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La passione di Matera

di skanderbeg69 (27/02/2009 - 15:30)

Per presentare Matera ci avvaliamo di un consulente particolarmente prestigioso, l’attore e regista Mel Gibson, che in Basilicata ha girato il film La passione di Cristo e che il 3 novembre 2002 assistette al Palasassi all’incontro di serie B1 tra Zeta System Matera e Tempesta Taranto.

Mel Gibson ha vinto due premi Oscar nel 1996 (entrambi per Braveheart, miglior film e miglior regista). Ringrazio l’agenzia Interstar che ha favorito questo contatto. La traduzione dall’inglese è di Vito Mincuzzi.

 

     Cari lettori di Skanderblog, cari tifosi della Puglia e della Basilicata,

è con grande piacere che ho accettato l’invito di Trombetta a parlare di Matera. Della città lucana conservo un ricordo magnifico per l’ospitalità che ho ricevuto nei mesi in cui ho girato La passione di Cristo, un film fondamentale per la mia carriera ed anche per la mia crescita personale e spirituale.

Ricordo i colori della natura della vostra campagna, così simili a quelli della Terra Santa; ricordo la città di Matera, così unica e suggestiva.

Nel dopoguerra Togliatti aveva definito i Sassi “vergogna d’Italia” per le condizioni di povertà e di disagio delle famiglie che vi abitavano; oggi quelle pietre rappresentano un’attrazione turistica, sono circondate da locali alla moda e l’UNESCO le ha inserite nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Se anche il mio film ha contribuito a rilanciare questi luoghi sul piano turistico, non posso che esserne felice.

Mi ricordo soprattutto il grande calore della gente di Basilicata e l’accoglienza gentile e cordiale che ho ricevuto. Nessuno, peraltro, mi ha chiesto tangenti come è successo alla Wertmuller a Taranto; d’altra parte, se ci avessero provato, avrei richiamato i guerrieri di Braveheart e avrei fatto un culo così agli estortori.

Ma quello che davvero non posso dimenticare è la partita di pallavolo a cui assistetti il 3 novembre 2002 al Palasassi. Appena arrivato a Matera, fui subito contagiato da questa grande passione dei tifosi lucani per la pallavolo femminile. Mi avevano parlato dei quattro scudetti e delle quattro coppe europee vinte pochi anni prima; mi avevano parlato di Keba Phipps e di Antonella Cataldo; decisi, così, di farmi coinvolgere in questa passione.

Ricordo l’emozione di passare davanti alla casa dove aveva abitato Marco Urago e poi la speciale atmosfera che si respirava in un Palasassi stracolmo. Fu, peraltro, un’ulteriore dimostrazione della generosità della gente di Lucania: quattro giorni prima il terremoto di San Giuliano aveva causato decine di vittime a seguito del crollo di una scuola. Una tragedia terribile che nessuno, ancora oggi, può e deve dimenticare. L’incasso di quell’incontro fu destinato ai terremotati.

Si giocava Zeta System Matera-Tempesta Taranto, serie B1. In verità nessuno mi spiegò bene quale fosse il Matera e quale fosse il Taranto e così, per errore, iniziai a fare il tifo per le ospiti. D’altra parte fui istintivamente attratto dalle fast superbe di Clara Clemente, dai muri imperiosi di Ratiba El Gamal, dai magici palleggi di Gaia Angiulli, dalle giocate esemplari di Roberta Bottiglione, dalle perfette ricezioni di Laura Passaro.

Per non parlare della giocatrice che ispirò addirittura il mio film, Maria Crocifissa Di Pietrangelo. Prima di quell’incontro, ero intenzionato a girare il sequel de I Basilischi; fu il nome di Maria Crocifissa a darmi l’illuminazione che mi indusse a cambiare programma e a girare un film sulla crocifissione di Cristo.

Quando mi chiesero di tirare la battuta d’inizio, tentai di sorprendere con un ace la ricezione materana (che io credevo fosse quella tarantina), ma mi andò male. E – fra l’altro – mi dissero che non sarebbe stato neanche valido. Era un servizio simbolico.

Mi accomodai in tribuna e chiesi perché fosse stata ceduta Isa Bozza, di cui mi avevano detto un gran bene in America, ma il presidente materano mi disse una frase che non mi fu tradotta (più o meno suonava “fatti i cazzi tuoi”, che non so cosa voglia dire).

Già nel primo set urlai il mio tifo per Passaro e compagne, suscitando un certo stupore ed una velata irritazione nelle autorità e nei dirigenti materani che sedevano al mio fianco e che mi avevano invitato. Ma – ripeto – io ero convinto che il Matera fosse il Taranto e viceversa.

Nel secondo set cominciai anche a protestare contro le decisioni degli arbitri ai danni del Taranto e a quel punto autorità e dirigenti del Matera si allontanarono sdegnati da me. Raggiunsi un certo Luca Passaro e tifai con lui per tutto il terzo parziale, ma non ci fu nulla da fare: la Zeta System Matera vinse 3-0. D’altra parte era uno squadrone da favola.

Al termine dell’incontro mi presentai davanti allo spogliatoio della Tempesta perché volevo baciare e abbracciare le atlete rossoblu, ma le giocatrici, uscendo, erano tutte incavolate per la pesante sconfitta subìta (parziali bassini: 12, 20, 13) e mi mandarono a fare in culo.

Bene, sono passati sei anni, ma io mi sento ancora vicino alla Basilicata, a Matera e alla squadra di pallavolo locale. E conservo ancora il pallone che mi donò Simona Battistini.

Domani il Matera giocherà contro il Taranto, proprio come allora. Avrei voluto esserci, ma impegni professionali me lo impediscono (sto girando un film sulla carriera di Renata Prota che si intitolerà Boom boom spaccalegna – Arma letale 5).

A servire il primo pallone delego l’amico Michele Trombetta, che saprà sostituirmi degnamente. Fate come se fossi io; è lo stesso.

So che molte cose sono cambiate da allora; so che ci sono stati problemi e discese in categorie inferiori, ma so anche che oggi sia la squadra del Matera che quella del Taranto puntano ad un rilancio e sono tornate ad essere competitive.

Oggi le due squadre si chiamano Time Volley e NAT e – siccome mi pare di capire che NAT sia l’attuale nome della squadra lucana – voglio far arrivare il mio grido d’incoraggiamento, questa volta senza equivoci, ad una terra che amo e da cui ho ricevuto più di quanto io abbia dato: “Forza NAT!”

Mel Gibson

 

NOTE:

Le foto di Matera sono tratte da http://it.wikipedia.org; gli articoli su Mel Gibson al PalaSassi sono della Gazzetta del Mezzogiorno del 4-11-2002, pagg. 1 e 6; la locandina del film La Passione di Cristo è tratta da http://filmup.leonardo.it; l’articolo sulla partita è tratto dal Corriere del Giorno del 4-11-2002, pag. 27.

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Andiamo a vincere!

di skanderbeg69 (26/02/2009 - 20:54)

Sabato si va a Matera, sia pure senza il pullman del CTP, negato a noi (che lo paghiamo) e concesso ad altri (gratis).

Tanto per cominciare, ho il dovere di diffondere su questo blog un appello che è pervenuto dall’Asia centrale:

“Chiedo pubblicamente che nella prossima partita con il Matera, viste le origini dell’ex-presidente (Marco Urago, ndr), ed il fatto che i dirigenti del Matera sono miei amici di infanzia, le due tifoserie si gemellino...!!!”

     Per quello che mi riguarda, si sfonda una porta aperta: io sogno uno sport dal volto umano in cui tutti siano gemellati con tutti. Senza contare che la parola “gemellaggio”, la cui radice è gemell-, mi suona particolarmente dolce.

E senza contare che Matera, nello specifico, è così vicina a Laterza...

Ma veniamo alla partita.

E’ improprio parlare di partita decisiva visto che poi ne mancheranno altre nove e tutto potrà ancora succedere. Però è altrettanto innegabile che quella di sabato sarà una tappa fondamentale nella storia del nostro campionato.

Puntiamo ai play-off e se puntiamo ai play-off dobbiamo superare Matera.

All’andata finì 0-3, un risultato giusto, ma con uno strano andamento: in vantaggio in tutti i tre parziali, dopo i 20 punti fummo scavalcati dalle lucane. Questo dimostrò che Matera era squadra più matura, più “cattiva”, soprattutto quando i palloni scottavano. Ma dimostrò anche che potevamo giocarcela.

E adesso ce la giocheremo e ce la giocheremo fino in fondo.

Sento la stessa atmosfera che precedeva Oria due anni fa, Tuglie due anni fa, Ostuni l’anno scorso. Al di là dei risultati, mi piace ricordare l’atteggiamento che ebbe la squadra in quelle occasioni: non ci furono contestazioni, non ci furono discussioni, non si pensò proprio alle avversarie. O meglio: si pensò alle avversarie studiandole per una settimana, analizzandone le caratteristiche, i (molti) punti di forza e i (pochi) punti deboli. Si ebbe rispetto, tanto rispetto, ma nessun timore.

E si pensò soprattutto a se stessi, a giocare bene, a dare il meglio, il 200%. In altre parole, si pensò soltanto a VINCERE.

Vorrei rivedere la Nati a Taranto di Ostuni: una squadra decisa, sicura, implacabile.

Oserei dire, impressionante: forte e precisa a muro come se si dovessero stoppare ordigni e non tiri; aggressiva su ogni pallone che arrivava sul nostro parquet come se fosse quello, proprio quello, il pallone della salvezza; lucida in fase di costruzione come se si provasse piacere fisico a giocare e a far giocare le compagne; inesorabile negli attacchi, che DOVEVANO passare. E passavano, passavano, passavano.

A Matera potete giocare così. So che lo farete.

Lo avete già fatto tante volte quest’anno, pur con qualche calo di continuità; il mio, dunque, non è un invito a cambiare o a migliorare. Non si attendono miracoli. Voi siete già così.

E allora sappiate chi siete quando scenderete sul parquet e siate voi stesse: un gruppo di giocatrici fortissime. Che può vincere. Che sa vincere. Che vincerà questa partita.

Basta che ci crediate e basta che lo vogliate. Tutto il resto è già dentro di voi.

