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Finisce male anche l'avventura di Bonitta in Groenlandia

di skanderbeg69 (26/12/2008 - 17:26)

Dopo aver fatto retrocedere il Volley Cavriago in B1 e dopo l’improvvisa partenza da Martina Franca (“Abbandonare la nave che affonda è un comportamento scorretto” dichiarò in quella occasione Matej Cernic; “Troppo comodo fuggire di fronte alle difficoltà” aggiunse Luigi Mastrangelo), è terminato prematuramente anche il ritorno di Marco Bonitta su una panchina femminile.

In Puglia Bonitta aveva raccolto tre sconfitte in quattro partite; subito dopo le sue dimissioni, comunque, la squadra era andata a vincere sul parquet dei campioni d’Italia a Trento.

L’ex-allenatore della nazionale femminile qualche settimana dopo aveva accettato la prestigiosa proposta del Volley Nuuk, la pluridecorata formazione di serie A1 femminile della Groenlandia, una squadra composta interamente da pinguine.

L’approccio con la pallavolo polare, tuttavia, non è stato facile e qualche malumore ha subito preso a serpeggiare tra le forti pinguine della capitale groenlandese.

Bikki ed Hennje, le due fuoriclasse della squadra, hanno contestato le scelte del nuovo coach nonché il difficile dialogo con le atlete.

Bonitta, dal canto suo, ha denunciato l’intenzione della società di cedere a sua insaputa la capitana Pirilla e di tagliare del 50% i crostacei e i calamari di cui si nutre abitualmente Nelly dopo che la stessa si era infortunata al legamento crociato della pinna destra.

Nel frattempo i risultati non sono arrivati e il Volley Nuuk è precipitato in zona retrocessione.

E’ stata un’iniziativa dello spogliatoio a porre fine prematuramente al lavoro di Marco Bonitta in Groenlandia. Tutte le pinguine hanno infatti sottoscritto un documento, trasmesso in Federazione, con il quale chiedevano l’esonero del coach, inadatto a gestire il gruppo e protagonista di comportamenti offensivi, trasmessi peraltro in diretta su tutte le televisioni del circolo polare artico.

      “Durante la semifinale dell’ Igloo Grand Prix ci ha detto che siamo delle facce di merda” – ha poi precisato Bikki ai giornalisti.

L’ex-tecnico della Stamplast ha preso atto della situazione ed ha rassegnato le dimissioni: “Rinuncio all’incarico perché non ci sono più le condizioni per lavorare al meglio. E’ un ambiente bestiale e disumano caratterizzato da rapporti glaciali. Ora voglio tornare ad allenare nel Terzo Mondo, possibilmente in un contesto vegetale. Sono certo che le piante saranno più ricettive alle mie indicazioni tecniche e con loro saprò instaurare un dialogo più empatico e costruttivo.”

 

NOTE:

La foto di Marco Bonitta è tratta da www. siatkowka.com; quelle dei pinguini da http:// en.wikipedia.org e http:// da.wikipedia.org.

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Lists, I make lists...

di skanderbeg69 (14/03/2007 - 06:45)

Lists, I make lists

of all the things that I need to fix,

of all the things that I’m not prepared for,

of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.

Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.

 

STRUTTURE D’ECCELLENZA


1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).

2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).

3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).

 

TENSOSTRUTTURE BUONE

 

4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)

5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)

 

STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE

 

6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)

7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)

8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)

 

STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE

 

9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)

10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)

11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)

 

SOTTO LA SUFFICIENZA

 

12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)

13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)

14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)

15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)

16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

 

NOTE:

(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.

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All'amicizia

di skanderbeg69 (24/01/2007 - 17:58)

A metà del campionato, desidero staccare un momento l’attenzione dai risultati per soffermarmi su quelli che potremmo definire “effetti collaterali” positivi dello sport. Non voglio usare la ripugnante e inflazionata espressione “valore aggiunto”. Lo sport è costituito anche da valori, direi soprattutto da valori, tra i quali vorrei ricordare la lealtà e il rispetto. E lo sport è anche occasione di amicizia. Bene, a questo punto vorrei salutare società o persone amiche incontrate in questi mesi. O almeno quelle che considero mie amiche; non escludo che qualcuno in Palafiom la pensi diversamente (soprattutto riguardo alla Tempesta dopo quello che è successo nel derby...), ma se non c’è condivisione, ci sia almeno tolleranza per i miei “sentimenti”.

