Ciao sono skanderbeg69
Vedi il mio profilo


Maggio 2008

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag ceglie
Pagine:

Parola di boy (talent) scout

di skanderbeg69 (16/05/2008 - 13:19)

Ogni tanto mi fa piacere andare a vedere partite di serie C.

Quando comunico a Marcello le mie visite, il nostro coach talvolta mi chiede un parere in merito. Ho l’impressione, però, che l’allenatore rossoblu non si fidi molto delle mie valutazioni tecniche ed ho anche notato che la sua richiesta di informazioni è formulata ogni volta in modo diverso. Ho individuato almeno quattro tipologie di richieste.

Si è partiti dalla richiesta generica per passare poi alla richiesta nominativa e quindi alla richiesta centrata sul ruolo e infine a quella centrata sulla statura.

Esaminiamole nel dettaglio.

La RICHIESTA GENERICA corrisponde alla domanda: “Come hanno giocato? Chi hai notato?”

Evidentemente le mie risposte non hanno convinto il coach perché, dopo la prima volta, non ha più formulato quelle domande. Diciamo che il suo scetticismo è stato anche confermato da espressioni come “Si vede che non capisci una mazza di pallavolo” oppure “Non hai ancora capito chi giocava da opposto... Eppure sono tre anni che tento di spiegarti la differenza tra opposto e schiacciatrice”.

Poi si è passati alla RICHIESTA NOMINATIVA: “Come ha giocato Tizia?”

Non faccio nomi per rispetto alle interessate e soprattutto alle nostre rossoblu, colleghe di ruolo di Tizia, visto che il quesito è tendenzioso (e sottintende: “chissà che per l’anno prossimo non ci si faccia un pensierino...”). Puntualmente tutte le atlete che interessano il coach non giocano perché sono infortunate...

Quando poi Marcello è incavolato per la prestazione di qualche nostra giocatrice, si passa alla RICHIESTA CENTRATA SUL RUOLO. Il coach si informa solo sulle atlete che rivestono uno specifico ruolo: “Come hanno giocato le centrali/le laterali/l’opposta/la palleggiatrice?” Li dico tutti così fughiamo ogni sospetto...

Soltanto dei liberi non mi chiede mai nulla; probabilmente perché in Palafiom è per tradizione il ruolo coperto più stabilmente...

L’ultima volta, forse perché condizionato dal derby di A1, mi ha posto una domanda che non mi aspettavo, la RICHIESTA CENTRATA SULLA STATURA: “C’erano giocatrici alte?” A prescindere dalla qualità.

Come a dire: puntiamo sul materiale grezzo; poi si pensa a trasformare l’ammasso di centimetri in giocatrici talentuose...

Speravo che i play-off potessero rappresentare l’occasione per qualche altra visita di cortesia, ma purtroppo, per quello che mi riguarda, la stagione è finita. Le mie squadre preferite, Ceglie e San Pietro Vernotico, sono prematuramente uscite di scena. Beh, del Ceglie ho assistito a tre vittorie su tre partite; se poi viene spostata la data della partita all’ultimo momento non è colpa mia... Comunque, forza Valentina!

Da San Pietro mi sono tenuto a distanza vista la diffida che ho ricevuto da una delle giocatrici preferite dal nostro coach. Con il deludente e inspiegabile risultato dei play-off, quindi, non c’entro niente. Resto in attesa di sapere quando scade la diffida e con l’occasione saluto la numero uno, la diffidatrice, la mitica Corvino (di lei mi chiedeva Clara) e tutto il resto.

Ora le preghiere sono rivolte a Sant’Oronzo e a Santa Fefa perché salvino l’Azzurra Lecce. In bocca al lupo, ovviamente, anche all’Oria e all’Ugento, ma intanto parte l’invasione della Campania e poi per quest’anno abbiamo finito.

Non so se riuscirò a rifare il fumetto dell’estate. L’idea ci sarebbe; e anche i testi e il titolo (Viaggio a Herat). Il problema è il tempo per oltre 100 disegni...

Vota questo post

Lanciano-Palafiom Taranto 2-3

di skanderbeg69 (20/01/2008 - 16:05)

Sabato 19 gennaio 2008 – ore 20.30

Bugia. Non mi dimetto.

Però a Lanciano non ci sono andato veramente e quindi non c’è la cronaca della partita. Lascio che siano i presenti a farla, magari attraverso i commenti.

