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Come d'incanto

di skanderbeg69 (11/05/2008 - 18:16)

Francioso santa subito.

Non tanto per aver offerto, con le sue schiacciate, un contributo decisivo alla vittoria della Coppa d’Oro per la sua Azzurra Molfetta.

Anzi, ad essere sincero, prima della partita io speravo in una vittoria del Tuglie.

Francioso santa subito per altri motivi. Lei li conosce.

Si sostituisca il patrono di Taranto con questa giocatrice; venga  portata in processione lungo il canale navigabile.

Era dal 17 maggio 2006 che attendevo questo momento. Ormai iniziavo a dubitare dei miei stessi ricordi, iniziavo a credere che quella della palestra dell’Alfieri fosse stata una visione.

Quello fu, in verità, un incontro ricco di visioni paradisiache, alcune delle quali si sarebbero poi materializzate nei mesi seguenti dandomi conferma che si trattava di persone in carne ed ossa.

Ma non la visione più incantevole.

Avevo perso ogni speranza; credevo che fosse stata un’apparizione metafisica, uno scherzo della mente e della memoria, finché ieri sera è finalmente ricomparsa nel suo immutato splendore.

E poi la Francioso ha fatto quello per cui le sarò grato per tutta la vita.

Avrei dovuto predisporre una cronaca della partita, ma non posso. La mente era in subbuglio e conservo solo ricordi frammentari.

Prima di entrare nel bel palazzetto di Gioia del Colle, quando cioè ero ancora lucido, ho notato la scritta che ho fotografato e che mostro di seguito:

La Palafiom giocò a Gioia tre anni fa. Michela c’era. Ne sa niente di questa scritta...?

Passiamo ai ricordi frammentari, cominciando dalla Coppa d’Argento (Bisceglie contro Corsano; mi pare che abbia vinto il Bisceglie).

Anche il Corsano, al pari del Trani, ha un motivational counselor.

Katia Accogli in serie D è stato un crimine contro l’umanità.

Coppa d’Oro.

Sugli spalti, in rappresentanza della serie B1, c’è Paola Cesario, che però non ha voluto raccontarmi un segreto. Una rettifica, più che altro.

La signora Matera ha dato uno schiaffetto ad una sua giocatrice. Forse è quello di cui avrei avuto bisogno anch’io per rinvenire.

Comunque, l’allenatrice dell’Azzurra Molfetta mi sembra una donna precisa: quando fornisce spiegazioni alle proprie atlete è esaustiva ed anche se il gioco riprende, lei prosegue finché non completa il concetto.

Dall’altra parte, invece, Scanferlato è il solito vulcano in eruzione.

La panchina del Tuglie è caratterizzata dalla serenità grazie ai perenni sorrisi di una giocatrice. Dovrebbe essere sempre così.

Non riesco ad interpretare il tatuaggio sul braccio della Isceri. Così, da lontano, mi sembra una macchia del test Rorschach.

L'incontro è spettacolare. Due belle squadre, complimenti.

La Coppa d’Oro l’ha vinta l’Azzurra Molfetta dopo una partita troppo breve. Bisogna cambiare il regolamento: almeno nove set su diciassette ed abolizione del rally point system. Perché questa partita è già finita? Perché dobbiamo lasciare questo palazzetto?

 “E’ uno di quei momenti perfetti della vita, quelli che vorresti fermare e mettere da parte, tenere sempre in tasca e portarti dietro per l’inverno dell’anima”. [1]

Ultima osservazione. Quando la Palafiom contese il trofeo regionale al Manfredonia l’anno scorso c’era soltanto la coppa per i vincitori; ieri c’era anche quella per la squadra sconfitta.

Cos'è quest'ingiustizia? Ora vogliamo gli arretrati.

 

NOTE:

(1) BANDINI, G., Il bacio della tarantola, Newton Compton, Roma, 2006, pag. 132.

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Corsano-Palafiom Taranto 1-3

di skanderbeg69 (22/04/2007 - 18:55)

Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia

per conquistar la pace, per liberar l’Italia;

scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;

evviva Palafiom! E’ festa d’aprile. [1]

 

Sabato 21 aprile 2007, ore 19.00

    Corsano. Viaggio al termine del Salento. E del campionato. Quella che sulla carta potrebbe sembrare una partita facile, sarà invece l’ennesima battaglia di fine campionato perché la posta in palio, sebbene diversa per le due squadre, è dannatamente importante per entrambe.

