Nati a Taranto-Aversa 3-0

Sabato 24 gennaio 2009 – ore 19.00
Tanto per cominciare chiedo scusa se ieri non ho risposto al saluto di molte persone, facendo la figura dello scostumato. Colgo l’occasione per precisare che il mio mutismo derivava da una violenta forma di stomatite, conseguente all’assunzione di antibiotici. Mi sono sentito come Alessandra...
So anche che la cronaca della partita non sarà neanche particolarmente spiritosa, ma non è facile essere creativo mentre guardi le stelle. E poi ci sono altri motivi di tristezza.
Nella Bosnia ottomana, così efficacemente descritta dallo scrittore Ivo Andric, una delle forme di pena capitale inflitte dai turchi era l’impalamento. Il Ponte sulla Drina inizia proprio con questa scena invero assai cruenta. Si piantava un palo appuntito in quel posto, lo si faceva risalire facendo attenzione a non trafiggere organi vitali e poi si lasciava il condannato ad una lenta agonia.
La stessa sorte tocca al manichino della Nati a Taranto. Poiché non si regge in piedi, si pensa bene di sostenerlo appoggiandolo ad un palo che arriva giusto giusto lì. Il metodo non è molto raffinato, ma lo scopo di tenere in piedi il manichino è raggiunto. E così – come direbbe Checco Zalone riferendosi allu pollu cusutu ‘nculu – abbiamo sfogato anche le nostre frustrazioni.

Per sfogare le frustrazioni delle due sconfitte consecutive in Campania, invece, l’ideale sarebbe battere l’Aversa. Beh, non sono state sconfitte frustranti, a dire il vero; sono state ottime partite, ma ora bisogna riprendere anche a fare punti.
Aversa ci regala emozioni e ricordi; fu proprio contro la squadra casertana, infatti, che l’allora Palafiom conquistò la matematica salvezza con tre turni d’anticipo l’anno scorso. Era il Jambo Normanni, non il Centro Santulli, ma questa sera ci sono molte giocatrici di allora.
Il sestetto iniziale di coach Varriale è composto dalla palleggiatrice Teresa Iorio, dall’opposto Federica Cantelli, dalle centrali Michela Pelosi e Maria Russo, dalle schiacciatrici Carmen Gargiulo e Rosa Mattiello e dal libero Angela Ianniello.
In panchina: Giuseppina Pisano, Maria Cristina Guadagnino, Amalia Battiniello, Angela D’Aniello, Marianna Sigala e Roberta Luisi.

Nati a Taranto anomala: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Simona Leone libero.
A disposizione: Désirée Fiore, Simona Mucci e Silvia Mastandrea.
Sugli assenti torneremo più in là, nei prossimi giorni.
Primo set
Dopo le fatiche salernitane, l’incontro appare subito di un altro ritmo. Si inizia con un murazzo di Sonia, si prosegue con un ace della Corallina (3-0) e con uno di Marcella (6-1), poi raggiungiamo un distacco di 5 punti con un primo tempo di Cristiana (7-2) e una pipe di Simona (8-3).

A questo punto, le joniche, così brave in trasferta con avversarie toste, sembrerebbero voler confermare che in casa, con avversarie più abbordabili, bisogna complicarsi un po’ la vita da sole e consentono a Pelosi e compagne di pareggiare (8-8). Timore infondato. In realtà, le rossoblu sanno subito riprendere in pugno la partita e il successivo break di 7 punti chiude virtualmente la prima frazione (15-8).
Bene, in particolare, Marcella nell’inedito ruolo di centrale, ma le più prolifiche sono Simona ed una Sonia davvero in serata felice: suo il punto del 21-13; suo l’ace del 23-13.
Un errore in battura delle ospiti chiude il set sul 25-15.

Secondo set
Alla ripresa del gioco, nell’Aversa c’è Battiniello per Cantelli nel ruolo di opposto. Nella NAT nessun cambio ca già amma cangiàte assaje.
Sonia è strepitosa: tre punti suoi, un muro di Cristiana e siamo 4-3, poi però sbagliamo qualcosa in attacco e Aversa va al primo time-out tecnico in vantaggio per 5-8.
Fast Marcella, attacco Sonia, attacco Michi, ma Maria Russo tiene ancora avanti le casertane (9-11), poi il fondamentale del muro si conferma un’arma sempre efficace per Zonca e compagne (13-11).

Entra Sigala per Iorio, va a servire e sbaglia (15-13).
Buon momento della Corallina, a cui replicano Gargiulo e Russo.
Poi rientra Iorio per D’Aniello, va a servire e sbaglia (21-16).
Dev’essere sempre imbarazzante entrare per servire e mandare il pallone sulla rete, anche se in questo caso i cambi non mi sono sembrati proprio finalizzati alla battuta.
Sbaglia anche Marcella, dopo aver però realizzato un ace (23-17), ed è ancora un errore ospite a regalare il 25^ punto alla Nati a Taranto (25-17).
Terzo set
Nell’Aversa adesso c’è Maria Cristina Guadagnino, che si rivelerà una giocatrice promettente.

L’equilibrio regge fino al 6-6. Un muro della Iorio viene festeggiato dal libero Iannello con un balzo ed un abbraccio degni della finale di Coppa dei Campioni. Bisogna dire che in questo set il muro sarà fonte di soddisfazione per coach Varriale (4).
Dopo una pipe di Michela ed una fast di Cristiana, sale in cattedra Marcella, a suo agio al centro della rete: fast a pallonetto, primo tempo a pallonetto e ribattuta su una difesa lunga (13-9). Interessante giocare con due potenziali palleggiatrici (tre, se includiamo anche Leone) contemporaneamente.
La grande mattatrice di questo set, comunque, è Michela. Incontenibile.

Sul 15-11 anche coach Marcello decide di effettuare delle sostituzioni: prima introduce Silvietta, poi Mucci; più in là entrerà anche Désirée.
Con Silvietta in battuta c’è il micidiale break di nove punti che chiude di fatto l’incontro: due aces della nostra giovane opposta, tre attacchi vincenti di Michela, una fast di Cristiana e tre conclusioni out delle ospiti (23-11).
Guadagnino e Gargiulo rendono il passivo meno pesante con due punti cadauna (23-15), poi c’è gloria per Truciolina.
Il punto finale, quello del 25-17, lo schiaccia Simona-di-metallo.

Tabellino: TARANTO-Aversa 3-0 (25-15, 25-17, 25-17)
Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 10, Fiore 1, Benefico 10, Scaglioso 10, Mucci 1, Tinelli 10, Mastandrea 2, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.
Aces 8, errori in battuta 7, muri-punto 6.
Centro Santulli Aversa: Pisano 0, Pelosi 6, Gargiulo 7, Mattiello 3, Iorio 1, Cantelli 0, Guadagnino 3, Russo 4, Battiniello 3, D’Aniello 1, Luisi NE, Sigala 0, Ianniello (L) – All. Varriale.
Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 4.
Arbitri: Giuseppe Persia (MT) e Mario Chiechi (MT).
Durata set: 19’, 22’, 23’ – Durata totale dell’incontro: 1.10’.

Altri risultati: Tuglie-Trani 0-3, Sarno-Scafati 0-3, Molfetta-Benevento 3-2, Battipaglia-Sala Consilina 3-0, Ostuni-Nojaturi 0-3, Potenza-Matera 0-0, Montescaglioso-Salerno 0-0.
Classifica: Trani 45; Salerno 40; Matera 38; TARANTO 35; Scafati 32; Sarno e Benevento 29; Tuglie e Potenza 27; Sala Consilina e Molfetta 23; Nojaturi 21; Battipaglia 18; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.
Il derby barese Nojaturi-Molfetta lo ha vinto il Molfetta, ma nello speciale trofeo Bin Laden prevale la formazione di casa: 120 euri per le offese ai direttori di gara; 80 per la squalifica comminata ad un dirigente (frasi offensive all’arbitro accompagnate da gesti plateali).
In questo modo Nojaturi supera proprio il Molfetta e conquista la zona play-off.
Perde la verginità anche Scafati, però si tratta di appena 40 euro (un isolato spettatore protestava nei confronti degli arbitri rivolgendo loro parole offensive).
Prossimo turno: Molfetta-TARANTO, sabato 7 febbraio, ore 00.00, dopo la pausa.

L'oroscopo 2009 del Mago Trumpet

Anche quest’anno abbiamo consultato il mago Trumpet. Il noto astrologo, esperto nell’oroscopo dello sportivo, questa volta ha interpretato lo zodiaco squadra per squadra. Ecco il responso delle stelle per il 2009.
Aversa
La lotta per la salvezza è dura, davvero dura. La squadra deve puntare sulle giocatrici dell’Ariete e della Vergine, che attraverseranno una fase molto positiva a marzo e ad aprile, ossia nel momento decisivo del campionato.
Le nate in Toro sbaglieranno molti servizi; conviene sostituirle sistematicamente con un segno d’aria quando andranno in battuta. Molto buono il muro, grazie al contributo dei segni di terra che risulteranno più efficaci dei Pesci; questi ultimi, però, saranno più bravi degli Scorpioni in ricezione nei set dispari; viceversa, meglio Scorpioni dei Pesci nei set pari. Insomma, per evitare casini, le sostituzioni conviene che le decida il mago Otelma.
Brutta sconfitta il 24 gennaio.
Una centrale si fidanzerà con Gigi D’Alessio. Viaggio alle Maldive per una Bilancia. Colica a settembre per una Gemelli.
Neanche una doppia per la palleggiatrice tra marzo e aprile, quando Plutone passerà dal Capricorno.
Salerno
Se il campionato 2007-’08 è stato caratterizzato dagli infortuni, la stagione in corso, al contrario, sarà ricca di note liete. Tutte le giocatrici maggiorenni, infatti, resteranno incinte.
Mercurio in Cancro favorirà l’ottimizzazione della ricezione, soprattutto tra gennaio e marzo, quando a terrà non cadrà neanche la polvere. Venere in Sagittario, invece, favorirà la digestione, altro fondamentale significativo per questa squadra. Sconfitta per 3-0 in una città bimare della Puglia all’inizio di aprile a causa del passaggio della Luna in un supermercato.
Brilleranno in particolare le giocatrici del Cancro (che saranno circondate da splendide e sincere amicizie, in particolare una il cui nome inizia con la lettera T), del Capricorno (che faranno pace con un Toro privo di capelli), dell’Ariete (destinate all’A1 nell’arco di due anni) e dell’Acquario (successi in amore e in Borsa, a condizione di investire in fondi che non c’entrino con le imprese di Berlusconi).

Sarno
L’Acquario portato da Babbo Natale influirà positivamente sul piano dell’umore, dell’organizzazione e dei risultati. Marzo e aprile saranno i mesi migliori, sia in riferimento al campionato che al trofeo Bin Laden. Non acquistate oggetti di valore a giugno perché risulteranno taroccati e fidatevi dei nati sotto il segno della Bilancia.
Le schiacciatrici del Sagittario che si chiamano Veronica Carmen dovrebbero astenersi dallo scendere in campo il 10 gennaio e il 9 maggio perché rischiano fastidiose contratture; per il resto, saranno le indiscusse top-scorer in tutti gli altri incontri.
Consigliato il giardinaggio per le nate nel segno della Vergine, che avranno gratificazioni sia nello sport che nella politica. Peccato che abbiano scoperto il gusto della trasgressione e adesso saranno ammonite una settimana sì e una no.
Multa di 400 euro a maggio per avere la nonna di una giocatrice proferito insulti all’indirizzo del primo arbitro, per avere la stessa lanciato la borsetta su una giocatrice avversaria che aveva superato il muro della nipote e per avere la suddetta nonna, al termine della gara, dato fuoco con una bottiglia molotov al pullman dei tifosi ospiti.
Scafati
Ci saranno cambiamenti positivi soprattutto dopo che Marte sarà entrato nell’Ariete e cioè a partire dalla terza decade di gennaio, dopo la partita con la Nati a Taranto. Molto elevate le percentuali in attacco (grazie soprattutto ai Sagittari) e cifre da primato per i servizi vincenti, specie in riferimento ai segni di terra.
Ad aprile l’Amministrazione Comunale delibererà la costruzione di un nuovo palazzetto da cinquemila posti destinato esclusivamente alla pallavolo femminile e i lavori saranno completati a novembre.
Le nate in Toro dovrebbero essere più ottimiste; i nati nel segno dei Gemelli farebbero bene a a mangiare più yogurt e a scansare i ministri di Forza Italia quando li incontrano per strada.
Una giocatrice dell’Acquario farà un incontro fortunato in spiaggia ad agosto: potrebbe trattarsi di Massimiliano Rosolino, di George Clooney oppure di Olindo Romano. No, controllando meglio le stelle, è senz’altro Olindo Romano.
A maggio premio fair-play dalla FIPAV ed anche dalla FIVB, alla faccia degli smarties.

