Sebbene sub judice, il trofeo Bin Laden è assegnato al Matera

Dagli smarties agli sputi.
Può sintetizzarsi con questa formula l’evoluzione del trofeo Bin Laden. Anzi, l’involuzione perché indubbiamente gli smarties colorati erano più simpatici della saliva.
In realtà il primato della squadra lucana è al momento sub judice; non è ancora nota, infatti, la decisione della Federazione in merito all’aggressione agli arbitri che sarebbe stata posta in essere da un dirigente dell’Autoluna Salerno nella penultima giornata. Se la sanzione pecuniaria dovesse superare i 1.250 euri, il trofeo si trasferirebbe in Campania; in caso contrario, la vittoria del Matera sarebbe confermata. Prosegue, quindi, il duello tra le due formazioni che ha vivacizzato il finale di campionato.
Riepiloghiamo la classifica finale: Matera 1.330,00 euri; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.
A questo punto è bene ricordare la madre di tutte le multe, la sanzione da 1.150,00 euri in una botta sola, inflitta al Matera dopo la 13^ giornata:
“Multa di euro 1.150 per aver i propri sostenitori reiteratamente offeso il 1° arbitro e le atlete del sodalizio ospite, nonché per aver ripetutamente minacciato il direttore di gara nonché, infine, per aver lanciato sputi nei confronti di quest’ultimo il quale veniva colpito in una occasione dagli stessi, parzialmente recidiva.”
Aggregando gli importi per regioni: Puglia 2.305,00; Basilicata 2.155,00; Campania 1.260.
C’è da dire, però, che la Puglia schierava ben sei formazioni, il doppio delle lucane.
Significativo, invece, il dato relativo alla Campania, che lo scorso anno aveva fatto la parte del leone grazie agli exploit di Scafati e Centro Ester (tornata in B2; auguri!). Proprio la Tekla si è rivelata una delle formazioni più corrette della stagione, anche se c’è stata una vistosa inversione di tendenza rispetto alla condotta delle atlete (tranquillissime l’anno scorso; soggette a diversi provvedimenti nel campionato appena concluso).

Importante notare come Trani sia risultata l’unica squadra completamente immune da multe pecuniarie (campioni di stile oltre che di bravura, dunque).
Passiamo, adesso, ai provvedimenti a carico dei tesserati.
Ancora una volta c’è una prevalenza di dirigenti e tecnici (56%) sulle atlete (44%). La classifica è la seguente:
Montescaglioso e Nojaturi 6; Molfetta, Scafati, Aversa e Tuglie 5; Matera e Salerno 4; Sarno 3; Benevento, Taranto e Battipaglia 2; Trani 1; Ostuni, Potenza e Sala Consilina 0.
Il più sanzionato è coach Moramarco del Nojaturi con 3 provvedimenti (un’ammozione e due squalifiche); seguono a quota 2 Di Grazio e Cianflone (Montescaglioso), Giancaspro e Matera (Molfetta), Giuliani e A.E.Villani (Scafati), Greco (Tuglie), Scialacomo (Salerno) e Loparco (Sarno).

Un solo provvedimento per Oliva e Piscopo (Montescaglioso), Dipierro, Iacovazzi e Catucci (Nojaturi), Sasso (Molfetta), Giogli (Scafati), Bifulco, Pelosi, Luisi, Battiniello e Ianniello (Aversa), Scanferlato, Casalino e Ria (Tuglie), Mero, Santangelo, Galtieri e Frangione (Matera), Vitolo e Castillo (Salerno), Familio (Sarno), Leonardo e Agozzino (Benevento), Clemente e Tinelli (Taranto), Minutoli e Lombardo (Battipaglia), Annese (Trani).
Quest’ultima sostiene che anche una compagna di squadra sarebbe stata ammonita, ma a me non risulta.
Curiosità: entrambe le ammozioni della Nati a Taranto sono state irrogate nel corso delle partite contro il Tuglie: Clara all’andata, Sonia al ritorno.
Tra le giocatrici noto un’insolita prevalenza di capitane, che dovrebbero essere le più responsabili, ma forse il fenomeno si spiega col fatto che le capitane rappresentano agli arbitri il dissenso dell’intera squadra e dunque sono più esposte alle ammonizioni per proteste quando agli arbitri girano le palle. E’ un’ipotesi.

Ricordo che i provvedimenti in Coppa Italia, ai play-off o in occasione di incontri di altri campionati non valgono ai fini del conteggio (non figura, dunque, la squalifica a coach Marcello maturata, in veste di spettatore, nel corso di una partita di serie D).
Il trofeo Bin Laden è stato consegnato nel corso di una toccante cerimonia in piazza Vittorio Veneto. A ritirare la coppa il dirigente Modesto Incarbona (in realtà un galantuomo che – precisiamolo - non c’entra nulla con gli episodi che hanno determinato l’assegnazione del premio).
Per ragioni di sicurezza Osama Bin Laden non ha potuto presenziare alla cerimonia, ma ha diffuso un video che è stato trasmesso da un maxi-schermo. Al suo posto ed in sua vece, l’ex-presidente della Palafiom ed attuale medico personale dello sceicco, Marco Al-Urago, persona che rappresenta un significativo punto d’incontro tra l’Afghanistan e Matera, tra mondo arbitrale e società pallavolistiche.
Questo il messaggio di Bin Laden:
“Saluto le autorità presenti, la FIPAV e i cittadini di Matera. Desidero rivolgere i miei complimenti alla Time Volley per la vittoria nel trofeo a me intitolato oltre che per la promozione in serie B1. Purtroppo mi è stato sconsigliato di venire personalmente a consegnare il premio, ma desidero esprimere le mie felicitazioni attraverso questo video.
La guerra santa contro l’imperialismo continua senza sosta. Se gli infedeli fermeranno le nostre bombe, noi useremo i loro aerei; se fermeranno gli aerei, useremo gli smarties; se fermeranno gli smarties, useremo gli sputi.
Un abbraccio a tutti. Tante belle cose.”





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