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Sapore di Sala

di skanderbeg69 (27/03/2009 - 10:00)

A Sala Consilina, purtroppo, non ci sarò. Domenica si battezza mio nipote a Firenze e non posso mancare, anche perché sarò il padrino. Come Totò Riina. Come funziona? Gli devo pungere il ditino con uno spillo e farlo giurare su un santino?

Salterà, dunque, su questo blog la cronaca della partita, ma non salta la consueta presentazione del paese e della squadra. Merito di Giulia Radice, centrale e capitana della formazione campana, nonché, senza offesa per nessuno, punta di diamante di questa matricola terribile.

A Giulia un particolare ringraziamento (che estendo anche a chi me l’ha saggiamente “raccomandata”) anche in ragione del fatto che, pur non conoscendomi, ha accettato lo stesso di collaborare con questo blog.

Vi presento Sala Consilina.

Vorrei evitare di parlare della sua struttura, perché fondamentalmente non c’è molto da dire, se non che per perdere qualche chilo, si può benissimo risparmiare tempo e denaro per andare in palestra, e fare una bella passeggiata, per quello che i “salesi” intendono per “passeggio”.

Infatti più che un paesino sembra un presepe arrampicato su una collinetta.

Di aspetti interessanti ce ne sono e non pochi, potrei cominciare ad elencare le prelibatezze che ogni giorno questa gente mangia.

Era forse da una settimana che mi ero trasferita, quando tornando da una trasferta avevano spostato la mia macchina con la sola forza delle braccia per liberare un tombino, dove sarebbe andato a finire l’olio di scarto di una bella frittura di paese…

Naturalmente, avevano invitato anche noi squadra, che in pochi minuti ha ripreso tutte le calorie perse durante la preparazione atletica.

Cosa stava succedendo?

La mozzarella più lunga del mondo.

Festeggiavano il guinness dei primati, consegnato a questa fantastica gente, e non c’era persona che era rimasta a casa.

Frittelle dolci, salate, mozzarella in carrozza, salame, e non voglio continuare perché altrimenti mi sento di nuovo male, tutto offerto, non bisognava neanche dare un’offerta come si fa di solito durante le sagre.

Per il resto, se dovessi consigliare a qualche atleta di scegliere una squadra, sicuramente sarebbe l’Antares.

Delle persone meravigliose che nel tempo libero “lavorano”….

Dedicano anima e cuore allo sport, in cambio solo della soddisfazione di vederci divertire.

Come loro tutta la gente, che dopo tutte le partite si informa e si interessa di noi, dalla fruttivendola di “MD” che ci regala la frutta tutte le volte che andiamo a fare la spesa, al parrucchiere che ci fa belle gratis.

Una piccola cornice per un grande quadro.

Vi consiglio di visitare questo paese, ne vale la pena.

Scusami per il ritardo, spero di esserti stata di aiuto!!!!!

Ci vediamo qui a Sala Consilina.

A presto,

Giulia Radice

 

NOTE:

La foto in alto di Sala Consilina è tratta da http://it.wikipedia.org; quella della mozzarella più lunga del mondo è tratta da http://mmedia.kataweb.it/foto/3026425/5/la-mozzarella-e-gli-altri-cibi-da-record.

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Copiamo Valenzano! Nasce la NAT Card

di skanderbeg69 (25/03/2009 - 22:55)

Oltre ad una squadra fortissima, Valenzano aveva ed ha altre caratteristiche interessanti che la rendono una società all’avanguardia e molto ben organizzata.

L’anno scorso abbiamo già parlato diffusamente del concorso a premi “Vota la miglior Valentina” (il concorso truccato dai brogli elettorali di Michela), dell’efficiente servizio oggetti smarriti del palazzetto (noi – ricorderete – smarrimmo Michela, Rossella e Alessandra), dell’eccelso fotografo Pippo Sisto, del mito del volley Sabrina Cosentino.

Ma un’altra peculiarità mi colpì in occasione della trasferta dello scorso campionato: l’ASPAV Card (ASPAV, per intenderci, è il nome della società).

      Pubblicizzata in una bacheca, l’ASPAV Card, che l’anno scorso costava 10 euri, offriva ai sostenitori una serie di benefici: un gadget della società (cappellino, portabadge, ecc.), sconti in esercizi commerciali convenzionati, il poster delle giocatrici, premi a sorteggio durante le gare casalinghe, il cd con le foto più belle a fine campionato, comunicati stampa via email in tempo reale, un servizio sms con i risultati delle partite in trasferta.

Perché non copiare questa bella iniziativa anche a Taranto?

Qualcosa, in effetti, si sta già facendo e la dirigenza potrebbe a giorni lanciare sul mercato la NAT Card, che tiene conto delle peculiarità del territorio, secondo la filosofia della società, così legata alla valorizzazione dell’identità locale.

Da indiscrezioni, sembra che stiano per essere lanciate sul mercato due tipi di tessere: la NAT Card (10 euri) e la NAT Card Gold (100 euri).

Questi i vantaggi:

1) un bellissimo gadget per tutti (la spilla della Nati a Taranto) e le borse dell’acqua calda delle palleggiatrici per i titolari della NAT Card Gold.

2) Sconti nelle bancarelle convenzionate di via di Mezzo per l’acquisto di cozze e polpi (per i titolari della Gold, cozze già aperte).

3) Cd pirata dei migliori brani di Zakalicious (ai soci Gold anche il contenitore di plastica).

4) Durante le gare casalinghe verranno estratti a sorte i calzini usati da Sonia nella stagione 2007-’08 (il calzino bucato per i possessori della Card ordinaria, il calzino integro per i titolari della NAT Card Gold).

5) Un altro premio che sarà sorteggiato è il pupazzo di Winnie the Pooh dell’Under 18. In questo caso non si fa differenza tra i due tipi di tessera; basta che ce lo togliamo dalle palle.

6) A gennaio sarà distribuito il calendario con le più belle foto delle giocatrici rossoblu (per i titolari della Gold sarà un calendario come quello di Mara Carfagna; ci siamo capiti).

7) Un’inutile consulenza per l’Amministrazione Provinciale con i soldi dei contribuenti (da 3.000 euro per chi possiede la Card ordinaria, da 19.999 per chi ha la Gold).

8) Assistenza legale gratuita ai tifosi che si renderanno protagonisti di invasioni di campo (solo in primo grado per la NAT Card ordinaria; fino alla Cassazione per la Gold).

9) L’ebbrezza di ammirare da vicino le proprie beniamine mediante l’impiego in qualità di asciugatori del parquet (i titolari della Gold potranno anche vivere l’emozione di pulire gli spogliatoi delle rossoblu dopo l’uso).

10) Essere socio NAT non ha prezzo.

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Auguri, Paoletta!

di skanderbeg69 (24/03/2009 - 23:50)

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Nati a Taranto-Potenza 3-0

di skanderbeg69 (22/03/2009 - 14:57)

Sabato 21 marzo 2009 – ore 19.00

Dopo tre turni lontani da casa, due in trasferta ed uno al Maria Pia, la Nati a Taranto torna tra le mura familiari del Palafiom. Che portino sostegno e rassicurazione. Che l’espressino di Carmen sappia sostituire il fattore G. Che il prestigio del cavalier Castaldo possa influire sulla gara. Che il nostro palazzetto arrechi calore in una giornata glaciale nella quale la primavera ha fatto il bidone.

Veramente gli spalti non sono molto affollati. Sarà stato il freddo? Saranno stati gli ultimi risultati negativi? Sarà che metà degli spettatori veniva soltanto per vedere Simona Mucci?

     Riceviamo il Potenza di Nello Caliendo, alias Robin Hood per sua stessa definizione: colui che ruba ai ricchi (un punto al Salerno, due punti al Trani con un impressionante tie-break di 15-2 che sembrava un errore di stampa) per dare ai poveri (Aversa, Battipaglia quand’era povero). “Ruba” è un modo di dire; Potenza, pur con qualcosina in meno rispetto all’anno scorso, resta una grandissima squadra a cui, anzi, la classifica non rende giustizia considerato il valore tecnico delle atlete e del mister.

E noi? Chi siamo noi? Siamo ricchi o poveri? Siamo i Ricchi e Poveri? Che campionato sarà adesso che l’obiettivo play-off è definitivamente sfumato?

Il fatto che Potenza perderà 3-0, in riferimento alla precedente teoria di Robin Hood, costituirebbe un brutto segnale (allora siamo poveri?!), ma, a parte gli scherzi, quello che conta questa sera è la reazione delle ragazze.

E la reazione ci sarà!

Formazioni.

La Nati a Taranto ritenta la sperimentazione di Benevento (con le dovute grattate visto come andò a finire...). Alessandra Certa coesiste con Marcella Scaglioso (la prima palleggiatrice, la seconda opposto), Michela Benefico e Simona Corallo sono in banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice al centro, Simona Leone libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Désirée Fiore, Sonia Tinelli e Silvia Mastandrea.

Mezzo staff è ko: non c’è Lisa, non c’è il dottor Formoso. A farsi il mazzo così, come sempre, è Massimo, anche se questa volta l’unico problema strutturale riguarda l’asticella. A parte qualche apprensione sulla sedia arbitrale.

Mi viene in mente un episodio accaduto in una rustica pizzeria di via Cesare Battisti, nota soprattutto per i panzerotti al forno. Ad un mio amico portarono una pizza capricciosa; lui recriminò: “Veramente avevo chiesto una diavola...”

La testuale risposta del cameriere fu: “Meh, no’ mangije ?!”

Chissà se Cristiana può raccontare episodi simili. Chissà se queste cose succedono anche nelle pizzerie di Novara.

Allo stesso modo, mi aspetto che prima o poi, di fronte alle osservazioni degli arbitri su asticelle, pressione dei palloni e colori delle strisce sul parquet, Massimo risponda: “Meh, no’ sciuèch ?!”

Potenza. Senza Carbonara e Pontillo, Nello Caliendo utilizza Katia Sinisi in palleggio, Aurora Avena opposto, Paola Felicetti e Caterina Di Lucchio laterali, Angelica Muscillo e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

A disposizione: Livia Di Camillo, Michela Prete e Morena Lancelotti.

La NAT utilizza le maglie rosse. Io preferisco in generale quelle blu, però, a prescindere dai gusti, un buon criterio potrebbe essere quello di differenziarsi dalle avversarie. Oggi, così come contro Benevento, c’erano in campo due squadre con le maglie delle stesso colore.

Un plauso al Potenza: l’anno scorso aveva numeri che andavano bene per le visite oculistiche della NASA; in questa stagione le atlete portano sulla schiena numeroni adatti anche agli ipovedenti. Buon per me.

