Volley Altamura-Taranto 3-0

25 novembre – giornata internazionale contro la violenza sulle donne
“Violence against women has been hidden in a culture of silence. With this campaign we are breaking the silence and ensuring that women’s voices are heard. We need strong and sustained leadership to change norms and attitudes. It is time to end complicity and impunity.
We all have a role to play. Men and boys can make a tremendous contribution by using their power for positive change. Together with them, we will create a world where both girls and boys are raised in a culture of mutual respect, responsability and equal opportunity”.
Thoraya Ahmed Obaid
Domenica 22 novembre 2009 – ore 18.00
La partita, per varie ragioni, non ispira molta voglia di scherzare e il risultato finale deludente è soltanto uno dei fattori che non agevolano l’umorismo. Chi si attende il solito post può già chiudere la connessione.
Il Taranto è in difficoltà: Cristiana è stata precettata dalla patria, Katia si è infortunata e gli allenamenti settimanali sono risultati piuttosto problematici.

Ma anche sull’altro fronte i problemi in settimana non sono mancati e li conosciamo tutti. Le ragazze murgesi saranno particolarmente brave a concentrarsi sulla partita sfoderando una prestazione encomiabile sia sul piano tecnico che su quello caratteriale.
Coach Carlo Festa utilizza Simona Ancora in palleggio, Sara Giogli opposto, Carmen Vantaggiato e Roberta Licata laterali, Grazia Spinelli e Ana Branco Rocha centrali, Anna Simonetti libero.
In panchina: Margherita Ferrulli e Debora Zicari.
Il tecnico tarantino Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Gisela Scialacomo laterale, Ivana Gallo Ingrao e Silvia Mastandrea che si scambiano i ruoli di laterale e di opposto, Silvia Renna e Angela Stufano centrali, Simona Leone libero.
In panchina: Giulia Basile, Priscilla Pisani e Simona Mereu.

In tribuna una folta rappresentanza di tifosi jonici, per lo più genitori, che hanno sfidato la nebbia pur di sostenere le biancoblu. Il rammarico è rappresentato dalla chiusura domenicale dei panifici che ha impedito la degustazione della celebre focaccia locale, quella che ha fatto chiudere il McDonald’s per manifesta superiorità ispirando il film Focaccia blues.
Si registra il ritorno in pista di Tony Manero.
Primo set
La centrale Grazia Spinelli è la protagonista della fase iniziale dell’incontro: prima piazza un muro e poi un servizio vincente. Anche la nostra Silvia mura, ma negli altri fondamentali siamo in grosse difficoltà (8-4).
Poi è Ana Branco Rocha (Aninha, diciamo, attenendoci alla scritta riportata sulla schiena) ad ergersi quale padrona assoluta del centro rete.

Sul 12-7 si blocca Carmen Vantaggiato, ex-schiacchiatrice del Sala Consilina. E’ piegata e si tocca il ginocchio. Viene accompagnata in panchina e non sarà più in grado di rientrare in partita. Ovviamente l’auspicio è che non si tratti di nulla di grave.
Al suo posto entra Debora Zicari, ma la musica sul parquet non cambia. Il Taranto ricorda quello del primo set di Benevento (evanescente e distratto), mentre Grazia Spinelli incrementa il proprio bottino personale di punti assestandosi a quota 6 in questo parziale.

L’arbitro Valeria Montagna blocca il gioco per un secondo incidente, occorso questa volta ad una giocatrice del Taranto, Silvia Renna. La centrale si tocca il volto. Cos’è stato? Una pallonata? Una gomitata? Un moscerino nell’occhio? Un tentativo di strangolamento? Nulla di tutto questo, per fortuna; dopo qualche istante Silvia può riprendere a giocare.
Gli ultimi due punti per le padrone di casa sono firmati da Roberta Licata, anche lei in ottima forma (25-17).

Secondo set
E’ un Taranto più reattivo quello che affronta il secondo set anche se bisogna rilevare che molti punti ospiti sono frutto di errori delle murgesi, particolarmente imprecise in battuta (6-10). Quando, però, i servizi superano la rete, la nostra ricezione continua ad essere in affanno.
Chi non sbaglia praticamente nulla è il libero della squadra locale, Anna Simonetti: perfetta.
Nonostante il vantaggio, fatichiamo a mettere il pallone a terra: merito dell’eccellente difesa biancorossa ma anche di attacchi che risultano piuttosto spuntati rispetto a quanto siamo abituati a vedere.
Angelo Soranno fa troppo casino in panchina e per due volte il secondo arbitro è costretto a riprenderlo. Ha fatto bene; sono solidale con l’arbitro.

