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Al centro dell'Italia

di skanderbeg69 (23/07/2009 - 15:00)

Anche quest’estate rinnovo l’appello alle giocatrici di pallavolo tarantine che si trasferiscono in Abruzzo per studiare all’università di Chieti, dell’Aquila o di Teramo. Se volete proseguire l’attività agonistica vi suggeriamo una società sana, qualificata ed accogliente: l’Arabona Volley Manoppello.

Astenersi perditempo. Previste, nel corso del campionato, numerose gite a Roma e due pernottamenti in Sardegna. Per ulteriori informazioni o per contatti, fate riferimento a me.

L’occasione è gradita per salutare gli amici abruzzesi, con cui peraltro siamo ancora in debito.

Manoppello è il vero centro dell’Italia. Tre anni fa era la squadra più meridionale del proprio girone, due anni fa era la più settentrionale, adesso è la più orientale, dopo Pescara, visto che è sorprendentemente finita nel girone di Lazio e Sardegna (motivo per cui hanno la solidarietà del nostro staff). Credo che l’anno prossimo capiterà in un girone croato così sarà la squadra più occidentale, l’ultimo punto cardinale non ancora sperimentato...

E con questo possiamo dare un’occhiata alla composizione del girone G. Ci sono sette squadre pugliesi, sette campane e due lucane:

 

Palafiom Taranto

Leonessa Altamura

Star Volley Altamura

Acquaviva delle Fonti

Azzurra Molfetta

Oria

San Pietro Vernotico

 

AS Benevento

Accademia Benevento

Centro Ester Napoli

Arzano

Battipaglia

Sarno

Salerno

ASCI Potenza

Livi Potenza

 

L’ha presa in quel posto Sala Consilina, che scende nel girone calabro-siciliano, magnifico come contesto geografico (Palermo, Catania, Messina, Cefalù, Reggio Calabria), ma un po’ impegnativo come durata delle trasferte.

Colgo l’occasione, a questo proposito, per salutare anche i numerosi lettori che ci seguono dalla Sicilia, circostanza di cui sono venuto a conoscenza alcune settimane fa, mentre ammiravo estasiato le gesta di Mina Kim, e che naturalmente mi fa molto piacere. Grazie a tutti.

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Auguri, Armata Jonica!

di skanderbeg69 (22/07/2009 - 08:56)

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Auguri, Leone(ssa)

di skanderbeg69 (14/07/2009 - 06:40)

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Coming soon

di skanderbeg69 (06/07/2009 - 21:07)

      Sì, non è molto originale.

Un fumetto sul “ciarpame senza pudore” che caratterizza la recente condotta del capo del governo può apparire scontato e ridondante in questo periodo. Però gli spunti sono troppi e sono troppo ghiotti per non farne un motivo d’ispirazione, senza contare che chi vede il TG1 di Minzolini non ha praticamente mai sentito parlare delle mignotte che frequentano Villa Certosa, Palazzo Grazioli, le liste della Puglia prima di tutto, ecc., quindi è bene colmare questa lacuna informativa.

Un altro argomento avrebbe potuto essere lo sconvolgente livello d’inquinamento prodotto dall’ILVA (temo che sarà d’attualità anche l’estate prossima nonostante il recente D-Day, Diossina-Day, la scadenza del limite dei 2,5 nanogrammi) oppure l’invito a giocare in tournee in Afghanistan (avevo già preparato l’intera “sceneggiatura”, poi accantonata per ragioni di opportunità e di sicurezza, diciamo) o la crisi economica che ha ripercussioni anche nel volley o l’elezione di Barack Obama. Ma alla fine il richiamo del sexy-gate nostrano è stato irresistibile. Un’occasione del genere non capiterà più, spero.

Mi rendo conto che in questo modo il fumetto potrebbe urtare la sensibilità dei lettori di centrodestra, ma io sono convinto che si possa restare fedeli ai valori in cui si crede (e che io rispetto anche se sono diversi dai miei) riconoscendo anche gli errori degli uomini che ritengono di rappresentarli e che invece se ne dimostrano indegni. Berlusconi non è De Gaulle, non è la Thatcher, non vale neanche un’unghia di De Gasperi ed è una bestemmia soltanto accostarlo all’uomo di destra a cui questo fumetto sarà dedicato. Al massimo Berlusconi può essere paragonato a Niyazov, il megalomane despota del Turkmenistan.

Il primo ad offendere i valori della destra, secondo me, è proprio Berlusconi, che della destra è soltanto una caricatura se si pensa alla sua partecipazione al Family Day o al suo disegno di legge contro la prostituzione (da lui definita “grave emergenza”) tra “l’utilizzazione finale” di una escort e la mai chiarita frequentazione di una minorenne.