  Prima di tutto saluto la SILICON VOLLEY FIRENZE, il cui nome è già tutto un programma di ironia e di simpatia. Disputa un campionato misto dell’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e ci gioca Lucyblade, che con mia sorella mi ha attivato questo blog e che sul proprio (www.lucyblade.splinder.com) scrive interventi brillanti, sarcastici, degni di Curzio Maltese, Woody Allen, Milana Runjic e Beppe Grillo messi insieme. Da cattolico praticante, la trovo un pochino troppo anticlericale, ma la mia ammirazione per la sua intelligenza resta sconfinata. Un giorno andrò a vederla giocare ed a sostenere la sua squadra. Peccato per l’occasione persa nello scorso dicembre. Per chi volesse conoscere le vicende della squadra, dopo essere entrati nel sito di Lucy basta cliccare sul tag “pallavolo” o “Silicon Volley” ed escono in successione tutti gli articoli sull’argomento (ma consiglio di leggere anche gli altri).

Per questo blog, il mio, rinnovo la mia gratitudine a Lucy, a mia sorella e a tutta Dada.net

Un saluto anche alla PALLAVOLO MARTINA, in cui gioca Federica Paulon e che si sta facendo onore in prima divisione. Squadra femminile a parte, la società merita un plauso per aver conquistato (senza falli di rotazione...) la B2 maschile l’anno scorso ed anche per un sito internet che la Sisley Treviso se lo sogna. L’augurio è quello di un immediato ritorno in serie D per le ragazze, così da poter poi giocare i play-off con il particolare pallone che sappiamo, secondo l’auspicio di una saggia giocatrice di questa squadra (il pallone sarebbe la testa di un noto politico milanese che aveva assunto uno stalliere mafioso). Il 17 marzo, intanto, affronteranno la Mondial Volley alla scuola Leonida in contemporanea con Palafiom-Nardò. Se le tarantine fanno “una cosa presto” e le martinesi trascinano la Mondial al tie-break, si corre a tifare per Fifì & compagne contro Pino Caputo (e non voglio andarci da solo; chi ha orecchie per intendere...).

Un saluto anche a Dario Giacovelli, che gioca nelle giovanili.

Un abbraccio all’ATHENA CISTERNINO di Salvino e di Rita, serie D. Grazie per l’ospitalità dell’anno scorso e per la vostra simpatia. Due figlie meravigliose, d’altra parte, non nascono per caso. Poi è passata la diarrea alla numero nove...? L’allenatore Salvino, qualche settimana fa, è stato vittima di un incidente domestico che gli ha procurato qualche ustione lieve. Questa spiega il disegno che segue e un in-bocca-al-lupo rafforzato.

Ossequi prudenti anche alla TEMPESTA TARANTO, che è una squadra della nostra città ma è pur sempre un’avversaria. L’etica dello sport non contempla trattamenti di favore e un brutto sgambetto ce lo hanno già fatto nell’incontro di andata. E poi, ovviamente, è la squadra dove una palleggiatrice made in Palafiom, Paola Marcianò, sta compiendo progressi notevoli e sta dimostrando di essere anche brava.

  Ho assistito a due partite della Tempesta (mezza+una+mezza = due), ne seguo i risultati e mi sono fatto una mia idea. Uno degli sponsor della Tempesta è la catena di supermercati “Acqua & Sapone”. Mai abbinamento fu più adatto. La Tempesta mi sembra, infatti, una squadra di brave piccine, molto giovani, il cui approccio con le partite è fondato sulla serenità. Sembrano consapevoli dei propri limiti tecnici (sono brave, per carità, ma non puntano a vincere il campionato), ma proprio per questo scendono sul parquet senza grandi pretese ma anche senza lasciare nulla di intentato. Fanno la loro buona partita, senza angosce e senza stress. Quando l’avversario le mette sotto, subiscono pazientemente senza scomporsi, in una sorta di ritirata strategica, ma al momento buono riescono a cogliere tutte le opportunità che l’incontro presenta loro. Io credo e spero che l’obiettivo della salvezza sarà raggiunto.

Ovviamente non posso esimermi dal salutare il signor Cirillo (quanto ci manca...) e Alessandra (che ci ha regalato tanta bravura, tante schiacciate e tanta simpatia).

Un saluto all’AZZURRA LECCE, squadra che abbiamo affrontato alla prima di campionato. C’è stato uno scambio di “visite di cortesia telematiche” e soprattutto uno scambio di apprezzamenti e di incoraggiamenti. Non lo so perché, ma è successo e mi fa piacere. Mi colpì il clima che trovammo nella palestra leccese: gente di tutte le età, molti bambini, una signora con il chador, tutti attirati dalla passione per il volley e nessun disturbo arrecato al nostro tifo. L’Azzurra, peraltro, persegue anche finalità sociali essendo nata nel 1985 in un quartiere periferico di Lecce come luogo di aggregazione sano per i ragazzi.