La mia patologia al volante mi induce a scegliere un percorso alternativo, che si rivelerà ricco di suggestioni, come questa terra.

“Il paesaggio è diverso, più forte. Un intrico di muretti a secco, fichi, olivi e cactus. E campi di terra rossa, rosso sangue, che quella dei campi da tennis al confronto impallidisce”. [2]

Mi fermo ad un passaggio a livello perché sta passando un trenino delle epiche Ferrovie Sud Est. Sul muro di un casolare c’è una scritta: “Niente è impossibile”. Sarà una di quelle scritte utilizzate dagli spacciatori per segnalare la presenza, ma non importa; conta il messaggio.

Passo da Cutrofiano, dove la Magna Grecia conquistò la prima serie A1 (io c’ero). A meno di dieci chilometri c’è Galatina con la sua chiesa dei Santi Pietro e Paolo ed i riti delle tarantate del 29 giugno. Passo da Maglie, città natale di Raffaele Fitto. Qui credo che convenga mettere la sicura. Poi entro a Depressa, il paesino del grande regista Edoardo Winspeare, e più giù ci sarebbe Alessano con la tomba di don Tonino Bello, ma devo svoltare dalla parta opposta, verso Corsano, dove il primo set è già iniziato da un quarto d’ora.

Narra la leggenda che il paese fu fondato dal libero della nazionale Mirko Corsano, giunto con tridente e pallone in groppa ad un delfino fino alla riva e poi spintosi brevemente nell’entroterra su un tre-ruote. Da qui ha origine il toponimo.

Primo set.

Quando entro nel palazzetto la Palafiom è in svantaggio per 16-17. Io no’ ne saccie nind’; poi no’ discìte...

In campo Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Silvia Buso, Clara Clemente, Rossella Garaguso e il libero Simona Mereu.

    Sugli spalti si è finalmente ricomposta la triade degli irriducibili: Pino, Elisabetta ed io. Il parquet è coloratissimo; chi lo ha installato doveva aver assunto sostanze allucinogene.

Non è nostro costume contestare gli arbitri e cercare alibi; chi legge questo blog sa, anzi, che spesso rileviamo errori a vantaggio della Palafiom. Ma questa sera abbiamo l'impressione che il direttore di gara con noi sia più rigido mentre gli passano sotto gli occhi invasioni e tocchi assai poco puliti delle nostre avversarie.

E’ una partita nervosa, ma, nonostante qualche errore in attacco e in difesa, la Palafiom ha il guizzo vincente: Clara porta le azzurre in vantaggio per 21-20 ed un appoggio in bagher delle salentine finisce sulla rete (23-21).

Un secondo tocco di Alessandra non va a terra ma mette comunque in difficoltà il Corsano (24-22). Il set è della Palafiom.

Secondo set.

Le locali sorprendono nel secondo parziale. Trascinate da una grande Katia Accogli, potente e precisa, il Corsano si porta sull’ 1-6. E qui gli arbitri non c’entrano; questa squadra sta giocando da play-off e non da play-out.

Poi proprio la Accogli si fa male ed esce temporaneamente dal parquet.

Le sue compagne non bucano il muro e Simona riesce a contenerle agevolmente. Quando Katia rientra, il vantaggio è dimezzato. Ma la Palafiom non passa più: tiri lunghi, tiri murati e gravi errori in ricezione; Corsano si porta sul 6-13.

        Michela è in difficoltà, ma non è l’unica a restare in ombra in questa fase. In compenso c’è Supersonia che tenta di rimediare e rosicchia alcuni punti (10-15).

Piano piano la Palafiom rimonta (13-16), ma la Accogli torna a colpire pesantemente (15-20). Scambio di errori in battuta. Non si sta giocando una grande pallavolo a Corsano, ma oggi conta il risultato, conta la capacità di reggere la tensione; per lo spettacolo ci sono state e ci saranno altre occasioni.