In qualche modo riusciamo a mantenere il vantaggio di quattro punti fino al 14-18; poi le baresi recuperano e si portano ad una sola lunghezza (17-18).
Sale l’ansia, ma Silvietta e compagne ribattono a tutti i colpi delle avversarie. L’equilibrio del set dovrebbe essere un indice di spettacolo, ma non sono queste le sensazioni che proviamo fuori dal rettangolo di gioco: ci sentiamo come dal dentista quando non vediamo l’ora che l’intervento finisca.
Sul 20-21 Marcello rafforza la difesa introducendo Simona Mereu, ma tra le murgesi è scoccata l’ora di Sara Giogli. La ragazza salernitana mette a terra tre palloni d’oro, incluso un bel lungolinea; un ace di Spinelli ed un primo tempo di Aninha fanno il resto (25-24).

Ultimo scambio: Simonetti compie un salvataggio spettacolare su un attacco di Silvia e poi concede il bis su una conclusione di Silvietta; la palla giunge a Licata che anche questa volta non fallisce il tiro decisivo (26-24).
Terzo set
La svolta non arriva. Ci sono segnali di risveglio da parte di Gisela (3-4), ma Licata, Zicari e Giogli continuano a perforare muro e difesa del Taranto (9-5). Sara Giogli si conferma uno degli opposti più efficaci del campionato e sul 16-9 abbiamo la sensazione che questa serata sia tristemente segnata.
Invece, sul 18-10, il Taranto infila un break di sei punti. Fast lungolinea di Silvia, muro di Ale ed ulteriori tre muri consecutivi della stella di Trepuzzi, seguiti da un errore-punto delle padrone di casa (18-16).

Silvia Renna sarà la miglior realizzatrice del Taranto con 14 palloni messi a terra (ben 7 a muro).
La squadra murgese sfrutta la serata di grazia di Giogli (20-16), ma poi commette tre errori consecutivi permettendo così a Ivana di raggiungere un pareggio che pochi minuti prima sembrava una chimera (20-20).
Ma forse sarebbe stato meglio continuare ad affondare; questo sussulto, questa speranza riaccesa e poi subito stutàta non fa altro che rinnovare la sofferenza generando un’ulteriore delusione.
Sul 21-21, infatti, il Taranto si blocca fatalmente; Licata realizza il suo diciassettesimo punto personale e Aninha chiude l’incontro con un sintomatico servizio vincente (25-21).

Per il Taranto è probabilmente la peggiore prestazione stagionale; è la prima volta quest’anno che torniamo da una trasferta senza aver conquistato neanche un set.
E’ anche la prima partita saltata da Cristiana in due anni di militanza tarantina e non è un’assenza da poco dato il rendimento costantemente elevato della nostra centralona. Però il muro stasera è andato bene ed abbiamo peccato in difesa, in ricezione e dalle bande, tutte fasi di gioco nelle quali Cristiana non è determinante; dunque la sua precettazione per la patria non è affatto una scusante.
Capaci di tutto, nel bene e nel male, avevamo scritto l’altra volta. Beh, questa volta è stata nel male.
La serata negativa, ovviamente, non ci fa dimenticare alcune imprese compiute nel corso della stagione, come la vittoria a Potenza e quella a Benevento. Abbiamo i mezzi per risollevarci, ma probabilmente adesso faremmo bene a guardarci soprattutto alle spalle.

‘A fava e ‘u scuèrcele
GLI ARBITRI: La fava del Taranto dovrebbe essere Silvia Renna (14 punti, compresi 7 muri), ma una volta tanto rendiamo merito ai direttori di gara, il cui livello è generalmente molto buono anche quest’anno. Questa sera sono stati perfetti: neanche una contestazione e persino i complimenti finali al primo arbitro, Valeria Montagna, da parte della squadra che ha perso 3-0. Le decisioni in tutte le circostanze dubbie sono apparse corrette, le interruzioni in occasione degli infortuni sono state tempestive e la gestione della partita è risultata autorevole e allo stesso tempo serena. In un volley privo di certezze economiche, morali, etiche, ecc., ci sono ancora dei punti fermi.
ANGELO: Comportamento discolo che ha indotto il signor Argese a richiamarlo per ben due volte. Al prossimo atto di indisciplina sarà costretto a mettersi col banco vicino alla cattedra in modo da essere costantemente sotto controllo. A questo punto dovremmo affittare il signor Argese anche per i tragitti in automobile, quando il vice-coach dà il peggio di sé strombazzando ed uscendo al casello sbagliato...

Tabellino: Volley Altamura-TARANTO 3-0 (25-17, 26-24, 25-21)
Taranto: Scialacomo 6, Gallo Ingrao 4, Basile NE, Renna 14, Stufano 4, Mastandrea 9, Certa 1, Mereu 0, Pisani NE, Leone (L) – All. Presta.
Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 9.
Volley Altamura: Spinelli 9, Ferrulli NE, Zicari 5, Branco 9, Giogli 14, Ancora 3, Vantaggiato 0, Licata 17, Simonetti (L) – All. Festa.
Aces 3, errori in battuta 10, muri-punto 8.
Arbitri: Valeria Montagna (BR) e Vladimiro Argese (BR).
Durata set: 27’, 27’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.27’.