Ma la sorpresa più bella della squadra lucana è il foglietto delle formazioni. Altro che i fogliettini strazzati a uecchio che circolano abitualmente sui parquet; altro che la carta riciclata dai panifici; Potenza utilizza delle schede colorate con appositi spazi circolari in cui scrivere i numeri delle atlete. Mai vista una simile meraviglia.

Ecco, qui sotto, una scheda autografata da coach Caliendo.

Primo set

Mi secca citare la Fallaci, ma “la rabbia e l’orgoglio” tarantini non perdono tempo per straripare sul parquet: ace di Simona, doppietta di Vittoria, duplice attacco di Michela e muro finale di Cristiana. In mezzo, solo una nostra invasione (7-1).

Riusciamo a contenere Avena; un po’ meno Felicetti, che passa due volte (7-6).

Simona Leone, particolarmente sostenuta dall’Armata Jonica, difende palloni impossibili, uno dei quali con la mano stesa sul terreno, e così difendiamo il vantaggio finché Avena non ingrana la quarta (9-9).

Brutto momento dopo un muro di Vittoria (12-10): Felicetti e Taddei (quest’ultima direttamente in battuta) sorprendono la nostra retroguardia e Potenza passa a condurre 12-15.

Sul 14-17 il definitivo sorpasso jonico, grazie ad un micidiale break di otto punti: fast Cristiana, lungolinea out del Potenza, ribattuta Cris su ricezione lunga, diagonale Corallina, muro Zonca, palla fuori delle ospiti dopo un ulteriore miracolo della Leonessa e due aces consecutivi di Michela (22-17).

Marcello alza il muro con Sonia, ma Caterina Di Lucchio lo scavalca con un pallonetto (23-20).

Simona ed Alessandra (ace millimetrico) sistèman’ tutt’ cose (25-20).

Secondo set

Il secondo parziale inizia all’insegna degli attacchi di Marcella, fino a quel momento ancora a secco di punti.

I martelli martellano e siamo avanti 6-5, ma dall’altra parte c’è una delle fuoriclasse di questo campionato, Paola Felicetti: Giocoleria in vantaggio di due punti (8-10).

Ancora a segno Marcella e poi brillano le nostre centrali d’oro: Cristiana di pugno e Vittoria direttamente in battuta (11-10). Ottima anche la difesa rossoblu.

Coach Nello è un po’ contrariato nel corso di un time-out (13-11).

Aurora Avena manda il pallone sull’asticella. Questo è un punto che forse va attribuito a Massimo... O agli arbitri...

In fatto di centrali, però, pure Potenza non scherza: Angelica Muscillo è una delle rivelazioni dello scorso campionato ed anche Katia Taddei è una ragazza molto interessante. I loro primi tempi consentono alle ospiti di pareggiare (16-16).

Difendiamo per tre volte gli attacchi lucani e poi chiudiamo lo scambio con un bellissimo pallonetto della Corallina, che questa sera risulterà la miglior realizzatrice della gara (15 punti). Dopo il pallonetto, Ercolina tira la bomba e poi c’è un punto-culo di Cristiana: Taddei le scaglia una pallonata che il sottotenente respinge in bagher; la difesa lucana lo valuta fuori e invece è dentro (19-16).

Qualche errore su entrambi i fronti e poi è Marcella Scaglioso a chiudere il set attaccando sia da sinistra che da destra. Si sposta continuamente. In questo senso, sembra Gaetano Carrozzo...

Tre punti della palleggiatrice-opposto, intervallati da un primo tempo di Muscillo, e chiudiamo 25-19.

Terzo set

Quarto muro di Cristiana Zonca per iniziare bene anche la terza frazione, ma c’è grande equilibrio perché il fondamentale sorride anche a Taddei e Felicetti (6-6).

Duello tra centrali: tre punti di Vittoria e due di Muscillo, uno dei quali vanifica una difesa di Alessandra con una parte del corpo che noi maschi non abbiamo.

Grande Avena in questa fase, da posto quattro (11-12).

Attaccano Marcella, Michela e Cristiana, quest’ultima con una fast a pallonetto (15-13).

Splendida Corallina: prima un lungolinea, subito dopo una bomba in diagonale, ma pure Felicetti non sta a guardare (17-17). Marcella riscatta un erroraccio realizzando l’ottavo punto personale.

Sul 19-19 la svolta. Gran difesa tarantina e lungo scambio concluso da Cristiana, che nell’azione successiva rimette il pallone a terra. Secondo le giocatrici del Potenza, veramente, il pallone sarebbe stato tenuto in campo dalla mano stesa dal libero Santangelo e ne consegue qualche protesta.

Sono, però, due errori in attacco delle lucane a chiudere virtualmente l’incontro (23-19).

A riaprirlo provvede il segnapunti, che si lascia sfuggire un due davanti al nove (21-29), ma è una distrazione corretta nel giro di pochi secondi, anche grazie ai tifosi che segnalano con garbo e pacatezza l’equivoco.

Gli ultimi attacchi sono di Michela e Simona (25-21).

Dopo tre turni senza punti, la Nati a Taranto torna a sorridere. Un sorriso amaro, è vero, carico di rimpianti, ma il nostro campionato non è finito a Matera e le ragazze l’hanno dimostrato. Vi vo-glia-mo co-sì!

Tabellino: TARANTO-Potenza 3-0 (25-20, 25-19, 25-21)

Nati a Taranto: Zonca 13, Corallo 15, Repice 8, Fiore NE, Benefico 12, Scaglioso 8, Tinelli 0, Mastandrea NE, Certa 2, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta 8, muri-punto 6.

Giocoleria Potenza: Avena 7, Di Camillo 0, Prete NE, Muscillo 7, Taddei 6, Sinisi 1, Felicetti 12, Di Lucchio 5, Lancelotti NE, Santangelo (L) – All. Caliendo.

Aces 2, errori in battuta 7, muri-punto 4.

Arbitri: Gianluca Mallardi (BA) e Vito Caragnano (BR).

Durata set: 26’, 20’, 26’ – Durata totale dell’incontro: 1.18’.

Altri risultati: Nojaturi-Trani 0-3, Benevento-Salerno 1-3, Molfetta-Scafati 3-0, Sarno-Tuglie 3-2, Aversa-Sala Consilina 0-3, Ostuni-Battipaglia 0-3, Montescaglioso-Matera 0-0.

Classifica: Trani 66; Salerno 60; Matera* 55; Scafati 47; TARANTO 46; Benevento 43; Potenza 37, Sarno 35, Battipaglia e Sala Consilina 37; Tuglie 31; Molfetta 28; Nojaturi 27; Aversa 13; Montescaglioso* 8; Ostuni 1.

(*) Montescaglioso e Matera, una partita in meno.

Per la cronaca, la Nati a Taranto è matematicamente salva; potrebbe essere raggiunta dal Molfetta a 46 punti, ma noi avremmo comunque una vittoria in più. A proposito del Molfetta, un abbraccio alla sfortunata Alessandra Nappi, che domani si opera. In bocca al lupo!

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 470,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Scafati 220,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO e Aversa 40,00; Trani 0,00.

Balzo avanti di Scafati, ma ormai sembra troppo tardi per difendere il titolo. Multa di 180 euri per aver la tifoseria al seguito rivolto all’indirizzo degli arbitri ripetute frasi offensive nonché minacciose durante la gara. Parzialmente recidiva.

Altri 80 euri di multa al Molfetta, che riaccende la corsa ai play-off, perché un dirigente è stato sospeso per 7 giorni.

Prossimo turno: Sala Consilina-Taranto, domenica 29 marzo, ore 18.00, Palapozzillo, via Pozzillo.

UNA FINESTRA SULLA C:

Venerdì ho assistito a Oria-San Pietro Vernotico, l’anticipo di Sky nonché il big-match della serie C di questa stagione. E’ stata una grande partita, tirata ed emozionante in tutti i quattro set. Ha vinto Oria per 3-1, ma entrambe le squadre meriterebbero la promozione. Complimenti, davvero.

Un plauso particolare alla nostra ex Rossella, tra le grandi protagoniste dell’incontro unitamente ad una certa Luisa che stilisticamente mi ricorda un’altra forte mancina che gioca in provincia di Brindisi.

Non ho mai visto battere in modo così sistematico su una stessa persona, il libero del San Pietro, meritevole di un raddoppio dello stipendio soltanto per il surplus di lavoro compiuto venerdì sera.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto del volto di Paola Felicetti è tratta da www.ascivolley.it.

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I grandi quesiti dell'umanità - 22

di skanderbeg69 (21/03/2009 - 09:39)

Simona Leone è il libero della Nati a Taranto. Dunque, è specializzata nel ricevere e nel difendere, ma il regolamento le impedisce di attaccare.

Sì, nel corso della stagione ha già messo a terra 5 palloni validi, ma sempre appoggiando, mai schiacciando. Altrimenti non sarebbero stati validi.

Visto che Simona non può attaccare, perché durante il riscaldamento si allena nelle schiacciate?

E’ un fatto scaramantico?

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Un accordo di cartello nel girone G? Interviene l'Antitrust

di skanderbeg69 (19/03/2009 - 15:00)

Il mese scorso la pasta; oggi la pallavolo.

Prosegue frenetica l’attività dell’Autorità Antitrust, che poche settimane fa aveva multato per oltre 12 milioni di euro le principali case produttrici di pasta. L’accusa è quella di aver stretto un accordo per aumentare i prezzi. E’ contro le regole del mercato ed è soprattutto un atto contro i consumatori, quanto più deprecabile se tocca un prodotto alimentare diffuso come la pasta.

Queste le principali multe in euro:

Barilla

5.729.630

De Cecco

1.398.804

Divella

1.260.972

Colussi

748.002

Rummo

476.591

Garofalo

474.401

Amato

364.824

Ma sono 28, in totale, i marchi sanzionati (Berruto, Cellino, Chirico, De Matteis, Delverde, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Granoro, La Molisana, Liguori, Mennucci, Nestlé, Riscossa, Russo, Tamma, Tandoi, Valdigrano, Zara, oltre a Unipi, Unionalimentari e le aziende in tabella).

      A proposito della pasta Divella e di Vincenzo Divella, i cittadini della provincia di Bari possono sentirsi rappresentati e tutelati dall’amministratore delegato di un’azienda che aggira il mercato e specula a danno dei consumatori?

Qualcuno ipotizza azioni risarcitorie contro chi ha artificialmente innalzato i prezzi al dettaglio del 36% e oltre.

Ma adesso l’Antitrust ha scoperto un altro accordo di cartello clamoroso: le società Primadonna Trani, Autoluna Salerno e Time Volley Matera avrebbero concordato di aumentare in modo sistematico il proprio punteggio in classifica a discapito della concorrenza e delle regole di mercato. Sono già cinque turni consecutivi che tutte e tre le squadre continuano a vincere. Qualcosa non quadra.

