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La passione di Matera

di skanderbeg69 (27/02/2009 - 15:30)

Per presentare Matera ci avvaliamo di un consulente particolarmente prestigioso, l’attore e regista Mel Gibson, che in Basilicata ha girato il film La passione di Cristo e che il 3 novembre 2002 assistette al Palasassi all’incontro di serie B1 tra Zeta System Matera e Tempesta Taranto.

Mel Gibson ha vinto due premi Oscar nel 1996 (entrambi per Braveheart, miglior film e miglior regista). Ringrazio l’agenzia Interstar che ha favorito questo contatto. La traduzione dall’inglese è di Vito Mincuzzi.

 

     Cari lettori di Skanderblog, cari tifosi della Puglia e della Basilicata,

è con grande piacere che ho accettato l’invito di Trombetta a parlare di Matera. Della città lucana conservo un ricordo magnifico per l’ospitalità che ho ricevuto nei mesi in cui ho girato La passione di Cristo, un film fondamentale per la mia carriera ed anche per la mia crescita personale e spirituale.

Ricordo i colori della natura della vostra campagna, così simili a quelli della Terra Santa; ricordo la città di Matera, così unica e suggestiva.

Nel dopoguerra Togliatti aveva definito i Sassi “vergogna d’Italia” per le condizioni di povertà e di disagio delle famiglie che vi abitavano; oggi quelle pietre rappresentano un’attrazione turistica, sono circondate da locali alla moda e l’UNESCO le ha inserite nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Se anche il mio film ha contribuito a rilanciare questi luoghi sul piano turistico, non posso che esserne felice.

Mi ricordo soprattutto il grande calore della gente di Basilicata e l’accoglienza gentile e cordiale che ho ricevuto. Nessuno, peraltro, mi ha chiesto tangenti come è successo alla Wertmuller a Taranto; d’altra parte, se ci avessero provato, avrei richiamato i guerrieri di Braveheart e avrei fatto un culo così agli estortori.

Ma quello che davvero non posso dimenticare è la partita di pallavolo a cui assistetti il 3 novembre 2002 al Palasassi. Appena arrivato a Matera, fui subito contagiato da questa grande passione dei tifosi lucani per la pallavolo femminile. Mi avevano parlato dei quattro scudetti e delle quattro coppe europee vinte pochi anni prima; mi avevano parlato di Keba Phipps e di Antonella Cataldo; decisi, così, di farmi coinvolgere in questa passione.

Ricordo l’emozione di passare davanti alla casa dove aveva abitato Marco Urago e poi la speciale atmosfera che si respirava in un Palasassi stracolmo. Fu, peraltro, un’ulteriore dimostrazione della generosità della gente di Lucania: quattro giorni prima il terremoto di San Giuliano aveva causato decine di vittime a seguito del crollo di una scuola. Una tragedia terribile che nessuno, ancora oggi, può e deve dimenticare. L’incasso di quell’incontro fu destinato ai terremotati.

Si giocava Zeta System Matera-Tempesta Taranto, serie B1. In verità nessuno mi spiegò bene quale fosse il Matera e quale fosse il Taranto e così, per errore, iniziai a fare il tifo per le ospiti. D’altra parte fui istintivamente attratto dalle fast superbe di Clara Clemente, dai muri imperiosi di Ratiba El Gamal, dai magici palleggi di Gaia Angiulli, dalle giocate esemplari di Roberta Bottiglione, dalle perfette ricezioni di Laura Passaro.

Per non parlare della giocatrice che ispirò addirittura il mio film, Maria Crocifissa Di Pietrangelo. Prima di quell’incontro, ero intenzionato a girare il sequel de I Basilischi; fu il nome di Maria Crocifissa a darmi l’illuminazione che mi indusse a cambiare programma e a girare un film sulla crocifissione di Cristo.

Quando mi chiesero di tirare la battuta d’inizio, tentai di sorprendere con un ace la ricezione materana (che io credevo fosse quella tarantina), ma mi andò male. E – fra l’altro – mi dissero che non sarebbe stato neanche valido. Era un servizio simbolico.

Mi accomodai in tribuna e chiesi perché fosse stata ceduta Isa Bozza, di cui mi avevano detto un gran bene in America, ma il presidente materano mi disse una frase che non mi fu tradotta (più o meno suonava “fatti i cazzi tuoi”, che non so cosa voglia dire).

Già nel primo set urlai il mio tifo per Passaro e compagne, suscitando un certo stupore ed una velata irritazione nelle autorità e nei dirigenti materani che sedevano al mio fianco e che mi avevano invitato. Ma – ripeto – io ero convinto che il Matera fosse il Taranto e viceversa.

Nel secondo set cominciai anche a protestare contro le decisioni degli arbitri ai danni del Taranto e a quel punto autorità e dirigenti del Matera si allontanarono sdegnati da me. Raggiunsi un certo Luca Passaro e tifai con lui per tutto il terzo parziale, ma non ci fu nulla da fare: la Zeta System Matera vinse 3-0. D’altra parte era uno squadrone da favola.

Al termine dell’incontro mi presentai davanti allo spogliatoio della Tempesta perché volevo baciare e abbracciare le atlete rossoblu, ma le giocatrici, uscendo, erano tutte incavolate per la pesante sconfitta subìta (parziali bassini: 12, 20, 13) e mi mandarono a fare in culo.

Bene, sono passati sei anni, ma io mi sento ancora vicino alla Basilicata, a Matera e alla squadra di pallavolo locale. E conservo ancora il pallone che mi donò Simona Battistini.

Domani il Matera giocherà contro il Taranto, proprio come allora. Avrei voluto esserci, ma impegni professionali me lo impediscono (sto girando un film sulla carriera di Renata Prota che si intitolerà Boom boom spaccalegna – Arma letale 5).

A servire il primo pallone delego l’amico Michele Trombetta, che saprà sostituirmi degnamente. Fate come se fossi io; è lo stesso.

So che molte cose sono cambiate da allora; so che ci sono stati problemi e discese in categorie inferiori, ma so anche che oggi sia la squadra del Matera che quella del Taranto puntano ad un rilancio e sono tornate ad essere competitive.

Oggi le due squadre si chiamano Time Volley e NAT e – siccome mi pare di capire che NAT sia l’attuale nome della squadra lucana – voglio far arrivare il mio grido d’incoraggiamento, questa volta senza equivoci, ad una terra che amo e da cui ho ricevuto più di quanto io abbia dato: “Forza NAT!”

Mel Gibson

 

NOTE:

Le foto di Matera sono tratte da http://it.wikipedia.org; gli articoli su Mel Gibson al PalaSassi sono della Gazzetta del Mezzogiorno del 4-11-2002, pagg. 1 e 6; la locandina del film La Passione di Cristo è tratta da http://filmup.leonardo.it; l’articolo sulla partita è tratto dal Corriere del Giorno del 4-11-2002, pag. 27.

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