Parola di boy (talent) scout

Ogni tanto mi fa piacere andare a vedere partite di serie C.
Quando comunico a Marcello le mie visite, il nostro coach talvolta mi chiede un parere in merito. Ho l’impressione, però, che l’allenatore rossoblu non si fidi molto delle mie valutazioni tecniche ed ho anche notato che la sua richiesta di informazioni è formulata ogni volta in modo diverso. Ho individuato almeno quattro tipologie di richieste.
Si è partiti dalla richiesta generica per passare poi alla richiesta nominativa e quindi alla richiesta centrata sul ruolo e infine a quella centrata sulla statura.
Esaminiamole nel dettaglio.

La RICHIESTA GENERICA corrisponde alla domanda: “Come hanno giocato? Chi hai notato?”
Evidentemente le mie risposte non hanno convinto il coach perché, dopo la prima volta, non ha più formulato quelle domande. Diciamo che il suo scetticismo è stato anche confermato da espressioni come “Si vede che non capisci una mazza di pallavolo” oppure “Non hai ancora capito chi giocava da opposto... Eppure sono tre anni che tento di spiegarti la differenza tra opposto e schiacciatrice”.
Poi si è passati alla RICHIESTA NOMINATIVA: “Come ha giocato Tizia?”
Non faccio nomi per rispetto alle interessate e soprattutto alle nostre rossoblu, colleghe di ruolo di Tizia, visto che il quesito è tendenzioso (e sottintende: “chissà che per l’anno prossimo non ci si faccia un pensierino...”). Puntualmente tutte le atlete che interessano il coach non giocano perché sono infortunate...

Quando poi Marcello è incavolato per la prestazione di qualche nostra giocatrice, si passa alla RICHIESTA CENTRATA SUL RUOLO. Il coach si informa solo sulle atlete che rivestono uno specifico ruolo: “Come hanno giocato le centrali/le laterali/l’opposta/la palleggiatrice?” Li dico tutti così fughiamo ogni sospetto...
Soltanto dei liberi non mi chiede mai nulla; probabilmente perché in Palafiom è per tradizione il ruolo coperto più stabilmente...
L’ultima volta, forse perché condizionato dal derby di A1, mi ha posto una domanda che non mi aspettavo, la RICHIESTA CENTRATA SULLA STATURA: “C’erano giocatrici alte?” A prescindere dalla qualità.
Come a dire: puntiamo sul materiale grezzo; poi si pensa a trasformare l’ammasso di centimetri in giocatrici talentuose...

Speravo che i play-off potessero rappresentare l’occasione per qualche altra visita di cortesia, ma purtroppo, per quello che mi riguarda, la stagione è finita. Le mie squadre preferite, Ceglie e San Pietro Vernotico, sono prematuramente uscite di scena. Beh, del Ceglie ho assistito a tre vittorie su tre partite; se poi viene spostata la data della partita all’ultimo momento non è colpa mia... Comunque, forza Valentina!
Da San Pietro mi sono tenuto a distanza vista la diffida che ho ricevuto da una delle giocatrici preferite dal nostro coach. Con il deludente e inspiegabile risultato dei play-off, quindi, non c’entro niente. Resto in attesa di sapere quando scade la diffida e con l’occasione saluto la numero uno, la diffidatrice, la mitica Corvino (di lei mi chiedeva Clara) e tutto il resto.

Ora le preghiere sono rivolte a Sant’Oronzo e a Santa Fefa perché salvino l’Azzurra Lecce. In bocca al lupo, ovviamente, anche all’Oria e all’Ugento, ma intanto parte l’invasione della Campania e poi per quest’anno abbiamo finito.
Non so se riuscirò a rifare il fumetto dell’estate. L’idea ci sarebbe; e anche i testi e il titolo (Viaggio a Herat). Il problema è il tempo per oltre 100 disegni...
Letterina a Babbo Natale

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:
1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).
2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.
3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.
4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.
5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).
6) Désirée che realizza un punto anche in B2.
7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.
8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).
9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?
10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."
Nostalgia canaglia

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.
Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.
Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.
In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.
A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.
Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.
Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!
L'Azzurra Lecce a due set dalla salvezza

Un’Azzurra concentrata, determinata, spettacolare, ha avuto la meglio sul Real Volley Nardò nella gara d’andata della 25^ fase dei play-out.
La partenza di Fefa e compagne è travolgente (6-0) e il primo set sembra già segnato dopo i primi minuti. I tifosi al seguito delle neretine sono, come sempre, piuttosto calorosi, ma la palestra di via Bari non cessa di sostenere le atlete leccesi.

