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Ma il volley è sempre più blu (anzi, più azzurro)

di skanderbeg69 (12/02/2009 - 15:45)

Dopo l’Azzurra Lecce e l’Azzurra Molfetta, ho scoperto quest’anno che esiste anche l’Azzurra Montescaglioso. Senza contare che il nome ufficiale della Primadonna Trani è Aquila Azzurra Trani.

Tutte squadre azzurre.

Per carità, l’azzurro è un colore che parla di mare e di cielo, è il colore di tutte le squadre nazionali italiane, è un colore che è stato ampiamente esaltato da artisti e cantanti (cito a titolo di esempio soltanto Adriano Celentano). Purtroppo è anche un colore che in tempi recenti ha assunto un significato politico molto particolare, ma lasciamo stare.

Che si scelga questa tinta per definire una società sportiva, lo trovo più che comprensibile proprio in virtù delle suggestioni e delle comparazioni tutte positive che evoca questa tinta.

Quello che non capisco è perché SOLTANTO l’azzurro.

Ci sono tanti altri bei colori, eppure non ho mai sentito parlare, chessò?, di Gialla Lecce, di Verde Molfetta, di Rossa Montescaglioso, di Aquila Fucsia Trani...

Perché?

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Parola di boy (talent) scout

di skanderbeg69 (16/05/2008 - 13:19)

Ogni tanto mi fa piacere andare a vedere partite di serie C.

Quando comunico a Marcello le mie visite, il nostro coach talvolta mi chiede un parere in merito. Ho l’impressione, però, che l’allenatore rossoblu non si fidi molto delle mie valutazioni tecniche ed ho anche notato che la sua richiesta di informazioni è formulata ogni volta in modo diverso. Ho individuato almeno quattro tipologie di richieste.

Si è partiti dalla richiesta generica per passare poi alla richiesta nominativa e quindi alla richiesta centrata sul ruolo e infine a quella centrata sulla statura.

Esaminiamole nel dettaglio.

La RICHIESTA GENERICA corrisponde alla domanda: “Come hanno giocato? Chi hai notato?”

Evidentemente le mie risposte non hanno convinto il coach perché, dopo la prima volta, non ha più formulato quelle domande. Diciamo che il suo scetticismo è stato anche confermato da espressioni come “Si vede che non capisci una mazza di pallavolo” oppure “Non hai ancora capito chi giocava da opposto... Eppure sono tre anni che tento di spiegarti la differenza tra opposto e schiacciatrice”.

Poi si è passati alla RICHIESTA NOMINATIVA: “Come ha giocato Tizia?”

Non faccio nomi per rispetto alle interessate e soprattutto alle nostre rossoblu, colleghe di ruolo di Tizia, visto che il quesito è tendenzioso (e sottintende: “chissà che per l’anno prossimo non ci si faccia un pensierino...”). Puntualmente tutte le atlete che interessano il coach non giocano perché sono infortunate...

Quando poi Marcello è incavolato per la prestazione di qualche nostra giocatrice, si passa alla RICHIESTA CENTRATA SUL RUOLO. Il coach si informa solo sulle atlete che rivestono uno specifico ruolo: “Come hanno giocato le centrali/le laterali/l’opposta/la palleggiatrice?” Li dico tutti così fughiamo ogni sospetto...

Soltanto dei liberi non mi chiede mai nulla; probabilmente perché in Palafiom è per tradizione il ruolo coperto più stabilmente...

L’ultima volta, forse perché condizionato dal derby di A1, mi ha posto una domanda che non mi aspettavo, la RICHIESTA CENTRATA SULLA STATURA: “C’erano giocatrici alte?” A prescindere dalla qualità.

Come a dire: puntiamo sul materiale grezzo; poi si pensa a trasformare l’ammasso di centimetri in giocatrici talentuose...

Speravo che i play-off potessero rappresentare l’occasione per qualche altra visita di cortesia, ma purtroppo, per quello che mi riguarda, la stagione è finita. Le mie squadre preferite, Ceglie e San Pietro Vernotico, sono prematuramente uscite di scena. Beh, del Ceglie ho assistito a tre vittorie su tre partite; se poi viene spostata la data della partita all’ultimo momento non è colpa mia... Comunque, forza Valentina!

Da San Pietro mi sono tenuto a distanza vista la diffida che ho ricevuto da una delle giocatrici preferite dal nostro coach. Con il deludente e inspiegabile risultato dei play-off, quindi, non c’entro niente. Resto in attesa di sapere quando scade la diffida e con l’occasione saluto la numero uno, la diffidatrice, la mitica Corvino (di lei mi chiedeva Clara) e tutto il resto.

Ora le preghiere sono rivolte a Sant’Oronzo e a Santa Fefa perché salvino l’Azzurra Lecce. In bocca al lupo, ovviamente, anche all’Oria e all’Ugento, ma intanto parte l’invasione della Campania e poi per quest’anno abbiamo finito.

Non so se riuscirò a rifare il fumetto dell’estate. L’idea ci sarebbe; e anche i testi e il titolo (Viaggio a Herat). Il problema è il tempo per oltre 100 disegni...

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Letterina a Babbo Natale

di skanderbeg69 (25/12/2007 - 12:54)

Dopo aver rivolto tanti auguri a coach Marcello, al presidente Urago, a Mary e famiglia, al diesse-navigatore-guida-Michelin Pino, a Lisa, alla famiglia Leone, al d.j. Pino, alle splendide giocatrici della Palafiom (soprattutto alle infortunate: Valentina presto sul parquet!), alle splendide promesse dell’Under, ai loro genitori e familiari, al medico sociale, al custode, ai ragazzi di cui non conosco il nome ma che svolgono ogni sabato un oscuro lavoro che consente l’ottimizzazione del Maria Pia, a Luca, ai tifosi, ai Ciccini, alle ex-giocatrici (numerose in palestra sabato scorso, da Roberta a Renatona), affidando in particolare Alessandra Passaro alla protettrice delle partorienti (“Santa Liberata, fa’ che l’uscita sia dolce come l’entrata...”), a coloro che hanno lasciato un’offerta (pochi...), ai nostri sostenitori on-line e soprattutto al misterioso abruzzese che a Lanciano vedrà la vera Palafiom, ai giornalisti, ai lettori del blog e in particolare ai numerosi lettori di Acquaviva delle Fonti, a tutte le squadre e ai tifosi avversari, in particolare agli amici dell’Orion Napoli, a ‘o professore, alle stelle di Valenzano, all’Eurobios e alla nostra amica Lulù (che oggi festeggia anche il compleanno), a coach Delli Carri e alla famiglia Liguori, alla fenomena e alla veneta volante (da Honolulu a Ostuni), al Salerno (con un incoraggiamento particolare a Rossana), alle campane toste del Centro Ester, ai cuori di Potenza, a Verino, al presidente, al Manoppello e a Manoppello, alle squadre che non abbiamo ancora affrontato e conosciuto, a tutte le società tarantine e in particolare alla Prisma, alla Montagna incantata, al San Pietro Vernotico, al Tuglie, a Valentina sempre più brava con il 100% di ricezione perfetta, a Piero Marzano, all’Azzurra Lecce, al Putignano tecnologico, a Federica, al Cisternino di Salvino, a Dario del Martina Franca, a Peppe Fabiano; dopo gli auguri (mi scuso se ho dimenticato qualcuno), dunque, è arrivato il momento di rispettare la tradizione di fine anno scrivendo a Babbo Natale.

"Caro Babbo Natale, quest’anno la consueta letterina con i 10 desideri stavo quasi per consegnartela a mano, ma forse è meglio socializzarla. L’anno scorso sei stato bravo. Nonostante l’età, vedo che non sei ancora completamente rintronato. Allora, i 10 desideri per il 2008 sono:

 

1) Beh, il primo è scontato: la salvezza (si può dire, no? E’ l’obiettivo dichiarato).

2) Poiché non mi dimentico degli amici, regala la salvezza anche all’Azzurra Lecce e al Casarano e la promozione in B2 al San Pietro Vernotico, al Tuglie, al Ceglie e all’Ugento. Tutte e quattro contemporaneamente, hai capito bene; trova tu il modo. Chessò? Un paio di wild-cards... E’ chiaro, però, che se non si dovesse realizzare il desiderio n. 1 (e qui facciamo i gesti che dobbiamo fare), non deve realizzarsi neanche il n. 2 per la parte relativa alle promozioni.

3) Riuscire, entro la fine del campionato, a scrivere una sintesi con i punteggi, la durata dei set, gli scout nostri e quelli delle avversarie, le federazioni di appartenza degli arbitri, le sostituzioni. Contemporaneamente.

4) Trovare uno sponsor ricco ed utile, tipo la Kinder.

5) L’ILVA riconvertito in parco naturale ed Emilio Riva riconvertito a raccattapalle per la Palafiom (se non detenuto per altra causa).

6) Désirée che realizza un punto anche in B2.

7) I Negramaro che vengono a fare gli stacchetti musicali tra un set e l’altro.

8) La chiave del portone della Santucci che l’8 marzo si spezza e resta incastrata così lei non può uscire di casa e Luana gioca con noi (“contro di noi” è un’espressione che nel caso di Zaby non riesco ad usare).

9) Vincenzo Di Pinto al Maria Pia. Ha venùte Radamès; no’ pot’ venè Vincenzino...?

10) Clara che a fine stagione firma un contratto quinquennale."

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Nostalgia canaglia

di skanderbeg69 (09/10/2007 - 15:36)

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.

    Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.

Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.

In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.

A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.

    Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.

Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!

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L'Azzurra Lecce a due set dalla salvezza

di skanderbeg69 (29/05/2007 - 20:24)

Un’Azzurra concentrata, determinata, spettacolare, ha avuto la meglio sul Real Volley Nardò nella gara d’andata della 25^ fase dei play-out.

La partenza di Fefa e compagne è travolgente (6-0) e il primo set sembra già segnato dopo i primi minuti. I tifosi al seguito delle neretine sono, come sempre, piuttosto calorosi, ma la palestra di via Bari non cessa di sostenere le atlete leccesi.

Queste ultime, peraltro, stasera sono particolarmente motivate e fanno bene tutto quello che c’era da fare, nonostante un’avversaria insidiosa.

Come spesso è avvenuto in questo campionato, anche l’Azzurra tende ad attuare una politica di risparmio energetico e questo consente alle ospiti di rimontare parte del passivo, ma il set non è mai in discussione.

Nell’intervallo mi sposto nel settore delle transenne e comprendo come quello della sovrappopolazione del pianeta sia un gran problema.

Ottima Azzurra anche nel secondo parziale, sebbene il Nardò abbia iniziato a prendere le misure. Fefa difende con la consueta posizione yoga e attacca come la Piccinini. Ottima anche la prestazione di Sabrina, che è mancina. Essendo mancina, dà l’impressione a chi non la conosce di saltare da posto quattro in anticipo, sembra che la palla le sfugga, ma poi carica il braccio sinistro ed affonda colpi devastanti.
        A rete si fanno sentire i centimetri di Giusy, Valeria e della numero quattro, mentre lo sguardo di Valeria Spano, presente in palestra, trasmette a Isabella lo stesso tempismo e gli stessi elevati livelli di fosforo. Vedendomi a Lecce il giorno dopo della partita di Tuglie, penserà che sono diventato un tifoso interinale.

Splendida anche Federica. Veramente non gioca, ma è splendida lo stesso.

C’è un’interruzione dovuta ad alcuni rilievi critici dei tifosi neretini nei riguardi nella conduzione arbitrale. Al rientro in campo, la concentrazione delle padrone di casa resta immutata ed anche il secondo parziale è dell’Azzurra.

Nel terzo set cresce il Nardò. Del talento di Demelza si è già parlato diffusamente in questo blog, ma è tutta la squadra che adesso sta giocando bene ed è un vero peccato che le due società debbano affrontarsi nei play-out quando avrebbero meritato una salvezza più tranquilla.

Annarita Tricarico taglia con i propri servizi la difesa leccese. Coach Donno effettua alcuni cambi. Ora che ci penso, vedo dei volti nuovi nell’Azzurra e noto alcune assenze. Le riserve dell’Azzurra si fanno trovare preparate, soprattutto dal punto di vista atletico. Infatti, quando sono ai bordi del terreno di gioco, si riscaldano per tutta la durata della partita camminando su e giù per andare a vedere il tabellone del punteggio. Purtroppo, però, il set è compromesso.

Nel quarto set l’Azzurra esprime un volley spettacolare. Alle ragazze leccesi riesce tutto meravigliosamente bene. Grande capitana, che sbroglia molte situazioni complicate e continua a martellare da tutte le posizioni, e grande Sabrina (Ciccia...), che compie un salvataggio epico e mette pressione alla difesa ospite con servizi particolarmente efficaci.

Un tifoso neretino invita Federica a spostarsi perché gli impedisce di vedere la partita. Non ci posso credere... Io farei spostare la partita perché mi impedisce di vedere Federica.

Intanto, l’Azzurra, acquisito un vantaggio di oltre dieci punti, si concede un pausa finale e permette al Nardò di recuperare parte del distacco. Ma ormai è fatta.

A Nardò mercoledì sarà battaglia, ma l’Azzurra ha la consapevolezza di poter compiere qualunque impresa continuando a giocare così bene. In bocca al lupo!

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Le vite degli altri

di skanderbeg69 (26/05/2007 - 07:49)

Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?

Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.

L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...

Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.

L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.

A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.

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Tristezza e nostalgia

di skanderbeg69 (12/05/2007 - 13:49)

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.

    Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.

Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.

Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.

Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”

Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”

Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.

Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.

Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.

    Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!

Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.

Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.

Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.

Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.

    Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.

Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.

Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.

Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.

Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.

Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).

    Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.

Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).

Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.

Un mondo che sento svanire.

I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]

E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.

Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.

 

NOTA:

(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.