E difatti l’Antitrust è intervenuta: “I punti in classifica sono stati innalzati in maniera spropositata e sistematica grazie ad un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata al raggiungimento della B1 e dei play-off”.

E puntuali sono scattate le sanzioni: 20 punti di penalità a ciascuna società.

Vibranti le proteste delle tre società: “E’ folle chi si è rivolto all’Antitrust per segnalare rendimenti sportivi ed ancora più folle è l’Antitrust che gli ha dato retta... Cosa c’entrano le vittorie nella pallavolo con le regole del mercato e della concorrenza? Noi saremmo passibili di sanzioni se decidessimo di perdere le partite e non di vincerle. E’ assurdo! Protesteremo con la Corte Europea di Giustizia.”

Per effetto delle penalità, intanto, la classifica del Girone G è radicalmente mutata: Scafati 47; TARANTO, Trani e Benevento 43; Salerno e Potenza 37; Matera e Sarno 35; Battipaglia e Sala Consilina 34; Tuglie 30; Nojaturi 27; Molfetta 25; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

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Auguri, Simona!

di skanderbeg69 (18/03/2009 - 06:47)

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Battipaglia-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (15/03/2009 - 21:07)

Sabato 14 marzo 2009 – ore 19.30

Prosegue inarrestabile la marcia di Désirée & compagne verso il successo finale in campionato. Anche ieri le rossoblu si sono imposte con autorevolezza (3-1 in trasferta) e la striscia di vittorie consecutive è già arrivata a quota 18.

Tutto vero. Peccato che stiamo parlando della NAT Tempesta di serie D e non della NAT di serie B2...

Vabbè, questo era lo zuccherino prima dell’amara medicina.

Veniamo alla prima squadra. Non ero più abituato a commentare tre sconfitte consecutive. Pazienza, le ragazze ci hanno provato, ma sono emersi ancora una volta quei limiti tecnici che stanno condizionando le ultime prestazioni stagionali.

E poi bisogna anche fare i conti con le avversarie. Non sia un alibi, ma oggettivamente Battipaglia ha migliorato la già buona impressione dell’andata. Bellissima squadra: completa, equilibrata, determinata, ottime individualità e adesso, rispetto a qualche mese fa, sembra ancora più matura e più sicura dei propri mezzi. Non per niente è la quinta forza del girone di ritorno (Trani 24, Salerno 23, Matera e Scafati 20, Battipaglia 19) e avrebbe potuto essere la terza senza il recente suicidio casalingo con il Sarno.

      L’unico inconveniente del viaggio è lo smarrimento del cellulare di coach Marcello, che era sceso a chiedere informazioni all’altezza di un noto caseificio. Dopo un quarto d’ora il telefonino lo ritroviamo lì, tranquillo, nell’erba. L’erba dell’aiuola, non quella delle cosiddette “sigarette di cespuglio”. [1]

‘Na cosa s’ha risòlt’ bbuen’ stasera.

La passeggiatina prepartita, anche se limitata a via Belvedere, ci mostra una città promettente.

Il vero Bel-vedere dei battipagliesi è però nel Palapuglisi, stranamente poco affollato nonostante lo spettacolo tecnico che è in grado di fornire la squadra locale.

Bella struttura, peraltro. Un quadro ricorda don Puglisi, a cui il palazzetto è dedicato; un telone riporta l’immagine di Topolino. Poiché ce n’è un’altra copia, i gentili dirigenti della Cofimar me lo regalano.

Formazioni.

Claudio Bifulco propone in palleggio Giusy Palladino, in posto due quella che nonostante gli impegni presi su questo blog nella partita d’andata poi mi ha rinnegato su Facebook una seconda volta e questo è il ringraziamento per essere andato a Ostuni a tifare anche per lei nella sfida-salvezza dell’anno scorso, in banda Tatiana Lombardo e Francesca Nolè, centrali Antonella Miano e Ratiba El Gamal che invece è amica di Laura Passaro e quindi è una brava ragazza, libero Marianna Granozio che è un’altra brava ragazza perché mi ha scritto l’articolo dell’altro ieri.

Sarà un’altra cronaca molto obiettiva.

In panchina: Sabrina De Maio, Valentina Fusco, Lorena Serban, un nome da star di Hollywood, e Ilenia Sellitto.

Nati a Taranto con sestetto classico, grazie al recupero delle due acciaccate: Marcella Scaglioso palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo schiacciatrici, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

A disposizione di Marcello Presta: Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

Bel gioco sin dall’avvio, almeno a mio modesto parere. A fine partita, invece, raccoglierò commenti poco entusiasti su entrambi i fronti.

Il primo attacco di Tatiana Lombardo mette subito in chiaro che Battipaglia non si farà impressionare dal mitico muro rossoblu. E’ una cannonata.

Scalda il braccio anche Nolè, ma le nostre vanno tutte a segno, tranne Cristiana, che comunque a fine partita risulterà la miglior realizzatrice tarantina. E tranne Leone, stranamente a secco di punti nonostante la prova gagliarda.

Sul 5-7 per noi, il primo break delle salernitane, che adesso sfoggiano una suggestiva divisa arancione. Ancora in evidenza la schiacciatrice catanese con altri due punti personali (10-7).

La Nati a Taranto non molla, ma inizia a brillare anche la stella di Antonella Miano, che inaugura un ulteriore e micidiale break delle padrone di casa (21-13).

Tra i sette punti delle battipagliesi ci sono tre nostri errori consecutivi in attacco e due time-out di Marcello, che è alquanto irritato.

Ne fa le spese Michela, sostituita da Simona-di-metallo.

Per fortuna sbaglia qualcosa anche Battipaglia mentre la nostra Soninha (con il suo taping multicolor) riattizza il fuoco della speranza con due attacchi ed un muro (24-19). Le orange buttano fuori altri due attacchi, ma il punto conclusivo è dell’ex-Tempesta Ratiba El Gamal con un primo tempo (25-21).

Secondo set

Alessandra chiede al segnapunti di attaccare alla presa la borsa dell’acqua calda elettrica. Se si stuta il tabellone per un sovraccarico di corrente, sappiamo di chi è la colpa.

Simona Corallo c’è, ma dall’altra parte c’è anche una Dello Monaco molto incisiva da posto due ed in battuta. Avrei voluto parlare male della ragazza, ma sfortunatamente sta giocando troppo bene, devo riconoscerlo. Vorrà dire che mi vendicherò alterando le immagini.

Perdiamo 7-1 e adesso c’è qualche inestetismo anche in difesa: Miano piazza un pallone in palleggio che non viene contenuto.

Sonia attacca e mura (11-6), Nolè scarica un imprendibile missile aria-terra e poi c’è un buon momento delle rossoblu, grazie soprattutto a Cristiana e alla Corallina (13-12).

Strepitosa Nolè, che piazza a terra due pipe consecutive, una delle quali a pallonetto, e ottavo punto personale di Lombardo (17-12). L’arbitro richiama l’ex-massafrese chiedendole di abbassare il volume dell’esultanza e magari di dirigere il sonoro verso le proprie compagne.

Intanto Alessandra fa appena in tempo a ritirare la borsa dell’acqua calda che le sue mani fatate quanto infreddolite vengono precettate dal coach.

Sul 19-18 Simona Corallo ripete l’impresa di Gianluca Nuzzo contro il Macerata alcuni anni fa: una serie impressionante di battute vincenti. Alcuni aces sono sporchini, ma non siamo degli igienisti fanatici. Sono ben quattro; tra il primo e il secondo c’è anche un muro Vittoria-Sonia.

Coach Bifulco, ispiratore della grande rimonta battipagliese iniziata proprio al Palafiom, si accorge che qualcosa non va e sostituisce Nolè con Fusco, poi Fusco con Nolè, ma l’ultimo ace della Corallina va proprio in direzione dell’ex-massafrese.

Siamo 19-23 e dovremmo chiudere il set.

Purtroppo, però, non riusciamo a gestire bene i palloni che scottano. E non è una novità quest'anno.

Prima c’è un punto personale di Palladino, poi tre tiri fuori delle nostre, quindi un muro El Gamal-Palladino e infine, dopo un time-out di Marcello e dopo uno scambio lunghissimo e palpitante, l’ennesima conclusione fuori misura della Nati a Taranto (25-23).

Terzo set

Alessandra è confermata sul parquet, ma le tre bocche di fuoco battipagliesi (Nolè, Lombardo, Dello Monaco) sono ancora affamate di punti (6-3).

Speriamo che nessuno mostri a Conforti la videocassetta con i capolavori che sta esibendo Francesca Nolè anche questa sera, incluso il lungolinea del 10-6.

Doppio ace di Giusy Palladino (12-6), che poco prima ha realizzato anche un punto di pugno in rovesciata. Ecco, se c’è una battipagliese che mi sembra particolarmente maturata rispetto a quattro mesi fa è proprio la giovane palleggiatrice. Grande partita, la sua.

Rientra in campo Mucci, ma sono le centrali a regalarci le maggiori soddisfazioni: muro di Cristiana, due fast e due primi tempi di Vittoria, intervallati dai soliti attacchi di Dello Monaco e Lombardo.

Miano e Nolè riportano avanti il Battipaglia, che deve però rinunciare temporaneamente a Ratiba El Gamal, caduta male.

Entra al suo posto Sabrina De Maio, che manda in rete una ricezione lunga della Nati a Taranto (19-18). La cristiana si deve pur ambientare in campo.

Pareggio di Cristiana (muro) e vantaggio di Vittoria (ace). Che centrali! Forse è Clara che ci guida spiritualmente dal cucuzzolo del suo nuovo paese.

Pipe Lombardo ed ace di Palladino (21-20).

Emozioni.

Le più belle sono quelle che ci regala il sottotenente: muro, primo tempo, fast ed ace finale. Vinciamo il set 25-23!

Se la imbarcano, io mi iscrivo ad Al Qaeda e ripropongo sulla nave che dovrebbe ospitare Cristiana l’attentato al cacciatorpediniere Cole. Mi immolo per il bene della Nati a Taranto...

Quarto set

Ratiba è rientrata. Un’ottima Lombardo lancia lo sprint per la Cofimar (4-0), ma un’altrettanto splendida Cristiana continua a cannoneggiare dal posto di battuta (4-5). Questa sera chiuderemo con 8 aces di squadra, la stessa cifra delle padrone di casa.

Muro di Vittoria su Nolè, che si vendica subito dopo (7-7).