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Ritratti

di skanderbeg69 (24/02/2009 - 21:29)

SIMONA LEONE

Libero

 

Nata a Taranto, dove vive, 31 anni fa.

 

Segno zodiacale:

Cancro.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 11 anni. Prima giocavo a pallacanestro, ma a scuola il professore di educazione fisica, Ardelio Miraglia, decise di cooptarmi nella sua squadra.

Come è avvenuta la conversione da palleggiatrice a libero?

Dopo l’esperienza ad Ostuni fui contattata dall’Altamura in serie A2, ma dopo qualche mese decisi di smettere di giocare. Poi mi chiamò Patrizia Chionna che stava tentando di salvare il Mesagne dalla retrocessione. Accettai la sua proposta, ma non come palleggiatrice; convenimmo che avrei potuto esserle utile come libero, sfruttando la mia bravura in difesa.

La tua carriera:

Sono cresciuta nella Lions Alfieri Taranto; due stagioni in B2 a Noci (1994/’96), B1 a Matera (1996-’97), B1 ad Altamura (1997-’98), B1 a Catanzaro (1998-’99), B2 a Brindisi per due anni (1999-2001), B2 a Torano (2001-02), B2 a Ostuni (2002-’03), tre anni a Mesagne, due in D ed uno in C (2005-’08) e Nati a Taranto in B2 attualmente.

Cos’altro fai nella vita?

Sono agente di commercio.

I tuoi hobbies?

Tra lavoro e volley non ho proprio molto tempo per coltivare hobbies, comunque non disdegno il cinema.

L’ultimo film che hai visto:

Operazione Valchiria.

L’ultimo libro che hai letto:

L’altra faccia dell’amore, di Jacqueline Briskin.

Il tuo cantante preferito?

Vasco Rossi e Claudio Baglioni.

Il tuo piatto preferito:

Linguine allo scoglio.

Ti tratti bene... Il viaggio dei tuoi sogni:

Un’isola deserta: mare, spiaggia, sole, Havana e Coca Cola.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Lealtà, bontà e testardaggine.

E i tuoi difetti?

Tutto il resto...

Il più bel ricordo della tua carriera:

La promozione in B1 con l’Assi Manzoni Brindisi, con relativo viaggio-premio in Grecia.

Il più amaro:

A 19 anni mi sono rotta il ginocchio mentre giocavo nel Matera: crociato, collaterale e menisco. Tre mesi ferma dopo essermi fatta un mazzo così per arrivare in B1...!

Cosa ti piace della Nati a Taranto?

Il gruppo.

Cosa non ti piace?

Il freddo che fa al palazzetto, soprattutto in questi giorni...

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

L’unico: la precisione in ricezione.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

“Devi essere più precisa sui secondi tocchi”.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

Avevo un rituale, ma l’ho abbandonato col passare del tempo: ascoltavo We are the champions prima delle partite.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Andrea Giani.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Beh, non ce n’è una in particolare. Ho già accennato alla promozione in B1 con l’Assi Manzoni Brindisi; ecco, forse la partita più gratificante potrebbe essere quella che ha coronato una stagione memorabile: la vittoria per 3-1 sull’Aversa ai play-off (9 giugno 2001). Vincere un campionato davanti al proprio pubblico; fu bellissimo.

E la partita che vorresti cancellare?

Nessuna.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Lo sport in generale, non soltanto la pallavolo, ti forma il carattere, ti regala forza e autostima e ti offre sempre la grande emozione di entrare in campo. E’ un’emozione che non diminuisce, neanche a 31 anni, e senza quest’emozione sarebbe inutile continuare a giocare.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

Le raccomandazioni. Purtroppo, in passato, mi è capitato di restare fuori dal sestetto titolare proprio per questa ragione.

Torni in B2 dopo sei anni. Quali differenze hai notato da allora?

C’è molto più equilibrio. Però, rispetto all’ultima B2 che ho disputato, ho l’impressione che il livello tecnico sia leggermente più basso. D’altra parte è così: un anno aumenta, l’anno dopo cala.

Qual è il servizio che ti ha creato più difficoltà nel girone d’andata?

Quello di Cristiana Zonca in allenamento.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Trovare maggiore stabilità lavorativa e quindi un impiego a tempo indeterminato e farmi una famiglia.

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Nati a Taranto-Nojaturi 3-1

di skanderbeg69 (22/02/2009 - 16:07)

Sabato 21 febbraio 2009 – ore 19.00

Questa Nati a Taranto mi ricorda un po’ la Palafiom che vinse il campionato di serie C due anni fa. Fu in testa alla classifica praticamente per l’intera stagione eppure raramente asfaltò le proprie avversarie. Era squadra da 3-1. Anche alle formazioni in lotta per la salvezza concedeva qualcosa, salvo poi sfoderare prestazioni esaltanti al cospetto delle dirette concorrenti.

Beh, oggi di concedere abbiamo concesso; la settimana prossima bisognerà mettere in pratica la seconda parte della similitudine.

Ma andiamo con ordine.

Sul filo di lana arriva il placet della Federazione per il tesseramento di Vittoria Repice.

Centrale, 22 anni, nata a Reggio Calabria, Vittoria è reduce da due stagioni a Soverato in B1, dopo essere cresciuta nella squadra della propria città.

Un’altra novità è rappresentata dalle maglie rosse con numeri in oro della NAT. Abbinate ai pantaloncini neri e alle maglie nere indossate sotto da alcune ragazze (visto il freddo), adesso sembriamo il Milan.

Ma, a proposito di colori, abbiamo notato il nuovo look di Marcello? Da un paio di settimane utilizza una felpa bianca; la porterà anche a Matera sabato prossimo?

Quando arrivo al Palafiom, gli arbitri sono già al lavoro da un paio d’ore. Anzi, ancora più al lavoro è Massimo, che, su disposizione dei direttori di gara, sta provvedendo all’adeguamento cromatico delle linee del campo, a ridipingere le pareti, a modificare l’impianto idraulico e a raddoppiare la capienza della struttura.

      Ad essere costanti – per fortuna – sono la qualità e la densità dell’espressino di Carmen. Più buono di quello dell’ufficio del coach – secondo Gabriella. Per me, sono equivalenti; era la mousse che faceva la differenza.

Il Villa Menelao Nojaturi giunge sulle rive dello Jonio circondato da una buona fama: 19 punti nelle ultime 10 partite, classifica mossa (quasi) ininterrottamente dal 22 novembre, data in cui riuscì a strappare un punto nientepopodimeno che al Matera.

Saggia, inoltre, la decisione di unire le forze con la fusione di Noicattaro e Turi, nonché quella di puntare su un roster giovanissimo. Quasi tutte le giocatrici provengono da quelle due società (Dipierro, Sanitate e Boccuzzi da Noicattaro; Spinelli, Topputi & Topputi, Fonsdituri e Raguso da Turi); l’esperienza di categoria dovrebbe essere garantita da Betty Tortora e Mary Ricciardi, che comunque hanno rispettivamente 26 e 25 anni; molto giovani anche loro, quindi.

Pesa, però, un grave errore strategico. Villa Menelao è il ristorante dove l’estate scorsa andò a pranzare il sultano dell’Oman, uno che come mancia lasciava beni immobili. Sarebbe bastato impiegare le ragazze come cameriere soltanto per quel giorno e la neonata Nojaturi, tra una mancia e l’altra, disporrebbe oggi di un patrimonio tale da far impallidire Roman Abramovich.

Chi si adatta, invece, ad un ruolo inconsueto è Désirée, parrucchiera a domicilio per Michela. E poi vanno a Sport & Sport a dire che il nonnismo non esiste più...

Formazioni.

L’arrivo di Vittoria Repice consente il ritorno di Marcella Scaglioso al ruolo di palleggiatrice. Completano il sestetto l’altra centrale Cristiana Zonca, l’opposto Sonia Tinelli, le bande Michela Benefico e Simona Corallo, il libero Simona Leone.

In panchina con il tecnico Marcello Presta: Alessandra Certa, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Désirée Fiore.

Nojaturi: Roberta Sanitate in regia, Betty Tortora opposto, Rosemary Ricciardi e Stefania Topputi laterali, Alejandra Graniero Rodriguez e Grazia Spinelli centrali, Marika Grassano libero.

A disposizione di coach Pasquale Moramarco: Serena Dipierro, Angela Topputi, Annarita Fonsdituri, Giacoma Gassi e Maria Vittoria Raguso.

Se nella NAT il guardaroba continua ad essere rinnovato, ho l’impressione che il Nojaturi utilizzi le stesse maglie del Valenzano dell’anno scorso; sarà stata Alejandra Rodriguez, che giocava lì, a farsi promotrice del riciclaggio.

Lo sguardo sugli spalti, a mio avviso, è deludente: poca gente rispetto a quella che sarebbe lecito attendersi. Meno male che dalla curva sud l’Armata Jonica garantisce il consueto apporto sonoro.

Primo set

Bomba Corallina e due aces di Cristiana; sul 3-0 coach Moramarco è costretto a chiamare il primo time-out per spiegare alle proprie ragazze che l’incontro è iniziato.

Ma il vantaggio aumenta, sebbene Rodriguez piazzi a terra un bel pallonetto (7-4) e il libero Grassano dia dimostrazione di grande reattività.

La NAT ha una flessione e Betty Tortora, dopo un ace di Sanitate, sfiora il pareggio con due attacchi consecutivi (11-9).

 Ad allontanare il pericolo ci pensano le nostre schiacciatrici, Simona e Michela (17-12), mentre si rivede il muro rossoblu delle grandi occasioni, talvolta vincente, spesso in grado di smorzare gli attacchi ospiti.

Rodriguez, come Marcella, sembra in grado di svolgere indifferentemente il ruolo di centrale e quello di palleggiatrice: sono due sue alzate consecutive che consentono a Stefania Topputi, molto positiva, di riaprire il set (17-15).

A chiuderlo definitivamente provvedono i servizi insidiosi di Vittoria e gli attacchi prepotenti di Michela, oltre che qualche imprecisione barese: break di cinque punti e parziale virtualmente chiuso (22-15).

