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Ale, fallo per me!

di skanderbeg69 (30/04/2009 - 18:54)

L’ho già scritto in passato: la giocata che preferisco in assoluto in questo sport è il tocco di seconda delle alzatrici.

Come preannunciato, ho appeso davanti al letto la foto che vedete in alto: il secondo tocco di Alessandra mi conduce verso i sogni migliori di notte e mi spalanca le porte di un sereno risveglio la mattina. Il più tardi possibile e facendo le dovute grattate, vi chiederò di collocare questa foto anche nella mia tomba. All’interno, in corrispondenza del volto.

Nel tocco di seconda c’è classe, c’è furbizia, c’è coraggio, c’è sorpresa.

Ogni giocatrice, peraltro, utilizza un proprio stile personale: tanto per restare in casa nostra, Marcella spinge giù la palla con determinazione, Ale è scientifica e leggiadra, Paoletta ricorre ad una specie di rovesciata.

Quello che vorrei far notare è l’efficacia dell’azione. Non sono supportato dal dato statistico preciso, ma, così a occhio, mi pare che questo tipo di azione abbia un’ottima percentuale di successo. Se non fanno punto, quanto meno le palleggiatrici provocano un po’ di scompiglio nelle difese.

Allora mi chiedo: perché non lo fanno più spesso? Anzi, perché non lo fanno sempre...?

Alessandra, prèstati ad una sperimentazione scientifica! Prova a vincere un intero set piazzando sistematicamente il secondo tocco.

E’ vero, l’efficacia di questo gesto dipende anche dall’effetto sorpresa; se lo ripeti spesso, non è più una sorpresa. Però io un tentativo lo farei: un intero set di secondi tocchi.

Ale, provaci! Fallo per me, dammi ‘sta soddisfazione. Rompiamo gli schemi. Fantasia al potere.

Se ci provi, quest’anno non ti lancio il pupazzo di peluche nell’ultima di campionato.

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Ecco la diciottenne napoletana festeggiata da Berlusconi

di skanderbeg69 (29/04/2009 - 20:36)

Divampano le polemiche sulle Euroveline (le gnocche candidate in quanto tali dal Popolo della Libertà) e sulla clamorosa presa di posizione della moglie di Berlusconi.

“Ciarpame senza pudore” è l’espressione usata da Veronica Lario in proposito. La moglie di Berlusconi ha anche affermato: “E’ la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti.”

Per la verità, Berlusconi non è mai stato un modello di moralità, anzi è l’antitesi vivente di molti valori cristiani (le sue tv trasmettono spazzatura e lui non potrebbe prendere la comunione, tanto per fare due esempi). Si direbbe che Berlusconi abbia scoperto di essere un paladino del cattolicesimo a partire dal 1993, l’anno in cui è entrato in politica. Ma la signora Berlusconi va oltre e riferendosi al consorte spiega: “Va in una discoteca napoletana alla festa di una diciottenne mentre non è mai venuto alla festa del diociottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

La seconda moglie di Berlusconi si riferisce ad un episodio poi minimizzato dal presidente del Consiglio: “Solo un brindisi e qualche foto” – ha spiegato il leader del PDL.

Ma chi è questa misteriosa ragazza napoletana di 18 anni?

Noi siamo riusciti a scovarla e ad intervistarla in esclusiva. La festeggiata dal premier si chiama Valentina Noemi Borrelli, fa la giornalista e gioca a pallavolo in un prestigioso club campano.

“Stavo festeggiando il compleanno in una discoteca di Casoria il giorno prima del vertice sui rifiuti. Improvvisamente si sono spente le luci e mi sono ritrovata di fronte Silvio Berlusconi. Veramente non era proprio di fronte; io sono alta 1,83 e mi sono dovuta piegare per vederlo. Mi ha chiesto se non fossi per caso nipote dell’ex procuratore di Milano, Francesco Saverio Borrelli. Gli ho detto di no e ha tirato un sospiro di sollievo.

Poi ha tentato di regalarmi un collier, ma gli ho detto di darlo come risarcimento a coloro che, seguendo i suoi consigli, hanno acquistato azioni ENEL ed ENI. Piuttosto – ho aggiunto - venda il Milan e diventi azionista di minoranza dell’Autoluna. Se arriviamo in B1 affronteremo spese non indifferenti ed un po’ di liquidità potrà esserci utile. Ha detto che ci avrebbe pensato.”

E’ contenta di questa improvvisa notorietà?

“Col cavolo. Se il mio coach scopre che stavo in discoteca alla vigilia della partita con il Matera, mi uccide. Meno male che poi abbiamo vinto.”

Come si è congedato il presidente del Consiglio?

“Proponendo una candidatura alle europee a me e alla mia amica Tiziana”.

Avete accettato?

“No, abbiamo da fare.”

 

NOTE:

I contenuti di questo post relativi alla diciottenne napoletana ed al suo incontro con Berlusconi sono evidentemente falsi e rispondono ad esigenze di satira. A tutela dell’immagine di Valentina Borrelli, si precisa che quest’ultima non ha mai incontrato Silvio Berlusconi. La vera diciottenne napoletana festeggiata nella discoteca di Casoria dal presidente del Consiglio si chiama Noemi Letizia.

La foto di Berlusconi e signora e quella del ministro Carfagna sono tratte da www. repubblica.it.

Tag: salerno,volley,sport,pallavolo,politica

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La provincia di Batman

di skanderbeg69 (28/04/2009 - 23:38)

Sono tra coloro che considerano le Province enti inutili. Mi riferisco alle amministrazioni provinciali, non già alla suddivisione delle regioni in territori più o meno omogenei e proporzionati alla popolazione. In altre parole, ritengo opportuno che in una regione come la Puglia vi siano sei prefetture, sei questure, sei ex-provveditorati, ecc., ma trovo inutile l’ente Amministrazione Provinciale, le cui poche competenze (scuole, trasporti, ambiente) potrebbero essere delegate ai Comuni o affidate alle Regioni. Molti risparmi, scarsi scompensi.

Secondo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori del celebre libro-denuncia La Casta, le Province (con la P maiuscola) servono solo a distribuire posti, ma, per quanto riguarda la loro effettiva utilità, non servono a niente. Anzi, spesso sono un ostacolo alla fluidità dei processi amministrativi.

“Non c’entrano quasi niente con tutto. Ma guai a dire che sono superflue, saltano su tutte come le beate vergini a difesa dell’onore”. [1]

Lo spettacolo letteralmente penoso offerto dai politicanti tarantini in questi giorni non solo conferma l’opportunità di abolire le Province, ma suggerisce che si inizi proprio da quella di Taranto in via sperimentale.

In Puglia, invece, nel 2004 è stata istituita la sesta provincia (Barletta Andria Trani) che dovrebbe diventare pienamente operativa quest’anno.

Non so se è per le perplessità espresse in apertura o se è per l’anomalia rappresentata da un capoluogo diviso per tre (Barletta, Andria, Trani, appunto) che ho sempre pensato con diffidenza a questa nuova realtà.

Indubbiamente si tratta di un territorio demograficamente significativo (384mila abitanti) e altrettanto indubbiamente ciascuna delle tre città che dà il nome alla sesta provincia è importante sia per quanto riguarda la popolazione (Barletta 94mila, Andria 98mila, Trani 53mila) che per quanto riguarda il valore storico, culturale ed economico.

Dev’essere la sigla BAT a darmi fastidio. Dev’essere questa anomalia del triplo nome che in Italia ha soltanto un precedente: la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, il cui centro più grande, Verbania, ha appena 30mila abitanti.

La sesta provincia non è ancora stata metabolizzata dalla gente. Io stesso, ad esempio, continuo a pensare a Trani e alla nostra più recente avversaria Primadonna Trani come ad espressioni della provincia di Bari. E, in effetti, non mi pare che esista un comitato provinciale BAT nella FIPAV pugliese. C’è Bari e basta.

Poi, ogni volta che compilo un modulo e mi trovo di fronte alla necessità di indicare la sigla della provincia in due caselle (TA, LE, FG, ecc.), mi chiedo: gli abitanti di Bisceglie o di Spinazzola che cosa scrivono? BA, BT o AT? Quale delle tre lettere di BAT sono costretti ad escludere?

Secondo me, ogni provincia dovrebbe avere il nome del capoluogo, ossia della città più grande. Una sola. E’ anche vero, però, che nel caso di Barletta Andria Trani, forse è proprio Andria (98mila) la località meno prestigiosa dal punto di visto storico-culturale (a parte Castel del Monte e a parte il fatto che si tratta comunque di un centro tanto grande quanto interessante). Trani, la meno popolosa, è invece la più illustre. E non soltanto perché ci gioca Rosa Ricci (che comunque contribuisce al prestigio in modo significativo).

Insomma, si faccia a sorteggio ma che il nome della provincia corrisponda a quello di una sola città: o Barletta o Andria o Trani.

Marsala, provincia di Trapani, ha 82mila abitanti; Trapani ne ha solo 70mila. Eppure Marsala non rompe le palle a Trapani pretendendo che la provincia si chiami provincia di Trapani-Marsala o addirittura di Marsala-Trapani.

L’importante è che venga accantonato questo orribile acronimo, BAT, che mi fa pensare a Batman. Dopo la Batmobile, ecco la Batprovincia!

A ‘sto punto, invece di BAT, chiamiamola provincia di Gotham City (sigla GC) e non se parli più; un nome neutro che accontenta tutti...

 

NOTE:

(1) STELLA, G.A., RIZZO, S., La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili, Rizzoli, Milano, 2007, 19^ ediz. (1^ ediz. 2007), pag. 221.

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Nati a Taranto-Trani 0-3

di skanderbeg69 (26/04/2009 - 14:57)

Sabato 25 aprile 2009 – ore 19.00

Festa della liberazione. Trani si libera della serie B2 e inizia la scalata verso categorie più consone al proprio blasone. Taranto e le altre squadre della serie B2 (non solo del nostro girone) si liberano di una formazione che non conosce sconfitte da 28 partite (l’ultimo a fregiarsi di questa impresa è stato Nello Caliendo).

Ma partiamo dall’inizio.

Virtualmente in B1 dopo la vittoria con il Salerno, la Primadonna attende solo la conferma matematica: servono due punti contro il Taranto (ma la promozione potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta se contemporaneamente perdesse anche il Matera a Salerno, incontro che inizia mezz’ora prima).

La festa è nell’aria e il popolo biancazzurro si riversa al Palafiom con ogni mezzo. E’ un tifo caloroso, vibrante, colorato, ma allo stesso tempo estremamente corretto.

L’Armata Jonica ha l’ingrato compito di tutelare i colori rossoblu in una partita sostanzialmente in trasferta, sebbene si giochi al Palafiom, e sarà un compito svolto con la consueta passione.

Michela prova, a suo modo, a stimolare la platea.

Ancora più arduo è il compito della squadra rossoblu, “agnello sacrificale” secondo la definizione di Marcello. C’è lo stimolo della vittoria di prestigio, quello della difesa del quarto posto e la dispettosa tentazione di fare da guastafeste. Ma si può tentare qualcosa soltanto a condizione di giocare al massimo delle possibilità e contro un Trani distratto, nervoso o presuntuoso.

Le nostre ragazze, a parte un secondo set sotto tono, faranno il loro dovere, ma Trani scenderà sul parquet con i giusti atteggiamenti: concentrazione assoluta e determinazione a far sì che l’esodo biancazzurro non sia avvenuto invano. Come a Ostuni l’anno scorso (qualcuno indossa la t-shirt di allora; io l’avìsse bruciàte a scans’ d’equivoci...).

Uno sguardo sugli spalti verso la minoranza locale: c’è Marianna, il nostro gioiello di famiglia più prezioso, reduce dall’A2 a Urbino; c’è Simona-di-metallo, sempre più bella; c’è Silvia che accompagna i suoi giovani talenti verso l’adesione all’iniziativa contro il fumo che la società ospite vuole esportare al Palafiom.

Fate come se foste a casa vostra, sembra essere l’andazzo di questa sera...

La campagna contro il fumo da sigarette nel Palafiom, veramente, equivale un po’ ad una campagna per la legalità nel Parlamento italiano o ad una conferenza sui diritti dell’infanzia dentro un circolo di pedofili; resta, comunque, il valore di una giusta causa ed anche l’arbitro, dopo aver nascosto il pacchetto nella tasca, acconsente allo svolgimento dell’iniziativa.

Formazioni.

Marcello Presta schiera Alessandra Certa in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Marcella Scaglioso e Sonia Tinelli.