Michela, poco produttiva fino ad ora, riserva i colpi migliori in questo quarto parziale: sfavillanti le diagonali che ci tengono agganciati al Battipaglia sino al 12-10.

Purtroppo questo è il momento in cui sale in cattedra Antonella Miano: prima mura due volte gli attacchi rossoblu (15-10), poi lascia sfogare Dello Monaco e Nolè (17-11) e infine accompagna la propria squadra sul rettilineo finale con una fast ed un ace (19-12).

Ad eccezione di un attacco di Simona Corallo trascorrono 13 scambi senza che riusciamo a mettere il pallone a terra e gli unici punti sono gli errori offensivi arancioni. Merito anche dell’ottima difesa di Granozio e compagne.

A non commettere errori offensivi è Maria Antonietta Dello Monaco, che sfrutta il muro jonico per siglare il 21^ punto della Cofimar.

Entra Marcella per Sonia, ma è Michela a restituire efficienza al nostro attacco (21-15). Coach Bifulco forse non gradisce le osservazioni in merito da parte delle sue atlete e urla loro di stare zitte.

Bah, è dura pretendere che sei donne concentrate in appena 81 metri quadrati restino in silenzio per più di due secondi...

Sono troppo distante e non sono in grado di sentire quello che dice, invece, Marcello quando mandiamo un pallone fuori, uno sulla rete e poi commettiamo un’invasione. Forse è meglio non sentire.

Ultimo muro di Cristiana e poi punto finale di Giusy Palladino con un tocco di seconda che beffa la nostra difesa (25-17).

Adesso anche il quinto posto in classifica è a rischio, ma quello che conta è ritrovare gli stimoli giusti per affrontare l’ultimo quarto di campionato. Potenza è un’altra squadra in forma; che sia quella la partita del NAT Pride.

Io sono fiducioso.

Tabellino: Battipaglia-TARANTO 3-1 (25-21, 25-23, 23-25, 25-17)

Battipaglia: De Maio 0, Serban 0, Fusco 0, Lombardo 15, Miano 16, Dello Monaco 13, Palladino 7, Nolè 17, Sellitto NE, El Gamal 2, Granozio (L) – All.  Bifulco

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 9.

Nati a Taranto: Zonca 15, Corallo 12, Repice 12, Benefico 6, Scaglioso 1, Mucci 0, Tinelli 7, Mastandrea NE, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 3, muri-punto 11.

Arbitri: Andrea Giova (AV) e Daniele Botti (NA).

Durata set: 23’, 27’, 31’, 24’ – Durata totale dell’incontro: 1.56’.

Altri risultati: Trani-Ostuni 3-0, Salerno-Nojaturi 3-0, Matera-Aversa 3-0, Scafati-Benevento 3-2, Potenza-Sarno 3-0, Sala Consilina-Molfetta 3-2, Tuglie-Montescaglioso 3-0.

Classifica: Trani 63; Salerno 57; Matera 55; Scafati 47; TARANTO e Benevento 43; Potenza 37; Sarno 35; Battipaglia e Sala Consilina 34; Tuglie 30; Nojaturi 27; Molfetta 25; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 390,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO, Scafati e Aversa 40,00; Trani 0,00.

Aversa si sblocca grazie ad una multa di 40 euri per un improvviso sciopero del servizio di asciugatura. Montescaglioso rischia qualcosa di brutto. Ma il dato importante è un altro: adesso c’è soltanto una squadra a non essere mai stata multata: il Trani! La classe non è acqua.

Prossimo turno: TARANTO-Potenza, sabato 21 febbraio, ore 19, Palafiom.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) CAPPELLI, G, Parenti lontani, Marsilio, Venezia, 2008, pag. 69.

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L'isola di Arturo

di skanderbeg69 (13/03/2009 - 21:29)

Ho un solo ricordo di Battipaglia ed è un ricordo che mi parla di provvidenza.

Viaggiavo in treno dal Veneto per tornare a casa. A mezzanotte avrei dovuto cambiare treno a Bologna (avevo anche prenotato una cuccetta). Il caso volle che ai bordi del marciapiede ci fosse su un lato un treno diretto in Calabria e sull’altro lato un treno, il mio, diretto a Taranto. Pur essendo pratico di viaggi, o forse proprio perché mi consideravo sin troppo pratico, salii con superficialità sul treno sbagliato. Nel mio presunto scompartimento-cuccetta c’era un posto libero con il mio numero, gli altri viaggiatori già dormivano e così, zitto zitto, mi preparai il lettino e mi coricai. Stranamente il controllore non passò.

Al mio risveglio notai che il mare si trovava dalla parte sbagliata: l’Adriatico avrebbe dovuto essere a sinistra di chi scende, non a destra. Infatti, era il Tirreno. Il rincoglionimento tipico dell’alba, però, non induce ad approfondire tali riflessioni. Quando, però, il treno iniziò a fermarsi in stazioni sconosciute per chi era solito costeggiare l’altro lato dell’Italia, cominciai a capire: cavolo, stavo scendendo verso la Calabria e non verso la Puglia!

Per fortuna avevo ancora una speranza, un’ultima speranza per non buttare via l’intera giornata: scendere a Battipaglia e prendere un treno che da Roma avrebbe raggiunto Taranto.

Peraltro, nella città campana avrei dovuto attendere soltanto un’ora o poco più; così ne approfittai per una piccola passeggiata. Beh, non conservo un ricordo molto nitido della città; rammento soltanto che la domenica mattina non c’era molta vitalità nelle strade vicine alla stazione. Spesso, però, si giudica un luogo non in funzione delle sue caratteristiche oggettive, ma a seconda di quello che rappresenta per noi in quel momento. Per me Battipaglia è stata un’ancora di salvezza, un fortunato e provvidenziale rimedio alla mia studicarìa e sono quindi molto felice di ritornarci.

Adesso speriamo che Lombardo e compagne no’ m’ rovinino ‘u ricòrde...!

A raccontarci qualcosa in più di Battipaglia è una giocatrice della locale squadra di pallavolo, Marianna Granozio, che naturalmente ringrazio per la cortesia in tempo di record, chiesta ed ottenuta all’ultimo minuto. Se l’Annuario è esatto, Marianna ha giocato tre anni in questa città di 50mila abitanti (mica pochi), prima di trasferirsi a Pontecagnano, a Salerno e adesso nuovamente a Battipaglia.

 

“Posso assicurarti che nella mia società si sta davvero bene e questo soprattutto grazie al nostro grande presidente Salvatore Minutoli, persona che a qualcuno potrebbe sembrare presuntuosa (del resto forse un po’ lo è...) ma che per quanto mi riguarda è riuscito a portare un po’ di pallavolo femminile a Battipaglia.

A Battipaglia ci si sente a casa, l’atmosfera è quella di una grande famiglia. Piu’ che compagne di squadra siamo amiche di vecchia data visto che siamo legate da amicizie che durano anni.

Il nostro locale preferito per un veloce e ottimo panino è Arturo, mitico personaggio di una simpatia unica.

Sono poche cose ma spero di esserti stata d’aiuto.

Ciao alla prossima settimana e non pensare che le cose si ripetano: non possiamo regalare punti a tutte le nostre avversarie (guarda Salerno e Sarno). Quindi saremo agguerrite...

Ciao”

Marianna Granozio

 

NOTE:

La foto del Castello di Battipaglia è tratta da http:// it.wikipedia.org, quella della mappa da Google Earth.

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Approvato il lodo Presta: ora la NAT non è più "sconfiggibile"

di skanderbeg69 (11/03/2009 - 20:38)

Quand’è guerra, è guerra per tutti.

Il noto detto popolare, che ha origine da una barzelletta che qui non è il caso di ripetere, è stato fatto proprio dalla Nati a Taranto e dal Parlamento italiano.

Se il lodo Alfano garantisce l’impunità alle alte cariche dello Stato (presidente della Repubblica, che non si è fatto scrupoli di firmarlo, presidente del Senato, presidente della Camera e soprattutto presidente del Consiglio in vista del processo Mills), perché non allargarlo anche alla Nati a Taranto?

Il lodo Alfano non è un escamotage per evitare i processi. Nooo... Questa è una volgare malignità messa in giro dai comunisti. Si tratta, invece, di uno strumento che garantisce il sereno esercizio delle funzioni per cariche che rivestono responsabilità e ruoli particolarmente elevati ed il cui eventuale coinvolgimento in processi penali intaccherebbe il prestigio del Paese. Si sa: non è corrompere o rubare che nuoce al decoro, ma perseguire questi reati.

Ma allora perché soltanto le quattro più alte cariche istituzionali? Anche la Nati a Taranto è un’istituzione che riveste delicate responsabilità ed a cui è legato il prestigio dell’Italia. Peraltro, il momento è delicato e bisogna tutelarsi in qualche modo.

Questo è il ragionamento sviluppato alla Camera dall’onorevole Trombetta, che nel corso di un accorato intervento ha proposto di estendere lo scudo dell’immunità anche alla squadra di coach Presta.

La Camera ha approvato a larga maggioranza: il centrosinistra per inerzia, il centrodestra perché quando si tratta di immunità e di privilegi feudali va sempre bene: “Anche se la squadra jonica nasce come espressione della FIOM CGIL – ha dichiarato il capogruppo del PDL, l’ex-socialista ed ex-piduista Fabrizio Cicchitto – per noi gli ideali di libertà prevalgono sulle appartenenze. Chiediamo al PD di prendere esempio dal nostro senso di responsabilità e di fare un’opposizione non distruttiva ma costruttiva”.

 “Opposizione? Ma se per due anni abbiamo governato per voi, figuriamoci se adesso facciamo opposizione... Sfondi una porta aperta” – ha replicato dai banchi del PD l’onorevole Walter Veltroni.

Soltanto l’IDV ha votato contro.

Il lodo Alfano, ex-lodo Schifani, diventa così lodo Presta, con alcuni distinguo.

Se Napolitano, Schifani, Fini (quello che nel 1993 distribuiva adesivi con la scritta “In galera i ladri di Tangentopoli”...) e soprattutto Berlusconi sono sottratti a eventuali processi (non tanto eventuali, veramente; per qualcuno c’erano già), la Nati a Taranto sarà, invece, immune da sconfitte.

E la rincorsa ai play-off può adesso riprendere a pieno ritmo.

Ma cosa succederà, dunque, se la NAT dovesse perdere una partita?

Gli arbitri trasmetteranno una copia del referto alla Commissione Giustizia della Camera, che entro il martedì successivo alla partita invierà una nota al Giudice Federale nella quale, ai sensi della legge n. 124/2008 e successive modifiche, si evidenzierà che il risultato non potrà essere omologato come da referto. Si disporrà che alla NAT venga assegnato il 3-0 a tavolino con i punteggi parziali di 25-0, 25-0, 25-0. Saranno altresì annullati tutti i procedimenti disciplinari a carico di atlete o tesserati della suddetta squadra. Il Giudice Federale potrà solo adeguarsi alle disposizioni provenienti dalla Camera, ratificandole.

