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Vittoria in A2 con il San Vito dei Normanni

di skanderbeg69 (30/06/2009 - 15:37)

Sarà ancora la Puglia lo scenario delle prestazioni pallavolistiche di Vittoria Repice, ma non Taranto.

L’ottimo girone di ritorno della centrale calabrese non è passato inosservato e così la prima mossa di mercato per la stagione 2009-’10, per quello che ci riguarda, è una cessione: Vittoria giocherà a San Vito dei Normanni.

Le cessioni arrecano sempre tristezza sul piano personale, però bisogna essere altruisti: il passaggio dalla B2 alla A2 è un bel salto ed è soprattutto un motivo di gratificazione per la nostra Vittoria. Se Taranto ha contribuito al suo rilancio a questi livelli, credo che allora ci si possa rallegrare partecipando alla legittima soddisfazione dell’atleta.

In bocca al lupo, dunque, e ricordati di noi quando ribatterai sulla faccia dell’attaccante avversaria il tuo primo muro della prossima stagione…

P.S.: Originale la foto pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri...

 

NOTE:

(1) La foto è tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, 29 giugno 2009, pag. 34.

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Rio de Janeiro: l'Italia di Zonca conquista l'argento

di skanderbeg69 (29/06/2009 - 18:58)

E’ stata dura, ma alla fine le azzurre della Nazionale Militare sono riuscite a conquistare la medaglia d’argento ai Mondiali di Rio de Janeiro. A contendere questo prestigioso traguardo a Zonca e compagne, la Germania di Kristin Kasperski e Steffi Lehnmann, una formazione competitiva e ricca di fuoriclasse che, non a caso, aveva concluso in prima posizione il girone all’italiana di questo stesso torneo.

Le azzurre, però, non si sono lasciate impressionare dalle militari teutoniche ed hanno ottenuto la medaglia d’argento al meglio dei tre set (25-19, 25-17, 25-15), costringendo le avversarie ad accontentarsi dell’oro.

L’approccio alla gara non è stato dei migliori, ma poi, pian piano, l’Italia è riuscita ad aggiudicarsi la tanto ambita medaglia d’argento.

Le borse mondiali prevedono una crisi dei titoli auriferi adesso che la fase più difficile dell’economia globale sembra essere alle spalle – si sostiene negli ambienti azzurri.

Invece l’argento attraversa un momento interessante, che lo rende più apprezzabile dello stesso oro. A Wall Street le quotazioni sono in netto rialzo da due settimane. Cresce anche l’oro, è vero, ma si tratta di una bolla artificiale dovuta alle contingenze e destinata a scoppiare da un momento all’altro con gravi disagi per gli investitori.

Anche per questo Zonca e compagne hanno festeggiato tutta la notte mentre le giocatrici tedesche sono corse a rivendersi le medaglie da “Compro Oro”.

 

      L’inviato speciale:

Mi viene chiesto un qualificato commento tecnico su questi Mondiali Militari appena conclusi. Bene, facendo un bilancio complessivo, ho notato un livello tecnico decisamente molto buono. Mi hanno favorevolmente colpito le difese, le bande, un po’ meno i posti due, e la creatività di alcune palleggiatrici. Piuttosto scarso il rendimento delle centrali, ad eccezione della nazionale italiana.

Scontate le scelte tattiche. Brillante ma discontinuo il gioco della Grecia, molto fisico quello della Germania, senza infamia il livello delle altre formazioni.

Ma se c’è una squadra che ha saputo esprimere un volley di eccellenza, ricco di fantasia e di tecnica, questa squadra è proprio la nazionale italiana che, per me, è la vera vincitrice morale di questa competizione.

Purtroppo hanno pesato alcuni fattori, come decisioni arbitrali discutibili, allenamenti al buio, condizioni meteorologiche avverse, ma soprattutto ha pesato, in finale, la scelta speculativa di puntare sull’argento piuttosto che sull’oro, altrimenti il risultato sarebbe stato diverso.

La migliore giocatrice del torneo? Non ho dubbi: Cristiana Zonca!