Bomba di Sonia da posto quattro, mani-fuori di Silvia e primo tempo di Rossella: il break della Palafiom induce il coach locale a fermare il gioco (19-21).

Punto del Corsano, replica di Silvia e tiro lungo della Palafiom. Sul 20-23 l’arbitro fischia un quarto tocco che vanifica uno straordinario salvataggio di Simona. La Palafiom reagisce con un muro, ma il divario ormai è incolmabile e le salentine attaccano dal centro (22-25).

Terzo set.

Sonia ha una piccola ferita sulla schiena, oltre che qualche problema muscolare in una parte del corpo poco nobile.

Se in questi giorni sentite Marcello chiedere al nostro opposto “come va il culo?”, sappiate che non si tratta di una domanda tendenziosa, ma è la legittima premura di un allenatore sensibile ai problemi di salute della sua squadra.

Per medicare la ferita della compagna, Valentina ha ordinato da un grossista due chilometri di nastro.

Duello Silvia-Katia in avvio di parziale (3-2), la Palafiom allunga con Clara e Sonia, oggi encomiabili (6-2), ma il Corsano rimonta sostenuto da un pubblico caloroso (6-5). Le più esagitate sono alcune bambine che, per il momento, alzano la voce ogni volta che squilla la trombetta, ma a fine partita lanceranno lattine vuote. Meno male che l’incontro durerà solo quattro set, altrimenti andava a spicciàre a bombe-molotov...

E’ battaglia anche in panchina, dove Désirée ingaggia una lotta all’ultimo sangue – è il caso di dire – con le zanzare. Gli scout rilevano tre fastidiosi insetti messi a terra con primi tempi da manuale.

Ma è battaglia soprattutto sul parquet. Clara contesta una decisione arbitrale, ma viene ammonita Michela. La migliore fragagnanese in campo è  Sonia.

Sta di fatto che si riparte dal 6-6. Quando il Corsano si porta sul 7-9, completando una rimonta che è soprattutto merito proprio e non certo dell’arbitro (questo sia chiaro), una giocatrice infortunata che segue l’incontro dagli spalti si alza in piedi per esultare. Le stampelle non le servono più. L’esaltante prestazione della sua squadra ha fatto il miracolo! Corsano come Lourdes.

Ma adesso Michela entra in partita: che colpi da posto quattro!

Distrazioni in difesa (12-14), ma ancora Michela e Sonia rimediano (14-14). La nostra schiacciatrice trova anche un ace meraviglioso (15-15), ma poi l’opposto azzurro viene murato (15-17). Qui, lo confessiamo, abbiamo un po’ di timore in tribuna: questo set può mandare in fumo un intero campionato.

Ma abbiamo sottovalutato la grinta delle ragazze ed un fondamentale che quest’anno ci ha dato tante soddisfazioni: il muro. Prima Sonia poi Clara e Silvia fermano gli attacchi delle salentine. La capitana ci porta in vantaggio (18-17), la Accogli replica e Sonia conferma di essere in giornata di grazia (19-18).

    Clara Clemente compie uno dei gesti tecnici più belli di questa stagione: un morbido pallonetto ai limiti del posto quattro avversario. Una magia. Una magia offerta in fotocopia (21-18). Il capolavoro Palafiom è perfezionato da Sonia che in battuta sta mettendo pressione alle salentine (22-18). Time-out Corsano, ma ormai è fatta: fast di Clara e mani-fuori di Michela (25-19).

Che sofferenza. Che sollievo. La Palafiom esprime tecnica sopraffina nei momenti più delicati. Ed è soprattutto una squadra con le contropalle. O l’equivalente femminile.

Quarto set.

Con Sonia al servizio, le tarantine tentano di mettere subito al sicuro la vittoria: 4-0.

Corsano accusa il colpo. La Accogli dispensa ancora ottimi numeri, ma la stanchezza inizia a farsi sentire anche per lei. La Palafiom aumenta il vantaggio (8-2), poi l’arbitro fischia un fallo di posizione.

Sonia coglie telepaticamente le nostre preoccupazioni ed ottiene un mani-fuori che scavalca di poco la testa del direttore di gara. E’ un avvertimento di stampo mafioso che trova un riscontro positivo perché subito dopo l’arbitro vede un tocco falloso della palleggiatrice corsanese (12-6).