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Cosa fare sabato sera?

di skanderbeg69 (24/04/2007 - 21:42)

Adesso c’è il turno di riposo della Palafiom. Ogni squadra avrà tre punti da spartire con un’avversaria mentre soltanto la Palafiom resterà sicuramente a secco. Che sofferenza.

Come impiegare questo turno di riposo? Ci sono varie possibilità.

1) Opzione “ETNICA” - Andare a sostenere le cuginette della... dell’altra squadra di Taranto a Nardò in una partita che equivale ad uno spareggio. Credo che il coach non apprezzerebbe. Resta, inoltre, il solito quesito: loro cosa hanno fatto per noi? Saremmo già in B2 senza quel punto di m... e poi sabato sono pure andate a vincere a Lecce, contro le amiche mie (a cui hanno preso 6 punti su 6). Allora è proprio per mettersi a contrasto...! Non hanno tolto un punto a nessuno quando serviva; si sono sciolte come neve al sole davanti al Tuglie e all’Oria e in compenso hanno rotto le palle soltanto a noi e agli amici. Beh, sapete ce stè? Niente opzione etnica.

2) Opzione “GUFA” - Andare a vedere Oria-Tuglie e tifare per chi bisogna tifare. Sarebbe già la seconda volta che vado, diciamo così, ad assistere ad una partita del Tuglie da... osservatore. A Oria quattro risultati su sei (3-0, 3-1, 3-2 e finanche 2-3) sarebbero molto interessanti e il paese è stupendo.

3) Opzione “SOLIDALE” - Andare a San Giorgio a sostenere le amiche dell’Azzurra Lecce. Questa è un’altra partita da cardiopalma: chi vince è quasi salvo, ma chi perde si inabissa nell’incubo. A prescindere dalle mie simpatie per l’Azzurra, sono convinto che sarà un incontro intenso.

4) Opzione “ROMANTICA” - Andare a tifare per l’arbitra Valeria ovunque essa sia. Entrerei così nel guiness dei primati: primo caso di tifo pro-arbitro. Ogni fischio una strombazzata, quale che sia la squadra che ottiene il punto. Più che nel guiness dei primati, forse entrerei in un reparto psichiatrico.

5) Opzione “ESTETICA” – Andare a Valenzano a vedere Virginia, peraltro impegnata contro la squadra di quelle che giocano con i perizoma al posto dei pantaloncini.

6) Opzione “QUALITA’” – Ci sono due squadre pugliesi in serie A1 femminile ed una tra Assorbenti Altamura e Pannoloni Santeramo dovrebbe giocare in casa. Non ho mai visto una partita di volley femminile a questi livelli; potrebbe essere bello.

7) Opzione “POLIZIESCA” – Andare al mare. Non per fare il bagno o per prendere il sole, ma per impedire che lo faccia Alessandra.

 

NOTE:

La foto di Virginia Vuovolo è tratta dal sito www .aspav.it.

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Lists, I make lists...

di skanderbeg69 (14/03/2007 - 06:45)

Lists, I make lists

of all the things that I need to fix,

of all the things that I’m not prepared for,

of all the many things that I dread [1]

Al pari della straordinaria cantante israeliana Noa, anche a me ogni tanto piace fare liste e classifiche. Oggi faccio quella dei palazzetti e delle palestre in cui ho assistito ad incontri di pallavolo. La mia è quindi una valutazione da spettatore, non da giocatore. So che il parquet della scuola Alfieri è gradito alle atlete, ma questa è una considerazione un po’ troppo tecnica per me. Per me l’Alfieri fa schifo e basta.

Gli indicatori considerati sono: presenza e quantità di posti a sedere per il pubblico, pulizia e qualità della struttura, visibilità, optional (segnapunti elettronico, speaker, giornalino, ecc.), accessibilità ai servizi igienici. Da quest’ultimo punto di vista l’Alfieri è la palestra peggiore. Se vuoi andare in bagno, o devi passare davanti alla panchina oppure, se decidi di innaffiare il cortile, devi sperare che faccia buio o che nessuno si affacci ai piani alti di corso Italia.

 

STRUTTURE D’ECCELLENZA


1) PUTIGNANO (spalti comodi, ben illuminato, distanza perfetta).

2) CEGLIE (molto bello anche questo, nuovissimo, ma non distribuiscono il giornalino).

3) SAN PIETRO VERNOTICO (un po’ meno curato, ma ci sono lo speaker e ‘a jaddìne).

 

TENSOSTRUTTURE BUONE

 

4) TUGLIE (capienza accettabile, pulito, tabellone funzionante)

5) NARDO’ (come sopra, ma Tuglie sembra più tirato a lucido)

 

STRUTTURE MODESTE MA COMPLETE

 

6) TARANTO, Maria Pia (c’è tutto quello che serve; nulla di più)

7) MARTINA F., Da Vinci (essenziale, un po’ asettico)

8) CISTERNINO, Liceo Polivalente (gradoni vicini al campo, ma offre un senso di vuoto)

 

STRUTTURE GRANDI MA DISPERSIVE

 

9) MASSAFRA (ampio è ampio, ma proprio per questo ci vuole il binocolo...)

10) TREPUZZI (peccato per quella ringhiera che ostacola la visibilità)

11) PULSANO (buona capienza, ma è troppo cupo; tribuna distante dal campo)

 

SOTTO LA SUFFICIENZA

 

12) SAN GIORGIO (oltre che scivolosa, è un po’ claustrofobica)

13) LECCE (palestra piccola ma calorosa; posti a sedere solo in curva)

14) TORRE SANTA SUSANNA (un paio di sedie ci sono)

15) MONTEIASI (l’unica differenza con l’Alfieri è che i bagni sono accessibili)

16) TARANTO, Alfieri (piccola, neanche una sedia, segnapunti manuale)

 

NOTE:

(1) NOA, Worry doll, da Now, 2002.

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All Star Team

di skanderbeg69 (02/03/2007 - 06:51)

    Facciamo anche un bilancio sulle “risorse umane”. Ho chiesto a coach Marcello di individuare l’All Star Team di questo girone, il sestetto ideale. Sono ovviamente escluse le ragazze della Palafiom e si tratta di un semplice giochino. Fatte queste doverose premesse, Marcello vede bene Spano (Tuglie, foto a destra) in regia, Tomaselli (Oria) opposto, Corvino (San Pietro Vernotico) e Albino (Ceglie) laterali con la Liace (Oria) quale valida alternativa della Albino, De Nicola (San Pietro Vernotico, foto a sinistra) e Giotta (Putignano) centrali – in subordine Abbracciavento (Putignano) -, Natali (Tempesta) libero.

Coach si riserva, comunque, di riproporre l’All Star Team al termine del campionato.

La mia formazione ideale (sempre escludendo le nostre atlete) è: Marcianò (Tempesta) palleggiatrice, Calò (Tuglie) e Dimastrodonato (San Pietro Vernotico) laterali, Cutaia (Lecce) e De Bonis (San Pietro Vernotico, foto sotto) centrali, De Mitri (Oria) da qualche parte, Rampino (Lecce) maestra yoga.

    Probabilmente vincerebbe il sestetto di Marcello, ma i tifosi (maschi) della mia squadra uscirebbero comunque dalla palestra soddisfatti...

A parte gli scherzi, tendo ad essere d’accordo col coach, anche se vedrei la Abbracciavento titolare e come liberi mi sono piaciute la Sanasi (Nardò) e la Romano (Tuglie), che sabato a Lecce non ha fatto cadere a terra neanche i gioppini. Nel mio caso, però, va fatta una terza premessa e cioè che io di pallavolo non è che capisca molto. A stento il coach sta riuscendo a farmi capire i ruoli.

E’ in fase di costruzione il sestetto delle giocatrici più urtac...o, ma quello non possiamo pubblicarlo; magari lo facciamo girare via email. I contributi delle giocatrici della Palafiom sono benvenuti. Io ho già un nome che proprio mi esce con impeto.

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Primati da difendere

di skanderbeg69 (07/02/2007 - 19:19)

Ogni tanto mi tolgo qualche curiosità. Quali sono, ad esempio, le foto più viste del mio blog?

    Facciamo prima una precisazione: la classifica è condizionata da almeno due fattori. Il primo è “l’anzianità di esposizione”: ovviamente una foto pubblicata un mese fa è più vista di una foto pubblicata ieri. Il secondo è il fatto che Dada ogni tanto espone sul proprio sito, per qualche ora, foto prese a campione dai numerosi blog del portale. Quando gira una foto presa da Skanderblog è probabile che quella foto sia più vista di altre. Veramente non mi è chiaro cosa si intenda per “vista”: un accesso al blog mentre è esposta quella foto o proprio un clic sulla foto stessa? Buh.

Vediamo alcuni risultati. Tempo fa, in un commento, avevo annunciato con orgoglio che la foto di Silvia Buso (vestita) è stata vista 382 volte contro le 187 della Piccinini (assai poco vestita). Figuriamoci il distacco ad abiti invertiti...

Oggi, però, scopro che anche la foto del Torre Santa Susanna è stata vista più della Piccinini (343 volte). Non solo. Ai vertici della classifica c’è la foto dei cani dalmata giunti a Taranto per il funerale di Malcolm (578 volte). 

    Temo che l’autostima di Silvia possa subire un duro colpo: più popolare della Piccinini, sì, ma meno di quattro cani...

Concludo sulle foto, confermando – e ci mancherebbe altro - la mia disponibilità a copiare quelle che faccio durante le partite su un paio di cd a fine campionato perché possano girare ed essere acquisite da tutte le giocatrici interessate. Se invece volete subito foto che ho già pubblicato, basta chiedere e magari ve le mando via email (NB: però non scrivete il vostro indirizzo email sul blog altrimenti si decuplica lo spam a vostro danno).

 

Altra attività periodica è il Palafiom-surfing, che consiste nel cliccare i nomi di alcune giocatrici su Google per verificare la loro visibilità on line (nonché quella dello stesso blog). Grazie soprattutto alle interviste (e all’indicizzazione di Forzaragazze.it), questa visibilità si sta rafforzando.

    Ma la cosa divertente adesso sono i giocatori o i tecnici di altre squadre. E’ bastato salutare sul blog Salvino Giacovelli (Athena Cisternino) o menzionare Valeria Spano (Tuglie) perché, digitando i loro nomi sul motore di ricerca, gli stessi balzassero al primo posto, superando omonimi citati in altri siti internet. Questo, per alcune settimane, è valso anche per il sindaco Gino Montanaro, più popolare in rete per Skanderblog piuttosto che per i siti di Ginosa, che però adesso hanno recuperato (noi, al momento, siamo quinti; ma fra un po’ lo rinomino così passiamo di nuovo avanti...).

Scrivendo su Google “Torre Santa Susanna Pallavolo”, Skanderblog è al primo posto; con “Tempesta pallavolo” siamo secondi.

Anche scrivendo “Federica Cutaia” o “Virginia Vuovolo” Skanderblog è al primo posto dei siti elencati da Google, fatto abbastanza sorprendente se consideriamo che le rispettive squadre (Azzurra Lecce e Valenzano) hanno propri siti internet. M’agghie stà attìnd’ a quidd’ ca scriv’... Meno male che ho parlato bene di entrambe (e come avrei potuto fare il contrario?), ma se navigano in rete anche il padre della Cuti e il marito della Vuovolo, io sono rovinato...

Beh, non posso nascondere un po’ di narcisistica soddisfazione nel veder crescere l’indicizzazione del blog (1089 contatti, peraltro, tra il 31 gennaio e il 6 febbraio), però non è questo il primato che ci interessa e che dobbiamo difendere.

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Palafiom Taranto-Azzurra Lecce 3-1

di skanderbeg69 (28/01/2007 - 16:33)

Sabato 27 gennaio 2007, ore 17.00.

Seconda partita consecutiva in casa per la Palafiom ed avvio del girone di ritorno. Da una discreta posizione di classifica.

All’”Alfieri” arriva l’Azzurra Lecce, squadra imprevedibile, capace di battere Oria e di far soffrire Ugento, ma anche di perdere a Corsano e con il Nardò tra le mura amiche.

 Lo “sfigometro” della Palafiom rileva l’ennesimo infortunio: Sonia è stata vittima di uno stiramento giovedì scorso (questa, almeno, è la versione ufficiale...), mentre Alessandra viene centrata in volto da una pallonata durante il riscaldamento. In compenso, i tempi di recupero di Rossella sembrano meno preoccupanti di quanto si temesse. Ancora una volta, dunque, le baby d’oro Valentina e Silvietta sono chiamate a servire la patria.

Primo set.

La Palafiom fatica ad entrare in partita e Lecce realizza i primi tre punti dell’incontro. Silvietta dimostra subito che l’emozione di giocare in prima squadra ormai è messa alle spalle (2-3), anzi forse non c’è mai stata visto il suo epico esordio proprio nella palestra leccese di via Bari, ma le tarantine hanno difficoltà a superare il muro salentino (4-8). Alcuni errori in attacco delle ospiti tengono in corsa la Palafiom, che con un muro di Silvietta e un perentorio primo tempo di Clara agguanta il pareggio (9-9).

    Lungolinea della capitana leccese Fefa Rampino e attacco sulla rete delle tarantine (10-12). Bene le nostre centrali. Ace di Clara e finalmente le padrone di casa passano in vantaggio: 13-12. Il fondamentale del servizio sarà un’arma sfruttata soprattutto dalla Palafiom, ma in attacco abbiamo percentuali insoddisfacenti e l’Azzurra torna in vantaggio. Attacco fuori delle salentine (è coach Marcello a urlare di non toccare la palla) e bella diagonale di Michela: siamo 16-14, grazie anche ai servizi tesi di Silvietta.