Altri risultati: Oria-Centro Ester 0-3, Sarno-AS Benevento 3-0, Molfetta-Acquaviva delle Fonti 3-0, Accademia BN-San Pietro Vernotico 0-3, Arzano-Salerno 3-0, Battipaglia-Leonessa Altamura 3-0, Livi Potenza-ASCI Potenza 1-3.
Classifica: Centro Ester NA 25; Sarno e Molfetta 24; San Pietro Vernotico 23; Arzano 21; Battipaglia 19; ASCI Potenza 18; Leonessa Altamura 16; AS Benevento 15; TARANTO 14; Livi Potenza 11; Oria e Accademia BN 9; V.Altamura 8; Acquaviva delle Fonti 4; Salerno 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Oria 200,00; Salerno 100,00; ASCI Potenza 50,00; Accademia BN 40,00; tutte le altre 0,00.
Salerno multata di 100 euri perché l’ultima partita casalinga è iniziata in ritardo. E’ inutile ricordare che questo trofeo tiene conto soltanto delle sanzioni pecuniarie irrogate dalla Federazione.
Prossimo turno: TARANTO-Arzano, sabato 28 novembre, ore 19.00, Istituto Maria Pia, via Galilei.
Leonessa Altamura-Taranto 3-2

Sabato 26 settembre 2009 – ore 19.00
Prima gita del Gruppo Vacanze Taranto; si va ad Altamura, terra del pane, del Pulo, di Ciccillo e dei doppiatori murgesi.
Rispetto all’incontro del Maria Pia sono assenti Simona Mereu e Priscilla Pisani.
Tre le automobili a disposizione della squadra; su una di esse Cristiana ha necessità di stendere il bucato perché la maglietta di gioco ha potuto lavarla solo stamattina e deve ancora asciugarsi. Speriamo che ci riesca prima delle 19.
Mi chiedo (sorridendo): anche nelle altre squadre si rilevano problemi come questo?

Visto da fuori il palazzetto di Altamura sembra un bunker albanese in versione gigante, ma è una struttura gloriosa che fino a pochi mesi fa ospitava le imprese di una squadra di serie A1.
Della squadra che ha fatto la storia del volley pugliese resta traccia in alcune fotografie e in alcuni cartelli, ad esempio quello su cui c’è scritto “Tribuna Lines”. Chi non sa che Lines era lo sponsor della formazione di A1 è portato a pensare che ci sia una tribuna riservata agli assorbenti. Magari, come nei film di animazione della Disney, sono assorbenti che si muovono, cantano e fanno il tifo.

Restando in tema di pubblicità, colpisce un altro cartellone: “Lofoco Investigazioni”. Qui bisogna stare attenti. Potrebbero esserci cimici sotto le panchine e telecamere nascoste.
Chi tenta di colpire con una pallonata la telecamera piazzata sul campo può essere smascherato dalle investigazioni di Lofoco (per la cronaca, si tratta del libero Faraone).
E sempre Lofoco indagherà sul sabotaggio che, durante il riscaldamento, allenta di colpo la rete di gioco imponendo complesse riparazioni allo staff dell’Altamura.

E sarà ancora “Lofoco Investigazioni” ad approfondire lo strano caso delle ginocchiere bicolori (una bianca e una rossa) della schiacciatrice Anna Abrescia.
Visto che ci siamo, passiamo alle formazioni.
Leonessa Altamura: Silvia Marchisio in palleggio, Donatella Toscano opposto, Enza Ragone e Graziana Caputo schiacciatrici, Nunzia Ragone e Angela Facendola centrali, Angela Dibenedetto libero.
In panchina con coach Claudio Marchisio: Anna Abrescia, Valeria Cianciotta, Sabrina Chironna, Giulia Passaseo, Mina Cucinelli e Giorgia Faraone.
Taranto identico a quello che ha esordito al Maria Pia: Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Gisela Scialacomo e Ivana Gallo Ingrao laterali, Cristiana Zonca e Silvia Renna centrali, Simona Leone.
Fanno compagnia a coach Marcello Presta: Katia Taddei, Angela Stufano e Marika Guerri.
Fanno compagnia al patron Vittorio Di Grazio: Tony Manero, Angelo, la famiglia Leone e un cospicuo numero di sigari.