“Ogni volta che entrerete in casa Azzurra sarete ospiti e come tali sarete trattati e sarà un piacere essere trattati da ospiti ogni volta che ci troveremo in trasferta... è questo il vero volley e il piacere di un mondo speciale!!!!” - scrive l’allenatore dell’Azzurra. Come non condividere? A Taranto, proprio sabato prossimo, bisogna ricambiare quest’ospitalità anche se sul parquet – come è giusto che sia – sarà battaglia.

Altra nota di merito. Io non è che voglia sembrare un maniaco, però a Lecce fui costretto a sedermi dietro una delle due linee di fondo. Là stavano le sedie e non si poteva fare altrimenti; la signora Elisabetta mi è testimone. Quando uno che è “alto” 1,65 è seduto e davanti a lui si presentano per effettuare il servizio, a un metro di distanza e dandogli... le spalle, ragazze alte 1,80, cosa viene a trovarsi proprio davanti agli occhi della persona seduta? Beh, devo dire che anche da questo di vista, le leccesi e le tarantine sono accomunate da ottimi... stati di forma. Tonici, equilibrati e senza un centimetro quadrato di cellulite.

 

Last but non least, un saluto anche ad un’altra squadra di Lecce, la SERAFINO VIAGGI VOLLEY, 2^ divisione locale. Per noi è una squadra sconosciuta, ma rende agli appassionati pugliesi un “servizio pubblico” estremamente prezioso: il sito www.forzaragazze.it, una sorta di documentatissimo notiziario della pallavolo regionale. Inoltre va apprezzata la filosofia della squadra e della web-master (anche se quest’ultima mi censura sempre alcune parti delle cronache della Palafiom che invio settimanalmente...):

 

“Forzaragazze.it nasce fondalmente da un’idea: che lo sport sia un gioco e che come tale dovrebbe essere sempre considerato. (...)

Pensiamo, e forse siamo un po’ matti, che lo sport non sia sinonimo di denaro, corruzione, violenza psicologica... (...)

Non siamo campioni, e non ci importa di esserlo. Vogliamo divertirci e divertirvi.

Vogliamo creare un luogo dove incontrarsi, giocare e, sì, vincere. Perché noi abbiamo un’anima”.

        Può sembrare contraddittorio che proprio io sottoscriva tale filosofia dopo aver riempito di osservazioni maligne questo blog riferendomi, in particolare, ad alcune squadre della provincia di Taranto, zona centro-occidentale. Ma, in fondo, come ho già spiegato, lo faccio solo per alimentare il gusto della satira e del sarcasmo, senza alcun sentimento di odio verso nessuno. Si fa per riderci sopra, via!

In fondo.

Tornando alla Serafino Viaggi Volley, aggiungo che hanno invitato la Palafiom ed il sottoscritto a giocare un’amichevole (solo la Palafiom) con seguito di pizza e birra (la Palafiom ed il sottoscritto). Aggiungo anche, per concludere, che a metà ottobre la Serafino Viaggi Volley ha avuto l’opportunità di passare in 1^ divisione grazie ad un ripescaggio, ma la società ha rinunciato perché la promozione vogliono conquistarla e festeggiarla sul campo.

Complimenti, questo è sport.

 

NOTE:

Le foto sono tratte da: www.lucyblade.splinder.com (allenamento della SiliconVolley), www.pallavolomartina.it (Pallavolo Martina), www.azzurravolleyteam.it (Azzurra Lecce), www.forzaragazze.it (Serafino Viaggi Volley).

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San Giorgio Jonico-Palafiom Taranto 3-2

di skanderbeg69 (17/12/2006 - 18:02)


Sabato 16 dicembre 2006, ore 19.00

San Giorgio Jonico, secondo derby provinciale di questo campionato. Il precedente derby della Volleyball Players con la Tempesta è stato piuttosto travagliato. Il primo set si è giocato a San Giorgio, poi il parquet si è fatto scivoloso (secondo me è coach Lafratta che si porta l’umidità appresso; anche nella partita con la Palafiom c’erano problemi dello stesso tipo dalle parti della sua panchina) e le squadre si sono trasferite in una palestra di Grottaglie per continuare la partita.

Un dirigente del San Giorgio, inoltre, tempo fa è stato sospeso “da ogni attività federale fino al 22 novembre 2006” per avere, in un precedente incontro, rivolto frasi minacciose durante la gara ed offensive alla fine della partita.

La squalifica di un allenatore o di un atleta la posso capire, ma non ho mai capito quale danno derivi ad una squadra dalla “sospensione da ogni attività federale” di un dirigente. In cosa consiste concretamente “l’attività federale”? Alla fine il problema è che bisogna trovare un altro segnapunti?

In tale occasione il San Giorgio è stato multato, per la sospensione del dirigente, anche di 26 euro. Io al posto suo mi sarei offeso: Tuglie è stata multata di 30 euro per lo scoppio di un petardo; che cavolo, un dirigente vale 4 euro in meno di un petardo?

