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Il derby della Murgia

di skanderbeg69 (23/01/2007 - 14:24)

     Le migliori squadre della pallavolo femminile pugliese sono la Lines Altamura e la Tena Santeramo, entrambe in serie A1.

Lines e Tena.

Assorbenti contro pannoloni... Una bella sfida.

Non oso pensare a quello che si trova nei cestini della spazzatura dei gabinetti del palazzetto dopo che si è giocato il derby.

Da quando il CRAS Basket Taranto è sponsorizzato dalla Pasta Ambra, le giocatrici rossoblù sono solite regalare a ciascuna avversaria un pacco di pasta dello sponsor prima dell’avvio di ogni incontro.

Non so se l’Altamura e il Santeramo facciano lo stesso. Domenica scorsa c'è stato lo scontro diretto; immagino la scena dello scambio dei doni:

NOTE:

La foto della  giocatrice della Lines è tratta da www.joggingvolleyaltamura.it, quella della giocatrice della Tena da www.forzaragazze.it.

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Calendari

di skanderbeg69 (29/12/2006 - 14:02)

La UISP Putignano, brillante protagonista dell’ultima giornata di campionato (3-0 all’Ugento) non è una squadra generosa soltanto in fatto di doppie (alla Palafiom ne regalò una decina); è generosa anche nel senso più nobile della parola. La società barese ha aderito ad un’iniziativa benefica dell’associazione S.ol.Co ONLUS: con un contributo di 10 euro si possono finanziare progetti di sviluppo in Africa ricevendo un bel calendario da parete. Maggiori dettagli sul sito www.solconlus.org. Se qualcuno volesse aderire, converrebbe fare un acquisto di gruppo così si ammortizzano le spese postali.

    A proposito di calendari, quest’anno la Piccinini non ha posato per Men’s Health come fece nel 2004. E’ la Cacciatori, in compenso, che ha deciso di buttare nel gabinetto un nome, un’immagine ed una gloriosa carriera per sputtanarsi sull’Isola dei morti di fama.

Un calendario per beneficenza in favore dell’Associazione Italiana Leucemie lo fecero le cestiste del CRAS nell’anno in cui avrebbero vinto lo scudetto.  Brave, quell’anno, ma non bellissime: a gennaio c’era una splendida Tiziana Cannella e quella pagina rimase appesa in ufficio fino ad agosto, il mese dell’italoamericana Teresa Palmisano, perché per il resto, salvo una sorprendente Vicky Bullett, non è che le altre fossero molto coreografiche.

Beh, io che parlo di bellezza... è come se Provenzano parlasse di legalità.

    Comunque, visto che il calendario del CRAS portò allo scudetto, forse la Palafiom potrebbe farci un pensierino. Magari è quello che chiede il fato per condurre la squadra verso i traguardi che auspichiamo...

Credo di intuire quello che sta pensando Marcello, sempre prodigo di apprezzamenti verso le atlete (E ci è ca se l’accàtt’...?!).

I ricavati delle vendite potrebbero essere devoluti per la lotta ai disturbi del colon, per la campagna internazionale contro il mal di schiena dei liberi, per l’Unione Spalle Doloranti, per la ricostruzione delle unghie delle palleggiatrici, per l’Associazione Vittime dei Falli di Rotazione...

Insomma, le giuste cause non mancano.

 

NOTE:

La foto del calendario “Africa sulla testa” è tratta da www.solconlus.org, quella di Francesca Piccinini da http://canali.libero.it, quella di Teresa Palmisano da http://teresapalmisano.tripod.com, quella di Ana Paula Mancino da www2.raisport.rai.it.

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La dura legge dell'ex

di skanderbeg69 (15/12/2006 - 08:51)

    Partendo dallo spunto delle ex-giocatrici della Palafiom nella foto ufficiale e da un recente episodio di cronaca importato dal calcio, vorrei approfondire la questione.

L’episodio di cronaca riguarda l’ex-calciatore del Taranto Luigi Panarelli, poi ingaggiato dalla Salernitana e licenziato in tronco dalla società campana.

Il difensore, al termine della partita Taranto-Salernitana di qualche giorno fa, aveva dichiarato di avere Taranto nel cuore e che sarebbe tornato a giocare volentieri con la maglia rossoblù. La Salernitana si è sentita rinnegata da un giocatore che aveva acquistato appena una settimana prima.

A parte il fatto che Panarelli è anche tarantino, la reazione della Salernitana a quella che era una semplice dichiarazione di affetto da parte del calciatore verso la città e verso la squadra in cui era cresciuto mi sembra piuttosto discutibile, anche se la questione è un po' più complessa di come l'ho sintetizzata io.

Se una pallavolista che ha giocato nella Palafiom, Paoletta poniamo, dichiarasse di sentirsi ancora legata alla ex-squadra, non solo non ci vedrei niente di male, ma si tratterebbe, anzi, di un gesto cordiale ed ammirevole.

E ponendoci dall’altra parte, non sarebbe uno scandalo né ci sentiremmo traditi – credo - se Rossella, ad esempio, fermo restando l’impegno totale ed assoluto sul parquet per i nuovi ed attuali colori, esprimesse affetto all’Oria o ad un’altra sua ex-squadra.

Un giocatore che sa esprimere simpatia e riconoscenza verso le società in cui ha militato non lo vedo come una minaccia o un infiltrato, ma come una persona in grado di stabilire una relazione significativa, che va al di là della mera prestazione tecnica, con gli ambienti che ha frequentato.

