quattro risultati su sei (3-0, 3-1, 3-2 e finanche 2-3) sarebbero molto interessanti e il paese è stupendo.

3) Opzione “SOLIDALE” - Andare a San Giorgio a sostenere le amiche dell’Azzurra Lecce. Questa è un’altra partita da cardiopalma: chi vince è quasi salvo, ma chi perde si inabissa nell’incubo. A prescindere dalle mie simpatie per l’Azzurra, sono convinto che sarà un incontro intenso.

4) Opzione “ROMANTICA” - Andare a tifare per l’arbitra Valeria ovunque essa sia. Entrerei così nel guiness dei primati: primo caso di tifo pro-arbitro. Ogni fischio una strombazzata, quale che sia la squadra che ottiene il punto. Più che nel guiness dei primati, forse entrerei in un reparto psichiatrico.

5) Opzione “ESTETICA” – Andare a Valenzano a vedere Virginia, peraltro impegnata contro la squadra di quelle che giocano con i perizoma al posto dei pantaloncini.

6) Opzione “QUALITA’” – Ci sono due squadre pugliesi in serie A1 femminile ed una tra Assorbenti Altamura e Pannoloni Santeramo dovrebbe giocare in casa. Non ho mai visto una partita di volley femminile a questi livelli; potrebbe essere bello.

7) Opzione “POLIZIESCA” – Andare al mare. Non per fare il bagno o per prendere il sole, ma per impedire che lo faccia Alessandra.

 

NOTE:

La foto di Virginia Vuovolo è tratta dal sito www .aspav.it.

Vota questo post

L'ombra della Montagna

di skanderbeg69 (13/04/2007 - 19:07)

E’ stato diffuso il comunicato del Comitato Regionale con i provvedimenti disciplinari relativi all’ultima giornata di campionato di serie C. La fedina penale del pubblico della Palafiom è ancora immacolata così come inviolate restano le casse societarie. L’unica irregolarità sanzionata con una semplice diffida nell’incontro Palafiom-Ugento riguarda i numeri di maglia delle nostre ospiti, non so perché. Forse quelli anteriori erano troppo vicini ai pantaloncini; forse avrebbero dovuto tatuarsi i numeri piuttosto che gli ideogrammi cinesi.

 

Ma dei commenti critici espressi a fine partita da un tifoso tarantino nei riguardi dell’arbitra Valeria Montagna non c’è traccia. La signorina (anelli non ne portava) non li ha annotati nel referto. Grazie, Valeria, sei stata indulgente. La tua nobiltà d’animo è pari alla tua bellezza.

Ora uno sguardo alla prossima giornata, previa lettura di una classifica adattata al casino scaturito dal ritiro del Torre Santa Susanna.

Nella colonna “Punti”, i punti posseduti oggi dalle varie squadre. Nella colonna “Rip.”, l’eventuale riposo già “fatto”. Nella colonna “Disp.”, i punti ancora disponibili. Nella colonna “Max”, il massimo punteggio possibile.

CLASSIFICA

Punti

Rip.

Disp.

Max

PALAFIOM TA

55

 

9

64

Oria

50

 

9

59

Tuglie

49

fatto

12

61

Ugento

45

 

9

54

S.Pietro Vernotico

43

fatto

12

55

Putignano

29

fatto

12

41

San Giorgio

23

fatto

12

35

Lecce

21