Qualcosa, però, posso scriverla lo stesso. Tanto per cominciare, il ricordo di John Lennon nel post di due giorni fa è stato profetico:

 

E’ tempo di stendere le ali e volare,

non lasciar trascorrere un altro giorno, amore mio,

sarà come ricominciare di nuovo.

 

E a Lanciano la Palafiom stende le ali e vola, vola, vola!

Poi la cronaca di Lanciano-Palafiom può essere concentrata in due sms. Anche se non è bello divulgare il contenuto di comunicazioni private, per una volta faccio un’eccezione.

Il primo sms, già rappresentato nel disegno di sopra, descriveva la partita (una trasferta all’antica, spartana, senza pullman) in questo modo: “E’ sembrato un blitz malavitoso.. siamo arrivati velocissimi con due macchine.. abbiamo agito e siamo scappati..”

Il secondo sms, ricevuto da una fonte anonima, purtroppo non posso pubblicarlo a causa della sua volgarità (“Che partita..cazzo che partita!”), ma avrebbe dato un’idea chiara e concisa di quanto è avvenuto sul parquet del Pala Santa Rita.

Angeleyes spero che tu ci sia stato; ti avevo detto che a Lanciano avresti visto la vera Palafiom!

  Mi è stato fatto notare che sotto il titolo “Lanciano-Palafiom Taranto 2-3” si parla in realtà di Ceglie-San Pietro Vernotico. In effetti è vero. Non disponendo, tuttavia, di una sfera cristallo non posso inventare la narrazione di una partita che non ho visto. Se siete d’accordo, posso, però, introdurre una sintesi seria dell’evento, ricavata dal racconto di chi c’era. In questo modo, per usare un linguaggio burocratico, anche questa partita resta agli atti. Per la storia...

E poiché un testo senza immagini pare brutto, inserisco qualche foto di repertorio.

 

E’ stata probabilmente la più bella partita disputata dalla squadra di coach Presta in questo campionato. Il valore ed il gioco spettacolare delle padrone di casa non hanno fatto che aumentare l’intensità del match e naturalmente la soddisfazione delle rossoblù per essere uscite vittoriose da una combattuta maratona di quasi due ore.

La Palafiom conferma la crescita di rendimento e si affida alle armi tradizionali del proprio repertorio, in particolare a servizi che mettono spesso in crisi la ricezione avversaria. Ma in terra abruzzese ad aver fatto la differenza è un altro fondamentale, il muro, che le rossoblù hanno sfruttato con continuità ed efficacia. E naturalmente va sottolineata l’ottima prestazione individuale di tutte le atlete scese in campo, con una particolare menzione per l’aggressività di Mucci in attacco e per la padronanza con cui Clemente ha imposto il muro sulle avversarie.

Parte bene la Sangritana Lanciano nel primo set, ma la Palafiom dimostra subito di essere in una serata favorevole e non concede molto vantaggio alle padrone di casa, avanti solo di un punto ai due time-out tecnici. Un solo scatto per le tarantine, ma bruciante e decisivo: sul 20-21 le ragazze di coach Presta si affidano ad una Mucci irresistibile, trovano un break di quattro punti (24-21) e chiudono il set sul 25-22.

La Sangritana domina il secondo set, sfruttando un proficuo turno in battuta della temibile Di Giosaffatte (15-7), e nonostante la reazione delle ospiti vanno a chiudere il parziale senza particolari difficoltà (25-19).

Il terzo set è speculare al secondo e questa volta le protagoniste sono le rossoblù. Una partenza bruciante le porta alla prima pausa tecnica con cinque punti di vantaggio (3-8). La concentrazione e la determinazione delle atlete consentirà alla Palafiom di amministrare fino al 19-25.

    La massima intensità dell’incontro si riscontra nel quarto set, un’autentica battaglia sportiva caratterizzata da un equilibrio straordinario. Guizzo delle tarantine che accumulano un vantaggio di tre punti (7-10), ma la Sangritana rimonta rapidamente (11-11) e costringe la Palafiom ad un duello in cui proprio non riesce ad emergere un vincitore fino al 21-22. Fino al momento in cui le rossoblù trovano un altro colpo d’ala che vale il pareggio dei set (22-25).

Grande equilibrio anche nella prima metà del tie-break. L’allungo delle abruzzesi (8-6) si arresta sul servizio della Buso. A questo punto Clemente e Tinelli alzano un muro insormontabile e Mucci mette a terra palloni determinanti per questa splendida vittoria esterna (9-15), la seconda consecutiva per le atlete di coach Presta.