Con Michela e Simona stiamo difendendo bene ed Alessandra mette in pratica un proverbio locale: vunci l’assu ca a rota camina (ungi l’asse e vedrai che la ruota cammina). [3]

Sonia, Clara e Silvia incrementano il vantaggio (16-8) e poi si tratta soltanto di amministrare fino al termine.

Da segnalare un muro a cappuccio della nostra incontenibile Sonia ed una delle circostanze più imbarazzanti della pallavolo: la giocatrice che entra per effettuare il servizio e lo manda sulla rete.

Il punto finale lo realizza sua altezza Clara Clemente (25-15).

 

Coach Marcello comunica il risultato a Mary, che comunque si aggiornava ogni due minuti e mezzo.

A vedere la partita c’erano anche le ragazze dell’Ugento. Se la promozione, salvo regali da Oria, dovremo conquistarcela nella madre di tutte le partite a Tuglie è per colpa loro. Un punto in più e avremmo festeggiato stasera.

Di punti per strada ne abbiamo persi 8 (andando a ritroso: 3 Ugento, 2 Putignano, 2 San Giorgio, 1 Tempesta).

    Però, a parte gli scherzi, non credo che siano da rimpiangere proprio quelli con l’Ugento, squadra che ha saputo riversare sull’Alfieri una carica agonistica impressionante. Punti conquistati dall’Ugento piuttosto che persi dalla Palafiom.

Né si può imputare nulla alla commovente Palafiom che perse a Putignano in condizioni disastrose e giocando con il cuore (certo, peccato per quei tre match-point...). Fu brutto il primo set a San Giorgio, ma anche in quel caso credo che siano stati prevalenti i meriti del San Giorgio nel resto dell’incontro piuttosto che i demeriti della Palafiom. Dunque, andando per esclusione, il “punto maledetto” è... l’altro.

Ma stasera c’è voglia di festeggiare una vittoria sofferta e soprattutto il compleanno di coach Marcello, grande stratega di questa stagione. Pino è un tifoso appassionato, ma tra una contestazione e l’altra è riuscito ad instaurare un dialogo con i tifosi locali ottenendo il nome di un’ottima pizzeria.

Per farci perdonare del casino che abbiamo combinato, facciamo un po’ di sfacciata pubblicità: si tratta della pizzeria “FUEGO”, via della Libertà 84, Corsano ovviamente.

Pizze al metro (come i cerotti di Sonia), pizze ottime.

    Quello che è successo in pizzeria è meglio che non si sappia. Dico soltanto che alcune foto mi arricchirebbero più di Corona. Gli avventori si informano sulla squadra e sulle, pardòn, sulla prossima partita. Non so se si stiano informando perché intendono venire a sostenerci o se è per sapere quando dovranno restare barricati in casa.

Diamo una botta di vita a Corsano. Fuori dal locale, per l’ennesima volta, la strada della Palafiom si intreccia con quella dei cani. Michela tenta di dare in adozione un bel randagio ribattezzato “Illy Willy”, ma Marcello non ne vuole sapere. Si passa dalle proposte alle implorazioni, dalle trattative alle minacce, ma il coach è irremovibile. Illy Willy, però, trascurando proposte, implorazioni, trattative e minacce, passa alle vie di fatto e si infila nella macchina del festeggiato. Alla fine resta in piazzetta, ma ormai le urla di Michela hanno sensibilizzato tutto il paese.

Santa Rossella mi risparmia il giro della Puglia per tornare a Taranto.

Altri risultati: Tuglie-Trepuzzi 3-0, San Giorgio-Oria 0-3, San Pietro Vernotico-Ceglie 3-0, Putignano-Nardò 3-0, Lecce-Tempesta TA 0-3. L’Ugento ha riposato.

Classifica: Palafiom TA* 61, Tuglie 55, Oria 53, San Pietro Vernotico 49, Ugento 48, Putignano 32, San Giorgio 23, Lecce 22, Trepuzzi e Nardò* 20, Ceglie 17, Tempesta TA e Corsano 16.

Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).