Allo stesso modo, anche D’Alema e l’assessore Tedesco sono una penosa e tragica caricatura dei valori della sinistra, ma loro sono individui troppo grigi e per un fumetto è più indicato un personaggio come Berlusconi.

       Bisogna anche dire che lo scorso anno, con la Sfida al drago rosso, il fumetto dell’estate ha voluto attirare l’attenzione sui crimini di una dittatura comunista. Diciamo che quest’anno c’è una compensazione. Un’ampia compensazione…

Ci tengo, infine, a precisare che non sono un tesserato della Palafiom Nati a Taranto Volley, ma solo un “tifoso privilegiato”: la società, il tecnico, le giocatrici, anche se rappresentati in questo fumetto, non ne sono in alcun modo responsabili e leggono le vignette per la prima volta insieme agli altri lettori. Le valutazioni politiche espresse nel fumetto, anche per mezzo di giocatrici, allenatori e tesserati della NAT o di altre squadre, non sono rappresentative delle posizioni degli stessi.

Sulla base dell’esperienza degli anni scorsi, riproporrei la procedura delle 5/6 vignette tutte insieme a distanza di 3/4 giorni piuttosto che una vignetta al giorno. Sono circa un centinaio; ci faranno compagnia fino ad agosto.

Per la fine dell’estate è difficile prevedere se e cosa sarà cambiato in politica; in ambito pallavolistico, invece, tutto è già cambiato e il fumetto nasce vecchio e superato dagli eventi. Col cavolo, però, che adesso mi metto a rifare un centinaio di vignette...

Buona lettura.

 

NOTE:

La foto di Silvio Berlusconi con Patrizia D’Addario è tratta da www.repubblica.it.

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Profughi tarantini invadono Montescaglioso

di skanderbeg69 (04/07/2009 - 14:43)

Sole alla valle, sole alla collina,

per le campagne non c’è più nessuno.

Addio, addio, amore, io vado via,

amara terra mia, amara e bella

(Domenico Modugno, Amara terra mia, 1974)

 

La crisi economica globale alimenta il dramma dell’emigrazione ed è il Mezzogiorno d’Italia a farne le spese. Come alla fine dell’Ottocento, masse di persone stanno lasciando le proprie terre in cerca di un futuro migliore.

Cos’è la Patria? La Patria è quella che dà il pane, sostenevano i nostri avi oltre un secolo fa. Ed è questa la speranza che anima anche un gruppo di tarantini che ha compiuto la propria scelta migratoria abbandonando terra e affetti per chiedere asilo, pane e lavoro alla vicina Montescaglioso.

Sono stati i racconti di alcuni concittadini ad aver sciolto gli ultimi dubbi del gruppo di profughi guidato da Marcello Presta. Montescaglioso è stata una terra promessa per molti nostri conoscenti, che qui hanno trovato ospitalità, bunker e panchine.

Si chiama PalaWojtyla la nuova Ellis Island dei nostri tempi. E’ qui che i nuovi migranti tarantini l’altro ieri sono stati internati temporaneamente per il disbrigo delle pratiche di asilo. Le procedure prevedono il controllo dei documenti, un’accurata visita medica e il cosiddetto test dell’alfabetismo.

Ci sono preoccupazioni circa il possibile impatto che potranno avere sulla popolazione locale queste immagini di gente povera e disperata, disposta a tutto pur di continuare a giocare a pallavolo.

“Tarantini di merda, non vi vogliamo!” – hanno gridato i montesi più xenofobi. “Ci tolgono il lavoro e portano malattie e delinquenza. Organizzeremo ronde per tutelare la nostre gente.”

Ma la Caritas locale, diretta da monsignor Di Grazio, ha lanciato un appello all’accoglienza e alla tolleranza: “Non maltrattare il forestiero e non l’opprimere perché anche voi foste stranieri in terra d’Egitto – dice l’Esodo. E’ sbagliato vedere negli immigrati soltanto un problema di ordine pubblico. Abbiamo il dovere di accogliere questi nostri fratelli con spirito di comunione e di solidarietà, guardando soprattutto alle ricchezze (spirituali, più che altro...) di cui essi sono portatori ed al contributo di competenze e di esperienza che metteranno a disposizione della nostra comunità.”

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Compagni di merende

di skanderbeg69 (03/07/2009 - 16:42)

Il trofeo Bin Laden, che somma tutte le sanzioni pecuniarie del girone G, è rimasto – come ricorderete - sub judice in attesa di conoscere l’entità della multa ad una società campana (la competenza passò alla Procura Federale). In cerca del provvedimento che ancora non ho trovato, mi sono imbattuto in un interessante comunicato della Commissione Giudicante Nazionale, il n. 50 del 3 giugno 2009.

