Influencer, arrivano i vandali

Non bastavano gli implacabili volantini delle famigerate società finanziarie, che, come avvoltoi pronti ad avventarsi sulle carcasse, sono cresciute e continuano a crescere come funghi in questi tempi di crisi.
A sporcare i marciapiedi della città adesso contribuisce anche la campagna pubblicitaria dei sedicenti Influencer.
Alcune strade del centro, quelle a più alta concentrazione di negozi, sono state tappezzate di manifesti adesivi con scritte del tipo “Stiamo lavorando per individuare l’Influencer”.
Beh, l’intento di suscitare curiosità è stato certamente raggiunto e allora, anche per ridimensionare il mistero, spieghiamo di cosa si tratta.
Dopo l’affissione dei manifesti, alcuni operatori avrebbero fatto visita ai commercianti lasciando loro una specie di kit informativo. Dietro Influencer c’è una banale campagna di marketing che vorrebbe migliorare le potenzialità di vendita dei negozi attraverso un’analisi più accurata dei prodotti venduti, di quelli richiesti e dei gusti dei clienti. Pare che si possa anche creare una rete di negozi che aderiscono a questa iniziativa. Insomma, marketing d’ordinaria amministrazione. Qualunque commerciante accorto potrebbe farsele da solo queste analisi di mercato senza regalare soldi ai venditori di fumo.

Il punto è un altro. Io non sono sicurissimo che questi manifesti attaccati ai marciapiedi ed ai tombini siano pienamente regolari. Per affiggere un manifesto è necessario pagare una tassa al Comune; né credo che il Comune possa autorizzare il deturpamento del proprio suolo. Questi manifesti adesivi, o pezzi di questi manifesti adesivi, resteranno per terra per chissà quanto tempo. E non è un bel vedere.
Ma c’è di più. La campagna pubblicitaria è stata completata con adesivi, questi certamente abusivi, applicati ai muri, ai cassonetti, in luoghi di interesse archeologico (come l’ingresso delle tombe a camera di via Sardegna), sui pali e – incredibile – sulle macchine parcheggiate!

Ebbene sì, alcuni nostri concittadini si sono ritrovati con l’adesivo di Influencer sullo specchietto retrovisore o sul cofano...
Sarà stato un abuso degli attacchini, direte.
Non credo. Cosa c’è scritto sugli adesivi? C’è scritto: “...E se in quest’auto ci fosse l’Influencer?” Questo significa che chi ha prodotto gli adesivi lo ha fatto con la precisa intenzione di farli applicare sulle automobili. A questo punto non si tratta più di una campagna di marketing, ma di un’azione teppistica.

Domande.
Possono i commercianti fidarsi di un’azienda che sporca in questo modo marciapiedi e mezzi privati?
Possono fidarsi di chi subordina il decoro della città ai propri biechi interessi economici?
Chi non rispetta le norme del buon vivere civile (e probabilmente evade le tasse di affissione) saprà rispettare i contratti stipulati con i commercianti?

Io propongo ai commercianti di boicottare quest’azienda di teppisti ed ai miei concittadini propongo il boicottaggio dei commercianti che aderiranno alla proposta di marketing degli Influencer.
Andassero a sporcare altrove.





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