Tony Chieppa e Pino Filaninno propongono Rosa Ricci alzatrice, Doriana Bisceglia opposto, Mina Annese e Giusy Caterina laterali, Rosalba Di Corato e Raffaella Balducci centrali, Marianna Del Rosso libero.

A disposizione e a fare casino dal terzo set in poi: Palma Monitillo, Rossella Di Bari, Roberta Valente, Adriana Isparro e Anita Casalino.

Devo muovere una critica alla squadra ospite, ma si tratta di una questione che riguarda quasi tutti: perché cambiare colori a stagione in corso? Che ci azzecca il rosso con l’azzurro dell’Aquila (Azzurra, appunto)? E poi – mi chiedo – perché non distinguere i colori delle due squadre che scendono in campo come si fa negli altri sport? E’ vero, nel volley, le squadre sono separate e non c’è il rischio di confusione, però a me non piace lo stesso che in campo ci siano contemporaneamente due squadre rosse, due squadre blu, due squadre verdi, ecc.

A proposito di colori, è mutata anche la tinta delle scarpe di Mina Annese: un bianco più sobrio anche se di giallo restano i lacci.

Primo set

Muro di Vittoria Repice. Dev’essere brutto per una squadra iniziare la partita subendo un muro-punto.

Ma Trani si riprende con due attacchi di Balducci ed uno di Annese, in fase di vistoso miglioramento dopo lo stop di un mese per via dell’infortunio al braccio (2-5).

Molti errori da una parte e dall’altra, 5 battute sbagliate in 12 scambi e poi Taranto pareggia con un attacco di Simona ed un magnifico tocco di seconda di Alessandra (7-7). Finalmente, dopo tre anni e mezzo di tentativi, sono anche riuscito a fotografarlo. Ne farò un ingrandimento da appendere in camera in modo tale che sia la prima cosa che vedo quando mi sveglio e l’ultima quando mi corico. Come Verdone nella scena iniziale del film Bianco, rosso e Verdone: l’emigrante lucano che al risveglio rimane in estasi guardando la foto di Causio...

Vedi: www.youtube.com/watch?v=Oiqavfc6Gmw

 

Ma per ora la foto del secondo tocco di Ale non la pubblico sul blog perché mi sarà utile per un altro imminente post.

Buona NAT, dunque, grazie anche al prezioso lavoro di Simona Leone in difesa.

Allungo tranese (8-11 con Caterina e Balducci) e recupero rossoblu con un bel muro di Silvietta (10-11).

Le nostre provano il consueto schema a farfalle (Ale e Cris, ma nel terzo set sarà rispettata ancora una volta la par condicio con Vittoria), poi però la centrale piemontese buca il parquet con un primo tempo perfettamente riuscito e Michela spinge il pallone sulle mani del muro avversario.

Pareggio (13-13)! La NAT c’è.

Annese vince un duello a rete con Ale e Di Corato si sblocca riportando le ospiti avanti di tre punti (14-17).

Splendida reazione tarantina: Simona, Vittoria (muro) e Michela: ancora pareggio (17-17).

Dopo il nono errore in battuta della serata, Michela mette a terra una pipe esemplare (18-18) e la Corallina replica ad una fast della Di Corato (19-19).

A questo punto, però, la Primadonna decide di prendersi il set. Il break inizia con un secondo tocco di Rosa Ricci (immortalato anch’esso, nella foto di copertina; stasera con la macchina fotografica ho avuto culo), prosegue con una ribattuta di Balducci su ricezione lunga e con tre errori delle tarantine (19-24).

Coach Marcello introduce Sonia al posto di Silvietta e la lascia in campo fino al termine.

E’ l’ennesimo errore in battuta a chiudere il primo parziale (20-25).

Secondo set

0-4 in favore del Trani ed è un punteggio rivelatore dei futuri sviluppi di questo set.

Dopo l’ace iniziale di Ricci, anche Caterina va a segno direttamente su battuta (1-6). Come sempre, l’ex-schiacciatrice della Tempesta si piazza ai limiti del territorio comunale per mettere la palla in gioco. Il caso vuole che in quel momento io mi trovi proprio nel punto esatto in cui viene a collocarsi l’attaccante tranese; la foto posso farla lo stesso, ma la telecronaca in streaming è un po’ compromessa dalla visuale completamente coperta...

Al massimo, potrei intervistarla in diretta.

Si alza anche il muro del Trani (Balducci) e si sblocca Doriana Bisceglia, che, come vedremo, risulterà decisiva negli ultimi scambi della gara.

Dal 3-8 (bel pallonetto di Sonia) fino al 5-17 la partita prende una strana piega: sistematicamente, ad ogni punto delle rossoblu ne seguono tre delle ospiti.

Molto bene in questa fase la centrale Rosalba Di Corato; ha un modo di piazzare la fast quasi infallibile, notavo già in Coppa Italia: è come se restasse sospesa in aria per una frazione di secondo ad osservare muro e difesa avversaria, poi scaraventa la palla nel punto e nel modo migliore possibile.

Stasera le nostre centrali sono “normali”; ad essere stratosferiche sono le due centrali tranesi, in particolare la Balducci che risulterà miglior realizzatrice con ben 14 punti. Unica in doppia cifra tra i due sestetti.

La “mossa di Rosa Ricci”, sul 5-15, stasera non riesce.

Il figlio, intanto, va in giro per la gradinata con una pistola giocattolo nella fondina. Al posto della trombetta usata in final four, stasera preferisce sventolare una bandiera azzurra.

Rosicchiamo qualche punto grazie a Cristiana, Simona e Vittoria (10-19), ma Annese e Bisceglia riportano l’Azzurra a +12. L’ex-manfredoniana trova un ace millimetrico, proprio sulla linea (11-23).

Non è stata una partita nervosa e questo ha un po’ agevolato il compito, ma mi sembra di poter dire che l’arbitraggio, soprattutto sui pochi punti contestati, sia stato praticamente perfetto.

Marcello offre a Désirée l’opportunità di giocare la fase finale del set, ma Vittoria non lo permette perché realizza due aces consecutivi. Micidiale il suo servizio: palla tesa che improvvisamente cambia direzione. Più che Gattuso, pare Roberto Carlos.

Poi, però, commette un errore anche la stella dello Stretto e lo scambio successivo porta la firma di Rosalba Di Corato (14-25).

Comunque vada, Trani ha conquistato un altro punto in classifica. Adesso non basterebbe neanche una vittoria al tie-break del Matera a tenere in corsa le lucane di mister Galtieri. Ma qualcuno sa cosa succede a Salerno?

Sì, Nico Aurora lo sa. Sa che al Palavestuti Salerno e Matera sono sull’ 1-1 e Salerno sta vincendo il terzo set. E sa che l’eventuale successo del Salerno nel parziale in corso, alla luce dello 0-2 del Palafiom, significherebbe B1 per la Primadonna.

Lo sa, ma non lo dice per non deconcentrare la squadra.

L’avesse detto a me... Avrei provveduto io a divulgare la notizia: “Rosa! Mina! Ragazze! Siete già in B1! Potete festeggiare! Mettete champagne nei vostri Polase, anzi Polase nei vostri champagne! Datevi alla pazza gioia (sottinteso: ...e fateci vincere la partita).

Terzo set

Sale la febbre nel lato biancazzurro della tribuna. I cori diventano sempre più espliciti. Il sestetto tranese, schierato ai lati del campo in attesa di rientrare per il terzo set, saltella e applaude.

Ecco un’altra esperienza nuova. Cosa si prova a fare da avversari di una squadra che sta per festeggiare una promozione? C’è tanta gente che è venuta da fuori, tante aspettative, tanta voglia di festeggiare.

Il coach ha parlato di “agnello sacrificale”. Io la vedo così: Trani è oggettivamente più forte di Taranto e probabilmente avrebbe vinto contro di noi in qualunque momento del campionato (dico probabilmente perché lo sport non è una scienza esatta) e poi, per come stanno le cose in classifica, Trani andrebbe comunque in B1. Se non oggi, fra qualche giorno. Date queste premesse, che sia proprio il Palafiom a diventare luogo di felicità, sia pure non nostra, a me fa piacere. Naturalmente preferirei la vittoria di prestigio rossoblu, ma, in un certo senso, mi imbuco alla festa...

Ma c’è ancora da giocare e la Nati a Taranto disputerà un terzo set di qualità ed orgoglio. Strepitosa, in particolare, la partita di Simona Leone.

Michela realizza i primi punti jonici (3-3), ma la squadra ospite va in vantaggio al primo time-out tecnico (6-8). Il citato giornalista Nico Aurora riferirà a fine gara che questo è il vero istante in cui Trani va in B1 (Salerno, infatti, chiude vittoriosamente il terzo set: 2-1).

Pallonetto di Vittoria ed ace di Alessandra (8-8), poi c’è un accenno di contestazione (peraltro contenuta) di Balducci con la capitana Ricci che zittisce la compagna tappandole la bocca con le mani. Che metodi. La palleggiatrice, dunque, dispensa sorrisi ma poi governa lo spogliatoio con sistemi cruenti...

Sul 9-11 inizia una fase caratterizzata da molte imprecisioni su entrambi i fronti. Si arriva in questo modo all’11-13. Le attaccanti tranesi spediscono due palloni fuori mentre Cristiana e Simona vanno a segno. E’ un break di quattro punti che vale il sorpasso per la NAT (15-13)!

Secondo tocco di Ricci, fast di Di Corato e diagonale della Corallina (16-15).

Ultimi errori in battuta della serata: uno per parte (17-16). In totale ho calcolato 8 battute sbagliate per Taranto, 11 per Trani. Un’epidemia.

A proposito di statistiche, Taranto-Trani è una sfida decisiva anche per l’ultima piazza del trofeo Bin Laden (Trani 0 euri, Taranto 40 euri). Cosa possiamo fare per farci superare? Fateci vincere almeno una cosa!

La partita prende definitivamente la direzione di Trani: dopo 6 punti consecutivi (con la solita Balducci in evidenza), dopo due time-out di Marcello, Trani è a tre lunghezze dal traguardo (17-22).

Giusy Caterina: prima fuori (18-22), poi dentro (18-23).

Fuori l’attacco di Annese (19-23), ma Bisceglia va a segno (19-24) e regala alla propria squadra 5 palle-set, ossia 5 palle-match, ossia 5 palle-B1.

Prima, però, c’è un anomalo time-out chiamato da coach Chieppa. Sta andando tutto bene per lui; vuole soltanto qualche secondo di tempo per infilarsi la maglia con la scritta “Benvenuta B1”. Lui e le ragazze della panchina.

Alla ripresa del gioco c’è uno scambio infinito. La nostra Leonessa, il libero rossoblu, rintuzza eroicamente tutti gli attacchi ospiti mentre il pubblico tranese conta “uno-due-tre” non sapendo che porta sfiga e che così non si fa mai punto. Dopo un quarto d’ora viene servito un pallone in posto due: Doriana Bisceglia schiaccia il pallone che vale la serie B1.

In realtà, il pallone della B1 del Trani deve averlo schiacciato qualche minuto prima, al Palavestuti, Gisela Scialacomo o Nunzia Campolo (ce lo faremo raccontare), ma detto così pare brutto.

Suona meglio attribuire ad un’attaccante tranese la maternità del punto che vale un campionato. E Doriana se lo merita.

Fa piacere essere i primi a congratularsi di persona con questa squadra eccezionale. Sono le più forti, il loro gioco è un inno alla pallavolo, la promozione con due turni d’anticipo è ineccepibile. Quindi complimenti al presidente, ai tecnici, allo staff, alla signora antifumo, a tutte le giocatrici e ai tifosi che l’hanno seguita sin qui.

A me è piaciuta anche la Nati a Taranto di questa sera. Non era in condizioni perfette e non ha certamente giocato la migliore partita possibile, però l’impegno non è mancato; ci sono state fasi molto positive e spettacolari e in due set abbiamo dato filo da torcere. Usciamo dal... Palafiom di Trani a testa alta come siamo usciti a testa alta dal tensostatico di Tuglie; brave ragazze.

Tabellino: TARANTO-Trani 0-3 (20-25, 14-25, 19-25)

Nati a Taranto: Zonca 3, Corallo 8, Repice 6, Fiore 0, Benefico 5, Scaglioso NE, Tinelli 3, Mastandrea 1, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 8, muri-punto 4.

Primadonna Trani: Bisceglia 9, Ricci 5, Annese 9, Di Corato 9, Monitillo NE, Balducci 14, Caterina 7, Di Bari NE, Valente NE, Isparro NE, Casalino NE, Del Rosso (L) – All. Chieppa e Filaninno.