Come è noto, la lettura di questi provvedimenti è uno dei miei hobbies principali e sono convinto che presto o tardi i comunicati saranno raccolti in un volume destinato a qualche premio letterario o sociologico. Più sociologico.

Dal comunicato n. 50 CGN apprendo che una tesserata umbra, Monica Zanoni, era stata deferita “per aver scritto per e-mail in modo pubblico giudizi o rilievi lesivi della reputazione dell’immagine e/o della dignità di altre persone e di organismi operanti nell’ambito sportivo”. La Zanoni aveva usato in queste e-mail espressioni come “dove andremo a finire con questo sistema mafioso” e “mi spiace leggere fra i nomi dei compagni di merende il nome di chi pensavo amico”.

Due considerazioni.

La prima è un dubbio: la pubblicazione on-line dei provvedimenti disciplinari quanto giova alle “parti lese” e quanto risulta afflittiva per il tesserato deferito? Indubbiamente non è la creazione della gogna mediatica il motivo per cui i provvedimenti vengono messi in rete; il vero motivo lo ignoro, ma penso che possa essere legato a ragioni di praticità e di immediatezza.

Nel caso concreto, però, si rischia di produrre uno strano effetto. Io che da Taranto non posso conoscere la Zanoni (deferita) e difficilmente avrò mai a che fare con la Federazione umbra (parte lesa), adesso ricorderò quella Federazione per essere stata associata a un sistema mafioso. Un’associazione che è sì costata tre mesi di squalifica a chi l’ha pronunciata, ma intanto questa accusa – attenzione: l’accusa, non il contenuto dell’accusa – per me resterà l’elemento peculiare di quella Federazione.

Allo stesso tempo, non si può neanche escludere che l’immagine pubblica della Zanoni abbia finito per trarre vantaggio dalla pubblicazione della squalifica. Istintivamente io tendo a farmi l’idea di una ragazza cazzuta che non si fa scrupolo di dire quello che pensa e di affrontare a muso duro i vertici della propria Federazione regionale, a cui le e-mail – se ho ben capito – erano pure dirette. D'altronde è la stessa Commissione a riconoscerle l'attenuante di aver agito "nell'interesse del buon andamento della Federazione umbra".

Seconda considerazione, la più interessante. La Commissione Giudicante Nazionale, un po’ come taluni tribunali e in particolare come la Corte di Cassazione, non si limita a disporre sanzioni, ma approfondisce aspetti di costume. Io sono affascinato da quelle sentenze secondo cui, ad esempio, il “vaffanculo” può non essere un’ingiuria in un determinato contesto (liti stradali, consiglio comunale), mentre “non capisci un cazzo” può configurarsi come ingiuria se la frase è pronunciata dal datore di lavoro ad un suo dipendente. C’è tutta una casistica in proposito ed è una casistica in continua evoluzione.

Nel caso specifico della Zanoni, la CGN si sofferma sull’evoluzione di un’espressione linguistica, “compagni di merende”, concludendo che non è da considerarsi offensiva.

Ricorderete che questa espressione è salita alla ribalta della cronaca in occasione del processo al mostro di Firenze. La utilizzò Mario Vanni per qualificare il proprio legame con l’imputato principale (poi assolto) Pietro Pacciani e – se non erro – anche con Giancarlo Lotti.

Compagni di merende. Qualcosa in più rispetto alla mera conoscenza, qualcosa in meno rispetto all’amicizia profonda. Certo, faceva un po’ sorridere questa espressione in bocca ad un terzetto di anziani visto che il rituale della merenda è abitualmente associato all’infanzia. Sta di fatto che da allora l’espressione “compagni di merende” è divenuta sempre più usata e popolare.

Dato l’esordio nel processo relativo ai delitti del più celebre serial-killer d’Italia, “compagni di merende” è stata usata per identificare per lo più gruppi dediti ad azioni illecite o comunque un legame di complicità.

Poi, però, ognuno ne ha fatto l’uso che ha voluto.

Suscitò un certo disagio un mio conoscente che, nel corso di una riunione con alcune autorità, volle evidenziare i buoni rapporti esistenti tra il proprio ed un altro ufficio e per farlo utilizzò proprio questa espressione: “Sì, siamo compagni di merende”… Il suo dirigente rischiò lo svenimento dopo essere sbiancato in volto.

Uno sbiancamento inutile perché adesso anche la Commissione Giudicante Nazionale osserva:

«Quanto invece alla frase “compagni di merende” essendo entrata a far parte del linguaggio comune anche in senso bonario e tipicamente ludico, pur rievocando tristi episodi di cronaca, ci sentiamo di aderire alla interpretazione della Procura che ha concluso per la sua inoffensività».

Tag: pallavolo,volley,sport

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