In questa fase, purtroppo, si riacutizza un dolore alla spalla di Mary Ricciardi, costretta a cedere definitivamente il posto a Giacoma Gassi. Fino a quel momento la schiacciatrice romana non aveva messo molti palloni a terra, ma stava difendendo egregiamente.

Il punto finale è un bel murazzo di Cristiana (25-17).

Secondo set

Magia di Marcella, ace di Michela e show di Vittoria (muro e pallonetto): sul 7-1 l’allenatore ospite (che ha sostituito Spinelli con Angela Topputi) ha già esaurito i time-out.

A esaurirsi è anche la pazienza di Roberta Sanitate, convocata continuamente dal direttore di gara. Scambiatevi i numeri di telefono e sentitevi a fine partita così non perdiamo ulteriore tempo... In compenso, al Palafiom inauguriamo il servizio di raccolta palloni; altro esordio estremamente positivo.

La più reattiva è Stefania Topputi, ma Marcella è in vena di prodezze e i suoi tocchi di seconda risultano brillanti ed efficaci (15-8).

C’è spazio anche per Desi, Simona-di-metallo e Silvietta.

Quest’ultima, in particolare, si presenta con due attacchi vincenti da posto due (21-13).

E’ una NAT molto bella a vedersi.

Anche questa volta il punto finale è un muro (Marcella-Cristiana). Dev’essere gratificante terminare un set con questo fondamentale (25-15). Per le statistiche, chiuderemo l’incontro con 10 muri attivi. Di brutto, però, ci sarà una ricezione non impeccabile, come testimoniano i 6 aces del Nojaturi (solo Battipaglia, Scafati e Sarno ne avevano realizzati di più, però in 5 set).

Terzo set

Sul 6-2 iniziamo a programmare il dopo-partita e a prenotare le pizzerie.

Ma è un errore fatale. Inizialmente è la NAT a fare e disfare (due tiri fuori e due invasioni: 6-7), poi crescerà notevolmente anche il Nojaturi e il terzo set diventerà un incubo.

Ace Tortora e vantaggio ospite (9-10).

Mentre la squadra va in corto circuito, soltanto Simona Corallo macina punti a terremoto (ben 7 in questo parziale); tale circostanza permette alle joniche di tenersi in equilibrio sino al 17-16.

Poi c’è il crollo totale.

La ricezione balla e gli attacchi continuano a risultare alquanto decentrati. Il tecnico ospite, inoltre, ha azzeccato la mossa di Maria Vittoria Raguso: entrata per servire, non sbaglierà un colpo.

Due time-out di coach Marcello non basteranno a svegliare le nostre: break di 8 punti e terzo set irrimediabilmente nella mani del Nojaturi (17-24).

L’ultimo punto è di Betty Tortora.

Quarto set

Grandi emozioni nel quarto set. La Nati a Taranto si riprende, ma Nojaturi continua a giocare molto bene.

Un attacco di Sonia, che nel frattempo è rientrata sul parquet, viene giudicato fuori dalle ospiti, in particolare dall’allenatore. Le conseguenti proteste comportano il cartellino giallo e un ulteriore punto per le rossoblu (6-3).

La reazione ospite passa dalle parole ai fatti. Fatti, nel senso tecnico: due aces di Tortora e due palloni messi a terra da Rodriguez (un primo tempo e una fast): 6-7.

Nuovo sorpasso NAT con una doppietta di Michela e pareggio Nojaturi con l’ennesimo primo tempo di Alejandra Rodriguez (8-8). E’ veramente brava questa piccina.

Si riprende a sbagliare: battuta out e fast di Cristiana che termina a lato con successivo gesto di stizza della centralona che tenta di tirare giù la rete. No’ squascià tutt’ cose...!

Si mette male: mani-fuori Tortora ed ace Gassi (11-14). Adesso servirebbe la telefonata; adesso bisognerebbe ricordarsi dell’aspirapolvere...

Buon per noi che il muro stasera è eccellente (Vittoria) e che Sonia inizia a proporsi come la grande protagonista di questo finale di partita.

Sul 15-17 il capolavoro delle rossoblu, una striscia positiva che va raccontata punto per punto: Sonia da posto due, palletta di Michela, ace di Vittoria, muro Sonia-Cristiana, altro ace di Vittoria, mani-fuori di Michela, muro Sonia-Cristiana e muro a uno della nostra piemontese tosta (23-17). E non dimentichiamo due salvataggi miracolosi della Corallina e l’ottimo rendimento difensivo di Leo.

Di fronte a cotanta magnificenza possiamo chiudere un occhio sul terzo set alquanto difettoso.

Sonia, strepitosa, ha ancora l’ultima cartuccia da giocare (24-18) e poi, come spesso impone il destino, l’ultimo errore è firmato da una delle più brillanti protagoniste della serata: servizio sulla rete di Alejandra e risultato fissato sul 25-20.

Sugli altri parquet vincono tutte le grandi. Questo vuol dire che si va a Matera con un gap di quattro punti. Questo vuol dire che si va a Matera per vincere, a qualunque costo.

Tabellino: TARANTO-Nojaturi 3-1 (25-17, 25-15, 18-25, 25-20)

Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 14, Repice 10, Fiore 0, Benefico 12, Scaglioso 5, Mucci 0, Tinelli 7, Mastandrea 4, Certa 1 (NE), Leone (L) – All. Presta.

Aces 7, errori in battuta 6, muri-punto 10.

Villa Menelao Nojaturi: Dipierro NE, Spinelli 0, A.Topputi 3, Tortora 15, Sanitate 1, Ricciardi 1, S.Topputi 11, Fonsdituri 0, Gassi 9, Raguso 0, Graniero Rodriguez 8, Grassano (L) – All. Moramarco

Aces 6, errori in battuta 9, muri-punto 3.

Arbitri: Nicola Antonio Braile (Cetraro, CS), Pierluigi Loris Sodano (VV).

Durata set: 19’, 25’, 25’, 24’ – Durata totale dell’incontro: 1.42’.

Altri risultati: Sarno-Trani 0-3, Ostuni-Salerno 0-3, Molfetta-Matera 0-3, Tuglie-Sala Consilina 0-3, Montescaglioso-Scafati 2-3, Aversa-Benevento 1-3, Potenza-Battipaglia 0-3.

Classifica: Trani 54; Salerno 48; Matera 47; TARANTO 43; Scafati 40; Benevento 38; Sarno 32; Potenza 28; Battipaglia e Tuglie 27; Sala Consilina 26; Molfetta e Nojaturi 24; Aversa 13; Montescaglioso 8; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Nessuna multa; gli animi di tutti, per fortuna, sembrano raffreddarsi.

Prossimo turno: Matera-TARANTO, sabato 28 febbraio, ore 19.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto dell’espressino è tratta da www .candyitalia.com.

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Sport, privacy e minorenni

di skanderbeg69 (20/02/2009 - 06:55)

Questo post è un invito. Chi sa parli, come fu per l’identità di Livio Tempesta. Questa volta mi piacerebbe avere un’interpretazione delle normative in materia di pubblicazione di notizie e di foto relative a minorenni impegnati in attività sportive. La questione è complessa e si intrecciano sia le leggi in materia di privacy (D. Lgs. n. 196/2003), sia quelle a tutela dei minori in generale (Codice Civile, ad esempio), sia le disposizioni relative alle attività giornalistiche ed artistiche (Carta di Treviso, legge n. 633/1941 sul diritto d’autore) e sia quelle riguardanti le nuove tecnologie (qui temo che la legge italiana non sia al passo con i tempi e che, per ora, occorra basarsi soprattutto sulle sentenze).

Il problema non è tanto l’individuazione delle normative quanto – come sempre – i loro intrecci, la loro interpretazione e l’interpretazione dei loro intrecci.

La domanda molto banale è questa: posso pubblicare tranquillamente sul blog foto di Silvietta o di Désirée?

Sui giornali le foto di atlete minorenni ci sono (senza il consenso formale dei genitori, presumo) e vedremo perché è lecito, ma già sorge un primo dubbio: un blog può essere equiparato ad un giornale? Formalmente nessun blog viene registrato in Tribunale e non è richiesta l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per scriverci. Però c’è già un precedente interessante: il Tribunale di Aosta, con sentenza n. 553 del 2006, ha equiparato il titolare di un blog a un direttore responsabile, pur riconoscendo la mancanza di una normativa ad hoc per gli strumenti multimediali.

Poi, se accettiamo che questo blog abbia velleità satiriche, ci sarebbe la questione della libertà della satira e dei suoi limiti, ma è meglio non divagare troppo.

Veniamo all’uso delle immagini. Prima di parlare nello specifico dei minorenni, partiamo dalla legge n. 633 del 1941 (aggiornatissima...) sul diritto d’autore e in particolare dagli articoli 96 e 97 (laddove si parla di “ritratto” si intende la fotografia di un soggetto):

Art. 96: “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente”.

Art. 97: “Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti o cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla riputazione od anche al decoro della persona ritrattata.”

Questo articolo 97 è indubbiamente rassicurante: le giocatrici della Nati a Taranto e le loro avversarie sono protagoniste di fatti che si svolgono in pubblico (tanto che ne viene data notizia sui giornali), dunque il loro consenso non è necessario. In alcuni casi si potrebbe parlare anche di notorietà e di scopi scientifici, didattici e culturali; i primi tempi di Cristiana hanno un valore didattico, gli aces di Michela sono scientifici, i palleggi di Ale sono alta cultura.

Fin qui, dunque, sto in regola.

La cosa potrebbe complicarsi per i minorenni. La più recente versione della Carta di Treviso (una sorta di codice etico per i giornalisti in materia di tutela dei minori, soprattutto in riferimento alla cronaca ed a fatti giudiziari), conforme alle disposizioni del Garante per la privacy, dice:

“Le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità. Questo rischio può non sussistere quando il servizio giornalistico dà positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare in cui si sta formando”.

Ricordando sempre la premessa che il blog non è esattamente la stessa cosa di un giornale (la Carta di Treviso vincola gli iscritti all’ordine e alla FNSI), io, dunque, non potrei rappresentare fatti di vita che arrechino danno alla loro personalità, ma posso dare risalto alle qualità del minore. In pratica, se Désirée sbaglia una ricezione non posso scriverlo; se compie una ricezione perfetta posso scriverlo perché così do risalto alla qualità della minore...