Comunque, spero di non leggere mai sui comunicati FIPAV di multe alla Palafiom per uso improprio di trombette. Non dovrebbe accadere visto che la uso soltanto per i punti realizzati dalle tarantine e mai per gli errori delle avversarie. Tranne rare eccezioni. Ma, come dice Silvia, ogni tanto si incontra qualche arbitro “con le crisi ormonali”.

Le ragazze locali sono a metà classifica: 4 vittorie, 5 sconfitte. Con le grandi sino ad ora non hanno brillato, ma non vanno prese sotto gamba. Anche in trasferta qualche soddisfazione se la sono presa.

La scuola è intitolata a Maria Pia, come quella della Tempesta. Forse Maria Pia di Savoia giocava nella nazionale di pallavolo di fine Ottocento.
        La struttura tensostatica di San Giorgio colpisce per le sue dimensioni: sembra la palestra di Big Jim; sembra di stare dentro una tenda ad igloo da campeggio. Ma non sarà questo il vero problema.

Primo set.

I veri problemi, tanto per cominciare, stanno nelle braccia e soprattutto nella testa della Palafiom. L’avvio di partita è raccapricciante: 0-6 in favore delle locali. Le azzurre sembrano completamente addormentate. Sul piano fisico le uniche preoccupazioni riguardano la caviglia di Alessandra e la schiena di Roberta; ma è con la testa che non ci siamo. Michela mette un pallone a terra, Silvia si dà da fare sotto rete, ma stiamo giocando uno dei peggiori parziali del campionato: 8-12.

Siedo accanto al signor Moro. Per un quarto d’ora non riusciamo a pronunciare una parola, allibiti per questa prestazione sconcertante quanto inattesa.

Le avversarie, di contro, sono in forma. Tra le loro fila ci sono due Titti. La prima è un peluche (il celebre canarino di Gatto Silvestro) che una giocatrice sangiorgese si porta in panchina come portafortuna; la seconda Titti è l’alzatrice. Piccolina di statura ma molto elegante e rapida nei movimenti; vederla giocare è davvero un piacere per un tifoso della pallavolo. Per un tifoso della Palafiom un po’ meno. Una sua perfida palla lunga aumenta il vantaggio: 8-14.

Coach Presta chiama il time-out, poi, a seguito di uno scivolone di Silvia, richiama anche l’attenzione degli arbitri: il parquet è in condizioni scandalose e “non c’è neanche un asciugamano!” E’ vero: per quanto è umido, le ragazze possono specchiarsi sul terreno come Narciso, compiacendosi del proprio aspetto ma non certo della propria prestazione.

Anche la parte superiore della tensostruttura è completamente bagnata a dimostrazione del tasso di umidità. Ciò non toglie che la Palafiom stia giocando male e che il vantaggio del San Giorgio sia meritato a prescindere. 

      Sonia tenta di tenere a galla (...è il caso di dire) la squadra, poi un muro delle tarantine finisce sull’arbitra (12-20). Nulla di personale.

Un ace di Clara e un primo tempo di Rossella tengono accesa la speranza (15-22), poi la manduriana sbaglia il servizio. Punto di Silvia e perentoria replica di un’attaccante sangiorgese (17-24). La Palafiom reagisce, Sonia trova un buco nella difesa gialloblù annullando la seconda delle sei palle-set delle locali, ma uno scivolone di Clara chiude il primo parziale sul 19-25. La nostra schiacciatrice rischia anche di farsi male e non è certo tipa da fare sceneggiate.

Interruzione.

Il set è andato, ma adesso si aprono le discussioni in campo e fuori. Rosy del San Giorgio perlustra il parquet, lo reputa in buone condizioni e si rivolge ai propri tifosi: “Dove cazzo si scivola?!”

Ma prima di tesserarvi alla FIPAV seguite tutte un corso di galateo?

Le giocatrici mi ricordano le guide degli scout: ragazze educatissime e di sani principi che sul parquet o in campeggio si trasformano e jastèmano senza interruzioni. Non era quello che volevano De Coubertin e Baden-Powell...

Le ragazze si rivestono, gli arbitri spariscono e i tifosi si scaldano. Quelli del San Giorgio ritengono che le tarantine facciano del vittimismo; Paolo Leone dedica agli arbitri parole di stima.

Beh, non ha detto proprio così...

Intanto entrano pure le filippine, che non sono giocatrici straniere ma fredde correnti d’aria.

Gli arbitri hanno deciso: in questa palestra non si può continuare; la partita prosegue a Pulsano nel Palasport di via Lupara. Un indirizzo interessante.

Stavo giusto chiedendomi cosa scrivere nel blog dopo un set talmente grigio per la Palafiom; adesso la serata può diventare un romanzo.