Sala Consilina
Ottima la salute delle giocatrici, straripante la forma fisica, ma – a causa del lungo stazionamento della Luna in Cancro - disastroso l’amore. Il coach sarà contento così; a lui che gliene frega se le atlete hanno problemi sentimentali? Basta che vincano.
Il segno più in forma sarà quello del Leone; lunga serie di primi tempi e di fast destinata ad interrompersi soltanto a fine marzo, prima del 29 per l’esattezza.
A Ramona Badescu verrà il piccio di giocare, forte della carica di capitana onoraria, e chiuderà la stagione con il 45% in attacco e il 60% di difesa perfetta.
Un Superenalotto giocato da un segno di terra in un autogrill della Basilicata potrebbe regalare vincite milionarie.
Con una giocatrice nata a Satriano di Lucania sotto il segno dello Scorpione con ascendente Capricorno sarà B1 assicurata nell’arco di due anni. Valla a trovare, però.
Battipaglia
I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.
Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. Una sfavorevole congiunzione astrale, infatti, caratterizzerà negativamente il loro girone di ritorno: percentuale d’attacco sotto il 10%, positività in ricezione intorno allo 0,5%, infiltrazioni d’acqua nell’appartamento, investimenti finanziari in caduta libera e cinque chiamate al giorno dai call-center.
Dal vivaio arriverà in prima squadra una sorprendente ragazza tredicenne, del segno della Vergine, che a partire da febbraio giocherà stabilmente, da titolare, in posto due.

Benevento
E’ indubbiamente l’anno degli Scorpioni sanniti. Si tratta di un segno che ha notoriamente successo in campo sportivo e sarà in particolare nel 2009 che questo segno vivrà esaltanti momenti di gloria. L’unica settimana critica sarà quella a cavallo del 7 marzo, quando gli Scorpioni del Benevento non riusciranno a mettere un pallone a terra.
Un’atleta del Toro sarà ingaggiata dalla squadra concorrente dell’Accademia Volley; una del Sagittario sarà invece ingaggiata da Al Qaeda e si farà saltare in aria in occasione di un incontro nel mese di febbraio. La FIPAV infliggerà al Benevento una multa di 150 euro per condotta antisportiva, ma la giocatrice kamikaze si consolerà in paradiso con 72 pallavolisti vergini.
Partita interrotta da un tifoso a maggio: invasione di campo per chiedere l’autografo di Miriam Napolitano. Non poteva aspettare perché dieci minuti dopo ci sarebbe stata l’ultima corsa del pullman.
Potenza
Henry John Woodcock sarà nominato presidente onorario della società a partire da marzo; la sua costante presenza sugli spalti condizionerà soprattutto le avversarie, per le quali saranno applicate misure cautelari detentive alla minima infrazione (ad eccezione del 21 marzo perché in quella data il p.m. sarà impegnato a Palazzo di Giustizia).
Problemi giudiziari anche per Katia Taddei, che sarà denunciata a novembre da Vigor Bovolenta per violazione del copyright relativo allo stile di battuta. La centrale lucana vincerà la causa: è Bovolenta che ha copiato.
Qualche delusione dalle atlete della Vergine, a causa di un film horror che turberà per due mesi la loro serenità; splendido stato di forma dei Gemelli.
Tranne uno sconcertante colpo a vuoto nella terza decade di marzo, Potenza disputerà un girone di ritorno strepitoso con medie da promozione. La rimonta prenderà avvio da una notte di luna piena in cui Clara Clemente apparirà in sogno a Paola Felicetti e le indicherà le zone del campo dove piazzare il servizio, consentendole una media di 15 aces a partita.
Per effetto del transito di Giove in Bilancia, Nello Caliendo prenderà il posto del subcomandante Marcos e promuoverà l’emancipazione degli oppressi sia nel Chiapas che in Basilicata, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Come, del resto, ha fatto fino adesso.

Montescaglioso
A metà febbraio l’ISTAT individuerà nelle tariffe d’ingresso al PalaWojtyla la principale causa dell’inflazione italiana e – dopo un richiamo del governatore della Banca d’Italia – il governo interverrà per calmierare i prezzi fissando d’ufficio il costo dei biglietti.
La vicenda Zuzù approderà alla Corte Europea di Giustizia, che darà ragione alla società lucana quando Urano entrerà in Sagittario, cioè nel 2018.
La svolta Rampino farà sentire i suoi effetti a partire metà gennaio gennaio; la sua carica agonistica nei riguardi, in particolare, delle proprie giocatrici indurrà la FIPAV a piazzare un cordone protettivo di Carabinieri tra il coach e la propria metà campo. Altro ricorso alla Corte Europea.
Sarà un anno brillante per le giocatrici dell’Acquario e dei Pesci; qualche problema di aerofagia per le nate nella Vergine e la positività in ricezione potrebbe risentirne, soprattutto il 3 gennaio e il 3 maggio. Bere meno bevande gassate è il consiglio.
Matera
Nel mese di gennaio, durante una partita casalinga, Michela Ristits schiaccerà il pallone con una violenza tale da provocare un buco nel parquet. Sgorgherà uno zampillo di petrolio. A quel punto la società lucana dovrà decidere se continuare il campionato al Palasassi oppure sfruttare il giacimento.
In autunno, quando il Sole transiterà in Ariete e Saturno si fermerà a prendere un caffè a Ferrandina, la Vecerkova crescerà di altri sette centimetri.
Un arbitro si rivolgerà al Club Alcolisti Anonimi dopo aver diretto una partita del Matera, poi si renderà conto che in realtà non aveva visto doppio. Erano le gemelle Romano.
Bella sorpresa per un Cancro in campo affettivo; multa per divieto di sosta per un Leone.

Molfetta
A marzo uscirà un nuovo libro di Gianrico Carofiglio, che accantonerà la figura dell’avvocato Guerrieri e si ispirerà a Maria Teresa Francioso per il ruolo di protagonista di tutti i suoi futuri romanzi.
Sarà un’ottima stagione per Gemelli e Pesci; anche per le nate nel segno del Cancro, ma solo a condizione di mangiare semolino per tutta la settimana che precederà una partita decisiva.
Bene il sesso per le nate in Toro; male le questioni condominiali per i segni d’acqua.
Un incontro a maggio sarà sospeso per smarrimento del pallone. Due giorni dopo, pettinandosi, Alessandra Nappi scoprirà che la sfera si era infilata ed era rimasta nascosta tra i suoi riccioli.
Trani
Teoricamente dovrebbe essere un anno brillante per la Primadonna, un anno di successi, grazie all’influsso di Nettuno in Ariete. Eppure gli obiettivi potrebbero sfumare a causa dell’irritazione delle stelle, che non hanno affatto gradito la partenza di una giocatrice dei Gemelli l’estate scorsa. Se entro aprile, quando la Luna entrerà in Toro, un dolce al cioccolato artigianale non entrerà in Trombetta, la B1 è destinata a sfuggire anche al termine di questo campionato. Ed è inutile grattarsi.
Per il resto andranno ottimamente le atlete della Vergine e quelle del Capricorno. Delusioni per i Leoni, ma soltanto in ambito sentimentale, economico, lavorativo, abitativo e politico; come rendimento sportivo sarà un anno magnifico.
A novembre Rosa Ricci sarà insignita del premio Nobel per la fisica in ragione del suo noto tocco di seconda. Le scarpe gialle di Mina Annese inserite tra i siti tutelati dall’UNESCO quali patrimonio artistico dell’umanità.
Le giocatrici del Capricorno continueranno a diventare sempre più bone.

Nojaturi
Ai primi di marzo un gatto farà invasione di campo e tenterà invano di graffiare Stefania Topputi; quest’ultima prenderà il felino e lo scaglierà nella metà campo avversaria. Facendo punto.
Tai Aguero si recherà a Turi per fare una scorta di ciliegie Ferrovia. Non vedendola tornare, Barbolini si precipiterà in Puglia; invece della Aguero, incontrerà Alejandra Rodriguez e la porterà per errore nel ritiro della Nazionale. Con una media di 5,2 punti a set, la Rodriguez soffierà il posto alla campionessa italo-cubana.
Una giocatrice della Vergine girerà un film con Johnny Depp; una dell’Acquario, passeggiando per via Carmine a Noicattaro, inciamperà sul ministro Brunetta.
Da gennaio bisognerà rinunciare a Mary Ricciardi perché Barack Obama la chiamerà come consulente per le politiche giovanili nel proprio staff.
Novità all’Anagrafe per Annarita Fonsdituri: quando si gioca a Turi continuerà a chiamarsi così; a Noicattaro sarà refertata come Annarita Fonsdinoicattaro.
Ostuni
A partire dalla 5^ giornata di ritorno, quando Plutone entrerà in Bilancia, inizierà la grande rimonta della formazione di Solombrino.
Sarà fondamentale l’apporto delle giocatrici dell’Ariete. Le nate nella terza decade di marzo, in particolare, risulteranno MVP in tutti gli incontri del girone di ritorno, tranne uno a metà febbraio. Le nate nella seconda decade di aprile si assesteranno su una media di 28 punti a partita, ma a giugno, quando Venere uscirà dallo Scorpione, resteranno bloccate per tre giorni in ascensore con un docente universitario baffuto originario di Francavilla Fontana.
Una giocatrice dell’Acquario, bevendo dal bicchiere usato da Alessandra Piccione in un bar, ne acquisterà i superpoteri per un mese. Peccato che il mese sia luglio.
In compenso, saranno ottime le percentuali in attacco dei segni di fuoco.

Tuglie
Una centrale dell’Ariete, tentando di fare manovra, resterà incastrata nel parcheggio e salterà la partita con il Taranto ad aprile.
Quando Mercurio transiterà nella Vergine, ossia a febbraio, Ida Taurisano farà scoppiare il segnapunti elettronico, non abituato alla tripla cifra. Danni alla tensostruttura, ma la partita potrà proseguire.
Consigliato il Tai-chi-chuan per le atlete del Leone, il Sudoku per quelle della Bilancia e Dissenten a scopo preventivo, nella prima decade di settembre, per quelle del Toro.
Ottima stagione per i Capricorni. La Luna in Sagittario sarà, infatti, fonte di gratificazione soprattutto negli affetti, nello sport e nelle finanze. Arriverà anche una laurea ad honorem in Biologia per gli studi sul comportamento scaramantico delle formiche.
Nati a Taranto
A marzo salirà la tensione tra Italia e Malta. Prima Berlusconi toccherà il culo alla locale ministra maltese delle Pari Opportunità, poi Malta ritirerà l’ambasciatore ed avvierà un’inchiesta per molestie, infine l’Italia dichiarerà guerra all’isola disponendo un blocco navale. Il comando delle operazioni sarà affidato ad una sottotenente di vascello del segno del Toro. Quest’ultima finterà un attacco dal centro per poi occupare La Valletta con un attacco fast. Sempre per le nate in questo segno ci sarà un cambiamento nelle abitudini alimentari (prevalenza di lupini e cime di rape) ed uno, ancora più radicale, nel linguaggio. Quando risponderete in modo sistematico “Ce vue cchiànne?!” ai familiari che vi chiameranno da Novara, sarete diseredate.

Ottima stagione per i Pesci. In via di Mezzo le orate e le spigole saranno particolarmente ricercate.
Per i Pesci che giocano a pallavolo, inoltre, arriveranno risultati brillanti da gennaio a maggio e da settembre a dicembre. Dei mesi estivi, d’altra parte, non ce ne frega niente. L’abbronzatura sarà talmente forte che per le fotografie si farà prima a guardare direttamente il negativo. Buon investimento immobiliare. A ottobre i vostri telefoni saranno intercettati (ma non dal coach). Le amministrazioni di Fragagnano e di Roccaforzata dedicheranno a due giocatrici della NAT le piazze centrali dei due paesi.
Marte in Bilancia valorizzerà la creatività delle giocatrici nate nel segno dell’Ariete sia in campo sportivo che affettivo. Nel primo caso vi distinguerete per i primi tempi di spalla; nel secondo caso avvierete un legame sentimentale con un artista di strada mangiafuoco. Notevole risparmio sul gas in cucina. State attente ai luoghi affollati a luglio e comprate un Gratta e Vinci a dicembre.
Tori particolarmente attivi. A partire da febbraio allenerete due squadre contemporaneamente, una delle quali è una formazione maschile di serie A1 che gioca a Martina Franca. Ad aprile berrete per sbaglio un caffè prima di una partita. E’ un errore scaramantico; ve ne accorgerete e lo vomiterete dentro lo spogliatoio dell’arbitro. La partita sarà salva ma arriverà un’altra squalifica, questa volta di tre giornate.

