Maxi-operazione contro il narcotraffico: bloccate tonnellate di eroina in viaggio verso l'Europa

E’ il più colossale sequestro di droga di tutti i tempi: tonnellate di eroina destinate ai mercati europei, italiani in particolare, sono state sequestrate dal Nucleo Antinarcotici della Polizia di Stato.
Al centro della delicata operazione un gruppo slegato dai tradizionali sodalizi criminali, ma pronto a fare concorrenza a mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona grazie ai propri terminali internazionali.
Herat-Taranto-Modica. Questo era l’asse lungo cui si sarebbe sviluppato lo smercio dell’eroina, ma erano già pronti canali di smistamento nella provincia orientale di Taranto (Fragagnano, Lizzano, Manduria), in Lombardia (Cremona) e in Nordeuropa (Stoccolma).

Un insospettabile medico italiano curava la fase della coltivazione e della raccolta direttamente in Afghanistan. Periodicamente l’eroina viaggiava verso Taranto dove veniva depositata e confezionata in un palazzetto dello sport nel rione Salinella. Un contatto dell’organizzazione di narcotrafficanti provvedeva al mercato siciliano utilizzando un deposito a Modica e ponendosi in posizione concorrenziale con i clan di Cosa Nostra.
Il responsabile del Nucleo Antinarcotici ha spiegato ai giornalisti i particolari dell’operazione denominata “Time-out” nel corso di una conferenza stampa: “E’ stato necessario ricorrere a strumenti di indagine molto sofisticati, nonché alla collaborazione delle polizie di stati esteri. Il clan di narcotrafficanti operava con grande determinazione, sfruttava contatti internazionali e faceva dell’apparente estraneità ai circuiti malavitosi tradizionali la propria arma micidiale. Con molta onestà dobbiamo riconoscere che ad aver avviato le indagini sono state, paradossalmente, confidenze provenienti da Cosa Nostra e dal cartello colombiano di Medellin, disposti a collaborare con noi pur di bloccare sul nascere un pericoloso concorrente nel mercato della droga.”

L’elemento in comune degli indagati è l’appartenenza, attuale o pregressa, ad una società sportiva, la Palafiom Taranto. Sembra che il narcotraffico fosse per loro uno strumento di autofinanziamento per le attività agonistiche. Ha colpito in proposito l’affermazione di un loro esponente al momento dell’arresto; dopo essersi complimentato con le forze dell’ordine, ha esclamato:
“Avete idea di quanto costi mantenere una squadra in B2...? Beh, io sì. E ne sa qualcosa pure il presidente dell’Eurobios. Infatti gli avevamo proposto di entrare nel giro, ma non ha voluto...”
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