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Sebbene sub judice, il trofeo Bin Laden è assegnato al Matera

di skanderbeg69 (30/05/2009 - 11:19)

Dagli smarties agli sputi.

Può sintetizzarsi con questa formula l’evoluzione del trofeo Bin Laden. Anzi, l’involuzione perché indubbiamente gli smarties colorati erano più simpatici della saliva.

In realtà il primato della squadra lucana è al momento sub judice; non è ancora nota, infatti, la decisione della Federazione in merito all’aggressione agli arbitri che sarebbe stata posta in essere da un dirigente dell’Autoluna Salerno nella penultima giornata. Se la sanzione pecuniaria dovesse superare i 1.250 euri, il trofeo si trasferirebbe in Campania; in caso contrario, la vittoria del Matera sarebbe confermata. Prosegue, quindi, il duello tra le due formazioni che ha vivacizzato il finale di campionato.

Riepiloghiamo la classifica finale: Matera 1.330,00 euri; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

     A questo punto è bene ricordare la madre di tutte le multe, la sanzione da 1.150,00 euri in una botta sola, inflitta al Matera dopo la 13^ giornata:
“Multa di euro 1.150 per aver i propri sostenitori reiteratamente offeso il 1° arbitro e le atlete del sodalizio ospite, nonché per aver ripetutamente minacciato il direttore di gara nonché, infine, per aver lanciato sputi nei confronti di quest’ultimo il quale veniva colpito in una occasione dagli stessi, parzialmente recidiva.”

Aggregando gli importi per regioni: Puglia 2.305,00; Basilicata 2.155,00; Campania 1.260.

C’è da dire, però, che la Puglia schierava ben sei formazioni, il doppio delle lucane.

Significativo, invece, il dato relativo alla Campania, che lo scorso anno aveva fatto la parte del leone grazie agli exploit di Scafati e Centro Ester (tornata in B2; auguri!). Proprio la Tekla si è rivelata una delle formazioni più corrette della stagione, anche se c’è stata una vistosa inversione di tendenza rispetto alla condotta delle atlete (tranquillissime l’anno scorso; soggette a diversi provvedimenti nel campionato appena concluso).

Importante notare come Trani sia risultata l’unica squadra completamente immune da multe pecuniarie (campioni di stile oltre che di bravura, dunque).

Passiamo, adesso, ai provvedimenti a carico dei tesserati.

Ancora una volta c’è una prevalenza di dirigenti e tecnici (56%) sulle atlete (44%). La classifica è la seguente:

Montescaglioso e Nojaturi 6; Molfetta, Scafati, Aversa e Tuglie 5; Matera e Salerno 4; Sarno 3; Benevento, Taranto e Battipaglia 2; Trani 1; Ostuni, Potenza e Sala Consilina 0.

Il più sanzionato è coach Moramarco del Nojaturi con 3 provvedimenti (un’ammozione e due squalifiche); seguono a quota 2 Di Grazio e Cianflone (Montescaglioso), Giancaspro e Matera (Molfetta), Giuliani e A.E.Villani (Scafati), Greco (Tuglie), Scialacomo (Salerno) e Loparco (Sarno).

Un solo provvedimento per Oliva e Piscopo (Montescaglioso), Dipierro, Iacovazzi e Catucci (Nojaturi), Sasso (Molfetta), Giogli (Scafati), Bifulco, Pelosi, Luisi, Battiniello e Ianniello (Aversa), Scanferlato, Casalino e Ria (Tuglie), Mero, Santangelo, Galtieri e Frangione (Matera), Vitolo e Castillo (Salerno), Familio (Sarno), Leonardo e Agozzino (Benevento), Clemente e Tinelli (Taranto), Minutoli e Lombardo (Battipaglia), Annese (Trani).

Quest’ultima sostiene che anche una compagna di squadra sarebbe stata ammonita, ma a me non risulta.

Curiosità: entrambe le ammozioni della Nati a Taranto sono state irrogate nel corso delle partite contro il Tuglie: Clara all’andata, Sonia al ritorno.

Tra le giocatrici noto un’insolita prevalenza di capitane, che dovrebbero essere le più responsabili, ma forse il fenomeno si spiega col fatto che le capitane rappresentano agli arbitri il dissenso dell’intera squadra e dunque sono più esposte alle ammonizioni per proteste quando agli arbitri girano le palle. E’ un’ipotesi.

Ricordo che i provvedimenti in Coppa Italia, ai play-off o in occasione di incontri di altri campionati non valgono ai fini del conteggio (non figura, dunque, la squalifica a coach Marcello maturata, in veste di spettatore, nel corso di una partita di serie D).

Il trofeo Bin Laden è stato consegnato nel corso di una toccante cerimonia in piazza Vittorio Veneto. A ritirare la coppa il dirigente Modesto Incarbona (in realtà un galantuomo che – precisiamolo - non c’entra nulla con gli episodi che hanno determinato l’assegnazione del premio).

Per ragioni di sicurezza Osama Bin Laden non ha potuto presenziare alla cerimonia, ma ha diffuso un video che è stato trasmesso da un maxi-schermo. Al suo posto ed in sua vece, l’ex-presidente della Palafiom ed attuale medico personale dello sceicco, Marco Al-Urago, persona che rappresenta un significativo punto d’incontro tra l’Afghanistan e Matera, tra mondo arbitrale e società pallavolistiche.

Questo il messaggio di Bin Laden:

     “Saluto le autorità presenti, la FIPAV e i cittadini di Matera. Desidero rivolgere i miei complimenti alla Time Volley per la vittoria nel trofeo a me intitolato oltre che per la promozione in serie B1. Purtroppo mi è stato sconsigliato di venire personalmente a consegnare il premio, ma desidero esprimere le mie felicitazioni attraverso questo video.

La guerra santa contro l’imperialismo continua senza sosta. Se gli infedeli fermeranno le nostre bombe, noi useremo i loro aerei; se fermeranno gli aerei, useremo gli smarties; se fermeranno gli smarties, useremo gli sputi.

Un abbraccio a tutti. Tante belle cose.”

Tag: pallavolo,volley,sport,matera

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I grandi quesiti dell'umanità - 24

di skanderbeg69 (29/05/2009 - 15:22)

El miedo escenico...

L’espressione è piaciuta.

L’ha usata il sito VCOAzzurratv (per VCO si intende Verbano-Cusio-Ossola) per indicare il caloroso e rumoroso tifo tranese in occasione della Final Four di Coppa Italia di B2 tra la Primadonna e l’Ornavasso. Il pubblico locale – scrive il sito - “incita le proprie beniamine con un grande miedo escenico”.

 La società piemontese ha poi additato la tifoseria adriatica quale esempio da imitare per trasmettere energia alla propria squadra.

      La cosa è stata apprezzata dall’Aquila Azzurra, che, nel riferire queste considerazioni, ha anche ripreso l’esotica espressione utilizzata dall’Ornavasso: miedo escenico.

E’ bella, in effetti.

Solo – mi sono chiesto – che cacchio vuol dire miedo escenico…?!

Da una ricerca sommaria, el miedo escenico potrebbe essere “la paura del palcoscenico”, ossia – in ambito sportivo - la soggezione provocata nei giocatori da un pubblico particolarmente appassionato.

Ma non sono proprio sicuro.

Ci sono precisazioni o approfondimenti?

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E Skanderblog finisce su un libro

di skanderbeg69 (27/05/2009 - 13:54)

      Non ci volevo credere.

E tuttora stento a crederci.

Ma è vero; è tutto vero. Abituato a citare saggi e libri di narrativa su questo sito, mai mi sarei aspettato che un giorno sarebbe successo il contrario e cioè che fosse questo umile blog ad essere citato su un libro, un libro vero.

Eppure è successo.

Poche settimane fa è stato pubblicato per le Edizioni Ambiente un libro-inchiesta del giornalista Carlo Vulpio intitolato La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa.

Il territorio più inquinato d’Europa ovviamente è Taranto e Carlo Vulpio non è un giornalistello locale qualunque, uno di quelli che vanno in Spagna a decantare i rigassificatori di Gas Natural scrivendo sotto dettatura.

Vulpio ha lavorato per il Corriere della Sera e si è occupato anche di inchieste come Why Not e Toghe lucane. Con Roba Nostra ha vinto il premio Rosario Livatino 2009.

La città delle nuvole, significativamente dedicato ai bambini di Taranto, descrive la drammatica situazione ambientale della nostra città, ne elenca le vittime, ricerca le responsabilità e le connivenze.

Poi, a pagina 155, la sorpresa:

Su Internet, un misterioso blogger denominatosi Skanderbeg (come l’eroe popolare albanese del XV secolo, che aveva respinto l’avanzata degli Ottomani anche dopo la caduta definitiva di Costantinopoli) costruisce una notizia falsa che fa il giro del mondo e viene considerata vera, se non altro perché molto verosimile.

Dice Skanderbeg che Chernobyl, su iniziativa del suo sindaco, ha deciso di ospitare duecento bambini di Taranto, le cui famiglie hanno già aderito al progetto, poiché “non vuole restare indifferente di fronte al disagio di una delle aree più inquinate del mondo”.

La “bufala” è ben confezionata e resiste parecchio come vera “corrispondenza” giornalistica da Kiev. Vale la pena di riportarne qualche passo.

E a questo punto Carlo Vulpio riporta stralci del post del 13 novembre scorso.

Quello che l’autore non sa e non può sapere perché non mi conosce è che sono intervenuto sulla stampa locale anche nella vicenda SIAE-Società Operaia, che viene citata nella pagina successiva del suo libro.

Nel settembre del 2006 la Società Operaia di Martina Franca fu multata da uno zelante funzionario della SIAE perché nel corso della festa di congedo i bambini bielorussi ospitati d’estate in Valle d’Itria osarono cantare canzoni come Viva la gente senza aver corrisposto i relativi diritti d’autore alla SIAE...

Tutto incredibilmente e terribilmente vero.

All’epoca scrissi una lettera sarcastica che fu pubblicata sull’edizione pugliese di Repubblica e conservo ancora l’imbarazzata risposta della Direzione Generale della SIAE di Roma.

Tornando al nostro post sui bambini di Taranto che vanno a Chernobyl per respirare aria più pulita, credo che la citazione su un libro, su un libro come quello (scritto da una razza di giornalisti che a Taranto è estinta da tempo o forse non è mai esistita, soppiantata dai vari baldacconi e giancani) sia certamente una grande soddisfazione ed un motivo d’orgoglio.