Anderson Rodrigues

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Auguri, Silvia!

di skanderbeg69 (28/06/2009 - 08:23)

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E' finale!

di skanderbeg69 (26/06/2009 - 20:28)

Trascinata dalle bordate e dai muri di Cristiana Zonca, la Nazionale Militare ha superato anche l’ultimo ostacolo che la separava dalla finalissima.

Tre a zero al Canada, imbattibilità conservata e adesso le azzurre si preparano all’incontro che può valere la medaglia d’oro. Domenica sera, alle 22 (ora italiana) le soldatesse affronteranno nuovamente la Germania, vincitrice del match-spareggio contro la Grecia (3-0).

Questa è la classifica finale del girone: Germania 13, Italia 12, Grecia 10, Stati Uniti 7, Olanda 3, Canada 0.

“E’ un successo dello sport e delle forze armate italiane” – ha dichiarato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che domani mattina volerà a Rio de Janeiro per assistere alla finalissima di domenica utilizzando un vettore dell’Aeronautica Militare che al ritorno sarà riempito di ballerine di samba brasiliane destinate a Villa Certosa. “Non è un danno per l’erario – ha precisato il ministro – perché tanto l’aereo avrebbe viaggiato lo stesso, ma semivuoto. Tanto valeva riempirlo.”

La partita contro il Canada non ha avuto storia. Zonca e compagne hanno impresso subito il giusto ritmo alla gara e nel terzo set hanno sperimentato soluzioni tattiche alternative, lasciando rifiatare le fuoriclasse.

 

       L’inviato speciale:

Quello che mi ha colpito della Nazionale Militare vittoriosa ieri contro gli Stati Uniti è la capacità di reazione nei momenti difficili dell’incontro. Le azzurre di coach Milano mi ricordano il Brasile della World League 2003. C’era Giba, c’era Heller, c’ero io. Eravamo bravi tecnicamente, ma soprattutto avevamo un grande carattere ed una grande determinazione. Ricordo che subimmo un break di quattro punti dalla Serbia alla fine del quarto set, con Miljkovic che passava da tutte le parti. Sul 22-24 ci guardammo negli occhi e capimmo in quel momento che non avremmo sbagliato più nulla; fu Giba l’unico a parlare per darci la carica durante il time-out: “Passatele a me ché le metto tutte a terra!”

Ieri si è ripetuta la stessa scena. Sul 24-24 nel terzo set, in un momento delicatissimo della partita, ho percepito nettamente le parole della capitana Cristiana Zonca: “Mo amma a recuperà. Datemi una fast e m’ ‘a vegh’ ije. Non a uecchio, però; dammela bbuen’ e a chess’ ‘ngi fazz’ ‘u cul’ a taràlle…!”. Così si è espressa la centrale nel suo tipico dialetto piemontese.

E questo è l’atteggiamento mentale necessario per superare gli ostacoli in un evento sportivo. Io credo che quest’Italia potrà andare lontano perché hanno lo stesso carattere del Brasile 2003 ma in più vantano una tecnica molto migliore. Zonca e Guglielmino noi non ce le avevamo.

Anderson Rodrigues

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Zonca e Guglielmino super: quarta vittoria per l'Italia

di skanderbeg69 (25/06/2009 - 21:02)

Si registrano altri due brillanti successi della Nazionale Militare di pallavolo ai Mondiali di Rio de Janeiro e questa volta c’è stata anche una vittoria da tre punti.

L’Italia ha prima sconfitto per 3-0 l’Olanda in una partita imperiosa e poi gli Stati Uniti, pur con qualche sofferenza (3-2 il punteggio) e ricorrendo al terzo tie-break su quattro incontri.

Il terzo set, sul punteggio di un set pari, si è concluso ai vantaggi (26-24) e qui è esplosa tutta la classe di Cristiana che si è fatta carico di schiacciare gli ultimi cinque scottanti palloni.

Incassata la reazione delle yankees nel quarto parziale, le azzurre con le stellette hanno avuto la capacità di reagire con carattere e a questo punto sono l’unica squadra imbattuta del torneo.

Oltre alla rossoblu Cristiana Zonca (8 aces contro l’Olanda, 9 muri-punto contro gli USA), si è messa in evidenza Loriana Guglielmino, miglior realizzatrice dei due incontri con 13 e 34 punti.