San Giorgio si porta a Pulsano il set vinto (meritatamente, al di là del parquet vergognoso) e il pupazzo di peluche di Titti il canarino. Lo porta con sé una bella ragazzona della squadra locale, alta e matura, che rinuncerebbe al borsone ma non al pupazzo. Cosa non produce la scaramanzia nel mondo dello sport...

Sul versante della Palafiom, Rossella, mettendosi alla guida della propria autovettura, propone alle compagne un programma alternativo alla partita che qui preferisco non ripetere al fine di tutelare la stabilità della relazione di coppia della nostra centrale. In effetti, dagli spalti avevamo avuto l’impressione che le ragazze fossero distratte stasera, ma non pensavamo che la causa fosse quella espressa dalla ragazza manduriana.

Mi dirigo a Pulsano con il signor Certa. C’è anche la nebbia. Il padre della nostra palleggiatrice ha l’impressione di partecipare ad una caccia al tesoro, anche perché il mio intuito ci depista conducendoci nella struttura tensostatica di una scuola che non c’entra niente.

Al Palazzetto dello Sport si sta giocando una partita di serie D maschile: Amatori Pulsano-Stilcasa Taviano. Chissà cosa avranno pensato i ragazzi quando improvvisamente, tra il secondo e il terzo set, gli spalti si sono riempiti di gente.

Ne approfitto per farmi raccontare cosa è successo a Ugento: Desiree è stata colpita al volto dal pezzo di un’asta di legno di una bandiera leccese. Pare che non si sia fatto neanche risparmio di sputi, ma mi auguro che non sia questa la ragione per cui la giovane atleta della Palafiom abbia adesso i capelli stirati.

Pulsano vince 3-1 e scendono in campo le ragazze per il riscaldamento. Quello fatto a San Giorgio non vale; si ricomincia daccapo. Solo il set fatto vale, purtroppo.

Improvvisamente se ne va la luce. Dopo il parquet impraticabile, la nebbia e le tenebre, mancano solo un terremoto, un attentato terroristico e l’invasione di cavallette per completare la rassegna di calamità.
       Se le ragazze sono divertite dall’improvviso black-out, le mie preoccupazioni in quel momento sono rivolte al signor Certa che era andato al gabinetto. Avrà fatto in tempo a terminare prima dell’interruzione della corrente? Nonostante il buio, sarà stato preciso come, in altri settori, è precisa la figlia?

Secondo set.

La Palafiom sembra più determinata: due bei colpi di Sonia, un ace di Michela ed un altro punto frutto di un servizio pesante del nostro martello sono quasi speculari al primo set disputato a San Giorgio: partiamo da 5-0. Ma le giallo-blù, sebbene un po’ contrariate dalle peregrinazioni che stanno caratterizzando il loro campionato, non mollano (5-3, 7-5, 9-6). Dopo un bel punto di Clara, Titti-alzatrice mette a terra un secondo tempo “spinto”, più forzato rispetto ai morbidi pallonetti di Alessandra (9-8). Simona Mucci, la numero 10, sta sprecando i propri turni in battuta con degli errori che sono una manna dal cielo. Quando la palla non va in rete, infatti, i suoi servizi sono tesi, micidiali e ci hanno già causato tanti problemi. Ma adesso la Palafiom sta iniziando a giocare da Palafiom: muro di Silvia, attacco di Michela, primo tempo di Silvia (13-10). E’ il momento di Clara Clemente: tre punti consecutivi, uno più bello ed importante dell’altro. Il terzo, un pallonetto, ci porta sul 17-12.

Rossella, che alla fine è venuta a giocare, mette a terra uno dei suoi primi tempi soft (20-14), ace di Clara, punto di Michela (22-15) e chiusura del set di Silvia, anche oggi molto reattiva: primo tempo heavy e set-point (25-16).

Terzo set.

Bene, ora dove si va per il terzo set? Continua la caccia al tesoro?

No, si rimane a Pulsano.

La Palafiom sembra aver risolto i propri problemi. Alessandra non è brillante come al solito ma è giustificata dal certificato medico e comunque sta distribuendo bene i palloni; Roberta, dopo un primo parziale da dimenticare, sta ricevendo come si deve; bene le altre. Solo Michela è al di sotto dei suoi ottimi standard abituali.

Il terzo set è molto equilibrato; le squadre si scambiano la posizione di vantaggio e comunque non ci si stacca di più di due punti. A parte alcuni cali da parte di entrambe le formazioni, si gioca anche a buon livello. Alcuni scambi esaltano il talento delle giocatrici e tengono il pubblico con il fiato sospeso. Adesso è una bella partita.