Un piccolo rammarico è il fatto che sia stata ignorata la squadra di volley, ma non si può escludere che Vulpio abbia letto il post dal blog parallelo Tarantismi piuttosto che da Skanderblog (la bufala è su entrambi i siti). Non è un problema. Vorrà dire che il prossimo obiettivo sarà la presenza di Carlo Vulpio sugli spalti del Palafiom, se un giorno ripasserà da queste parti. Mi permetto di invitarlo a nome della società.

Un’altra coincidenza vuole, fra l’altro, che l'allenatore della Nati a Taranto Volley sia un reduce della Palazzina LAF, di cui pure si parla diffusamente nel libro.

Tag: taranto,politica

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Mentre tutto scorre

di skanderbeg69 (26/05/2009 - 06:30)

Cosa è successo nel mondo mentre mi trovavo nel profondo nord, nei pressi del lago di Garda, a trapanarmi i c...oni?

Sono stato anche un giorno a Bergamo e quando lo ha saputo, Francesca Piccinini non ha perso l’occasione per esasperarmi: “Portami alla Nati a Taranto! Ti prego, portami alla Nati a Taranto!”

Queste scenate proprio mentre mi deliziavo con i casoncelli alla bergamasca... E che cavolo: non me li sono gustati; ora per il nervosismo dovrò rinviare l’inizio della dieta di un paio di mesi.

Piccinini o non Piccinini (che per noi sarebbe disposta anche a scendere di categoria/e), in casa nostra si inizia a pianificare il futuro partendo da alcune domande essenziali: chi siamo? Dove siamo, soprattutto?

      Grandi quesiti dell’umanità a cui si darà una risposta nelle prossime settimane.

Rivolgendo lo sguardo altrove, la notizia più importante è che la Time Volley Matera ha ottenuto brillantemente la promozione in B1. Sono state sufficienti due partite dei play-off (3-0 e 3-1 sul Priolo) per scrivere un verdetto che inizia a riconciliare la società lucana con la propria storia gloriosa ed onora il valore immenso delle atlete e dello staff a cui vanno naturalmente anche i miei auguri personali.

Oltretutto è un’ulteriore conferma della competitività del nostro girone.

Matera dovrebbe aver vinto anche il trofeo Bin Laden, ma c’è un provvedimento disciplinare che pende sul capo di un dirigente salernitano ancora in fase “dibattimentale” e quindi l’assegnazione del premio è sospesa. Avvisatemi se ci sono novità. Io non so neanche dove cercarlo: CGN, CAF, CTA, Corte Federale, TAR, CCT, CGIL, BMW...?

Priolo è adesso l’avversaria del Salerno, che nel primo turno di play-off ha superato il Catania. Per Viviana e compagne, però, il cammino è ancora lungo e adesso capisco perché fosse così importante arrivare seconde piuttosto che terze. A Ferragosto, comunque, finiranno anche i play-off delle terze; intanto, confidando nella classe e nella forza delle campane ma rispettando al contempo le esigenze scaramantiche, un cordiale e sentito in bocca al lupo alla formazione campana.

Molfetta è certamente salva in qualità di miglior quintultima d’Italia (e volevo vedere con 39 punti...!); attendiamo altre buone notizie dalla zona Sud della provincia di Bari.

Salgono in serie C Acquaviva delle Fonti e San Pietro Vernotico. Peccato per Rossella, ma sono comunque due buone notizie: Acquaviva per ragioni geografiche (sarà una trasferta breve), San Pietro per ragioni scaramantiche.

E’ ormai scientificamente provato che alle sampietrane (ma solo alle sampietrane) porto quasi sempre sgubbio, sia che tifi contro sia che tifi a favore:

San Pietro-Palafiom 1-3 (serie C 2005-’06)

Palafiom-San Pietro 3-1 (serie C 2006-’07)

San Pietro-Trani 0-2 (amichevole 2007-’08)

Oria-San Pietro 3-2 (Coppa Puglia 2007-’08)

San Pietro-Oria 2-3 (serie C 2007-’08)

Ceglie-San Pietro 3-2 (serie C 2007-’08)

Oria-San Pietro 3-1 (serie C 2008-’09)

In pratica quest’anno sono stato testimone dell’unica sconfitta della Skylo San Pietro in tutto il campionato.

 Le uniche due vittorie sono state un 3-2 interno col Trepuzzi, che valeva quasi come una sconfitta, e il 2-0 proprio contro la Palafiom nell’insignificante amichevole di Bari, dopo che avevo concordato con Catia De Nicola la cessazione delle strombazzate in cambio dell’autografo di Pierpaola De Bonis. Mi vendetti, sostanzialmente.

Quindi, dovrebbe essere sufficiente tenermi alla larga da Catia De Nicola per garantire un influsso positivo alla Nati a Taranto anche l’anno prossimo. Non sarà un problema perché ho la sensazione che sia soprattutto Catia De Nicola a tenersi lontana da me, se mi vede.

      A parte gli scherzi, quello del San Pietro nelle categorie nazionali è un ritorno visto che le brindisine hanno militato (e ben figurato) finanche in serie B1, con la nostra Sonia. A tal proposito, per la storia e per le immagini, rimando al sito della società:

http://www.skylovolley.it/Skylo%20Volley%202.html

Si noterà che Sonia e Catia all’epoca frequentavano lo stesso parrucchiere.

Complimenti anche per la Coppa d’Oro.

Un cenno anche alla serie C, che si ripopola di tarantine. Abbiamo già festeggiato la promozione della nostra Nati a Taranto Tempesta; congratulazioni anche alla Mira Taranto (Carosino ha ceduto sul filo di lana).

Un saluto anche a Zaby e Valentina del Massafra (salve), a Federica, al Killer Albino e a coach Piero del Maglie (promossi e vincitori della Coppa d’Argento) e un saluto a Valentina, punta di diamante di uno sfortunato Ceglie. Fatti sentire ogni tanto; mi fai stare in pensiero...

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Auguri, Cristiana!

di skanderbeg69 (25/05/2009 - 08:32)

...Meglio tardi che mai

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Intervista a coach Marcello Presta

di skanderbeg69 (15/05/2009 - 13:43)

Dopo una promozione ed una salvezza trionfale, quest’anno il clima è un po’ più mesto. Iniziamo l’intervista con la domanda più scontata. Cosa è mancato alla Nati a Taranto per raggiungere l’obiettivo stagionale, ossia i play-off?

Cominciamo col riconoscere i meriti degli avversari: il livello tecnico del nostro girone quest’anno è risultato notevole e quindi un organico come il nostro, che pure appariva competitivo e che probabilmente avrebbe chiuso in un’altra posizione l’anno scorso, ha dovuto cedere il passo a squadre più forti. Le nostre avversarie, inoltre, schieravano atlete più valide delle nostre in ruoli chiave.

Noi avevamo il dovere di provarci pur essendo una formazione “operaia” e senza fuoriclasse, ma avremmo potuto sperare in qualcosa di più soltanto se avessimo giocato sempre al 100% e questo non è avvenuto. E’ inutile dire che c’è stato anche qualche errore nella costruzione dell’organico.

Ma sei d’accordo sul fatto che la NAT del girone di ritorno sia stata diversa da quella del girone di andata?

No, la NAT è stata diversa soltanto dalla sconfitta di Matera in poi, quando si è pensato – erroneamente – che i play-off sarebbero stati a quel punto irraggiungibili. In fondo, se ci fai caso, l’andamento del girone di ritorno è stato molto somigliante a quello del girone di andata, in particolare le due sconfitte consecutive con il Matera e con il Benevento. L’unica differenza è che nel girone di ritorno, dopo queste due sconfitte, c’è stata un po’ di mestizia e di fatalismo in più e abbiamo pagato un po’ troppo la pressione che gravava sulla squadra.

Un problema concreto si è avuto solo in allenamento, quando non c’erano più dodici giocatrici a disposizione.

Eppure il campionato era iniziato bene: un convincente esordio con Scafati e quattro vittorie consecutive, sia pure con squadre destinate alla lotta per la salvezza. E’ stata una striscia di vittorie che ha dato coraggio o che ha creato qualche illusione eccessiva?

Ha creato qualche illusione eccessiva. D’altronde si sapeva che erano squadre di bassa classifica e che lo Scafati travolto all’esordio non era il vero Scafati. Si è rischiato di perdere un po’ il senso della realtà.

Poi lo 0-3 interno con Matera nel primo scontro diretto con una “grande” e la brutta debacle di Benevento. Due sconfitte molto diverse; quali effetti hanno provocato?

La sconfitta con il Matera al Palafiom è stata una prima svolta della stagione. Giocammo bene, ci costruimmo la possibilità di vincere tutti i tre set e poi siamo rimasti a secco. Se le cose fossero andate diversamente, forse sarebbe stato diverso anche il nostro campionato.

Ma essere sempre in vantaggio fino ai 20 punti, in ciascun set, e poi perdere 0-3 fu una conferma del nostro potenziale, che tutto sommato dimostrò di potersela giocare con una favorita, o fu la dimostrazione della maggiore maturità delle lucane?

Fu una partita emblematica; fu la dimostrazione che altri possedevano la mentalità vincente e noi no. E lì pagammo anche l’assenza di giocatrici in grado di assumersi responsabilità nei momenti più delicati.

Benevento.

La disfatta di Benevento fu figlia della sconfitta con il Matera: lì furono esasperati i limiti di atlete che non riuscirono a dare il giusto peso al percorso che stavamo compiendo. E la cosa si sarebbe ripetuta nel girone di ritorno.

Dopo Matera e Benevento, contro il Battipaglia (all’epoca penultimo) perdiamo il settimo set consecutivo. In casa. Cosa hai pensato in quell’intervallo?

Durante la partita non si pensa a queste cose e si resta concentrati esclusivamente su quello che avviene sul parquet. E sul parquet il Battipaglia stava disputando un’ottima partita mettendoci in difficoltà. Però anche noi fummo bravi a reagire e a ribaltare il risultato. Quella sera eravamo un animale ferito: avremmo potuto morire (e per morire io intendo una regressione irreversibile che avrebbe potuto condurci persino in serie C) oppure rialzarci. Ci rialzammo.

E non posso dimenticare quella palla salvata di piede da Clara al tie-break, uno di quegli episodi casuali e minimi che possono modificare un destino più globale.

Lì è iniziato un buon periodo: vittoria a Potenza per 3-1, poi 3-0 interno al Sala Consilina e infine il successo più importante della stagione, 3-2 a Salerno, per molti la prestazione più brillante della Nati a Taranto di quest’anno.

In realtà fu un periodo molto teso, molto nervoso, anche perché cambiai il mio atteggiamento nei confronti delle atlete, brave comunque a non far trasparire all’esterno i malumori dello spogliatoio e a mascherarli con prestazioni tecniche positive.

Salerno, soprattutto, fu una grande partita per noi. Devo dire, però, che l’Autoluna non fu irresistibile ed agevolò un po’ il nostro compito.