La classifica vede al comando la Germania e la sorprendente Grecia; l’Italia segue ad una lunghezza.

Domani le azzurre sono attese da un incontro sulla carta abbordabile (Canada) mentre Germania e Grecia si affronteranno in uno scontro diretto; basterebbe, dunque, una vittoria piena per assicurarsi la finale.

Grecia e Germania 10, Italia 9, Stati Uniti 4, Olanda 3, Canada 0.

Da oggi l’ex-opposto della Prisma Taranto, Anderson Rodrigues, cura uno speciale diario da Rio de Janeiro.

 

     L’inviato speciale:

“Una centrale così nell’A1 italiana non l’abbiamo mai vista. Sono sicuro che se ci fosse stata Cristiana Zonca al posto di Felizardo due anni fa, la scalata del miglior Taranto della storia verso lo scudetto non si sarebbe arrestata. Purtroppo ci siamo dovuti accontentare del mio connazionale, che non tira e non mura come la piemontese dello Jonio.

Quello che ho visto ieri sera al Maracanazinho (accussì s’ chiàm’ ‘u palazzètt’…) non ha precedenti, non nella mia memoria almeno. Cristiana ha interpretato il ruolo di centrale in modo perfetto, murando quello che c’era da murare, fastando quello che c’era da fastare, servendo senza errori e mostrando un’intesa perfetta con la palleggiatrice.

Dal secondo set in poi le olandesi non si sono più affacciate oltre la rete, non dove vigilava la Zonca, almeno.

D’altra parte la riccioluta giocatrice piemontese proviene da una scuola eccezionale per questo ruolo, la Palafiom Taranto. L’immensa e insuperabile fuoriclasse Clara Clemente, l’implacabile Silvia Buso, l’agile Rossella Garaguso e più recentemente la furia Vittoria Repice sono nomi che da soli dicono tutto e che costituiscono una tradizione di straordinarie centrali affermatesi sul Golfo di Taranto. Ed è una tradizione destinata a continuare con Federica Litti e Bruna Clemente, i giovani gioielli della Tempesta.

Io dico soltanto questo: chi vuole imparare a giocare da centrale venga al Maracanazinho di Rio de Janeiro, guardi l’Italia e prenda appunti.”

Anderson Rodrigues

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Mondial volley

di skanderbeg69 (24/06/2009 - 14:23)

Pino Caputo non c’entra. Il riferimento “mondiale” è ai campionati militari di pallavolo che sono iniziati da un paio di giorni a Rio de Janeiro e che vedono impegnata anche la nostra Cristiana Zonca, capitana delle azzurre.

Nella partita d’esordio, la nazionale italiana ha spezzato le reni alla Grecia al termine di una maratona di due ore. La squadra ellenica ha vinto il primo set per 23-25, Zonca e compagne si sono assicurate il secondo e il terzo (25-18, 25-14), subendo però la reazione greca (15-25), che ha costretto le nostre soldatesse al tie-break, vinto piuttosto nettamente (15-9). In evidenza la schiacciatrice Maria Eugenia Grassi, top-scorer della gara con 26 punti.

Altri risultati: Germania-Stati Uniti 3-0, Olanda-Canada 3-0.

Nella seconda giornata di partite, la nazionale italiana ha ottenuto un prestigioso successo contro la Germania, “vendicando” la decisiva sconfitta dell’estate scorsa. Anche in questo caso è stato necessario ricorrere al tie-break, ma i parziali sono stati più incerti e combattuti come dimostrano i punteggi più alti (25-23, 21-25, 19-25, 25-19, 15-13). Strepitosa la prestazione di Cristiana Zonca, giudicata miglior giocatrice dell’incontro anche in ragione dei suoi 12 muri-punto.

Altri risultati: Grecia-Olanda 3-0, Stati Uniti-Canada 3-0.

Classifica: Italia, Grecia e Germania 4, Stati Uniti e Olanda 3, Canada 0.