 “Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi – suicidi, gesti inconsulti, fughe da casa, microcriminalità, ecc. – posti in essere da minorenni, fermo restando il diritto di cronaca e l’individuazione delle responsabilità, occorre non enfatizzare quei particolari che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.”

Sbagliare un servizio può essere considerato un gesto inconsulto...? Secondo Marcello, credo di sì. Ma se allora Silvietta sbagliasse un servizio, non potrei scriverlo sul blog dato che ci sarebbe il rischio di suggestione o emulazione e potrebbe poi sbagliarlo anche Desi... Meno male che Silvietta il servizio non lo sbaglia mai.

“Nel caso di minori malati, feriti (...), occorre porre particolare attenzione e sensibilità nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona”.

Maledizione, non avrei dovuto pubblicare le foto di Simona con il polso dolorante...! Ho stimolato un sensazionalismo che, in nome di un sentimento pietoso, è divenuto sfruttamento della persona...

Andiamo avanti e mettiamo da parte la Carta di Treviso per rileggere alcuni chiarimenti del Garante per la privacy in risposta a quesiti dell’Ordine dei giornalisti (6 maggio 2004):

“Le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità. Questo rischio può non sussistere quando il servizio giornalistico dà positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare in cui si sta formando” (questo lo abbiamo già letto). “Pertanto può ritenersi lecita, ad esempio, salvo casi assai particolari, la diffusione di immagini che ritraggono un minore in momenti di svago e di gioco (perfetto! Più chiaro di così..! Sono salvo). Resta comunque fermo l’obbligo per il giornalista di acquisire l’immagine stessa correttamente, senza inganno e in un quadro di trasparenza, nonché di valutare, volta per volta, eventuali richieste di opposizione da parte del minore o dei suoi familiari”.

Chiedere il consenso a tutti diventa complicato (pensiamo a una partita delle Under) e la legge non lo impone, ma ho sempre detto e ripeto che si darà ascolto a qualunque opposizione, anche se proveniente da maggiorenni.

Lasciamo i minori e torniamo ai luoghi pubblici (è sempre il Garante che scrive): “Di regola, le immagini che ritraggono persone in luoghi pubblici possono essere pubblicate, anche senza il consenso dell’interessato, purché non siano lesive della dignità e del decoro della persona. Come il Garante ha precisato nelle sue pronunce, il fotografo è comunque tenuto a rendere palese la propria identità e attività di fotografo e ad astenersi dal ricorrere ad artifici e pressioni indebite per perseguire i loro scopi” (quando fotografai il cuoricino stampato sul retro della maglia di una giocatrice del Potenza, mi palesai come fotografo ed ottenni il consenso, ma una sua compagna malignò – a torto, e l’ho dimostrato... – che fosse un artificio per perseguire lo scopo di immortalarne il sedere...).

“Inoltre, nel documentare con fotografie fatti di cronaca che avvengono in luoghi pubblici, il giornalista e/o il fotografo sono chiamati a valutare anche quale tipo di inquadratura scegliere, astenendosi dal focalizzare l’immagine su singole persone o dettagli personali se la diffusione di tali dati risulta non pertinente o eccedente rispetto alle finalità dell’articolo”.

     Forse, parlando della sponsorizzazione del Cotonificio di Capitanata ad una squadra pugliese, non avrei dovuto focalizzare l’immagine su un certo dettaglio personale non pertinente ed eccedente rispetto alle finalità dell’articolo... Però è anche vero che diedi “positivo risalto” al... dettaglio delle interessate.

Insomma, la materia è complessa, ma, così a occhio, mi pare che sul blog non si stia violando la legge.

Beh, a parte gli scherzi, l’argomento è più serio di quello che sembra e – tornando alla domanda iniziale – mi piacerebbe sapere se, al di là delle interpretazioni su cosa sia un evento pubblico, sul concetto di notorietà, sul positivo risalto alle qualità del minore, ecc., esistano disposizioni o pareri qualificati su privacy e minorenni che svolgono attività sportive (in modo specifico).

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Cerco foto della Tempesta 2002-'03

di skanderbeg69 (19/02/2009 - 14:39)

Appello: cerco foto a colori della Tempesta che ha partecipato al campionato di serie B1 2002-’03.

Basterebbe anche una sola foto, però entro mercoledì prossimo.

Di quella squadra facevano parte Gaia Angiulli, Roberta Bottiglione, Clara Clemente, Francesca Cosa, Susy Di Pietrangelo, Ratiba El Gamal, Alessandra e Laura Passaro, Zappa, Nigro, Miggiano, Albertova.

Chi ha le foto batta un colpo e gli darò l’indirizzo email a cui inviarle. Grazie.

Tag: tempesta,volley,pallavolo,sport

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L'esperimento di Formoso: "Con il gomito di Marcello riprodurrò il Big Bang"

di skanderbeg69 (18/02/2009 - 01:00)

Al CERN di Ginevra perdono tempo. E i 6 miliardi di euro investiti per la costruzione dell’acceleratore lineare di 27 chilometri sono soldi buttati. Non serve sparare fasci di protoni alla velocità della luce e farli scontrare per ricostruire gli attimi successivi al Big Bang.

Uno scienziato crispianese, il dottor Michele Formoso, è in grado di riprodurre il Big Bang mediante un altro tipo di collisioni ad altissima energia. A generarle non c’è bisogno dei 27 chilometri dell’anello del CERN; sono sufficienti pochi centimetri: quelli che separano il gomito dell’allenatore Marcello Presta dalla parete di casa.

Questa notte lo scienziato procederà all’esperimento. I violenti impatti tra il gomito del coach ed il muro scateneranno un’energia superiore a 14mila miliardi di elettronvolt e a quel punto si potrà osservare la cosiddetta “particella divina”, il Bosone di Higgs, l’evidenza che conferma l’esistenza dell’antimateria.

I rischi della creazione di un buco nero che potrebbe risucchiare la terra sono stati smentiti dal dottor Formoso: “L’esperimento è assolutamente sicuro. Non vi sono rischi per il pianeta né per la salute di Marcello né, tanto meno, per il rendimento della squadra. Solo a titolo precauzionale abbiamo fatto evacuare i vicini di pianerottolo. Peraltro, lo sviluppo di tanta energia è già stato più volte prodotto in passato dal coach in modo spontaneo e senza alcuna conseguenza”.

Gli esperimenti di Ginevra e di Taranto, però, hanno dato fiato a teorie apocalittiche e c’è chi mette in relazione l’acceleratore del CERN con alcuni versi di Nostradamus:

Fuggite, fuggite da Ginevra tutti,

Saturno si cambierà d’oro in ferro,

il contrario Raypoz sterminerà tutti,

prima dell’accaduto il cielo farà segni.

Secondo alcuni studiosi, Saturno, l’unico pianeta con gli anelli, sarebbe un chiaro riferimento all’anello dell’acceleratore e i segni del cielo sarebbero i fuochi d’artificio sparati dopo l’amichevole NAT-Trani. Dubbi sull’identità di Raypoz che “sterminerà tutti”, ma l’ipotesi prevalente è che questo nome indichi Emilio Riva, il padrone delle ferriere tarantine, il diffusore di fumi immondi.

      Formoso ha un’altra spiegazione: “I versi di Nostradamus evidenziano semplicemente lo sperpero di denaro del CERN di Ginevra: l’oro sarebbero i miliardi di euro investiti e il ferro è l’inutile acceleratore che ha bruciato questa ingente somma quando – a costo zero – bastava un gomito senza riposo.

E a questo proposito lo scienziato crispianese invita a rileggere altri versi di Nostradamus, a suo dire più illuminanti:

Tuzza contro il muro l’angolo del braccio,

causando dolore, jastème e un brutto doloraccio,

ciò nonostante il coach non rinuncerà ai propri desideri

e con quel braccio di Ceres continuerà a riempir bicchieri.

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Nati a Taranto-Ostuni 3-0

di skanderbeg69 (15/02/2009 - 15:00)

Sabato 14 febbraio 2009 – ore 19.00

Bella cumma’a ‘na rosa è il titolo di un brano del cantautore folk ostunese Tonino Zurlo, in omaggio alle nostre ospiti. E belle nell’aspetto come nel gioco sono state le “nostre” Ivana e Paoletta, senza nulla togliere ai meriti delle rossoblu, vittoriose e sempre lanciate alla rincorsa di Matera e Salerno.

Ma questa è la partita degli affetti e la cronaca sarà più mielosa del solito.

Fedele alla tradizione, la prima ad arrivare al Palafiom è Ivana, che precede compagne ed avversarie, anche se avversarie è una parola impropria. Poi arriva anche Paoletta. Le piccine nostre sono di nuovo a casa; ma dovete proprio giocarci contro...?

Sto uscendo dallo spogliatoio della Nati a Taranto, dove ero entrato a sistemare una cosa, mentre arrivano le prime atlete rossoblu, quelle attuali intendo. Sono ancora sulla porta dello spogliatoio quando una di esse, peraltro una delle più bone, entrando dice: “Michè, vieni, ti devo far vedere una cosa...”

Erano anni che attendevo questo momento.

Improvvisamente un raggio di luce illumina la sera, un’onda di calore riscalda questo gelido inverno, germogliano fiori nella mia testa, gli ormoni si risvegliano. Ovviamente, non mi faccio pregare; qualunque cosa intenda farmi vedere, sarà apprezzata.

L’illusione svanisce quando la giocatrice, accorgendosi della mia presenza, mi rivolge uno sguardo severo e interrogativo.

“Hai detto: Michele, vieni, ti devo far vedere una cosa...” – mi giustifico.

“Ho detto: MICHELA, non Michele! Ma vid’ a chistu...”

Non basterà il cd house ad attenuare il mio sconforto. Fra l’altro io preferivo quello del girone di ritorno dell’anno scorso, anche perché sappiamo tutti che cosa è stato il girone di ritorno dell’anno scorso. Ecco, quella magnifica impresa dell’allora Palafiom (24 punti in 14 partite) è un pensiero consolante.