Verdetti: Putignano matematicamente salvo.


Prossimo turno: Oria-Tuglie, Trepuzzi-San Pietro Vernotico, Ugento-Corsano, Ceglie-Putignano, San Giorgio-Lecce, Nardò-Tempesta TA. Riposa la Palafiom.

 

NOTE:

(1) Festa d’aprile, canto partigiano.

(2) BANDINI, G., Il bacio della tarantola, Newton Compton, Roma, 2006, pag. 11.

(3) www.comune.corsano.le.it.

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Palafiom Taranto-Corsano 3-0

di skanderbeg69 (07/01/2007 - 13:12)

Sabato 6 gennaio 2007, ore 17.00

Tempo fa mi ero chiesto quale fosse il corrispondente femminile del gesto scaramantico maschile del grattamento. Per discrezione non mi ero permesso di esplicitare questo interrogativo alle atlete, ma l’allegra serata di fine anno al Siddharta ha svelato il mistero: a un certo punto ho percepito in modo nitido e chiaro la frase “mano destra sulla tetta sinistra”...

E’ un gesto scaramantico femminile universale o si tratta di un rituale peculiare della Palafiom?

    Ma certo che è universale! Come ho fatto a non pensarci prima?

Come ho fatto a non ricordarmi della statua di Giulietta nel cortile di casa Capuleti a Verona? La figura bronzea è completamente scolorita all’altezza di una tetta (destra, però) perché dicono che toccare lì porti bene.

Toccare... lì, in effetti, fa sempre piacere; è un gesto fortunato di per sé. Ma adesso scopro che il palpeggiamento a Giulietta non porta fortuna ai turisti; è piuttosto un atto di gentilezza verso la protagonista della commedia shakespeariana: toccandola lì si trasmette fortuna almeno alla statua, visto che la Giulietta della letteratura è stata sfigata assai.

Riprende il campionato dopo la pausa natalizia: tre lunghe settimane per smaltire l’amarezza della sconfitta di San Giorgio e Pulsano (due campi, una partita).

E nove giorni per smaltire qualche altra cosa. Quando allenava anche la nazionale spagnola, Vincenzo Di Pinto salì alla ribalta della cronaca e all’attenzione dei dietologi per un accorgimento: consigliò ai pallavolisti iberici di terminare i pranzi con un bicchiere di vino rosso, decantandone le ricadute positive sulla salute degli atleti.

Nella già citata serata al Siddharta, le ragazze della Palafiom hanno seguito l’esempio della nazionale spagnola, solo che al posto del bicchierino si sono scolate mediamente due bottiglie a testa. Se la teoria di Di Pinto è valida e se gli effetti durano a distanza di nove giorni, oggi vedremo una squadra molto in salute. Oppure in completo stato di ebbrezza.

Il Corsano ha vinto le prime due partite di campionato e poi è entrato in un tunnel di otto sconfitte consecutive, sia pure con qualche punticino recuperato al tie-break.

A beneficio dei motori di ricerca internet, si precisa che l’AS Polisportiva Palafiom Honda La Semauto Artea Taranto, squadra di pallavolo (volley, volley-ball, voleibol) impegnata nella serie C, girone B, Puglia, schiera oggi: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Valentina Moro schiacciatrici (laterali, posto 4, martelli), Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Roberta Manzacca libero. In panchina: Luana Santovito, Silvia Buso, Boom Boom Spaccalegna Renata (qual è il cognome vero?), Silvia Mastrandrea, Desiree Fiore. In tribuna Valentina Macripò perché sulla panchina non c’era più posto. Sono momentaneamente infortunate Ivana Gallo Ingrao e Simona Mereu. Allenatore (coach) Marcello Presta; presidente Marco Urago; accompagnatrice e massaggiatrice Mary (detto così suona male; se mi comunicate il suo ruolo ufficiale, la prossima volta sarò più preciso... e soprattutto meno equivoco).

Abbiate pazienza, ma ogni tanto ripeteremo questa tiritera così, con i cognomi accanto ai nomi, scaliamo posizioni on line...

A sorpresa, quindi, le primarie le ha vinte Valentina, sebbene sia previsto il turn-over con Silvia. Stasera con i ruoli non ci ho capito niente, tranne che Alessandra fa la palleggiatrice e Roberta il libero.