Tuglie e Trani. Una vittoria in casa non proprio esaltante ma comunque soddisfacente ed una sconfitta al PalaAssi che non ferisce. C’era ancora ottimismo?

A Trani avremmo potuto fare di più. Ci fu troppa arrendevolezza, troppa sudditanza psicologica verso le avversarie. E inoltre venne a mancare qualche giocatrice importante che poi, comunque, si sarebbe riscattata con prestazioni più all’altezza.

Dopo la vittoria con il Montescaglioso, arrivano i due tie-break persi in Campania (Sarno e Scafati). Riceviamo apprezzamenti per il bel gioco, ma sprechiamo nove palle-match e raccogliamo soltanto due punti sui sei che abbiamo sfiorato. Quanto hanno pesato quelle due sconfitte sul destino del nostro campionato?

Quello è stato il nostro periodo migliore dal punto di vista tecnico. Giocavamo veramente bene, ma quelle due partite in Campania le perdemmo. Perché?

Nel caso di Scafati, non ci sono tanto “colpe” nostre quanto meriti delle avversarie che disputarono una partita superba. Fu una battaglia tra due ottime squadre e vinse la migliore.

A Sarno, invece, le responsabilità ci sono e sono riconducibili a quel problema che ha condizionato tutta la nostra stagione: la mancanza di mentalità vincente e la mancanza di giocatrici di peso in grado di chiudere un set. Sul 9-14 in nostro favore ci furono errori che abbiamo pagato profumatamente e tutto il nostro campionato è stato connotato da questo tipo di situazioni. Ciò non toglie che anche Sarno abbia giocato benissimo meritando la vittoria.

Torniamo a vincere con squadre di bassa classifica, ma intanto perdiamo Clara e Silvia, Marcella gioca da centrale e poi arriva Vittoria. Siamo così allo scontro diretto per il terzo posto: Matera-Taranto 3-1.

Purtroppo anche in quella occasione non abbiamo saputo affrontare adeguatamente le tensioni e la responsabilità di una partita così importante. Spesso siamo stati leoni con le pecore e pecore con i leoni.

Peccato perché fisicamente stavamo bene (tranne Vittoria Repice che aveva ripreso a giocare soltanto la settimana prima), avevamo preparato l’incontro nei minimi dettagli e Matera giocò esattamente come ci aspettavamo che giocasse.

Tracollo interno con il Benevento (0-3) ed ulteriore sconfitta a Battipaglia (3-1). La pietra tombale sul nostro campionato.

Lo 0-3 del Maria Pia è stato il vero addio ai play-off. Sette punti di distacco non sarebbero stati impossibili da recuperare visti gli scontri diretti incrociati nel finale di campionato. Ma questa consapevolezza che contro il Benevento ci saremmo giocati la stagione non c’era e fui addirittura costretto a interrompere il riscaldamento per ricordare duramente alle ragazze che stavamo per affrontare una partita e non un allegro pic-nic di Pasquetta.

A Battipaglia, invece, ci fu un impegno dignitoso, ma la Cofimar ormai giocava benissimo. Forse un punto avremmo potuto strapparlo, ma Lombardo e compagne giocarono alla grande. Nulla da dire.

Il nostro finale di campionato è stato privo di particolari sorprese: a parte il Sarno, abbiamo battuto squadre con meno punti di noi (Potenza, Tuglie, Montescaglioso), ma non siamo riusciti a infastidire il Salerno e il Trani. Tutto scontato ormai? Poteva andare meglio? Poteva andare peggio?

E’ andata come doveva andare, anche se avremmo potuto dare qualcosina di più proprio contro il Salerno e contro il Trani.

Considerazioni generali sulla squadra. In cosa siamo andati bene e quali sono state le nostre lacune? Dal punto di vista tecnico e caratteriale.

Siamo stati bravi in ricezione e a muro. A un certo punto della stagione viaggiavamo con medie di 3 muri a set e con il 50% di ricezione perfetta. Secondo me ed anche secondo osservatori esterni, abbiamo avuto la più forte coppia di centrali del girone, sia con Clara-Cristiana che con Cristiana-Vittoria. Ma i campionati non si vincono con le centrali e quest’anno ne abbiamo avuto una dimostrazione.

Di negativo ci sono gli errori-punto: troppi. Anche 40/50 errori-punto in partite che abbiamo vinto 3-0. Un altro difetto sono stati i servizi sbagliati, in particolare nei momenti caldi dei set e magari con una rotazione favorevole per noi. Si tratta di un difetto che rivela una certa incapacità di ragionare e di evitare l’errore quando proprio è inopportuno.

Sul piano caratteriale, non mi è piaciuta la mancanza di applicazione negli allenamenti, le lacune di personalità in partita, nonostante un discreto tasso di esperienza che ormai abbiamo acquisito nella categoria, e il clima che c’era nello spogliatoio.

Abbiamo disputato l’intero campionato con un unico libero, Simona Leone. Un evento storico...

Se l’è meritato. Ha un po’ balbettato all’inizio, ma poi ha reagito con grande carattere e determinazione, riconquistando la mia fiducia grazie alle prestazioni e alle buone percentuali in ricezione e in difesa.

La diaspora NAT. Ivana Gallo Ingrao e Paoletta Marcianò. Notizie da Ostuni?

Notizie positive. A Ivana serviva soprattutto giocare con continuità dopo l’infortunio alla spalla e lo ha fatto.

Per Paoletta è stato un anno molto importante che le ha regalato un’esperienza incommensurabile grazie al confronto con le avversarie tostissime che caratterizzavano il nostro girone. L’ho vista molto migliorata.

Mi dispiace per la prevedibile retrocessione dell’Ostuni, ma “egoisticamente” sono contento per le nostre ragazze. Per la loro crescita, meglio ultime in B2, soprattutto in questa B2, che prime in C.

Al Corriere del Giorno hai dichiarato che una squadra composta da tarantine è stato un danno perché la vicinanza dei familiari ed atteggiamenti consolatori possono risultare controproducenti. Le non tarantine sono state più “produttive”. [1]

Dunque il progetto sportivo-culturale di costruire una squadra competitiva mediante l’utilizzo di atlete locali, “nate a Taranto” appunto, è destinato a svanire o bastano dei correttivi?

Come spesso avviene nello sport, anche in altre città, è difficile trovare profeti in patria e quelli a cui facevo riferimento sono problemi frequenti. Da noi sono stati più palesi, soprattutto se penso al tracollo interno con il Benevento. Quando ci sono troppe coccole, vincere o perdere è uguale.

Però, è chiaro che non si può generalizzare. Proprio nella nostra squadra ha militato un’atleta che, tornando a Taranto, nella propria città, dopo aver disputato diverse stagioni anche in serie A, ha dimostrato di essere una giocatrice vera e l’unica vera giocatrice della squadra per tanti anni.

Il primo campionato di Vincenzo Lupo.

Il nuovo presidente, pur non avendo una specifica esperienza nel mondo della pallavolo, ci ha offerto stimoli nuovi e ci ha indicato percorsi ambiziosi, mettendo a disposizione della squadra un’organizzazione molto ben articolata. E tutto con grande passione.

Si è anche puntato ad una maggiore valorizzazione mediatica della squadra, in particolare su alcune emittenti locali. Eppure non è bastato ad assicurarci un buon numero di spettatori al Palafiom, soprattutto nella fase finale del campionato. Sono stati i risultati ed il prematuro allontanamento dai play-off ad aver bilanciato negativamente la maggiore visibilità della NAT sugli organi di informazione?

Non sono d’accordo: quest’anno abbiamo avuto più pubblico rispetto allo scorso anno. Con il Matera il palazzetto era gremito.

Non dimentichiamoci che siamo a Taranto e che persino l’A1 maschile, in alcune occasioni, ha radunato ben pochi spettatori. Per non parlare della Tempesta di B1. Dobbiamo sempre fare i conti con questa città; persino lo Jacovone si svuota quando la squadra di calcio perde.

Jotv ha permesso la visione delle partite anche a chi non poteva venire al Palafiom.

E’ stato un esperimento interessante, un’iniziativa da riproporre. Il web può permettere anche a società piccole come la nostra di essere seguite in ogni parte del mondo e con costi decisamente limitati. Credo che le telecronache in streaming siano state molto apprezzate, non soltanto dai nostri tifosi. Certo, sul livello di competenza tecnica del tuo commento ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere...

Per la prima volta nella storia della Palafiom-NAT, c’è un gruppo di tifosi organizzati che ha sempre assicurato sostegno al Palafiom e spesso l’ha fatto anche in trasferta.

Il coinvolgimento dell’Armata Jonica è stata una grandissima conquista, una delle note più positive della stagione. I ragazzi ci hanno regalato tanto affetto e tanto calore anche quando perdevamo, anche in trasferte che non contavano per la classifica. A loro va il nostro sentito ringraziamento.

Un’altra nota positiva?

La competenza di Michele Formoso, Rocco De Vita e Maurizio Bottazzo. La loro è una competenza da serie A; sono stati preziosissimi e colgo l’occasione per esprimere anche a loro la mia gratitudine e la mia ammirazione per l’eccellente lavoro che hanno svolto in questi mesi.

La NAT-Tempesta. Un parere sul lavoro svolto da Davide Monopoli e dalle ragazze.

E’ una scommessa vinta l’estate scorsa, quando abbiamo deciso di costituire un gruppo di atlete giovani, in grado di rappresentare un potenziale serbatoio per la prima squadra e guidato da un allenatore altrettanto giovane. In città i tecnici sono sempre gli stessi da anni; non c’è mai un ricambio.

A Davide Monopoli abbiamo affidato una Ferrari, ossia un gruppo di atlete tecnicamente valide, una palestra, dirigenti, un’organizzazione ben articolata a disposizione. In altre parole, ha avuto la fortuna di saltare la gavetta, ma è stato bravo: ha condotto la Ferrari portandola vittoriosamente al traguardo senza pagare neanche lo scotto dell’inesperienza.

Dalla fusione sono già scaturiti effetti positivi? Quali per la squadra di B2? Quali per la squadra di D?

Alle ragazze della serie D, anche a quelle con meno aspirazioni, abbiamo offerto la possibilità di giocare con qualche opportunità in più. Inoltre c’è stata una razionalizzazione delle risorse e la Tempesta rappresenta un’isola di salvezza in caso di naufragio.

Colgo l’occasione per rivolgere un ringraziamento ufficiale a Mimmo Castaldo e a Luca Passaro.

I benefici per la B2 ancora non si vedono in modo diretto, ma questo dipende anche dai quei centimetri di altezza che sono indispensabili per la categoria.