Aces 5, errori in battuta 11, muri-punto 3.

Arbitri: Simone Chimento (CS), Carmine Brescia (CS).

Durata set: 23’, 21’, 25’ – Durata totale dell’incontro: 1.15’.

Altri risultati: Salerno-Matera 3-1, Scafati-Battipaglia 3-0, Benevento-Sala Consilina 3-1, Ostuni-Sarno 1-3, Nojaturi-Potenza 3-2, Molfetta-Tuglie 3-2, Aversa-Montescaglioso 0-3.

Classifica: Trani 78; Salerno 68; Matera 67; Scafati 51; TARANTO 50; Sarno e Potenza 47; Battipaglia e Benevento 46; Sala Consilina 41; Tuglie 39; Molfetta 33; Nojaturi 29; Montescaglioso 16; Aversa 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 365,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Una sola ammenda: 40 euri al Sarno per il servizio asciugatura.

Amminizione a Pierfrancesco per aver tentato, con destrezza e con l’aggravante del danneggiamento, di allagare la palestra di Sala Consilina non riuscendo nell’intento in ragione del tempestivo intervento di un idraulico e dei Vigili del Fuoco.

Prossimo turno: Montescaglioso-TARANTO, domenica 3 maggio, ore 18.00, PalaWojtila, via Pirro del Balzo.

Un augurio per Simona:

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Auguri coach

di skanderbeg69 (22/04/2009 - 12:00)

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Chiavi di ricerca - marzo 2009

di skanderbeg69 (21/04/2009 - 16:10)

Scusate l’autoreferenzialità, ma è da tempo che non mi soffermo sulle chiavi di ricerca. Tecnicamente, per chiave di ricerca si intende la parola o la frase che viene digitata su un motore di ricerca (Google, Yahoo, ecc.) ed attraverso cui si arriva a questo blog.

Chiunque può verificarle da solo cliccando sul quadratino Shiny Stat in fondo alla pagina di skanderblog.

A volte vengono fuori cose curiose (o inquietanti, dipende dai punti di vista).

     Alcune chicche del mese di marzo: palafiom sports arena taranto (come suona fico; altro che palazzetto), classifica culi pallavoliste (che sia il caso di dare soddisfazione a questo interesse filosofico dei lettori?), cacca volante (cercata due volte, non una), sarno al voto che confusione (vedeste a Taranto…), “cristiana zonca” sposata (e non ci ha detto niente…!), avviso da mettere nel bagno (un altro argomento aulico), cosa c’è nella cartellina dell’allenatore pallavolo (sarà uno dei prossimi grandi quesiti dell’umanità), donne che ricevono in casa i clienti con massima serietà in scafati (massima serietà, mi raccomando), elogio allo stronzo (chi soffre di stitichezza potrebbe anche averlo scritto), facciamo scoppiare la rivoluzione in italia (ma sì! Escluso ore pasti, però), fetta di culo con una ciliegina (questa poi…),
il numero di telefono di sonja popovic
(la Popovic è una delle giocatrici croate del calendario, ma non credo che il suo numero si trovi così facilmente su internet), ricetta lu pullu cusutu ‘n/culu (l’ha illustrata Checco Zalone in tv: si apre dalla parte retrostante, si levano tutte le interiora e poi si rificcano dentro con veemenza, e si mette anche lu peperoncinu…), uso alternativo della panchina (non oso immaginarlo), visualizza i messaggi sul blog di annarita fonsdituri (Annarita, visualizziamo ‘sti messaggi…!).

Tag: volley,sport

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Tuglie-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (19/04/2009 - 17:51)

Sabato 18 aprile 2009 – ore 19.00

Vangelis, Momenti di gloria...

La musica diffusa nel prepartita agevola i ricordi. Il tensostatico di Tuglie è un luogo ormai sacro nella storia della Nati a Taranto. Qui, il 5 maggio del 2007, conquistammo la promozione in serie B2 al termine di una partita intensa ed emozionante. Chi se la scorderà mai?

Fra l’altro su You Tube c’è ancora il video dei punti finali e della conseguente, irrefrenabile esultanza girato da Fabio con il telefonino:

http://www.youtube.com/watch?v=t6csQeSPAVM

Io ancora mi commuovo quando lo rivedo.

Oggi la situazione ed il clima sono diversi: la Nati a Taranto non ha più nulla da chiedere a questa stagione, se non un quarto posto privo di effetti concreti e l’esigenza di garantire la regolarità del campionato. Molfetta ci guarda... Come ci guarderà Matera sabato prossimo...

La partita di oggi e l’approccio straordinariamente grintoso delle ragazze dimostreranno che gli stimoli di squadra e individuali non mancano e vanno ben al di là della mera serietà professionale. Altro che demotivazione.

Anche Tuglie non sembra particolarmente allegra: non è stato il campionato che poteva essere. Vincere a Trani nel girone d’andata e poi – dopo l’infortunio alla stella Ida Taurisano - trovarsi a lottare per la salvezza in quello di ritorno è una situazione che evidentemente non infiamma il paese, distratto – peraltro – dalla festa patronale.

Poca gente al tensostatico, quando due anni fa non c’erano posti neanche in piedi. Clima mesto.

Non momenti di gloria, dunque, ma momenti di grande agonismo sì.

Cerchiamo di conquistare due spettatori in più: Michela invita Divina Felline; io invito Monica di Forzaragazze. Non vengono. Col cavolo che adesso continueremo a trasmettere i comunicati al sito...

Un’altra data indimenticabile è il 31 marzo 2007, la prima volta che Valeria Montagna arbitrò la nostra squadra.

A distanza di due anni, finalmente, la FIPAV si è decisa a designare nuovamente l’avvenente brindisina alla direzione di un nostro incontro. Una divina nel tensostatico, quindi, c’è. Quante emozioni, stasera...

Formazioni. Tonino Cavalera propone Valeria Spano in palleggio, Monica Casalino opposto, Neire Scupola e Titti Romano di banda, Anna Maria Isceri e Pamela Antonino centrali, Daniela Calò libero. In panchina le baby terribili Eleonora Carbone e Giorgia Valente.

In panchina c’è anche Ida Taurisano, ma si sa che non potrà giocare. E’ lì soltanto per fare terrorismo psicologico con la sua presenza...

Nati a Taranto: Alessandra Certa palleggiatrice, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

Désirée non c’è perché vuole più bene alla squadra di serie D che a quella di serie B2. Questa ce la leghiamo al dito.

Fanno compagnia a coach Marcello Presta: l’acciaccata Sonia Tinelli e l’infortunata Marcella Scaglioso. Quest’ultima fa solo atto di presenza; sarà per questo che tarda a schierarsi per la presentazione delle squadre.

Primo set

Ace di Scupola.

Ooops, non è che sarà una serata di sonnolenze?

No, non lo sarà: è Michela che reagisce, ma poi regaliamo troppi errori offensivi alle padrone di casa, a segno quasi con tutte le atlete del sestetto.

L’ace di Isceri chiude il primo ciclo della partita (9-5).

Inizia a questo punto un secondo ciclo che si chiama Vittoria Repice. Un ciclone, più che un ciclo: fast, primo tempo, due ribattute su ricezioni lunghe, due muri (uno dei quali con Silvietta) e una palletta.

Tutto lei.

L’ace di Alessandra chiude un break di nove punti (9-14).

Vittoria aveva dimenticato di estrarre il pallonetto dal proprio repertorio tecnico e provvede subito a colmare la lacuna (10-15).

Tuglie si riprende: Scupola, Romano e Casalino agguantano il pareggio fin troppo presto (17-17), ma a questo punto inizia lo show dell’altra nostra centrale, Cristiana Zonca.

Straordinaria: tre primi tempi e una fast con in mezzo una pipe magnifica ed un ace-culo di Michela (17-24).

Da sottolineare anche la serata di grazia di Alessandra, che apre il gioco in tutte le direzioni. Fra un po’ attaccheremo anche dal sottoscala.

Spediamo sulla rete e sull’asticella le prime due palle-set, ma la terza è quella buona: Daniela Calò compie un miracolo sulla bomba di Simona, ma il successivo pallonetto di Cristiana finisce in campo: 19-25.

Secondo set

Tuglie attacca con Scupola e Romano; Taranto replica con un altro punto-culo aiutato dal nastro (Silvietta) e soprattutto con le due centrali venute da lontano (altri due punti di Cristiana, altri tre di Vittoria).

Da lontano ma non troppo: Cristiana non è tedesca - preciso a beneficio degli spettatori che hanno formulato questa ipotesi. E’ di Novara, provincia di Taranto – come dice lei. Ormai non fa altro che rispondere “ce vuè?” a chiunque le rivolga la parola. Direbbe “ce vuè?” anche al Capo di Stato Maggiore se la chiamasse a rapporto.

Sull’8-7 fuga delle salentine: bel pallonetto di Isceri, primo tempo a farfalle delle nostre, fallo di posizione, fast di Antonino, invasione rossoblu e diagonale di Casalino (14-7).

Fast di Vittoria con conseguente urlo.

L’arbitra Valeria ne ha abbastanza: convoca Vittoria e Titti e spiega loro che le squadre stanno disturbando la quiete pubblica. Ha ragione. Che stiamo, al mercato?

Fra l’altro fuori c’è la processione dell’Annunziata e sarebbe disdicevole disturbare.

Se il paese si affida alla Madonna, coach Cavalera (che, pure lui, in fatto di urla non scherza; è peggio di Scanferlato) preferisce contare sui brillanti riflessi della capitana Calò.

La Nati a Taranto si affida, invece, in questo momento, al nastro (cioè al culo), che per la terza volta inganna le avversarie. L’ace è di Simona.

Ancora un primo tempo a farfalle (prima Vittoria, adesso Cristiana; la par condicio è rispettata) ed uno spettatore si chiede: “Ma lu fannu apposta...? E’ nu schema...?”

La gaffe è cancellata da due muri e da un altro pallonetto-capolavoro del sottotenente di vascello, oltre che da un ace di Michela. Parziale riaperto: 20-17.

Lo richiudono Romano e Spano, quest’ultima con un astuto tocco di seconda (25-20).

Terzo set

Nell’intervallo Daniela Calò, dalla panchina, ordina a Pamela Cervellera di andare a prendere una bottiglia d’acqua. Per chi l'ha presa, per la garzona del supermercato? Almeno le avrà dato la mancia per il servizio a domicilio?

Il terzo parziale è quello del grande equilibrio, dall’inizio alla fine. E quante emozioni, che intensità!

Il muro rossoblu continua a fare faville, ma Scupola e Casalino tengono le padrone di casa agganciate.

Sul 5-6 inizia una fase caratterizzata da errori, ma sono errori distribuiti quasi equamente sui due fronti. Tuglie predilige le battute, Taranto gli attacchi. Mi sorprendono alcuni errori vistosi della Casalino, anche palloni da appoggiare semplicemente nel campo avverso. Non è da lei. Ma comunque, alla fine, pur non giocando benissimo, 15 palloni a terra li ha messi.

L’Italgest ottiene un vantaggio di tre punti sul 17-14. E’ a questo punto che il set decolla, regalando spettacolo.

Coach Marcello rischia Sonia. Sarà ben ripagato.

Due punti consecutivi della nuova entrata ci portano sul 19-18.

Due attacchi del Tuglie finiscono fuori ed uno sulle mani di Michela a muro (21-21).

Time-out salentino, con Cavalera incazzatissimo.

Bomba di Michela e attacco vincente di Simona (22-23), poi Cristiana, con una fast imperiosa, ci regala il primo set-point (23-24). Lo annulla Romano con l’ennesimo mani-fuori.

Dentro Valente per Casalino, ma soltanto per servire, visto che i 5 errori dell’esperta ex-brindisina devono aver messo in agitazione il tecnico locale. La piccina non si emoziona, poi Michela salva un incredibile pallone di piede e Vittoria mette a frutto l’impresa della compagna (24-25).

Quest’anno i piedi ci hanno regalato diversi punti (ricordiamo ancora il piede di Clara nel tie-break con il Battipaglia).

Muro di Isceri ed anche il secondo set-point è annullato (25-25).

L’atto conclusivo del parziale è firmato dal Gattuso del volley femminile, Vittoria Repice: fast e primo tempo!

25-27 dopo 33 minuti di passione.

Quarto set

Tuglie reagisce bene al colpo ed inaugura il quarto set con un eloquente 6-0. Ale, adesso, preferisce affidarsi alle attaccanti: 2 punti Michela, 2 punti Corallina, 3 punti Sonia e siamo a ridosso delle salentine (13-12).

