Ciao sono skanderbeg69
Vedi il mio profilo


Gennaio 2009

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Gennaio 2009
Pagine:

All'ombra del Vesuvio

di skanderbeg69 (16/01/2009 - 16:48)

La presentazione di Scafati arriva direttamente dal... Palazzo Presidenziale della Tekla. Prima ancora di leggere il testo, non posso non esprimere lo stupore che ho provato quando Antonio Villani, telefonicamente, mi ha anticipato qualcosa della storia di Scafati, del suo stretto legame con Pompei, del rapporto con il fiume Sarno (in un ideale raccordo con il contributo di Maria Teresa), del prestigio di molti sport di squadra. Per non parlare di alcuni aneddoti divertenti (Totò e la Scafatese...). E poi, certo, ci sono anche i problemi, che non suonano nuovi per noi tarantini e – temo – per molti meridionali. Un presente che non riesce ad essere all’altezza di un passato glorioso, la minaccia di un inquinamento perfido devastante.

E’ un testo lungo quello di Antonio, ma scritto con tanta competenza e soprattutto con tanto amore per la propria città. Per noi che credevamo che Scafati fosse il centro anziani San Pietro e la palestra con le gradinate smontabili, è una lettura molto interessante. Grazie, Antonio!

 

Caro Michele,

rispondendo al tuo cortese invito, tenterò, non senza qualche imbarazzo e nel modo più breve ed esaustivo possibile di aprire una finestra sulla mia città e sulla sua storia.

Scafati è città caotica e dinamica, rilevante centro industriale e commerciale e fondamentale nodo comunicativo tra i comuni dell’entroterra vesuviano e nocerino ed i capoluoghi di Napoli e Salerno.

Il toponimo “Scafati” deriva dal termine latino “scapha“ (imbarcazione, battello fluviale): tali mezzi (chiamati in seguito “lontri“) erano delle vere e proprie gondole a fondo piatto indispensabili per la navigazione del Sarno e per lo svolgimento della febbrile vita commerciale della città.

La storia e l’evoluzione di Scafati (primo comune per estensione ed abitanti dell’Agro Nocerino Sarnese) sono strettamente connesse da un lato alla sua favorevole collocazione geografica (in una pianura fertilissima tagliata dal vasto bacino idrografico del Sarno) dall’altro dalla centralità rispetto alle città di Napoli e Salerno e dalla vicinanza alla città di Pompei, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano.

I primi insediamenti nell’area corrispondente all’odierna Scafati furono di “genti” osche e sannite. L’area circostante al “Pons Sarni“ prese a popolarsi significativamente dopo il terremoto del 62 d.C. e l’eruzione del 79 d.C. (come risulta evidente dagli scavi archeologici che negli ultimi anni hanno interessato il territorio scafatese e che hanno riportato alla luce una Villa Rusticaappartenuta a Popidio Narciso). Prima d’allora “il Ponte sul Sarno“ rappresentava un nodo di comunicazione tra le due Urbes di Pompei e Nuceria.

Scafati subì le dominazioni bizantina (fino al 601 d.C., anno in cui fu conquistata da Arechi, duca di Benevento) e longobarda: testimonianza di questa dominazione è la torre sul Ponte che compare nello stemma cittadino, presidio strategico nella guerra ai saraceni.

Nel XIII secolo Scafati fu Angioina. Stupenda testimonianza di questa dominazione è l’ Abbazia di Santa Maria di Real Valle, fatta innalzare nel 1274 da Carlo I D’Angiò sul modello dell’abbazia francese di Real Monte in Borgogna. L’abbazia, in stile gotico, segnò, in assoluto, il primo punto di contatto tra l’architettura francese e quella napoletana (ed oggi giace, ahinoi!!!, in uno stato di penoso e doloroso semi-abbandono).

Di particolare rilievo storico ed architettonico sono, altresì, il Palazzo Meyer (oggi sede del Municipio) ed il Parco Wenner (vero e proprio polmone verde della città) risalenti ai primi anni del 1800.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a Scafati si assistette, e ciò per me è motivo di particolare vanto ed orgoglio, alla costituzione del primo gruppo armato resistente del meridione d'Italia, successivamente denominato “Gruppo 28 Settembre” che contribuì enormemente alla liberazione del territorio cittadino dall’ “invasor“ nazifascista.

Le eroiche azioni partigiane valsero nel 1962 l'assegnazione al Comune di Scafati della medaglia d'oro da parte dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.