Giove prepara due piacevoli sorprese ai Tori che giocano da libero: un sogno realizzato a giugno ed un colpo di culo a novembre, a condizione di acquistare un numero di Topolino.
Il 2009 sarà un anno interessante per i Gemelli. Saturno in Pesci non soltanto darà la parola alle nate in questo segno che giocano da palleggiatrici ma vi trasmetterà anche la conoscenza di tutte le lingue del mondo. Due 30 e lode prima di ottobre ed un gradito regalo a dicembre. Bevete acqua di Fiuggi ad aprile e non andate a Saturo per tutto il mese di luglio perché potreste essere aggredite dalle meduse.
Le nate in Gemelli con i capelli biondi e ricci otterranno ottimi risultati a scuola e grandi soddisfazioni nei contesti amicali. Ad aprile, pur di giocare, okkuperete il Palafiom e ritarderete di mezz’ora l’inizio della partita con il Salerno. Sarà l’intervento dell’assessore Contino a sbloccare la situazione; vi convincerà a sedervi in panchina in cambio di un vassoio di pasticcini; poi però l’assessore pretenderà di arbitrare i primi due set e di giocare da opposto i restanti parziali.

Un Cancro, quello che gioca nella NAT da otto anni, diventerà presidente della RAI e manderà a casa direttori e giornalisti leccaculo, inaugurando una primavera nel mondo dell’informazione che riporterà l’Italia tra i paesi civili. A gennaio scriverete una poesia, ad aprile chiuderete dodici scambi consecutivi con i vostri leggendari muri a cappuccio. A novembre vostra sorella vi caccerà di casa e dormirete per una settimana in piazza della Vittoria, sei notti su una panchina, una notte nel comodo letto dell’evento “Amore, svegliati”. Il Cancro che gioca da libero vivrà una stagione atipica: il coach continuerà ad esprimere osservazioni critiche sulla vostra ricezione, ma in compenso sarete top-scorer in almeno cinque partite. Matrimonio ad agosto con un vostro ostinato ammiratore e viaggio di nozze a Parigi, quando la Luna entrerà in Capricorno.
La Vergine è il segno eletto da Urano in buona parte dell’anno. Dopo aver presentato il festival di Sanremo, riceverete una lettera dal Club Italia. Non è la convocazione; sono le multe per l’utilizzo degli autobus senza biglietto da parte di Mattia, che ai controllori ha dato il vostro recapito. A maggio esprimete un desiderio relativo al vostro insegnante più antipatico; Nettuno in Ariete lo esaudirà. A fine agosto darete un mappino alla vostra compagna di beach-volley.
Crisi esistenziale per le nate in Bilancia: improvvisamente, ad aprile, pretenderete di giocare da centrali. A giugno troverete un lavoro gratificante e ben retribuito nel settore dell’informatica. Fastidioso torcicollo a maggio; chi è che non ha chiuso la porta del palazzetto? A settembre finirete sulla copertina del nuovo disco degli Iron Maiden e riceverete una proposta di ingaggio da un coach napoletano imbattuto (da primo allenatore) in tutto il 2008-’09.
Un lunedì di febbraio gli Scorpioni telefoneranno a Sport & Sport a partire dalle 7 di mattina per tenere occupata la linea ed impedire che la prenda l’avvocato Bongiovanni. Ad aprile entrerete anche voi nella cordata Alitalia. A maggio farete un po’ di conti: avete speso un bel po’ di soldi per la squadra, però quante soddisfazioni, eh? Deciderete quindi di raddoppiare l’investimento per l’anno successivo. Ad agosto non prendete gelati al cioccolato perché vi sporcheranno la camicia cinque minuti prima di un’importante conferenza stampa.
Bel 2009 per i nati nell’Acquario. Soltanto a marzo vivrete un periodo di confusione: infatti, annoterete gli scout di vostra nipote (numero di ruttini, rigurgiti positivi e perfetti, quantità di pappine ingurgitate, ecc.) e cercherete di prendere in braccio, con qualche difficoltà, le schiacciatrici della NAT. Breve litigio con il primo allenatore ai primi di maggio; per dispetto, invece di filmare la partita, riprenderete con la telecamera un comizio di Giuseppe Quaranta.
Restando nello staff ma tornando ai Gemelli, un insigne medico pubblicherà un’importante ricerca scientifica sul fenomeno del gomito senza riposo. Poi, però, sarà denunciato ai sensi dell’art. 674 CP per getto pericoloso di cose in quanto, esasperato dalle interruzioni delle immagini di una diretta della NAT (nonostante l’installazione di tutti i programmi possibili e immaginabili), aveva lanciato dalla finestra il proprio computer. Aver centrato in pieno Rossana Di Bello, comunque, sarà considerata un’attenuante, che confermerà, peraltro, l’esattezza della teoria di Fiamma sull’utilità sociale della caduta dei gravi e dei gatti. Viaggio nei Caraibi. A causa di uno zainetto sospetto acquistato all’Oviesse che farà impazzire i metal detector di un aeroporto pugliese, sarete trasferiti a Guantanamo per un soggiorno di un mese interamente pagato dalla CIA.

Sarà un’ottima annata per i Sagittari sul piano finanziario. A dicembre arriverà un assegno dalla Sicilia e vincerete diverse tombolate. Il Sole in Vergine garantirà solidità negli affetti mentre ad aprile un sogno rivelatore vi fornirà indicazioni preziose per il lavoro, per lo sport, per il futuro e per la salute. Peccato che eravate disattente; dormivate. Un’idea innovativa a marzo riguardo all’arredamento. Provate ad imparare il tango e adottate un cucciolo di ghepardo. Record di servizi vincenti a maggio e discussioni con un arbitro a ottobre che richiederanno l’intervento delle forze di interposizione dell’ONU.
Fermati, o classifica!

Siamo ancora in attesa del risultato di Trani-Tuglie, ma, salvo uno 0-3 in favore delle salentine, la Nati a Taranto è in testa alla classifica dopo la seconda giornata di campionato.
Fermatelo, dunque, questo campionato!
Dài, basta così. E’ sufficiente...
NAT in B1; Sarno e Matera ai play-off. Chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato, ha dato.
Bene, in attesa della telefonata del coach, che mi intimerà di cancellare tutto per scaramanzia come due anni fa (ma poi alla fine andò bene lo stesso), godiamoci questo momento storico.
La cronaca di Aversa-Nati a Taranto sarà alquanto sommaria perché, purtroppo, imprevisti problemi familiari mi hanno trattenuto a Taranto.
Oltre alla partita, ahimè, mi perdo anche la premiazione di Michela Benefico al centro sportivo Magna Grecia quale miglior giocatrice tarantina della scorsa stagione. Brava, Michi! Grande, Michi!

L’esperienza dell’anno scorso non è servita a molto; anche quest’anno localizzare il palazzetto aversano non è stato facile.
Nati a Taranto sul parquet con Marcella Scaglioso, Silvia Mastandrea, Michela Benefico, Simona Corallo, Clara Clemente, Cristiana Zonca e il libero Simona Leone. In panchina con coach Marcello: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci e Alessandra Certa.
Centro Santulli Aversa con Antonietta Andreozzi, Amalia Battiniello, Federica Cantelli, Carmen Gargiulo, Michela Pelosi, Giuseppina Pisano, Maria Russo, Marianna Sigala e il libero Angela Ianniello. Ci sono anche, ma fanno compagnia a coach Bifulco per tutto il tempo: Angela D’Aniello, Rosa Mattiello e il secondo libero Teresa Iorio.
Il Centro Santulli l’anno scorso sfiorò l’A2; quest’anno ha acquistato il titolo di B2. I nomi di molte giocatrici, però, non ci suonano nuovi. Battiniello, Gargiulo, Pelosi, Sigala e Ianniello, infatti, militavano sull’altra sponda pallavolistica della città, la Jambo Normanni. Retrocesse dalla porta, rientrano in B2 dalla finestra. E’ un bene per il campionato; sono tutte ragazze gagliarde.

Ho parlato con due uccellini di ritorno da Aversa, una colomba ed un falco. Mettiamo a confronto le due versioni.
Primo set
COLOMBA – Le nostre sono partite bene (6-9), ma si sono leggermente rilassate un po’ troppo presto, subendo la rimonta delle padrone di casa (16-14). Aversa è stata in vantaggio in più di un’occasione e conduceva per 22-18. Poi, finalmente, la nostra reazione è risultata fruttuosa e le abbiamo agganciate sul 23-22. A questo punto è salita in cattedra Michela; quando i palloni scottano, le sue mani non tremano mai e così abbiamo compiuto il sorpasso sul filo di lana (23-25).
FALCO – Sono ancora incazzato nero per come hanno giocato questo set. Si sono concesse un calo di concentrazione imperdonabile. Bisogna dire che Aversa in questa fase ha servito molto bene. Non faccio nomi, ma una nostra giocatrice ha commesso 5/6 errori in ricezione che gridano vendetta al cospetto del manuale del volley. Prima di arrivare ai palloni che scottano...
Secondo set
COLOMBA – Le rossoblu fanno tesoro dell’esperienza e questa volta scendono sul parquet con maggiore determinazione. Non fanno scintille; giocano diligentemente e migliorano in tutti i fondamentali: ricezione attenta, muro efficace, attacchi che vanno a segno dalle bande senza particolari incertezze. Sul 7-17 il coach ha fatto rifiatare Marcella e Silvietta concedendo loro la legittima standing-ovation.

FALCO – Per quante gliene ho dette nell’intervallo, volevo vedere se non si svegliavano. Sarebbero tornate a Taranto a piedi. Bisogna dire, comunque, che sono notevolmente cresciute. Ottimo il muro, bene la difesa e l’attacco, ma si sono distinte soprattutto le centrali, Clara e Cristiana. La piemontese, in particolare, ha messo a terra parecchi palloni. Proprio stasera che non c’era nessuno a prendere gli scout. Che sfiga...
Marcella e Silvietta sono uscite perché verso la fine sembravano un po’ offuscate; standing-ovation ‘sta minc***...!
Terzo set
COLOMBA – Ancora più netta la supremazia della NAT nel terzo parziale. Le avversarie hanno opposto resistenza fino al 7-7, grazie anche a salvataggi acrobatici in difesa, poi abbiamo dilagato. Raggiunti i novi punti di vantaggio per la NAT, l’Aversa ha reagito con orgoglio, ha recuperato qualcosa, ma alla fine siamo riusciti a chiudere con un buon punteggio (16-25).
FALCO – Dopo avermi fatto leggermente girare le palle all’inizio, le ragazze hanno capito che dovevano giocare con più concentrazione e aggressività. Meno male, altrimenti domenica le avrei chiuse in palestra per quattro ore. Ancora non ci siamo.
Altri risultati: Scafati-Sarno 1-3, Matera-Potenza 3-1, Salerno-Montescaglioso 3-0, Noicattaro-Ostuni 3-0, Benevento-Molfetta 3-0, Trani-Tuglie 2-3, Sala Consilina-Battipaglia 3-1.
Ancora nessun tie-break in questo girone. V’avìte mise d’accord’? Tinìte probblèm’ d’orarije?
Classifica: TARANTO, Sarno e Matera 6; Tuglie 5; Trani 4; Noicattaro, Potenza, Salerno,Benevento, Aversa, Sala Consilina e Molfetta 3, Battipaglia, Montescaglioso, Scafati e Ostuni 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Aversa, Battipaglia, Benevento, Matera, Molfetta, Montescaglioso, Noicattaro, Ostuni, Potenza, Sala Consilina, Salerno, Sarno, Scafati, TARANTO, Trani, Tuglie 0,00.
Tutti a zero dopo la prima giornata. Nel girone E sorprendente multa di 40 euro al Manoppello.
Prossimo turno: TARANTO-Molfetta, sabato 3 ottobre, ore 19.00 al Palafiom, via Golfo di Taranto.
Un sms per Ivana:

NOTE:
L’immagine della classifica del Girone G è tratta da http://portal.federvolley.it; quelle del falco e della colomba da http://en.wikipedia.org.
Intervista a coach Marcello Presta