Il padre del nostro giovane opposto è diviso tra più fronti: osserva la prestazione della figlia e si tiene in contatto con la moglie: “Siete arrivati? Avete iniziato il riscaldamento? A che ora pensi di calare la pasta stasera?”. Non so se gli esiti delle partite influenzino anche il clima familiare. Se moglie e figlia vincono, tutti contenti. Se una vince e l’altra perde, l’atmosfera può ancora essere sopportabile. Ma se perdono entrambe, non vorrei essere nei panni del signor Mastandrea...

Un attacco di Michela induce l’allenatore ospite a fermare il tempo. Il time-out è proficuo perché Lecce si riporta subito in parità: Silvia ha scagliato il pallone verso il quadro svedese e Michela è stata murata. Sul 17-18 per le leccesi è Marcello che tenta la strada di un time-out autoconvocato, ma l’arbitro non è molto d’accordo ed impone la sua autorità. Poi il time-out si può fare.

Si lotta punto su punto in questo set estremamente equilibrato. Muro di Silvia e bomba di Valentina, che finalmente mette un pallone a terra. E’ entrata in partita la piccina. Forse durante la settimana ha l’abitudine di fare la pennichella e la partita del sabato le crea qualche scompenso. Bisogna prendere in considerazione l’ipotesi di iniziare a giocare alle 17.30.

Cambio nel Lecce: entra Federica Cutaia, che rispetto alla partita di andata è cresciuta di altri 30 centimetri, ed è la svolta decisiva del set.

 Un pallone giocato dalle leccesi sfiora il soffitto e passa giusto in mezzo a due rientranze prima di essere schiacciato, poi tocca il nastro e finisce dentro il campo delle padrone di casa (20-21). Un classico punto-culo. Forse la fortuna ha iniziato a sorridere all’Azzurra, come auspicava il ds Antonio prima dell’avvio del match. Clara (primo tempo) e Michela (attacco) non ci stanno (22-21), ma i capovolgimenti di fronte si susseguono: muro ed attacco delle leccesi intervallati da un insolito errore del nostro martello, che di norma, quando la palla scotta, sa come spingerla nel campo avversario (22-24). Silvia annulla una palla-set, ma Clara sbaglia il servizio (25-25). La Palafiom può attaccare e Silvietta chiama il passaggio di Alessandra, con più delicatezza rispetto alle minacce in stile mafioso del match-point della partita d’andata, ma l’esito purtroppo è differente: 25-26. L’Azzurra non ha le vertigini e sfrutta al meglio l’opportunità di attaccare: 25-27.

Il primo set è delle leccesi.

Secondo set.

Sembra la fotocopia della partita d’andata: la Palafiom ci mette un set per entrare in partita e il dottor Jekyll salentino, come spesso avviene in questo campionato, si trasforma in Mister Hyde.

E’ Clara che prende per mano la squadra in questa fase dell’incontro: attacco, muro e siamo sul 5-2. Lecce adesso è distratta in difesa ed imprecisa in attacco. E la battuta della Palafiom fa male. E’ Valentina, in particolare, che sta forzando il servizio con successo (10-3). Ci ha messo un po’ di tempo per entrare in partita, ma adesso non la ferma più nessuno. Le salentine non riescono più ad attaccare, cosa che invece continuano a fare efficacemente Michela e Clara (14-3). Tocco magico di Alessandra. Brava, almeno una volta a partita devi farlo. Michela aumenta il vantaggio di un set ormai segnato (17-4).

    Entra la watussa leccese: bel servizio, bella ricezione, bella lei. Ma non basta (18-7).

Scambio di battute e di sguardi tra Ivana, l’arbitra e Pino Moro: “Perché mi guarda?” “Non guardo” “Guardo lei che guarda lei che guarda me...”

Oltre a contestare vivacemente il direttore di gara, Ivana vorrebbe anche accantonare “il galateo della trombetta”, ma riesco a resistere.

L’Azzurra Lecce sostituisce la palleggiatrice: l’ingegner Di Coste cede il posto alla Santantonio ed ha così modo in panchina di revisionare i progetti di costruzione del gioco, che in questo set è risultato difficoltoso. Punto di Clara, dominatrice del set (19-7), ma il finale è tutto di Valentina. Dopo un riuscito pallonetto dell’alzatrice leccese (a parte questo, comunque, Roberta se l’è cavata bene anche stasera), il nostro giovane martello segna tre punti pesanti con schiacciate devastanti e il set si chiude 25-11.

Terzo set.

        La squadra leccese ha caratteristiche particolari: durante gli intervalli si siedono sul parquet attorno al coach come fanno i boy-scout ai fuochi di bivacco. Ancora più strana è la posizione assunta da alcune giocatrici in fase di ricezione: accosciate, praticamente a contatto con il parquet. Una specie di posizione yoga.

Si riprende a giocare. Rotto il ghiaccio nel secondo set, Valentina continua a picchiare forte anche nel terzo, ma sull’altro fronte non scherza neanche la Rampino (5-6). Intanto cresce anche Michela (6-6).

Valentina continua a servire in modo splendido e realizza anche un ace (8-6)! Marcello le dice di calmarsi, ma la piccina non riesce più a dosare la forza e il servizio finito in viale Magna Grecia suscita una certa irritazione nel coach. Altro secondo tocco di Alessandra e duello a rete tra Michela e la Carbone, vinto questa volta dalla centrale leccese (12-9). Primo tempo di Silvia, ma l’Azzurra sfrutta un mani-fuori e alcuni errori tarantini in fase d’attacco (13-13).

    Si lotta punto a punto. Ace di Silvietta, ma questa volta le maggiori responsabilità pesano sulla coscienza della difesa leccese, un po’ addormentata. Un ace lo avrebbe fatto anche Valentina, ma l’arbitro vede il pallone fuori. La reazione di Ivana rischia di farci avere la prima multa del campionato.

Peraltro, a nostro avviso, l’arbitra ha fatto qualche errore di valutazione tollerando qualche irregolarità di troppo, ma sembra una ragazza simpatica. Non se la tira. Il neoliberismo della signorina è bilanciato dal secondo arbitro, che invece ha tirato le recchie a Marcello per il time-out autoconvocato, alle leccesi per le sostituzioni autogestite e al cameraman che si avvicinava troppo.

 
    Comunque siamo ancora in vantaggio (20-18). Una doppia delle salentine e un primo tempo di Silvia, avvicinano la Palafiom alla conquista di questo parziale (22-19). Lecce prima recupera (22-22) poi si blocca all’improvviso e consente a Valentina di colpire nuovamente avvicinando la chiusura del set (25-22).

Quarto set.

Parte bene la Palafiom (3-0) e Clara si erge a sovrana incontrastata della rete (6-2). Michela perfeziona la sua percentuale di attacchi positivi prima di uno scambio spettacolare che dura una cinquantina di minuti e che viene concluso con un pallone fuori campo di Federica Cutaia (9-3). Con quegli occhi le si può perdonare qualunque errore, ma il coach non è altrettanto romantico e la sostituisce all’istante. Così se la tiene vicina in panchina; chiamalo fesso.

Ottima diagonale della Carbone e pronta replica di Michela. La ricezione della Caracciolo in questa fase è piuttosto creativa, mentre Valentina deve proprio aver esagerato con gli spinaci perché alterna colpi perfetti ad attacchi fuori misura (12-6). Alcuni scambi risultano piuttosto spettacolari: la Palafiom vuole chiudere la pratica, ma l’Azzurra non ci sta a tornare a casa senza punti.

 La capitana Fefa, peraltro poco aiutata dai servizi delle compagne, trascina la squadra con attacchi determinati (13-9), ma Clara ed ulteriori distrazioni difensive delle salentine impediscono ogni tentativo di rimonta. Un mio vicino leccese sta bestemmiando come un turco.

A proposito, l’Azzurra, più che da tifosi, sembra essere circondata da una serie di tecnici sparsi ai quattro angoli del campo che gridano consigli tattici estremamente dettagliati alle atlete. E sempre fra il pubblico il signor Certa nota l’uomo misterioso che si aggirava anche a San Giorgio e Pulsano con la valigetta. Ma questa volta non siamo impreparati: i gesti scaramantici del padre della nostra palleggiatrice proteggono la Palafiom. Anche la stessa palleggiatrice protegge la Palafiom, con la sua bravura.

Pallonetto di Clara (17-10) e doppia fischiata alle leccesi e contestata dalla capitana Fefa. Nessuna discussione, invece, sull’ennesima bomba di Michela da posto 4. La nostra schiacciatrice in questo set è stata semplicemente straordinaria e nella fase finale della partita dà sfogo a tutto il suo talento. Entra Désirée, che si fa trovare preparata in attacco, ma l’Azzurra rintuzza i suoi colpi. Bel punto di Silvia da seconda linea e poi fa tutto Michela: tre punti irresistibili e per la Palafiom è vittoria (25-12).

 

 Al termine dell’incontro, riusciamo a scoprire il vero motivo che ha tenuto in panca il nostro opposto titolare. L’ecografia non lascia dubbi: Anderson, oltre a trascinare la Prisma verso il sesto posto con le sue schiacciate, ha anche trascinato i propri spermatozoi nel punto giusto.

Al termine della partita, alcune riserve dell’Azzurra sono andate a fare la spesa all’adiacente mercato di via Lucania. Parlano testualmente di “spesa dietetica”, ma sta di fatto che, da quando seguo la pallavolo femminile, non sento parlare d’altro che di cibo.

“Il tuo piatto preferito?” – chiedo nelle interviste.

“Tutto!” – rispondono le atlete della Palafiom, ma dal testo scritto i lettori non possono evincere l’espressione bramosa e famelica che accompagna la parola.

            “Il tuo hobby?”

“Mangiareeee...!”

Come si festeggiano gli esordi in campionato? Con i pasticcini.

Se la Palafiom giocasse a basket ed affrontasse il CRAS Pasta Ambra, i pacchi di pasta regalati da Summerton & compagne se li mangerebbero all’istante sul parquet.

Detto questo, diamo un’occhiata ai risultati. Oria-Putignano 3-0, San Giorgio-Tuglie 1-3 (non facciamo commenti perseguibili a querela...), Ugento-San Pietro Vernotico 2-3, Trepuzzi-Tempesta Taranto 3-0, Corsano-Torre Santa Susanna 3-0, Nardò-Ceglie 2-3.

Classifica: Palafiom Taranto 39, Oria 35, Tuglie 34, San Pietro Vernotico 31, Ugento 27, Putignano e Nardò 19, Tempesta Taranto 16, Trepuzzi, Lecce, San Giorgio, Corsano 15, Ceglie 14, Torre Santa Susanna 0.

Sabato prossimo si va a far visita al Putignano, avversario estremamente insidioso.

 

NOTA

Per la cronaca, non è vero che Sonia è incinta.

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All'amicizia

di skanderbeg69 (24/01/2007 - 17:58)

A metà del campionato, desidero staccare un momento l’attenzione dai risultati per soffermarmi su quelli che potremmo definire “effetti collaterali” positivi dello sport. Non voglio usare la ripugnante e inflazionata espressione “valore aggiunto”. Lo sport è costituito anche da valori, direi soprattutto da valori, tra i quali vorrei ricordare la lealtà e il rispetto. E lo sport è anche occasione di amicizia. Bene, a questo punto vorrei salutare società o persone amiche incontrate in questi mesi. O almeno quelle che considero mie amiche; non escludo che qualcuno in Palafiom la pensi diversamente (soprattutto riguardo alla Tempesta dopo quello che è successo nel derby...), ma se non c’è condivisione, ci sia almeno tolleranza per i miei “sentimenti”.

  Prima di tutto saluto la SILICON VOLLEY FIRENZE, il cui nome è già tutto un programma di ironia e di simpatia. Disputa un campionato misto dell’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e ci gioca Lucyblade, che con mia sorella mi ha attivato questo blog e che sul proprio (www.lucyblade.splinder.com) scrive interventi brillanti, sarcastici, degni di Curzio Maltese, Woody Allen, Milana Runjic e Beppe Grillo messi insieme. Da cattolico praticante, la trovo un pochino troppo anticlericale, ma la mia ammirazione per la sua intelligenza resta sconfinata. Un giorno andrò a vederla giocare ed a sostenere la sua squadra. Peccato per l’occasione persa nello scorso dicembre. Per chi volesse conoscere le vicende della squadra, dopo essere entrati nel sito di Lucy basta cliccare sul tag “pallavolo” o “Silicon Volley” ed escono in successione tutti gli articoli sull’argomento (ma consiglio di leggere anche gli altri).

Per questo blog, il mio, rinnovo la mia gratitudine a Lucy, a mia sorella e a tutta Dada.net

Un saluto anche alla PALLAVOLO MARTINA, in cui gioca Federica Paulon e che si sta facendo onore in prima divisione. Squadra femminile a parte, la società merita un plauso per aver conquistato (senza falli di rotazione...) la B2 maschile l’anno scorso ed anche per un sito internet che la Sisley Treviso se lo sogna. L’augurio è quello di un immediato ritorno in serie D per le ragazze, così da poter poi giocare i play-off con il particolare pallone che sappiamo, secondo l’auspicio di una saggia giocatrice di questa squadra (il pallone sarebbe la testa di un noto politico milanese che aveva assunto uno stalliere mafioso). Il 17 marzo, intanto, affronteranno la Mondial Volley alla scuola Leonida in contemporanea con Palafiom-Nardò. Se le tarantine fanno “una cosa presto” e le martinesi trascinano la Mondial al tie-break, si corre a tifare per Fifì & compagne contro Pino Caputo (e non voglio andarci da solo; chi ha orecchie per intendere...).

Un saluto anche a Dario Giacovelli, che gioca nelle giovanili.