La NAT ha le donne contate, ma anche gli uomini contati: l’assenza di Pino Russo, comunque, viene bilanciata dall’egregio lavoro svolto alla consolle da Massimo e Gianluca.

Formazioni.

Marcello Presta conferma “il sestetto del ritorno”: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Simona Leone libero con licenza di fare punti (ma oggi non ne farà).

Soltanto Silvia Mastandrea e Simona Mucci appoggiano le loro membra sulla panchina, dato che Désirée è stata precettata dalla Tempesta.

Coach Tonino Solombrino deve fare a meno di Daniela Casalino e utilizza Paola Marcianò in palleggio, Raffaella Pastore opposto, Ivana Gallo Ingrao e Sara Stefanelli di banda, Francesca Andriola e Grazia Rendina centrali, Simona Minetti libero. A disposizione: Milena Flore, Donatella Sacco, Maria Carmela Nigro, Gabriella Bongiorno, Veronica Parisi e Francesca Monopoli, caldamente invitata a riprendere a scrivere per retegialloblu.

Con l’Ostuni i rapporti sono molto buoni. Ci sono Ivana e Paoletta, sangue del nostro sangue; abbiamo gioito per la loro salvezza l’anno scorso (dopo esserci assicurata la nostra, ovviamente); c’è un allenatore bravo e galantuomo che stimiamo. E poi, personalmente, apprezzo molto il carattere con cui questa squadra continua a giocare e a sudarsi tutte le partite, nonostante una classifica disperata. Altri sarebbero stati sfiorati dalla tentazione del ritiro.

Mi sia, però, permessa una critica: chi cacchio ha mandato i numeri di maglia sballati all’Annuario 2009?! Per lo starting-six stè assèv’ pacce...

Primo set

Le nostre attaccanti spediscono fuori un discreto numero di palloni, mentre Pastore si fa valere a muro, Ivana schiaccia a terra e Stefanelli trova il mani-fuori: 2-6 per l’Ostuni e la serata si fa ancora più gelida.

Per fortuna ci sono Soninha e Cristiana a risollevare la Nati a Taranto (7-7), ma non è ancora la svolta. Approfittando della perdurante imprecisione delle nostre atlete (sei errori-punto, incluse tre battute sbagliate), Ostuni resta agganciata alle padrone di casa.

Si svegliano le nostre bande e fanno male (17-13) con tre punti consecutivi, ma il risultato torna in bilico per merito, cioè per colpa di una Paoletta magnifica: prima mura, poi compie la sua classica magia con un tocco di seconda che sorprende la nostra difesa (18-17).

Alessandra si rammenta che Marcella non è più palleggiatrice, dunque potrebbe anche attaccare ogni tanto, e le serve finalmente due palloni che la futura psicologa sfrutta a dovere (21-18).

Arrendersi mai, dev’essere il motto dell’Ostuni: Ivana a segno da posto quattro e servizio vincente di Paoletta (21-20). Baci, abbracci, bentornate, le piccine nostre, quanto vi vogliamo bene... Vuè ccuvvìde che mo le piccine nostre n’ fann’ ‘u scherzett’...? Ora state esagerando: rilassatevi o non ‘ngi assìte vive da ‘u palazzetto; otr’ ca baci e abbracci...

C’è anche Pastore, in verità (22-21).

A togliere le imbarazzanti castagne dal fuoco ci pensano Sonia e Michela: 25-21 e profondo respiro di sollievo.

Secondo set

Le nostre hanno sbagliato tanto e sembrano un po’ svogliate; due dati su tutti: 9 battute fuori misura nell’intera partita ed un misero muro-punto. Ma bisogna riconoscere che l’Ostuni è molto cresciuto rispetto all’incontro di andata, soprattutto in difesa. E poi – sarò forse poco parziale – mi pare che Paola e Ivana siano particolarmente ispirate.

Al rientro sul parquet c’è una novità per la NAT: dentro Silvietta al posto di Sonia.

Anche questo parziale, però, inizia nell’incertezza, almeno fino al 6-6 ottenuto dall’ennesimo capolavoro di Paoletta.

Poi c’è la riscossa rossoblu: praticamente tutte a segno nel break di sette punti che vale il 13-6.

Dopo un’invasione, Solombrino richiama temporaneamente Sara Stefanelli ed introduce Veronica Parisi. Stefanelli – ricordo – giocava a Nardò in serie C ed è una schiacciatrice molto interessante.

Sono, però, i nostri gioielli in esilio (due mani-fuori di Ivana, un punto di Paoletta) a rimettere in corsa le ospiti (14-10), ma quando poi Mucci, entrata al posto della Corallina, va a servire, sia pure senza salto, la Nati a Taranto chiude virtualmente il secondo parziale: break di 10 punti, 4 dei quali portano la firma di una Michela Benefico ormai implacabile.

Finisce 25-11.

Terzo set

Anche nel terzo set l’Ostuni sorprende la NAT, sfruttando, come nel primo parziale, i molti errori offensivi delle rossoblu (4-6).

Dopo il primo time-out tecnico, comunque, le joniche aggiustano il tiro e tutte le ragazze incrementano il proprio bottino personale di azioni vincenti. Bene Simona-di-metallo (5 punti nel set), Silvietta (4), Cristiana (4, incluso l’unico muro rossoblu della serata) preferita a Marcella (1) dalle mani fatate di Ale. Brava anche Leo in difesa e soprattutto Michela, davvero scatenata (6 punti nel set, 17 in totale).

Sull’8-8 c’è un attacco di Ivana: mani del muro e palla di poco fuori. “Dentro!” urla Marcella.

Pure fra amiche tentano di fregarsi...

Ma è solo per scherzare, come poi testimonia l’allegra risata della nostra centrale di fronte ad una stupita Yoghina.

Mucci adesso serve al salto e trova l’ace (11-9).

Zonca spettacolare: oltre al citato muro, c’è un pallonetto da esperta di balistica (anche se lei preferisce le calibro 22) ed una fast  imperiosa (18-12). Tanto impegno, però, le provoca qualche precoce capello grigio.

Simona-di-metallo e Silvietta si alternano al tiro da posto due, Michela spara l’ultima sassata e il punto finale è firmato dalla nostra giovane opposta, molto positiva stasera (25-17).

In classifica non cambia nulla: il fiato di Scafati è sempre sul collo e restiamo a -5 da Salerno e a -4 da Matera (Trani, per molti, è già... fuori concorso), che sono più o meno le temperature glaciali di questa serata invernale, con l’aggiunta di qualche brivido dovuto alle piccine nostre, soprattutto nel primo set.

Tabellino: TARANTO-Ostuni 3-0 (25-21, 25-11, 25-17)

Nati a Taranto: Zonca 8, Corallo 5, Benefico 17, Scaglioso 6, Mucci 5, Tinelli 4, Mastandrea 6, Certa 1, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 9, muri-punto 1.

Lightning Ostuni: Andriola 1, Flore NE, Sacco NE, Gallo Ingrao 7, Nigro NE, Marcianò 6, Pastore 8, Rendina 1, Stefanelli 4, Bongiorno 4, Monopoli NE, Parisi 0, Minetti (L) – All. Solombrino.

Aces 1, errori in battuta 2, muri-punto 3.

Arbitri: Vincenzo Gratis (LE) e Stefano Chiriatti (LE).

Durata set: 22’, 20’, 20’ – Durata totale dell’incontro: 1.08’.

Altri risultati: Salerno-Sarno 3-1, Matera-Sala Consilina 3-1, Scafati-Tuglie 3-1, Benevento-Montescaglioso 3-1, Battipaglia-Molfetta 3-1, Nojaturi-Aversa 3-0, Trani-Potenza 3-0.

Classifica: Trani 51; Salerno 45; Matera 44; TARANTO 40; Scafati 38; Benevento 35; Sarno 32; Potenza 28; Tuglie 27; Molfetta, Nojaturi e Battipaglia 24; Sala Consilina 23; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 615,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Ostuni rafforza il secondo posto grazie a una multa di 55 euri per l’assenza dell’addetto agli arbitri. Recidiva.

Prossimo turno: TARANTO-Nojaturi, sabato 21 febbraio, ore 19, Palafiom, via Galilei.

Adesso molti si chiedono: ma arriverà o no una nuova centrale in casa rossoblu? E chi sarà? Lo ha domandato anche Gerry Scotti nel suo programma. E allora, visto che con Ivana questa volta ci siamo parlati dal vivo, al posto del sms, concludiamo con la schermata di Chi vuol essere milionario:

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Auguri, Marco!

di skanderbeg69 (13/02/2009 - 08:36)

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Ma il volley è sempre più blu (anzi, più azzurro)

di skanderbeg69 (12/02/2009 - 15:45)

Dopo l’Azzurra Lecce e l’Azzurra Molfetta, ho scoperto quest’anno che esiste anche l’Azzurra Montescaglioso. Senza contare che il nome ufficiale della Primadonna Trani è Aquila Azzurra Trani.

Tutte squadre azzurre.

Per carità, l’azzurro è un colore che parla di mare e di cielo, è il colore di tutte le squadre nazionali italiane, è un colore che è stato ampiamente esaltato da artisti e cantanti (cito a titolo di esempio soltanto Adriano Celentano). Purtroppo è anche un colore che in tempi recenti ha assunto un significato politico molto particolare, ma lasciamo stare.

Che si scelga questa tinta per definire una società sportiva, lo trovo più che comprensibile proprio in virtù delle suggestioni e delle comparazioni tutte positive che evoca questa tinta.

Quello che non capisco è perché SOLTANTO l’azzurro.

Ci sono tanti altri bei colori, eppure non ho mai sentito parlare, chessò?, di Gialla Lecce, di Verde Molfetta, di Rossa Montescaglioso, di Aquila Fucsia Trani...

Perché?

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Firmate l'appello per Jotv

di skanderbeg69 (11/02/2009 - 00:30)

Invito tutti gli amici che mi hanno più volte chiesto l’orario delle differite degli incontri della NAT su www.jotv.tv a sottoscrivere questo appello:

“Cara Jotv, apprezziamo molto il vostro impegno che ci permette di guardare le partite della Nati a Taranto sia in diretta che in differita. Grazie di cuore. Siamo tifosi della squadra, parenti o amici delle giocatrici, tifosi delle squadre avversarie, appassionati di pallavolo, curiosi. Insomma, per tanti motivi ci interessa vedere le partite della Nati a Taranto.