Primo set.

L’avvio è prudente e la Palafiom fatica più del dovuto a mettere palloni a terra; addirittura il Corsano passa a condurre per 4-5. Una fast di Clara ed una doppia delle salentine riportano sopra la Palafiom. Michela è molto agile in difesa e fa la propria parte in attacco, unitamente a Clara (9-6).

Corsano ha qualche problema in ricezione, Rossella realizza due punti con determinazione ed anche Sonia marca il cartellino con due schiacciate consecutive che ci portano sul 16-10.

Scatta il turn-over con Silvia che sostituisce una Valentina piuttosto sfortunata in attacco.

La Palafiom dilaga e sul 24-12 – squilli di trombe - fa il suo esordio Desiree! Marcello Presta ha mantenuto la promessa.
    Anche Truciolina adesso fa parte a pieno titolo della Palafiom sul piano delle statistiche (perché, sul piano sostanziale, ritengo – e lo ripeto - che faccia parte a pieno titolo di una squadra chiunque sudi in palestra durante la settimana). Pensandoci bene, non so se sia un bene o un male per Desiree. Sembra tanto una piccina garbata. Cosa sarà di lei, della sua tenerezza, della sua innocenza, adesso che ha messo piede sul parquet, luogo in cui il lavoro educativo di tanti genitori regredisce irreparabilmente? Già la vedo: a fine mese parlerà solo in dialetto, a febbraio non userà più gli asciugamani e si pulirà le mani sulle scarpe anche prima dei pasti, a marzo farà le gare di rutti a tavola, ad aprile dirà tre parolacce ogni quattro parole, a maggio sarà denunciata per estorsione di passaggi alla palleggiatrice, a giugno meno male che finisce il campionato.

Non basteranno tre anni presso una comunità Amish per restituirle un po’ di contegno.

Il set, comunque, si chiude 25-13.

Secondo set.

Anche nel secondo parziale Valentina non riesce a passare. Pochi punti oggi per la giovane promessa delle azzurre, ma va bene lo stesso: è tutta esperienza. Ace di Rossella commentato con un eloquente “merda!” da una giocatrice corsanese. C’è talmente poco pubblico che si sentono anche i respiri delle giocatrici. Anche la trombetta cede il posto alla fotocamera, ma i risultati sono peggiori che mai; speriamo che Luca abbia lavorato bene.

Quale che sia il suo ruolo, Clara sta disputando un’ottima prestazione: prima una schiacciata e poi un muro perentorio portano la Palafiom sul 5-3.

Rossella non c’era al Siddharta, ma un poco di mieru deve averlo assaggiato pure lei prima di scendere in campo perché alcune ricezioni non si addicono a giocatrici sobrie.

Un bel secondo tempo di Alessandra è sempre gradito, come del resto i suoi servizi precisi, ma Corsano non intende mollare: 10-7. Silvia  e Clara alimentano il punteggio e poi è la volta di Michela che mette due palloni a terra: il primo su cortese passaggio delle salentine, il secondo “fatto in casa”.

Sul 21-12 c’è di nuovo spazio per le golden babies e per Renata. Punto di Desiree (22-12), punto di Michela che risolve uno scambio molto combattuto (23-14), punto di Rossella che si fa perdonare le ricezioni creative di questa sera (24-15).

L’ultimo punto è di Silvietta, che prima salva un pallone difficile e poi conferma la propria fama di ammazza-set.

Terzo set.

Il Corsano appare più demotivato e distratto e la Palafiom ne approfitta (6-3). La residua aggressività offensiva delle salentine è annullata da Roberta, che compie un salvataggio miracoloso. Michela e Sonia tengono alte le percentuali di attacchi positivi mentre le leccesi sbagliano più del dovuto ed inducono il loro coach a chiamare il time-out sul 12-5.

(Qui sotto: breve video di 13 secondi. Cliccare sulla freccia)

 

Scatta nuovamente la staffetta Valentina-Silvia e si scaldano le riserve. Anche al servizio prevalgono le tarantine: ace di Sonia a fronte di due errori delle ospiti (17-8). Ma le salentine hanno un sussulto d’orgoglio ed onorano l’incontro fino alla fine con un accenno di rimonta (18-12). A spegnere le ultime velleità del Corsano provvede Rossella, che realizza due punti decisivi. Michela forza il servizio e la Palafiom chiude la partita senza particolari patemi.