Un abbraccio all’ATHENA CISTERNINO di Salvino e di Rita, serie D. Grazie per l’ospitalità dell’anno scorso e per la vostra simpatia. Due figlie meravigliose, d’altra parte, non nascono per caso. Poi è passata la diarrea alla numero nove...? L’allenatore Salvino, qualche settimana fa, è stato vittima di un incidente domestico che gli ha procurato qualche ustione lieve. Questa spiega il disegno che segue e un in-bocca-al-lupo rafforzato.

Ossequi prudenti anche alla TEMPESTA TARANTO, che è una squadra della nostra città ma è pur sempre un’avversaria. L’etica dello sport non contempla trattamenti di favore e un brutto sgambetto ce lo hanno già fatto nell’incontro di andata. E poi, ovviamente, è la squadra dove una palleggiatrice made in Palafiom, Paola Marcianò, sta compiendo progressi notevoli e sta dimostrando di essere anche brava.

  Ho assistito a due partite della Tempesta (mezza+una+mezza = due), ne seguo i risultati e mi sono fatto una mia idea. Uno degli sponsor della Tempesta è la catena di supermercati “Acqua & Sapone”. Mai abbinamento fu più adatto. La Tempesta mi sembra, infatti, una squadra di brave piccine, molto giovani, il cui approccio con le partite è fondato sulla serenità. Sembrano consapevoli dei propri limiti tecnici (sono brave, per carità, ma non puntano a vincere il campionato), ma proprio per questo scendono sul parquet senza grandi pretese ma anche senza lasciare nulla di intentato. Fanno la loro buona partita, senza angosce e senza stress. Quando l’avversario le mette sotto, subiscono pazientemente senza scomporsi, in una sorta di ritirata strategica, ma al momento buono riescono a cogliere tutte le opportunità che l’incontro presenta loro. Io credo e spero che l’obiettivo della salvezza sarà raggiunto.

Ovviamente non posso esimermi dal salutare il signor Cirillo (quanto ci manca...) e Alessandra (che ci ha regalato tanta bravura, tante schiacciate e tanta simpatia).

Un saluto all’AZZURRA LECCE, squadra che abbiamo affrontato alla prima di campionato. C’è stato uno scambio di “visite di cortesia telematiche” e soprattutto uno scambio di apprezzamenti e di incoraggiamenti. Non lo so perché, ma è successo e mi fa piacere. Mi colpì il clima che trovammo nella palestra leccese: gente di tutte le età, molti bambini, una signora con il chador, tutti attirati dalla passione per il volley e nessun disturbo arrecato al nostro tifo. L’Azzurra, peraltro, persegue anche finalità sociali essendo nata nel 1985 in un quartiere periferico di Lecce come luogo di aggregazione sano per i ragazzi.

“Ogni volta che entrerete in casa Azzurra sarete ospiti e come tali sarete trattati e sarà un piacere essere trattati da ospiti ogni volta che ci troveremo in trasferta... è questo il vero volley e il piacere di un mondo speciale!!!!” - scrive l’allenatore dell’Azzurra. Come non condividere? A Taranto, proprio sabato prossimo, bisogna ricambiare quest’ospitalità anche se sul parquet – come è giusto che sia – sarà battaglia.

Altra nota di merito. Io non è che voglia sembrare un maniaco, però a Lecce fui costretto a sedermi dietro una delle due linee di fondo. Là stavano le sedie e non si poteva fare altrimenti; la signora Elisabetta mi è testimone. Quando uno che è “alto” 1,65 è seduto e davanti a lui si presentano per effettuare il servizio, a un metro di distanza e dandogli... le spalle, ragazze alte 1,80, cosa viene a trovarsi proprio davanti agli occhi della persona seduta? Beh, devo dire che anche da questo di vista, le leccesi e le tarantine sono accomunate da ottimi... stati di forma. Tonici, equilibrati e senza un centimetro quadrato di cellulite.

 

Last but non least, un saluto anche ad un’altra squadra di Lecce, la SERAFINO VIAGGI VOLLEY, 2^ divisione locale. Per noi è una squadra sconosciuta, ma rende agli appassionati pugliesi un “servizio pubblico” estremamente prezioso: il sito www.forzaragazze.it, una sorta di documentatissimo notiziario della pallavolo regionale. Inoltre va apprezzata la filosofia della squadra e della web-master (anche se quest’ultima mi censura sempre alcune parti delle cronache della Palafiom che invio settimanalmente...):

 

“Forzaragazze.it nasce fondalmente da un’idea: che lo sport sia un gioco e che come tale dovrebbe essere sempre considerato. (...)

Pensiamo, e forse siamo un po’ matti, che lo sport non sia sinonimo di denaro, corruzione, violenza psicologica... (...)

Non siamo campioni, e non ci importa di esserlo. Vogliamo divertirci e divertirvi.

Vogliamo creare un luogo dove incontrarsi, giocare e, sì, vincere. Perché noi abbiamo un’anima”.

        Può sembrare contraddittorio che proprio io sottoscriva tale filosofia dopo aver riempito di osservazioni maligne questo blog riferendomi, in particolare, ad alcune squadre della provincia di Taranto, zona centro-occidentale. Ma, in fondo, come ho già spiegato, lo faccio solo per alimentare il gusto della satira e del sarcasmo, senza alcun sentimento di odio verso nessuno. Si fa per riderci sopra, via!

In fondo.

Tornando alla Serafino Viaggi Volley, aggiungo che hanno invitato la Palafiom ed il sottoscritto a giocare un’amichevole (solo la Palafiom) con seguito di pizza e birra (la Palafiom ed il sottoscritto). Aggiungo anche, per concludere, che a metà ottobre la Serafino Viaggi Volley ha avuto l’opportunità di passare in 1^ divisione grazie ad un ripescaggio, ma la società ha rinunciato perché la promozione vogliono conquistarla e festeggiarla sul campo.

Complimenti, questo è sport.

 

NOTE:

Le foto sono tratte da: www.lucyblade.splinder.com (allenamento della SiliconVolley), www.pallavolomartina.it (Pallavolo Martina), www.azzurravolleyteam.it (Azzurra Lecce), www.forzaragazze.it (Serafino Viaggi Volley).

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Palafiom Taranto-Corsano 3-0

di skanderbeg69 (07/01/2007 - 13:12)

Sabato 6 gennaio 2007, ore 17.00

Tempo fa mi ero chiesto quale fosse il corrispondente femminile del gesto scaramantico maschile del grattamento. Per discrezione non mi ero permesso di esplicitare questo interrogativo alle atlete, ma l’allegra serata di fine anno al Siddharta ha svelato il mistero: a un certo punto ho percepito in modo nitido e chiaro la frase “mano destra sulla tetta sinistra”...

E’ un gesto scaramantico femminile universale o si tratta di un rituale peculiare della Palafiom?

    Ma certo che è universale! Come ho fatto a non pensarci prima?

Come ho fatto a non ricordarmi della statua di Giulietta nel cortile di casa Capuleti a Verona? La figura bronzea è completamente scolorita all’altezza di una tetta (destra, però) perché dicono che toccare lì porti bene.

Toccare... lì, in effetti, fa sempre piacere; è un gesto fortunato di per sé. Ma adesso scopro che il palpeggiamento a Giulietta non porta fortuna ai turisti; è piuttosto un atto di gentilezza verso la protagonista della commedia shakespeariana: toccandola lì si trasmette fortuna almeno alla statua, visto che la Giulietta della letteratura è stata sfigata assai.

Riprende il campionato dopo la pausa natalizia: tre lunghe settimane per smaltire l’amarezza della sconfitta di San Giorgio e Pulsano (due campi, una partita).

E nove giorni per smaltire qualche altra cosa. Quando allenava anche la nazionale spagnola, Vincenzo Di Pinto salì alla ribalta della cronaca e all’attenzione dei dietologi per un accorgimento: consigliò ai pallavolisti iberici di terminare i pranzi con un bicchiere di vino rosso, decantandone le ricadute positive sulla salute degli atleti.

Nella già citata serata al Siddharta, le ragazze della Palafiom hanno seguito l’esempio della nazionale spagnola, solo che al posto del bicchierino si sono scolate mediamente due bottiglie a testa. Se la teoria di Di Pinto è valida e se gli effetti durano a distanza di nove giorni, oggi vedremo una squadra molto in salute. Oppure in completo stato di ebbrezza.

Il Corsano ha vinto le prime due partite di campionato e poi è entrato in un tunnel di otto sconfitte consecutive, sia pure con qualche punticino recuperato al tie-break.

A beneficio dei motori di ricerca internet, si precisa che l’AS Polisportiva Palafiom Honda La Semauto Artea Taranto, squadra di pallavolo (volley, volley-ball, voleibol) impegnata nella serie C, girone B, Puglia, schiera oggi: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Valentina Moro schiacciatrici (laterali, posto 4, martelli), Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Roberta Manzacca libero. In panchina: Luana Santovito, Silvia Buso, Boom Boom Spaccalegna Renata (qual è il cognome vero?), Silvia Mastrandrea, Desiree Fiore. In tribuna Valentina Macripò perché sulla panchina non c’era più posto. Sono momentaneamente infortunate Ivana Gallo Ingrao e Simona Mereu. Allenatore (coach) Marcello Presta; presidente Marco Urago; accompagnatrice e massaggiatrice Mary (detto così suona male; se mi comunicate il suo ruolo ufficiale, la prossima volta sarò più preciso... e soprattutto meno equivoco).

Abbiate pazienza, ma ogni tanto ripeteremo questa tiritera così, con i cognomi accanto ai nomi, scaliamo posizioni on line...

A sorpresa, quindi, le primarie le ha vinte Valentina, sebbene sia previsto il turn-over con Silvia. Stasera con i ruoli non ci ho capito niente, tranne che Alessandra fa la palleggiatrice e Roberta il libero.

Primo set.

L’avvio è prudente e la Palafiom fatica più del dovuto a mettere palloni a terra; addirittura il Corsano passa a condurre per 4-5. Una fast di Clara ed una doppia delle salentine riportano sopra la Palafiom. Michela è molto agile in difesa e fa la propria parte in attacco, unitamente a Clara (9-6).

Corsano ha qualche problema in ricezione, Rossella realizza due punti con determinazione ed anche Sonia marca il cartellino con due schiacciate consecutive che ci portano sul 16-10.

Scatta il turn-over con Silvia che sostituisce una Valentina piuttosto sfortunata in attacco.

La Palafiom dilaga e sul 24-12 – squilli di trombe - fa il suo esordio Desiree! Marcello Presta ha mantenuto la promessa.
    Anche Truciolina adesso fa parte a pieno titolo della Palafiom sul piano delle statistiche (perché, sul piano sostanziale, ritengo – e lo ripeto - che faccia parte a pieno titolo di una squadra chiunque sudi in palestra durante la settimana). Pensandoci bene, non so se sia un bene o un male per Desiree. Sembra tanto una piccina garbata. Cosa sarà di lei, della sua tenerezza, della sua innocenza, adesso che ha messo piede sul parquet, luogo in cui il lavoro educativo di tanti genitori regredisce irreparabilmente? Già la vedo: a fine mese parlerà solo in dialetto, a febbraio non userà più gli asciugamani e si pulirà le mani sulle scarpe anche prima dei pasti, a marzo farà le gare di rutti a tavola, ad aprile dirà tre parolacce ogni quattro parole, a maggio sarà denunciata per estorsione di passaggi alla palleggiatrice, a giugno meno male che finisce il campionato.

Non basteranno tre anni presso una comunità Amish per restituirle un po’ di contegno.

Il set, comunque, si chiude 25-13.

Secondo set.

Anche nel secondo parziale Valentina non riesce a passare. Pochi punti oggi per la giovane promessa delle azzurre, ma va bene lo stesso: è tutta esperienza. Ace di Rossella commentato con un eloquente “merda!” da una giocatrice corsanese. C’è talmente poco pubblico che si sentono anche i respiri delle giocatrici. Anche la trombetta cede il posto alla fotocamera, ma i risultati sono peggiori che mai; speriamo che Luca abbia lavorato bene.

Quale che sia il suo ruolo, Clara sta disputando un’ottima prestazione: prima una schiacciata e poi un muro perentorio portano la Palafiom sul 5-3.

Rossella non c’era al Siddharta, ma un poco di mieru deve averlo assaggiato pure lei prima di scendere in campo perché alcune ricezioni non si addicono a giocatrici sobrie.

Un bel secondo tempo di Alessandra è sempre gradito, come del resto i suoi servizi precisi, ma Corsano non intende mollare: 10-7. Silvia  e Clara alimentano il punteggio e poi è la volta di Michela che mette due palloni a terra: il primo su cortese passaggio delle salentine, il secondo “fatto in casa”.

Sul 21-12 c’è di nuovo spazio per le golden babies e per Renata. Punto di Desiree (22-12), punto di Michela che risolve uno scambio molto combattuto (23-14), punto di Rossella che si fa perdonare le ricezioni creative di questa sera (24-15).

L’ultimo punto è di Silvietta, che prima salva un pallone difficile e poi conferma la propria fama di ammazza-set.

Terzo set.

Il Corsano appare più demotivato e distratto e la Palafiom ne approfitta (6-3). La residua aggressività offensiva delle salentine è annullata da Roberta, che compie un salvataggio miracoloso. Michela e Sonia tengono alte le percentuali di attacchi positivi mentre le leccesi sbagliano più del dovuto ed inducono il loro coach a chiamare il time-out sul 12-5.

(Qui sotto: breve video di 13 secondi. Cliccare sulla freccia)

 

Scatta nuovamente la staffetta Valentina-Silvia e si scaldano le riserve. Anche al servizio prevalgono le tarantine: ace di Sonia a fronte di due errori delle ospiti (17-8). Ma le salentine hanno un sussulto d’orgoglio ed onorano l’incontro fino alla fine con un accenno di rimonta (18-12). A spegnere le ultime velleità del Corsano provvede Rossella, che realizza due punti decisivi. Michela forza il servizio e la Palafiom chiude la partita senza particolari patemi.

