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La maledizione del Palafiom

di skanderbeg69 (29/07/2008 - 17:21)

La nostra estate sta procedendo bene. La squadra è sostanzialmente confermata (e questa è di per sé una bella notizia) e sono arrivati dei rinforzi pregevoli su cui costruire un consolidamento nella categoria e magari l’avvio di progetti più ambiziosi. Il legame con l’associazione Nati a Taranto rappresenta una garanzia per il futuro; Clara ha rinnovato il contratto per altri tre anni; è tornata Marcella; la panchina è più lunga ed è composta da atlete che in B2 sono un lusso. Ora si attende soltanto la realizzazione del sogno dei sogni, la ciliegina sulla torta, la bozza della felicità, l’ultimo dono (il più insperato, ma mai così vicino) chiesto a Babbo Natale nel 2006.

L’unica novità inquietante dell’estate è il palazzetto.

L’utilizzo della palestra del Maria Pia è durato soltanto l’arco di una stagione, dopo gli anni dell’Alfieri; nel campionato 2008-’09 si dovrebbe giocare al Palafiom.

Il passaggio da una palestra squallidina (per la B2) ad un vero palazzetto, peraltro già campo di gara della Prisma di A1, in teoria sarebbe un grande progresso.

In realtà, sabbiamo bene che stiamo sfidando la malasorte. Il Palafiom alla Palafiom ha sempre portato sfiga, tanto per dirla chiaramente.

Due ricordi su tutti.

L’Under 16, l’epica Under 16 di Valentina & Co. vince a Parabita l’andata dei quarti di finale regionali. Al ritorno si gioca al Palafiom e le salentine vincono 3-0 con Paoletta che si fa pure male.

Coppa d’Oro 2007. Le rossoblu vincono 3-2 a Manfredonia, ma al ritorno nel palazzetto di via Golfo di Taranto subiscono un tracollo (1-3) e il trofeo finisce in Capitanata.

A parte il fatto che finché si chiamava Palafiom, la Palafiom giocava all’Alfieri o al Maria Pia; ora che si chiama Nati a Taranto gioca al Palafiom...

Utilizzare il Palafiom comporta indubbi vantaggi. E’ un bel palazzetto; è il vero “focolare” della squadra; è ben illuminato e le foto verranno bene; ci sono circa duemila posti a sedere (purché venga gente; altrimenti lascerà un senso di vuoto) e c’è un vero bar.

Inoltre la Tekla Scafati conosce già la strada (e qui colgo l’occasione per salutare il collega Antonio).

Ma come la mettiamo con la sfiga...? Chissà, forse il Palafiom portava sfiga alla Palafiom finché si chiamava Palafiom, ma adesso che abbiamo cambiato nome magari l’alone di jella è passato.

Ad ogni buon conto, io invito tutti i tifosi e le tifose ad un rito anti-sfiga. In un dato giorno e ad una data ora, ovunque ci troviamo, facciamoci una bella grattata collettiva (o ponete le mani destre sulle tette sinistre). Magari alla mezzanotte del 10 agosto, notte di San Lorenzo: esprimiamo un desiderio guardando le stelle cadenti e al tempo stesso esorcizziamo la sfiga del palazzetto.

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