Immane tragedia: Virginia lascia la pallavolo

Non bastava la sconcertante eliminazione della nazionale femminile dalle Olimpiadi (d’altra parte, senza Clara dove volevano andare...?).
Una notizia ben più drammatica ha sconvolto il mondo del volley italiano: Virginia Vuovolo ha deciso di abbandonare l’attività agonistica.
Ha ragione la società molfettese in cui l’opposta militava da quasi un anno: è stato un fulmine a ciel sereno. Per tutti.
Una catastrofe.
Secondo quando riferiscono le agenzie di stampa, Virginia avrebbe rinunciato allo sport per cogliere un’opportunità lavorativa.
Angoscia e disperazione dilagano tra i fans sparsi dalla Puglia all’Asia centrale.
Appena si è diffusa la notizia, i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale improvviso e a tempo indeterminato. Persino il ministro Brunetta si è fermato due minuti. Le mamme sono corse a prendere i bambini dalle colonie estive. Dichiarato, in molti Paesi, lo stato di calamità naturale. Interrotti i giochi olimpici di Pechino.
Questa sera il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dovrebbe tenere un discorso a reti unificate; fonti del Quirinale hanno fatto sapere che si tratterà di un appello rivolto direttamente alla giocatrice perché cambi idea. Per il tentativo di persuasione saranno decisivi i primi due minuti; poi le parole del presidente firma-tutto potrebbero indurre alla sonnolenza gli ascoltatori e quindi anche l’interessata.
Putin ha telefonato a Berlusconi: se Virginia ritornerà sui propri passi, il ritiro delle truppe russe dalla Georgia potrebbe essere accelerato.
Papa Benedetto XVI ha invitato i fedeli a raccogliersi in piazza San Pietro per una veglia di preghiera che durerà tutta la notte: “Prekiamo – ha detto il Pontefice – perché la meravigliosa ciokatrice foggiana ritorni sulla retta via e si lasci guidare dall’amore per la pallavolo e dalla cenerosità verso i propri tifosi ed ammiratori, rinunciando alle tentazioni rappresentate da pratiche disumanizzanti come il lavoro e da quel moderno idolo che è il guadagno. Il lavoro distoglie dagli affetti e dalle sane abitudini di vita come lo sport. Guardate i gigli come crescono – scrive l’evancelista Luca – eppure non lavorano...” [1]
Proprio il 3 settembre era stata ipotizzata un’amichevole tra Nati a Taranto e Azzurra Molfetta, circostanza che aveva indotto qualcuno a rinviare di alcuni giorni la partenza per le vacanze, spostando affannosamente voli e prenotazioni. Tutto inutile.

Un mese dopo, il 3 ottobre, ci sarebbe stato, sempre al Palafiom, l’incontro di campionato, senza contare la cena molfettese al ritorno. Tutto sfuma.
E l’unico ricordo di una partita giocata da Virginia resterà per sempre quello dei play-off del 2006. Le uniche soavi parole quelle ascoltate prima della Coppa d’Oro. L’unico contatto fisico quello della foto ricordo qui sopra.
Perché?
A questo punto l’amichevole del 3 settembre non ha più senso. La vita stessa non ha più senso.
NOTE:
(1) Cfr. Vangelo di Luca, 12, 27-28.
Le foto di Benedetto XVI è tratta da http://it.wikipedia.org.
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