Di Pinto ha visto giusto un’altra volta! Il vino fa bene. Da adesso ogni giovedì si va in ritiro alle Cantine Sociali!

Avevo un brutto ricordo del Corsano. Quando tifavo per la Mondial Volley, anzi per una compagna di classe che incidentalmente giocava nella Mondial Volley, le leccesi espugnarono a sorpresa il parquet della “Battisti”. Grazie, ragazze, anche per aver cancellato questo trauma adolescenziale.

Ed anche la memoria del cane di Marcello è stata onorata.

Nel frattempo il presidente Marco Urago ha “ingaggiato” uno stimato ufficiale della Guardia di Finanza, Emanuele Fisicaro (già consigliere giuridico del ministro Padoa Schioppa), per supervisionare le imminenti gare d’appalto della ASL. Chissà, però, che l’ufficiale non possa tornare utile anche al Comitato di Controllo della Palafiom...


Ora si va di corsa a vedere Tempesta-Azzurra Lecce perché avevo promesso una scatola di cioccolatini alle salentine se avessero battuto Oria a novembre (e l’hanno fatto). Fra un po’ verranno a giocare anche all’”Alfieri”, ma se le ragazze di coach Presta mi vedono fraternizzare con le avversarie, potrebbero accusarmi di intelligenza con il nemico. E mi ammazzerebbero. Meglio agire lontano da occhi indiscreti. Ovviamente sto scherzando. E poi la visita al “Maria Pia” è l’occasione per rivedere tanti volti amici.

Per la cronaca la Tempesta ha vinto 3-0, ma non è stata una passeggiata: i finali degli ultimi due set sono stati molto emozionanti.

Ancora più emozionante è la notizia proveniente da Trepuzzi, dove la squadra di casa ha sconfitto Tuglie 3-2 !

Nessun problema per l’Oria con il San Giorgio (3-0), per il San Pietro Vernotico a Ceglie (1-3) e per l’Ugento con il Torre Santa Susanna (3-0).

In classifica riagguantiamo il Tuglie (30 punti). Seguono: Oria 28, San Pietro Vernotico 25, Ugento 20, Tempesta 15, San Giorgio 14, Lecce e Nardò 13, Putignano 12, Trepuzzi 10, Ceglie e Corsano 9, Torre Santa Susanna 0 (Nardò e Putignano una partita in meno).

Domani il grande week-end pallavolistico prosegue con Prisma-Montichiari: al Palafiom arriva il mito, il vero imperatore, sua maestà Julio Velasco.

Il prossimo incontro della Palafiom, invece, è a Torre Santa Susanna: zero punti, zero set vinti in undici partite.

Però bisogna fare attenzione almeno per tre motivi. Primo: a dicembre hanno costretto l’Oria ai vantaggi (25-27). Secondo: è l’ultimo test in vista del big-match con il Tuglie. Terzo: non è detto che siano rassegnate alla retrocessione, ma, ammesso che lo siano, le torresantasusannesi ormai potrebbero trovare più stimoli nel fare punti con le grandi squadre piuttosto che negli scontri diretti.

Comunicazione di servizio: lunedì vado ad Ancona e torno. Per circa 24 ore, quindi, non potrò pubblicare eventuali commenti e me ne scuso in anticipo. Provvederò al ritorno.

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Nardò-Palafiom Taranto 0-3

di skanderbeg69 (27/11/2006 - 16:07)

Domenica 26 novembre, ore 18.00.

Ho scoperto che tutti i provvedimenti di natura disciplinare vengono pubblicati sul sito della FIPAV Puglia. La lettura è interessante. Facciamo qualche esempio:

Comunicato ufficiale n. 8 del 15 novembre 2006.

“Gara n. 2533 Società AS Polisportiva Palafiom – Atl. Clemente Clara - Squalifica per una giornata di gara e diffida per penalizzazione durante la gara e per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine incontro.

Atl. Benefico Michela - Squalifica per una giornata di gara per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine gara.”

Se le cose si fanno, bisogna farle bene. Visto che è così precisa, perché la FIPAV non indica anche con esattezza le frasi offensive rivolte al 2° arbitro alla fine dell’incontro con la Tempesta? Lo dico nell’interesse della Federazione, i cui comunicati diventerebbero un best-seller.

A proposito, la frase di Michela la conosciamo; quella di Clara è la stessa...? Proseguiamo nella lettura:

“Pallavolo 1979 Cutrofiano – Multa di €. 35,00 per avere alcuni sostenitori rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.

Meno male che nessuno ha annotato le frasi urlate agli arbitri di Tempesta-Palafiom da Paolo Leone altrimenti avremmo avuto una multa superiore al deficit del bilancio comunale.

“ASD Sport Salus Volley Tuglie - Multa di €. 30,00 per aver fatto esplodere un petardo all’inizio della gara”.

Comunicato ufficiale n. 9 del 22 novembre 2006.

“Gara n. 2538 VB Players S.Giorgio-GS Livio Tempesta Considerato che la gara per cause di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario, la soc. VB Players S.Giorgio è tenuta al versamento di €. 52,00 quale tassa omologazione campo di gara.”

Hanno giocato il primo set a San Giorgio e il resto della partita a Grottaglie. Le cause di forza maggiore erano il terreno scivoloso, però non sarebbe, in generale, una cattiva idea spostarsi di città in città per promuovere la diffusione capillare di questo sport. Volley on the road. Partite itineranti: un set a Taranto la mattina, un altro set a Martina Franca dopo pranzo, il terzo set a Laterza in serata. Se non è finita, la partita prosegue il giorno dopo in altre località.

La GEDA Trani è diffidata “a mettere a disposizione un segnapunti più diligente”.

“Euro Pallavolo Lecce – Richiamo per assenza allenatore”... Hanno giocato senza allenatore?! Una squadra autogestita...!

A questo punto mi sono preso il fastidio di andare a controllare il risultato: Mira Taranto-Euro Pallavolo Lecce 2-3... Hanno pure vinto, senza allenatore !!!

“Società AS Trepuzzi – Multa di €. 150,00 per avere i propri sostenitori invaso il campo a fine gara e per avere uno di essi tirato per la maglia il 2° arbitro, per frasi offensive rivolte nei confronti dello stesso e per aver un dirigente non identificato messo in dubbio l’imparzialità dell’arbitro”.

Questo è successo dopo la partita contro la Palafiom. Ma se non è stato identificato, come si fa a sapere che era un dirigente e non un tifoso?

Certo che chi leggesse tutti questi comunicati senza assistere alle partite, si farebbe un’idea della pallavolo non proprio edificante: frasi offensive, arbitri tirati per la maglia, petardi, tasse non pagate...

Sembra Scampia, o il quartiere ZEN di Palermo, o Montecitorio.

Stasera la Palafiom gioca il posticipo domenicale conoscendo i risultati delle avversarie. Negli scontri diretti Tuglie ha espugnato San Pietro Vernotico (0-3) e Oria ha sconfitto l’Ugento per 3-1.

In classifica sono rimasti pochi zeri. Uno zero si trova nella colonna delle sconfitte del Tuglie, un altro rappresenta le vittorie del Torre Santa Susanna (ahimé, c’è anche uno zero alla voce “set vinti” dalle torresantasusannesi: 0 vinti, 18 persi, poverine). L’ultimo zero non lo diciamo per scaramanzia.

Sempre per scaramanzia sono indotto a recarmi a Nardò con il presidente e la consorte (perché a Lecce portò bene) rinunciando al passaggio-lezione di coach Marcello. Comunque anche il presidente è un super-esperto di pallavolo e mi preannuncia, ad esempio, che la Federazione Internazionale sta studiando l’ipotesi di introdurre la figura del secondo libero per aumentare la lunghezza degli scambi e la spettacolarità del gioco.

Il campionato sembra spezzato in due: cinque squadre forti (Palafiom, Tuglie, Oria, Ugento e San Pietro Vernotico) separate da un divario di punti e di natura tecnica da tutte le altre.

Ad eccezione del Lecce e del Nardò, che – secondo me - occupano una posizione di classifica precaria, ma hanno un buon tasso tecnico a cui non ha corrisposto sino a questo momento l’acquisizione dei punti che potenzialmente potrebbero raccogliere (strappandoli anche alle squadre di “prima fascia” come ha dimostrato Lecce domenica scorsa).

Sul piano turistico, invece, quella di Nardò era certamente una delle poche trasferte di “prima fascia”; peccato che la tensostruttura fosse lontana dal centro storico e che non ci sia stato il tempo per una visita alla rinomata cattedrale.

Il pubblico di Nardò è noto per essere uno dei più caldi del campionato e in effetti la palestra è affollata e le trombette sono numerose.

Oltre alle nuove maglie, la Palafiom ha anche le nuove tute (che con le nuove maglie non ci azzeccano molto). A giudicare dal colore, forse c’è anche un nuovo sponsor individuato tra le agenzie di pompe funebri.

Primo set. La Palafiom, che non può contare su Ivana e su Simona, schiera Alessandra in regia, Sonia opposto, Michela e Clara laterali, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero con il fermacapelli bianco.

Le azzurre non si lasciano impressionare dal frastuono del pubblico locale ed imprimono subito il proprio marchio sull’incontro: 6-1. Il turno in battuta di Rossella aumenta ulteriormente il vantaggio portando l’incontro sul 13-3. La manduriana sta servendo con moderazione, senza strafare e senza follie. E poi anche lei legge il blog, quindi si merita un bella valutazione. Solo Alessandra deve avere mazzate.

A parte gli scherzi, stanno giocando bene in tutti i fondamentali e in particolare al muro; Roberta è sempre più sicura e precisa e l’attacco funziona bene anche se non è particolarmente spumeggiante. Il presidente Urago si diverte ad indovinare i time-out dell’allenatore locale.

Sul 22-8 subentra un po’ di rilassamento e Nardò ne approfitta per rosicchiare qualche punto (22-12). Allora è coach Presta a chiamare il time-out e, nonostante una distrazione difensiva grave, Sonia e Silvia chiudono il primo parziale (25-14).

Il secondo set è più combattuto. Nardò, che nelle precedenti partite ha tolto un punto al San Pietro Vernotico e ha dato fastidio all’Ugento, rientra sul parquet con maggiore determinazione e passa in vantaggio (3-5). Ancora Rossella riporta la Palafiom avanti, ma Nardò sta crescendo visibilmente. Ogni tanto murano anche le salentine (10-13). Sono le nostre centrali a svolgere un ruolo determinante in questa partita, ma Sonia e Michela non stanno a guardare e proprio il nostro martello mette a terra un difficile pallone che riporta le azzurre in parità: 15-15. Soltanto Clara è un po’ in ombra in questo set, ma al centro stiamo murando tutto e le veloci non si contano: 18-16 per la Palafiom. “Veloci” è un modo di dire. Soprattutto quando attacca Rossella, sembra che la nostra centrale resti sospesa in aria in stand-by per qualche frazione di secondo. Sembra che stia per perdere l’attimo giusto, ma poi riesce sempre a rimediare, anche se in quelle frazioni di secondo ha incrementato i capelli bianchi dei tifosi. Silvia è più diretta, ma oggi Alessandra l’ha cercata meno spesso.

Un gruppo di bambini intona cori che non giovano all’armonia regionale, ma fondamentalmente il clima è molto civile. Soltanto una voce femminile alle spalle della panchina neretina (o forse sulla panchina?) tende ad essere irritante con commenti acidi urlati a squarciagola. Forse la ritroveremo nella prossima lista di provvedimenti disciplinari... Le trombette locali si affievoliscono; solo la mia trombetta Duracell resiste fino alla fine.

L’allenatore locale è un po’ contrariato dalle occasioni perse dalla propria squadra, ma le salentine non si sono arrese. Sul 19 pari, l’opposto gialloblù commette un erroraccio che l’allenatore vorrebbe vendicare sbranandola. In compenso, il libero neretino compie salvataggi miracolosi. E’ davvero brava questa ragazza, complimenti. Si chiama Demelza di nome. Quando glielo chiederò a fine partita, mi spiegherà che il nome potrebbe avere origini russe, ma si tratta solo di un’ipotesi. A Nardò sono in cinque a chiamarsi così.

Comunque, noi a liberi stiamo a posto. Anzi, la cosa inizia a diventare imbarazzante: se dico che Roby ha giocato bene, potrebbe risentirsi Simona; se auguro a Simona di riprendersi presto, si offenderebbe Roberta. Potremmo anticipare in via sperimentale l’utilizzo di due liberi contemporaneamente. Oppure rispolveriamo il metodo di Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone, e scendiamo sul parquet con il 5-5-5... Potrei anche applicare la par condicio: ogni apprezzamento a Roberta sarà seguito da un apprezzamento a Simona e viceversa.

Sprechiamo tre punti delicati sul 22-19: un buon attacco del Nardò, una doppia di Silvia e un perfido attacco dell’opposto che si fa perdonare l’errore precedente. Coach Presta chiama un provvidenziale time-out.

Un attacco delle salentine finisce sulla rete; un lunghissimo scambio viene risolto da Sonia; Alessandra e Rossella confezionano un magistrale primo tempo: il set si chiude sul 25-22.
 Anche il terzo set si apre con un vantaggio del Nardò: 0-3, grazie soprattutto ad un’eccesso di foga dei nostri attacchi. Sul 3-5 la consueta voce femminile informa i presenti che le tarantine “hanno bisogno dell’ossigeno”... Queste provocazioni caricano Michela, che prima schiaccia il punto del 6-7, poi serve in modo pericoloso consentendo a Clara di spezzare il digiuno: 9-9 e l’ossigeno portalo a mamata.