      Per le dirette, ok; sappiamo giorno e ora. Per le differite non lo sappiamo mai. Ci tocca sorbirci Goldrake, Jeeg Robot e Netty che intervista le persone mentre mangiano.

Il NAT Fest, inoltre, ormai l’abbiamo imparato a memoria.

L’appello è questo: potete, cortesemente, pubblicare sul vostro sito il palinsesto? Potete, in subordine, informarci sugli orari in cui sarà trasmessa la cronaca registrata della partita di pallavolo, giorno per giorno?

Grazie.

PS: visto che v’acchiàte, potete anche sostituire Trombetta con un telecronista decente?”

Chi è d’accordo, mandi un commento qui sotto, anche senza scrivere niente; basta il nome o il soprannome (e magari la città di provenienza). Grazie.

 

NOTE:

La foto di Goldrake è tratta da http://en.wikipedia.org.

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Azzurra Molfetta-Nati a Taranto 2-3

di skanderbeg69 (08/02/2009 - 23:28)

Sabato 7 febbraio 2009 – ore 18.30

Privi del consueto pullman del CTP, ci tocca un mezzo da 30 posti. Questo non attenua l’amarezza per il vuoto, non fisico ma spirituale, che avverto alle mie spalle, in considerazione della precedente ed usuale disposizione. In compenso non esiste più la privacy: si sente tutto quello che dicono tutti.

Di solito, gli effetti sonori in pullman sono quasi un monopolio di Michela; questa sera, invece, è Marcella a cimentarsi in un saggio orale di sociologia. Nel pullman piccolo si riesce a sentire persino Alessandra. Si sente il suo respiro, intendo; per la voce non c'è speranza.

Coach Marcello concede una sosta di sette minuti e venticinque secondi. Il tono direttivo e perentorio usato dal tecnico induce la nostra (ex) palleggiatrice ad affermare che mister Presta produce petali di rosa quando parla.

Il PalaPoli è magnifico. E che illuminazione. Qua non si sparagna sulle bollette dell’ENEL.

Non può mancare, come sottofondo, una canzone dell’orgoglio locale, Caparezza. Anche il d.j. viaggia su rendimenti elevati; l’unica incongruenza è Julio Iglesias durante un intervallo, abbastanza anomalo per una partita di pallavolo.

La Nati a Taranto inaugura le nuove maglie: sono azzurre con numeri in oro; i pantaloncini sono neri. Ora dovrei chiamare Benefico e compagne “nerazzurre”, ma preferisco continuare a immaginarle rossoblu. Quello che colpisce è l’estrema aderenza delle nuove divise di gioco. Non credevo che l’Adidas producesse anche articoli di biancheria intima.

Formazioni.

Coach Matera schiera la tarantina Giusy D’Elia in palleggio, Valentina Testini opposto, Maria Teresa Francioso e Simona Marasco di banda, Paola Di Bucchianico e Mara Racanati centrali, Brigida Fortunato libero.

In panchina: Marilena Fracchiolla, Silvia La Forgia, Alessandra Nappi, Marta Maria De Gennaro, Cristina D’Agostino e Valeria Brattoli.

La Nati a Taranto ripropone il sestetto vittorioso con l’Aversa: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Simona Leone libero.

Panchina ristretta. Con Peppe siedono Désirée Fiore, Simona Mucci e Silvia Mastandrea.

Primo set

L’Azzurra serve molto bene (due aces consecutivi di Testini), mentre le nostre sono piuttosto imprecise in attacco. Come è già avvenuto in passato e come si ripeterà nel secondo e nel terzo parziale, la NAT ha qualche difficoltà di carburazione.

Sul 7-3, però, inizia la riscossa. Una strepitosa Michela trascina le joniche verso il pareggio (10-10).

Sul 13-12 esce dallo stato di torpore Simona Corallo, che da questo momento in poi sarà una delle più brillanti protagoniste di una partita che mantiene le promesse: intensità e spettacolo.

Tre punti consecutivi di Ercolina, un errore biancazzurro e la fuga verso il primo traguardo parziale è lanciata (13-16).

Marasco risponde, ma un ulteriore break di quattro punti risulta determinante (Sonia, Cristiana, Michela ed un tiro fuori misura delle padrone di casa).

Finisce 17-25. Nati a Taranto estremamente convincente.

Secondo set

L’equilibrio del secondo parziale (4-4) lo spezza Mara Racanati: tre dei sei punti consecutivi realizzati dall’Azzurra portano la sua firma (10-4).

Superato il momento di difficoltà, le rossoblu rosicchiano parte dello svantaggio: prima Sonia, poi una doppietta di Michela, poi c’è anche un palleggio di Simona Leone che termina nella metà campo locale (12-8).

Una Corallina impeccabile ed una Marcella straordinariamente a proprio agio nel ruolo di centrale permettono alla Nati a Taranto di pareggiare sul 16-16.

Al rientro sul parquet c’è un’interruzione: l’arbitro discute con coach Marcello dell’ingresso non autorizzato del libero Simona Leone dopo il time-out tecnico.

E’ destino che nelle partite tra Molfetta e Taranto le sostituzioni non vadano mai lisce; comunque questa volta tutto si risolve con un’annotazione sul referto.

A proposito di cambi, coach Matera sostituisce Testini con Brattoli, che un poco si somigliano, e Di Bucchianico con Nappi. Quest’ultima, in particolare, si rivelerà una scelta azzeccata, tanto da meritarsi la conferma nei set successivi per meriti maturati sul parquet.

Intanto, la nostra Marcella dà spettacolo: primo tempo da manuale e palla vagante spinta per terra (17-19).

Brattoli, Francioso e Nappi annullano per quattro volte i tentativi di allungo (di un punto) delle nostre (22-22), poi è l’Azzurra a portarsi avanti, ma Cristiana e Simona Corallo ottengono il pareggio (24-24).

A decidere il set sono un mani-fuori di Brattoli ed una doppia delle rossoblu (26-24). Peccato.

Terzo set

NAT frastornata, Azzurra scatenata. Ci si mette anche un ace di Giusy D’Elia. Come puoi, tu, tarantina, ferire la squadra della tua città?! La squadra che porta il nome della tua città, peraltro.

Con i punti di Marasco e Racanati si mette davvero male (8-1).

Ma le rossoblu non si arrendono. Marcella e Sonia guidano la rimonta (13-10). Sonia, in particolare, attacca da destra e da sinistra, ma una Nappi estremamente determinata ed una valida Francioso mantengono le distanze (18-14). La capitana molfettese chiede sovente la verifica della formazione; ne ha diritto e lo sa. D’altra parte non si diventa avvocati per caso.

Ogni tanto cerco di immaginarmela in tribunale.

“Presidente, facciamo il lancio della monetina per stabilire chi deve procedere per primo all’escussione del teste?”

“Presidente, chiedo un time-out per consultarmi con il mio cliente”.

Scocca l’ora di Michela Benefico, magnifica questa sera: tre punti della nostra banda, in mezzo un ace di Marcella, e per l’ennesima volta l’incontro è in parità: 18-18.

Fast Nappi, che però non va a servire perché coach Matera ricorre spesso al cambio con la centrale che frequenta lo stesso parrucchiere della collega di ruolo, Silvia La Forgia.

Le nostre tre bocche di fuoco tengono la NAT aggrappata al pareggio, ma sul 22-22 l’Azzurra ha il guizzo decisivo: mani-fuori di Marasco, tiro millimetrico della laterale molfettese e poi è Alessandra Nappi a schiacciare con violenza una palla vagante (25-22).

Quarto set

Nell’intervallo il mio sguardo incrocia quello, abbastanza incuriosito, di Cristina D’Agostino. Più che curiosità, la palleggiatrice sembra dire: “Ma addò va’ cus’ cu’ ‘u micròfon’?!” Si vede proprio che il ruolo di telecronista non mi si addice.

Nell’altra panchina coach Marcello prepara un piccolo capolavoro. Sul piano psicologico rischiamo il tracollo: ci siamo fatti rimontare e l’Azzurra ora vola sulle ali dell’entusiasmo; serve la massima determinazione altrimenti si rischia di tornare a casa con la saccoccia vuota.

Le ragazze rispondono come meglio non potrebbero: Sonia, Simona, Michela, tutti i palloni cadono a terra (1-6).

L’Azzurra alza il muro con Francioso e Nappi, ma la Nati a Taranto ha l’arma segreta: gli appoggi di Simona Leone. Due punti nella stessa partita, per un libero, sono un evento da incorniciare. Chiamate il notaio del Guiness dei primati...

Sonia è un po’ stanca; stasera ha fatto cose egregie e può concedersi un po’ di respiro. Marcello, allora, introduce Silvietta, che in settimana aveva chiamato “mamma” il proprio coach. Ora, che l’allenatore rivesta un ruolo particolare nella vita delle atlete, che finisca con l’essere un punto di riferimento, beh, ci può stare. Ma che si arrivi a  trasformarlo in una figura materna, questa è la prima volta che lo sento.

Comunque, tanto per chiarire, Silvietta aveva erroneamente mandato al coach un sms destinato alla madre. Di qui l’equivoco.

Quant’è brava Simona Corallo; che partita! Ci porta sul 7-11, poi sull’8-14.

Dopo un servizio vincente di Marcella, la Corallina mette a terra una pipe perfetta (11-18). Ma tutta la squadra sta giocando bene: Simona sa... anche ricevere e difendere; Ale è la solita regista che distribuisce palloni con classe e sagacia; Michela, oltre ai 20 punti in attacco, si sta facendo il mazzo in difesa.

Quant’è bello, poi, vedere Marcella (14 punti, e scusate se è poco) che, alla bisogna, torna a fare la palleggiatrice.

C’è gloria anche per Silvietta e per due fast di Cristiana; ennesima prestazione di qualità per il sottotenente.

Finisce 14-25 e si va al sesto tie-break stagionale, sia per noi che per Molfetta.