Uno sguardo al campionato. Dall’estate scorsa sostenevi che le migliori squadre erano Trani, Salerno e Matera. Sui primi posti, quindi, c’è poco da aggiungere; immagino che riterrai l’alta classifica rispondente ai valori espressi in campo. C’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo tra le altre formazioni?

Veramente, a mio avviso, il Salerno avrebbe potuto fare anche meglio del Trani e in questo senso è stata una piccola delusione.

Sotto la zona play-off, la grande sorpresa è stata sicuramente il Battipaglia, che ha concluso un campionato strepitoso. E’ inutile dire che la svolta determinante porta la firma dell’allenatore Claudio Bifulco.

Trani e Salerno sono risultate la vincitrice e la terza classificata nella Coppa Italia nazionale di serie B2. Tu hai anche assistito alla Final Four. E’ stato davvero un campionato di alto livello quello appena concluso nel nostro girone?

Non mi aspettavo che sarebbe stato così, in effetti. Se penso che il Molfetta è arrivato quintultimo con 39 punti, ossia l’equivalente di 13 vittorie piene (quasi metà delle partite giocate)... E’ impressionante.

E a proposito di Final Four, ho la sensazione che alcune squadre dominatrici di altri gironi da noi sarebbero finite quarte o quinte. Sì, è stato un campionato di altissimo livello, ricco di posti quattro e di centrali che avrebbero potuto tranquillamente giocare in categorie superiori. Al contrario, gli opposti mi sono sembrati inadeguati e le palleggiatrici (alcune, comunque, molto valide) spesso non erano all’altezza delle attaccanti che servivano.

Le centrali sono state fenomenali. Ho rivisto i video dell’anno scorso e certamente non c’erano tutte quelle fast che abbiamo ammirato in questa stagione. A questo proposito, sono convinto che le nostre abbiano espresso le migliori fast del campionato, dopo quelle della Vecerkova.

Il tasso tecnico elevato naturalmente è stato trainato dalle prime tre formazioni e in particolare dal Trani. Negli obiettivi centrati brillantemente dalle adriatiche, nella vittoria del campionato e della Coppa Italia, nel fatto che Trani sia la più forte squadra d’Italia della categoria, credo che ci sia tutta la mano di Tony Chieppa e Pino Filaninno. Il raggiungimento degli obiettivi all’80% è merito loro.

Il sestetto ideale 2008-‘09 (escludendo, come al solito, le nostre giocatrici).

Palleggiatrice Rosa Ricci (Trani), e questo è scontato. Il problema è chi metterle alle spalle. Abbiamo visto tante buone palleggiatrici, ma nessuna fuoriclasse. Tante “palleggiatrici-operaie”, se così possiamo dire.

La categoria degli opposti non ha offerto grossi nomi, a parte Ida Taurisano (Tuglie) che in B2 è una marziana. Però il suo campionato purtroppo è finito prematuramente e quindi indico Noemi Piscopo (Montescaglioso). Per me, la migliore è stata lei, che in quel ruolo avrebbe potuto fare la differenza con qualunque squadra.

Molte schiacciatrici ideali. Troppe... Quasi ogni formazione aveva un posto quattro in grado di fare la differenza, da Campolo a Caterina, da Scialacomo ad Annese (finché ha potuto), da Nolè a Di Pietrangelo, da Lombardo a Matarazzo. Guardando al rendimento e chiudendo un occhio sul dato anagrafico, credo che la coppia di laterali migliori sarebbe formata da Michela Ristits (Matera) e Paola Felicetti (Potenza).

Come prima centrale Micaela Vecerkova (Matera), la regina del campionato. In B2 è inarrestabile ed è risultata la vera arma in più del Matera.

Come seconda centrale, tra tanti nomi, indico Viviana Vincenti (Salerno). Finalmente, dopo due campionati in ombra, ha avuto la capacità di mettersi in discussione, di migliorarsi ancora e di sfruttare l’opportunità che le è stata offerta. E’ stata bravissima; devo riconoscerlo nonostante lo... “sgarro” che ci ha fatto l’estate scorsa.

Come miglior libero, Raffaella De Vita (Matera). Per il resto, non vedo in questo ruolo giocatrici con grandi possibilità di carriera.

Quali under 18, a tuo avviso, andrebbero tenute d’occhio?

Nessuna, e questo è un serio problema. Nessuna ha saputo ritagliarsi spazi davvero importanti ed è inutile usare la solita retorica per cui la colpa sarebbe delle società che non sanno allevare le giovani. Under proprio forti in questo periodo non se ne vedono; l’anno scorso almeno c’era Antonella Postiglione del Potenza, che poi è finita al Club Italia.

A questo proposito, mi fa piacere spendere due parole per la nostra Silvietta Mastandrea. Lei è la mia speranza e può diventare fortissima. Questo campionato l’ha consacrata: è cresciuta visibilmente, ha dato tanto, è più sicura di sé e garantisce certezze anche alla squadra. E’ cresciuta anche come persona. Io credo che sia stata proprio lei la migliore giovane del campionato e vorrei darle la possibilità di fare qualche esperienza importante. Intanto le faccio pubblicamente i miei complimenti e le auguro un futuro degno del valore che sta dimostrando.

Puoi individuare un tuo errore, un tuo errore personale, che pensi di aver commesso durante questo campionato?

Ho pensato di poter gestire alcune situazioni che invece si sono rivelate ingestibili.

Una scelta tattica altrui che ti ha sorpreso favorevolmente.

Di solito mi colpiscono le scelte di Nello Caliendo (Potenza), che spesso riesce a sorprendermi in positivo. ...Qualche volta anche in negativo, però.

Inoltre, lo spostamento di Antonella Miano (Battipaglia) dal posto due al centro si rivelò un’ottima strategia visto che la ragazza ci fece un culo così per tutta la partita.

L’incontro con una persona che ti ha fatto piacere.

Tommaso Galtieri. Ma devo dire che mi ha sempre fatto molto piacere incontrare, rivedere o conoscere tutti i miei colleghi ed amici. La differenza tra serie B2 e serie C è anche questa.

Qual è lo stato di salute del volley pugliese?

A livello di vertice siamo una delle realtà più importanti: Martina Franca in A1M, Santeramo e Castellana in A1F, Gioia del Colle e Castellana in A2M, San Vito dei Normanni in A2F, Molfetta ai play-off di B1F, Trani che raggiunge Valenzano in B1F.

Un ottimo esempio è il lavoro svolto dal San Vito dei Normanni, ricco di giocatrici pugliesi (come Alessandra Piccione e Valeria Caracuta) e bloccato ai play-off soltanto dopo aver venduto cara la pelle alla formazione più forte. Restando al volley di vertice, c’è Annamaria Quaranta che è tornata in Nazionale e Imma Siressi che potrebbe arrivarci in futuro, come le auguro.

A livello giovanile, invece, vedo qualcosa in più in ambito maschile rispetto al volley femminile. A Taranto, in particolare, mi sembra che soffriamo il problema della statura e purtroppo la pallavolo d’eccellenza non può prescindere dall’altezza.

E’ stata un’intervista con cui abbiamo ripercorso una stagione non proprio soddisfacente anche se l’attuale 5^ posto non è affatto da buttare. Vogliamo chiuderla con un bel ricordo che conserveremo di questo campionato?

Il più bel ricordo tecnico è la vittoria per 3-2 a Salerno.

Esulando dal volley giocato, una bella emozione è stata ritrovare il telefonino nell’aiuola di Battipaglia in cui era caduto un quarto d’ora prima. E poi non posso non menzionare le gustose focacce con cui siamo sempre stati accolti a Valenzano in occasione delle amichevoli infrasettimanali.

NOTE

1) Cfr. DI CERA, G., “La Nati a Taranto è in convalescenza”, “Corriere del Giorno”, 3 aprile 2009, pag. 41.

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Meggie's May

di skanderbeg69 (14/05/2009 - 14:16)

Oh Meggie I couldn’t have tried any more

You lured me away from home just to save you from being alone

You stole my heart but I love you anyway [1]

 

Il maggio di Meggie.

Traviso Rod Stewart in onore di Megan Mahoney, l’ala del CRAS Basket la cui foto dovrebbe accompagnare quella di Totò De Vitis, di Vicky Bullett, di Clara Clemente, di Boban Kovac e del giornalista Marco Tarantino sul comodino di ogni vero tifoso rossoblu.

A distanza di sei anni, il CRAS vince il secondo scudetto della sua storia ed è anche il secondo scudetto assoluto nella storia dello sport tarantino. Certo, a distanza di 24 ore i notiziari locali preferiscono già parlare di undici scarpari che rischiano la retrocessione in C2 perché il calcio mediocre conta più del basket di qualità, specie se femminile. Pazienza. Se c’è ancora chi preferisce 90 minuti di squallore rispetto a spettacoli sportivi di spessore internazionale, faccia pure.

Qui si rende onore ad una squadra che merita l’applauso e la riconoscenza di un’intera città. Una donnaccia ha rovinato Taranto scaraventandola in una crisi economica e morale sconcertante; altre donne la innalzano sul tetto d’Italia.

Ero al Tursport quando nel 2003 il CRAS, un CRAS brillante, spigliato e sorprendente vinse gara-4 con la favorita Como conquistando il diritto a giocarsi (e a vincere) la bella sul lago.

Ero al Palamazzola una settimana fa, quando le rossoblu hanno sorpassato Venezia in gara-3, prima di vincere il quarto e decisivo match in laguna. Un CRAS operaio, regolare e implacabile.

Nel mezzo tante stagioni ai vertici della classifica o comunque ai play-off, anche negli anni di transizione, senza contare la Coppa Italia del 2003 e le emozioni europee (altra novità assoluta per lo sport jonico) con la sfortunata finale di Istanbul meno di un mese fa.

E’ il segno che la società è seria e sa programmare il proprio cammino. A me D’Antona non sta per niente simpatico, se non altro per le sue frequentazioni politiche, ma quando è giusto è giusto. Quante splendide giocatrici sono state portate da Basile e D’Antona in riva allo Jonio per offrire spettacolo: Katarina Lazic, Sheryl Swoopes, Rebekkah Brunson, Michelle Greco...

L’unico “difetto” di questo CRAS è la tendenza a vincere trofei sempre lontano da casa. E poi non c’è una tarantina, a parte la sorella di Marianna. Ma non stiamo a cercare il pelo nell’uovo.

Onore ad una grande squadra e ad una grande società.

 

NOTE:

(1) STEWART, R., Maggie May, 1971.

La foto centrale è tratta dalla prima pagina del Corriere del Giorno dell’11 maggio 2009.