San Giorgio allunga sul 4-6 ma Silvia riporta l’incontro in parità. Ace di Michela (9-8) ed errori delle giallo-blù (13-11). Simona Mucci continua sbagliare battute, ma le “locali” pareggiano (14-14) e sorpassano (16-18). Il vantaggio aumenta perché Michela ha tirato fuori, ma gli arbitri non hanno rilevato un presunto tocco del muro sangiorgese. La laterale, comunque, non spreca i miracoli compiuti dalla nostra difesa (18-20) e un muro di Sonia riporta la Palafiom a ridosso del San Giorgio. E’ una fase delicata. Altri miracoli in difesa ma non bastano (19-21) finché non è lo stesso San Giorgio a darci una mano: una serie di doppie e di errori in attacco inchiodano le giallo-blù sui 21 punti e facilitano la rimonta delle azzurre (25-21).

Le nostre avversarie hanno risentito maggiormente del cambio di fuso orario.

Quarto set.

La Mucci riprende a servire pericolosamente, ma rimedia Clara in attacco e a muro (3-2). Il signor Certa percepisce una doppia della figlia che l’arbitro ed il sottoscritto non avevano notato (4-3). Se n’è accorto dal rumore. Solo un padre può avere questa sensibilità.

Il papà di Alessandra ha anche notato fra il pubblico, sia a San Giorgio che a Pulsano, un misterioso personaggio che prende appunti. Ha una ventiquattrore. E’ un giornalista? Un ispettore FIPAV? Un agente dell’ex-KGB con dosi di Polonio?

Michela non sta giocando la sua migliore partita; il clima natalizio la induce a regalare al San Giorgio le ottime ricezioni che sta confezionando Roberta. Parità: 6-6. Le due squadre stanno ancora offrendo emozioni al pubblico con scambi avvincenti. Muro di San Giorgio (7-8), primo tempo heavy anche da parte di Rossella (10-11), pallonetto della squadra delle due Titti (11-13), muro di Michela (13-13), diagonale sangiorgese fischiata fuori erroneamente (14-13). Secondo il presidente Urago era dentro di 30 centimetri, ma l’arbitro è troppo lontano e non possiamo avvertirlo...

Pallonetto di Rossella e punto-culo di Michela facilitato dal nastro (17-14).

Sembra fatta; la Palafiom ha raddrizzato la partita e sta per portarsi a casa l’intera posta. Non è una squadra “cannibale” nonostante le cifre che attestano 9 vittorie su 9 partite. Accanto a prestazioni eccellenti (Lecce, San Pietro Vernotico, Nardò, Ugento) c’è stata spesso sofferenza anche contro avversarie sulla carta più modeste. Ma c’è stata sempre la capacità di rimediare con un po’ di cinismo dove non arrivavano il cuore e la tecnica (Putignano, Ceglie, Tempesta) e con tanto cuore quando le circostanze erano avverse (Trepuzzi, Oria). L’alternanza di questi fattori ha tenuto in vetta la Palafiom. Sugli spalti siamo convinti che sia soltanto la discontinuità a frenare il potenziale enorme di queste fantastiche ragazze.

Stasera c’è stata la sofferenza del primo set, ma anche il cuore e la tecnica (non proprio scaraventati in campo, ma versati con un dosaggio che sembra accettabile) per rimediare. Questo pensiamo.

E invece no. Stasera qualcosa va storto e solo coach Presta potrà capire cosa è successo nella testa e nelle braccia delle atlete. Quando tutti ci aspettiamo l’allungo finale, passa San Giorgio.

Si parte dal 17-17. Doppia delle “locali” (18-17), punto di Silvia (19-18), punto di Clara (21-20), ma le giallo-blù pareggiano sempre. Poi Michela sbaglia la ricezione (21-22), San Giorgio attacca efficacemente (21-23), Alessandra tocca male e la doppia questa volta la coglie anche l’arbitro (21-24). Clara tira fuori l’ultimo punto (21-25).

Parità nei set (2-2) e secondo punto perso dall’inizio del campionato, ancora contro una squadra tarantina. Questa Palafiom ha il mal di derby.

Tie-break.

Sono le 22.30. Facciamo presto ché forse Desiree ha la “ritirata”.

Faremo mezzanotte al Palasport di Pulsano? Vedremo sorgere l’alba? Festeggeremo qui il Capodanno?

Il primo a cedere è il signor Leone: non proprio addormentato, ma certamente molto dimesso.

L’importante è che non si (ri)addormentino le nostre ragazze.

La Mucci perfora il muro, ma recuperiamo con un pallonetto di Clara, veramente brava stasera (3-2). Marcello parla a lungo con Roberta e l’impressione da lontano è che non le stia rivolgendo dei complimenti. Ace della schiacciatrice sangiorgese (3-4), ma rimedia Sonia con buoni interventi difensivi ed attacchi degni di lei (7-6).