Tie-break

Il set di spareggio, se così possiamo definirlo, è una sintesi di quanto di buono le due squadre hanno fatto vedere questa sera: grande tecnica, grande determinazione, grande carattere e mani che non tremano nei momenti delicati.

Anche grande equilibrio all’inizio. Da un lato una Marasco incontenibile (conterò 21 punti alla fine, ma ho la sensazione che ne abbia fatti di più), dall’altro lato sfruttiamo i muri di Marcella e Sonia, oltre che un ace-culo di Ale.

La svolta è sul 6-6.

Mani-fuori di Michela, primo tempo di Cristiana e mani-fuori di Simona (6-9). E’ bene sfruttare le mani del muro avversario perché sui palloni destinati al campo si avventa come una furia Brigida Fortunato.

Ma Corallina sa trovare anche un buco nella difesa locale e poi schiaccia un’alzata di Marcella (7-11).

Molfetta si affida alle sue giocatrici più brillanti questa sera: Nappi e Marasco (10-12), poi Sonia (mani-fuori) e Marcella (muro) regalano quattro match-point alla Nati a Taranto.

Il primo lo annulla Marasco, il secondo Nappi (12-14).

Riaffiorano i fantasmi della Campania. Io mi consumo gli attributi a furia di grattarli e il presidente fa lo stesso anche se negherà.

Ma a risolvere la partita è una diagonale fantastica di Michela Benefico, ciliegina sulla torta di una prestazione tutta tecnica e cuore (12-15).

Sono due punti guadagnati, considerando che l’Azzurra Molfetta era reduce da quattro vittorie consecutive e muove la classifica da otto turni. Passare al PalaPoli non sarà facile per nessuno.

La Nati a Taranto ha un curioso destino: dopo le sconfitte al tie-break a Sarno e a Scafati abbiamo fatto il vuoto alle spalle; adesso che abbiamo vinto, le inseguitrici si avvicinano.

Curiosità statistica: pochissimi errori in battuta per un incontro di cinque set: 3 Taranto, 4 Molfetta.

Del pullman odierno tutto si può dire, ma c’è un optional di gran lusso: la sauna gratuita per tutti.

Tabellino: Azzurra Molfetta-TARANTO 2-3 (17-25, 26-24, 25-22, 14-25, 12-15)

Azzurra Molfetta: Racanati 7, D’Agostino 0, Fracchiolla NE, Di Bucchianico 4, La Forgia 0, Nappi 15, De Gennaro NE, Marasco 21, Testini 3, D’Elia 2, Brattoli 8, Francioso 8, Fortunato (L) – All. Matera.

Aces 4, errori in battuta 4, muri-punto 4.

Nati a Taranto: Zonca 9, Corallo 23, Fiore NE, Benefico 20, Scaglioso 14, Mucci NE, Tinelli 14, Mastandrea 1, Certa 1, Leone (L) 2 (due!) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 3, muri-punto 9.

Arbitri: Donno (LE), Liberato (BR).

Durata set: 23’, 30’, 28’, 24’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.12’.

Altri risultati: Sala Consilina-Trani 0-3, Potenza-Salerno 2-3, Tuglie-Matera 0-3, Aversa-Scafati 0-3, Sarno-Nojaturi 3-0, Ostuni-Benevento 0-3, Montescaglioso-Battipaglia 1-3.

Classifica: Trani 48; Salerno 42; Matera 41; TARANTO 37; Scafati 35; Sarno e Benevento 32; Potenza 28; Tuglie 27; Molfetta 24; Sala Consilina 23; Nojaturi e Battipaglia 21; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

Tutti buoni.

Prossimo turno: TARANTO-Ostuni, sabato 14 febbraio, ore 19, Palafiom, via Galilei.

Un sms per Ivana:

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Quel sindaco che "odia" le donne

di skanderbeg69 (07/02/2009 - 09:30)

Ero indeciso.

Per presentare la città di Molfetta avrei potuto chiedere a qualcuno del posto di descrivere la propria città, come ho quasi sempre fatto fino adesso. Oppure mi sarebbe piaciuto soffermarmi sulla figura di don Tonino Bello, che è nato ad Alessano ma a Molfetta è stato vescovo per undici anni. Avevo anche iniziato a raccogliere un po’ di materiale su questa figura straordinaria.

Poi ho cambiato idea. Molfetta è sempre lì, bellissima, e chiunque in futuro potrà descriverne le strade suggestive del centro storico, la vista sull’Adriatico, le chiese, il porto, i mille incanti che hanno affascinato direttamente anche me qualche mese fa, quando ebbi la fortuna di andarci per lavoro. Così come perenne resterà la memoria di don Tonino e la lezione del suo esempio e della sua opera. Se ne potrà sempre parlare.

C’è, invece, qualcosa di molto attuale che – mi auguro – dovrebbe risultare più fugace ed effimero: il sindaco Azzollini.

Antonio Azzollini, 55 anni, riassume molti dei difetti della nostra politica. Il trasformismo, ad esempio. Si è girato un bel po’ di partiti da sinistra a destra (PDUP, Verdi, PCI, PPI), fino ad approdare nel dorato rifugio di Forza Italia, sempre accogliente con i rottami della prima repubblica e con coloro che erano comunisti ai tempi dell’URSS e sono diventati anticomunisti dopo la caduta del Muro (Bondi, Ferrara, Adornato, ecc.).

Ma Azzollini è salito alla ribalta delle cronache regionali per un altro motivo: l’irriducibile rifiuto a concedere un assessorato ad una donna. Già prima della sua rielezione, nel 2008, il Tar aveva accolto un primo ricorso contro la decisione di escludere le donne dalla sua giunta. A dicembre, dopo che Azzollini si era ostinato a violare nuovamente l’articolo 37 della Statuto (che imporrebbe almeno una donna in giunta), il Tar ha concesso il bis, azzerando nuovamente il governo comunale.

Nel mezzo, sull’argomento, c’è stata una vivace seduta del consiglio comunale, filmata e tutt’ora trasmessa su You Tube, in cui il sindaco replica all’opposizione usando espressioni dialettali colorite: “Statt’ citte! Uagliò, vattìnn’! Vergugn’t! E parl’ angòr’?”

Beh, anche noi a Taranto abbiamo avuto personaggi molto particolari, anche assai peggiori, ma La Gazzetta ha concluso osservando che solo gli Oeasis di Toti & Tata avrebbero sabuto fare di meglio... [1]

Però, a parte le battute, la questione delle pari opportunità e delle quote rosa è interessante. Personalmente osservo che l’alternanza uomo-donna nelle liste di alcuni partiti (per lo più di sinistra) sarà solo un palliativo finché non ci sarà un segretario nazionale di partito donna (che, nonostante tanto ciarlare sulle pari opportunità, neanche a sinistra c’è mai stato, a parte i Verdi). Si dispensano contentini, ma i veri posti di comando non si toccano. Neanche a sinistra.

Domanda provocatoria: ma se le donne che fanno politica attiva o semplicemente quelle iscritte ai partiti sono meno degli uomini, perché devono avere una quota di rappresentanza garantita? E poi: come si sentirà l’eventuale assessore donna nominata nella giunta Azzollini non già perché è capace ma perché una donna ci doveva stare per forza?

Su questo mi piacerebbe raccogliere pareri.

Mi dispiace aver usato Azzollini per (non) parlare di Molfetta.

Mi fa invece piacere sottolineare uno strano scherzo del destino: proprio nella città del sindaco che “odia” le donne, c’è l’unica squadra del girone ad essere guidata da una donna.

Alle prossime elezioni: Matera sindaco.

 

NOTE:

(1) COST. F., L’Azzollini furioso, in “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 1 ott 2008, pag. 7 (da cui è tratta la seconda immagine).

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Influencer, arrivano i vandali

di skanderbeg69 (05/02/2009 - 23:55)

Non bastavano gli implacabili volantini delle famigerate società finanziarie, che, come avvoltoi pronti ad avventarsi sulle carcasse, sono cresciute e continuano a crescere come funghi in questi tempi di crisi.

A sporcare i marciapiedi della città adesso contribuisce anche la campagna pubblicitaria dei sedicenti Influencer.

Alcune strade del centro, quelle a più alta concentrazione di negozi, sono state tappezzate di manifesti adesivi con scritte del tipo “Stiamo lavorando per individuare l’Influencer”.

      Beh, l’intento di suscitare curiosità è stato certamente raggiunto e allora, anche per ridimensionare il mistero, spieghiamo di cosa si tratta.

Dopo l’affissione dei manifesti, alcuni operatori avrebbero fatto visita ai commercianti lasciando loro una specie di kit informativo. Dietro Influencer c’è una banale campagna di marketing che vorrebbe migliorare le potenzialità di vendita dei negozi attraverso un’analisi più accurata dei prodotti venduti, di quelli richiesti e dei gusti dei clienti. Pare che si possa anche creare una rete di negozi che aderiscono a questa iniziativa. Insomma, marketing d’ordinaria amministrazione. Qualunque commerciante accorto potrebbe farsele da solo queste analisi di mercato senza regalare soldi ai venditori di fumo.

Il punto è un altro. Io non sono sicurissimo che questi manifesti attaccati ai marciapiedi ed ai tombini siano pienamente regolari. Per affiggere un manifesto è necessario pagare una tassa al Comune; né credo che il Comune possa autorizzare il deturpamento del proprio suolo. Questi manifesti adesivi, o pezzi di questi manifesti adesivi, resteranno per terra per chissà quanto tempo. E non è un bel vedere.

Ma c’è di più. La campagna pubblicitaria è stata completata con adesivi, questi certamente abusivi, applicati ai muri, ai cassonetti, in luoghi di interesse archeologico (come l’ingresso delle tombe a camera di via Sardegna), sui pali e – incredibile – sulle macchine parcheggiate!

Ebbene sì, alcuni nostri concittadini si sono ritrovati con l’adesivo di Influencer sullo specchietto retrovisore o sul cofano...

Sarà stato un abuso degli attacchini, direte.

Non credo. Cosa c’è scritto sugli adesivi? C’è scritto: “...E se in quest’auto ci fosse l’Influencer?” Questo significa che chi ha prodotto gli adesivi lo ha fatto con la precisa intenzione di farli applicare sulle automobili. A questo punto non si tratta più di una campagna di marketing, ma di un’azione teppistica.