Il coach locale ha un brutto presentimento e decide di effettuare due cambi, ma la mossa non produce i frutti sperati: Sonia, Rossella e ancora Sonia portano la Palafiom in vantaggio per 14-10. Potrebbe essere lo scatto decisivo, ma qualcuno in tribuna esprime preoccupazione: Simona nota, infatti, che Roberta non porta la maglia infilata nei pantaloncini in modo uniforme. Un po’ è dentro e un po’ è fuori; così potrebbe rovinarsi, diamine! Io invece mi chiedo come abbia fatto una parte della maglia ad entrare nei pantaloncini visto che le nuove divise della Palafiom sono indubbiamente molto belle, ma l’impressione è che abbiano ordinato un paio di taglie in meno per ciascuna giocatrice. Basta che le ragazze facciano un movimento più complicato del solito e le maglie risalgono pericolosamente. Se una squadra giocasse con le maglie della Palafiom di quest’anno ed i pantaloncini-tanga del Torre Santa Susanna dell’anno scorso, sarebbe come scendere sul parquet in bikini.

Torniamo alla partita: sul 18-14 si apre un conflitto a fuoco tra tutte le attaccanti della Palafiom e il libero del Nardò, che risponde colpo su colpo.

Sul 20-17 c’è l’ennesima “mossa di Rossella”: Alessandra serve all’indietro, breve corsetta della nostra centrale verso il posto 2 e schiacciata efficace (21-17). Palla fuori di Nardò e attacco di Silvia sul libero, che non riesce a tenere in campo la sfera. Se cede anche Demelza, vuol dire che per le salentine è proprio finita (24-17). L’ultimo punto lo deve fare per forza Alessandra: prima ci prova con un primo tempo, poi con una palla appoggiata, poi con due muri, poi con una schiacciata; dopo altri quarantacinque tentativi, alla fine mette a terra la palla del match: 25-17.

La Palafiom ha giocato bene. Sonia sta crescendo, Rossella ha giocato da Rossella, Alessandra è sempre una garanzia anche se Silvia medita di riproporre domande in carta da bollo, Roberta è stata eccellente (come Simona!), Valentina si è riscaldata in modo encomiabile e ha preso 7,5 in latino, Michela e Clara non hanno brillato come al solito (anche perché il coach, grande stratega, ha impostato l’incontro sulle centrali) ma nei momenti importanti si sono fatte trovare preparate. C’è più scioltezza e forse anche più serenità e certezza dei propri mezzi. Manca solo un pizzico di continuità. E manca Ivana, a cui rivolgo un saluto e un abbraccio.

Le uniche note negative vengono dalla macchina fotografica che mi ha ceduto mia sorella: devo ancora imparare ad usarla, le foto sono tutte mosse e non solo per effetto del dinamismo delle atlete durante le fasi di gioco.

Al termine dell’incontro, il parquet è invaso dai bambini del minivolley e questo entusiasmo, oltre a giovare allo sport, vale quanto una vittoria e dovrebbe rincuorare la squadra di casa.

Classifica alla vigilia dell’importantissimo incontro con l’Oria:

 

Tuglie                       20

Palafiom Taranto    20

Oria                           19

Ugento                      14

S.Pietro Vernotico   13

 

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Palafiom Taranto-Trepuzzi 3-1

di skanderbeg69 (19/11/2006 - 12:10)

Sabato 18 novembre, ore 17.00.

Cinque giornate di campionato hanno espresso i primi verdetti sul rendimento delle giocatrici. Stanno giocando bene Ivana, Silvia e Clara (perché hanno manifestato apprezzamento al mio blog).

Stanno giocando male Alessandra, Luana, Simona, Sonia, Michela, Rossella, Valentina, Silvietta e Desiree (che il blog non l’hanno manco letto. E se l’hanno letto, non hanno mandato neanche un commento).

Da questo punto di vista, una nota di merito anche a coach Marcello.

Parlando di cose serie, la tegola del giudice sportivo è arrivata giovedì: Clara e Michela sono squalificate per una giornata a seguito della condotta assunta nel “derby dell’amicizia”. Se consideriamo che Ivana è infortunata e che il mal di schiena di Simona si è aggravato, viene da chiedersi chi scenderà in campo stasera. Forse Renata dovrà davvero prendere un aereo da Roma.

Coach Presta punta sulle golden babies, le piccine d’oro della Palafiom: Valentina e Silvietta affiancheranno Sonia in attacco; una certa Roberta inaugura la nuova maglia (bianca) del libero.

Tutte le volte che sono state chiamate in causa, le giovani leve della Palafiom hanno fatto il proprio dovere, trasformandosi anzi da golden babies in baby-gang, vista la determinazione con cui hanno chiuso set e partite, ma giocare un’intera partita dall’inizio è cosa ben diversa.

Sonia stasera deve cancellare le ultime prestazioni incerte, ma per questo è sostenuta da un chiassoso gruppo ultras di Fragagnano. Alessandra, dal canto suo, ha responsabilità psicologiche oltre che tecniche perché dovrà valutare, di volta in volta, le compagne che se la sentiranno di osare; mentre le centrali dovranno dare il meglio per compensare eventuali e prevedibili squilibri. Che il cielo sia benigno.

Il calendario ci viene incontro: Trepuzzi è un’avversaria che lotta per salvarsi. Ma non va presa sotto gamba: la schiacciatrice con il numero 11 è piuttosto brava e ci sono un paio di ragazze che servono in modo insidioso. Contro la Tempesta giocarono dieci minuti alla grande; il loro problema è che perdono la testa quando le cose iniziano a girare male e soprattutto il libero, in quella occasione, andò in tilt dopo una prestazione discreta.

Clara si occupa del cartello segnapunti. Se l’idea di spostarlo al centro, tra le due panchine, è stata sua, ha dimostrato anche in questo di essere una grande giocatrice. Finalmente si legge qualcosa.

Michela osserva la partita tra i suoi piccoli fans, che però, data l’assenza sul parquet della loro beniamina, si dedicano esclusivamente al Game Boy. Ivana non è ancora arrivata. Simona chiede telefonicamente come sta andando l’incontro (vero) e qual è il livello di sudorazione di Roberta, che sta usando la sua maglietta nuova (falso).

Primo set. L’inizio è sconcertante: 1-5. Non riusciamo a difendere e non riusciamo ad attaccare. Arranchiamo fino al 3-8, poi le piccole mettono qualche pallone a terra e ci portiamo sull’8-9. Rossella compie buoni interventi in fase difensiva mentre Silvia inaugura una serie di primi tempi che a fine partita risulterà significativa.

Ma siamo ancora sotto; anzi, dal 12-14 Trepuzzi sembra poter prendere il largo (12-18). Roberta si sta dando da fare, ma il nuovo assetto della squadra provoca gravi incertezze in ricezione. Però la Palafiom cresce in attacco e tira fuori il carattere: break di sei punti e pareggio sul 18-18. E’ Silvia la principale protagonista di questa rimonta: primo tempo, servizio pericoloso, altro primo tempo. Valentina ci fa assaporare il vantaggio (20-19), ma una falla difensiva, molto poco gradita a coach Presta, annulla lo scatto delle azzurre.

Anche Rossella sfrutta i primi tempi (21-20) e poi emerge la potenza di Sonia. Sul 24-22, però, un pallone delle salentine finisce tra quattro giocatrici tarantine immobili; incertezze a cui non siamo abituati. La prima palla-set è annullata.

L’ingresso in palestra di Ivana è decisivo; la sua presenza garantisce un flusso energetico favorevole e il set si chiude 25-23. Che sofferenza. Ma al di là del gioco, che presenta diverse criticità, sul piano caratteriale la Palafiom, quello che resta della Palafiom, è stata ammirevole.

Secondo set. Sul turno in battuta di Rossella, Silvia respinge a muro due attacchi delle trepuzzine e trascina la Palafiom sul 4-0.

A proposito, come si chiamano le abitanti di Trepuzzi? Trepuzzine? Trepuzzette? Tre puzzette?

Mi scuso per la battuta di dubbio gusto, ma se non insulto un po’ le avversarie, qualcuno non è contento...

La Palafiom adesso sta giocando bene anche in difesa e Sonia è devastante in attacco. I suoi ultras sono attrezzati: trombetta carnevalesca, megafono e musichetta Jingle Bells. L’opposto li ripaga con un parziale travolgente.

Un suo muro in comproprietà con Silvia ci porta sull’ 8-2. Mai visto un segnapunti così esaltato: prima di girare il fogliettino, i gesti di esultanza di Clara si sprecano. Il martello leccese non è in serata di grazia ed anche in battuta le salentine non brillano (un solo ace e dieci errori complessivi). Neanche le azzurre, veramente, stanno picchiando duro in battuta, ma almeno non sbagliano. In compenso si brilla sotto rete: primo tempo di Silvia, primo tempo di Rossella, diagonale imperiosa di Valentina, attacco perfetto di Sonia da seconda linea: 13-4. Ancora un attacco della giovane laterale, che poi si concede anche il lusso di un ace (15-5).

Brava Valentina. Questa ragazza sa stare in campo con personalità.

Anche Silvietta sta giocando bene, ma l’ansia della madre si espande fino al parquet ed avvolge la piccina.

In generale, mi pare che padri e madri abbiano un atteggiamento differenziato nei confronti della pratica sportiva delle ragazze.

I padri sono palesemente orgogliosi delle figlie. Vengono a vederle (nelle partite in casa), le sostengono, le incitano, gridano persino consigli tecnici durante gli incontri.

Le madri sono meno entusiaste e più silenziose. “Siamo una famiglia perbene e distinta – sembrano dire i loro sguardi perplessi -; perché mia figlia deve trascorrere i pomeriggi tuffandosi sul pavimento di una palestra, picchiando un pallone e jastemàndo come un camionista? Perché non fa danza classica come la vicina di casa? Perché non suona il violino come la cugina? Perché non resta a casa a guardare Beautiful?”

L’allenatore delle ospiti chiama il time-out; il punteggio si sta facendo imbarazzante. Ma al rientro in campo la musica non cambia. Un perfido servizio di Valentina spiana la strada all’ennesima bomba di Sonia.

Ecco la scena che ho sempre sognato: una giocatrice (ovviamente avversaria) sostituisce una compagna per andare a servire e la battuta finisce sulla rete. Caspita, che specialista...

Sonia mette a terra anche un pallonetto (21-6); in attacco ha davvero fatto tutto quello che si poteva fare, ma va ricordato che le golden babies non l’hanno lasciata sola. Soltanto in difesa si continua a registrare qualche problema, ma fortunatamente nel secondo set sono arrivati pochi palloni da questa parte.

Il punto finale di questo set superbo è di Valentina: 25-8.

Terzo set. Trepuzzi torna in campo con maggiore determinazione. Alessandra “timbra” il secondo tocco quotidiano. E’ la ciliegina sulla torta di una partita delicata giocata con intelligenza. Chi ha detto poi che la nostra palleggiatrice sfrutta poco le centrali...?

Chi proprio il ruolo di palleggiatrice non ambisce a farlo è Rossella, che in bagher alza un pallone all’altezza delle docce.

Troppi errori in difesa da parte nostra e maggiore concentrazione da parte delle salentine: sul 5-8 coach Presta chiama il time-out. E’ un’interruzione proficua. Un pallonetto da seconda linea di Sonia, un primo tempo e un ace di Silvia, un punto sotto rete di Silvietta riportano la Palafiom in parità: 15-15.

Ma Trepuzzi non ci sta a farsi rimontare nuovamente: i loro attacchi ed alcuni errori delle azzurre rappresentano la svolta decisiva del set: 15-19. Le salentine ritrovano anche un buon servizio che crea ulteriori problemi alla nostra ricezione. Il vantaggio aumenta sino al 17-25.

E’ stato un errore di percorso o siamo di fronte ad un’involuzione della partita?

Il quarto set inizia male per il Trepuzzi, che sbaglia l’ennesima battuta e scarica un attacco su coach Presta. La gambizzazione di Marcello è comunque fuori dal rettangolo di gioco e quindi si parte dal 2-0. Muro di Valentina e schiacciata di Sonia; aumenta il vantaggio (6-3) finché non c’è una palla contestata assegnata alle leccesi. La capitana va a parlare con l’arbitro. Silvia, stai calma; se ti fai squalificare pure tu bisognerà fermare una passante da corso Italia e convincerla a giocare per fare numero.

La Palafiom rinuncia alle polemiche e risponde con i fatti portandosi sul 10-4. L’allenatore del Trepuzzi si toglie la tuta per dare la carica. Un muro ed un buco scovato nei pressi del nostro posto uno avvicinano le salentine (11-6). In relazione al buco, l’urlo di disapprovazione di Marcello supera in decibel tutte le voci dell’adiacente mercato di piazza Sicilia.

Silvia e Sonia sembrano un po’ stanche, hanno dato tutto; mentre le giovanissime, messa ormai da parte l’ansia iniziale, giocano e attaccano con gusto: 18-13.

Confesso a Ivana di non riuscire a vedere in modo nitido le doppie, modalità di palleggio di cui si sta celebrando un festival sul parquet. L’opposto latente della Palafiom mi svela un trucco: tanto più il pallone ruota su se stesso quanto più il tocco dovrebbe essere stato sporco; se la sfera compie la parabola senza girare come la terra intorno al sole, il tocco dovrebbe essere stato pulito. Mi invita ad osservare la differenza di rotazione tra i palloni toccati dalla palleggiatrice del Trepuzzi e quelli, vicini alla perfezione, alzati da Alessandra.

Silvia-chiudi-partita, intanto, vorrebbe confermare il proprio soprannome: una splendida schiacciata ed un ace portano la Palafiom sul 21-16, ma Trepuzzi risponde colpo su colpo e riduce lo svantaggio: 23-20. Time-out Palafiom.