Partiamo da una tua critica a questo blog, “accusato” di aver esultato più l’anno scorso per la promozione in B2 che per la salvezza ottenuta quest’anno. Perché, invece, questa salvezza è più importante? E perché l’hai definita un grande miracolo?
Perché il livello tecnico della B2 è decisamente più alto e le difficoltà sono maggiori. L’anno scorso eravamo la squadra più forte del campionato di serie C e ne eravamo consapevoli; quest’anno non avevamo alcuna consapevolezza di meritare la salvezza, non all’inizio del campionato almeno. Era un obiettivo tutto da conquistare. Inoltre, prima dell’anno scorso, avevamo già concluso due stagioni arrivando ai play-off; eravamo abituati a vincere ed eravamo abituati a rapportarci con giocatrici diverse e di un altro livello.
Nel corso del campionato hai mai pensato di retrocedere?
Ho sempre pensato che ci fosse questa possibilità finché non abbiamo ottenuto la salvezza matematica. Dopo la sconfitta interna con l’Ostuni, a dicembre, credevo che fossimo già con un piede e mezzo in serie C. Eppure ad agosto avevo espresso la convinzione che ci saremmo salvati.
Da cosa nasceva questa convinzione?
Non era una convinzione, era uno stimolo. Speravo di riuscire a trasmettere alle giocatrici la mia aggressività e la mia voglia di vincere. Volevo trascinarle e indurle ad essere una squadra di combattenti che non mollano mai.
La vittoria sul Centro Ester significò già qualcosa? Fu un’iniezione di fiducia? Dimostrò che la B2 avremmo potuto giocarcela?
Al contrario. Per tutti noi fu un impatto durissimo con la realtà. In quella partita ci rendemmo conto di quanto fosse difficile questo campionato e arduo il cammino verso la salvezza. Scoprimmo il ritmo della serie B2. Lottammo strenuamente con una squadra che avrebbe dovuto essere una diretta concorrente e rischiammo di perdere quella partita. Fu un incontro durissimo. Non avevamo mai giocato a quei ritmi in serie C; non avevamo mai affrontato avversarie che “menavano” in quel modo. Già durante il riscaldamento le atlete napoletane sembravano extraterrestri. Nonostante la vittoria, ero molto preoccupato e capii che avremmo dovuto preparare ogni partita nei minimi particolari.
Qualche giorno prima, nel torneo pre-campionato di Bari, l’allenatore del Trani mi aveva fatto presente che la mia squadra sembrava capitata lì per caso. “Spaesata” era la parola giusta.
Dopo la partita con il Centro Ester dissi alle ragazze: “Qui ci sarà da soffrire e pure parecchio. Se queste lottano per la salvezza e giocano con ritmi del genere, figuriamoci le altre...”. Non eravamo ancora pronti; mentalmente siamo rimasti una squadra di serie C per una buona parte del campionato.

Poi venne il tracollo in casa con l’Ostuni a dicembre: partita disastrosa; la Piccione che ha fatto quello che ha voluto; penultimo posto in classifica, peraltro insidiato dall’Aversa. Cosa è successo dopo?
Quella sera pensai che avrei dovuto lasciare la squadra. Il sostituto che avevo individuato, però, era intenzionato a rivoluzionare radicalmente la formazione e questi cambiamenti mi lasciarono perplesso: mi sembrava di buttare alle ortiche tutto quello che era stato costruito, per anni, fino a quel momento. Non mi sembrava giusto. Non mi sembrava giusto neanche rassegnarsi alla retrocessione.
Il giorno dopo decisi di cambiare tutto: non le giocatrici, ma il mio atteggiamento, il metodo di allenamento. Analizzai quello che era successo fino a quel momento, rividi tutti i filmati per capire cosa non stesse funzionando. Iniziammo ad allenarci come una squadra che avrebbe dovuto salvarsi, partendo dalla difesa e dal muro. In realtà, erano cose che già sapevamo dall’inizio, ma nella testa eravamo rimasti ancorati ad un’idea di squadra e di campionato che non andavano più bene.
In quei giorni arrivò a Taranto Radames Lattari con il compito di salvare la Prisma. Era una situazione analoga alla nostra. “Copiai” il suo lavoro in allenamento, in particolare i suoi stimoli sul piano della motivazione. Bisognava metterci più cuore, più divertimento nel difendere. Per me la serie A era sempre stata Vincenzo Di Pinto; Radames mi ha offerto altri stimoli, completandomi come allenatore e facendomi scoprire il piacere di stare in palestra.
Le ragazze furono brave a non drammatizzare la situazione. Sono convinto che nello spogliatoio si siano dette qualcosa tra di loro; si sono guardate in faccia ed hanno reagito in modo fantastico. Tutte ci hanno messo il cuore, hanno iniziato a divertirsi anche in allenamento, hanno mostrato una grande determinazione nel non far cadere una palla a terra. “Divertirsi a soffrire” era diventato il nostro slogan. Centrammo l’attenzione sul gusto delle sfide, non solo in campionato, ma anche nelle partitelle a ping-pong. In realtà, alcune giocatrici il gusto della sfida ce l’avevano già nel DNA, dovevano solo tirarlo fuori. Altre no, non sapevano cosa fosse, si nascondevano, preferivano non esporsi per non sbagliare, preferivano evitare brutte figure piuttosto che tentare di fregare l’avversario.

Palafiom-Valenzano 2-3. Sconfitti, ancora penultimi, ma con un punto strappato alla capolista. Te l’aspettavi?
I primi due set furono molto deludenti e non emersero i progressi compiuti in allenamento, poi iniziammo a giocare con più coraggio. Ad essere sincero, però, in quella partita fece tutto il Valenzano, nel bene e nel male. Furono loro a calare improvvisamente. Direi che non fummo noi a conquistare il punto, ma loro a regalarcelo. Però, indubbiamente, quella partita cambiò qualcosa sul piano dell’umore.
Lanciano (2-3) e Napoli-Barra (1-3). Due trasferte che hanno proiettato la squadra in zona salvezza e da allora non si è più tornati indietro. E’ stata questa la svolta del campionato?
Lanciano. Quella è stata la svolta, il momento in cui è cambiato tutto. Tanto per cominciare, fu la prima trasferta in cui rinunciammo al pullman e utilizzammo le macchine, appena due macchine.
Per la durata del viaggio eravamo uniti, c’era contatto fisico, condivisione, dialogo. E si trattava di un dialogo nostro, senza distrazioni. Eravamo solo noi.
E poi fu la svolta anche sul piano del gioco. Giocammo una partita strepitosa, senza quasi far cadere la palla a terra e, quando cadeva, le ragazze si incazzavano. Lì riuscimmo a far maturare in partita i frutti del lavoro in allenamento. C’era tanta voglia di vincere; c’era comunicazione in campo. Era nata una squadra.
Peraltro, il Lanciano attraversava un buon momento, giocava bene, non cedeva punti alle squadre di media-bassa classifica.
Mi piacque anche l’atteggiamento “da rapina” che assumemmo: veloci in macchina, complicità assoluta, partita aggressiva e via di corsa a bere birra in autogrill...
E a Napoli?
L’unica differenza era Marco al posto di Mary. Ma fu una partita nel segno della continuità: tanto feeling, molta voglia di ridere e scherzare fra di noi, ma soprattutto tanta voglia di vincere ancora. Non pensavamo più al campionato; pensavamo alle avversarie volta per volta, partita per partita. Eravamo ormai in grado di reggere ritmi altissimi e studiavamo con attenzione le nostre avversarie. Per poterle mordere...
Mordere...?
Non lo dico io; ce l’ha detto qualche nostra avversaria. Avevano la sensazione che le azzannassimo...

Dopo le prevedibili sconfitte con Potenza e Salerno, la Palafiom ha raccolto 9 punti in 3 partite (Manoppello, Manfredonia e Massafra).
Potenza fu una brutta sconfitta, una delle peggiori del girone di ritorno (con Orion Napoli e Scafati). In Lucania, per reggere il confronto, avremmo dovuto giocare al 200% delle nostre possibilità e invece non giocammo neanche al 100%. Subimmo il loro modo di giocare e non entrammo in campo con la giusta mentalità vincente. Scorie del passato. D’altra parte non si poteva cambiare subito tutto.
Ma l’obiettivo era una mentalità vincente in cui non ci fosse spazio per gli alibi. Se c’erano ostacoli, bisognava superarli. E ora posso dire che di ostacoli ne abbiamo incontrati: infortuni, un solo allenamento alla settimana nella palestra usata per le partite, allenamenti quasi al buio all’Alfieri... Ma non se n’è mai parlato. Non ce ne fregava niente dei contrattempi; si lavorava e basta. Dovevamo e volevamo essere una squadra che fa i fatti, non le chiacchiere.
Manoppello, Manfredonia, Massafra.
Tre partite affrontate una alla volta e studiate minuziosamente. Le ragazze sapevano tutto delle avversarie che stavano per affrontare e avevano già maturato il gusto della sfida da vincere. Volevano vincere le sfide di squadra, ma anche le sfide individuali. Non è facile trovare questo atteggiamento nel volley femminile. E poi c’era grande comunicazione in campo: le ragazze leggevano bene la partita e la giocavano; in alcuni time-out parlavano loro, non io.
Di questa fase ricordo soprattutto gli allenamenti. Andavo volentieri in palestra e ne uscivo emozionato e stupito perché le ragazze facevano sempre più di quello che io mi aspettavo. Sì, ero stupito. Di come si allenavano e di come giocavano. Non ho mai avuto una squadra così e credo che questa stagione sia irripetibile.

Quanto ti ha preoccupato il tonfo interno con lo Scafati?
Zero. Un incidente di percorso.
Manfredonia e Ostuni. Due 0-3 in trasferta e Palafiom che, come l’anno scorso, sa scegliere bene le partite decisive da vincere. Sono state queste le due partite-capolavoro?
Manfredonia non tanto perché ci misero del loro anche le sipontine.
Ostuni sì. Quella è stata la partita-capolavoro. Lì ho visto un esempio di squadra vera. Lì ho visto tutte le mie giocatrici con gli occhi di ghiaccio: isolate da tutto quello che c’era intorno a loro, sicure dei propri mezzi e consapevoli di cosa bisognasse fare. Concentrate sulla vittoria.
Gli occhi di ghiaccio ce li hanno i giocatori vincenti, come quelli del Treviso che vennero a giocare a Taranto alcuni anni fa: sembravano computer che su ogni palla aprivano un file con le procedure da applicare. A Ostuni avevo un’intera squadra con gli occhi di ghiaccio; non mi era mai successo prima. Non mostravano alcuna emozione; volevano solo giocare e vincere, giocare e vincere. Guardare le avversarie, capire cosa vogliono fare e impedirlo, essere al top su ogni pallone, in ogni fondamentale.
Non hai chiamato un time-out quel giorno. E durante quelli tecnici o quelli chiamati da coach Solombrino non hai detto niente.
Neanche le ragazze. Non avevano da dirsi niente.

La Palafiom ha conquistato 16 punti in casa (per ora) e 16 in trasferta. I capitoli decisivi di questa salvezza, comunque, li ha scritti in trasferta. Come te lo spieghi?
Indubbiamente c’è qualche giocatrice che in casa sente troppo l’emozione. E poi fuori casa ci sono meno distrazioni e riusciamo ad estraniarci meglio. D’altra parte in casa c’è sempre gente che ride, che scherza e questo finisce col rappresentare una distrazione. E’ un aspetto su cui dobbiamo lavorare; bisogna restare concentrati ed avere occhi di ghiaccio anche al Maria Pia.
Dopo la brutta sconfitta a Manoppello (3-0) c’è stata la vittoria contro il Manfredonia (3-1); dopo il tracollo interno con l’Ostuni (0-3) c’è stata la bella prova contro il Valenzano (2-3) e poi la vittoria ad Aversa (0-3); dopo Scafati-Palafiom 0-3 si è andati a vincere a Ostuni con lo stesso punteggio e con una prestazione perfetta. Insomma, dopo le peggiori sconfitte, le migliori prestazioni. Non può essere un caso...
Dopo le sconfitte, soprattutto dopo sconfitte come quelle, ci siamo riuniti per discuterne guardandoci negli occhi e dicendoci in faccia quello che non aveva funzionato, talvolta a muso duro, ma io preferisco dire in modo onesto e aperto. I briefing del martedì erano severi, erano anche uno sfogo e forse qualcuno li ha vissuti come dei “processi”. Ma analizzando quello che avevamo sbagliato, senza – ripeto – cercare alibi ed a prescindere da chi era entrato in campo, poi ne uscivamo con una carica agonistica rinnovata. Perché siamo una squadra di carattere.
Battere Aversa due settimane fa e conquistare la matematica permanenza in B2 è stato più difficile del previsto. Perché?
Tanto per cominciare io ho sempre avuto grande rispetto per l’Aversa. E’ una squadra che all’inizio del campionato giocava veramente bene, ha sempre lottato, ha perso spesso con parziali alti e ancora adesso non ha mollato. Il sabato successivo, infatti, ha battuto 3-1 il Lanciano. Nessuna squadra l’ha affrontata schierando le riserve ed ha un paio di giocatrici molto interessanti. Talvolta nella pallavolo stai per vincere un set e poi qualche episodio lo compromette e quella sera resti a secco; a loro è capitato spesso e la classifica nei loro riguardi è troppo severa. Quindi, la mia squadra scese in campo sapendo che non si sarebbe trattato di una passeggiata e sapendo – al tempo stesso – che fallendo quell’appuntamento avremmo rischiato di non avere prove d’appello alla luce del calendario (trasferte a Valenzano e a Trani). Eravamo molto tesi.
Cosa ti è piaciuto della Palafiom di quest’anno?
L’ho già detto: il saper stare insieme e soprattutto gli allenamenti, che per me erano un piacere ed un’emozione. Esattamente il contrario dell’anno scorso, quando gli allenamenti mi annoiavano e ne uscivo demoralizzato.