Scupola è un po’ imprecisa e mister Cavalera getta nella mischia (questa volta per restarci) Giorgia Valente, che fa punto al primo tentativo.

La partita, intanto, diventa sempre più nervosa. Sonia commette un’invasione, protesta e viene ammonita.

Neanche Marcello la prende bene e persino Ale sottopone qualche osservazione alle gentili orecchie dell’arbitra. La nostra palleggiatrice non ha mai detto niente a nessuno; proprio stasera deve fare casino?!

Spero che il flusso dei miei pensieri, colmi di ammirazione, raggiunga il seggiolone e prevalga sulle voci ostili che in questi momenti salgono dal parquet. L’affetto prevalga sull’odio, la pace prevalga sulla guerra.

Sebbene il gioco delle rossoblu continui ad essere molto valido, adesso Tuglie sta difendendo bene, grazie soprattutto alla capitana Calò, mentre Romano continua a sfruttare a proprio vantaggio le mani del muro ospite (22-15).

Ormai sono due anni che Calò e Romano si scambiano i ruoli e quindi le maglie nel corso della stagione. Speriamo che abbiano almeno la stessa taglia.

Ci sono scambi lunghissimi, estenuanti. Sarà per questo, forse, che le ragazze chiedono ripetutamente la verifica della rotazione; un modo per riprendere fiato.

Cresce Simona Corallo e attacca, da destra e da sinistra, ma la speranza riaccesa dalla nostra giovane schiacciatrice viene soffocata dall’ancor più giovane Giorgia Valente (25-21).

Tie-break

L’avvio è teso, con qualche errore di troppo. Dopo l’ace di Antonino, passa da destra la ronda padana e subito dopo quella fragagnanese (3-5).

Ribaltone Romano (6-5) e duplice azione offensiva della Valente (9-9).

La svolta decisiva della partita prende avvio da una magia di Vittoria Repice: splendido pallonetto che spiazza la difesa tugliese.

Valente stavolta tira fuori e Michi va a segno da posto quattro (9-12).

Scupola, rientrata sul parquet, schiaccia il pallone della speranza, ma Michela tira una sventola che colpisce il libero locale e poi schizza fuori.

Sull’11-13 il culo aiuta gli audaci – dice più o meno il proverbio. Il nastro non vuole mettersi a contrasto con Michela visto che oggi la ragazza... si stizza cu nienti e così spinge dolcemente la palla nella metà campo avversaria. La rete, invece, blocca l’ultimo assalto di Neire Scupola, a conclusione di uno scambio in cui una scatenata Alessandra ha provato a fare punto in tutti i modi (11-15).

Bella partita delle rossoblu, nonostante gli allenamenti settimanali complicati dalle indisponibilità. Bella prova di carattere, soprattutto. La contemporanea sconfitta di Scafati ci consolida al quarto posto.

Per Tuglie il punto è pesante, in ragione della contemporanea sconfitta dell’Azzurra Molfetta a Sarno.

Non conosco ancora il risultato di Trani; in ogni caso, comunque vada con il Salerno, non ci sarà la promozione matematica perché il Matera ha vinto. Questo rende ancora più probabile l’invasione biancazzurra del Palafiom sabato prossimo, con tifosi carichi di champagne.

Due parole sul Battipaglia. Intanto la classifica del girone di ritorno sarebbe questa: Trani 36; Matera 32; Salerno e Battipaglia 31; Potenza 25; Scafati 21; Taranto 19; Benevento e Sala Consilina 18; Sarno 15; Molfetta 12; Tuglie 11; Nojaturi 10; Montescaglioso 6; Aversa 3; Ostuni 0.

Poi voglio ricordare la previsione del mago Trumpet:

“I progressi tecnici della squadra campana proseguiranno per tutto il 2009: bel gioco, ottimi risultati e finanche una serie positiva di sette vittorie consecutive tra gennaio e febbraio. Una giocatrice di un segno d’aria riceverà a fine stagione un’offerta per giocare in serie A2.

Salvezza garantita e rilevante miglioramento tecnico individuale per tutte le atlete, ad eccezione di quelle nate nel segno dello Scorpione. (...)”.

Tranne l’ultima parte sullo Scorpione ed una lieve sfasatura temporale, credo di aver individuato il mio nuovo lavoro...

Tabellino: Tuglie-TARANTO 2-3 (19-25, 25-20, 25-27, 25-21, 11-15)

Italgest Tuglie: Carbone 0, Romano 15, Antonino 3, Scupola 15, Spano 5, Casalino 15, Taurisano NE, Isceri 5, Valente 3, Calò (L) 2 – All. Cavalera.

Aces 7, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 22, Corallo 8, Repice 19, Benefico 13, Scaglioso NE, Tinelli 8, Mastandrea 6, Certa 3, Leone (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 5, muri-punto 10.

Arbitri: Valeria Montagna (BR), Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 25’, 26’, 33’, 29’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.22’.

Altri risultati: Matera-Scafati 3-1, Battipaglia-Benevento 3-1, Sarno-Molfetta 3-0, Trani-Salerno 3-1, Potenza-Aversa 3-0, Sala Consilina-Nojaturi 3-1, Montescaglioso-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 75; Matera 67; Salerno 65; TARANTO 50; Scafati 48; Battipaglia e Potenza 46; Sarno 44; Benevento 43; Sala Consilina 41; Tuglie 38; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa e Montescaglioso 13; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Tutti buoni la settimana scorsa. In questa non sappiamo...

Prossimo turno: Taranto-Trani, sabato 25 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

Un sms per Ivana:

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Auguri, Clara

di skanderbeg69 (18/04/2009 - 15:00)

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Tuglie, dove niente è come sembra

di skanderbeg69 (16/04/2009 - 20:54)

Danielà Calò, capitana dell’Italgest, ci introduce alla scoperta di Tuglie. Per noi della Palafiom NAT il paese salentino è legato soprattutto ad un luogo e ad una data: tensostatico, 5 maggio 2007. Al termine di un’indimenticabile stagione le rossoblu conquistarono quel punto che le separava dalla storica promozione in B2. L’Italgest ci ha raggiunti dopo un anno e adesso ci apprestiamo a ritornare per la prima volta su quel parquet. Chissà cosa proveremo. C’erano Marcello, Michela, Alessandra, Sonia, Désirée, Silvietta. C’erano Pamela, Tiziana, Valeria, Neire. E c’era Daniela, anche se per lei quella fu una partita particolarmente sfortunata (forse lei preferisce ricordare il Tuglie-Taranto dell’anno precedente...).

Il contributo di Daniela e le sue immagini ci raccontano di una Tuglie sorprendente, almeno per me che ero stato soltanto al tensostatico. Pietre, natura, sapori e tradizioni. Oltre che un posto incantevole, quello che emerge è soprattutto il grande amore che la capitana nutre per quella terra. E per quella maglia.

Ciao Michele…

come promesso ti parlerò di Tuglie, un paesino del Salento (lu sule, lu mare e lu ientu!) che conta all’incirca 5.300 abitanti.

Per tale occasione mi munisco della mia modestissima macchinetta digitale…

La qualità delle foto non è delle migliori, ma mi scocciava estrapolare o meglio scopiazzare immagini a destra e manca…

Wow! Alla scoperta di Tuglie…seguimi!

Il centro storico è caratterizzato da splendide viuzze, dove “Nulla è come sembra”…

Infatti, vie che apparentemente appaiono normalissime nascondono delle vere e proprie Corti…Timorosamente mi sporgo leggermente…noto che al loro interno vi sono ancora vecchi pozzi, pileddhe, focaliri…

Il cuore del paese è la sua piazza…qui potrai ammirare come la Chiesa Madre risalti in tutta la Sua maestosità…Descriverla non posso…solo con gli occhi potrai carpirne la bellezza…

A distanza di pochi metri, ma in direzioni opposte, potrai visitare il museo della Radio e della Civiltà Contadina…

Se invece vorrai godere di uno splendido panorama paesaggistico dovrai salire sulla piccola collina del Montegrappa...da strategici punti potrai ammirare il paese visto dall’alto e, guardando all’orizzonte, gli splendidi colori del Salento…

Per quanto riguarda la gastronomia ti posso consigliare:

La Puccetta da Pastore!

La Sardizza (salsiccia) da Roberto!

Le Purpette dell’Albertina!

Il vino da Calò!

Le pizzette da Illollò!

La “Banana” (è un dolce) da Provenzano!

I pasticcini da Dolce Vita!

 

      Basta??? Ci sono tante e tante altre cose ma credo che queste possano bastare! Altrimenti intaso il blog!

Purtroppo ti sei perso “Le Caremme” … La Caremma è una simpatica vecchietta/fantoccio che simboleggia l’inizio della Quaresima e viene bruciata la sera di Pasqua. Questa viene appesa o appoggiata un po’ dappertutto, ma nella maggior parte dei casi sulla casa di chi viene creata…

Immagina di camminare per le vie del paese e, ogni tanto, vedere su un cornicione, un balcone, una ringhiera o una sedia, queste piccole vecchiette…è molto carino…e divertente…Peccato ti sarebbero piaciute!

Però ti troverai giusto a pennello per la festa patronale della Maria SS. Annunziata…Il paese sarà in festa…chissà che…

 

Tuglie è la mia squadra da 6 anni…Sin dall’inizio ho sempre avuto la sensazione di essere a casa…non mi è mai mancato nulla…per me Tuglie vuol dire semplicemente “famiglia”.

La società è encomiabile…Forse potrai pensare che sono di parte…ma sono sicura di non sbagliarmi!

Quest’anno purtroppo siamo state/i sfortunate/i…

Ma…non abbiamo smesso di lottare…

D'altronde, come m’insegni: “NULLA UNISCE LE CREATURE QUANTO LA SVENTURA AFFRONTATA INSIEME E FELICEMENTE!”

Un bacio

Daniela

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Sorpresa nel testamento di Pavarotti: "Lascio tutto alla Palafiom"

di skanderbeg69 (15/04/2009 - 06:50)

Che qualcosa di strano fosse nascosto tra le righe del testamento di Luciano Pavarotti lo si era intuito da tempo. Ma a suscitare scalpore non sono le percentuali dei beni divisi tra la prima moglie, i figli e Nicoletta. La notizia-bomba è nascosta in una piccola clausola, che è stata resa pubblica da un notaio emiliano: la quasi totalità dei beni del compianto tenore monegasco finirà ad una squadra di pallavolo di Taranto.

La clamorosa determinazione di Pavarotti nasce da una scommessa. Sembra che il tenore, pochi giorni prima di scrivere la ventottesima versione del testamento, abbia incontrato Andrea Giani in un ristorante di Modena. I due hanno discusso di lirica, di maxiconi e di sport finché l’ex-nazionale non ha confidato al tenore di essere rimasto impressionato da una squadra femminile tarantina, l’allora Polisportiva Palafiom (oggi Nati a Taranto), vista in un incontro su Sky commentato dall’amico Zorzi (Oria-Palafiom di serie C, cfr. post del 25 marzo 2007).

“Vedrai – sembra che abbia detto Giani a Pavarotti – loro domineranno il campionato mentre la nostra Cimone non vincerà una mazza.”

Il tenore avrebbe a quel punto irriso l’ex-campione della mitica nazionale di Velasco, spingendosi a scommettere tutti i suoi beni se la previsione di Giani si fosse avverata. E, cosa più importante, l’avrebbe messa nero su bianco nel testamento.

La Cimone Modena due anni fa rimase all’asciutto e la Palafiom vinse il proprio campionato.

Nonostante il ricorso delle mogli e degli altri eredi, un mare di milioni sta già viaggiando verso il conto bancario della Nati a Taranto.

Il presidente Lupo e coach Presta preannunciano grosse novità: “Non andremo in cerca di nuove giocatrici perché quelle che abbiamo sono già il massimo per la categoria. Bastano solo un paio di ritocchi. I nostri investimenti riguardano l’impiantistica ed altri settori. Tanto per cominciare amplieremo il Palafiom fino ad una capienza di 30mila spettatori e lo chiameremo Pavarotti Sport Center in onore del benefattore; ci sembra il minimo.

Nel frattempo ci compriamo il Palamazzola dove faremo giocare la Tempesta. Le nostre panchine saranno in mogano con intarsi d’oro. Le nuove tute della prima squadra saranno griffate Armani; al posto dell’acqua, durante le partite, berremo Dom Perignon e per le trasferte ogni giocatrice avrà a disposizione un aereo privato con vasca idromassaggio.”

