Intercettazioni - 2^ parte
Ecco le altre email intercettate.
Taranto, 30 ottobre 2006
Cara signorina Alessandra,
ti posso dare del tu visto che giochiamo nella stessa squadra?
Io scrivo a mano e non uso e-mail perché nella scuola materna che frequento “le tre I” (Internet, Inglese e Impresa) ancora non sono arrivate.
Vorrei chiederti un piacere, se è possibile.
C’è una giocatrice di cui non faccio il nome (dico soltanto che porta il numero 7) che è un poco prepotente. Ogni tanto si porta a casa le maglie delle compagne. Lei dice che le mette nella borsa per distrazione, ma, secondo me, lo fa apposta perché vuole farci i dispetti. Una volta ho provato a lamentarmi, ma lei mi ha detto di starmi zitta e di farmi i cazzi miei altrimenti mi avrebbe trattato come ha trattato l’arbitro di Tuglie-Palafiom, gara 2 dei play-off.
Ogni volta che sparisce una maglia, l’allenatore mi chiede di prestare la mia alla giocatrice che è rimasta senza. Ma a me dispiace perché così non posso andare nemmeno in panchina e non imparo niente.
Io lo so che tu non sei come la numero 7; tu sei buona. Quello che voglio chiederti, allora, è di convincere la nostra compagna cattiva a non fare più i dispetti. Siccome tu sei l’alzatrice, hai l’autorità per importi e puoi far valere i tuoi passaggi come deterrente. Grazie.
DESIREE
A conclusione di questo giochino, devo fare una puntualizzazione. Per chi, tra i cinque lettori di questo blog, non conoscesse le ragazze della Palafiom, voglio precisare che in realtà non sono così. In particolare, non so che idea ci si possa fare di Michela, che in realtà è una bravissima ragazza, sicuramente molto spontanea, ma per nulla volgare. O meglio: lo è un pochino nelle parole (quando ci vuole, ci vuole), ma certamente non lo è nell’animo.
E Alessandra, come tutti sappiamo, è la migliore palleggiatrice della Puglia.
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