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Andiamo a vincere!

di skanderbeg69 (26/02/2009 - 20:54)

Sabato si va a Matera, sia pure senza il pullman del CTP, negato a noi (che lo paghiamo) e concesso ad altri (gratis).

Tanto per cominciare, ho il dovere di diffondere su questo blog un appello che è pervenuto dall’Asia centrale:

“Chiedo pubblicamente che nella prossima partita con il Matera, viste le origini dell’ex-presidente (Marco Urago, ndr), ed il fatto che i dirigenti del Matera sono miei amici di infanzia, le due tifoserie si gemellino...!!!”

     Per quello che mi riguarda, si sfonda una porta aperta: io sogno uno sport dal volto umano in cui tutti siano gemellati con tutti. Senza contare che la parola “gemellaggio”, la cui radice è gemell-, mi suona particolarmente dolce.

E senza contare che Matera, nello specifico, è così vicina a Laterza...

Ma veniamo alla partita.

E’ improprio parlare di partita decisiva visto che poi ne mancheranno altre nove e tutto potrà ancora succedere. Però è altrettanto innegabile che quella di sabato sarà una tappa fondamentale nella storia del nostro campionato.

Puntiamo ai play-off e se puntiamo ai play-off dobbiamo superare Matera.

All’andata finì 0-3, un risultato giusto, ma con uno strano andamento: in vantaggio in tutti i tre parziali, dopo i 20 punti fummo scavalcati dalle lucane. Questo dimostrò che Matera era squadra più matura, più “cattiva”, soprattutto quando i palloni scottavano. Ma dimostrò anche che potevamo giocarcela.

E adesso ce la giocheremo e ce la giocheremo fino in fondo.

Sento la stessa atmosfera che precedeva Oria due anni fa, Tuglie due anni fa, Ostuni l’anno scorso. Al di là dei risultati, mi piace ricordare l’atteggiamento che ebbe la squadra in quelle occasioni: non ci furono contestazioni, non ci furono discussioni, non si pensò proprio alle avversarie. O meglio: si pensò alle avversarie studiandole per una settimana, analizzandone le caratteristiche, i (molti) punti di forza e i (pochi) punti deboli. Si ebbe rispetto, tanto rispetto, ma nessun timore.

E si pensò soprattutto a se stessi, a giocare bene, a dare il meglio, il 200%. In altre parole, si pensò soltanto a VINCERE.

Vorrei rivedere la Nati a Taranto di Ostuni: una squadra decisa, sicura, implacabile.

Oserei dire, impressionante: forte e precisa a muro come se si dovessero stoppare ordigni e non tiri; aggressiva su ogni pallone che arrivava sul nostro parquet come se fosse quello, proprio quello, il pallone della salvezza; lucida in fase di costruzione come se si provasse piacere fisico a giocare e a far giocare le compagne; inesorabile negli attacchi, che DOVEVANO passare. E passavano, passavano, passavano.

A Matera potete giocare così. So che lo farete.

Lo avete già fatto tante volte quest’anno, pur con qualche calo di continuità; il mio, dunque, non è un invito a cambiare o a migliorare. Non si attendono miracoli. Voi siete già così.

E allora sappiate chi siete quando scenderete sul parquet e siate voi stesse: un gruppo di giocatrici fortissime. Che può vincere. Che sa vincere. Che vincerà questa partita.

Basta che ci crediate e basta che lo vogliate. Tutto il resto è già dentro di voi.

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