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I grandi quesiti dell'umanità - 23

di skanderbeg69 (13/05/2009 - 16:50)

La foto sopra ritra una centrale del Sarno, Rossella Giordano, e il quesito è presto enunciato: se non le usa, perché la ragazza porta le ginocchiere?

Non le dà fastidio tenerle così?

Ipotesi: 1) psicologicamente offrono protezione, ma concretamente stringono le gambe e quindi è meglio tenerle abbassate; 2) l’atleta è reduce da una dieta talmente efficace che adesso, con le gambe così magre, le ginocchiere scivolano giù; 3) le ginocchiere sono un omaggio ai clienti del parrucchiere di Veronica Grimaldi ma come tutti gadgets non servono; 4) le ginocchiere vengono sollevate soltanto quando la giocatrice si trova nei pressi di parti rovinate e ruvide del parquet.

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Nati a Taranto-Sarno 2-3

di skanderbeg69 (10/05/2009 - 19:02)

Sabato 9 maggio 2009 – ore 18.30

Il mago Trumpet l’aveva previsto e ci sono i testimoni che possono confermarlo: questa partita sarebbe finita al tie-break; anzi, sarebbe finita proprio ai vantaggi.

E’ sempre così. Quanto più l’incontro non conta una mazza, quanto più si avverte il profumo dell’estate con conseguente desiderio di andare al mare, tanto più a lungo dura la partita. Classici esempi sono le Coppe d’Oro e d’Argento.

Ma si è trattato, comunque, di un incontro tutt’altro che vacanziero. Per me, anzi, è stata una delle partite più divertenti e spettacolari del campionato, equilibrata e incerta fino alla fine e con fasi di volley-champagne su entrambi i fronti. Peccato che il risultato alla fine abbia premiato le nostre valenti avversarie, ma la Nati a Taranto esce dal Palafiom tra gli applausi dei tifosi e dell’Armata Jonica. Quest’ultima, pur avendo problemi d’orario, è rimasta sino al termine...

C’è un problema al seggiolone dell’arbitro. In un comunicato della Federazione, veramente, ho letto il termine “sediolone”, ma a me seggiolone piace di più. E’ più tenero. Mi fa pensare al secondo arbitro che in occasione degli intervalli potrebbe avvicinarsi al collega sul seggiolone per fargli mangiare gli omogeneizzati...

Il problema al Palafiom è una vite difettosa o forse mancante. Coach Marcello provvede alla messa in sicurezza, ma un po’ di preoccupazione rimane. Il caso vuole che a dirigere l’incontro di stasera ci sia un primo arbitro piuttosto ben piantato ed una seconda arbitra decisamente più minuta. Non si potrebbe fare uno scambio di ruoli all’ultimo momento così sul seggiolone ci sale la persona più leggera?

Nella Nati a Taranto c’è il ritorno di Simona Mereu.

Mister Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Simona Corallo e Michela Benefico di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Oltre alla citata Simona Mereu, in panchina si accomodano Marcella Scaglioso, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore, che darà il meglio di sé all’agriturismo con frasi tipo: “Non parlo con gli ubriachi!”

Problemi anche nel Sarno per via di infortuni e dolci attese. Soltanto da noi non resta mai incinta nessuna, e che cosa!

Ma il mago Trumpet prevede due gravidanze nel 2009-’10...

Luca Loparco propone Veronica Masella in palleggio, Lucia Campolo opposto, l’ex-Tempesta Susy Di Pietrangelo e la nostra bestia nera Veronica Grimaldi di banda; Rossella Giordano e la fantastica, splendida, simpaticissima Maria Rosa Familio centrali; Valeria Ricciardi libero con inconsueta maglia verde.

La ragazza, che all’andata indossava guanti fucsia fosforescenti, evidentemente si vuole sempre distinguere (ma mi verrebbe da dire che il colore che più la distingue è quello degli occhi, anche alla luce degli estasiati commenti raccolti tra il pubblico del Palafiom).

In panchina Clara Palmieri.

In curva sud Sasà Albanese, sempre ipertecnologico.

Primo set

Sul parquet sembra (ma è un’impressione che presto risulterà errata) che sia sceso soltanto il Sarno: 0-4, che poco dopo diventa 2-8. In evidenza Campolo (quella giusta o quella sbagliata?) con un muro, Di Pietrangelo con un ace e Grimaldi, che inizia presto a rompere i coglioni da posto quattro.

Il time-out è proficuo: la Nati a Taranto prende le misure all’ostico muro campano e infila cinque punti consecutivi. Grande Sonia con un attacco ed un muro vincenti (7-8).

Esauriti i break, l’incontro si assesta su una situazione di grande equilibrio, con le due formazioni che si rincorrono punto su punto. Bene tutte le centrali in questa fase, in particolare Cristiana che piazza un muro ed un bel pallonetto.

L’aggressività della difesa rossoblu non riesce ad impedire alle ospiti un tentativo di allungo (12-16), ma l’atteggiamento è quello giusto; infatti agguantiamo subito il pareggio con un primo tempo di Vittoria, un errore sarnese, un altro murazzo di Sonia ed un ace, l’ultimo stagionale, per la Corallina (16-16).

Simona è forse la giocatrice con il miglior rapporto tra servizi vincenti e servizi sbagliati nel corso dell’intero campionato: 21/7.

Il primo vantaggio della NAT è conseguenza di un attacco di Sonia e del passaggio della ronda padana (18-17).

Ma si soffre sino al termine, sino al 23-23 firmato da Rossella Giordano; poi risolvono il parziale un attacco di Michela ed un tiro lungo delle ospiti (25-23).

Secondo set

Pipe di Michela, muro di Giordano e tocco di seconda di Alessandra. Quasi quasi il pupazzo glielo lancio adesso per la felicità...

La nostra palleggiatrice tenta il bis aggiustando in modo irregolare un pallone sporco. Di finire a terra era finito a terra, ma l’arbitro annulla il punto. E’ giusto; comunque è stato bello lo stesso.

Molto suggestivo anche il pallonetto di Maria Rosa Familio, una delle migliori centrali d’Italia, e le ospiti tentano l’allungo (3-6).

Pareggiamo con il sottotenente (7-7), continuiamo a martellare con Sonia e Simona, passiamo avanti con Vittoria (ace) e Michela (15-13), ma Sarno è la squadra che ci mura più di ogni altra: 4 in questa fase (Campolo, Familio, Masella e Di Pietrangelo), 11 nell’intero incontro. Neanche Trani era arrivata a tanto. Punteggio: 15-17.

C’è anche una bomba di Di Pietrangelo che colpisce Michela, con successive scuse.

Si rimedia anche questa volta grazie alle nostre bocche di fuoco (Sonia, Michi e Corallina), poi c’è la svolta del set: break da 5 delle sarnesi (Giordano e Grimaldi in evidenza) ed altrettante palle-set a disposizione (19-24).

Taranto annulla la prima per via di un’invasione fischiata a Grimaldi. Di Pietrangelo si lamenta con Sasà, che tuttavia dalla curva non può intercedere anche perché è impegnato in una personale battaglia contro le zanzare che si sono date appuntamento al Palafiom.

Diciamo che i pantaloncini corti non sono stati un’ottima idea.

Le rossoblu non si arrendono: muro di Vittoria ed ace di Ale (22-24), ma c’è una giocatrice ospite che soffoca con un muro le nostre speranze (22-25).

Chissà chi è... Dico solo che è una laterale, porta il numero 9, esiste un club che riunisce coloro che aspirano ad avere un suo autografo ed ha giocato quattro partite in serie A.

Terzo set

Nell’intervallo Simona Mereu effettua un riscaldamento intensivo.

Il dottor Formoso è troppo lontano per bloccarla e l’esercente la potestà genitoriale nulla può contro l’irrefrenabile voglia della ragazza di infortunarsi prima delle vacanze.

Doppietta di Di Pietrangelo in avvio del terzo set, ma la nostre Ale ripete la sua classica magia, immortalata anche questa sera.

Doppietta anche di Vittoria (fast e muro), ma Sarno sta prendendo il largo con Campolo, Grimaldi e Familio (5-11). La NAT appare un po’ stanca e meno lucida.

Proteste sul 9-13, con palla che viene annullata dal direttore di gara. La palleggiatrice ospite, Veronica Masella, esprime all’arbitro un certo dissenso e Simona Leone si fionda dalle retrovie per replicare con impeto. No è ca vè spicce a mazzàte...?

Per fortuna, tutto si chiarisce come è consuetudine tra persone civili.

Sul 9-16 coach Presta cambia alzatrice e Marcella si presenta con un tocco di seconda che atterra sul parquet avversario. Brava Marci; solo che adesso il pupazzo a chi lo lancio...?

La collega di ruolo campana riesce a gestire un pallone scomposto appoggiandolo oltre la rete e scavalcando così il muro tarantino. Forse si sta per realizzare il mio sogno di vedere un set interamente segnato dai punti delle palleggiatrici...

Non manca lo spettacolo in campo, ma Maria Rosa Familio (fast ed ace) accompagna l’Aito al massimo vantaggio (14-23).

Cristiana e Michela rosicchiano solo un punto; il parziale è andato (17-25).

Quarto set

E’ ancora Susy Di Pietrangelo (top-scorer della serata) a lanciare lo sprint delle All Blacks, ma questa volta la Nati a Taranto saprà reagire in modo encomiabile.

Cristiana e Simona mettono la freccia (5-4). E’ il preludio per il miglior momento delle joniche: parziale da 12-2 e set ipotecato: due punti Cristiana, tre Simona, tre Vittoria, uno Sonia (a muro) e uno Michela, regina delle pipe. L’ultima è una cannonata.

Siamo 15-6 e coach Marcello introduce Silvietta per Sonia.

Sarno in difficoltà: un vistoso malinteso tra due giocatrici ospiti permette ad un pallone di atterrare nel mezzo (18-9) e dei primi 10 punti campani di questo set, ben 6 sono errori-punto nostri (che ce la cantiamo e ce la suoniamo); i restanti 4 sono firmati da Di Pietrangelo.

Chi ha conosciuto l’ex Tempesta, la descrive come una splendida persona oltre che un’ottima giocatrice, detto per inciso.

Show di Michela: attacchi fulminanti, pipe, ma anche un ace-culo aiutato dal nastro, altra specialità della casa che non può mancare (21-11).

Sarno riprende a giocare, ma è troppo tardi. Gli ultimi attacchi sono un primo tempo di Vittoria ed un bolide di Silvietta da posto due (25-15).

E come volevasi dimostrare, si va al tie-break...

Tie-break

Silvietta apre il quinto set così come aveva chiuso il quarto e Michela trova le mani del muro avversario (3-1). Con qualche accenno di protesta.