    E la cosa è reciproca. Dovrebbe cioè riguardare anche i tifosi: a me non sono mai piaciuti i fischi agli ex quando questi tornavano a giocare a Taranto da avversari (calcio, pallavolo, basket), soprattutto dopo che qui avevano lasciato bei ricordi e giocato con professionalità.
        Come si fa a fischiare la play-maker Betta Moro dopo le stagioni esaltanti trascorse a Taranto, le emozioni regalate, lo scudetto, soltanto perché scelte di vita e professionali l’hanno condotta verso una squadra concorrente? Non mi stanno bene neanche i soliti insulti a Mastrangelo, che a Taranto non ha mai giocato ma è un atleta di cui la città, o meglio la provincia, dovrebbe essere orgogliosa.

Ammetto l’eccezione soltanto nei casi in cui qualcuno si fosse macchiato di colpe gravi (partite truccate, dichiarazioni velenose, condotta discutibile, ecc.).

Credo che sia anche più rassicurante per un atleta sapere che gli incoraggiamenti sono incondizionati e non strumentali o temporanei (finché sei qui, ti sosteniamo; appena te ne vai, torni ad essere uno stronzo qualunque).

Certo, se Luana esprimesse sentimenti di affetto verso la propria ex-squadra, beh, allora il discorso cambierebbe un po’...

 

NOTE:

La foto di Luigi Panarelli è tratta da www.salernitana1919.it.

La foto di Betta Moro è tratta da www.familabasket.it

La foto di Luigi Mastrangelo è tratta da www.comune.mottola.ta.it

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L'estate 2006

di skanderbeg69 (09/10/2006 - 21:42)

Prima di presentare la nuova stagione, facciamo un passo indietro.

Ad Aci Castello, nella final four interregionale per l’accesso in B2, la Palafiom è caduta soltanto all’ultimo ostacolo e non prima di aver fatto soffrire le padrone di casa vincendo il primo set e portando ai vantaggi quello conclusivo (28-30). Chissà quanto abbia influito il fattore campo. Chissà se in Puglia le cose sarebbero andate diversamente.


A proposito di campi, la “squadra-ammiraglia” della pallovolo jonica, la Prisma, ha riconquistato la serie A1 maschile, ma dissensi con il CONI in merito alla gestione degli spazi pubblicitari del Palamazzola hanno indotto la società ad eleggere quale terreno di gioco il Palafiom.

Tutto sommato, non è una novità; il palazzetto di via Golfo di Taranto è la tana storica della squadra di Bongiovanni e della Zelatore. Per certi versi è anche una tana più calorosa ed avvolgente. Quando vivevo a Vicenza, i giornali locali temevano le trasferte a Taranto dello Schio e del Montecchio e descrivevano il palazzetto con termini apocalittici (bolgia, catino infernale...).

Dal canto suo, Nino Molino, l’ex-allenatore del CRAS Basket, inserì anche il trasferimento dal piccolo Tursport al nuovo Palamazzola tra i fattori che avevano limitato il rendimento della sua squadra in una stagione un po’ sfortunata, la prima disputata nell’impianto di via Cesare Battisti.

La qual cosa è un po’ paradossale. Per decenni abbiamo atteso un vero palazzetto dello sport e adesso che ce l’abbiamo (ed è pure molto bello) non possiamo usarlo perché costa troppo o risulta asettico.
         Non essendo proponibile uno scambio tra la Prisma e la società di Urago (Palafiom al Palafiom e Prisma all'Alfieri...), ci toccherà un’altra stagione in quella palestra da vomito, la cui unica virtù è di essere vicina a casa mia.

Ad Aci Castello ha giocato anche Paola Marcianò.

In pratica non era la facilità o la difficoltà di un incontro, né erano le condizioni di salute della palleggiatrice titolare a determinare la scelta di far giocare Paola. Ormai il criterio dell’allenatore Presta appare chiaro: la faceva giocare soltanto nelle partite alle quali non assististevo io. Per dispetto a me.

Il presidente Urago in piena estate si è recato in Israele in qualità di direttore generale dell’ASL. Doveva studiare le metodologie di intervento nel pronto soccorso del Maghen David Adom. Periodo migliore non poteva scegliere: si è trovato giusto durante la pioggia di missili hezbollah che per la prima volta hanno colpito Haifa e si sono avvicinati pericolosamente a Tel Aviv. Ed hanno quindi attivato intensamente i servizi sanitari d’emergenza locali.

Si sarà ricordato anche della Palafiom durante il viaggio di lavoro in Israele?

 

La nazionale di calcio ha vinto l’unico Mondiale che, secondo me, sarebbe stato meglio non vincere. Hanno vinto giocatori che facevano scommesse (legali ma immorali) da mezzo milione di euro a botta, giocatori che ridacchiavano mentre si facevano filmare con le flebo (altrettanto legali, ma – come dice giustamente l’allenatore Zdenek Zeman – le flebo dovrebbero farle i malati negli ospedali, non gli atleti sani) (1), allenatori invischiati con strane società di procuratori sportivi ed una Federazione marcia da capo a piedi. Per fortuna non c’è stato il colpo di spugna celebrativo, ma sono rimaste esecutive le (blande) condanne della giustizia sportiva.

L’unico motivo per cui sarei tentato di appassionarmi nuovamente al calcio sarebbe la soddisfazione, attesa una vita, di vedere la Juventus in serie B.


NOTE:

(1) Cfr. BEHA, O., DI CARO, A., Indagine sul calcio, Rizzoli, Milano, 2006, pag. 497.
 
La foto dei play-off è tratta dal sito www.ascaspisacane.it (Sapri Volley)

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