“Si può applicare retroattivamente? – ha chiesto coach Presta – Ci sarebbero quelle due sconfitte con il Matera e con il Benevento...”

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Auguri, Sonia!

di skanderbeg69 (10/03/2009 - 23:55)

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NAT-Benevento 0-3

di skanderbeg69 (08/03/2009 - 15:56)

Sabato 7 marzo 2009 – ore 19.00

Serviva un doppio riscatto per la Nati a Taranto: sia per Matera, sconfitta onorevole ma dalle conseguenze pesanti, e sia per Benevento all’andata, sconfitta assai meno onorevole anche se dalle conseguenze non irreparabili allora.

Il Palafiom è occupato e così si torna al Maria Pia, palestra di una sola stagione, ma che popò di stagione!

Risale al 3 maggio dell’anno scorso l’ultima partita tra queste mura: 3-1 sul Lanciano, 35^ punto e 8^ posto in classifica al termine di un girone di ritorno favoloso.

Bei ricordi, ma pessima illuminazione. Le foto verranno una schifezza, tranne quelle col flash.

Vari inconvenienti nel pre-partita. Presagi. Brutti presagi.

Sonia si blocca durante il riscaldamento e non sarà recuperabile. Vittoria e Michela si scontrano. La laterale ha la peggio; sarà recuperabile, ma l’incidente è stato un segno premonitore.

Anche Benevento ha i suoi problemi, ma, come ci insegna l’esperienza di Aversa l’anno scorso, gli imprevisti legati al viaggio portano bene. Si è rotto il mezzo su cui viaggiava la squadra, e così otto giocatrici sono arrivate a Taranto su un pulmino; altre quattro sono ancora a Candela, in provincia di Foggia. Il paese di Pietro Maiellaro, per la cronaca.

Cerco di immaginare la scena. Coach Feleppa, in mezzo alla strada, deve fare una selezione, come nei campi di concentramento nazisti: tu sì, tu no, tu no, tu sì...

Sostanzialmente il tecnico porta con sé il sestetto titolare, il libero e un solo rincalzo, che si rivelerà prezioso. Non poteva fare a sorteggio...?!

      Al Maria Pia lo spogliatoio delle ospiti è indicato con la scritta “Donne”, quello della Nati a Taranto con la scritta “Uomini”. E così le nostre atlete ricevono spesso la visita dei signori che, in buona fede, pensavano che quello fosse il loro bagno.

Poi il buon Ugo provvede a correggere installando i cartelli “Ospiti” e “Locali”.

Mi manca l’espressino di Carmen, altro elemento scaramantico fatale.

Formazioni.

Il tecnico Marcello Presta, coadiuvato da un vice che indossa la felpa “Coach Assistant”, non so se mi spiego, schiera dunque Silvia Mastandrea opposta a Marcella Scaglioso, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

In panchina: Désirée Fiore, Simona Mucci, Sonia Tinelli e Alessandra Certa.

A beneficio di Davide, rappresento che Desi ha giocato 4 spezzoni di partita, è stata in panchina (senza entrare in campo) 11 volte e in un’occasione (ad Aversa) non so cosa abbia fatto. Pìgghiate ‘n’appùnt’...

Benevento (anzi, due terzi del Benevento): Chiara Lonardo in palleggio, Maria Mauriello opposto, Teresa Agozzino e Mara Napolitano laterali, Giovanna Bernardi e Miriam Napolitano centrali, Valentina Musto libero.

A disposizione di Vincenzo Feleppa la sola Eleonora Troncone.

In viaggio: Valeria Leone, Alessia Sigala, Anna Silvia Piscopo e Veronica Petito.

Sul pulmino delle riserve dev’essere rimasta anche la divisa di gioco di Mauriello visto che l’opposto sannita utilizza una maglia rossa con un numero che sembra cucito a mano dalla zia e pantaloncini azzurri.

Primo set

Straordinario equilibrio all’inizio: un punto per uno sino al 5-5. Qui si scatena la Nati a Taranto: con Marcella al servizio, le rossoblu ottengono un break di otto punti, tre dei quali realizzati da una Vittoria che definire fantastica è dire poco (13-5).

Molto bene anche la nostra difesa.

Sul 15-8 Michela cade male. Cala un cupo silenzio nel Maria Pia e la nostra schiacciatrice è costretta a lasciare il campo zoppicando, sostenuta da Michele Formoso. Il fisiatra, comunque, fedele ad una particolare teoria sulle distorsioni, acconsentirà al rientro di Michi nel secondo set.

Benevento recupera.

Prima è Mauriello a segnalarsi come uno dei migliori opposti di questo girone, poi è Agozzino, con un attacco ed un ace, a lanciare un ulteriore break di quattro punti (19-17).

Bel pallonetto di Simona Corallo, mani-fuori di Silvietta, ma Mauriello pareggia con una doppietta (22-22).

E poi il solito film: rossoblu che non riescono a gestire bene i palloni di fine set, attacco Mauriello, ribattuta Miriam su una ricezione lunga e attacco fuori delle padrone di casa, anche oggi imprecise in fase offensiva (23-25).

Secondo set

Con Michi di nuovo il campo, la NAT parte bene: 5-1 e Cristiana, positiva anche oggi, in evidenza con un muro ed un pallonetto.

Le nostre centrali chiuderanno a quota 23 punti (15 Vittoria, 8 Cris), tanti quanti i punti realizzati dalle altre compagne messe insieme.

Ma giocano bene anche le centrali ospiti. Il pareggio arriva già sul 5-5.

Il secondo arbitro riprende le nostre riserve; il primo non gradisce chi sosta sulla porta che conduce ai bagni. Anche coach Monopoli è vittima di un’intimazione di sgombero.

Molto precisi, comunque, i direttori di gara in tutte le decisioni.

Non è grande volley sul parquet, ma l’incontro è molto intenso. Benevento forza il servizio (due aces di Miriam Napolitano: 11-12); in tal modo incorre in 10 errori nel corso del match, ma i benefici superano di gran lunga i costi dato che la ricezione jonica vive una serata preoccupante.

Da posto quattro proprio non si passa. Corallina è costretta ad inventarsi pallonetti, a spostarsi a destra o a piazzare la pipe.

Torniamo avanti (15-13).

Mara Napolitano scaglia un missile sulla nostra videocamera, che resta integra. E non è detto che sia un bene. Non per tutti, almeno.

Esce Agozzino ed entra Troncone, forse presa alla sprovvista dato che impiega i primi secondi per sollevarsi le ginocchiere e poi per buttare la gomma nel cestino. La nuova entrata si becca subito un ace di Silvietta (18-15), ma la sua vendetta sarà crudele: due attacchi vincenti e poi spazio per due muri di Miriam Napolitano, un ace di Bernardi ed una diagonale di Mauriello (18-21).

L’Armata Jonica ci crede e ci crederà sino alla fine. Zonca e Corallo resistono (21-22), poi due errori-punto ed un muro di Mara chiudono tristemente anche questo parziale (21-25).

Terzo set

“Il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura”. [1]

Nati a Taranto sotto shock: 0-6 per le streghe sannite (è una leggenda che ci ha raccontato Teresa; non è un’offesa...).

Eccezionale Bernardi in questa fase.

E’ eccezionale il fatto stesso che ci sia Bernardi al Maria Pia. Ci pensate? Il miglior giocatore di pallavolo del mondo di tutti i tempi (insieme a Kiraly), qui, sul nostro parquet, in via Galilei...

Per fortuna il muro rossoblu continua a funzionare e Leo sta facendosi tre palmi di culo in difesa.

Sul 2-6 arrivano le quattro riserve del Benevento precedentemente abbandonate sul ciglio della strada.

Le procedure di ammissione sono piuttosto veloci e pragmatiche; d’altra parte, ormai la partita sembra segnata.

La squadra ospite dilaga: 2-10. Brava anche Valentina Musto, il libero.

Due volte ho visto giocare il Benevento: in streaming all’andata, dal vivo adesso. Sarà che proprio con noi hanno deciso di fare faville, ma a me sembrano davvero la squadra del secolo.

Cristiana segna il terzo dei cinque punti rossoblu del parziale, ma dall’altra parte della rete Eleonora Troncone è inarrestabile: mani-fuori, 5-14 e time-out Marcello.

Sul 6-16 l’unico problema per le ospiti è il numero di Mauriello che da 5 si è trasformato in 1 e sembra pure piuttosto pericolante.

Orgoglio Nati a Taranto. Alessandra, entrata al posto di Marcella, va a servire con la consueta precisione; Simona Corallo finalmente buca il parquet e Vittoria si cimenta in un tocco di seconda: 14-16 e partita riaperta.

Purtroppo Benevento mantiene le distanze con una palla appoggiata a sorpresa da Lonardo ed un imperioso lungolinea di Mara Napolitano (15-20).

Mauriello procura alla propria squadra cinque palle-match (19-24); la Nati a Taranto le annulla tutte con Corallo e soprattutto con Vittoria (due muri e una fast)!

Sì, sì, facciamo come il Sarno! Rimontiamo il set e poi vinciamo gli altri due! Yes, we can!

Era bbuen’. Benevento pone sul piatto della bilancia il peso dell’esperienza di Teresa Agozzino e quello della tecnica di Mara Napolitano.

Finisce 24-26 e finiscono, virtualmente, i sogni play-off della Nati a Taranto.

Adesso il gap è di 9 punti dal Matera e c’è anche Scafati in mezzo. Mah. E’ dura, adesso, ma rimane l’obbligo morale di provarci ancora, concentrandosi su ogni partita, anche se il calendario ci propone una sfilza di formazioni una più agguerrita dell’altra.

Se non altro, per quest’anno, le streghe di Benevento non le incontreremo più.

Tabellino: TARANTO-Benevento 0-3 (23-25, 21-25, 24-26)

Nati a Taranto: Zonca 8, Corallo 9, Repice 15, Fiore NE, Benefico 1, Scaglioso 3, Mucci 2, Tinelli NE, Mastandrea 8, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 3, muri-punto 9.

AS Benevento: Agozzino 8, Leone NE, Sigala NE, Mauriello 13, Bernardi 11, Piscopo NE, Lonardo 0, Mi. Napolitano 9, Ma. Napolitano 10, Petito NE, Troncone 7, Musto (L) – All. Feleppa.

Aces 5, errori in battuta 10, muri-punto 7.

Arbitri: Fernando Papa (LE), Nicolò Visaggio (BA).