Sangritana Lanciano: Piazza, Corzo, Dalerci, Di Giosaffatte, Colacioppo, Pomponio, Caporale (L). N.E.: Rossi, Trivilino, Cotelessa – All. Litterio.

Palafiom Taranto: Garaguso, Buso, Benefico, Clemente, Mucci, Tinelli, Certa, Mereu (L). N.E.: Gallo Ingrao, Marcianò, Mastandrea – All. Presta.

Altri risultati: Massafra-Manoppello 2-3, Salerno-Aversa 3-1, Manfredonia-Scafati 0-3, Ester Napoli-Ostuni 1-3, Potenza-Valenzano 1-3, Trani-Orion Napoli 3-2.

Classifica: Valenzano 35, Orion Napoli e Trani 32, Potenza e Lanciano 23, Manoppello 22, Salerno 20, Scafati 16, Massafra 14, Manfredonia, PALAFIOM TA e Ostuni 13, Ester Napoli 12, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 185,00; Salerno 170,00; Aversa, Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Anche Scafati vola! Altri 360 euro di multa in un colpo solo “per aver il pubblico sostenitore rivolto nel corso di tutta la gara frasi offensive all’indirizzo della coppia arbitrale, nonché alle atlete della squadra avversaria durante la gara; altresì per aver un isolato spettatore (avrei un vago sospetto..., nda) rivolto nei confronti del 1° arbitro frasi minacciose durante l’incontro. Recidiva”.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Milano 0-0, Marsala-Marcella 1-3.

Prossimo turno: Ester Napoli-PALAFIOM TA, sabato 26 gennaio, ore 18.00. Prossimo impegno casalingo: PALAFIOM TA-Salerno, sabato 2 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.

 

Vediamo come abbiamo trascorso questo sabato alternativo.

Valentina ha fatto una visita di cortesia a Donatella, insieme a mezzo staff della Palafiom.

(Forza ragazze, non mollate; c’è ancora tutto un girone di ritorno!).

Io mi sono dedicato alla serie C, anzi diciamo che sono rimasto in B2, visti il livello tecnico e la spettacolarità della partita a cui ho assistito: Ceglie-San Pietro Vernotico 3-2. L’unico rammarico è che, trattandosi di due squadre amiche, non ho potuto tifare perché avrei tifato per entrambe. Ho ammirato in rispettoso e religioso silenzio.

Devo essere sincero: non ho ancora visto giocare il Tuglie quest’anno, ma, se è la stessa squadra dell’anno scorso con in più gli innesti di Isceri e del killer Albino, credo che sia la favorita per la vittoria finale. Però il Ceglie e il San Pietro Vernotico di ieri sera possono certamente insidiare il primato della corazzata salentina. E’ stata una delle più belle partite di pallavolo a cui abbia assistito, per il valore tecnico delle due squadre, per il gioco, per le individualità, per l’incertezza del risultato, per le emozioni. Se Ceglie avesse avuto il carcere sarebbe stata una piccola Lanciano...

Fra l’altro hanno ben figurato le giocatrici con certificazione “Trombetta 9001”. Pierpaola è la solita trascinatrice e in uno scambio è stata autrice di circa 25 muri a uno. Anche in questo incontro ha dialogato spesso con l’arbitro, ma chi non vorrebbe dialogare con lei...? Grande Corvino, come sempre; ottima la nuova palleggiatrice; un po’ in ombra i posti quattro rispetto ai loro potenziali (e notevoli) standard. Forza Ninetta, arripìgghiate!

Comunque, se all’Azzurra Lecce, alla Tempesta, al Tuglie e al Ceglie (e al Massafra...) sostanzialmente porto bene, devo prendere atto che al San Pietro Vernotico invece porto sfiga. Io ci ho provato, mi dispiace. Al massimo, andrò a rivederlo giocare contro l’ultima o la penultima in classifica, così non ci dovrebbero essere pericoli e migliorerebbe la mia statistica personale.

Dall’altra parte, accanto ad una costante e precisa Di Coste e ad una esplosiva Coppola, è emersa la stella di Valentina De Mitri, protagonista assoluta e decisiva della fase finale della partita. Veramente ha giocato bene per tutta la partita, ma soprattutto tra il quarto set e il tie-break la schiacciatrice cegliese ha messo a terra una serie infinita e inarrestabile di palloni. Non lo dico perché la stimo e mi sta simpatica; ci sono i testimoni.

 

NOTE:

La foto di Lanciano è tratta da http://it.wikipedia.org.