Primo set
Due cose si sapevano dell’Altamura: la grande efficienza in fase difensiva e una certa duttilità nei ruoli. In avvio di partita, la bravura della difesa si mette subito in luce, ma pure in attacco le biancorosse fanno faville: 5-0 e Taranto che ha difficoltà ad entrare nel gioco.
Fa tutto Altamura: punti ed errori-punto. Si arriva al 16-7 dopo un break di sei punti (inclusi tre aces di Toscano), una ricezione tarantina in forte sofferenza e soltanto tre palloni schiacciati dalle joniche (uno Cristiana e due Gisela, che appare in serata favorevole).

Sul 17-11 va in battuta Ivana, che infastidisce la ricezione locale con servizi corti e permette a Silvia e a Gisela di raggiungere quello che pochi minuti prima sembrava impossibile: il pareggio! Anche il sorpasso (17-18)!
Contrattacco delle sorelle Ragone, ace di Marchisio e Altamura rimette le mani sul set (23-19), ma il Taranto è bravo a non abbattersi e a reagire con determinazione e freddezza: Silvietta mette la palla a terra e poi va a servire con la consueta precisione (lei, però, serve lungo). Gisela e Cristiana (due punti ciascuna) compiono l’impresa e sul 23-24 una pur brava Facendola manda fuori il tiro del pareggio: 23-25 e sospiri di sollievo in tribuna.

Secondo set
Il parziale si apre con un episodio spiacevole: Simona Leone, con la consueta grinta agonistica, tenta di rianimare un pallone impossibile colpendolo di piede. La rovesciata, però, non riesce e il nostro libero ricade sul parquet in malo modo, procurandosi una contusione alla parte bassa della schiena.
Nella zona di Francavilla quella parte del corpo viene chiamata cuturso.
Insomma, la ragazza cade di culo e manda nel panico squadra e staff.

La sportività del pubblico locale le dedica un applauso di incoraggiamento, ma il colpo è stato brutto e Simona deve temporaneamente lasciare il campo.
Il set è equilibrato: bene Gisela, bene come al solito le centrali; è Silvietta a risultare meno incisiva rispetto alle ultime brillanti prestazioni.
Il tecnico locale, intanto, scambia i ruoli di palleggiatrice e di opposto a Marchisio e a Toscano. Già questa è una squadra imprevedibile e indecifrabile; adesso non si capisce proprio più una mazza. Questa duttilità, al pari dell’entusiasmo e della freschezza atletica, sarà un’arma in più per la Leonessa.
La svolta è sul 16-16. Cristiana e Silvia lanciano lo sprint (16-21), Facendola piazza due primi tempi, ma un delizioso pallonetto di Silvietta apre le porte al primo set-ball che sarà ben sfruttato dalle joniche.

Terzo set
Sullo 0-2 (nel computo dei set) Altamura non si abbatte come a San Pietro ed anzi si scatena con quattro muri vincenti che costituiscono la prima zampata sul set (8-2).
Cresce Graziana Caputo e dall’altra parte della rete è soprattutto Ivana a contrastare la fuga delle murgesi. Nunzia Ragone ed Angela Facendola incrementano il vantaggio (19-11) mentre coach Marcello valuta i possibili rimedi a propria disposizione.
Simona rientra eroicamente in campo, ma il danno allu cuturso è troppo grave perché il nostro libero possa ritagliarsi nuovamente un ruolo nell’incontro.

Marika viene spedita nella zona riscaldamento, ma ancora non tira l’aria giusta per l’esordio della schiacciatrice aretina che quindi si riaccomoda in panchina con un’espressione piuttosto turbata. “Lofoco Investigazioni” tenterà di accertare anche i motivi di tale turbamento.
Cristiana, intanto, mette a terra tre palloni che riaccendono la speranza (21-18), ma la bella rimonta del primo set non si ripete: Toscano, Caputo e Facendola chiudono la pratica del parziale ed anzi sarà biancorossa la rimonta chiave della serata.
Quarto set
Un Taranto maturo e attento sembra in grado di controllare la partita: Scialacomo ribatte giù una ricezione lunga delle murgesi e Silvia impone il quinto muro vincente personale.

I servizi dell’Altamura continuano a risultare produttivi e il terzo ace del set avvicina le padrone di casa al Taranto in fuga (10-12).
Quando Scialacomo schiaccia la palla del 16-20 pochi sarebbero disposti a scommettere su un ritorno dell’Altamura, in cui ha fatto la sua comparsa la giocatrice dalle ginocchiere bicolori.
E invece è il momento del patatrac: break da sette in cui si evidenziano i primi tempi e i pallonetti di Enza e Nunzia Ragano, senza contare che Altamura ha ripreso a difendere il possibile e l’impossibile (merito anche del libero Dibenedetto).