Durata set: 24’, 26’, 29’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Aversa-Trani 0-3, Molfetta-Salerno 1-3, Sarno-Matera 2-3, Nojaturi-Scafati 2-3, Ostuni-Sala Consilina 0-3, Tuglie-Battipaglia 1-3, Montescaglioso-Potenza 1-3.

Classifica: Trani 60; Salerno 54; Matera 52; Scafati 45; TARANTO 43; Benevento 42; Sarno 35; Potenza 34; Sala Consilina 32; Battipaglia 31; Tuglie e Nojaturi 27; Molfetta 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Primi verdetti: Trani, Salerno e Matera matematicamente salve (ahahah...), Ostuni matematicamente in C (e questo ci dispiace, ma forza gialloblu e forza Ivana e Paoletta!)

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 580,00; Molfetta 390,00; Montescaglioso 345,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno e Battipaglia 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa e Trani 0,00.

Dopo due settimane di quiete, si registrano novità significative. Nojaturi si avvicina pericolosamente al secondo posto a causa dei 100 euri comminati perché coach Moramarco, squalificato, non si è mimetizzato bene nel pubblico. Potremmo prestargli il kit.

Montescaglioso supera di slancio Potenza e Sarno per aver due dirigenti del sodalizio meritato la sanzione della sospensione (160 euro).

Infine, colpo di scena: Battipaglia perde la verginità: 80 euri per aver un proprio dirigente meritato la sanzione della sospensione.

A questo punto, le uniche due squadre dal certificato intonso sono Aversa e Trani. E se non fosse stato per un’ammonizione a Mina Annese, Trani sarebbe stata immacolata anche per quanto attiene ai provvedimenti a carico di tesserati.

Prossimo turno: Battipaglia-TARANTO, sabato 14 marzo, ore 19.30, palazzetto Puglisi, via M.Vicinanza.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) MASTERS, E.L., Antologia di Spoon River, Einaudi, Torino, 1971, pag. 67.

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8 Marzo: mai più violenza sulle donne

di skanderbeg69 (07/03/2009 - 23:55)

In occasione della festa della donna, anche la Nati a Taranto sente il dovere di celebrare questa ricorrenza. Tanti auguri alle nostre magnifiche ragazze e tanti auguri alle mamme che hanno prodotto cotanti capolavori.

Auguri, d’accordo. Mimose, d’accordo.

Ma perché questa festa abbia un senso, sarebbe meglio riflettere sul ruolo della donna nella nostra società e sulle disparità che ancora ne ostacolano la piena emancipazione. L’Italia, in particolare, è il Paese delle Veline come modello culturale. Solo nelle nostre televisioni i corpi femminili sono così volgarizzati da programmi “normali”. E d’altra parte l’esempio viene dall’alto visto che le soubrette sono finite al governo ed occupano qualche poltroncina (di scarto) soltanto perché sono gnocche. Qualcuno avanza spiegazioni ancora più pesanti, ma lasciamo perdere.

Anche se, restando in tema di politica, io ribadisco un concetto: se dovete amministrare come la Di Bello, è megghie ca abboliàme ‘u suffràgge universale e turnàme all’Ottocent’...

Scherzo, ovviamente.

Ma c’è un altro tema su cui è opportuno richiamare l’attenzione: gli abusi e la violenza. Anche mettendo da parte le aree in via di sviluppo e soffermandoci sul nostro Paese, la situazione è terribile.

Dati Istat: oltre 14 milioni di donne (italiane) sono state oggetto di violenza fisica, psicologica o sessuale nella loro vita.

La maggior parte delle violenze è opera del partner (il 69% degli stupri; altro che romeni) e soltanto il 10% delle violenze viene denunciato.

Anche per questo, perché si trovi il coraggio di denunciare o quanto meno di parlare, sono state promosse campagne di sensibilizzazione, le cui immagini sono riprodotte in questo post...

 

NOTE:

Sperando che Ida Taurisano non se la prenda, colgo l’occasione per rinnovarle l’auspicio di un rapido ritorno in campo.

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Miracolo: Ale parla!

di skanderbeg69 (06/03/2009 - 17:44)

I telespettatori del programma Sport & Sport di lunedì scorso hanno assistito ad un miracolo: la palleggiatrice della Nati a Taranto, Alessandra Certa, ha parlato.

E’ la prima volta che accade da quando la talentuosa regista veste i colori rossoblu, ossia dall’estate del 2005.

“Eravamo tutti convinti che fosse muta – sostiene coach Presta – nessuno aveva sentito la sua voce. Sono ancora sbalordito. E’ l’unica giocatrice che non fa casino sul pullman. Non che sia necessariamente un difetto; in fondo, a me interessa soprattutto quello che sa fare sul parquet.”

Il mutismo elettivo di Alessandra quest’anno ha dato luogo a situazioni paradossali, in particolare quando la ragazza ha sostituito la capitana Marcella nel corso di qualche partita. In occasione di palle contestate, di solito Marcella non si faceva molti scrupoli a manifestare all’arbitro le proprio rimostranze. Con Ale, invece, calava il silenzio.

L’arbitro di una recente trasferta spiega al nostro blog: “Nel terzo set ho fischiato un mani-fuori dubbio, lo ammetto, ma nessuno ha protestato. Ci sono rimasto male. Allora sono stato costretto a chiamare la Certa per diffidarla: se non t’incazzi – le ho detto – ti ammonisco. Avanti, protesta! Sforzati!”

Il miracolo, alla fine, lo ha compiuto il conduttore Fabrizio Cafaro, che ha rivolto alla palleggiatrice rossoblu una serie di domande.

Ale ha risposto.

Ha parlato.

E come ha parlato bene! Quanta proprietà di linguaggio, che capacità di sintesi, quanta saggezza, quanti concetti espressi con garbo e precisione.

Appena si è diffusa la voce del miracolo, una moltitudine di persone proveniente da tutta la Puglia, dalla Galilea e dalla Samaria, ha circondato il Cafaro mentre si recava a intervistare coach Presta in viale Magna Grecia.

Gli è stato chiesto di restituire la vista ai non vedenti e la salute agli ammalati. Qualcuno ha portato con sé le bollette dell’ENEL e alcune cartelle esattoriali chiedendo la remissione dei debiti. Altri gli hanno chiesto di imporre le mani sulle vecchie delibere di bilancio per ripianare il dissesto.

Ma a tutto c’è un limite e comunque il conduttore di Sport & Sport sta concentrandosi sul prossimo miracolo: aiutare la Nati a Taranto a recuperare lo svantaggio di sette punti dalla zona play-off.

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Una raccolta di fondi per riportare l'Assi Amatori Brindisi in B1

di skanderbeg69 (05/03/2009 - 19:19)

La rinuncia dell’Assi Amatori Brindisi alla B1 è stata una pessima notizia. In primo luogo perché la Puglia perde una delle formazioni più qualificate e competitive, da anni in B1 e con un vivaio notevole (campione regionale Under 18, non a caso). In secondo luogo perché un campionato con una o più squadre che riposano settimanalmente è una stortura piuttosto antipatica. In terzo luogo – e questo è il motivo che ci riguarda più da vicino – perché tutte le ex-giocatrici del Brindisi sono andate a rafforzare le nostre avversarie. E che rafforzamento!

Ida Taurisano, prima del disgraziato infortunio sul nostro parquet, e Monica Casalino avevano trasformato il Tuglie da neopromossa ambiziosa a squadra tostissima da play-off. Michela Ristits è per il Matera una macchina da punti irresistibile. E ne abbiamo avuto conferma anche sabato scorso, nonostante l’ottima “marcatura” del muro rossoblu.

Faccio due riflessioni: perché non sono rimaste – come minimo - a giocare in B1 invece di rompere le palle a tutti in B2?

Ti togli davanti una Piccione, tornata finalmente in un campionato più consono alla sua classe, e arrivano queste qua...

Seconda riflessione. Mi chiedo: se ognuna di queste giocatrici, presa singolarmente, è una forza della natura capace di rendere competitiva una squadra, cosa caspita erano in grado di fare messe insieme? Io non oso immaginarlo. Eppure Ristits, Casalino e Taurisano hanno davvero giocato insieme l’anno scorso nel Brindisi. Com’è che non sono arrivate direttamente in A1 per acclamazione...?

Comunque sia, adesso bisogna reagire. Invito i tifosi di tutte le squadre di serie B2 (tranne quelli di Matera e di Tuglie ovviamente) ad una sottoscrizione popolare: raccogliamo soldi per acquistare il titolo sportivo di B1 in favore dell’Assi Amatori Brindisi. Riportiamo Brindisi in B1 e – soprattutto – riportiamo Ristits, Casalino e Taurisano a Brindisi!

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Questa provincia non ci merita: la NAT diventa Nati a Novara Volley

di skanderbeg69 (03/03/2009 - 20:30)

La decisione del Consorzio Trasporti della Provincia di negare i pullman per le trasferte alla Nati a Taranto Volley è stata presa male dalla società rossoblu. Ci viene negato quello che ad altre società sportive viene concesso, talvolta gratuitamente.

Sull’esempio del sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, che ogni tanto minaccia di secedere dalla provincia di Taranto per aggregarsi alla provincia di Matera, la Nati a Taranto ha deciso di cambiare denominazione sociale: da oggi siamo la Nati a Novara Volley (NAN) ed utilizzeremo i pullman del TPL, il Trasporto Pubblico Locale del Piemonte.

E’ una tappa verso una maggiore efficienza, visti i disservizi e l’organizzazione paradossale del CTP di Taranto: il solo capoluogo, tanto per fare un esempio, conta almeno sei capolinea diversi (porto mercantile, discesa Vasto, via Lago di Garda, lungomare, Arsenale, Auchan, ecc.), quando persino Paesi reduci da conflitti e crisi economiche (la ex-Jugoslavia, ad esempio) vantano un unico terminal in ogni città, attrezzato con biglietterie, sale d’attesa, bar, bagni e orari chiari. Uno solo. Basta andare lì, nel terminal bus di Sarajevo o di Budva o di Spalato, e si può raggiungere tutta Europa con orari e percorsi chiari, indicazione del marciapiede di partenza, ecc.

Provate ad andare al capolinea di via Lago di Garda o alla discesa Vasto (foto sopra), ad esempio. Alla controra magari. Non c’è una mazza. Deserto.

Provate ad attendere gli autobus d’inverno in riva al Mar Piccolo, al freddo e sotto la pioggia, senza un buco in cui ripararsi. Il CTP di Taranto, da questo punto di vista, offre standard qualitativi da terzo mondo.

