Da Pechino solo un sussurro

Appena un sussurro.
Dopo quasi una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino nessun atleta ha ancora avuto il coraggio del “gesto eclatante”. La Nati a Taranto, ormai certa del podio, sarà un caso isolato e legato al mondo del fumetto e della fantasia, quello in cui, però, le proteste non contano e non costano nulla.
Eppure, come sarebbe stato bello se il plateale rifiuto della medaglia di bronzo da parte del lottatore svedese Ara Abrahamian fosse stata giustificata con motivi politici piuttosto che con la maleducazione del soggetto in questione (che nulla ha a che fare con la politica trattandosi di una protesta contro presunti errori arbitrali).

Invece, il sussurro a cui accennavo è un documento sottoscritto da 127 atleti olimpionici ed inviato al presidente cinese Hu Jintao alla vigilia dell’apertura dei giochi. Poco. Ma meglio che niente. Se non altro prendiamo atto che non tutti gli atleti olimpionici sono convinti di vivere in una campana di vetro, avulsi dai problemi e dalle sofferenze che li circondano.
Tra i firmatari, per lo più tedeschi, c’è soltanto un’italiana: la saltatrice salernitana Antonietta Di Martino.
Questo è il testo dell’appello del movimento Sport for Peace sottoscritto dagli olimpionici:
Egregio Signor Presidente Hu,
noi tutti speriamo che i Giochi Olimpici estivi in Cina abbiano un grande successo e che gli ideali olimpici tornino a vivere.
E’ per questo che le stiamo chiedendo:
- di trovare una soluzione pacifica alle questioni relative al Tibet e agli altri conflitti che hanno sede nel suo Paese, rispettando i fondamentali principi dei diritti umani;
- di proteggere la libertà d’espressione, la libertà di religione, la libertà di opinione nel suo Paese, incluso il Tibet;
- di assicurare che i difensori dei diritti umani non siano più imprigionati e non subiscano intimidazioni;
- di fermare la pena di morte.
La Cina è al centro dell’attenzione di tutto il mondo. La sua decisione su questi temi determinerà il successo dei Giochi Olimpici e l’immagine che il mondo avrà della Cina in futuro. Noi le stiamo chiedendo di rispettare i diritti umani in Cina allo scopo di raggiungere la pace e la conciliazione definitiva.
NOTE:
La foto in alto è tratta da www.comunicandoilsociale.files.wordpress.com, quella del lottatore svedese da www .repubblica.it, quella di Antonietta Di Martino da www.iaaf.org.
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