E’ possibile seguire l’andamento della competizione sul sito http://www.30cismworldmilitaryvolleyball.com/ anche se dobbiamo deplorare una certa incompletezza delle informazioni relative alle atlete. Come si nota dalla schermata in basso, mancano alcuni dati.

Ma abbiamo provveduto noi a fornire le utili informazioni che non c’erano…

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NAT in A2! E il mercato decolla: prese Luraschi, Angeloni e Stam. Quasi fatta per Korotenko e Piccione. Si tratta per Pinedo

di skanderbeg69 (18/06/2009 - 16:37)

A meno di 48 ore dall’ufficializzazione dell’acquisto del titolo di serie A2 da una società lombarda, la Nati a Taranto Volley scopre le carte tenute gelosamente nascoste per settimane.

La palleggiatrice Katja Luraschi, l’opposto Rita Angeloni e la schiacciatrice olandese Debby Stam. Nell’arco di poche ore la campagna acquisti della Nati a Taranto ha prodotto tre grossi colpi ed è sostanzialmente quasi conclusa.

Dovrebbe arrivare nelle prossime ore anche la definizione di una quarta trattativa estera particolarmente interessante: la firma di Valeriya Korotenko, libero della nazionale azera, è temporaneamente bloccata da un cavillo con la federazione turca, un cavillo destinato ad essere agevolmente superato.

      Niente da fare, purtroppo, per Marianna Masoni, il “gioiello di famiglia” che avrebbe dovuto diventare, nelle intenzioni della società, il simbolo ed il fiore all’occhiello della squadra: una tarantina di prestigio, già nel Club Italia, in grado di guidare la squadra della propria città verso traguardi ambiziosi.

Ma Marianna si trova bene ad Urbino e non intende disattendere gli impegni presi, nonostante l’insistente corteggiamento della società di via Golfo di Taranto.

Coach Marcello ha trovato, comunque, il modo di consolarsi: proprio da Urbino arriva Katja Luraschi (23 anni), altra beniamina del tecnico jonico, ed il ruolo di opposto sarà occupato da una giocatrice estremamente interessante, Rita Angeloni (20 anni), ex Sassuolo.

“Ho conosciuto Katja nelle selezioni giovanili della nazionale. E’ una palleggiatrice fortissima ed in grado di interpretare alla perfezione il volley moderno.

L’ho vista giocare l’anno scorso a San Vito e poi in numerose videocassette. Purtroppo l’infortunio al polso sembrava grave al punto da comprometterne la carriera; Katja era rassegnata al ruolo di team-manager, ma l’ho convinta a non arrendersi e lei ha accettato questa sfida. Sono certo che la vincerà. Lei ha le carte in regola per tornare nel giro della nazionale maggiore.”

      In diagonale troverà l’opposto Rita Angeloni, una delle giocatrici italiane più promettenti (e più alte: 1,91). Cresciuta nella Virtus Roma, la Angeloni è stata bloccata da un infortunio proprio nella stagione che avrebbe dovuto segnare il suo ingresso nel grande volley nazionale. A Sassuolo, in pratica, non ha mai giocato e la società modenese ha deciso di cederla per un anno alla Nati a Taranto, dove avrà tempo e spazio per recuperare. Può occupare indifferentemente i ruoli di opposto e di schiacciatrice e proprio questa duttilità rappresenta un’arma in più per l’atleta romana. L’orientamento di coach Marcello è comunque quello di impiegarla in posto due.

“E’ uno dei più promettenti talenti in circolazione. Lo scorso anno ha avuto poco spazio a causa delle condizioni fisiche non ottimali; questo sarà l’anno del suo rilancio. Eccellente in tutti i fondamentali; di fatto non ha punti deboli. L’unica incognita è rappresentata dal ginocchio operato, ma l’ho vista allenarsi per una settimana e posso essere fiducioso.”

Dalla Russia e più precisamente dall’Universitet Belgorod arriva la nazionale olandese Debby Stam, 25 anni, 1,84 di altezza. E’ stabilmente nella selezione orange da cinque anni e per assicurarsela la NAT ha dovuto vincere la concorrenza di molti club italiani, anche di serie A1. La Stam – assicurano gli esperti – può essere la giocatrice in grado di fare la differenza in questa categoria e di colmare con il suo talento l’inesperienza della squadra jonica.