Nella nostra provincia, se vuoi muoverti con i pullman dell’azienda dei trasporti extraurbani, devi informarti preventivamente sulle fasce orarie (in base alle quali può cambiare il capolinea), devi procurarti i biglietti in anticipo, devi conoscere gli orari per conto tuo perché non c’è un cartello affidabile che sia uno e non devi avere problemi di prostata.

      E poi non si è mai capito perché non ci possano essere collegamenti diretti tra Taranto e gli aeroporti di Bari e Brindisi. Dipende anche dalla Regione, è vero, ma non mi pare che la Provincia sollevi il problema con particolare convinzione. Si vede che in questo periodo i politici di Provincia e Regione sono troppo presi dalle beghe di partito, dalle alleanze elettorali e dai relativi ricatti per discutere anche dei problemi reali dei cittadini.

D’altra parte il CTP è una delle tante aziende a partecipazione pubblica il cui unico scopo sembra essere quello di piazzare politicanti su poltrone dirigenziali nell’ottica delle più classiche lottizzazioni; i servizi e le attenzioni per gli utenti sono un optional.

Lottizzazione era una parola molto usata alla fine degli anni Ottanta; ultimamente è passata di moda. E’ passata di moda la parola, ma la pratica resiste eccome, nei trasporti come nella sanità e nell’igiene urbana. I partiti continuano a spartirsi le torte applicando un manuale Cencelli in cui i voltagabbana (chi passa dall’opposizione alla maggioranza) sembrano fruire di un bonus preferenziale.

Attualmente il presidente del CTP è Giovanni D’Auria (PD) e il direttore generale dell’azienda è Cosimo Rochira, ex-UDC passato con il centrosinistra (a proposito, chi lo ha nominato?).

Sarebbe bello se i dirigenti delle aziende trasporti, municipali e provinciali, consegnassero le rispettive patenti di guida ai prefetti per tutta la durata dei mandati. Costretti a usare i propri mezzi pubblici, gli stessi che magari non hanno mai preso in vita loro. Capirebbero cosa significa andare da un paese della provincia all’altro, magari in un giorno festivo.

Quelli qui in basso sono i collegamenti tra Taranto e Manduria nel periodo invernale; la pallina gialla indica i giorni feriali.

Quanti collegamenti ci sono nei giorni festivi? Zero.

E i cartelli con orari e percorsi?

Inesistenti. Anzi, no, per quanto attiene al lussuoso capolinea del Lungomare, gli orari sono affissi sulle vetrine dell’American Bar (quando è aperto). Ma bisogna saperlo per cultura personale perché nessun cartello del CTP dice di andare a guardare all’American Bar...

Alla Discesa Vasto non c’è niente di niente. L’ho detto: terzo mondo. Utenti trattati come merde.

Eppure la sedicente Carta dei Servizi 2008 del Consorzio Trasporti Provincia, all’art. 38 – Capacità di Informare, dice che: “Sulla rete servita vengono utilizzate circa n° 520 (meno male che hanno scritto “n°” altrimenti avremmo pensato che 520 fosse un ornitorinco e non un numero...) fermate, tutte segnalate da apposite paline. Sulle paline saranno installati dei quadri porta orari, ove verranno segnalati gli orari di partenza o di transito. Su tutte le paline di fermata vengono segnalate notizie generali utili, compresi i recapiti telefonici aziendali”.

Chiunque viaggi con CTP sa che si tratta di balle. In tutta Taranto non ho visto una palina con “orari di partenza o di transito”.

Poi ci sono gli allegati alla Carta dei Servizi, secondo cui gli utenti (intervistati non si sa da chi e in che modo; forse il CDA ha intervistato se stesso) sembrerebbero soddisfatti dei servizi con percentuali bulgare. Basta, però, che un giornalista vada a sentire gli umori dei viaggiatori e stranamente vengono fuori solo ed esclusivamente lamentele. Gianni Svaldi sul Corriere del Giorno del 3 febbraio 2006, pag. 12:

“Per i pendolari che frequentano la stazione degli autobus di Taranto l’attesa non è piacevole: combattono tutti i giorni con disagi, sporcizia e pochi posti riparati dalle intemperie dove sedersi”.

“Di sera l’illuminazione è poca. I fari che dovrebbero illuminare la piazza sono sempre spenti”.

“Difficile e pericoloso è attraversare da un lato all’altro il terminal: non esiste un sottopoassaggio e chi lo attraversa lo fa a suo rischio e pericolo”.

L’unica cosa che si salva, per quella che è la mia esperienza, è la professionalità del personale e in particolare degli autisti: prudenti alla guida, nessun incidente, puntualissimi e cortesi quando sopperiscono con le loro risposte alla totale mancanza di informazioni.

Ma ci sono altri articoli interessanti nella Carta dei Servizi, quelli che si ispirano ai principi di eguaglianza (art. 5) e imparzialità (art. 6).

E qui veniamo alla parte che ci riguarda.

Visto che ci si ispira a principi di eguaglianza e di imparzialità, come mai alcune società sportiva possono viaggiare gratis con i mezzi del CTP ed altre non possono utilizzarli neanche pagandoli? Chi stabilisce i privilegi?

Ma adesso basta! E’ finita. Adesso guardiamo al Trasporto Pubblico Piemontese, che provvederà ad accompagnare in trasferta la Nati a Novara, pur se la sede societaria ed il campo di gioco resteranno a Taranto.

 “Lo facciamo per Cristiana Zonca – ha precisato il presidente dell’azienda trasporti – perché la centrale rossoblu è la personalità più in vista del nostro territorio e rappresenta l’orgoglio di Novara, nonché la miglior promoter possibile per una provincia che vuole finalmente affermarsi anche in campo turistico.”

Per quanto riguarda noi, invece di portare in giro per il mezzogiorno l’immagine di una Taranto positiva, ci diamo un’altra mission, quella del dialogo interetnico e dell’avvicinamento tra nord e sud Italia. Mangeremo polenta e caldarroste e impareremo il dialetto novarese. Anche se da questo punto di vista Cristiana non ci sarà molto d’aiuto perché ormai cucina solo friselle, orecchiette e cozze gratinate. E parla già come una tipica zilàta delle nostre parti.

 

NOTE:

Le foto di Novara è tratta da http://it.wikipedia.org; i collegamenti tra Taranto e Manduria sono tratti dall’opuscolo informativo del CTP di Taranto.

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Matera-Nati a Taranto 3-1

di skanderbeg69 (01/03/2009 - 19:00)

Sabato 28 febbraio 2009 – ore 19.00

Si va a Matera con una corriera dai rivestimenti di colore rosa. Sembra il pullman di Barbie. A rendere ancora più zuccheroso il viaggio contribuiscono i cioccolatini di Mimmo. Difficile resistere ad ogni sosta. All’andata, veramente, l’unica sosta è quella nei pressi di Laterza: respiriamo aria sana; la fragranza della del pane e della focaccia arricchisca il nostro spirito in vista di questa partita.

Oggi ci si gioca mezzo campionato. Matera è terza a 47 punti; Taranto è quarta a 43. Se perdiamo in modo netto, siamo rovinati (andremmo a -7). Se vinciamo, siamo sempre quarti. In effetti, sempre frecàti stiamo. Beh, vabbè, un conto sono sette punti, un conto è un solo punticino. Questa può essere la partita dell’anno.

E’ sempre emozionante varcare la soglia del Palasassi. Ricordiamo che il Matera degli anni d’oro, il Latte Rugiada, ha vinto quattro scudetti e quattro coppe europee.

Visto che siamo in anticipo, mi piace tornare ad osservare la Hall of Fame della società lucana. Lo faccio ogni volta che vengo qui. Su un’ampia bacheca, in alto (‘nu picche tropp’ in alto...) ci sono le foto dei mitici anni Novanta; più giù le immagini dell’attuale formazione.

Ecco Gisella Gavio, ecco l’immensa Keba Phipps, ecco Ildiko Vojth, ecco Rosa Ricci (“per sempre nei nostri cuori” – recita la didascalia), ecco Antonella Cataldo (“la sirena di Favignana e reginetta dei Sassi”).

Passiamo all’attualità e in particolare alle gemelle Romano. Jessica è accompagnata dalla scritta “grinta e simpatia”; per Emanuela la foto sottolinea “velocità e disponibilità”. Come sarebbe? Forse che Emanuela non è simpatica come la sorella...?

Marcello ammazza l’attesa giocando a pallacanestro. Più tardi arriva il presidente e poi arriva anche l’Armata Jonica con tamburo, bandiera e lo striscione che finalmente dev’essere stato recuperato per via extragiudiziale.

Penso che sia una buona idea fotografare l’ingresso in campo delle due squadre. E’ una partita importante; le ragazze avranno un’aria solenne, concentrata, determinata. Vedrò sguardi severi, vedrò un incedere grave e maestoso come grave e maestosa è l’ora che scocca al Palasassi. Così penso.

In realtà, all’uscita dagli spogliatoi, vedrò il libero Raffaella De Vita colpire all’improvviso con la maglia il fondoschiena di una compagna di squadra.

La solennità del momento è andata a farsi benedire.

Anche in casa Nati a Taranto non c’è un clima particolarmente austero. Mentre Marcella e Sonia annodano le tute, mentre Simona Leone si sistema il taping, Michela procede minacciosamente verso Simona Corallo che sta facendo stretching stesa per terra. Senza pietà e con un’espressione del volto piuttosto truce, Michela le appioppa un calcione.

Queste aggressioni a tradimento avvengono nell’ambito delle rispettive squadre di appartenenza; figuriamoci adesso che inizia la partita e che le due formazioni avversarie si affronteranno a viso aperto ce cos’ adda succèder’...

Formazioni. Tommy Galtieri schiera Arianna Amati in palleggio, Ilenia De Blasi opposto, Michela Ristits e Jessica Romano laterali, Michaela Vecerkova ed Emanuela Romano centrali, Raffaella De Vita libero.

In panchina: Roberta Calculli, Teresa Russo, Ilenia Buonfiglio e le due baby (13 anni) Anna Maria Sarra e Lidia Guerricchio.

Sicché Ristits è guarita. A Molfetta non aveva giocato per via dell’influenza; non sarebbe il caso di tenerla ancora a riposo? Potrebbe entrare una filippina nel palazzetto... Le ricadute sono pericolose... Avete consultato il medico...?

Nati a Taranto. Marcello Presta conferma il sestetto vittorioso sul Nojaturi: Marcella Scaglioso in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca (con la sorella in tribuna) e Vittoria Repice centrali, Simona Leone libero.

A ‘sfazione: Désirée Fiore, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

Brutto inizio della NAT; solita difficoltà ad entrare in partita. Matera si porta in un batter d’occhio sul 9-3, poi c’è una fase di stanca in cui soltanto Sonia piazza una doppietta e si arriva sul 14-9.