E’ il momento di Michela (8-6). San Giorgio compie miracoli difensivi, attacca bene e manda un servizio fuori (10-8). Brava anche Roberta in ricezione ma non basta (10-9), ancora Michela (11-9) ed altro pallone sulla rete da parte delle sangiorgesi (12-9).

Mancano tre punti, ma adesso San Giorgio in attacco non sbaglia più: due schiacciate perentorie ed un mani-fuori (12-12). Clara prova ancora a salvarci (13-12). Invano. Attacco dentro di San Giorgio (13-13), attacco a rete di Sonia (13-14) ed errore decisivo di Clara (13-15).


Abbiamo perso.

Com’è amaro il sapore della sconfitta. Non lo assaggiavamo dal giugno scorso, dalla partita ad Aci Castello. E dovremo tenercelo fino alla befana perché adesso c’è la pausa natalizia.

Non possiamo più eguagliare il record di imbattibilità del Massafra.

Sconfortati, diamo un’occhiata agli altri campi: Tuglie ha battuto Nardò 3-0, Oria ha conquistato tre punti a Torre Santa Susanna (0-3), San Pietro Vernotico ha sconfitto per 3-1 la Tempesta (che rompe i coglioni a tutti ma i punti li toglie solo a noi...! Ha ragione Marcello).

Sorpresa a Putignano, dove l’Ugento ha perso 3-0. Così imparano a lanciare bastoni a ragazze innocenti.

Classifica:

 

Tuglie                       29

Palafiom Taranto    27

Oria                           25

S.Pietro Vernotico   22

Ugento                      17

San Giorgio              14

Lecce                         13

Nardò                        13

Tempesta Taranto   12

Putignano                 12

Corsano                       9

Ceglie                          9

Trepuzzi                     8

Torre S.Susanna         0

 

Pazienza; si vince e si perde. C’è poco da maledire. Il parquet del Maria Pia era inadeguato (ed è grave che sia già la seconda volta) ma non è stata quella la ragione della sconfitta al primo set. San Giorgio ha disputato una bella partita per tecnica e per carattere. Anche le ragazze della Palafiom, a parte il primo set, si sono impegnate, ma è mancato qualcosa.

    “Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità” diceva don Tonino Bello. [1]

Scopriamo dov’è ‘stu fiammifero, accendiamolo e torniamo a percorrere un sentiero illuminato dalla bravura di coach, atlete e società.

 

Comunque la Palafiom è seconda e il Manfredonia è terzo nell’altro girone. Stando così le cose, un motivo di consolazione ci sarebbe anche nei play-off, almeno per me...

E una buona notizia c’è anche oggi: la Pallavolo Martina ha sconfitto per 3-1 la Mondial Volley di... chi sappiamo noi. Brava Fifì!

 

NOTE:

(1) BELLO, T., Alla finestra la speranza. Lettere di un vescovo, Edizioni San Paolo, Torino, 2004 (15^ ediz.), pag. 28.

La foto di don Tonino Bello è tratta da www.mariadinazareth.it.

 

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Palafiom Taranto-Tuglie 3-0

di skanderbeg69 (09/10/2006 - 21:22)


Play-off - Gara 3, Sabato 27 maggio 2006- ore 17.00

Pensandoci bene, è proprio opportuno che la Palafiom vada in serie B2?

Di solito le squadre che vengono promosse nella serie superiore (o che retrocedono in quella inferiore) devono adattare l’organico alla nuova categoria cedendo giocatrici e acquistandone di nuove. Ma la Palafiom non deve cambiare; voglio che restino le stesse giocatrici, dalla prima all’ultima. Ormai mi sono affezionato.

Servono soltanto alcuni correttivi: Erika De Nardo dal carcere di Brescia per accoltellare le avversarie negli spogliatoi, Fifì dal Martina per risparmiarmi la necessità di diventare ubiquo e magari la numero 14 del Manfredonia, la superbonazza, per alzare il muro e per alzare il livello estetico della squadra (comunque già alto). Ma nessuna deve essere ceduta.

Sabato 27 maggio si gioca la bella con il Salus Camilli Tuglie.

Le condizioni di salute delle tarantine sono migliorate: Alessandra Certa sta bene (e smentisce di aver preso un’insolazione); Michela pure, a parte la pigmentazione della pelle che continua a subire il processo inverso a quello di Michael Jackson.

C’è Silvia al posto di Ida dal primo minuto.

Alcuni tifosi tugliesi hanno accompagnato la propria squadra portando striscione e tamburi. Pur essendo in minoranza, fanno molto baccano. Il pubblico – duole riconoscerlo – è uno dei punti deboli della Palafiom. Chi viene a vedere le partite fa il suo dovere, ma non siamo molto attrezzati.