Il PalaBaldassarre, nel frattempo, è diventato una bolgia, con il pubblico che incoraggia la rimonta locale battendo ritmicamente i piedi sulle gradinate.
Silvia ricorre al mani-fuori (23-21), ma Enza Ragano si incarica di firmare il pareggio dei set (25-21).
Tie-break
Adesso sarà dura contenere l’entusiasmo delle ragazze murgesi: la giovane età può indurre allo scoraggiamento quando le cose vanno male ma anche all’esaltazione quando la ruota gira per il verso giusto.

Marchisio incasina nuovamente le carte riproponendo Toscano in palleggio.
Il tie-break, comunque, inizia in modo equilibrato.
Sul 4-4 il Taranto si spegne: ace di Caputo, primo tempo con concessione del bis di Facendola e duplice attacco di Enza Ragone (11-4).
Entra Marika al posto di Ivana ed è proprio la schiacciatrice toscana a bloccare l’emorragia con un bel muro che rappresenta il suo primo punto in maglia rossoblu. Cioè biancoblu. Viola, purtroppo per lei, non è possibile.

Altamura, però, ha già la vittoria in pugno: si porta sul 13-6 ed attende che il Taranto spedisca fuori due attacchi consecutivi.
Finisce 15-6.
Taranto al di sotto delle possibilità, anche se qualcosa di buono si è visto anche stasera. Restano due punti dopo dieci set in otto giorni.
Altamura può festeggiare una rimonta spettacolare che inietta ulteriore coraggio e autostima ad un gruppo di ragazzine terribili.

Campionato privo di partite facili e lo dimostrano molti risultati. Non sappiamo se i valori sono proprio questi oppure se le grandi squadre sono diesel che hanno bisogno di tempo per trovare il ritmo di marcia consono alle proprie potenzialità.
Che il Centro Ester abbia vinto di nuovo ci consola; vuol dire che sono proprio toste e la nostra sconfitta di sabato scorso non è certamente un dramma.

Tabellino: Leonessa Altamura-TARANTO 3-2 (23-25, 19-25, 25-19, 25-21, 15-6)
Leonessa Altamura: Abrescia 0, Toscano 14, Facendola 18, Cianciotta 0, E.Ragone 23, N.Ragone 15, Chironna NE, Passaseo NE, Caputo 12, Marchisio 4, Cucinelli NE, Faraone NE, Dibenedetto (L) – All. Marchisio.
Aces 11, errori in battuta 12, muri-punto 8.
Taranto: Zonca 15, Taddei NE, Gallo Ingrao 6, Scialacomo 15, Renna 12, Stufano NE, Mastandrea 2, Certa 0, Guerri 1, Leone (L) – All. Presta.
Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 10.
Arbitri: Vincenzo Gratis (LE), Stefano Chiriatti (LE).
Durata set: 20’, 27’, 17’, 30’, 10’ – Durata totale dell’incontro: 2.06’.

Altri risultati: Acquaviva delle Fonti-ASCI Potenza 0-3, Sarno-Accademia BN 3-2, Centro Ester NA-San Pietro Vernotico 3-1, AS Benevento-Salerno 3-0, Battipaglia-V.Altamura 3-0, Oria-Arzano 1-3, Livi Potenza-Molfetta 1-3.
Classifica: ASCI Potenza e Molfetta 6; Centro Ester NA 5; Sarno, Arzano e Accademia BN 4; San Pietro Vernotico, AS Benevento, Battipaglia e Acquaviva delle Fonti 3; V.Altamura, Leonessa Altamura e TARANTO 2; Oria 1; Livi Potenza e Salerno 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Tutti 0,00.
Nessuna sanzione pecuniaria dopo il primo turno.
Prossimo turno: ASCI Potenza-TARANTO, domenica 4 ottobre, ore 18.00.
Gomorra e Murgia Collage fuori dagli Oscar. Pubblico e critici concordi: è una vergogna

Niente da fare per Matteo Garrone e per il gruppo di doppiatori altamurani; né Gomorra né Murgia Collage hanno ottenuto nomination per i premi Oscar 2008. I due capolavori del cinema italiano sono stati esclusi dalle selezioni per il miglior film, per il montaggio, per il montaggio sonoro e per il miglior film straniero.
Vada per Gomorra, che pure è un ottimo film, ma per Murgia Collage la decisione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha destato sconcerto e scalpore.
Murgia Collage è la quinta opera del gruppo di doppiatori altamurano (e gravinese), già autore de Il Gladiatore, Troy, Fast and furious, Fast and furious 2.
Si tratta di un’opera anomala, una specie di medley di film stranieri comunque uniti da un filo conduttore piuttosto autoreferenziale (la ricerca di personale per i ridoppiaggi). Tra gli appassionati del genere il film ha suscitato un diffuso apprezzamento, pur se con toni nostalgici per i film più tradizionali. L’auspicio, naturalmente, è che l’opera abbia voluto rappresentare una sorta di bilancio dei primi anni di attività del gruppo, un momento di riflessione in vista di una ripartenza verso nuovi capolavori. Accanto ai doppiatori storici, guidati da Ismaele Ariano, c’è stata anche l’autorevole collaborazione di Gianni Ciardo, che ha doppiato Dustin Hoffman.