Come si accennava in apertura, è sostanzialmente concluso anche l’acquisto dell’azera Valeriya Korotenko (25 anni), il miglior libero degli Europei di Zagabria del 2005.

Stranamente snobbata dal mercato italiano, la Korotenko ha giocato a lungo nella squadra dell’Azerrail Baku prima di approdare al Fenerbahce, in Turchia.

La campagna acquisti ovviamente non è finita.

Ci sono pressioni sul Salerno per portare in riva allo Jonio Nunzia Campolo, ma la formazione campana difficilmente lascerà partire il martello napoletano.

Altrettanto insistente è il pressing della NAT sul San Vito dei Normanni. Il sogno di Trombetta di vedere Alessandra Piccione in maglia rossoblu sta finalmente per realizzarsi: la società brindisina dovrebbe cedere il forte martello, unitamente al coniuge, in cambio di una consistente contropartita economica.

Nella trattativa potrebbe inserirsi anche il prestito annuale della fuoriclasse argentina Georgina Pinedo. In tal caso, al San Vito andrebbero in via definitiva Mariella Clemente e Denise Portulano, due gioielli del vivaio della Tempesta di cui però coach Presta non vorrebbe privarsi in considerazione delle loro notevoli potenzialità. Si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni.

Sul fronte delle cessioni, Silvia Mastandrea trascorrerà un anno in prestito al Potenza mentre Alessandra Certa sarà la palleggiatrice dell’ambiziosa Orchidea Taranto, neopromossa in C.

Per concludere, la Nati a Taranto si sarebbe assicurata, in prestito, un’interessantissima Under 18 salentina, il cui cartellino è stato acquistato da una formazione di serie A1 pugliese.

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Auguri, dottor Formoso

di skanderbeg69 (15/06/2009 - 00:10)

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Il tempo dello sport

di skanderbeg69 (13/06/2009 - 13:21)

Il colonnello Gheddafi è in ritardo.

Alle 17 avrebbe dovuto incontrare una rappresentanza di parlamentari disposti ad ossequiare un sicuro dittatore e presunto ex-terrorista, ma costui alle 18.30 non si è ancora fatto vedere e allora il presidente della Camera, Gianfranco Fini, annuncia l’annullamento dell’incontro. Che diamine, il colonnello non ha manco mandato un sms per avvisare...

Nessuno può accusarmi di essere vicino al PDL, ma in questo caso Fini ha la mia approvazione e diventa un emblema della lotta al ritardo.

Sebbene possano esserci circostanze impreviste a giustificarli, i ritardi – a mio avviso – sono un atto di maleducazione verso cui in Italia c’è una tolleranza eccessiva. Non mi riferisco tanto e soltanto ai ritardi in incontri informali tra amici, ma soprattutto ai ritardi con cui iniziano riunioni, convegni, concerti.

      Il grande Eduardo De Filippo evidenziava in una sua commedia che “l’appuntamento si intende sempre una mezz’ora dopo”. [1]

Addirittura siamo rassegnati a considerare l’ora di ritardo una normalità nei concerti quando, secondo me, è un’aberrazione data la sua sistematicità. Certo, per preparare un palco, per accordare gli strumenti, per coordinare l’afflusso del pubblico, ecc., ci vuole tempo, ma visto che si sa che ci vuole tempo, non si può iniziare a lavorarci sopra prima, cacchio?!

E nella questione del rispetto delle puntualità, al sud – duole rilevarlo – abbiamo un grado di menefreghismo maggiore. Ricordo ancora con sorpresa una riunione di lavoro in Veneto nella quale i partecipanti iniziarono l’incontro stabilendo l’ora in cui la riunione stessa avrebbe dovuto terminare. Sbalorditivo. Da noi già è assai rispettare l’orario in cui una riunione deve iniziare; figuriamoci se si riesce a stabilire e a rispettare anche l’orario di conclusione...