Queste ultime, peraltro, stasera sono particolarmente motivate e fanno bene tutto quello che c’era da fare, nonostante un’avversaria insidiosa.
Come spesso è avvenuto in questo campionato, anche l’Azzurra tende ad attuare una politica di risparmio energetico e questo consente alle ospiti di rimontare parte del passivo, ma il set non è mai in discussione.
Nell’intervallo mi sposto nel settore delle transenne e comprendo come quello della sovrappopolazione del pianeta sia un gran problema.

Ottima Azzurra anche nel secondo parziale, sebbene il Nardò abbia iniziato a prendere le misure. Fefa difende con la consueta posizione yoga e attacca come la Piccinini. Ottima anche la prestazione di Sabrina, che è mancina. Essendo mancina, dà l’impressione a chi non la conosce di saltare da posto quattro in anticipo, sembra che la palla le sfugga, ma poi carica il braccio sinistro ed affonda colpi devastanti.
A rete si fanno sentire i centimetri di Giusy, Valeria e della numero quattro, mentre lo sguardo di Valeria Spano, presente in palestra, trasmette a Isabella lo stesso tempismo e gli stessi elevati livelli di fosforo. Vedendomi a Lecce il giorno dopo della partita di Tuglie, penserà che sono diventato un tifoso interinale.
Splendida anche Federica. Veramente non gioca, ma è splendida lo stesso.

C’è un’interruzione dovuta ad alcuni rilievi critici dei tifosi neretini nei riguardi nella conduzione arbitrale. Al rientro in campo, la concentrazione delle padrone di casa resta immutata ed anche il secondo parziale è dell’Azzurra.
Nel terzo set cresce il Nardò. Del talento di Demelza si è già parlato diffusamente in questo blog, ma è tutta la squadra che adesso sta giocando bene ed è un vero peccato che le due società debbano affrontarsi nei play-out quando avrebbero meritato una salvezza più tranquilla.

Annarita Tricarico taglia con i propri servizi la difesa leccese. Coach Donno effettua alcuni cambi. Ora che ci penso, vedo dei volti nuovi nell’Azzurra e noto alcune assenze. Le riserve dell’Azzurra si fanno trovare preparate, soprattutto dal punto di vista atletico. Infatti, quando sono ai bordi del terreno di gioco, si riscaldano per tutta la durata della partita camminando su e giù per andare a vedere il tabellone del punteggio. Purtroppo, però, il set è compromesso.

Nel quarto set l’Azzurra esprime un volley spettacolare. Alle ragazze leccesi riesce tutto meravigliosamente bene. Grande capitana, che sbroglia molte situazioni complicate e continua a martellare da tutte le posizioni, e grande Sabrina (Ciccia...), che compie un salvataggio epico e mette pressione alla difesa ospite con servizi particolarmente efficaci.
Un tifoso neretino invita Federica a spostarsi perché gli impedisce di vedere la partita. Non ci posso credere... Io farei spostare la partita perché mi impedisce di vedere Federica.

Intanto, l’Azzurra, acquisito un vantaggio di oltre dieci punti, si concede un pausa finale e permette al Nardò di recuperare parte del distacco. Ma ormai è fatta.
A Nardò mercoledì sarà battaglia, ma l’Azzurra ha la consapevolezza di poter compiere qualunque impresa continuando a giocare così bene. In bocca al lupo!
Le vite degli altri
Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?
Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.
L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...
Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.
L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.
A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.
Tristezza e nostalgia

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.
Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.
Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.
Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.
Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”
Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”
Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.
Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.
Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.
Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!
Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.
Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.
Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.
Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.
Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.
Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.
Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.
Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.
Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.
Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).
Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.
Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).
Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.
Un mondo che sento svanire.
I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]
E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.
Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.
NOTA:
(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.
Cosa fare sabato sera?