Nel primo set le salentine valorizzano le loro migliori risorse: un muro molto efficace e soprattutto una ricezione notevole. In più il killer Albino del "Salus... Dei" sta picchiando forte. Passano subito in vantaggio e sembrano intenzionate a farci passare un brutto pomeriggio. Ma la Palafiom gioca bene e non si lascia impressionare: dal 13-17 rimonta sino al 19-18. Un ace di Alessandra Certa (non sarà l’unico della serata) e gli attacchi di Michela e di Ivana chiudono la prima frazione di gioco: 25-22.

Nel secondo set Taranto gioca ottimamente e le ospiti commettono una serie di errori insoliti. E’ l’unico set in cui il loro muro appare fragile e la ricezione non fa miracoli. Non c’è storia: 25-15. Siamo in vantaggio di due set a zero.

Forse la Palafiom crede di aver già vinto la partita; troppi sorrisi tra il secondo e il terzo set, troppo appagamento. Forse, semplicemente, Tuglie riprende a giocare bene. La loro bravura in ricezione è irritante: hanno calamite nelle mani. Si portano in vantaggio per 12-8.

Almeno credo. Il segnapunti artigianale della scuola “Alfieri”, infatti, è coperto da una transenna e tutte le volte che c’è un time-out i tifosi invadono il parquet per poter verificare il punteggio.

Taranto rimonta e un bell’ace di Clara, oggi fenomenale, ci riporta in parità: 13-13.

E’ il momento dell’abituale tiro al lampadario di Michela: 13-14.

Si gioca punto su punto. Durante una fase di gioco le ragazze fanno un po’ di confusione in campo e coach Presta vorrebbe sbranarle se questo non fosse contrario al regolamento e al galateo.

Stiamo per entrare nella fase più delicata del set; stiamo per vivere emozioni indimenticabili, degne di Italia-Germania 4-3.

Quando Alessandra Passaro va in battuta, faccio una riflessione.

Ogni tanto le pallavoliste compiono un gesto che trovo piuttosto repellente: piegano il ginocchio portando il piede all’altezza del culo e si strusciano la mano sulla suola della scarpa, cioè la parte che poggia sul terreno pieno di muscitìe e di batteri.

L’opposto israeliano della Magna Grecia, Danny Friedman, lo faceva sistematicamente prima di effettuare il servizio; pensavo che fosse una specie di rituale personale. A giudicare dalla frequenza con cui lo fanno anche le ragazze, presumo invece che tale gesto abbia una qualche funzionalità. Forse si asciugano sulla suola le mani sudate. Lo fa spesso Simona (ma la mamma, interpellata, non sa dare una spiegazione); lo fa sempre Alessandra Passaro.

Sarà anche utile, ma resta un certo schifo. E se, venendo in palestra prima della partita, hanno calpestato una cacata di cane?

Ecco perché a fine partita fanno il giro del campo e “danno il cinque” ai tifosi: ci scaricano tutti i germi che hanno raccolto dalle scarpe nel corso dell’incontro (ma noi tifosi li accettiamo volentieri; da loro questo ed altro).

Comunque sia, il turno in servizio di Alessandra è efficace come al solito: 17-16, sorpasso. Schiacciata di Ivana che buca il muro tugliese (19-18) e poi – finalmente – un bel muro delle rossoblù (Clara, nello specifico): 20-18.

“Rossoblù”, veramente, è un termine che usano i tifosi, ma le maglie sono completamente blù con i numeri bianchi. Persino lo sponsor è quasi illeggibile; “Honda La Semauto” è stata presa per il culo per l’intera stagione.

Gli unici puntini rossi si trovano sulla maglia di Alessandra Certa, poco sotto l’ascella sinistra. Saranno macchie di sugo? O forse anche la sua maglia si è presa un’insolazione al mare?

Torniamo al finale del terzo set. Punto di Tuglie evitabile (20-19). Coach Presta se la prende con Ivana, Ivana manda affanculo coach Presta, coach Presta guarda brutto Ivana.

Rimedia la nostra palleggiatrice con un bel muro a uno (oggi Alessandra ha fatto di tutto): 22-20. Manca poco al traguardo, ma improvvisamente tutto si complica: le salentine si portano sul 22-22 e poi Silvia spara un pallone fuori. Un errore pesante dopo una partita ammirevole; peccato.

Alessandra Passaro, da posizione difficilissima, riesce ad infilare una splendida diagonale e siamo di nuovo pari: 23-23.

Urago, fai venire l’unità di rianimazione cardio-respiratoria!

Le tarantine si impappinano nuovamente (24-25) e Tuglie ha una prima palla-set che viene annullata da un muro di Michela.

Quanto sono brave queste ragazze! Come fanno a reggere questa tensione ed a trattare con abilità palloni che scottano?</