Domande.

Possono i commercianti fidarsi di un’azienda che sporca in questo modo marciapiedi e mezzi privati?

Possono fidarsi di chi subordina il decoro della città ai propri biechi interessi economici?

Chi non rispetta le norme del buon vivere civile (e probabilmente evade le tasse di affissione) saprà rispettare i contratti stipulati con i commercianti?

Io propongo ai commercianti di boicottare quest’azienda di teppisti ed ai miei concittadini propongo il boicottaggio dei commercianti che aderiranno alla proposta di marketing degli Influencer.

Andassero a sporcare altrove.

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Modesta proposta: scriviamo la rotazione su un cartellone

di skanderbeg69 (04/02/2009 - 20:53)

Non c’è partita di pallavolo in cui, a un certo punto, la capitana di una squadra non chieda all’arbitro qualche secondo di tempo per verificare la corretta rotazione.

Talvolta la scena si ripete più d’una volta nel corso della stessa partita.

Ho l’impressione che la frequenza di questa verifica sia inversamente proporzionale al prestigio della categoria; in altre parole, è poco frequente in serie A, più frequente in B, ancora più frequente in C e così via. Naturalmente conta anche la delicatezza della partita. Forse la circostanza in cui l’incontro è stato interrotto più spesso è stata Tuglie-Turi di due anni fa, partita che valeva l’accesso ai play-off interregionali.

Poi dipende anche dalle circostanze. Una squadra che gioca sempre con lo stesso sestetto, lo memorizza meglio. Quando si avvicendano le giocatrici, la cosa si complica ed è quindi comprensibile che ci si voglia mettere al sicuro con la verifica.

Ricordiamo che un eventuale errore comporterebbe l’azzeramento dei punti conquistati fino a quel momento nel parziale.

Mi chiedo allora: perché la sequenza numerica che gli allenatori consegnano agli arbitri all’inizio di ogni parziale, non viene riprodotta anche su un cartellone bello grande da appendere alle spalle delle panchine?

Un bel foglio di carta da imballaggio, 150 cm per 300, e sei numeroni scritti in grassetto e visibili da tutto il parquet, come quello sollevato da Michele Totire nel fotomontaggio qui sopra...

In qualunque momento le giocatrici potrebbero controllare da sole l’esattezza della propria rotazione ed eviterebbero di rompere continuamente le palle agli arbitri e di spezzettare il gioco.

Acosta, fammi consulente!

Tag: pallavolo,volley,sport

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Clara ha giurato davanti a due milioni di cittadini

di skanderbeg69 (02/02/2009 - 20:36)

“Clara! Clara! Clara!”

Nel momento esatto in cui Clara Clemente diventa il settimo vigile urbano di Sant’Arcangelo di Potenza, il grido trionfale si leva dalla moltitudine di gente che ha affollato la piazza centrale del paese. Due milioni di persone, secondo i dati forniti dalla Questura di Potenza. Una folla che qui non si era mai vista e che si è distesa per quattro chilometri, quelli che dividono il centro storico dal monastero di Santa Maria di Orsoleo.

Clara sorride e risponde con un ampio saluto all’esplosione di gioia di tutti coloro che hanno voluto partecipare ad una pagina di Storia. C’è chi aveva raggiunto la sede del giuramento sin dalla notte precedente, sfidando il freddo dell’inverno.

La centrale rossoblu ha giurato sulla Bibbia che utilizzava Abramo Lincoln quando l’estate trascorreva le vacanze in questo ridente paese ed era solito recarsi in preghiera nella Chiesa di San Rocco. Erano presenti tutte le autorità del Comune, della Provincia e della Regione e naturalmente non poteva mancare una delegazione della Nati a Taranto, la squadra nella quale Clara Clemente ha disputato le ultime quattro stagioni e mezza, dopo aver vinto un premio alla carriera. Dopo, non prima; si noti...

Quattro stagioni e mezza. Già. La mezza, purtroppo, è quella in corso.

La fuoriclasse tarantina non riuscirà a conciliare i nuovi impegni professionali con l’attività agonistica, cosa che ha addolorato profondamente squadra e tifosi ed ha causato anche un crollo dei mercati azionari di mezzo mondo. L’economia, peraltro, è stato uno degli argomenti cardine del suo discorso d’insediamento:

“Oggi mi trovo di fronte a voi, cari cittadini di Sant’Arcangelo, umile per il compito che mi aspetta, grata per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai vostri avi.

Quello che sento già come il mio paese ha attraversato periodi di prosperità, acque calme di pace ed uragani violenti. Oggi, per via della globalizzazione, attraversiamo un periodo di difficoltà economiche: posti di lavoro sono stati cancellati, imprese sono sparite, troppi giovani continuano ad emigrare.

Ma noi sapremo affrontare queste sfide perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l’unità di intenti rispetto al conflitto. Io mi impegno a dare il mio contributo per risanare l’economia locale: riempirò le casse del Comune con centinaia e centinaia di contravvenzioni. Pagherà chi lascia la macchina in doppia fila per due secondi, chi non attraversa sulle strisce pedonali, chi non mette le cinture sia pure per introdurre l’auto nel garage dopo aver aperto il cancello. Yes, I can. La legge me lo consente e voi mi avete accordato la fiducia e i mezzi per farlo.

Incrementerò il turismo. Ho già parlato ai miei amici delle bellezze architettoniche che caratterizzano questo posto, della cordialità della gente, della gastronomia prelibata. Verranno a trovarmi. Non gliel’ho detto, ma multerò anche loro.

Costruiremo le strade e i ponti, restituiremo alla scienza il suo giusto posto, miglioreremo la qualità dell’assistenza, trasformeremo i nostri college universitari per adeguarli ai tempi nuovi. Imbriglieremo il sole, i venti e il suolo per creare energia e per alimentare le nostre auto e così potrò fare sempre più multe.

Ma io non dimentico le mie radici e la mia identità. Intendo costituire una scuola di volley e portare questo paese in serie B1 così come mi sarebbe piaciuto portare in B1 la Nati a Taranto. Farò l’allenatrice-giocatrice-vigile. Nel senso che, in caso di sconfitta, la squadra avversaria, per vendetta, si vedrà portare via il pullman con il carro-attrezzi.

Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità, il riconoscimento da parte di ogni santarcangiolese che abbiamo diritti e doveri verso noi stessi, il nostro paese, il mondo.”

A Clara è arrivato anche il messaggio di Trombetta: “Non sto a soffermarmi sul tuo valore tecnico perché tanto lo sanno tutti che non capisco una mazza di pallavolo. Eri semplicemente una fuoriclasse. Hai preso per mano questa squadra e l’hai resa grande con il tuo esempio quotidiano, con la tua professionalità, con le tue grandi doti umane. Eri un punto di riferimento per tutti.

E continuerai ad esserlo, vedrai. Sono sicuro che ogni settimana ti riempiremo di telefonate per raccontarti quello che succede, ti aggiorneremo sui pettegolezzi e ti chiederemo un parere autorevole sulle cose serie. Il tuo sarà l’oracolo di Sant’Arcangelo. Non ti lasceremo andare via da noi. Ti voglio bene.”

Anche il presidente Lupo ha speso parole di elogio e di affetto: “Grazie per tutto quello che hai dato alla squadra, ed è tanto. Non lo dimenticheremo. Hai lasciato una traccia magnifica nella storia della Nati a Taranto. In bocca al lupo per il tuo futuro.”

 

NOTE:

Le foto di Sant’Arcangelo di Potenza sono tratte da www.comunesantarcangelo.it.

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Il Brasile si tiene Battisti; l'Italia blocca Falsarella per ritorsione

di skanderbeg69 (01/02/2009 - 12:57)

Altro che annullare la partita di calcio Italia-Brasile. Altro che richiamare l’ambasciatore. In risposta alla mancata estradizione di Cesare Battisti, l’Italia sceglie la via della ritorsione in puro stile mafioso: se il terrorista rosso resterà in Brasile, allora la giocatrice di pallavolo Regiane Falsarella resterà a Montescaglioso.

Riepiloghiamo la vicenda: Cesare Battisti, omonimo dell’irredentista trentino (ma non confondiamo la merda con la nutella), è stato negli anni settanta un terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo e si è macchiato di ben quattro omicidi. Trasferitosi in Francia, in Messico e poi di nuovo in Francia, si è dedicato alla letteratura, poi è nuovamente fuggito in Brasile.

Il governo sudamericano gli ha recentemente attribuito lo status di rifugiato politico, impedendone dunque l’estradizione perché in Italia potrebbe essere perseguitato per via delle sue idee politiche ed esprimendo dubbi circa la regolarità del procedimento giudiziario italiano. Che saranno pure cavoli nostri.

Ovviamente si tratta di un atteggiamento piuttosto insultante, ma adesso l’Italia ha reagito con una ritorsione, invero, altrettanto brutale.

Regiane Falsarella, laterale della Planitalia Montescaglioso, non potrà più tornare in Brasile; le viene imposto lo status di rifugiata politica in quanto nel Paese d’origine potrebbe essere perseguitata per le sue schiacciate.

Alla prestigiosa atleta di Valinhos, già in forza alla Tempesta Taranto nel 2001-2002, è stato ritirato il passaporto. Le è stato inoltre imposto l’obbligo di dimora a Montescaglioso; potrà andare alle trasferte soltanto con l’autorizzazione del questore di Matera. In pratica, per la giocatrice brasiliana è stato ripristinato l’istituto del confino. Come Carlo Levi.

La società lucana ha preso bene il provvedimento: “A parte il fastidio della richiesta di autorizzazione alla Questura, per noi non c’è problema. Anzi.”

Vibranti, invece, le proteste dell’ambasciatore brasiliano: “E’ un sopruso privo di ogni logica! Cosa c’entra un delinquente come Battisti con Falsarella, che gioca a pallavolo, è madre di famiglia ed è incensurata?! Questo è un sequestro! Ci attiveremo per tutelare la nostra compatriota”.

 Secca replica della Farnesina: “Dateci Cesare Battisti e noi restituiremo il passaporto a Regiane Falsarella”.

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