Ma erano le stesse giocatrici...
Era diversa la sfida. Una sfida impossibile che abbiamo affrontato con umiltà.
Cosa non ti è piaciuto?
L’elenco è lungo... Ho sbagliato a portare in B2 tutte le Under perché hanno finito per assumere degli atteggiamenti che non mi sono piaciuti. Ma mi assumo la responsabilità di questa scelta e di questo errore.
Non mi è piaciuta l’incapacità di mantenere con costanza la voglia e la mentalità vincente. Non abbiamo saputo battere il ferro quando era caldo, sia a livello di squadra che a livello individuale. Qualcuna non si è resa conto della grande e irripetibile occasione di crescita offerta da questa esperienza e non ne ha approfittato appieno per maturare ulteriormente.
E sul piano tecnico?
Siamo migliorati in difesa, nel rapporto muro-difesa e soprattutto a muro, fondamentale che ci ha permesso di costruire molte vittorie, di neutralizzare qualche giocatrice avversaria e, alla fine, di conquistare la salvezza. C’è stata una fase in cui – ne sono convinto – a muro eravamo i più forti del campionato.
Di contro, le nostre pecche peggiori erano in battuta e in ricezione. Abbiamo palesato scarsa fluidità nel cambio palla. Beh, se avessimo avuto anche quella, avremmo vinto il campionato...
Paoletta è stato un ritorno a casa e la militanza di Manuela nella Palafiom si è interrotta prematuramente. Alla fine l’unica vera novità della squadra è stata Simona Mucci. Soddisfatto della scelta?

Simona Mucci è una mia scommessa e quando scommetto su una giocatrice sono testardo, devo vincere. Lei aveva giocato solo in serie C con l’obiettivo massimo della metà classifica; non aveva mai vinto niente. E’ un po’ emotiva, avverte la tensione della partita ed è una di quelle che la avvertono più in casa che in trasferta. Dovrà imparare ad avere occhi di ghiaccio anche lei, ma farò di tutto per farla arrivare il più in alto possibile perché so che ce la può fare. Io ci credo. E aggiungo che è un piacere lavorare con lei.
Alessandra Certa e Michela Benefico sono due giocatrici che hai fortemente voluto in squadra qualche anno fa ed alle quali credi molto. Mi pare che si siano adattate bene alla nuova categoria e nei rispettivi ruoli non sono molte le giocatrici più brave di loro. Possono crescere ancora?
Alessandra e Michela hanno ancora margini di crescita enormi e di cui neanche loro sono consapevoli. Lo vedo in allenamento. Possono arrivare molto in alto, ma devono avere più voglia di fare bene e di sfondare; devono capire che ogni pallone giocato in allenamento è importante e può servire alla loro crescita. Soprattutto Michela deve imparare a pretendere di più da se stessa, a non accontentarsi.
Al pari di Mucci, sono due mie scommesse e ricordo che quando le presi in squadra ricevetti molte critiche: “Dove devi andare con quelle?”...
Beh, credo che siano già due scommesse vinte.

Clara Clemente, invece, è la colonna di questa squadra. Potrà esserlo anche in futuro o si appresta... a vincere il secondo premio alla carriera? Cosa le consiglierai?
Se riuscissi ad ingaggiare una centrale più forte di lei, le consiglierei di smettere; altrimenti sarò costretto a tenerla ancora... (ride)
Clara, con la sua costanza e la sua voglia di vincere, è la bandiera di questa squadra e per me è la centrale più forte del campionato. E’ vincente; nessuno mura come lei e fisicamente è integra, sta bene. Se lavorasse un po’ di più con i pesi sarebbe meglio... ma potrebbe tranquillamente giocare almeno per un altro anno. Lei è l’anima di questa squadra ed è in grado di trasmettere la sua tecnica e la sua mentalità vincente a chi è disposta ad apprendere. E’ un punto di equilibrio e di riferimento, per tutte. Non molla mai, in allenamento e in partita; vorrei averne di giocatrici con le palle come lei... Su questa salvezza c’è tutta la sua impronta.
Clara fa parte di una generazione di giocatrici (giocatrici, non atlete) di un altro livello, che hanno nel sangue l’umiltà, la determinazione, la dedizione al lavoro, la voglia di vincere. Sono abituate ad allenarsi anche sei ore al giorno e non lavorano per lavorare; lavorano per vincere. Lo vedo in Rosa Ricci, in Antonella Cataldo, in Paola Michieletto, in Giusy Caterina e in altre che giocano ad ottimi livelli in B1 e in B2. Fra l’altro negli sport la soglia anagrafica si sta alzando e quindi sono convinto che questa generazione resterà ancora al top per un bel po’ di tempo. Basta vedere quello che fanno in campo.
Clara ha disputato il miglior campionato da quando gioca con noi. Di contro, è una rompicoglioni, ma pazienza...
Le altre centrali: Silvia Buso e Rossella Garaguso.

Silvia è stata una bella sorpresa. Forse neanche lei credeva di poter giocare in B2 e invece, accantonata un po’ di abulia in campo, ha fatto ottime cose, soprattutto a muro.
Rossella ha dato un valido contributo, ma, per le potenzialità che ha, potrebbe fare molto di più.
Per gli opposti, Sonia Tinelli e Ivana Gallo Ingrao, è stata un’altra stagione limitata da condizioni fisiche non ottimali.
Sì, Sonia ha avuto qualche problema fisico, ma quando è stata in campo la sua presenza si è sentita in modo importante. Ha disputato un ottimo campionato, una delle sue migliori stagioni. E’ stata trainante in tutte le nostre vittorie.
Ivana forse ha sottovalutato i tempi di recupero, che, dopo un intervento come quello che ha subìto, non sono inferiori a un anno. Però ha saputo aiutare la squadra in ogni momento ed ha accettato, suo malgrado, il ruolo di libero e le sono grato anche per questo.
Anche quest’anno tre giocatrici si sono alternate nel ruolo di libero (Manuela Voglino, Simona Mereu, Ivana Gallo Ingrao). E’ una maledizione o una tradizione?
Diciamo che ormai è una tradizione. Purtroppo Simona non si può allenare finché non supera i problemi fisici che l’affliggono in questo periodo. Ma in prospettiva può fare tanto, ha piedi veloci, ottime potenzialità e tempo per crescere.
E passiamo alle cosiddette “piccine”: Silvia Mastandrea, Paola Marcianò, Valentina Moro, Désirée Fiore.
Siamo stati l’unica squadra in Italia a far giocare con una certa costanza una ragazza del ’92, Silvietta, e poche squadre presentavano una seconda palleggiatrice del ’91 e tre atlete del ’92 in organico.
Silvia. Tecnicamente mi ha regalato belle soddisfazioni perché è migliorata tantissimo in attacco. Ora deve migliorare anche negli altri fondamentali, ma la sua crescita è stata esponenziale, come del resto quella delle altre “piccine”.
Désirée. Lei gioca a pallavolo soltanto da tre anni e questa mancanza di esperienza le provoca un po’ di insicurezza, ma anche lei è cresciuta tanto ed ha ottime potenzialità. E’ quella che si è inserita meglio nel gruppo e che sa sfruttare meglio l’esperienza delle grandi, apprendendo ed assorbendo come una spugna. I risultati sono evidenti. Conto molto su di lei.
Valentina. Ha avuto la sfortuna di farsi male a inizio stagione e questo ha compromesso inesorabilmente tutto il suo campionato. Vorrei che fosse meno sospesa nel mondo dell’immaginazione e più legata alla concretezza della realtà; vorrei che affrontasse in modo più deciso il lavoro in palestra e che si integrasse meglio nel gruppo, accettandone anche gli scontri. La vorrei più concentrata sull’obiettivo condiviso dalla squadra piuttosto che sui risultati individuali. Ma indubbiamente anche lei è molto cresciuta dal punto di vista tecnico.

Per Paoletta il discorso è molto più complesso in ragione del ruolo. Una palleggiatrice inizia a capire la pallavolo intorno ai 25/26 anni. In Italia, anche nelle nazionali pre-juniores con le quali ho collaborato, abbiamo commesso un errore considerando le palleggiatrici al pari delle altre atlete. Non è così. La palleggiatrice deve possedere sensazioni che le altre non hanno e deve maturare in modo diverso. Serve tanto lavoro e tanta esperienza. In Italia si è puntato sulle qualità fisiche e sulle potenzialità tecniche trascurando l’esperienza, la gavetta, i palloni giocati.
I risultati sono, ad esempio, che Manuela Di Crescenzo, classe 1988, avrebbe dovuto essere la titolare del San Vito dei Normanni in A2 e invece ha giocato quasi sempre Serena Masino, 1983, che non era mai stata oltre la B1. E ha giocato bene.
Eleonora Lobianco non è mai stata nelle nazionali giovanili eppure adesso è una delle più forti alzatrici del mondo e continua a migliorarsi.
L’età è importante e le compagne esperte non sempre riescono a giocare con una palleggiatrice giovane, mentre, al contrario, non è raro vedere palleggiatrici che giocano fino a 45 anni.
Alle palleggiatrici giovani e quindi alla nostra Paoletta si richiede molta pazienza e molta umiltà. Devono avere la capacità di allenarsi sapendo attendere il loro momento e riuscendo a rinviare la realizzazione dei sogni e delle aspirazioni. In altre parole, devono diventare adulte prima delle altre.
Paoletta è molto migliorata quest’anno e forse neanche lei stessa ne ha preso coscienza. E’ un’altra palleggiatrice. Ma la tecnica e la fantasia, che sono importanti e che lei già possiede, non bastano; deve comprendere più profondamente il senso del suo ruolo in campo e in squadra. In B2 è una delle più giovani, forse l’unica del 1991 ad essere scesa in campo, ma deve avere molta pazienza. Sono molto soddisfatto di lei e di quello che è diventata in questi mesi; tutto quello che sta facendo, per me, è positivo, ma non deve avere fretta.
Parlando in generale delle più giovani, vorrei che riuscissero a mettere più cuore in quello che fanno e che cogliessero le opportunità offerte loro in allenamento.
Diamo un’occhiata alle avversarie. La classifica rispecchia i valori visti sul parquet?
Sì, credo che alla fine la classifica sia questa. Fra le prime tre c’è pochissima differenza e probabilmente, in questi casi, un briciolo di fortuna in più aiuta, ma i valori sono quelli. Valenzano è la squadra più forte e più continua; merita di vincere il campionato. Tranne gli scontri diretti, ha perso solo due punti per strada (a Salerno e a Taranto).
Anche tu eri un esordiente in B2. Hai visto la pallavolo che ti aspettavi? Quali considerazioni tecniche ti senti di fare?
A giudicare da quello che mi hanno riferito i colleghi, il livello tecnico è stato maggiore rispetto all’anno scorso. Noi abbiamo affrontato il campionato senza pensarci troppo e senza grossi timori. Un nostro grosso limite, soprattutto all’inizio, era la scarsa conoscenza delle giocatrici avversarie, ma direi che ci siamo comportati egregiamente.
Ruolo per ruolo, le giocatrici avversarie che ti hanno più impressionato quest’anno (escludendo le ragazze della Palafiom). E’ una tradizione; facciamo il sestetto ideale:

Come palleggiatrice, Sabrina Cosentino (Valenzano). Peraltro, l’ottimo rapporto con coach Zambetta ha favorito un frequente scambio di video e quindi ho imparato a conoscerla anche in questo modo. Molto brava, davvero. E ho apprezzato anche la sua crescita nel finale di campionato.
Come opposto, devo dire che quest’anno dai posti due non abbiamo visto scintille. Io premierei la continuità di Aurora Avena (Potenza).
Come prima centrale (e sottolineo che abbiamo deciso di escludere le nostre...), sicuramente Paola Michieletto (Valenzano), molto continua anche lei.
Poi le scelte si fanno più difficili. Come seconda centrale, c’è una rosa di nomi, alcuni dei quali, in realtà, corrispondono a prime centrali: Valeria Tavolari (Valenzano), Giusy Scarale (Manfredonia), Viviana Vincenti (Massafra), Barbara Krambek (Trani) e Raffaella Balducci (Trani), che ha concluso un grande campionato.
Io, però, vorrei indicare una ragazza giovane che sicuramente ha dimostrato di essere all’altezza e che ha un grande futuro davanti a sé, Angelica Muscillo (Potenza).
Battaglia dura anche tra i posti quattro... Ma ci sono almeno tre grandi laterali: Alessandra Piccione (Ostuni), Nunzia Campolo (Orion Napoli) e Giusy Caterina (Trani).
Sul libero, invece, ho meno dubbi e indico con convinzione Simona Califano (Orion Napoli).
Non sarebbe corretto chiederti qual è stato il coach più bravo, trattandosi di tuoi colleghi. Però, per chi faresti una menzione particolare?
Tutti bravi, ma anche tutti molto corretti. Si è creato un bel rapporto di amicizia e di collaborazione. Penso, in particolare, a Piero Zambetta, ad Antonio Chieppa, a Luca Loparco, a Tonino Solombrino, ma dovrei nominarli tutti. Vorrei però citare un coach che mi ha colpito per le sue virtù, Nello Caliendo (Potenza). L’amico Nino Gagliardi ed io amiamo dire che Nello “è uno di noi”...
Gli arbitraggi.
Molto buoni. Qualche svista capita; sbagliamo tanto anche noi... Però devo dire che hanno gestito ottimamente anche i rapporti con giocatrici e allenatori. Poi io sono dell’idea che le partite non si perdono per colpa degli arbitri.
Abbiamo convenuto che una delle immagini più belle di questo campionato è stata l’ingresso al Maria Pia di Silvia Renna e Gisela Scialacomo con il pacco-dono di mozzarelle di bufala. Meravigliose. Però, al di là delle gratificazioni tecniche, conserveremo altri bei ricordi di questa stagione. Penso all’ospitalità ricevuta a Manoppello, penso alla corrente di simpatia che è scattata con l’Orion Napoli. Quale altro episodio ti piacerebbe ricordare?
L’ottimo rapporto instaurato con i colleghi allenatori. E poi c’è un episodio “fresco” di domenica scorsa: le parole e gli apprezzamenti personali che mi ha rivolto il presidente del Trani mi hanno fatto molto piacere.

Il campionato che sta per concludersi ha apportato novità nel patrimonio scaramantico della squadra...?
Tante conferme e una sola novità: non devo più prendere il caffé prima della partita. Me ne offrì uno Ugo prima di Palafiom-Ostuni...
La Prisma rischia di emigrare. Ci auguriamo di no, ma in ogni caso il presidente Bongiovanni ha denunciato una situazione di forte disagio per il volley a Taranto. In ambito femminile, alle nostre spalle c’è il vuoto: nessuna squadra tarantina in serie C e le formazioni della serie D lottano per la salvezza. Cosa succede alla pallavolo tarantina?
Se davvero la Prisma andasse via, sarebbe una perdita gravissima per il movimento pallavolistico tarantino e andrebbero in fumo importanti opportunità di crescita tecnica per noi addetti ai lavori. Sarebbe anche un danno d’immagine per la città, ancora una volta confermata nel suo difetto di farsi scappare le cose positive che ci sono.
Per quanto riguarda, invece, la pallavolo femminile di base, faccio solo una considerazione: mentre in Italia la statura media continua a salire, io vedo sempre meno ragazze alte nelle scuole tarantine. Sarà un effetto dell’inquinamento...? Una dozzina di anni fa la statura di una formazione Under 14 che allenavo oscillava tra 1,75 e 1,83. Adesso questi numeri ce li possiamo sognare.
Massafra e Taranto. Due squadre in B2 sono un lusso per la nostra provincia?
Sì, sicuramente. E’ insensato avere, a 20 chilometri di distanza, due squadre che lottano per non retrocedere quando si potrebbe fare molto di più avendo programmi più ambiziosi e centrati sull’impegno quotidiano. Mi auguro che si possa approfondire la collaborazione avviata con l’Under 16.

Basket. Il CRAS, costruito per lo scudetto, perde la semifinale contro il Napoli e la sera stessa il presidente preannuncia le dimissioni. E’ proprio così difficile accettare serenamente le sconfitte nella cultura sportiva italiana?
Quello che è successo al CRAS non ha a che fare con la cultura di accettazione della sconfitta. Io sono d’accordo con il presidente, che ha investito un mare di soldi per costruire uno squadrone. Sono solidale con lui e con Bongiovanni, mecenati dello sport. Non sono solidale con le giocatrici e con l’allenatore del CRAS che, se vincono o perdono, vengono pagati nello stesso modo. Dovrebbero fare un passo indietro e rimettere in discussione i loro contratti. Dovevano vincere tutto (campionato, coppa Italia e coppa europea) ed hanno perso tutto.
L’unico caso simile in Italia è Veltroni, che in 5 mesi è riuscito a far cadere un governo, a perdere le elezioni politiche e a perdere Roma. A novembre Berlusconi era stato scaricato da Casini e da Fini, indisponibile a confluire nel PDL; Veltroni lo ha rianimato provocando una catastrofe.
Torniamo a noi. Non poteva mancare un titolo giovanile quest’anno: campioni provinciali Under 18 con la squadra che, in gran parte, aveva vinto il titolo Under 16 l’anno scorso.
I titoli giovanili lasciano il tempo che trovano, ad eccezione del trofeo delle Regioni. Sì, giovano all’immagine della società, ma non servono a niente se poi le ragazze non arrivano a giocare a certi livelli. Per loro è più importante confrontarsi con giocatrici vere.
Sangue del nostro sangue. A noi piace conservare un legame con le atlete che hanno fatto la storia di questa squadra. Marianna Masoni gioca con Cremona la finale play-off per la promozione in A1. E’ pronta per la serie maggiore?
Le limitazioni per le straniere che stanno per entrare in vigore offrono alle giocatrici alte come Marianna una grande occasione. Lei ha grandi potenzialità e le italiane nel suo ruolo si contano sulle dita di una mano. Servirà molta fatica e molta disponibilità al sacrificio, ma ha una bella bicicletta a disposizione e le auguro di cuore di pedalare bene.
Marcella Scaglioso.
Idem. Possibilità ancora maggiori, trattandosi di una palleggiatrice alta. Per Marcella, che è ancora molto giovane, vale lo stesso discorso fatto per Paoletta. Potrebbe incontrare attaccanti diffidenti a farsi servire palloni da un’alzatrice così giovane e dovrà conquistarsi tutto con i denti. Ma il futuro è nelle sue mani.

L’Antico Presidente è lontano dagli occhi ma sempre vicino al cuore. C’è un Nuovo Presidente, una nuova dirigenza, una nuova organizzazione che già cura i rapporti con la stampa (T9 Communication). Quale sarà il futuro della Nati a Taranto Volley?
Sabato giochiamo contro il Lanciano e sarà un’occasione festosa per salutare i tifosi, che desidero ringraziare per il loro apporto. Da lunedì inizieremo a programmare il nostro futuro.
NOTE:
Le foto di Radames Lattari e di Simona Mereu sono di Luca.
Palafiom Taranto-Aversa 3-0

Sabato 12 aprile 2008 – ore 18.00
L’impatto della Palafiom con il campionato di serie B2 non fu malaccio: 3-2 sul Centro Ester dopo una lunga maratona.
Poi venne la sconfitta in casa con l’Ostuni, che ci superò in classifica lasciandoci a 7 punti, a due lunghezze da Centro Ester e Scafati (9) e con l’Aversa a tallonarci alle spalle (5). La sensazione di non potercela fare, la paura di non essere all’altezza della serie B.
Mentre la classifica ci condannava, ponendoci... sull’orlo del baratro, chissà se la Palafiom è mai retrocessa. Mentalmente, intendo.
Non credo. La squadra deve aver fatto proprio il motto di Annibale: inveniemus viam aut faciemus! (troviamo la strada oppure costruiamola!)

La strada per la salvezza la Palafiom se l’è costruita con il sudore e con la determinazione e adesso possiamo goderci i frutti di una grande rimonta. La vittoria con l’Aversa mette in cassaforte una salvezza che parte dal cuore e dalla grinta delle giocatrici e dall’intelligenza del loro allenatore alchimista, che trasforma un prodotto originario della serie C in una squadra da metà classifica di B2.
Salva – matematicamente salva - con tre giornate di anticipo e dopo aver vinto la partita che adesso è il momento di raccontare.

Durante il riscaldamento il libero dell’Aversa, Angela Ianniello, tenta di andare a canestro; il nostro libero, Ivana, partecipa regolarmente al turno di schiacciate. Ho la sensazione che tutti i liberi del mondo vogliano esprimere vocazioni diverse da quella del ruolo in cui sono impiegate...
Chi non partecipa al riscaldamento è Paoletta. Polsi doloranti. Che sia successo qualcosa a scuola? Forse Simona si è vendicata? Queste due vanno separate; bisogna trovare un’altra classe.

Mary inventa un nuovo gioco: associare le nostre giocatrici, il cui colore della pelle inizia a presentare sfumature vicine al marrone scuro, ad una nazione. Abbiamo già una marocchina (Sonia), una brasiliana (Michela), una norvegese (Rossella) ed una francese (Alessandra, più per i lineamenti del volto che per il colore della pelle). Mancano tre giornate; troveremo la nazione da abbinare anche alle altre.
Grande attività anche sugli spalti: Pantile e le Under tentano di imparare a memoria i dati anagrafici presenti nell’Annuario. Sono arrivate a pagina 207 (Eurospin Pallavolo Alghero), ma anche loro hanno tre giornate ancora a disposizione per arrivare alla fine del libro.

Formazioni.
Jambo Normanni Aversa con Carmen Gargiulo, Carmela Brillantino, Michela Pelosi, Martina Orta, Amalia Battiniello, Carmela De Sanctis e il libero Angela Ianniello.
In panchina ci sono Filomena Oliva, Alessia Sigala, Adele Monaco e Donatella Carechino (che però sembra indisponibile).
Non c’è l’allenatore. E’ una squadra autogestita.

La Palafiom schiera la formazione tipo delle ultime partite: Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci di banda, Clara Clemente e Silvia Buso centrali, Ivana Gallo Ingrao anche libero va bene.
Con coach Marcello Presta, restano in panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Valentina Moro, Silvia Mastandrea e Paoletta Marcianò, che fa solo atto di presenza viste le condizioni dei polsi.

Primo set
Ace della Brillantino su Ivana. Anche libero non va tanto bene come inizio...
Poi la palleggiatrice campana sbaglia il servizio. Stesso discorso per Simona (battuta vincente e sbagliata), dopo un altro ace della Jambo Aversa (Gargiulo). Siamo 2-4 e fino adesso è solo una partita di servizi. Se dovete andare avanti così, fatecelo sapere.
No, si inizia anche a giocare, ma non è un bel vedere. Errori, invasioni, altri errori in battuta. La Palafiom non sembra molto concentrata mentre l’Aversa gioca la sua onesta partita.
Per fortuna Sonia ha conservato lo spirito di Ostuni e trova un mani-fuori (5-7), ma dall’altra parte del campo c’è una Michela Pelosi che sta mettendo in pratica il manuale della perfetta diagonale (5-9): tosta e precisa.

La Palafiom si sveglia e ribatte ai colpi della Gargiulo con Clara e con Simona (9-11).
Poi scocca inesorabile l’ora di Michela: tre punti consecutivi, l’ultimo dei quali a filo di rete, e il risultato è ribaltato (13-12). A questo punto l’Aversa della partita di andata si sarebbe sciolto; questa sera, invece, le ragazze autonome ed autogestite lottano con i denti e trascinano la Palafiom in un lungo ed incerto testa a testa. E’ un duello tra numeri sette con la Pelosi che riporta avanti le ospiti (13-14) e conserva il vantaggio con un attacco da posto due (15-16).

Primo tempo di Clara, doppia della Brillantino e servizio vincente di Soninha (19-17).
Aversa non si arrende e pareggia con la Battiniello dopo un lungo scambio ed una serie infinita di attacchi rossoblu ben difesi dalle ospiti.
Grande Mucci da posto quattro ed irregolarità fischiata a Michela (20-20), che protesta. E’ il momento più delicato della partita: se perdiamo la testa, gli esiti potrebbero essere imprevedibili.

Per fortuna l’esperienza di Clara (bella fast) toglie le castagne dal fuoco e Michela decide di reagire con i fatti, trovando il sesto punto personale con un rabbioso mani-fuori da posto quattro (22-20).
Aversa indomabile: primo tempo della solita Pelosi e terzo servizio vincente (questa volta è la Orta), favorito da un’indecisione della nostra ricezione (22-22).