Sull’esclusione dagli Oscar abbiamo raccolto il parere di alcuni dei più autorevoli critici cinematografici.
Cominciamo da Ninetta Buontorni della Stampa: “Ancora una volta Hollywood dimostra superficialità e premia film di cassetta, assecondando le esigenze delle grandi major del settore. Gomorra era un film duro ma pregevole. Ancora più geniale era Murgia Collage, un’opera in cui il montaggio moderno, che riprende Gonzales Inarritu e Soderbergh, sapeva fondersi ad un linguaggio popolare ed istintivo.”
Fulvio Cosich del Corriere della Sera è sdegnato: “L’esclusione di Murgia Collage dalle nomination rappresenta il punto più basso nella storia dell’industria cinematografica. Quel film raccoglie il testimone dei Blues Brothers (anche il loro film era centrato sulla ricostituzione di un gruppo, musicale nel loro caso) e corre vittorioso verso il traguardo di una comicità colta e raffinata. Troppo colta e raffinata, evidentemente, per quegli omuncoli dell’Academy. Spero che questa esclusione non provochi demotivazione negli autori. Già nel film si coglie qualche esitazione, espressa in modo velato e criptico: Tutt’ ‘stu casìne pe’ ‘nu doppiagg’ d’ mmerd’... Vaffangùle tu e ‘sti doppiaggi...
O si pensi alle perplessità lucidamente espresse dal gravinico: Uagnù, ma ‘u sapìte ca m’avìte già scassàte l’ cugghiùne. Io non ne fazz’ cchiù d’ ‘sti cose...
Frasi che hanno allarmato ed angosciato gli appassionati.”

John Beckerman del Washington Post: “Murgia Collage non è il film migliore della scuola di Altamura; non raggiunge quelle punte di eccellenza di Troy e Fast and Furious. Però è un’opera d’arte ed è mille volte meglio delle porcherie che escono da Hollywood o dall’Europa. I ridoppiatori hanno raccolto materiale banale e scontato (i film originali) e lo hanno trasformato in oro. La cerimonia degli Oscar, a questo punto, perde di significato e di senso. Ma gli altamurani devono andare avanti; loro sono grandi, sono i migliori. Io voglio sposare Lucrezia Denora soltanto per la sua voce”.
Brad Pitt, uno degli attori più ridoppiati, ha annunciato che diserterà la cerimonia degli Oscar quale segno di solidarietà verso Ismaele e compagni: “Qua è tutto uno schifo. Dovevano vincere almeno quattro premi e invece non hanno avuto neanche una nomination da ‘sti chin’ d’ mmerd’...”
Vicecampionesse regionali

Il “Massafra arricchito” conquista a Ostuni il titolo di vicecampione regionale Under 16. Detta così, suona bene...
Purtroppo la formazione di coach Latte ha dovuto arrendersi al cospetto di un Altamura strepitoso, che ha difeso in modo egregio ed ha attaccato con una nostra vecchia conoscenza, la travolgente Graziana Caputo (finale provinciale Under 16 del 2006-‘07: Palafiom-Torricella). A Pulsano perse 3-0; questa volta Dinamite-12 ha vinto con lo stesso risultato. Beh, pazienza, è lo sport.
Complimenti all’Altamura che ha meritato il titolo e gli applausi del pubblico del tensostatico, ma complimenti anche al Massafra e alle nostre ragazze d’oro Désirée, Silvietta e Valentina.



Hollywood, Murgia
Mi sento in colpa. Sono stato ad Altamura per il derby di A1 e non ho menzionato i veri grandi miti della città murgese.
Altamura non è solo Fofinha. E non è neanche solo il pane o Ciccillo (come viene cordialmente chiamato l’ homo neanderthalensis scoperto nel 1993). Non posso parlare di Altamura senza citare quei geniali artisti che hanno dato lustro alla moderna tecnica del “ridoppiaggio”.
Di cosa si tratta? Semplice: si prende un film e lo si doppia artigianalmente, fra amici, utilizzando le tecnologie informatiche. Il risultato, oltre che esilarante, è una nuova arte che – a mio avviso – meriterebbe di essere premiata alla cerimonia degli Oscar con un’apposita statuetta, quella per il ridoppiaggio, appunto.