Forse uno dei motivi per cui lo sport in Italia ha tanto successo sta nella certezza. In una società come quella italiana in cui gli orari, gli aspetti organizzativi, il funzionamento dei trasporti, gli esiti delle pratiche inviate alla pubblica amministrazione o anche le sentenze giudiziarie finiscono con il risultare macchinosi, lenti, ambigui, circondati dal sospetto, lo sport è uno dei pochi settori in cui la puntualità è rigorosa, le regole sono certe e i risultati sono immediati e trasparenti.

La partita deve iniziare alle 19 e alle 19 spaccate inizia; le regole essenziali sono abbastanza chiare e si imparano in fretta; quando la partita finisce, si sa chi ha vinto e chi ha perso. Si può subito festeggiare o ci si può intristire, senza dubbi, senza appelli e senza ricorsi, salvo rare eccezioni.

D’altra parte, tornando alla puntualità, ho scoperto che nella pallavolo per ogni minuto di ritardo c’è una multa di 2,00 euro.

Magari valesse la stessa regola, sotto forma di rimborso agli spettatori, anche per i concerti.

Mi chiedo, quindi: se è possibile rispettare sistematicamente e rigorosamente la puntualità nello sport, perché non si riesce a fare lo stesso anche in tutti gli altri ambiti?

 

NOTE:

(1) DE FILIPPO, E., Filumena Marturano, Atto III.

La foto di Gheddafi è tratta da www.repubblica.it; quella di De Filippo da http://en.wikipedia.org.

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Auguri, Ale! Auguri, Desi!

di skanderbeg69 (12/06/2009 - 07:30)

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Chiarito il mistero dei cerchi nel grano a Monteiasi

di skanderbeg69 (08/06/2009 - 21:21)

I cerchi misteriosi ritrovati in un campo di grano a Monteiasi non sono più un enigma.

La clamorosa scoperta e le straordinarie immagini del fenomeno hanno finito per oscurare finanche i risultati delle elezioni, attirando sul posto scienziati, ufologi e curiosi. Le ipotesi si sono sprecate: riti esoterici, formazioni elettromagnetiche, burla e soprattutto UFO. Come in altre parti del mondo, infatti, i cosiddetti crop circles sono solitamente associati alla fantasiosa quanto suggestiva ipotesi di un atterraggio extraterrestre.

     Nel caso di Monteiasi, poi, le piante di frumento erano tutte piegate in senso orario e le figure geometriche risultavano di proporzioni perfette.

La vicinanza degli impianti dell’Alenia, dove si costruiscono le fusoliere dei Boeing 787, ha ulteriormente incoraggiato i sostenitori dell’ipotesi secondo cui gli UFO sarebbero atterrati per una visita esplorativa volta a verificare lo stato dello sviluppo aerospaziale degli umani.

Fantasie?

No, questa volta si tratta di realtà: a Monteiasi sono davvero atterrati gli extraterrestri, che dunque hanno dato una prova definitiva e inconfutabile della loro esistenza.

Sono stati loro stessi a presentarsi alla Terra partecipando a Sport & Sport, la trasmissione di Fabrizio Cafaro e di Gianluca Catucci. In studio era presente anche una giocatrice della NAT Tempesta.

“Veniamo da Xobbuzk e siamo atterrati in questo pianeta per riprenderci Ida Taurisano” – hanno esordito i due extraterrestri ospiti del programma.

 “Mascherata da comune mortale, avevamo calato Ida in serie B2, poi però un infortunio ha compromesso il nostro esperimento. Siccome i ticket sanitari a Xobbuzk sono particolarmente onerosi, abbiamo atteso che Ida completasse la riabilitazione sulla Terra a spese del Tuglie. Ora può tornare con noi.”

Mentre Catucci cercava su Internet curiosità e statistiche relative agli inconsueti ospiti della trasmissione, Cafaro ha chiesto a questi ultimi un parere sulla Terra e sul campionato appena concluso.