 

La festa de’ bagni

Michè, ho pensato di mandarti questa citazione tratta da “Travels in the Two Sicilies“ ( 1777-1780 ) di Henry Swinburne:

 

«Attraversai il Sarno al ponte de La Scafata, proprio vicino al luogo dove Teia, re dei Goti, fu sconfitto e ucciso, nel 553, da Narsete. La Scafata è oggi conosciutissima per la sua chiesa, dedicata a una Madonna che compie i suoi miracoli nell’acqua. Nel giorno della sua solennità viene scavato nei campi adiacenti uno stagno che si riempie quasi istantaneamente di acqua, e migliaia di devoti fanno il bagno per curare varie malattie; nel passato uomini e donne si immergevano in modo promiscuo, ma disposizioni di anni successivi li hanno obbligati a fare il bagno in stagni separati; il segreto di questa straordinaria affluenza di acqua è nel fatto che il terreno si trova così al livello del letto del fiume Sarno o tale è la quantità di vapore acqueo che filtra dalle adiacenti colline, che dovunque si scavi, l’acqua seguirà immediatamente la vanga »

Questa citazione, presenta con esattezza quasi fotografica un rito che tutt’oggi si svolge a Scafati nei giorni dedicati a S.Maria di Bagni (Bagni è una frazione di Scafati vicinissima, tra l’altro, alla palestra di S.Pietro). In pratica, in questa zona c’è una fonte spontanea e consacrata (un ramo sotterraneo del fiume che affiora in superficie) all’interno della quale si immergono uomini e donne in preghiera. I riti celebrativi della festa “de’ bagni” (che attira numerosi turisti nelle nostre zone) rappresentano in realtà un chiaro fenomeno di “sincretismo“ religioso: risulta evidente la commistione di pratiche di culto pagane (consistenti nella adorazione di Attis, divinità campestre, al ritmo frenetico delle tipiche “tammurriate”) e i riti cattolici del battesimo e la pratica della benedizione.

Ogni anno il Santuario della Madonna de’ Bagni (XVII secolo) è, praticamente, preso d’assalto da turisti di diversa provenienza.

 

Totò e la Scafatese

La storia moderna di Scafati è, tuttavia, legata alle vicende sportive delle sue compagini .

La società più gloriosa e di più risalente fondazione (1922) è senz’altro la  S.s.c. Scafatese.

La “signora“ del calcio campano che attualmente milita in Seconda Divisione Pro (la vecchia C2) raggiunse l’apice dei suoi successi e della sua notorietà nell’immediato dopoguerra (stagioni 1946/’47 e 1947-’48), quando prese parte a due campionati di Serie B sfiorando, al primo anno, la serie A e vincendo (udite, udite …!) una Coppa Disciplina di Lega (alla faccia degli smarties !!!)

Una simpatica curiosità: una nota battuta di Totò in “Totò al Giro d’ Italia“ (diretto da Mario Mattoli nel 1948), testimonia la fama mediatica raggiunta in quegli anni dalla Scafatese.

Il professor Ugo Casamandrei (interpretato da Totò) intende farsi arrestare. Dopo alcuni inutili tentativi  (come fare il saluto romano, cantare "Giovinezza", farsi trovare armato, o "inneggiare alle donne nude"), tenta di provocare una reazione irata del comandante di polizia esibendosi in alcuni abbasso calcistici: dopo quelli rivolti alle squadre del Napoli e del Palermo, riesce nell'intento di farsi arrestare esclamando: “Abbasso la Scafatese !“.

 

Sulla vetta d’Italia

Se il calcio rappresenta la storia e la tradizione sportiva scafatese, è però nell’ handball e nel basket che la Scafati sportiva ha raggiunto le vette più alte.

La A.s.d. Handball Scafati (oggi in serie B), infatti, è stata la prima società al di sotto del Tevere ad aggiudicarsi uno scudetto nella stagione 1983-’84 (col nome di Cierre Scafati). Alla storica impresa è dedicata la struttura sportiva di Via Oberdan (dall’anno scorso “Palazzetto Campioni D’Italia 1984“).

Oggi è la realtà cestistica scafatese, tuttavia, a monopolizzare l’attenzione sportiva e mediatica sui colori giallo-blu e sulla nostra città. La società (fondata nel 1969 col nome di Centro Sportivo Scafatese) è stata protagonista nel corso della presidenza Longobardi di una entusiasmante e romantica scalata ai più alti livelli del basket nazionale ottenendo dal 1995 al 2001 ben 4 promozioni (in pratica: dalla C1 alla A2 in sei anni) e raggiungendo la serie A dopo 5 stagioni ad altissimi livelli in A2. Al primo anno di serie A  la matricola Legea Scafati, guidata da coach Teoman Alibegovic e con atleti del calibro Anthony Bernard Carter – attualmente playmaker dei Denver Nuggets in Nba – e Ricky Jason Apodaca – nel 2006-2007 miglior marcatore della Lega con la maglia gialloblu - riuscì a piazzarsi decima e a sfiorare i play-off scudetto (restano scolpite nella mente le storiche vittorie contro l’Olimpia Milano - davanti alle telecamere di Sky - in un Palamangano gremito, e la Fortitudo Bologna) . Amaro, invece, è stato l’esito della scorsa stagione (2007/2008)  segnata dalla retrocessione in Legadue.

Quest’anno il team disputa (occupando attualmente una posizione di centro classifica) nuovamente il campionato di Legadue col nome di Harem Scafati.

A Sabato , dunque …

Vi attende una dolce sorpresa … (Michè nun pensà a’ partita… non c’entra nulla con la Pallavolo…)

 

Con affetto,

Antonio Villani.

Vota questo post