Vota questo post

Letterina a Babbo Natale

di skanderbeg69 (25/12/2007 - 12:54)

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:

 

1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).

2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.

3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.

4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.

5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).

6) Désirée che realizza un punto anche in B2.

7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.

8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).

9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?

10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."

Vota questo post

Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

Vota questo post

Lists, I make lists...

di skanderbeg69 (14/03/2007 - 06:45)

Lists, I make lists

of all the things that I need to fix,

of all the things that I’m not prepared for,

of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.

Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.

 

STRUTTURE D’ECCELLENZA


1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).

2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).

3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).

 

TENSOSTRUTTURE BUONE

 

4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)

5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)

 

STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE

 

6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)

7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)

8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)

 

STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE

 

9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)

10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)

11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)

 

SOTTO LA SUFFICIENZA

 

12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)

13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)

14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)

15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)

16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

 

NOTE:

(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.

Vota questo post

All Star Team

di skanderbeg69 (02/03/2007 - 06:51)

    Facciamo anche un bilancio sulle “risorse umane”. Ho chiesto a coach Marcello di individuare l’All Star Team di questo girone, il sestetto ideale. Sono ovviamente escluse le ragazze della Palafiom e si tratta di un semplice giochino. Fatte queste doverose premesse, Marcello vede bene Spano (Tuglie, foto a destra) in regia, Tomaselli (Oria) opposto, Corvino (San Pietro Vernotico) e Albino (Ceglie) laterali con la Liace (Oria) quale valida alternativa della Albino, De Nicola (San Pietro Vernotico, foto a sinistra) e Giotta (Putignano) centrali – in subordine Abbracciavento (Putignano) -, Natali (Tempesta) libero.

Coach si riserva, comunque, di riproporre l’All Star Team al termine del campionato.

La mia formazione ideale (sempre escludendo le nostre atlete) è: Marcianò (Tempesta) palleggiatrice, Calò (Tuglie) e Dimastrodonato (San Pietro Vernotico) laterali, Cutaia (Lecce) e De Bonis (San Pietro Vernotico, foto sotto) centrali, De Mitri (Oria) da qualche parte, Rampino (Lecce) maestra yoga.

    Probabilmente vincerebbe il sestetto di Marcello, ma i tifosi (maschi) della mia squadra uscirebbero comunque dalla palestra soddisfatti...

A parte gli scherzi, tendo ad essere d’accordo col coach, anche se vedrei la Abbracciavento titolare e come liberi mi sono piaciute la Sanasi (Nardò) e la Romano (Tuglie), che sabato a Lecce non ha fatto cadere a terra neanche i gioppini. Nel mio caso, però, va fatta una terza premessa e cioè che io di pallavolo non è che capisca molto. A stento il coach sta riuscendo a farmi capire i ruoli.

E’ in fase di costruzione il sestetto delle giocatrici più urtac...o, ma quello non possiamo pubblicarlo; magari lo facciamo girare via email. I contributi delle giocatrici della Palafiom sono benvenuti. Io ho già un nome che proprio mi esce con impeto.

Vota questo post

Ceglie-Palafiom Taranto 1-3

di skanderbeg69 (18/02/2007 - 17:42)

Sabato 17 febbraio 2007, ore 19.30.

Il Torre Santa Susanna ha davvero deciso di porre fine alla propria esistenza in questo campionato. Le sue avversarie fruiranno di un turno di riposo in coincidenza con la programmata partita contro le brindisine. Multa di 720 euro; l’eutanasia sportiva costa cara. Sinceramente mi dispiace. Sarebbe stato meglio se si fosse ritirato l’Oria.

Più che ritirata, la squadra del Torre Santa Susanna è stata completamente cancellata dal sito della Fipav Puglia. Le partite già disputate dalle brindisine sono state eliminate e nella classifica non c’è più traccia della squadra in questione. Il Torre Santa Susanna semplicemente non esiste più. Come certe persone e certi eventi del romanzo di Orwell, 1984, il Torre Santa Susanna non è mai esistito...

Anche il San Giorgio è stato punito con l’ennesima multa per l’impraticabilità del parquet (dopo Tempesta e Palafiom, ne ha fatto le spese il Putignano).
        Le partite sono fatte di contenuti e di contorno. Comunque vada stasera, il contorno di Ceglie-Palafiom resterà nella memoria come un bel ricordo: il paese è splendido, la cioccolata calda nel centro storico gustosa, il nuovo palazzetto è un gioiellino e il pubblico è correttissimo. Di particolare interesse le “vasche” dei cegliesi in piazza Plebiscito con continui dietro-front.

