Fuoco amico

Quando ho visto il furgone dell’esercito parcheggiato nel cortile del Palafiom ho pensato che il momento era giunto. A quasi 30 anni dal misterioso golpe Borghese, ecco un golpe che pone fine all’esperienza democratica della nostra Repubblica. Non solo Veronica Lario; anche le Forze Armate evidentemente non ce l’hanno fatta più ed hanno deciso di passare all’azione.
O magari si tratta semplicemente di ribaltare i destini del campionato di pallavolo a tre giorni dalla sua conclusione democratica. Se non siamo entrati nella zona play-off con le buone, ci entreremo con l’uso della forza.

Immagino colonne di carri armati che stanno attraversando l’Italia, dirette anche verso il PalaVestuti, il PalaSassi e il PalaAssi per instaurare la legge marziale e ribaltare la classifica. Fra un po’ ascolteremo un messaggio a reti unificate del presidente Vincenzo Lupo: “Italiani, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo; la classifica che dopo 29 giornate avrebbe determinato il successo di Trani, Salerno e Matera ha cessato di esistere. Nel riconsegnare nelle mani della Nati a Taranto la vittoria e la promozione in B1, le forze armate possono assicurarvi che gli avversari più pericolosi sono stati resi inoffensivi. Viva Taranto! Viva l’Italia!”

Mi sono fatto troppi film a colori; la realtà è molto più semplice. Il furgone delle Forze Armate ha condotto al Palafiom la Nazionale Militare di pallavolo per una partita amichevole contro le rossoblu. Credo che sia la prima volta nella nostra storia che ospitiamo una selezione nazionale. Ed è una nazionale pregiata, fresca reduce dalla medaglia di bronzo dei Mondiali in Germania l’estate scorsa.
Cristiana Zonca ne è la capitana; quindi gioca con loro. Traditrice...!
C’è anche il volto noto di Rosy Corigliano, ex San Giorgio ed ex Tempesta. Quant’è alta! Ma non ci sono limiti di statura per eccesso quando ci si sottopone alla visita militare?

L’incontro è gradevole, anche se ogni pallone giocato da Cristiana è inevitabilmente oggetto di commenti da parte delle compagne tradite: commenti minacciosi e vendicativi se fa punto; commenti sarcastici ed irridenti se sbaglia qualcosa.
Sono curioso: come si comporteranno in campo le soldatesse? Sono donne o caporali? In altre parole, la divisa che indossano impone loro un contegno diverso rispetto a quello delle atlete “civili”? Devono fare il saluto militare invece della stretta di mano al terzo tempo? Devono mettersi sull’attenti per ascoltare il loro coach durante i time-out? E quelle del coach sono indicazioni tecniche o sono ordini? Possono protestare con l’arbitro? Possono usare le armi per difendere i sacri confini del campo? Lo stato di guerra dev’essere dichiarato dal presidente della Repubblica, su mandato del Parlamento, oppure può essere deciso dall’allenatore? Le giocatrici possono dire parolacce?

Proprio riguardo all’ultimo quesito, la risposta non tarda ad arrivare. Sì, possono dire parolacce; anzi sembra che debbano dirle quando la ricezione commette un errore (ne ho sentite 3 che iniziano con la emme, 2 delle quali pronunciate dalla capitana, ed una che inizia con la vi).
Nel complesso, comunque, è una squadra molto corretta, misurata ed anche simpatica.
A non conoscere mezze misure, neanche in amichevole, è Vittoria: grintosa e aggressiva come negli incontri ufficiali. Bello il pallone appoggiato all’angolino in bagher.

Due punti curiosi li realizza anche la Nazionale Militare: un appoggio del libero ed un attacco di Rosy con la palla che percorre in bilico due metri di nastro e poi atterra nel nostro campo. “E’ tutta classe!” afferma la panchina con le stellette, anche se poi l’opposto indica da sola la parte del corpo che meglio definisce questo tipo di punto.
Parziali: 25-22 il primo set; 25-12 il secondo.
Durante il secondo set Loriana Guglielmino, la centrale bruna della Nazionale, esprime un certo sconforto con sguardi molto eloquenti.

Molto interessante la ragazza, bisogna dire; speriamo che sia della Marina così c’è qualche speranza che ripassi da queste parti. Proprio il suo servizio efficace, fra l’altro, trascina le militari alla rimonta nel terzo parziale: da 13-8 a 13-16.
Anche Cristiana contribuisce alla riscossa e per questo il segnapunti, quello scostumato, le rivolge brutti gesti di nascosto.
Come reagire allo svantaggio? Simona Leone, dalla panchina, elabora una strategia centrata sulle armi chimiche, ma non quelle di cui si è parlato la settimana scorsa.

Tuttavia è costretta a rinunciarvi perché sarebbe una strategia contraria al Protocollo di Ginevra.
Le ospiti vincono il terzo set con il punteggio di 18-25.
Molto equilibrato il quarto: partono bene le militari (4-9), ma la NAT recupera (9-9) anche grazie ad una Désirée particolarmente determinata. Sull’ 11-13 c’è un ace-culo, aiutato dal nastro, di Cristiana. Che esulta pure...!
Michela, intanto, conferma di essere in grado di saper giocare efficacemente con i piedi oltre che con le mani.

Raggiunta la parità sul 16-16, le rossoblu passano in vanteggio, contengono la rimonta ospite sulla linea del Piave e chiudono il parziale sul 25-23.
Per quello che ci riguarda, appuntamento a sabato per l’ultima partita di campionato.
Alla Nazionale Militare, in questo periodo di stanza a Gioia del Colle, in bocca al lupo per i prossimi Mondiali in Brasile. Vi seguiremo con affetto.





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