Il muro di Campolo arriva poco dopo (4-3), ma un ulteriore ace-culo di Michela ci porta sul 6-3.

Secondo tocco di Marcella e attacco da sinistra di Simona; è il massimo vantaggio rossoblu: 9-5.

Alcuni scambi sono molto spettacolari. Ed anche piuttosto lunghi. Questo spiega le numerose verifiche della rotazione mentre diverse atlete restano accasciate a terra per rifiatare. Fate con comodo; c’è tutta un’estate davanti.

Dopo una palla messa giù da Giordano, abbiamo una grande opportunità di mantenere il vantaggio: c’è un duello a rete ed un salvataggio a più tocchi delle rossoblu; sembra che l’arbitro debba fischiare quando il pallone viene giocato in appoggio dal libero Leone, ma non è ancora quarto tocco. Il tiro è valido, anche se le sarnesi stanno già esultando, ma Simona non ci ha creduto abbastanza e la sfera finisce a lato (10-8).

Peccato, avrebbe potuto essere la settima realizzazione stagionale del libero col vizio del punto e soprattutto sarebbe stato l’11-8, ma ciò non attenua i grandi meriti della Leonessa anche in questa partita tutta grinta e precisione.

Familio (che classe!) e Grimaldi (arieccola!) riaprono la partita (11-11). C’è rammarico perché la vittoria, anche al tie-break, significherebbe per noi quarto posto sicuro.

Lucia Campolo blocca a muro un attacco della NAT; un secondo tentativo rossoblu finisce a lato e l’opposto sarnese realizza punto direttamente su battuta (12-14).

Nel 13,3% delle partite di quest’anno c’era una Campolo dall’altra parte della rete. Una percentuale un po’ eccessiva. L’anno scorso almeno erano concentrate in un’unica squadra.

Nati a Taranto magnifica: annulla due match-ball grazie ad una duplice fast di Cristiana con in mezzo un muro della nostra palleggiatrice!

Adesso il match-point è nostro (15-14)!

E come volevasi dimostrare, si va ai vantaggi.

Sto pensando di scagliare il pupazzo su Michela prima del servizio. E’ un bene che non l’abbia fatto perché la laterale tira sulla rete ed è facile immaginare che la responsabilità sarebbe stata attribuita a me.

Siccome non bastavano i sette match-point vanificati nella partita d’andata a Sarno, bisognava allungare la serie questa sera... (Non ce sta nient’ a fa’, commenterà sornione il signor Aito qualche minuto dopo).

Simona attacca due volte con la difesa ospite che in entrambi i casi spedisce la palla verso il soffitto. Senza toccarlo, purtroppo. L’anno prossimo si torna al Maria Pia...

L’azione prosegue e Maria Rosa schiaccia un primo tempo da fuoriclasse quale è (15-16).

Lo annulla Marcella (16-16)!

Purtroppo il numero che Di Pietrangelo giocherà in qualche lotteria sarà il 18: a questa cifra finisce il tie-break (16-18) per via dei suoi ultimi due attacchi consecutivi e 18 sono i punti realizzati dalla schiacciatrice di Francavilla.

Applausi per tutti e pupazzo scagliato addosso ad Alessandra soltanto a conclusione dell’incontro per non turbare la concentrazione delle atlete. Non c’è, però, la stessa soddisfazione. Le è andata bene per quest’anno.

Va meno bene a Veronica Masella, rincorsa da Clara Palmieri per una spruzzata finale di integratore. La fuga verso l’Armata Jonica per chiedere asilo politico si rivela vana.

Decisamente positivo il bilancio delle squadre salernitane. Il capoluogo va ai play-off; Scafati, Sarno e Battipaglia terminano la stagione nella parte alta della graduatoria e Sala Consilina si salva in modo brillante. Nessuna perdita.

Parte del merito dei successi del Sarno sta nel berretto del signor Alfonso, autografato dalle atlete. Senza la cintura pitonata del nostro presidente, la partita sul piano scaramantico non ha avuto storia...

A proposito di autografi, voglio provocare l’invidia del club di “chi - testuale - non vive più senza avere un autografo di una delle più grandi giocatrici di pallavolo del millennio”.

Qualcosa mi dice, però, che nessuno chiederà l’autografo al nuovo parrucchiere della schiacciatrice sarnese...

La Nati a Taranto chiude il campionato con una partita brillante e gradevole.

Purtroppo il risultato e la contemporanea vittoria dello Scafati ci condannano alla coabitazione definitiva a quota 54 punti con le gialloblu. Stessi punti, stesso numero di vittorie; chi cazzo è arrivato quarto alla fine?!?!

Conta la differenza set complessiva (meglio Scafati)? Contano gli scontri diretti (meglio Taranto)? La classifica del sito Federvolley dice Scafati.

E vabbè, chiudiamo quinti. Obiettivo play-off mancato, molti rimpianti, ma restano negli occhi e nei ricordi i tanti momenti di splendida pallavolo che queste ragazze ci hanno regalato. Grazie a tutte (comprese Clara, Silvia e Simona-di-metallo), grazie al coach, al presidente, allo staff e ai tifosi.

Abbiamo comunque raggiunto il miglior risultato della storia; adesso l’importante – come dice il posteggiatore dell’Oblò – è non andare in... dietromarcia.

Tabellino: TARANTO-Sarno 2-3 (25-23, 22-25, 17-25, 25-15, 16-18)

Nati a Taranto: Zonca 17, Corallo 17, Repice 14, Fiore 0, Benefico 14, Scaglioso 4, Tinelli 9, Mastandrea 2, Certa 3, Mereu NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 13.

Aito Volley Sarno: Campolo 13, Masella 2, Palmieri NE, Di Pietrangelo 18, Grimaldi 19, Familio 23, Giordano 7, Ricciardi (L) – All. Loparco.

Aces 6, errori in battuta 4, muri-punto 11.

Arbitri: Giuseppe Stallone (FG) e Roberta Anelli (BA).

Durata set: 22’, 25’, 23’, 23’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 2.05’.

Altri risultati: Trani-Battipaglia 3-1, Ostuni-Matera 0-3, Salerno-Sala Consilina 2-3, Scafati-Potenza 3-0, Benevento-Tuglie 3-0, Aversa-Molfetta 1-3, Nojaturi-Montescaglioso 3-1

Classifica: Trani 83; Matera 71; Salerno 69; Scafati e TARANTO 54; Sarno e Benevento 52; Battipaglia 49; Potenza 47; Sala Consilina 46; Tuglie 42; Molfetta 39; Nojaturi 32; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trani promossa in B1; Matera e Salerno ai play-off; Molfetta, Nojaturi, Montescaglioso, Aversa e Ostuni retrocesse in C, ma solo in teoria perché Molfetta dovrebbe essere ripescata e forse anche Nojaturi.

Dando uno sguardo agli altri gironi, congratulazioni all’Ornavasso, che abbiamo apprezzato in Final Four di Coppa Italia: sul filo di lana ha riacciuffato la prima piazza, a parità di punti con il Monza. Ma in B1 ci vanno D’Ettorre e compagne. Auguri!

Complimenti anche al Campagnola, tanto per restare in tema, e in bocca al lupo per un imminente ritorno in B2 al Manfredonia (girone E). Manoppello chiude a soli 5 punti dai play-off, ma dev’essere stata un’altra stagione ricca di soddisfazioni. Un saluto agli abruzzesi e in particolare all’amico Verino.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 480,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Attenzione: proprio nel finale c’è il rischio di novità clamorose. Tuglie subisce un’ulteriore multa da 80 euri per le proteste di un dirigente, ininfluente sulla classifica. Non è questa la novità clamorosa.

L’episodio più grave, infatti, è avvenuto a Battipaglia, dove si è giocato il derby con il Salerno: gli atti relativi ad un tentativo di aggressione alla coppia arbitrale da parte di un dirigente dell’Autoluna sono stati trasmessi alla Procura Federale in ragione della particolare gravità dei fatti. Potrebbero esserci sanzioni piuttosto pesanti anche se il primato di Matera dovrebbe resistere (troppi 1.250 euri di distacco tra le due società).

Restiamo in attesa del verdetto nonché delle decisioni in merito all’ultima giornata.

Prossimo turno: Non ‘ngi stè nisciùne prossim’ turne...

Un sms per Ivana:

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Fuoco amico

di skanderbeg69 (08/05/2009 - 00:21)

Quando ho visto il furgone dell’esercito parcheggiato nel cortile del Palafiom ho pensato che il momento era giunto. A quasi 30 anni dal misterioso golpe Borghese, ecco un golpe che pone fine all’esperienza democratica della nostra Repubblica. Non solo Veronica Lario; anche le Forze Armate evidentemente non ce l’hanno fatta più ed hanno deciso di passare all’azione.

O magari si tratta semplicemente di ribaltare i destini del campionato di pallavolo a tre giorni dalla sua conclusione democratica. Se non siamo entrati nella zona play-off con le buone, ci entreremo con l’uso della forza.

Immagino colonne di carri armati che stanno attraversando l’Italia, dirette anche verso il PalaVestuti, il PalaSassi e il PalaAssi per instaurare la legge marziale e ribaltare la classifica. Fra un po’ ascolteremo un messaggio a reti unificate del presidente Vincenzo Lupo: “Italiani, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo; la classifica che dopo 29 giornate avrebbe determinato il successo di Trani, Salerno e Matera ha cessato di esistere. Nel riconsegnare nelle mani della Nati a Taranto la vittoria e la promozione in B1, le forze armate possono assicurarvi che gli avversari più pericolosi sono stati resi inoffensivi. Viva Taranto! Viva l’Italia!”

Mi sono fatto troppi film a colori; la realtà è molto più semplice. Il furgone delle Forze Armate ha condotto al Palafiom la Nazionale Militare di pallavolo per una partita amichevole contro le rossoblu. Credo che sia la prima volta nella nostra storia che ospitiamo una selezione nazionale. Ed è una nazionale pregiata, fresca reduce dalla medaglia di bronzo dei Mondiali in Germania l’estate scorsa.

Cristiana Zonca ne è la capitana; quindi gioca con loro. Traditrice...!

C’è anche il volto noto di Rosy Corigliano, ex San Giorgio ed ex Tempesta. Quant’è alta! Ma non ci sono limiti di statura per eccesso quando ci si sottopone alla visita militare?

L’incontro è gradevole, anche se ogni pallone giocato da Cristiana è inevitabilmente oggetto di commenti da parte delle compagne tradite: commenti minacciosi e vendicativi se fa punto; commenti sarcastici ed irridenti se sbaglia qualcosa.