“La terra è un pianeta strano; sembra che gli abitanti siano mossi da una sconcertante irrazionalità che impedisce loro di godere appieno della natura e dell’esistenza. Ci sono altre anomalie che non riusciamo a spiegarci: il senso di quel pezzo di stoffa che chiamate cravatta e che vi procura inutili fastidi, il motivo per cui qualcuno beve caffè decaffeinato, la ragione per cui certe donne se la tirano come se per loro fosse un sacrificio e non un piacere, l’esistenza o meno di un cervello nei dirigenti di quello che chiamate PD quando commentano le sconfitte come se fossero vittorie e quando portano un personaggio come Alberto Tedesco in Senato.

Il campionato di B2 appena concluso è stato molto seguito su Xobbuzk grazie a Jotv e questa passione è indubbiamente frutto dell’elevato livello tecnico di tutte le squadre. Crediamo che Trani abbia meritato la vittoria finale, ma siamo certi che con la nostra Ida il Tuglie avrebbe conteso il primato sino alla fine.

A noi è molto piaciuta anche la Nati a Taranto: ha espresso una grande pallavolo e le giocatrici sono molto carine. E’ certamente la nostra squadra preferita.

Ora scusate, ma abbiamo problemi di orario e poi ci scade il grattino della sosta.”

     Il congedo da Sport & Sport è risultato piuttosto movimentato. Uscendo dagli studi televisivi, i marziani hanno infatti rapito la giornalista Valeria D’Autilia.

“Ci serve per alcuni esperimenti sulla riproduzione mista xobbuzkiani-terrestri – hanno fatto sapere gli extraterrestri - e inoltre dobbiamo vendicare lo sgarro fatto alla nostra squadra del cuore. La riporteremo sulla Terra soltanto dopo che Cafaro avrà assistito realmente ad una partita della Nati a Taranto. L’aveva promesso nella penultima puntata, ma poi nessuno l’ha visto al Palafiom. La D’Autilia, invece, l’anno scorso al Maria Pia ci veniva ogni tanto.”

 

NOTE:

La prima foto è tratta da http://en.wikipedia.org e si riferisce ad un terreno in Svizzera; la seconda foto è tratta da www.lagazzettadelmezzogiorno.it.

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Sì, Berlusconi ha una figlia segreta

di skanderbeg69 (05/06/2009 - 16:32)

Molti l’hanno sospettato: e se Noemi fosse la figlia piuttosto che la non-si-capisce-che-cosa di Silvio Berlusconi? Quel “papi” con cui la ragazza napoletana si rivolge affettuosamente al presidente del Consiglio appare un po’ ambiguo.

Ma no, Noemi non è la figlia segreta di Berlusconi.

Eppure una figlia segreta Berlusconi ce l’ha e noi l’abbiamo trovata.

Ha 16 anni, vive a Taranto, studia e gioca a pallavolo. Ed è lei la vera ragione del divorzio tra il capo del governo e Veronica Lario.

E’ stato un giornale britannico, The Guardian, a scovarla dopo aver raccolto un’indiscrezione direttamente dall’avvocato David Mills. Il silenzio per cui costui è stato pagato con 600mila dollari non riguardava, dunque, la corruzione e i fondi neri, bensì un segreto ancora più imbarazzante per Silvio Berlusconi: una figlia mai riconosciuta.

Robert Edwards, l’inviato del Guardian, è riuscito a rintracciare la ragazza ed a convincerla a fare l’esame del DNA, comparandolo con quello del presidente del Consiglio (lo stesso giornalista, durante il convegno di Confindustria, aveva raccolto dalla spazzatura lo Scottex con il fondotinta del premier). Le analisi non lasciano dubbi: Berlusconi e Jennifer (nome di fantasia) sono padre e figlia.

Già, ma chi è la madre?

La madre sarebbe C.Z., una pallavolista piemontese con cui Berlusconi ebbe una breve relazione nei primi mesi del 1992.

Il frutto del peccato sarebbe stato abbandonato dentro un cestino porta-palloni Molten e pietosamente raccolto da un bambino di Taranto che all’epoca giocava a minivolley  e che oggi è un affermato pallavolista in serie B. “Possiamo tenerla?” avrebbe detto il piccino rientrando a casa; la famiglia acconsentì, allevando la creatura come una figlia.