Commosso dalle note di Jingle Bells dei tifosi di Sonia, l’arbitro anticipa di un mese l’omaggio natalizio alle padrone di casa fischiando un fallo misterioso alle salentine (24-20). Forse hanno fatto invasione con il respiro. A caval donato non si guarda in bocca ed accettiamo anche il regalo di un errore in attacco del Trepuzzi: il set termina 25-20.

Prima del fischio d’inizio, molti di noi avrebbero messo la firma per un pareggio, se fosse esistito nella pallavolo. E’ andata meglio del previsto. Le “senatrici” della squadra hanno retto la baracca facendosi il mazzo tanto e adesso sappiamo di poter anche contare su una panchina di qualità. Il grande rimpianto riguarda sempre le infortunate; che grande squadra sarebbe al 100% delle potenzialità.

A fine partita il presidente Urago confessa Rossella (“Quanti primi tempi, figliola?”); a proposito, non abbiamo ancora fatto l’esorcismo a Luana.

Dagli altri campi stasera c’era poco da attendersi: Tuglie ha liquidato il Putignano (3-0), Ugento ha battuto Ceglie (3-0) e San Pietro Vernotico ha preso tre punti a Torre Santa Susanna (0-3). Confidiamo nella grinta e nella voglia di riscatto dell’Azzurra Lecce, che domani tenterà di bloccare la fuga dell’Oria. Una scatola di cioccolatini se ci riescono (tanto è corruzione offrire doni per perdere, non per vincere).

Classifica:

 

Palafiom Taranto    17

Tuglie                       17

Oria                           15 (una partita in meno)

Ugento                      14

S.Pietro Vernotico   13

 

In serie B2, intanto, si gioca Massafra-Valenzano, lo scontro tra chi impedì il salto di categoria alla Palafiom vincendo nel modo che sappiamo la partita decisiva l’anno scorso e chi lo impedì vincendo lo spareggio play-off due anni fa.

Kim Jong Sung Il Chang..., come cacchio ti chiami, onorevole presidente della Corea del Nord, lo sai, vero, dove devi testare il prossimo missile nucleare in questo 18 novembre alle ore 18.30?

Solo una persona deve sopravvivere (l’ex-manfredoniana, che adesso gioca nel Valenzano).


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Palafiom Taranto-Ceglie 3-1

di skanderbeg69 (05/11/2006 - 13:24)

 

Sabato 4 novembre 2006 – Ore 17.00.

Il campionato di serie A1 è sospeso per i Mondiali; riprenderà nel dicembre del 2013. Perché non li giocano d’estate i mondiali come in tutti gli sport normali? E perché noi non approfittiamo della sospensione del campionato della Prisma per andare a giocare al Palafiom abbandonando questa palestra orripilante?

Comunque stamattina ho visto in televisione Italia-Cuba, campionati del mondo femminili. L’allenatore caraibico sembrava il fratello minore di Compay Segundo (Buena Vista Social Club).

Dall’incontro ho tratto qualche indicazione da sottoporre all’attenzione di Marcello Presta: perché la Palafiom non acquista una cubana...? Magari la Carrillo o la Ortiz. Che cavolo: il Massafra ha un’argentina; vogliamo essere da meno?

Passando alle cose serie, abbiamo già qualche significativo scout stagionale:

Media aces a partita: 5,5

Media errori in battuta: 8,5 (pochi rispetto ai maschietti della Prisma)

Indicazione perfetta dell’orario della partita su La Gazzetta: 33,3%

Abbinamento perfetto delle didascalie con le foto delle giocatrici: 100%

La Gazzetta del Mezzogiorno continua a sbagliare gli orari di inizio delle partite (ha posticipato alle 19 la gara interna con il Putignano ed ha anticipato alle 17 la partita a San Pietro Vernotico; su quella con il Ceglie ha preferito non esprimersi); in compenso non pubblica più la foto di Michela spacciandola per Ivana.

L’approccio alla partita con il Ceglie è stato molto professionale da parte delle ragazze: la palestra è stata trasformata in discoteca ed anche sul piano dell’alimentazione si sono registrate novità. Luana ha svelato il segreto del successo del Massafra, squadra in cui ha militato l’anno scorso: a colazione coppetta di zabaione accompagnata da una tazza di latte corretto con il San Marzano; durante il giorno qualche “richiamo”. E’ così che si vincono le partite.

Soltanto, non bisogna esagerare con il San Marzano altrimenti i muri a due vengono percepiti come muri a quattro.

Ceglie è reduce da due sconfitte consecutive, ma nella prima partita di campionato si è imposto al tie-break sul Nardò, squadra notoriamente rognosa.

A Taranto c’è un’atmosfera strana, da film di fantascienza, genere catastrofico-ambientale. Il dissesto, anzi la criminale gestione del bilancio locale con i suoi 487 milioni di euro di passivo, produce i primi danni. Non ci sono soldi per la manutenzione dei mezzi per la raccolta della spazzatura, i cassonetti straripano e alcuni marciapiedi sono già intasati dalla monnezza. In più è improvvisamente calato il freddo, che alimenta la condizione surreale di una città in cui le paperelle della Villa Peripato non sono state salvate dal degrado igienico dello stagno e dalle incursioni dei cani randagi.

Cosa avranno pensato, entrando in questo scenario da horror, le giocatrici di Ceglie, abituate alla dolcezza della Valle d’Itria, alle candide suggestioni del loro centro storico, ai rinomati ristoranti? Avranno avuto la stessa sensazione di Magellano, quando, avvicinandosi alla punta della Patagonia, scorse dei fuochi ed attribuì a quei territori il nome di “Terra del Fuoco”? Con la differenza che a Taranto i fuochi sono quelli della monnezza bruciata di notte dai teppisti.

Arrivo in palestra appena due minuti prima dell’inizio dell’incontro e lo scenario è squallido. Altro che giocare al Palafiom; persino l’”Alfieri” è troppo grande per la quantità di tifosi presenti stasera al fischio d’inizio.

Colpo di scena: Ivana è in campo (e questa è una splendida notizia), ma è in campo come libero (e questa è una ben strana novità). Simona, infatti, è in castigo per aver saltato un allenamento. Anche se si trattava di un giorno festivo, coach Presta è stato inflessibile. Materia per i sindacati.

Comunque, io l’avevo detto che la frequentazione di Vincenzo Di Pinto si sarebbe rivelata nociva per Marcello Presta; temo che da adesso fino alla fine del campionato nel ruolo di libero si alterneranno tutte le ragazze e finanche le rispettive sorelle e cugine.

Quello che conta è il rientro di Ivana, che si era sottoposta ad una terapia di onde d’urto self-service. Puntava da sola l’apparecchio sulla spalla e ne selezionava l’intensità. Se è efficace sui tendini e sul callo osseo e se me lo presta, quasi quasi lo provo pure io orientando le onde d’urto sulla mia pancia e sperando così di dimagrire un poco.

Mi scoccerebbe fare ginnastica, fa troppo freddo per riprendere a correre e la cyclette potrebbe non essere un buon investimento. L’unico esercizio fisico che vorrei continuare a fare è sollevare le posate per portarmi dolci all’altezza della bocca.

L’avvio della partita è ottimo per le tarantine: 5-0, poi il Ceglie si sveglia e sembra tenere il passo. Le rossoblù incappano in un fallo di posizione; non è da loro commettere questi errori, ma ancora non sappiamo cosa ci attende nel terzo set. A parte questo, le tarantine sembrano in forma e controllano agevolmente la partita.

Ivana in campo come libero fa uno strano effetto: si sacrifica in un ruolo atipico, ma la difesa della squadra è più confusa del solito. La mamma di Simona ha l’impressione che Ivana debba lottare contro i propri istinti per non schiacciare quando è vicina alla rete.

Sul 20-10 la Palafiom decide di vivacizzare l’incontro commettendo qualche errore di troppo. Entra Valentina ed è proprio lei a chiudere il set con determinazione (e senza minacce alla palleggiatrice, credo...): 25-19.

Nell’intervallo coach Marcello è alquanto critico. Forse ha una premonizione di quello che succederà nel corso della partita.

Riprende il gioco. La numero due delle brindisine è molto brava, però la squadra nel suo complesso ha un grave difetto: urlano troppo in campo. Grazie a un bel muro e ad una buona serie di attacchi di Clara, la Palafiom riprende il largo: 12-5.

Breve black-out delle rossoblù, poi super-Alessandra riprende in mano le redini della squadra e Michela realizza tre aces consecutivi. In tutto l’incontro: 9 aces e 6 errori in battuta per le tarantine; nessun servizio vincente e 4 errori per le cegliesi. Evidentemente coach Castellana ha dato indicazioni precise: non prendete iniziative in battuta.

A fine set, con oltre dieci punti di vantaggio, entrano quasi tutte le giovani leve della Palafiom, almeno quelle che hanno la maglia. Fa il suo esordio anche Luana, sostenuta on web dalle sue estimatrici massafresi. Prima tocca la palla in modo irregolare, ma poi dimostra il suo talento e serve a Valentina, puntuale set-winner odierna, la palla del 25-12.

Partenza sprint della Palafiom anche nel terzo set: 8-0. L’allenatore cegliese sta per aggredire fisicamente le proprie atlete, poi chiama il time-out e regola i conti in privato. Molto efficacemente, come si vedrà tra poco. Ivana mostra sempre più padronanza nel suo nuovo ruolo, grazie anche agli allenamenti a cui l’abbiamo sottoposta in ufficio.

Riprendono a scaldarsi tutte le golden babies, ma improvvisamente la partita si trasforma e si torna agli scenari da horror urbano. Dopo un originale servizio boomerang di Rossella, Ceglie avvia una rimonta straordinaria. Dal 10-1 per la Palafiom si arriva ad un incredibile risultato di parità: 14-14!

Sperperato tutto il vantaggio. Come si fa a bruciare un patrimonio così consistente in pochi minuti? Solo l’ex-sindaca Rossana Di Bello sarebbe capace di fare peggio.

Indubbiamente sono le tarantine che stanno facendosi del male da sole: deconcentrate, distratte, incapaci di rientrare in partita, ma quando si subisce una rimonta di nove punti c’è anche il merito delle avversarie. Ceglie crede nell’impossibile ed offre all’allibito pubblico locale una lezione di carattere e – direi – anche di dignità sportiva. A parte un secondo tocco di Alessandra e qualche attacco di Michela, la Palafiom brancola nel buio. Il “vaffa” urlato da Sonia, più che la reazione ad una ricezione difficile, è il destino verso cui si indirizza il set delle rossoblù: Ceglie passa addirittura a condurre 20-18.

Le più attonite sono le riserve della Palafiom, che già pregustavano il terzo ingresso trionfale a metà set e invece sono rimaste ai bordi della palestra. Per come si concluderà il parziale, sarebbe stato meglio se fossero entrate.

Simona si occupa del segnapunti e finge di non conoscere le compagne. Palafiom io? Quando mai? Chi sono queste principianti...?

Per fortuna Paolo Leone ha solo la macchina fotografica e non anche un microfono, perché credo che Marcello Presta stia facendo ricorso a tutte le parolacce coniate dalla notte dei tempi.


O forse avrà citato Schopenhauer, che però, prevedendo il futuro già nell’Ottocento, si riferiva alla Di Bello e non alla Palafiom:

 

Tutte le donne, con rare eccezioni, sono inclini allo sperpero. Perciò ogni patrimonio, a parte i rari casi in cui l’abbiano acquistato esse stesse, dovrebbe essere messo al sicuro dalla loro stoltezza. [1]

 

Nel caso delle rossoblù, però, il patrimonio di nove punti di distacco l’avevano “acquistato esse stesse”.

Sul parquet soltanto Michela si risveglia dal torpore e – da sola - riporta la squadra sul 22-22 e poi sul 23-24, ma le brindisine non falliscono l’attacco decisivo e il muro tarantino finisce fuori: 23-25.

Il momento felice di Michela continua nel quarto set (da segnalare una diagonale che è quasi una parallela alla rete), ma, fortunatamente, tutta la Palafiom è di nuovo presente mentalmente e fisicamente. Sotto lo sguardo minaccioso del coach, si portano sul 4-1, sul 7-2 e sul 12-3. Particolarmente felice è il turno in battuta di Silvia, ma anche Rossella ritrova continuità. Si arriva al 16-6, ma nessuno è più tranquillo; basta che il Ceglie realizzi due punti di seguito perché il terrore cali nuovamente in palestra. L’accenno di rimonta si ferma sul 18-11. Un ace di Sonia contestato dalle brindisine, due punti pesanti di Michela e il buon lavoro delle “piccole” consentono alla Palafiom di conservare il vantaggio fino alla fine. Il punto del 25-14 è un beffardo ace di Rossella aiutato dal nastro.

 

Risultati che ci interessano:

 

Oria – Trepuzzi                               3-1

Torre Santa Susanna– Tuglie        0-3

Ugento – Nardò                              3-1

 

...E domani, forza Lecce!, squadra con cui ho un personale gemellaggio telematico in atto.

 

Classifica:

 

Palafiom Taranto    12

Oria                           12

Tuglie                       11

Ugento                        8

 

Ho fatto una ricerca negli archivi e vorrei far notare che l’anno scorso, alla quarta giornata di campionato, il Massafra dei record aveva già ceduto un punto in un tie-break. In questo momento, dunque, in una virtuale tabella di marcia comparata noi siamo avanti.

 

Sabato prossimo c’è il derby con la Tempesta, che oggi ha compiuto una piccola impresa espugnando Corsano. Brave ragazze! E’ un derby tra amici, ma la trasferta, se così vogliamo chiamarla, al “Maria Pia” sarà anche l’occasione per una verifica. Il cognome del presidente della società, Luca Passaro, mi insospettisce. E in effetti si tratta proprio del padre della nostra ex-schiacciatrice.