Ho visto Troy e The fast and the furious (Murgia version...) doppiati in altamurano e posso affermare che si tratta di due capolavori. Si eccede un tantinello nelle volgarità gratuite, ma si tratta dei film più divertenti che abbia mai visto. Certamente migliori degli originali.
Immaginate Achille che ascolta le canzoni di Gianni Celeste (il carro ha l’autoradio...) mentre va a vendicare Patroclo e, giunto sotto le mura della città assediata, si sente dire: “Ma che cazz’ vuè alle ott’ d’ matìn’, uaglio’?!”

Ma le multinazionali di Hollywood non ci stanno e conducono una spietata guerra legale a colpi di copyright contro i ridoppiatori (e qui ricordiamo anche i Gem Boy di Star Whores).
Come se Brad Pitt che parla in altamurano fosse un plagio. Come se Troy in dialetto murgese non fosse un’opera “altra”, diversa, neanche paragonabile all’originale.

Nel suo Elogio della pirateria, il mio amico Carlo Gubitosa scrive:
“Il pirata audiovisivo non ha a disposizione grandi studi di produzione, non ha dietro le spalle una casa discografica, non lavora con budget da milioni di euro, non è favorito da massicce campagne pubblicitarie, non ha uffici stampa o uomini del marketing che promuovono la sua immagine. E’ un Davide della comunicazione multimediale, che utilizza come fionda e come sasso contro i Golia di Hollywood due potentissimi strumenti: la propria immaginazione e le nuove tecnologie della comunicazione, che permettono di trasformare il computer di qualsiasi ragazzo, opportunamente collegato a internet, in uno studio di doppiaggio, una casa di produzione musicale, un laboratorio di regia o una sala di montaggio.” [1]
Onore, dunque, ai ridoppiatori altamurani Ismaele Ariano, Michele Forte, Alessandro Quattromini, Gianfranco Chierico e a tutti i loro collaboratori.
NOTE:
(1) GUBITOSA, C., Elogio della pirateria, Terre di mezzo, Milano, 2005, pag. 104.
La foto della Cattedrale di Altamura è tratta da http:it.wikipedia.org.
Murgia dreaming

Un sogno che si realizza. Per la prima volta in vita mia ho assistito ad un incontro di serie A1 femminile. Ossia, sei Alessandre Piccione contro sei Alessandre Piccione.
Non solo: ho avuto l’onore di assistere al mitico derby pugliese dell’igiene intima: Assorbenti Lines Altamura contro Pannoloni Tena Santeramo.
La rivalità tra le due tifoserie si intuisce già dalla forma dei rispettivi palazzetti: quello di Santeramo è a punta, quello di Altamura è rotondo. Sono proprio due entità geometricamente incompatibili.
Prima del match coach Marcello ha salutato i suoi allievi Gianni D’Onghia e Dragan Nesic (Samo Sloga Srbina Spasava. Kosmet je Srbija; Thaci, idi u kurac!), poi ci siamo accomodati in tribuna – c’era anche la giovane Clara, che, a giudicare dall’Annuario, gioca a pallavolo soltanto dal 2004 – e ci siamo goduti l’incontro. Molto tirato, molto intenso. Hanno vinto gli assorbenti per 3-1. Bella partita.

Bella partita, sì, però...
...Però, ad esaminare l’incontro senza condizionamenti emotivi ed in modo scientifico, è emerso che la Palafiom, per tanti motivi, è degna dell’A1. Anzi, è meglio dell’A1. Vediamo quali sono questi motivi.
1) Le atlete delle due squadre-ammiraglie della Puglia pallavolistica hanno mediamente una decina di centimetri in più delle nostre però sono terribilmente magre. Sembrano denutrite. Sembrano due squadre di anoressiche. Volete mettere con le forme più equilibrate ed umane delle nostre rossoblu, che sono l’immagine della salute e del benessere?
2) Le scelte del d.j., che ha insistito con gli Imagination, mi sono parse poco consone ad un confronto agonistico. Pino Russo è molto più bravo.
3) Ho visto appena un paio di secondi tocchi in tutta la partita, peraltro non riusciti. Alessandra e Paoletta sono, dunque, molto più aggressive e fantasiose delle palleggiatrici di A1.

4) Alessandra è anche più leale ed onesta perché non prende in giro le avversarie con il continuo ricorso alle finte. Non ne ha bisogno.
5) Pochissimi aces. Servono meglio Désirée, Silvietta e tutte le altre nostre Under 18.
6) L’ingresso è a pagamento, mentre le politiche di customer care della Palafiom nei confronti dei propri tifosi sono più rispettose dell’attuale congiuntura economica.
7) A fine partita, le maglie di molte atlete di A1 sono più sporche, mentre le nostre giocatrici si buttano a terra soltanto quando è necessario e pertanto noi risparmiamo sui lavaggi degli indumenti, non diffondiamo detersivi inquinanti e tuteliamo l’ambiente.
8) Le giocatrici di Altamura e Santeramo sono disordinate e fanno confusione: non rispettano le zone e corrono da tutte le parti del campo.