Adesso c’è il turno di riposo della Palafiom. Ogni squadra avrà tre punti da spartire con un’avversaria mentre soltanto la Palafiom resterà sicuramente a secco. Che sofferenza.
Come impiegare questo turno di riposo? Ci sono varie possibilità.
1) Opzione “ETNICA” - Andare a sostenere le cuginette della... dell’altra squadra di Taranto a Nardò in una partita che equivale ad uno spareggio. Credo che il coach non apprezzerebbe. Resta, inoltre, il solito quesito: loro cosa hanno fatto per noi? Saremmo già in B2 senza quel punto di m... e poi sabato sono pure andate a vincere a Lecce, contro le amiche mie (a cui hanno preso 6 punti su 6). Allora è proprio per mettersi a contrasto...! Non hanno tolto un punto a nessuno quando serviva; si sono sciolte come neve al sole davanti al Tuglie e all’Oria e in compenso hanno rotto le palle soltanto a noi e agli amici. Beh, sapete ce stè? Niente opzione etnica.
2) Opzione “GUFA” - Andare a vedere Oria-Tuglie e tifare per chi bisogna tifare. Sarebbe già la seconda volta che vado, diciamo così, ad assistere ad una partita del Tuglie da... osservatore. A Oria quattro risultati su sei (3-0, 3-1, 3-2 e finanche 2-3) sarebbero molto interessanti e il paese è stupendo.
3) Opzione “SOLIDALE” - Andare a San Giorgio a sostenere le amiche dell’Azzurra Lecce. Questa è un’altra partita da cardiopalma: chi vince è quasi salvo, ma chi perde si inabissa nell’incubo. A prescindere dalle mie simpatie per l’Azzurra, sono convinto che sarà un incontro intenso.
4) Opzione “ROMANTICA” - Andare a tifare per l’arbitra Valeria ovunque essa sia. Entrerei così nel guiness dei primati: primo caso di tifo pro-arbitro. Ogni fischio una strombazzata, quale che sia la squadra che ottiene il punto. Più che nel guiness dei primati, forse entrerei in un reparto psichiatrico.
5) Opzione “ESTETICA” – Andare a Valenzano a vedere Virginia, peraltro impegnata contro la squadra di quelle che giocano con i perizoma al posto dei pantaloncini.
6) Opzione “QUALITA’” – Ci sono due squadre pugliesi in serie A1 femminile ed una tra Assorbenti Altamura e Pannoloni Santeramo dovrebbe giocare in casa. Non ho mai visto una partita di volley femminile a questi livelli; potrebbe essere bello.
7) Opzione “POLIZIESCA” – Andare al mare. Non per fare il bagno o per prendere il sole, ma per impedire che lo faccia Alessandra.
NOTE:
La foto di Virginia Vuovolo è tratta dal sito www .aspav.it.
Lists, I make lists...
Lists, I make lists
of all the things that I need to fix,
of all the things that I’m not prepared for,
of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.
Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.
STRUTTURE D’ECCELLENZA
1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).
2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).
3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).
TENSOSTRUTTURE BUONE
4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)
5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)
STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE
6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)
7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)
8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)
STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE
9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)
10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)
11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)
SOTTO LA SUFFICIENZA
12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)
13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)
14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)
15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)
16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

NOTE:
(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.
All Star Team

Facciamo anche un bilancio sulle “risorse umane”. Ho chiesto a coach Marcello di individuare l’All Star Team di questo girone, il sestetto ideale. Sono ovviamente escluse le ragazze della Palafiom e si tratta di un semplice giochino. Fatte queste doverose premesse, Marcello vede bene Spano (Tuglie, foto a destra) in regia, Tomaselli (Oria) opposto, Corvino (San Pietro Vernotico) e Albino (Ceglie) laterali con la Liace (Oria) quale valida alternativa della Albino, De Nicola (San Pietro Vernotico, foto a sinistra) e Giotta (Putignano) centrali –





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