Se scopro che Alessandra sta andando a fare il tifo per la Tempesta invece che per la Palafiom, ritiro tutto quello che ho scritto su di lei nel blog. E cospargo il terreno del “Maria Pia” di cose indicibili (comunque di animali) così quando poi si pulisce la scarpa sulla mano (o la mano sulla scarpa – ancora non l’ho capito) saranno fatti suoi.

Di Tempeste, veramente sembrano essercene due: quella del “Maria Pia” (serie C) e quella che gioca a Monteiasi (serie D). E presumo che il Luca Passaro della Tempesta di serie C sia lo stesso della Tempesta della serie D, anche se in un articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno si fa menzione di un certo Luca... Passera. [2]

L’errore è ripetuto per due volte, quindi – come ci dicevano a scuola - non si tratta di distrazione. Piuttosto potrebbe trattarsi di un lapsus del giornalista. E poiché Sigmund Freud riteneva che i lapsus non fossero casuali ma fossero la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora ed in tal modo trova soddisfacimento, mi chiedo: quale desiderio inconscio sta manifestando il giornalista che scrive Passera invece di Passaro...?

A parte Alessandra, anche il signor Cirillo, il capo ultras, il mio superiore gerarchico, è sparito. Ed anche lui pare che sia stato avvistato al “Maria Pia” a tifare per la Tempesta.

Tradimento!

No, vabbè, nessun tradimento; il signor Cirillo è troppo simpatico ed è un appassionato vero. In quanto tale, però, qualche comparsa alle partite all’”Alfieri” della Palafiom (solitamente coincidenti con le trasferte della Tempesta) potrebbe anche farla. Lo aspettiamo.

 

NOTE:

(1) SCHOPENHAUER, A., L’arte di trattare le donne, Adelphi, Milano, 2005 (8^ ed.), pag. 46.

(2) L.P., Monteiasi in festa nonostante il ko, “La Gazzetta del Mezzogiorno” – Ediz. di Taranto, 21 ottobre 2006, pag. 12.

La foto di Arthur Schopenhauer è tratta da http:it.wikipedia.org; quelle dei cubani non me lo ricordo.

 

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Lecce-Palafiom Taranto 1-3

di skanderbeg69 (16/10/2006 - 19:54)

 

Domenica 15 ottobre 2006 – ore 18.00.

La prima partita di ogni campionato ha sempre un fascino particolare. C’è il gusto della scoperta dei nuovi acquisti e il piacere di rivedere gesti a cui ci si era affezionati. C’è l’incertezza: come siamo quest’anno? Più forti o più deboli?

La Palafiom, però, ha molto da perdere e poco da guadagnare. La squadra era già forte ed i margini di miglioramento ristretti. Serve semplicemente continuità con il passato.

Fra qualche ora sapremo la verità. Sapremo se la Palafiom è la stessa grande squadra della scorsa stagione, in grado di vincere con chiunque e magari di dominare il campionato. Oppure sapremo se il giocattolo si è rotto, se l’anagrafe per qualcuna inizia a diventare un peso, se le “piccole” sono ancora acerbe, se sono diminuite le motivazioni, se le nuove tesserate non sono all’altezza delle atlete che hanno lasciato la squadra e se ci attende quindi un campionato diverso.

Ancora qualche ora.

Il calendario ha messo subito a confronto i due capoluoghi di provincia presenti nel girone, Taranto e Lecce. Il guaio, però, almeno sulla carta, sarà l’ultima giornata: Taranto affronterà il Tuglie in trasferta.

Il Corriere del Giorno, alla vigilia dell’avvio del campionato, ha dedicato mezza pagina alla Tempesta con foto, elenco delle giocatrici ed intervista, e soltanto un piccolo trafiletto alla Palafiom. [1] Se continua così, il quotidiano locale sarà iscritto nella mia lista nera accanto al Massafra. Cosa sono ‘ste discriminazioni? Ora la Tempesta inizia a starmi sulle palle.

Ieri, comunque, le “cugine” hanno regolato il Trepuzzi (3-0) in una partita molto incoraggiante. Soprattutto per la Palafiom.

Vado a Lecce grazie ad un passaggio della signora Mary, la moglie del presidente. Giovane, bella e simpatica, quando la vidi per la prima volta sugli spalti del palazzetto di Massafra pensai che fosse la figlia di Urago o l’amante o una giocatrice fuori rosa, invece è proprio la moglie.

Bisogna vincere stasera e poi sabato prossimo e poi tutte le partite del campionato. Forse che solo il Massafra è in grado di finire un campionato imbattuto? Anzi, per dare uno schiaffo morale, la Palafiom quest’anno vincerà tutte le partite senza neanche un tie-break! Alla faccia loro.

Le maglie delle ragazze sono quelle dell’anno scorso. Non hanno fatto in tempo ad ordinare le divise di gioco nuove e quindi, per il momento, riciclano quelle vecchie. Le avranno lavate e stirate al ritorno dalla Sicilia, spero.

La città di Lecce non mi ha mai entusiasmato, pur riconoscendo il fascino delle chiese barocche del centro e pur apprezzando il fermento culturale degli ultimi anni. A Lecce, secondo me, manca l’acqua. Non l’acqua dei rubinetti, ma una presenza idrica significativa dentro o accanto alla città. Non c’è il mare, non c’è un fiume, non c’è un lago, e le città senza un elemento d’acqua come quelli citati è come se fossero prive di un punto di riferimento.

La zona della palestra dell’Azzurra ’85, l’odierna avversaria, non è peraltro delle migliori. Ben vengano, dunque, società sportive che rappresentano una risorsa positiva ed aggregante per un quartiere come questo. All’interno della palestra ci sono decine di bambini del minivolley che posano con la prima squadra per la foto ricordo. Poi, per nostra fortuna, vanno via; altrimenti avrebbero certamente fatto un tifo infernale.

La palestra è persino peggio di quella della scuola “Alfieri”; in compenso il clima è molto civile e possiamo accomodarci su sedie vere, in “zona curva”. Con me ci sono la mamma di Simona e il padre di Valentina.

Trombetta c’è.

Prima di accomodarmi avevo avuto modo di conoscere le nuove giocatrici della Palafiom e in particolare la massafrese, che ha avviato positivamente il proprio percorso di reinserimento sociale. E’ simpatica, devo ammettere. Però è sempre massafrese e quindi permane la necessità dell’esorcismo.

Una delle nuove ragazze porta in testa una merceria (almeno una dozzina di fermacapelli).

C'è poi una giocatrice bielorussa con i caratteristici tratti somatici della sua gente: Clara Klementovski.

La signora Mereu mi dà una brutta notizia: se è vero che non ci sono più due Alessandre, adesso ci sono due Silvie (la centrale ed una ragazza proveniente dal vivaio). A quest’ultima bisognerà trovare un soprannome.

A proposito di Silvia Buso, scopro che è la figlia del mitico portiere del Taranto degli anni Settanta, la squadra che sembrava proiettata verso la storica promozione in serie A prima che il destino le portasse via l’indimenticato Erasmo Jacovone. Mi fa un certo effetto pensare che è già passata una generazione: da bambino vedevo Buso-padre allo stadio, adesso vedo Buso-figlia  sul parquet. Chissà quale disciplina sceglierà Buso-nipote.

Silenzio, si gioca.

La prima palla del primo set della prima partita del campionato la serve Michela.

Fuori.

Accum’nzàme  bbuèn...

Diciamo che è stato una specie di sacrificio rituale per ingraziarci gli dei della pallavolo.

Le leccesi, una possibile rivelazione del campionato, partono benissimo: la difesa è ottima, gli attacchi micidiali e le padrone di casa prevalgono nettamente nei duelli a rete (quattro muri vincenti contro uno nel primo parziale).

Bisogna dire che la Palafiom ha avuto un’attività di precampionato non ottimale e le condizioni di salute delle ragazze sono alquanto precarie: Ivana ha problemi alla spalla e non può ancora scendere in campo, Rossella è stata ferma per un anno, Simona ha problemi al polso, Sonia al ginocchio, Clara all’orecchio (visto che non si accorge della trombetta; novanta chilometri pe’ nijnd’...), Michela al colon...

Mancano soltanto il morbillo, le emorroidi e la peste bubbonica; per il resto la squadra sembra un dizionario medico ambulante.

Lecce conduce per 15-10 e Taranto, pur giocando in modo accettabile, non riesce a reagire adeguatamente. Non commette errori vistosi ed anzi Alessandra dimostra subito di essere in serata di grazia, però gli attacchi sono a salve. Merito soprattutto di un Lecce sorprendente.

I tifosi locali cantano il bel ritornello di Kalinitta ed agitano un campanello; le atlete salentine ricambiano con un finale di set travolgente: 25-16.

“Un mattino scuro non significa brutta giornata” recita il Calendario di Frate Indovino. [2]

Il secondo set sembra più equilibrato, ma Lecce continua a giocare meglio e si porta in vantaggio. Le tarantine comunque stanno crescendo: Alessandra distribuisce palloni in modo magistrale, il Bis... – ehm - Sonia prende le misure, Michela inizia a fare male, Clara garantisce sicurezza in attacco e in difesa, Simona è concentrata e reattiva.

E al centro stanno per iniziare i fuochi d’artificio di Silvia e Rossella.

Una palla dubbia e delicata viene assegnata con una certa benevolenza alla Palafiom, poi Michela e Sonia perfezionano il sorpasso (18-16). E’ la svolta decisiva del match. Il turno in battuta di Alessandra ci porta sul 22-17 e poi si tratta di amministrare il vantaggio fino al 25-18.

Ivana trova il modo di rendersi utile anche dalla panchina: prima offre a coach Presta... dettagliate osservazioni sull’assetto difensivo delle leccesi, poi, nell’intervallo tra il secondo e il terzo set, dà una pacca portafortuna nel... punto giusto a tutte le compagne.

E’ la prima volta che assisto ad una partita della Palafiom dal fondo del campo. Le battute che arrivano sono impressionanti e la mia ammirazione per le ragazze aumenta. Solo per il fatto di raccogliere e di domare certe bordate, senza fuggire sul tetto come avrei fatto io, meritano il viaggio in crociera promesso dallo sponsor.

Da fondo campo, inoltre, si possono apprezzare le geometrie di Alessandra, che stasera gioca la migliore partita che io ricordi. Non solo sua. Dico proprio la migliore partita che un palleggiatore abbia mai giocato nella storia della pallavolo di tutti i tempi.

Entrambe le squadre utilizzano soluzioni offensive differenziate; nella partita di ieri della Tempesta, invece, sembrava che gli opposti avessero una funzione meramente ornamentale visto che le locali e il Trepuzzi attaccavano da posto quattro in modo ossessivo.

Nel terzo parziale emerge la qualità delle centrali. Finalmente vediamo dei muri vincenti proprio mentre crollano le barriere salentine (la progressione nei quattro set la dice lunga: 1,1,4,3 muri per Taranto; 4,2,0,0 per Lecce). Poi affondiamo con i primi tempi di Silvia e Rossella. In questa partita ne mettono a terra più di quanti sia riuscita a realizzarli la squadra nell’intero campionato scorso. Rossella ha talento. Pur non avendo il classico physique du rôle da centrale, la piccina si rivela uno splendido acquisto. E Silvia una splendida conferma.

La difesa leccese, però, continua a reggere e la loro ricerca del mani-fuori è spesso coronata da successo. Sono in vantaggio per 7-6. Michela commette un erroraccio, ma poi rimedia da sola con due schiacciate devastanti. Torniamo in vantaggio (18-17) e in una fase delicata dell’incontro torna a servire Alessandra, dopo averci deliziato con il secondo tocco quotidiano. Sono buone abitudini che non bisogna perdere. La palleggiatrice conferma di trovarsi in uno stato di forma ammirevole e ci conduce fino alla vittoria del set: 25-18.

Lecce parte bene nel quarto set (3-1), ma ormai la Palafiom ha trovato i propri equilibri. Muri, aces e pallonetti ci portano sull’ 8-4. Addirittura raggiungiamo il massimo vantaggio di 21-12, sinceramente ingeneroso per le leccesi, che cedono sul piano emotivo dopo aver disputato un incontro di buon livello.

Coach Presta decide di dare spazio alle giovani risorse: entrano Valentina e Silvia 2. La Moro, che pure ha dimostrato in passato di saper stare in campo con padronanza e personalità, pesca una ricezione da “ritenta, sarai più fortunata”. La seconda Silvia, invece delle videocassette delle avversarie, deve aver rivisto più volte la serie completa de Il Padrino: sapendo di avere un solo pallone a disposizione prima che finisca la partita, intima ad Alessandra di passarglielo. La palleggiatrice cede al racket delle estorsioni di passaggi e Silvietta, schiacciando la palla-match, si costruisce il soprannome per distinguersi dall’omonima Buso: “Silvia-chiudi-partita” (il copyright è della mamma di Simona).

 
        Il set termina sul 25-17 e coach Presta può essere soddisfatto. Prendere punti su questo parquet non sarà facile per nessuno. In condizioni di salute precarie, senza Ivana e con Sonia a mezzo servizio, la squadra ha dimostrato di poter fare molta strada. Cosa saranno in grado di fare quando guariranno da calli ossei, tendiniti, infiammazioni, intestini irritabili, sordità, ecc.?

Massafra ha perso 3-0 la prima partita del campionato di serie B2.

Così. Per la cronaca.

 

NOTE:

(1) SPALLUTO, L., Tempesta Taranto, un marchio di garanzia, “Corriere del Giorno”, 13 ottobre 2006, pag. 22.

(2) FRATE INDOVINO 2007, Frate Indovino OFM Capp. “Rifugio Francescano”, Perugia, 2006, pag. 16.

 

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