Di Pinto ha visto giusto un’altra volta! Il vino fa bene. Da adesso ogni giovedì si va in ritiro alle Cantine Sociali!

Avevo un brutto ricordo del Corsano. Quando tifavo per la Mondial Volley, anzi per una compagna di classe che incidentalmente giocava nella Mondial Volley, le leccesi espugnarono a sorpresa il parquet della “Battisti”. Grazie, ragazze, anche per aver cancellato questo trauma adolescenziale.

Ed anche la memoria del cane di Marcello è stata onorata.

Nel frattempo il presidente Marco Urago ha “ingaggiato” uno stimato ufficiale della Guardia di Finanza, Emanuele Fisicaro (già consigliere giuridico del ministro Padoa Schioppa), per supervisionare le imminenti gare d’appalto della ASL. Chissà, però, che l’ufficiale non possa tornare utile anche al Comitato di Controllo della Palafiom...


Ora si va di corsa a vedere Tempesta-Azzurra Lecce perché avevo promesso una scatola di cioccolatini alle salentine se avessero battuto Oria a novembre (e l’hanno fatto). Fra un po’ verranno a giocare anche all’”Alfieri”, ma se le ragazze di coach Presta mi vedono fraternizzare con le avversarie, potrebbero accusarmi di intelligenza con il nemico. E mi ammazzerebbero. Meglio agire lontano da occhi indiscreti. Ovviamente sto scherzando. E poi la visita al “Maria Pia” è l’occasione per rivedere tanti volti amici.

Per la cronaca la Tempesta ha vinto 3-0, ma non è stata una passeggiata: i finali degli ultimi due set sono stati molto emozionanti.

Ancora più emozionante è la notizia proveniente da Trepuzzi, dove la squadra di casa ha sconfitto Tuglie 3-2 !

Nessun problema per l’Oria con il San Giorgio (3-0), per il San Pietro Vernotico a Ceglie (1-3) e per l’Ugento con il Torre Santa Susanna (3-0).

In classifica riagguantiamo il Tuglie (30 punti). Seguono: Oria 28, San Pietro Vernotico 25, Ugento 20, Tempesta 15, San Giorgio 14, Lecce e Nardò 13, Putignano 12, Trepuzzi 10, Ceglie e Corsano 9, Torre Santa Susanna 0 (Nardò e Putignano una partita in meno).

Domani il grande week-end pallavolistico prosegue con Prisma-Montichiari: al Palafiom arriva il mito, il vero imperatore, sua maestà Julio Velasco.

Il prossimo incontro della Palafiom, invece, è a Torre Santa Susanna: zero punti, zero set vinti in undici partite.

Però bisogna fare attenzione almeno per tre motivi. Primo: a dicembre hanno costretto l’Oria ai vantaggi (25-27). Secondo: è l’ultimo test in vista del big-match con il Tuglie. Terzo: non è detto che siano rassegnate alla retrocessione, ma, ammesso che lo siano, le torresantasusannesi ormai potrebbero trovare più stimoli nel fare punti con le grandi squadre piuttosto che negli scontri diretti.

Comunicazione di servizio: lunedì vado ad Ancona e torno. Per circa 24 ore, quindi, non potrò pubblicare eventuali commenti e me ne scuso in anticipo. Provvederò al ritorno.

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La Palafiom verso le primarie

di skanderbeg69 (04/01/2007 - 14:10)

 Qualcosa potrebbe cambiare nell’assetto della Palafiom. Clara potrebbe tornare al ruolo di centrale. Già, ma chi giocherà di banda al suo posto? Silvia o Rossella?