Michela viene contenuta tre volte, ma difende bene anche Ivana e così il nostro martello può piazzare nella metà campo ospite un perfetto lungolinea (23-22). Finisce fuori la pipe delle ospiti, ma il primo set-point lo annulla la Battiniello (24-23).
Il secondo lo perfeziona Sonia con uno strepitoso mani-fuori (25-23).
Mamma mia, che fatica. Un plauso alla grande dignità delle giocatrici ospiti, ma anche alla capacità delle nostre di superare un ostacolo più impegnativo del previsto.

Secondo set
Neanche un muro-punto nel primo set. Se lo vengono a sapere ad Ostuni, ci odieranno. Finalmente Sonia sblocca la situazione e Clara & Michela stoppano gli attacchi ospiti (4-3).
Le campane non si arrendono: continuano a forzare i servizi (vincente quello della Orta) e a mandare a segno l’ottima Pelosi (5-6). Qualcosa ci dice che non sarà una passeggiata neanche il secondo parziale.
La Orta fa shopping nello stesso negozio di abbigliamento frequentato dalla nostra Valentina l’anno scorso: la maglia è di cinque taglie più piccola.
Come spesso è avvenuto quest’anno, il turno in battuta di Alessandra facilita il colpo d’ali delle rossoblu (8-6). Michela continua a martellare e Clara si impossessa del gioco a rete murando a terremoto.
Invasione ospite (13-8) e time-out.
In assenza dell’allenatore, chi lo ha chiamato il time-out? Mi pare che in questi casi sia la capitana a svolgere un ruolo di supplenza.

L’Aversa recupera tre punti, ma Simona-di-metallo compie due prodezze consecutive: un bellissimo lungolinea ed un punto-culo che il nastro smorza nel campo avverso (15-12).
E’ ancora Sissa a rintuzzare la reazione ospite, questa volta con una pipe il cui esito positivo è favorito da qualche responsabilità difensiva (17-14). In ogni caso, la nostra schiacciatrice oggi è particolarmente fantasiosa. Il fattore R le ha fatto bene...

Adesso Aversa perde un po’ di concentrazione e commette qualche errore di troppo; migliora, dall’altra parte della rete, il rendimento di Ivana e Michela continua a mettere palloni a terra.
Il punto del 21-15 è di Silvia.
La capitana Battiniello decide qualche sostituzione: entrano la Sigala e la Monaco.
Intanto, non potendo ricevere in campo, Simona Mereu difende i palloni che vengono deviati sugli spalti.
Secondo ace di Ale (23-15), mentre due suoni si affiancano a quello della trombetta. Il primo è lo strumento utilizzato dal tifoso fragagnanese di Sonia, gradito ritorno in palestra. Il secondo è il rumore dello spray spruzzato in quantità industriali e per almeno dieci minuti consecutivi dalla Brillantino.

Attratta dall’odore del ghiaccio sintetico, esce dal campo anche Simona-di-metallo e cede il posto a Désirée, ma ormai c’è tempo solo per un mani-fuori di Sonia, per un punto della De Sanctis e per una doppia fischiata alle ospiti (25-17).
Terzo set
Sonnellino rossoblu in avvio del terzo set ed Aversa ne approfitta (0-3). Primo tempo di Clara, tre errori consecutivi delle ospiti e la Palafiom torna in vantaggio (7-5).
Amalia Battiniello dispone la temporanea sostituzione di se stessa, ma la girandola di cambi delle casertane non blocca la corsa della Palafiom, spinta dagli attacchi di Michela e Sonia.

Soltanto la pugliese Carechino non è nelle condizioni fisiche per entrare in campo. Fra qualche settimana troverà nel privato altri motivi di soddisfazione. Auguri.
Il muro rossoblu si alza con frequenza regolare e quello di Silvia vale l’11-6.

Le ospiti confermano una strana peculiarità: chiunque realizzi un ace, poi sbaglia sempre la battuta successiva. Parte così, dall’11-8, il break che certifica la salvezza virtuale (anzi, ufficiale, in considerazione dei risultati degli altri parquet) della Palafiom.
Due errori ospiti, un punto di Sonia e un tiro fuori misura della Gargiulo.
E’ il turno in battuta di Michela. Fino adesso ha tirato a campanile; improvvisamente forza il servizio e trova due aces consecutivi (18-8).

Marcello se la ride; il vantaggio lo consente e l’estro della stella di Paolo VI (che proprio nella partita d’andata inventò la battuta a uecchio ispirata dalla televisione) è un buon motivo.
Michela decide di tentare anche la battuta al salto, ma questa volta il tiro finisce fuori.

Entrano Desi e Silvietta; escono Mucci e Sonia.
Muro Palafiom, pallonetto Aversa, primo tempo di Clara e punto della Gargiulo (21-11).
Va a servire un’altra specialista, Désirée, che non delude i suoi fans: nessuna emozione, nervi saldi e tiro forte e preciso. Alle respinte della difesa casertana, tenuta sotto pressione da Truciolina, replicano Clara, con l’ennesimo primo tempo, e Michela con un muro (24-11).

Tredici match-point a disposizione. Tredici salvezza-point virtuali.
Il primo lo annulla la Battiniello (24-12).
Il secondo è quello che fa esplodere il Maria Pia: impressionante attacco di Michela con la palla che schizza via dopo essere stata toccata dal muro avversario.

Coach in ginocchio sul parquet, come a Tuglie l’anno scorso, ed abbracci tra giocatrici che hanno confermato di essere favolose. I 32 punti conquistati (con soltanto 9 punti ancora in palio) mettono al riparo da pericoli. Solo teoricamente e solo nell’eventualità di una serie di risultati pazzeschi (è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago; è più facile che Berlusconi diventi ...omissis in ragione del silenzio pre-elettorale...) la Palafiom potrebbe essere scavalcata. Questo è quello che pensiamo alle 19.15.
Ma già in serata arrivano i due risultati che certificano la permanenza in B2: l’Ester Napoli perde con il Valenzano e resta a quota 20; Massafra perde a Manfredonia e resta bloccato a 22. Ho sempre pensato che le gemelle fossero ragazze d’oro...
E’ salvezza. Matematica. Meritata. Encomiabile.
Che bello gioire per l’obiettivo raggiunto a tre giornate dalla fine; da quanti anni non ci capitava?
Più in là ripercorreremo le tappe di questo splendido campionato; ora diciamo soltanto che questa squadra di magnifiche ragazze guidate da un grande coach ha compiuto un piccolo miracolo. Non è frequente la salvezza per le neopromosse in B2; non è facile ottenerla con la stessa squadra della serie C e con risorse limitate.

Michela rilascia una dichiarazione a fine partita: “Dedico i miei tre aces a Marcello”.
Dispiace che gli spalti del Maria Pia non fossero proprio esauriti; vorrà dire che la grande festa per la salvezza la rinviamo per l’ultimo incontro casalingo con il Lanciano.
Presenze, comunque, qualificate: in tribuna c’è Marcella Scaglioso, ex-palleggiatrice della Palafiom attualmente in forza al Modica in B1 (e così ai lettori non-tarantini che si saranno interrogati sui risultati del “sangue del nostro sangue” possiamo finalmente svelare il volto di questa fantomatica Marcella.

Infine, una curiosità statistica. Nel girone di ritorno siamo la quinta forza del campionato: Orion Napoli 27, Valenzano 26, Trani 24, Potenza 23, PALAFIOM TA 19, Manoppello 15, Salerno e Manfredonia 13, Ostuni 12, Scafati e Lanciano 11, Massafra e C.Ester Napoli 8, Aversa 0.
Beh, adesso affrontiamo due trasferte proibitive; non si lascerà nulla d’intentato e la tentazione del colpo sensazionale è grande, ma realisticamente sarà dura salire ancora. Comunque vada, so’ soddisfazioni.

Altri risultati: C.Ester Napoli-Valenzano 1-3, Salerno-Orion Napoli 1-3, Lanciano-Manoppello 1-3, Manfredonia-Massafra 3-1, Trani-Scafati 3-0, Potenza-Ostuni 3-0.
Classifica: Valenzano 61, Orion Napoli 59, Trani 56, Potenza 46, Manoppello 37, Lanciano 34, Salerno 33, PALAFIOM TA 32, Scafati 27, Manfredonia 26, Ostuni 25, Massafra 22, C.Ester Napoli 20, Aversa 5.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani 160,00; Massafra 150,00; Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Classifica ferma da tre turni.
Sangue del nostro sangue: Nocera Umbra-Marianna 0-3, la squadra di Marcella senza Marcella-Pontecagnano 0-3.
Prossimo turno: Valenzano-PALAFIOM, sabato 19 aprile, ore 19.00.
NOTE:
L’immagine di Annibale è tratta da http://it.wikipedia.org.
Aversa, appunti da una vittoria

La partita di Aversa ha fornito alla Palafiom molte indicazioni utili di cui occorre assolutamente fare tesoro perché in futuro possano essere agevolate vittorie come quella di sabato scorso. D’altra parte è nota l’accuratezza con cui coach Marcello prepara gli incontri studiando nei dettagli, anche con l’ausilio dei filmati, tutte le azioni della propria e delle altre squadre.
Quali insegnamenti tecnico-tattici possiamo dunque trarre dalla recente trasferta in Campania?
1) Bisogna passare dal Lazio, quale che sia la destinazione da raggiungere. Anche quando giocheremo a Ostuni. Anzi, andiamo nel Lazio e torniamo anche prima delle partite al Maria Pia. Intanto, nella foto sotto, ecco il tragitto che seguiremo per la prossima trasferta:

2) A tavola non deve mancare il pollo con le patate. E naturalmente mai mangiare prima delle 16.
3) Nelle ore che precedono il riscaldamento, niente sigarette. E’ dimostrato che la crisi di astinenza da nicotina migliora le prestazioni delle atlete sul parquet. Anzi, forse è proprio il caso di vietare il fumo nei due giorni che precedono ogni partita.
4) E’ sempre opportuno regalare calze della Befana alle avversarie, anche quando si giocherà a marzo. Se non se ne trovano più nei negozi, ricicliamo le nostre calze usate infilandoci dentro qualche cioccolatino. Possibilmente dopo averle lavate.

5) L’esordio del troll direi che ha portato bene.
6) Procedere in retromarcia, sin dalla Concattedrale, verso la città che ospita l’incontro; poi percorrere a piedi gli ultimi 100 metri prima della palestra e in ogni caso non entrare nella palestra stessa se non mancano meno di 40 minuti dal fischio d’inizio.
Aversa-Palafiom Taranto 0-3

Sabato 5 gennaio 2008 – ore 19.30
Archiviata la bella prestazione contro il Valenzano, riprende la storia infinita della trasferta ad Aversa. Dopo la tormenta di neve e l’autostrada bloccata il 15 dicembre scorso, oggi tocca alla nebbia, al diluvio universale, ai cartelli stradali vacanti e alle barriere di spazzatura. Il terremoto arriverà con qualche ora di ritardo alle 6.15 della mattina successiva.

Non so se è per moda o per fronteggiare eventuali emergenze, ma le ragazze della Palafiom hanno fatto scorta di cuscini e sono attrezzatissime. Silvia indossa un copricapo con cui sarebbe in grado di affrontare anche l’inverno siberiano.

Ci si porta anche da leggere. Mary, in particolare, ha con sé un libro di tale Patrick Suskind intitolato Il profumo di tua sorella. Sottotitolo: colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini. Cos’è? Un manuale su come trattenere le scoreggie?
Qualunque cosa sia, Mary non lo legge con particolare coinvolgimento preferendo dedicarsi al consueto sfilamento degli stivali e soprattutto alla conversazione. Coach Marcello rileva, infatti, che la nostra terapista parla per 33 minuti consecutivi.
Il presidente, dal canto suo, non ha potuto raggiungere la Concattedrale per il consueto saluto alla squadra; ne valuteremo le conseguenze sul piano scaramantico.
Sotto esame è anche Annarita. In ogni caso, per la presenza della dietologa, questa volta non ci si potrà divertire molto a tavola.

Alla guida del pullman c’è ancora Reverseman, il re della retromarcia, il mago delle inversioni.
Si parte alle 10.30, ma alle 14.30 inizia la difficoltosa ricerca di Castelvolturno. Le indicazioni telefoniche non aiutano e sembra che in Campania i cartelli stradali siano inversamente proporzionali ai sacchi di monnezza. Dal canto suo, il Tom Tom riesce soltanto ad urtare i nervi del coach ogni volta che scatta l’allarme autovelox.
Passiamo Capua e Caianello, arriviamo nel Lazio quel tanto per poter dire che siamo stati nel Lazio e facciamo inversione tornando indietro. Si sono fatte le quattro quando intravediamo, grazie all’ennesima retromarcia, l’unico cartello di Castelvolturno nel raggio di 200 chilometri.
I primi sacchi di spazzatura accumulati li notiamo a Cancello ed Arnone. Non è una coppia di comici di Zelig, tipo Ale e Franz o Ficarra e Picone; è il nome di un Comune del casertano.
E’ impressionante. E’ peggio di Taranto nei giorni dell’emergenza causati dal dissesto dibelliano.
Che peccato: una regione così bella sommersa dalla monnezza.
L’Holiday Inn, in compenso, è magnifico e le atlete, dopo aver mangiato, avranno l’opportunità di riposare un po’. Qualche preoccupazione è legata all’atipico orario di pranzo. La digestione tardiva influirà sulla prestazione in campo? Scapperà qualche ruttino sul parquet? Vedremo.

