Paolo Rossi ha rotto le palle

Questo è un blog per la pallavolo e per la Palafiom.
Inoltre a Paolo Rossi, ex-centravanti del Lanerossi Vicenza, del Perugia, della Juventus, di qualche altra squadra e naturalmente della Nazionale, sono legati ricordi esaltanti. Pensiamo solo all’epica tripletta contro il Brasile ai Mondiali di Spagna.
Il punto non è questo.
Il punto è che la faccia di Paolo Rossi, testimonial di una società di prestiti, è ovunque: manifesti, volantini, calendari dentro gli uffici... Non se ne può più.
Eserciti di galoppini riempiono – direi quotidianamente – i tergicristalli delle auto parcheggiate, le cassette postali dei condomini, i tavolini nelle sale d’attesa. E su tutti ‘sti maledetti volantini c’è lui: Paolo Rossi.
Roba da pentirsi delle gioie di quei pomeriggi spagnoli da Mundial: perché il Brasile non riuscì a pareggiare, porca miseria !? Perché non inflissero squalifiche più severe a quel Paolo Rossi coinvolto nel calcio-scommesse? A proposito, bel testimonial hanno scelto: un imbroglione, uno che truccava le partite a scopo di lucro. Se questi sono i modelli etici a cui si ispira la società finanziaria...
Da Paolo Rossi non mi farei prestare neanche la carta igienica; figuriamoci denaro.
Peraltro, il proliferare di queste finanziarie indica che prestare soldi rende; non si tratta certo di donazioni caritatevoli. Guadagnare senza fare niente, semplicemente grazie al tempo che passa. Nel Medioevo i prestiti che facevano guadagnare erano considerati dalla Chiesa un’eresia e venivano chiamati con un altro nome.
L’Antitrust ha avviato numerose istruttorie su alcune di queste finanziarie (ma non mi risulta, onestamente, che tra queste vi sia quella pubblicizzata da Paolo Rossi) e Antonio Lubrano si chiede: “Quante altre società finanziarie, oltre alle sette nel mirino dell’Antitrust, hanno erogato prestiti a tassi esosi abilmente camuffati? Chissà se ora le loro inserzioni pubblicitarie smetteranno di dire bugie.” [1]
A parte questo, siamo in presenza di un’emergenza ambientale a causa di questi stramaledetti volantini che ormai riempiono i pochi spazi della città lasciati liberi dai rifiuti.
“Ma se i volantini sporcano la città, la colpa è dei cittadini incivili che li buttano per terra” – dicono i galoppini delle finanziarie, unici innocenti che si guadagnano onestamente qualche euro. E su questo hanno perfettamente ragione. Però per quale motivo i cittadini civili, quando raggiungono la propria auto, devono togliere il volantino dal tergicristallo, farsi 50/100 metri alla ricerca di un cestino e poi tornare indietro? E questo in media ogni tre o quattro giorni perché i “ripassi” sono continui, esasperanti. Sempre invadenza è.
Basta.
A Massafra e a Manduria i sindaci hanno vietato il volantinaggio proprio per evitare l’accumulo di rifiuti per le strade. Dunque qualcosa si può fare. Lo proporrei alle autorità di Taranto, ma non so a chi rivolgermi. Non mi è chiaro chi comandi in questo momento: il liquidatore Boccia? Il commissario Blonda? Si è già insediato l’imperatore Florido?
Io, intanto, offro un finanziamento rateale di 2 euro al mese per un anno, con cessione del quinto dello stipendio, a chi mi aiuta a trasferire Paolo Rossi nel centro di Bagdad.
NOTE:
(1) LUBRANO, A., Si svela il marcio del prestito facile, “Il Salvagente”, Roma, n. 42, 2 nov 2006, pag. 11.





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