Non tutto va male, in realtà. Stiamo difendendo bene, molto bene; il muro funziona e caratterialmente c’è la giusta aggressività. Inoltre, cosa più importante, stiamo riuscendo a contenere molto bene la fuoriclasse Ristits mentre Vecerkova non ha ancora sbloccato il proprio score personale.

Il problema è l’attacco: Michela e la Corallina difendono, ma in fase offensiva, per ora, non incidono. In più ci sono molte imprecisioni.

Sull’altro fronte brilla il “Matera alternativo”. Ferma restando l’ammirazione sconfinata per due giocatrici magnifiche come Ristits e Vecerkova, le gialloblu stanno dimostrando di essere un sestetto completo: Di Blasi è già a quota 3 punti, Emanuela Romano brilla al centro della rete (e fra un po’ si sbloccherà anche Jessica) e Amati ci sorprende con un secondo tocco.

Simona Corallo compie un miracolo su un attacco della Ristits e Cristiana mura con Marcella (14-11).

Poi Matera riprende a macinare punti e un duplice attacco di Jessica Romano affossa le velleità delle rossoblu (22-14). La gemella Emanuela chiude il parziale con un muro: eloquente il 25-17 finale.

Secondo set

L’avvio del secondo set è connotato da numerosi errori su entrambi i fronti. Errori ed infrazioni, spesso incomprensibili dagli spalti. Buon per la Nati a Taranto che resta agganciata fino al 10-10.

Da questo momento in poi l’incontro decolla: sarà spettacolo, saranno emozioni sino alla fine.

Le giallonere tentano la fuga con un break di 4 punti, ma Soninha e compagne sono brave a recuperare ed a portarsi addirittura in vantaggio: mani-fuori Ercolina, palla out Ristits (anche Ristits ogni tanto sbaglia...) ed ace di Ale, che nel frattempo ha sostituito Marcella (15-16).

Punto Vecerkova ed altro break di 3 punti della NAT, grazie a Michela e ad un muro di Vittoria (16-19). E grazie ad una Leone magnifica in difesa. A un certo punto rischia di sfracellarsi sulla panchina pur di difendere un bolide della Ristits.

Poi c’è il deja vu della partita d’andata: sul più bello Taranto si fa rimontare. Galtieri introduce Buonfiglio per Jessica Romano, ma è la NAT a sprecare due attacchi pesanti (20-21).

Cristiana resiste con una fast e con un bel pallonetto (22-23), ma alla fine è Matera ad effettuare il sorpasso decisivo. E non c’è neanche Clara ad elevare contravvenzioni per il sorpasso pericoloso...

Lungolinea Buonfiglio, muro Vecerkova e attacco sparato lungo dalle rossoblu (25-23).

Terzo set

Veltroni.

Veltroni è la risposta.

Veltroni può salvarci. Ha perso Roma, l’Italia e la Sardegna. Dove va lui è il tracollo. Se solo prendesse il posto di Galtieri... Qui, in questo momento...

Niente da fare, il tecnico lucano è sempre al proprio posto, ma per fortuna è la Nati a Taranto a tirarsi fuori dai guai da sola.

Il primo punto è di Simona Leone. E così sono 5 nell’intero campionato; un libero così prolifico ce l’abbiamo solo noi.

A proposito di liberi, però, mi sia consentito esprimere un fervido apprezzamento per Raffaella De Vita, davvero brava, agile, reattiva. Il nostro attacco ha qualche responsabilità e non cerchiamo alibi, ma non trascuriamo il peso che ha avuto stasera il valore di questa ragazza.

La partita è sempre più bella. Un dato statistico: nel terzo set, su 52 punti complessivi, soltanto 14 sono frutto di errori o irregolarità (anche se io considero i mani-fuori come “punti buoni”).

NAT avanti con un’ottima Michela ed una Marcella scatenata (3-7). Sull’altro fronte questo è il set in cui Ristits e Vecerkova realizzeranno più punti (8 e 6 rispettivamente), eppure sarà l’unico set perso dalle padrone di casa. Misteri che la scienza non sa spiegare.

Sul 5-10 c’è un break della Time Volley con Vecerkova (3), Amati e Buonfiglio. Pareggio, dunque (10-10).

Immediata replica tarantina: fast Vittoria e doppio ace di Marcella (10-13).

La campionessa ceka è straordinaria (mani-fuori e muro), ma Vittoria e Michela consentono alle joniche di restare avanti (13-16).

Matera pareggia (19-19) e a questo punto bisogna procurarsi un defibrillatore.

Cristiana Zonca, oltre che brava, stasera è anche fortunata: mura un attacco locale, la palla resta sospesa sul nastro e poi cade nella metà campo giallonera (22-23). Un punto-culo che accogliamo a braccia aperte.

Due mani-fuori di Ristits e Matera sorpassa procurandosi il primo match-ball (24-23). Annullato da una doppia di Amati.

Lungolinea Ristits da posto due e seconda palla-match per le lucane (25-24). Che attaccano... Matò...!

...Ma tirano fuori (25-25).

Punto d’oro di Simona Corallo e magnifico, splendido, fantastico muro finale di Cristiana Zonca!!!

25-27. La partita è riaperta e pure la lotta per i play-off.

Quarto set

Alla ripresa delle ostilità c’è molta, troppa tensione, e il gioco ne risente. Un pallone finisce dalle mie parti. Tento di prenderlo con una mano perché l’altra è occupata, ma l’operazione si rivela più complicata del previsto. Come fanno le giocatrici a sollevarlo con tanta facilità? Vabbè, per oggi ho fatto la mia figura.

La NAT è sotto (8-3) e il “Matera alternativo” si sta dando da fare (Di Blasi e una sempre ottima e costante Emanuela Romano).

La squadra rossoblu, spinta dal sostegno instancabile dei tifosi, si ritrova e pian pianino recupera punti. Michela scaglia un bolide che rimbalza sul volto di De Vita, costretta per un paio di minuti ad allontanarsi dal gioco.

Cristiana attacca di pugno, alla Superman, un paio di volte e il pareggio non tarda ad arrivare, firmato da Simona Corallo (13-13).

Per un attimo la squadra del presidente Lupo assapora il gusto saporito del vantaggio, grazie ad un servizio vincente di Alessandra (15-16), ma è proprio a questo punto che il Matera ci riserva la mazzata finale: due attacchi consecutivi di Jessica Romano, due errori nostri, un ace di Di Blasi e un mani-fuori di Vecerkova (21-16).

Le rossoblu ci mettono il cuore, non si arrendono. E lo stesso fa l’Armata Jonica.

Intanto, la palleggiatrice Amati decide che bisogna assolutamente fare un punto con un colpo di testa: nel calcio sarebbe gol, ma nella pallavolo la palla nella rete rappresenta una brutta cosa (22-19).

Bel pallonetto di Ristits (24-21). Cioè, tecnicamente è bello, ma coach Marcello, quando lo rievoca, ci aggiunge un contorno di parolacce, ovviamente non rivolte alla realizzatrice del punto ma alla situazione di gioco sfavorevole per noi.

Ci si affida a Michela: bomba che termina fuori, ma c’è stato un tocco del muro (24-22). Io, veramente, questo tocco non l’ho visto, né l’hanno visto le giocatrici interpellate a fine partita, ma diamo per scontato che l’arbitro si trovi in una posizione più favorevole.

C’è ancora speranza?

Se c’è, l’annulla Emanuela Romano, ancora vincitrice di un duello a rete (25-22).

Esplode la meritata gioia materana mentre i tifosi rossoblu ci tengono a testimoniare con un ultimo applauso l’apprezzamento per il carattere ed il gioco mostrato da Cristiana e compagne.

Ma adesso è dura. Sette punti a nove giornate dal termine.

Coach Galtieri, che in Coppa Italia deve averci preso per il culo, riserva parole di consolazione per i vinti richiamandosi alla... “dottrina di Potenza”. Bah, vedremo.

Io preferisco cercare altre forme di consolazione.

Quando vedo due gemelle monozigoti non riesco a trattenermi dall’impulso di farmi una foto in mezzo, specie quando sono così. La prima ad uscire dalla spogliatoio dev’essere Emanuela, “velocità e disponibilità”. In effetti, finisce la doccia mezz’ora prima della sorella, quindi è davvero più veloce, e poi acconsente a farsi la foto quando uscirà anche Jessica, dimostrando di essere disponibile. Secondo me è anche simpatica e la grinta l’ha appena dimostrata sul parquet. Chi ha scritto le definizioni sulla Hall of Fame, quindi, non ha sbagliato.

Tabellino: Matera-TARANTO 3-1 (25-17, 25-23, 25-27, 25-22)

Time Volley Matera: Calculli NE, Russo NE, E.Romano 10, Sarra NE, Buonfiglio 5, Guerricchio NE, Amati 3, J.Romano 9, Di Blasi 9, Vecerkova 14, Ristits 16, De Vita (L) – All. Galtieri.

Aces 1, errori in battuta 7, muri-punto 7.

Nati a Taranto: Zonca 16, Corallo 6, Repice 8, Fiore NE, Benefico 13, Scaglioso 5, Mucci NE, Tinelli 6, Mastandrea 0, Certa 3, Leone 1 (L) – All. Presta.

Aces 4, errori in battuta 7, muri-punto 10.

Arbitri: Giuseppe Sgro (CZ) e Alessandro Cavalieri (CZ).

Durata set: 20’, 30’, 29’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Salerno-Aversa 3-0, Scafati-Ostuni 3-0, Benevento-Nojaturi 2-3, Battipaglia-Sarno 2-3, Trani-Molfetta 3-1, Potenza-Tuglie 3-0, Sala Consilina-Montescaglioso 3-0.

Una giocatrice del Sarno (che però non è più molto attendibile da quando si è montata la testa in ragione della nascita di un fan club di tifosi che vogliono il suo autografo) sostiene che la propria squadra era sotto di due set a zero e perdeva il terzo 24-12. Avrebbero rimontato fino al 25-27, annullando quindi 12 (dodici) match-ball, e poi hanno vinto l’incontro di Battipaglia 2-3. Siccome ancora non riesco a crederci, attendo conferme ufficiali. Sasà, è vero?

Classifica: Trani 57; Salerno 51; Matera 50; TARANTO e Scafati 43; Benevento 39; Sarno 34; Potenza 31; Sala Consilina 29; Battipaglia 28; Tuglie 27; Nojaturi 26; Molfetta 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Nessuna sanzione economica; la classifica si stabilizza.

Prossimo turno: TARANTO-Benevento, sabato 7 marzo, ore 19, Istituto Maria Pia, via Galilei.

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