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Silvia Buso: "Al via una stagione di riforme democratiche nella NAT"

di skanderbeg69 (01/10/2008 - 21:42)

A 40 anni esatti dalla primavera di Praga, anche nella Nati a Taranto si apre un processo di democratizzazione.

Ieri, nel corso del comitato centrale della squadra, la capitana Silvia Buso ha promesso alcune storiche riforme: “Credo che sia arrivato il momento di superare la figura del capitano unico e che sia opportuno allargare il governo della squadra alla partecipazione democratica e collettiva. Sperimenteremo una pallavolo dal volto umano, in cui ogni giocatrice potrà esprimere liberamente agli arbitri le proprie opinioni. Chiederemo di tener conto di questo modello riformista, abolendo l’egemonia del capitano unico”.

Il presidente Vincenzo Lupo esprime cauto interesse verso questa forma di perestrojka del volley, purché non incida sul rendimento collettivo.

Contrario l’allenatore Marcello Presta, secondo cui questa riforma è una pericolosa fuga in avanti, una deriva liberista destinata a minare dall’interno la solidità e l’unità della squadra.

Ma le riforme promesse da Silvia sono una necessità. Anzi, più precisamente, sono la presa d’atto di una situazione già esistente che adesso si tenterà di governare con criterio.

Il dato di fatto è che nella metà campo della Nati a Taranto la capitana cambia ad ogni scambio. Non si capisce più una mazza. Ufficialmente è Silvia Buso; è lei che risulta a referto, è lei che presenzia al lancio della monetina e sceglie il campo.

Ma se Silvia siede in panchina, serve un’altra capitana-facente-funzioni tra le sei giocatrici in campo. Toccherebbe a Clara.

E tuttavia, quando è in seconda linea, anche Clara talvolta esce dal parquet per cedere il posto al libero. E quando Clara e Silvia sono in panchina, chi comanda? A chi sono affidate le relazioni diplomatiche con gli arbitri?

Se vogliamo rispettare i gradi militari, ci sarebbe un sottotenente di vascello, ma forse nel regolamento FIPAV le stellette non vengono contemplate. E allora chi?

Ecco perché la risoluzione del comitato centrale della NAT apre alla democrazia: nessuna capitana, tutte capitane.

Chissà, però, se la FIPAV accetterà queste riforme o se, come a Praga, ci sveglieremo una mattina con i carri armati sul parquet del Palafiom.

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