Sono curioso: come si comporteranno in campo le soldatesse? Sono donne o caporali? In altre parole, la divisa che indossano impone loro un contegno diverso rispetto a quello delle atlete “civili”? Devono fare il saluto militare invece della stretta di mano al terzo tempo? Devono mettersi sull’attenti per ascoltare il loro coach durante i time-out? E quelle del coach sono indicazioni tecniche o sono ordini? Possono protestare con l’arbitro? Possono usare le armi per difendere i sacri confini del campo? Lo stato di guerra dev’essere dichiarato dal presidente della Repubblica, su mandato del Parlamento, oppure può essere deciso dall’allenatore?  Le giocatrici possono dire parolacce?

Proprio riguardo all’ultimo quesito, la risposta non tarda ad arrivare. Sì, possono dire parolacce; anzi sembra che debbano dirle quando la ricezione commette un errore (ne ho sentite 3 che iniziano con la emme, 2 delle quali pronunciate dalla capitana, ed una che inizia con la vi).

Nel complesso, comunque, è una squadra molto corretta, misurata ed anche simpatica.

A non conoscere mezze misure, neanche in amichevole, è Vittoria: grintosa e aggressiva come negli incontri ufficiali. Bello il pallone appoggiato all’angolino in bagher.

Due punti curiosi li realizza anche la Nazionale Militare: un appoggio del libero ed un attacco di Rosy con la palla che percorre in bilico due metri di nastro e poi atterra nel nostro campo. “E’ tutta classe!” afferma la panchina con le stellette, anche se poi l’opposto indica da sola la parte del corpo che meglio definisce questo tipo di punto.

Parziali: 25-22 il primo set; 25-12 il secondo.

Durante il secondo set Loriana Guglielmino, la centrale bruna della Nazionale, esprime un certo sconforto con sguardi molto eloquenti.

Molto interessante la ragazza, bisogna dire; speriamo che sia della Marina così c’è qualche speranza che ripassi da queste parti. Proprio il suo servizio efficace, fra l’altro, trascina le militari alla rimonta nel terzo parziale: da 13-8 a 13-16.

Anche Cristiana contribuisce alla riscossa e per questo il segnapunti, quello scostumato, le rivolge brutti gesti di nascosto.

Come reagire allo svantaggio? Simona Leone, dalla panchina, elabora una strategia centrata sulle armi chimiche, ma non quelle di cui si è parlato la settimana scorsa.

Tuttavia è costretta a rinunciarvi perché sarebbe una strategia contraria al Protocollo di Ginevra.

Le ospiti vincono il terzo set con il punteggio di 18-25.

Molto equilibrato il quarto: partono bene le militari (4-9), ma la NAT recupera (9-9) anche grazie ad una Désirée particolarmente determinata. Sull’ 11-13 c’è un ace-culo, aiutato dal nastro, di Cristiana. Che esulta pure...!

Michela, intanto, conferma di essere in grado di saper giocare efficacemente con i piedi oltre che con le mani.

Raggiunta la parità sul 16-16, le rossoblu passano in vanteggio, contengono la rimonta ospite sulla linea del Piave e chiudono il parziale sul 25-23.

Per quello che ci riguarda, appuntamento a sabato per l’ultima partita di campionato.

Alla Nazionale Militare, in questo periodo di stanza a Gioia del Colle, in bocca al lupo per i prossimi Mondiali in Brasile. Vi seguiremo con affetto.

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Pronto ad entrare in azione il pupazzo-kamikaze che colpirà Alessandra

di skanderbeg69 (06/05/2009 - 14:40)

E’ già entrato in Italia. Probabilmente si trova già a Taranto, nascosto in un covo di Al Qaeda.

Il suo nome di battaglia è Cony (nome che richiama il coniglio ma anche il CONI).

Stiamo parlando del terrorista kamikaze che sabato prossimo si lancerà contro la palleggiatrice della Nati a Taranto, Alessandra Certa.

Il militante è talmente sicuro di sé da aver diffuso in anticipo, tramite una videocassetta recapitata ad Al Jazeera e a Sport & Sport, il proprio testamento spirituale. E’ la prima volta nella storia degli attentati di matrice islamica; di solito, infatti, il messaggio video viene diffuso soltanto dopo il compimento dell’azione suicida.

Nel video la testa di Cony è cinta da una fascia verde con alcuni versetti coranici e sullo sfondo c’è un’immagine di Gerusalemme.

Dopo aver salutato con parole affettuose i propri cari, il terrorista dice: “Con la mia azione intendo mandare un messaggio alla FIPAV; noi dobbiamo essere multati nell’ultima giornata di campionato perché così vogliono le scritture. Ciò porta bene alla squadra e credo che il mancato raggiungimento dei play-off sia dipeso dal rifiuto degli arbitri di Taranto-Lanciano dell’anno scorso di indicare a referto il lancio del mio fratello martire Winnie the Pooh.

Mi sacrifico, dunque, nell’interesse della Nati a Taranto e voglio dire alla palleggiatrice Alessandra Certa che per lei non ci sarà sicurezza sul nostro parquet nella giornata di sabato. Se la mia azione fallirà, altri cento pupazzi martiri saranno pronti a prendere il mio posto e seguiranno Ale ovunque. Eventualmente anche alla discussione della tesi di laurea...”

Il 9 maggio al Palafiom saranno disposte misure di sicurezza eccezionali con metal-detector all’ingresso e perquisizioni personali. Sarà vietato introdurre ogni genere di borse e zainetti. La Prefettura sta addirittura valutando la possibilità di giocare la partita contro il Sarno a porte chiuse. Potrebbe essere chiuso lo spazio aereo sulla Puglia sospendendo i voli dagli aeroporti di Bari e di Brindisi per l’intera giornata.

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Montescaglioso-Nati a Taranto 0-3

di skanderbeg69 (04/05/2009 - 20:06)

Domenica 3 maggio 2009 – ore 18.00

Intanto mi scuso se non c’è stata la consueta presentazione di Montescaglioso, ma nella cittadina lucana non conosco nessuno. Avevo provato a contattare su Facebook la punta di diamante della squadra, ma mi ha rigettato. Quindi, alla fine, soltanto la prima e l’ultima trasferta (Aversa e Montescaglioso, appunto) sono rimaste senza presentazione.

Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Ivana (Ostuni), Vincenzo Di Pinto per l’ispirazione (Turi), Teresa (Benevento), Nello (Potenza), Ari-Gise-Vale-Vivi (Salerno), Rosa (Trani), Maria Rosa (Sarno), Antonio (Scafati), il sindaco Azzollini per l’ispirazione (Molfetta), Mel Gibson (Matera), Marianna (Battipaglia), Giulia (Sala Consilina) e Daniela (Tuglie). Avete elevato culturalmente questo povero blog in cui altrimenti si sarebbe parlato soltanto di cozze e di scoregge.

E grazie all'ispiratore Marco Urago; l'idea è stata anche sua.

A Montescaglioso sono stato soltanto in occasione di una partita ad inizio stagione. Quando il biglietto costava 5 euri.

      La fama del paese, almeno a Taranto, è legata soprattutto al bunker nel quale vivevano due dei più noti boss della nostra criminalità organizzata, ma sono certo che la località materana abbia altri motivi di interesse.

Potrei citare Carlo Levi e parlare della “virtù prima e antichissima di queste terre: l’ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all’ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero”. [1]

Parole che un po’ contrastano con l’urlo non proprio ospitale, “Tarantini di merda”, gridato da un isolato tifoso nel corso del primo set, ma dev’essere l’eccezione che conferma la regola.

Si parte, dunque, per l’ultima trasferta. Corre voce che una nostra giocatrice possa candidarsi a “sindaco della Rocca” e Sonia avrebbe già elaborato in suo favore la strategia elettorale vincente: “Convinco 3 persone a votarla e così siamo già al 60%…”

Durante il tragitto apprendo qualcosa in più sulla dieta dello sportivo: una nostra laterale ha pranzato con gnocchi, pasta, parmigiana, salsicce e polpettone ripieno con patate. Un pranzo normale. Figuriamoci al pranzo di nozze ce cos’ adda mangià…

A Taranto abbiamo lasciato il sole; a Montescaglioso ritroviamo l’inverno: temperature più rigide e pioggia.

Peccato che non ci sia Marcella; avrei voluto scattarle una foto accanto al cartello d’ingresso del paese: Scaglioso a Montescaglioso. Ci sarebbe Gianluca, in effetti, ma il maltempo scoraggia soste superflue.

Chi non si lascia impressionare dal maltempo è l’Armata Jonica, vicina alla squadra anche in una trasferta che non è proprio fondamentale per il nostro destino. “Questione di amore”, dunque, come il film.

Nati a Taranto a ranghi ridotti: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico (con una pancia sospetta...) e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Soltanto Silvia Mastandrea fa compagnia a mister Marcello Presta.

L’assenza di Desi causa un disservizio: la borsa medica rimane nello spogliatoio.

Ancora più frecàto sta il Montescaglioso, senza neanche un cambio a disposizione. Il quarto coach stagionale, Egidio Motola, schiera Alessia Tuselli, Claudia Tralli, Noemi Piscopo, Daniela Cianflone, Giuditta Tancredi, Federica De Leo e il libero Desi Timpanaro.

Un sostenitore si chiede se sia il caso o meno di indossare una sgargiante cravatta viola; il colore è indubbiamente alla moda, ma c’è chi lo considera poco indicato in chiave scaramantica.

Primo set

Fast di Cristiana, per iniziare, e la Nati a Taranto passa in vantaggio grazie ai colpi di Vittoria, Sonia e Michela (4-8).

Sul 7-10 c’è una temporanea sospensione del regolamento grazie alla quale le nostre ragazze possono toccare la palla quattro volte (sempre che non mi sia sfuggito qualcosa), ma alla fine non riusciamo a sfruttare questa opportunità. Poi, tornati al regolamento originale,  le nostre centrali incrementano le distanze (muro Vittoria, ace Cristiana).

Cedendo il posto al libero, Vittoria si accomoda su una sedia illecita della panchina e deve scalare a quella affianco.

Sull’11-18 (Michi), la pratica del primo set sembrerebbe archiviata, ma un’orgogliosa Planitalia ingarra la rimonta.

Il già citato sostenitore rompe gli indugi e decide di sfilarsi la cravatta. E’ una mossa che stava quasi per risultare vincente.

Dopo un ace di Tancredi, infatti, la formazione locale si affida alle due giocatrici di maggior talento ed esperienza, Piscopo e Cianflone; il conseguente 7-1 riporta le padrone di casa in parità (23-23).

Per fortuna, si sblocca Diesel-Corallo, che schiaccia punti importanti ed imposta una partita ricca di colpi efficaci e di salvataggi spettacolari. La NAT spreca un set-ball e poi chiude il parziale con un primo tempo di Vittoria ed una doppia delle azzurre (24-26).