Eppure la trasferta era iniziata maluccio, con la frangetta di Simona che aveva scioccato le compagne e con Luana che pretendeva di cambiare posizione dei posti a sedere nell’auto di Marcello a viaggio già iniziato. E’ di Massafra...

Coach Castellana, al termine della partita d’andata, si informò sulla disponibilità di eventuali rinforzi. Alla fine il rinforzo l’ha trovato anche se lui è andato via. E che rinforzo: Laura Albino, ben nota alla Palafiom soprattutto in ragione delle sfide dell’anno scorso quando militava nel Tuglie.

L’incontro della campionessa salentina con Marcello è cordiale.

Con il turn-over delle nostre giocatrici, sia pure dettato dall’emergenza, e con le rotazioni dei ruoli, le avversarie della Palafiom non stanno capendo più una mazza. Preparano l’incontro impostando i muri su Sonia e Michela e si ritrovano a subire punti da Roberta o a dover murare su Alessandra.

Oggi giochiamo con Alessandra Certa universale, Silvia Mastandrea universale, Clara Clemente e Rossella Garaguso universali, Michela Benefico e Silvia Buso universali. Anche Roberta Manzacca ormai è universale, visto che sabato scorso ha segnato un punto.

In panchina altre cinque universali: Sonia Tinelli, Luana Santovito, Valentina Moro, Simona Mereu e Désirée Fiore.

Primo set.

La Palafiom imprime subito il ritmo giusto alla partita, ma il Ceglie non è la stessa squadra del girone d’andata (5-5). Silvietta, Silvia da posto quattro, una doppia delle brindisine ed un muro consentono alle azzurre di spiccare il volo (9-5).

La Albino, che da Tuglie deve aver portato anche le maglie (blu e azzurre con scritte gialle), non ci sta e riduce lo svantaggio. Gli errori difensivi delle sue compagne, però, annullano gli sforzi della schiacciatrice ed il vantaggio della Palafiom aumenta di nuovo: 13-7. I tifosi locali tendono ad essere piuttosto critici con la propria squadra e la parola “sveglia” è ricorrente nei loro incoraggiamenti.

Roberta non si lascia ingannare da un pallonetto, ma Ceglie replica colpo su colpo finché la Palafiom non ha un ulteriore guizzo in avanti: attacco tosto di Silvia da posto quattro, muro a due, bomba di Michela e attacco di Clara: 18-9.

Stiamo tagliando la difesa brindisina come il coltello nel burro. Poi Michela ha il raptus di un attacco improvviso che finisce fuori e la solita Albino accorcia il divario: 18-11. Le tarantine, comunque, riescono ad amministrare il vantaggio (21-13) e poi contengono un timido tentativo di rimonta delle locali (22-16) con una serie di attacchi alternati di Silvia e Clara (25-19).

Stiamo giocando bene e stiamo approfittando delle lacune in tutti i reparti manifestate dal Ceglie. Su tutte brilla Silvia Buso.

Secondo set.

        Nell’intervallo Marcello non è per niente soddisfatto, ma il secondo parziale inizia così come era finito il primo: pallonetto di Silvia e fast di Clara che toglie subito il servizio al killer Albino.

Diagonale di Michela, piuttosto in ombra questa sera, ma sappiamo che la nostra brava schiacciatrice esce fuori, dovrebbe uscire fuori, nei momenti decisivi (4-2). Stiamo murando tutto il murabile e attacchiamo con buona convinzione (7-4).

La partita concede spazi di bel gioco perché anche la squadra locale sta crescendo. Sebbene Albino-dipendente, il Ceglie presenta altre atlete che sanno giocare a pallavolo. Mariangela, ad esempio, conclude uno scambio avvincente con un pallonetto ben fatto. Replica di Michela con la stessa arma (8-6), lungolinea cegliese e attacchi fuori misura delle locali (11-8). Ceglie si avvicina pericolosamente (11-10), ma la Palafiom sta continuando a giocare bene e la costanza viene premiata: Silvia, Michela, Clara e ancora Michela mettono a terra quattro palloni consecutivi ed è la svolta decisiva di questo set (16-11).

Anche le percentuali individuali in attacco di Rossella sono interessanti, ma non possiamo divulgarle per ragioni di pretattica.

E’ il momento di Clara: prima un muro, poi un ace che è un omaggio del libero locale (sbaglia la valutazione). Di nuovo un muro (Rossella) e la Palafiom dilaga: 19-13.

I tifosi locali, scorag