Insomma, coach Marcello a fine partita era un po’ deluso, non avendo individuato nessuna giocatrice utile alla Palafiom. Anzi, è stato Nesic ad aver chiesto, per piacere, qualche giocatrice promettente per rinforzarsi in vista dei play-off.
C’è qualcosa, però, di cui potremmo fare tesoro. Come a Napoli, anche ad Altamura le giocatrici sono definite “leonesse”. A Taranto, invece, non abbiamo ancora trovato un soprannome per le nostre giocatrici, magari un animale con cui identificarle. E l’ipotesi formulata in proposito dal coach, oltre ad essere un po’ osé, non è di quelle che mettono in soggezione le avversarie...
E poi le varie Fofinhe e Soninhe mi suggeriscono di rendere più esotici anche i nomi delle nostre atlete. Una Soninha, in effetti, ce l’abbiamo anche noi (Soninha Tinelli). Aggiungiamo anche Silvinha, Sandrinha, Paolinha, Muccinha, ecc., e siamo a posto.
All Star Game 2008 all'insegna del muco

Le due punte di diamante del volley femminile pugliese, Santeramo e Altamura, anche quest’anno sono sponsorizzate da aziende su cui ci siamo già soffermati in passato: la Tena dei pannoloni e la Lines degli assorbenti. La nostra regione è orgogliosa di ospitare per due volte all’anno il derby dell’igiene intima.
La Tena, inoltre, ha anche organizzato lo scorso anno un seminario di studi nelle scuole sull’incontinenza da sforzo. Lo ricorderete.
Leggo su Forzaragazze.it che un’altra grande azienda, la Kleenex, si è avvicinata al mondo del volley offrendo la propria sponsorizzazione all’All Star Game 2008.

La presenza come ospite d’onore di Lapo Elkann avrebbe suggerito un altro genere di sponsor ma non si può dire quale perché sarebbe diffamazione.
Ormai manca all’appello soltanto la carta igienica Scottex. Dato che le maglie della Palafiom sono ancora libere da sponsorizzazioni, perché non contattiamo noi l’azienda bruciando sul tempo la concorrenza? Oltre agli introiti del contratto, si potrebbe organizzare un seminario sulla diarrea nelle scuole.
NOTE:
Scusate per l’argomento, ma ogni tanto mi scappa...
L’immagine del sito è tratta da www.forzaragazze.it.
Incontinenza da sforzo
Vi ricordate la vignetta sul derby pugliese di A1, Tena Santeramo-Lines Altamura, pannoloni contro assorbenti?
Beh, Forzaragazze.it non pubblicò la vignetta e neanche le mie dotte ed elevate considerazioni perché ritenne che l’argomento fosse inopportuno. Discussi con Monica, la web-master, del fatto che ciclo mestruale e incontinenza fossero componenti naturali della vita, legati al genere e all’età, e che andavano accettati come tali. Nella natura non c’è nulla di cui vergognarsi. La web-master restò ferma sulle proprie posizioni: non pubblicò la vignetta, ma in compenso proprio quel giorno le vennero dolori mestruali particolarmente intensi. Era la natura stessa che si ribellava e mi dava ragione.
Adesso, a distanza di due mesi, potete tutti vedere in bella mostra su Forzaragazze.it l’articolo Solidarietà / Tena Volley Santeramo sinonimo di cultura: mercoledì seminario dal titolo "La vittoria sul tabù: l'incontinenza da sforzo"...

Quando faccio le vignette io, l’incontinenza è una schifezza; adesso che la squadra di Santeramo va nelle scuole, l’incontinenza è diventata “cultura”...!
A questo punto, se la web-master non mi pubblica la vignetta nel derby del girone di ritorno oppure non viene a tifare per la Palafiom a Corsano, la nostra collaborazione con il sito si interrompe qui...
Il derby della Murgia

Le migliori squadre della pallavolo femminile pugliese sono la Lines Altamura e la Tena Santeramo, entrambe in serie A1.
Lines e Tena.
Assorbenti contro pannoloni... Una bella sfida.
Non oso pensare a quello che si trova nei cestini della spazzatura dei gabinetti del palazzetto dopo che si è giocato il derby.
Da quando il CRAS Basket Taranto è sponsorizzato dalla Pasta Ambra, le giocatrici rossoblù sono solite regalare a ciascuna avversaria un pacco di pasta dello sponsor prima dell’avvio di ogni incontro.

Non so se l’Altamura e il Santeramo facciano lo stesso. Domenica scorsa c'è stato lo scontro diretto; immagino la scena dello scambio dei doni:

NOTE:
La foto della giocatrice della Lines è tratta da www.joggingvolleyaltamura.it, quella della giocatrice della Tena da www.forzaragazze.it.





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