 

NOTE:

La foto di Luciano Pavarotti è tratta da http://it.wikipedia.org.

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Auguri, Ivana!

di skanderbeg69 (13/04/2009 - 20:35)

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Trani vince la Coppa Italia di serie B2

di skanderbeg69 (12/04/2009 - 20:00)

Non avevo intenzione di scrivere. Volevo soltanto godermi un po’ di buona pallavolo e rispondere ad un gentile invito. Quello che si è visto a Trani per la Final Four di Coppa Italia di serie B2, però, merita di essere raccontato.

La città adriatica e la vicina Corato hanno ospitato la fase conclusiva di un torneo al quale hanno partecipato, facoltativamente, le squadre di tutti i gironi d’Italia. Alla fine, le migliori quattro sono risultate le piemontesi del Matia Ornavasso (provincia del Verbano Cusio Ossola, girone A), le emiliane del Campagnola Idea Volley Crespellano (provincia di Bologna, girone E), le campane dell’Autoluna Nissan Salerno (girone G) e le padrone di casa della Primadonna Trani (girone G).

In mattinata si disputano le semifinali: Trani batte Crespellano 3-0, Ornavasso batte Salerno 3-1.

Nel pomeriggio, dunque, finale per il terzo posto tra Salerno e Crespellano; a seguire, finale per la Coppa fra Trani e Ornavasso.

Autoluna e Idea Volley sono già in campo quando arriviamo al palazzetto.

Prima di concentrarci sull’evento agonistico, notiamo che le tribune sono colme di volti noti.

A parte i CUCS e gli Afecionados, che stanno preparando una grande cornice di tifo; c’è l’allenatore del Potenza di B1, Nino Gagliardi, con cui qualcuno apre anomale trattative di mercato; c’è l’allenatore del Manfredonia, Fabio Delli Carri, costretto ad "emigrare" proprio nel girone dominato dal Crespellano; c’è Sasà, che ha fatto in tempo – beato lui - ad incrociare il cammino di Stefania Liguori durante la breve esperienza di tecnico invincibile in B1.

Soprattutto c’è lo staff al completo dell’Azzurra Molfetta. La salvezza delle baresi dipende dallo scontro diretto del 25, dipende dai propri risultati, ma dipende anche dall’esito di Tuglie-Taranto, che si giocherà questo sabato. Allora, vediamo un po’, da Tuglie mi è giunta l’offerta di una visita guidata in paese nel giorno della processione; da Molfetta l’invito ad una cena. C’è ancora una settimana di trattative; chi offre di più? Chi rilancia?

Sulla panchina del Salerno che sta lottando punto a punto contro il Crespellano, una bella sorpresa: Valentina Borrelli. E’ fuggita in mattinata dall’infermeria senza firmare la liberatoria e adesso la stanno cercando in tutta Italia.

Sebbene le finali per il terzo posto siano interpretate, di solito, come una fastidiosa ed inutile appendice, il gioco è brillante e piacevole.

Coach Castillo ha dismesso il berretto di lana per indossare un cappellino da baseball; per il resto sfrutta il solito turn-over alternando le palleggiatrici e gli opposti. In tal modo, quando entra sul parquet Norma Ruggiero, noi possiamo rivivere gli incubi del quarto set di sabato scorso mentre il pubblico di Trani ha l’opportunità di salutare una ex che qui ha lasciato un ottimo ricordo.

Particolarmente valide le prestazioni di Viviana Vincenti, Gisela Scialacomo e Arianna Formisano. Secondo il vice-allenatore di una squadra della provincia di Salerno (e sono d’accordo), Nunzia Campolo in B2 è un delitto contro l’umanità.

Prevale Salerno al meglio dei due set, ma Crespellano non ha affatto demeritato. Soprattutto la capitana Chiara dell’Olio, che purtroppo, dal posto dove mi trovo, posso immortalare soltanto nel suo lato B.

E’ l’ora della finalissima. Tutto è pronto: gli Afecionados hanno riempito il palazzetto di banner azzurri; i CUCS cantano e picchiano sul tamburo senza pause; gli spalti sono pieni di bambine con la tuta. Devono essere le tifose personali di Mina Annese, le più temibili di tutti i palazzetti d’Italia...

Ma c’è anche il bandierone giallonero dei tifosi piemontesi che non sfigura. Nel frattempo le atlete di coach Dogliero effettuano un riscaldamento sbalorditivo con palleggi al volo e colpi di tacco che Ronaldinho se li sogna.

Ho cercato di documentarmi su Ornavasso. Durante la seconda guerra mondiale ha vissuto l’esperienza delle repubbliche partigiane, diffuse in quell’area del Piemonte. E già questo me la rende simpatica.

E’ stata a lungo un’isola linguistica in cui si parlava tedesco; da oltre un secolo, però, tracce dell’idioma teutonico restano soltanto nel dialetto.

Nel suo girone ha vinto 22 volte e perso 4 (una delle sconfitte è opera delle eredi della nostra Cristiana Zonca, l’Agil Trecate).

Primadonna Trani: Rosa Ricci, Palma Monitillo (non Montillo come ho scritto per mesi), Giusy Caterina, Mina Annese, Raffaella Balducci, Rosalba Di Corato, Marianna Del Rosso. Coach: Tony Chieppa, assistito da Pino Filaninno.

Matia Ornavasso: Valentina D’Ettorre, Daniela Carturan, Silvia Scaltritti, Manuela Bergami, Lucia Cagnoni, Federica Fornara, Silvia Agostino. Coach: Enrico Dogliero.

Sin dalle prime battute si comprende che siamo al cospetto di due grande squadre; è una partita bellissima.

Coach Marcello è impressionato dall’ottima organizzazione di gioco dell’Ornavasso. A me piace molto la palleggiatrice, Valentina D'Ettorre, che sa aggiustare palloni complicati e imprime alla palla una traiettoria curva magnifica. E che precisione!

Squadra tosta, tenace. Ottimi servizi: preferibilmente palla tesa a fil di rete, ma non mancano i palloni corti e soprattutto i tiri che non si sa se siano dentro o fuori e così la ricezione consuma preziose frazioni di secondo nell’incertezza. Per la prima volta noto due atlete senza ginocchiere in una partita di volley femminile.

Non è frequente vedere il Trani inseguire, eppure Ornavasso si porta sull’8-12 e amministra il vantaggio sino alla fine (23-25).

Nel secondo set vengono fuori la classe e la potenza del Trani, ma le quasi-compaesane di Cristiana Zonca continuano a giocare estremamente bene.

C’è un impatto tra Palma Monitillo e Lucia Cagnoni. Le due atlete escono dal campo e lo speaker propone un applauso d’incoraggiamento per Palma. Non ho capito: allora ‘a Cagnòn’ pot’ murè...?!

No, semplicemente ci si è resi conto che la fortissima laterale piemontese deambula da sola e sta per rientrare sul parquet; l’infortunio alla Monitillo è un po’ più serio e infatti per lei la partita è finita.

Entra Doriana Bisceglia, che giocherà un incontro eccezionale. Pari alla sua bellezza.

Ma tutta la squadra tranese è bellissima. Rosa Ricci è la fuoriclasse che conosciamo, Rosalba Di Corato esegue fast che mi lasciano allibito per la loro perfezione, Giusy Caterina è la solita schiacciatrice implacabile mentre Marianna Del Rosso salva palloni preziosi nelle retrovie. Mina gioca discretamente, il che vuol dire che è al di sotto delle sue grandi potenzialità, ma mi pare che sia reduce da un infortunio e questo spiega tutto. 25-21.

Non ho parlato di Raffaella Balducci perché il terzo set è Raffaella Balducci.

Punto.

Cosa non ha fatto la centrale tranese in questo parziale... Nulla. Nel senso che ha fatto (quasi) tutto lei. Che classe. Che grinta.

Vogliamo trovare un difetto al Trani? Eccolo: la colorazione grigia della maglia all’altezza delle ascelle; sembra un alone di sudore.

La Primadonna vince il terzo set con 11 punti di vantaggio e Ricci junior può felicemente strombazzare.

Se penso che fra due settimane queste verranno al Palafiom... Non solo: è molto probabile che venga al Palafiom una buona metà della tifoseria presente questa sera perché la matematica ed i pronostici dicono che forse...

Bah. Torniamo alla partita. La Matia Ornavasso ha saputo incassare la mazzata del terzo parziale e adesso riprende a macinare punti.

Visto che l’incontro è tornato ad essere infuocato (agonisticamente), il figlio di Rosa pensa bene di accantonare la trombetta e di maneggiare una rivoltella giocattolo. Quando il gioco si fa duro...

Ma la madre e le sue compagne risolvono la questione sul filo di lana, conquistando i due scambi successivi al 23-23.

Esplode di gioia il PalaAssi.

Le giocatrici locali si precipitano ad abbracciare Palma Monitillo in panchina. La travolgono.

Se c’erano buone opportunità di ripresa dalla distorsione alla caviglia, il secondo bollettino medico diffuso dalla società riferisce di sintomi da soffocamento.

Trani è ufficialmente la squadra di B2 più forte d’Italia e il fatto che due compagini del nostro girone finiscano il torneo al primo e al terzo posto regala lustro a tutto il raggruppamento meridionale.

Fra l’altro noi in Coppa Italia siamo stati eliminati proprio dal Trani. Questo vuol dire che in teoria potremmo essere la seconda migliore squadra d’Italia... E’ giusto? Non è così che funziona il ragionamento logico?

Vabbè, andiamo avanti. Mai come in questo caso, i discorsi conclusivi non sono retorica: è stata davvero una grande giornata di sport ed Ornavasso riceve il meritato tributo del pubblico locale.

Quattro squadre che hanno onorato il volley.

Ora c’è la premiazione delle singole giocatrici. Dubbio: hanno premiato solo atlete del Trani e dell’Ornavasso perché sono effettivamente state le migliori oppure perché quelle del Salerno e del Crespellano sono già andate via e quindi parrebbe brutto assegnare coppe alle assenti?

Comunque sia (ma io mi sento di condividere al 100% le decisioni della giuria), questi sono i responsi:

miglior libero Silvia Agostino

miglior attaccante Giusy Caterina

miglior centrale Raffaella Balducci

miglior palleggiatrice Valentina D’Ettorre

miglior giocatrice Rosa Ricci

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Pasqua di riflessione

di skanderbeg69 (11/04/2009 - 23:55)

Da qualche anno la Palafiom Nati a Taranto aveva più di un motivo per celebrare la Pasqua in modo gioioso (qualche titolo delle under, ad esempio).

Ma quest’anno crediamo che pochi in Italia abbiano voglia di festeggiare, sebbene quella dei cristiani sia una Pasqua di resurrezione, dunque di rinascita dopo la tragedia e il lutto.

Ovviamente voglio esprimere vicinanza all’Abruzzo ed alla famiglia del nostro presidente, che non ha subìto lutti, grazie a Dio, ma sta pagando i noti disagi della gente dell’Aquila.

Poi voglio augurare buona Pasqua, in particolare, agli amici di Manoppello e di Lanciano, due squadre che abbiamo incontrato lo scorso anno.

Voglio ricordare i due pallavolisti periti sotto le macerie del sisma: Lorenzo Cinì del Montorio Volley e Alessia Di Pasquale del San Martino Ocre.

L’attività agonistica in Abruzzo è sospesa sino al 25 aprile.

Non mi soffermo su quello che si potrebbe fare per dare una mano perché Internet (e questo è un bene) ha permesso la diffusione di varie forme di solidarietà, dal sangue ai bonifici; c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Preferisco esternernare qualche riflessione.

Io non sono molto convinto di Giampaolo Giuliani, il tecnico del “precursore sismico” basato sul gas radon. Aveva previsto un terremoto devastante a Sulmona una settimana prima, ma precedentemente aveva anche dichiarato: Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo”.

Sono perplesso. Il punto è un altro.

Il terremoto, di per sé, non uccide nessuno: è “solo” terra che si muove. Ad uccidere sono i crolli. E in molte zone d’Italia occorre essere consapevoli che siamo carne da macerie.

Oggi c’è sgomento per l’Abruzzo così come ci fu sgomento per gli scolari di San Giuliano nel 2002, per l’Irpinia nel 1980, per il Friuli nel 1976, ecc. Ma un terremoto così forte causerà centinaia di morti anche in futuro, ovunque si verifichi.

In Italia.

