Catturato Bin Laden!

La notizia ha fatto subito il giro del mondo: il principe del terrore, Osama Bin Laden, è stato inviduato e catturato. Attualmente si trova in un centro di detenzione segretissimo in Afghanistan, guardato a vista da un imprecisato numero di soldati americani che attendono soltanto l’ordine di trasferirlo negli Stati Uniti.
Tutto è nato da un banale ingrossamento della prostata.
Lo sceicco arabo, che dal 2001 si nascondeva in una grotta al confine tra Pakistan e Afghanistan, soffriva di questo fastidioso problema che lo costringeva a continue minzioni. Un guasto agli impianti di scarico della grotta, peraltro, imponeva a Bin Laden di uscire dal proprio covo per fare la pipì, esponendosi al rischio di essere individuato dai satelliti-spia delle forze armate americane.
L’intervento chirurgico non era più rinviabile e così il fondatore di Al Qaeda si è informato sulle strutture sanitarie più efficienti del proprio Paese. La scelta è ricaduta sull’ospedale “Santissima Annunziata” di Herat, che da alcuni mesi a questa parte rappresenta il fiore all’occhiello della sanità non solo afghana ma di tutto il continente asiatico.
Attraverso vari stratagemmi e sfruttando una capillare rete di complicità, Bin Laden, viaggiando di notte e nascondendosi di giorno, ha raggiunto Herat a bordo di un tre ruote e si è fatto ricoverare nel reparto di urologia del citato ospedale, fornendo false generalità e dicendo di chiamarsi Vito Armenise.

Ma il caso ha voluto che poche ore dopo il direttore generale della ASL Herat 1, Marco Urago, passasse proprio da quel reparto per verificare gli standard qualitativi del servizio. Il direttore ha riconosciuto il principe saudita ed ha mobilitato il servizio di sicurezza.
Al momento della cattura, Bin Laden si è complimentato con i militari ed attraverso un lungo proclama ha confessato, anzi ha rivendicato, gli attentati di New York, Madrid, Bali, Londra, nonché responsabilità nelle tangenti Global by Flight. Poi, ha chiesto di poter andare in bagno.
Due ore dopo il dottor Urago era già allo sportello dell’ufficio finanziario dell’FBI per riscuotere la taglia che pendeva sulla testa del terrorista e che nel 2007 il Senato americano aveva portato a 50 milioni di dollari.
“Ora possiamo costruire una grande squadra!” – ha dichiarato raggiante Marco Urago, che nei prossimi giorni raggiungerà Taranto per dare una svolta decisiva alla campagna acquisti della Palafiom Nati a Taranto.
“Coach Presta fino adesso si è mosso bene; dopo il bel colpo di Cristiana Zonca, ha ufficializzato l’acquisto di Simona Corallo. Ma non basta. Questi 50 milioni di dollari (31 milioni di euro) rappresentano un contributo che permetterà alla squadra un ulteriore rafforzamento. Solo che me ne occuperò direttamente io con l’aiuto del mio consulente di mercato di fiducia; prima di raggiungere Taranto fra due settimane, farò scalo in Sicilia, a Manfredonia e a Molfetta.”
Un plauso è giunto dal governo americano, dal rappresentante della NATO e dal primo ministro israeliano.
Gelo da coach Presta: “Farò in modo che il 22 luglio la campagna acquisti sia già finita.”
Ancora più pesante l’attacco del mullah Lospinuso: “Non soltanto Urago non ha dato risposte alla popolazione del distretto occidentale di Herat, che è ancora in attesa della postazione del 118; adesso sono anche stati gravemente calpestati i diritti degli ammalati, la cui privacy è stata violata al pari del diritto ad essere curati ed assistiti, a prescindere dal loro certificato penale. Farò un’interpellanza al presidente del Califfato.”
NOTE:
La foto di Bin Laden è tratta da www. repubblica.it, quella della Cittadella di Herat da http: //afghanpress.org.
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