 I partiti sono in fibrillazione e sembra ormai inevitabile la strada delle primarie. Dopo una serie di rinvii, le consultazioni interne alla Palafiom dovrebbero svolgersi in una domenica del 2011, sempre che da Roma non giungano controindicazioni. Sino a questo momento, oltre alle centrali titolari (una delle due dovrebbe cambiare posizione) e all’outsider Valentina Moro (che è schiacciatrice di ruolo), hanno ufficializzato la propria candidatura a ricoprire il ruolo di martello Gianni Liviano, Ezio Stefano e Francesca Piccinini. Anche Gianni Florido vorrebbe giocare di banda, ma il presidente della Provincia ha già fatto sapere di non gradire la soluzione delle primarie.

 Abbiamo intervistato i quattro candidati esterni alla società.

 Gianni Liviano: “Falli di rotazione decisivi lo scorso anno, arbitraggi a senso unico quest’anno, squalifiche che non stavano né in cielo né in terra... La lotta all’illegalità, alla mancanza di trasparenza, allo scarso senso del bene comune sono le priorità che dovrebbe avere la Palafiom. Bisogna cambiare radicalmente, bisogna valorizzare le competenze presenti in questo ambiente. Io non accetterò di fare accordi con la lobby delle centrali né si sente il bisogno di schiacciatori inclini agli inciuci con le squadre avversarie o di strategie tattiche calate dall’alto. Faremo dei workshop in seno alla squadra (La pallavolo che vogliamo) e la tattica la costruiremo insieme, dialogando con tutti coloro che sono innamorati di questo sport”.

 Ezio Stefano: “E’ vero, avevo deciso di abbandonare la politica, ma dopo la sconfitta di San Giorgio ho capito che era giunto il momento di rimboccarsi le maniche. Dobbiamo abbattere le barriere che separano i giocatori dai cittadini riducendo sia la distanza alla quale è relegato il pubblico dell’Alfieri e sia (del 50%) le indennità delle giocatrici. Occorre dare segnali forti. Il ruolo di laterale va inteso come servizio alla comunità, non come mero sfoggio di potenza. E poi, da medico, sono turbato dai livelli di inquinamento di palestre e palazzetti e dalle ricadute sulla salute dei cittadini che io stesso ho monitorato; bisogna depurare l’aria, bisogna vietare alle giocatrici di togliersi le scarpe alla fine delle partite”.

Gianni Florido: “Sarebbe immorale se dalla finestra di Palazzo del Governo restassi a guardare la Palafiom che annaspa sotto i colpi del San Giorgio. Anche se non me l’ha chiesto nessuno, io sono pronto a fare la mia parte, a giocare da schiacciatore. Non dobbiamo però commettere l’errore di restare fermi alle estremità del campo; dobbiamo convergere verso il centro, tutti insieme, con le centrali, l’alzatrice, il libero, gli avversari. Riguardo alle primarie, si tratta di uno strumento democratico che può essere utile ma va relativizzato: quando mi candido io, non va bene. Essendo una figura istituzionale, vorrei saltare anche le elezioni di primavera perché la Palafiom è in emergenza e non si può perdere tempo”.


 Francesca Piccinini: “Dopo il mondiale giapponese e il calendario di Men’s Health, sento di non avere più stimoli. Questo sport mi ha dato tanto, ma credo che stia avvicinandosi il momento di fare un bilancio della mia carriera. L’unica ragione che mi indurrebbe a continuare a schiacciare è la Polisportiva Palafiom. Ho sempre sognato di giocare in questa squadra e ci verrei anche gratis. Coach Presta è il mio idolo; è l’equivalente di Velasco per il volley femminile. Certo, mi rendo conto che dovrei lottare per conquistarmi un posto da titolare, ma, anche per questo, credo che sia giusto guadagnarsi prima il consenso dei tifosi mediante lo strumento delle primarie”.

 Intanto, sabato 6 gennaio si torna sul parquet.

Arriva il momento di scaricare la rabbia agonistica per la sconfitta di San Giorgio e Pulsano sull’avversario di turno: il Corsano.

Mirko Corsano.

La Palafiom giocherà, infatti, contro il libero del Macerata e della Nazionale: lui, da solo, in campo contro il sestetto di Marcello Presta.

 Anche Corsano non sta attraversando un buon momento: la sconfitta contro una Prisma che ha anticipato di un giorno i botti di fine anno (e che botti!) indurranno il giocatore pugliese a cercare un pronto riscatto.