Altrove è diverso. In Giappone gli ultimi terremoti di intensità superiore a quello dell’Aquila (magnitudo 6,3: 293 vittime) hanno fatto registrare un numero di morti quasi irrisorio:

Hokkaido, 11-9-08, magnitudo 6,8: zero vittime.
Honshu Est, 23-7-2008, magnitudo 6,8: 1 vittima.
Honshu Est, 13-6-2008, magnitudo 6,9: 13 vittime.
Honshu costa ovest, 25-3-2008, magnitudo 6,3: 1 vittima.
Kyushu, 11-6-2006, magnitudo 6,3: zero vittime.
Honshu costa est, magnitudo 7,0: zero vittime.

Allora il problema sono le costruzioni. Lasciamo perdere i centri storici medievali perché mi rendo conto che la questione della messa in sicurezza può essere particolarmente complessa. Ma la scuola di San Giuliano era forse antica? La casa dello studente dell’Aquila era medievale? L’ospedale, non crollato ma evacuato perché inagibile al 90%, non è che fosse preistorico; era stato messo in funzione nel 1991...

Da chi? L’ospedale dell’Aquila – fa notare il giornalista tarantino Carlo Gubitosa – lo aveva costruito l’Impregilo. Iniziamo, quindi, a dare nomi e cognomi alle responsabilità. C’è un sito,

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=89400159114&h=OvzDT&u=SGH2W&ref=mf

su cui Gubitosa ha ricostruito la mappe delle aziende che possiedono quote di Impregilo. Le più famose sono Assicurazioni Generali, Banca Popolare di Milano, Società Autostrade (di Benetton), gruppo Ligresti, gruppo Gavio.

 Impregilo si è aggiudicata la gara per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina (altra zona altamente sismica, figurarsi...), oltre che lo smaltimento dei rifiuti in Campania, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, l’alta velocità Bologna-Firenze.

E poi c’è il problema dello sciacallaggio.

Credevo che RAI fosse un’agenzia di collocamento per parenti di politici e potenti vari (dalla figlia di Enrico Berlinguer al genero di Giulio Andreotti, dalla figlia di Gianni Letta al cugino di Piero Marrazzo, dal figlio di Giacomo Mancini alla moglie di Altero Matteoli, dalla figlia di Pino Rauti al figlio del giudice Squillante, ecc.).

Credevo che i telegiornali della RAI fossero una palestra di leccaculismo al servizio della maggioranza di turno, un megafono a spese dei contribuenti per i nostri politicanti.

Invece c’è dell’altro.

Spopola in rete il TG1 delle 13.30 del 7 aprile, nel quale una lettrice del notiziario pubblico (giornalista mi pare una parola grossa), con tono trionfale, legge i dati sull’audience di RAI1 nel giorno del terremoto:

“Ascolti record in tutte le edizioni del TG1 nella giornata del terremoto in Abruzzo! Il TG1 ha registrato uno share intorno al 30% nelle edizioni delle 6.30, delle 7 e delle 8 con un picco del 43,1% nell’edizione delle 9.30.

La straordinaria delle 11, durata oltre un’ora, ha realizzato uno share del 33% e l’edizione delle 13.30 il 32,4% con 5,7 milioni di ascoltatori.

La straordinaria dalle 15 alle 16 ha avuto un ascolto del 21%. L’edizione principale delle 20 si è confermata leader dell’informazione con uno share del 33,9% e con un ascolto medio di 8,7 milioni di ascoltatori e picchi di quasi 10 milioni.

Lo Speciale TG1 Porta a Porta condotto da Bruno Vespa con David Sassoli inviato sulle zone del disastro ha avuto uno share del 27% e una media di 6,7 milioni di ascoltatori.

Record anche per l’edizione on-line del TG1 che raccoglie le offerte di aiuto e volontariato!

Il Tg1 è presente in Abruzzo con 8 inviati e 9 operatori dall’alba di lunedì.”

Il video rende meglio:

http://www.youtube.com/watch?v=C9kD0DRdxRA&feature=related

Più che con questa povera annunciatrice, è il caso di prendersela con chi le ha scritto i testi, con i suoi mandanti e con i suoi superiori. Questa è l’informazione di merda che ci tocca subire e persino pagare con il canone.

Buona Pasqua.

 

NOTE:

La foto dell’Aquila è tratta da http://it.wikipedia.org; quella dello sciacallo da http://en.wikipedia.org; quella del TG1 da www.youtube.com.

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Ritratti

di skanderbeg69 (10/04/2009 - 06:45)

CRISTIANA ZONCA

Centrale

 

Nata a Galliate (NO) 26 anni fa, domiciliata... su nave “Espero”.

 

Segno zodiacale:

Toro ascendente Cancro.

Come e quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

Da bambina facevo danza classica, ma un giorno l’istruttrice mi diffidò dal continuare perché, a suo avviso, ero completamente negata. Ovviamente ci rimasi male e piansi. Per consolarmi, il genitore di una mia compagna mi propose di provare con la pallavolo presso la sua società. I bambini alti, ritenuti incapaci di fare altro, venivano dirottati verso la pallavolo o il basket e così, a 6 anni, iniziai a giocare a minivolley alla Bicocca.

Perché da centrale?

Secondo una ricostruzione storica malevola, ricevevo talmente male che mi chiamavano D’Artagnan (allungavo il braccio come per tirare di spada...). Secondo una ricostruzione più benevola, quello di centrale è il ruolo che meglio valorizza le mie doti fisiche. In ogni caso, ho giocato sempre e solo da centrale.

Anche se naturalmente adesso non ricevi più come D’Artagnan. La tua carriera:

Dal 1995 al 1998 all’Agil Trecate (B2 e B1), poi un anno in C con il Volley Galliate ed uno in A2 di nuovo con l’Agil Trecate (1999-’00). Quindi, due anni in B2, uno nell’Ardor Pallavolo Busto Arsizio ed uno nella Pallavolo Vigliano. Dal 2002 al 2007 ho fatto parte della rappresentativa dell’Accademia di Livorno e della Nazionale Militare, rientrando a giocare nei campionati di Lega l’anno scorso a Livorno con la Libertas (serie C).

Cos’altro fai nella vita?

Sono sottotenente di vascello della Marina Militare. Mi sono da poco laureata in Scienze Marittime e Navali e sto per iscrivermi a Ingegneria Navale.

Le navi non sono state il tuo unico mezzo di locomozione...

No, ho anche guidato treni per due anni.

Il tuo hobby?

La musica: suono il flauto traverso (che ho studiato al Conservatorio).

L’ultimo libro che hai letto:

Un giorno in più, di Fabio Volo.

L’ultimo film che hai visto:

Madagascar 2.

Il tuo cantante preferito?

Mi piace tutto; non esprimo preferenze.

Il tuo piatto preferito:

Orecchiette al sugo rosso con il cacioricotta.

Pugliese doc! Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

La pazienza, la capacità di autoironia, l’ingenuità, l’eccessiva bontà che rischia di diventare fessaggine...

Fessaggine in senso napoletano: chi è troppo buono è fesso...

Sì, in questo senso.

E i tuoi difetti?

L’ingenuità è anche un difetto. E poi sono un po’ insicura.

In cosa ti ha cambiata l’esperienza dell’Accademia?

Credo che mi abbia fornito una migliore organizzazione mentale.

Tu sei capitana della Nazionale Militare di pallavolo; in cosa ti ha arricchita la squadra azzurra come persone e come giocatrice?

La Nazionale ha cambiato il mio modo di vivere le relazioni interpersonali con gli atleti di altri Stati; mi ha offerto la possibilità di rapportarmi con altre culture. Come giocatrice, invece, c’è un approccio particolare con la partita: in campo sentiamo in modo particolare l’attaccamento alla maglia, che è anche attaccamento alla nazione che serviamo come militari professionisti.

Il più bel ricordo della tua carriera:

L’anno della promozione in A1 con l’Asystel.

Il più amaro:

Le selezioni della Nazionale; sono arrivata tredicesima. Sarei stata convocata in caso di rinuncia da parte di qualcuna. Circostanza che non si è verificata.

Cosa ti piace della Nati a Taranto?

Il fatto che mi abbia permesso di sentirmi a casa dal primo momento in cui sono arrivata. Beh, all’inizio c’era qualche difficoltà a comprendere il dialetto, che qui si parla molto diffusamente e volentieri, però ho ricevuto un’ottima accoglienza, molto calorosa.

Cosa non ti piace?

La temperatura nello spogliatoio d’inverno...

Eri mai stata al sud prima dell’estate scorsa?

La mia famiglia trascorreva le vacanze a Torre Lapillo, in provincia di Lecce, e poi ero stata per lavoro a Bari, Brindisi e Taranto, ma solo per un paio di settimane.

Com’è stato il tuo primo impatto con Taranto? Sinceramente...

Stupendo. Soprattutto il primo impatto è stato stupendo. Adesso magari riesco a cogliere anche qualche difetto nella città, ma l’ottimo approccio è stato favorito dalla grande cordialità e disponibilità della gente, soprattutto nel quartiere Paolo VI in cui ho dimorato nelle prime settimane.

Cosa ti manca di Novara?

La mia famiglia, il mio cane, la nebbia.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

A pranzo mangio sempre le stesse cose: riso in bianco, mozzarella e spinaci. Mai calze bianche; devono essere nere o grigie. Infine, mille mollette tra i capelli.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Vado un po’ troppo sotto rete quando schiaccio.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

“Dimagrisci!”

Quest’anno si sono alternate nel ruolo di palleggiatrice Marcella ed Alessandra; con chi ti trovi più a tuo agio?

Mi trovo molto bene con entrambe. Se proprio vogliamo sottolineare delle differenze: preferisco la fast dietro con Marcella e la sette con Ale.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Sara Anzanello.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

A parte il risultato, Scafati-Taranto 3-2, con 10 muri-punto miei.

Vero: grande Cris! E la partita che vorresti cancellare?

Taranto-Matera 3-0 di Coppa Italia. In quella partita il coach era assente, ma veniva informato in tempo reale del mio rendimento e del mio apparente stato “alcolemico”...

Hai un messaggio per la tua ex-squadra (il Livorno) nell’eventualità in cui qualcuno capiti su questo sito?

Boia deh!

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Riuscire a continuare a giocare – magari sempre meglio – a pallavolo adesso che ho ripreso l’attività agonistica. E poi vorrei rimettermi a dieta. Ma con il vostro cibo è davvero impossibile...

 

NOTE:

La foto di Cristiana con la maglia della Nazionale Militare è tratta da www.cism-championship.info.

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Serie C: arriva la Tempesta, odo Passari far festa

di skanderbeg69 (08/04/2009 - 00:30)

La Nati a Taranto Tempesta è in serie C!

O meglio: ha conquistato la serie C, poi si vedrà come risolvere la compresenza di due squadre della stessa società in due categorie “adiacenti”. Speriamo che le creature non abbiano fatto tanda fatìche pe’ nind’...

Il brillante risultato è giunto al termine di una combattuta partita contro la Fides Triggiano domenica scorsa, ma soprattutto al termine di una stagione strepitosa, caratterizzata da ben 21 vittorie ed una sola sconfitta (la prima di campionato).

Non voglio sovrappormi al bel sito della squadra e per i particolari di questa marcia trionfale rimando alla consultazione di www.gruppotempesta.com.

Qui voglio solo congratularmi con le giocatrici guidate da Davide Monopoli (“meglio di Velasco” – recitava uno striscione domenica scorsa), elencandone i nomi: Giulia Buso, Manuela Castaldo, Bruna Clemente, Federica Cofano, Francesca Cosa, Valentina De Vito, Désirée Fiore, Federica Litti, Sabrina Lombardi, Simona Muraglia, Francesca Nuzzo, Priscilla Pisani e Rosaria Toma.

E spero di fare cosa gradita riportando alcune immagini dell’ultimo match casalingo, quello vinto al tie-break contro il Triggiano.

Lo speaker ha portato bene, eh?

E’ stato un incontro aspro, difficile, al cospetto di una squadra tosta e combattiva, oltre che tecnicamente molto valida. Le rossoblu, piuttosto contratte in avvio, hanno ceduto il primo set (21-25), ma hanno poi dominato il secondo (25-15).

Grande Desi, luce degli occhi di Marcello; efficacissima Cofanetto, sia in difesa che in attacco; Simona ha distribuito palloni con la consueta sagacia; ottima la difesa del libero Rosaria; Federica Litti si è concessa muri fantastici; Francesca ha lasciato buchi sul parquet e Bruna Clemente è praticamente perfetta, oltre che stilisticamente ammirevole. Senza contare il cognome di prestigio...

E che dire della coreografia del pubblico? Commovente.