Secondo set

Cristiana Zonca, un ufficiale piemontese sulle aspre montagne della Basilicata. Richiami storici al Risorgimento che si intrecciano con lo sport visto che la nostra bionda centralona sembra investita del compito di proseguire l’opera degli antenati sabaudi per assicurarsi il controllo del territorio. Un’altra settentrionale (solo di nascita e d’infanzia) le facilita la missione con alzate pregiate. Ma è tutta la squadra che sta girando bene, dalla difesa alla finalizzazione.

Nel frattempo è entrata Silvietta.

Niente cambi, ovviamente, nel Montescaglioso. Due ottime atlete, che risulteranno, non a caso, le migliori realizzatrici della serata (Cianflone 16, Piscopo 13) canalizzano buona parte del gioco, ma intorno a loro tante ragazzine promettenti fanno il loro dovere.

Una di queste è Giuditta Tancredi, sempre più somigliante alla ragazza col turbante, meglio nota come la ragazza con l’orecchino di perla. Oggi non ha lo stesso orecchino del Palafiom, ma indossa più o meno lo stesso turbante del ritratto di Vermeer.

C’è un break da 6 che conduce la Nati a Taranto sul 5-13 e questa volta non ci saranno rimonte. O meglio: il tentativo ci sarà, ma le rossoblu sono brave a contenerlo. Il momento critico va dal 13-21 al 19-23; a risolvere le cose sono la Corallina e l’ennesimo errore in battuta delle padrone di casa (Piscopo).

Finisce 20-25.

Terzo set

Un po’ a causa dello schema a farfalle (foto sotto), un po’ per i due aces consecutivi di Tuselli, Montescaglioso apre a proprio vantaggio il terzo parziale (5-2) e difende la posizione con Cianflone (6-4).

Ma non tiene fino al time-out tecnico perché c’è un altro break NAT: bel pallonetto di Silvietta, due muri ed un primo tempo di Vittoria e nel mezzo l’ennesimo colpo a sorpresa stagionale di Simona Leone, il libero col vizio del punto.

La leonessa appoggia in bagher, Ale fa velo sotto rete (non so quanto volontariamente) e il pallone atterra nel campo avverso.

E con questo sono sei.

Vendette trasversali: Vittoria mura Cianflone, Cristiana mura Cianflone, Cianflone mura Vittoria e De Leo mura qualcuna che mi è sfuggita. Poi c’è una fase un po’ loffia e ricca di errori.

Proprio Federica De Leo, però, si afferma come valida alternativa alle due top-scorer locali: sul 16-22 piazza tre colpi vincenti (19-23).

Le rossoblu stanno tirando i remi in barca visto che la squadra locale tende a danneggiarsi con le proprie mani: gli ultimi 10 punti delle nostre sono 8 errori delle locali, una furba palletta di Michi, molto positiva e continua, ed un riuscito attacco della Corallina. La futura sindaca della Rocca segna così il punto che chiude la partita (22-25).

Le ragazze vanno a raccogliere ed a ricambiare il meritato abbraccio dell’Armata Jonica, nonché quello di Simona Mereu.

La vittoria sul Montescaglioso riporta le rossoblu al quarto posto dato che Scafati ha perso a Sala Consilina. Al secondo posto sorpasso (praticamente definitivo) del Matera sul Salerno: le lucane perdono al tie-break con il Trani, ma le campane cedono l’intera posta ad un irrefrenabile Battipaglia nel derby. Tuglie salvo.

Nel bagno del nuovo e bel palazzetto di Montescaglioso osservo una cosa strana: non c’è soluzione di continuità tra i lavandini ed i vespasiani. Tutti allineati. Se sei distratto o sovrappensiero, finisce che pisci nei lavandini e ti lavi le mani nei vespasiani...

Con questa osservazione raffinata, rinvio i lettori all’ultima partita di campionato in casa con il Sarno. Onoreremo la tradizione del lancio del pupazzo su Alessandra. E’ vero, quest’anno la multa l’abbiamo già presa e quindi non c’è la necessità di sbloccare artificialmente la classifica del trofeo Bin Laden, però io sono dell’idea di ripetere il lancio. L’anno scorso fu divertente. [2]

Anzi, se Fabrizio Cafaro e Gianluca Catucci mantengono la promessa, potremmo incaricare proprio loro di onorare questa simpatica tradizione.

Tabellino: Montescaglioso-TARANTO 0-3 (24-26, 20-25, 22-25)

Planitalia Montescaglioso: Tralli 0, Piscopo 13, Tuselli 4, Cianflone 16, Tancredi 2, De Leo 9, Timpanaro (L) – All. Motola.

Aces 6, errori in battuta 14, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 9, Repice 11, Benefico 10, Tinelli 1, Mastandrea 3, Certa 1, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 4, muri-punto 5.

Arbitri: Vincenzo Sorrentino (SA) e Nadia Spagnuolo (CE).

Durata set: 32’, 25’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Matera-Trani 2-3, Battipaglia-Salerno 3-0, Sala Consilina-Scafati 3-1, Sarno-Aversa 3-0, Potenza-Benevento 1-3, Tuglie-Nojaturi 3-1, Molfetta-Ostuni 3-0,

Classifica: Trani 80; Matera e Salerno 68; TARANTO 53; Scafati 51; Sarno 50; Battipaglia e Benevento 49; Potenza 47; Sala Consilina 44; Tuglie 42; Molfetta 36; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 655,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Tuglie 400,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

      Movimenti in classifica con la Puglia in evidenza. Ostuni consolida il secondo posto e respinge la minaccia del Monte con 40 euri, frutto di un “servizio di asciugatura irregolare”. Non assente. Irregolare. In che senso? Gli stracci non erano omologati...?

Bel balzo in avanti del Tuglie: 250 euri per gli insulti e le minacce rivolte agli arbitri. Questi sono gli effetti della festa patronale della settimana prima... A questo punto è debacle totale per le squadre campane, che scalano al 7^ posto (Sarno).

Prossimo turno: Taranto-Sarno, sabato 9 maggio, ore 18.30, Palafiom, via Golfo di Taranto.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) LEVI, C., Cristo si è fermato a Eboli, Mondadori, Milano, 1968 (1^ ediz. Einaudi, 1945), pag. 136.

(2) Vedi post Palafiom Taranto-Lanciano 3-1 del 4 maggio 2008.

La foto della ragazza col turbante e della dei bunker sono tratte da http:// it.wikipedia.org.

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FIPAV: Al bando le armi chimiche

di skanderbeg69 (02/05/2009 - 08:45)

La pallavolo è uno sport magnifico, spettacolare, senza momenti morti; ogni volta che la palla viene messa in gioco è necessario costruire l’azione. La melina non esiste.

E poi – diciamo la verità – le giocatrici di pallavolo sono le atlete più belle rispetto ad ogni altra disciplina, anche se le generalizzazioni non sono mai opportune (si pensi alla tennista Maria Sharapova o alla cestista rossoblu Tiziana Cannella).

Ci sono però aspetti meno suggestivi nel gioco della pallavolo, che solitamente (e fortunatamente…) sfuggono agli spettatori e ai non addetti ai lavori. Le partite sono una battaglia sportiva, un confronto tecnico, ma non manca, talvolta, il ricorso a piccole astuzie non convenzionali: qualche provocazione, qualche parolina sussurrata sotto rete, qualche interruzione volta a spezzettare il gioco e a far innervosire le avversarie.

Tutto questo ancora ci può stare.

Quello che non sarà più tollerato dalla FIPAV è il ricorso alle armi chimiche.

La circolare n. 45/2009 della Federazione, che recepisce una raccomandazione dell’ONU, rappresenta una svolta epocale ed una conquista di civiltà, che rende il pianeta meno barbaro ed apre la porta alla speranza di un futuro di pace e di rispetto tra i popoli.

La circolare dice, in sostanza, che le scoregge sono bandite da tutti i parquet.

Per anni si è voluto tenere questo scabroso argomento sotto silenzio, ma adesso il tabù è rivelato e – allo stesso tempo – contrastato. Le giocatrici di pallavolo, per quanto belle, eleganti e femminili, sono esseri umani e come tali sono soggette a fenomeni di meteorismo. Basta con l’ipocrisia e il perbenismo. E diciamo la verità una volta per tutte: sui parquet si scoreggia a terremoto.

Quello che è grave è che spesso i peti sono utilizzati intenzionalmente come arma chimica. In allenamento si provano e si riprovano le tecniche belliche: trattenersi quando si è in seconda linea ed ammollare con discrezione quando si è sotto rete, dando con nonchalance le spalle (e qualche altra cosa) alle avversarie con la scusa di girarsi ad osservare l’esecuzione della battuta.

Addirittura si seguono diete che mirano a moltiplicare gli effetti nocivi delle scoregge: verdure da martedì a giovedì, possibilmente cime di rape, e poi fagioli tutto il venerdì e la mattina del sabato.

E non è un fenomeno che riguarda soltanto noi, sia chiaro. Nel nostro girone c’è almeno un’altra squadra (peraltro insospettabile) che ha addirittura elaborato lo “schema a puzzetta” e ce n’è un’altra che pratica degli strani rituali per allontanare la malasorte. La allontana a colpi di aria compressa, diciamo.

Ma ora la FIPAV ha detto basta: a partire dal campionato 2009-2010 i peti saranno considerati condotta fortemente antisportiva e dovranno essere sanzionati con l’espulsione dai direttori di gara. Il provvedimento avrà la durata di un intero set, durante il quale l’atleta espulsa dovrà stazionare in un’apposita stanza. Ben areata.

Gli arbitri, che si sono riuniti a Bracciano per discutere lo spinoso argomento, hanno però lamentato la difficoltà di individuare le responsabili: “Esistono vari tipi di scoregge, riconducibili però a due categorie principali: quelle sonore e quelle silenziose (le cosiddette loffe). Il rumore può favorire l’individuazione dell’emittente, ma nel caso delle scoregge silenziose sarà quasi impossibile scoprirne l’autrice. Al massimo si potrà sanzionare la squadra nel suo complesso”.

La FIPAV, però, sta cercando una soluzione a questo oggettivo problema. Dalla stagione 2009-2010 potrebbe essere introdotta la figura del terzo arbitro, che sarà dotato di uno speciale sensore in grado di rilevare le concentrazioni di aria inquinata. Incrociando il dato ambientale con la rotazione si dovrebbe scoprire la giocatrice responsabile dell’attacco chimico.

 

NOTA

Le persone ritratte nelle foto di questo post in ragione delle loro posizioni, anche se eventualmente riconosciute, non possono in alcun modo essere associate all’argomento trattato...

Tag: pallavolo,volley,sport

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