Intanto Maria Rita, che prima di iniziare una brillante carriera manageriale ha studiato al Maria Pia (la palestra della Palafiom, un segno del destino), ci mostra la struttura. Letti a una piazza e mezzo, piastrelle firmate, piscina, sale convegni. In più ci sono i calciatori del Napoli. Ora fingo di trovarmi per caso e realizzo il mio antico sogno chiedendo a Lavezzi: “Scusa, giovane, mi scatti una foto vicino a Simona Mereu? Mi presti una penna ché mi faccio fare un autografo dalle ragazze della Palafiom?”
Per la palestra di Aversa basteranno venti minuti – ci dicono. Per prudenza, usciamo dall’albergo alle 17.40. Prima di individuare la palestra “Cimarosa” (che sarà miracolosamente una delle cose più semplici da reperire), il problema è individuare Aversa. Ci perdiamo in svincoli e sottosvincoli, mentre l’irritazione del coach è sempre meno controllata. Mary racconta le proprie esperienze in Albania, durante la rivolta per le piramidi finanziarie, e in Thailandia, quando ha viaggiato su un’imbarcazione di fortuna. Forse lo fa per distrarre il coach; forse per fargli comprendere che nel mondo esistono sciagure peggiori rispetto ad una sconfitta a tavolino con penalizzazione di tre punti, quella sconfitta che ci appare inevitabile e nitida davanti agli occhi, alle 18.35, sotto forma di un cumulo di monnezza in fondo ad un buio vicolo cieco.

Ma dopo l’ennesima retromarcia, riusciamo ad arrivare ad Aversa. Reverseman non infila la strada giusta e le atlete devono percorrere a piedi gli ultimi cento metri. Ma ormai ci siamo; siamo arrivati! Potremo giocare, porca p...a!
Perché mi sono dilungato in questo racconto? Perché questa Odissea in due atti, a mio avviso, è decisiva per comprendere le ragioni di una vittoria così netta. Dopo neve, nebbia, ritardi, digestione, monnezza, buio, terrore di non arrivare, ore e ore sul pullman, le giocatrici della Palafiom si fiondano sul pallone come se fosse un baule pieno di monete d’oro. Scalpitano dalla voglia di giocare. Non vedono l’ora di scaricare sul parquet tutti i travagli di questa Odissea. Aggiungerà qualcuna che avevano anche fretta di chiudere il match per poter fumare visto che tra il pullman e lo spogliatoio non c’è stata neanche una pausa.
La palestra è suggestiva, postmoderna. Il pubblico osserva le partite dall’alto, in piedi. Oltre a quelle di Castelvolturno e di Aversa, anche le indicazioni per i bagni sono poco visibili.

Le padrone di casa scendono in campo con Carmen Brillantino in palleggio, Amalia Battiniello opposto, Carmen Gargiulo e Donatella Carechino di banda, Michela Pelosi e Carmela De Santis centrali, Angela Ianniello libero. In panchina con coach Della Volpe, Sara Zazzaro, Milena Oliva, Martina Orta, Alessia Sigala e Adele Monaco.
Palafiom con Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci schiacciatrici, Rossella Garaguso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. Con coach Marcello, che per la prima volta dall’inizio del campionato non sentirà il bisogno di effettuare sostituzioni: Silvia Buso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.
Sugli spalti, a sostegno della Palafiom, Maria Rita e famiglia. Devo dire che fa un bell’effetto trovare tifosi anche in trasferta. Palafiom Club Castelvolturno... Manco la Juventus...

E ricordo al nostro lettore Angeleyes che il 19 gennaio lo aspettiamo a Lanciano.
La Palafiom deve confermare il proprio valore al cospetto di una diretta concorrente per la salvezza. Giocare bene e strappare un punticino ogni tanto a squadre d’alta classifica va bene ma serve a poco se poi si crolla disastrosamente nelle sfide-salvezza (Ostuni e Manoppello, anche se in realtà la squadra abruzzese sembra ora lanciata verso le zone alte, altro che salvezza). Oggi ci si gioca una fetta di permanenza.

Primo set
L’approccio alla gara è ottimo. Clara si accaparra subito il dominio del centro della rete con due muri e una fast, ma la Battiniello replica con due sciabolate. Mani-fuori di Michela, fast di Rossella ed ace della nostra numero sette; è il primo allungo (5-8). Salvataggio difensivo con Ale che va a recuperare un pallone dalla soglia dello spogliatoio, ma la sua collega di ruolo beffa le rossoblù con un secondo tocco in stile-Paoletta (6-9).
Ancora un break Palafiom: mani-fuori Mucci, ace Roxy, pallonetto Clara dopo un’ottima difesa ed altro punto di Simona-di-metallo (6-13).
Coach Della Volpe chiama il time-out e le casertane reagiscono (8-13).
Ma una strepitosa Palafiom, ben orchestrata da un’Alessandra praticamente perfetta, realizza dieci punti di seguito.

Clara, che avverte di più l’astinenza da nicotina, è ancora la mattatrice, ma adesso è in buona compagnia perché anche Sonia e Simona mettono palla a terra. L’Aversa, peraltro, manda fuori o sulla rete i palloni che riesce a giocare.
Sull’ 8-23 è ancora la Brillantino a doversi inventare un secondo tocco per bloccare la valanga di punti delle rossoblù.
Ormai, però, il set è segnato e Simona Mucci è particolarmente scatenata (11-25).
Secondo set
Inesorabile marchio della Palafiom anche sul secondo set sin dai primi minuti: 0-4 con Clara e Simona-di-metallo ancora in evidenza.
Il vantaggio aumenta, nonostante i palloni messi a terra dalla Pelosi (osservata speciale della nostra prima linea) e dalla Gargiulo (5-10), poi Michela realizza il suo secondo ace quotidiano. Il nostro martello spesso e volentieri ha messo in difficoltà la ricezione campana; per il suo nuovo modello di servizio la ragazza si è ispirata alla televisione.

Orgoglio casertano (8-11), ma per la Palafiom si apre un’altra fase estremamente positiva (10-15). Adesso a pesare sono più gli errori della Jambo Aversa che i meriti della Palafiom, finché la De Santis non restituisce efficacia all’attacco locale (11-15).
Scatta, inesorabile, l’ora di Michela Benefico, che in questo parziale realizza 9 dei propri 14 punti personali. Quelli che chiudono il set vanno raccontati uno per uno, giusto per renderci conto di cosa sia stata capace di fare la nostra travolgente laterale.
Si comincia con un mani-fuori da posto quattro (12-18), a cui l’Aversa replica con un break di tre punti (15-18). Poi Michela mette giù una diagonale, lascia spazio ad un primo tempo perentorio di Rossella, chiude a muro, trova un mani-fuori (e siamo 15-22), subisce un primo tempo della Pelosi, realizza un mani-fuori dal lato destro, va immediatamente a servire un ace e attende che il tiro della Battiniello finisca sulla rete (16-25).
Esaltante. Che giocatrice!

Grande Palafiom, ma Jambo Aversa molto al di sotto delle proprie possibilità. La classifica della squadra casertana è fuorviante; le giocatrici campane sanno giocare un buon volley e diranno la loro fino alla fine nella lotta per la salvezza, ma oggi sono piuttosto deludenti.
Terzo set
La Palafiom non si rilassa, sebbene conceda per la prima volta dall’inizio del match un brevissimo vantaggio alle padrone di casa (4-3). Con un primo tempo ed un ace di Clara, il punteggio è subito ribaltato (4-5), ma Aversa si aggrappa con le unghie a questa partita (7-7).

Ancora una volta, però, a metà del set, le rossoblù scaricano sul parquet una sequenza di punti impressionante: primo tempo di Rossella, errore casertano, attacco di Sonia, primo tempo di Clara (17 punti personali), ace sporco della nostra centrale manduriana, muro di Sonia, altro primo tempo di Clara ed altro ace, pulito pulito, di Rossella: è la fuga finale verso la vittoria (8-15).
Tanti muri (oltre ai sette muri-punto), ottima difesa, grande fluidità di gioco e 12 servizi vincenti per la Palafiom di questa sera. Una prova encomiabile.
Senza dimenticare la sagacia tattica del coach ed il ruolo rivestito dal premio Nobel Michele Formoso e da Mary: Michela è come nuova.
E meno male che qualche stronzo di addetto-stampa (io...) aveva messo in dubbio la sua presenza...

Rientra sul parquet Donatella Carechino. Pugliesi contro. Questa laterale, infatti, è nata a Galatina 27 anni fa; scommetto che a fine partita ci chiederà un passaggio visto che ogni volta che si va in Campania ‘u pulmo d’ ‘a Palafiom ha diventàt’ come a ‘u radio-taxi...
Intanto la Carechino mette a terra la palla del 10-15. Ora che ci penso, Galatina è lo stesso paese della web-master di Forzaragazze.it. Se il martello dell’Aversa si azzarda a farci un altro punto, per vendetta, non mando più gli articoli al sito della sua concittadina.
Il vantaggio della Palafiom riprende ad aumentare con un attacco ed un ace di Simona-di-metallo (11-19).

Fino alla fine, si tratta solo di amministrare. L’ultimo punto è uno dei servizi vincenti visti in televisione da Michela (16-25). Secondo la nostra schiacciatrice, questo genere di servizio ha anche un nome scientifico ben preciso: battuta a uecchio...

Gli scout della serata, “corretti” in base ai commenti al blog: Garaguso 15, Buso 10, Fiore -5, Gallo Ingrao 5, Benefico 14, Clemente 22, Marcianò -5, Mucci 5, Tinelli 2, Mastandrea 3, Certa -4, Mereu -5.
La Palafiom non vinceva in trasferta dal 21 aprile 2007 (Corsano, 3-1), non vinceva 3-0 dal 14 aprile (San Giorgio. C’era anche Candy, che fu determinante per la vittoria... scherzo), non vinceva 3-0 in trasferta dal 13 gennaio (Torre Santa Susanna).

Fuori sta diluviando, ma ormai non ce ne frega più niente. Possiamo pure tornare a Taranto fra tre giorni.
Per onore di cronaca, però, è doveroso raccontare anche gli ultimi contrattempi. Per le docce bisogna trasferirsi al palazzetto, che è dall’altra parte della strada. Alcune coraggiose, consapevoli che “colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini”, ci vanno. Inutilmente, dato che la doccia se la fanno già nei metri che separano la palestra dal palazzetto.

Poi dimentichiamo il referto, che è in realtà è stato acquisito come ricordo dall’osservatore.
Mentre aspettiamo che gli arbitri finiscano di cambiarsi, mi pongo un quesito. Di solito c’è un solo spogliatoio per gli arbitri, anche quando – come stasera - uno è maschietto e una è femminuccia. Cambiarsi in questa intimità dev’essere interessante.

Quando siamo sul pullman, Manuela, bloccata a casa da un’indisposizione, telefona a coach e compagne. Tutti hanno dolci parole di conforto e di incoraggiamento nei suoi confronti. Una sensibilità ed una solidarietà commoventi:
“Manu, senza di te abbiamo vinto”.
“Manu, hai perso il posto”.
“Manu, non venire più”.
Parole da libro Cuore...
E passatempi da caserma sul pullman: le atlete, dopo un quarto d’ora di disco-music, si dedicano al gioco dello schiaffo. Mi ritornano in mente le parole pronunciate da coach Marcello dopo aver assistito ad un tentativo di aggressione ad un’avversaria da parte di Marcella: “Avrò mai giocatrici normali?”...
Dopo il passaggio della Palafiom dagli autogrill, le birre in Campania diventano introvabili. Un’altra emergenza. E il mercato impazzisce perché, a causa dell’esaurimento delle scorte, il prezzo delle birre a Caserta ha superato i 100 dollari al barile.

Classifica: Valenzano 29, Orion Napoli 28, Trani* 24, Potenza 23, Lanciano 19, Manoppello 17, Salerno 15, Massafra e Manfredonia 13, Scafati* 12, PALAFIOM TA 11, Ostuni 10, Ester Napoli 9, Aversa 5 (Trani e Scafati hanno una partita in meno).
Prossimo turno: PALAFIOM TA-Trani, sabato 12 gennaio, ore 18.00, palestra dell’istituto Maria Pia, via Galilei.





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