Emozioni nel terzo parziale: la NAT Tempesta è a un passo dal trionfo (23-17), ma si blocca sul più bello, lasciando i tifosi con l’urlo in canna (23-25).

Anche Manuela vive il suo minuto di celebrità.

Nel campo c’è tensione e non mancano interruzioni dovute a contestazioni o ad infortuni. Durante una di queste lunghe pause, una giocatrice di cui non faccio il nome ma che porta il numero 5, in battuta, guarda l’orologio e commenta “che palle, ma a che ora finiamo?!”

Nel quarto parziale (si fa notare anche Giulia, sia sul parquet che fuori), le ragazze compiono il capolavoro: ritrovano la calma, riprendono a giocare egregiamente e questa volta mantengono i nervi saldi fino alla fine e così il set che vale il punto della promozione non sfugge!

Il punteggio è fissato sul 25-22; poi le rossoblu si aggiudicano anche il tie-break (15-10).

We are the champions! We are the champions!

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Nati a Taranto-Salerno 1-3

di skanderbeg69 (05/04/2009 - 16:08)

Sabato 4 aprile 2009 – ore 19.00

Il colpo di grazia alla fine è arrivato e la smoking gun è nelle mani di Norma Ruggiero, la sapiente gaucha che da novembre ha arricchito di grinta e di esperienza l’Autoluna Salerno.

Perdendo con la formazione campana, la Nati a Taranto spegne quell’esile fiammella di speranza che ancora illuminava il tragitto verso i play-off. Un tragitto che, invero, sarebbe stato comunque molto impervio e avrebbe dovuto essere caratterizzato da fenomeni come una varicella improvvisa e collettiva per tutto il Matera. Cosa che ovviamente sarebbe stata improbabile e non augurabile; meglio piuttosto riconoscere i meriti delle nostre avversarie che il loro obiettivo l’hanno centrato. Complimenti.

Per noi la fase delle riflessioni è già aperta. Le cause più profonde del mancato raggiungimento dei play-off possono comprenderle solo gli addetti ai lavori e questa non è la sede adatta per un siffatto genere di approfondimenti.

Così, solo come mera ricostruzione storica, mi sembra che siano stati due i momenti delicati: la doppia sconfitta al tie-break in Campania (Sarno e Scafati), con i mille rimpianti per le nove palle-match sprecate nelle due partite e soprattutto la devastante crisi primaverile (Matera-Benevento-Battipaglia).

Nel primo caso (i 3-2 campani), punti sprecati, ma squadra da applausi. O squadra da applausi, ma punti sprecati, dipende.

Nel secondo caso, il corto circuito che ha segnato il destino di questa stagione. Peccato, però. Che bella squadra. Grazie lo stesso, ragazze, e comunque ci sono ancora quattro giornate da onorare con quella tecnica e quel carattere che più volte abbiamo ammirato.

Ho iniziato dalla fine.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alle 19 di sabato. Anzi, ancora più indietro. In settimana, poco “sei contro sei” e molto “uno contro uno”. Nel senso che le giocatrici a disposizione erano talmente poche che l’unica partitella possibile era appunto una contro una.

Desi ha avuto il ginocchio gonfio; Sonia e Michela ko per vari motivi e Marcella a disagio con la cuffia dei rotatori, che non sapevo neanche che esistessero. La cuffia e i rotatori.

E dire che dovrei averli pure io da qualche parte.

Alla fine Marcella e Michela sono della partita mentre Désirée e Sonia fanno atto di presenza in panchina.

Neanche Salerno se la passa molto bene; comunque Viviana è pienamente recuperata mentre Valentina deve trattenersi in Campania. Ciao, Vale!

      Chi viene a Taranto non lo fa a mani vuote e da qui si vedono le vere fuoriclasse. Una pastiera napoletana doc per la gioia del mio palato. Posso, ora, non aggiungere una decina di punti a testa negli scout finali a queste meravigliose piccine?

Chiedo se alla pastiera si possa aggiungere, come regalo, qualche errore gratuito sul parquet. Chessò? Battute sbagliate, tiri fuori, cose del genere, ma a questo punto le gentilezze si interrompono.

Calcoli: se vince Salerno con qualunque risultato, loro sono matematicamente nei play-off e noi matematicamente fuori. Se vinciamo noi da tre punti, i giochi restano aperti. Se vinciamo 3-2, noi non potremmo più raggiungere Salerno (ma potremmo raggiungere Matera, se perde a Benevento) mentre Salerno potrebbe essere raggiunta da Scafati (se vince con il Trani). Elucubrazioni mentali. Più che altro si gioca per un risultato di prestigio.

C’è un infortunio dell’ultim’ora. Uscendo dal riconoscimento, a Silvietta viene offerto il cinque da Michela; soltanto che un paio di dita mancano la mano dell’opposta e le centrano un occhio. Era l’unica giocatrice integra.

Novità nella Nati a Taranto: il ruolo di capitana è attribuito per la prima volta ad Alessandra. Per gli arbitri si prospettano cinque turni di rilassatezza...

Sull’altro fronte coach Castillo ritrova Vittoria, che aveva allenato a Soverato. La centrale, in settimana, ha speso parole di elogio per l’ex-tecnico; ritengo probabile che anche il tecnico possa aver apprezzato lo stato di forma di Vittoria (che, peraltro, stasera ha giocato bene, ma al di sotto degli standard eccellenti a cui ha abituato il Palafiom).

La migliore partita l’ha giocata a Sala Consilina, dove non ‘ngi stav’ nisciùne... né giornalisti, né blogger, né riprese in streaming, né tifosi.

Venti punti individuali scettàti... Senza nessuno che potesse raccontarli ai posteri.

Formazioni.

Nati a Taranto con Alessandra Certa in regia, Marcella Scaglioso opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore in cerca degli appunti di diritto, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

L’allenatore Ivan Castillo schiera Arianna Formisano in palleggio, Annamaria Amitrano opposto, Gisela Scialacomo e Nunzia Campolo laterali, Viviana Vincenti e Antonella Salvati centrali, Pina Esposito libero.

A disposizione: Paola Barletta, Norma Ruggiero e Claudia Stifano.

Primo set

Avvio ruggente della Nati a Taranto. Il primo punto, veramente, è un errore in battuta di Viviana. Non è che esaudiranno anche la mia richiesta supplementare...? Purtroppo non sarà così.

Intanto, comunque, vanno a segno Marcella, Michela (due aces consecutivi), Cristiana ed Ale, quest’ultima con un punto-culo. Siamo 7-1 e coach Castillo ha già chiamato il primo time-out.

Il tecnico ospite indossa per tutto l’incontro un berretto di lana. Non ha un aspetto molto rassicurante.

Punto della “Campolo giusta”, ma le rossoblu non hanno esaurito la propria foga agonistica: grande pipe di Michela e solido muro di Simona (10-2).

A questo punto inizia il recupero di Salerno: noi siamo un po’ imprecisi in attacco mentre Amitrano, Vincenti e Scialacomo non falliscono (11-10).

Amitrano, per intenderci, è la “compagna di merende” di Grimaldi ai tempi di Scafati l’anno scorso.

Il pareggio porta la firma di Viviana Vincenti: fast e ribattuta su una lunga ricezione jonica.

Michela tira una bomba da posto quattro, ma si fa sentire anche Nunzia Campolo dall’altra parte della rete (13-16).

Ci prova la Corallina con due attacchi vincenti consecutivi (17-20), ma Salerno ha un ulteriore break: quarto errore in battuta delle tarantine, punto di Gisela Scialacomo ed ace di Antonella Salvati, che approfitta di una ricezione piuttosto in difficoltà (17-24).

Il punto finale è un primo tempo risoluto di Viviana Vincenti (18-25).

Secondo set

Grande equilibrio nel secondo parziale e gioco spesso godibile, a parte le imprecisioni in battuta che adesso accomunano entrambe le squadre. In compenso, troviamo due servizi vincenti con Vittoria e Marcella (7-5), in risposta ai martellamenti di Campolo e ad una pipe perfetta di Scialacomo.

Realizza un ace anche Amitrano e poi Gisela effettua il sorpasso (7-8).

La Nati a Taranto non molla e va a segno con Cristiana (subito dopo murata da Scialacomo) e con una Simona particolarmente efficace (9-9).

Sul 9-12 proficuo time-out di Marcello: un bel muro Marcella-Vittoria corona il pareggio (12-12).

Purtroppo mura anche Nunzia Campolo ed un’altra ricezione lunga delle padrone di casa viene ributtata sul parquet da Anna Maria Amitrano (12-15).

Splendida fast a pallonetto del nostro sottotenente di vascello (16-19). Me la immagino sulla sua fregata che dà disposizioni di tiro: questo missile spariamolo in diagonale, quest’altro tiriamolo a pallonetto...

Purtroppo le imprecisioni in attacco (tre errori in questa fase, più uno in battuta) vanificano ogni speranza di rimonta; l’azione offensiva di Vincenti e il muro di Campolo su una nostra fast “light” chiudono il set (17-25).

Oltre al set, è chiuso anche il nostro campionato. Anche rimontando la partita, Salerno resterebbe a +13, irraggiungibile, e per riprendere Matera le giocatrici lucane dovrebbero perdere tutte le partite da oggi fino all’ultima di campionato con l’Ostuni.

Adesso è finita davvero. Sigh.

Terzo set

La conclusione del parziale non ha molto soddisfatto coach Marcello visto che nell’intervallo si sente soltanto la sua voce rimbombare nel palazzetto.

L’avvio del terzo set ha una protagonista assoluta: Viviana Vincenti, autrice di ben 6 dei primi 10 punti gialloblu.

Chissà se questa prestazione è anche frutto del sostegno dei parenti (la centrale è brindisina) e di mezza città di Massafra che non l’ha dimenticata ed è venuta a testimoniarle un grande affetto (ricambiato). A proposito di Massafra, ci sono anche Valentina e Luana (a tifare per la NAT, precisiamolo!). Mancano solo il sindaco e il parroco della Madonna della Scala.

Oltre allo show personale di Vincenti (muri, fast, aces), c’è un servizio vincente di Vittoria, due impappinamenti in fase di costruzione che vanificano i miracoli difensivi di Michela ed una fast di Cristiana che viene... “parata” a terra da Gisela.

L’attaccante argentina si vendica con un attacco da posto quattro. Siamo 6-11.

A questo punto si apre una fase di gioco piuttosto nervosa, in cui gli arbitri rilevano diverse irregolarità, c’è qualche contestazione (anche presidenziale) e il ritmo è un po’ spezzettato.

La capitana deve fare il proprio dovere, ma non sembra molto convinta. Ci prova, però. Va dagli arbitri, parla, discute.

Si impegna, la piccina.

Il capolavoro della Nati a Taranto inizia sul 13-16, dopo un pallonetto di Amitrano.

Se lì c’è Vincenti, qui c’è Repice a vivere il proprio momento di gloria: fast, muro e blocco di una ricezione ospite lunga, con in mezzo un servizio vincente di Alessandra (17-16). Sorpasso!

Ma non è finita. Dopo un punto di Scialacomo, c’è un altro break: invasione campana, punto-culo di Vittoria aiutata dal nastro, ace Corallina e due magnifici attacchi di Michela, che valorizzano le grandi difese di Simona Leone (22-17).

Entra Stifano per Formisano; fanno rima, ma una c’entra con la pastiera, l’altro no, dunque il cambio non mi garba. Quasi quasi faccio partire una personale contestazione a Castillo: Lass’ ‘ncampo ‘a Formisàne!

Viviana prova a tenere vivo il set, ma ormai è fatta: l’ultimo punto è un ace di Marcella (25-19).

Quarto set

Simona entra in campo con i capelli sciolti. E’ sempre stato il mio sogno vedere le giocatrici sul parquet con le chiome al vento, senza che vengano mortificate con decine di fermacapelli. Sembra, però, che non sia funzionale e così anche la Corallina provvede a risistemarsi la coda.

Lo spettacolo ed anche le tensioni agonistiche esplose nel terzo set sembrano ridimensionate; l’avvio del quarto set è piuttosto loffio.

Ma già sul 4-4 si torna a fare sul serio: Vincenti, Scialacomo (bel lungolinea) e Campolo da un parte; Super Corallo e Repice (grande attacco proprio all’angolino) dall’altra.

Sbaglia qualcosa in attacco anche Salerno (11-8) e mister Castillo sostituisce Amitrano con Ruggiero. Ed anche Formisano con Stifano. Di nuovo?! Come ha osato? E’ una follia! Fa’ trasè ‘a Formisàne!

