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Elogio del capello sciolto

di skanderbeg69 (02/06/2009 - 20:33)

Quando mi capita di incontrare le ragazze della Nati a Taranto “in borghese”, fuori dalla palestra, due cose mi colpiscono in particolare: l’altezza e i capelli.

In realtà si sa, si dovrebbe sapere che sono alte, ma durante le partite c’è una distorsione, un effetto ottico per cui tante ragazze alte messe insieme e staccate dal contesto finiscono con il sembrare normali.

Poi te le trovi di fronte e ti rendi conto che sono proprio gigantesche, anche quelle che in campo, accanto alle centrali, sembrano piccoline.

E poi i capelli.

Ce li hanno. E pure assai.

Durante le partite sono costrette a martoriare le chiome appiattendole sulle teste per evitare di esserne infastidite nelle fasi di gioco. Fuori dalla palestra diventano altre persone, i cui volti andrebbero bene per le foto da vetrine dei parrucchieri.

Come è noto, fu Ivana ad avvicinarmi all’allora Palafiom. Quando, però, entrai per la prima volta nel palazzetto e vidi le atlete riscaldarsi ebbi serie difficoltà ad inviduare la mia amica. Sembravano tanti cloni di Ivana. Perché? Essenzialmente perché i capelli raccolti cessavano di essere un elemento distintivo (secondariamente perché sono piuttosto bighìno).

Ho escluso un terzo elemento caratteristico delle pallavoliste, la bellezza, perché quella è ben visibile sia in campo che fuori dal campo.

Ma voglio tornare sui capelli.

Per anni ho pensato: perché li maltrattano così? I capelli sono un forte elemento di seduzione; anche per questo le donne islamiche morigerate li nascondono nei veli. Quanto sarebbe bello assistere ad una partita in cui le giocatrici mettono da parte fermagli ed elastici per sventolare le loro belle e vaporose chiome. Perché nessuna lo fa?

Quasi nessuna, in effetti.

Giusy D’Elia, la palleggiatrice del Molfetta, lo ha fatto, disputando alcuni incontri senza preoccuparsi di tenere i capelli agganciati alla testa. Si veda la foto sopra (che pubblico su cortesia dell’interessata).

Brava. E’ un esempio da imitare.

L’anno prossimo niente fermagli sui parquet. Chiome al vento per tutte.

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