Jennifer, rincorsa dal giornalista all’uscita da scuola, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Ma al suo posto ha parlato l’allenatore della piccina, Marcello Presta: “Jennifer è la figlia di Berlusconi, senza dubbio alcuno. Adesso il presidente del Consiglio deve assumersi le proprie responsabilità.

L’ufficio legale della Nati a Taranto Volley ha già notificato una richiesta per ottenere gli alimenti: abbiamo quantificato in 2 milioni di euri l’assegno mensile che spetterà alla bambina dal giugno 2009 in poi e in 400 milioni l’importo degli arretrati. Inoltre a Jennifer spetta la villa in Costa Smeralda, una rete Fininvest, mezzo Kakà e beni immobili per un valore di due miliardi di euri.

Finché non diventerà maggiorenne, ovviamente, amministreremo noi questo patrimonio. Se vuole, Berlusconi è invitato al compleanno della ragazza il 12 giugno prossimo al Siddharta. Ma se non viene, è meglio.”

La questione del mantenimento, però, non è così semplice. I genitori “adottivi” della ragazza hanno reclamato la propria parte ed anche il tecnico della Tempesta, Davide Monopoli, è intervenuto per battere cassa: “Jennifer – ha detto il coach - è anche una giocatrice della Tempesta; Presta non può pretendere di papparsi tutta la torta. A noi spetta metà della quota degli alimenti e metà del patrimonio. Siamo pronti a dare battaglia in tribunale.”

Scontato, a questo punto, il soprannome attribuito alla figlia segreta del premier: “Riccioli... d’oro”.

 

NOTE:

I contenuti di questo post sono evidentemente falsi e rispondono ad esigenze di satira. E’ processualmente vero soltanto il fatto che David Mills sia stato condannato per aver ricevuto 600mila dollari in cambio della falsa testimonianza nei processi per corruzione e fondi neri.

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Elogio del capello sciolto

di skanderbeg69 (02/06/2009 - 20:33)

Quando mi capita di incontrare le ragazze della Nati a Taranto “in borghese”, fuori dalla palestra, due cose mi colpiscono in particolare: l’altezza e i capelli.

In realtà si sa, si dovrebbe sapere che sono alte, ma durante le partite c’è una distorsione, un effetto ottico per cui tante ragazze alte messe insieme e staccate dal contesto finiscono con il sembrare normali.

Poi te le trovi di fronte e ti rendi conto che sono proprio gigantesche, anche quelle che in campo, accanto alle centrali, sembrano piccoline.

E poi i capelli.

Ce li hanno. E pure assai.

Durante le partite sono costrette a martoriare le chiome appiattendole sulle teste per evitare di esserne infastidite nelle fasi di gioco. Fuori dalla palestra diventano altre persone, i cui volti andrebbero bene per le foto da vetrine dei parrucchieri.

Come è noto, fu Ivana ad avvicinarmi all’allora Palafiom. Quando, però, entrai per la prima volta nel palazzetto e vidi le atlete riscaldarsi ebbi serie difficoltà ad inviduare la mia amica. Sembravano tanti cloni di Ivana. Perché? Essenzialmente perché i capelli raccolti cessavano di essere un elemento distintivo (secondariamente perché sono piuttosto bighìno).

Ho escluso un terzo elemento caratteristico delle pallavoliste, la bellezza, perché quella è ben visibile sia in campo che fuori dal campo.

Ma voglio tornare sui capelli.

Per anni ho pensato: perché li maltrattano così? I capelli sono un forte elemento di seduzione; anche per questo le donne islamiche morigerate li nascondono nei veli. Quanto sarebbe bello assistere ad una partita in cui le giocatrici mettono da parte fermagli ed elastici per sventolare le loro belle e vaporose chiome. Perché nessuna lo fa?

Quasi nessuna, in effetti.

Giusy D’Elia, la palleggiatrice del Molfetta, lo ha fatto, disputando alcuni incontri senza preoccuparsi di tenere i capelli agganciati alla testa. Si veda la foto sopra (che pubblico su cortesia dell’interessata).

Brava. E’ un esempio da imitare.

L’anno prossimo niente fermagli sui parquet. Chiome al vento per tutte.

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Auguri, Vittoria

di skanderbeg69 (01/06/2009 - 07:15)

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