Mi chiedo: meglio perdere nettamente o rimontare questa partita con una dimostrazione di forza che finirebbe, però, per aumentare i rimpianti su quello che poteva essere e non è stato?

Break ospite da cinque punti (Campolo, doppietta Scialacomo, mani-fuori Ruggiero e palla out rossoblu).

Brava Cris con due fast consecutive (15-15) e poi c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, ma il tiro di Marcella finisce di poco fuori. D’un soffio, tanto che molti spettatori protestano contro la valutazione arbitrale ed invitano – non so perché - Davide Monopoli ad esprimersi pubblicamente in proposito. Il tecnico della Tempesta decreta che, a suo parere, era dentro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

A proposito, domenica alle 17.30 tutti al Maria Pia per la serie D: NAT Tempesta-Triggiano. E non aggiungo altro...

Simona replica a Nunzia Campolo. Zaby lascia il Palafiom chiedendomi di salutarle la squadra e in particolare Michela e Ale. Io ovviamente me ne dimentico, ma forse le due giocatrici la ascoltano dal parquet perché, per l’emozione, lasciano cadere un pallone vagante.

Muro Gisela. Si mette male: 17-20.

Magnifica palletta della Corallina da posto due: un tocco delizioso che atterra douce douce.

Attacca Campolo (18-21), ma Vittoria sfodera un muro dei suoi e poi Salerno incorre in una doppia (20-21). Ecco: Formisano non avrebbe sbagliato il tocco.

L’Armata Jonica ci crede, ci ha creduto per tutta la partita, e il pareggio adesso non sembra una chimera.

Ma è a questo punto che nella storia della partita entra un’altra protagonista, per noi fatale: Norma Ruggiero. L’opposto argentino sfrutta il nastro e poi mette a terra un preciso pallonetto (20-23). Muro di Gisela con la palla che cade tra le urla disperate di Cristiana (20-24).

L’Autoluna ci regala un errore in battuta, ma è ancora la Ruggiero ad attaccare efficacemente da posto due: mani-fuori e vittoria per le ospiti (21-25).

La Nati a Taranto ha confermato la diagnosi espressa sulla stampa dal coach: squadra in convalescenza. Segnali di ripresa. Ma purtroppo non è bastato a conseguire la vittoria di prestigio.

La festa di Salerno può esplodere: Trani è inavvicinabile, ma i play-off adesso sono al sicuro.

Per l’euforia, la squadra lascia una borsa ed una tuta sul parquet, ma ormai il servizio di recupero degli oggetti smarriti ha raggiunto livelli di eccellenza e tutto viene custodito con cura.

Tabellino: TARANTO-Salerno 1-3 (18-25, 17-25, 25-19, 21-25)

Nati a Taranto: Zonca 10, Corallo 16, Repice 8, Fiore NE, Benefico 11, Scaglioso 6, Tinelli NE, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 7.

Autoluna Salerno: N.Campolo 13, Salvati 5, Amitrano 9, Vincenti 23, Scialacomo 26, Borrelli 10, Formisano 10, Barletta NE, Ruggiero 5, Stifano 0, Esposito (L) – All. Castillo.

Aces 4, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Marco Colucci (MT) e Michele Labriola (PZ).

Durata set: 21’, 22’, 25’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.46’.

Altri risultati: Scafati-Trani 0-3, Benevento-Matera 0-3, Nojaturi-Battipaglia 1-3, Ostuni-Potenza 0-3, Sarno-Sala Consilina 3-0, Aversa-Tuglie 1-3, Molfetta-Montescaglioso 3-0,

Classifica: Trani 72; Salerno 65; Matera 64; TARANTO e Scafati 48; Battipaglia, Potenza e Benevento 43; Sarno 41; Sala Consilina 38; Tuglie 37; Molfetta 31; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

A questo punto play-off garantiti anche per Matera. Battipaglia (28 punti nel girone di ritorno!) matematicamente salvo; Potenza e Benevento lo sono virtualmente. Nojaturi sull’orlo del baratro: deve vincerle tutte e sperare che Sala Consilina o Tuglie non facciano rispettivamente uno e due punti. In lotta per la salvezza anche Sarno (ma solo in teoria) e Molfetta.

Pausa pasquale nel prossimo week-end. Ma c’è la final-four di Coppa Italia a Trani con ben due formazioni del nostro girone, Trani e Salerno, a cui va ovviamente un caloroso in bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Montescaglioso 595,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 550,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Si infiamma la lotta per i play-off. Grande passo avanti del Montescaglioso, che con 250 euri si insedia al terzo posto, a soli 20 euri dall’Ostuni. I sostenitori lucani avrebbero “rivolto isolate offese all’indirizzo degli arbitri nonché reiteratamente offeso e minacciato i componenti del sodalizio ospite, parzialmente recidiva”.

Ma neanche Molfetta resta a guardare: la sospensione comminata ad un dirigente comporta 80 euri di multa e l’avvicinamento al gruppo di inseguitori di un Matera ormai virtualmente vicino al traguardo.

Prossimo turno: Dopo la pausa pasquale, Tuglie-TARANTO, sabato 18 aprile, ore 19.00, al tensostatico dei ricordi.

Un sms per Ivana:

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Anche al Palafiom i tornelli di Brunetta

di skanderbeg69 (03/04/2009 - 14:32)

Continua senza sosta la campagna di moralizzazione del ministro Renato Brunetta, i cui obiettivi sono la lotta ai fannulloni e il miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione. Tutto si può dire di Brunetta, ma almeno è uno che non ruba. E per un ex Craxi-boy non è poco.

Dopo aver lievemente modificato le procedure relative ai riscontri delle malattie dei dipendenti pubblici e dopo aver fatto installare i tornelli a Palazzo Chigi (per evitare che i funzionari entrino ed escano a uecchio), adesso il ministro lancia in tutta Italia la campagna “Reti amiche”.

Per “reti” non si intendono le reti telematiche, che ridurrebbero i tempi e i costi della burocrazia, ma le reti dei campi di pallavolo.

      Il progetto parte da Taranto in via sperimentale ed è stato presentato nel corso di una conferenza stampa congiunta a cui hanno preso parte il ministro, il presidente della Nati a Taranto, Vincenzo Lupo, e l’allenatore, Marcello Presta.

All’ingresso del Palafiom saranno installati dei tornelli dotati di marcatempo. Ogni giocatrice avrà un badge personale, che utilizzerà all’ingresso e all’uscita in modo tale che tutti i movimenti vengano registrati.

Una seconda linea di tornelli – e questa è la novità più interessante – sarà installata ai bordi del campo di gioco. I motivi ce li spiega coach Presta:

 “Questa squadra era diventata un albergo: gente che entrava e usciva dal campo a proprio piacimento, gente che si allontanava per andare a prendere il caffè, gente che andava continuamente in bagno, gente che entrava in magazzino per motivi oscuri. Pensavo che la partenza di Ivana avrebbe restituito un po’ d’ordine alla squadra, ma non è stato così.

Contro Nojaturi abbiamo giocato un set in nove; meno male che non se n’è accorto nessuno. Di contro, quando ho cercato Alessandra per farla entrare sul parquet, la ragazza era già davanti allo spogliatoio degli arbitri per riprendersi il documento.

Adesso quest’anarchia è finita. Chi entra in campo deve restarci per tutta la durata dell’incontro. Si può uscire soltanto per giustificati motivi, marcando il badge e digitando un codice specifico: 01 per le sostituzioni, 02 per andare in bagno (opzione micro), 03 per andare in bagno (opzione macro), 04 per andare in magazzino, 05 per abbracciare il fidanzato, e così via.”

 

NOTE:

La foto di Renato Brunetta è tratta da www.repubblica.it.

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Sala Consilina-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (02/04/2009 - 12:25)

Domenica 29 marzo 2009 – ore 18.00

Come ho già accennato, a Sala Consilina non c’ero. Ho fatto il mio dovere di... padrino. Per garantire continuità e completezza “storica” al blog, la cronaca e gli scout (nostri) li copio da Forzaragazze.it (fonte: l’addetto stampa della NAT Volley, Giuseppe Di Cera):

 

E’ una partita dai due volti quella che le ragazze del tecnico Marcello Presta giocano al Palapozzillo: se nei primi due set incontrano molte difficoltà, nei restanti tre sanno mettere in mostra il giusto carattere ed opportunismo per portare a casa il successo. Con i due punti conquistati, la Nat si fa un bel regalo: il quarto posto. Il traguardo è raggiunto anche per la sconfitta di Scafati nel difficile derby di Salerno e giocato ventiquattrore prima. Tarantine e scafatesi si dividono la quarta piazza con un rassicurante +5 sul Benevento, la più immediata inseguitrice.

Coach Presta non deve faticare molto per pensare a quale sestetto base schierare. Sonia Tinelli non è disponibile, per cui opta, per la seconda volta consecutiva, per la vincente soluzione adottata con il Potenza: Marcella Scaglioso sostituisce la Tinelli nel ruolo di opposto mentre a dirigere le operazioni in regia ci pensa Alessandra Certa. Al solito, le centrali sono Vittoria Repice e Cristiana Zonca. Le bocche di fuoco sono invece Simona Corallo e Michela Benefico.

Nei primi due set Taranto è in completa balia di Sala Consilina che va sistematicamente a segno con le due laterali Giovino e Vantaggiato. Il muro e la ricezione di Taranto sono ai minimi livelli e per le avversarie è facile affondare i colpi. La conclusione dei set, a favore della formazione di Iannarella, è scontato con i punteggi di 25-19 e 25-21. Una curiosità: sul 4-4, nel secondo set, va via la luce ed il blackout è totale per circa dieci minuti.

Diverso il piglio delle rossoblù nei successivi tre set. Quei fondamentali che prima sembrano favorire Sala Consilina diventano invece le migliori armi delle ioniche. Sale in cattedra la Repice che sino alla fine mette a terra venti palloni. Il terzo set si conclude 25-21 per Scaglioso e le sue compagne, ma ancora più eloquente è il punteggio del successivo terminato 25-16.

E’ invece sofferta la vittoria del quinto set che si conclude 15-13 ed è festa Nat.

Tabellino: Sala Consilina-TARANTO 2-3 (25-19, 25-21, 21-25, 16-25, 13-15)

Puntotel Sala Consilina: Giovino, Vantaggiato, Radice, Troiano, Ancora, Buonocore, Buccino, Mele, Di Prisco, Petrosino, Giarletta NE, Micca (L) – All. Iannarella.

Aces NC, errori in battuta NC, muri-punto NC.

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 13, Repice 20, Benefico 14, Scaglioso 10, Mastandrea NE, Certa 4, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta NC, muri-punto 11.

Arbitri: Emilio Sabia (PZ), Loredana Di Nicola (PZ).

Durata set: 20’, 34’, 30’, 27’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.30’.

Altri risultati: Trani-Benevento 3-1, Salerno-Scafati 3-2, Matera-Nojaturi 3-1, Potenza-Molfetta 3-1, Montescaglioso-Sarno 3-2, Battipaglia-Aversa 3-0, Tuglie-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 69; Salerno 62; Matera 61; TARANTO e Scafati 48; Benevento 43; Battipaglia e Potenza 40; Sarno e Sala Consilina 38; Tuglie 34; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso 10; Ostuni 1.

Possono matematicamente puntare alla promozione diretta soltanto Trani, Salerno e Matera; possono puntare ai play-off anche Taranto e Scafati; Benevento (che è la prima squadra a sfondare il muro dei 100 set giocati – seguono Scafati a 99 e Molfetta a 98) sostanzialmente salvo; retrocede in C anche Aversa.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Sarno 325,00; Benevento 235,00; Potenza 230,00; Scafati 220,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Aversa 130,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO 40,00; Trani 0,00.

Intanto, in onore di una giocatrice squalificata per una giornata (ma insomma!), ecco un’immagine del ristorante “Aires de Plata” di Bologna dove mercoledì ho avuto il piacere di assaggiare empanadas e bife de chorizo. Slurp!

Turno favorevole, quello precedente, alle squadre campane:90 euri all’Aversa (50 per la mancanza del servizio di asciugatura e 40 per le frasi offensive al primo arbitro); 100 euri al Sarno per le numerose offese del pubblico locale all’indirizzo della coppia arbitrale e 65 euri al Benevento perché lo spogliatoio arbitrale era privo di servizi igienici (in compenso, però, c’è il servizio di asciugatura, quindi gli arbitri potevano pure farla per terra...).

Prossimo turno: TARANTO-Salerno, sabato 4 aprile, ore 19.00, Palafiom, via Galilei.

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